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sabato 16 gennaio 2016

Polonia e netiquette

Scusate: c'è un principio di netiquette che mi sembra sfugga a molti, anche per ottimi motivi e in buona fede, non lo metto in dubbio. Si interviene in una community dopo aver compreso lo spirito che la anima, e magari anche il post che si vuole commentare. Circa lo spirito che anima questa community, dato che l'animatore sono io, ritengo di poter fornire quella che i giuristi chiamano l'"interpretazione autentica", e ve la offro con la citazione di un post che è uno dei due pilastri di questo blog (anche se, come ricorderete, apparve prima che questo blog nascesse - ma lo ripresi qui):


(l'altro pilastro ovviamente essendo il primo post).

Le politiche di destra avvantaggiano solo la destra.

Non è strano che la pseudosinistra censurasse allora questo semplice pensiero, la cui consequenzialità ci viene oggi sbattuta in faccia dalla vicenda polacca, della quale ci siamo occupati qui. Alla luce della citazione che vi propongo, di queste parole che chi è qui dovrebbe conoscere e aver sempre presenti, e che chi arriva dovrebbe leggersi perché sono nella sezione "Per cominciare", credo sia superfluo specificare quanto ho specificato su Facebook (dove invece i post rischiano di rimbalzare fuori dalla community), ovvero:


Quindi cosa devo pensare di commenti come questo?

Quello che sfugge al nostro nuovo amico, del quale, preciso, facciamo volentieri a meno (proprio perché gli sfuggono certi dettagli), è che il punto non è se il governo polacco sia o meno fascista (cosa che a lui preme per parte di fava, a quanto ci è dato capire).

La mia preoccupazione era un'altra, e laddove fosse vero che il governo polacco sta agendo al di fuori delle regole essa sarebbe confermata due, e non una, volta.

La prima volta, perché si ribadirebbe il principio che l'attuale processo di integrazione europea conduce necessariamente i paesi europei a scegliere nel lungo periodo maggioranze parlamentari di destra nazionalista. Qui c'entra sia quello che vedevo cinque anni fa (ovvero che le politiche di destra avvantaggiano solo la destra, perché gli elettori di sinistra, sentendosi traditi da governi che schiacciano salari e diritti, fisiologicamente si rivolgono all'uomo forte), sia una cosa che allora non vedevo ma mi si è palesata via via ragionando con voi (ne parlerò con più calma dopo, ora ho un funerale): il fatto che il modello di integrazione europea segue una logica intrinsecamente nazionalista (ricalca il modello di integrazione degli Stati nazionali - in particolare, i più recenti: Germania e Italia), e quindi non offre di per sé alcuna sponda ideologica alternativa rispetto alla visione nazionalista. In sintesi: l'Europa così com'è offre solo la scelta fra un nazionalismo che fa gli interessi tuoi, e un nazionalismo che fa gli interessi altrui. E se non sei un piddino (cioè se hai più di un neurone) nel lungo periodo questa è evidentemente una non scelta.

La seconda volta, perché si paleserebbe il fatto che solo governi intrinsecamente autoritari sono in grado di opporsi a questa deriva autoritaria. Lo dico in un altro modo, così si capisce meglio: apparirebbe evidente che governi democratici non sono strutturalmente in grado di opporsi alla deriva totalitaria di Bruxelles. Qui l'esempio eclatante è il presidente di uno dei due rami del nostro parlamento, che continuamente anela su Twitter a venir spossessata della sua sovranità. Fatti suoi, se non fosse che esistono seri dubbi che una carica istituzionale possa esprimersi nel senso di elogiare un progetto eversivo dell'ordine costituito (e qui ovviamente l'UE non interviene).

Quindi, in sintesi, abbiamo due paradossi pericolosissimi: le politiche di destra favoriscono la destra, ma solo la destra può liberarci dalle politiche di destra.

Ora, mi sembra superfluo dover dire a voi che se io ho visto prima di altri (e sicuramente dopo altri) questi sviluppi e li ho denunciati non era certo perché li auspicassi, ma perché li temevo. Quindi farmi la lezioncina su cose che peraltro so (governopolaccobrutto, ecc.) non è solo off topic. È anche piuttosto fastidioso, e senz'altro contrario alla netiquette.

Ne consegue, caro Giuda, che io mi scuso molto se ti ho mandato affanculo. So che non è bello, non è elegante, non è accademico ed è anche sottilmente ingiusto, perché forse, tu, oggi, la pensi anche un po' come noi (ma c'è una probabilità superiore al 99.99% che tu abbia saltellato in piazza alla notizia della destituzione del Berlu).

Solo che sai, la vita è così: si sta come d'autunno sul blog i lettori.

Anche quando è inverno...


(...a proposito: sei contento, vero, che S&P abbia declassato quei fascistoni, no? Vedi? Hai ragione tu! Sono brutti e cattivi! Lo dice anche la grande finanza internazionale. Tranquillo, sta andando tutto bene...)

67 commenti:

  1. Pensando al commento finale del post e alla triste vicenda di Tuco ho iniziato ad immaginare un'interpretazione "alla Leone" delle società di rating.

    Quando un uomo con Standard and Poor's incontra un uomo con un lavoro salariato, l'uomo con un lavoro salariato è un uomo morto.

    oppure

    Esistono due categorie di uomini: quelli con Standard and Poor's e quelli che devono accettare una decurtazione dei diritti sociali...e noi dobbiamo accettare una decurtazione dei diritti sociali.

    (so che la prima citazione non c'entra proprio con Tuco...ma ci stava bene ugualmente).

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  2. La stessa finanza internazionale che giudica(va?) un intralcio la nostra costituzione perché troppo sbilanciata "a sinistra".
    Il nostro nemico è l'euto/UE, strumento al servizio di questi progetti di "riforma", punto.

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  3. I professori universitari: Monti, Prodi, Fornero, Bagnai.....

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    1. Non ho capito, ma ci provo.

      I maestri elementari: Celestine Frenet, Mario Lodi, il maestro Manzi, Benito Missolini...

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    2. P.s. il tuo nick richiama la famigerata legge Mancino che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

      E quindi? Ci stai dando in modo non troppo sottile dei fascisti?



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    3. Il solito wuminkione anonimo. Fatevi due risate.

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    4. Errata corrige: il Benito maestro elementare di cui sopra è ovviamente Mussolini.

      Ma crte persone non meritano neppure una ortografia corretta (cit.).

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    5. In effetti è proprio vero. Non solo favorire politiche economiche di destra favorisce la destra, ma anche favorire la propaganda di destra favorisce la destra

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    6. Stefano, mi permetti una correzione?
      Certe persone non meritano neppore l'ortografia.
      Ortografia corretta è tautologico, perché ortos è appunto corretto, in greco antico, e perciò ortografia vuol dire grafia corretta.

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  4. Il fatto è che la sinistra la sovranazionalità ce l'ha nel DNA (dall'internazionale in poi, una volta era per il potere al Soviet di Mosca, adesso a quello di Brussels) e un'evoluzione che cambi il DNA in maniera significativa richiede ere geologiche. Certo, il PD di oggi non è il PCI del 1946 etc. etc., ma certi condizionamenti mentali innegabilmente esistono, vedi appunto la Boldrini, che è solo il caso più appriscente di una certa mentalità. Forse il PSI di Craxi era andato un po' più avanti (vedi Sigonella), ma purtroppo (si, dico purtroppo in questo caso) quel ramo evolutivo è stato estinto. D'altra canto, la destra il nazionalismo e, quindi, una certa spinta alla sovranità nazionale, ce l'ha nel DNA dalle guerre di indipendenza.

    Ora, posto che il problema euro va affrontato e risolto nel breve, se non brevissimo, periodo (fra 20 anni sarà comunque inutile perchè non ci sarà rimasto nulla da salvare o si sarà risolto da se con una spettacolare implosione che ci lascerà sotto le macerie), che si fa, si attende il miracolo di una mutazione genetica improvvisa a sinistra, che sicuramente in natura capita una volta ogni milione di anni, oppure si decide che tentare di affrontare l'euro vale il rischio di prendersi le e Pen, gli Orban, i Farange ed i Kaczynski?

    Che poi in Italia il problema è, credo, che esiste un discreto numero di persone che vorrebbe la riappropriazione di almeno una parte di sovranità nazionale, che ha posizioni da conservatori su temi etici e da progressisti su quelli economici e che, se magari ha figli, ha un fondato timore che l'arrivo di centinaia di migliaia di ragazzotti musulmani sia un pericolo reale, economico ma anche fisico, per i propri pargoli (sopratutto pargole) da qui a dieci, venti anni.

    Ora, questo gruppo di persone è probabilmente la base ideale per un movimento anti-euro ed allo stesso tempo, sarà un caso, non ha un partito di riferimento che uno (il mio gut feeling, o, per dirla come si dice qui, la mia sensazione de panza, è che l'astensionismo italico per la maggior parte viene da qui). Magari prima o poi qualcuno riuscirà a riempire il vuoto.

    Chiudo quello che è forse un sproloquio (nel caso, mi scuso) con il dire che, anche parlando con alcuni amici Ungheresi e Polacchi (lavoro nelle relazioni internazinali, nei pranzi delle riunioni di qualcosa si deve parlare e spesso di politica si parla), la mia impressione è che Orban e Kaczynski siamo molto meno fascisti di quanto li facciano passare gli organi di stampa e che se entrambi deicdessero di essere più EU-friendly, essi verrebbero riportati immediatamente come molto meno autocratici. Come diceva il divo Giulio? A pensar male..

    Buon fine settimana, professore.

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    1. bel post che si compendia bene col post del prof...riguardo al partito di riferimento mancante, è ben vero , ma per quel che mi riguarda io cerco prima l'uomo nella cui dialettica posso riconoscermi e qui torniamo a questo blog , al prof , la cui "numinosità" è fortissima , a borghi , alle persone che intervengono qui , al loro apporto umano e intellettuale stimolante e appassionato...non è certo un partito questo , ma io sono comunque "partito" da qui per recuperare certi valori che non riuscivo più a sentire

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  5. "Sì, certo, lì c'è la luna però l'unghia del tuo dito è proprio un po'lunga eh". Ok, mi taglierò il dito ma prima ti cavo gli occhi, tanto non ne hai bisogno(pietà l'è morta).

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  6. “Puzzo, pietre, lusso, miseria. Dissolutezza. I malvagi che hanno spogliato il popolo si sono riuniti, hanno assoldato i militari, i giudici per proteggere la loro orgia, e banchettano. Al popolo non resta altro da fare che, sfruttando le passioni basse di questa gente, riprendersi indietro quello di cui è stato spogliato.”

    I militari non ancora, però un esercito europeo farebbe comodo per mettere in riga i popoli disobbedienti, oppure in futuro ci penserà Eurogendfor.

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    1. Ah! ça ira, ça ira, ça ira
      les aristocrates on les pendra!
      Et quand on les aura tous pendus
      On leur fichera la pelle au cul

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  7. Nell'intervento di Giuda sembra leggibile più che altro un minimo di confusione e questa confusione è sgombrata da tutto il percorso di questo blog. L'UE, grazie a tutto il suo bagaglio culturale che da 30 anni monopolizza il dibattito, pone 2 alternative in una strada molto stretta: nazionalismo paneuropeo acostituzionale, nazionalismo locale più o meno costituzionale.
    Quindi? Quindi caro Giuda l'invito è di approfondire il percorso in questo blog dando il giusto peso a questa parte di analisi che forse non ti era chiarissima.

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  8. che politicamente il futuro dell europa si giochi nello scontro di due nazionalismi (quello europeo e quello nazionale) appare ancora piu evidente oggi sevondo me con quello che sta succedendo fra Italia e Bruxelles. la classe dirigente italiana (ed europea) e' stata complice della deriva fascistoide della ue perche riteneva per questa via di annichilire la sua opposizione interna, i lavoratori, collocando le scelte impopolari al di fuori del processo elettorale. Ora, che all'indomani dell'attuazione del bail in Rensie faccia la voce grossa su banche (imputando a Junker di avere solo eseguiro gli ordini della lettera inviata dal Commissario Hill, di prossima pubblicazione) rivendicando il rispetto del ruolo dell'italia in prospettiva sovranista, e con Padian a recitare la parte del poliziotto buono, non e' un caso. Quando i miei colleghi di fuori mi domandano sopra la fermezza del Presidente del Consiglio ridpondo loro che Renzi e' un ragazzo molto spregiudicato caratterialmente, ma politicamente altrettanto debole. Il suo merito e' di essersi fatto trovare al posto giusto nel momento giusto quando gli altri si erano bruciati. Renzi quando parla non riferisce idee sue ma quelle della classe industriale e finsnziaria italiana che rappresenta e che lo ha messo li. Non puo permettersi come Berlusconi uscite incongrue o personali (questo il ragazzo lo sa perche' tutto e' meno che stupido) e per questo le polemiche con l'Europa sono ben piu pericolose di quelle dei tempi di Silvio: non sono frutto di scontri personali pur sempre appianabili, ma di interessi inconciliabili adesso gia nel breve e brevisdimo periodo (vedi voce altre banche). oggi come negli anni venti i nazionalismi danno risposta al capitale e al popolo: al primo assicurano la conservazione delle posizioni economiche di mercato gia sacrificate sull'altare della integrazione europea, al secondo il recupero del livello di vita e occupazionale di un tempo, l'innalzamento dei salari reali, debellare l'esercito industriale di riserva, in una parola la liberta'. Io non direi che i governi democratici non possano opporsi, distinguerei fra quelli democratici e consapevoli e quelli democratici e asserviti. La Svizzera e' un Paese ultra democratico: forse per questo si e' limitata ad aderire al SEE

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  9. Ue chiama, Bce non può far niente, allora S&P risponde:

    "Standard & Poor's ha rivisto da positivo a negativo l'outlook sul proprio rating di 'BBB+' per il merito di credito dell'emittente sovrano Polonia.S&P mette in relazione la decisione odierna al risultato delle elezioni politiche di ottobre, vinte dai nazionalisti euroscettici di 'Diritto e Giustizia' (PiS), favorevoli ad apportare radicali modifiche nel ruolo delle istituzioni. A parere dell'agenzia, tali misure legislative indeboliranno l'autonomia, dunque l'efficienza, delle suddette istituzioni."

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    1. Povero Poor (e il suo socio Standard): in fondo, ci sta solo facendo notare che gli interessi del capitale li fa solo il Quarto Potere; gli altri tre, non sono affidabili...

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    2. "Ue chiama, Bce non può far niente, allora S&P risponde:"

      In realtà la UE, più correttamente la CE (commissione europea) può far da sola ed ha già cominciato a farlo.

      Con la procedura di review ex art. 7 della trattato di Lisbona può sospendere il diritto di voto della Polonia nel consiglio europeo. in pratica, questo impedirebbe alla Polonia di partecipare al processo decisionale ( e, MOLTO più importante, di porre o anche solo minacciare di porre il diritto di veto su tutte le questioni dove è necessaria l'unanimità) dell'Unione.

      Non proprio una cosetta da niente

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  10. I polacchi hanno votato (gli astenuti lasciano la decisione a coloro che votano), quindi, anche se fa schifo quello sarà il loro governo. La vera domanda NON è come mai non esista una sinistra capace di contrastare questa crescita di movimenti fascisti, ma: come mai questa sinistra europea e italiana ha permesso l'attuazione di una Unione Europea che ha i semi e l'humus per far scoppiare questa crescita?

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    1. Parafrasando il nostro nuovo amico, ti ringrazio per avermi restituito fiducia nell'umanità.

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    2. Quando sento parlare di sinistra mi chiedo quale e se quella nominalisticamente riconosciuta sia la stessa che tanti lettori auspicherebbero. Penso proprio di no perche' chi gia' nel PCI sapeva che cosa avrebbe comportato un sistema di cambi fissi,a maggior ragione accettando ed avallando l'euro era chiaro cosa avrebbe comportato ai lavoratori e cittadini tutti. Deflazione salariale e disoccupazione storicamente fanno il gioco delle destre reazionarie.
      Perche'allora tutto questo,sapendo che il costo politico e sociale sarebbe stato devastante dei piccoli vantaggi ottenuti partecipando alle compagini di governo?

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    3. Caro Ubaldo, tu sei di Piddinia come me e conosci, come me, costoro. La risposta al tuo perchè è: sì, i piccoli vantaggi che loro, piccoli uomini, non avrebbero mai ottenuto altrimenti. Non occorre molta ermeneutica: sono delle irredimibili merdine. Punto.

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  11. Buongiorno, non capisco questa parte:

    «La seconda volta, perché si paleserebbe il fatto che solo governi intrinsecamente autoritari sono in grado di opporsi a questa deriva autoritaria. Lo dico in un altro modo, così si capisce meglio: apparirebbe evidente che governi democratici non sono strutturalmente in grado di opporsi alla deriva totalitaria di Bruxelles.»

    Me la potrebbe spiegare meglio qualcuno o indicarmi degli articoli o libri da leggere per capirla?

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    1. Bruxelles ed suo braccio armato BCE si incoronano come unici depositari di democrazia. Un paese che accetta a priori il dogma europeista ed abbraccia i suoi pilastri non potrá mai liberarsi dai preupposti senza combattere conflitti interni/esterni. La Grecia di Tsipras li ha evitati (democraticamente?) per ignavia condannando il paese alla canna del gas. Noi siamo sulla stessa strada.
      Dunque, se democraticamente non risolvi un tubo perché schiavo del dogma europeista e della menzogna dei media che non ci meritiamo, hai solo un'altra strada. Rispondere ad un'imposizione con un'imposizione di pari forza e durata perché la casalinga o "l'average Joe" (perdonatemi per l'esempio) si asterranno dal voto o crederanno alle menzogne della UE (come operó Mussolini negli anni 20).
      "governi democratici non sono strutturalmente in grado di opporsi alla deriva totalitaria di Bruxelles."
      Rispondere ad una imposizione porterá inevitabilmente al conflitto. Conflitto che inizia con lettere diplomatiche, passa per interventi finanziari (vedi rating) e termina probabilmente con quello armato.

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    2. Io posso solo rispondere con quello che ho letto ne "il Tramonto dell'euro: il professore ha ricordato le dichiarazioni di Salvatore Giacchetti (Presidente di Sezione del Consiglio di Stato) nel 1992 a proposito delle "termiti comunitarie". Un paragrafo molto interessante ch, per me, ben spiega l'attuale situazione.

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  12. addendum: x Giuda. Giuda guarda che conviene a te fare l'approfondimento. il prof queste cose le sa gia e gli altri che gia son qui e perche sentivano il bisogno di capirci qualcosa. Anche tu se sei qui spero che lo abbia fatto spinto dallo stesso bisogno. non servira' aniente perche tanto le cose andranno come devono andare con o senza di noi pero se senti di volere di piu in termini di razionalita e chiarezza questo e il posti giustoi. se ti interessa benvenuto se no addio

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  13. Un parallelo storico.
    Ricordo le critiche a Tito ed ai suoi metodi dittatoriali degli ignari di allora. La repubblica jugoslava titina era l'unico sistema per: 1) tenere forzatamente assieme popolazioni totalmente diverse 2) non allinearsi al comunismo sovietico (parallelo alla UE).

    Caddero il socialismo reale e l'economia pianificata, caddero le dittature.
    Ricordiamo tutti ció che seguí. Il disastro sponsorizzato da Germania ed Austria.
    Ma questa é n'altra storia.
    (maledetto Gorbachev)

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    1. E dopo la voluta e pianificata tragedia, ecco che al posto di un Paese che nonostante tutti i difetti: nepotismo, corruzione, ecc , per un periodo aveva mantenuto la propria dignità nel rispetto di altri Paesi (qui qualcuno mi farà ricordare la vicenda di Trieste, lo so, urlavano: “život damo Trst ne damo”, ma poi sapiamo come è andata a finire) e tutte le sovranità, oggi abbiamo sei banana repubbliche e Kosovo, a metà tra banana i fico secco, ma molto pericoloso.
      La custodia delle sei banane è affidata alle scimmie addestrate ad obbedire ai padroni stranieri e che per la ricompensa possono scimmiottare a volontà contro tutti, spaventare e far litigare la povera gente che fa fatica a capire come stanno realmente le cose.
      Ora loro sono democratici finché obbediscono, e essendo piccoli l'obbedienza sarà la loro parola d'ordine.
      Vorrei tornare sulla sovranità (una che comprende tutte) e dire in parole molto semplici che privare un Paese della sovranità, se fatto dall'esterno deve essere considerato un atto di aggressione, e se fatto dall'interno è un atto di alto tradimento.
      Un popolo come una persona deve avere la propria dignità e il diritto di decidere il proprio destino, altrimenti soffre troppo e si ammala.
      Per stare in pace e pieno rispetto con i vicini di casa non occorre buttare giù i cancelli, le ringhiere dei cortili per farne uno e tanto meno vivere tutti insieme sotto un unico tetto.

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    2. Ho letto da poco "Elogio delle frontiere", di Régis Debray, credo (non ricordo precisamente) su suggerimento di qualche amico di questo blog. A mia volta lo consiglio caldamente.
      Senti per esempio:
      "Il contorno amputa, certo, ma per meglio includere, e ciò che un io o un noi perdono in superficie, lo guadagnano in durata. È anche normale proteggere il perimetro che ci protegge - e ci fa durare. Il perpetuarsi di un'entità, collettiva o individuale, si sconta con una ragionevole umiliazione: quella di non essere a casa propria ovunque. L'Esagono amputa l'essere francese, così come il vostro arco di isole l'essere giapponese, ma questo rinchiudersi equivale a resistere. Da qui, la presenza, anche nell'ultimo coriandolo del Pacifico promosso indipendente, di una autorità centrale predisposta alla creazione e alla conservazione di una memoria a venire. (...)
      La miseria mitologica dell'effimera Unione Europea, che la priva di qualunque affectio societatis, è dovuta al fatto, in ultima istanza, che non osa sapere e ancor meno osa dichiarare dove essa cominci e dove finisca.
      Individuo, nazione o federazione di Stati, chiunque manchi di riconoscersi un oltre, non accetta il suo fuori. Non tollera nemmeno l'idea di avere un fuori. E dunque ignora il suo dentro. Chi vuole andare oltre se stesso comincia con il delimitarsi. (...)
      Quando si nega la spartizione, non è forse alla condivisione che ci si rifiuta? Il poeta e scrittore Aimé Césaire riteneva che ci si potesse perdere 'segregandosi nel particolare e diluendosi nell'universale'. Fra questi due suicidi, il secondo è quello che oggi tenta di più ed è il più remunerato".

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  14. Eppure, in verità in verità vi dico, che in giro c'è ancora tantissima gente che anche di fronte a questa ennesima dimostrazione (il declassamento in luogo della impossibile chiusura dei rubinetti dei piccioli) ancora continua a luogocomunare allegramente con cose tipo "se usciamo dall'euro i risparmi..." o "se usciamo dall'euro gli stipendi..." ecc.

    Insisto con un "non ce la possiamo fare" di rito. Da bravo diversamente ottimista.

    ...e non voglio ricordare altri luoghi comuni che ho riletto da poco (cioè poche ore) che sennò "transito" da uomo a donna senza passare dal trial clinico.

    Salutamu!

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  15. Ancora destra e sinistra, e ancora sinistra e destra: che gioco infantile e stucchevole. Come si fa ad essere così ciechi, perché continuare con la solita superfetazione ermeneutica da pseudointellettuali piddini e dare giudizi politici a ciò che è molto più semplice: c’è un paese europeo – veramente europeo – i cui cittadini non hanno abbassato la testa. Ammiro molto i polacchi: hanno forte il senso della loro identità. Slavi, ma cattolici; nell’Europa orientale, ma nel cuore culturale dell’Occidente. Ho conosciuto bene – in senso letterario, s’intende – due polacchi. Il linguista Jerzy Kuryłowicz, il quale diede un contributo fondamentale all’indoeuropeistica, individuando nella fricativa faringale ittita ḫ il corrispondente di uno o più “coefficients sonantiques” di Saussure (Mémoire sur le système primitif des voyelles dans les langues indo-européennes, 1879): rese la nostra disciplina una scienza, perché dimostrò che essa era predittiva; inoltre, dette una sistemazione definitiva all’apofonia indoeuropea e scrisse un controverso ma importante saggio sull’accentuazione indoeuropea (L’accentuation des langues indo-européennes, 1952). Mi piace sempre ricordare di lui una frase: “One cannot reconstruct ad infinitum. We must be satisfied with stages bordering historical reality”. L’altro polacco è Ferdynand Antoni Ossendowski, avventuriero, scrittore di successo, buon chimico, antibolscevico viscerale, exilé. Aveva sempre l’armata rossa a poche migliaia di chilometri dalle sue calcagna; la fece sempre franca, dandosi alla fuga attraverso le steppe siberiane – dove sentì parlare, a quanto affermò, del Re del Mondo e del misterioso regno di Agharti – e arruolandosi nel frattempo con il barone pazzo, il lituano Roman von Ungern-Sternberg. Il suo libro Bestie uomini e dèi conobbe un successo planetario, che continua ancor oggi: ma nun fu mai tradotto in Patria, se non recentemente, dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989. Personaggio contraddittorio, fu anche spia e contraffattore (George Kennan, “The Sisson Documents”): fu comunque un patriota. La versione polacca del suo libro più importante, il succitato Bestie uomini e dèi (Przez kraj ludzi, zwierząt i bogów. Konno przez Azję Centralną), la dedicò a una sua conterranea che era morta infelice in Mongolia. La riporto qui, come l’ho tradotta io, sperando di non tradire il senso nostalgico della composizione: la dedico a chi non si rassegna per amore della propria Patria, anche in terre lontane.

    A colei
    che ho incontrato sulla riva della “grande,
    azzurra acqua salata” ai piedi dell’argine
    di rocce rosse, per la quale ho serbato
    amore fedele fino al giorno in cui diventò la mia
    Eleer-Bałasyr,
    avvolta dalle leggende dell’antica Erdeni-Dzu
    dedico
    questo racconto del mio vagabondare di martire
    attraverso il cuore della misteriosa Asia risvegliata.
    Ant. Ossendowski.
    Varsavia, a. 1923.

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    1. Grazie, Martinetus!

      Qui, Ewa Podles.

      (Alessandra/Cassandra da Firenze)

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    2. Grazie, Obli: eccezionale la Podles (il suono di petto fuso in quello di testa: mâle et femelle dans le même gosier, come si diceva di Farinelli!) e anche l'Aleksandr Nevskij. Volevo precisare che la versione polacca di Bestie uomini e dèi fu pubblicata a Varsavia nel 1923 dopo quella inglese dell'anno prima, ma che dopo la guerra il governo filosovietico requisì tutte le copie esistenti, così che le generazioni della mia età neppure conoscevano chi fosse Ossendowski, il quale è l'autore polacco più conosciuto all'estero dopo il premio Nobel Henryk Sienkiewicz.

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    3. Sinceramente, e' un piacere leggere questi interventi.
      Mi sembra di sfogliare una riedizione della rivista di Benedetto Croce di un secolo fa.

      http://ojs.uniroma1.it/index.php/lacritica

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    4. Grazie, troppo buono a compararmi con Croce: avrei preferito Gentile.

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  16. Profe, una questione pratica: il link messo al suo articolo sul post di FB rimanda in realtà al suo stesso post su FB. Per il resto, che le devo di'? "Se stasera sono qui, è perché ti voglio bene..." (a scanso d'equivvvoci: è SOLO un outing POLITICO)

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  17. L'ipotesi a suo tempo paventata dal prof (che nel frattempo è diventata la tesi) si può succintamente riassumere così: se vuoi evitare che il tuo nemico usi la bomba atomica non puoi andare verso il disarmo unilaterale. Devi, invece, provvedere a costruirti un arsenale nucleare almeno pari al tuo avversario. La sinistra delle anime belle (o dei sepolcri imbiancati, fate voi) è incapace di sostenere il peso di una tale decisione. Non è che non siano dei guerrafondai; gli manca solo il pelo sullo stomaco per reggere il confronto con l'opinione pubblica. A tal proposito vedi alla voce D'Alema bombarda Bosnia sotto ombrello NATO. (cedendo anche in questo caso la sovranità, ma non voglio aprire un altro frame). Quello che mi preme è fare il parallelo con gli ordigni nucleari e cioè: SE VUOI IMPEDIRE CHE UN ALTRO USI LA SUA SOVRANITÀ CONTRO DI TE DEVI AVERNE UNA ALMENO EQUIPOLLENTE ALLA SUA. Il caso polacco, ma prima ancora quello ungherese lo stanno a dimostrare. Il resto sono tutte seghe mentali... che notoriamente fanno diventare ciechi.

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  18. Se il prezzo da pagare per liberarci della €Urogarrota è liberarsi della cosidetta "democrazzzia" cartacea, nel duolice senso di sistema basato sulla truffa dei ludi, appunto, cartacei, chiamati "elezzzioni" e soprattutto sui principii solennemente enunciati nel documento denominato "costituzzzione", ma di fatto rimasti largamente inattuati, cioè sulla carta, credo che questo prezzo vada pacato.
    Non si tratta di hybris aristocratica, o almeno non soltanto di questa, ma della consapevolezza che essendo stati i governi nazionali depredati di larga parte della loro sovranità, con la cosiddetta "democrazia" non se ne es esce.
    Der Kommandant sa benissimo quanto ho in uggia il principio "one man, one vote", e conseguentemente le "istituzzzioni" basate sul conteggio dei crani, quindi capirà anche perché questa consapevolezza e le sue implicazioni mi stanno dando una soddisfazione da raffinato gourmet.

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    1. In effetti Sciascia poteva starsene zitto, neh?

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    2. Lei è Altoatesino(o Sudtirolese o quel che l'e')?So che molti suoi conterranei(o compaesani o connazionali o quel che l'e')vorrebbero l'indipendenza dall'Italia.Noi siamo democraticissimi,quindi,come dire,prego,fate pure,la porta e' apertissima.Inutile sottolineare che ci mancherete tantissimo(un attimo che mi asciugo la lacrimuccia),sentiremo una mancanza incolmabile,una nostalgia delle magiche lande sudtirolesi(o altoatesine o quel che l'e')difficilmente guaribile;ci vorranno secoli,forse millenni,prima di elaborare il lutto.Ma il principio dell'autodeterminazione dei popoli anzitutto,perché,ripeto,noi siamo democraticissimi.
      Addio,ci faremo sentire noi...

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    3. @Alliv

      Alcide De Gasperi, prima di diventare Primo Ministro della Repubblica Italiana e di firmare a Parigi il trattato di pace della II GM per l'Italia, fu deputato nel Parlamento della 'Dual Monarchy' (Impero di Austria Ungheria).
      Il confine del Brennero fu stabilito dal trattato di Versailles per esigenze militari (l'Italia prima della I GM non chiedeva assolutamente l'annessione del Sud Tirol).
      Il fascismo pote' solo italianianizzare a fatica i nomi dei territori annessi.
      Con questo voglio dire che l'attuale Alto Adige (quello di lingua Tedesca) ha IMHO il diritto di scegliere ad ogni generazione se rimanere 'federato' all'interno dell'Italia o di divenire di nuovo una regione dell'Austria.

      Personalmente preferisco la prima ipotesi....

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    4. @Alliv: non so perché ritenga il ns. buon amico Jörg un secessionista. Personalmente eviterei semplificazioni, specie sui "national sterotypes" che vogliono che un esponente del Südtirol sia per forza secessionista. Seppure lo è, saranno c**** suoi.
      Certo, se continua così, i sudtirolesi giocoforza riterranno opportuno aggregarsi direttamente al "centro" invece di vivacchiare (tutto sommato ancora bene) con la malandata "periferia", come la consultazione della Klotz ha dimostrato un paio di anni fa. Speriamo non debba mai succedere, ma l'autodeterminazione è l'autodeterminazione.
      Piuttosto Jörg ha ragione almeno su un punto: sappiamo tutti che la ns Costituzione, per quanto bella, in gran parte è rimasta sulla carta e la stessa democrazia sta assumendo nel ns. paese contorni sempre più sfumati, evanescenti. Imbelli governi di pseudosinistra, per di più euroteleguidati, stanno strangolando le economie dei propri paesi (€urogarrota ... quoto Jörg). Quindi è probabile che la liberazione dall'euro ci arriverà da destra, con quel che ne consegue, ma su questo il Prof. docet!

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    5. @Assertor
      La porta e' sempre più aperta,direi spalancata:prego.
      E sono già due in meno.

      P.S.
      Non avete colto il senso,siete proprio degli ingengnengnieri!#Dar

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  19. In un mondo ideale (per chi comanda) la Polonia dovrebbe essere Anti-Russia (Pro Nato) e Pro EU. Dato però che il mondo ideale è appunto ideale, per ora va bene che sia solo Anti-Russia e Pro Nato.
    Chi però definisce il partito maggioritario in Polonia come una forza anti-euro per me sbaglia, commette un errore.
    Gli USA hanno altri progetti per l'Europa dell'Est, per i paesi confinanti (o prossimi al confine) con la Russia... questi progetti a mio avviso avvicinano la Polonia più all'Ucraina che non alla Grecia, dove la persistenza nella EU è importante (per non far cadere il giochino a ovest e avere comunque un maggior controllo sulle politiche europee) ma non è fondamentale (a meno che non serva come fonte di finanziamento).
    Il problema è quando sostieni (e questo è il caso), da una parte una forza politica apertamente nazionalista, nel senso tradizionale del termine, e dall'altra vuoi preservare un percorso di integrazione nella EU.
    A questo punto il partito polacco che può fare (e non è la vera e autentica forza politica no-euro in Polonia, quella è minoritaria)? Alza la voce pensando che da Washington faranno passare tutto pur di assecondare i progetti di integrazione militare Nato (installazione di missili nucleari tattici, basi militari e altre belle cose) in modo da non perdere la faccia in casa propria. Ora però arrivano piccoli avvertimenti, così tanto per far capire che non è proprio tutto concesso.
    In un'eventuale "scontro" credo che si interverrebbe a far ragionare i polacchi sulla questione EU, spesso però le cose non vanno come da previsioni. La Polonia non deve e non può temere il trattamento Grecia (per le ragioni che sappiamo), bensì piuttosto il trattamento Ucraina.
    Questo partito intanto fa comodo perché contribuisce ad alimentare il folle odio anti-russo (non che ci voglia molto in Polonia), le cose però potrebbero cambiare.
    Sulla riflessione delle politiche di destra che portano a destra, sono pienamente d'accordo, purtroppo si tratta di politiche pienamente assecondate dai media (sempre più centralizzati a livello globale) in tutta Europa, Polonia compresa.
    La Polonia, pur non avendo l'euro è sempre una vittima dell'ingerenza esterna nella sua politica interna (due versioni di un progetto che ha una matrice comune).
    La destra ci libererà dalle politiche di destra... sì nel senso però che mostrerà, renderà nude le estreme conseguenze di queste politiche agli occhi di chi ancora non ha capito, accenderà cioè il conflitto ... non che si impegnerà per rimuoverle effettivamente. Poi ogni paese è un caso a sé (la destra francese non è la destra polacca).
    Io credo, o più che altro temo, che la destra al governo proprio sulla questione EU sarebbe pronta a ritrattare se messa alle strette (nel senso di ricattata). Quindi, per essere chiari, ad un Salvini o ad una Le Pen che una volta al governo escono dall'euro o addirittura dalla Nato (Le Pen) non credo affatto.
    Del resto mi pare che ci si sforzi parecchio ad impedire che a sinistra nasca qualcosa di diverso e di alternativo... lo vediamo con i tanti format "yes we can" sparsi per l'Europa. Del resto l'elettore "tipo" di destra vive il presente, radicato nel passato, quello di sinistra si proietta nel futuro, per questo motivo è necessario offrirgli il "fogno" degli Stati Uniti d'Europa, dell'Internazionalismo, dell'Onestà come fine ultimo delle cose... a quello di destra è sufficiente servire castacriccacorruzione 3 volte al dì.
    L'alternativa di "destra" all'euro sarà paradossalmente la rottura delle identità nazionali soffiando sul fuoco delle rivendicazioni locali, quindi la frammentazione dell'Europa... e qui tornerebbero in voga i progetti delle "macro-regioni" e dell'integrazione "orizzontale"... sempre che rimarrà qualcosa da integrare, DOPO.

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    1. Ci libereranno gli americani anche stavolta?
      http://scenarieconomici.it/dopo-vw-lo-scandalo-dei-mondiali-tedeschi-pagati-le-intercettazioni-con-cellulare-di-merkel-schauble-ecco-lattacco-finale-a-berlino-class-action-contro-deutsche-bank-a-ny-e-londra/

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    2. @ Alessandro Ballardin

      "Ci libereranno gli americani anche stavolta?"
      No.
      Io poi non credo che "ci abbiano liberato" neanche l'altra volta.

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    3. In effetti gli Ammeregani amano l'Italian way of life e per meglio preservarla hanno ancora tante belle basi militari, dopo oltre 70 anni dalla fine della WWII.

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  20. Analisi impietosa ma corretta. Professore lucido come sempre. Abbiamo bisogno di un governo ultra-nazionalista di destra per liberarci dal giogo Bce-fascista dell’Unione Europea. Se non è un paradosso questo. Ma appunto, allo stato attuale questa appare come l’unica soluzione realizzabile ma praticamente impossibile da attuare in Italia nel breve periodo. Io credo che quest’anno la situazione subirà un’accelerazione incredibile verso il disfacimento della zona EU. E questo non per il nostro contributo politico come Italia, ma per il collasso del sistema dovuto al prossimo crollo di qualche italica banca dovuto al nuovo choc esogeno proveniente dalla finanza estera, che sia USA o di qualche Brics. La questione banche è cruciale. Finche hanno fatto macelleria sociale nessuno ha avuto nulla da obbiettare, specialmente i nostri capitani coraggiosi, legati a doppia mandata al moloch monetario. Ma adesso stanno venendo a prendere i gioielli di famiglia, le banche e banchette che sono il vero centro nevralgico del potere nostrano. Infatti incominciamo a registrare alcune timide uscite del Fonzie nazionale. Verremo salvati dalla nota cricca castacorruzionesesonmagnatitutto? Mah…… anno interessante il 2016.

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  21. Ma poi per quale motivo si stupiscono scandalizzati che il 20% ha votato dando un 40% relativo al partito vincitore ?
    Com'è che non si sono scandalizzati quando è avvenuto in Italia ?
    Com'è che non hanno giudicato fascista il modo in cui hanno fatto fuori Berlu ?
    Comunque, mi pare incredibile che ci sia ancora chi non sia riuscito a comprendere ciò che sta dicendo da anni.


    "Quindi, in sintesi, abbiamo due paradossi pericolosissimi: le politiche di destra favoriscono la destra, ma solo la destra può liberarci dalle politiche di destra.

    Ora, mi sembra superfluo dover dire a voi che se io ho visto prima di altri (e sicuramente dopo altri) questi sviluppi e li ho denunciati non era certo perché li auspicassi, ma perché li temevo."

    Più chiaro di così.

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  22. Trovo davvero ridicola e piuttosto pericolosa la personalizzazione delle questioni. Un mio vecchio maestro aveva un modo tutto suo di definire i regimi autoritari: “dove ci sono molti tribunali speciali, a seconda degli imputati”.
    Mi è tornato in mente notando il fatto che per molti l’UE è stata tiranna con la Grecia, ma con la Polonia no, perché lì ci sono quelli di estrema destra.
    L’ennesimo modo originale di affermare che il fine giustifica i mezzi. Peccato che la democrazia sia un mezzo e niente più. Quindi non dovrei sorprendermi se escono articoli come questo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/16/il-quarto-di-grillo-e-loncia-di-carne/2377982/

    In cui con il fine di eliminare i reati elettorali, invece di perseguirli, si propone di sospendere l’ordinamento repubblicano. In fondo se lo fai per un comune… perché non anche in una regione? E lo Stato? “Le infiltrazioni sono arrivate fino ai vertici” lo sento dire da quando portavo i calzoni corti.

    Già, non dovrei sorprendermi.
    Ma posso indignarmi.

    E ho una prova tangibile che chi sostiene questa “roba” guarda caso sia uno strenuo difensore di determinati meccanismi economici, spesso in polemica con le pagine di questo blog.

    E tutto torna.


    Ah, mancano sei anni al centenario. Direi che sono piuttosto avanti con i preparativi.

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  23. Ciò premesso, e visto che non ci sono alternative, la cosa che più mi preme è che ci si arrivi rapidamente.

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  24. da bambino mi sono sempre chiesto del perché della deriva nazista o fascista.
    Quando poi siamo entrati nel vivo della crisi, riflettendoci su mi sono detto: "ma contro questi cosa si può fare?" e mi è venuto in mente il passato, del perché di certe derive.
    Direi che anche questo dettaglio funesto sia patrimonio del blog da anni

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  25. Vorrei però aggiungere una cosa.
    E' una delle variante perché ad esempio al Sud la deriva ha preso altra forma (ovvero il controllo del territorio di gente chiamata dai Garibaldi boys).
    Qualsiasi lato si guardi, questi combinano da oltre 200 anni danni mostruosi per tutto il mondo

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  26. "Quindi, in sintesi, abbiamo due paradossi pericolosissimi: le politiche di destra favoriscono la destra, ma solo la destra può liberarci dalle politiche di destra.".
    E allora? Prof perché questo la dovrebbe preoccupare? E' giusto e doveroso che questa sinistra sparisca e venga rifondata dalle basi, compresi i suoi elettori. Che finirà male ho pochi dubbi, speriamo solo che che questo scempio finisca prima possibile: tra le altre ha chiuso recentemente anche la Ciare, una azienda a cui ero affezionato (e che casualmente era anche Marchigiana)...

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  27. A me non sembra che Giuda abbia detto nulla di così stupido.
    Capisco che nella comunità del blog ci sia chi non concorda, ma credo che l'obiettivo fossero, più che i post del professore, i toni che alle volte assumono alcuni commenti (mi pare difficile accusare il prof di voler fare del governo polacco il nuovo feticcio anti euro). Toni che, devo dire, io noto più su Twitter che qua.
    Poi vabbè, non posso né voglio fare l'interprete altrui né infilarmi ora in una discussione complessa che facilmente può finire in un ginepraio.
    Saluti.

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  28. - "Hanno detonato alla porta."

    - "Chi era?"

    - "Standard e Poor."

    - "Ahahah... poverini, è che non sanno scrivere!"

    - "Sì, ma una cosa leggera. Con molto rispetto."

    (cit.)

    PS_Peraltro, se l'economia polacca dovesse continuare a crescere (una ignominia nella dead zone €uropea, si capisce...), è abbastanza prevedibile quanto gli investitori esteri terranno conto di sti pizzini.

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  29. per meglio inquadrare il sentimento nazionale polacco e la tragedia vissuta da questo popolo consiglio a tutti la visiione del film: "Katyn, il mistero di un crimine mai raccontato", regia Andrzej Wajda.

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  30. Buongiorno, il collegamento che ha fatto nel post tra Unità d'Italia e processo di integrazione europeo mi ha spinto a fare una ricerca in rete. Ho trovato questo testo "LA PRIMA LEGISLATURA DEL REGNO D'ITALIA
    STUDI E RICORDI DI LEOPOLDO GALEOTTI
    GIÀ DEPUTATO AL PARLAMENTO.
    SECONDA EDIZIONE (1886) disponibile qui http://www.eleaml.org/ne/storia/01_galeotti_1866_bilancio_prima_legislatura_regno_italia_2015.html Non sono riuscito a leggerlo tutto ma ho trovato sconvolgente alcuni parallelismi con i fatti contemporanei. Qui riporto un passaggio del capitolo XVII intitolato " Il debito pubblico e la moneta" :
    " La unificazione del debito pubblico dei cessali Stati, era necessaria, come misura politica, onde immedesimare nelle sorti d’Italia l’interesse di lutti i creditori, e come misura finanziaria, onde sul mercato interno ed estero non ci fosse nessuna concorrenza fra i titoli vecchi e i titoli nuovi. Questa operazione venne immaginata e condotta felicemente dal ministro Bastogi, che aprì il gran libro del debito pubblico, riunendo lutti i debiti irredimibili in due grandi categorie, l’una di rendita consolidata 5 per 100, l’altra di rendita consolidata 3 per 100, lasciando in una terza categoria gli altri debiti redimibili, e sostituendo ai titoli antichi della doppia rendita consolidata, la necessità di un titolo nuovo. Il cambio dei titoli dentro il termine di un anno che la legge assegnava, venne compiuto quasi totalmente senza che niuno se ne accorgesse. E quindi, da quel giorno, non fu altrimenti visto sul mercato se non che il titolo del Regno d’Italia, senza concorrenti e senza rivali. Era questo il segno più esplicito e meno equivoco sul mercato estero della unità dello Stato, che veniva in tal modo riconosciuta dai banchieri, prima che lo fosse dai Governi.
    Altra operazione anche più delicata e più difficile consisteva nel sostituire alle diversissime monete circolanti per le province d’Italia, una nuova moneta che avesse per base il sistema decimale, e che, portando l’impronta del nuovo Regno, facesse sparire le tracciò delle antiche signorie, nelle quali era stato diviso. E questa pure era una necessità reclamata anche dai bisogni commerciali, nulla nuocendo di più allo svolgimento dell’industria, quanto il dover mutare ad ogni passo l’istrumento più indispensabile delle contrattazioni, e gli elementi primordiali del calcolo."

    Oltre all'idea che i cambi di moneta nuocessero all'industria mi ha colpito soprattutto il passaggio sul riconoscimento dei mercati ancor prima che dei Governi ("unità dello Stato, che veniva in tal modo riconosciuta dai banchieri, prima che lo fosse dai Governi"):sembra proprio che alla base dell'unificazione ci siano quei fenomeni che lei sta denunciando

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  31. La lezioncina sulla presunta o reale deriva autoritaria-nazionalistica del governo della Polonia dimostra che molti nostalgici di sinistra faticano a comprendere la reale portata del conflitto in atto. Che è, come sempre, conflitto distributivo. E allora fioccano le riserve sulla scelta dei giudici della Corte Costituzionale polacca, le presunte torsioni della democrazia in quel paese. Ma che osservatori attenti. Chiedersi, piuttosto, come mai la sinistra polacca sia stata letteralmente cancellata alle recenti elezioni, no ?! Lo strabismo politico di chi vede la pagliuzza nell' occhio altrui e ignora la trave infissa nelle proprie pupille fa veramente sorridere (basta dare un' occhiata alle riforme elettorale e costituzionale del nostro paese, per comprendere la sciocchezza di tali critiche). Il vero, unico, reale obiettivo di questi attacchi è la sovranità, intesa come la capacità di un popolo di eleggere governi e Parlamenti totalmente indipendenti da poteri esterni, finanziari o politici stranieri.

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    1. Riassumerei così il dibattito degli ultimi intervenuti:

      Si vis pacem, para bellum. A brigante, brigante e mezzo.
      E lascerei in panchina il fascismo e l'antifascismo.

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  32. @Claudio Luppi
    Qualche infame c'è ma molti sono pirla..
    senza fare nomi, tanto le discussioni ci sono, un ex ministro (italiano) del bilancio, a prescindere dalle opinioni, non può dire che il cambio lira/ecu (euro) doveva essere la metà (non ho più trovato il tweet, me lo sono sognato vista l'ora della lettura?).
    Qua parliamo di kamikaze della vergogna! Ma figurarsi se tanti hanno voglia di riflettere sulla genesi di mafia e nazismo!

    Ovviamente, la sinistra è in piena difficoltà perché sta crollando sul suo peso di falsità ed è (per loro) naturale pensare di ribattere la palla parlando di nazionalismi.

    Riflettevo (ok, il prof lo dice da anni ma su questo punto non ho fatta mia la questione sino a questo mese) sulle parole di Prodi ovvero che senza UE o cose similari l'Italia sarebbe il niente, puf!
    In questo bieco nazionalismo sovranazionale, si sono invertite le parti.
    Ovvero, abbiamo un'umanità (intesa come l'essere uomo) che impone più popoli (per avere la dignità di essere uomini).
    Questi invece ribaltano questo aspetto: vorrebbero 1 popolo (governo mondiale) ma sbriciolando la dignità umana (non riconoscendo le differenze sociali e culturali, quel senso di appartenenza che ognuno ha con i propri luoghi).

    Quindi, te pensi che bisogna capire se i polacchi abbiano fatto bene o male e perché la sx è stata asfaltata da quelle parti?
    Per queste analisi "sopraffine" (sic) c'è Internazionale che ogni settimana ci illumina di oscurità

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  33. @valsandra
    La sinistra non è solo in difficoltà, come dici giustamente, ma è causa del tradimento degli interessi del paese.
    Il tradimento è documentato dalla cancellazione di tutto il patrimonio di conoscenza e consapevolezza della sinistra degli anni '70 (come ben documentato dalle parole di Luciano Barca nel dicembre 1978). Ognuno può decidere di suicidarsi politicamente, compiendo scelte illogiche ed irrazionali.
    E la sinistra lo sta facendo, con coerenza, da anni. Ma diverso è mentire, cancellare la verità e le evidenze della storia, per difendere scelte politiche sbagliate e tragiche o per salvare la propria posizione di privilegio. Questo tradimento, il tradimento della Costituzione e degli interessi del proprio popolo e della nazione, costituisce il crimine peggiore per una classe dirigente. La sinistra italiana, non dimentichiamolo, è stata anche quella dei partigiani e del riscatto dell' Italia dopo l' orrore della guerra nazista e fascista, quella della Costituente, della crescita del paese, del benessere dei cittadini, dei salari e dei diritti. Se oggi diventa l' alfiere dell' ordoliberismo e del mercati finanziari internazionali a danno dei ceti popolari, contro la sovranità nazionale, allora la mutazione genetica compiuta appare veramente mostruosa.
    Hanno cancellato non solo Gramsci, ma anche lo spirito risorgimentale ricco della dignità di appartenenza alla comunità di un borghese come Alessandro Manzoni, che sostenne i figli nella battaglia delle cinque giornate di Milano del 1948.
    Come ho già avuto modo di scrivere nei commenti al blog del Manifesto, con queste scelte e questi crimini "sinistra" nel nostro paese diverrà una parola impronunciabile, disonorevole e vergognosa per molto tempo, perché sarà sinonimo di tradimento e sconfitta dello Stato e del popolo italiano.
    E questo mi addolora come uomo di sinistra libero e come cittadino.

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  34. Segnalo il cinegiornale vincitore del Premio Goebbels del giorno (andato in onda stamattina su Raitre): http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a50640fb-a77a-4257-8257-91553f84ea7d-tgr.html?refresh_ce#p=0

    Imperdibile, oltre al servizio sulla Polonia, anche quello sulla Romania (che elogia le proteste di piazza di manifestanti "neoliberal, ecologisti e attenti ai diritti civili" che vogliono "meno Stato e meno corruzione" e che hanno appoggiato il colpo di Stato pro-UE - elogiato anch'esso dal giornalista - che ha avuto luogo lo scorso Novembre 2015).
    Una sola citazione dal servizio sulla Romania: "Il passato è la stagnazione comunista, tutte le informazioni filtrate in quel palazzone [l'attuale Casa Presei Libere ndr] e la gente anestetizzata dalla povertà, dal POSTO FISSO e dai servizi segreti". Capolavoro.

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