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martedì 16 settembre 2014

La mia risposta a Paolo Pini (che stimo fino a prova contraria)

(ho ricevuto da Paolo Pini, che non conosco personalmente, una lettera che, non essendo personale, ritengo di poter pubblicare. Anche la mia risposta non è personale e desidero sia pubblica, quindi la trovate subito dopo, così si sbajo me corigerete...)


Carissime/i,



Sarebbe interessante riuscire a “litigare” (pensiamo in realtà discutere) dei tanti guai economici che ogni giorno denunciamo con i pochi mezzi che abbiamo a disposizione. Però si potrebbe ogni tanto riuscire a scambiarci anche le piccole/grandi cose (idee) che produciamo, o che altri producono.



Non che non ci siano gli spazi, ma spesso perdiamo tante cose per strada. È solo un invito. Nulla di più e nulla di meno.


Qui trovate una nota di Krugman ripresa dal suo blog sul NYT, ed un paper della World Bank Group.
Nel primo Krugman si domanda dove è la sinistra e dove sono gli economisti di sinistra oggi, in Europa. Una domanda ricorrente, senza risposta certa. Una domanda che potrebbe essere anche mal posta. Secondo alcuni lo è. Conviene comunque parlarne.

Il paper invece fornisce una risposta non scontata ad una domanda che potrebbe apparire scontata: perchè le imprese evitano di tagliare i salari?

I due pezzi non sono casuali, tutt'altro.

Così, cogliendo l’occasione per inviarvi queste due letture, aggiungiamo una nostra riflessione uscita ad agosto sul Manifesto, su Sbilanciamoci.info, e ripresa da MicroMega on line.



Ma abbiamo fatto qualcosa di più.


Nella seguente pagina web


gestita da uno di noi, abbiamo collocato alcuni materiali di discussione, ed altri potranno essere inseriti anche su vostro suggerimento. Non li inviamo tutti semplicemente per non caricare la vostra casella postale di file che potrebbero non essere graditi.


Ognuno qui nel sito è libero di scaricarli, e darne diffusione.



Infine, a fine mese, 25-27 settembre, all'incontro dell'EuroMemorandum a Roma potremmo essere presenti, magari con molti altri.


Potrebbe essere una occasione per discutere anche di queste cose.



Un caro saluto a tutti e grazie per la vostra attenzione, eventualmente scusateci per la nostra intromissione.

Paolo Pini e Roberto Romano



Ps: Sperando di non infastidire nessuno, abbiamo volutamente messo in chiaro le vostre mail, così che se qualcuno desiderasse rispondere a tutti o ad alcuni, lo possa liberamente fare.

E ci scusiamo con chi riceve questo invito alla lettura per la seconda volta, ma ci sembrava opportuno "allargare il giro", dopo un primo scambio avvenuto in modo più ristretto.





Caro Paolo,

rispondo solo a te, che non conosco personalmente (spero di aver l'occasione). La mia risposta è molto semplice: io che c'entro? Tutto quello che ho scritto tre anni fa o si è avverato o si sta avverando: dalla cacciata di Berlusconi all'arrivo della Le Pen agli scricchiolii della Germania passando per il massacro dei diritti dei lavoratori.

Quale ne sia la causa lo sappiamo tutti, compreso chi in pubblico fa finta di non saperlo, compreso chi si inventa distinguo inesistenti per assicurarsi una onorevole ritirata, e via dicendo. Chi non lo sa forse fa o dovrebbe (o vorrebbe) fare un altro lavoro.

In questi tre anni, salvo lodevoli eccezioni in contesti assolutamente privati e previamente bonificati da eventuali microfoni nascosti, vi siete rifiutati come categoria "de sinistra" (non parlo di te in particolare) di mettere in discussione il dogma dell'euro. Se avete potuto mi avete censurato. Se non avete potuto mi avete insultato (qui e qui, ad esempio). Se non avete avuto il coraggio di farlo, avete volutamente distorto il mio pensiero (risparmio esempi). Ho riportato tutto documentandolo nel mio blog, che nel frattempo è diventato il sito di economia più visitato d'Italia dopo il Sole 24 Ore (secondo i MIA14), anche perché le persone sono stanche di certi atteggiamenti. In particolare vi ho riportato il disprezzo di alcuni di voi per chi, provenendo dagli strati più diversi della società (dall'accademia e dalla carpenteria, dalla politica e dal trasporto su strada, dall'agricoltura e dal managemente) mi seguiva cercando semplicemente di documentarsi.

Lo spirito di Federico Caffè scorre forte in questi colleghi, non c'è che dire!

Chi cerca di capire non meritava e non merita il vostro disprezzo.

Gli economisti "de sinistra" sono stati sorpassati a sinistra prima dalla Bce, poi dal Fmi, e ora dalla Bocconi (risparmio esempi, se non li sapete è effettivamente inutile parlarne): continuano a muoversi nel perimetro del dibattito stabilito dal Fmi all'inizio della crisi (austerità, non austerità), mentre nel frattempo la trojka stessa ha spostato il dibattito più avanti! Il Fmi ammette placidamente che il cambio fisso sta creando enormi problemi, che l'euro è il sistema monetario più rigido nella storia dell'umanità (e quindi, come dire...). Zingales già da tempo discute dell'euro, dei suoi limiti economici, e della natura criminale (così dice lui) della sua filosofia politica; d'altra parte, la maggior parte degli economisti "de sinistra" ancora si pongono la missione di come salvarlo, in una grottesca inversione fra mezzi e fini, per i motivi più svariati, fra i quali il conformismo intellettuale di quelli che "io sono keynesiano e l'aggiustamento di prezzo è neoclassico quindi l'euro non è un problema".

E stiamo ancora qui con questa storia del discutere insieme?

Voi non volete discutere.

Se aveste voluto farlo lo avreste fatto seriamente tre anni fa.

E poi discutere su cosa? Sul fatto che Krugman capisce oggi quello che su Goofynomics abbiamo capito tanto tempo fa? (Per tua conoscenza, questo è il mio QED dove ironizzavo sull'entusiasmo di Krugman per il compagno Hollande: il fatto che Krugman si aspettasse qualcosa da Hollande e io non mi aspettassi nulla comporta che oggi Krugman sia deluso, e io incazzato, ma non con lui: con voi - niente di personale, ovviamente. Per il resto, non è un cattivo ragazzo: solo che è americano...).

Comunque, in questo contesto ho sincere difficoltà a vedere l'utilità di confrontarmi con chicchessia in Italia. Preferisco che siano gli altri a confrontarsi con la storia: sta arrivando a tutta velocità, lanciata come un Pendolino, mentre voi prendete il tè seduti sui binari, rabbrividendo di fronte alla prospettiva del nazzzzzionalismo!...

Una prece.

Ho chiarito mille e una volta le ragioni dell'insostenibilità dell'euro, che non ho certo né scoperto né dimostrato io (sono un mero divulgatore), non offenderò certo l'intelligenza e la cultura di illustri colleghi ripetendole, tanto più che alcuni di essi sono quelli che, in tempi meno infelici, le insegnarono a me. Ma se le sono dimenticate. Se ora non ne vogliono prendere atto, avranno i loro ottimi motivi, uno dei quali è, a mio avviso, che sottovalutano la gravità della situazione, e sopravvalutano il compito che si sono dati, quello di salvare la faccia a una "sinistra" decotta e traditrice.

Una mission impossible, non priva di una sua farsesca grandezza.

Solo che io questo compito non lo condivido.

Credo di essere stato uno dei primi ad indicare come il persistere nell'errore avrebbe determinato un'avanzata delle destre. Ora le destre sono avanzate. Contenti? Non è continuando a persistere nell'errore che potremo arginarle, mi sembra chiaro. D'altra parte, se Daniel Gros (uno dei "tre porcellini", come li chiamo io) oggi chiede più austerità per salvare l'economia, mi rendo conto che simmetricamente, a "sinistra", ci sia chi  possa chiedere più menzogna per salvare la politica.

Contro questo atteggiamento mi sono schierato fin dall'inizio.

A questo gioco non voglio giocare oggi, come non volevo giocare tre anni fa. Sono disposto a fornire tutto il mio sostegno, compreso anche il sostegno organizzativo e finanziario della mia associazione (e io i mezzi ce li ho), a chiunque voglia studiare come uscirne (perché è chiaro che non c'è un modo solo, quindi su come uscire occorre confrontarsi e c'è da studiare e personalmente lo sto facendo).

Trovo però fuori luogo, data l'urgenza del momento, perder tempo con due categorie di colleghi:

1) quelli che non hanno capito che uscirne è necessario;

2) quelli che in modo molto sleale e poco intelligente mi accusano di aver sostenuto che uscire sia sufficiente.

In tutta umiltà, ritengo che queste persone non integrino i requisiti minimi di lealtà e professionalità per avviare uno scambio costruttivo. Ritengo anche che non dare un segnale esplicito in tal senso sia una gravissima responsabilità, come ho spiegato a Leonardo Becchetti (senza riuscire a farmi capire), per almeno due motivi: perché contribuisce alla definitiva perdita di credibilità della nostra professione, già gravemente compromessa da Alesina e compagnia; perché impedisce la maturazione di una coscienza di classe nel nostro elettorato.

Essere tiepidi non serve a nulla. Anzi, perdonatemi, siamo uomini di scienza, dobbiamo essere precisi: non serve quasi a nulla. A qualcosa serve: a prendere schiaffi, come ne ha presi oggi Stefano Fassina a Omnibus. Io credo vi sfugga che non sono certo l'unico in Italia a non aver più nulla da perdere.

Quindi, grazie per aver pensato a me, spero di poter avere un'occasione di scambio personale, sarà senz'altro piacevole, ma, sai, come non credo che nessuno mi vedrà mai saltare sul carro del vincitore, simmetricamente temo che nessuno mi vedrà mai aggrappato alla zattera dei perdenti.

Cordialmente.

Alberto


P.s.: in questa lista, così, a volo d'uccello, vedo anche molti che mi tenevano o credevano di tenermi per le palle. Quando hanno stretto però non c'era niente. Forse non ho le palle.

46 commenti:

  1. Chi cerca di capire non meritava e non merita il vostro disprezzo.


    Invece voi meritate il disprezzo di chi cerca di capire.


















    Una molto giustificata asimmetria, indeed!

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    1. Ma per chi doveva capire massimo disprezzo e nessuna pieta'. Perche' chi doveva capire aveva i mezzi intellettuali per farlo e non lo ha fatto. Ha avuto, inoltre, molto tempo a disposizione per ammettere l'errore e non lo ha fatto. Nessuna pieta' come non l'hanno avuta costoro quando hanno " trascurato" di accorgersi delle sofferenze che viveno i loro vicini di casa o di fabbrica o di bottega o di studio.

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    2. [quote]Nessuna pieta' come non l'hanno avuta costoro quando hanno " trascurato" di accorgersi delle sofferenze che viveno i loro vicini di casa o di fabbrica o di bottega o di studio.[/quote]

      Proprio per questo non devi rinunciarci, è qualcosa che ti distinguerà sempre da loro

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  2. Visto il tuo prossimo passaggio a Perugia, avrei da segnalarti un modello di zattera utile per le legioni di perdenti che la tempesta rischia di portarsi via...
    Ma ancora c'è da da dare la coppale...

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  3. Mamma mia, povera Fassina (e povero me che mi metto a guardare repliche di Omnibus...)

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  4. ho guardato il video odierno di Fassina e non so come mai ma mi è venuto in mente questo: salvate il soldato Fassina

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  5. Cari Roberto e Paolo,

    Io ho solo una domanda a cui non trovo risposta (si fa per dire): come ha potuto la sinistra, e i suoi intellttuali, precipitare l'Italia in una trappola mortale come l'€, mentre tutti i grandi economisti anglosassoni, e qualche importante personaggio italiano, dicevano che la moneta unica, così come veniva fatta, era una pessima idea (con puntuale elencazione di ciò che ci sarebbe successo)?

    Grazie

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    1. Vale anche per me la domanda di Celso e vi ringrazio in anticipo per un eventuale risposta.

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    2. vale anche per me la questione posta da Celso.
      ma ancor più che stare "sul passato" mi piace stare sul presente e magari sul futuro. e allora alla sinistra, e ai suoi adepti, chiedo: "possibile non capire che in una repubblica la sovranità monetaria appartenente al popolo E' un concetto de sinistra?".
      E siccome anni fa - confesso la colpa - ci misi anche la faccia candidandomi (elezioni comunali) per il centrosinistra, non riescono ad appiopparmi la taccia di destroso-nazzzionalista--sovranistà/fascista-antieuropeista...
      senza regolarmente ricevere risposta, vedo le facce illividirsi.
      diventan quasi faccette nere...
      eheheheheheh

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    3. Una volta caduta l' URSS si saran detti:
      E mo che je racconto a questi (i loro elettori).

      Mi spiego; una volta caduto il "sogno" comunista come faccio a raggirare i miei elettori. Di sogno in sogno (la gente deve dormire, daltronde per continuare a darci retta) eccolo la il nuovo "sogno":
      Il "sogno" degli Stati Uniti d' Europa del poro Spinelli (che era un ventriloquo dell' ultra-reazionario classista e retrogrado Einaudi, ma son dettagli)

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  6. Si capisce che stanno lì a prendere il tè: il treno non può passare!
    Glielo ha detto Fukuyama, perbacco, e se "quelli là" hanno vinto vuol dire che sono i più bravi, dunque in fondo hanno ragione.

    Prego, state seduti, comodi, comodi...

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  7. Timeo danaos et dona ferentes.....la Grande Armée sconfitta cerca carri per la ritirata....

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  8. Bravo, Prof!

    Fossi io a ricevere una risposta così educata (non scherzo) e netta, mi vergognerei tanto da desiderare la finestra.
    Ma, appunto, non sono io, e dunque continuerete a vedermi gironzolare da queste parti - e anche in Abruzzo, se nulla osta.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Astio e livore cosa, simpatico poraccio? Chi cazzo sei per darmi un consiglio? Mi interessa. Hai capito che i miei figli, prima dei tuoi nipoti, dovranno imbracciare le armi per insigne merito di questi ignavi? Ah, non avevi capito, scusa... Be', io che l'ho capito mi auguro che fra le tante vittime ci sia almeno qualcuno di loro. Scusa, mi rendo conto che ex ante sembra poco umano. Ex post qualcuno mi capirà. Fidati.

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    2. Ti do un indizio. Io credo nella giustizia.

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    3. Speriamo che i nipoti piccoli prendano esempio altrove e imparino quindi a rispettare maggiormente l'italiano. E il latino.

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    4. Caro signor Barrank scrivere per la prima volta e con il cellulare può portare anche a commettere errori.So che si scrive apertis verbis.
      La prossima volta starò più attento in quel che posto,ma senza alcuna polemica mi creda che i miei nipoti mi capiscono al pari anche di persone un poco più adulte.
      Le lezioni le capisco abbastanza rapidamente e sono uso sempre a esprimere le mie idee e convincimenti firmandomi con nome e cognome.
      Posso comprendere lo sfogo del prof che per anni è stata una voce nel deserto rispetto al tema dell'euro e dei vari bocconiani che ci hanno imposto le gaudenti ricette di austeritá espansiva.
      Nessun rancore da parte mia per la sua risposta,io sono dei vostri e cerco di far conoscere questo al maggior numero possibile di persone.
      Spesso le migliori amicizie nascono da incomprensioni come questa.
      Mandi( in friulano vuol dire nelle mani di dio, è il nostro saluto)

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  10. @monsignorcolombo @Celso
    Per capirlo a mio parere bisogna studiare la storia dei lavoratori dell' URSS. Confrontandola poi con i racconti che del paradiso dei lavoratori, ne facevano i compagni.
    Oppure tornate indietro nel blog, e leggetevi il post il fascismo rosso (sescherza).

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  11. "Una occasione per discutere anche di queste cose".

    Anche? Tra l'altro non ho capito di che cosa esattamente si vuole parlare e su cosa confrontarsi. Ma addirittura che ci sia dell' "altro" su cui discutere! A me pare che il disastro dell'euro sia ormai chiaro e evidente. La discussione, semmai, e' come uscirne. Di questo gli economisti dovrebbero parlare. Il quando non e' un argomento di discussione. Lo so anche io: il prima possibile.

    Prof, io personalmente attendo il nuovo libro e invito tutti (chi puo') a sostenere a/simmetrie. Il resto mi sembra una perdita di tempo, nella migliore delle ipotesi.

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  12. Ho seguito il video fino alla pubblicità.

    Il ragazzo F.espone, con voce incerta e querula forse sua naturale, poche idee ripetitive e ben confuse, come da studio discontinuo e incompleto, nonché poco attento - sembrerebbe - ad alcuni elementi importanti: a) le cause profonde del problema; b) chi ci guadagna.
    Lacuna ancor più rilevante nel discorso, sempre limitatamente al momento pre-pubblicità, i gruppi sociali perdenti e le ragioni attuali della loro condizione, particolare non sufficientemente chiarito da qualche generica protesta circa tagli alla spesa pubblica.
    Mostra, in compenso, un notevole "aplomb" di fronte ad obiezioni vertenti a richiamargli alla memoria la compartecipazione partitica e individuale a momenti di governo e/o di appoggio ai governi dei quali sembrerebbe ora criticare l'operato.

    In generale: dovrebbe studiare di più e meglio, esercitandosi anzitutto a focalizzare e poi ripetere nozioni-chiave, con la chiarezza e la nettezza adeguate all'occasione e al tema, e col ricorso a doti di riflessione e consequenzialità che in altre occasioni ha lasciate intravedere.

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    Risposte
    1. @Adriana

      "Il ragazzo F. espone, con voce incerta e querula forse sua naturale, poche idee ripetitive e ben confuse, come da studio discontinuo e incompleto, nonché poco attento. ... In generale: dovrebbe studiare di più e meglio, esercitandosi anzitutto a focalizzare e poi ripetere nozioni-chiave, con la chiarezza e la nettezza adeguate all'occasione e al tema, e col ricorso a doti di riflessione e consequenzialità che in altre occasioni ha lasciate intravedere."

      Grazie, posso evitare di vedere la trasmissione allora... quanto all'intravedere, non le ho mai intraviste queste doti... in particolare la consequenzialità... :)

      A scuola avete anche uno psicologo? O uno piscoanalista? O uno psichiatra? L'"aplomb" assomiglia tanto al rimosso, o forse si tratta di una doppia personalità o di una personalità dissociata?

      Ci vorrebbe uno specialista... uno specialista in casi umani, intendo, non politici...

      @Alberto

      A proposito di Caffé, una sua frase che mi pare si possa estendere al di là del contesto specifico:

      "Né si dà minor prova di “provincialismo” (posto che i dibattiti economici debbano svolgersi sulla base di addebiti del genere) allorché si prospettano gli assetti istituzionali “altrui” dei mercati finanziari e borsistici come modelli ideali verso i quali si dovrebbe tendere.

      Qui veramente si è in presenza di informazioni insufficienti o di una congenita tendenza a vedere il paradiso nell’inferno degli altri."

      Possiamo allora dare per conclusa la ricerca? Di economisti con le virgolette in Italia ce n'è uno solo. Mi spiace, ma è così.

      Anche la replica di Becchetti lo conferma, troppo al di sotto degli standard minimi del blog. Penso che tutti se ne siano resi conto.

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    2. Leonardo non ha minimamente risposto nel merito. Non hanno capito che non è un gioco.

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    3. Con tutti i suoi difetti, a me Fassina rimane simpatico: é un grande incassatore. Poi sembra avere un pochettino di cuore. Certo, non unisce i puntini, perlomeno non in pubblico, poi in privato non saprei: austerità conseguenza dell'euro.

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    4. E dagli addosso al Fassina.
      Ehiiii, gente, esisteranno anche i maschi alfa con palle ed incuranti del pericolo ma sono pochi.
      Esistono invece tante persone normali che hanno paura di esporsi troppo perché sanno che potrebbero perdere la loro rendita di posizione e Fassina è uno di questi.
      Se si mette apertamente ed a muso duro in conflitto con il suo partito lo espellono ed allora addio al suo bello stipendio mensile, addio ai bonus, addio a tante opportunità.
      Lo dobbiamo compatire per questo?
      No ma nemmeno metterlo in croce, di martiri volontari nella storia ce ne sono stati pochi in proporzione alla popolazione.
      Poi nessuno che abbia fatto un commento sugli altri presenti, tipo Davide Giacalone (Libero) e Alessandro De Nicola (Adam Smith Society), quelli si che sono delle bestie ciniche che non hanno nessuna pietà per i morti a seguito delle loro teorie economiche assurde, austerità, abbassare la spesa pubblica, riforme del lavoro da terzomondo, che gli importa della gente che soffrirà?
      Io leggo ogni tanto il blog di Seminerio, non perché sia d'accordo con quello che dice ma perché quasi ogni giorno attacca le politiche cazzone di Renzi (non se ne abbia a male prof, è per divertimento).
      Pochi giorni fà ha scritto questo post sull'Argentina che finiva cosi: "E ovviamente è tutta colpa dei fondi avvoltoio, ça va sans dire." dove chiaramente intendeva difendere l'operato degli stessi (ricordate quelli che hanno rimesso in default l'Argentina) e dare tutte le colpe al governo argentino.
      Questa indifferenza per un popolo che soffre mi ha fatto incazzare, ma come si fa a gioire per i problemi di un popolo che si è messo contro certi potentati ed ha perso?
      Gli ho scritto questo su twitter: "@Phastidio strozzini non hanno mai colpe vero? Chissà perché se scoperti, processati, condannati vanno in galera. Strano x dei benefattori", ho fatto male?

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    5. No, hai fatto bene, e aggiungo che anche Fassina, come tutti gli umiliati e offesi di questa triste vicenda, verrà vendicato. Mea est ultio. Qui però non stiamo calpestando il suo cadavere. Gli stiamo solo benevolmente facendo notare che la sua linea della "mediazione" (quella condivisa dai colleghi "de sinistra") è fallimentare. Guarda che persone come Fassina non si comportano come si comportano perché manchino di coraggio personale. Si comportano come si comportano perché ritengono che sia giusto, che la politica sia mediazione, che bisogna sempre andare di bolina (parole che ho sentito spesso nel loro ambiente, che fanno parte della loro cultura).

      Invece è sbagliato, serve solo a far andare Marine Le Pen col vento della verità in poppa, e a prendere schiaffi dalla prima sciacquetta che passa.

      Mi sono spiegato?

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    6. @Tiziano

      Sta simpatico anche a me, umanamente. Per questo avverto l'urgenza di fargli capire che non deve dilapidare il capitale politico che ha accumulato mandando a cagare Renzi, e per lo più dilapidarlo in modo autolesionistico, cioè seguendo una strategia necessariamente sbagliata (vedi sopra).

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    7. Ma certo che si è spiegato, solo che (a parte Fassina che lei conosce personalmente) per altri potrebbe trattarsi di semplice viltà, esecrabile, condannabile ma di certo uno dei difetti umani più comuni.
      Se invece lo fanno per tornaconto a dispetto anche dei loro cari e l'atteggiamento le sfruculia parecchio le parti basse benvenuto nel mondo ortottero. Alt, stop! lo so, stendiamo un velo pietoso sul resto, ognuno ha i suoi problemi.

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    8. @Girgio D.M.

      "col ricorso a doti....."

      Intanto era una presa in giro di quei lambiaccati giudizi che talvolta scriviamo o diciamo per giustificare a noi stessi una promozione e, come spesso le prese in giro, era anche caricatura, cioè espressione esagerata.
      Poi, veramente, spesso ci si esprime, pure in maniera meno pomposa, inserendo qualche nota positiva che si sia riusciti a ravvisare almeno talvolta.
      Infine, nel caso specifico, forse mi sono ricordata di quando ha parlato con Alberto in televisione o di quando, sempre in televisione, ha detto che "o si svaluta la moneta o si svalutano i salari" - e ciò sembrava ammissione frutto di riflessione indotta da Alberto, non che F. non sapesse certe cose, ma che si fosse deciso, dopo riflessione, a dirle.
      E consequenzialità nel dar voce in contesto pubblico a ciò che comunque sapeva.
      Che invece ci fosse un tessuto logico nel discorso nella trasmissione in oggetto non mi pare, ma tieni conto che mentre ascoltavo ero assonnata. E tuttavia spererei ancora in un suo "ravvedimento" pubblico, perché mi pare capace di pensare e di una certa sensibilità.

      Una psicologa non è a scuola in pianta stabile, ma lo scorso anno è stata presente per un certo periodo con orario ristretto, credo a completamento del suo operato dento il consultorio.
      Non è previsto uno psicologo fisso per ogni scuola e davvero, anche alle superiori, non sempre ci sono umili mezzi neppure tanto necessari, come so che da tempo accade in molte scuole elementari - figurati una persona in più.

      Circa l'"aplomb" ho avuta la medesima tua impressione, o anche di non-reazione di un buon incassatore come dovrebbe pure essere un personaggio pubblico o un uomo di potere, politico o non.
      Non sono in grado di ipotizzare se fosse annientato ("asfaltato") come mi par pensi Alberto, o rimuovente di suo, o, appunto, forte sotto pressione in un'occasione pubblica.

      Boh - che non è Bo'.

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  13. Prof. lei le palle le ha eccome...ed ha anche una grande sensibilità.

    In tutta sincerità non avrei mai immaginato di leggere un economista, e commuovermi.

    Mi perdoni se l'unico contribuito che riesco a darle è un semplice grazie!

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  14. Ore 21.50, anche Prodi, nel suo piccolo, manifesta il suo agire "razionale". E come fu per Padoa Schioppa, e poi per Monti, calibra le parole giuste che il capo vuole sentire, alliscia per bene i forti, che poi sapranno essere generosi, sapranno come al solito ricompensare gli amici.
    Diventerà presidente?
    Beh, lui la sua parte l'ha fatta, ce l'ha messa tutta.
    Prosit!

    RispondiElimina
  15. E' sempre bello leggerla, c'è sempre qualcosa da imparare e non parlo dell'economia o della politica ma dei rapporti tra un professionista serio che crede fermamente nel proprio lavoro ed i suoi colleghi che danneggiano tutta la categoria e sopratutto il Popolo Italiano,ancora Popolo Sovrano ( ma ancora per pochissimo).

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  16. Umanamente molto interessanti gli ultimi scambi con i suoi colleghi economisti. C'è un clima da 1943, e oggi come allora pochi uomini hanno il coraggio e l'orgoglio di compiere scelte difficili e radicali. Si gioca a mettere il piede in due staffe, atteggiamento ipocrita e mediocre sdoganato dalla virtù del dubbio piddino, e fa bene il professore ad essere inclemente su questo squallido atteggiamento. Fortuna che c'è internet: a differenza dell'8 settembre quando arriverà la resa dei conti potremo sbugiardarli tutti.

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    Risposte
    1. Condivido, ora per alcuni è il momento del piede in due scarpe, dei distinguo marginali, del detto-non detto.
      Che schifo!

      Elimina
  17. Da molto tempo penso che la storia umana passi per cicli di tesi, antitesi e sintesi. Non lo penso come noumeno platonico, ma per un'analisi del tempo che ho passato (o mi è stato vicino, che ho 'annusato') da quando interagisco con questa parte di universo. Quello che vedo non penso di poterlo estendere fuori dal mondo occidentale industrializzato.

    Si tratta di tesi/antitesi e sintesi di carattere economico (i soldi, la ricchezza sono il valore come nel primo dopoguerra, poi i soldi finiscono come nel 1929, il tentativo da parte dell'economia di farsi sintesi non riesce, perché la politica si riappropria della scena).
    Alla triade economica segue la triade politica (il modo di organizzare lo stato e i rapporti internazionali come centro del mondo con personaggi come Roosvelt, Hitler, Mussolini, Stalin; poi la fine dell'ordine, la guerra, infine la nuova sintesi, la ricostruzione).
    Si finisce con la triade personale (la tesi della libertà individuale, Beatles, riscoperta della sessualità; poi la disillusione degli anni 70 per finire con una sintesi di un ritorno ad una felice dimensione personale, yuppies).
    E si riparte con la tesi economica degli anni '90 fino al 2007, i soldi sono il valore e il centro del mondo. Poi i soldi sono finiti, l'economia come quasi un secolo fa non riuscirà a farsi tesi e lascerà la mano ad una politica forte.

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  18. grandissima risposta Professor Bagnai!

    in quanto a Daniel Gros, da Bruxxxelles, non ha perso occasione, oggi, di ribadire in diretta RAI quel che ci dobbiamo aspettare… :D
    radio anch'io 17/09/14, al minuto 00:59:20… Alla trasmissione partecipavano anche Reichlin e Savona ( 00:54:05 e 01:26:25 )

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  19. :D Grandissimo Savona: al minuto 01:06:54

    Savona: "ma io rispondo a Daniel Gros: mettiamo che l'Italia abbia i torti… che cosa facciamo? Se si ribellano i disoccupati rimandiamo il Gen. Bava-Beccaris a sparare oppure invadono l'Italia e ci sostituiscono creando colonie? Cosa significa? Qua c'è un problema di costruzione europea falsa…d'imbroglio."
    al che Zanchini ( il bravo presentatore ) va in ansia e cerca di stopparlo… "si però Savona se posso muovere un'obiezione…" Savona:"e no, caro amico lei l'obiezione non la muove… non può muovere obiezioni quando dico che l'euro, come ha detto Carlo Azeglio Ciampi, l'ha ripetuto molte volte… è una moneta senza stato… non può vivere."

    :D favoloso…
    http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-75b12b13-c0df-4db6-a505-94afb77cadb2.html

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    1. Bravo Savona

      Gros è ai livelli di Giannino, mà con laurea.

      Io credo che l'euro-zona non si possa permettere a lungo un PIL del zerovirgola.
      Un euro-zona con un PIL al zerovirgola in più in deflazione, nono qui i problemi o meglio le assimetrie verranno al pettine.
      Si stanno rompendo i coglioni anche i polacchi che non sono nel euro-zona-

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    2. Quando sento nominare Daniel Gros, mi tornano alla mente le parole del mio callista : " non sono medico, ma lei ha una stenosi carotide dilatativa " .
      Deve essere un qualcosa tipo l' austerità espansiva ...

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  20. Se la domanda è : dove è finita la sinistra la risposta è semplice : non la vedete perché è alle terga dei lavoratori che ancora una volta lo prenderanno in c...orpo.
    Se ci chiediamo che fare allora la risposta è più difficile.
    Mi permetto di suggerire cosa non fare : capisco e condivido l 'indignazione del prof verso l' arroganza culturale di chi si definisce di sinistra , ma se persone come Pini ( che apprezzo sul Manifesto ) propongono un dialogo credo che sia giusto accettare e non cadere nel l' errore di del loro settarismo.

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  21. @Patrizio

    Ma mi sembra che Pini - di cui peraltro nulla so - and so on rifiutino, o almeno non includano, nel discorso - i "contenuti minimi".
    O, se "li sanno", resta il fatto che non li "dicono", cioè non li includono.

    A prescindere dalle singole persone e dai loro individuali moventi e obiettivi - consci e inconsci - temo che "discutere" sia un modo per perder tempo e peggio, se modo inconscio, appunto, perché allora può significare la speranza sincera che, mentre si parla, qualcosa intanto maturi (nespole sotto la paglia?) e poi si vedrà.

    Se è speranza sincera, allora non c'è speranza - a mio modo di vedere.

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  22. Alla domanda "dove è la sinistra" aveva dato risposta Del Noce già nel 1978: "[...] il pensiero di Gramsci sembra diventare oggi l'ideologia del consenso comunista all'ordine tecnocratico neocapitalistico. Nel corso dello sviluppo storico del proletariato si stacca un'avanguardia di tecnici della politica che tende ad affermare il suo potere sul proletariato, sostituendo alla classe il partito."

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  23. la sinistra.. la sinistra non ha rispetto per nessuno e cmq con la fissazione dell' "internazionale" perde di vista il senso di umanità.

    E poi, tanto per discutere, non puoi prendere in giro Feldstein perché ha sbagliato previsione (parlando negli anni 90) d conflitti!
    ecco, non ci saranno conflitti (infatti Yugolslavia e Ucraina sono bazzecole) però, cacchio, le forze di disgregazione sono aumentate a dismisura tra Italia, Spagna, GB (chissà un giorno Germania)...

    Evidentemente loro conoscono progetti così superiori di cui ignorano i risvolti

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  24. Penso che quando abbia visto le unghie di Fassina piano piano spaccarsi contro e scheggiarsi contro gli specchi del frame abbia goduto come ungulato. La soddisfazione di vederlo soffrire un' oretta però credo non ripaga il fatto che così si stia tenedo caldi i cavalli per il carro dei vincitori...ma andiamo avanti!

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