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domenica 24 agosto 2014

Marcone e dollaretto: 30 anni di politica valutaria

Silvia ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Debito pubblico e imprenditoria privata":

Nel testo di Graziani:
"... cercando di tenere la lira tendenzialmente svalutata rispetto all’area del marco, in maniera da favorire le esportazioni e cercando, invece, di ridurre la svalutazione nei confronti del dollaro, per ridurre il costo delle importazioni"
Non ho capito come è possibile farlo contemporaneamente.
Qualcuno me lo saprebbe spiegare per favore?

Postato da Silvia in Goofynomics alle 23 agosto 2014 22:37



Ussignùr! E chi sei, Zingales? Lui, lo abbiamo visto, di tassi di cambio non ne sa molto. Ma uno che segue me queste cose dovrebbe averle ormai capite... Dai, lo sai che ti voglio bene. Vuoi vedere come si fa? E io te lo faccio vedere (come si fa, naturalmente). Così:


Sono i tassi incerto per certo della lira col dollaro (scala di sinistra) e col marco (scala di destra).

Eh, come? Dici che non vedi molta differenza? E che quindi non capisci perché saremmo stati forti sul dollaro (blu) e deboli sul marco (rosso) visto che col passare del tempo ci volevano più lire sia per acquistare un dollaro che per acquistare un marco, e la progressione è equivalente? Vuoi dirmi questo? Ho capito bene?

Ma benedetta ragazzina!

Scusa: guarda le scale degli assi. Rispetto al dollaro siamo andati da 625 fino a poco oltre 2000, il che significa che il prezzo del dollaro (in lire) è aumentato di meno di quattro volte. Rispetto al marco siamo andati da meno di 200 a oltre 1200, il che significa che il prezzo del marco (in lire) è aumentato di più di sei volte. Secondo te, visto che a fine campione per un marco ci volevano sei volte tante lire che all'inizio, e per un dollaro solo quattro, che dici, rispetto a chi siamo diventati più deboli?

Esatto!

Comunque, non hai tutti i torti. Per vedere meglio le proporzioni di un fenomeno, conviene usare i numeri indici, così:


Qui si capisce meglio quello che è successo, vero? Col passare del tempo sia il dollaro che il marco ci sono costati proporzionalmente di più, ma il marco molto, ma molto più del dollaro.

Il fatto è che a voi, condizionati dal frame della "liretta" diffuso da una stampa cialtrona, criminale e autorazzista, continua a non entrare in testa una cosa (e, soprattutto in pubblico, il pudore mi trattiene dal cercare altre strade): non era la lira a svalutarsi, era il marco a rivalutarsi! Insomma, amici cari, ve lo volete cacciare in testa che la Germania tende praticamente da sempre al surplus estero strutturale (per via delle politiche di repressione salariale descritte tanto bene da Cesaratto e Stirati (2010)), quindi ovviamente il marco tende a rivalutarsi, come ho vanamente cercato di far capire a Zingales qui, qui e qui, mentre gli Stati Uniti sono strutturalmente in deficit per i motivi che ho spiegato qui, quindi il dollaro è fatalmente più debole del marco, e la lira poteva starsene comodamente in mezzo, cedendo un po' rispetto al dollaro (e poi recuperando), e cedendo molto di più rispetto al marco.

La svalutazione sostanziale rispetto al dollaro (quindi una crescita rapida della linea blu) c'è stata quando all'inizio degli anni '80 Reagan ha praticato la politica del dollaro forte: politica fiscale espansiva (tagli di tasse ai ricchi e un po' di spesa militare) e politica monetaria restrittiva (per contenere l'inflazione), con alti tassi che attiravano i capitali verso gli Stati Uniti, rinforzando il dollaro. Sì, appunto: non era una svalutazione della lira: era una rivalutazione del dollaro (indotta da un cambiamento di politica monetaria, che coincide anche con tutta una serie di simpatici cambiamenti di rotta circa la gestione dei mercati finanziari, come sapete).

[Sta in qualsiasi libro di macro, è un caso di scuola, non la sensazionale scoperta storica di diplomati diversamente snelli che si incensano mutualmente su Twitter chiamandolo "Volcker shock" per rafforzare la propria autostima da adolescenti irrisolti! Chi è riuscito a laurearsi lo sa, e chi non ci è riuscito farebbe meglio a leggersi il Mankiw, che al Blanchard non ci arriva.]

Peraltro, il mix di politica fiscale espansiva e monetaria restrittiva è un classico della luna di miele di qualsiasi amministrazione repubblicana. Ma non allarghiamo troppo il campo: ovviamente il deficit delle partite correnti americane esplose (sai com'è, il cambio conta), il dollaro forte si rivelò insostenibile, e nel 1985, con gli accordi del Plaza, gli americani dovettero rinunciare a fare gli sboroni, e far cedere il dollaro. Il che significa, e nel grafico si vede, che dal 1985 noi rivalutammo sul dollaro (il dollaro ci costava di meno, la linea blu scende). Nel frattempo iniziava lo Sme credibile e quindi il marco smise di rivalutarsi. Ma anche il marco debole si rivelò insostenibile, come il dollaro forte, ma per il motivo opposto: esplose il surplus tedesco. Nel 1992, come vedi, c'è il recupero (la linea rossa schizza verso l'alto, cioè il marco diventa più caro, si rivaluta).

Vedi, quelli che ti parlano della liretta sono persone che probabilmente pensano che la Terra gli stia attaccata ai piedi perché loro la attirano con la propria massa. Il cambio della lira è evidentemente la risultante di quello che accade sui mercati internazionali ad attori più importanti dell'Italia, e il grafico che ti ho fatto vedere lo dimostra. Chi non lo capisce è un dilettante o un furbetto.

Per inciso: capisci perché Savona e Masera se la ridevano sotto i baffi mentre Grilli, alla premiazione del mio libro, sostanzialmente gli dava dei cialtroni dicendo che l'Italia non aveva saputo gestire la sua valuta? Al di là dello scarso senso dell'opportunità consistente nel criticare, venendo da un'esperienza fallimentare come quella del governo Monti, la politica monetaria che aveva garantito all'Italia una crescita sopra al 3% negli anni '70, e di farlo di fronte al direttorio di Bankitalia di quegli anni, il fatto è che questa valutazione è oggettivamente errata. Non credo che si sarebbe potuta fare una politica valutaria più funzionale di quella fatta dalla Banca d'Italia, semplicemente assecondando, con intelligenza, le dinamiche strutturali di due paesi più grandi di noi: la tendenza al surplus dei tedeschi, quella al deficit degli americani, il che ci permetteva di essere "forti" sui mercati di approvvigionamento e "deboli" su quelli di sbocco.

Bene. Ora veniamo al giorno d'oggi.

L'euro è alto sul dollaro, e quindi l'Italia è alta sul dollaro. Ma l'Italia è alta sul dollaro perché è alta sul dollaro la Germania: la Germania infatti è in surplus, mentre noi siamo appena in pareggio, e ci siamo perché abbiamo massacrato il Pil, e gli Stati Uniti sono, come sempre, in deficit.

Domanda: se avessimo una nostra valuta nazionale, siamo sicuri che perderebbe il millantamila per cento rispetto al dollaro, come dicono i cialtroni mentecatti, che se ci fosse un giudice a Berlino dovrebbero essere incriminati ai sensi del TUF per queste castronerie terroristiche? Io non credo. Io credo che perderemmo un sano 25% rispetto al marco, al massimo un 15% rispetto al dollaro, e via andare. Da lì in avanti, dato che la Germania tenderà sempre al surplus, tranne in quelle parentesi nelle quali tende al pareggio, e gli Stati Uniti tenderanno sempre al deficit, noi potremmo tranquillamente e comodamente sederci in mezzo e farci i fatti nostri.

Invece siamo governati da Draghi che ci fa fare gli interessi della Germania.

Capito meglio qual è il problema dell'euro?

Sirvia, 'o sai che io a tte te vojo bbene. Sono sicuro che ti è entrato in testa! Hugs and kisses...

25 commenti:

  1. Certo che della svalutazione della lira si potrà dire di tutto, ma io nel 1992 c'ero e ho visto gli incrementi di fatturato e di assunzioni nella ditta dove lavoravo: che ne vengano altre di svalutazioni...

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    1. Parole Sante!

      Ricordo mio padre lasciare l'Italia alla fine del 91 perchè aveva perso il lavoro, per poi scoprire incredulo già a inizio 93 che la situazione si era completamente ribaltata! Inutile dire che dopo 2 mesi lavorava di nuovo in Italia...

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    2. #moralismostrano
      ...e non ti senti un po' sporco? Non era meglio e morale frustare i lavoratori alla deflazione?

      ... ;-)

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    3. Nel 1992 facevo il responsabile di produzione alla cementeria di Pontassieve. E non ti dico la fatica che si faceva a tener dietro alla richiesta.... Con una capacità produttiva di circa 800 tonnellate al giorno, vendevamo circa 900-920. E per fortuna in estate i camion non potevano viaggiare dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina, altrimenti avremmo dovuto rimandarli indietro vuoti.
      Da qualche parte sul muro dell'ufficio credo ci sia ancora il grafico della produzione a partire dal 1927, con il picco del luglio 1992 (record assoluti di produzione e vendita).

      Adesso quel cementificio è chiuso. 43 persone in CIG fino a dicembre, poi lo raderanno al suolo, probabilmente. E io ho lasciato l'Italia come il padre di Borsole (poi ti scrivo, Prof. E ti spiego perché non riuscii a venire a Rouen... non è sempre facile fare l'emigrante, e a volte trovi lavoro ma non soldi).

      Buona vita
      Guglielmo

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    4. Beh il record fu anche per i giornali quotidiani (pag 11 del rapporto). Mi avete fatto ricordare che lo facemmo nel '92, esattamente (certo il declino in questo caso non dipende solo dall' euro). Qui un rapporto che presenta anche altre informazion utili.

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  2. L' ho detto, Bagnai mi piace più di ogni altro; riesce a tirarti fuori nu babà da na mappina.
    Buona questa (dell' autore del pezzo sul babà):
    Intanto egli [Stanislao Lecszczinski (1704-1745)] studiava il sistema di come uscire da quella prigione a cui era stato relegato, accarezzando il progetto di creare una sorta di UE ante-litteram senza vincitori né vinti. Un tavolo comune al quale tutti i regnanti potevano partecipare senza timori reverenziali.

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    1. Grazie, ma è solo un fatto di preparazione. Mi sono laureato nel 1989 e già da due anni facevo ricerca. Queste cose le ho semplicemente viste succedere e studiate nella mia tesi di dottorato. È molto divertente che ci siano sui social diplomati in varie materie che vogliono spiegare a me la dinamica dei tassi di interesse e di cambio del mio paese. Vero è che a sentirli parlare non si direbbe vengano da esso. Quanta pazienza ci vuole con le persone le cui ambizioni sono sproporzionate rispetto alle proprie capacità. Ma vedi, il mercato una sua saggezza di lungo periodo ce l'ha: non è mica sempre vero che la moneta cattiva scaccia la buona! Guarda che fine ha fatto Donald. E vedrai che fine fanno Cip e Ciop (se sei su Twitter). Il fatto è, tornando al punto, che proprio in situazioni di euro alto sul dollaro, come ora, si capisce che cazzata sia stata rinunciare alla lira. Certo, con l'euro paghiamo la benzina 7 centesimi di meno al litro (se ricordate il mio studio). Ma dobbiamo caricarla di accise per finanziare le banche spagnole. Occorre altro?

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    2. No, e finalmente mi son tolto lo sfizio di inquadrare gli oscuri personaggi Disneyani d cui si parla qui ogni tanto; era ora, vado a letto dopo una stimolante giornata, stanco ma sicuro di farmi una discreta dormita.

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  3. Insomma, se posso permettermi, ci siamo giocati i nostri giacimenti di oro nero e li abbiamo regalati alla Germania in cambio di un calcio in bocca.

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  4. Grazie professore,
    mi era entrato in testa che era il marco a rivalutarsi, però non conoscevo la dinamica del dollaro e non sapevo mettere in relazione l'andamento delle tre monete.
    Sa benissimo che sono una dilettante ma non ho mai creduto alla "liretta".
    Comunque, alla faccia di quelli che vogliono il vincolo esterno e l'indipendenza delle banche centrali, abbiamo fatto un capolavoro di equilibrismo economico.
    Sono contenta di aver fatto una domanda che le ha permesso di spiegarlo così bene e di metterlo in evidenza.

    Se fossi ragazzina mi iscriverei all'università di Pecara per seguire il suo corso. E mi farei bocciare e ribocciare per seguirlo di nuovo e di nuovo.
    Le sue spiegazioni sono precise, interessanti e divertenti, non ho mai avuto la fortuna di avere un professore che sapesse fare altrettanto. Ma è il suo impegno civile e umano a fare di lei la persona speciale che è.

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    1. A SILVIA
      Oh Silvia , Silvia dove sei ?
      Ricordi il post delle 01 e trentasei ?
      All’università di Pescara ti trovai
      E all’istante di TE mi innamorai .
      Alle lezioni del professor La Malfa
      Compresi di essere un uomo alfa.
      Ma TU superba e altera dicesti : giammai
      Io non ho occhi e cuore che per Bagnai.
      Da maschio alfa io ti lasciai al tuo amore ,
      E cominciai a dar gli esami con il professore .
      Dopo alcuni anni ci incontrammo ad una passeggiata
      TI chiesi nella vita che fai ? ‘’ continuo ad essere bocciata ‘’


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    2. ahhahhahaha
      Leopardi, Shakespeare e Barbato: deve essere il nome che ispira, infatti la prima al secolo faceva Teresa (con tutto il rispetto per le Terese che leggono, eh, ma ha un suono poco poetico) la seconda è immaginaria e io (che modestamente Silvia la nacqui) non sono mai stata a Pescara e a nessun convegno del professore (ahi ahi ahi)

      Simpaticissimo, grazie!!!

      ps
      Come potrei scordare il post delle 01 e trentasei?

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    3. Ciao Silvia , ti confido un segreto , non sono stato a Pescara nemmeno io
      e mai ho sostenuto esami di economia .
      IL mio post è stato solo ; Un sogno di una notte di mezza estate .
      Buona notte simpatica '' ragazzina ''

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    4. Oh, per dirla tutta, meglio quelli che vengono qua per rimorchiare che quelli che vengono sperando di fare un po' di carriera politica! Good luck!

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    5. Professore se stiamo trasformando questo sito in un '' casino '' , la colpa è sua . Ma come LEI dice alla '' ragazzina '' SILVIA : siamo governati da Draghi che ci fa fare gli interessi della Germania e a noi ci rifila che :
      La Germania non esiste . Non esiste una signora bionda che parla tedesco e vive in Germania. LA Germania non esiste ecc.ecc. ecc.
      Professore questo è gioco sleale . Ci credo che poi la Silvia si sdilinquisce e vuol farsi bocciare a raffica per vedere LEI .
      Ma credo che meglio di noi stia er Nasone .
      Se la Germania non esiste ne deduco che il suddetto vive in un HAREM
      con prosperose fanciulle teutoniche a cui dedicare le sue amorevoli cure.
      Che gran figlio di vera TROIKA è .
      GOOD LUCK anche a LEI e anche GOOD NIGHT

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    6. Gianni: in due giorni hai postato questo commento quattro volte. Ora te l'ho pubblicato così:

      1) sai che lo ritengo tale, e:
      2) vedrai cosa succede con me quando uno insiste.

      Indovina...

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    7. Buongiorno Professore, attribuisca la mia insistenza ad inesperienza .
      Non capivo se ero io che che sbagliavo o c'era la spam.
      Vedo che la spam ha fatto bam .
      Se arrivano querele mi mandi il conto . Scappo. oggi timbro il rientro.
      Sempre con stima La saluto .

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  5. Per par condicio (che orrido sintagma!) vedrei bene, dopo il link dresdiano sulla Germania che in certe parentesi storiche tende al pareggio, un link, dopo la frase "gli Stati Uniti tenderanno sempre al deficit", sulla ritirata dei marines dal Vietnam.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Draghi, Monti, Padoa Scioppa, Fazio, Dini, Prodi, per tacer d'altri legami per amor di patria, non sono e furono, forse, polli di batteria? E in quale pentola bollivano e da quale pentola saltarono tutti fuori, queste schegge impazzite, quando la pentola, oddio, il pentolone si ruppe?
    Il pentolone metteva in atto una doppia funzione, da un lato li allevava, per il suo presente e futuro, dall'alto quando si facevano troppo petulanti, come Ciampi e Andreatta, li faceva dire, perché prima veniva il potere e poi le belle teorie. Chi l'avrebbe mai detto che saremmo arrivati a rimpiangere addirittura il clientelismo della grande balena che almeno teneva calmierati questi maniaci? Ma soprattutto, chi l'avrebbe detto che sbudellatasi la balena rimanessero tutti in circolazione, sguinzagliati e frenetici, completamente privi di orizzonte politico e ispirazione ideale generale, tenuti però ancora a balia da quelli che un tempo, orgogliosi delle loro mani pulite, si dicevano “radicalmente alternativi”?
    Quale coerenza si può dare a tutto ciò, che non sia quella del manicomio?
    Storia analoga ha avuto l'altra faccia della luna, seppure con protagonisti più scalcinati: Amato, Sacconi, Tremonti, Brunetta e tutti quegli altri che iniziarono a pontificare, e ancora pontificano, da quando si trovarono liberati dall'altra intraprendente ideologia “concorrente” fuggita in Tunisia, ricevendo udienza sempre presso gli stessi “alternativi” di sopra.
    La logica complessiva potendosi mantenere comunque solamente nel manicomio e non certo nel buon senso, e men che meno nell'acume.

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  8. OUTPUT GAP (NEGATIVO) lo chiama LUCIO LANDI.
    Ma è interessante quanto fa notare uno degli autori:
    * Le opinioni qui espresse sono personali e non coinvolgono l’istituzione presso la quale Lucio Landi esercita la propria attività professionale.
    Prof. le sue opinioni, mi raccomando opinioni coinvolgono l' istituzione per cui lavora lei?
    A southern man don't need him around anyhow (the original sweet home).

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  9. I finti keynesiani la pagheranno molto cara ... hanno lasciato libero il campo dell'aggiustamento dei cambi nominali ai liberisti-monetaristi alla Friedman ... a questi personaggi dovrebbero essere revocati i titoli accademici, oppure facciano un corso di aggiornamento per correggere i loro errori (non sono come quei pazzi incitatori alla morte, che si fingono sovranisti e amanti della costituzione italiana ma poi sono violenti alla fascismo degli anni '20) ...

    Questo mi verrebbe da dire come reazione alla lettura del link sullo studio pubblicato nel FMI. Auguro a questi personaggi, quando saranno davanti alla corte dell'Altissimo, vengano vessati con tanti DAR per l'eternità...

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  10. Se c'è una categoria di personaggi che manderei molto volentieri a spaccare le pietre è proprio quella di coloro che affermano "dove saremmo andati con la nostra liretta".
    Ed in disaccordo con il Prof., ritengo maggiormente viscidi e colpevoli quelli che avendo studiato e conoscendo le cose, lo affermano con la consapevolezza di dire una criminale cazzata.

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  11. Un annetto e mezzo fa, il dono della sintesi di un operaio forlivese in cassa integrazione (e, lì , ha mietuto davvero forte, eh...)

    "...ricordo ben io il Marc', la Rumagn' l'era piena di crucchi".
    Ovazione.
    Anonimo compagno di sbronze romagnolo.

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  12. C'era un twett ieri: visto chi è uscito e chi è entrato fatevi due conti. Sicuramente si è guadagnato. È necessario parlarne ancora? E di chi? Di chi a goofy2 se faceva l' espertone con Zezza?
    Al bar sta cosa che sul $ svaluteremo di meno, fa impazzire i diversamente intelligenti. Manco se gli fai vedere che con Ger sempre in deficit e con Usa in surplus. Però ormai ci rido quando si incazzano.

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