sabato 2 luglio 2022

La débâcle

tafazzi ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "QED99: senatori a disagio e altre storie":

Alberto nel lungo periodo saremo tutti morti!

Uno deve pur ammettere che ha perso, non che non ci sia stato impegno,ma capita che l'altro è più forte o ha più disponibilità economiche e conoscenze.

Mi tocca guardare in faccia la realtà, poi il desiderio o sogno uno lo può sempre portare nel cuore.

Parafrasando aneddoti sportivi, capita che il Verona vinca il campionato, ma capita più spesso che lo vinca juve inter o milan.

E non è mancanza di impegno!

Pubblicato da tafazzi su Goofynomics il giorno 1 lug 2022, 22:36


Tafazzi è con noi da molto tempo, almeno dal 2014 (notate il tono burbanzoso del suo commento, e notate che era stato pubblicato: qui si modera, non si censura, quindi se sei cojone non prendertela con me ma con te stesso...), e più di una volta abbiamo avuto a che dire sul suo modo di "argomentare", ad esempio qui nel 2017. Però, per quanto io abbia potuto pensare in passato (cioè prima di febbraio 2020) che il suo contributo non fosse determinante, adesso devo ammettere come dato di fatto che almeno tafazzi non è un pandemico, uno di quelli che si sono svegliati quando è toccato a loro (cioè tardi), e quindi probabilmente una risposta gliela devo. Se dal letame può nascere un fiore, da un commento del nostro amico di lungo corso può nascere un post...

Dunque: la sconfitta, o, per dirla con naturalismo, la débâcle...

Tema appassionante, sul quale non vorrei che però nascessero equivoci. Persone più autorevoli (o meno disautorevoli) di tafazzi ci hanno già ricordato con eloquenza che "abbiamo" "perso" (dove metto due coppie di virgolette distinte: una per il "noi", perché è da dimostrare che ci sia mai stato un noi, e una per il "perso").

Forse per sbrogliare la matassa dovremmo tutti partire da una domanda: come immaginiamo il mondo dopo la "vittoria"? In tutta evidenza la risposta che molti si danno, senza nemmeno rendersene conto, è: un mondo dove non sarà più necessario lottare. Ecco, forse è meglio chiarire subito che un mondo simile non esiste, non è mai esistito, non esisterà mai. Ovviamente, siccome posso sbagliare, vi chiedo di correggermi: ove mai il mondo in cui "avevamo" "vinto" fosse esistito, sarebbe documentato e potreste attirare su di esso la mia torpida e distratta attenzione. Ve ne sarei grato: mi dareste il piacere sadico di smontarvi il giocattolo...

(hint: se avevamo vinto ma ora ci tocca di nuovo lottare e perdere vuol dire che non avevamo veramente vinto...)

Quindi, se non si potrà mai smettere di lottare, vuol dire che siccome non si potrà mai vincere, non si potrà nemmeno mai perdere, e noi non siamo stati sconfitti?

Beh, no, non è nemmeno così, ovviamente!

Quello che sto dicendo è che la guerra non finirà mai.

(dimostrazione: se esistessero sconfitte definitive la storia sarebbe finita in Genesi 4,8...)

Dopo di che, non ho nessuna difficoltà a dirvi che abbiamo perso una battaglia. Il problema è che voi non vi siete accorti di quando l'abbiamo persa, nonostante io vi avessi descritto con almeno sei anni di anticipo il perché e il percome l'avremmo persa: l'abbiamo persa nel 2018, quando le elezioni sono state vinte dai gatekeeper (e non ditemi che non vi avevo detto che erano dei gatekeeper, e non ditemi che non vi avevo detto che si sarebbero alleati col PD, ecc.).

Quindi può piacere o dispiacere (anche a me), ma purtroppo le cose hanno una fastidiosa tendenza ad andare come qui viene scritto e descritto. L'intercettazione del dissenso, l'avvelenamento dei pozzi della democrazia, erano andati a segno.

Si può ragionare all'infinito, in termini ipotetici e astratti, su come avremmo potuto difendere meglio la posizione di inferiorità tattica in cui eravamo venuti a trovarci. Uno dei rimproveri più frequenti è che abbandonare la maggioranza nel 2019 sia stato un errore: io vi ho spiegato quello che ho visto, e, ancora una volta, non ho difficoltà a dirvi che, per quanto posso capire, in effetti un errore è stato fatto, ma non ad agosto, quando voi credete che sia stato fatto, bensì, ancora una volta, prima di quando voi crediate che sia stato fatto, cioè a maggio 2019, quando a me non risulta che sia stato chiesto quello che sarebbe stato tanto naturale chiedere, attesa l'evidente ricomposizione dei pesi politici all'interno della maggioranza: un rimpasto. Si sarebbe potuto ragionare su come sostituire le tre "T" (Trenta, Tria, Toninelli), il che avrebbe forse consentito al governo di durare ancora un po' (ma Conte stava comunque mandando avanti contro il parere della sua maggioranza il negoziato sul MES, cosa che voi continuate a ignorare e sottovalutare...).

Perché è stato fatto questo errore?

Credo sia per subalternità a un mitologema grillino, quello della "poltrona": "non possiamo far vedere agli elettori che ci interessiamo di poltrone quando i problemi sono ben altri!" (inutile dire che quando si ragiona così la SStoria ti sta già apparecchiando una nuova dimensione di "ben altro" - in questo caso la pandemia - rispetto alla quale il ben altro precedente diventa un infinitesimo del terzo ordine...). Non riesco ad immaginare altro motivo per cui non si sia fatta una cosa tanto ovvia (e che non è stata fatta lo so, anche se non posso dire perché... o almeno non a tutti voi!), non riesco ad immaginare, dicevo, altro motivo se non questa devastante subalternità al più fieloso grillismo, di cui vedo troppo spesso intrisa la nostra comunicazione.

Del resto, il mitologema della poltrona è cugino di un altro devastante mitologema, quello della "sciura Maria": "non possiamo dirlo così perché la sciura Maria questo non lo capisce/non possiamo dirlo perché alla sciura Maria questo non interessa!" Quindi dopo aver fatto l'errore di non chiedere un rimpasto a maggio 2019 perché "non possiamo parlare di poltrone" abbiamo fatto l'errore di non spiegare il non errore di agosto 2019 "perché la sciura Maria così non lo capisce" (ma la sciura Dagospia sì).

Allora, visto che qui ci siamo sempre detti tutto, lasciatemi che vi dica una cosa che la sciura Maria capisce benissimo (io ci parlo tutti i giorni), e forse anche voi. Ve lo dirò in modo un po' grossier, perché vi rimanga impresso bene: il problema non sono le poltrone, il problema sono i culi (inelegante sineddoche che indica il tutto - la persona - con una sua parte - quella posteriore).

Elaboro.

Quello che gli ortotteri non vogliono che sia chiaro (perché non vogliono che accada, perché furono concepiti per impedire strutturalmente che accadesse) è che la sovranità, che appartiene al popolo, si esercita scegliendo persone. Le idee camminano sulle gambe delle persone, lottano con le braccia delle persone. E non mi riferisco alle elezioni dei vostri rappresentanti (cioè noi), ma al fatto che questi devono poi scegliere (o ratificare la scelta di) persone che eseguano un determinato indirizzo politico, quello che si ritiene derivi da (la maggioranza di) voi.

Ve la metto in un altro modo.

Siccome siete tutti grillini (ormai mi sono rassegnato, ma vi perdono: è difficile, vivendo in Italia, non bere acqua da un acquedotto italiano, e qui tutti gli acquedotti sono stati avvelenati) suppongo di procurarvi un orgasmo immediato se vi propongo la seguente modifica dell'art. 67 Cost. "Ogni parlamentare immediatamente dopo la proclamazione viene denudato, deve indossare un saio, cingere un cilicio, calzare dei sandali e recarsi in un romitaggio dell'Appennino dove vivere in assoluta castità e povertà per cinque anni, al termine dei quali viene smaltito in una una stazione di compostaggio anaerobico". Bello, no? Costituzionalizziamo il non esercizio del potere da parte dei vostri rappresentanti: solo così voi avrete l'unica certezza che pare starvi a cuore, o per lo meno sta a cuore a quelli di voi che sono grillini (tutti): quella che il potere non venga esercitato dai politici che voi avete mandato a esercitarlo!

Ma, naturalmente, anche in questo mondo puro, ma che dico puro? Incorrotto! Ma che dico incorrotto? Assolutamente sterile! In questo mondo depoliticizzato (perché la politica è merda), in cui nessun eletto potrebbe minimamente influire sul suo indirizzo, la macchina dello Stato continuerebbe ad esistere! Conseguentemente la "poltrona" di Direttore generale del Tesoro, la "poltrona" di Direttore delle Finanze, la "poltrona" di Ragioniere generale dello Stato, la "poltrona" di Direttore dell'Agenzia delle entrate, la poltrona di Direttore dell'Agenzia del Demanio, ecc., continuerebbero a esistere, come del resto quella di Ministro dell'economia e delle finanze o quella di sottosegretario alla sanità.

Quindi?

Quindi la totale depoliticizzazione, anzi: antipoliticizzazione, il totale annientamento della capacità di indirizzo politico da parte dei vostri rappresentanti non sarebbe una "depoltronizzazione". Il problema resterebbe, ma non sarebbe, come dicevo, un problema di "poltrone" (gli ingranaggi della macchina dello Stato), bensì di "culi", cioè di chi e come sarebbe mandato a occuparli. In assenza di decisioni politiche, mediate dai vostri rappresentanti nei modi consentiti dall'ordinamento (che vanno dall'elezione, alla nomina governativa, al parere delle Commissioni parlamentari competenti, ecc.), le decisioni non sarebbero mediate dai vostri rappresentanti.

Chi demonizza le "poltrone", in buona sintesi, vuole aiutarvi a credere che sia migliore per voi un mondo in cui contate di meno.

Ora: secondo me voi questo lo capite.

Il problema è che secondo alcuni voi non siete "sciure Marie": voi siete "la mia bolla", cioè un campione non rappresentativo di sciroccati leoni da tastiera. Io, che nel corso di lunghi anni ho imparato a conoscervi, so che siete magistrati, imprenditori, funzionari pubblici, insegnanti, poliziotti, ecc. (agli appassionati del genere suggerisco questo, anche se io per dormire preferisco Eugenio Coccia o Amedeo Balbi). Quindi quello che voi pensate (e che io riferisco) non conta nulla (salvo che poi quello che io prevedo si verifica sempre, ma nessuno è in grado di spiegarmi dopo perché si è verificato quello che avevo annunciato prima: forse perché non siete una bolla ma tante sciure Marie, e forse nemmeno - troppo - grilline?).

Fatto sta che di sconfitte ve ne ho già descritte in lungo e in largo due, e quindi credo sia difficile accusarmi di trionfalismo o di disonestà intellettuale. 

Ma se io faccio la parte mia ammettendo sconfitte e errori, e soprattutto evitando di farne un dramma nonostante i rovesci di fortuna e continuando a lottare nella direzione che voi mi avete indicato perché io vi ho fornito la bussola, voi però dovreste fare la parte vostra evitando il disfattismo, che poi altro non è che l'antitesi dialettica di quanto suona più falso nel racconto dei nostri nemici: il mito irenico, l'idea che esista Lapace (che secondo loro è stata data da Leuropa, forse perché non erano in Serbia al momento sbagliato, e secondo voi sarebbe data da Lavittoria).

Lapace, Leuropa e Lavittoria non esistono.

Esiste il polemos.

Spiace.

E a questo punto, chi ha bisogno di Lapace sa a chi rivolgersi (al PD), e chi ha bisogno di libertà sa a chi rivolgersi: a se stesso.

Tanto vi dovevo, nel senso che lo dovevo a tafazzi, ma nutrivo un qualche sospetto che avrebbe potuto essere utile anche a voi...


(p.s.: la metafora calcistica è sempre il marker di una certa debolezza di pensiero...)

(pp.ss.: Coccia e Balbi mi fanno dormire per lo stesso motivo per cui i bambini si addormentano ascoltando le favole: perché il loro racconto mi avvince e mi stacca da me stesso, e a quel punto il corpo prende il sopravvento sull'anima e fa valere le sue ragioni, quelle della necessità di riposarsi. Perché se esiste solo il polemos, bisognerà pure dormirci su ogni tanto...)

40 commenti:

  1. 1) Il grillino DOC è quello che se ci sono dieci persone cinque sedie non cerca procurare altre sedie ma vuole vedere tutti in piedi. Per fortuna non siamo TUTTI così e di certo non lo è la Sciura Maria. Purtroppo ha un marito.
    2) La pandemia ha consentito di abbattere di slancio diversi muri costituzionali con una forza che pare inarrestabile, incontrando una rassegnazione che pare illimitata.
    Pare così a TUTTI, sia ai forti che ai rassegnati, e la storia delle telefonate Draghi - Grillo manifesta e quasi ufficializza il fatto (compiuto) che la Politica sia ormai questione di accordi fra gentiluomini (non eletti) e si possa solo combattere aapolidiga che, per fortuna, conta sempre meno.
    3) C'è sempre un limite. Al massimo lo riconosci "quando senti il botto", come diceva una mia amica che girava tutto il giorno per lavoro, ma c'è. E la realtà è sgarbata.
    4) Siamo vivi, ancora per un po', e poi ci saranno altri. La guerra non è finita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non concordo con il tuo secondo punto. La pandemia non ha consentito di abbattere di slancio diversi muri costituzionali, perché quei muri erano già caduti. Solo che - come ha efficacemente esposto il Prof in questo ennesimo Vlad (ve lo avevo detto)- la pandemia ha fatto prendere coscienza a tanti del fatto che i muri fossero caduti, perché sulle loro rovine, a causa della pandemia, quei tanti sono inciampati, soffrendo di persona le pene dell'inferno e quindi aprendo gli occhi (ma prendendosela con le persone sbagliate). Ma i muri sono crepati nel 1981 (divorzio senza legge), hanno  cominciato a cedere nel 1989 (processabilità di PdC e ministri), poi a cadere nel 1992 (non solo Maastricht o Tangentopoli, ma la salute, sì proprio la salute, che per effetto del D.lgs. 502 diventa un diritto costituzionale minore, condizionato alle esigenze di bilancio di periodo, aziendalizzando ciò che prima apparteneva ai cittadini), per poi raggiungere l'acme del crollo nel 2011 con la letterina di Draghi, la successiva nomina di un cavallo a senatore, l'investitura del senatore a Salvatore, quando una voce, sempre la stessa, quella del Prof, spiegò che quei salvataggi non ci avrebbero salvato, ma, semmai, ancor più affossato. Si è  giocata una partita: la si è iniziata a giocare quando un PdR che pare mansueto e che invece è  un vecchio lupo democristiano pseudo-atlantista, ma filoleuropeista sognatore di una indipendenza politica del nostro Paese dall'America che non può avere perché non ha compreso che il nostro Paese,  così come la Germania (e per certi versi la Francia), ha perso la IIWW, fece brandelli dei pezzi dell'art.92 della Costituzione, che il suo predecessore aveva già dilaniato con la mossa di Caligola. In quella sede, il PdR pretese e ottenne di nominare uno (o forse più) Ministri a dispetto della volontà della maggioranza parlamentare che avrebbe dovuto dare poi loro fiducia. Perché in quel momento il concetto "i governi sono possibili nel nostro ordinamento finché c'è una maggioranza parlamentare che li sostiene" era il concetto di un Visconte dimezzato. Sarebbe stato prontamente applicato un anno e mezzo dopo, dallo stesso PdR, quando decretò la fine della partita e l'applicazione letterale del concetto di cui sopra, facendo entrare nel governo chi non sarebbe dovuto entrarci neppure occupando gli ultimi banchi in fondo, perché il voto della Nazione l'aveva inequivocabilmente collocato, meno di due anni prima, all'opposizione. Lì si perse la battaglia, che è valsa la pena giocarsi, perché lì si comprese chiaramente che il PdR, indipendentemente dal nome (non uso l'altro termine, per rispetto alla Carica) di chi siede su quella poltrona, era diventato, dai tempi di Ciampi, il fulcro del potere piddino. Concludo dicendo di non disperare: "Nessuna battaglia è persa finché ci sarà un solo folle disposto a battersi per essa" (cit.). Basta che si abbia chiaro quale sia l'obiettivo minimo: PD delendum est.

      Elimina
    2. Sì, infatti. Frank non mi risulta sia un "pandemico anagrafico" (uno di quelli che la punturina ha svegliato nel 2020), ma evidentemente non basta essere arrivati qui prima per aver capito che cosa stesse succedendo, e va da sé che la colpa può essere dello scrittore quanto del lettore. I muri erano già stati abbattuti e la "presa di coscienza" che sarebbe avvenuta nell'ultimo biennio è fragile perché si basa sui presupposti sbagliati: #aaaaabbiobolidiga è una chiave di lettura buonissima per i gonzi e ottima per il potere, perché tiene i gonzi lontani dal cuore del problema, che non è "Satana", ma i soldi.

      Elimina
    3. Senz'altro non mi sono espresso bene. Che i muri fossero stati progressivamente indeboliti lo sapevo da quel dì e grazie al Dibattito ho potuto anche seguire la vicenda in tempe reale. Ma vedere un'ambulanza - non un blindato - sfondarli e attraversarli con poche scosse fra la rassegnazione o il consenso generali mi ha fatto ugualmente una certa impressione. Tutto qui.

      Elimina
  2. Non ho mai pensato che la vittoria consistesse nell'assenza di lotta, nella riconquista dell'Eden perduto, nel mitico ritorno dell`età dell'oro dove la natura fornisce all 'uomo i frutti e le messi necessari alla sua vita senza che egli debba fare alcuno sforzo per ottenerli. Da quando, nel 2013, mi imbattei (quasi) casualmente in lei e, quindi, in questo blog, ho capito che la sconfitta che rischiavamo di subire era la perdita di quella speranza che, nel mio piccolo, avevo coltivato dall'adolescenza nei miei studi liceali e, poi, all'università: che le condizioni materiali e culturali in cui viveva la mia generazione erano migliori di quelle in cui avevano vissuto le generazioni dei nostri padri e nonni, e che sarebbero ulteriormente migliorate in futuro. La sola e unica vittoria per cui oggi valga la pena combattere non è il ritorno a una irenica e statica contemplazione del proprio ombelico in una situazione sociale "pacificata" (da chi? e per chi?), ma il recupero di quella speranza/tensione/lotta verso un futuro migliore del presente in cui viviamo, di cui chi ci governa e ci informa ci sta privando ogni giorno di più legando le nostre vite e i nostri progetti a "emergenze" che, "per il nostro bene", ci inchiodano ad un presente sempre più cupo e rassomigliante ad un passato conosciuto (da me) solo sui libri di storia e tutt'altro che desiderabile.
    P. S. Quello che non ho mai capito della decisione della Lega di far cadere il Conte1 non è mai stata la decisione in sé quanto i tempi della stessa: perché a settembre e non, invece, a maggio all'indomani delle elezioni europee che avevano invertito i rapporti di forza tra i 2 partiti di governo? Lei dice che in quel momento fu un errore non chiedere un rimpasto di governo; non crede che sarebbe stato meglio fare subito una crisi di governo e tentare di andare ad elezioni, togliendo alcuni mesi di tempo a disposizione di PD e M5S per "annusarsi" e fare le prove di quanto poi realizzato a settembre? Siamo sicuri che, in tali condizioni, il PdR sarebbe riuscito a evitare lo scioglimento delle Camere?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tecnicamente una crisi a maggio sarebbe stata una sgrammaticatura. Vedo invece che nessuno indica qui un altro potenziale errore, segnalato su Twitter da un "non pandemico": perché siamo andati al Governo coi gialli? (cioè con chi ci aveva sconfitto).

      Anche al nostro interno c'è un dibattito postumo sul fatto se sia stata o meno una mossa opportuna (non è un dibattito ampio, è un tema sollevato solo da alcuni in contesti selezionati). Al netto del fatto che i dibattiti postumi hanno al più un valore pedagogico, qui il tema metodologico è il seguente: la mitologica (e mitologematica) sciura Maria, secondo gli adepti del suo culto, legge ogni giorno quei giornali che, come tutti ormai sappiamo, non legge più nessuno. Quindi, quando i coglioni (cit. Borghi) diffondono un senso di urgenza, è difficile che i sacerdoti della sciura Maria vi sappiano resistere. Forse dovreste rileggere qualche titolo di maggio 2018. L'ipotesi che, nell'impossibilità di venirne a una, il Signor Presidente della Repubblica ci avrebbe consentito di votare nuovamente, e che in questo caso la nostra coerenza sarebbe stata premiata dandoci la supremazia, non credo resista ex post, e sicuramente non resisteva ex ante, quando il ragionamento (in cui all'epoca non ero coinvolto, essendo l'ultimo arrivato) presumo possa essere stato: "se non troviamo una soluzione, i giornali ci attaccheranno e la sciura Maria non ci voterà piuuuh!"

      Io sono abbastanza del parere che le cose sarebbero andate al contrario, ma il mio parere conta ora quanto contava allora (se pure per motivi diversi: ora perché è postumo, allora perché nessuno me lo chiedeva).

      Elimina
    2. Credo invece che non sia stato un errore. Se è vero che il M5S è un partito gate-keeper, è altrettanto vero che M5S e Lega (e anche FdI) avevano vinto le elezioni del 2018, intercettando una diffusa e ampiamente maggioritaria istanza di cambiamento, per di più facendo frenare l'emorragia del non voto. Se non ci fosse stata quell'esperienza, non ci sarebbero state alcune leggi positive che non a caso in questa fase si vorrebbe smantellare o comunque depotenziare. No, non fu un errore e gli sforzi dell'on. Borghi non furono vani. Il problema fu il PdR, la sua precisa volontà di far nascere un'anatra zoppa. Se quel governo non ci fosse stato, il PdR non avrebbe rimandato gli Italiani alle urne, ma dopo 3 mesi di tira e molla, con la gran cassa mediatica al suo fianco, avrebbe trattato i partiti vincitori delle elezioni da incapaci, chiamato Cottarelli a formare il governo tecnico e messo il PD al governo con la stampella dei 5S, con un anno di anticipo. Poi la pandemia ce lo avrebbe lasciato fino alla fine dello stato di emergenza. L'errore a mio avviso fu non approfittare della luna di miele e delle dichiarazioni anti PdR di Di Maio e, fatto nascere il governo Conte I, non aver sfiduciato, 24 ore dopo la nascita del governo, il Ministro del Tesoro, la casella su cui il PdR aveva dichiarato l'inagibilità da parte dei rappresentanti del popolo democraticamente appena eletti. Bastava la proposta di alcuni parlamentari (FdI si sarebbe prestata al gioco) e allora, ottenuta la sfiducia sul singolo, si sarebbe mandato un chiaro messaggio al PdR e alla corte piddina. Ci sarà una seconda occasione. Perché ci sarà.

      Elimina
  3. Verissimo Senatore, le persone. Infatti anche il progetto della lega di Salvini con certe persone ad interpretarlo era inevitabilmente destinato ad affondare. Eravate un Capitano e pochi lupi di mare a guidare una ciurma di smidollati nordisti (per giunta spesso intrisi di grillismo, come ha fatto notare) che hanno pensato bene di ammutinarsi. Lei stenterà ad ammetterlo, ma sa che è così. Verranno tempi maturi. Non si perda d'animo e lotti sempre. Grazie per quello che fa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu pensi che un partito che si assesterà fra il 15% e il 20% possa non avere una dialettica interna?

      Elimina
    2. P.s.: prevenire è meglio che curare. Questo è un blog magico, quello che ci scrivo succede, quindi ringrazio anticipatamente i coglioni che si autosegnaleranno con il ritornello "tornerete al 4% perché io non vi voterò piuuuuh!" Su Twitter questo giochino funziona, nel Dibattito un po' di meno...

      Elimina
  4. Per questo sono favorevole allo spoil system. Vinci, prendi tutto e porti avanti le tue politiche.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedo però che continua a non essere chiaro un punto: lo "spoil system" esisteva già nel 2018. Perché non è stato esercitato? Perché va costruito. Si può dire che nel caso in specie costruirlo fosse impossibile perché si era andati al Governo con un partito contro cui avevamo combattuto, che ci aveva sconfitto e con cui quindi era ontologicamente impossibile che si fossero fatti preventivi patti di definizione degli assetti di potere. La mia sensazione è invece che si sia stati vittime di un'altra illusione ottica, quella che identifica il consenso col potere, e che a cosa fare una volta ottenuto il consenso non ci avesse pensato un accidenti di nessuno.

      Del resto, uno che ne sa più di me, Bisignani, oggi su Il Tempo affronta proprio questo tema, sostenendo che senza un previo accordo su come organizzare un programma e una classe dirigente il centrodestra fallirà (sostanzialmente, Fratelli d'Italia rischia di essere il prossimo 5 Stelle). Non so per quale motivo (ma ovviamente mi fa piacere) mi mette fra i possibili "pontefici" di questo nuovo patto, con Bernini, Crosetto, Lollobrigida, Rixi e Tajani (in ordine alfabetico). Evidentemente è noto che questo problema me lo e ve lo sto ponendo a livello intellettuale da quando mi sono accorto che esiste (diciamo dall'autunno 2018).

      Elimina
  5. Tutto molto giusto. Dalla prevalenza del grillino, che personalmente ho sempre sostenuto affermando che nasciamo tutti grillini e solo qualcuno evolve, alla questione essenziale degli inamovibili culi da smuovere, alla realtà come polemos, all'impossibilità di vincere o perdere definitivamente. Tuttavia, c'è guerra e guerra. In questo momento ci tocca la più demoralizzante, quella di posizione, ci tocca la trincea dove il morale finisce facilmente dissolto nell'immondizia che la riempie. Come il soldato che marcisce nel buco alla fine arriva a preferire l'assalto sconsiderato all'attesa, così molti di noi, dove con "noi" intendo quelli che desidererebbero più o meno le stesse cose, sentono la necessità di un'azione che sembra non venire mai e si lasciano andare a discorsi (i più) o a colpi di testa (i meno) senza ragione. Tutto ciò è naturale. Sta ai superiori tenere la truppa, con parole come quelle del post. Ma anche comprendere quando l'attesa diventa più devastante del rischio. Per quel che riguarda l'analisi del punto di rottura e del momento migliore per uscire dalla trincea (il riferimento al Governo è solo contingente) speriamo di avere uno Stato Maggiore adeguato, che ascolti chi prevede con chiarezza come lei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Speriamo di avere uno stato maggiore. Per il resto, sì, è una guerra di logoramento, ma il segreto è semplice: lasciare che si logorino gli altri.

      Elimina
    2. Solo una postilla, Enrico. Da chi non è stato qui posso aspettarmi di tutto, ma da chi è stato qui dovrei aspettarmi che capisse. Il mio fallimento, se c'è (non so quando dovrei aver portato i libri in tribunale) non è in come ho combattuto dopo, ma nel fatto che in tutta evidenza molti non hanno capito prima. Un non capire che non è solo il non rendersi conto di come funziona la bilancia dei pagamenti perché "io pe lla mademadiga nun ce so portato", ma è anche e soprattutto il non capire come funzionino le interazioni umane (per non parlare delle istituzioni). Eppure qualcuno dei non capienti è riuscito ugualmente ad accoppiarsi e riprodursi (ma è anche vero che in Italia gli avvocati prosperano...).

      Elimina
    3. Credo che il problema risieda nel fatto che gli altri si interroghino meno sull'andamento del conflitto (non sarebbero piddini, altrimenti) e abbiano anche trincee più confortevoli o una propaganda che riesce a fargliele apparire tali. Le loro truppe mantengono il numero di effettivi, come dimostrano i risultati elettorali. Non hanno disertori, per ora. Ma chissà se questa tattica delle emergenze messa in atto dal nemico alla fine non si riveli controproducente via via che le narrazioni si sgonfiano e il sangue versato per sostenerle aumenta. Io ci vedo un elemento di speranza, forse perché alcuni piddini che ho intorno iniziano a vacillare. Per lo stato maggiore, non dovesse esserci, costruitene uno. Ufficiali validi ne avete.

      Elimina
  6. Ho la strana sensazione che, di proposito, la Lega non intenda vincere le prossime elezioni.
    Se si sommano; la crisi energetica, i mancati introiti fiscali, una quasi sicura crisi economica e la sudditanza alla BCE, faccio fatica ad immaginarmi un qualsiasi governo anche solo leggermente critico a politiche UE.
    Chiunque otterrà la maggioranza dovrà abbassare coda e orecchie e fare macelleria sociale (o fallire con disonore a mezzo stampa).

    Stia bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che dici ha in parte un senso, ma non mi sembra molto consequenziale. Diciamo così: siccome all'orizzonte si addensano nubi, razionalmente si può pensare che sarebbe meglio stare lontani dal Governo che si prenderà la grandine. Tuttavia sottovaluti almeno due ordini di considerazioni: la prima è che tu queste nubi le vedi, ma i poveri scemi che non hanno visto arrivare l'inflazione (tanto per dirne una) magari no, e sono loro a creare il mood dei miei colleghi politici. Non ti devi aspettare che ne iPalazzi ci sia la consapevolezza che c'è qui. Qui però c'è anche un'altra consapevolezza (che ne iPalazzi è ancor meno presente): se Atene piange, Sparta non ride. I "virtuosi", i "frugali", hanno le loro grane. Quindi non si può non competere alle elezioni per vincere non solo perché è comunicativamente un po' impervio competere per perdere, ma anche perché il mondo che ci aspetta dopo una eventuale affermazione elettorale è tutto da interpretare. Per esempio, più grande sarà il casino sui mercati, maggiori le tensioni su quelli che gli sprovveduti continuano a vedere come baluardi invitti di virtù...

      Elimina
    2. Anche perché quando il conto del gas arriverà alle industrie tedesche insieme al nuovo "antiframmentazione BCE" che consiste nel dare i soldi tedeschi a noi "sottouomini" i baluardi invitti di virtù faranno la cosa giusta: se ne andranno! E in quel casino è importante avere uno stato maggiore.
      Non vorrei essere il solito ottimista ma misurerei le cose non più in lustri ma mesi o al massimo anni.

      Elimina
    3. C'è anche un downside: che ci mettano ancor più sotto tutela con il MES, esigendo un default controllato del nostro debito pubblico. Questo è uno dei due scenari che Claudio prospetta, l'altro essendo quello che tu dici, ovvero uno smantellamento dell'Eurozona dall'altro, che qui abbiamo sempre propugnato (e forse, visto che è scritto qui, prima o poi succederà). Sui tempi però non saprei dirti. Molto dipende da quando, dove e come scoppierà la prossima inevitabile crisi finanziaria, e per il "come" intendo anche come si incastrerà nella crisi energetica. Ma questo è il tuo lavoro più del mio... ;)

      Elimina
    4. "che ci mettano ancor più sotto tutela con il MES"mi ricorda un post su "Orizzonte 48"del Presidente Caracciolo di 6 anni fa ,che descrive lo scenario https://orizzonte48.blogspot.com/2016/01/lerf-ci-attende-alla-fine-del-qe-e-se.html

      Elimina
  7. Forse per sbrogliare la matassa dovremmo tutti partire da una domanda: come immaginiamo il mondo dopo la "vittoria"?
    Conosce tutti i punti cardine del liberismo?
    Deregolamentazione valutaria borsistica e doganale!
    L'unica soluzione per ogni malattia economica del pensiero liberista: togliere i soldi ai poveri per darli ai ricchi ?
    Ecco la vittoria decente sarebbe sfondare questa merda e tornare un paese decente.
    Che ha un controllo sulla immissione di moneta da parte della comunità e che ha il mezzo per difendersi da una crisi esterna.
    Non è un problema di soldi ma di chi controlla la sua creazione.
    Saluti e buon lavoro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sarebbe intanto da chiedersi perché se il liberismo persegue la deregolamentazione valutaria qui da noi imponga un regime di cambi fissi, ma questo lo lasciamo da parte. La Seconda guerra mondiale è sembrata e in parte è stata una sconfitta del liberismo. Ma allora perché ne stiamo di nuovo parlando?

      Elimina
    2. Forse perché chi ha i capitali li vuole muovere velocemente conservando e sfruttando il valore di una moneta sostanzialmente forte se paragonata ai mercati emergenti.
      Vuole sfruttare tutte le opportunità di speculazione possibili senza rotture di scatole da parte di chi che sia.
      Ne parliamo perché è tornato più feroce di prima se mai era sparito. Diciamo che l'uomo finanza creativa è senza pietà, il suo unico motivo di vita è fare soldi ma senza aver creato nella sostanza alcunché!!

      Elimina
  8. Provo ad ipotizzare:
    Guardando il commento di Tafazzi da un altro punto di vista, credo che la sua conclusione arrivi dal fatto che nella sua testa (autoinganno) era convinto che questa doveva essere la legislatura della svolta, una sorta di linea del Piave; in altre parole, nella sua mente le elezioni del 2018 erano l'ultima speranza per questo paese.
    Ovviamente ora che il suo pensiero non si è realizzato, cioè la realtà non si è adattata ai suo desideri (purtroppissimo è così che funziona, siamo noi a doverci adattare alla realtà e ai cambiamenti che ne derivano), non riesce ad accettare di aver sbagliato previsione e scade nel disfattismo totale.
    Fine ipotesi.

    Per quanto riguarda culi e poltrone, personalmente sono molto contento di aver delegato persone come te e Claudio tramite il mio voto, anche perché io la vostra "vita di merda" non la farei nemmeno per 50.000 euro al mese, per il semplice fatto che il tempo (libero) per me rappresenta una risorsa preziosissima (ovviamente accetto e rispetto chi la pensa in modo diverso dal mio). Aggiungo inoltre che la lettura del blog dal 2011 ad oggi mi è stata molto utile, infatti alla luce degli sviluppi della commissione amore, e visto il progressivo e continuo peggioramento che sta caratterizzando twitter negli ultimi anni, ho scaricato l'intero archivio del mio account ed ho chiuso il profilo, tanto se voglio informarmi posso farlo comunque leggendo i post del blog o tramite Telegram (almeno per il momento).

    Personalmente oltre ad Amedeo Balbi seguo i lavori di Giorgio Nardone e del suo centro di Terapia Strategica https://youtube.com/c/Centroditerapiastrategica-Psicoterapia ottimi per conoscere meglio la psiche umana, e sto dedicando parte del mio tempo alla lettura di libri senza figure (le ultime sono state INSEGUENDO UN RAGGIO DI LUCE di Balbi, INCONTRI CON GURDJIEFF, e YOGASUTRA) e all'ascolto degli audiolibri, dove si trovano moltissi classici letti spesso da "lettori professionisti" con ottimi risultati, attualmente sto ascoltando il libro di Camus IL MITO DI SISIFO (bellissimo!).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono curioso anch'io di vedere come scrive Balbi, sicuramente prima o poi riuscirò a trovare il tempo.

      Per il resto: ahimè, il "lineadelpiavismo" è una grave patologia che inquina molto il rapporto fra eletto ed elettore, come altri rapporti umani. Io non mi posso mai togliere dalla mente la telefonata dell'adorabile Lidia (Undiemi) in cui allarmatissima mi avvertì di una cosa che all'epoca era fuori dal mio radar: l'avvento del MES. Il tono era piuttosto apocalittico, il mood era del tipo: se questa cosa passa siamo finiti. Ora: la cosa è passata, non siamo finiti, o meglio, siamo finiti ma in un altro modo (nel senso che siamo sotto memorandum, ma si chiama PNRR). Questo non vuol dire che non ci siano momenti in cui la storia tira la linea. Certo che ci sono: Waterloo, Adrianopoli, Midway, e chi più ne ha più ne metta. Vuole però dire che se gli ebrei dopo anni di schiavitù uscirono dall'Egitto, senza nulla togliere ai loro meriti, per quanto qualcuno ti metta sotto (e noi lo siamo stati tante volte nei secoli) puoi sempre riscattarti. Mi sembra sia nella nostra storia e nella nostra cultura. Ovviamente lavoriamo per vederlo noi, quel momento. In qualche fase di questo lavoro possiamo anche accontentarci di pensare che lavoriamo perché lo vedano i nostri figli.

      Concordo assolutamente con la scelta tattica di uscire da Twitter, anche se ovviamente mi manca il tuo sostegno: hai fatto strabene. Questa è casa nostra e noi qui torniamo.

      Elimina
    2. Visto che ti piace Balbi, potrebbe piacerti anche Carlo Rovelli, ho letto il suo libro sulla Meccanica Quantistica, HELGOLAND, e mi è piaciuto molto.

      P. S. Orami per me Twitter era diventato quasi tossico, non mi divertiva più.

      Elimina
  9. Comunque vada da sé che non sta "vincendo" nessuna società politica, come si fa a bollare una vittoria ✌ con un astensione che è padrone di ogni scrutinio, che comunque molti a scrivere , parlare di voto obbligatorio, ma sarebbero tutte schede bianche , in tanti parlare , scrivere di poca informazione sui dibattiti dove alla fine il popolo è chiamato al voto, ma l'informazione essendo tutta sulle stesse note 🎶 (quando suona) non ha senso. Sarebbe anche interessante definire meglio termine grillismo anche quando mai lo si è votato. La 🍖 al fuoco 🔥 è tanta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Daniele caro e stimato, da quanto tempo sei qui con noi?

      Elimina
    2. Ah 😅 lo sa meglio di me

      Elimina
  10. Il commento di Leo su di me è di una ilarità eccezionale!!
    Sono stato l'unico coglione che sperava in un cambio di atteggiamento dei nostri politici nei riguardi delle istituzioni UE.
    Del resto era scritto nei programmi politici e solo un grullo crede a ste cose.
    Infatti mi ritrovo con Draghi PDC, un MES rinforzato tramite PNRR, privatizzazioni belle calde, in sostanza manna dal cielo per le classi meno agiate.
    Me so autoiggannato, ho sbagliato previsione e non lo accetto!!
    Roba forte!!

    RispondiElimina
  11. Uno stato è fatto al 90% da pubblica amministrazione e 10% da "eletti" dal popolo che dovrebbero rappresentarlo .
    Ciò di cui accuso la Lega come partito che voto dal 1994 non sono errori di strategia politica del giorno per giorno ma l'indirizzo fondamentale di continuità con "questa" pubblica amministrazione .
    Esattamente cioè con i "culi" che danneggiano la nazione .
    Ripeto la mia analisi marxiana sulla P.A. : da "sovrastruttura" si è trasformata in "struttura" diventando una classe sociale a sé stante antagonista sia del capitale che del lavoro e che risponde ad interessi sovranazionali perché da essi trae sostentamento.
    La vittoria è azzerare la P.A. mantenendo la spesa pubblica .
    La tecnologia oggi lo consentirebbe invece si vuole introdurre il controllo sociale con la tecnologia a favore della P.A. ritenuta indispensabile per mantenere lo "Stato" .
    Esempio negativo: il dott Zaia potrebbe rendere pubblici i dati sulla efficienza dei vaccini semplicemente incaricando un mio amico di estrarre i dati resi anonimi dai computer della regione e renderli pubblici . Si fa in un giorno di tecnico Oracle con conoscenza di PL/SQL . Perchè il dott. Zaia non lo ha fatto ? E sopratutto perchè la Lega non lo ha chiesto ?


    RispondiElimina
  12. .L' affermazione della Lega e di M5s faceva sperare nell' apertura d' uno spazio per il conflitto redistributivo,ossia lotta di classe, precluso dall' applicazione totale del paradigma ordoliberista imposta dalla elite italica a costo dell' interesse nazionale e sostenuta nell' agone politico principalmente dal pd.Quindi non speravamo in una vallata di pace ,ma nella possibilità di un nuovo conflitto.Aggiungo che proprio per questa aspettativa votai le due forze che apparivano euroscettiche ,confidando proprio in un governo giallo-verde.Infatti alla camera Lega e al senato m5s(se fossi stato residente 150 chilometri più a sud avrei invertito la mia preferenza concorrendo ,con mia soddisfazione,alla sua elezione).M5s ha la responsabilità di quanto è accaduto scegliendo come Primo ministro Conte,poi accettando i veti e le imposizioni di mattarella sul ministro dell' economia (tria invece che Savona).D' altra parte temevo che la mia fosse una pia illusione .Ero consapevole che m5s era infetto da liberismo ed europeismo era palese già dal tempo della mancata adesione al gruppo ultraliberista al parlamento europeo, Alde ,fatto che provocò l'uscita da m5s di Marco Zanni ,e molto più modestamente, anche la mia.

    RispondiElimina
  13. Buongiorno Prof.!
    Personalmente identifico la vittoria con il momento in cui sarà ripristinata una vera libertà di espressione anche per chi ha idee politiche in contrasto con l’attuale blocco di potere liberal.

    Non immagino il giorno della vittoria come il raggiungimento di un qualche rilevante obbiettivo legislativo ma quando un leader politico conservatore come Salvini potrà dichiarare che il suo progetto politico è il ritorno alla sovranità monetaria. Quando potrà dire che gli ultimi Presidenti della Repubblica hanno svolto male il loro compito di garanti della Costituzione del ‘48, tradendone alcuni principi cardine. Quando potrà proporre il ripristino dell’unità fra Tesoro e Banca d’Italia. Insomma quando vi saranno le condizioni per instaurare una battaglia politica senza dover esser sempre in difesa con l’avversario che detta le regole del gioco; dovendo mantenere strenuamente il fair play mentre si ricevono gli attacchi più scorretti e brutali, subendo le decisioni di una terna arbitrale (quirinale, alta burocrazia, giustizia ordinaria e amministrativa) partigiana senza poterlo nemmeno dichiarare apertamente ai propri concittadini.

    Sarà sempre necessario combattere, ne sono ben consapevole. Non saremo nemmeno mai ad armi pari rispetto ai nostri avversari. Ma un giorno spero lo si possa fare a testa alta, ora bisogna stare pure un po’ chinati.

    Ancora grazie per quanto state facendo (mi riferisco a Lei e Claudio Borghi, ma anche a tutti quanti vi stanno aiutando).

    RispondiElimina
  14. Caro professore per ciò che mi riguarda non ho mai criticato "la politica" anzi ho sempre sostenuto che ci voglia più politica proprio per porre un freno ai compari dell'autore di "io sono il potere". Ciò che manca, però, sono i politici. Politici della caratura di tanti della cosiddetta "prima repubblica" (orrenda espressione ma molto pratica).

    RispondiElimina
  15. Per questo il proprietario del deretano che siede sulla poltrona del Presidente della Repubblica era così importante.
    E per questo i proprietari dei deretani che sideranno sulle poltrone delle varie partecipate sono così importanti da programmare le elezioni a maggio (magari con la scusa della pandemia invernale).

    RispondiElimina
  16. Sì può perdere a Chancellorsville o a Stalingrado. Ovviamente solo molto dopo si può stabilire dove si stava mentre si è perso.
    Rimane il fatto che, per quanto è ovvio che la dimensione dialettica della storia permanga, gli effetti di una sconfitta sul singolo individuo - o su un gruppo di individuo - possano essere definitivi.

    RispondiElimina
  17. una domanda: se esercitare la sovranità significa (o dovrebbe significare ) scegliere persone, quale sarebbe il ruolo dei partiti politici ?

    RispondiElimina
  18. Professore, io non ci sto a farmi chiamare grillino. Votai M5S nel 2013, nel 2018 votai Lega, in gran parte per merito suo, e devo dire che in quella campagna elettorale il M5S aveva già dichiarato tutta la volontà di invertire le proprie politiche sull'euro. Io sarei per il ritorno ai vitalizi e al finanziamento pubblico ai partiti, sulla base del fatto che averli eliminati ha messo in mostra tutti i ben più gravi e costosi problemi che una scadente classe politica è in grado di produrre. Laggente non capisce che i costi di cassa della politica non sono nulla rispetto ai costi complessivi di cattive politiche (e non mi rifertisco esclusivamente ai costi economici).

    RispondiElimina
  19. A Lapace preferisco Laplace, almeno qualcosa è in grado di trasformare :-p

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.