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martedì 18 febbraio 2014

Il senso dell'UE per la democrazia

(da Malachia Paperoga ricevo e volentieri condivido con voi. Solo che da commentare c'è ben poco...)




Alberto, vorrei riflettere su un’a/simmetria.

Negli ultimi anni, in molte occasioni, l’imperativo è stato di evitare le elezioni in tempo di crisi: “ce lo chiede l’Europa!”.

Ricordiamo Monti con il suo “al riparo dal processoelettorale”, mentre è di queste giorni il monito di Napolitano: “Elezioni? Non diciamo sciocchezze”.

Stranamente però, tale ragionamento non vale per tutti. Con il governo ucraino che si rifiuta di aderire all’UE ecco che improvvisamente la musica cambia, e la UE invoca le elezioni a gran voce.

Sia chiaro: non voglio difendere nulla dell’operato dell’ultimo governo ucraino.

Però la UE non è nuova all’utilizzo strumentale dello strumento democratico. Come quando promuoveva referendum su se stessa. Fin quando ha iniziato a perderli, e allora li ha fatti sparire. Per tacere della furiosa reazione al risultato del referendum svizzero.

Se la democrazia fosse così importante il dato da considerare sarebbe questo: i popoli europei di questa unione monetaria non ne possono più, e giustamente.

La politica dovrebbe trarre le dovute conclusioni e agire di conseguenza. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.



(...oooooh! Allora avete capito qual è il problema, voi! Non come gli ex-comunisti della banlieue parigina, quelli che avevano portato la cultura "ar popolo", costruendo atenei in mezzo agli HLM, e ora vivono blindati in facoltà, con una security da megalopoli brasiliana, perché "ar popolo" prima je devi da porta' da magna', e poi je devi da porta' 'a curtura. Se inverti l'ordine - errore comune - allora forse è meglio - per te - che la democrazia gliela dai per finta, che è appunto ciò a cui serve l'Unione Europea. Non vorrei ripetermi...)

109 commenti:

  1. Scusi, posso chiedere se tra i banlieue-si parigini c'è anche http://www.cohn-bendit.eu/en/home ? Glielo chiedo perchè oggi ho visto http://www.fdesouche.com/424629-la-droite-populaire-europeenne-vue-par-des-antifas-daniel-cohn-bendit-et-arte-video

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    1. bene, ora mi sono depressa pour de bon. grazie a questo cohn-bendit (sperando che si riveli privo dell'h)

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    2. Senza "h" si nasce, e lui sicuramente lo nacque.

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    3. Volevo infatti scrivere il nome deacchizzato ma poi il link non avrebbe funzionato...e magari era pure meglio.

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  2. Ecco il solito populista demagogo che parla alla pancia ( magnà), invece di parlare alla testa ( cultura ). Noi della U€ potremmo parlare al cuore dei cittadini, ma preferiamo parlare al cu... avete capito.

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  3. Poco fa a Bersaglio Mobile, condotto da Mentana, Bechis, giornalista di Libero, ha sostenuto che, per attuare il programma di Renzi come lo vede anche Friedman, presente in trasmissione, ci vorrebbe un passaggio elettorale che lo approvi. Il renziano Giachetti ha obiettato che non è necessario, che i governi si fanno in parlamento che è stato già eletto. E tutto ciò è secondo costituzione. Insomma, se devo fare riforma del lavoro, della pubblica amministrazione, del fisco e, magari, in fondo, come ciliegina, una patrimoniale leggera (così la pensa Friedman, o meglio, la definisce), per Giachetti non è necessario chiedere il parere dell'elettorato. Giachetti è un democrat.

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    1. Giachetti, quello che faceva lo sciopero della fame per la legge elettorale... Si vede che è rientrato nel peso forma...

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    2. Questo appellarsi alla "forma" della Costituzione mentre ne approvi lo svuotamento sostanziale (pareggio di bilancio, inibizione dei diritti sociali, forma di Governo che subordina la rappresentanza alla governabilità), è -credo- uno degli aspetti più penosi del pensiero piddino.

      La Storia è piena di involuzioni autoritarie "secondo costituzione". Basti vedere il periodo, profondamente reazionario ed anti-parlamentare. alla fine dell'800, o le prime fasi dell'affermazione del fascismo (era perfettamente "secondo costituzione" la facoltà esercitata dal Re di NON firmare lo stato d'assedio....). Questo perché la "conformità a costituzione" non é, né mai sarà, condizione necessaria e sufficiente a connotare la democraticità di un processo politico.

      Ma del resto, cosa ci si deve aspettare da chi ha ridotto la democrazia a procedura ed a mero "costo" da tagliare?

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    3. Per la precisione Friedman ha parlato di una patrimoniale NON sugli immobili, NON sui c/c, bensì sui patrimoni finanziari oltre il milione di euri.

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  4. Scusatemi se approfitto del blog.. mi scusi professore.. siccome dopo aver letto il libro e seguito il blog sono anche io tra chi auspica una uscita dall'euro, avrei una domanda:
    - io due anni fa presi il mutuo tramite le poste italiane, in Italia, e sull'atto notarile di mutuo c'è scritto deutch bank sede legale a Milano;
    in questo caso rientro nei debiti convertibili in lire perché contratti in Italia o no???
    Spero qualcuno mi risponda così da sapere come muovermi il giorno che l'Euro salterà...

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    1. io due anni fa presi il mutuo tramite le poste italiane, in Italia, e sull'atto notarile di mutuo c'è scritto deutch bank sede legale a Milano;
      in questo caso rientro nei debiti convertibili in lire perché contratti in Italia o no???

      Esatto, come dice il maestro "la risposta è dentro di voi ed è quella... GIUSTA!"

      Quindi il giorno che l'Euro salterà potrà muoversi leggero leggero

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    2. Si. Perché il contratto è regolato dalla legge italiana. In più quella DB è la branch italiana della DB tedesca, cioè una banca italiana a tutti gli effetti (come BNL, di proprietà BNP).

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    3. Prova a cercare nel blog, ricordo che c'era qualcosa tipo "a rata der mutuo".In linea di massima dovresti rientrare, ma essendo in fase di annessione chi puo' sapere? "Quel che dio vuole,mio povero Renzo", come diceva l'Agnese. Intanto quasi quasi un corso di tedesco lo faccio:mal che vada rimpingua il bagaglio culturale!

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    4. Secondo me fino a quando vedremo questi politici in tv, fino a quando il PD sarà oltre il 20%, fino a quando ci sarà il Gauleiter napoletano, dovrai preoccuparti più delle rate in €uro che di cambi di valuta nazionale, dal momento che abbiamo prospettive negative sul mantenimento del nostro reddito in €uro.
      Hai comunque la soddisfazione di abitare in un pezzo di surplus commerciale germanico.

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    5. Grazie... mi avete tolto un dubbio che non riuscivo a chiarirmi.

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  5. Ma ho visto male oppure Matteo Salvini ha tirato fuori il suo libro e l'ha mostrato alla vetrata con tutti i giornalisti ieri!!!
    Passaggio di un secondo e mezzo su Rai tre alle 6.36 di questa mattina

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  6. Ho trovato anche il link al video. Primi 2 min e 41 sec. Salvini ha regalato a renzi una copia de "il tramonto dell'€"
    Link
    http://youtu.be/ITFmTYTsWNA

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  7. DEMOCRAZIA LEGGERA

    Da giovine speranzoso, i maestri mi insegnavano che la sperimentazione scientifica era basata su rigorosa rilevazione del dato e sulla costruzione di un algoritmo sostenibile che doveva supportare, tra variabili di sistema, la tesi “necessitata” e il risultato “desiderato”.
    I metodi di campionamento e l’analitica strumentale son già di loro fonte di errore che, sommato all’orrore della manipolazione, richiedono la fantastica creatività nella costruzione dell’algoritmo.
    Ma si sa che quella è “merce” che non manca nel Bel Paese, quello dei santi, dei poeti e dei navigatori, di prodi e dei pavidi.
    Cosi come non mancano nella dialettica della democrazia le operazioni di costruzione del consenso attraverso pratiche più o meno raffinate di persuasione e/o di sistematica propaganda, quella che diffonde la dottrina di una fede..
    Cosi come quando, generato lo STATO DI ECCEZIONE, tutto diviene più facile quando c’è TINA (THERE Is Not Alternative) a richiederlo.
    Ma ancora più simpa(t)tico e - a mio modesto parere avviso - meno divertente, è l’algoritmo teorizzato e finanziato da EU di OPINION MINING che vede l’ALMA MATER STUDIORUM, Università di Bologna, capofila nell’attività di snellimento delle pratiche democratiche ma in grado di fornire efficacemente, efficacemente, produttivamente, rapidamente, estratti di @-partecipation alla governance politica decisionale.
    Per ora rimane che, quando il risultato ottenuto non è quello “necessitato”, .. vabbè si ritirano i dadi.

    Ps: di seguito qualche “dato” sperimentale rilevato nell’Europa delle Nazioni.

    DANIMARCA: ratifica trattato Maastricht
    2/6/1992: SI (49,3) NO (50,7%)
    18/5/03: SI (56,7%) NO (43,3%)

    DANIMARCA: entrata nell’euro
    29/9/2000: SI (46,8%) NO (53,2%)

    FRANCIA: ratifica trattato su Costituzione EU
    29/5/2005: SI (45,3%) NO (54,7%)

    IRLANDA: ratifica trattato Nizza (riforme istituzionali)
    7/6/2001: SI (46,1%) NO (53,9%)

    IRLANDA: ratifica trattato Lisbona (Masstricht 2.0 la vendetta)
    12/6/2008: SI (46,6%) NO (53,4%)
    1/10/2009: SI (67,1%) NO (42,9%)

    ITALIA: rafforzamento Parlamento UE
    11/5/1989: SI (88%) NO (12%)

    NORVEGIA; adesione UE
    25/9/72: SI (46,5%) NO (53,5)
    27/11/1994 SI (47,8%) NO (52,2%)

    OLANDA: ratifica trattato su Costituzione UE
    1/5/2005: SI (38,5%) NO (61,5%)

    SVEZIA; adozione euro
    14/9/2003: SI (42%) NO (55,9%) DISPERSI (2,2%)

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  8. A proposito di EU e democrazia... Si vis pacem para bellum.

    Visto che molti giuristi frequentano il blog e che la patrimoniale fa ormai parte del 'programma Renzi' credo sia giunto il tempo di affilare insieme le armi per tentare di uccidere questo provvedimento nella culla.

    A questo proposito trovo particolarmente calzante l'art. 17 del:
    CHARTER OF FUNDAMENTAL RIGHTS OF THE EUROPEAN UNION

    http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:083:0389:0403:en:PDF

    Article 17 Right to property
    1. Everyone has the right to own, use, dispose of and bequeath his or her lawfully acquired possessions. No one may be deprived of his or her possessions, except in the public interest and in the cases and under the conditions provided for by law, subject to fair compensation being paid in good time for their loss. The use of property may be regulated by law in so far as is necessary for the general interest.

    IMHO la patrimoniale 'alla Tedesca' si configura come un esproprio senza "fair compensation paid in good time" e pure come provvedimento non "necessary for the general interest" (in quanto il ritorno al cambio flessibile e l'applicazione della lex monetae sarebbero provvedimenti molto piu' efficaci ed in linea con i principi di coordinamento delle politiche economiche degli Stati dei vari trattati costitutivi).

    C'e' qualche Guarino di buona volonta' che si voglia applicare a sviluppare questa tesi?

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    1. Come è forse già stato detto, il problema è che nella configurazione attuale prevale il diritto della forza e non la forza del diritto, nel senso che l'allocazione delle risorse e le scelte conseguenti sono prese d'imperio indipendentemente dai diritti acquisiti e finanche dalle norme regolamentari, vedi non rispetto dei parametri di maastricht da parte della Germania e relative manovre di svalutazione competitiva del salario, per cui semplicemente il più forte darwinisticamente decide.

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    2. Su questa specifica materia non credo proprio sia possibile esercitare 'il diritto della forza'!

      L'art. 17 e' guarda caso pure presente nella carta universale dei diritti umani ONU:
      http://www.un.org/en/documents/udhr/

      In caso di sospetta violazione dell'art. 17 da parte di uno Stato membro della EU (che come l'Italia sara' pure membro dell'ONU) la materia puo' essere posta pure all'attenzione dell'ONU (su iniziativa di uno qualunque degli Stati ONU).

      Russia e Cina sono sicuro che ci 'inzupperebbero il biscotto' (visto che i loro interessi strategici vengono attaccati continuamente da EU e USA con la sola scusa del presunto non rispetto dei diritti umani - vedi per es. il recentissimo caso Ucraina).

      Per ottenere un risultato locale non serve essere il piu' forte a livello continentale, basta solo mostrare che ci sono gli strumenti giuridico-geo-politici per infliggere un significativo danno collaterale a chi si crede piu' forte (la EC a guida Tedesca).

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  9. Sembra che in germania ci sia già delle ottime idee sulla possibile exit strategy, comunque... :D

    http://www.affaritaliani.it/esteri/germania1802.html

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    1. " AfD non vuole il ritorno della Germania al marco: vuole l’espulsione dall’euro dei paesi del Sud (Italia compresa), con l’introduzione di monete locali “parallele”, e il mantenimento in valuta forte (euro) dei loro debiti esteri."
      "Tuttavia, la svalutazione della propria moneta consentirebbe loro di procurarsi (via rilancio dell’export) gli euro con i quali rimborsare il paese egemone."
      Invochiamo più europa (germania) per tutti...
      Non vogliono rinunciare nemmeno ad una goccia della nostra spremitura,
      tra un pò passiamo alla centrifuga.
      Fassina, riveda il suo piano B includendo la nostra difesa.
      L'Euro non funziona, fà molti più danni che benefici.

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  10. Di solito per scandalizzare un francese benpensante basta citare l'unico notevole gruppo rock prodotto dalla loro nazione:
    "Toi qui parle de nouvelles libertés
    Fier de l'argent que ton père t'a laissé
    Tu cracheras ta haine sur nous pauvres manuels
    En répandant nos ghettos que tu nomme HLM"
    (correvano gli anni 80, ovviamente)

    Il più delle volte restano schifati

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  11. In tema di a/simmetrie, passando però al tema dell'informazione

    Oggi si è deciso di attaccare Putin su una questione di grande rilevanza geoolitica, e cioè la denunciata mancanza di diritti (non di diritti specifici, in generale...) per gli omosessuali russi e, guardate un po' cosa sta succedendo a Sochi.

    Eppure, solo 2 anni fa è stato montato un cine pazzesco, perchè si temeva che (magari) un atleta mussulmano potesse (forse) salire sul podio con una bandierina palestinese, o qualche spettatore esibisse un cartellino dagli spalti a favore della causa palestinese. "ORRORE!" Si è gridato. Le olimpiadi non vanno politcizzate, anche se il tema è nobile.

    E' curioso il fatto che questi Signori scrivono le regole del gioco, ma poi devono comunque barare per riuscire a vincere....

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  12. le news che arrivano dall'Ucraina sono per me agghiaccianti... Come le voci sul dibattito d'interventismo estero che corrono in Germania da qualche tempo a questa parte. Cresce la voglia di partecipare ad EGF, di "attualizzarne" i compiti: al momento EGF non può intervenire all'interno dei confini UE, ma l'Ucraina è per l'appunto Paese di confine.... periferico. E alle prossime crisi "periferiche", magari la ripresa mal-pancista in Ungheria, che succederà? Rivedremo ragazzi segnare il passo dell'oca sul suolo europeo?. Brrr... auguri a tutti noi.

    le due rive del Meno mutueranno presto il motto di GDF:
    da "Lex paciferat" a "Ubi solitudinem faciunt, pacem" apellant" :D

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  13. Disse Mark Twain:
    Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare [nel 5° aforisma]

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    1. Il voto è l'ultima arma che resta ai popoli, consiglierei di non buttarla via. Ci sarebbero anche le "bullets", se non funzionano i "ballots", ma per quelle non siamo attrezzati.

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    2. Ma se il presidentissimo in persona bolla come "sciocchezze" le richieste di elezioni, cosa ci è rimasto? Un ciufolo ci è rimasto..
      Per le bullets saremmo anche attrezzati, solo che come diceva mio suocero (studioso di storia) gli italiani non fanno le rivoluzioni, al massimo fanno le rivolte.
      Un po' come quei bambini bizzosi che scalciano e giocano al ribelle, dopodiché pigliano quattro sganassoni sui dentini da latte e si chiudono in camera a piangere come agnellini.
      Troppi ceffoni dovranno ancora volare prima che la maggioranza degli italiani si svegli.

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    3. Comprendo Roberto ma sappiamo oggigiorno come va a finire: "larghe intese" (chiaramente per il bene nostro). Dopo il voto di settembre in cruccolandia è accaduto la stessa cosa "Italica". Ammucchiata!

      Penso che in questo caso il voto sia inutile ed irrilevante, per questo ce lo lasciano (con parsimonia), poi tutto passa in cavalleria.

      Mi tapperò il naso come tè, come giustamente dice il cav. black è "che segnale politico voglio dare a quelli là".

      Destra e sinistra sono ormai parole vuote la battaglia è tra chi vuole mantenere questo letamaio dell'euro e chi no. Per quanto mi riguarda considero queste elezioni un referendum pro o contro il tanfo eurista.

      Le intenzioni di voto per la Le Pen indicano che metterà in saccoccia il 40%, evidentemente non può essere tutta roba sua per cui da dove arriva il resto? (domanda retorica ovviamente)

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    4. Il resto arriva da quelli che hanno capito che se la Peugeot se la comprano i cinesi la colpa non è delle macchie solari. Attenzione all'articolo: "la" Peugeot, non "le" Peugeot. Quest'ultima sarebbe una cosa piuttosto buona. Invece siccome NON si comprano LE Peugeot, ALLORA si comprano LA Peugeot. Chiaro, no? Non sono tanti i puntini da unire. E quando li unisce il 40%...

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    5. a Mic1972

      No, per le bullets non siamo attrezzati. A parte le considerazioni etiche, si perderebbe, e molto male: tra partiti armati e forze armate + polizie + servizi di intelligence non c'è partita (a meno che tu non sia in grado di portare dalla tua settori importanti delle FFAA, come insegnano le rivoluzioni del secolo scorso). Segnalo inoltre a tuo suocero che noi italiani non saremo bravi a fare le rivoluzioni, ma siamo invece bravissimi a fare le guerre civili: nel solo corso dei 150 anni di storia unitaria ne abbiamo fatte due, sanguinosissime: la "guerra al brigantaggio" e la "resistenza". Preferirei che non facessimo la terza.
      E' giusto il rilevo che "votare non conta niente", perché se il voto non si allinea con i desiderata delle oligarchie, queste te lo rigirano come una frittata. Però, vedi: i powers that be possono truccare la democrazia, abolirla non possono, perché altrimenti rinunciano all'ultimo brandello di legittimità che gli rimane; e nessun potere apertamente illegittimo dura a lungo.
      Dunque, il voto elettorale è il punto debole del dispositivo avversario, e su quello bisogna insistere: la battaglia è una battaglia di legittimità, e con lo schifo che fa, l'avversario l'avrebbe già persa, se noi fossimo in grado di presentare una prospettiva politica praticabile e credibile.
      In Francia, questa prospettiva politica credibile c'è: è il Front National. Ma in Francia, grazie all'azione di de Gaulle nel corso della IIGM, il nazionalismo non è bandito dalla cultura e della politica; e quando l'erede legittimo della politica gaulliana, l'UMP, ha tralignato e ha smesso di difendere l'interesse e la sovranità nazionali, il FN, che era nato proprio in opposizione a de Gaulle dall'esperienza di Vichy e della guerra d'Algeria, si è trasformato e ha ritrovato tutte le posizioni gaulliane: grazie alle quali sta conquistando la maggioranza relativa dei voti francesi.
      In Italia, il problema è questo: che non esiste un solo partito che abbia al centro della sua cultura politica l'interesse e la sovranità nazionale, perché tranne eccezioni marginali quali i repubblicani pacciardiani, il nazionalismo italiano è confluito nel fascismo, e con la sconfitta del fascismo e l'instaurazione della repubblica antifascista è stato bandito dal discorso culturale e politico.
      Di conseguenza, da noi il lavoro da fare è più lungo, difficile e frammentario: di tratta di favorire la disgregazione di tutti i partiti attualmente esistenti e la loro riconfigurazione intorno al discrimine dello scontro reale, che è sovranità nazionale sì/no, euro sì/no, UE sì/no; in modo da promuovere la formazione di una forza che, esprimendosi nel linguaggio dell'avversario, sia autenticamente "populista": che metta cioè al centro della sua cultura politica e del suo programma la sovranità nazionale. E' un lavoro di Sisifo, ma le cose stanno così. Eppur si muove, come diceva quello, e si muove perché dai e dai, la realtà riesce sempre a farsi ascoltare: vedi ad esempio il paradosso della Lega, una forza localista e almeno a parole secessionista, che per sopravvivere politicamente è costretta a farsi interprete di una istanza nazionale e sovranista.

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    6. @Buffagni
      Il tuo intervento è davvero interessante, ma per risponderti in maniera articolata dovrei prendere 2 giorni di ferie, visto che sei partito quasi ab urbe condita.. :-)
      E dovrei prima consultare non so quanti libri di storia e sociologia dalla biblioteca del suocero.
      Mi limito a qualche banale osservazione.
      Concordo con te sul fatto che da noi ci sia un gran lavoro da fare, ti segnalo però che ad oggi esiste già una forza che, con tutti i limiti politici/culturali/personali/quellochevuoitu.. ha l'obbiettivo dichiarato di distruggere i partiti esistenti.
      Piccolo dettaglio: non ha i numeri per farlo, e probabilmente non ha nemmeno un'idea organica di come farlo e di cosa eventualmente fare dopo.
      Ma anche in Francia se ci fai caso, pur con storia e cultura diversissime, non esistono ad oggi movimenti o forze politiche che riescano ad agganciare la maggioranza dei cittadini. Al massimo possono sensibilizzare grosse fette di popolazione su temi caldi, ma che ciò poi si traduca in azioni e voti, ce ne passa!
      Oltretutto ogni regime subdolo che si rispetti mette in atto tutta una serie di tecniche di controinformazione tese a orientare le masse e pilotare il consenso in una precisa direzione: la perpetuazione del regime.
      Proprio partendo da questa osservazione io concludevo che rovesciare un regime col lavoro ai fianchi è qualcosa di impensabile, come spalare una montagna di merda col cucchiaino da caffè.
      E' lodevole immaginare di farlo, direi quasi eroico, ma a mio avviso poco efficace.
      Sono convinto che talvolta sia necessario il chirurgo più che la massaggiatrice thailandese. Quella va bene se hai il torcicollo, ma se hai un bubbone interno non hai molte alternative.
      Cmq al di là di queste mie considerazioni un po' eretiche e anche un po' "eversive" (nel senso più nobile del termine), il fatto è che la democrazia di per sé è un sistema che teoricamente sta in piedi ma praticamente è instabile e soggetto a varie e sottili forme di inquinamento e "disattivazione".
      Avremo modo di riaffrontare questi argomenti.
      Intanto godiamoci la formazione di questo nuovo governo, non sono ancora partiti che già si stanno schiantando contro un palo.. che ride!

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  14. Per l'Ucraina, il "doppiopesismo" UE non riguarda solo la richiesta di elezioni. Ora che gli scontri stanno producendo una carneficina (prevedibile, dal momento che una rivolta o viene sedata in tempo o riesce a sovvertire il potere), mi capita di immaginare cosa accadrebbe da noi se l'opposizione tentasse di dare l'assalto al potere legittimato da libere elezioni. Probabilmente avremmo coprifuoco e carri armati per le strade già da un bel pezzo, con la benedizione UE. In linea di massima sono solidale con le ribellioni di popolo, tanto più quando vengono represse violentemente dalle forze dell'ordine, ma l'Ucraina è diventata una pedina di uno scontro geopolitico più grande, e qualcuno sta soffiando sul fuoco. Da quel che ne so, 15 mdl è il prezzo del salvataggio di quel paese, che la UE non ha voluto pagare per la sua adesione, e che invece la Russia s'è impegnata a versare in cambio della mancata adesione. E senza quei soldi il paese è alla fame.

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    1. Secondo me il problema è solo di linguaggio.
      Si continua ad usare a spoposito il termine terrorismo, o "terrorismo di stato". In Ucraina c'è una guerra civile. Il governo è sostenuto e finanziato da Mosca, i ribelli dal Patto Atlantico. Semplice.

      E comunque è triste pensare che contribuiamo a porta guerra in casa d'altri (tra il resto, in barba alla Costituzione)

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  15. Marshall Auerback, capo economista del think tank Inet fondato dal finanziere George Soros, è il meno ottimista: “Renzi ha ragione a dire che il tetto del 3 per cento al deficit, per esempio, non c’entra nulla con la teoria economica. Ma di leader che avevano annunciato riforme domestiche ed europee ne sono passati tanti, senza cambiare nulla”. La verità è che “un eccesso di rigore di bilancio non conviene nemmeno alla Germania, se vorrà avere in futuro le infrastrutture necessarie ad attrarre investimenti. Un paese come l’Italia possiede, grazie al suo enorme debito pubblico, l’opzione nucleare per convincere i tedeschi a cambiare rotta. Ma usare l’opzione nucleare, cioè minacciare l’uscita dall’euro, ha i suoi effetti collaterali. Certo che se Renzi non la usa, e si accontenta del rumore di fondo su riforme e austerity, rischia di essere soltanto il canarino nella miniera di carbone europea”.

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    1. Una nota di colore: nota che i "donaldiani" per i quali finanzaspeculativacattivabrutto sono andati a Rimini a sentire Auerback senza sapere che la MMT è in parte finanziata da Soros. Nella qual cosa, personalmente, non vedo nulla di particolarmente grave, se non fosse che la teoria che un paese in crisi di bilancia dei pagamenti debba importare merci (quindi capitali), perché "le importazioni sono la vera ricchezza", prende un'altra luce se vediamo che dietro c'è un grande capitalista. Tout se tient.

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    2. A proposito di Donald. Ho fatto un salto in clinica ed ho "sentito" un tale che diceva: (...) Bagnai è uno psicotico coprolalico che svergogna l’accademia italiana...

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    3. A Mauri', ma tu "parce sepultis" proprio non sai cosa vuol dire? E lascialo starnazzare, povero papero...

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    4. Prof. manco ci pensavo, la colpa è della parola "donaldiani". Poi la curiosità... Ok chiuso (per fortuna ho schivato i ceci...)

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    5. "Nella qual cosa, personalmente, non vedo nulla di particolarmente grave, se non fosse che la teoria che un paese in crisi di bilancia dei pagamenti debba importare merci (quindi capitali), perché "le importazioni sono la vera ricchezza", prende un'altra luce se vediamo che dietro c'è un grande capitalista."

      Infatti "S=I+NCO" e "NX=NCO" non mi pare l'abbiano capito.
      La questione mi è "puzzata" dall'inizio, anche se più che a Soros, la legavo alla volontà USA di garantirsi i mercati di sbocco europei, ma evidentemente non si escludono a vicenda.

      "Esiste una teoria suprema che si tramanda da 100 anni: la teoria salvavite, salvanazioni, salvagalassie. Io sono l'ultimo discendente della divina scuola di..."!!!

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    6. Grazie a Francesco per la vera storia di Donald.

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  16. Buonasera maestro.

    Ho letto l'Acocella. Ho letto Ab urbe condita. Unisco i puntini.

    Dal primo e la sua presentazione del ciclo politico-economico ho provato a impostare un piccolo algoritmo per vedere quanto sarebbe bene regolare la scadenzario elettorale per raggiungere l'ottimo sia per i politici che per i cittadini. La fisiologia menmonica degli elettori ci indica un periodo di tre sei mesi per il periodo espansivo preelettorale. La democrazia italiana nelle sue fasi legislative più celeri ha avuto bisogno di trenta giorni per emanare una legge.

    Livio ci racconta per filo e per segno dei conportamenti filo sociali operati dai vari consoli.

    A Roma lo scadenzario era di sei mesi. Nelle moderne democrazie cinque anni.

    Dove, a naso, gli incentivi dei politici sono risultati più "armonici" allo sviluppo della società? Dove il controllo dell'elettorato più stringente sull'operato dei delegati?

    E' bello anche vedere la fine che hanno fatto i senatori che hanno proposto di laciare roma all'avanzare di Annibale........

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    1. Be’, prendere la Repubblica Romana come esempio di democrazia e controllo sugli eletti solo sulla base della durata dell’incarico e qualche concessione è un po’ eccessivo. Bisogna rileggere bene chi veniva eletto e come, le assegnazioni delle magistrature, il rapporto tra gens e i metodi di conquista. Mi sembra un paragone parecchio azzardato.

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    2. Stavo parlando, appunto, di durate di incarichi...parlo de' Rooma perchè è l'ultima cosa letta che ho sotto mano. I sei mesi di mandato riuscivano a garantire concordanza tra operare pro patria e pro domo sua di ogni singolo console. Il console aveva ampi poteri e aveva l'allora più potente arma a disposizione: le legioni. Non a caso, poi, di consoli se ne eleggevano due. Ci sarà nel blog anche qualche seguace di Morgenstern che potrà aiutarmi a dirimere la questione, se in modello di gioco a ripetizione multipla sia più conveniente farlo durare un periodo di molte volte il ciclo legislativo veloce (i trenta giorni del mio primo commnto) piuttosto che ridurne la durata e consentento così la punizione in caso di comportamento non collaborativo da parte del rappresentante...Grazie dei contributi!

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    3. Non sono d'accordo, accorciare il periodo a mio parere non serve a niente. Quanti politici dovremmo avere per riuscire in un ricambio decente nel caso ciascuno non riuscisse nel suo compito? Questa è la filosofia dei pentastellati e non funziona molto bene.

      Il problema sono i contenuti e se la gente non conosce i contenuti e come raggiungerli siamo punto a capo. Continueranno a votare sempre gli stessi perché non sanno da che parte girarsi. Inoltre ora abbiamo un piccolo problemino di democrazia, un tale parlava di "pilota automatico".

      Poi, che il console avesse il controllo assoluto delle legioni è tutto da dimostrare. Il Senato poteva avere l'ultima parola su ogni provvedimento (in particolare le guerre) e i consoli dovevano rispondere a loro fino alla tarda repubblica. Che era un organo elettivo non rinnovabile se non attraverso la cooptazione. Poi si vide chi aveva veramente il controllo dell'esercito, cioè i generali (che, ora che ci penso, sembrano tanto degli avi di Renzi lanciati contro la casta di Roma). In ogni caso, parliamo di eleggere le magistrature di una città antica e non di convocare le elezioni di uno stato di 60 milioni di abitanti.

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    4. Alessio. Il problema è interessante. Guardo se trovo ad esempio le usanze della repubblica veneziana e se recupero quelli di sparta e atene....tanto ci si vede su questi schermi....

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  17. Attenzione, questa è grossa.
    Non che non fosse nell'aria, ma il suo significato profondo è sintetizzabile così: l'asse francotedesco non è mai esistito e i galletti vengono messi allo spiedo grazie alla mobilità del capitale internazionale e alla tosatura delle manovre di mantenimento del coma del'euro.
    Ricordate? "l'euro ci difende dall'estero cattivo, senza l'euro ci comprerebbero a prezzi stracciati!".
    Adesso andate a raccontarlo ai francesi.
    Per inciso, dopo questo Le Pen rischia di superare il 40%, specialmente se il nuovo piano di tosatura, scusate volevo dire ristrutturazione aziendale, stavolta di matrice cinese, sarà formalizzato prima di giugno.

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    1. E poi l'euro ci da la forza per contrastare la Ciiiinaaaa... lo sforzo sia con tutti voi!

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  18. Voglio condividere con voi questa mia piccola ma suggestiva esperienza.
    Ieri sera (18/2), al termine del debutto nel massimo della sua città natale, prof., tutta la Compagnia è stata invitata a cena in un importante palazzo nobiliare, ancora di proprietà della famiglia, roba che sta lì dal 1200, con dentro buttati lì un po' di dipinti di scuola caravaggesca, un paio di Lippi ("ah, il padre dell'allenatore!", come ha chiosato un collega, ma vi giuro che scherzava), busti, mobili di fattura sublime, ecc. Insomma, la nobiltà, quella vera, quella antica, che antepone la bellezza di un oggetto alla tendenza modaiola di chi lo ha firmato, al trendy, e tutte le minchiate dei parvenu (volgari e insolenti) che inquinano ormai il mondo credendosi il sale della terra.
    C'era una biblioteca meravigliosa, di quelle che sono certo molti di noi sognano, alta, ricchissima, ampia, dove forse il volume più recente era del 1920.
    Chiacchierandone con la padrona di casa, è venuto fuori che lì c'era, tra le mille altre, una cosa pregiata, ma pregiata vera: una edizione originale della "Encyclopédie - ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers" di Diderot e D'Alambert, 1751.
    ho chiesto di vederla, la signora ne ha preso un volume... e l'ho toccata, sfogliata, ne ho letto un paio di voci.
    ci sono cose cui "nasciamo abituati", come i ragazzi di oggi che crescono col telefonino in mano e faticano a capire cos'era "il gettone". Allo stesso modo noi, che entriamo in libreria e compriamo un vocabolario.
    A scuola avevo capito che l'Enciclopedia era come una sorta di raccolta di trattati su vari argomenti generali, e questa era già una divulgazione e una rivoluzione.
    Quello che ho trovato, invece, è un modernissimo vocabolario, fatto voce per voce, spiegazione per spiegazione.
    Lo so che questo ad alcuni di voi parrà ovvio, come lo sembrerà il mio stupore. Ma quello che mi ha dato da pensare era proprio la forza dirompente di quel lavoro che era fatto tutto "a mano!", e che voleva dire: "vuoi sapere qualcosa, vuoi la spiegazione di una parola? apri e trovi; il potere non può più fregarti perché apri e trovi il significato".
    Ecco, non so se sono riuscito a spiegarmi. Ma mentre ieri sera in troppi si trastullavano con Sanremo, alimentando il meccanismo economico, aumentando l'audience e giustificando in tal modo i milioni dati ai protagonisti, ero affascinato dal fatto di toccare con mano "la rivoluzione", che non nasce - mi era concretamente chiaro finalmente! - dal brandire bastoni, ma dal ribaltamento culturale, dalla divulgazione delle idee e dei concetti, dal mettere a disposizione di TUTTI il Sapere. La De-mo-cra-zi-a! E' stato come avere l'immagine di una Bastiglia non abbattuta dai cannoni ma da un libro.
    Al terso vin santo, ho pensato un attimo al prof, a noi, a questo blog, con grande piacere. Non che mi sia fatto tante masturbazioni mentali, me so solo versato 'nantro goccio e me so detto "me sa che stamo proprio a ffà bbene!". Ho azzuppato un cantuccio e ho bevuto alla nostra salute.

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  19. RENZI E LA GIOSTRA DEL QUIRINALE!

    Al di là dei metodi da prima repubblica di Renzi utilizzati per prendere il potere, ci penserà la depressione economica e la nuova consapevolezza europea a spazzare via tutte le illusioni di coloro che stanno ancora oggi perdendo tempo dietro alla spendigreview o al debito pubblico, alle demenziali limitazioni che vanno dal deficit al fiscal compact e via dicendo.

    Solo in Italia poteva accadere che il presunto nuovo che avanza, facesse accordi sottobanco con un bancarottiere fraudolento fiorentino per una legge elettorale che dovrebbe spazzar via gli stessi “utili idioti” ovvero i partiti piccoli di cui lo stesso Renzi ha tanto bisogno. Solo in Italia poteva accadere che un “utile idiota” si senta offeso e a sua volta chiami “inutili idioti” gli stessi personaggi con i quali ha condiviso gli ultimi anni di vita politica, essendone addirittura il segretario politico.

    Peccato che il nulla che avanza avrà l’appoggio del nulla che siede in Parlamento, ovvero l’appoggio incondizionato di tutti coloro che sanno che la prossima volta non siederanno mai più su quella stessa poltrona che hanno violentato impunemente per anni. Se ne sono sentite di tutti i colori su ministri e poltrone, meglio lasciare che le fesserie si sedimentano prima di parlare, anche perché in Italia abbiamo problemi ben più gravi a cui pensare ovvero andare a recuperare Luxuria che si è persa con una bandierina in mezzo alle galere russe. Ma tenetevela la Vostra Europa e godetevela, votatevela finendo sotto la tutela della plutocrazia e tecnocrazia mondiale.

    Spiace dover parlar chiaro ma è meglio essere consapevoli di quello che sussurra la realtà fondamentale, lasciare da parte l’inutile pedagogia dell’ottimismo istituzionale e guardare dietro le quinte di dati e tendenze che inesorabilmente confermano la permanenza di un lungo inverno.
    Nel fine settimana l’Istat ha voluto salutare l’addio di Enrico Letta con un timido risultato ZERO virgola positivo del nostro prodotto interno lordo PIL per gli amici…

    Nel quarto trimestre del 2013 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,8% nei confronti del quarto trimestre del 2012. Il lieve incremento congiunturale è la sintesi di un andamento positivo del valore aggiunto nei settori dell’agricoltura e dell’industria e di una variazione nulla del valore aggiunto nel comparti dei servizi. Il quarto trimestre del 2013 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2012.

    Nel 2013 il Pil corretto per gli effetti di calendario è diminuito dell’1,9%. Si segnala che il 2013 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del 2012. La variazione acquisita per il 2014 è nulla. …

    Ve lo traduco in parole semplici, il debito italiano era, è e sarà sempre sostenibile, come lo è sempre stato dalla notte dei tempi, ma loro avevano bisogno di provarci per far fare qualche soldino ai loro azionisti, provocando panico ad arte, giusto per aiutare e legittimare i mercati a dare una piccola lezione di civiltà a Silvio Berlusconi, facendo contenti nonno Napolitano e mamma Merkel insieme allo zio Sarkozy. …

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  20. Risposte
    1. Un Festival di "fognetti" per mantenere intatto il "fogno".

      (Prof., più che una messa solenne, sabato 22 sarà proprio la "serata finale"...).

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    2. ...e pensa che io spiegherò con un esempio pratico come far arrivare la destra al 40%, e il discorso me l'hanno scritto due colleghi che sono presenti (ma non lo sanno)... DAR, ri-DAR, stra-DAR...

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    3. Stupisce il passaggio da "piano b con riserbo per ragioni di segretezza istituzionale" al banale luogocomunismo alla tzipras.
      Curioso di sapere cosa dirà Bagnai a queste teste ripiene di fieno tra qualche decina di ore.

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    4. Dirò: grazie per avermi invitato, è un bene che si aprà il dibattito, non voglio urtare nessuno, ed ecco cosa dovete fare se volete anche in Italia la destra al 40%. Poi il resto lo saprà chi viene...

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    5. Questo era il segretissimo piano B di Fassina?! Acciderboli faceva proprio bene a tenerlo segreto. Si tratta di una minaccia fortissima: o allentiamo i parametri oppure andranno su i populisti! Aarrrrrrr paura eh! Siete o non siete sbiancati! Avete bisogno di sedervi eh?!

      Negare la realtà invece non fa andare al potere i "populisti", no eh?!

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    6. Dal sito di un giornale de provincia (francese)... Le Monde (1)

      (...) 34% des Français «adhèrent aux idées du Front national»

      e ancora...

      (...) 56% qu'elle «comprend les problèmes quotidiens des Français» (+ 7 points) et 40% (+ 5 points) estiment qu'elle «a de nouvelles idées pour résoudre les problèmes de la France»

      Facendo la media 34,56,40 troviamo il puntino sulla [i] di Cina che se magna la Peugeot. LOL!

      In pratica il 43% alla domanda:

      Pensez-vous que le Front National représente un danger pour la démocratie en France

      risponde secco:

      "Non, il ne représente pas de danger"
      (vedi anche disegnino nel pdf linkato qui sotto)

      Ah, notare il sondaggista, TNS Sofres, è il più importante istituto di sondaggi e ricerche di mercato francese. Bruscolini...

      Quì i grafici in pdf (download dopo qualche secondo)

      (1) sondaggio pubblicato il 12 c.m. svolto per Le Monde, France Info e Canal+


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    7. speravo (mi illudevo) che il nostro fosse rimasto folgorato sulla via di Damasco, invece è rimasto solo fulminato

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    8. A me pare invece che quest'iniziativa di Fassina sia comunque un buon segnale.

      Sembrerebbe quasi che il processo di impermeabilizzazione dei cervelli di questi signori che sono di sinistra nel cuore, e lo sono così tanto che la loro fede di sinistra è intatta nonostante vent'anni di sostegno a politiche economiche di estrema destra,
      l'impermeabilizzazione dei cervelli di costoro, dicevo, inizia a mostrare qualche falla.
      Piano piano, a poco a pochissimo, qualche idea sta percolando. Forse notano che c'è qualcosa di strano, che a ben vedere i loro modelli sfornano previsioni errate da... sempre. Forse forse notano perfino che il grande Euroamore "Peace and Love" della loro giovinezza non è progredito più di tanto, si ricorda, qualcuno, che prima di avere le tasche piene aveva un qualche sogno, quando era molto giovane. Già, ma quale? Ci vuole ancora un po' più di crisi, per aiutarli a riflettere, ma ci arriveranno pure loro.

      PS: Ricordate che il modo è di tutti, e per tutti deve trovarsi un posto. Anche per chi è un po' scemotto, anche per chi è un po' scemotto e ignorante, anche per chi è un po' scemotto e ignorante e stolto.
      E anche per chi è un po' scemotto, ignorante, stolto e convinto di essere un gran intellettuale, cioè, in parole povere, per chi presenta quelle caratteristiche che vengono generalmente sintetizzate con l'espressione, per certi versi un po' triviale di "gran coglione".

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  21. Nuova pubblicita' alla radio:
    "L'orizzonte del tuo business è il mercato unico europeo"................
    Rilanciano o sono alla frutta?? (speriamo la seconda che ho detto....)

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  22. Ma perchè, allora, lavorare per un prossimo referendum sull'Euro non potrebbe essere il modo migliore per uscirne?

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    1. Antò 'sta storia del referendum era già scaduta nel Settembre 2012: Quelli che: "facciamo il referendum..."

      Alberto non è il caso di aggiungere alle istruzioni per l'uso anche questo articolo? In una sua sezione a parte, con REFERENDUM scritto bello grosso.

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    2. Benissimo. Però mi sembra di intravvedere una contraddizione. Considerato che l'unico strumento legislativo per uscirne in tutta fretta è il decreto legge, quali garanzie di democraticità avrebbe ( e darebbe) un siffatto decreto legge? come possiamo tacciare di anti o a-democraticità la scelta pro-euro ed auspicare la adozione di un decreto legge per una scelta in senso opposto senza incorrere nella stessa, sostanziale accusa?

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    3. É una guerra che non puó essere vinta sul piano mediatico-propagandistico, questi non badano a spese né a mezzi. Se dovessero realmente proporre un referendum, lo farebbero solo se certi che il PUDE ne esca rinforzato, oppure lo riproporrebbero ad oltranza col metodo Juncker. Certo ognuno di noi nel suo piccolo puó contribuire ad informare e creare consapevolezza in chi gli sta vicino ma per quanto riguarda un lavoro ad ampio raggio, il Professore Bagnai sta giá facendo il massimo, tra l´altro con le profezie c´azzecca al 100%, per i miracoli si sta attrezzando(ma si vocifera che in Vaticano stiano giá valutando delle prodigiose conversioni di massa di piddini che erano dati come casi veramente disperati. Chi? Fassina? No, quello é ricaduto in tentazione).

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    4. Per diversi motivi, per esempio perché l'unione monetaria europea è uno strumento di soppressione della democrazia. secondo te un referendum sulla democrazia è democratico o antidemocratico?

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    5. Anto, perdonami, se prima poteva anche avere senso un referendum di tipo consultivo, in quanto dovevi scegliere se intraprendere o meno una strada, oggi, quella strada l'hai percorsa e hai visto spuntare uno strano cartello.

      Non convinti dell'indicazione, abbiamo seguito una logica controintuitiva per avere la certezza che quel segnale stesse lì proprio per indicare ciò che c'è scritto sopra a caratteri cubitali.

      Pur avanzando senza capire, ne troviamo un altro.
      C'è bisogno di aspettare il parere di un passante per sapere che se fai un altro passo quel cartello sarà l'ultima cosa che hai visto?

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    6. La questione è molto semplice: chi pretende un voto democratico sulla soppressione della democrazia è un COGLIONE fatto e finito (se è in "buona fede") o un pezzo di merda (se è in mala fede), senza se e senza ma, e va denunciato come tale.

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    7. Inutile aspettare alcun decreto in Italia. Ma non arriverà neanche in Germania: quando i tedeschi pensano di aver vinto, ineluttabile arriva il Götzen-Dämmerung che li spazza via.
      Bisogna solo capire se sarà la bolla di Wall Street o Putin che, dopo le Olimpiadi, aprirà la stagione della caccia alla culona per le strade di Berlino.
      In ogni caso conviene sedersi in riva al fiume con i nuovi padroni della Peugeot ed aspettare: lo spettacolo sarà interessante.

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    8. ...apprezzo il pacato contributo...

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    9. Be', ma vedete il bicchiere mezzo pieno: nessuno parla più di svalutazione competitiva

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    10. E insomma Alberto... questi evidentemente non sanno che ogni limite ha una pazienza! I professionisti del commento da bar dello sport pensano che la democrazia si identifichi col voto; non capiscono che il voto è l'atto finale di un processo complesso, molto fragile per sua stessa natura.

      Aprite le orecchie (che il culo già lo avete aperto fin troppo) cari -ini, -ari e -ani(!) d'ogni risma: precondizione indispensabile per deliberare, salvaguardando i propri interessi, è avere un sostrato culturale e delle informazioni, entrambi affidabili. Durante questi tre anni abbiamo raccolto le evidenze che, quanto meno in ambito economico-politico-giuridico, ci hanno riempito la testa di cumuli di cazzate(§). Quindi questa precondizione non sussiste. Il grosso della cittadinanza ha da tempo il sospetto di essere circuita, ma dato che non ha la minima cognizione del modo in cui ciò viene fatto come è pensabile che possa deliberare in modo sensato?

      A questo i proponenti del referendum obbiettano: «ma noi è proprio per questo che vogliamo fare il referendum, così informiamo i cittadini». Volete informare avendo ancora contro la maggior parte dei cosidetti organi d'informazione? Il webbe un par di coglioni! Purtroppo in Italia è ancora un mezzo per pochi e non mi riferisco solo ai dati ufficiali sull'accesso a Internet: quante persone sono realmente in grado di cercarsi informazioni in rete? Quante invece si affidano esclusivamente ai canali usuali, ma in versione digitale, per esempio i siti dei giornali o dei telegiornali? Senza una chiave di lettura adeguata, sono una massa di informazioni inutili per deliberare.

      Ma soprattutto, citando un passaggio dal post sopra indicato, continuate ad eludere una questione essenziale: «... i controlli dei movimenti di capitali che bisognerà fare, le fughe che bisognerà impedire, nel momento della crisi, non sono quelle dei ricchi, che ci hanno già pensato, e che forse i capitali in Italia non li hanno mai avuti: sono quelli dei poveracci, che rischiano di massacrarsi se, terrorizzati dalle notizie assurde sull'inflazione diffuse da criminali di ogni risma, accettassero qualsiasi condizione pur di portare i loro (pochi) soldi fuori dall'Italia...»

      Secondo voi, nell'ipotesi di referendum, da quando bisognerà far partire i controlli sui movimenti dei capitali? Durante la raccolta delle firme? O forse anche prima dell'annuncio? Il passaggio ad altra valuta per decreto invece avverrebbe nel giro di pochi giorni, possibilmente durante un breve periodo festivo.

      Ma poi che senso ha chiedere una deliberazione democratica per uscire dall'€ quando per adottarlo nessuno ci è venuto a chiedere alcunché?

      Epilogo: chi vuole il referendum sull'uscita dall'€ o è un ingenuo o è uno che l'€ se lo vuole tenere ben stretto.

      __________
      § A differenza del padrone di casa, la cui lettura —già piuttosto ben stilizzata sin dal principio, seppur in evoluzione, anche grazie ai contributi sul blog— del processo storico e politico, prima ancora che economico, si è dimostrata coerente con quanto via via va accadendo. Qui mi rivolgo ai meschini e perniciosi tromboni che ci immaginano come una massa di decerebrati preda dell'ennesimo guru: non si può dire altrettanto delle vostre ampie visioni geopolitiche e questo è il motivo per cui cresce l'interesse per quanto si elabora qui, pur con tutti i limiti del mezzo.

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    11. Più che altro il referendum dovrebbe avvenire sul COME uscire. Vogliamo uscire "il giorno dopo le elezioni" come dice Salvini? O vogliamo uscire "a sorpresa" come dice "bagnai" e magari utilizzando i CCF nel periodo di transizione che rendono la "sorpresa" più praticabile?

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    12. eh si, il Prof. ha creato dei 'mostri'...

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    13. Apprezzo i contributi di tutti ma permettetemi qualche ulteriore e breve considerazione (di sostanza e di metodo).

      Premesso che personalmente sono fortemente contrario al regime dell’euro, mi pare di intrav(vedere) in alcuni post un concetto assai lato ed incerto di “democrazia”. La democrazia necessariamente non coincide con le mie convinzioni, o con le convinzioni di ciascuno di noi. La democrazia è il volere del popolo che si esprime attraverso un voto o una consultazione popolare, ovvero tramite il volere espresso dai suoi rappresentanti democraticamente eletti. Se Berlusconi è un mafioso ma viene designato dal 51% dei votanti capo del governo in una consultazione popolare, il governo di Berlusconi è democratico.

      Ora come si fa a tacciare di assoluta antidemocraticità il sistema dell’Unione europea quando esso è stato legittimato con legge dello stato (legge 454/1992) e una consultazione popolare (referendum di indirizzo dell’89) ? anche l’euro, parte del sistema Unione, è stato adottato con una legge dello stato, ossia con una legge adottata da un Parlamento eletto dal popolo. Ma è proprio la esistenza di questa legittimazione democratica (data a torto o a ragione ma indiscutibilmente data) a richiedere, per il suo superamento, un pronunciamento democratico.

      Si potrebbe obiettare che basterebbe un decreto legge, da convertire successivamente in legge, adottato da un Governo (legittimamente eletto e quindi democratico) sfavorevole all’euro.

      Ma ci vuole molto a capire che l’unico modo per costringere un Governo a seguire una strada del genere (sono d’accordo con Valerio Santoro) è indirizzarlo inequivocabilmente con una consultazione popolare? Quale Governo adotterà mai un decreto legge del genere se non vi sarà costretto dal popolo ?

      In aggiunta un Governo del genere dovrà essere espressione di una maggioranza politica antieuro. Il che significa che dovremo mandare in Parlamento (con libere elezioni ovviamente) una maggioranza di partiti antieuro. Ed è più difficile votare una maggioranza di partiti antieuro (ad oggi, mi pare, la sola Lega) o votare una netta posizione antieuro in una consultazione popolare (ad oggi, secondo i sondaggi, oltre il 50% degli italiani è contrario all’euro)?

      Sbaglierò ma RESTO convinto che l’unico modo per liberarsi dall’Euro (parlo di modi autoctoni, ovviamente, e democratici) è convincere il popolo della sua inadeguatezza e farlo esprimere in una consultazione popolare. Naturalmente esistono anche altri modi per liberarsene (come ci liberammo dai nazisti con la Resistenza), a mio avviso – questi sì - del tutto stupidi (non esistono le condizioni storiche, il problema è completamente diverso e, soprattutto, non ci sono gli americani). Ma allora bisognerebbe cominciare ad operare di conseguenza.

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    14. se non ricordo male, i partigiani fecero il Referendum prima di attaccare le truppe di occupazione nazista.

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    15. In questo regime dittatoriale la trovi tu la stampa che informi responsabilmente il popolo? Perché non ci sarebbe bisogno di convincere nessuno, basterebbe dire le cose come stanno. E se oggi stesso stabilissero una data per questo referendum, diciamo tra un anno, nel frattempo cosa facciamo, mentre su tutti i media si scatenano offensive pro euro strumentalizzando "A corruzzzione, a Cina, e carriole, e persino il progresso tecnologico, andiamo in giro a fare le anime belle cercando di convincere qualche decina di persone che in realtá non vogliono capire perché beata l´ignoranza?! Dopo un anno vince "Avanti con l´€uro" con il 70 % con buona pace degli sconfitti, che peró accetteranno il risultato comunque contenti del trionfo del mezzo democratico. Propongo ufficialmente "Avanti Cetriolo" per il nome del partito No Euro ad un eventuale referendum.
      Le "condizioni storiche" forse non esistono, ma si stanno ripercorrendo i passi pari pari affinché i risultati siano i medesimi.

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    16. Quindi riassumento il pensiero di anto. Hitler fu leggitimato democraticamente nel 1933, allora la Germania nazista non può essere considerata una dittatura. Non conta quello che succede dopo, una volta che ti metti nelle mani di un dittatore con una scelta consapevole è sempre democrazia. Non ti sembra abbastanza controintuitivo? Certo che all’inizio è più o meno legittimo: il problema è se è revocabile sempre attraverso un mezzo democratico. Se io votassi per caso un partito di sinistra che mi promette di aumentare la spesa in ricerca, ma i vincoli europei non permettono di aumentarla se non levando risorse ad altro, ci sarebbe ancora la democrazia? Mi sembra chiaro che non c’è più piena autonomia di scelta.

      Per quanto riguarda l’uscita dall’euro, sono convinto che saranno proprio quelli che ce l’hanno proposto a portarci fuori. La linea rossa era la Corte di Karlsruhe. Ora è chiaro a tutti che oltre non si può andare senza calpestare la costituzione tedesca. Secondo me non ci sarà una scelta democratica, ma un obbligo dettato dagli eventi. Il sistema è molto fragile ora e dovrebbe cambiare profondamente per diventare più stabile.

      Su Fassina invece, solo un appunto. Siete così sicuri di aver letto bene l’intervista? Dall’articolo di Giornalettismo: "Il Piano B è la permanenza nell’euro-zona e la rinegoziazione degli obiettivi di finanza pubblica, sia sul versante del deficit che su versante del debito. Non si tratta di battere i pugni sul tavolo. Si tratta di prendere atto che altrimenti la rottura avviene in modo caotico, cavalcata dalle forze populiste e regressive." Fassina è così ingenuo da pensare che questo avverrebbe senza l’uscita dall’euro? Anche Monti era uno stupido e ha imposto l’austerità per piacere sadico? Io non credo. Mi sembra un modo molto inglese e gentile di confermare che quella sarebbe una strada obbligata.

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    17. Occhio a proporre (anche solo teoricamente) certi referendum, perché se poi si perdono si fa come col nucleare: morto Cristo, spenti i lumi.
      Traduco.
      Se si perde il referendum poi ci teniamo l'€ anche se vengon giù chicchi di grandine grossi come cocomeri.
      A parte il fatto che a Costituzione vigente, e mi meraviglio che nessuno l'abbia notato, un referendum sull'euro non capisco in che termini possa essere fatto. Se qualcuno mi dà un aiutino giurisprudenziale, a me sfugge proprio.
      A meno che uno non stia pensando a una sorta di consultazione popolare stile gazebo/primarie... ah beh, allora...
      Ovviamente mettiamo in conto le varie corazzate dell'informazione, eh! I salotti (con plastico) alla Vespa, le battute di Della Valle sugli oscuri professori de provincia, i mutui alle stelle, le carriole coi soldi, etc etc.

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    18. Caro anto, quale parte dell'espressione "fuga di capitali" non ti è chiara??? Il referendum, sia tecnicamente che praticamente, NON SI PUÒ FARE!!!

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    19. Ricapitolando: tutte le porcate in nome del "ce lo chiede l'Europa" sono lecite perché fatte da governi democraticamente eletti. Un eventuale uscita dall'€ tramite decreto di governo democraticamente eletto invece non sarebbe una decisione democratica, perché... l'ha deciso Antò! Non fa una piega, è perfetta logica eurista.

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    20. Faccio notare che, per adottare un decreto no euro, governo deve essere espressione di forte maggioranza noeuro. E quello di ieri, ad esempio, non lo e certamente. Siamo quindi tranquilli fino al 2018 #AsinoMioNonTeMori'...

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    21. Antò: Giamaica! (Trad. it.: già m'hai cacato il cazzo!)

      Che fai di mestiere, il rivolta frittate? Ce n'eravamo accorti che non esiste una maggioranza noeuro! Facevo solo notare che la tua lezZionicina sulla democrazia è lievemente contraddittoria.

      Ma ancora più geniale, se possibile, è questa idea che si possa indire un referendum per costringere un governo ad uscire dall'euo:

      1) abbiamo già detto che il solo annuncio potrebbe scatenare il panico e indurre i piccoli risparmiatori a gesti sconsiderati; con tanta nonchalance hai accuratamente evitato di entrare nel merito di questo problema non da poco (già questo la dice lunga);

      2) ci sono grossi dubbi sul fatto che, dal punto di vista giuridico, sia proponibile un tale referendum;

      3) anche qualora si volesse adottare un escamotage, come la legge costituzionale ad hoc, in vigore giusto il tempo di indire un referendum di indirizzo, mi sai dire dove la trovi una maggioranza favorevole ad un iter così complesso per poter indire un referendum sull'euro? Quello che stai sostenendo è che non esiste la maggioranza che possa convertire in legge un decreto d'urgenza che ci faccia uscire dall'euro, ma esiste una maggioranza per approvare una modifica costituzionale ad hoc per poter indire un referendum d'indirizzo sull'euro... daje a ride!

      Per quanto mi riguarda la questione è chiusa, non ho intenzione di continuare a replicare a queste trollonzate.

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  23. Non le è piaciuta prof. la lettera al ragazzo sulle responsabilità
    che la storia pretende ?

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  24. Il quadro generale diventa sempre più instabile.
    L'opposizione e gli USA hanno fatto in modo di portare al fallimento i negoziati di Ginevra-2. Obama si riserva la possibilità di un intervento armato in Siria e i Sauditi raccolgono i "ribelli" mercenari jihadisti per l'attacco, in primavera, contro Damasco. Lo scopo è portare alla disgregazione la Siria come è stato fatto per la Libia, poi sarà la volta dell'Iran.
    L'azione della Nato ha portato alla frammentazione dei Balcani per facilitarne il controllo e renderli un corridoio strategico. Nel Caucaso  è stato alimentato il fondamentalismo islamico e l'Arabia Saudita minaccia di esportarvi il terrorismo  jihadista. E' in gioco il controllo strategico delle risorse dell'Eurasia e l'Ucraina ha fatto l'errore di aprirsi all'ascolto del canto delle sirene europee pensando così di contrattare da un punto di forza il prezzo del gas fornito  dalla  Russia. L'Europa per favorire gli USA si è mossa  contro i  suoi  stessi  interessi,  all'Europa del mercato ucraino, a fronte del logoramento dei rapporti con il grande  partner commerciale  russo, interessava poco. L'obiettivo, quindi, era un altro: portare L'Ucraina nella NATO e farne la testa di ponte per il futuro confronto. E' sicuro che la Nato terrà ben stretta tra gli artigli la sua vittima. La situazione sta evolvendo e forse solo un ricorso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e una presa di posizione, in un fronte comune, dei paesi del BRIC, quelli del Mercosur  e  dell'ALBA  può scongiurare una nuova guerra. Anche le opinioni pubbliche occidentali possono giocare un ruolo. Dobbiamo essere consapevoli che l'attacco è rivolto alla nostra stessa democrazia all'economia e alla civiltà dei nostri paesi.

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    1. ... ed inoltre, che cos'hanno in comune (geopoliticamente parlando) Iran ed Ucraina???

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  25. Risposte
    1. Mangiare, cacare, pisciare, dormire, sesso.
      In assenza di ciò ognuno cessa di esistere.
      Tutto il resto perde di significato.
      Il "benessere" non può quindi essere in nessun caso considerato fine a se stesso ma necessario alla esistenza stessa.

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    2. Scusate,
      il mio precedente commento non era per Rosanna Spadini, era generico.

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  26. Prof, Renzi non riesce a trovare il ministro dell’economia …

    perché non si offre lei, poi quando è al Ministero della decrescita felice, lei comincia a promettere, promettere, promettere, promettere,
    promettere,

    poi d’un tratto

    giochetto … scherzetto… USCIAMO DALL’EURO !!

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  27. Quello che sta succedendo in Ucraina è totalmente inaccettabile, stanno cercando di farli aderire all'UE con la forza attraverso un più che evidente tentativo di colpo di stato .. altro che democrazia e stupidaggini simili, ormai la natura del sistema eurocratico è chiarissima, si tratta di un sistema totalitario postmoderno che, in spregio ad ogni convenzione internazionale non ha alcuna remora ad utilizzare la forza pur di sopravvivere politicamente.

    Fonti molto ben qualificate confermano che in Ucraina stanno arrivando armi di diversa natura (per ora leggere) che poi vengono stipate in depositi a disposizione dei manifestanti antigovernativi con l'obiettivo di indirizzare le eventuali responsabilità delle violenze al governo in carica.

    Una sorta di strategia della tensione ma molto più subdola dato l'appoggio dell'intero sistema massmediatico occidentale, anche se per ragioni diverse (ma non molto) episodi simili si erano già visti all'inizio delle tensioni in Libia per poi ripetersi in Siria ed in questi giorni anche in Venezuela seppur con minor intensità.

    Difendere il legittimo governo d'Ucraina significa difendere anche la nostra causa contro l'UE, il suo sistema economico e le sue istituzioni criminali, sarebbe ora di prendere posizione per non rimanere intrappolati per l'ennesima volta nelle solite ambiguità perdenti

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    1. Perché l'Ucraino che manifesta per strada è un "democratico", mentre il Greco che fa la stessa cosa è un "populista"???

      Perché quando i manifestanti e studenti tiravano le bombe carta sotto al Parlamento protestando contro Berlusconi, Sacconi e Gelmini nessuno parlava di "pericolo populista"??

      Perché di fronte alla macelleria sociale di Monti la "piazza" e gli "studenti" non hanno più "manifestato"???

      Ho provato a fare queste domande ad alcuni piddini. Ma di vere risposte, non ne ho mai ricevute.......

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  28. "Le idee degli economisti e dei filosofi politici, giuste o sbagliate, sono più potenti di quanto si creda. Gli uomini pratici, che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale, sono generalmente schiavi di qualche economista defunto."

    --John Keynes

    Quando tornate casa stasera fate una carezza ad un Renzi e ditegli questa è da parte di Keynes.

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  29. La voce del padrone.
    http://www.repubblica.it/economia/2014/02/20/news/bundesbank_patrimoniale-79112339/?ref=HREC1-2

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  30. Oggi mi è capitata sotto gli occhi quest'immagine e secondo me è la nostra più grande ricchezza: vedere problemi laddove tutti vedono una soluzione.

    "Gli sciocchi si annoiano perché mancano di una qualità estremamente fine: il discernimento. L’uomo intelligente scopre mille sfumature nello stesso oggetto, intuisce la diversità profonda di due fatti apparentemente simili. Lo sciocco non distingue, non discerne. Il potere di cui è orgoglioso è quello di trovare simili le cose più diverse." cit. Vitaliano Brancati

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  31. Obama in lizza per il nuovo Nobel... quello dell'allargamento (coatto) ad est: :D

    Del resto, che György Schwartz, da buon profugo ungherese di gens teutonica*, sia accanitamente anti-Putin e anti-tutto-ciò-che-sa-di-russo-ex-sovietico non è una novità, carissimo Biroslavo...

    * ça va sans dire

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  32. Sulla pelle degli ucraini si sta giocando una battaglia sporchissima... spero solo che, memori della totale solidarietà fattivamente dimostrataci per i noti (mis)fatti d'India, a qualche nostro facente funzioni non passi per la testa l'invio di nostri ragazzi a partecipare ad eventuale forza d'interposizione... ricordo che GDF assolve a anche a quei compiti...

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  33. Non vedo l'ora di ascoltarla dal vivo Sabato, keep calm and DAR

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  34. Intanto il Führer della Bundesbank continua, imperterrito, a "consigliare" ai vicini riottosi la migliore cura per la guarigione di ogni male: il purgone galattico panacea d'ogni mal tratto dalla mitica riedizione "de noantri" - quella con Sordi e la povera Antonelli - dell'Avaro di Moliere!

    http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/eurokrise/interview-bundesbank-chef-sieht-ezb-in-der-klemme-12809432.html
    Per i poveri cristi, la libera traduzione italica :D
    http://www.ilgiornale.it/news/economia/ue-lausterity-merkel-non-bastata-bundesbank-vuole-994250.html

    Ecco spiegato Barca, i barchismi scalfariani e gli auspici dei bravi (im)prenditori Svizzeri che, possedendo sull'italico suolo solo debiti debitamente cartolarizzati, non rischiano alcunché, ça va sans dire, dalle rapaci proposte del buon Jens...

    PS Ovviamente nell'intervista Weidmann puntualizza che la patrimoniale, per i paesi virtuosi - cioè la Germania - non è strumento ipotizzabile :D

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  35. Messaggio subliminale della Melandri .....in attesa di Maggio:

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/kiev-linferno-melandri-twitta-mia-colf-sogna-leuropa-994253.html

    Si chiamano tecniche di persuasione occulta.

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  36. Bonifici esteri, dietrofront del Tesoro dopo le polemiche: "Stop a ritenuta 20%"

    e intanto l'idea frulla per la testa......

    fra quanto la riproporranno?

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  37. ho letto che è stato rinviato al 7 marzo il convegno titanic europa. Per qualche ragione particolare?

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  38. E' interessante osservare come per UBS, già dal 7 gennaio 2014, il Capo del Governo Italiano fosse Renzi. Per chi non ci crede può verificare qui:

    http://www.ubs.com/us/en/wealth/_jcr_content/par/columncontrol_352a/col1/linklist_14c2/link_0.447986739.file/bGluay9wYXRoPS9jb250ZW50L2RhbS9XZWFsdGhNYW5hZ2VtZW50QW1lcmljYXMvZG9jdW1lbnRzL2V1cm96b25lLWVjb25vbXktMjAxNC0wMS0wNy0yMDE0LW91dGxvb2sucGRm/eurozone-economy-2014-01-07-2014-outlook.pdf

    Outlook 2014 dell'eurozona pubblicato il 7 gennaio 2014 - pag. 10 ultimo paragrafo.
    Quindi è ovvio che "La sovranità appartiene al popolo e bla bla bla ...".



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  39. @Anto
    quel referendum del 1989 era quindi incostituzionale prevedendo la perdita di sovranità da parte del popolo italiano?
    e cmq, qualsiasi cosa si faccia non può essere contraria alla costituzione (quando si discute.. nella pratica i fatti sono altri).

    Detto questo, vero che la nostra è una repubblica parlamentare.. ma cacchio, deve esserci legittimità!
    con un sistema di voto simile e con l'andazzo del paese la prassi costituzionale (che è costituzione a differenza degli usi normali) dice altro.. quindi attenzione alle facili deduzioni (pure le mie! ihihihi).

    Per finire: dove è in costituzione il passaggio in cui si parla di pre consultazioni di 5 mesi precedenti?

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