Credo ricordiate tutti la frase minacciosa pronunciata dalla presidente della commissione:
"If things go in a difficult direction we have tools":
Suppongo che ricordiate anche la sorprendente esternazione dell'uterino Thierry Breton:
"On l'a fait en Roumanie...".
Do poi per scontato che tutti ricordiate questa esternazione:
la prima (è del 2013) e la migliore, perché è del Migliore: il pilota automatico che avrebbe proseguito sulla rotta di quelle stesse riforme di cui oggi il Migliore disconosce la paternità. Il pilota non era poi così automatico, in realtà: era lui che manovrava lo spread decidendo di smettere di acquistare i titoli dei governi "nemici", ma insomma, noi non serbiamo rancore, ci basta essercelo tolto di torno e averlo visto balbettare.
Qual è il punto?
Il punto è che da dodici anni Essi(TM) ci dicono di avere strumenti, e questi strumenti sono relativamente diversificati: un tempo le banche centrali (che ora non possono usare, perché un'aggressione via spread metterebbe in seria difficoltà la Francia, come si è visto al tempo di Madame uì ar not ir to cloz ze zpredz), oggi le alte (o basse) corti, domani (ma anche oggi), altre autorità, tutte caratterizzate però da una qualità peculiare: quella dell'indipendenza: l'indipendenza della Banca centrale, l'indipendenza della magistratura, le autorità amministrative indipendenti...
Si torna quindi a uno dei punti nodali del discorso che stiamo svolgendo qui, fin dall'inizio: indipendenti da chi? L'indipendenza è una relazione simmetrica: se A non dipende da B, si assume che B non dipenda da A. Ma se A non dipende da B, e B condiziona A, allora A è sottomesso a B, e se A è espressione democratica di un popolo, allora la democrazia ha un problema. E in effetti è così, come credo sia evidente. L'indipendenza di certe istituzioni (anche qualora si fondi, come quasi mai è il caso, sul dettato della Carta costituzionale) da ipotetico presidio di democrazia è diventata una reale minaccia per la democrazia, è diventato il fondamento del potere coercitivo di cui alcuni si avvalgono per sovvertire le decisioni dei più a beneficio degli interessi di pochi.
Il fatto che sia un problema di difficile soluzione non implica che non dobbiamo riconoscerlo come tale.
Tanto vi dovevo, e torno a lavorare.
Dal punto di vista economico si potrebbe creare un fronte dei pragmatici, con Germania e Francia, per cercare di cambiare le regole viste le difficoltà oggettive di tutti..
RispondiEliminaDa noi serve tornare ad articolo per immunità come sostiene Claudio Borghi...
Certo , certo per "mitigare" il lager €uropa appoggiamoci ai Kapò 😁
EliminaMa lo volete capire che il solo problema è definire "chi fabbrica la moneta" ? Gli stati possono essere "sovrani" se devono farsi prestare " ad usura " moneta" da chi la "crea"?
Non lo vedete ancora che l' unico "ruolo" oggi concesso ai "parlamenti" è quello di CERTIFICARE le "spese" ( e le "tasse" ) decise da ALTRI ?👿
Nel passaggio: gli stati possono essere sovrani se devono farsi prestare ad usura moneta da chi la crea, leggo le pericolose argomentazioni complottiste che girano da almeno 10-20 anni sul signoraggio bancario.
Elimina@passavondiqui: non hai studiato economia vero?
Ma lo so che senza moneta è grave haha il tuttosubismo ora non può funzionare, anche perché senza FI non ci sarebbe la maggioranza... Almeno credo, quindi come si esce Oggi? Cercare di cambiare le regole è un inizio
Elimina@il comico:
Elimina***@passavondiqui: non hai studiato economia vero?***
No, ho studiato "scienze DURE " quelle che studiano i FATTI e non le "chiacchiere".
Quindi , prova tu a spiegarmi IL FATTO che non c'è una "miniera di euro" sotto l €urotower a cui lo stato italiano deve chiedere di essere finanziato per fare gli investimenti necessari alla nostra società ( ponti , ospedali ect. ect ) ?
O in altre parole, se la moneta "si crea" , CHI CREA " la moneta" ?
Ma soprattutto, CHI decide su cosa uno stato (supposto) sovrano debba o non debba fare : "il parlamento" o la BCE ?
@passavodiqui: la risposta non devo dartela io, la trovi in qualsiasi manuale di politica economica. io ho studiato su quella di Acocella, che consiglio vivamente perchè è uno dei testi più belli mai letti in economia, però immagino che anche su altri manuali la questione sia trattata.
EliminaBella la presunzione che siccome hai fatto le scienze dure che studiano i fatti, allora ti intendi di qualsiasi cosa.
@il comico :
EliminaSi ho la presunzione di pensare per conto mio quando vedo FATTI che non tornano.
@passavo di qui: eh però prima studia, sennò corri il rischio di reinventare la ruota (se ti dice bene).
EliminaSpero possa servire alla commissione parlamentare CoViD questo simpatico precedente:
RispondiElimina«L'OMS discute con i membri del Parlamento europeo gli approcci per rafforzare gli sforzi contro il cancro»
Fonte: https://www.who.int/news/item/09-11-2021-who-discusses-approaches-to-strengthen-cancer-efforts-with-members-of-the-european-parliament
Quindi il WHO (o OMS che dir si voglia) a parlare coi parlamentari se viene chiamato ci va.
Grazie, è utile. Però una Commissione d’inchiesta è un organo parlamentare peculiare. Mi farò dare copia della loro lettera e valuteremo.
EliminaLa cronaca di questi giorni sembra una sceneggiatura scritta da Dan Aykroyd e John Landis.Ma chi è oggi la" nazista dell' Illinois"?La baronessa tedesca o la vandeana francese?Io propendo per la prima.
RispondiEliminaNon so se sia vero (non ho trovato riscontri), ma è opinione diffusa che il PCI sin dagli anni '60 invitasse i propri militanti a studiare legge per poi entrare in magistratura.
RispondiEliminaSe è vero c'è da riconoscergli una notevole intelligenza, che noi non abbiamo avuto. Se non è vero c'è da chiedersi perchè adesso si ritrovano questo vantaggio.
Sicuramente uno degli organi su cui si fonda il potere della sinistra, oltre alla magistratura, sono i sindacati: la Lega ha un sindacato, ma lo lascia in abbandono. Invece sarebbe uno di quegli organi che contribuirebbe a ribilanciare quella parte di potere che non è elettiva.
E quale sarebbe il sindacato della Lega?
EliminaPosso sbagliarmi, ma non mi risulta che la Lega abbia un sindacato di riferimento dai tempi del SinPa (Sindacato Padano, già SAL - Sindacato Autonomista Lombardo).
EliminaEro rimasto al SinPa, ma da quanto leggo su Wikipedia, ha interrotto ogni rapporto con la Lega dal 2012. Non lo sapevo.
EliminaAd ogni modo penso che sarebbe opportuno allora, che la Lega lo creasse. Migliaia di persone entrano alla CGIL per farsi compilare i documenti, dichiarazione delle tasse etc, e nel frattempo vengono immersi nella propaganda sinistroide.
Di più: non so se è al corrente di cosa è il fondo Espero. È un fondo in cui confluiscono (prima volontariamente, ma da 1 anno con il silenzio assenso), i TFR di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici della scuola.
E chi gestisce il fondo Espero? Il MIUR al 50% con i sindacati, alias con le sinistre.
Il CSPI invece è un organo elettivo che opera in seno al MIUR e i cui eletti vengono candidati dai sindacati.
E chissà quante altre cose ci sono...
Questi divari con la sinistra devono essere colmati, altrimenti sarà sempre come combattere con un braccio legato dietro la schiena.
Ma lo sai che cosa faccio in Parlamento?
EliminaVedo ora dal sito della Camera che si occupa di previdenza, non lo sapevo, ero rimasto alla sola Commissione Finanze.
EliminaMi scusi.
Prepariamo i nostri di "tools" per quando sarà il momento.
RispondiEliminaNon ci stiamo lavorando.
EliminaEgregio Onorevole,
RispondiEliminacredo che non vi possa e debba essere un'indipendenza totale (o effettiva) tra organi dello Stato.
Questo porta a due considerazioni:
1) Contano i rapporti di forza tra i poteri dello Stato
2) Conta la non perseguibilità degli appartenenti agli organi dello Stato
Quindi:
A) Riformare la magistratura
B) Ripristinare l'immunità parlamentare
C) Ridurre il finanziamento pubblico all'editoria (farebbe più male alla sinistra?)
D) Riformare i sindacati?
Un saluto,
Fabio
Sulla simmetricità dell'indipendenza mi permetto di dissentire, almeno sul piano logico. Tipo: la politica russa non dipende da quello che dice la lega. La politica della lega dipende da quello che dice la Russia.
RispondiEliminaIl resto del post è cristallino e condivisibile
Diciamo che il dissenso è più sul piano delle battutine da poraccio che sul piano logico, ma ci sta (sei furbino, ma ti ho inquadrato). Buona serata!
EliminaGrazie! Buona serata anche a te
EliminaInvece di più autorità indipendenti alla democrazia serve più autorità alle assemblee elettive con il loro rafforzamento, anche numerico:una Camera dei deputati con 900 eletti e un senato con 450 senatori
RispondiEliminaPensa ad un diverso Presidente della Repubblica e ad una nuova Corte Costituzionale...
RispondiEliminaNaturalmente. Il punto debole del modello totalitario proposto dai nostri amici è che potrebbe rivolgersi contro di loro, come vado dicendo inascoltato da almeno otto anni. Il punto però è che il rovesciamento di fronte, per quanto sia inevitabile, richiede tempo, molto tempo, e una discreta fortuna nell'allineamento degli astri. Esempio banale: il prossimo Parlamento sarà di centrodestra, ma ove mai fosse di centrosinistra ci troveremmo con un ulteriore presidente della repubblica di sinistra. D'altra parte, una maggioranza di destra con un Quirinale di sinistra (intendo con tutta la struttura, sia chiaro) ovviamente ha difficoltà a toccare palla (la storiella dell'arbitro la lasciamo agli editoriali a tre veli, se permettete!). Quindi bisogna tenere botta, occupare le posizioni, avendo sempre chiara in mente l'alternativa...
EliminaDa un docente di scienze sociali ci si aspetterebbe almeno il riconoscimento del principio base su cui si regge ogni democrazia liberale: il bilanciamento dei poteri. Lei sa, o dovrebbe sapere, che l’indipendenza di certe istituzioni non è un'anomalia né una minaccia, ma un presidio contro il rischio che la 'volontà della maggioranza' diventi arbitrio senza limiti. Senza contrappesi, democrazia e autocrazia si differenzierebbero solo per il numero di persone al comando.
RispondiEliminaEppure, sembra voler raccontare una storia in cui ogni indipendenza equivale a una forma di sottomissione. Ma allora Montesquieu, Madison e chiunque abbia studiato teoria politica per più di cinque minuti sarebbero stati tutti complici di una grande congiura per 'sovvertire la volontà popolare'?
Non le sembra una visione un po’ complottista, o almeno esagerata?
A meno che il punto non sia che qualsiasi limite al potere della maggioranza sia illegittimo, nel qual caso le consiglio di rileggersi Tocqueville:
la 'tirannia della maggioranza' non è meno pericolosa delle oligarchie che lei sembra voler denunciare.
P.S. Sulla simmetricità dell’indipendenza manco io ce giurerei.
Tipo: l'AI nun dipende da me, ma io dipendo dall'AI, sennò chi me scrive i messaggi forbiti pe’ fa er figo sur blog?😉
L' IA dipende dalla domanda che gli viene posta. La simmetria sussiste.
EliminaMi sembra chiaro che qui ci sia il problema di una minoranza che vuole comunque comandare sulla maggioranza. Problema che eludi. Infatti, secondo te l'USAID finanzia i Centro di Formazione al Lavoro e i capitalisti ammereggani hanno sconfitto Hitler comunista cattivo, a dimostrazione che hai un rapporto difficile con la realtà.
EliminaCerto, in una democrazia il sistema dei contrappesi è utile e anzi necessario, ma il punto è proprio che questi contrappesi nei confronti del potere giudiziario sono del tutto assenti. Oggi un magistrato può agire contro un parlamentare distruggergli la carriera, e se poi dopo 3,4 anni quello viene assolto non c'è letteralmente alcuna conseguenza per chi ha condotto le indagini e formulato il rinvio a giudizio. Il fatto che ci siano sempre più esternazioni politiche da parte di giudici e p.m., che non nascondono le loro posizioni di critica al governo in qualche caso condite da giudizi sprezzanti anche verso gli elettori, nasce da questa certezza di totale immunità, del resto confortata dalla presenza di un presidente del CSM che incoraggia e sostiene questi atteggiamenti. L'indipendenza della magistratura nel disegno dei costituenti era temperata da un ruolo di forte controllo affidato proprio al CSM (che di fatto non si è mai palesato) e dall'art. 68 della costituzione, che aveva funzione di tutelare i parlamentari da iniziative temerarie o persecutorie delle procure. Venuto meno grazie al grillismo (di destra e di sinistra) questo presidio, l'onnipotenza del potere giudiziario non ha più limiti, e come si è visto nella lunga persecuzione di Berlusconi o nel surreale processo a Salvini, ha permesso a magistrati fortemente politicizzati di attaccare senza remore gli avversari politici della sinistra.
Elimina(Diverso ma anch'esso molto rilevante sarebbe poi il discorso sugli altri poteri indipendenti, quali le varie autorità di garanzia, istituite nel corso degli anni nel quadro del programma della sinistra di introdurre ulteriori vincoli e limitazioni all'ambito di competenza del Parlamento).
Scusa ma ti risulta che Montesquieu abbia mai parlato di "indipendenza del potere monetario" dagli altri poteri dello Stato?
EliminaAl sottoscritto no e non risulta nemmeno alla Costituzione della Repubblica Italiana
art 47: La Repubblica italiana ( non la BCE ) tutela e incoraggia il risparmio e disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
La separazione dei poteri deve essere simmetrica: se vuoi che il potere esecutivo e legislativo non intralcino l'operato del potere giudiziario deve valere anche il contrario e in base a quanto si può rilevare siamo ben lontani da questo obiettivo
Grazie Jenna, hai toccato esattamente il punto che il nostro Turista (ex forestiero, ex dalmata) perde di vista, non avendo molta familiarità con la materia. Non mi risulta che fino al 1981 vivessimo nella barbarie giuridica, eppure la Banca centrale non era un'istituzione indipendente dal Governo: era uno dei tanti strumenti lecitamente utilizzati dal Governo per fare politica economica. Lascio perdere tutte le stronzate sull'inflazzione (sic) addotte per giustificare questo cambiamento istituzionale (così il Turista va a chiederle a ChatGPT, ce le porta, e le debunkiamo con ChatAB: si allunga un po' il brodo ma ci divertiamo), e faccio notare che di "congiura aperta" a proposito di questo cambiamento istituzionale non banale (e che ebbe conseguenze evidenti sulla dinamica dei salari reali) non parlarono dei "complottisti", ma gli stessi autori del "putsch"!
EliminaIn termini sincronici, non credo che i Paesi in cui la magistratura ha un rapporto più organico e meno antagonistico col Ministero della Giustizia siano esempi di barbarie. Anzi! Spesso sono proprio i Paesi cui si riferiscono i piddini quando snocciolano i loro petulanti #facciamocome.
Il fatto che la cosiddetta indipendenza non sia radicata nella Carta costituzionale è un problema per i giuristi intellettualmente onesti, che come scappatoia invocano per le Autorità Amministrative Indipendenti il precedente della Banca centrale, e per quest'ultimo il vecchio principio del "cosa fatta capo ha!", che non mi sembra un caposaldo del diritto positivo, ma passons.
Insomma: caro Turista che vieni da un Paese turistico, vedi quante cose ci sono da visitare in questo blog?
***principio base su cui si regge ogni democrazia LIBERALE***
RispondiEliminaEcco l' ennesima dimostrazione che il problema di ogni concetto ( "democrazia" in questo caso) sta negli aggettivi ( "liberale" in questo caso ) con cui vengono "sapientemente " deformate.
Ed è per questo infatti che l' €UR(SS) è sempre più simile a l' URSS nonostante che esse siano state proclamate su principi contrapposti .
Entrambe le organizzazione infatti si basa(va)no sulla pretesa di subordinare il "demos" ad un potere "superiore" ad esso "indipendente" in quanto posto "al riparo del processo elettorale "( come Mario I dixit ) in totale negazione del concetto di "democrazia" di cui entrambe si ammanta(va)no.
io che sono una mente semplice agirei limitando l'azione del capo dello stato, che racchiude in sè il controllo de facto sui 3 poteri dello stato (aka "garante", daje a ride), per poi, sul fronte UE, estendere l'articolato dell'art 117 della riforma costituzionale sugli interessi nazionali prevalenti su materie e regole extrastatali, ivi compresi regolamenti e norme UE. Il combinato disposto di queste due azioni riporterebbe al centro il governo democratico di una nazione ma, come è noto, gli italiani non capiscono (i tedeschi invece si)
RispondiEliminaLa soluzione c'è ed è semplice. Facciamo come negli Stati Uniti.
RispondiEliminaSenta, passante, mi conceda la licenza di chiamarla così. Per esperienza personale posso assicurarle che la differenza tra ciò che lei definisce l'€UR e l'URSS è abissale. Senza scomodare l'AI, ma attingendo ai ricordi di un bambino nato in quel periodo e in quella parte del mondo, in una famiglia normale di impiegati, vorrei condividerle alcuni fatti reali, riconducibili alla necessità primaria del "primum vivere".
RispondiEliminaUn aspetto, per quanto banale, che spesso sfugge a chi osserva dall'esterno, riguarda le condizioni materiali della popolazione, ridotte al limite dell'indigenza. Non si trattava solo di file interminabili per il pane o dell'assenza di beni di consumo primari, ma di un sistema incapace di garantire il minimo indispensabile a tutti. Certo, i rapporti umani forse erano più solidali rispetto all'individualismo sfrenato di oggi, ma quel sistema esigeva qualcosa in cambio: il controllo assoluto della mente delle persone. La proliferazione dei reati di opinione era la norma. Non si poteva semplicemente esprimere ciò che si pensava, nemmeno su questioni banali come la scarsità di risorse primarie. Figuriamoci cosa accadeva ai dissidenti politici: per loro non c'erano solo istituti di pena separati, ma condanne che partivano da dieci anni in su, famiglie deportate in "non luoghi".
Possiamo discutere di tecnocrazia, di deficit democratici, ma qui in Europa nessuno finisce in prigione per aver criticato la Commissione Europea. E, cosa più importante, se un paese vuole uscire dall'UE, può farlo: la Brexit ne è un esempio. Nell'URSS, invece, tentare di "uscire" significava repressione armata, come è successo in Ungheria nel '56 o in Cecoslovacchia nel '68.
Lei sostiene che l'UE e l'URSS condividano l'idea di subordinare il "demos" a un potere "indipendente" dal processo elettorale.
Mi permetta di dissentire.
In un sistema democratico liberale, l'indipendenza di certe istituzioni (magistratura, autorità indipendenti, enti regolatori) non è una negazione della democrazia, ma un contrappeso necessario per evitare che la maggioranza trasformi il proprio potere in arbitrio. Se bastasse il voto popolare per legittimare qualsiasi decisione, allora anche le autocrazie sarebbero "democratiche", purché facessero votare la gente ogni tanto. In sintesi, per chi ha conosciuto sistemi tanto rigidi, l'Unione Europea non può essere paragonata a un'URSS 2.0. Se lo fosse, le critiche verrebbero represse anziché discusse liberamente su un blog. D'altro canto, se volessimo trovare un precedente storico, l'Unione Europea è molto più simile al Sacro Romano Impero, con le sue frammentazioni e i suoi delicati equilibri di potere.
Se poi proprio si intende fare un paragone storico, la Russia di oggi, che ha mantenuto nel tempo il suo impulso egemonico pur cambiando veste, appare ben più vicina all'URSS di quanto lo sia l'UE.
Questo è il mio umile punto di vista, supportato dal mio background personale e da ciò che ho appreso negli anni istruendomi, e sono pronto a discuterne, a patto che le controargomentazioni non si riducano a slogan semplicistici come "€UR = URSS".
Non mi sembra un grandissimo argomento. Massimo rispetto per il tuo percorso di vita, gentile amico, ma è strano che questo non ti consenta di vedere che anche in questa zona del mondo che reputi così civile si stia andando a vele spiegate verso la teorizzazione del reato d'opinione. Ma naturalmente tu che eri in Commissione Segre (la sede di una infame strumentalizzazione...) ne sai più di me di cosa la legislazione europea ha in serbo per noi. O c'ero io? Suggerirei di dare un'occhiata a questo intervento:
Eliminahttps://asimmetrie.org/video/disinformazione-contro-liberta-di-espressione-emd2024/
perché le cose possono sempre migliorare, ma anche peggiorare, e qui stanno peggiorando.
Quanto alla riflessione sull'indipendenza, voglio ricordare a tutti che tecnicamente le istituzioni di cui trattiamo qui sono indipendenti dal Governo, che non significa di per sé indipendenti dalla politica, cioè, in particolare, dal potere legislativo (che infatti ha un ruolo nella loro nomina). Il desiderio di rendersi unaccountable è una cosa un pochino diversa e non necessariamente molto democratica.
Caro forestiero
Elimina*** la popolazione, ridotte al limite dell'indigenza***
io in URSS io l' ho vista solo durante il saccheggio in cui hanno spadroneggiato i sedicenti "libbberali". ( in realtà solo farabutti del vecchio PCUS )
Tu caro forestiero qui sai solo riportare la solita "narrazione" che però essendosi verificata nei FATTI sempre menzognera per me si è totalmente squalificata anche per il "pregresso" .
Se infatti chi oggi detiene "l' autorità" mi mente da trentanni, perché dovrei credere a quanto mi veniva raccontato prima ?
@Gianni, rispondo a lei poiché ha cercato di sviluppare un'argomentazione più articolata rispetto all'intervento del Professore, che, per mancanza di tempo o per scelta, mi ha liquidato con un "beota anima bella", rimandandomi a settembre e presumendo, nella migliore delle ipotesi, la mia scarsa preparazione, o, nella peggiore, la mia malafede. Magari affronterò il tema più a fondo in futuro, se il tempo me lo consentirà. Venendo al suo intervento, lei affronta alcuni problemi reali – il rapporto tra magistratura e politica, il ruolo del CSM, l’equilibrio tra poteri indipendenti e Parlamento – ma giunge a conclusioni che, secondo me, danno per scontati alcuni assunti che sono ancora tutti da dimostrare. Lei dice che i magistrati possono distruggere la carriera di un politico senza alcuna conseguenza, e che non esistono contrappesi. Questo, semplicemente, non è vero. Il sistema prevede organi di controllo interni (le sezioni disciplinari del CSM) ed esterni (la possibilità di azioni di responsabilità civile). Se un magistrato compie abusi evidenti, può essere sanzionato – e infatti ci sono stati casi di sanzioni disciplinari. La lunghezza dei processi e l’incertezza giuridica sono problemi strutturali del sistema italiano, che non possono essere attribuiti a una "impunità" dei magistrati. Lei rileva una crescente politicizzazione dei magistrati. A parte che un magistrato non può candidarsi né iscriversi a un partito senza lasciare la magistratura, se un magistrato esprime opinioni critiche sul governo, questo è legittimo e non rappresenta una violazione della separazione dei poteri. Il problema sorgerebbe solo se tali opinioni influenzassero il suo operato in modo distorto. Inoltre, dire che il CSM dovrebbe intervenire di più implica chiedere un organo più interventista, quindi meno indipendente. Francamente, non credo che questa sia la soluzione. Sostiene che l’immunità parlamentare servisse a proteggere i politici da "iniziative temerarie o persecutorie" delle procure, e che la sua abolizione abbia reso la magistratura onnipotente. La storia di Tangentopoli ci ricorda che l’immunità fu abolita perché il Parlamento la usava come scudo per proteggere se stesso da inchieste legittime. Se oggi si vuole ripensare il bilanciamento tra magistratura e politica, la soluzione non è un ritorno alla totale immunità, ma una riforma più equilibrata. Riguardo ai casi di Berlusconi e Salvini, lei li cita come esempi di magistrati politicizzati che colpiscono solo la destra. Ma vediamo i fatti:...continua...
RispondiEliminaBerlusconi ha avuto procedimenti molto diversi tra loro. Alcuni erano infondati, altri hanno portato a condanne confermate in Cassazione. Però, credo che il caso di Berlusconi sia un unicum, e ci vorrebbero più di mille pagine per discutere ogni singolo aspetto di quei procedimenti. Salvini, invece, è stato processato per il caso Gregoretti, ma è stato assolto. Dove sarebbe la "persecuzione"? Se un politico viene accusato e poi assolto, significa che il sistema ha funzionato. E se vogliamo parlare di "giustizia usata come arma politica", dovremmo considerare anche altri casi, come quello di Renzi, che non mi sembra abbia ricevuto un trattamento di favore. Quanto alle autorità indipendenti come strumenti della sinistra, faccio notare che non sono un’invenzione della sinistra italiana, ma esistono in tutte le democrazie moderne per garantire trasparenza e stabilità. Dire che sono state create per limitare il Parlamento in funzione di un disegno politico della sinistra mi sembra una lettura un po' fantasiosa, per usare un eufemismo. In conclusione, mi sembra che l’argomento sulla presenza di "contro-poteri ostili" alla destra abbia poco fondamento nella realtà attuale. La destra è saldamente al governo, con un forte supporto popolare e una chiara maggioranza parlamentare. Quindi, sollevare questo polverone potrebbe far pensare a una narrativa vittimistica, in cui il governo, pur avendo il pieno controllo delle leve del potere, può sempre attribuire eventuali difficoltà o critiche a forze invisibili o a presunti complotti. In sostanza, l'ipotesi che si potrebbe avanzare è che si stia cercando di creare una narrazione in cui ogni critica o difficoltà diventa parte di un grande complotto contro il governo, un modo per non assumersi responsabilità per le proprie azioni o per minimizzare, o ancor peggio, per fuorviare il dibattito democratico.
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