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lunedì 25 agosto 2014

Il pensionato

(qualche truciolo caduto dal tavolo...)



...altro esempio: il pensionato vuole difendere la sua pensione, e quindi il suo incubo (o meglio: quello che i media gli propongono come incubo) è l’inflazione. Pensa! Con un’inflazione al 5%, per dire, dopo tre anni una pensione da 1000 euro in realtà ha un potere d’acquisto di circa 860 euro. In effetti fa impressione. Ma se oggi, di quei 1000 euro, magari ti tocca darne 300 a tuo figlio, al quale lo stipendio è stato tagliato (vedi il caso Electrolux), o che ha perso lavoro a 45 anni e non trova più nessuno che se lo prenda, be’, allora, caro pensionato, già oggi la tua pensione di euro non ne vale 1000, ma 700. Per farti subire una perdita di potere d’acquisto comparabile a quella provocata dalla necessità di sostentare tuo figlio oggi, l’inflazione al 5% ci metterebbe sette anni (fatti i conti sotto). E nel frattempo, si assiste al paradosso di un giovane che non lavora, e quindi di capacità e di competenze che deperiscono, e di un vecchio che sostenta il giovane, quando in fondo Madre Natura vorrebbe che fosse il contrario. Quando ho scritto il Tramonto dell’euro che l’inflazione non fosse un male assoluto non si poteva ancora dire. Oggi tutti i giornali chiariscono che se i prezzi scendono o non salgono abbastanza gli acquisti vengono rinviati (aspettando ulteriori ribassi) e l’economia si blocca. Chi non vuole una moderata inflazione, vuole la disoccupazione, e chi vuole la disoccupazione, alla fine, non vuole la pensione, perché qualsiasi sistema pensionistico, sia a ripartizione, sia contributivo, si sostiene se l'economia crea valore. Ma senza lavorare, il valore non si crea. Questo, però, il pensionato non lo sa, o lo dimentica, anche se ha svolto la sua attività lavorativa negli anni ‘70 e ’80, quando l’inflazione era arrivata a superare le due cifre, ma, per motivi che poi vedremo, il potere d’acquisto dei lavoratori aumentava, anziché diminuire.

Certo, esistono anche pensionati che non (più) hanno figli, e pensionati i cui figli (ancora) lavorano, altrimenti la tua pensioncina chi te la pagherebbe? Ma quale persona razionale, messa di fronte all’alternativa dell’esempio che ho descritto (con cifre a casaccio, ma non lontane da quelle di certe storie che sento raccontare dai miei lettori), preferirebbe dare 300 euro a suo figlio in pratica per non farlo lavorare, alimentandone la disoccupazione con la propria libidine di deflazione, anziché accettare una diminuzione di potere d’acquisto di 300 euro in sette anni, con la soddisfazione di vedere il figlio fare una vita dignitosa? Be’, ad esempio una persona informata dalla stampa italiana!

Tanto più che gli adeguamenti ISTAT esistono, e quando diventano insostenibili per lo Stato? Quando l'economia non cresce, cioè in deflazione...

(torno al banco...)



Post scriptum "tecnico" (ho fatto anche il disegnino, ma visto che il nostro problema è questo e nessuno lo capisce forse un piccolo sforzo didattico ci vuole):

Il livello medio dei prezzi si misura con numeri indici la cui logica è stata spiegata qui. Per facilitare la lettura dei decimali, visto che tutti son terrorizzati dalle virgole, gli indici normalmente vengono moltiplicati per 100, ma in questo esempio non l'ho fatto perché era sostanzialmente inutile. L'anno base dell'esempio è l'anno zero, nel quale il livello dei prezzi è posto per convenzione uguale a 1 (gli indici valgono sempre 1 o 100 nell'anno base: quello che conta di un indice è come si muove, non quanto vale, quindi il valore nell'anno base viene scelto per convenzione pari a un numero facile da tenere in testa). L'inflazione l'ho immaginata fissa al 5%, il che significa che la variazione dell'indice dei prezzi è 0.05, ovvero il 5%.

Questo implica che nell'anno 1 il livello dei prezzi passi a 1 x (1+0.05) = 1.05.

Se il livello medio dei prezzi aumenta a 1.05, il potere di acquisto di 1000 euro scende a 1000/1.05 = 952.

Nell'anno 2 il livello dei prezzi passa a 1.05 x (1+0.05) = 1 x (1.05)2. Vedete: l'aumento dei prezzi è esponenziale, cioè si ottiene elevando (1+tasso di inflazione) al numero degli anni (1.05 alla seconda, poi alla terza, ecc.). Il risultato è 1.1025. Notate: dopo due anni di inflazione al 5% i prezzi non sono aumentati del 10% (5+5) ma del 10.25%, perché l'aumento percentuale segue una legge esponenziale, come vi ho fatto vedere, e quindi strictu sensu non è lineare, cioè non si può sommare. Va da sé che di fronte a un aumento del 10%, dello 0.25% te ne puoi battere il belino a meno che tu non sia un ingegnere. La nonlinearità diventa rilevante con tasso a due cifre. Per dire: dopo due anni di inflazione al 10%, l'inflazione cumulata è il 21% (siete capaci di dirmi perché?), quindi approssimando linearmente (cioè facendo 10+10=20) ci perdiamo un punto, che non è poco).

Dividendo i 1000 euro nominali per 1.1025 otteniamo il potere d'acquisto dei 1000 euro, che è 907.

E via andare. Poi un giorno parliamo di esponenziali, esponenziali negative, ecc. Ma il pensionato, se non avesse il cervello sciacquato dal Tg1, da La7, da Repubblica e da La Stampa, capirebbe da sé la differenze fra farsi chiudere gli occhi con affetto, e il farseli chiudere con una maledizione. Perché questo è quello che attende i piddini (v. glossario): che la loro memoria sia maledetta in eterno.

81 commenti:

  1. Per il lavoro che faccio, è una situazione che tocco tutti i giorni più volte al giorno.
    Faccio un lavoro non molto piacevole, secondo alcuni punti di vista.
    Posso confermare l'involuzionea degli ultimi 16 anni, regione pear regione.

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  2. Assolutamente perfetto.
    E se qualcuno ha qualcosa da ridire glielo spiego io (come si stà) e come si fa a dover chiudere una piccola azienda a 53 anni e a restare senza un lavoro SENZA PIU' riuscire a trovarne un altro e a dover vivere alle spalle di una pensionata...

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    1. Ma tua madre dell'inflazione che pensa? La mia pensa che Napolitano sia tanto una brava persona...

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    2. La mia mamma l'ho convinta (il mio unico quasi-successo).
      Ogni tanto si ingarbuglia un po', ma è colpa mia: anche le mie spiegazioni sono un po' ingarbugliate e lei il blog non lo legge.
      Mi fa un po' arrabbiare quando dice "Ho letto su La Stampa..."
      "Ma come leggi La Stampa e non Bagnai?"
      Alla fine mi dà ragione (purché la smetta?).

      In un altro commento ha detto che ha appena perso una scommessa.
      Con chi aveva scommesso? Con Rokapasso? Per me lei è l'unica che può vincere scommesse col Cavajere Nero.

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    3. Mia madre ha 80anni e dell'inflazione: Bruttacattiva, ne pensa quello che quei maledetti media le fanno credere, come molti che non sanno o non possono informarsi in maniera diversa, il PC non sa nemmeno accenderlo. Non legge giornali, guarda i Telegiornali che farebbero arrossire persino Goebbels.
      Una cosa mi ripete da anni: "L'Euro ci ha rovinati" e su questo ha una chiarissima posizione, sicuramente dovuta al raddoppio dei prezzi quando ci fu il cambio, non certo perchè ha capito cosa stà succedendo.
      Però, ce l'ha a morte con tutti quelli che governano, anche se in maniera deviata dai media. Capisce benissimo che ci stanno prendendo per i fondelli.

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    4. Ho capito, ma considerando che (scusa il cinismo) qui ti tocca purtroppo cercarti presto un lavoro (ovviamente il più tardi possibile, va da sé): avendo lei capito che l'euro è una sola (e questo qualsiasi casalinga l'ha capito subito, anche se attraverso un percorso logico del tutto accessorio e in definitiva irrilevante), lei voterebbe contro l'euro, o continua a piddineggiare? Perché il problema è questo. E so per esperienza che NON è un problema semplicissimo da risolvere. Good luck e pensate alla salute,,,

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    5. No, no.
      Dapprima si è fatta un po' infinocchiare in una speranza Berlusconiana, ma questo nel primo periodo pubblicitario mediatico.
      Ho una sola certezza, mai e poi mai voterebbe PD, (manco se gle triplicano la pensione)

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    6. Mi sa che a breve inizieranno ad avere seri problemi anche i "pensionati".

      Per ora stanno iniziando ad averli quelli che dovrebbero andare in pensione (vedi qui per un esempio) poi pian piano che diminuiranno gli sghei disponibili toccherà anche agli altri.

      Anzi, chiedo all'eṡìmio òspite se ha dati e informazioni sull'impatto della recessione sui conti INPS, grazie.

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    7. Parzialmente fuori tema. Eterogenesi dei fini: mia madre, romana de Roma, vuole votare Salvini perché dichiara di non volere gli extra comunitari. Così facendo passa dalla mia parte che non voglio l'euro ma che verso gli extra comunitari ho altri sentimenti.

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    8. Ripeto: per mia madre Napolitano è una brava persona. Che devo fare? La mamma è sempre la mamma...

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    9. No no, non si faranno sconti a nessuno, neppure alle mamme!

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    10. @marco
      Aho', attento ai fini che so sottili, belle vorte te li ritrovi nun te dico indove....
      @capofficina
      arbertì, er grafico nun se po vede....pare uno de quelli del rudiger dornbush, colla piattella in cima

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    11. Napolitano è una brava persona.Così dice sua madre.
      Può essere, sicuramente, in molti momenti, ma la posizione che occupa gli consetirerebbe margini di errore assai stretti.Comunque.
      Vede professore, come la realtà è vista e interpretata in modo differente, e come risente delle informazioni che si possiedono. Ciò sembra così evidente da essere quasi banale, ma le implicazioni e le conseguenze non lo sono quasi mai.
      Chiudo non voglio farle perdere altro tempo, preziosissimo.
      Con affetto,
      M.

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    12. Napolitano?
      Chissà se anch'egli sentirà il bisogno di scrivere le sue memorie e racconterà come il suo"percorso" fosse ed era accidentato dalle prove che la vita apparecchia per ciascuno di noi.
      Mi domando se scriverà come ci si sente quando si abiura una dottrina politica per abbracciarne un'altra altrettanto distruttiva e senza che sia stato costretto da un Papa o da un Sovrano.
      Poi divenne Sovrano del popolo italico che ,smemorato, ne faceva le lodi come si conviene al Vegliardo che sprizza dai pori tanta saggezza politica.
      Poveretti e gli Italiani che credono ancora che il PdR e la Corte Costituzionale siano Organi di Garanzia della Costituzione.
      .Ecco tali Organi ci hanno garantito che non meritavamo la Sovranità e l'hanno immolata non per elevate ragioni morali e spirituali ma per propri personali tornaconti.
      L'Italia è stata distrutta nelle proprie istituzioni e tuttavia nessuno ne parla?

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  3. ma insomma, quand'é che va in default l'Argentina? ho risparmiato circa 500 EURONI (non facendo vacanze) per comprarmi qualche azienda argentina...

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    1. Io ancora sto aspettando il crollo della Turchia per comprarmi a prezzi stracciati un qualche appartamento un uno delle decine di grattacieli costruiti negli ultimi anni..
      ..e dire che loro avendo ancora la Lira come minimo dovevano fare un default all'anno.

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    2. https://www.youtube.com/watch?v=t_pbOV5GO4Y lo fanno, lo fanno

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  4. Quando poi non arrivi il taglio del 10% sul lordo, come nelle proposte di LaVoce che contribuisce a stendere ulteriormente la domanda, con un effetto autoalimentantesi e senza vantaggi sui conti pubblici, anzi con svantaggi e con un rapporto costi benfici di 1/2 circa; taglio X lordo, che sono circa X/2 netti e alla fine arrivano netti in tasca ad eventuali beneficiati meno di X/4. Allora ha un senso ciò?

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  5. ma porca puttana, sembriamo cani al canile, ma in Commissione Riconciliazione chi ci mandiamo?...e quando? meno male che mi fate ridere

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  6. Post molto coraggioso, se qualcuno avesse voglia di leggere Max Stirner ,anche solo le sue considerazioni sui rapporti familiari e col proprio io futuro, si capirebbero tante cose

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    1. Non so se è pertinente: all'età mia era morto! Sarebbe la riforma pensionistica ideale.

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    2. non è quello che intendevo, ma l' austerità potrebbe portarci anche a questo e non è escluso che qualcuno faccia conto razionalmente anche su questi risvolti

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  7. Eccomi. 30 anni, cassaintegrato, sposato con un pupetto e la pensione di mio padre che ancora mi campa come fossi un adolescente.
    Cosa pensa dell'inflazione? Gli ho regalato il suo libro....

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  8. Cito il Professore:
    "Ma se oggi, di quei 1000 euro, magari ti tocca darne 300 a tuo figlio, al quale lo stipendio è stato tagliato (vedi il caso Electrolux), o che ha perso lavoro a 45 anni e non trova più nessuno che se lo prenda, be’, allora, caro pensionato, già oggi la tua pensione di euro non ne vale 1000, ma 700."

    E mi (vi) chiedo: perché questa semplice domanda, sopra, la fa solo (o quasi) Alberto Bagnai ?
    Perché queste cose che tutti noi sappiamo, o immaginiamo, vengono ignorate volutamente dai giornali ?
    Io mi identifico col figlio del pensionato, di cui parla il Professore. E sono indignato con la classe dirigente del mio Paese, poiché ho perso il lavoro e non trovo più nessuno che mi prenda.
    Al calo del valore reale delle pensioni, inoltre, aggiungerei la deflazione che colpisce anche il settore immobiliare. Anni fa lavoravo per un'importante azienda edile, il cui presidente mi diceva sempre: "Caro mio, la terra non ha mai dato calci negli stinchi a nessuno".
    Oggi, invece, mi sa che anche il pensionato che possiede una o più case, non solo deve stare attento alla pensione, ma deve anche valorizzare al meglio il proprio patrimonio immobiliare. Pena una svalutazione drammatica e repentina che gli può facilmente erodere qualche decina di migliaia di euro.
    In conclusione, economicamente la categoria dei pensionati è una di quelle che al momento se la passa meglio: cascasse il mondo ogni mese percepiscono una rendita fissa.
    Ciononostante, anche ai pensionati conviene guardare in faccia la realtà economico-depressiva che stiamo vivendo, che è tale per una molteplicità di cause, prima fra tutte l'uso della valuta Euro.
    E allora spero che Susanna Camusso e Carla Cantone, rappresentanti del PD-Pude-Sindacato-Pensionati- Spi-Cgil tornino presto sui propri passi, perché è sotto gli occhi di tutti il grottesco scontro generazionale in corso, purtroppo senza una via d'uscita. Se non, appunto, rimettendo in discussione tutta la politica economico-monetaria e giuslavoristica portata avanti finora.

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    1. La vera domanda non è perché certe cose me le chieda io, ma perché non se le chiedano gli espertoni come Guerani, mincuo, istwine, il fertile humus del sottobosco dei social! Scherzi a parte, e riallacciandoci al discorso fatto in un post precedente, credo sia chiaro che questo blog è un progetto culturale di un certo profilo, e non l'esibizione di bullismo tecnico di qualche persona che non ha modi migliori per impiegare il tempo. Il nostro compito è portare questa domanda all'attenzione generale. Vedrete che da domani lo faranno tutti, perché da tre anni questo blog pone i temi del dibattito. Fra quattro anni diranno che sono stati loro a insegnarmelo e fra cinque non li cagherà nessuno (e noi saremo di più) semplicemente perché la mia e vostra qualità è superiore, e la democrazia è meno democratica di quanto possa a prima vista sembrare: non contano solo i numeri.

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    2. Sono d'accordo su tutto ciò che ha detto, Prof.
      In particolare, poi, sono d'accordo sul fatto che la qualità del dibattito faccia la differenza.
      E su questo blog mi sembra proprio che si tenga alto il dialogo, come non succede altrove (altrove, spesso, non c'è neanche alcun dialogo).
      I temi sono quelli da Lei presentati: il problema, per molti "uomini della strada" io per primo, è che il dibattito economico-politico è diventato, talvolta, estremamente tecnico. Per questo è opportuno crearsi un retroterra culturale tecnico, anche e soprattutto attraverso l'interazione su Goofynomics.
      In tal modo, si auspica, che l'arricchimento possa essere biunivoco.

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  9. un cliente ha una pensione di circa 3-4000, gliel' ho venduto "Il Tramonto", mi è tornato in edicola dicendomi :"ma io non mi fido che indicizzano, piu' che l' inflazione mi tengo l' euro" e intanto comprava repubblica e la collezzione di una barchetta da montare per il nipote. Adesso non gli dico piu' niente, ma quando lo vedo ho la sensazione del deserto intorno a me. Ci soffro, perchè a guardarlo è una persona piacevole (che legge repubblica)..ma cazzo, ha letto anche il Tramonto!
    Ma forse che il quotidiano abbia potere lobotomizzante? Egoismo miope? con un nipote! Post centratissimo. Poi però ci sono anche molti pensionati consapevoli che farebbero la rivoluzione. Usciamo da qui.


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    1. Per ERIK.

      Psicologia del pensionato

      Il pensionato non è egoista. Scambia il mezzo per il fine. L'età avanzata è tempo di bilanci e chi non ha imparato il valore della vita è costretto a darle un prezzo per valutarla. Il prezzo è oggettivo, il valore è no e richiede propri parametri di valutazione, che in una vita di lavoro non si ha avuto il tempo di costruire. La pensione, per i più, è il prezzo della propria vita, il diritto acquisito all'aver vissuto, l'epitome del proprio passaggio nel mondo. Va difesa con tutte le ultime forze, contro tutto e tutti, persino gli affini. L'inflazione sembra uno dei mostri peggiori che minacciano il prezzo, e dunque l'unico valore che molti sanno dare, di una vita vissuta inconsapevolmente.

      Forse sono un po' duro, ma questa è l'impressione che ricavo dalle parole e dalle azioni di molti pensionati benestanti. La pensione non serve per essere spesa, ma per essere percepita e, possibilmente, accantonata. Il risparmio senile alza fino all'ultimo istante il saldo di una vita che stanno per rendere a dio. Difenderlo assume un carattere sacrale, non stupisce affatto che la stampa abbia buon gioco.

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    2. Traslando il discorso dalla vita lavorativa a quella politica e/o culturale la psicologia del pensionato che hai magistralmente esposto corrisponde alla psicologia del piddino, nel senso che rinunciare alle proprie convinzioni euriste significherebbe ammettere che tutte le riflessioni fatte, lette, sostenute nella propria vita adulta sapendo di sapere, erano lievemente imprecise. Se nel loro concetto di autostima rientrasse anche la capacità di sopportare la sofferenza di sentirsi momentaneamente delle nullità (ovviamente la loro percezione, ingigantita dall' orgoglio, non corrisponderebbe alla realtà) alzerebbero la loro asticella interiore, senza imporre agli altri le proprie frustrazioni (almeno oltre quel limite che sconfina in disumanità).
      Ma una cultura che fa del rifiuto del dolore la propria cifra ed il proprio business rende impossibile la maturazione.

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    3. Non egoismo? Non credo.
      Egoismo miope? Forse.
      Più semplicemente il pensionato crede di saper fare i suoi conticini.
      La prossima volta che incontrate un pensionato provate a convincerlo:" sai caro pensionato stupido ed egoista come sarebbe bello se tu rinunciassi ad un po' del tuo potere d' acquisto ( perché te lo chiede l' europa o per un po' di inflazione, fate voi)così l' economia ripartirebbe e tuo figlio potrebbe trovare lavoro e avere dei figli e non dipenderà più da te etc. etc."
      il pensionato vi guarderà strano, non meravigliatevene, probabilmente neanche vi risponderà e si allontanerà pensando:"per intanto a quel coglione di mio figlio ci penso direttamente io, e dovrei rinunciare alla mia pensione per chi?"
      ovviamente il pensionato non capisce che gli mangeranno lo stesso la pensione e con un coglione a carico gli verrà difficile comprarsi tutte quelle scatolette colorate con dentro tante palline prodotte all' estero che lui crede gli allunghino la vita.
      Ecco, se riuscirete a spiegargli questo senza dargli dello stupido egoista, saremo già a buon punto, ma bisogna farlo con comprensione e costanza ed anche abbastanza in fretta prima che le palline colorate finiscano.

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    4. Io ho vari amici coetanei, che fanno quel ragionamento ed hanno letto anche il tramonto, almeno così mi hanno promesso, visto che gliel' ho regalato io a Natale 2012; mi sa che il problema però è che a 65 anni. dopo oltre 30 anni di lavaggio del cervello da parte di Barbapapà e di altri suoi figli adottivi, la frittata è stata fatta, e lo dico anche sapendo che leggono tutti La Repubblica, tutti, e Fubini è il loro novello Messia nonostante propenda fortemente per tagli come al solito dmenticando alcuni piccoli particolari tedeschi.

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    5. Perdonami: se il pensionato non capisce che quando dà i 300 euro a suo figlio, quei 300 euro sono appunto in tasca del figlio, e non più in tasca sua, per cui la perdita di potere d'acquisto l'ha già subita, io non credo valga la pena di starci a parlare. Basterà aspettare che i soldi glieli tolga l'Europa, che non è, come trapela nel tuo argomento, equivalente al vederli erosi dall'inflazione, semplicemente perché l'Europa te li toglie e basta, e tutti in una volta, mentre l'inflazione te lo toglie poco alla volta e se non implementi schemi di indicizzazione, che adesso non puoi implementare perché te lo chiede l'Europa.

      Senti, tanto dobbiamo tutti morire. Qualcuno prima, qualcuno dopo, qualcuno con dignità, qualcuno senza dignità, qualcuno perché se lo meritava, altri perché sì.

      Dal punto di vista del lungo periodo, ogni volta che un coglione muore l'umanità migliora, quindi, sinceramente, all'amico pensionato, come all'amico imprenditore, come all'amico "de sinistra", ecc. io preferisco parlare una volta sola, anche perché non ci guadagno niente. Se capisci, capisci, se no ci pensa il mercato.

      Non so se è chiaro: io non voglio convincere nessuno, quindi nessuno deve dirmi cosa devo fare per convincere, perché chi non si convince da solo è già morto.

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    6. una cosa è comprare 300 euro di giocattoli a tuo figlio un' altra è spendere quei 300 euro per un parco giochi pubblico dove forse giocherà anche tuo figlio, la scelta si gioca sulla distinzione tra egoismo etico,egoismo psicologico ed egoismo razionale perciò consigliavo di leggere Max Stirner

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    7. Molto interessante, io sono rimasto a Occam, anche perché nell'attuale stato delle cose la vera scelta è fra dare 300 euro a tuo figlio per mantenerlo ora, e continuare a dargliene 300 dopo che l'Unione Europea te ne avrà tolti altri 300 dopo (totale: 600). Poi c'è uno stato delle cose alternativo. Quale egoista vorrebbe farsi togliere 600 euro per niente? Bo'...

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    8. è quello che ho detto anche io
      "il pensionato non capisce che gli mangeranno lo stesso la pensione e con un coglione a carico gli verrà difficile comprarsi tutte quelle scatolette colorate con dentro tante palline prodotte all' estero che lui crede gli allunghino la vita."
      comunque per rispondere alla sua domanda è l' egoista psicologico, stupido ovviamente.

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    9. Un mondo di egoisti intelligenti sarebbe il migliore dei mondi possibile?
      Forse no, ma migliore di uno di altruisti fessi, più o meno equivalente a quello di egoisti fessi che ci è toccato in sorte. Quello di altruisti intelligenti non è consentito dall'invidia di dio, lasciamolo perdere. Conviene lavorare sull'intelligenza che sull'altruismo, su questo condivido al 100% l'indirizzo del blog.

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    10. ma chi ha parlato di altruismo? l' altruismo non esiste se non come sovrastruttura dell' egoismo

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  10. La "bomba" sociale esploderà proprio quando le pensioni dei padri non potranno più mantenere i pupi dei figli... Io spero vivamente che il governo decida di metter mano alle pensioni.. Forse allora cominceremo seriamente a vedere per strada quel milione e passa di giovani incaxxati!! Se pensiamo di poter cambiare il paese comodamente seduti, lasciando tracce del nostro disagio sui social media, allora non abbiamo capito nulla! Tanto ci arriveremo comunque.. Prima o poi...

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    1. Ah Federi', scenni in piazza e facce vede quanto sei bravo.
      Un conto e dire che non siamo come i francesi, piu' portati a difendere i ooro diritti ecc...un conto e' detta cosi che sembra che mi vada bene questa situazione. Sto comodo sul divano? Ma lascia perde'....facciamo a cambio di situazione e poi vediamo al posto mio se scendi da solo in piazza.

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    2. Hai detto bene, Alessandro.
      Purtroppo, oltre alle tante relazioni economiche che il Prof. ci spiega quotidiniamente, prima fra tutte la Curva di Phillips, in Italia oggi vige la "dura" legge del divano.
      Alla quale tutti noi, o quasi, soggiaciamo, purtroppo o per fortuna.

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  11. Mi aspettavo questa risposta prof, per fortuna però io un lavoro ancora ce l'ho e razionalmente il mio disagio sociale in piazza lo potrei manifestare solo compatibilmente alle mie ferie o alle ore di permesso accumulate (o nel caso non dovessi fare straordinari il sabato e la domenica) E come per me, anche per chi ancora ha la pensione del padre che lo mantiene non è razionale andare oltre lo sfogo "rivoluzionario" sul web comodamente seduto dietro la scrivania. Il mio post era un evidente provocazione per portare alla luce quella che considero l'inevitabile esplosione della "bomba" sociale che avverrà quando buona parte degli attualmente senza lavoro non potranno più contare su un qualunque reddito (sia esso rappresentato dalla pensione del padre, o dallo stipendio dei genitori, o dal sussidio dello stato o dalle attività illegali)! Il mio sfogo sul web è il massimo che posso fare per ora.. Quando poi scadrà il mio contratto allora sarete i primi a saperlo...

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    1. Vedi Federico
      per rispondere alla tua affermazione (al peggioramento della situazione scoppierà la bomba sociale), pur essendo questo un blog di economia, può essere utile guardare alla storia recente: gli anni '70, i cosiddetti anni di piombo, a causa del terrorismo e non solo.
      Ecco, se la situazione italiana peggiora ulteriormente, credo che si corra il rischio di tornare agli anni '70.
      Alcuni dati macroeconomici, fra l'altro, non ci si discostano di molto.
      Ma la "bomba sociale" forse è meglio che non scoppi :-)

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    2. @ federico artizzu (26 agosto 2014 09:06)

      Mi scusi, ma prima di scendere in piazza io darei un'occhiata a cosa è successo nelle piazze delle “primavere arabe” negli ultimi 3/4 anni. Nella migliore delle ipotesi la situazione è rimasta invariata come in Egitto, dove un militare è tornato al potere, come da tradizione da oltre 60 anni, e svariate centinaia di persone ci hanno lasciato le penne inutilmente. Spesso e volentieri, invece, la situazione ha subito un brusco peggioramento, come in Libia dove da tre anni fazioni armate si contendono il controllo del territorio a suon di cannonate, o in Siria dove armate di mercenari camuffati da rivoluzionari da tre anni massacrano la popolazione per rovesciare il governo.
      Per non parlare della piega che ha preso la pseudo rivoluzione europeista di Kiev.
      Poi con chi si scende in piazza? Con quel Pancho Villa da operetta di Grillo? Non è serio.
      Senza una forza politica che rappresenti le istanze delle classi disagiate, con dirigenti che sappiano di cosa parlano e abbiano un programma decifrabile e minimamente realizzabile, si possono anche riempire le piazze. Ma poi le svuotano a mazzate.

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    3. Giusto! Tutte osservazioni pertinenti, a parte il paragone con le primavere arabe che mi sembra un tantino esagerato.. Fino a prova contraria siamo ancora una discreta democrazia, nonostante tutto! Il paragone con l'Egitto semmai dovremmo farlo con il tasso di disoccupazione giovanile (il 25% circa tra i giovani tra 15 e 24 anni.. Lì i giovani in forza lavoro sono più giovani dei nostri) registrato poco prima del caos!

      Assolutamente d'accordo con te anche per quanto riguarda grillo, non dico che sia meglio la troika ma poco ci manca! Io credo peró che se la gente scendesse in massa (e basta molto meno di un milione di persone per mandare un segnale) chiedendo una cambiamento che non sia (abbattiamo la casta e poi boh si vedrà!!) ma che sia incentrato su temi economici (lavoro, deflazione ma soprattutto euro) potrebbe dare sponda ai partiti politici che al momento sembrano paralizzati sulle teorie del PUDE forse più per paura di fare passi falsi (ogniqualvolta si è provato a toccare il tema dell'euro ci si è scottati) che per reale convinzione.. Faccio un esempio.. Ricordate i forconi? Quelli sono scesi in piazza al motto di castaecorruzzzione e ciò nonostante hanno cominciato a ricevere "sponda" addirittura da berlusconi e da altri esponenti del pdl, della lega e dell'estrema sinistra, desiderosi di incanalarne il consenso, quasi bramosi oserei dire.. (E bada bene che i forconi avevano come slogan il "tutti a roma", "mandiamoli a casa" molto troppo simili a grillo e molto troppo vuoti per ricevere più di un "c'hanno ragione peró che famo poi" dal cittadino medio).. Pensa una cosa.. Lasciamo perdere i numeroni... Pensa "solo" 100.000 persone tendenzialmente mediamente preparate (giovani principalmente.. Oggi l'esser giovani fa già di per se curriculum.. Ma è importante che non siano solo giovani, una piazza variegata su) che intervistati in tv circa le ragioni del proprio dissenso portano avanti la semplice richiesta che la politica incominci un serio dibattito sulle vere cause della crisi, sull'euro e mali impliciti della moneta unica.. In particolar modo su quest'ultima!! serve qualche concetto o slogan di effetto che arrivi chiaro e semplice al grande pubblico, una semplice intervista (trasmessa dai principali tg nell'ora di punta) che ponga il dubbio al cittadino medio/all'imprenditore/al pensionato soprattutto che ha solo nel tg1 la sua fonte d'informazione quotidiana. Le tv e la politica, avide di audience la prima e consenso la seconda, saranno costretti a parlarne in maniera capillare e a quel punto entreranno in ballo i pesi massimi come il professor bagnai che potranno difendere e argomentare queste tesi di fronte a milioni di persone sedute comodamente sul divano davanti la tv (sto divano me piace proprio che devo fa?) A quel punto state pur certi che saranno i partiti politici a cercare il consenso e a cavalcare l'onda del "ripensamento" sull'euro! certo lì la battaglia sarà sempre solo all'inizio ma cominceremo a giocare ad armi pari (se scalfari continuerà sulla via della troika nei suoi editoriali, dall'altra parte ci saranno suoi pari che scriveranno l'esatto contrario, senza peró scrivere boiate come bastaspennechec'èvo?! Ma editoriali dal livello di "favola centro-periferia").. Insomma io credo che questo avverrà comunque.. Ma se non parte in maniera intelligente arriveremo davvero allo scoppio della "bomba" che sarà cavalcata daglo stessi che fino ad oggi c'hanno detto che l'euro ci avrebbe reao tutti più ricchi!! Oh poi magari è solo una boiata la mia.. Peró Magari bastano pure meno di 100.000 persone.. Si sceglie la giusta piazza con la giusta angolazione di luce e 40.000 persone ne sembrano almeno il doppio! Basta dare il via.. non serve nè violenza né grosso dispendio di energie.. ci si prova.. se non funziona torniamo sul divano e pensiamo ad un'altra mossa.. Scusate ora torno sul divano!

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    4. Aggiungo: perchè dobbiamo pensare che TUTTA la classe politica sia corrotta e ormai schiacciata sulle posizioni del PUDE! Secondo me molti di loro neanche saprebbero cosa dire ai propri elettori.. Saremo noi a sfruttare la loro avidità di potere a nostro vantaggio! Se vedono che la base c'è saranno loro stessi a contattare i nostri punti di riferimento (per me il professore su tutti) per avere strumenti per cavalcare il dissenso! Poi manda bagnai da vespa a porta a porta davanti ai fubini o mazzuccato di turno e ne riparliamo il gg dopo! Si potrebbe anche organizzare un qualcosa di eclatante e innovativo: tutti i giovani in piazza seduti con dei bei manuali di economia tra le mani (un acocella) a studiare tutto il giorno.. Alcuni faranno solo numero.. Gli altri più preparati li mettiamo ai bordi del corteo e saranno intervistati a giro dalle tv: poi potranno tagliare 1/10/100 interviste.. Ma ne bastano 2/3 fatte bene da far sentire ai tg della sera!! Lo slogan sarà: qui sopra c'è scritto come uscire da questa crisi, e vogliamo leggerli insieme ai nostri politici verso i quali nonostante tutto nutriamo ancora fiducia: "chi tra i nostri politici viene a leggerli con noi??" (Tutti con il libro tra le mani).. Cioè che rischiamo? Abbiamo pure il libro di macroeconomia come scudo ai manganelli? Dai l'immagine della polizia che picchia gente seduta in piazza che legge un libro? Secondo me è un messaggio forte! Magari non servirà! Ma possiamo farlo in più puntate: verremo qui ogni sabato invece di uscire e divertirci nei pub a dimostrare che i giovani italiani stanno studiando per capire come uscire dalla crisi e dall'euro minimizzando i danni! Chiunque si vuole unire a noi a cominciare dai nostri politici lo aspettiamo a braccia aperte! A patto che abbia voglia di studiare e non fare il solito macello! La cosa potrebbe estendersi a tutte le città italiane!

      Cioè cacchio le università! Non aspettiamo il solito autunno per iniziare prima le vacanze di natale con occupazioni e autogestioni troppo spesso vuote di significato! Poi le mie sono idee buttate lì dopo 9 giorni di lavoro consecutivi.. Magari è meglio che vado a dormire va!

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    5. Magari incominciamo a partecipare a qualche sciopero in piu'. Adesso i famosi 40.000 di Torino sono ormai la maggioranza.
      @ kthrcds, la forza politica apparira' quando le "classi disagiate" saranno un bacino elettorale identificabile e numeroso. Pero' appunto ci sara' davanti Grillo o altri panzoni assortiti, magari Lenin indicava un futuro troppo lontano, ma adesso nessuno indica niente, serve un nuovo balzo in avanti della civilta' - che come fisica insegna, richiede un'enorme energia.

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    6. “... a parte il paragone con le primavere arabe che mi sembra un tantino esagerato”

      Anche a me sembrava esagerato. Finché non ho visto l'Ucraina. Tenga conto che dietro a tutte queste vicende c'è lo stesso “committente”. E si tratta di un committente molto esigente che non esita a dare fuoco ad un'intera nazione se questa si discosta dal binario già tracciato, come nel caso del rifiuto di Yanukovic di firmare l'accordo di interscambio commerciale con l'Ue.
      Oggi non ho dubbi sul destino cui l'Italia andrebbe incontro se uscisse dal tracciato prestabilito all'interno dell'Ue in vista della discussione del famigerato Ttip.

      E mi sembra che tali dubbi siano parte della riflessione di Mimmo Porcaro quando osserva che «Uno dei principali problemi di chi vuole uscire dall’Unione europea e dall’Euro è quello di costruire una grande alleanza sociale e politica capace di resistere alla dura reazione che i grandi poteri nazionali (ma soprattutto internazionali) non mancherebbero di scatenare di fronte a questo“inaccettabile” gesto di autodeterminazione [...] (anche per la presenza di una ormai innegabile tendenza alla guerra) ».

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    7. Ritengo che l'Ucraina stessa sia un modello di società più paragonabile ai paesi arabi piuttosto che al nostro. Poi non darei troppo per scontata la convergenza di interessi tra Washington e Berlino! Senza che posto innumerevoli link di analisi che hanno in comune il continuo deteriorarsi dei rapporti tra Stati Uniti e Germania, non ultimo l'attivismo tedesco nella diplomazia con la Russia, guarda caso dopo che la Merkel ha frenato sulle nuove sanzioni contro Mosca, ecco che quest'ultima sembra abbia mosso blindati oltre il confine ucraino. A mio parere l'euro, inteso come strumento che rafforza la politica estera tedesca nell'unione europea, non potrà essere visto bene a lungo dagli Stati Uniti, specialmente da un futuro presidente repubblicano. Gli USA hanno capito da un pezzo che il dominio del mondo si giocherà sul controllo dell'eurasia, e se convincere l'Europa in blocco dovesse rappresentare un compito troppo arduo, agli USA conviene che i paesi europei tornino ad essere divisi e più facilmente influenzabili. E questo non sarebbe necessariamente un male per un paese come il nostro: abbiamo prosperato per anni sul dualismo URSS - Stati Uniti!
      Ps: in ogni caso, qualunque sia la validità della sua analisi, le paure del dopo non sono una buona scusa per rimanere fermi! Soprattutto se gli eventi sono destinati a cambiare comunque, al di la della nostra, seppur ragionata, pavidità!

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    8. @ federico artizzu (29 agosto 2014 08:24)

      Ritengo che l'Ucraina stessa sia un modello di società più paragonabile ai paesi arabi piuttosto che al nostro”.

      Mi scusi ma è la prima volta che sento una cosa del genere. Come le è venuta in mente?

      “... non darei troppo per scontata la convergenza di interessi tra Washington e Berlino

      Infatti io non ho parlato di convergenze. Merkel subisce le pressioni di Washington mentre in realtà vorrebbe evitare di compromettere i rapporti commerciali con la Russia che sono di volume cospicuo (e questo vale a anche per l'Italia e il resto d'Europa: si stima che le contro-sanzioni di Mosca per il solo settore delle esportazioni dell'ortofrutta italiano verso la Russia comporterebbe perdite per € 7/800 milioni).
      Solo che Angie non è un'aquila e non sa dove battere la testa - e quando quest'inverno il gas russo ci costerà di più non dovremo darne la colpa a Putin. Ad esempio, in questi giorni Merkel, dopo essersi incontrata con Poroshenko, ha dichiarato che “l'annessione della Crimea alla Russia costituisce un precedente pericoloso per l'Europa”. Angie finge di non sapere che l'annessione è stata votata a larghissima maggioranza: in marzo il 95,7% dei cittadini residenti in Crimea votò a favore dell'annessione alla Russia con un’affluenza dell'81,73%. Né sembra aver capito che la popolazione della Crimea è in larga maggioranza di etnia russa e che non solo la Crimea, ma tutta l’Ucraina dell'est è a maggioranza russa, e le industrie più importanti, tra cui l’industria degli armamenti è nell’est russofono. Quindi l'annessione della Crimea alla Russia è da considerarsi irreversibile. Ed è probabile che il Donbass raggiungerà una sua autonomia, ma senza chiedere l'annessione alla Russia. Di conseguenza, il governo autoproclamatosi di Kiev governerà – finché non lo rovesciano a calci – uno stato già fallito di circa 20 milioni di ucraini, senza nessuna prospettiva e con una forte minoranza di neo nazisti. E siccome nelle ultime settimane le truppe di Kiev hanno subito tutta una serie di pesanti sconfitte, ieri «i manifestanti nel centro di Kiev hanno annunciato il lancio del Maidan-3. La gente riunita presso il palazzo dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina ha chiesto l'impeachment del Presidente Poroshenko. Gli attivisti richiedono il cambio dei capi dell’operazione militare nella parte orientale del Paese, tra cui il ministro della Difesa Valery Geleteya».

      Gli USA hanno capito da un pezzo che il dominio del mondo si giocherà sul controllo dell'eurasia

      Sì, nel 1998 Brzezinski nel suo “The Grand Chessboard” avvisò il mondo che gli Usa avrebbero fatto “di tutto” per trasformarlo in una loro colonia. Un progetto troppo ambizioso, che non teneva conto del fatto che l'eurasia non sarebbe stata a guardare.

      Quella che si combatte nel Donbass è, né più né meno, una guerra di resistenza come quella italiana nella II GM, ma dobbiamo notare che è accompagnata da una sinistra campagna di delegittimazione. Inoltre, non sarà minacciando la Russia che miglioreremo la situazione. Anzi.

      “... le paure del dopo non sono una buona scusa per rimanere fermi!

      Nella conferenza stampa tenutasi il 26 agosto Vladimir Kononov, ministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk, ha dichiarato tra le altre cose:
      «Se pensate che la Russia stia inviando le sue unità regolari qui, allora lasciate che vi dica una cosa. Se la Russia stesse inviando le sue truppe regolari, qui non staremmo parlando della battaglia di Elenovka. Staremmo parlando della battaglia di Kiev, o magari della cattura di Leopoli».

      Secondo me se stiamo fermi è meglio. Quando si innervosiscono, i russi menano.

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    9. Mi riferivo all'assioma da lei sostenuto che inevitabilmente una protesta di piazza debba tramutarsi per forza in un cambio di regime (nella migliore delle ipotesi), o in una guerra civile (nella peggiore).

      Lei in sostanza sosteneva che scendere in piazza oggi in italia potrebbe portare ad una situazione del tipo "primavera" araba, o "guerra civile" ucraina.. Io le argomentavo che il nostro sistema di organizzazione sociale/economica e politica non era certamente paragonabile a quello dei paesi arabi, così come non lo è neanche a quello ucraino (che semmai, facendo una dovuta forzatura, era più simile, almeno in termini di concentrazione di potere economico nelle mani di un piccolo numero di oligarchi, a quello dei paesi arabi piuttosto che al nostro). Inoltre la mia proposta di protesta sociale era incentrata non nel "rovesciare" ma nel dare avvio all'estensione della discussione sui mali dell'euro ad un più "alto" livello mediatico (voglio bagnai a porta a porta lo ammetto!) oltre che a sfruttare l'appoggio di alcuni esponenti politici (i quali secondo me non aspettano altro che cavalcare un'onda.. e per questo citavo il precedente dei forconi) che inevitabilmente arriverebbe in caso di manifestazione pacifica, a forte impatto mediatico (proponevo giovani e meno giovani con i libri in mano, che invitano i politici a leggerli in piazza con loro) e soprattutto NON ANTI-SISTEMICA (come invece hanno caratterizzato le manifestazioni in egitto e ucraina e come quelle che hanno in mente i grillini - ma tanto quest'ultimi sono imprevedibili quindi inutili citarli in analisi che prevedono un minimo di coerenza)

      Per il resto la situazione in ucraina credo vada inserita nel contesto globale del tentativo sempre meno nascosto di riequilibrio dei poteri globali (a cominciare dal ruolo del dollaro come moneta di scambio internazionale) ad opera di attori emergenti (o meglio ri-emergenti per usare le parole dello storico niall ferguson) come Russia e Cina su tutte più vari ed eventuali BRICS, e della più che prevedibile risposta degli Stati Uniti (che sentendosi minacciati sul loro dominio globale, stanno evidentemente agendo per la destabilizzazione dell'unico vero pericolo alla supremazia militare: MOSCA! (Se educhi Mosca, di riflesso rimetti a cuccia la Cina), attraverso il territorio dell'eurasia che le accomuna entrambe.
      Non so chi avrà la meglio alla fine, nè sinceramente saprei per chi "fare il tifo", ma lo scontro in atto è palese e tra poco lo sarà anche nel sud-est asiatico (lì basta un peschereccio che perde la rotta per provocare un conflitto tra tutte quelle isole contese)! Mi chiedevo inoltre, e chiedevo al professore, come questo "scontro" di riequilibro globale potesse influenzare l'europa e l'euro (ci sono argomentazioni sia verso il più unione che verso il ritorno delle autonomie nazionali)

      Sulle paure del dopo.. Rispondevo alla sua affermazione, che almeno io ho inteso in questo senso, che fosse meglio stare fermi nel cercare un consenso interno anti-euro per non irritare i non meglio precisati "poteri internazionali".. Non vedo come questo possa c'entrare direttamente con la crisi ucraina, che semmai sarà usata dagli euristi come giustificazione geopolitica del perchè stare TUTTI insieme in Europa è conveniente visto il nemico russo alle porte.. Ignorando che il nemico russo lo stanno creando ad arte proprio coloro che ci hanno portati dentro la catastrofe dell'euro, e ora per tirarsene fuori hanno bisogno della paura dell'orso russo che minaccia l'europa! Ma per favore!!

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    10. @ federico artizzu (29 agosto 2014 13:29)

      La nostra “organizzazione sociale/economica e politica” non ci ha impedito nel tempo di produrre governi inadeguati.
      Non sono sicuro che i politici non aspettino altro che “cavalcare un'onda”: quelli stanno benissimo dove sono, e comunque non sarà leggendo libri in piazza che si creerà un movimento di opinione. Inoltre, l'ultima apparizione dei forconi è stata un flop, tanto che Ferro, uno dei leader, ebbe a dichiarare che “la gente è talmente disillusa che non si fida nemmeno di noi”.

      Quanto a "fare il tifo", quello che accade in Ucraina è una resistenza di popolo, quindi non si tratta di “tifare”, ma di comprendere che ciò che accade oggi laggiù potrebbe accadere domani qui da noi. Non con le stesse dinamiche, va da sé, ma un paio di bombe sui treni non ce le toglie nessuno.
      Lo scontro per il “riequilibro globale” sta già influenzando l'Europa essendo l'Ue una propaggine degli Usa, preliminare alla definitiva sottomissione a questi ultimi. Ecco perché, a mio avviso, chi volesse modificare le condizioni attuali di adesione all'Ue dovrebbe tener conto di una reazione molto dura da parte degli ambienti anglosassoni che, come si è visto, non si fermano di fronte a nulla. Senza la consapevolezza dei reali rapporti di forza in ambito internazionale da parte di una parte rilevante di popolazione non è possibile alcuna azione politica che porti ad un reale mutamento.

      Con lo “stare fermi” intendevo che non ha alcun senso per gli europei sfidare la Russia dal momento che non solo non c'è una forza militare in grado di competere con Mosca – per fortuna, direi –, ma non c'è nemmeno una comune linea politica. Per dire, Merkel da un lato fa la voce grossa, dall'altro nascostamente tenta di rabbonire Putin per garantire alla Germania la continuità dei proficui rapporti commerciali che essa intesse con la Russia. E già da qui si dovrebbe comprendere che o si cambia assetto all'Europa, o si cambia atteggiamento verso Mosca.
      Infine, gli Usa volenti o nolenti finiranno con il rendersi conto che l'era della loro egemonia sul pianeta è tramontata. Alla fine della II GM circa il 50% della produzione mondiale di beni faceva capo agli Usa, la popolazione era di circa 2,5 miliardi e solo gli Usa possedevano armi nucleari. Oggi molte nazioni possiedono armi che sconsigliano atteggiamenti troppo arroganti nei loro confronti – già oggi Cina, Russia, India e Iran non sono alla portata del Pentagono -, siamo oltre 7 miliardi sul pianeta e la produzione mondiale non è più a guida Usa che, tra l'altro, consumano molto più di quanto producono.
      Dopo la crisi petrolifera del 1973 a Washington decisero che “mai più” l'America avrebbe dovuto trovarsi in una simile situazione. Tutto ciò che è accaduto da allora sino ai giorni nostri è frutto di un preciso piano di azione che è stato attuato “senza esclusione di colpi”, come abbiamo visto. E i vari Kissinger, Rumsfield, ecc. di allora sono ancora oggi attivi e operativi.
      Non so come gli euristi sfrutteranno un domani la crisi ucraina, però so che la Russia non mollerà la presa sull'Ucraina che, contrariamente a quanto si dice qui da noi, vogliono integra, ed è probabile che ci riusciranno, indipendentemente da quello che ci siamo messi in testa noi in occidente, perché i russofoni sono passati alla controffensiva con risultati che mettono Poroshenko in una situazione già ora insostenibile.

      L'America ha un'unica opzione davanti a sé per controllare il pianeta: distruggerlo. Gli conviene distruggere un pianeta?

      Detto questo, poiché, come avrà notato, la nostra conversazione non interessa a nessuno, suggerirei di riprendere il discorso eventualmente alla prossima occasione.

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  12. In realtà la situazione è assai peggiore.

    Infatti il montante contributivo individuale (la somma dei contributi versati durante la vita lavorativa) si rivaluta, a partire dalla Riforma Dini, in base alla media del Pil NOMINALE dei 5 anni precedenti, il che significa (vista la pessima performance del Pil negli ultimi anni, particolarmente nel 2009) che da circa tre anni la rivalutazione dei montanti è costantemente inferiore al tasso di inflazione (con una perdita complessiva di oltre il 4%).

    Riducendosi il montante si ridurranno le pensioni future (fermo restando il coefficiente di trasformazione).

    Non è forse questa una tassazione occulta o forma surrettizia di espropriazione?

    Ma di questo, naturalmente, nessuno parla.

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  13. Peraltro non è escluso che in una situazione NON stagdeflattiva vi sia margine per intervenire con sgravi fiscali o addirittura direttamente sull'importo delle pensioni. Eh, ma l'inflazione è la più iniqua delle tasse signoramia.

    PS. Per i diversamente algebbbbrici. Fatto 1 il livello dei prezzi nell'anno zero e il 10% il tasso di inflazione annua, si avrà per il livello dei prezzi negli anni successivi:

    anno 1) 1 x 1.1 = 1.1
    anno 2) 1.1 x 1.1 = 1.21

    1.21, quindi il 21% in più rispetto al livello dei prezzi nell'anno zero (in cui il livello era, appunto, 1).

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  14. Vi è stato un momento in cui anche gli agorà o gli omnibus di turno una parte di verità erano costretti a dirla.
    Dopo l" avvento di ER BOMBA le cose sembrano peggiorate.
    Causa distorsione legamentosa mi son fatto metà ferie a riposo e la mattina per penitenza mi son sorbito queste due trasmissioni di informazione......informazione di fa per dire.Oltre che il sospetto che si scambino gli ospiti, nel senso che girano sempre quelli, ora è la volta di tale faraone.....prima girava la bonafè ......minzolini è sempre presente.....gomez un giorno si un giorno no.
    Stanno li a parlare due ore di nulla.
    Oggi a agorà solo panella ha fatto un intervento decente ma , per aspettare il suo turno prima ha dovuto parlare tutti due volte......in sottovoce si è sentito che ha detto : che mi avete chiamato a fare???
    Ho il sospetto che tutti quelli che la pensano diversamente o non vengono chiamati o devono parlare poco accavallati dal conduttore che gli rompe i coglioni.
    Riguardo al post, per migliaia di pensionati è cosa risaputa compresi mio padre e mia madre.......che gli ho gia promesso di congelare dopo la morte per continuare a vivere decentemente(si scherza....forse!)
    Poi ti capita di sentire quei discorsi tra pensionati in cui tutti i partecipanti dicono di non capire dove sia sta crisi, sai.....se becchi 3000 euro di pensione capita che le difficoltà quotidiane siano percepite in maniera soffocata per non dire inesistente........capita!!!!!!!!

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  15. Eh già...quando c'era l'inflazzzzzzzzione brutta e cattiva, i miei genitori, piccoli commercianti, che avevano un negozio di calzature, (fondato dal mio bisnonno paterno) verso la fine degli anni '70, tra uno shock petrolifero e l'altro, spesso si trovavano il negozio talmente pieno di gente che dovevano chiudere la porta a chiave per non farne entrare altra. C'era la coda fuori! Soprattutto il sabato, e questo accadeva ogni inizio di stagione quando arrivava la merce nuova, prima di Natale, di Pasqua, al ritorno dalle vacanze...E' vero che mio padre (che ora non c'è già più) aveva un gusto particolare nello scegliere la merce e amava servire un pubblico giovane, infatti è stato il primo nella mia città a tenere i "camperos", le clark, le college e altre scarpe che hanno segnato un'epoca e comunque sono ancora molto apprezzate. Vi lascio indovinare cosa pensano i miei dell'inflazione, e soprattutto cosa ne penserebbe mio padre se ci fosse ancora

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  16. Un truciolo santo subito - by un pensionato. La mia piccola esperienza: negli anni '80 e '90, con l'inflazzzione brutta&cattiva, riuscivamo a mettere da parte, io e mia moglie, una certa quota del nostro stipendio da insegnanti che ci serviva a fare le vacanze estive (Italia e talvolta America Latina). Ora col... piffero, e quel (molto) poco che avanza, lo passo al figliolo

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    1. ...e se ti è piaciuto il truciolo, pensa il mobiletto!

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    2. Se avrà un prezzo modico, credo che lo comprerò (basta che non sia ikea)

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    3. Un amico imprenditore mi ha detto che le fabbriche che ancora lavorano sono quelle che producono per l'Ikea, per il resto è quasi tutto " fermo", si lamenta della tassazione enorme, fino al 70%, gli hanno chiesto perfino di vedere le buste paga dei suoi dipendenti, un altro, con 33 operai, dice siamo diventati grandi insieme, "tengo duro"ma se continua così.. come farò, non voglio licenziare nessuno... (Qualcuno potrebbe magari consegnare un pizzino ad Angelino Alfano?); un altro mi dice, produco macchine agricole , sono in giro per le fiere di tutta Europa... ho 60 famiglie da mantenere, mi porta a vedere da fuori la sua fabbrica e poi mi guarda e rivolgendosi proprio a me esclama, ma dateglieli i soldi agli agricoltori, non guadagnano niente!
      Che situazione!
      Quanto al post , che c'è da aggiungere, se non che molti anziani pensionati sono più saggi e non si preoccupano tanto del fatto che con l'inflazione le loro rendite si assottigliano ma percepiscono che la situazione in generale è grave, mia madre, 83 anni, qualche tempo fa mi ha detto che l'Italia è in metastasi, ormai. Io, invece, vorrei che si facesse tutto il possibile per salvare il salvabile.
      Grazie, professore!
      Con affetto
      M.

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  17. "...Babbo, pietà, pietà!,,,". Ah già, dimenticavo che sono un'orfana totale.

    (Alessandra da Firenze, 56 anni a Settembre quando arriverà l'autunno, educatrice occasionale - c'era una volta un lavoro ma non me lo ricordo più - e per giunta, moglie di un tassista...potrebbe piovere...in effetti).

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  18. Quando facevo le scuole superiori, ad economia domestica mi insegnarono che l'inflazione è, per dirla con parole semplici semplici , l'aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi (sicuramente sbaglio, perché a scuola non ero una cima...magari ho imparato male !). Detto questo, non capisco perché si dica che l'inflazione è la più iniqua delle tasse : se sono ricco spendo di più rispetto ad una persona povera, o no ?
    A me pare la più equa delle forme di tassazione, se proprio così la vogliamo chiamare.
    Che poi, l'universo si espande perché è inflazionato

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    1. Attenzione però Mirko, se il latte da 1€ passa ad 1,20€ chi ha la pensione minima e la casa in affitto se ne accorge di piu' di un pensionato da 4000€. Inoltre un aumento di 80€ alla pensione minima è probabile che venga tutto consumato, mentre se aumenti di 80€ la pensione di €4000, è probabile che solo una minima parte venga consumata mentre per dire 50€ vadano ad aumentare il conto in banca. (La propensione al consumo diminuisce all' aumentare del reddito). L' inflazione non è una tassa nel momento in cui i salari nominali aumentano di pari passo. Se ho detto lievi imprecisioni correggetemi per piacere.

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    2. Sono d'accordo con te che un pensionato con la minima, soffra maggiormente l'effetto dell'inflazione, rispetto a chi ha una pensione o reddito di importo maggiore. E' chiaro.
      La propensione al consumo diminuisce all'aumentare del reddito ; è questo il punto : diminuisce, non si azzera, quindi l'inflazione vista come tassa (che non è) ha un andamento progressivo ?
      Dopo di che, se i "ricconi" aborrono l'inflazione, un motivo ci sarà...forse la trovano iniqua...per loro però !
      E qui mi fermo con le mie castronerie.

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    3. i "ricconi" aborrono l'inflazione perchè se gli aumenta il reddito il ricco piu' che spenderlo lo presta per ricavare un interesse (speriamo che nel frattempo l' inflazione aumenti meno del tasso): l' inflazione ha un effetto redistributivo da creditore al debitore.
      Ma comunque i prezzi aumentano e la propensione al consumo diminuisca al crescere del reddito. Sono 2 effetti che colpiscono in maniera quasi opposta due strati sociali distanti. Io poi sono ignorante in materia, ma credo che nel blog una spiegazione piu' approfondita la trovi. Sul "Tramonto" c' è. Torno al Sangiovese ciao.

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  19. Il messaggio, semplice semplice, mi pare essere: meglio crescita zero (o negativa) con inflazione bassa (o zero, o negativa), o crescita positiva con un po' di inflazione? E' chiaro che tutti sono per la seconda opzione.

    Ma non e' che i nostri politici hanno paura che a fare una mossa ritenuta azzardata come quella di uscire dall'euro potrebbe arrivare l'inflazione senza crescita, che sarebbe un peggioramento rispetto alla stagnazione senza inflazione attuale? Potrebbe essere questo il motivo del loro girarsi dall'altra parte e non guardare/capire/tentare di capire il problema?

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    1. Be', è una preoccupazione fondatissssimissssima, infatto è sempre successo così. O no?

      No.

      Quindi i nostri politici sono semplicemente espressione del partito dei creditori. Per loro fortuna stiamo ancora facendo finta di non essere in guerra.

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    2. Bell'articolo di Weisbrot e Ray. Anche De Grauwe (2012) scriveva della pericolosita' dell'internal devaluation e sul fatto che lasciare tutto l'aggiustamento delle asymmetries alle peripheral countries ci avrebbe condannato a un "deflationary straightjacket" (camicia di forza deflazionaria): "There is now a large consensus that in order to correct these imbalances it will be necessary for the PIIGS to engineer an ‘internal devaluation’, i.e. to reduce prices and wages relative to Germany and the other core countries. There is no doubt that such an ‘internal devaluation’ is painful as it tends to reduce aggregate demand and domestic production. This in turn increases government budget deficits and deteriorates the fiscal position of the countries concerned. Countries forced to engineer an internal devaluation risk being pushed into a ‘bad equilibrium’."

      http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2060116

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    3. Ma una nuova guerra mi pare stiano collaborando a preparare gli scriteriati al comando del Titanic, cercando di soddisfare i desiderata altrui con le loro azzardate manovre (armi di fabbricazione sovietica ai kurdi sequestrate a un cargo ucraino vent'anni fa, ecc.) (qui una "divertente" - sic - sintesi
      http://www.carmillaonline.com/2014/08/24/arena/ )
      e sperando magari d'annullare la nostra (guerra) con la loro (IV guerra mondiale)

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    4. Non mi ricordo se mi hai risposto, ma... di cosa stiamo parlando? Hai letto il mio libro? Se facciamo a chi lo ha detto prima allora bisogna risalire almeno fino a Meade (1957), quindi il punto non è questo. Il punto è l'analisi statistica della crescita reale in tutti i paesi che si son sganciati da un peg. Se non ricordo male, solo in Thailandia ci fu un crollo del Pil reale, e per precise scelte di politica industriale del governo (che preferì lasciar fallire un certo numero di imprese). Ovunque uno sganciamento da un peg è seguito da crescita reale. Quindi de che stamo a parla'? Della "buona fede" di Renzi? Ma non ci interessa!

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    5. Le avevo risposto (che avevo letto il libro)!

      Non era per risalire a chi fosse stato il primo a parlarne, ho riportato De Grauwe in quanto collegato all'articolo che mi ha segnalato rispondendomi. Mi sembrava interessante.

      Piu' che della buona fede di Renzi, io mi stavo chiedendo se i nostri politici siano consapevoli di quanto stia succedendo (avranno dei consiglieri economici, no?) ma (ingiustamente) preoccupati dalle conseguenze di una loro azione, oppure se non capiscano proprio niente di quanto stia accadendo. E non so quale sarebbe la cosa peggiore.

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    6. Forse è un insieme di fattori: forse uno su dieci è consapevole ma non si espone perché preferisce tenersi buoni i padroni. I restanti nove ignorano del tutto la questione e sono li solo per obbedire ai primi..
      Infine la dirigenza piddina e forzaitaliota non ammetteranno mai il disastro dell'eurozona, perché vorrebbe dire rinnegare tutto il loro recente passato e probabilmente hanno anche paura delle reazioni scoordinate della popolazione nei loro confronti. Forse, di fronte all'evidenza, ammetteranno qualcosina ma solo dopo che avranno individuato un colpevole su cui scaricare tutto. È probabile che ci stiano lavorando..
      I grillini porelli ancora si stanno domandando come hanno fatto ad arrivare fin dentro al parlamento..

      Sono solo mie considerazioni; il Prof, siccome ogni tanto bazzica qualcuno di loro, sicuramente ne sa di più.

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  20. Conduco quotidianamente la mia micro battaglia su alcuno blogs in mano agli autofustigatori, ovviamente senza eccessive speranze di convincere ma......ma....
    vedo che il numero di bloggers consapevoli di quanto sta succedendo che postano in materia economica sta crescendo...un esempio?

    http://www.forexinfo.it/Pareggio-di-bilancio-e-austerita-l?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=8eff0b3010-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-8eff0b3010-302726789

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  21. Possibile duplicato (sic)
    Da vecchio pensionato, mi trovo perfettamente d'accordo col contenuto del post. Ho anche molto apprezzato il riferimento ai trasferimenti intergenerazionali (da padre pensionato a figlio precario), che ha implicazioni non secondarie sulle misure di politica fiscale, tipo i famosi 80 euro, che poggiano sulle differenze di propensione al consumo. Mi spiego : Gli ottanta euro li danno a molti giovani i cui redditi erano sostenuti dai genitori. Ebbene, il genitore (detentore di reddito/patrimonio "elevato" e quindi convenzionalmente dotato di minore prop. al consumo) che paga con maggiori tasse l'equivalente di quegli 80 euro, reagisce o riducendo il contributo che versava al figlio o comprimendo ulteriormente i propri consumi. In questo modo si perde l'effetto espansivo della manovra.
    Vorrei chiarire che non parlo in teoria, ma avendo casi concreti (anche molto vicini a me) sotto gli occhi.

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  22. Post molto interessante, come sempre. Non vedo l'ora di agguantare il mobiletto, che magari passa anche a presentarlo nella capitale morale, speriamo.
    Mio padre, tra l'altro, peraltro professore ordinario di Fisica in pensione, ha finalmente letto "Il tramonto dell'euro" che gli ho regalato quando è uscito, ha dichiarato "Bravo questo Bagnardi", ha candidamente ammesso che le parti "troppo tecniche" le ha saltate, ma ha sentenziato che è un libro molto ben scritto e divertente. Secondo me, francamente, non ci ha capito molto, e questo benché ne abbia sempre saputo di logaritmi molto più di me: comunque, ha continuato a mantenersi su posizioni saldamente republicchintravagliste ("con o senza l'euro siamo e saremo sempre delle merde"). Non ci discuto più, perché la vita è già abbastanza difficile così com'è, senza discutere di politica con il proprio padre, una specie di principe Nicola ancora più insopportabile.
    OT, volevo solo segnalare quanto sta intanto migliorando la situazione in Spagna

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    1. Se tuo padre non apprezzasse la buona letteratura non saresti la deliziosa figlia (figlia, eh! Come madre e tutto il resto c'è da discutere ma non mi riguarda) e preziosa "seguace" che sei. È anche fisiologico che un ordinario di fisica trovi complicata l'idea che la spesa di qualcuno sia il reddito di qualcun altro. Quindi non preoccuparti: la sua salute mentale è fuori discussione. E tu digli "Sì, babbo, gli italiani son tutti delle merde, tranne te!" e poi, in rapida successione, "Sì, babbo, gli italiani son tutti delle merde, anche te!". Registra le reazioni e riportacele: è un test infallibile. La prossima volta che incontro Marco lo faccio anche con lui! ;)

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    2. Ammazza, prof, un "preziosa seguace" controbilancia pienamente le risposte in corpo 200 e le spigolate scaraventate qua e là nei suoi vivaci momenti di ombrosità adolescenziale... possiamo ripartire da zero, palla al centro. Sul "deliziosa figlia" sono io che non mi pronuncio, anzi non aggiungo proprio altro, che come si sa sul tema "figli" la spigolata arriva rapida (come moglie e madre comunque sono quasi perfetta, e questo se sa).

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  23. @Marilena
    in questo blog tra le poche (ma essenziali) cose che abbiamo imparato (sa.. ne impari tre mentre altrove zero.. ma accontentiamo quelli dello zero.. tre sono poche! DAR) è che vanno viste sempre le dinamiche.

    la tassazione in Italia è elevata (premesso che discorso diverso è sommargli i contributi).
    Perfetto.
    questa è aumentata nel corso degli anni e per un imprenditore costretto a cambi fissi è motivo di inquietudine.
    MA RAGIONIAMO SEMPRE A LIVELLO DINAMICO:
    1) perché è cresciuta?
    perché da 32 anni da quando abbiamo divorziato (ahia) e siamo entrati nello SME le nostre finanze pubbliche sono sotto enorme stress.

    chiaro il punto?
    Allora tagliamo le tasse? CON QUALI SOLDI VISTO CHE non abbiamo nessun potere monetario e fiscale?

    l'energia costa di più?
    pesa di più la burocrazia?

    Purtroppo la risposta è: con tutto questo disavanzo l'unica soluzione è svalutare.
    Non lo facciamo? stiamo capendo le implicazioni.

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  24. Ma no, povero pensionato, tacciato di egoismo idiota e via discorrendo! Guardate che secondo me il pensionato ha capito perfettamente che ha poco da gioire per una pensione "protetta" dall'inflazione, se poi ad ogni piè sospinto, aumentano le tasse di ogni genere e tipo e glie tocca l'austerità...(leggi anche: tagli alla spesa sanitaria e sociale in genere) . I pensionati di mia conoscenza, anche quelli c.d. d'oro (3000 euroni al mese), lo hanno capito benissimo, pure leggendo Repubblica. Quello che frega ancora larga parte di loro e' il fogno....

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