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lunedì 1 settembre 2014

Un parere...

Oggi, fra Egna e Trento, sono stato intervistato da RadioRadio insieme al presidente della Concommercio del Lazio. Alla fine attacco il telefono. Rockapasso mi fa: "Ma come fai dopo tre anni a rispondere ancora alle stesse domande?"

Non è facile.

Non è nemmeno facile sentirsi fare un'obiezione di questo tipo:


da un collega alla cui attenzione hai sottoposto questo lavoro, e che dice di aver letto il tuo libro. Io, qual è il problema, l'ho spiegato qui, e qui (se vi piacciono le riviste scientifiche), e qui, e qui (se preferite i quotidiani), e qui (se prediligete gli ebook), e da mille altre parti. La rimozione dell'euro non è condizione sufficiente, come ho ribadito qui per quelli in malafede, ma è necessaria. Come spiego nel libro, le basi scientifiche di questa affermazione sono state poste 42 anni prima che l'euro nascesse, da un futuro Nobel.

Ora, a me va bene tutto.

Volete fare il movimento "de sinistra" con uno che si è candidato col partito di Monti, dicendo di essere conto l'austerità? Daje a ride, ma sostanzialmente fatti vostri. Per me quella persona è morta il giorno in cui mi ha equiparato a Oscar Giannino (e sapete che non era il caso). Magari, prima di intervenire nel dibattito, certi piccoli dettagli ve li dovreste rammentare, ma fate un po' come vi pare!

Vi dovreste anche rammentare che da tre anni guitti di varia estrazione (dar Nutella in giù) cercano di banalizzare il mio messaggio, che è piuttosto articolato, sintetizzandolo in un #bagnailafafacile. Quindi frasi del tipo "tutto lì", se non sono provocazioni, lo sembrano, e io, perdonatemi, sono anche stato nominato ai MIA14 per l'aplomb britannico col quale reagisco alle provocazioni...

A me, di tutta questa storia, amareggiano molte cose. Sono così tante che una lista esaustiva è impossibile, e poi ho altro da fare, ma un paio ve le dico.

Mi amareggia il fatto che persistendo nella vostra sciatta e pre-tecnica difesa dell'euro siate stati sorpassati a sinistra dal Fondo Monetario Internazionale, con non so bene quale vantaggio in termini di credibilità scientifica e politica. Mi amareggia il fatto che presto sarete sorpassati a sinistra dalla Bocconi (i movimenti sinuosi di Zingy non sono poi così difficili da interpretare, no?). Mi amareggia quindi il fatto che comportandovi così state trasformando in una certezza il mio fondato sospetto che il dopo sarà gestito da chi ha gestito il prima, perché a un certo punto della verità tecnica ci sarà bisogno, e paradossalmente quel giorno Tabellini e Zingales l'avranno detta, e voi no!

(Inutile dire che io non mi metto nel conto perché non mi interessa, ed è anche inutile dire che l'amico che vi sta menando per il naso ha dimostrato di essere interessato a entrare in gioco in quota "prima"... quindi alla fine voi siete il suo "scivolo pensionistico" verso il dopo!)

Mi amareggia che uno segnali un paper a un collega e quello se lo faccia ribattere a macchina su Twitter in italiano a 140 caratteri alla volta, invece di fare il riverito favore di dargli un'occhiata e dire cosa c'è che non va (se c'è). Mi amareggia l'evidenza del fatto che un dialogo a sinistra è impossibile. Mi amareggia la consapevolezza del fatto che ormai non è più solo colpa mia: poteva esserlo all'inizio, perché il mio articolo sullo Sbilifesto era un grido di dolore che metteva gli "intellettuali" di "sinistra" di fronte all'alternativa di dichiararsi imbecilli o complici. L'alternativa, a oggi, rimane quella, ma forse non la porrei più in quei termini, darei una via di fuga. In tre anni di tentativi ne ho fatti, e qui lo sanno. La risposta è stata #bagnailafafacile, possibilmente alle spalle (pensate a roba tipo Bellofiore & Co., per dire...).

Mi amareggia il fatto che procedendo di falso scopo in falso scopo, non state facendo maturare negli italiani una consapevolezza dei problemi e degli interessi in gioco, una coscienza di classe, se a sinistra si può ancora dire, e non lo state facendo intanto perché non vi va di sbattervi 48 ore al giorno per niente, come faccio io (e questo è lecito), e poi perché dentro di voi, nelle vostre porche anime di aristocratici di questo paio di zenzeri, continuate a pensare, come pensava Spinelli, che il popolo non sia pronto (e questo non è lecito e non ve lo dovreste permettere, se credeste veramente nella democrazia).

E mi spiegate quando mai sarà pronto il popolo, se voi non fate nulla per prepararlo, se gli ripetete messaggi che sapete benissimo essere falsi (perché le aporie politiche dell'euro devono esservi evidenti), se contraete alleanze improbabili in nome di obiettivi risibili? E quando saremo pronti noi, se invece di metterci a studiare il vero problema, come sto cercando di fare con a/simmetrie, passiamo il tempo a sognare quanto sarebbe bello se la Merkel fosse madre Teresa di Calcutta?

Perché, scusate, diamo per buono che voi sto referendum non vogliate farlo per salvare la Germania, cioè l'euro (anche se l'amico l'ha detto chiaro e tondo: io voglio salvare l'euro). Allora, qui il problema è semplice: se veramente lo fate per dare un segnale politico, mi dispiace, ma avete già perso! Il segnale politico l'ha dato Marine Le Pen, perché glielo avete lasciato dare voi (non ascoltando tre anni or sono la voce del buon senso), quindi i casi sono due: se l'operazione referendum riesce, al massimo arrivate secondi, la Merkel se ne strabatte il belino (come se ne sta strabattendo di avere il 30% di euroscettici al Parlamento Europeo e il 20% a casa sua) e tutto continua come prima; se invece non riesce, confermate la sinistra come forza incapace di articolare una critica credibile, e incapace perché è incapace di riconoscere quale sia il problema (di riconoscerlo in pubblico, perché in privato è un altro discorso).

E allora, cari lettori, io vi chiedo un parere: quando vedo un tweet come quello qua sopra, cosa dovrei fare?

Vabbe', mi faccio due dita di whisky e ci dormo su...



Post scriptum (perché me lo merito):
simone pierattini ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Recessioni e fallimenti in Italia":

Prof buonasera, questo post non ha attinenza con la discussione dei fallimenti. Le volevo solo scrivere che ho usato parte delle vacanze per leggere bene e cercare di capire al meglio il "Tramonto". So che sono in ritardo rispetto alla media dei frequentatori, ma non è facile trovare il tempo per leggere un testo comunque abbastanza impegnativo per chi come me non ha cultura economica. Bene, dopo la fine del libro mi sono reso conto di quanto siano ridicole le accuse che qualcuno le ha rivolto di connivenza con la destra o peggio ancora di adozione di posizioni di destra. Non che questo sia scandaloso in sè, ma le cose bisogna raccontarle giuste: cavolo, secondo me lei ha assunto posizioni di vera sinistra, con una difesa puntigliosa e documentata della funzione di salvaguardia che lo Stato può avere in una società moderna. Il libro ha pagine nettissime e di grande spessore, oltre a quelle più tecniche, proprio quando parla dello Stato come difesa della collettività e presidio di democrazia. Quindi chapeau, Prof, il suo libro è bellissimo, e forse ancor più bello perché, oltre alla competenza, trasmette anche passione civile.



Ricordate le mie due frasi preferite: non si può dispiacere a tutti, e alla fine ne resterà uno solo.

105 commenti:

  1. Risposte
    1. Il click è liberatorio... alle volte anche un vaffanculo... dicono...

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  3. Fai un respiro profondo a non pensarci. Non è da escludere che provocazioni di questo tipo arrivino per distrarti e rallentare il tuo lavoro. Il web non dimentica, gli screenshot possono essere conservati e le figure di M.... potranno essere servite senza problemi.

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  4. Comunque il poro Spinelli la pensava ancora peggio de
    "il popolo non è ancora pronto".

    Diceva, sul "mitico" Manifesto di Ventotene che
    "IL POPOLO NON SA COSA VUOLE"
    (ergo: Non scassassero troppo le scatole con la loro democrazia, questi plebei distratti da "mille campane", che gli verrà concessa per le fasi "ordinarie" MA LE DECISIONI IMPORTANTI LE PRENDIAMO "NOI")

    Questa (finta ieri*, finta oggi) "sinistra" che va di padre in figlia da Ventotene a Capalbio (anvedi che progressi, anzi, che "progressisti") deve essere combattuta ideologicamente -si, si; proprio IDEOLOGICAMENTE- come facevano gli anti-comunisti e gli anti-fascisti.

    E' ora di dare una ripulitina a 'sto "phanteon" "de sinistra".
    Per me, si puo' usare pure il lanciafiamme, come si evince da quanto sopra.


    *Spinelli e Rossi erano due pupazzetti "istruiti" da Einaudi. E 'nnamo! Altro che "sinistra" perché magari avevano fatto la tessera del PSI una volta per sbaglio.

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    1. Essendo la democrazia un metodo, come definire le affermazioni di tal spinelli sul " popolo non sa cosa vuole, e pertanto decidiamo noi"?
      è evidente che trasudano fascismo puro.

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    2. Lenin diceva che il popolo senza partito è canaglia su cui si può sparare.
      Il leninismo è morto, il comunismo è morto, ma il disprezzo e l'arroganza, che non sono posizioni politiche ma dati permanenti delal natura umana, non muoiono mai.

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  5. Cosa vuole il Popolo?
    "gente tranquilla, che lavorava"
    (1966 - Celentano, Beretta, Del Prete, Mariano)

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    1. Sì, il problema è questo. Poi ovviamente tutti a fare le verginelle offese, però, per Dio, come gli viene naturale spalare merda sul lavoro altrui! Io questo non lo capisco. Difetto di comunicazione? Ma dico, fra l'altro avremmo anche il vantaggio di poterci confrontare col linguaggio dei numeri. Mica sono io che voglio chiacchierare...

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    2. A me fa più impressione la poca confidenza con l'ISO 3166-1.

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    3. "spalare merda sul lavoro altrui" e' un modo efficace per far carriera.

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    4. Se poi invece dei numeri Er Compagno preferisce le figure, può sempre consultare questo "giochino" per capire quanto ci fa male l'euro http://atlas.cid.harvard.edu/explore/tree_map/export/ita/show/all/2012/

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    5. @world Qui la carriera non c'entra. Siamo in campi del tutto diversi dal punto di vista accademico e io non sono interessato a altre carriere. Credo che "bagnailafafacile" sia diventato una specie di riflesso pavloviano, un una certa sinistra, grazie a Bellofiore e ar Melanzana (che fra l'altro si stanno cordialmente sui coglioni, ma si sono trovati riuniti nel loro sentimento verso di me: poi dicono che semino discordia!), quindi penso che D'Antoni non intendesse banalizzare volontariamente il mio lavoro. Ormai in quell'ambiente gli viene così, spontaneo, nemmeno se ne rendono conto. Insomma, chiedere a un intellettuale "de sinistra" di unire i puntini col Tramonto dell'euro sarebbe come chiedere a un ufficiale delle SS di prendere in considerazione l'idea che un ebreo è anche lui figlio di Dio. Entrambi non possono farcela, ma è qualcosa di viscerale, di metarazionale. Fermo restando che entrambi gli atteggiamenti mi sembrano censurabili, io, vi assicuro, ormai sono talmente stanco che sospendo il giudizio. Questi se li porterà via la piena della SStoria, come quelli.

      Punto, e a capo.

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    6. Dalla lettura di Terzani, "Buonanotte, signor Lenin", ho capito come possa essere sconvolgente, ergo suscitar il riflesso pavloviano, l'aver investito la propria esistenza in un'idea (o meglio in una sua banalizzazione/frammento) che non ha retto alla Storia.

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  7. "cosa dovrei fare?

    Vabbe', mi faccio due dita di whisky e ci dormo su…"

    Con la consueta classe, si è risposto da solo!

    Io avrei detto: faccia come al solito quello che più le aggrada e non sbaglierà.

    A Simone Pierattini: lei ha espresso perfettamente quello che è stato anche il mio pensiero al termine della lettura del Tramonto fatta circa un anno fa, all'inizio di agosto 2013. E lo dico da persona "di destra"…

    L'unica cosa che mi sento di dire al prof. - non è un consiglio, ci mancherebbe, diciamo una semplice considerazione - è questa: dopo ogni discussione (su twitter, in Tv, sui giornali, a conferenze, ecc.) con i superometti della sinistra-lompo italica (sinistra-lompo perché scimmiotta la gauche caviar di quegli altri puzzoni dei nostri cugggini d'oltralpe, pur non avendone il "fisico", e quindi semplice surrogato di quella) lei si mostra abbattuto e sfiduciato. Ecco a mio parere, e a rischio di beccarmi il morso del crotalo (che ancora manca dal glossario!), non dovrebbe rimanere deluso perché la sua opera di divulgazione scientifica e di formazione delle coscienze ormai, se non fin dall'inizio, è una vera e propria opera di rinascita nazionale che travalica l'orticello della sinistra italica.

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    1. Sinistra-lompo mi sebra un'ottima definizione, la adotterò. Del resto, è una Lumpenlinke, quindi la magia del linguaggio ci soccorre. Quanto al resto, che vuoi farci, sono un sentimentale...

      Ma amareggiato non vuol dire abbattuto. Tuttavia la sfumatura è più sottile di quella che separa "necessario" e "sufficiente", quindi ego te absolvo...

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    2. Mannaggia, mi ha commosso due volte! Una per l'assoluzione (oltre al resto qui si impara e si affina l'uso dell'italiano…) e l'altra perché le è piaciuta la definizione e la vuole usare. Adesso però vado ad aggiornare il curriculum con questa "chicca"…

      P.s.: le segnalo questo aforisma (tempo fa nel blog ne passavano diversi, purtroppo ultimamente la cosa si è un po' persa)

      "The issue isn't just jobs. Even slaves had jobs. The issue is wages."

      Jim Hightower

      Siccome la vita è strana, questo aforisma l'ho trovato in testa a un articolo subito dopo quest'altro, di Adam Smith, citato in lungo e in largo su questo blog negli ultimi giorni:

      "A man must always live by his work, and his wages must at least be sufficient to maintain him."

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  8. Domanda 1: siete convinti che sia un problema il riallineamento delle ragioni di scambio Ita-Ger?
    Risposta 1: si.

    Domanda 2: siete convinti che il problema sia tutto nel … (aggiungere supercazzola random)?
    Risposta 2: no.

    Unione fra domanda 1 e domanda 2: siete convinti che il problema sia tutto nel riallineamento delle ragioni di scambio Ita-Ger?
    Unione fra risposta 1 e risposta 2: ni.

    Le domande del tipo “siete convinti che il problema sia tutto nel …” andrebbero evitate nel dibattito scientifico. Non ci si sognerebbe mai di chiedere ad un medico se levare l'appendicite risolva tutti i problemi di salute.

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  9. Caro Bagnai ,ma la risposta è nel suo Dizionario : La ringrazio per l'osservazione .
    Così lo mata nascondendo lo stiletto in un drappo rosso . E se non conosce il
    dizionario? Allora pensi che è un beato .

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  10. "E mi spiegate quando mai sarà pronto il popolo, se voi non fate nulla per prepararlo..."
    A questi del popolo non gliene frega una mazza.....non sarà mai pronto,perchè non lo vogliono tale.

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    1. Già è Bertinotti sembra confermare appieno tale tesi(sarà lui a sorpassare a destra la Bocconi fra un po') https://m.youtube.com/watch?v=omX5tWAGl-o

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  11. La fine dell'euro è una certezza! C'è lo ha insegnato Lei! La condizione necessaria prima o poi si avvererà, l'inestricabile arriverà dopo e voglio sperare, per me e per i miei figli, che a gestire non vi siano gli inconsapevoli fascisti di oggi (ognuno di quelli che quotidianamente La costringe a riattaccare il telefono o a spegnere il PC). Per chi ha compreso è evidente una cosa: solo se si avvererà la condizione necessaria sarà possibile sperare che si avveri anche la successiva sufficiente, e certamente non saranno questi quattro idioti a salvarci. Pertanto W Bagnai, lucido e coerente come nessun altro! In chi altri possiamo confidare? Stimo Borghi, ma ha un uguale tenacia?

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    1. Borghi ne ha, e senza nulla togliere ad Alberto ha anche un pregio: è quel tantino più "sloganaro" che lo rende assai più comprensibile ai meno avvezzi ai tecnicismi.

      Mio padre che, senza colpe, ha meno tempo di me da dedicare alla vicenda ha giovato molto di più del Borghi che del Bagnai nel farsi un'idea.

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  12. Quando non si hanno argomenti credibili l'unica chance è cercare di sminuire, delegittimare e (in extremis) denigrare l'altro.
    Tranquillo Professore, chi ha già un piede nello strapiombo non è certo lei.
    Continui a fissarli da questo lato della sponda del fiume: al loro passaggio molti neanche li riconoscerà.

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  13. Gentile Professore,
    ma se questa gente non vuole comprendere dove l'euro ci sta portando, ma e' possibile almeno immaginare/ studiare/ supportare una possibile idea/progetto che funga da scialuppa di salvataggio?

    Se consideriamo anche i bail-in, che ci aspettano il prossimo anno (http://tinyurl.com/orojwcw), da banche americane ed europee (Cipro docet), sinceramente non vedo alcuna soluzione all'interno del sistema cosi' com'e' configurato oggi.

    Ad esempio, cosa ne pensa lei delle monete matematiche, tipo il bitcoin?
    Sono giovani d'accordo(4 anni) ma hanno dimostrato una certa resilienza e le banche le stanno studiando da vicino (http://tinyurl.com/p8ohuao).

    (Chi volesse approfondire qui trovate una presentazione del gruppo italiano tra cui il programmatore Denis Roio: https://www.youtube.com/watch?v=pnjlj0JEvo8 )

    "Nessun problema si può risolvere dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato." A.E.

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    1. Certo. E in che modo il fallimento del mercato finanziario privato si risolve con le monete matematiche?

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    2. Non ci posso credere (ma non dovrei essere sorpreso, non c'è mai limite al peggio): sta entrando nell'uso questo monete matematiche che è una traduzione così minchiona di cryptocurrency da lasciare senza parole. Speriamo che criptovaluta regga all'attacco dei permeisti.

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  14. Probabilmente ammettere che il primo dei problemi era anche così semplice e in bella vista comporta molto di più che riconoscere di avere torto o compromettere un futuro politico: comporta una visione della società molto più problematica del previsto.

    Se l'euro è stato un errore, come abbiamo fatto a non accorgercene? Bisogna ammettere come minimo alcuni corollari non da poco: ad esempio che l'occidente non è poi così evoluto, che la distanza che separa l'opinione pubblica dalla scienza resta enorme, che i conflitti sociali non sono finiti e che noi non siamo necessariamente i buoni.

    Dunque la speranza di potersi fare finalmente i fatti propri, di pensare solo alla famiglia o a specializzarsi col paraocchi in un lavoro ben remunerato, perché la società globale viaggia ormai col pilota automatico, perché ormai "certe cose non succedono più", è una colossale illusione.

    Purtroppo Fukuyama aveva torto: non abbiamo trovato la quadra, la Storia non è finita e non siamo gli ultimi "moderni". E chi fa più fatica a riconoscerlo, probabilmente, è proprio chi pensa di sapere quello che sa e di potersi disinteressare di quello che non sa.

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  15. Professore so' livorosi, mica solo contro i "padroni". Per questo, anche dopo aver imparato da lei i sani principi politici ed economici su cui deve fondarsi uno stato civile e democratico, non riesco a pensarmi comunista e nemmeno di sinistra. Con questa gente non voglio avere nulla da spartire.

    Lo pseudogiornale di cui era editorialista il sinistro in questione è fallito. Non serve più neppure al regime; sono completamente inutili, anzi nocivi, non si curi più di loro. A costo di essere ripetitiva, non dia retta al cuore ma alla ragione: lo sa, la Sinistra è un'idealizzazione che esiste solo nella sua testa (e nella testa di pochi, tra cui vari lettori di Goofynomics).
    Nel mondo reale esiste solo questa patacca di partito, questo aggregato di livorosi tenuti insieme dall'invidia verso chi ha quello che loro desidererebbero più di ogni altra cosa al mondo ma non riescono a guadagnare onestamente (quindi si sono attrezzati per guadagnarlo disonestamente).
    Lei è diverso da loro, dovrebbe essere fiero e felice della distanza che vi separa.

    Non che a destra le PMI e i commercianti abbiano riposto le loro speranze meglio di lei, eh: dopo Giannino, Piga, Zingales &C questa sera abbiamo conosciuto il cordiale e serioso Rosario Cerra.
    Un suicidio.

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    1. Silvia, le persone reali hanno questo difetto di volere stare meglio. C'e' chi lavora onestamente e non ci riesce c'e' chi lavora ad intermittenza c'e' chi lavoro non lo ha e chi muore di fame. C'e' chi ha infinite ricchezze e mica tutti se le sono guadagnate onestemente. Per questo pensare che ci possa essere chi fagli interessi di quelli che stanno peggio e vorrebbero stare meglio non e' solo un'idealizzazione. Che poi oggi la sinistra non abbia o quasi degna rappresentanza non e' quel gran segreto

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    2. Gentile Silvia, non so se senza comunisti/sinistri del passato saremmo qui a chiacchierarcela comodi alla tastiera. Piu' semplicemente, non c'e' piu' rappresentanza politica, e direi neppure per la "destra".

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    3. Volendo precisare, non c'è rappresentanza politica per i "piccoli". I grandi ce l'hanno, come ce l'hanno sempre avuta. Son passati dal diritto divino a quello finanziario, ma la sostenza è la medesima. Poi, se volete, potete pensare che oggi sia tutto diverso perché c'è la Ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiina!

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    4. Prof.
      le dinamiche sociali sono sempre le stesse, nel senso che i piu forti o furbi o parac...li, o chessò ancora, hanno sempre dettato le regole per fare i loro interessi. Si chiamano rapporti di forza, come lei ha più volte ricordato.
      Poi, certo, per alcuni oggi c'è la Ciiiiiina, ...ça va sans dire.

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    5. Tutti desideriamo stare bene, Lorenzo, ma ciò non giustifica né l'invidia spasmodica né la personale ascesa economica e/o sociale e/o professionale basata sul tradimento sistematico (dei deboli per di più).

      Se ben ricordo, qualcuno disse più meno che per vincere la guerra basta comprare i colonnelli dei nemici. I colonnelli della sinistra sono peggio di chi li foraggia, perché contro il nemico si può provare a combattere, mentre loro impediscono alla gente di reagire alle ingiustizie agendo come filtro di disinformazione e come valvola di sfogo che rende inoffensivo il dissenso.
      Questo è il ruolo della sinistra reale con cui non voglio avere nulla da spartire, nemmeno il nome.

      Non metto in dubbio che ci siano persone di Sinistra per bene, ne abbiamo trovata qui una eccezionale, la persona che più stimo in assoluto. Ma all'interno dei partiti e dei sindacati sono altrettanto sicura che non ce n'è neanche una.

      Le frasi tipo "oggi è brutto nel passato invece era bello" mi sembrano stereotipate. Penso che i piccoli e i deboli non siano veramente rappresentati da nessun partito, se non come effetto "collaterale".
      In pratica i partiti hanno fatto gli interessi dei piccoli solo nel momento in cui e per il motivo che erano funzionali a quelli dei grandi (es. la grande industria che ha bisogno di consumatori, che per consumare devono necessariamente avere qualche soldo e un po' di tempo libero per spendere).

      Penso che, nel bene e nel male, le nostre conquiste sociali ed economiche dal dopoguerra dipendano più dalla DC e dagli USA che dal PC o dai sindacati. E sebbene li ritenga entrambi deprecabili, ringrazio che l'Italia non sia stata nel blocco sovietico, dove i diritti, la libertà e il benessere generale erano enormemente più ridotti che qui.

      Ho assimilato coloro che dovrebbero rappresentare gli interessi delle PMI (perché penso che tutte le parti debbano essere rappresentate e nessuna dovrebbe impedire l'esistenza delle altre) a un suicidio, quindi sono stata lapidaria circa il tradimento della destra alle PMI, ma ero certa che nessuno si sarebbe indignato per questo. Così come mi aspettavo che qualcuno si risentisse per le critiche alla sinistra.

      Credo che non abbiate letto bene quello che ho scritto, vorrei una democrazia che sia dibattito ed equilibrio tra tutte le parti sociali finalizzata a un benessere il più possibile ampio, equo e condiviso, ma non riesco proprio a mettere in relazione tutto ciò con nessun partito di sinistra e sindacato (e nemmeno con la destra, mi pare scontato ma è meglio specificarlo).
      Loro hanno usurpato e infangato questo nome svuotandolo di ogni significato, non io.

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    6. Gentile Silvia, condivido pienamente il tuo contributo, con un solo dubbio: DC ed USA avrebbero dato lo stesso respiro alle classi subalterne anche senza PCI e soprattutto blocco sovietico (dove beninteso il popolo stava peggio - ma cmq probabilmente meglio delle precedenti "anime")? Mi viene in mente il Sud Tirolo, per sedarli li hanno comprati, ma adesso che non ci sono piu' quattrini vedremo.

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    7. Perfect World,
      il tuo dubbio è legittimo, so di non essere una storica, però PENSO che il blocco sovietico abbia contribuito, ma solo nel senso che se non fosse esistito forse gli USA forse non sarebbero stati tanto "magnanimi" con noi.
      Il PCI invece PENSO che non c'entri. Gli USA volevano aprirsi un mercato e "americanizzare" l'Europa: le migliorie erano richieste dall'alto, gli interessi dell'alto e del basso hanno teso a una minore divergenza del solito e per i partiti - DC in testa - era facile fare bella figura con il basso servendo l'alto. CREDO che il piano Marshall sia stato senz'altro favorevole per gli USA, ma che abbia permesso anche all'Europa di avere una ripresa più veloce.

      Sebbene sia molto critica sul processo di "americanizzazione" e sui metodi passati e attuali degli USA nel mondo in generale, credo che in Italia con il PCI e senza piano Marshall saremmo stati peggio, più o meno quanto la Germania Est stava peggio della Ovest. E non parlo solo di ricchezza.
      Forse prima del comunismo i russi stavano peggio, ma le due Germanie sono partite dalla stessa situazione e se hanno dovuto costruire un muro e se nessuno da Ovest ha mai tentato di fuggire a Est, un motivo ci sarà pure stato.
      Forse se alle prime elezioni avesse vinto il PCI la "classe lavoratrice" sarebbe stata molto più allargata (in pratica tutti tranne gli alti gerarchi del partito) e molto più misera, senza nessuna libertà (neppure cosmetica) come è avvenuto in tutti i paesi dell'Est. E come sta avvenendo ora nell'EU.

      In conclusione, penso che una dittatura - per quanto sia stata velleitaria, criticabile e imperfetta la nostra pseudo-democrazia - sia sempre dittatura sia che abbia l'etichetta di destra che quella di sinistra. Non vorrei però fare la classifica delle peggiori dittature che è sterile, stupido e inutile. Sono tutte ugualmente ripugnanti.

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    8. Gentile Silvia, concordo pienamente. A criticar troppo l'Ovest si da' facile argomento ai benpensanti. Per adesso qui non vengono ancora a portarti via la notte, ma bisogna stare attenti, e' un attimo.

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  16. Più che Bagnai la fa facile, sono loro a farla difficile.
    Ieri sentivo giavazzi alla 7 dire che l'euro non è un problema. Ma perché non ammettere che aver unito paesi totalmente diversi sotto una stessa moneta qualche problemi macroeconomico lo ha creato? Perché parlare della necessità di riforme del lavoro? Oggi un imprenditore può usufruire di mille tipologie di contrattini con poche garanzie.

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  17. Con la compromissione dell'area di Wernicke non si scherza. Ad impossibilia...

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  18. Il tuo lavoro è eccezionale perché hai dato strumenti razionali e appassionati a chi li cercava.
    Per quelli che non li cercano, o peggio: li conoscono ma li occultano, non c'è risposta convincente.
    Segniamoceli. "Verrà un giorno..." (Padre Cristoforo)

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  19. No, adesso basta però, bisogna finirla con questa faciloneria. Bagnai, non basta certo abolire l € per risolvere i problemi. C'é il cambiamento climatico per Dio!

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    1. Ben detto! E che dire del problema delle doppie punte???

      XD

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    2. Questa del Mazzo ai nuovi arrivati può sembrare una bouttanade ma è storia di vita vissuta: in un hangout organizzato dall'Europarlamento in prossimità delle elezioni europee il mittico Guy Verhofstadt ha avuto il coraggio di sostenere la necessità di sconfiggere i populismi e i nazionalismi, cioè tenerci l'euro e incatenarci ancora meglio gli uni agli altri con i famigerati Stati Uniti d'Europa, per poter affrontare, ad esempio, il cambiamento climatico (spassosissima la reazione der cavajere Nero: poteva essere un fuori onda, ma è andato in onda in diretta - la regia avrà deciso di vivacizzare, almeno sul finale, il noioso dibattito).

      Potete ascoltare le sue parole nel video su youtube: Hangout On Air - Italy and the European Elections (se non si posiziona nel punto giusto automaticamente andate a manina a 30m:25s).

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    3. Già, e la genialità del Guy andrebbe celebrata: diminuire il footprint ecologico dell' eurozona eliminando il sud Europa é senz'altro brillante come piano. Che vuoi che sia poi qualche problemino di democrazia nel mezzo!

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    4. Bellissimo!!!Fantastico!!!Posso solo provare grandissima stima!
      A proposito del post: se cercassero dialogo non le scriverebbero su twitter, che io trovo orrendo nonluogo di confusione delle idee, ma cercherebbero veri contatti anche solo personali, meglio sarebbe se professionali.
      Secondo me l'unico modo di rispondere a certe provocazioni è quello di invitare chi le formula ad una discussione pubblica più approfondita...e lì non ci sarebbe storia...
      Un saluto e un augurio di serenità!

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    5. @SamSimon Ma hai studiato con me? Per anni, dopo 9/11, entravo in classe dicendo che l'umanità ha tre problemi: l'inflazione, Al Qaeda, e le doppie punte...

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    6. @Tiziano

      Esatto: la malafede si vede qui. Che questo sia il luogo del dibattito ormai è abbastanza evidente, lo sanno tutti. Quando vado ai loro seminari e vedo 30 persone penso ai nostri compleanni e mi vien da ridere. Quindi, siccome la mia email è pubblica, se mi cercano in un certo modo vuol dire che provocano. E io non sono sempre di ottimo umore.

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    7. @ Alberto Bagnai: no, ma mi sa che entrambi abbiamo guardato qualcosa tra Avanzi e l'Ottavo Nano dove un personaggio femminile mi pare si lamentasse dei grandi problemi dell'umanita' tra cui, principalmente, le doppie punte! :--)

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  20. Caro prof, luce dei nostri occhi, stella polare delle nostri notti e rugiada dei nostri mattini, certi tuit sono brutti, è vero, e lei normalmente mostra di sapere anche troppo bene cosa deve farci, però non è forse peggio aprire un occhio la mattina e sentire - sullo sfondo degli elogi al mercato del lavoro tedesco oggi evidentemente trasmessi a rete unificate - il proprio amatissimo marito e compagno, l'uomo cui si sono consacrati gli anni migliori della propria vita, il brillante studente del Poli che prendeva trenta e lode in meccanica razionale - commentare lieto, facendosi la barba "Però che bravi i tedeschi con una disoccupazione così bassa, Renzi ha proprio ragione dobbiamo fare come loro"?
    Quante volte ho provato a spiegargli, a mostrargli, a dargli da leggere... nulla. Dopo tre anni, siamo ancora a "dobbiamo fare come la Germania".
    Ognuno ha la sua croce, prof, probabilmente quella che si merita. Mi consolo con una citazione di Keynes, visto che finalmente l'ho letto: "Benché nessuno ci creda, infatti, l'economia è materia tecnica e difficile. Sta perfino diventando una scienza" (e così anche Carlo Alberto è sistemato).

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    1. Torniamo ai classici:

      "Dal dì che nozze, tribunali ed are..."

      Chiaro il percorso? E ricorda: il marmo è l'unica materia prima che non importiamo...

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    2. Caspita, ci penserò di sicuro, ma tribunali ed are mi sembrano due passaggi più alternativi che consequenziali... anzi, c'è il rischio che l'ordine si inverta, nel caso opposto... Soprattutto comunque non diciamolo a Iodice, che se no sicuramente prende lo spunto per una delle sue idee su come rilanciare l'economia senza svalutare né squilibrare i conti con l'estero... capace che lancia una detassazione immediata delle lapidi e dei monumenti a padre Pio, se gli viene in mente che il marmo non lo importiamo...
      Bene, visto che qui si cita un autore non amato (ma anzi sbertucciato) da Gadda (Foscolo, non Iodice), mi sento autorizzata a lasciarla con qualche verso dello stesso, su cui meditare nei momenti in cui l'ira le strappa tuit o spigole improprie.

      Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme
      che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
      questo reo tempo, e van con lui le torme
      delle cure onde meco egli si strugge;
      e mentre io guardo la tua pace, dorme
      quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.

      Perché a lei, prof, obiettivamente, di spirito guerrier gliene rugge dentro tanto.

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  21. trovo una qualche similitudine tra i 140 caratteri di twitter e un salotto televisivo dove vieni assalito a ti viene impedito lo sviluppo di un discorso…

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  22. Essendo l’unione monetaria europea una deformità partorita contro natura , e basata sul nulla (scientifico) , si rende necessario ora più che mai , tenerla in vita come si tengo in vita le cose basate sul nulla : ci vuole la Teologia.
    La Teologia Eurista , come ogni teologia che si rispetti, muove i primi passi elaborando la sua religione, per proseguire poi a discutere per anni, su ciò che ella stessa ha inventato. La Teologia Eurista ci dice che siamo nati con il peccato originale (fateskifen perché siete un popolo non eletto, voi italiani , va da sé …. ) , come i sacerdoti nel tempio siamo corrotti e ladroni , viviamo vite dissolute , al di sopra delle nostre possibilità , e tutte le altre belle cose che ben potete immaginare .
    E da qui nascono i dogmi dell’ Austerità Espansiva, della Trinità Troika che è la nostra unica salvezza , tutto necessario per la nostra Redenzione (Redemption Fund) .
    Mai e poi mai sentirete un buon Teologo Eurista (ma anche non eurista) dire “prendete una Bibbia e leggetela” , perché al popolino i testi sacri devono essere preclusi : essi devono essere “spiegati” (con parole Loro, ovviamente), perché ammantati dal mistero Di-vino ; nessuno può permettersi di divulgarne i reali contenuti , pena il bagnailafafacile . Ed eccolo qua , l’ Avversario ; ogni buona religione ha il suo Satana preferito, il Belfagor Bagnai , il cattivo più temibile (MIA14). Su di lui ed i suoi seguaci si abbatterà Lira eurista : le cavallette, il deserto , sette volte sette (de benza) , le cariole dal cielo…

    Cosa rispondere a questi Sacerdoti ? In verità vi dico : oggi ci siamo, domani non ci sei... De che stamo a parlà ?

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  23. Libro, paper, post, articoli, video e tweet; hai utilizzato quasi tutti i mezzi di comunicazione per trasmettere al collega in questione (e non solo) le ragioni per cui un'uscita dalla moneta unica è condizione necessaria.

    Ne manca uno:

    "occhio al volume :-)"

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  24. IL problema è davvero enorme ed è per questo che la mia speranza è aggrappata ai francesi e alla Le Pen.
    Non sappiamo quando l'€uro crollerà ma sappiamo che in Italia l'informazione corretta è solo quì sul web e che gli italiani sono largamente all'oscuro della realtà economica e meno ancora di quella giuridica interna e internazionale.
    Fra poco Goofynomics festeggia il 3° compleanno.Il suo è un lavoro duro,accorato e la sua perseveranza è encomiabile.Faccio davvero fatica a immaginare come cavolo ci riesce.Sembra abbia il dono dell'ubiquità.
    Per noi è un continuo sprone a darci da fare.Chi si crede di sinistra affermando di esserlo e remandole contro immagino abbia altri interessi piuttosto che accomunarsi a questa sacrosanta battaglia di verità.E se non hanno capito fino ad ora credo che difficilmente capiranno e si lasciano sorpassare a sinistra da tutti.Hanno pur sempre rendite di posizione.
    Probabilmente hanno letto Il tramonto dell'euro se no non direbbero "Bagnai la fa facile".
    Intendo dire che il suo saggio è talmente ben scritto e compatto,alla portata di tutti coloro che hanno voglia di capire ed apprendere,quindi sostanzialmente facile da leggere (un po' meno da memorizzare...siamo mica tutti Pico della Mirandola!) che spiazza questi illustri politici abituati al politichese e ai loro linguaggi contorti (che poi sono la proiezione della loro psiche).
    Quel post di Simone Pierattini dovrebbe farli riflettere.
    Nelle risposte al post della lettera di Porcaro qualcuno si è lamentato,secondo me a ragione,del linguaggio.Al di là del contenuto se la sinistra è capace solo di contorsionismi linguistici senza mai arrivare al dunque,alla sostanza dei problemi che abbiamo e subiamo,saranno sempre sorpassati a sinistra mentre loro viaggiano comodi comodi su un'autostrada per lumache intellettuali cantando in coro ubriachi a causa di mezzo bicchiere di birra tedesca.E la Merkel,finchè può,festeggia.

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  25. Professore, le segnalo questo articolo, che ha destato in me alcune perplessità, il quale sostiene che l'eliminazione dell'austerità non è un regalo alla Germania. Il pezzo in questione tocca una serie di punti.
    1) Maggiore spesa pubblica non comprometterebbe i conti con l'estero se si compiono politiche industriali di sostituzione delle importazioni. Vengono fatti alcuni esempi: lo Stato compra pannelli solari dall'Enel e ciò abbatte le importazioni di petrolio e gas permanentemente; sostituire il software proprietario con software libero evita l'acquisto di licenze software estere riducendo le importazioni; lo Stato costruisce una nuova strada, ciò abbattere i costi di trasporto delle merci, c'è accumulazione di capitale, aumento della produttività e riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto.
    L'articolo però non dice nulla sulle ripercussioni della spesa pubblica sull'occupazione: se l'aumento di spesa pubblica aumenta l'occupazione, le persone guadagnano di più, comprano prodotti esteri e ciò compromette la bilancia commerciale; se l'aumento di spesa pubblica non aumenta l'occupazione, a che serve?

    2) La svalutazione della moneta non aumenta il Pil se gli altri non vogliono comprare. Vengono presi ad esempio alcuni paesi, fra i quali il Giappone, che non avrebbero tratto beneficio dalla svalutazione della moneta perché non hanno visto un aumento delle esportazioni.
    Anche in questo caso non viene preso in considerazione il fattore occupazione: se la spesa pubblica aumenta i redditi privati, la svalutazione monetaria favorisce la produzione e occupazione interna, il cambio fisso favorisce produzione e occupazione estera.

    3) Paragonare la situazione odierna a quella del 1992, quando uscimmo dallo SME, non ha senso. Allora non c’era stata una devastante crisi finanziaria globale che ancor oggi produce spinte deflazionistiche ovunque, la Germania produceva deficit pubblici, gli Stati Uniti aumentavano il loro deficit di bilancia commerciale. Oggi la situazione è capovolta e sperare negli stessi effetti è, quanto meno, azzardato. E del resto anche allora le classi lavoratrici ne uscirono con le ossa rotte: cancellazione di ogni residuo di scala mobile, innalzamento dell’età pensionabile e manovre di bilancio “lacrime e sangue”.

    4) Se allentare l’austerità fosse un favore alla Germania, ma per quale motivo allora il governo tedesco tira il freno ogni volta che si parla di flessibilità e di allentamento del rigore?

    Anche nei punti 3 e 4 ci sarà sicuramente una sòla, ma non riesco a capire dove stia: qualcuno può aiutarmi?

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    1. Ma che fai, leggi the trullo whisperer? Suvvia...

      Le classi lavoratrici uscirono con le ossa rotte da bel altro (vedi post successivo): dalla connivenza dei mandanti politici di the trullo whisperer con il capitalismo italiano più imbecille, quello che ha utilizzato l'integrazione monetaria come arma del conflitto distributivo. La crisi del 1992 fu meno devasrante perché uscimmo dopo un mese. Questo cosa vuol dire? Che se hai un cancro non ti operi oggi perché non ti sei operato ieri? Ma dai...

      Il punto (4) è il solito materialismo storico da poveracci, quelli che pensano che la Germania sia una signora bionda che parla tedesco e abita in Germania. Vedrai che prima della fine assisteremo anche a un ammorbidimento tedesco sull'austerità, nonostante il carattere totalizzante del capitalismo teutonico del quale parla Giacché.

      Ma la vera domanda è: perché leggete questa roba, della quale voi stessi cogliete la qualità dilettantesca?

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    2. Ma prof, io per esempio ho sempre cercato qualcuno che smentisse in modo convincente quello che dice lei (colga che non dico né "le sue idee" né "le sue teorie"), ma non l'ho trovato, purtroppo. Certo, sperare che fosse Iodice era forse un po' azzardato. D'altra parte quell'articolo come lei sa era raccomandato da chi occupa la dodicesima posizione su Ideas (persona molto gentile, tra l'altro) e queste sono cose che a noi provinciali ci colpiscono.

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    3. Colpisce molto anche me, in effetti...

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    4. Sw Open Source? Posso confermare il livello dilettantesco, come tutti possono facilmente immaginare (cfr intestazione qui in alto!) quando qualcosa e' gratis, c'e' un motivo. Spendono loro i quattrini per istruire accordingly la dirigenza delle pubbliche amministrazioni?? La sintesi dell'articolo e' l'auspicare uno Stato dirigista, ma con una moneta coniata altrove?

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    5. Mi ha colpito quella del software libero, e partendo da quella si può dire tranquillamente che l'articolo, che non ho letto, l'ha scritto un povero ellissoide. Il software libero, seppur sia economico, non se lo caga nessuno.

      Perché? Se si tratta di sistemi operativi sono fantastici per gli addetti ai lavori per studiare e sperimentare, ma non sono compatibili con un fico secco. Non solo, giustamente chi fa un buon lavoro se lo vuole far pagare.

      Se uno semplicemente volesse giocarsi qualche buon titolo su Ubuntu per esempio non potrebbe.

      Mi par molto il solito discorso piddino che vede un utente casuale come virtuoso se si prende un sistema e lo riempie di programmi che, di fatto, diminuiscono la sua produttività di fronte al pc e rinuciano a molti altri software per un sistema operativo che, ommaquantoèfigoèfree.

      Pure i pannelli solari mi sembrano una cazzata, e poi sono anche stati sorpassati a sinistra dall'eolico.

      Tanto per dire che in due ambiti in cui ne so più che di economia ci sono di quelle puttanate che mi avrebbero fatto scattare qualche campanello d'allarme persino se non avessi fatto il mio personale, e non esaltante, percorso su questo blog.

      Monnezza!

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    6. Pannelli solari, software libero… ma, non sentite anche voi: CRI CRI, CRI CRI, CRI CRI… ci vorrebbe Pinocchio...

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    7. @ Nat

      come gia' commentato precedentemente, verso il Prof. professo un atto di fede, visto che quando vado dal medico non mi leggo anatomia generale prima... e l'atto di fede e' ben riposto perche' un credibile Antibagnai does not appear so far.

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    8. Oh bene qui uno sprazzo di espertonismo e luogocomunismo informatico, ove si apprende che la licenza con cui viene pubblicato un programma ne determina come minimo: a) la qualità del programma stesso, b) preparazione e capacità dei programmatori di tale prodotto, c) la presenza o assenza di un guadagno per tali programmatori, d) l'applicabilità nel mondo reale.

      I programmatori di IBM o Red Hat che contribuiscono al kernel di Linux, quelli di IBM che hanno creato Eclipse e continuano a contribuirvi, quelli di Sun poi acquisita da Oracle che hanno creato e contribuiscono a Java sono professionisti che non lavorano gratis (sono i primi 3 prodotti di larga diffusione, pubblicati con licenza aperta e a cui contribuiscono grossi nomi dell'ICT che mi sono venuti in mente). Lo stesso si può dire di software libero prodotto da istituzioni pubbliche come le università quando decidono di investire risorse a lungo termine (quindi non prototipi usa-e-getta).

      Riguardo la qualità a questo livello di beatitudine un discorso razionale non ci starebbe in 4.000 caratteri, e probabilmente neanche interessa la maggior parte dei lettori del blog, quindi vi lascio con questa affermazione non dimostrata: mediamente il software fa cagare, soprattutto grazie all'influenza negativa di molti settori privati (fatta eccezione per quelli safety-critical) su università e ricerca. Ovvero è l'influenza negative di un ambito in cui vige il segreto industriale/aziendale su un ambito in cui l'apertura e la libera circolazione della conoscenza sono (o dovrebbero essere) un prerequisito.

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    9. Gentile Correttore, giustamente puntualizzi che nel mondo dei server Linux e' ormai una realta' consolidata. Pero' riguardo ai personal, tutte le grosse realta' aziendali che conosco non rinunciano a MS Windows/Office, che beninteso fanno schifo. Come appunto sostieni, tali scelte dipendono dal tipo dell'applicazione, le architetture, la criticita', la manutenibilita', la diffusione, ecc. Sarebbe gia' un mondo quasi perfetto se tutti gli impiegati della PA sapessero utilizzare bene MS Office. Cio' per evitare posizioni da tifosi e "lezzioncine" reciproche, che qui solo il Prof. puo' permettersi. Anche l'Informatica e' una disciplina, con le sue complessita' e specializzazioni. Anche TCP/IP fa schifo, pero' siamo costretti ad usarlo...

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    10. Puntuale come un orologio svizzero arriva il commento che mi aspettavo... ma how do we tell truths that might hurt? Semplice: me ne fotto.

      Scrivo che mediamente la qualità del software prodotto è bassa ma ciò non dipende dalla licenza con cui viene pubblicato tale software (come non dipendono dalla licenza altri aspetti) e tu mi inquadri in una tifoseria. Se non erro questo gli psicologi lo chiamano proiezione.

      Quello che posso o non posso permettermi non lo decidi tu, che hai dimostrato un notevole pregiudizio, ma il padrone di casa.

      «Anche l'euro fa schifo, però siamo costretti ad usarlo... [sott'inteso: quindi teniamocelo senza lagnarci]».
      Come ti suona? Ritieni sia un discorso intellettualmente e moralmente accettabile? No? E allora perché ciò che vale in economia non dovrebbe valere per altre discipline? Gente suvvia... mangiate merda (altro che brioches): miliardi di mosche non possono sbagliare!

      Meditate su questo: «• Industry suffers from the managerial dogma that for the sake of stability and continuity, the company should be independent of the competence of individual employees. Hence industry rejects any methodological proposal that can be viewed as making intellectual demands on its work force. Since in the US the influence of industry is more pervasive than elsewhere, the above dogma hurts American computing science most. The moral of this sad part of the story is that as long as computing science is not allowed to save the computer industry, we had better see to it that the computer industry does not kill computing science.»
      Edsger Wybe Dijkstra in "Computing Science: Achievements and Challenges", EWD 1284

      Trovate le differenze con questo: «I disagree with the current vision of the university as a provider of technical skills. I think this vision to be suffocating and self-defeating in the (not very long) run, and I try to resist, looking for fresh air and for my Italian roots, and defending my vision of the university as a cultural institution.» Non vi dico chi l'ha scritto, cercatelo se non sapete di chi è.

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    11. Correttore, perdono, ma alcune cose, come dice il tipo sopra di di me, sono sacrosante.

      Semplicemente dal punto di vista dell' utente medio (non del programmatore/sistemista), il software libero non è una strada praticabile.

      Poi io Eclipse lo so pure usare, così come java lo conosco, ma non mi passerebbe manco per l'anticamera del cervello di far usare ubuntu al mio babbo: mi lancerebbe dietro il pc. E pure io avrei difficoltà a trovare applicazioni di pari qualità senza pagare e senza windows.

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    12. Niente... andate avanti a testa bassa a forza luoghi comuni, senza prestare attenzione a cose che sicuramente sapete.

      Il Mazzo: ho scritto da qualche parte che il tuo babbo deve usare Ubuntu? Voi sicuramente sapete che pubblicare un software con una certa licenza non implica l'adozione di un particolare sistema operativo e/o di un particolare linguaggio di programmazione e/o di una particolare interfaccia utente e/o rifiutare di ricevere un compenso nel caso qualcuno sia disposto a fornirlo e/o...

      Per esempio: io uso Windows —perché le alternative fanno cagare uguale, ciascuna a modo suo (per motivi che chi sarà contrariato da questa mia affermazione non è in grado di capire), quindi non vale la pena pagare due volte dazio— e il programma che mi serve per fare screenshot, Greenshot, è pubblicato sotto licenza GPL. Sacrilegio! Vado a confessarmi...

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    13. Vabbeh, io uso openoffice sotto licenza Gpl, embè? Ma già se devo lavorare un po' di grafica le alternative mi sembrano così così. Insomma la sensazione che pagando si ottenga di meglio a me resta.

      Photoshop o Gimp per esempio? Le risorse contano. Poi se vogliamo cercare il pelo nell'uovo in ogni ambito non ne saltiamo più fuori. Per non parlare della cronica mancanza di supporto quando la community inizia a perdere interesse nel metterci mano.

      Il software libero o sistemi operativi liberi possono essere una ottima soluzione dati diversi bisogni, ma la pretesa di sostituire il software proprietario con software free se non è piddina è certo troppo ortottera.

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    14. Gentile Correttore, se hai un tuo blog saro' felice di continuare cola' la discussione, senza ironia. In generale, le tecnologie adottate nell'ICT - come in altri ambiti - non sempre sono le migliori dal punto di vista ingegneristico, anzi. Non mi sembra una novita'. Ripeto, la tecnologia IP e' un pastrocchio decisamente inefficiente, funzionale solo all'ecosistema di una certa corporate.

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  26. Con(f)commercio (simme turna').

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  27. Sarò apocalittico...fino a quando quel tizio che più di 2000 anni fa ha messo piede sulla terra, non farà nuovamente una capatina da queste parti, beh la vedo veramente dura che le cose si possano sistemare con la "ragionevolezza" degli uomini...

    Caro Prof. continui con il suo magnifico lavoro, ma ricordi che affidarsi a "Lui" non fa male!

    Con stima!

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  28. Mi sa che tra un po' i suoi detrattori dovranno occuparsi d'altro.

    Jacques Sapir si è appellato a Hollande ricordandogli che l'€ sta distruggendo l'economia francese e che occorre “mettere la Germania davanti alle sue responsabilità”, costringendola a decidere se «uscire dall’UEM o prendere atto del fatto [che] sarà la Francia ad uscire dell’Eurozona [e] Non appena l’annuncio della nostra uscita sarà reso pubblico, e questo [...] si può fare molto rapidamente, l’Italia, la Spagna, il Portogallo e il Belgio annunceranno che ci imiteranno».
    Nel frattempo l'Ue colleziona un altro “successo”: la presidentessa sudcoreana Park Geun-hye ha proposto di sviluppare accordi con la Russia nell'ambito della cosiddetta “iniziativa eurasiatica” volta alla creazione di un “continente pacifico” - che sembra un'idea migliore rispetto a quelle che hanno a Washington sul destino del mondo. Al momento sono ancora molti i punti da definire, ma si tratta comunque di un progetto innovativo perché «può essere visto come un tentativo d’internazionalizzare le relazioni tra Nord e Sud Corea, così che Russia e altri Paesi eurasiatici abbiano interesse a creare un “continente unito, pacifico e creativo” esercitando una certa pressione sulla Corea democratica, così che sia coinvolta attivamente nel processo d’integrazione, sottolineata dallo “sviluppo delle riforme ed apertura”, preparando il terreno all’integrazione del nord con il sud».

    Nell'Europa dei Mogherini e dei Tusk, invece, ci si trastulla con un bel gelato “crema e limone”, rilasciando al contempo spericolate dichiarazioni sull'inesistente ingresso di truppe russe in Ucraina ed esprimendo “grande preoccupazione per l'intollerabile escalation in Ucraina”, senza apparentemente rendersi conto che l'escalation in questione l'abbiamo sconsideratamente avallata noi appoggiando un golpe nel mezzo dell'Europa, che a Mosca serpeggia una certa irritazione e che tale irritazione rischiamo di ritrovarcela contabilizzata sulle prossime bollette del gas, visto che Putin ha appena rimarcato che “l’Occidente doveva calcolare le conseguenze della propria influenza sulla situazione in Ucraina”.

    Nel frattempo le milizie del Donbass stanno strapazzando le truppe di Poroshenko, rendendo evidente che l'Ue ha fatto male i suoi conti.

    Secondo Merkel questa sarebbe una guerra tra Russia e Ucraina per annettere quest'ultima. Il che ci conferma che Angie non è un'aquila dal momento che nel corso dei colloqui svoltisi a Minsk nelle stesse ore tra i delegati di Russia, Osce e Kiev, i rappresentanti delle auto-proclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk hanno esortato Kiev a porre fine alle loro operazioni militari e a «riconoscere la loro autonomia all'interno dell'Ucraina, precisando che vogliono rimanere parte integrante del paese». Che è poi un punto sul quale tanto i russofoni quanto la Russia hanno sempre insistito e ribadito anche dal «comandante della brigata “Fantasma” Aleksej Mozgovoj alla conferenza “Russia, Novorossija, Ucraina: problemi e sfide globali”, svoltasi a Jalta il 29 e 30 agosto [il quale ha affermato che] il popolo dell’Ucraina era ed è tutt’ora un unico popolo. La sola differenza è che noi non siamo finiti sotto la macchina ideologica dell’Occidente». Sicché Angie o non sa di cosa parla, ma non credo, oppure si crede più furba di quanto in realtà non sia. Comunque, se i russofoni, come sembra, riprenderanno il controllo della regione dovrà tornare con i piedi per terra.

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  29. Risponderei al tweet cosi': "Quindi siete convinti che il problema della famiglia sia tutto nel riallineamento delle ragioni di convivenza?"

    Ps: e non dimentichiamoci che oggi c'e' la Cina, con il suo eccesso di offerta di maschi

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  30. Off topic, ma questo è da antologia

    http://www.quotidiano.net/il-caso-italia-1.171462

    Nella versione cartacea c'è un grafico che rimbalzava su twitter, l'armamentario è quello consueto della mistificazione, ma il finale è davvero increbile, da antologia, un grande esempio di comicità involontaria:

    "Ma la Francia, si dirà, non ha fatto grandi riforme. È vero. Ma era amministrata meglio di noi sin dai tempi di Napoleone. E i risultati si vedono. Francia e Germania si sono lasciati alle spalle la grande crisi, noi non ancora."

    Eh, già, invece qui Tiberio non fece le riforme, come ha twittato Claudio Borghi tempo fa....

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  31. PS (pensiero sotterraneo): non è che rockapasso, pur rilevandone la assoluta importanza e necessità, è un po' stanchina di sentire sempre questi stessi discorsi, che magari ella risolverebbe con stile ciabattata al ragno? Possibile che la domanda rivoltale sia un invito ad attuare medesima strategia?

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    1. Cioè? Prendere a ciabattate quelli che dopo tre anni ancora fanno le solite domande?

      Non è male l'idea, ma col ragno basta una sola ciabattata, con quelli ce ne voglio tantissime!

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  32. Sicuramente Twitter avra' una sua utilita' che io non vedo da fuori. Quello che vedo da fuori e' una specie di talk-show infinito e generalizzato, un teatro dove si rappresenta una tenzone dialettica la cui qualita' e' largamente influenzata dal peggiore degli interlocutori (dal piu’ in malafede, dal piu’ maleducato, dal piu’ ignorante, ecc.). Il D'Antoni scrive quello che direbbe da Santoro - o chi per lui - all'interno di una delle normali caciare che occorrono in quegli ambiti e che servono ad aumentare la confusione. Direbbe quella fesseria in malafede perche', in quel contesto, nel quale la realta' e la riflessione son temute piu' che la peste, sarebbe il colpo di scherma necessario per apparire vincente / non perdente nella rappresentazione in questione. Stabilita la cattiva fede, non resta che lasciarli a recitare la loro schifosa parte nella schifosa commedia, continuando a dire fatti e verita' a chi le vuole ascoltare ed apprendere fatti e verita' da chi ha da portarne. Testimonieremo che questi
    esponenti della finta-sinistra (sinistra-finita) hanno rifiutato pervicacemente anche di ragionare.

    Sulla “sinistra” in senso generale rimando a quanto detto sopra da Lorenzo, che mi pare esatto.
    In quel senso - che per me e’ il senso - quella che si fa in questo blog e’ una battaglia di sinistra:
    il fatto che la stragrande maggioranza degli esponenti politici che si rifanno a quella etichetta non lo riconoscano e’ un accidente della storia, la sostanza e’ l’altra. In quel medesimo senso Marine Le Pen dice cose assolutamente di sinistra (al momento mi son fatto i primi 13 minuti del discorso di rientro postato da Buffagni ieri e li ho trovati di sinistra in modo esaltante).

    Contengo la sviolinata, per quanto meritata, che’ senno’ ci chiamano “seguaci”. Credo pero’ che una delle cose di cui puo’ star certo e’ che di persone che le sono profondamente grate e che riconoscono pienamente il valore suo e della sua opera, il suo sacrificio, ce ne sono davvero molte.

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  33. L’ENNESIMO TRAGICO ARCHETIPO DEL PIDDINO!

    Costui è il classico membro del collettivo unitàvattelapesca, che ha passato la vita avvitato e disperso in fumose e inconcludenti dissertazioni “desinistra”, senza mai fermarsi un attimo per chiedersi che cosa stesse facendo e senza mai capire dove stesse andando lui, il suo partitazzo e il suo PUDE o Partito Unico Dell’Euro !
    E’ incredibile dictu constatare come un tale, dopo aver approfondito con lo studio anche altri tasselli dell’economia, abbia ancora da capire come funziona il puzzle nel suo insieme, e ancora si ponga domande conclusive così riduttive e babbuinosemplicistiche ! Senza dover tornare inutilmente a studiare alla Boccaloni, sarebbe bastato semplicemente aver letto il libro “Il tramonto dell’euro”.
    Ma qual’è l’effetto meRdiatico di simili domande ? Confondere le idee ! Esasperare gli animi, rimpicciolire le tesi, tavernizzare il dibattito, disperdere nell’aria pensieri tossici come derivati. Come sempre, avviluppare militonti e pubblico nelle solite nebbie carpatiche del collettivo “ancaiolavevamodetto”.
    Intanto, l’informazione continua a non diffondersi correttamente e tutti noi continuiamo a perdere tempo con i Macacus Rhesus !

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  35. Buongiorno. Una nota di ottimismo: mi sembra che i ragionamenti lineari come i suoi stiano risultando vincenti (sarà per quello che se ne fanno pochi) e comincio a notare un cambiamento anche in persone di una certa età.
    La mia impressione é che, nel momento in cui qualcuno comincia a informarsi ed entrare nel discorso, riesca a percepire non solo l'iniquità della situazione europea ma anche l'irrazionalità della potere centrale. Personalmente, spero che i nostri popoli non vengano spinti ad usare mezzi estremi per liberarsi (non mi sembra così improbabile); ma la passività (quella buona per bravi cittadini bceuropei) é stata combattuta efficacemente e muore mese per mese.
    p.s. ho sentito Monti rivendicare come un merito il non aver chiesto aiuti all'UE. Paura dei "populismi" o di una critica più informata?

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    1. A me preoccupa moltissimo l'idea di un'uscita violenta o comunque scomposta.

      Intendiamoci, io ormai un anno fa sono volato in Australia e d al momento, seppur nulla sia certo, il mio capo sta lavorando per darmi un visa più stabile.

      Ma i miei sono ancora in Italia, ancora in un ristorantino con mille problemi, e io ho paura per loro e mi vergogno non poco per non essere li vicino.

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  36. Spero che Bagnai mi passi questa avvelenata!
    Ascoltando questo rappresentante della Confcommercio ho pensato due cose, la prima, detto alla romana, la sua città, è che non ha capito un cazzo di qual siano le cause della crisi, la seconda è che gli manchi completamente il buon senso tipico dei commercianti che rappresenta.
    E qui passo al punto focale della questione, e prendo spunto dall' ultimo dei commentatori economici, ma proprio l' ultimo della lunga lista di avventurieri che pontificano sui quotidiani italiani ammannendo le loro scemenze ,e capisco perchè Bagnai si senta offeso dal paragone con questo essere insignficante.
    Cosa dice oggi questo pseudo-giornalista , non è una novità, lui dice che bisogna eliminare i diritti acquisiti, le tutele sul lavoro, le tutele anche su chi non è occupato, e ovviamente, dulcis in fundo la madre di tutte le riforme e la matrice di tutti i pensieranti liberisti di questo paese, ricalcolare tutte le pensioni con il contributivo. Ma passando alla questione degli effetti di politiche di riduzione dei redditi attraverso i tagli, la cosidetta austerità, che come ricorda Bagnai è stata ormai schifata da tutte le organizzazioni internazionali ciò è quanto già accaduto e già visto in altri paesi dove la gente ha subito detti tagli, la situazione è lontana da una sana crescita, da un recupero di benessere, da un recupero di livelli occupazionali e da un virtuoso ed armonico ritorno a finanze statali vrtuose e positive, anzi quelle politiche aggraveranno ancor di più queste stuazioni. Si voleva ritornare competitivi uccidendo la domanda interna attraverso la fiscal consolidation e invece è stato un gioco al massacro, per i cittadini e le imprese e per assurdo questo goco al massacro, con la stessa currency non avrà mai fine, perchè se per assurdo l' Italia seguisse l' esempio di altri (oggi la Germania è il mito di Renzi), e diventasse competitiva più della Germania, con il massacro della domanda interna, poi sempre per assurdo, in una corsa sempre più atroce, la Francia potrebbe fare altrettanto e la cara Spagna che tanti sacrifici ha fatto, per non soccombere sarebbe costretta a tagliare ancor di più la sua già gracile domanda interna e così via fino a ciò che diceva una famosa canzone goliardica "Salussio mette uan mano, uan braccio, uan... fino a sparire dentro il suo buco del culo".
    Ora è chiaro, credo anche per il rappresentante della Confcommercio, che non è, non può essere questa la via per il paradiso.
    La via per il paradiso è solo il ritorno alle valute nazionali, va bene snellire il paese ma fuori da questa autentica stronzata dell' euro, e direi che il fatto che lo dicano 6 premi Nobel, non cambia la sostanza del problema, ma aggrava indubbiamente l' evidenza della scemenza di voler insistere a sbagliare da parte dei suddetti rappresentati imprenditoriali, la svalutazione ed un po' di inflazione, ridurrebbero si i redditi, ma farebbero bene al debito pubblico e soprattutto sarebbero la via che non uccide ed anzi fa ripartire impresa e lavoro e quei redditi ripartirebbero ed i patrimoni delle famiglie sarebbero di nuovo convertibili in moneta. Il nostro amico Gaetano Caltagirone, dotato sicuramente di buonsenso, che è la merce più rara in Italia da molto, e che fa difetto a molti rappresentanti imprenditoriali, ma che non poteva sapere perchè Bagnai all' epoca non ne aveva ancora evidenziato gli effetti, altrimenti non avrebbe parlato di stampare vigente l' euro, però ha capito che la soluzione è proprio quella, cioè l' unica:"riprenderci le redini della nostra sovrantà monetaria". .

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    1. Io l'avvelenata te la passo perché tu mi hai segnalato dei dati interessanti, però, vedi, bisogna anche capire la posizione delle persone. Il dott. Cerra è stato estremamente gentile e disposto all'ascolto. I suoi rappresentati temo che prima o poi lo linceranno, e lo dico con grande rincrescimento perché non credo che lui se lo meriti e perché il linciaggio non risolve niente (e mi spiace doverlo ricordare sempre a te, che se sei del 49 dovresti essere più rincoglionito di me, ma anche più saggio).

      Che in una città che campa di una enorme rendita di posizione turistica si faccia finta di non capire che un 20% o 30% in più o in meno in termini valutari possono fare la differenza (e rispetto al suo minimo oggi l'euro è quasi il 50% più alto!), va da sé, non è cosa che esponga a grandi successi personali. Sì, la puoi buttare in vacca con lo Stato cattivo, ma alla fine la verità viene a galla.

      Tuttavia, come vi ho detto, in questo momento essere aggressivi non credo sia la strategia vincente. Sì, ogni tanto qualche verme capiterà di doverlo schiacciare, ma questo non è il caso del dott. Cerra, perché, se mi metto nei suoi panni, capisco benissimo che la carica che lui riveste è anche il punto di arrivo (o di partenza) di un percorso politico, ha un significato politico, ecc., quindi richiede responsabilità. Fare una sparata contro il mainstream per essere etichettati come "grillini" dal Tempo (per dire) non penso sarebbe cosa molto intelligente, al posto suo. Non gli chiederei di farlo, non mi aspetterei che lo facesse, non in diretta radiofonica, gli chiederei al massimo di dialogare, e lui l'ha fatto. Poi, come dire, la pelle è la sua e se la gioca lui, da adulto, come noi ci giochiamo la nostra. La scienza e la storia ci danno ragione, glielo abbiamo cortesemente fatto notare, ma insomma, non è che possiamo tenerlo per le dande: dove andare lo deciderà lui!

      Punto.

      Diversa è la situazione dei miei colleghi che sanno, e che in quanto uomini di scienza avrebbero il dovere morale di dire quello che sanno.

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    2. Prof, ho ascoltato la sua intervista a Radio Radio, anche se non in diretta.
      Non voglio giudicare il dott. Cerra, non sarebbe giusto.
      Una cosa però mi ha colpito ascoltando lei e lui a distanza di pochi secondi uno dall'altro: lei come al solito tranquillo (anche se magari intimamente incazzato abbestia), lui invece sembrava IMPAURITO. Non so spiegarlo, ma aveva un tono nella voce come di uno che SA cosa sta succedendo ma non ha la forza di deviare dalla supercazzola politicamente corretta. Mi ha fatto sincera pena...

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    3. Ma io voglio bene a Cerra, per questo mi incazzo con lui, come faccio con mio figlio a cui voglo ovviamente molto bene; anzi se voglio bene a qualcuno, lo cazzio, e voglio bene a tutti i commercianti ed anche ai loro rappresentanti, per quello che dicevo poco tempo fa sui fallimenti e sulla mia esperienza. Questo è lo spirito del mio intervento, lo giuro.

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    4. Voi avete ovviamente un filtro che imposta in qualche modo la vostra interpretazione. Siccome sapete che razionalmente al suo posto dovrebbe essere impaurito, perché non può far nulla per impedire il massacro della categoria che rappresenta, e l'unica cosa che può fare per salvare se stesso è indicare falsi bersagli, allora pensate che sia impaurito.

      Ma potrebbe anche credere a quello che dice.

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    5. @Alberto

      Bene, adesso sì che Cerra è rassicurato...

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    6. A proposito di premi Nobel, a Lindau (Germania) pochi giorni fà ci fù un meeting dei premi Nobel di economia.

      La maggior parte degli economisti presenti (tutti premi Nobel di economia) erano del parere che le politiche di austerità tedesce rischiano di mandare in depressione l'eurozona intera è che una situazione del genere potrebbe fare implodere l'euro.

      La Germania lì non ne è uscita bene, sopratutto Stiglitz ha dato una bella sciaquata alla Germania, ma per i vari Hollande è Renzi la Germania è un esempio da seguire.

      qui un piccolo resoconto, purtroppo in tedesco.

      http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58938

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    7. Alberto Bagnai02 settembre 2014 21:18

      Certamente prof ero prevenuto verso il suo interlocutore, però quello che volevo dire è che ho trovato - come dire - stridente la differenza fra il tono pacato delle considerazioni del Cavajere e quello, se non vogliamo dire impaurito diciamo vagamente a disagio, del Presidente.
      Fatto salvo il fatto of course che il mio orecchio panato possa avermi tratto in inganno...

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  37. La sinistra oggi e' rappresentata da Mr. Atkinson = Mr. Stai Sereno, a cui piace tantissimo la riforma Hartz e la politica economica e del lavoro teutoniche:

    https://it.finance.yahoo.com/notizie/mercato-del-lavoro-come-funziona-il-modello-tedesco-che-piace-a-renzi-104944518.html

    Che altro dire su sinistra....e destra?

    Che abbiamo bisogno di un vocabolario diverso. Si potrebbe provare: popolari (gia' visto e rivisto) e antipopolari di Versailles.

    Comunque a Roma la Lega si sta dando da fare; partono i comitati civici di quartiere per contrastare il degrado; come svuotare un oceano con una paletta. Speriamo nascano movimenti vicini a quelli che davano il voto alle Spinelli (bella famiglia aristocratica, ca va sans dire) e il mitico Mr. Cachemire dalla testa ai calzini e alle mutande, che si sta godendo tanti soldini del "popolo" (bue, quello che lo ha votato e lo ha fatto entrare nei salottoni giusti).

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  38. io la metto in questi termini, forse semplicistici ma:
    1) si cerca di mantenere la cadrega
    2) ammettere di essere sbagliati (o varianti simili) implica che ci si debba caricare sulla coscienza la distruzione dello Stato sociale, aumento delle morti (per cattive cure o mancanza di cure), dei suicidi, della perdita di speranze per 1 generazione (20 anni)..

    chi più ne ha più ne metta.

    io francamente non vorrei essere al loro posto.. la coscienza è una brutta cosa.

    PS: ammesso che queste persone abbiano coscienza

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  39. Fra Egna e Trento?? Puó voler dire solo una cosa: sta rientrando dalle vacanze!!! Ora capisco il "buongiorno" spento in risposta al giornalista! Ormai è rientrato nell'improduttivo SUD!

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  40. Prof. se puo' legga cosa dice Repubblica! e Occorsio e Munchau....

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1727530/egregio-draghi-o-inietti-con-la-bce-migliaia-di-miliardi-nel-sistema-o-l-euro-salta.aspx

    La crisi e' di domanda non di offerta!

    No comments!!!!

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  41. Io per quello che posso aver visto, letto e sentito D'antoni è una delle poche persone che pur venendo da una certa sinistra europeista ed eurista si sta ricredendo in modo sincero sul costrutto della moneta unica ed almeno ha l'onesta di chiederle certe cose in modo educato e di intervenire chiarendo che non si tratta del proprio settore di ricerca. Per quello che posso aver capito ci ha ripensato molto sull'euro, e penso che anche Cesaratto lo sappia. Errare humanum est. Non è giusto metterlo tra i ""nemici"".

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    1. Carissimo, ci si è messo da solo. Se è vero che ha questi dubbi, siccome questo è il laboratorio più autorevole di elaborazione del dubbio in Italia, perché non è venuto a dirmelo? Perché non sono della sua parrocchia? No problem. Ma allora non trollarmi su twitter. Chiaro?

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  42. UN POLLAIO STARNAZZANTE DI LUOGOCOMUNISTI

    Bordeggiando per internet mi sono imbattuto in un vecchio filmato del 2012 (che avevo già visto), in cui un intrepido economista, sprezzante del pericolo, come Galileo con i suoi inquisitori, era stato invitato in uno studio televisivo di tolemaici o eurocentrici.
    Ben presto la trasmissione si è rivelata per UN IMPRESSIONANTE POLLAIO DI LUOGOCOMUNISTI, dove chi era più privo di nozioni elementari di macroeconomia, primeggiava in ignoranti, angoscianti, pietosi e "BAIOccanti" luogocomunismi !
    Sembrava il salone starnazzante di una qualsiasi parucchiera, affollato da casalinghe di voghera senza licenza elementare ! La sicumeRda e la supponenza asinina di classica matrice piddina eurocentrica eccelleva e raggiungeva i più orridi abissi !

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    2012-11-02 L'Europa (e l'euro) ci affama o ci salva
    Ascoltate a 54'15'' : il prezzo della benzina !
    http://youtu.be/yfRtUNy7B4A

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  43. Stasera Phiga-G era in studio con lo gnomo Renato a la7 e per un momento ho aspettato che si aprisse un sipario....

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  44. Chissà se quegli amici dell'amato cambio fisso venissero a sapere che, magari, con una correzione del 20% del rapporto cambio Ita-Ger, mi ritroverei con pannelli solari termici ITALIANI e non TEDESCHI. Il governo fa gli investimenti per il risparmio energetico, e i soldi poi vanno fuori (ok va verificato con dato aggregato, ... help?).

    Grazie.

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