MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

martedì 2 settembre 2014

Due riforme strutturali a costo zero

Qualche giorno fa parlavo con un medico, molto qualificato scientificamente e adirato (apprezzate il linguaggio aulico) con i suoi colleghi tanto quanto io lo sono coi miei, e per motivi sostanzialmente simili. Nel suo campo c'è Big Pharma, e nel mio la troika, che prima di essere Bce-Fmi-CE è stata CGIL-CISL-UIL. Cambiano le sigle, ma lo scopo del gioco, come sapete è rimasto il solito.Questo:


"Deflazionar e organizzar!", avrebbe detto quello che ha fatto una brutta fine...

(sì, è la Figura 38 del Tramonto dell'euro. Del resto, non sarà mica un caso se il comitato promotore del referendum "pro-nuova troika" vede una certa presenza di esponenti della vecchia troika! Ma oggi non parliamo di questo...)

Insomma, il medico si lamentava: "Una volta pensavo che i miei colleghi fossero peggio dei tuoi, ma da quando l'economia ha cominciato a interessarsi di me ho capito che in effetti sei messo male..."

E io, con la mia proverbiale serenità: "Ma vedi, caro, invece di giudicare così severamente i singoli, che meritano tutti la nostra indulgenza, prima che, il più presto possibile, siano chiamati al cospetto della infinita misericordia di Dio, dovresti considerare che la mia professione è afflitta da due serissimi problemi strutturali, uno relativo al percorso accademico, e uno alla pratica.

In termini di percorso accademico, voi avete una specializzazione dopo la laurea. Questo tutela il paziente, perché, come dire, nessuno andrebbe da un dentista se avvertisse un dolore al braccio sinistro, no? Invece nella mia professione la specializzazione non c'è, o meglio: c'è de facto, perché al dottorato scegli un campo di ricerca, e poi normalmente produci in quel campo, come è successo a me. Ma de jure la specializzazione non esiste. Il risultato è che Zingales può esprimersi sui tassi di cambio anche se il suo campo di specializzazione è un altro. Ne conseguono affermazioni lievemente imprecise, del tutto veniali, per carità, anche se la sede nella quale sono state espresse non era un bar dello Sport... ma passons, tanto rimediano i giornali (e i colleghi) propalando l'idea che l'economia sia un'opinione...

In termini di pratica, vedi, i medici uccidono al dettaglio, e gli economisti all'ingrosso, quindi nel vostro campo c'è maggiore responsabilità, anzi, come dicono i miei colleghi: accountability. Se un medico curasse la polmonite col salasso, è verosimile che incorrerebbe in serie conseguenze, come pure se propugnasse sui giornali il salasso come terapia da utilizzare erga omnes. Oggi si usa ancora, ma in casi molto particolari. Il fatto è che a quel medico il paziente morirebbe fra le mani, il che avrebbe due conseguenze non banali: primo, che lui lo vedrebbe morire; secondo, che gli astanti (infermieri, parenti, altri pazienti) saprebbero che il paziente è stato ucciso da quel medico - anche se magari non tutti capirebbero subito per quale motivo.

Viceversa, in economia può tranquillamente accadere che si propugni una teoria del tutto analoga a quella del salasso ricostituente, la teoria dell'austerità espansiva, teoria sconfessata dai fatti, basata su modelli scientificamente dubbi (basti pensare all'ipotesi di agente rappresentativo) e, quel che più è, sconfessata dai suoi stessi autori (!), e che lo si continui a fare sui giornali, liberamente, rimanendo a posto col codice penale e soprattutto con la propria coscienza, per il semplice motivo che fra la distruzione della domanda interna e il suicidio dell'ultimo povero disgraziato c'è una catena causale che, per quanto relativamente cogente, è sufficientemente lasca da permettere alla giustizia umana di non intervenire, tanto, si sa, l'economia è un'opinione! Non è un caso che di questi tempi gli economisti rinuncino volentieri e spontaneamente al loro ruolo di scienziati, dopo essersi atteggiati per anni a Sommi Sacerdoti: se l'economia fosse una scienza, loro sarebbero responsabili. Meglio derubricare l'economia a opinione, dichiarandosi colleghi di Oscar Giannino anziché di Adam Smith: si corrono meno rischi (il ridicolo non uccide).

Del resto, nessun mio collega è mai stato portato a vedere quanto è bello un uomo appeso per il collo. Viceversa, come dico anche nel mio libro, la prima cosa che un medico deve fare è vedere un morto. So di persone che dopo quell'esperienza hanno deciso di dedicarsi alla filatelia (come pure ho amici che amano veder scorrere il sangue - ovviamente a fin di bene - e che quindi hanno un ovvio vantaggio comparato nell'esercizio della professione chirurgica, nella quale eccellono). Ecco: visto che tanto alla fine medici e economisti corrono lo stesso rischio professionale, quello di ammazzare la gente, forse un giretto in sala settoria farebbe bene ai secondi quanto ai primi, che ne dici?

Quindi, ci sarebbero due riforme strutturali da fare, a costo zero.

La prima, quella di rendere obbligatoria nel cursus accademico degli economisti una specializzazione (anche annuale, basta poco per non dire stronzate nella mia materia). La seconda, quella di rendere obbligatorio l'esame di anatomia patologica per qualsiasi microeconomista voglia occuparsi di macroeconomia.

Due riforme a costo zero che risparmierebbero tanti lutti.

Che dici, propongo un referendum?"

Il mio amico, sconsolato, sorrideva.

E voi, che ne dite?

42 commenti:

  1. Considerato che sempre di riforme si tratta, come sala settoria proporrei il Senato : spazio e materia prima non mancherebbero. Inoltre , da quelle parti , già indossano il camice rosso, una gran bel aiuto per chi poco sopporta la vista del sangue.

    RispondiElimina
  2. E' proprio quello che pensavo leggendo su "cinguettio", qui a destra, le digressioni epistemologiche di qualche giorno fa: ossia che l'economia è una scienza, ma evidentemente non tutti gli economisti sanno di essere scienziati.

    RispondiElimina
  3. Mi fa piacere vedere scritte queste cose, che penso anche io. Il titolo di economista si dovrebbe prendere con esame di stato e con specializzazione. Nel frattempo vi farà piacere sapere che un piccolo imprenditore (mio marito) ha contribuito ad asimmetrie con me. Abbiamo dato la stessa quota che diamo ad Emergency in un anno, tanto per rimanere nel parallelismo con il mondo medico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie. A/simmetrie sta andando avanti. Ora sono immerso nel libro, ma presto vi darò notizie...

      Elimina
  4. Propongo una terza riforma strutturale: rendere obbligatorio il buonsenso.
    Che non sarebbe la soluzione a tutti i mali, come non lo è il ritorno alla lira. Però sarebbe di aiuto. E dati i tempi non sarebbe un aiuto di poco conto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, ma mi sa che non hai letto il Discorso sul metodo...

      Elimina
    2. Purtroppo tanta gente pensa che sia di buon senso restare nell'euro e andare verso il "più Europa".
      Prima del buon senso obbligatorio ci vorrebbe la riforma strutturale del buonsenso, e forti incentivi al "non ne capisco nulla, non mi esprimo".

      Utopia aveva una sorella maggiore, che si chiamava verità senza errore.........

      Elimina
  5. ti dicono che come la medicina non è una scienza esatta essenno continuano saremmo tutti paperoni bastebbe fare due più due...e giù la risatina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se stanno male però vanno dal medico e non dallo stregone....perché per la macroeconomia si affidano a Giannino?

      Elimina
    2. perché in realtà non è come sostieni tu, ci sono molte, troppe, persone che vanno dagli stregoni

      Elimina
  6. Credo sia meglio Tanatologia, branca della medicina legale, piuttosto che anatomia patologica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo. Noi ci teniamo l'erologia, a ogni buon conto.

      Elimina
    2. uhm... mi sermbra una buona alternativa alla "pillolina"

      Elimina
  7. Un mio antico professore di sociologia, Guiducci, nei dorati anni '70 ripeteva che l'azienda ha una razionalità senza ragione (ratio): il bene della singola impresa non è il bene di tutti gli imprenditori e dei loro dipendenti, attuali, ex e potenziali.
    Dato che l'economista dovrebbe fornire strumenti tecnici a supporto di decisioni politiche (che riguardano la polis, la comunità) la scala su cui ha dimestichezza non è irrilevante: c'è il condominio e ci sono i saldi settoriali...

    RispondiElimina
  8. E' ovvio che il grande pubblico consideri "l'economia" una opinione. Molti economisti si presentano (in malafede o in buonafede -questo pero' e' difficile da credere, visto l'abisso di ignoranza della letteratura economica che dimostrerebbe-) in tv e giornali facendo previsioni e proponendo rimedi che poi si rivelano sempre sbagliati.
    Ovvio che poi tutti dicano che non e' una scienza ma e' una opinione. Non che la scienza faccia sempre previsioni infallibili, basti pensare alla applicazione della fisica dell'atmosfera che sono le previsioni meteo, pero' nel complesso ci beccano. C'e' un ruolo delle incertezze con cui si conosce lo stato del sistema che influenzano la qualita' della previsione. Non troverai pero' nessuno che dice di prepararsi all'uragano se c'e' l'alta pressione.

    RispondiElimina
  9. Temo che le 'riforme strutturali' che ci attendono includano invece assurdita' del genere....

    http://online.wsj.com/articles/spain-launches-50-year-bond-1409584336

    Dalla 'razionale irrazionalità' dei mercati di Keynesiana memoria si e' ormai giunti alla 'razionale irrazionalità' nella emissione dei titoli di Stato.

    Che interesse possono avere i lavoratori Spagnoli di oggi (ed i loro pochi pronipoti che ancora vivranno in Spagna tra 50 anni)) dalla emissione di titoli pubblici virtualmente senza scadenza (50 anni sono ben due generazioni), denominati in valuta estera (Euro), che rendono ai creditori ESTERI il 4% annuo (rendita totale pari a due volte il capitale iniziale col capitale iniziale che al termine dei 50 anni rimane pure intatto), in un contesto di 'austerita' deflazionaria'?

    Esiste al mondo un qualche macro-economista che abbia mai studiato incubi monetari di questo tipo?

    L'emissione deliberata di debito che non potra' mai essere ripagato (cioe' la creazione di moneta che non potra' mai essere, neppure in linea teorica, 'distrutta' ripagando il debito) mi riporta alla mente un solo precedente storico: il III Reich.

    Solo che allora il sistema segreto 'Feder-geld' di fatture scontabili con interesse al 4% (curioso il ritorno di questo stesso numero ottanta anni dopo) serviva a finanziare il riarmo tedesco per la conquista del loro 'spazio vitale' e la disfatta non era contemplata nei piani nazisti (e quindi nelle loro menti la creazione del III Reich avrebbe permesso di neutralizzare le instabilita' connesse alla creazione di una tale forma di moneta).

    Mi domando che interesse abbiano invece gli Spagnoli a finanziare in questo modo la rinascita dello 'spazio economico vitale - alias Eurozona' della Germania odierna...

    RispondiElimina
  10. Sottoscrivo, aggiungendo una considerazione: secondo me il problema non è tanto epistemologico, quanto sociologico, in quanto l'economia è e sarà sempre usata come uno strumento per creare delle dinamiche sociali ben definite; e se definisci un fine, devi necessariamente creare dei paradigmi coerenti col fine stesso, non importa se totalmente sballati a livello empirico; un pò come accadeva prima della rivoluzione copernicana all'astronomia, usata dall'elité ecclesiastica non certo per svelare le realtà cosmologiche, ma per suffragasse forzosamente un paradigma teologico del mondo (da difendere fino alla morte); l'economia a mio avviso una rivoluzione copernicana non l'ha ancora avuta, non perché difetti di strumenti razionali d'indagine, anzi, benché sia una scienza molto lontana dall'essere "risolta" molte cose le sa, ma vive ancora in una fase di profondo oscurantismo, influenzata e contaminata da quell'elité che ritroviamo oggi in un contesto differente, dalla teologia astronomica alla laica onnipotenza di un paradigma economico, per un fine ben definito. Per questo certe tesi neoclassiche sono così evidentemente assurde anche per un novizio dell'economia, perché si ostinano a sostenere che la Terra è il centro dell'Universo, ma non perché siano stupidi o non abbiano strumenti d'indagine, ma perché è su tale paradigma che si sostiene il potere costituito e da tale cialtronesco formalismo che se ne legittima gli effetti nefasti sugli scenari sociali; lei ha ricordato l' austerità espansiva, beh penso che sia l'esempio più eclatante negli ultimi anni di ciò che intendo, sono sicuro che qualsiasi macroeconomista in buona fede non poteva che ridergli in faccia, eppure ha legittimato l'azione dei governi di mezzo mondo e non mi stupirei se quel lavoro gli fosse stato addirittura commissionato; e queste cose non sono nuove, basta leggersi la storia della Scuola di Chicago solo per fare un esempio; liberare la "scienza economica" da questo oscurantismo e dal suo uso strumentale che evidentemente la snatura sarà molto difficile secondo me

    RispondiElimina
  11. Beh, certo … il Perotti riflette su di se.
    Ma Alesina non appartiene più al livello degli umani. Il suo sguardo sereno è perso nelle più alte sfere rarefatte, e il suo sorriso perenne e bonario mostra un distacco oramai incolmabile. La sua mente è presa continuamente dal pensiero: “Se non è quest'anno è l'anno prossimo.”, per cui, ad esempio, si può anche permettere di dire che Krugman, già premio nobel e che lo “rimprovera” di sostenere la teoria scientificamente screditata dell'austerità espansiva, altri non è che
    un estremista. Ma lo sostiene bonariamente, s'intende, anzi seguendolo nel suo argomentare si può dire che egli invece di sostenerla, la ipotesi che Krugman sia un estremista, casomai semplicemente la condivide visto che essa, in effetti, come dice lui, oramai è una opinione generale in america tra gli esperti. Gli esperti come lui si intende. Ovvero gli esperti con cui lui si intrattiene.
    Ora però, che lo sostenga o lo condivida, resta che un futuro premio nobel definisce estremista un attuale premio nobel, e proprio nel momento in cui quello, il premio nobel, dice che lui ha tecnicamente preso una cantonata. Fuor dalla caciara in cui il futuro premio nobel vuol tenere la cosa, o la cantonata l'ha presa lui, il futuro premio nobel, o l'ha presa l'altro, l'attuale premio nobel.
    In entrambi i casi questo dimostra che ho ragione io quando mi aspetto che lei, prof. Bagnai, riesca a fare qualche cosa di incontrovertibile per questa sua disciplina.
    I premi nobel non sono sul nostro piano di realtà, lasciamoli pascolare nei campi elisi.

    RispondiElimina
  12. Caro Prof. Bagnai, è vero: la mancanza di “accountability” nel campo dell’economia (e delle scelte di politica economica) equivale a una vera e propria “licenza di uccidere”. Dire “la qualunque” in filosofia (con tutto il rispetto) può generare sicuramente dei danni, ma certamente non paragonabili a quelli che possono realizzarsi in altri campi (l’accostamento tra medicina ed economia, sotto questo aspetto è “molto interessante”). Ma dopo aver letto il suo libro, i suoi articoli, le sue analisi (devo dire spesso anche con una certa difficoltà, e ciò nonostante le sue eccellenti doti di divulgazione) e quelle degli economisti/nobel (la maggior parte extra-UE…) che individuano nella rigidità o nell’impossibilità di libero funzionamento del mercato dei cambi un “problema”, c’è una cosa – tra le tante - che nel ragionamento dei “negazionisti non mi riesce ad andare giù”. Mi riferisco in particolare all’affermazione secondo la quale il problema dell’Italia è la scarsa produttività, l’incapacità della classe imprenditoriale di innovare, la bruttezza della piccola e media impresa e così via. Per carità, anche assumendo che queste affermazioni possano essere in tutto o in parte vere, mi chiedo con quale arroganza un signore che si occupa di “tutt’altro” (generalmente il politico, l’opinonista, il blogger, il giornalista: insomma tutti, tranne gli imprenditori) possa indicare “la via” a imprenditori, artigiani, lavoratori “sul campo” che hanno dedicato tutta la loro vita, la loro esperienza alla propria attività (se non ricordo male lo stesso Adam Smith aveva individuato nella parcellizzazione del lavoro e nella specializzazione elementi che consentivano l’incremento dei rendimenti marginali nella produzione). Vi è di più, la “via”, peraltro, è quella di impedire al mercato dei cambi di operare (come dice il Prof. Borghi, aumentando il listino prezzi del paese esattamente della percentuale di svalutazione dell’eventuale nuova moneta che questi “maestri” hanno in mente). E’ qui che si gioca il voluto equivoco in cui lei viene spesso trascinato, soprattutto su tweeter: quello del “Bagnailafafacilebastauscìdall’euroettuttos’aggiusta”. Senza (voler) capire che, consentire al mercato dei cambi di riallinearsi secondo la normale dinamica della legge della domanda e dell’offerta (quella che asimmetricamente viene chiamata da costoro “la svalutazione competitiva”, senza mai parlare però di “rivalutazione ” che a questo punto dovrebbe simmetricamente chiamarsi “in-competitiva”!! ) è – sempre secondo il Bagnai pensiero - condizione necessaria, ma non sufficiente per permettere all’Italia di intraprendere un percorso di ripresa serio. Insomma, io credo che anche mio figlio di dieci anni capirebbe che se per risolvere i problemi di una squadra di calcio, il sottoscritto dovesse intervenire (senza alcuna competenza rilevante in materia) proponendo come terapia quella di far indossare a tutti i giocatori, anche nelle partite di campionato, una cintura di pesi da sub (perché così devono potenziarsi, perdere peso, allenarsi di più etc.), la mossa obbligata sarebbe quella di chiamare il 118.

    Perdoni lo sfogo: da parte “nostra” è importante sicuramente seguire, ma ancor di più contribuire economicamente all’associazione asimmetrie.org per permettere di continuare a finanziare un progetto di ricerca serio e imprescindibile per la ripresa di questo paese.
    Grazie ancora e buon lavoro.

    PVB

    RispondiElimina
  13. Insomma,dopo gli ultimi due grassetti mi sta bene anche la Ludovicologia.
    Il povero Alex in fin dei conti soffre per il 4° movimento e non per le immagini.E si sa che con l'EU quel movimento ha un legame profondo.La musica come linguaggio universale penetra,penetra,penetra davvero molto in profondità.Come un bisturi ma anche come un enorme padulo popolare che diverrebbe un portentoso medicamento anti austerità ma con propensione ad espandere.
    Della serie: chi la fa l'aspetti.

    RispondiElimina
  14. La vera riforma è che agli economisti dovrebbe essere impedito di fare politica.

    RispondiElimina
  15. Mah, a mio avviso non c'è da star sicuri che la differenza (5 anni di specializzazione per i medici, zero per gli economisti) ci sarà ancora in un prossimo futuro. Intanto hanno abbassato, da 5 a 4, gli anni di specializzazione per i medici (con un bel risparmio, sulla pelle, ovviamente, dei futuri pazienti), e - sembra - anche retroattiva, la riduzione, per gli specializzandi del primo anno. Se i macellai col grembiule rosa continueranno nelle loro mattanze, c'è da credere che economisti e medici verranno equiparati nella loro formazione professionale a zero anni di specializzazione (la spending review ce lo chiede...). Ergo, sursum corda, Profe.

    RispondiElimina
  16. TROIAke, MACELLERIE, KABOBI & C.

    Sono totalmente d’accordo con le due riforme a costo zero per economisti, specie con la seconda: l’esame di anatomia patologica.
    Nessuno “è mai stato portato a vedere quanto è bello un uomo appeso per il collo” per l’ingiustificabile, imperdonabile e immondabile cialtronaggine criminale di certi visiting prrrofessor !
    Per molti aspiranti stregoni sarebbe molto istruttivo analizzare la SStoria di certe MACELLERIE MESSICANE ordinate dalla famigerata TROIAka e realizzate da un orrido e robotico KABOBO FINANZIARIO con la sua improvvisata e incompetente corte di nani e sbarellate, sostenuto ciecamente e in modo acefalo da una Partitocrazia di sinistri & C., parassita e iscariota, cialtrona e imbelle, onanista e vigliacca, fumogena e verminosa, eurocentrica & ripugnante.

    RispondiElimina
  17. Concordo con la sua analisi.
    Credo che internet abbia dato una spallata decisiva alla tuttologia da bar.
    Lo vedo anche nel mio settore, nel mio piccolo,l'informatica. Hanno tutti da insegnarti,
    Poi trascinano i clienti in progetto folli.
    Sa come finisce? Che tornano alla base, pentiti e piangenti.
    32 anni di esperienza in un unico settore non bastavano a confutare le tesi di qualche imbecille che pensava di aver scoperto l'acqua calda.
    Che tristezza.

    RispondiElimina
  18. Scusate l'OT.. Ma credo che le nostre attenzioni debbano rivolgersi alla gigantesca crisi politica in atto tra Russia e Asse Atlantico, in quella "faglia" geopolitica che è l'Ucraina.. Sembra che una via d'uscita diplomatica che permetta ad entrambi i contendenti di non perdere la faccia sia sempre più difficile.. Dal lato di Putin é ormai impossibile abbandonare i ribelli, sarebbe un segnale devastante per tutti i paesi dell'Asia Centrale che si sentono in qualche modo protetti dall'ombrello difensivo di Mosca.. Per gli Stati Uniti e per il suo presidente, lasciare che la Russia annetta di fatto l'est dell'Ucraina, dopo aver dimostrato la debolezza in Siria sarebbe l'ennesimo segno di relativo declino che incentiverebbe la sfida al potere di Washington in tutte le parti del mondo! L'Europa sarebbe l'unica in grado di provare a trovare una mediazione, ma sappiamo quanta credibilità ha la diplomazia dell'UE! Insomma.. Come ne usciamo!? I mercati non sembrano dare più di tanto peso alle notizie del "fronte" orientale (ma d'altronde furono gli ultimi ad accorgersi che la "crisi" serba del 1914 stava ormai sfuggendo di mano)... L'unica speranza è che i geni della diplomazia internazionale riescano a trovare una soluzione win-win per entrambi gli schieramenti.. A me sinceramente non ne viene in mente nessuno a meno di un ripristino graduale dello status ante: un ucraina di fatto divisa ma formalmente unita con un presidente superpartes che gradualmente ripristini gli interessi dei maggiori oligarchi dell'est e dell'ovest del paese.. Una scissione avverrà necessariamente, ma per evitare che questa possa essere interpretata come una sconfitta da una delle due parti è necessario che avvenga tra qualche tempo e gradualmente! Di sicuro solo tra qualche anno sapremo quanto in queste ore siamo stati vicini allo scoppio della III guerra mondiale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto approfondendo anche io la questione. Ti consiglio qualche spunto di Marcello Foa.
      Guarda te se l'euro diventa l'ultimo dei nostri problemi.....come disse il prof giorni fa? Potrebbe andar peggio; potrebbero piovere bombe...

      Elimina
    2. Dalle news di oggi, Obama sembra aver data ormai per persa l'ucraina, limitandosi ad individuare l'ennesima linea rossa (dopo quella delle armi chimiche siriane) nei paesi baltici (ben sapendo che Mosca non avrà mai il benché minimo interesse nell'invadere Estonia & co.)! Si profila l'ennesima sconfitta dell'Impero americano, foriera di nuove sfide al dominio globale statunitense (la tigre è ferita e sanguina)! A parziale "vittoria" per Washington, l'aver inclinato i rapporti tra l'UE e la Russia (le nuove sanzioni saranno approvate a prescindere): si profila un'unica strada verso l'accordo Transatlantico! L'Ucraina esce destabilizzata per i prossimi n anni, l'ovest sarà di fatto equiparabile ad un paese da terzo mondo! Già immagino guerre private a bassa intensità da parte degli oligarchi esclusi dal potere (attentati terroristi ai gasdotti.. Troppe armi ormai girano incontrollate in quel di Ucraina)! Gli Usa entreranno nel disperato bisogno di far sentire la propria voce in altre zone del mondo, l'ISIS è un buon pretesto (mi chiedo peró quando i giochi veri si sposteranno nel Sud-Est asiatico! Ormai dovremmo esserci!)! Presto o tardi qualcuno fará un clamoroso errore di calcolo, sfidando la potenza sbagliata pensando di risolvere la crisi sulla falsa riga di siria e ucraina, offrendo sul piatto d'argento quel ritorno al protezionismo al quale ormai tutti aspirano (che altro è il protezionismo se non un'insieme scoordinato di sanzioni??)! Eh purtroppo, sappiamo dallo studio della storia che la dove non passano più merci, prima o poi passeranno i soldati!

      Elimina
    3. Si, stavo leggendo le news e l'accordo tra Putin e il primo ministro ucraino.
      Sulle ritorsioni Europa-Russia, penso rientreranno le sanzioni.
      Le nostre sanzioni, poi, detta tutta, sono ridicole. Sarebbe come dire: cara Russia, se non la smetti ci meniamo da soli.
      Un blocco delle esportazioni danneggia prima di tutti la Germania.
      Credo che a seguito di un cessate il fuoco verranno meno anche le nostre "tafazziane" punizioni.

      Elimina
    4. Che poi è una contraddizione questa presunta tregua: russia e ucraina si accordano per una tregua? Allora putin ammette che la russia era in guerra? E infatti già i ribelli hanno smentito di possibili tregue! Insomma serve ancora cautela.. E obama scettico sulla tregua? Che sia una mossa mediatica per dare sponda ai paesi filorussi europei contrari alle sanzioni e desiderose quantomeno di annacquare quelle ormai promesse?

      Elimina
  19. intanto ieri sono stato sottoposto alla coloscopia (che segue i miei 9 gg di ricovero).
    tutto ok e la risposta? "dobbiamo vedere se si opera e allora proviamo con la colontac".
    Ora, il tic tac del tempo mi sta rovinando l'esistenza in quest'ultimo mese.
    e la crisi non mi fa andare sereno a letto da 3 annetti e mezzo.

    che dire?
    per lo meno mi dovranno giudicare quelli che si occupano di colon!
    E se qualcosa non andrà bene con i loro giudizi dovrò cercarmi altri specialisti.

    mi/ci vede d'accordo.. in economia questo non mi sarebbe possibile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un amichevole in bocca al lupo.

      Elimina
    2. Mi associo ad Alberto. In bocca al lupo!

      Elimina
  20. Chiedo la stessa cosa per il 'matematico'. Un professore di geometria non dovrebbe parlare di economia matematica. Solo i matematici economici potrebbero parlare di scatola di Edgeworth e di ottimalità di Pareto.

    Però poi non tutti i matematici economici possono parlare di macroeconomia ... come caspita funziona in questo caso? Si deve introdurre la figura del matematico macroeconomico?

    RispondiElimina
  21. La morte è il grande tabù dell’epoca attuale; più non la si frequenta in ambito esistenzial-trascendentale (perché se voglio conoscere un qualsivoglia scampolo di verità, deve morire almeno la mia parzialità), nemmeno più la si fugge preoccupati e accorti (il che sarebbe in egual modo una frequentazione): la si rimuove, asetticamente e senza consapevolezza, come cambiar canale col telecomando, o spostare qualche icona sull’i-pod, così come si commisera la vecchiaia blandendola in modo adolescenziale, invece d’onorarla. Non conoscendo affatto l’essenza della morte, si ignorano i modi per cui si muore e per i quali la morte può giungere al prossimo, foss’anche per semplice incuria o disattenzione, in cui si gioca un ruolo. È sempre la morte che arriva a far tutto da sola, unica, esecrata e maledetta responsabile dell’atto da cui l’uomo si sfila, riservando ad essa l’atteggiamento rivolto ad ogni cosa o persona che resti inspiegata e mal digerita. Eppur son rari i soggetti che non collaborino inconsapevolmente ad agevolare il lavoro della Nera Signora; ci si ammazza, e assai male, con tutto quel che viene alla mano - premura, ingordigia, ignoranza, astio, ferocia, acedia, avidità, chi più ne vede, ne aggiunga. Ma più letale di questo bel campionario di tecniche, resta l’assenza di consapevolezza, spesso causata perfino dall’ignorar che qualcosa di simile a essa possa davvero esistere. Senza cercarla di continuo, la consapevolezza, si è già come morti, in tutto eguali - non importa quanto sia l’impeto che la vitalità mercuriale pompi e possegga – all’essere fragili anime che reggono e trasportano un morto, come fu già suggerito da Epitteto. E così incapaci di riconoscer la vita in se stessi, figurarsi la cura per la “altrui”.

    p.s.: proprio stasera, la notizia di un medico che, in una telefonata privata, si dichiara corresponsabile di un omicidio per non aver fatto sospendere un’operazione a seguito di un grossolano errore chirurgico; occhio non vede, cuore non duole, almeno finché qualcosa non risale dall’assopimento. La nemesi è il risveglio della coscienza (allora sì che sso’ ccazzzi!!!).

    RispondiElimina
  22. "... de jure la specializzazione non esiste. Il risultato è che Zingales può esprimersi sui tassi di cambio anche se il suo campo di specializzazione è un altro"
    Non è la prima volta che Bagnai ce lo fa notare, e scommetterei che c'è qualcuno, anche fra i lettori questo blog, che ha qualche dubbio sulla fondatezza di tale affermazione. Del tipo : Ma come è possibile che un grande economista possa ignorare cose che sappiamo anche noi ? Ebbene, ecco una conferma puntuale. "House of Debt" (Atif Mian, Amir Sufi, Univ. of Chicago Press) è un libro appena uscito che sviluppa tesi care a Bagnai (gravità e perdurare delle crisi sono determinati dal precedente accumulo di debito privato e dalla successiva scelta dei policymakers di privilegiare gli interessi dei creditori) in maniera estremamente convincente e con dovizia di dati. Si tratta di un testo di tale pregio che il grande (o grosso ?) Larry Summers ha impostato buona parte della lunga recensione che gli ha dedicato sul Financial Times come un'accorata difesa del proprio operato da consigliere dell'amministrazione Usa durante i primi anni della Grande Recessione. Ebbene, per farla breve, nell'unico accenno che fanno al tasso di cambio, a pag. 53, gli autori (evidentemente privi di specializzazione in economia internazionale) riescono a dire : "... for a smaller country that relies heavily on exports, a decline in domestic spending will lead to exchange-rate depreciation...". Può darsi che Mian e Sufi avessero in mente circostanze in grado di giustificare tale sequenza, ma i lettori di Goofynomics (e forse anche il titolare) converranno con me che, espresso così, il concetto dà proprio l'impressione di essere uno svarione. Comunque consiglio di leggere il libro.

    RispondiElimina
  23. L' Ospedale di Colleferro, fondato da Leopoldo Parodi Delfino, è sede di un eccellente reparto nefrologico; i medici miei amici, dal Primario allo staff, fanno miracoli, sono bravi e soprattutto si spendono molto personalmente. Il bacino di utenza è quello dell' area montana dei Lepini.
    La corsa ai tagli, lungi dal creare condizioni di economicità, perchè si è tornati al cartaceo e perchè la trasmissione dei campioni di sangue ed urina all' unico centro di zona rimasto avviene con rigida tempificazione e logistica sta notevolmente peggiorando la funzionalità ed il servizio ai malati; faccio solo un esempio, il servizio intranet interno, permetteva di osservare in tempo reale gli esiti strumentali e i risultati analitici, nonchè l' archiviazione sulle cartelle cliniche degl oltre 100 dializzati in carico alla struttura ed oggi non si può più fare; il commissario ai tagli sta facendo strame di una situazione che era perfetta. Questo è uno dei milioni di esempi di ciò che succede nella sanità, l' obiettivo è evidentemente, anche qui e alle spalle di chi più è debole e soffre, di tagliare i costi distuggendo la domanda, in questo caso l' eliminazione fisica dei dializzati è l' obiettivo, la soluzione finale, la più vicina a quella di buona memoria, in cui i tedeschi furono maestri.
    La spesa sanitaria totale (pubblico+privato) che era già al di sotto di quella di molti paesi avanzati, è passata dall' 8,8 % GDP del 2006 al 9,1% GDP del 2013, ma la parte pubblica è passata dal 78,2% sul totale, del 2006 al 78% del 2013.
    Ora se pensiamo che il GDP è calato di circa 8 punti percentuali nel corso dei sei anni precedenti al 2013, la spesa in valore assoluto è evidentemente diminuita praticamente della stessa quantità ed il privato si è caricato la sua parte, essendo aumentato seppur di poco la percentuale a suo carico. Se guardate, i paesi europei non euro ma anche Giappone e USA (totale spesa 16,9% del GDP con componente pubblica del 47,6%, quindi nel 2013 pari all' 8,044 del suo GDP) hanno mantenuto o addirittura aumentato tale spesa.

    RispondiElimina
  24. l'incipit: Qualche giorno da ... -> Qualche giorno fa ...

    RispondiElimina
  25. La specializzazione normalmente si rende necessaria quando la materia è di tale vastità che per arrivare a un sufficiente livello di conoscenza e padronanza occorre restringere il campo di studio.
    Evidentemente l'economia non è così vasta (o non la ritiene tale il legislatore)... :-)

    Del resto nemmeno la letteratura italiana prevede una formale specializzazione... però poi se chiedi a qualche professore di cosa pensi di Bernardo Tasso ti dice "non conosco tutti gli amici di mia moglie, ma sabato mi sa che ci vado a cena".. per dire, eh.. (cito il tapino perché ci ha fatto la tesi di laurea la mia fidanzata, poveretta)

    Per l'informatica non va molto meglio.
    Ogni volta che provo a spiegare il mio lavoro a una persona normale conclude dicendo "ah, lavori coi compiuter.."
    Ma anche il cameriere che prende le ordinazioni in pratica sta lavorando con un compiiiiiuter!
    Pure certi clienti non sanno distinguere le competenze di un programmatore, di un analista funzionale, o di un sistemista..

    Bisogna avere pazienza....
    ***************************************

    PS: come per la professione di medico, anche quella di economista dovrebbe prevedere una assicurazione per danni a terzi... :-)

    RispondiElimina
  26. Prof forse ti farà piacere sapere che quello che tu ipotizzi "... la prima cosa che un medico deve fare è vedere un morto. So di persone che dopo quell'esperienza hanno deciso di dedicarsi alla filatelia ..." l'ho realmente fatto, ma ben prima di iscrivermi a medicina (allora frequentavo la 2a liceo). Approfittando di un giorno di "sciopero" oppure occupazione, non ricordo bene (nei gloriosi '70 non mancavano le occasioni) trascorsi tutta la mattinata nella sala settoria della Sapienza (naturalmente con mio cugggino ... già medico). Fatta cotanta verifica mi iscrissi a tempo dovuto e poi mi sono pure specializzato (medicina legale). Quindi - prima di dire mastica! - si dovrebbe consigliare la "visita al morto" non al medico abilitato (o al soi-disant economista di turno) perché sarebbe troppo tardi, avrebbero già la licenza di uccidere ... Perciò concordo pienamente con Te, ma vedere un morto o meglio un’autopsia, per essere efficace come prevenzione primaria dovrebbe essere obbligatorio ben prima dell'iscrizione all'università!

    RispondiElimina
  27. Ecco la ricetta, dal Fatto Quotidiano, Giavazzi-Tabellini, "Crisi, come far ripartire l’economia europea".

    • Tutti i paesi dovrebbero varare un significativo taglio delle tasse, per esempio dell’ordine del 5 per cento del Pil.
    • Per ridurre il deficit di bilancio creatosi in seguito al taglio delle tasse, i paesi dovrebbero avere a disposizione un certo numero di anni (almeno tre o quattro) e dovrebbero cercare di raggiungere questo obiettivo attraverso una combinazione di maggiore crescita e minori spese.

    Minori spese??? Questi signori prendono come riferimento il modello ammericano, si' quello dove devi avere uno stack di assicurazioni sanitarie per non finire stramazzato per strada, dove la ricchezza e' gia' enormemente concentrata, e perfino i loro paperoni si sono accorti che non funziona. Quello che ho imparato e' che tasse=civilta'. Ergo, meno tasse, ...

    RispondiElimina
  28. Senza contare il fatto che minor tasse = maggiori importazioni = defici commerciali... E chi sosterrà questi deficit? Il "compensamento" automatico di Target 2? Ma allora se era così semplice perchè la germania ha fatto così tante storie quando i saldi target 2 sono esplosi?? Insomma fanno i conti senza l'oste, o la germania cede in cambio di essere il padrone incontrastato dell'eurozona o l'euro si rompe! Non vedo terze opzioni!

    RispondiElimina
  29. E c'è chi ha il coraggio di accusarti di superbia...
    "Anche annuale, basta poco per non dire stronzate nella mia materia.".
    Talmente poco che, in questo paese, pare ci riescano a malapena una manciata di sparuti Muzio Scevola

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.