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giovedì 14 agosto 2014

QED 37 - La Germania: riassunto per i politici

(...cari lettori, questo post sarà pieno di ovvietà. Non vogliatemene: sto cercando di ampliare la platea degli interlocutori)


Fin dall'inizio della mia attività di divulgazione ho insistito sul fatto che quello che rendeva certa la fine dell'euro non era il fatto che esso danneggiasse i paesi deboli, quanto che danneggiasse anche quelli forti. Faccio solo due esempi:

1) il 23 agosto del 2011: "la Germania segherà il ramo su cui è seduta"
2) il 23 luglio del 2013: "il menù dei prossimi mesi sarà il crollo dei 'virtuosi'"


Oggi sono uscite stime pessime sul Pil tedesco, e quindi scrivo l'ennesimo QED di questo blog, ma tengo a precisare che alla Germania non sta andando male perché io porto sfiga, ma perché l'economia è una scienza, una scienza che per bocca dei suoi esponenti più qualificati aveva chiarito che le cose dovevano andare come stanno andando.

Due atteggiamenti mentali errati hanno impedito al vasto pubblico, ma anche a molti colleghi, di capire il senso e la fondatezza di queste mie osservazioni.

Il primo è mutuato dalla "cultura" calcistica. Chi ha capito cosa sta succedendo in Europa lo vive come Italia-Germania 3 a 4, cioè come una situazione nella quale siccome noi stiamo perdendo, allora la Germania sta vincendo. Ma l'economia non funziona così: l'economia esiste perché esiste lo scambio, e il creditore che strozza il debitore non risolve nulla.

Il secondo è mutuato dalla "cultura" geopolitica, in versione vagamente complottarda. Chi ha capito cosa sta succedendo in Europa pensa che dietro ci sia un disegno della "Germania", che è spregiudicato e potenzialmente autodistruttivo, ma che al redde rationem non ci si arriverà, perché la "Germania" è furba (!), e quindi si arresterà sull'orlo del baratro. Ma la SStoria non funziona così. Già nel secolo scorso la "Germania" non si è arrestata sull'orlo del baratro, semplicemente perché la "Germania" non esiste. La SStoria non è un teatro dei pupi, col pupo "Germania" biondo e cattivo, il pupo "Italia" moro e buono. All'interno della società tedesca opera una pluralità di pulsioni e di interessi scoordinati, la cui composizione dipende da un insieme di fattori spesso aleatori, e non c'è alcuna certezza che la leadership tedesca: (i) avverta l'avvicinarsi del punto di rottura; (ii) disponga degli strumenti per evitarlo; (iii) raccolga in una opinione pubblica che ha contribuito a disinformare (raccontando che la colpa della crisi era solo nostra) il consenso necessario per contribuire a rimediare alla situazione.

Quindi l'euro finirà, ed è importante capire perché, ma per capirlo bisogna capire perché è stato fatto.

Caro politico, supponiamo che tu passi di fronte a una vetrina e vedi una cosa della quale hai bisogno, che ti piace, che è di buona qualità. Cosa può impedirti di acquistarla? Due sole cose: o il prezzo troppo elevato, o, se il prezzo è giustificato dalla qualità (e quindi saresti disposto ad acquistare), il fatto che tu non abbia soldi in tasca. Il prezzo potrebbe essere troppo elevato ad esempio perché quella cosa piace a tutti, tutti la chiedono, e quindi il commerciante adegua il ricarico: si chiama legge della domanda e dell'offerta. Gli economisti chiamano questa cosa "teoria della domanda": la domanda di un bene dipende dal reddito del compratore e dal prezzo del bene.

Se questo ti è chiaro, caro politico, allora ti sarà chiaro anche:

1) perché è stato fatto l'euro, e:
2) perché imploderà.

Tralasciamo, per favore, la ricca aneddotica (geo)politica (Mitterrand che voleva imbrigliare Kohl, ecc. ecc.): tutto vero, ma anche tutte fregnacce. Mitterrand era un uomo profondamente supponente, ignorante di economia, roso dall'ambizione e da un tumore alla prostata che gli era stato diagnosticato all'inizio del suo primo mandato, il che sicuramente lo rendeva poco lucido. Va ammirato, dal punto di vista umano, per essere riuscito a portarne a termine due, ma dal punto di vista politico, anche trascurando il dato clinico che vi ho ricordato, è stato un demente che ha contribuito al disastro nel quale versa il suo paese. Per favore, lasciamolo da parte.

Il punto fondamentale è che legando il marco alle valute dei propri principali clienti, la Germania impediva al marco di rivalutarsi quando i beni tedeschi erano molto domandati. Era stato così per tutti gli anni '80: il marco era stato rivalutato ben sei volte nello Sme, contro le quattro svalutazioni della lira. Ma con l'euro questo finiva, il che significava, in buona sostanza, che gli imprenditori tedeschi potevano in tutta sicurezza intraprendere una politica di compressione dei salari. Che c'entra, mi chiederete?

La compressione dei salari ha due effetti: aumenta i profitti (se una fetta della torta si stringe, l'altra si allarga), e rende i beni nazionali più convenienti (se riduci il costo del lavoro, puoi tenere relativamente basso il prezzo dei tuoi beni). Questa seconda cosa è molto, molto importante, perché se togli soldi ai tuoi operai, riducendo i loro salari, poi per fare profitti devi vendere all'estero, visto che i tuoi operai i soldi per comprare i tuoi beni non ce li hanno più!

Vi è chiaro, amici (o nemici) politici? Se vi è chiaro, continuerete a chiedermi: ma cosa c'entra il cambio?

C'entra. Cosa sarebbe successo negli anni '80 o '90 se la Germania avesse fatto una politica di dumping sociale aggressivo (cioè di vendita "sottocosto" realizzata tagliando i salari dei propri lavoratori, di "svalutazione interna")? Salari più bassi, quindi prezzi più bassi, quindi più convenienza ad acquistare in Germania dall'estero, quindi più domanda di marchi per comprare beni tedeschi, quindi rivalutazione del marco, quindi meno convenienza ad acquistare in Germania dall'estero. Alla fine gli acquirenti esteri avrebbero perso sul prezzo del marco quello che guadagnavano sul prezzo del bene tedesco in marchi, e si sarebbe tornati al punto di partenza. Gli imprenditori tedeschi sarebbero rimasti con una domanda interna depressa (per via della riduzione del salari), ma con una domanda estera uguale a prima!

Vi prego, vi scongiuro, almeno voi, cari politici, fate un piccolo sforzo: salite di un gradino per la scala dell'evoluzione, non dite, come i giornalisti: "Queste sono le tue teorie!". Vi cito lo studio di un economista della London School of Economics, Kevin Featherstone, ardente sostenitore del progetto "europeista". Secondo lui, in Germania "EMU provided opportunities to the social partners [...] the business community sought it as an opportunity for labour market flexibility and a means of getting rid of an ovevalued DM".

Lo studio lo trovate qui, e la traduzione, se serve, è: "in Germania la moneta unica offrì delle opportunità alle parti sociali [...] gli industriali lo vollero come opportunità per introdurre la flessibilità sul mercato del lavoro e come strumento per sbarazzarsi di un marco sopravvalutato".

Ma perché il marco era sopravvalutato? Perché il mercato funzionava: i beni tedeschi sono belli? Bene, li compriamo. Però dobbiamo comprare il marco, e il marco sale...

Con l'euro non è così: se il paese forte pratica una politica sociale aggressiva (taglia i salari) le sue esportazioni esplodono, ma il mercato dei cambi non interviene a correggere lo squilibrio, perché non c'è più mercato dei cambi. Capito perché ci voleva la moneta unica per introdurre la flessibilità? Perché prima della moneta unica flessibilità, precarizzazione, taglio dei salari, avrebbero determinato una rivalutazione del cambio di chi li praticava. Con la moneta unica no.

Il risultato è che gli acquirenti dei paesi deboli continuano a comprare beni del paese forte, e per farlo devono indebitarsi, fino a quando non arriva il redde rationem. Per noi è arrivato quando è saltato il mercato dei subprime, titoli tossici dei quali gli idioti di Duesseldorf si erano imbottiti.Una volta compromessa la sostenibilità del loro sistema finanziario privato, perché i crediti verso gli Usa erano diventati inesigibili (e non era il caso di chiedere i soldi indietro con le cattive), i paesi egemoni hanno fatto la voce grossa col Sud, smettendo di finanziarlo (anche se fino a quel momento gli era convenuto, perché i prestiti sconsiderati erano serviti ad alimentare la domanda di prodotti tedeschi). Il resto lo sapete.

Quindi la Germania ha vinto?

No.

Qui vorrei, cari politici, che se vi interessa sul serio fare il vostro lavoro vi prendeste mezz'ora per leggere quello che ho detto ai vostri colleghi in Commissione finanze.

Cerchiamo di capirci, tornando all'esempio della vetrina. Se il meccanismo di prezzo non funziona, cioè se il prezzo è tenuto artificialmente basso, allora l'unica cosa che può impedirti di comprare è essere privo di soldi (nel caso in cui il negoziante non voglia farti credito, cosa che il negoziante Germania non vuole più fare, come avrete capito)!

Nell'Eurozona il prezzo dei beni del Nord è tenuto artificialmente basso perché il tasso di cambio, che è il prezzo che si aggiusta più rapidamente, è bloccato. Da qui un'ovvia conseguenza: se un paese del Nord fa una politica sociale aggressiva (taglia i salari), i paesi del Sud sono costretti a seguirlo, o immediatamente, o dopo essersi indebitati avendo acquistato una vagonata di beni del Nord, grazie al credito erogato dal negoziante del Nord. Ovviamente la prima soluzione non viene mai praticata: nessun governo vuole perdere consenso, soprattutto considerando che un conto è tagliare i salari in un paese relativamente ricco, e un altro conto tagliarli in un paese relativamente povero. Capito perché la flessibilità del cambio è "di sinistra", o comunque di "destra sociale", o comunque non conduce all'iniquità? Perché consente alle classi dirigenti dei paesi meno ricchi di isolare il proprio paese dalle scelte aggressive dei paesi più ricchi, e quindi rallenta (se non impedisce) l'aumento di disuguaglianza al quale assistiamo in questi anni.

In altre parole, visto che l'aggiustamento di prezzo (il cambio) non funziona, per riportare in equilibrio i conti esteri bisogna usare l'aggiustamento di reddito, cioè l'austerità: tagliare spesa pubblica per tagliare reddito privato per creare disoccupazione che modera i salari e per ridurre le importazioni. Questo è quello che ha fatto Monti e ce lo ha anche detto. Lo ha fatto nell'interesse dei creditori esteri, naturalmente.

Voi direte: "Be', ma la Germania potrebbe fare politica espansiva...".

Ma allora quanto precede non è chiaro!

1) Non esiste "la Germania";

2) una politica espansiva seria imporrebbe di distribuire ai lavoratori tedeschi i guadagni di produttività da essi conseguiti, ma questo richiederebbe una compressione dei profitti che le aziende tedesche non sono disposte a subire, e determinerebbe probabilmente una pressione inflazionistica che i creditori tedeschi non sono disposti a subire (perché se c'è inflazione, i soldi che hai prestato perdono potere d'acquisto, e quindi i creditori l'inflazione non la vogliono. Punto).

In altre parole, non ci sarà mai una politica sufficientemente espansiva da parte della Germania, e questo ce lo hanno detto chiaro e tondo sia Bolkestein che Henkel. Il "negoziante" tedesco non comprerà mai abbastanza dal "cliente" italiano perché il "cliente" italiano possa acquistare dal "negoziante" tedesco senza indebitarsi. L'unica soluzione per il cliente italiano che non voglia indebitarsi è smettere di comprare: l'austerità.

Questa è la logica del sistema, ed è il motivo per il quale il sistema fallirà. Perché?

Perché c'è una cosa che dovete capire, cari politici, ve ne scongiuro. Lo so, richiede uno sforzo, è un totale rovesciamento di paradigma, ma è anche una cosa molto logica:

il motivo per il quale un insieme di paesi unisce le proprie economie non è competere con il resto del mondo, ma non competere col resto del mondo.

Cosa voglio dire? Voglio dire che le cose non stanno come i giornalisti e anche voi dite: "Dobbiamo unirci perché fuori c'è la Cina, non possiamo competere se non siamo grandi, in un mondo grande ci vogliono paesi grandi, per un paese grande ci vuole una grande moneta, e per una parete grande ci vuole un pennello grande".

No, non è così, per due motivi:

1) come possiamo pensare di competere con paesi che hanno il costo del lavoro più basso del nostro usando una moneta sopravvalutata come l'euro? E d'altra parte noi italiani, svalutando l'euro peggioreremmo la nostra situazione, perché spenderemmo in Germania quello che guadagneremmo negli Stati Uniti o in Cina.

2) i paesi che si mettono insieme lo fanno per creare un mercato (comune o unico) che serva da sbocco interno alla loro produzione, cioè, appunto, per non competere con il resto del mondo.

Mi spiego. Secondo Alesina (1997) il senso dell'unione è proprio questo: l'America va per aria perché ha fatto una politica del credito dissennata? E che ci importa!? Se loro non comprano più i nostri spaghetti, li compreranno i tedeschi: c'è un mercato comune che ci protegge dagli shock esterni, nel senso che all'interno del mercato comune troviamo la domanda che nel resto del mondo può venire a mancare per qualsiasi motivo. Con il mercato comune quindi il bisogno di rincorrere la domanda estera, cioè di "competere" col resto del mondo, dovrebbe venire meno, altrimenti il mercato comune o unico che sia non ha senso di essere.

Bene: siccome la nostra unione in realtà è una competizione dove, grazie all'euro, l'unica risposta possibile a uno shock è il taglio dei salari da parte dei paesi più deboli, cioè la distruzione di domanda, è chiaro che la nostra unione non ha senso è crollerà a meno che non venga abbandonato l'euro. Un mercato comune con una valuta unica in presenza di asimmetrie strutturali è un nonsenso economico. La moneta unica costringe a distruggere l'unica cosa che rende razionale il progetto di mercato comune: la domanda interna.

E attenzione: la distrugge prima al Sud, ma poi, come i dati di oggi dimostrano, anche al Nord. Il sistema si avvia all'implosione. Non è esattamente come dice Evans-Pritchard: l'euro non è un problema solo per l'Italia. L'euro è un problema per l'Europa, e quindi per l'Europa non c'è altra soluzione che l'abbandono dell'euro.

Vi prego, non date retta ai ciarlatani che vi propongono soluzioni miracolose come l'abbandono dell'austerità! Per loro un po' di spesa pubblica in più risolverebbe tutto. Una soluzione semplicistica e contraria alla teoria economica. Con prezzi fissi, un aumento di reddito comporta un aumento di importazioni. Se facessimo spesa pubblica ora, senza riallineare il cambio, rimetteremmo semplicemente in crisi i nostri conti esteri, cioè apriremmo la strada alla troika. Vi scongiuro, non ascoltate queste voci  sconsiderate, che vogliono farvi credere che l'euro sia buono, e la "Germania" cattiva, per cui tutto si risolverebbe con un po' di spesa!

Vi fornisco due esempi del contrario.

Il primo è Monti. Ripeto: lui lo ha detto chiaro e tondo che l'austerità serviva a riportare in equilibrio i conti esteri, a renderci competitivi. Perché? Perché manca l'aggiustamento di prezzo e quindi bisogna ricorrere all'aggiustamento di reddito. Punto.

Il secondo è la Spagna, che è un caso molto interessante. Come leggete sui giornali, la Spagna viene additata come esempio di paese che si è redento, ha fatto le riforme e quindi cresce. Questo non è vero, la Spagna è un paese distrutto, e la (poca) crescita che ha avuto finora è dovuta all'enorme deficit pubblico fatto in risposta alla crisi.

Quindi hanno ragione quelli del referendum contro l'austerità, il deficit fa crescere?

No, perché ignorano i motivi per i quali alla Spagna è stato "graziosamente concesso" di fare deficit: e non sono motivi di poco conto.

Alla Spagna è stato consentito di violare il parametro del 3% per un motivo ovvio: i creditori tedeschi erano fortemente esposti verso la Spagna, e quindi, nel loro interesse, hanno lasciato che lo stato spagnolo si indebitasse per permettere al settore privato spagnolo di restituire alle banche tedesche i soldi che doveva loro. La deroga all'austerità nel caso spagnolo è stato lo strumento che il capitalismo finanziario tedesco ha usato per trasformare un suo problema (i crediti erogati indebitamente alla Spagna) in un problema degli spagnoli (una crescita del debito pubblico spagnolo che piomberà la Spagna per le prossime generazioni). Una massiccia trasformazione di debito privato in debito pubblico, una massiccia socializzazione delle perdite, a danno di chi le ha subite: il popolo spagnolo.

Qual è la lezione da trarre da questa storia? Semplice: che ora alcune (non tutte, alcune) istanze del capitalismo tedesco cominciano a capire che solo allentando la politica fiscale a Sud possono riuscire a salvare le proprie aziende. L'alternativa sarebbe allentarla al Nord, ma questo non vogliono farlo per i motivi che vi ho detto (non distribuire troppo reddito in quota salari). Anche se la Germania è meno esposta verso l'Italia che verso la Spagna, il crollo della domanda in Italia comincia a farsi sentire sulla loro economia. Quindi è chiaro che a certe istanze della società tedesca farebbe molto comodo che il nostro Stato ricominciasse a spendere "in deroga", come la Spagna: a prezzi e cambi fissi, questo sosterrebbe la domanda di beni tedeschi, e la loro nave potrebbe ripartire. Ma noi aggraveremmo il fardello delle generazioni future. Non so se è chiaro. Quello che preoccupa una certa "Germania" è che noi ormai non abbiamo più soldi per comprare BMW, e per pagare le tasse che attraverso i meccanismi "salvastati" vanno a salvare le banche spagnole, cioè i creditori tedeschi. Facile prevedere che sia imminente almeno un tentativo di ripensamento da parte della Germania sull'austerità. Secondo me questo tentativo fallirà: le diverse istanze del capitalismo tedesco non riusciranno a coordinarsi per adottare una politica razionale, quindi l'euro esploderà, ma nel frattempo, per favore, non aggraviamo la nostra situazione.

C'è un'unica soluzione per venirne fuori: lasciare che il meccanismo di prezzo, il tasso di cambio, riprenda a funzionare, quindi tornare alle valute nazionali. Se non parlate di questo, cari politici, se non cercate di capire come farlo, dialogando con gli economisti in buona fede del nostro e di altri paesi, ora perdete tempo, e domani perderete il potere. Farlo è nel vostro interesse.

Aggiungo una chiosa a beneficio dei colleghi anti-austerità, quella che avevo anticipato, prevedendo la loro ovvia e demagogica mossa, il 31/12/2013. Quello che state facendo è deplorevole, perché ostinandovi a non ammettere che l'austerità è una conseguenza dell'euro, e che senza rimuovere la causa non si può rimuovere l'effetto:

1) alimentate un pericoloso astio anti-tedesco (individuando nella Germania la causa dell'"ottusaausterità");

2) impedite (se siete di sinistra) la maturazione di una coscienza di classe negli elettori italiani (spingendoli ad approvare una scelta che è alla radice della loro sconfitta nel conflitto distributivo);

3) avallate indirettamente la narrazione distorta dei media che ci indicano in paesi come la Spagna un esempio da seguire (in base al "sillogismo" Spagnabello, Spagnadeficit, deficitbello);

4) aprite la strada a scelte di politica economica non coordinate che esporranno il nostro paese a gravi conseguenze in termini di squilibri finanziari interni e esteri, squilibri che a cambi fissi non possono essere risolti (condizione necessaria ma non sufficiente).

Vi prego: non fatelo.

E a voi, politici, una preghiera: non date retta alle sirene del "basta spenne, che cce vo'!". Qui occorre un cambio radicale delle regole europee, cominciando dall'abolizione della moneta unica e passando per tante altre cosette che sono descritte nel mio libro e in questo blog (e nella letteratura scientifica internazionale). Se ne può parlare, ma per favore, ricordatevelo: l'austerità è un male, ma è un male che ci viene imposto dall'euro, è nella logica dell'euro. Chi vuole l'euro vuole la recessione. Chi, come i colleghi "antiausterità", vuole l'euro, ma non vuole la recessione, in realtà vuole solo il commissariamento del nostro paese da parte della troika. Se siete politici italiani e non siete politici tedeschi dimostratelo.

121 commenti:

  1. Post meraviglioso. Ottimo per attrarre nuovi lettori, chiaro e preciso. Tutti dovrebbero leggerlo, io nel mio piccolo lo diffondero'!

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  2. Non per nulla la Buba adesso è in favore di aumenti salariali del 3%.

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  3. Non è mio costume esprimermi così, ma sono commosso...
    Un vero appello civico alla salvezza dell'Italia. Lo diffonderò in ogni modo.
    Grazie.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Bel post esplicativo e che fa capire anche ai novizi :)

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  6. Ottima qualità, come sempre.

    Forse potrebbe aver senso inserire, nei due passaggi dove citi Monti, il collegamento al tuo post dove riporti la sua ammissione di aver distrutto la domanda interna?

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  7. Repetita iuvant !
    Grazie per lo splendido post !
    Alla fine della lettura mi rimane però il tremendo dubbio ( diciamo pure la certezza ) che in questo momento non esita alcun politico italiano ( Renzi ? Non fatemi ridere ! )
    che abbia la contezza delle cose da fare ( uscire e in fretta !) ma soprattutto il coraggio politico di decidere che è ora uscire. L'uscita dall'euro, per i politicanti italiani, è qualcosa che non è nemmeno mentalmente affrontabile : scappano come conigli al solo pensiero. Ma voi ce lo vedete il parolaio di Rignano che si trasforma di colpo in personaggio storico ( della Storia con la S maiuscola ) ? Poveri noi.

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    1. Ho appena posto più o meno la stessa domanda. Anche se secondo me non si tratta di poco coraggio quanto piuttosto di mancanza d'incentivi. Renzi o chi per lui, in Italia come in Francia, potrà sempre contare su una maggioranza di elettorato avversa al rischio e spaventata dagli estremismi. Inoltre sono sicuro che dalla Germania arriveranno piccole concessioni per tenerci buoni. L'equilibro di sottoccupazione potrebbe quindi rivelarsi molto più "sostenibile" di quello che la scienza economica suggerisce. (Ma forse oggi vedo nero...dai)

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    2. Che bello svegliarsi alla mattina, lavorare per due ore, e poi accorgersi che non è servito a niente. Ripetete con me: "la Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania. La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania..."

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  8. "Il creditore che strozza il debitore non risolve nulla". Giustissimo ovunque, anche in Argentina (dove lo strozzamento ha un risvolto, come sempre, politico)

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  9. "La crescita non si innesca abbassando i salari e facendo riforme che dovrebbero essere finalizzate all’abbassamento della qualità della vita dei lavoratori con la motivazione che saremmo più competitivi". Matteo Renzi


    e se anche il premier abbia di nascosto iniziato a seguire questo blog?

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    1. Magari fosse. Se non avessi conosciuto il blog starei ancora pensando che l'euro ci salva.
      Non partiamo prevenuti. E per i politici è lo stesso. Un buon politico fa le scelte giuste, ma non può essere onniscente e sapere tutto. Non deve essere un economista. Basta che scelga buoni consigli di buoni economisti.
      Già ad un altro Matteo politico il prof ha aperto gli occhi.

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    2. Matteuccio lo dice solo per giustificare la regalia degli 80 euro fatta per vincere le europee.

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    3. Scordiamocelo : lui è al massimo dirà menò austerità ( così fa il figo ) e quindi più deficit e quindi...PIU' TROIKA ( cfr.Bagnai ! )

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    4. Peccato che 30 secondi dopo ha detto, le riforme vanno fatte a qualunque costo (o una cosa del genere) contraddicendo se stesso. Un lucido folle ??

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    5. Un pallone gonfiato. Costui è lucido solo quando scorda di mettersi la cremina di bellezza anti imperfezioni. Sta tergiversando perché quando si metterà a fare quello che DEVE fare se la potrà scordare tutta questa popolarità che è il fine ultimo (in quanto unico) della sua politica.
      Prof le è sfuggito un refuso: il pupo italiano "moro è buono".

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  10. davvero ottimo post che si allinea a quello di oggi di "voci dall'estero", che vorrei commentaste. Grazie:
    http://vocidallestero.blogspot.it/2014/08/telegraph-litalia-di-renzi-deve.html

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  11. Leggete e diffondete! Grazie Prof.

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  12. Un po' si ripasso fa bene a tutti.
    Soprattutto speriamo l'appello venga ascoltato.

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  13. E chi glie lo dice ai piddini che finora hanno sposato l'euro, Renzi, spesapubblicabbruttaviaabberluscacoruzzzzione? Può essere che comunque anche se usciamo dall'euro, la colpa sarà comunque "nostra" (dei piigs)? Germania o mica Germania, ho il sospetto (da parecchio) che l'Euro finirà quando (appunto) sarà la Germania a non volerne più sapere dell'euro.
    Comunque su B, a leggere certe cose sull'ex latitante libanese c'è da inorridire...

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    Risposte
    1. Ok prof, ho ripetuto "la Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania.".
      Rimane il fatto che è una certa signora bionda che fa il bello e il cattivo tempo. Magari non in Germania, ma nel resto d'europa si. E finora le cose per loro sono andate per il verso giusto.
      Facendo una analisi(na, alla mia portata of course) mi viene da pensare che in ogni caso il suo appello è fondamentale che venga capito da chi "di dovere":
      - per l'Italia (e non solo) rimanere nell'euro comunque conviene "alla Germania" a prescindere (distruzione delle aziende italiane concorrenti di quelle tedesche); il resto l'ha già detto lei, ma "repetitia juvant":
      - se si rimane nell'austerità si distrugge la domanda interna (e le aziende italiane);
      - se si allenta il deficit le aziende italiane NON se ne avvantaggeranno (e arriva la Troika ).
      Se QUALCUNO non si sveglia saranno piselli da evacuare.

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  14. In questi giorni sto rileggendo il Suo articolo, Professor Bagnai, relativo all'intervento in Commissione Finanze.
    E c'è una cosa che non mi appare chiarissima: la motivazione addotta dalla Germania, ma anche dai burocrati europei, per giustificare l'austerità e quindi i tagli della spesa pubblica in Italia.
    Lei, Professore, dice che la Germania chiede l'austerità italiana per riequilibrare i conti esteri. E' questo che non comprendo appieno.
    Che vuol dire RIEQUILIBRARE I NOSTRI CONTI ESTERI ?
    Non vuole mica dire diminuire il nostro debito pubblico, per caso ?
    Dalla lettura del Suo libro, oltre che del blog, infatti, ho capito che il debito pubblico italiano non è un problema. Ma lo è il debito estero, per lo più privato. Ebbene, come si misura, ufficialmente tale debito estero ? E perché i burocrati europei non parlano di esso ma parlano del debito pubblico italiano ?
    Complimenti per questo Suo appello ai politici italiani.
    Renzi a Napoli ha detto che la politica dei bassi salari non ci renderà più competitivi: vuoi vedere che qualcosa si sta davvero muovendo ?! :-)

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    1. Quando si parla di debito privato, ci si riferisce a questo ?
      http://www.corriere.it/cronache/14_agosto_14/debito-medio-famiglie-italiane-19251-euro-93608cb2-23a0-11e4-8bd0-72e8ca625ba5.shtml
      E che connessione ha col debito estero ?

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    2. Citi il libro (del prof ?) ed il blog, ma forse non li hai letti con attenzione o non li hai capiti. Rilassati, spegni la tv, libera la mente e ricomincia da capo.
      Cordialmente.

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  15. Non so. Mi sa che il colloquio appena avuto con Draghi e' stato ossessivamente diretto a convincere Renzi a fare riforme del lavoro in grado di comprimere i salari degli italiani. In realta' a suo tempo salvini regalo' copia del "tramonto" a renzi e napolitano. Chissa' se lo ha letto.
    Son contento che Renzi rifiuti la svalutazione salariale. La logica conseguenza e' la svalutazione del cambio (via dall'euro) o austerita' e disoccupazione alle stelle (secondo me ingestibile socialmente).
    Tabellini e' consigliere di renzi e ha detto parole interessanti sulla convenienza a uscire dall'euro dell'italia. Ferragosto e' il momento adatto. Ma mi sa che ancora titubano...

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    1. E' esatto, ha sintetizzato bene quello che penso.
      Del resto continuano a dire che vogliono l'euro e devono tagliare il welfare, vedasi ultime dichiarazioni di Del Rio, però poi al dunque non lo fanno e rimandano alle calende greche.
      L'alternativa è chiaramente per il politico del sud europa tra autodistruzione seguendo ricette di austerità oppure di deficit spending ed essere i primi a concretizzare la rottura dell'unione monetaria.
      Renzi con la lira potrebbe governare per decenni, se gli interessa fare il politico sa cosa deve fare, altrimenti sarà ricordato nella storia d'Italia ma come uno dei fautori del maggior disastro economico della repubblica.

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    2. Per decenni solo? Con la lira si ripartirebbe subito a palla...ragazzi rendiamoci conto dei poteri forti in gioco...chi avra' il coraggio e la forza di portarci fuori dall'incubo (se sara' l'italia a prendere l'iniziativa) si vedra' intitolate le piazze o il corso principale a suo nome....per questo anche io spero nella faccia di culo, vanagloria, pavonaggine, pallongonfiataggine, megambizione ecc ecc. di R. opportunamente supportato da suo padre B.

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    3. Pressoche' impossibile. Lo Stato dovrebbe entrare in conflitto con tutte le grandi multinazionali che impiegano decine di migliaia di persone in Italia, centinaia di migliaia con l'indotto. Se gli metti i bastoni fra le ruote, questi chiudono e si spostano altrove, a strozzare qualcun altro piu' disperato (per inciso lo stanno gia' facendo, ma anziche' lottare vige la logica del contenimento dei danni, cassa integrazione ecc.). Lo Stato avrebbe un minimo di potere contrattuale con grandi aziende italiane, ovvero la cui massa critica risieda sul nostro territorio, che potrebbero beneficiare dal ritorno alla valuta nazionale. Ma abbiamo perso quasi tutto, telecomunicazioni, chimica, auto... e le PMI dovrebbero concertarsi, ma chi e' il primo piccolo a mettersi di traverso alla multinazionale che gli da' le commesse?

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    4. condivido ciò che dice perfect world sotto la patina delle minchiate sulla fratellanza europea la cina etc esistono conflitti d'interesse potenti e non credo che sia solo questione di consapevolezza o di eroismo anche se quella ha pure il suo forte peso ma più per le masse da governare disinformandole che non per i governanti specieora che questi non possono non vedere i marroni causati dall'euro

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  16. Non ho mai letto nei suoi post così tante volte le parole vi prego, vi scongiuro e simili!!!
    Un meraviglioso grido d'amore verso l 'EUROPA..
    Mi permetto di inviarlo a più amici possibile come regalo del buon ferragosto!!!
    Grazie
    Roberto

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  17. "Alla fine gli acquirenti esteri avrebbero perso sul prezzo del marco quello che guadagnavano sul prezzo del bene tedesco in marchi". Ma, si domanda un ignorante come IO, non è un passaggio tautologico? Cioè, se il prezzo del marco sale (rivalutandosi) al mercato dei cambi, non sale anche, automaticamente, il costo del bene tedesco in marchi rivalutati?

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  18. Quando scrive questi post così accorati, prof, mi viene il dubbio che sia arrivato al punto di rottura, che non ce la faccia più a sopportare tanto da tanti.
    Se si dovesse mai sentir venire meno, tenga sempre ben presente che siamo in tanti qui dietro a sorreggerla, tanti ex-Sancho e tantissimi Ronzinante.
    Dopo tanti anni è stato in grado di nuovo di farmi sentir parte di qualcosa di GIUSTO.
    Vorrei farle tante domande tecniche, ma questo è il post dell'appello, è il suo spazio.
    La sua disponibilità mi darà sicuramente modo di fargliele più avanti.
    Quasi commosso.

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  19. Ottimo post, chiaro, accorato, patriottico.
    Racconta le cose come stanno e chiarisce che spendere di più nel contesto attuale non serve a niente ( se lo fa un singolo paese ), e probabilmente anche se lo facesse la intera Eurozona ( ma chi può credere ad un tale coordinamento?). Resto per me un mistero il perchè a sinistra non si capisca che la permanenza nell'Euro non offre alcuna alternativa, alcun margine di manovra, e non sia nell'interesse degli imprenditori e dei lavoratori italiani. Se il PD non metabolizza questa verità, non avremo speranze; questo è il mio grande cruccio.

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    1. Perché, il PD è di sinistra? L'acronimo dice Partito di Destra

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  20. la fame non si cura con il digiuno

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    1. Come no? Meno mangi, meno ti vien fame. Poi muori, ma nel trimestre hai generato profitto.

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  21. Bellissimo post!
    Chiarificatore al massimo!

    Ma quello che non ho chiaro è: perché gli altri paesi hanno accettato di entrare nell'euro?
    Quali istanze interne ci guadagnavano?

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    1. Il paese forte (del nord, in questo caso) guadagna perchè abolisce il rischio di cambio e nel breve periodo aumenta la produzione per l'export di beni e capitali, incamerando profitti industriali e rendite d'interesse.
      Il paese debole ha due falsi vantaggi: il primo è quello del cittadino che vede aumentato il suo potere d'acquisto all'estero.
      In pratica ciò crea la bolla di debito privato e la distruzione progressiva del tessuto industriale interno oltre che il deterioramento dei conti pubblici in caso di sudden stop.
      L'altro vantaggio è quello della classe politica del paese debole, che si fa cooptare dalle elites del paese forte guadagnando un rendita personale.
      Quanti dei vari Monti, Letta, Prodi dopo il loro mandato vanno poi a prendere molti soldi in grossi gruppi privati o istituzionali?
      E' però un vantaggio effimero come il primo, in quanto il nodo del cambio fisso non può essere sciolto se non con la rottura dell'unione monetaria, che toglie ogni consenso alla classe politica che la sostiene.
      Tralascio l'ipotesi dei trasferimenti fiscali in quanto politicamente improponibile, ora e pure in futuro visto che il nord ha scelto le svalutazioni salariali competitive come ulteriore strumento di price competition oltre il cambio fisso nei confronti del sud europa.
      Chi la racconta la verità ai lavoratori del nord? per anni gli è stato detto che dovevano lavorare di più e guadagnare di meno per colpa degli improduttivi del sud, invece di dirgli che il cambio fisso ha consentito di trasferire i loro guadagni di produttività nelle tasche dei loro datori di lavoro, bypassando il mercato delle valute.
      Questi ultimi giustamente non vorranno saperne di rinunciare ad ulteriori guadagni per riequilibrare le storture del cambio fisso al sud.

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  22. ...cari lettori, questo post sarà pieno di ovvietà. Non vogliatemene: sto cercando di ampliare la platea degli interlocutori)...
    tranquillo Bagnai chi ben ragiona ben capisce il bene che stai facendo; chi non capisce cha vada a dar via i ciap e il que.
    Che Dio ti bendica !
    ..."me l'hai già detto"...
    Allora che Dio ribenedica, nunc et semper.

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  23. Professor Bagnai, permetta una domanda. Che l'euro sia insostenibile da un punto di vista "economico", son d'accordo. Son d'accordo anche che siano attribuibili all'eurozona gli squilibri fra gli Stati Membri pre-crisi ed il perdurare della depressione post-crisi. Tuttavia ho l'impressione che l'euro non sia (ancora?) "politicamente" insostenibile. Mi spiego: attualmente mi pare manchino gli incentivi politici affinchè un Primo Ministro italiano o francese prendano decisioni "radicali". Gli incentivi in politica derivano dalle possibilità di essere o meno rieletti. Il sistema elettorale francese garantisce ai Partiti cosiddetti repubblicani di poterla sempre spuntare su chiunque altro. L'Italicum farà altrettanto. La "maggioranza" è risk averse, è posta di fronte ad un Renzi-Grillo o ad un UMP-FN, voterà sempre per i "moderati". Se è vera la teoria di Stiglitz secondo cui l'Europa (la Germania?) farà sempre just enough to keep the system in place, allora la prospettiva potrebbe essere quella di un prolungato periodo d'equlibrio di sottoccupazione (diciamo così), di tanto in tanto rabboccato da qualche concessione. Ovvero camminiamo (all'indietro) sull'orlo del burrone ma non cadiamo mai giù. E non abbiamo mai neppure la forza di fare un balzo lontani dal ciglio.
    Forse sono troppo pessimista. Lei che ne pensa?

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    1. i sistemi elettorali "maggioritari" tendono a garantire la maggioranza dei seggi ai partiti o a coalizioni relativamente piu' votati, ma non riescono a garantire la stabilità della leadership a fronte di politiche largamente ed oggettivamente impopolari.

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    2. '...ho l'impressione che l'euro non sia (ancora?) "politicamente" insostenibile. Mi spiego: attualmente mi pare manchino gli incentivi politici affinchè un Primo Ministro italiano o francese prendano decisioni "radicali" '
      .
      E' la dimostrazione di quanto lo studio delle condizioni obiettive dell'economia sia intrecciato con quello delle élite dirigenti : noi possiamo avere ben chiaro CHE COSA bisogna fare, ma se non c'è CHI lo fa tutta la nostra saggezza rischia di essere vana.
      Lasciatemi comunque citare un brano del post di Bagnai che mi sembra memorabile :
      '...la "Germania" è furba (!), e quindi si arresterà sull'orlo del baratro. Ma la SStoria non funziona così. Già nel secolo scorso la "Germania" non si è arrestata sull'orlo del baratro'
      Magistrale come monito, non avrei saputo dirlo meglio

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    3. "I tedeschi sono tosti", ma non riescono ad essere imperialisti come vorrebbero, sono solo un pallido riflesso dell'imperialismo anglosassone. Paradossalmente avrebbero potuto diventare davvero rilevanti se avessero implementato diversamente il progetto Europa, unendo e non combattendo il resto del continente. Ora che fanno, si alleano ai Russi? No, storicamente e' ancora piu' inverosimile. Sono proprio i nostri parenti poveri, da sempre divisi e dominati da potenze estere, senza poter vantare il 10% della nostra storia/arte/bellezza.

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  24. Prof...perfetto...chiaro e di facile interpretazione...Giornalisti prendete esempio!!!!

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  25. Uno dei migliori QED di sempre, a mio avviso. Preciso, puntuale, diretto, tagliente come la lama di un rasoio, come solo un grido di dolore può essere.
    Un utile riassunto "for dummies" come il sottoscritto.

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  26. Prof. mi potrebbe commentare per cortesia i punti dell'articolo del suo collega Marco Ponti su il Fatto Quotidiano?
    L'articolo si intitola "Protezionismo per amor di Patria", c'è qualcosa che non mi convince, ma non capisco cosa.

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  27. Come al solito grazie!
    La disillusione è ormai il mio mantra, pensar male è esercizio quotidiano anche se si fa peccato! Credo che i politici in generale sappiano queste cose, il loro problema è politico (sempre supponendo che ci siano politici Italiani). Sappiamo che non possono e non vogliono ammettere l'errore, probabilmente riuscirebbero a vivacchiare ancora qualche stagione, passandosi la palla come fatto fino ad ora e, in caso di crollo scomposto del sistema, sperano di restare al potere "tenendo duro". Infondo ci hanno fatto digerire Monti con la scusa della responsabilità.

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  28. se i nostri politici mettessero un millesimo dell'impegno che Lei mette in atto per cercare di aiutare il nostro paese forse le cose sarebbero migliori!!!....post da premio NOBEL!!!

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    1. No, non è da Nobel. È da macroeconomia del primo anno. Ci potrebbero arrivare anche i politici, e in molti ci sono arrivati, ma mi dicono che non hanno il coraggio di dirvelo perché voi non li capireste. Probabilmente hanno ragione. Tutti trovano molto chiaro questo post, ma non si rendono conto che se sono qui hanno fatto un percorso, e che se lo hanno fatto è perché avevano il tempo e il talento per farlo, due cose che non sono mai state alla portata di tutti (soprattutto la seconda) e che oggi scarseggiano (soprattutto la prima). Vi esorterei quindi a NON sopravvalutare la portata di questa esternazione.

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    2. condivido ho visto e sicuramente vedrò suoi post molto più originali comunque va bene siamo a ferragosto

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  29. La seguo quotidianamente da circa due anni.
    Non posso che re-ringraziarla.
    Prima che un economista e un ottimo divulgatore lei è un Uomo che ama il suo Paese e che ha fatto della dignità la sua bandiera.
    Credo che se potessero la ringrazierebbero i Giusti che non possono più farlo.
    PS: lei nel frattempo si tenga in forma che ci serve battagliero come sempre.

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  30. L'articolo è interessante, mi resta un dubbio però: anche all'interno della società italiana operano una pluralità di pulsioni e di interessi scoordinati, quello che mi chiedo, e le chiedo, è una riflessione su questo punto; avrebbe interesse a tornare alla moneta nazionale chi importa petrolio o energia? O chi gode di elevati redditi fissi pubblici? O, al limite, anche chi sfrutta la leva competitiva dell'evasione fiscale godendo di elevata liquidità in moneta forte? Ed infine chiediamoci tutti chi governa il paese? Il dubbio è: non è che stiamo chiedendo la cosa giusta alla persona sbagliata?

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    1. L'osservazione è del tutto pertinente. L'Italia non ha mai avuto materie prime. Per questo è un paese che deve privilegiare gli sbocchi esteri: per acquisire quelle risorse che gli consentano di procurarsi le materie prime. Questo ha fatto di noi sin dal luminoso Medio Evo dei leader mondiali nelle tecniche finanziarie, commerciali, e di trasformazione industriale (prima applicazione documentata dei mulini ad acqua come fonte di energia meccanica: Penne, Abruzzo, circa 1000 d.c.).

      Quindi per l'Italia non ha senso fare una politica che strozza le proprie esportazioni.

      Tu mi dirai: "Va bene, ma gli interessi contrapposti questo non lo capiscono".

      E io ti rispondo punto per punto.

      Chi importa a buon mercato, capirà quando si renderà conto che intorno a lui sono tutti morti, e che quindi se vuole vendere nel mercato interno deve vendere a buonissimo mercato, cioè: con la valuta forte ci perde anche se è importatore. Non ci credi? Be', all'assemblea di Confindustria a Schio, quella ripresa da Servizio Pubblico, uno si alzò per dirlo, ed era più di un anno fa: "Sono un importatore ma ci sto rimettendo".

      Chi gode di elevato reddito fisso pubblico, quando vedrà che il suo reddito, a 75 anni, lo spende per mantenere il figlio di 50 anni che non ha lavoro, e che gli chiuderà gli occhi con una maledizione, chiedendogli "Perché mi hai fatto questo", capirà. Troppo tardi? Cazzi suoi!

      Chi sfrutta la leva competitiva dell'evasione fiscale... Ma chi la sfrutta? Gli importatori? Le aziende? Perché non leggi Schneider sul cosa sappiamo e cosa non sappiamo dell'evasione fiscale in Italia? L'evasione fiscale è un pezzo del frame che hanno messo su per dirci che facciamo schifo. Poi ci sono i confronti internazionali.

      Chi governa il paese: ecco, questa è la vera domanda. In questo momento il governo del paese non è italiano. Mi duole dirlo, perché sembra un endorsement a Berlusconi, e non lo è, ma il paese è in mano straniera dal novembre 2011, come ormai tutta la stampa internazionale placidamente ammette, troika o non troika.

      Il problema è questo.

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    2. Volevo rassicurare Bagnai: Berlusconi è il nuovo astro di Bruxelles e la sua posizione è assolutamente ormai equipollente a quella di Renzi.
      Basta leggere qui: http://bit.ly/1pPH6s9

      In particolare, c'è un passaggio che trabocca di odio ideologico nei confronti dello Stato: "Il salario deve essere piu’ strettamente correlato ai sottostanti livelli di produttivita’ ed al differente costo della vita, che caratterizza le diverse parti del territorio italiano. Occorre, poi, avviare una riflessione sul pubblico impiego. I diritti del lavoratore che opera nel pubblico richiedono una protezione maggiore rispetto al lavoratore comune, che e’ maggioranza? "

      La ricetta, naturalmente, è quella fallimentare del taglio delle tasse con il taglio del bilancio.
      Si legge infatti: "Per far ripartire l’economia riteniamo fondamentale l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, il blocco dell’aumento dell’Iva, la totale defiscalizzazione e decontribuzione delle nuove assunzioni di giovani, la riforma dei poteri di Equitalia e la sburocratizzazione delle procedure amministrative per avviare attivita’ produttive. Riportare l’Italia su un sentiero di crescita diventa piu’ facile se il sentiment complessivo del mercato diventa piu’ positivo."
      Per cui: "Se saremo in grado di prendere quelle misure, anche il verdetto dell’Europa, di fronte all’ipotesi di un mancato rispetto delle regole di Maastricht, potra’ essere, in qualche modo, contrastato."

      Siamo dunque sulle stesse posizioni complessive di Renzi, vogliono spendere a deficit per creare una nuova stavolta letale bolla di debito privato con l'arrivo della troika a curatore fallimentare.

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    3. Dixisti, Alberte, et salvavisti animam tuam. L'anima inteoria ce l'avrebbero anche i politici italiani, almeno in potenza. Chissà...

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    4. berla e renzi continuano con litanie che più o meno anno ripetuto tutti i governi rossi blu o a pallini che abbiamo avuto da 15 anni a questa parte in realtà non cè mai stata nè semplifcazione ne sburocratizzazione ne abbassamento delle tasse e se è vero che la germagna non esiste esistono però i tedeschi che hanno ricchezze finanziarie piuttosto che reali e gli italiani che guarda caso hanno il contrario quindi se è vero che è tutto un casino e che pulsioni ed interessisi contrappongono in no stesso paese è anche vero che vi sono delle linee guida dei tracciati che si possono leggere ed interpretare connettendo certi puntini come con grande chiarezza ha evidenziato borghi ... se è vero che che ora il leit motiv è quello che dice bagnai cioè germagna brutta austerità brutto e che le conseguenze di tale trend porterebbero alla troica io sarò fesso ma un pò alla germagna ci credo che esista

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    5. il problema dello smontare le burocrazie e di semplificare etc si scontra sempre con la realtà dei corporativismi e di quelli che vogliono conservare posizioni etc i discorsi dei politici in propaganda elettorale sono così si sa comunque vedremo il 29 agosto dovrebbe arrivare il decreto sblocca italia col proiect financing etc... ma non credo che rivedrò mai tutti gli euri che do al mio comune perchè ho diviso una porzione immobiliare in 4 che prima era in tre ... e sai perchè perchè se lo farò se chiederò la ripetizione dell'indebito la prox volta che andrò in comune con un progetto mi manderanno affanculo diretto e così fan tutti

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  31. Io invece una cosa che non ho capito, e chiedo aiuto agli amici del blog, perché davanti la vetrina compriamo tedesco?
    Hanno iniziato a vendere beni tedeschi, anche svalutando il lavoro, e non potenzo apprezzare il marco, con tanta richiesta, senza poter intervenire sul cambio hanno asfaltato la concorrenza. Ma perché abbiamo iniziato a comprare tedesco? Perché i prodotti sono migliori?
    Ok, osservazione da prima elementare, ma se qualcuno me lo spiega mi fa un piacere per mettere anche questo pezzo al puzzle.

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    1. I prodotti sono migliori perché i tedeschi sono un gran popolo: sono i cinesi d'Europa, con una grande manifattura, una grande capacità di imparare e di copiare (e di inventare, va da sé), una grande coesione sociale, un grande senso della dignità del proprio lavoro, e tutte le cose che sappiamo. Quindi la domanda non è questa, ma è un'altra: perché delle persone che oggettivamente hanno (come del resto le abbiamo noi) queste virtù accettano di essere pagati a un livello proporzionalmente inferiore di quello che il mercato le valuterebbe?

      Questo è il problema.

      Oggi la risposta è: perché i loro politici gli dicono che se vivono male, la colpa è nostra. Di contro, a Sud gli amici del referendum "antiausterità" ci dicono che se noi viviamo male la colpa è loro.

      Capisci chi sono i dementi che stanno fomentando il prossimo conflitto intraeuropeo? Questo è il fottuto problema. Per non ammettere che hanno sbagliato verseranno il nostro sangue: è un rischio concreto, e il modo per evitarlo non è fondare il partito dello zero virgola per soddisfare una propria ambizione personale, è informare, combattendo casa per casa e disinformatore per disinformatore.

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    2. Oggi, Professore, mi sembra che si stia "sbottonando" più del solito.
      Sia quando dice che "La Germania non esiste, la Germania non è una signora bionda che parla il tedesco e vive in Germania."
      Sia, soprattutto, quando dice che "I prodotti sono migliori perché i tedeschi sono un gran popolo: sono i cinesi d'Europa, con una grande manifattura, una grande capacità di imparare e di copiare (e di inventare, va da sé), una grande coesione sociale, un grande senso della dignità del proprio lavoro, e tutte le cose che sappiamo."
      Inoltre c'è l'appello ai politici italiani, che è una chicca.
      Capisco che Lei non voglia parlare troppo della Germania, cercando di rimanere neutrale e soprattutto sul tema della macroeconomia.
      Ma credo che se ci parla della Germania, che comunque volente o nolente domina l'Europa, noi riusciamo a capire meglio certi concetti, anche attraverso il confronto Italia-Germania. Poi possiamo controbattere meglio a quelli che dicono che la Germania ci fa un "cesto" così.
      Infine, lo stesso Martin Feldstein nella sua analisi (Martin Feldstein, 1997. "The Political Economy of the European Economic and Monetary Union: Political Sources of an Economic Liability," Journal of Economic Perspectives, American Economic Association, vol. 11(4)
      http://www.nber.org/papers/w6150.pdf)
      non prescinde completamente da una serie di considerazioni di tipo politico. Insomma, è difficile parlare di economia e non di politica.
      Buon ferragosto.

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    3. Grazie professore.
      Informare sul suo lavoro di divulgazione è quello che umilmente cerco di fare.

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    4. La contrapposizione tra informazione e formazione di un partito anti euro (ma anche anti vincolo esterno, anti banca centrale indipendente, a favore dei principi della Costituzione oggi violati) non mi trova d'accordo. Anzi, la presentazione di un partito anti euro alle elezioni europee avrebbe incontrato una situazione (40% della popolazione contro la moneta unica, 45% di potenziali astenuti contrari a tutti i partiti, centrodestra in stato comatoso, grillini insoddisfatti e pronti a voltare le spalle a Grillo e al guru Casaleggio) estremamente favorevole. Migliaia di potenziali militanti avrebbero garantito un'informazione capillare, con una competenza di gran lunga superiore rispetto a quella degli avversari politici. Invece si è andati dietro a furbi politicanti, dai quali nulla si poteva sperare (son 25 anni che sostengono la moneta unica, come possono giustificare un'inversione a U?). L'astuto Salvini ha sfruttato il prof. Borghi per raccattare quell'1 / 1,5% in più che gli ha salvato la cadrega. Adesso il segretario leghista non parla più di uscita dall'euro, ma di super tagli di tasse e di guerra senza quartiere all'immigrazione clandestina. Fdi ha semplicemente preso in giro il prof. Rinaldi. Non mi sembra un gran risultato.

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    5. Ma guarda... Certo, se tu non stessi parlando a uno che insegnasse POLITICA economica e che NON avesse scritto questo post magari... Ma da quanti minuti mi segui?

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    6. @marco

      Ma guarda! Certo, intanto so che se voglio fondare un partito posso contare su di te, quindi sto a posto. Poi, ti faccio notare che proprio il fatto che Claudio non sia stato eletto indica che non ci sono migliaia, ma al più decine di volonterosi militanti, o che se ci sono sono dei coglioni. Poi, se tu hai il polso della situazione più di me, se sai più di me quello che succede dietro le quinte, se sai meglio di me cosa è successo a Antonio, be', io mi arrendo: il partito fallo tu. Io non ti voto, ma tu fallo: perdi un voto, ma hai quello delle migliaia!

      Senti: per te c'è Riscossa Italiana. Iscriviti, e passa la paura. Io rispetto tutti (quasi tutti, intendiamoci: sapete bene chi non rispetto perché passa i limiti dell'inquinamento della democrazia), ma sto facendo un altro lavoro. Un lavoro del quale certamente altri coglieranno i frutti, ma io me ne strabatto: voglio fare questo, e non altro. Se in Italia si parla di euro è grazie a una persona. Le lezioncine falle agli altri.

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    7. In breve.
      Noto che non viene riproposta la contrapposizione tra costituzione di un partito e informazione antieuro.
      Borghi non è stato eletto perché il vertice della Lega non ha inteso mobilitare la base a suo favore. Tra l’altro non lo ha presentato nella circoscrizione Sud, dove avrebbe portato voti e probabilmente ottenuto le preferenze necessarie per la elezione (patto Salvini / Tosi?).
      Pochi i militanti pro Borghi? Vero. Motivo? Si è presentato con la Lega, partito di limitata credibilità, almeno per ora. Se fosse stato uno dei leader del partito antieuro ben maggiore sarebbe stata la mobilitazione.
      Non ho la minima autorità per fare lezioncine a lei e me ne guardo bene. La seguo da tre anni, sostengo Asimmetrie e mi rendo perfettamente conto dell’enorme importanza scientifica, didattica e informativa del suo lavoro, che, nei limiti del possibile, cerco di pubblicizzare . Ciò detto, rimango della mia opinione relativamente alla necessità di un partito antieuro (e pro molte altre cose).

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    8. Marco, grazie per il sostegno e per la critica, ci mancherebbe. Continuo a dirti che abbiamo insiemi di informazione diversi. Claudio considerava possibile l'esito che si è verificato. Se il comportamento della Lega è stato opportunistico, tanto peggio per lei: farà la fine di Grillo, che si è sbriciolato per il suo opportunismo. La stessa fine la farà Fratelli d'Italia, che da una parte fa l'anti euro, e dall'altra firma i referendum pro-euro di Piga. Se devono passare tutti attraverso una legnata per capire che non è il caso di fare i furbi, fatti loro.

      I problemi, con l'ipotesi partito, sono molti. A parte il fatto che se l'ipotesi ti interessa, sai benissimo che c'è chi la sta percorrendo (e.g., Riscossa Italiana, in qualche modo), quindi, come dire, sul mercato un'offerta c'è. D'altra parte, però, capisci bene che finché si tratta di "battere i pugni sul tavolo", di dichiararsi contro qualcosa, di incitare a riprendersi le chiavi di casa, lì son buoni tutti. Quando si tratta di proporre una piattaforma politica, cioè un progetto capace non solo di criticare l'euro (che equivale a sparare sulle ambulanze), ma di proporre una direzione, be', lì le cose cambiano, e chi si polarizza su un progetto "negativo" e non propositivo lo capirà troppo tardi. Io questa piattaforma l'ho proposta, e grazie a Grillo e alla sinistra nessuno se n'è praticamente accorto. Ora, a distanza di due anni, e con un discreto numero di previsioni azzeccate, la riproporrò. Se ci sarà una risposta, allora si potrà anche ragionare in astratto di un partito pro-Italia (un partito antieuro scordatelo, per favore: a me non piace perdere). Ma il punto è, e te lo dico con affetto e ringraziandoti per il sostegno, che tu stesso sei la prova provata dell'estrema difficoltà di un'operazione simile. Cazzo c'entra che la Lega non era credibile? In quanto partito in cordata con la Le Pen, era l'unico partito di cui Bruxelles avesse paura. Investire in essa A LIVELLO DI EUROPEE aveva quindi un ben preciso significato tattico, anche tenendo conto del fatto che se avesse estorto un successo con comportamenti opportunistici (e vedremo se è così) alle politiche sarebbe stata legnata. Quindi vedi che finché si ragiona per appartenenza, finché non si ricostruiscono le geometrie politiche, non si va da nessuna parte. Grazie.

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  32. Ho smesso di leggere i giornalisti che facevano gli economisti quando ho scoperto un economista che si è messo a fare "il giornalista". In questo modo ho imparato qualcosa di economia, di giornalismo, di politica, di sociologia, di cultura! di musica persino!... . Non ho parole professore. L'unica cosa che posso fare per ringraziarla è sostenere economicamente a/simmetrie (e invito anche i nuovi lettori a fare altrettanto).
    Concretamente GRAZIE per quello che fa PER NOI.

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  33. Magnifica sintesi di tre anni di divulgazione . Peccato che cade in un vuoto di leadership politica. Post che per vigore morale e lucidità di analisi mi ricorda la chiusa del Principe di N, MACHIAVELLI . Sappiamo come è andata . Tre secoli di servaggio .
    Sia chiaro : non invoco nessun principe o duce , ma rilevo solo la mancanza di leaders politici che abbiano a cuore gli interessi dell' ITALIA per cui la guerra sarà ancora lunga ( credo almeno fino a tutto il 2015 ) e difficile . Ma anche io non sono decoubertiniano e lotterò con LEI e gli amici del blog .
    GRAZIE PROF, BAGNAI . BUON FERRAGOSTO

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  34. Buona lettura a tutti
    Caro Prof
    II post è chiaro ed istruttivo. L 'euro è stata una decisione irrazionale che ha causato impoverimento e disoccupazione soprattutto nei paesi del sud europa.
    E' ragionevole ed auspicabile che imploda, ma ci sono le condizioni politiche ?
    Diventerebbe insostenibile se i cittadini la contestassero ma ciò non avviene e
    temo che non avverrà mai. I giovani emigrano e/o sopravvivono con i soldi degli anziani ( siamo pieni di compro ora che ora chiudono perchè non c'è più niente da comprare ).
    Siamo un popolo che si è condannato al declino. A Lampedusa stanno arrivando nuovi italiani a basso costo.
    La pizza, il mare l' arte siamo in un bel posto... per passarci le vacanze.

    Per favore mi dica che non ho capitìo un accidenti .

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  35. Post che solo un idiota o un traditore del suo popolo non capirebbe.

    Nel frattempo Prof...mi auguro che si faccia due risate ferragostane leggendo le affermazioni di Vidocq, pardon, di Monsieur Hollande:


    http://www.investireoggi.it/economia/la-francia-di-hollande-chiede-ancora-piu-flessibilita-sui-conti-e-la-svalutazione-delleuro/?refresh_ce

    Ma quando si svegliano i Francesi, che almeno sono stati una grande potenza, uomini che sanno vivere, che conosco tutti i trucchetti della politica e dell'economia, vivaddio, sono un grande paese no?

    E se ne accorgono adesso che non si risollevano piu' nemmeno col cric?

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  36. A questo punto viste le pluralità economichebe politiche italiane e tedesche in particolare e dell'UEM in generale, vedo più verosimile una pressione politica ed economica che arrivi dall'area di AFD in Germania e dall'area dalla Le Pen in Francia, che possa accelerare il proceaso di smantellamento dell'euro.
    Anche perchè in Italia hanno già scelto Draghi per sostituire Napolitano e la cosa non so se sia un bene o un male.

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    1. Un bene e' difficile. Un male non saprei, puo' far peggio?

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    2. Draghi al posto di Napolitano????? E sarebbe un bene???????? Io faccio le valige davvero...

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  37. Notevole! davvero esemplare. Faccio il possibile per divulgare ulteriormente.
    Scusandomi anticipatamente per domandare cose forse già trattate ... mi permetto di indicare al Prof. che, almeno da parte mia, avrei bisogno di chiarire meglio due concetti/meccanismi fondamentali che lui spessissimo richiama nei suoi post e nelle sue analisi:
    1) il perché un paese che è in deficit deve riequilibrare i conti con l'estero (e perché poi Monti & C hanno perseguito questo obietto operando una deliberata "distruzione di domanda interna"..)
    2) perché, come ne fa cenno nel bellissimo post, adesso, un aumento di spesa pubblica, in queste attuali condizioni di cambi fissi e quindi di mancanza di sovranità monetaria/economica, genererebbe ulteriori e più gravi problemi.
    Ecco Prof. le chiedo la cortesia se, eventualmente in futuri post, può descrivere al meglio questi meccanismi.
    Probabilmente l'avrà già fatto ... in tal caso se può indicare i link..
    La ringrazio tanto per la sua opera di divulgazione.
    david

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    1. 1) se leggi l'intervento di Constancio vedrai che parla di "sudden stops" e del fatto che non se li aspettava in Europa. Cosa sono? Sono quello che definisco il redde rationem: i tedeschi hanno finanziato i consumi del Sud, cioè il Sud si indebitava e i tedeschi accumulavano crediti, ma questa operazione non può proseguire indefinitamente. Si arriva sempre al momento in cui i soldi che vengono presi in prestito vengono dedicati non a investimenti produttivi, ma a investimenti (o consumi) che non consentono di ripagare capitale e interessi (questo l'ho spiegato qui). A quel punto il creditore si allarma e smette di rifinanziarti (o di accordarti dilazioni). In altre parole, è come quando la banca chiama l'imprenditore affidato e gli chiede di "rientrare". Se devi "rientrare", per prima cosa non devi fare altri debiti, cioè, come paese, devi smettere di comprare all'estero. Per smettere di comprare all'estero, il modo più efficace, anche se rude, è tagliarti i redditi: se non hai i soldi non puoi comprare, e questo l'ho spiegato ad esempio qui.

      2) di converso, qualsiasi stimolo dei redditi interni, se non si riattiva il meccanismo del cambio, che facendo costare di più le importazioni ci imporrebbe di sostituirle con prodotti nazionali, rischia di scaricarsi su beni esteri, come ho spiegato qui e qui.

      Se segui i link del post trovi altre informazioni. Non è tutto semplice, ma l'alternativa è credere a Renzi.

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  38. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  39. Bel post. In particolare la parte "la germania non esiste". E' proprio il punto, identificare il network di interessi, volontà, tecniche, ma anche tradizioni e culture (che contano) che dominano la scena europea e determinano questa trappola. Non credo sia neppure questione di dottrina economica (cioè di liberismo), che pure conta. Potrebbe essere in parte anche questione di logica incorporata in alcune dinamiche tecniche. E l'intervento di Constacio è in questo interessante. In questa direzione la trappola è ancora più vasta ed il lavoro da fare più ampio, ma certo partire dal mettere le cose sui suoi piedi (e quindi ripristinare i meccanismi automatici del cambio) sarà inevitabile. La domanda è quanto sangue ci vorrà.

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  40. Egregio Professore devo confessarle che solitamente vago liberamente nel web, in altri siti economici/politici ( anche con un altro nick), osservando nei miei interventi una sorta di Legge di Pareto, per cui in alcuni mi concedo il 90% di provocazione e solo il 10% di conoscenza, mentre solo nel suo blog mi accade esattamente il contrario.
    Ciò premesso, volevo farle notare che nel suo eccezionale intervento odierno c’è un particolare che mi balza all’occhio…e che lei molto probabilmente, pur avendolo, se non sbaglio, sottinteso altre volte, oggi non lo ha inserito volutamente.
    Più precisamente, noi sappiamo che una buona parte dei politici (in tutta Europa) sono all’oscuro di questo meccanismo perverso che ci ha illustrato. Però qualcuno, in particolare economisti/banchieri prestati alla politica lo conosce perfettamente, soprattutto ai piani alti, certamente non al mezzanino del condominio.
    Allora possibile che tutti questi nomi illustri e conosciutissimi, italiani, ma anche belgi, finlandesi, greci, spagnoli ecc, siano stati (e lo sono tuttora) perfettamente a conoscenza di questo paradosso ed abbiano addirittura contribuito ad alimentarlo solo per fare un favore al capitalismo tedesco per motivi di bottega?
    Tanto per essere più chiari…l’Euro è solo un problema di convenienza economica dei Paesi centrali oppure e’ la pistola fumante di un ben più inquietante progetto ideologico socio-politico che utilizza la disciplina macro-economica (monetaria in particolare) per controllare la democrazia dei popoli al fine di azzerarne il potere (Germania compresa)?



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    1. Scusa, caro, visto che ti piace leggere, perché non leggi l'articolo di Featherstone che ho citato? Lì c'è la risposta chiara e netta alla tua domanda. Quando l'hai letta, me la riposti qua sotto? Dai, dividiamoci il lavoro, e ricorda: Kevin è europeista!

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  41. Un grandissimo post, che leggo e rileggo ancora ... una superba ed umile lezione di economia e, mi lasci dire, di moralità politica. Temo che gli attuali detentori del potere politico e mediatico, come pure molti dei suoi colleghi economisti, continueranno ad ignorarlo perchè non le perdoneranno il coraggio di seguire la verità, che mette a nudo la loro povertà umana prima che le loro menzogne e complicità in questo progetto di distruzione dei popoli del sud Europa. Ma per chi frequenta questo blog e per altri milioni di italiani disperati e senza riferimenti credibili, lei è la vera luce che indica l'uscita dal tunnel più buio in cui ci hanno precipitato.
    Faccio quanto posso per informare quanto più possibile le persone con cui vengo a contatto, studiando e utilizzando a piene mani le sue preziose analisi e spiegazioni. Grazie di cuore.

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  42. Magnifica sintesi di tre anni di divulgazione . Peccato che cade in un vuoto di leadership politica. Post che per vigore morale e lucidità di analisi mi ricorda la chiusa del Principe di N, MACHIAVELLI . Sappiamo come è andata . Tre secoli di servaggio .
    Sia chiaro : non invoco nessun principe o duce , ma rilevo solo la mancanza di leaders politici che abbiano a cuore gli interessi dell' ITALIA per cui la guerra sarà ancora lunga ( credo almeno fino a tutto il 2015 ) e difficile . Ma anche io non sono decoubertiniano e lotterò con LEI e gli amici del blog .
    GRAZIE PROF, BAGNAI . BUON FERRAGOSTO

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  43. Si ripete la solita storia....i panzer vincono le battaglie (almeno per diversi anni...),ma perdono la guerra.Il bovaro per mungere la mucca deve almeno tenerla in vita....stante che questa è legata ad una catena e non si sogna nemmeno di liberarsi...pur essendo vicina al collasso definitivo...ma il latte è sempre meno e la famiglia del bovaro comincia anch'essa a soffrire.Come finirà?Chiuderà la stalla?Il bovaro cambierà mestiere?Le vacche cominceranno (con l'aiuto di qualche toro...anche se pare che circolino solo buoi...) a fuggire? I dont know...
    Ma intanto comincerei ad affiggere sui muri d'ogni città e sui crani di certuni:
    " l'austerità è un male, ma è un male che ci viene imposto dall'euro, è nella logica dell'euro. Chi vuole l'euro vuole la recessione. ".Amen

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  44. Prof. glielo dico col cuore in mano.
    C'è una virtù che ammiro in lei più di ogni altra: LA TENACIA!!!

    Per chi la segue da un po' di tempo (oggi sono 1002 giorni, da quel fatidico 16 Novembre 2011) questo post è limpido e cristallino come l'acqua di sorgente.

    Ma poi uno scrolla i commenti e si chiede come accidenti sia possibile che lei sia ancora lì a ribattere con la stessa tenacia, la stessa forza e lo stesso altruismo di 3 anni fa'.

    Un flashback di professorechenepensa, mipotrebberispondere, avreibisognodichiarire, mifornirebbeillink e lei lì di nuovo ad uno ad uno a rispondere come se niente fosse, come se 848 post non fossero mai esistiti.

    La prego di accettare questo grazie con tutta la mia stima e la mia riconoscenza.
    Anche stasera ho imparato la lezione, grazie.

    RispondiElimina
  45. In questo articolo c' è tutto, la nascita della moneta unica, gli inizi apparentemente positivi, dove si son create le premesse della successiva crisi acuta, le cause della crisi cronica, le previsioni di implosione finale. E' un articolo da divulgare attraverso ogni contatto.
    Mi sorgono due domande:
    - Mitterand è stato quello che lei dice, ma chi ha voluto che noi entrassimo in questo inferno, m riferisco in primis Ciampi, che tutti consideravano un autorevole economista, non a Prodi di cui considero davvero un mistero la sua carriera, per la sua insipenza come va considerato?
    - Lei ritiene la Troika ed in particolare la BCE non abbiano strumenti che definirei potenti e in definitiva non democratici, per allungare il brodo in maniera da acuire e radicalizzare ancor di più la crisi e per intervenire in una certa fase addirittura anche sui patrimoni privati oltre che pubblici, nonchè, ulteriormente sulle scelte di politica economica dei singoli stati inclusi quelli del nord (ANSCHLUSS DOCET), per gestire una situazione che potrebbe, dopo una terribile crisi sistemica, portare ad una nuova rifondazione della UEM verso una situazione di tipo USA, quindi con un bilancio congruo e una BCE riformata. Questo perchè una crisi sistemica davvero terribile per l' euroarea, renderebbe forse più economico migrare, caso forse unico nella storia moderna, verso forme di riaggregazione, invece di arrivare alla più antieconomica implosione?

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    Risposte
    1. @alberto49

      Ciampi non è un economista. Da normalista è un laureato in letteratura greca. Poi, se non sbaglio, si è laureato anche in Legge

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    2. E' ed era considerato un economista e di forte autorevolezza nazionale ed internazionale, ed i suoi incarichi lo attestano. Ovviamente a prescindere dalla sua carica di Governatore.
      Ha ricevuto, il 11 dicembre 1991, la laurea magistrale honoris causa in Economia e commercio dall'Università degli Studi di Pavia. Forse bastava per considerarlo un economista, ma evidentemente insieme all' economista vero Prodi ci ha portato male. Comunque la domanda era sul ruolo avuto nella sua forte determinazione di adesione all' euro dagli inizi nella sua qualità di responsabile del Tesoro.

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  46. Davvero un ottimo articolo, come ormai se ne vedono raramente in giro. Complimenti e grazie! Ps: sono in attesa del suo prossimo libro.. Che il Renon le sia di ispirazione! :)

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  47. Prof questo é certamente fra i migliori, se non il migliore, fra quelli non tecnici che ha scritto. Chiaro, preciso e riassume tutto anche per i neofiti. Il problema é che, secondo me, chi ha il frame dell'€ ben saldo nella zucca, entrerà in un ulteriore livello di negazionismo in cui dirà a se stesso che quanto avrà letto, alla fine di questo post, non sarà stato altro che "le cazzate di Bagnai" o "Bagnai mente sapendo di mentire" o altre puttante simili che ho sentito con le mie orecchie o letto coi miei occhi. I tempi non sono ancora maturi ed i piddini veri saranno per l'uscita dall'€ solo quando saranno costretti a riprogrammare i propri cervelli a seguito del cambiamento di rotta dei partiti di riferimento. Non abbiamo speranze di uscita PRIMA che il peggio si abbatta su di noi. Almeno così stanno le cose secondo il mio PdV.

    Buon Ferragosto! ;)

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  48. Se posso permettermi, perché non si prepara una serie di slide per realizzare un video dove tutta questa situazione viene spiegata alla "massa" in modo semplice e sintetico?

    Sicuramente qualcuno di voi è pratico di queste cose...si potrebbe diffondere attraverso il tubo!

    RispondiElimina
  49. Cito Alessandro:
    "Prof. glielo dico col cuore in mano.
    C'è una virtù che ammiro in lei più di ogni altra: LA TENACIA!!!

    Per chi la segue da un po' di tempo (oggi sono 1002 giorni, da quel fatidico 16 Novembre 2011) questo post è limpido e cristallino come l'acqua di sorgente.

    Ma poi uno scrolla i commenti e si chiede come accidenti sia possibile che lei sia ancora lì a ribattere con la stessa tenacia, la stessa forza e lo stesso altruismo di 3 anni fa'.

    Un flashback di professorechenepensa, mipotrebberispondere, avreibisognodichiarire, mifornirebbeillink e lei lì di nuovo ad uno ad uno a rispondere come se niente fosse, come se 848 post non fossero mai esistiti.

    La prego di accettare questo grazie con tutta la mia stima e la mia riconoscenza.
    Anche stasera ho imparato la lezione, grazie."

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  50. Ma allora Monti non era neppure il male peggiore!

    Se distruggere la domanda interna significa spingerci a non comprare più nulla e a usare quel poco che ci resta (o i risparmi) per ripagare le rate del finanziamento dell'auto, allora la Spagna sta peggio.

    Nell'ordine:

    Austerità: ci dissanguiamo per pagare i nostri debiti privati ma non ne facciamo altri.

    Basta austerità (o niente austerità): paghiamo i nostri debiti privati e ne facciamo altri: privati ma soprattutto pubblici anche per i pronipoti.

    Ma se tutto è destinato a saltare e la svalutazione punirà finalmente i creditori incauti, perché questi, che ormai dovrebbero aver capito l'aria che tira, dovrebbero riprendere a comprare titoli di stato?
    Dovrebbero essere sicuri che la troika arrivi prima per garantirli. Ma comprare titoli di stato favorendo una nuova crisi da bilancia dei pagamenti è propio il modo migliore per ottenerlo.
    Perché hanno comprato altro debito pubblico spagnolo? Forse la garanzia sta appunto nel fatto che la Spagna è già nelle mani della troika?
    Sono queste le riforme strutturali? E questo il progetto? Una totale cessione di sovranità degli stati europei e poi l'euro potrà pure essere abbandonato, ma la transizione la guideranno gli stessi che l'hanno creato.

    Spero di non aver detto troppe stupidaggini ...

    RispondiElimina
  51. Prof... e se "Drago" (cit. da "il deserto dei tartari") fa un vero QE ??? (rispettando nella ripartizione delle quote di TDS da acquistare le proporzioni delle varie economie n€uropee: Germania, Francia, Italia, Spagna ecc....)

    .... giusto per prendere altro tempo e terminare "serenamente" il mandato senza scossoni o guerre.....

    P.S. ma l'ha visto questo video di Amato ??? :-))))

    https://www.youtube.com/watch?v=2culAA6_wwY&noredirect=1

    Saluti.

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    Risposte
    1. Il QE serve solo a finanziare le banche e a tenere basso per quanto possibile in tasso delle emissioni a medio lungo termine.
      Le banche destinatarie non alimentano l'economia reale nemmeno in questo caso poichè in deflazione il tasso di sopravvivenza delle nuove attività produttive è molto basso ed è alto il rischio che il prestito diventi una sofferenza.
      Praticamente i nuovi prestiti delle banche diventano sofferenze in bilancio.
      Senza interventi a deficit dello stato la musica non cambia, manca la cinghia di trasmissione all'economia reale.
      La spesa a deficit non ha però effetto all'interno dell'eurozona, in quanto c'è il tasso di cambio fisso che droga la competitività di prezzo tedesca, rendendo gli aumenti di reddito negli altri paesi destinati ad essere spesi in Germania.
      Con l'euro, nessuna ripresa.
      Senza l'euro, c'è la ripresa.

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  52. Allora vediamo un po :
    Draghi lo sa , non è scemo
    Prodi lo sa, lo ha detto lui
    Fassina lo sa, è stato qui piu volte
    Idiota , lo sa , glielo avranno detto ma non ha capito
    Berlusca lo sa , non è scemo
    Ovviamente lo sanno tanti altri politici , economisti e gionalisti
    Zinghy lo sa di suo
    Tabby lo sa di suo
    È davvero strano come nessuno abbia a cuore le sorti e il futuro del loro e nostro paese, è incomprensibile la paura di volere almeno aprire un dibattito serio istituzionale. Sembra odio verso il popolo di appartenenza, davvero non lo capisco.
    Bagnai , caro prof. , sono belli anche i disegnini e i numerini ma questo post è stato scritto col cuore e trasuda una passione straordinaria. GRAZIE .

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  53. Risposte
    1. La risposta sarebbe: "so what? / y entonces? / embe'? / alura? / ... ?"

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  54. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  55. se un po' ho imparato a conoscerla, lei non scrive mai a caso.
    qualche giorno fa commentavo con la mia compagna: "ho la netta sensazione che stia per succedere qualcosa. non so in quale direzione, se una corda che si stringe al collo o un nodo che si scioglie, ma mi sa che sta per succedere qualcosa. certo non con i tempi che noi umani consideriamo, ma sempre con quelli della politica. credo proprio che da settembre in poi dovremo essere più vigili del solito..."
    lei concordava, stessa sensazione.
    lei non scrive mai a caso, e questo post alimenta ulteriormente i miei "sospetti"...
    staremo a vedere.
    OT, tanto per regalarci il solito sorriso quotidiano. notiziola non dall'economia reale ma da quella " 'n diretta e no 'n differita": andiamo ospiti (settimana scorsa) due giorni a Positano, da un amico che ha un importante albergo (uno de quelli pe' ricchi o quasi...).
    Gli chiedo come vadano le cose e lui mi fa il quadro della situazione: "italiani quasi niente, russi quest'anno pochini, tedeschi solo i ricchi, i soliti anglosassoni, ma la cosa incredibile è che sono pieno di coreani, coreani e... AR-GEN-TI-NI! hai capito, argentini... Il defalut il default... boh, ma questi che minchia ci raccontano??? io sto pieno di coreani e argentini... mah!".
    L'amico sull'euro ha molti dubbi, ma su come funzioni l'informazione ha decisamente molte certezze e perennemente le ribadisce. deve essere dovuto all'animo neo-borbonico che ancora non si è rassegnato alla menzogna.
    buon ferragosto.

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  56. Bagnai: "...Ma con l'euro questo finiva, il che significava, in buona sostanza, che gli imprenditori tedeschi potevano in tutta sicurezza intraprendere una politica di compressione dei salari. Che c'entra, mi chiederete?..."

    Forse dovrei rileggere il libro ancora una volta... Ma ancora non mi è chiaro questo meccanismo: la Germania come ha potuto tenere i salari bassi se non ha sperimentato la stessa disoccupazione degli altri paesi? Anzi, giocando scorretto e i prodotti tedeschi continuavano ad essere domandati, mi viene in mente che gli operai avrebbero potuto giocare al rialzo con gli stipendi...

    E invece nascono i minijob... Chi mi spiega questa cosa? Questo meccanismo? Se i prodotti tedeschi sono sempre domandati, si tende alla piena occupazione, per quale motivo io operaio dovrei farmi tagliare lo stipendio? (Prof. la prego non mi sgridi!) :-) Buon Ferragosto, grazie.

    PS non capisco proprio il nesso Euro-stipendi al ribasso in Germania... Come faccio io imprenditore tedesco a tenere i salari bassi grazie all'Euro? Questo non capisco e sto rosicando!

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    Risposte
    1. Mi azzardo a rispondere.
      L'imprenditore ci può guadagnare per il meccanismo descritto nel post.
      I lavoratori sono stati costretti ad accettare perché pochissimo a est (in Germania Est - vedi Anschluss - e negli altri paesi che sono stati ammessi nell'euro o sono in lista di attesa proprio per questo), c'era una gran massa di forza lavoro a basso costo. I sindacati tedeschi non hanno avuto scelta. Oggi lavoratori dei paesi in crisi fanno la fila per lavorare in Germania, come si fa a chiedere un aumento?

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    2. Minijobs integrati da welfare massiccio......inoltre sembra che nonostante alcuni prezzi ad esempio nel settore immobiliare dovessero logicamente salire, rendendo non più possibile a molti tedeschi abitare in affitto, ci siano state vere e proprie minacce ad agenti immobiliari.......ma dura minga

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    3. in caso di cambio flessibile

      1-un imprenditore tedesco vende 1 macchinario al mese in Italia al prezzo 10mila marchi; vale a dire che un acquirente italiano ordina alla sua banca di comprare 10mila marchi (pagandoli, mettiamo caso, 20milioni di lire) e di pagare con questi il macchinario tedesco. Dai 10mila incassati l'imprenditore ne detrae 5mila per pagare i dipendenti, avendo un profitto di 5mila.

      2-l'imprenditore abbassa i salari. Dal prossimo incasso detrarra' solo 4500marchi per prodotto. Potra' ora mantenere lo stesso profitto di 5mila marchi a macchinario, vendendo il macchinario stesso a 9500marchi (19milioni di lire) con lo scopo di venderne 2. Cosa che gli riesce.

      3- con l'aumento della domanda italiana per i suoi macchinari, aumenta dunque la domanda di marchi in cambio di lire, causando una rivalutazione del marco sulla lira secondo la legge della domanda/offerta.

      4- dopo l'aggiustamento del cambio, i 9500 marchi di costo del macchinario non equivalgono piu' a 19milioni come al punto 2, ma nuovamente a 20milioni come al punto 1. Ne segue che l'imprenditore vende nuovamente un solo macchinario al mese. Ne segue inoltre che i dipendenti pagati 4500marchi ripristinano il potere d'acquisto del punto 1 semplicemente sostituendo parte della spesa in beni tedeschi con beni italiani.


      In caso di cambio fisso o moneta unica, il processo si ferma al punto 2. Il nesso euro/stipendi bassi e' dato dal fatto che abbassare i salari per aumentare l'export ha senso solo quando i cambi non possono aggiustarsi.


      Le rivendicazioni salariari dei dipendenti, invece, sono un fatto prettamente politico. Se i lavoratori tedeschi fossero in grado di ottenere salari allineati alla produttivita', sarebbe sostenibile anche la moneta unica, perche' si avrebbe un nord con una inflazione strutturalmente piu' alta rispetto al sud, e dunque un riequilibrio degli scambi del tipo del punto 4. Il problema e' che questo non avviene

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    4. Mi accodo, condivido lo stesso dubbio. E' anche vero che lo stipendio puo' diminuire non nominalmente se aumenta la produttivita'. Poi una scusa per tartassare i nuovi assunti la si trova sempre, la Cina, i PIIGS, ecc.

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    5. @Brina82

      nota che la disoccupazione in Germania è arrivata all'11% nel 2005 e nel 2003 era al 10%. Quando in Italia, nel 2006, la disoccupazione era al 6%, in Germania la % di disoccupati era al 9% della forza lavoro totale. Quindi le riforme Hartz e la conseguente riduzione dei salari reali si sono realizzate in un contesto di disoccupazione elevata in Germania.

      E' vero che dopo le riforme Hartz la disoccupazione è calata... ci mancherebbe che non fosse calata. Con l'export forte a causa della svalutazione tedesca, con i disoccupati a prezzo di saldo, ti credo che la disoccupazione è calata. Peccato che è calata anche la quota salari, di ben 7 punti di PIL, tra il 2003 ed il 2008. Non so se hai presente quanti MLD di € sono 7 punti di PIL tedesco.... sono circa 200 MLD €, una montagna di soldi sottratti alla crescita della domanda interna e delle esportazioni dei paesi confinanti con la Germania. La crisi dell'eurozona è tutta quì..... in questa montagna di soldi passati dalle tasche dei consumatori tedeschi in quelle dei loro datori di lavoro.

      Tu chiedi in che modo l'euro ha favorito tutto ciò... molto semplice ed il Prof. l'ha spiegato tante volte. Lo ha spiegato tanto bene che anch'io, povero Ingegnere, l'ho capito, anche senza bisogno delle formule... (bene intendenti pauca)

      Nel mondo dei cambi flessibili l'effetto della svalutazione salariale, cioè l'incremento delle esportazioni, è rapidamente annullato dalla rivalutazione della moneta. Quindi in una situazione di cambi flessibili, i nostri vicini alamanni non avrebbero mai fatto la "mandracata" delle riforme Hartz perchè non avrebbero avuto nessun beneficio in termini di incremento dell'export con l'aggravante di ridurre in ginocchio il mercato interno.

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  57. Gran bel post, forse uno dei migliori letti, rende bene più di un concetto, almeno per chi segue il blog. Mi fa venir voglia di esser riconoscente ad asimmetrie. :-)

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  58. "All'interno della società tedesca opera una pluralità di pulsioni e di interessi scoordinati, la cui composizione dipende da un insieme di fattori spesso aleatori..."
    Case in point :
    Nelle presentazioni dei risultati semestrali, molti grossi esportatori tedeschi hanno attribuito le performance deludenti al cambio troppo elevato dell'euro -e sono stati prontamente bacchettati da Weidmann, l'ineffabile falco della Bundesbank.
    Quest'ultimo, in compenso, la settimana scorsa ha dichiarato che (bontà sua) i salari tedeschi possono anche salire; al che gli industriali hanno bruscamente reagito invitandolo a farsi gli affari (monetari) suoi.
    Le tante aziende di ogni dimensione che hanno puntato molto sull'interscambio russo-tedesco vanno incontro a sacrifici significativi a seguito delle sanzioni imposte alla Russia e alle possibili ritorsioni, anche se difficilmente polemizzeranno apertamente visto il prevalere, anche in Germania, del PUAP (Partito Unico Anti Putin).
    Come si vede, da tre sole fattispecie si evidenziano già almeno altrettante istanze scoordinate, imprese, Banca Centrale e politica (a sua volta parzialmente asservita ad interessi extra-europei). Per dire con Bagnai che La Germania non è...

    RispondiElimina
  59. "All'interno della società tedesca opera una pluralità di pulsioni e di interessi scoordinati, la cui composizione dipende da un insieme di fattori spesso aleatori..."

    che poi è come dire:

    «... le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l'effetto che dir si voglia d'un unico motivo, di una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo.»

    Niente male per un Ingegnere!

    RispondiElimina
  60. Ragazzi vi ringrazio per la pazienza e per avermi risposto... É chiaro tutto ciò che dite, ma a questo punto mi vien da pensare che sia formulata male la frase:

    Bagnai: "...Ma con l'euro questo finiva, il che significava, in buona sostanza, che gli imprenditori tedeschi potevano in tutta sicurezza intraprendere una politica di compressione salari..."

    Ancora non mi è chiaro perchè grazie a l'Euro! Ciò che scrivete (vi ringrazio e concordo) sono cose che non ci azzeccano con l'Euro!

    Posso io imprenditore usufruire di manodopera a buon mercato anche con un'altra moneta... Certo, è chiaro che con l'Euro mi conviene a maggior ragione...

    RispondiElimina
  61. Posso fare una domanda, magari stupida?
    Ma se arriva la Troika prima che si disfi l'euro, poi il FMI ce lo teniamo?

    RispondiElimina
  62. i notabili del nostro CLN?

    Forse è per questo che Scalfari scalpita?
    Premetto che la mia ingenuità mi ha sempre creato grossi problemi!

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  63. Prof. un post davvero mirabile.Come dicevo in altro post, lei è un combattente nato, nato nel senso di nascere non del trattato nord atlantico.
    Più di questo, cos'altro ci vuole?

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  64. Grazie prof per il riassuntino. E' tutto perfettamente ovvio per me:-) per il PD un po' meno altrimenti danno ragione a Berlusconi. Non e' stato cacciato perche' ha tracinato il paese nel baratro con la sua corruzione ma per via dell'euro.

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  65. @brina82
    l'euro pone dei problemi e il primo che viene in mente è quello che non si può rispondere a shock esterni o squilibri svalutando.
    giusto?
    giusto
    ma di converso se uno fa damping salariale e pone politiche deflattive allora non ha il rischio di rivalutazione (sa, questo blog sia chiama Goofynomics).

    che significa?
    in un mondo con cambi flessibili se lei riesce a contenere la sua inflazione (banalmente e quasi correttamente.. non si fanno le somme.. se lei ha inflazione del 2% ogni anno ed io del 4% dopo 10 anni da lei quanto costano le cose e quanto da me?
    ok, 1,02x1,02x.. facciamo il 20% in più mentre da me il 40%.
    Chi compra più i miei prodotti?
    con cambi flessibili una svalutazione del 20% riporterebbe (normalmente) le cose in equilibrio.

    Lei va in Polonia a sfruttare gli stipendi bassi?
    guardi che a noi non interessa il livello assoluto dei prezzi ma la loro dinamica!
    il fatto che la Polonia abbia avuto nei momenti del bisogni delle svalutazioni le fa capire che alla fine è vero che lei li paga meno ma poi i prezzi (in Polonia) aumentano di più.
    e in presenza di shock la moneta difenderà la sua azienda.


    PS: l'euro pone dei problemi di asimmetria perché stressando le finanze pubbliche porta a maggiore tassazione e meno investimenti.
    quindi a maggiori prezzi (rispetto agli altri).

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  66. Grazie collega toti tot... Hai perfettamente colto quale era il mio dubbio (anche io sono un Ing.)...

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    1. Mi fa piacere... vedi che quando dicono che gli ingegneri si capiscono solo tra di loro, hanno perfettamente ragione!!!

      Visto che ci capiamo possiamo anche provare a fare un'analogia tra l'equilibrio della bilancia dei pagamenti e l'equilibrio chimico che tutti gli studenti d'Ingegneria studiano al corso di Chimica generale. La deflazione salariale ed il tasso di cambio rappresenterebbero, in questa analogia, i parametri sui quali si può agire per ripristinare le condizioni di equilibrio del sistema, le partite correnti nel nostro caso, quando si verifica una perturbazione dell'equilibrio stesso. In una situaizone di cambi flessibili, l'aggiustamento via tasso di cambio è talmente veloce che non c'è bisogno di ricorrere alla deflazione salariale per ripristinare l'equilibrio delle partite correnti. In regime di cambio fisso si ha a disposizione solo la deflazione salariale. Quindi nell'euro il riaggiustamento dei conti con l'estero può avvenire solo con l'austerità.

      L'equazione costitutiva dello stato euroso è pertanto la seguente:

      EURO=AUSTERITA' 1)

      o anche
      EURO=DEFLAZIONE 2)

      In regime di cambi flessibili abbiamo:

      EURO=0

      Quindi

      DEFLAZIONE=AUSTERITA'=0
      e
      Tasso di cambio= f(CA)

      dove Tasso di cambio è valutato incerto per certo ed f, funzione di classe C1 con f'<0

      Così un ingegnere dovrebbe capire meglio.
      Ciao

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  67. il 23 agosto del 2011: "la Germania segherà il ramo su cui è seduta" dà errore su sbilanciamoci.it

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