mercoledì 15 luglio 2026

Tre interviste

 Nel 2026 su Money.it:

Nel 2014 su Rai2:

Nel 2012 su byoblu:


Cose sbagliate non ne vedo, ma non vi potete aspettare che ne veda io, sono evidentemente di parte!

Non vedo nemmeno molte differenze (a parte l'età).

Voi ne vedete?

44 commenti:

  1. No Professore, fa senso vedere gli anni di queste interviste.

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    1. Forse che il Tramonto europeo è bello lungo?

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    2. Che Lei ne parla da anni, e nonostante i riscontri, si fa finta di non sentire; non solo, c'è anche chi cerca di appropriarsene come se avesse scoperto l'acqua calda.
      Intanto ci hanno fatto perdere 14 anni.

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    3. Non è che fanno finta di non sentire: ci sono troppi soldi in ballo. L'UE conviene a troppe persone che contano, perché è un progetto pagato coi soldi di quelli che non contano.

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  2. La differenza è evidente: nelle prime due viene intervistato un professore di economia di provincia, un tal Bagnai. Nell’ultima, viene intervistato un onorevole e Presidente di una commissione parlamentare, che continua a sostenere le stesse idee.

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    1. Questa è senz'altro una differenza rilevante. Si vede anche dall'abbigliamento.

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  3. Il tempo è passato la diagnosi è stata confermata ma il problema è restato e pure incancrenito da ALTRI guai pure progressivamente peggiori ( la "sostituzione " e " la guerra".).
    E' questo è molto triste perché ci dice che come popolo abbiamo fallito la prova e la SStoria ci sta giustamente macinando in quanto collettivamente colpevoli di di aver "rotto la catena " che ci legava al nostro passato,
    E a noi pochi che questa sconfitta non ce la meritiamo perché abbiamo disperatamente combattuto questo andazzo, resta solo l' amara consolazione personale di non aver perduto anche il nostro personale onore.
    Comunque molto "poco" direi.

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  4. Riascoltare le interviste di dodici e quattordici anni fa provoca uno strano effetto.
    Molto è cambiato rispetto al 2012 e al 2014. Al posto di Monti e Renzi premier e del PD al governo con Padoan all'economia, oggi c'è Meloni a palazzo Chigi e Giorgetti all'economia da quasi quattro anni.
    In quegli anni difficili molti imprenditori si toglievano la vita per la disperazione, alcune banche territoriali saltavano per aria, la disoccupazione secondo l'ISTAT era al 12,7%, Renzi varava il Jobs act. Il PIL pro capite nel 2014 era di 26.500 €, in calo del 4% rispetto al 2008.
    Nel 2025 il PIL pro capite è stato di 38.300 €, la disoccupazione a maggio 2026 è al 5%.
    Il governo Meloni ha guidato l'Italia in modo stabile, così da garantire crescita in un contesto europeo difficile, tra guerre, inflazione e crisi energetica.
    Eppure, sul referendum costituzionale del 2026 (come nel 2016) gli italiani hanno votato contro la maggioranza e l'ultimo anno di legislatura si annuncia travagliato, dopo la bocciatura dell'emendamento di FdI sull'introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale in discussione alla Camera. Che poi, a dirla tutta, cambiare la legge elettorale prima del voto non pare abbia finora portato bene alla maggioranza! I sondaggi danno il campo largo delle sinistre in vantaggio sul cdx.
    Sono queste soltanto le abituali turbolenze di fine legislatura, oppure abbiamo davvero così poca memoria da non ricordare quanti danni il PD e i suoi governi hanno arrecato all'Italia?

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    1. A chi dimentica farebbe bene un ripasso. Andò così anche col Prodi 2. Avevano dimenticato, gli fu ricordato.

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  5. Una evidente differenza è che ora anche 🍇 è d'accordo con lei.

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    1. ...e questa non è una piccola differenza!

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    2. A mio avviso era d' accordo anche prima, solo non gli conveniva esserlo. Adesso gli tocca ammetterlo, e la differenza non e' banale. UVA mi sembra un Napolitano che non ce l'ha fatta ( o almeno non ancora, o almeno solo in parte ). Ovviamente lo dico da spettatore. Lei che lo conosce di persona ed ha informazioni di prima mano sa meglio di me come stanno le cose.

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  6. Vedo nell'ultima intervista, una maggiore consapevolezza delle conseguenze della moneta unica e della associata pseudo unione europea ovvero una maggiore determinazione sulla necessità di porre fine a questo mostruoso esperimento.

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    1. Più passa il tempo, più conferme accumuliamo della validità delle nostre critiche, ma anche più evidente appare l'impossibilità di risolvere una vicenda simile per via "democratica". Del resto, se "l'Europe se fera dans les crises", mi sembra chiaro che "l'Europe se défera dans une crise". Chi ha teorizzato le rotture di sistema come elemento propulsivo del progetto dovrà rassegnarsi al fatto che una rottura di sistema possa ridimensionarne la portata.

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  7. Il Tempo. La differenza è nel tempo trascorso, 14 lunghi anni, tempo nel quale l'europeismo è ancora ben rappresentato nei parlamenti europei. Tempo nel quale il mio campione di conoscenze, è rimasto, in larga percentuale, fermo a quello che nel Tramonto dell'Euro lei definiva luogocomunismo : disprezzo per la liretta, il debito pubblico da ridurre, da soli dove andiamo, la Cina, grande è bello, insomma tutto il repertorio ben esplicitato nel TdE. Sentirli argomentare è dura e replicare è inutile. Semplicemente inutile. Francamente non se e quando potremo uscire da questo dannato inferno, dove, di democratico è rimasto ben poco. Dobbiamo auspicare la catastrofe, una nuova crisi finanziaria o una guerra, come anticipato a Montesilvano a novembre scorso nel suo intervento finale???

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    1. Intanto non userei il verbo "auspicare", ma un verbo più neutro, tipo "attendersi". Sì, è chiaro che se un sistema insostenibile viene mantenuto in vita ultra vires e con spericolate fughe in avanti, prima o poi lo schianto arriva (e non sarà bello, da qui la preghiera di non auspicarlo: tanto succede ugualmente). Dal punto di vista editoriale, il fatto che l'apparato propagandistico sia passato totalmente inscalfito attraverso questi ormai quindici anni è anche positivo: la critica al luogocomunismo sembrerà nuova e dirompente e tanti lettori, ma non dovrebbe in questa fase crearci problemi col deep State, atteso che Draghi ora l'ha fatta sua...

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    2. io qualche crepa invece la vedo, un titolo cosi non è una dichiarazione di resa ma neppure una dimostrazione di incrollabile fiducia nelle magnifiche sorti e progressive (https://www.huffingtonpost.it/economia/2026/07/11/news/leuro_in_salsa_bulgara_sei_mesi_dopo_e_gia_procedura_di_infrazione-22332301/) e cito questo solo perchè è molto recente

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  8. La prima intervista fu il mio bagliore accecante sulla via di Damasco...

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  9. Vero, niente di nuovo ma oggi in tanti sappiamo che aveva ragione al 100%. Nella sostanza e nella forma.

    Ci pensavo ieri ascoltando questa ultima bella intervista che mi ha ricordato quella del 2012 e quella del 2024 a Claudio Messora.
    In gamba questo Marco Gaetani, i ventenni non sono tutti dei cialtroni. 😉

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    1. Mi duole dirlo, ma ahimè devo farlo: quelli di destra no! Quelli di sinistra, poverini, sono mandati al fronte come Kindersoldat a combattere la battaglia sbagliata. Non è colpa loro, ma il risultato è inguardabile!

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  10. Per quel che capisco io, la scommessa è se l'€uro dura fino a quando non ci avrà completamente deindustrializzati lasciandoci Trümmelleute o se ci fa la grazia di tramontare prima (non pare)...
    La cosa inquietante è che se dici crescita gli intellettuali capiscono corruzione, inquinamento, fascismo, se dici competitività gli imprenditori capiscono +fatturato,+moderazione salariale, +espansione dei mercati, se dici deindustrializzazione gli elettori ti rispondono Lega fascista nazionalista, pare che nessuno capisca la parola; forse quando raccoglieremo acqua piovana nelle botti perché tubature e fogne non funzioneranno più lo capiranno, ma no, queste cose capitano solo se hai la pelle scura, allora sì che sei abbastanza cretino da farti fregare il petrolio senza saperlo utilizzare tu, a noi queste cose non succedono perché siamo €uropei. Forse per non cedere all'autorazzismo bisognerebbe prima non essere razzisti...

    Niente, da qualche parte fra Socrate, Platone e Aristotele si annida il germe dell'Economia Pianificata, a cui il Capitalismo risponde col Liberismo; gli strumenti per bilanciare e moderare le due tendenze opposte da quello che ho letto qui in 7 anni ci sono ampiamente, ma i sacerdoti delle due ideologie preferiscono ignorarle per il proprio sacro tornaconto opportunamente celato alla bisogna da pudiche supposte morali (se ti scappa da ridere guai); meno male che Kavafis mi consola...

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    1. Io credo che la morte dell'Europa industriale (e quindi a seguire di quella sociale e culturale), o comunque la sua condanna a una posizione di strutturale arretratezza, sia ormai un dato di fatto. Nella nuova edizione del Tramonto dell'euro sarà utile spiegare che cosa c'entri l'Unione Monetaria (ma più in generale la metacategoria di Unione) con questo declino irreversibile.

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    2. Onorevole, mia figlia mi ha tolto il telefono dalle mani a megacommentone ultraprolisso concluso su "erPopolo, aaLega, l'intellettuale sovranista": dev'essere un segno, vi siete salvati.

      Le sono comunque grata per la pillola rossa il cui valore si può misurare dalle c@xxate che si sentono al confronto con quello che si impara qui, nonostante io abbia molte difficoltà a smaltire gli effetti collaterali...

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  11. Una differenza percepita mi pare risieda nella consapevolezza dell'ineluttabilità dell'€, e che probabilmente il punto di non ritorno sia stato superato. Adesso l'attenzione dovrebbe spostarsi sull'€ digitale e le sue molteplici implicazioni, che spero siano pur marginalmente affrontate nella seconda edizione

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    1. Indubbiamente abbiamo avuto conferma dell'irreversibilità politica dell'euro: nessuno vuole uscirne quando sta bene, nessuno riesce a uscirne quando sta male, quindi la questione politica sotto questo profilo possiamo considerarla chiusa. Questo probabilmente rassicurerà il deep State, mentre dovrebbe preoccuparlo: il progetto resta insostenibile, quindi farlo crescere significa solo che si cadrà da più in alto. Ma l'umanità è comunque sopravvissuta a ben altre scemenze fatte per ignoranza delle leggi della scienza (in questo caso, di quella economica)!

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  12. Vado fuori tema, ma la tempistica questa è.
    Vogliamo parlare di Forza Italia per cercare di capire da che parte sta remando (soprattutto in vista della elezione del PdR).
    Voglio essere provocatorio; è così inimmaginabile un matrimonio tra la Schlein e Tajani ? (Una sorta di Patto Molotov--Ribbentrop)
    Secondo me hanno più cose in comune di quanto possa sembrare.

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    1. Sinceramente a me questo sembra poco interessante perché molto ovvio. Non so se i promessi sposi siano loro due, non mi soffermerei sulle persone, ma che già dal 2018 ci potesse essere una tendenza dei due partiti a convolare (e prima ancora, dal tempo di Renzi: ricordate il Nazareno?) mi pare scontato.

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    2. Aah...sto invecchiando...
      Però se non ricordo male ci fu un alzata di scudi, per un fatto altamente divisivo e inaccettabile per la maggioranza della base.
      Quindi oggi gli stomaci sono molto più "educati" di allora.

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  13. Vedo un Bagnai più sereno nell' ultima intervista.
    Un uomo che ha smesso di nuotare contro vento e ha iniziato ad andare di bolina.
    Le cose non vanno sempre peggio, come potrebbe pensare chi inizia un percorso di consapevolezza, sono sempre andate così anche prima che se ne potesse rendere conto.
    È forse dal momento del risveglio che inizia ad esistere la realtà?
    Come al solito ringrazio!

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    1. Diciamo che fra smettere di nuotare e andare di bolina la principale differenze non risiede nella direzione del vento, che è sempre contraria, ma nel fatto che nel secondo caso sei in barca, cioè all'asciutto! Sono molto d'accordo sul fatto che le cose "siano andate sempre così", e infatti nel secondo saggio (L'Italia può farcela) cito estesamente il Qohelet. In questo caso specifico direi che l'esperienza politica mi ha fatto capire meglio una cosa che mi è sempre stata chiara (e che solo dei detrattori particolarmente stupidi o vili potevano negarmi di aver affermato): la riconquista della sovranità monetaria sarebbe solo una tappa sul percorso della nostra libertà, una condizione necessaria ma di gran lunga non sufficiente. Lo si capisce leggendo "Sorvegliata speciale" e vedendo a quali e quanti condizionamenti fosse sottoposta la politica italiana ancor prima che l'Italia entrasse nello SME!

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    2. @Bagnai Ribadisco che sarebbe utile un parallelo tra i condizionamenti dell'Italia e quelli della Germania, considerando che ultimamente quest'ultima ha le mani di gran lunga più libere. Altrimenti si dovrebbe ammettere che la nostra sudditanza risale a molto prima dell'ultima guerra e non ha molto a che fare col nostro ruolo di sconfitti. Ricordo che la prima etnia di origine negli Stati Uniti è giustappunto quella tedesca. Leggere "Sorvegliata Speciale" non credo sia di aiuto in questo senso.

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    3. Devo ammettere di non essermi espresso bene con la metafora della vela, se siamo nel punto A e dobbiamo andare da dove proviene il vento (B) bisognerà zigzagare, non puntare direttamente B, perché con le vele al vento non si và (non credo proprio di doverglielo spiegare) 😉 questa inevitabile serie di cambi di mura e di rotte (o prore?!?) sembrerà intollerabile ai fatequalcosisti più duri e puri, che riterranno più utile gettarsi in mare controvento, perché il tracciato più corto fra due punti è una retta (vero, ma non nel caso specifico).
      La ringrazio anche per il suggerimento su "Sorvegliata Speciale", che avevo già colto in precedenza e infatti sto leggendo intervallandolo a "The Technological Republic"

      @nomag so che non volevi rispondere a me, ma la germania è così libera che i suoi gasdotti si suicidano

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    4. Sì, così è più chiaro. La metafora del bordeggiare di bolina era familiare al mio assistente la cui uscita motivò la scrittura di "Eurodelitto ed eurocastigo":

      https://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html

      All'epoca non mi faceva impazzire. Facevo parte anch'io dei feticisti della parola, di quelli che non vengono (a votare) se il politico di loro riferimento non dice quella cosa lì, esattamente come loro desiderano sentirla dire.

      Poi ho capito che in questo modo non si va da nessuna parte, e fra l'altro, a prescindere dalle conseguenze politiche di questo atteggiamento (generalmente infauste, perché appunto con le vele al vento non ci si muove), resta anche il fatto che in ogni caso uno deve poterselo permettere. L'intransigenza dei mediocri e degli squinternati, oltre a essere controproducente, direi che è anche ridicola. La mia, invece, una sua estetica ce l'aveva, altrimenti voi non sareste qui e io non sarei dove sono. L'appostismo resta sempre un riferimento sicuro...

      A @nomag non avrei saputo rispondere meglio di come hai fatto tu.

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  14. Trovo interessanti due considerazioni fatte riguardanti il deep state italiano ed europeo: 1) l’acquisizione tramite Draghi dell’illogicita’ dello schema mercantilista basato sulla deflazione salariale che rende tutti più poveri e la conseguente necessità di ampliare il mercato interno; 2) la rassicurazione dal riscontro dell’impossibilità politica di uscire dall’euro. Ciò in prospettiva dovrebbe aprire la strada per modifiche dei parametri fiscali utili a sostenere i salari e gli investimenti pubblici (anche Dombrowsky ha dovuto concedere ob torto collo un minimo di flessibilità per il caro energia) che sono le uniche misure efficaci per stimolare gli investimenti privati e la ripresa della produttività

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  15. Veramente incommentabile il povero Drindrin.
    Livore allo stato puro, ma uno che aveva come Capo un simpatico mattocchio che millantava Master fatti negli Stati Uniti, veramente lo fanno ancora parlare?
    Rimango veramente basito.

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  16. Prof.,

    Nell'intervista di Money di pochi giorni fa, dal minuto 37 quando parla di suo nonno antifascista sino a quando termina il.discorso sui comunisti, mi sono ritrovato davanti ad uno specchio.
    La sola differenza è che suo nonno era socialista, il mio comunista che veniva 'simpaticamente ' ospitato un paio di giorni nella caserma più vicina in occasione di eventi particolari, tipo anniversario della marcia su Roma ed il famoso arrivo del baffetto criptorchide a Roma nel 1938.

    Povero nonno, ha combattuto contro i tedeschi, insieme a mio zio, partigiano con le formazioni socialiste in Abruzzo, per poi vedere che i tedeschi ci comandano di nuovo e stanno pure riarmandosi.
    Meno male che non ha visto tutto questo.

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  17. I 14 anni di differenza li ho notati solamente in un approccio più autorevole, da uomo di governo. Complimenti per l'aspetto, che non è cambiato.

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