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mercoledì 20 agosto 2014

10.000.000

Carissimi,

oggi il nostro blog raggiunge i dieci milioni di pagine viste. Vorrei chiarire ai soliti sempliciotti che so benissimo che le pagine viste non sono utenti unici, e non sono lettori. I lettori iscritti sono visibili alla destra di questo articolo, e sono meno di 3000. Ai sempliciotti de cujus vorrei anche ricordare, però, che i miei post vengono spesso ripresi da siti molto (mal) frequentati, e quindi, così come sarebbe stupido valutare l'impatto dal numero di pagine viste in meno di tre anni (comunque ragguardevole), è altresì molto poco intelligente valutare l'impatto del nostro lavoro dalle statistiche di questo sito. Vorrei infine rassicurare taluni diplomati diversamente snelli circa il fatto che sono perfettamente cosciente dell'ovvietà che con 10 milioni di contatti (ma anche con 100) non si fanno né i soldi né un partito (a meno che non li si faccia in un giorno, va da sé).

Credo che l'impatto del nostro lavoro sia valutabile meglio in altre dimensioni.

Un esempio: la nota del prof. Zanella su nFA. Qualcuno, violando la regola del "guardacosadiconodite", me l'ha segnalata, fra l'altro inutilmente perché l'avevo già letta. Vedete, io sono un "esperto" di cointegrazione, cioè di analisi delle tendenze dei fenomeni. È perché capisco (o semplicemente ricordo) da dove veniamo che prevedo (o semplicemente capisco) dove stiamo andando. Vorrei che vi ricordaste che siamo partiti col prof. Bisin che mi dava del negazionista e del guru à la Donald (poi siamo diventati amici, ma questo non vi riguarda: fra persone che hanno qualcosa da dire, giusto o sbagliato che sia, ci può essere un dialogo), siamo passati per Monacelli che faceva strame di 30 anni di letteratura scientifica ortodossissimissima (a lui verosimilmente ignota) pur di darmi torto (Krugman, Romer, Grossman, Helpman, Krueger, ecc.), e arriviamo al prof. Zanella che mi riconosce come economista e specifica che nel merito tecnico ho ragione, ed è però ancora presto per emettere un giudizio.

Sono d'accordo col prof. Zanella: le cose stanno così: sono un economista, ho ragione sul punto tecnico (quindi la presentazione dei dati fatta da Repubblica era sottilmente mistificatoria), ed è effettivamente ancora presto per emettere un giudizio. Quindi ringrazio il prof. Zanella per la sua analisi e aspetto, con lui, non contro di lui, di vedere come andranno le cose. Ho fondati motivi di ritenere che andranno come dico io, anche perché finora è sempre successo, ma vedete la tendenza?

Con il nostro lavoro siamo riusciti a dare dignità scientifica nel dibattito corrente ad argomenti che l'avevano solo nella letteratura scientifica. L'abbiamo fatto noi perché potevamo farlo solo noi, perché solo noi abbiamo la giusta mistura di preparazione scientifica e artistica necessaria per affermare in modo espressivo argomenti rigorosi. Questo ci viene oggi riconosciuto, e non è cosa da poco. Nessun altro ci è riuscito, nonostante spesso fosse partito prima, e avesse in qualche caso più mezzi o comunque più seguito di noi (vi dispenso dal leggere noi con la maiuscola, ma c'è...).

Naturalmente questo ci richiede un minimo di senso di responsabilità, che deve consistere, e di questo vi faccio esplicita preghiera, nell'accettare il dibattito. Ora è il momento di farlo, ma non con tutti, va da sé.

Vedete, non a caso nel giorno in cui noi raggiungiamo questa cifra meramente simbolica Zingales, sul Sole24Ore, afferma quello che noi abbiamo affermato nel nostro libro: ovvero, che una banca centrale indipendente è un pericolo per l'economia. Stupefacente? No. Noi lo avevamo previsto. Avevamo previsto che i grandi guru sarebbero venuti a patto con la macroeconomia. Va da sé che per noi, che siamo un'élite, le conversioni di queste simpatiche banderuole non molto a conoscenza della materia sono fonte di grande ilarità. Vedrete che dopo aver detto che moneta e cambio devono essere sottratti ai governi, Zingy, che oggi ammette che la moneta deve essere restituita ai governi, domani dirà che gli deve essere restituito anche il cambio. Lo farà perché è così, perché sta scritto nei libri, e perché è nella logica delle cose. Lo farà il giorno prima, perché a lui (non a noi) qualcuno il giorno prima telefonerà, e poi se ne andrà a fare il ministro dell'economia della nuova Italia, con la nuova lira, perché questo è quello che vuole, e noi torneremo a fare una vita normale.

Non vi piace questa prospettiva? Evitarla dipende solo da voi.

Vi chiedo intanto, per la seconda volta, di evitare atteggiamenti da stadio coi colleghi. La feccia, nel dibattito, non sono loro, ma sono alcuni giornalisti, quelli che per tre anni di fila mi hanno diffamato come guru grillino, e che oggi dicono, con tre anni di ritardo, quello che io dicevo con tre anni di anticipo.

La feccia, quei giornalisti, vanno isolati, lasciati al loro dibattito autoreferenziale. L'informazione ormai siamo noi. Non attaccateli su Twitter, fate screenshot a futura memoria, e lasciate che si contorcano nel tentativo di far finta di non aver detto quello che hanno detto fino a ieri. La liberazione arriverà.

Il secondo successo "politico" di questo blog, dopo quello di aver accreditato il buon senso in un dibattito finora meramente ideologico, sarà quello di fratturare la professione degli informatori. Già siamo riusciti a sollecitare e coinvolgere voci dissonanti. Quando giornalisti e sindacalisti si frattureranno, allora ci sarà spazio per un sensibile passo avanti della democrazia nel nostro paese. La democrazia non esiste se tutti gli organi di stampa dicono la stessa cosa. La lista degli organi di stampa che hanno osato dire qualcosa di diverso è qui, a futura memoria.

Un altro successo "politico" di questo blog è quello di aver isolato la sinistra cialtrona, quella degli attacchi personali. C'è un altro pezzo di sinistra cialtrona da isolare politicamente, quella degli argomenti dilettanteschi e gesuitici, quella che si mette su un piedistallo di cartongesso predicando la propria terzietà, quella, insomma, che al pari di Zingales si autocandida a gestire il dopo, mentre continua a difendere il prima, dal quale trae linfa vitale (leggi: soldini). Ci stiamo lavorando.

A mano a mano che le scorie, la feccia, saranno state non dico eliminate, ma quanto meno isolate, nei media e nella sinistra, si apriranno altri spazi politici di dibattito e di rappresentanza. Questo lavoro lo stiamo facendo noi, e possiamo farlo solo noi, per il semplice motivo che abbiamo la consistenza per poterci permettere di non essere "anti", ma di essere "pro". Oggi in Italia ci sono più volenterose associazioni "antieuro" che euro (di quelli ne son rimasti veramente pochi). Questo blog, e l'associazione a/simmetrie, sono l'unico movimento "pro teoria economica", dotato di una chiara piattaforma di politica economica non semplicemente negativa, ma anche e soprattutto propositiva.

Questo è stato il motivo del loro successo, al quale vi chiedo di contribuire, simbolicamente, candidando e poi votando il blog ai #MIA14, e sostanzialmente, dando un soldino a a/simmetrie. È l'unica speranza che avete, che abbiamo, di evitare che il "dopo" venga gestito dai cialtroni che hanno fatto di tutto per prolungare il "prima" a costo delle nostre sofferenze e, talora, delle nostre vite. Rinforzare chi ha l'autorevolezza, il carisma, la capacità dialettica per sostenere il dibattito ai massimi livelli, per portarlo in modo credibile nei grandi media, per affermarlo con eloquenza nelle sedi politiche, per diffonderlo con semplicità sulla carta stampata.

A questo proposito, permettetemi di concludere dedicando un affettuoso pensiero al tapino che qualche giorno fa ha mandato in giro un aeroplano con uno striscione contro l'euro. Tu, caro, sei il tipico esempio di quali siano i nostri nemici da combattere, i nostri peggiori nemici, i più nefasti e insidiosi: non i colleghi di opposte vedute, non i giornalisti prezzolati, no, quelli come te: i volenterosi arruffoni che disperdono risorse preziose. Con i soldi che hai speso per mandare in giro uno striscione che avrà fatto fare le spallucce a migliaia di persone, io ci pagavo una business a Martin Feldstein e lo portavo a Roma a parlarci dell'euro, con la presenza di giornali e televisioni. Lo avrei fatto io perché posso farlo io, tu no, e salvo prova del contrario nessun altro, eccetto il Festival del'Economia di Boeri (daje a ride)! Secondo te, cosa avrebbe fatto più effetto? Bene, caro, a te va il nostro pensiero: io quello che dico lo farò ugualmente, con i soldi di chi non ha più nulla da perdere. Tu, se sei un imprenditore, meriti di fallire, perché una visione strategica come la tua a quello ti condanna. Cari piccoli e medi imprenditori, se volete essere governati in futuro da Zingales (o da Piga, o da Brancaccio), insomma: da chi vi considera una metastasi e vi martella non con il suo odio, no, con il suo disprezzo ideologico, continuate così: appoggiate la qualunque, invece di rivolgervi all'unico progetto credibile di costruzione di un pensiero alternativo, che cerca di coinvolgere le forze sane del paese al di là di steccati ideologici retaggio di stagioni morte, tenuti in piedi da persone poco scrupolose per mere ragioni di interesse e percorso personale. Farete una pessima fine, e ve la meriterete. Sono stanco di parlare al vento: la lotta di classe mi appassiona poco, io sono un musicista, ma il suicidio di classe, quello al quale vi state condannando con la vostra visione miope e con atteggiamenti velleitari, con la vostra incapacità di distinguere progetti vincenti da progetti perdenti, mi fa ribrezzo, mi fa orrore. È uno spettacolo turpe, al quale vorrei non assistere, e al quale, da parente di imprenditori e di artigiani, non assisterò. Quando griderete sarà troppo tardi. Il momento per contribuire è ora.











(per chi è su Twitter: bloccate e comunque non portatemi i bambini soldato dell'informazione. Mentre loro combattono casa per casa l'Armata Rossa del buon senso, cercando di fermare il vento della Storia con le mani, chi comanda ha già cambiato idea, ma non gliel'ha detto. Hitler si è suicidato, e così hanno fatto Goebbels e gentile consorte, ma nel bunker dell'informazione l'aria che tira non è certo quella, e l'articolo di Zingales lo dimostra. Il Mein Kampf dei direttori delle nostre prestigiose testate si intitola "Io speriamo che me la cavo". Questi poveracci, quindi, si stanno sacrificando, stanno prostituendo il loro mestiere, stanno violando la loro deontologia professionale, si stanno esponendo a figuracce epocali, distruttive della loro credibilità, per obbedienza a un Führer che li ha già traditi, e che a tutto pensa tranne che a suicidarsi per un ideale - quello eurista - che manda loro a difendere! Vi prego: non portatemeli: sono uno spettacolo troppo triste. Bloccateli, o io blocco voi. Il mio animo notoriamente sensibile non tollera spettacolo sì miserando...)

76 commenti:

  1. Complimenti, Professor Bagnai, per il risultato ottenuto delle 10 milioni di pagine del blog visitate, in rete.
    Ai fini di una possibile quantificazione, mi limito a far notare che un articolo sul portale del Movimento 5 Stelle riceve qualche centinaio di commenti, di solito.
    E quel portale, a detta di molti commentatori, ha fatto furore.
    Su Goofynomics ogni articolo riceve decine di commenti ed arriva anche, talvolta, a superare il centinaio. Ergo, se Grillo ha ricevuto il 25% dei voti alle politiche Bagnai può ottenerne un decimo, il 2,5%.
    Scherzi a parte, questo blog mi piace, poiché trovo molte risposte alle tante domande che nascono dalla congiuntura che stiamo attraversando e che cambia radicalmente il nostro modo consolidato di vivere.
    La cito:
    "Con i soldi che hai speso per mandare in giro uno striscione che avrà fatto fare le spallucce a migliaia di persone, io ci pagavo una business a Martin Feldstein e lo portavo a Roma a parlarci dell'euro, con la presenza di giornali e televisioni. Lo avrei fatto io perché posso farlo io, tu no, e salvo prova del contrario nessun altro, eccetto il Festival del'Economia di Boeri (daje a ride)!".
    Se riesce a far venire Martin Feldstein assesta senz'altro un ulteriore bel colpo al Pude :-)

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    1. Se non è lui sarà un altro, ma vi prego di deprecare e isolare politicamente sia i "gestoeclatantisti" che i "milleasinisti". Il purosangue c'è. Se volete scommettere su un tapiro fatelo, ma non venitemelo a dire. I gesti eclatanti li lasciamo da parte e ci ricordiamo sempre che con mille voti di ciuco non si vincono le politiche, giusto?

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    2. Ogni tanto ci torno sul Blog di Grillo, nonostante non ci sia nulla di interessante.
      Leggo un pò di commenti, quasi tutti fuori tema, mi rendo conto dell'abbisso che c'è tra quanto si legge qui, commenti compresi, e quel che si legge sul blog più letto in Italia.

      Quel blog è profondamente impregnato della vernice che ha dipinto la cornice, una vernice opaca che ci vuole corrotti e disonesti. La maggior parte non sa che con l'euro non c'è possibilità di ripartire.
      Ogni tanto provo, con scarso successo, a scrostare un pò di vernice, lo so è tempo perso, però pure uno solo che apre gli occhi serve.

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  2. Professore, volevo porle qualche domanda: quali sono le voci che fanno aumentare le nostre importazioni? Se si puntasse maggiormente su Università, ricerca e sviluppo, e qualità, potremmo quindi esportare maggiormente e non avere bisogno della svaluzione dei diritti dei lavoratori, come da Lei giustamente preventivato?

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    1. Simone, Dio santo, abbi pietà! Qui il luogocomunismo non è ben visto. Vuoi fare come Singapore? E allora ci stanno tante bene Stefano e Fubini! Segui loro. Sull'Università ci hanno già puntato, con un cannone, per distruggerla, e ci sono quasi riusciti. Ma di cosa stiamo parlando, esattamente? Suvvia...

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  3. Meritato impatto e successo all dimensions....quantitativo, qualitativo e "politico"....l'augurio è che sia un buon viatico per il dopo,la liberazione...la caduta dei cialtroni euristi politici e mediatici...la battaglia sarà dura....ma la pura e semplice evidenza delle cose alla fine sgretolerà ogni artificiosa mistificazione....e piddiotismo.

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  4. non ho e non avrò mai la competenza necessaria per affrontare un serio discorso su questo blog, ma grazie per la grande opera di informazione che porti avanti su questo blog...grazie per avermi dato anche solo un piccolo motivo di speranza!

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  5. Un saluto dalla Calabria, che faticaccia leggere i post con connessione precaria. Cchiù rete pe' tutti! .Ah, mia madre compra latte tedesco: "Custa pocu", dice. Non serve traduzione, credo.

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    1. Ma certo. Anche a Maratea. E, se la cosa interessa, anche a Bolzano. Ti rendi conto di cosa può voler dire per un tirolese non comprare il SUO latte? Ecco, si vede che c'è la crisi, e infatti qui i ristoranti sono vuoti (e siamo in vacanza) e i negozi chiudono. Solo nel paese dove sono, di poche centinaia di abitanti, hanno chiuso un negozio di souvenir (aperto un'agenzia di assicurazioni), un ristorante (aperto una banca), e un altro negozio per turisti (aperto nulla). Andiamo avanti così.

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    2. La targhetta è una beffa: "Prodotto in Germania. Distribuito da Bayernland srl, con sede a Vipiteno (BZ)! Saranno incazzatissimi.

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    3. Il paesino di cui parla il Prof. lo conosco. È un angolino di paradiso immerso in un paesaggio mozzafiato, dove già negli anni '30 i bolzanini con i dané si facevano la casa per l'estate al fresco dell'altopiano, rimanendo a due passi della città.
      Ci capito spesso fin da quando ero bambino, quando si saliva con uno sferragliante trenino a cremagliera, e poi con una lunga scarpinata si arrivava fino al Ritterhorn. Turisti a frotte, dall'Itali, dall'Austria e dalla Germania, e non solo.
      Quest'anno è tutto molto sotto le righe. Poche presenze, ristoranti semivuoti, la clientela italiana quasi completamente sparita.
      Bolzano é ai primissimi posti in Italia sia per il PIL pro capite, sia per la qualità della vita, e la disoccupazione è meno della metà della media italiana, ma anche qui la crisi si sente, eccome.
      Come ogni sudtirolese sono fortemente legato alla mia terra, e cerco di privilegiare in ogni modo i suoi prodotti, anche a costo di spendere un po' di più. Pane, latte, latticini, carne, salumi, frutta, verdura, vino eccetera se sono prodotti qui, o al massimo in un'altra regione italiana, bene, diversamente mi rifiuto di comprarli.
      Però di gente che compra letame barbaro, magari in un discount tedesco o francese, perché altrimenti proprio non ce la fa a far quadrare i conti ne vedo parecchia.
      Sanno benissimo che in questo modo danneggiano la nostra economia a vantaggio di quelle oltre il Brennero, ma proprio non possono fare diversamente, e gli dispiace, perciò non mi sento di biasimarli.
      Quelli che invece mi mandano letteralmente in bestia, in qualche caso fino a rompere vecchie amicizie, sono i garantiti di città, perlopiù pubblici dipendenti e pensionati che difendono l'esistente perché temono per il potere di acquisto dei loro stipendiucci e delle loro pensioncine, senza pensare che una deflazione sufficientemente prolungata metterebbe a rischio gli uni e le altre, e per quanto ci si sforzi a spiegargli coma funziona il marchingegno, non c'è verso di smuoverli dalle loro convinzioni.
      Questo sistema prima o poi salterà in aria per ragioni millantamila volte spiegate per esempio in questo blog, ma a parte una minoranza che in un modo o nell'altro è giunta alle conclusioni giuste, nutro fieri dubbi dubbi che la maggior parte degli italiani contribuirà portando il suo candelotto nella camera di mina.

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    4. Colgo il tuo spunto per ricordare il famoso episodio dei pomodori olandesi e delle noci cilene, quando tra l'altro incassai qualche colpo dal Prof (cmq sono un buon incassatore).

      A parte aver scoperto che i pomodori olandesi (quelli itaGliani mooooooooolto meno) mi davano allergia facendomi venire una singolare e fastidiosa dermatosi alla fronte, tipo psoriasi atipica perniciosa (molto perniciosa).. negli ultimi tempi sto più attento ad acquistare prodotti italiani.

      P.es. prima compravo mirtilli spagnoli, adesso quelli piemontesi o alto-atesini.
      Le nocciòle prendo quelle del Piemonte.
      Recentemente ho acquistato una cassaforte entry-level ma di azienda italiana (che magari prende i semilavorati in Slovacchia, vattelapesca, ma almeno l'assemblaggio e gli utili restano qui).

      Devo dire che la mia sensibilità al tema "made in Italy" è molto aumentata da quando leggo questo blog.
      Certo, resta il fatto che poi bisogna fare i conti col portafoglio e col conto corrente (sempre tendente alle sfumature del rosso).
      E rimango sempre della convinzione che alcune aziende italiane siano decotte e meritino l'oblìo, e non facciano prodotti all'altezza della concorrenza straniera.

      Detto questo, però, nei limiti del possibile e del fattibile, e conscio che 1 goccia nel mare non è un cazzo, ho un po' spostato i miei consumi.
      (e contribuito ad a/simmetrie, il che forse è un po' più meritorio rispetto alle nocciòle piemontesi o alle mandorle pugliesi)

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  6. Il simpatico Zingales riesce sempre a stupire. Nell'articolo tirato in ballo il Zingy scomoda Friedman e i suoi elicotteri.
    In realtà, ci avverte Zingy, "neppure Milton pensava di riempire gli elicotteri di banconote e di andarle a spargere al vento. Ma è una provocazione efficace per farci capire che i metodi per combattere la deflazione esistono, basta finanziare la spesa pubblica con moneta".
    E aggiunge: "molti saranno inorriditi da questa immagine. Non è forse per evitare follie di questo tipo che abbiamo creato una Banca centrale indipendente? "
    Fatta la domanda, Zingy risponde: "certo. Una Banca centrale non indipendente rischia di essere usata da governi senza scrupoli come un bancomat. Questa era la situazione dell'Italia prima del divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia. A quell'epoca l'inflazione raggiunse il 21% annuo. Dobbiamo rischiare qualcosa di simile?"
    Visto che Zingales è un probabile futuro ministro dell'economia, non sarebbe l'ora di fargli capire che ricordare l'inflazione al 21% senza ricordare che ci aveva messo lo zampino l'OPEC è una lieve imprecisione, di quelle che fanno rimpiangere le luci in fondo al tunnel di Saccomanni?

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  7. Salve prof, chiedo venia per la trasgressione della regola "guardaquellochediconodite"...
    Ho reputato che si applicasse alle fattispecie simili a "Bagnai grillino alla Barnard memmettato che ha ambizioni politiche personali", e amenità simili. Avendo invece incrociato il commento di un suo collega economista, che faceva dei commenti su un suo specifico post, ho reputato che ciò non appartenesse alle fattispecie...

    Cmq, congratulazioni per i 10.000.000!

    Diego

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    1. Ma no, hai fatto benissimo, figurati, tanto le email ormai sono centinaia! Una più una meno... Magari se qualcosa non mi interessa non vi offendete...

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  8. Se, come credo, qui tutti condividiamo il progetto e le persone in grado di perseguirlo, la cosa migliore da fare e' contribuire a asimmetrie. Io l'ho fatto poche settimane fa. Non servono iniziative estemporanee che fanno perdere risorse e generano confusione. Io la considero un investimento e non una semplice donazione.

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  9. Auguro a noi del blog (tanto ormai lo considero anche mio) di crescere sempre più!

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  10. Ho commentato i 5M e ora commento i 10M. Mi sento difeso. Grazie.


    Ah, ho esaurito le conferenze da ascoltare quando vado nell'orto. Non è che a breve riusciamo ad aggiornare la lista degli mp3?

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  11. "io ci pagavo una business a Martin Feldstein e lo portavo a Roma a parlarci dell'euro, con la presenza di giornali e televisioni."

    Bagnai-sensei, sarebbe una vera goduria.
    Andrebbe bene anche un Krugman in economica visto che non è più a Princeton

    (http://www.bloomberg.com/news/2014-02-28/paul-krugman-to-leave-princeton-in-2015-to-take-role-at-cuny.html)

    Per le new entry, il prof. Martin Feldstein è questo:

    Martin Feldstein on the Future of the Euro

    https://www.youtube.com/watch?v=Vsqd_gOHmy8

    Joseph Stiglitz and Martin Feldstein: A conversation about inequality

    https://www.youtube.com/watch?v=P1W4AtNRbkk

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  12. 'ntanto i 10.000k si sono materializzati in un anno, luglio 2013 (lira +/-) erano 5.000k... +100% in un solo anno bitte...
    After, stando al sito alexa.com (an Amazon.com company) il global rank di Goofynomics è 150.350, rank in italy 3.520 per avere un paragone con chi è partito nello stesso periodo, G.Piga global rank 1.506.475, rank in italy... non pervenuto.
    Altri confronti con chi è sul mainstream dalla mattina alla sera, così, a caso: Forzaitalia, Partitodemocratico, Grilleggio

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  13. Se serve un ulteriore sforzino economico per portarlo a Roma, penso che forse ci riusciremmo... dicci tu, prof.

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    1. concordo un 100.ne lo metterei volentieri

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    2. Voi avete già dato. Mo tocca ai signori imprenditori, perché altrimenti gli tocca Zingales, e uscire dall'euro con lui non sarebbe una passeggiata!

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    3. Me lo auguro prof.
      Dubito, questi signori li conosco se non si rendono conto che sganciare qualche "scheo" per A/SIMMETRIE è prima di tutto un investimento sopratutto per loro rimarranno li come tante rane bollite
      " ...dal rapporto sui fallimenti di Cribis D&B, che sul piano nazionale rileva un incremento di fallimenti del 10%. A portare i libri in tribunale nel primo semestre sono state, precisamente, 8.101 imprese, 736 in più rispetto a giugno 2013, per una media di 63 chiusure al giorno"

      E chi rimarrà vivo si ciuccierà gli Zingyboys. Amen

      Comunque... "Oh Captain, My Captain!"... we're here...

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  14. Salve a tutti.
    Diverse centinaia di pagine dei 10 milioni le ho aperte, lette e rilette io nell'ultimo anno, con fatica estrema per la parte più tecnica o con il tedesco e il francese.
    Oggi mi sono anche iscritto e saluto il prof. Bagnai che devo ringraziare per la preziosa opera di divulgazione. Ha consentito una comprensione di alcuni aspetti del mondo che mi erano praticamente ignoti. Anche io, nel mio piccolo, quotidianamente raccomando il blog a tanti. Attenzione, lì fuori c'è una stragrande maggioranza di persone completamente a digiuno delle nozioni ormai scontate (non importa quanto superficialmente) per chi frequenta il corso "anche tu economista" . In questo enorme spazio, inevitabilmente, impera tuttora il luogocomunismo sui temi d'interesse. C'è un enorme lavoro da fare per chi, da cittadino, non si rassegna. E non è facile. Una cara persona, alla lettura dell'ennesimo post (QUED 37) ha chiosato: "Va beh. Ci sono anche economisti che dicono che l'euro ci conviene. E' una questione di punti di vista." Insomma, non basta la semplice lettura del vangelo per illuminare ogni pecorella smarrita.

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  15. Il suo è stato ed è un lavoro pedagogicamente straordinario.La divulgazione e l'informazione va al di la dei 10.000.000 di pagine visitate e lo ha scritto nel post e oggi ne ho avuto una conferma da un conoscente "convertito". Abbiamo sconfitto la disinformazione e sarà accaduto a tanti altri.Tutto è partito da quì e dal suo libro.
    Questo blog è Storia e sentirsi dalla parte giusta della Storia è emozionante.
    Non la ringrazierò mai abbastanza ed bello condividere queste sensazioni sia con i 3.000 sia con i 10 milioni (ad oggi).E con Lei
    Sono un sentimentale,lo so.

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    1. Anch'io. Me lo dice sempre il mio direttore nelle rarissime occasioni in cui mi accade di esternare un lieve disappunto per qualcosa...

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    2. condivido , la freschezza di idee e di dialogo portata dal blog è stata una vera boccata d'aria e il sentimentalismo che pure si legge tra le righe è riscattato da una poderosa carica istericoautoironica vitalizzante...btw ho di gran lunga preferito versare il mio doveroso tribute che non compilare il penoso e orrendo iter per l'attribuzione del macchianera con le sue assurde regole che mi ricorda quei sogni grigi e asfisianti dove non riesci mai a comporre un semplice numero o leggere una riga

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  16. Ohh, un bel post di speranza ci va proprio.
    Non che l'avessi persa, ma stavo solo valutando la distanza che intercorre tra la nostra condizione generale reale e la condizione teorica ottima per la nostra economia.
    Dunque, vediamo.......banca centrale in mano al mercato, istituti di credito vari accorpati in un unico modus operandi (quello più sbilanciato), nessun controllo sulla moneta, sovranità determinata o meglio; limitata: classe dirigente, di giustizia e politico/economica fuori controllo.....mmmhh....manca qualcosa? Ah si, mezzo mondo che spinge alle porte......

    Grazie di tutto Prof, 10.000.000 di questi giorni.

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  17. Lo studio dell’economia non sembra richiedere doti straordinarie.
    Sul piano intellettuale, non è forse una disciplina assai semplice rispetto alle branche più elevate della filosofia e della scienza pura?
    Ma gli economisti bravi, o anche solo competenti, sono mosche bianche. L’economia è una materia facile in cui però pochissimi eccellono.
    Il paradosso trova una spiegazione nel fatto che il grande economista deve possedere una rara combinazione di qualità.
    Deve raggiungere una certa perizia in svariati ambiti e coniugare doti che raramente si trovano nella stessa persona.
    Deve essere, in una certa misura, un matematico e uno storico, uno statista e un filosofo.
    Deve sapersi esprimere, ed essere in grado di comprendere i simboli.
    Deve saper cogliere il particolare nel generale e abbracciare l’astratto e il concreto nello stesso moto del pensiero.
    Deve studiare il presente alla luce del passato, in vista di obiettivi futuri.
    Non deve trascurare alcun aspetto della natura o delle istituzioni dell'uomo.
    Deve essere ad un tempo risoluto e disinteressato, distaccato e incorruttibile come un artista, ma a volte anche pragmatico come un politico.
    Bagnai possiede molte componenti di questa ideale poledricità.
    Sono soprattutto la sua formazione eclettica e la sua duplice natura a garantirgli qualità indispensabili per un economista: ha senza dubbio la stoffa dello storico e del matematico, ed è capace di occuparsi insieme del particolare e del generale, del temporale e dell’eterno.

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    1. Questa l'hai copiata, e siccome l'hai copiata da uno dei miei modelli, me ne sono accorto subito (fra l'altro, il libro mi è caro perché mi è stato regalato dal curatore dell'edizione Adelphi). Grazie, mi ci riconosco: come dice Woody Allen, a qualcuno devo pur ispirarmi.

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    2. Mario Salvatori
      sono d'accordo con te (o con Lei se preferisce), sul fatto che l'economia sia una disciplina abbastanza semplice. Sono altresì d'accordo sul fatto che sia una disciplina trasversale a varie scienze ed ambiti sociali.
      Anni fa, infatti, l'esame universitario si chiamava "Economia politica 2", mentre oggi si chiama (forse) "Macroeconomia".
      Io da tradizionalista preferivo Economia Politica, in quanto è innegabile che ci siano grossi perni connettori fra l'economia a livello aggregato e l'andamento delle discipline politiche.
      Il problema di oggi, però, 20 agosto 2014, è che alcuni loschi figuri, appartenenti alla politica, mi (ci) vorrebbero raccontare che, poiché Cristo è morto di sonno, noi dobbiamo seguire le loro decisioni.
      E, correlativamente, altri loschi figuri, appartenenti all'economia, invece di smarcarsi dai politici li assecondano pedissequamente o, nel migliore dei casi, fanno finta di nulla.
      Ma a me (noi) i conti economico-monetari e lavorativi non tornano.
      Per nulla, governo generoso :-)

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    3. L'economia sarà una materia facile, ma fondamentale per un paese.
      Un paese può avere grandi fisici, chimici, matematici, medici, ingenieri, architetti, filosofi, scrittori, artisti, politici, tutto questo non serve a niente sè al potere ci sono dei pirla che non capiscono niente di economia, come sta succendendo in italia è più in generale nel eurozona.

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  18. Prof. avevo inviato un post ma non lo vedo.
    In ogni caso, ho votato su M.N.
    -miglior sito;
    -miglior personaggio;
    -miglior sito di economia;
    -miglior articolo.

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  19. Egregio Professore Bagnai questo suo post di equità umana e professionale merita una citazione di quelle che tanto piacciono a Lei,
    Adesso, o Italiani di tutti i tempi e di tutti i luoghi , che avete fatto della patria un inferno per i vostri litigi personali , per le discordie uso La Marmora e Cialdini ( che il demonio li copra di sterco . anime schifose ),per i veleni , le bizze . le invidie , dall’epoca dei Comuni a questa parte , adesso ditemi appartengo io alla vostra
    razza ? So vincere la mia ragione personale con la ragione dell‘interesse del servizio e della concordia , oppure no ? ........
    Un soldato una volta mi rivolse , senza sapere che io lo sentissi , delle parole che ferivano la coscienza della mia gentilezza e lealtà , parlando con altri suoi compagni di me . Udite le sue parole , che contenevano un giudizio non solo immeritato ma addirittura opposto all’indole mia vera , lo ammonii .
    Poco dopo il soldato stesso commetteva una mancanza di servizio , per cui avrei dovuto punirlo . Non lo punii , affinché il suo animo rozzo e triviale non credesse la punizione essere provocata da risentimento personale per l’incidente avvenuto prima . ( Campiello 22 agosto 1916 )
    Quindi se al posto della categoria sociale del soldato sostituiamo quella di giornalista o di un mainstream non ci siamo mossi di un passo in 100 anni di storia Patria .
    Continuo brevemente nella citazione suddetta .
    Seppi ancora che l’attendente Navutti rivende ai soldati i fiaschi di vino con guadagno .,ne avvisai i soldati,facciano poi quello che credono . ( Questa Professore la dedichiamo agli imprenditori . Ok il prezzo pagato
    è giusto )
    Sta ancora a Bolzano ? La invidio per il fresco , ma non la invidio per la città . E’ molto decaduta non solo economicamente . Piazza delle Erbe è irriconoscibile e i giardini sono infestati dai topi . Ho trovato molto vivibile invece Girlan dove può degustare SE VUOLE un PINOT NERO TRATTMAN
    .Buona permanenza e buona serata ,

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    1. Hai ragione a dire che la mia città è molto decaduta, anche se molto meno di altre tipo Torino, Milano, Bologna, Frenze, Roma eccetera.
      Io la trovo addirittura sfigurata.
      Hai citato Piazza delle Erbe, il cuore del cuore commerciale della città. Se ci sei passato di recente avrai notato che tutti i gestori dei banchi, salvo poche eccezioni, sono stranieri. Altre "culture", altre mentalità, altra qualità dell'offerta.
      Se risali lungo Laubengasse e Museumstraße, le centralissime vie dello "shopping" e dello "struscio" dieci/venti metri ti imbatti in accattoni ogni giorno più numerosi e petulanti e venditori abusivi di cianfrusaglie e di letame taroccato, sfuggenti, torvi, ostili, e gli leggi in faccia l'odio, ricambiato toto corde, che hanno verso di noi.
      Quanto ai giardini immagino che tu ti riferisca a quelli di Bahnhofstraße, che sono diventati bivacchi di clochard e di disperati vari, infrequentabili di giorno e pericolosi di notte, in condizioni igieniche spaventose per la quantità di rifiuti, che costoro seminano a piene mani, tra i quali i topi sguazzano. E siamo a duecento metri da Waltherplatz, dal Duomo, dai migliori alberghi del centro storico, a mezza via tra i palazzi del Comune e della Provincia Autonoma.
      E il rancore per il romisch Regierung, distratto, sleale e ostile, alla cui sostanziale assenza è dovuto tutto questo, cresce di giorno in giorno.
      Nei paesi va meglio, per ora, ma a meno di giungere in tempi ragionevoli alla volle Selbstbestimmung, non so fini a quando.
      Schade!

      P.S.: Se ti capita prova il Lagrein dunkel della cantina Muri-Gries, che il Prof conosce bene ...

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    2. Rittner Horn? Bel posto! Non mi ricordo se passai per Villanders, Gissmann o Barbian....uno di questi forse era il paesino fatato.

      Io in Tirolo ci abiterei volentieri anche se parlo il Tedesco come il Trap.

      Quello che non capisco e' perche' pure un popolo fiero come quello Sud Tirolese non si ribella al degrado che monta.....Misteri di questa epoca.

      Un po' come il "Mare Nostrum" (sic)

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    3. CARISSIMO JORG scusa il ritardo nel risponderti .
      Io amo molto Bolzano è la città natale di mia madre e ci vivono i miei cugini , quindi ci vado relativamente spesso . Si è esattamente come l’hai descritta tu ed ora sono passati tre anni dalla mia ultima visita ,perché i parenti sono venuti qui a Latina dove risiedo per godersi la spiaggia e il mare . In pratica un gemellaggio Latina—Bolzano .
      Quello che mi hai descritto mi riempie di tristezza perché è vero al cento per cento e io la ricordo molto bene come era .
      Ma una cosa è rimasta invariata l’educazione della sua gente specie nei piccoli centri .
      Pensa che ci salutiamo anche senza conoscerci . E la gente sud-tirolese è fra quella più civile che io abbia mai incontrato .
      Ti saluto con una fortissima stretta di mano .

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    4. Carissimo Jorg ,mi sono appuntato l'indirizzo della cantina che mi hai inviato
      Grazie e stai sicuro che la trovo e ci vado . Se trovo anche te e Bagnai ho
      fatto bingo , ma sicuramente non potrò venire prima di agosto 2015 .
      Ancora una fortissima stretta di mano per saluto .

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  20. Evviva, abbiamo il blog rinnovato e più veloce nel cambio da una sezione all'altra, yuhuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu :-)

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  21. Bello il nuovo sito
    Pratico ma soprattutto arricchito, se non sbaglio...

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    1. Anche la versione per gli smartphone sembra essere più pratica (domani la ispeziono con più cura)! Purtroppo non è sempre semplice scrivere i commenti dal telefonino ci sono alcuni piccoli ma fastidiosi bug, ma dipendono dalla piattaforma di appoggio! Ps: so di aver contribuito poco ai 10 milioni.. Ma conto di fare la mia parte per i 20!! Notte a tutti

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  22. Nell'ultimo libro di Bagnai, Il tramonto dell'euro, nel capitolo Exit strategy for dummies, paragrafo La fase uno: attaccheremo all’alba, sottoparagrafo Perché evitare gli annunci si dice che : "Gli studi più autorevoli (Sapir, 2011b; Bootle, 2012; Tepper, 2012) e molti precedenti storici concordano sul fatto che l’uscita deve nella misura del possibile cogliere alla sprovvista, giungendo inaspettata. Il motivo è chiaro: nel momento in cui si annunciasse l’uscita di un Paese dall’Eurozona, si verificherebbero immediate fughe di capitali, perché gli operatori residenti (famiglie, imprese, istituzioni finanziarie) cercherebbero di depositare i propri euro in conti esteri, temendo le conseguenze della svalutazione."
    Poi però continua con "La perdita di potere d’acquisto rispetto al mercato nazionale sarà data non dalla svalutazione rispetto alle altre valute estere (che non usiamo per andare a fare la spesa), ma dall’inflazione (cioè dall’aumento dei prezzi sui mercati nazionali). Abbiamo già visto che l’inflazione aggiuntiva, in assenza di politiche di contrasto, dovrebbe collocarsi fra il 5 per cento e il 7 per cento all’anno, e questa è la perdita massima di potere d’acquisto che ci si deve attendere" e qui mi convince di più, dicendo anche che "un recente contributo di De Grauwe e Ji (2012) suggerisce che, in caso di crollo dell’Eurozona, la Germania potrebbe decidere di limitare ai soli residenti tedeschi la convertibilità in nuovi marchi dei depositi in euro presso le banche tedesche (vedremo poi perché)."
    ISTINTIVAMENTE mi domando perché non si possa introdurre la lira CONTESTUALMENTE all'euro e andare avanti con 2 valute per un periodo, per esempio 6 mesi. Dopodiché ci togliamo dalle palle l'euro definitivamente.
    Sono un po' troppo democristiano ?

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  23. Prof, ha chiesto consigli sul blog, io non ne ho in materia estetica (io so' un tipo da server, mica da client), gliene do uno di diverso tipo. Sono reduce da un furioso dibattito su FB con un piddino, barava persona e tutto, ma assolutamente fissato con i soliti luoghi comuni. Io a postare grafici, a parlare di differenze di inflazioni, esponenziali e logaritmi, link a discorsi di Stiglitz ecc ecc. niente; il tipo mi risponde con articoli di Barisoni e Bisin! Non ci potevo credere. Allora propongo un argomento un pochettino populista (ma a fin di bene):
    "L'EURO PORTA SFIGA"
    Infatti mentre lo scrivo mi sto toccando, indosso una corona di aglio e ho il paletto di legno sotto al letto, non si sa mai mi ritrovi Draghi per casa in versione vampiro (ce lo vedrei bene) che mi succhia le ultime gocce di sangue (metaforicamente parlando).
    Mi dia retta: il gesto eclatante no, ma il concetto eclatante si!

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  24. Professore, per favore volevo sapere quali sono le voci che fanno aumentare le nostre importazioni? Qual'è la strategia perchè le nostre importazioni non aumentino? Dobbiamo puntare più sulla qualità delle nostre produzioni, oppure comprare solo prodotti fabbricati in Italia? Grazie.

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  25. Complimenti. Mi piace la nuova sezione per cominciare. E' fatta in modo molto didattico. Credo che sia la prima e unica nel suo genere.

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  26. Nei momenti di maggiore desolazione,
    tra rabbia e paura,
    nella coscienza di essere impotente (ma non del tutto)
    questo il suo lavoro nel blog, nel libro, ai compleanni, in giro nei vari media a conquistare spazi e sovrumani silenzi (di incapacità di rispondere e di sostenere il confronto con lei, e dunque con la scienza),
    è stato l'unica vera ancora di salvezza, l'unica mano tesa da afferrare..

    Non molto tempo fa ebbi uno sfogo qui, nell'unico posto al mondo dove sarebbe stato ascoltato, e lei mi rispose "tranquillo, hanno già perso"..

    Ogni giorno ricordo quelle parole e [viste anche le continue conferme (v. conversioni de qua e de la)]
    cresce la speranza e la senzazione che la luce in fondo al tunnel un giorno non sarà più un treno.

    Grazie per aver contribuito in modo determinante a rendere la nostra vita e il nostro futuro migliore.
    Già ora è così.

    Questo blog, questa famiglia, non è solo Storia, è anche Presente e soprattutto Futuro.

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  27. Gent Prof
    leggo da poco il suo blog e quindi mi scuso se non conosco tutto quello pubblicato. per una comprensiome più chiara della sua visione, vorrei capire in poche parole cosa aspettarsi da un'uscita unilaterale dall'euro in termini di
    - debito privato (es. Mutui contratti in euro)
    -debito pubblico (titoli di stato acquistati in euro)
    - interessi sul debito (spread)
    - costo delle importazioni (soprattutto materie prime)

    Inoltre vorrei una sua interpretazione sulla svalutazione dell yen degli ultimi anni che non ha portato ad un aumento delle export e della bilancia commerciale e alla vendita di prodotti madre in japan
    Grazie

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    1. Carissimo, c'è un fantastico menù in cima a questa pagina con un pulsante: "Per cominciare". In alternativa, c'è un libro (lo vedi in alto a destra). Sai, io rischio presto di avere 10000 lettori. Non è che posso ogni volta cominciare da capo, sei d'accordo?

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    2. Visto i link dopo il commento. Ne ho letti già un bel po' oggi. Grazie.
      Tuttavia se riuscisse a darmi una telegrafica risposta sulla svalutazione dello Yen degli ultimi anni e sull'effetto che ha avuto su import/export gliene sarei grato.
      Gianluca

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    3. Carissimo, non posso che girarti la risposta di un altro lettore che ha risolto l'enigma per noi (Gooogle c'è!):

      Gentilissimo (e pazientissimo) prof. Bagnai

      Non contento di contaminare il suo blog, mi prendo pure la libertà di abusare della sua posta elettronica (ma è liberissimo di non leggerla).
      Contnuo ad essere preoccupato di trovare spiegazioni plausibili al cd "enigma giapponese" (il continuo deterioramento della bilancia commerciale nonostante la svalutazione dello yen post-2012) di cui, come facilmente prevedibile, si stanno impadronendo quelli del PUDE. Ebbene, scorrendo il Nikkei mi sono imbattuto oggi in questo pezzo interessante, molto circostanziato, che mi sembra vada nella direzione di fornire una risposta quantomeno parziale :

      http://asia.nikkei.com/Viewpoints/Economeister/Hideo-Hogi-Japanese-German-carmakers-take-different-paths-due-to-currency-rates

      Come vede (ammesso che l'abbia guardato), i punti che sottolinea sono essenzialmente due :
      Il calo intervenuto nel cambio dello yen dopo il 2012 è in effetti solo un parziale rientro dalla precedente sopravvalutazione.
      Il cambio eccessivamente elevato aveva in precedenza indotto le industrie automobilistiche (ma, aggiungo io, il fenomeno è comune ad altri settori industriali) a delocalizzare su larga scala, come modestamente avevo indicato al punto 2) del messaggio che segue. Ecco spiegato il motivo per cui un cambio più favorevole agli esportatori non si è (ancora) tradotto in un aumento dell'export di automobili.
      Se a quello di Hideo Hogi aggiungiamo gli altri punti da me (ma li avevo presi da commentatori ben altrimenti dotati) elencati, direi che l'enigma si può considerare in buona parte risolto.
      Chiedo ancora scusa per l'incursione e la ringrazio di nuovo dell'ospitalità che mi offre su Goofynomics.
      Cordialmente,

      Giancarlo Bergamini

      (grazie Gianca', caffè pagato)...

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    4. Grazie. Volevo sapere la sua opinione ma da quanto capisco (mi scuso in anticipo delle mie limitate capacità di comprensione) sono le stesse dell'articolo ovvero che lo yen non è ancora stato svalutato abbastanza. Non proprio scientifico, ma l'accetto. Grazie

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    5. Carissimo, ti faccio presenti due dettagliucci ucci ucci.

      Il primo è che purtroppissimo abbiamo sufficienti problemi a casa nostra, con apparentemente pochissime (una?) persone che stanno adoperandosi ad individuarli e risolverli, perché io possa ragionevolmente approfondire anche i problemi di un paese verso il quale, per quanto gli si possa volere bene, esportiamo la metà di quello che esportiamo in Belgio, per dire, per cui non è esattamente un motore della nostra crescita.

      La seconda è che se uno dà valutazioni così recise di scientificità, allora però bisogna che certi problemi dimostri di saperseli risolvere da solo.

      Detto in sintesi: sinceramente del Giappone me ne batto il belino (e vista la sua rilevanza per noi, dammi torto!) e però credo che forse tu avresti bisogno di addentrarti un pochino di più nella letteratura sui tassi di cambio di equilibrio.

      Che ne pensi?

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    6. Si ho sicuramente bisogno di approfondimenti. Mi sembrava di aver capito che la strada della svalutazione era quella maestra per il recupero di competitività con benefici sulla bilancia commerciale e mi sembrava che il caso Giappone degli ultimi anni non riusciva a dimostrarlo empiricamente (del giapponesi non mi interessa granché). La risposta "non è stato abbastanza svalutato" mi ha ricordato "ci vuole più Europa". Ma è un mio problema di assonanze. Grazie

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    7. Secondo me è un problema di eco.
      Capita nelle cavità vuote.

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  28. sarò pessimista, ma leggendo l'articolo di Zingales - a mio modesto avviso - non mi pare che abbia affermato la banca centrale indipendente è pericolosa. Si è limitato a dire che i compiti affidati alla BCE sono insufficienti e che devono essere cambiati. Non riconosce che il divorzio banca d/italia-tesoro è stato la principale causa dell'esplosione del debito pubblico. In altre parole la redenzione mi pare lontata. Indubbiamente per un monetaristaconvintodeficitpubblicobruttospesapubblicacattiva dire che "non tutta la sp.pub è fonte di corruzione" è un indubbio passo avanti...

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  29. Ehilà, prof. Non sia mai che manchi il mio commento al post dei 10 milioni di contatti (molti dei quali sono miei, non fosse altro perché molti post non li capisco alla prima lettura o perché torno a ripescare e riascoltarmi la Missa sopra l'Aria della Monica). Di Goofynomics per me sono state importanti soprattutto tre cose.
    1) Avere trovato qualcosa di così ben scritto, chiaro e divertente: leggere, da quando mia madre mi ha insegnato, è la mia attività preferita ed è un vero piacere quando si trova pane così buono da mettere sotto i denti.
    2) Avere potuto capire non soltanto che cosa è, tipo, la bilancia dei pagamenti (e addirittura che cosa significa che in Italia secondo tutti i principali studi empirici disponibili l'elasticità delle importazioni al reddito è pari a due), ma soprattutto che cosa ci sta succedendo e a vedere chiaro nel confuso delirio che ci circonda, a partire dalla prima domanda che mi ero posta: ma che cosa c'entra il debito pubblico con l'articolo 18?
    3) Ultimo, ma assolutamente non ultimo, avere scoperto tanti compositori che non conoscevo o di cui conoscevo solo il nome, il cui ascolto mi ha dato molta gioia (e perfino mia figlia piccola ha dichiarato "adoooro questa canzone" dopo avere ascoltato il Tiento di Pablo Bruna del concerto della chiesa dei Portoghesi).
    Per brevità, riassumo tutto in una citazione di Calvino (chiedo perdono per le imprecisioni, ma qui la connessione è lentissima, non posso aprire altri link e vado a memoria), anche perché di questo blog mi sono piaciuti moltissimo non solo gli autori citati, ma anche il modo in cui sono usate le citazioni (con quella confidenza quasi imprudente che può venire soltanto dall'amore).
    "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n'è uno è quello che è già qui, quello che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti, accettare l'inferno e diventarne parte, fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso, e richiede attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".
    Grazie ancora una volta di tutto, quindi, prof.

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  30. Non sono un assiduo scrittore sul blog ma lettore sì e anche condivisore dei contenuti.
    Senza piaggeria ma per giustamente festeggiare il numero tondo,sia io che mia moglie siamo andati a votare goofy + Bagnai e sto mandando un remind a tutti gli amici che magari in ferie si adagiano un pochino.

    P.s. tra quanto l'associazione Asimmetrie riceverà il giusto riconoscimento ufficiale dell’attività di promozione sociale?

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    1. Ho mandato la raccomandata per l'iscrizione nel registro regionale una decina di giorni fa (ci sono voluti i tempi tecnici per istruire la pratica). Ovviamente vi avvertirò.

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    2. Mille grazie per avermi già risposto ora, ho già inviato piccoli contributi in passato e purtroppo non potrò fare miracoli almeno nel vicino futuro, però oltre a tutto quello che posso fare di mio aggiungerò anche la percentuale che mi sarà detratta dalle imposte in dichiarazione. E la mia soddisfazione sarà totale. :D

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  31. Wow!!!!! Quante belle novita'!! E' stata dura seguirla da un minuscolo paesino della meravigliosa Umbria, ma ce l' ho fatta: ho fatto tutti i compiti per le vacanze, Prof. ;-)
    Congratulazioni per i 10 milioni di contatti e complimenti per il menu' nuovo di zecca!

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  32. Per celebrare questo percorso di divulgazione, mi rivolgo ai lettori del blog e chiedo un parere tecnico sul contenuto di questo video che ho incontrato casualmente su facebook http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/427-with-or-without-u (non voglio assolutamente escludere il Prof. Bagnai, semplicemente credo che questo esercizio di de-bunking sia ancor meno che di marginale interesse per lui, e forse più utile ai lettori "preparati" come esercizio di ripasso). Per riferimento, includo la pagina di facebook dove ho trovato il prezioso materiale: https://www.facebook.com/withorwithoutEU davvero pregevoli le grafiche terroristiche sull'aumento della benzina o sugli SMS a 6000 lire, e poi tanta, tanta confusione su Euro, EU, Europa per celebrare degnamente l'epocale Semestre di Presidenza Italiana della UE. Buona visione e saluti da un novizio che deve ancora studiare tanto, ma che contribuisce con piacere al progetto asimmetrie.

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