Vi ricordate quelli che avevano abolito la povertà?
Lo avevano fatto nel 2018 (bei tempi quelli!) con un DEF (all'epoca di chiamava così) che prevedeva per il 2019 un deficit del 2,4%:
con un avanzo primario dell'1.3%. Sapete come andò? Andò così:
con un deficit all'1,5% e un avanzo primario all'1,7%! Il Fmi prevede per l'anno prossimo un avanzo primario di un ordine di grandezza decisamente inferiore: 1,1%. Sulla sua opportunità si può naturalmente discutere, ma perché tutto questo stracciavestismo da parte degli abolitori della povertà, visto che hanno fatto molto peggio?
Aggiungiamo un dettaglio al quadro: la spesa per interessi, e quindi l'importo del saldo complessivo:
Mentre scrivevo la mia tesi di dottorato sulla sostenibilità del debito pubblico la spesa per interessi era quasi al 12% del Pil. Fra il 1993 e il 1999 è diminuita di 6 punti percentuali di Pil. Fra il 1999 e il 2025 di 2 punti percentuali di Pil. Il grosso è stato fatto senza euro, e dal 2004 circa viaggiamo attorno ai 4 punti percentuali di Pil di spesa per interessi. Il minimo si è toccato a 3,2% proprio nel 2019, sull'onda dei tassi zero o negativi, e un'opposizione intelligente forse lo rivendicherebbe (anche se poi dovrebbe spiegare perché al tempo del COVID non volle seguire il nostro suggerimento di indebitarsi a tassi sostanzialmente nulli aspettando il soccorso europeo, cioè quel PNRR i cui costi finanziari sono ancora sostanzialmente ignoti). Ovviamente l'aumento nel peso della spesa per interessi rispetto al 2019 è determinato dal forte incremento del rapporto debito/Pil nel periodo del COVID, un incremento sostanzialmente recuperato in tre anni:
perché gestito sospendendo le regole europee, a differenza di quanto successo con i due precedenti incrementi, quello del 2009-2010 causato dalla Grande crisi finanziaria globale e quello del 2012-2014 causato dall'austerità, entrambi gestiti applicando le regole europee. Va da sé che la spesa per interessi è il prodotto degli interessi per il debito, e quando di debito ce n'è di più, a parità di interessi si spende un po' di più.
(...vado in Commissione XIV, poi continuiamo qui di seguito...)
(...XIV fatta, prima avevo fatto la VI. Ovviamente quando posso sostituire dei colleghi lo faccio volentieri, è il minimo che possa fare per farmi perdonare di essere un privilegiato, in quanto Presidente di Commissione, e poi trovo affascinante l'atmosfera dei Palazzi quando sono deserti - meno affascinante dal punto di vista degli assistenti parlamentari avere uno fra i piedi, ma capita! Ora la cosa va così: la discussione generale inizia alle 16 e mi sono offerto per evitare a un collega della V di scendere in anticipo, dato che alle 19 si metterà la fiducia. L'ordine degli interventi è questo:
prima di me ne hanno per circa 152 minuti - diciamo per due ore e mezza - io mi ascolterò gli interventi dal mio studio vista Pantheon:
ma anche vista San Pietro, raccogliendo le idee qui con voi, e verso le 18 me ne andrò in aula per deporre le mie perle di saggezza nello scrigno del resoconto che un giorno qualcuno leggerà, fermo restando che carmina sublimis tunc sunt peritura Lucretii, come sanno quelli di voi che hanno fatto le scuole alte. Riprendiamo il percorso...)
I numeri che vi ho fornito, oltre a smascherare la petulante ipocrisia di certe opposizioni, spiegano forse perché di questa manovra si parli in termini lordi, come fa ad esempio il nostro vecchio amico Cottarelli, sostenendo che il suo importo è di appena lo 0,8% del Pil, sostanzialmente analogo allo 0,9% del 2014. Questo 0,8% suppongo che salti fuori dalla divisione 18,8/2249 = 0,008, ed è già obsoleto, perché nel frattempo l'importo lordo è salito a circa 22 miliardi, e quindi siamo allo 0,9% del Pil. A prescindere dall'entità delle somme, l'argomento a me appare sinceramente grottesco. Quello che conta in termini macroeconomici infatti non è tanto l'entità lorda della correzione rispetto agli scenari tendenziali (cioè, appunto, la manovra), quanto il contributo netto del saldo pubblico alla domanda interna, cioè il deficit di bilancio. Mi spiego: la manovra per il 2019 (nominalmente) correggeva la spesa pubblica al rialzo di 1,3 punti percentuali di Pil, ma a consuntivo è risultata nel deficit più basso dai tempi del secondo Governo Prodi (2007), ed è quindi stata la seconda manovra più restrittiva di sempre (per la precisione, dal 1988).
Come può essere successo? Non è difficile capirlo: un conto è stanziare i soldi (questo fa la manovra di bilancio) e un conto è spenderli. Per spenderli ci vuole un minimo di cultura amministrativa, ed è qui che sono caduti gli asini...
Non è nemmeno colpa loro, poverini. La macchina amministrativa era già stata sufficientemente fiaccata e demotivata dalle politiche di austerità. Per averne un'idea, qui vedete la variazione dei dipendenti pubblici dal 2008 al 2024:
e vedete che grazie all'austerità l'Italia ha fatto la più energica cura dimagrante, con un -17% di occupati nella PA, non avendone di per sé particolare bisogno, dato che la sua percentuale di dipendenti pubblici sul totale dei dipendenti era comunque già sotto la media europea:
a differenza, come credo sappiate, di quanto accade ad esempio in Francia.Non è stato un segno di grande intelligenza sobbarcarsi la quota più alta di PNRR avendo la macchina amministrativa più logorata dell'intera Eurozona, peraltro, ma all'epoca più che dirglielo non potevamo fare (e ora dobbiamo gestire una situazione piuttosto complessa, che avremmo preferito evitare).
C'è poi un altro dettaglio, più tecnico, che sconsiglia di fare gli sboroni in sede di approvazione del bilancio, ed è la struttura delle nuove regole fiscali, che sono basate, come penso sappiate, sul profilo della spesa netta. Il Regolamento 2024/1263 all'articolo 6, punto c, prevede che la correzione della spesa netta sia lineare e proporzionale lungo tutto il periodo del piano (quadriennale o settennale), il che, in soldoni, significa che se non spendi nell'anno t le somme che nella manovra t-1 hai allocato per l'anno t, riportarle all'anno t+1 diventa rischioso, perché potrebbe esporre a una violazione della regola della spesa (si chiama clausola di no-backloading). Esempio banale: se la Corte dei Conti blocca un cantiere importante, devi tenerne conto nel bilancio, altrimenti rischi di andare in infrazione l'anno successivo. Questo è il motivo sottostante a tante polemiche sui "tagli" dei fondi ad alcuni ministeri (in particolare quello delle infrastrutture), che in realtà sono rimodulazioni volte a evitare che le somme residue vadano in economia (cioè in abbattimento ulteriore del deficit) o mandino il Paese in infrazione.
Aggiungo un'altra osservazione. Non ha particolare senso considerare l'importo lordo dell'aggiustamento, o comunque l'entità della manovra, isolatamente dalle precedenti, per il semplice motivo che queste hanno effettuato interventi strutturali. In altre parole, non è che la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% cancelli l'abbattimento del cuneo fiscale esteso fino ai 40.000 euro di reddito e reso strutturale nel 2024. Quelli sono oltre 10 miliardi di euro che restavano e restano in tasca ai cittadini, e naturalmente, essendo "strutturali" (cioè "a decorrere") sono incorporati nello scenario tendenziale. Insomma, per farvi capire, se vi leggete il corposo dossier della manovra precedente, non vi sarà difficile verificare che i commi dal 2 al 9 dell'articolo 1 fanno queste cose:
con questi effetti finanziari:
e quindi, banalmente, nel 2026 gli italiani non beneficeranno solo dei 18 miliardi nel frattempo diventati 22, ma anche del 18 miliardi stanziati dalla legge di bilancio per il 2025, visto che l'impatto della riduzione strutturale delle aliquote e dell'abbattimento del cuneo fiscale disposto a dicembre 2024 vale 18 miliardi nel 2026.
Spero che questo punto sia chiaro, perché in effetti è determinante per avere una visione equilibrata.
Quindi, per essere chiari, i 3 miliardi a regime previsti dalla legge di bilancio per il 2026 (quadro di sintesi):
non portano da 18 a 3 i benefici fiscali di cui godranno gli italiani nel 2026, ma li portano da 18 a 21, che diventano 22,4 considerando anche questa misura:
e altre ne potremmo aggiungere (ma mi attengo al saggio principio suggerito da Claudio, quello di guardare solo i numeri grossi).
Spero che questa spiegazione vi sia stata utile.
(... nel frattempo in aula baruffa a causa della richiesta di informativa a Piantedosi da parte di FdI sul caso Hannoun. Ovviamente opposizione in subbuglio e lavori sulla manovra in vacca: d'altra parte, saltare la cena mi farebbe bene, e siamo sulla strada giusta: ora si inizia coi richiami al regolamento, la DG parte come minimo con un'ora di ritardo, quindi io parlerò verso le 20. E che cosa dirò?...)
(…poi alla fine l’ho presa così:
Avevano chiesto di asciugare gli interventi, per evitare di porre la fiducia alle 21 - ma questo non ci risparmierà domani la demagogica sceneggiata della notturna! - e quindi ho parlato solo tre minuti. Avendo già detto a chi poteva capirle - voi - le cose da capire, mi sono limitato a prendere in giro chi non vuole capirle… ma non avranno capito nemmeno questo! Non sono cattivi: sono scarsi…)
Anche a me piace stare in ufficio quando non c’è nessuno. Se ci entrassero anche un po’ di sole e una vista così bella si lavorerebbe meglio. La sofferenza inutile e lo spreco di energie del lavoro in ambienti inadatti e fatiscenti (non parliamo poi delle fabbriche senza finestre) saranno mai misurate nella produttività?
RispondiEliminaPer quanto riguarda la spesa per interessi, nel calo della percentuale sul PIL quanto hanno pesato le scadenze dei titoli trentennali sottoscritti illo tempore dall’équipe di Draghi al Tesoro?
Non sono in condizione di fare un'analisi così granulare, anche se nel mio staff qualcuno vorrebbe farla, ma non è immediatamente ovvio gestire la massa di dati riferita alle emissioni, che sono tante e molto differenziate per scadenze e per tipologia (ad esempio, ci sono anche le emissioni a tasso variabile). Certo è che su un trentennale emesso nel 2001 (quando Draghi lasciò l'incarico) pagheremo gli interessi per altri cinque anni. Diciamo che il problema di quel periodo lì è che tutti raccontavano che entrando nell'euro i tassi sarebbero diminuiti (come poi è successo), ma molti scommettevano su un rialzo!
Eliminaforse il grafico dell'andamento anno su anno del differenziale i-g potrebbe essere utile; e magari anche del rapporto deficit pubblico/PIL, più esplicativo dell'accademico debito/PIL, per capire la coerenza delle scelte di bilancio. Dico per dire, ma ormai mi sono abituato a vedere soprattutto le figure :)
RispondiEliminaScusami, il rapporto deficit pubblico/Pil l'ho rappresentato. Forse le figure le vedi, ma prima devi guardarle!
EliminaÈ vero, avendo lo scrollo molto rapido sullo smart, di primo acchito lo avevo saltato. Non me ne intendo molto ma dal tendenziale non capisco come l'opposizione possa evocare una futura procedura di infrazione. Forse ho interpretato male o qualcosa mi sfugge
EliminaBella vista dall'ufficio, ma se ho capito giusto farebbe cambio con la mia.
RispondiEliminaOggi sì!
EliminaPerchè aprire un articolo cosí bello con un reminding sull'abolizione della povertá, dimenticando che Di Maio era il Vice PM di quel governo (Conte 1, M5S+ Lega) assieme a Salvini e che quindi qualcosa c'entravate anche voi?
RispondiEliminaRicordo bene chi e quando ha detto quelle parole. Non noi. In quella manovra io feci approvare, da presidente della Finanze Senato, la miniflat e la rottamazione ter. Non abolimmo la povertà, ma facemmo emergere parecchio sommerso. Loro non erano d’accordo, come ricorderete. Si chiamava “contratto di governo”.
EliminaMi scusi Bagnai, lei è stato di sinistra. Sicuramente ciò le ha dato strumenti linguistici e culturali per muoversi con un certo agio tra i vari temi. Mi scuso in anticipo se queste cose sono già avvenute ma purtroppo come lei sa già (eh eh le sue sgridate) non sono molto informato su certe iniziative governative.
RispondiEliminaLa sx ha la consapevolezza del ruolo della cultura, intesa come braccio del potere, come investimento a lungo termine, come strumento del consenso...
La dx riuscirà a colmare questo gap? Lei ha il merito della paternità di questi blog, ma la cultura intesa come la intende la sx, come mezzo sistematico formato da vari elementi, ancora non la vedo.
Giuli ha tagliato i fondi a cinema. Giusto fare pulizia, ma più che tagliare va sostituito il beneficiario. Ci sono registi di dx? Forse paghiamo anni di vuoto, Berlusconi (pace all anima sua) forse con i cinepanettoni ha una qualche colpa. Ma ci sarà un modo per tornare a fare cinema di qualità, basterebbe senza messaggi distorti. Non da libro Cuore lo sappiamo, ma il succo è, guai a non creare una cultura di dx, un apparato capace negli anni di creare uno stato collettivo, anche solo fosse leggerezza per la vita, e non il solito patriarcato. Anzi un cinema che sappia mostrare il punto di vista alternativo, tipo su Gaza, Nigeria, il dramma di cambiare sesso, con punti di vista alternativi al woke sarebbe ottimo.
Usiamo il potere come lo sa usare la sx..
Secondo la musica, diamo fondi alla musica per tornare bella e positiva, basta Trap e baby gang che avvelenano i ragazzi con modelli negativi. E la musica è uno strumento primitivo per veicolare messaggi e "vibrazioni"...
Concludo qua senza dilungarmi troppo, ma se era di sx già avrà capito.
Grazie e buon lavoro
Ma per quale motivo gli strumenti linguistici e culturali dovrebbero dipendere dal fatto di essere (stato) di sinistra?
EliminaSe uno è di destra quindi non può averli?
E anche la considerazione di partenza secondo la quale la destra dovrebbe promuovere la cultura "secondo come la intende la sinistra" mi pare clamorosamente fuori fuoco.
Per quale motivo la destra dovrebbe cercare di fare cultura secondo le regole imposte dalla sinistra? Non c'è già FI per questo? Mi pare basti e avanzi.
Forse non ha capito... Non compare la parola regole. Bhe per rispondere alla sua osservazione le basti andare su X, dove un utente chiede a Claudio di fare palinsesti anti Eu (haha) e anche Bagnai risponde, affermando che le abbiamo provate tutte. Quello a cui mi riferisco non è certo fare il programma con Giordano e come sfondo la bandiera EU in fiamme... La cultura di dx non può ridursi a volere solo il docuserie contro la Eu. È un piccolissima parte di cultura. Infatti se ci fosse stata una cultura vera di certo non saremmo arrivati a farci governare per anni da chi piangeva in TV... La dx governa solo perché la sx ha fatto male, e solo ora ha l opportunità di fare vedere di cosa è capace. Io credo molto.
EliminaRiguardo agli strumenti linguistici e culturali... Bhe è mai stato in un liceo? In ambiente magari artistico? Accademico? In ambiente ecclesiale? Nel cinema? A mai sentito della cattiveria verso chi non è di sx? Quindi non dica che la dx è inserita in certi ambienti perché purtroppo è stata esclusa e ostracizzata può chiederlo benissimo a Bagnai... Vada in cattolica a Milano e dica "sono di dx" vediamo quanto viene accolto...
Io parlo del metodo cosa che a quanto pare non si è capito... Non vuole dir fare il documentario anti Eu, viva er Ducie; ma appunto appropriarsi della cultura, anche attraverso fondi del ministero...
Se faccio un film ad esempio con un regista che parla di woke, patriarcato ecc non lo finanzio, finanzio magari un film che parla di una ragazza magari fuggita dalla Nigeria, sembra di sinistra, in realtà faccio vedere la cattiveria islamista, faccio scene dove la famiglia islamista è culla di negazione delle libertà, la ragazza in Italia trova una nuova vita, non viene compresa dalle femmisiniste, insomma in 3 minuti di trama farlocca ho già smontato alcuni capisaldi della sx solo attraverso un filmetto che sembra anche di sx perché parla di una ragazza africana...
Oppure se proprio si vuole fare il documentario si faccia sulla tratta degli immigrati in africa, dei soldi che spendono per venire qui, della mafia dietro... Già informazione di dx in TV... Quello che dico è appunto usare le armi della sx. Cioè i mezzi della cultura.Se le fa schifo ciò allora è anche anti romano, perché se sa le legioni romane ad esempio usavano armi mutuate da altre culture. Così la dx deve attingere metodi da altre forze.Quindi si rivendico che bisogna usare i metodi della sx...
EliminaAvevo capito benissimo, in realtà.
EliminaLo so bene come funziona nelle scuole, però chiedo, se venisse fatto un bellissimo documentario che spiega come la fantasmagorica ue in realtà sia l'apoteosi dell'antidemocrazia, o un fantastico film che proponga ideali diversi da quelli woke, come crede che verrebbero accolti?
Che valutazioni crede potrebbero avere questi film?
Quali canali manderebbero in onda un simile documentario, in prima serata, con magari un dibattito sensato tra pro e contro ue, con moderazione reale, tempi appropriati per argomentare le risposte, senza creare un clima da stadio?
Ecco, la risposta a queste domande è il motivo per cui le sue proposte sono, a mio modesto parere, senza senso, e partono da presupposti sbagliati.
Dovrebbero per prima cosa cambiare i media, ma prima ancora dovrebbe cambiare l'approccio di chi ne fa uso.
E' un cane che si morde la coda, bisogna entrare nel circolo vizioso ed interromperlo, e credo che, sotto traccia, ci stiano lavorando.
Il motivo per cui mi ero recato a palazzo Grazioli, accompagnato dal tassista del “Se sò magnati tutto!” era esattamente questo.
EliminaLa risposta precedente era per il simpatico Ciaone. Rispondo a Gabriele: il povero Ciaone , come ognuno di noi, fa quello che può, e mi sembra non abbia chiaro un dibattito apparentemente astratto, ma in realtà molto concreto, che stiamo svolgendo da tempo sul rapporto fra la verità e i processi politici. Credo di avervi detto ormai quattro anni or sono che nel discorso grillino la verità avrebbe preso il posto dell’onestà (restando un cha cha cha). Solo Giancoglione su Twitter può credere che il documentario “definitivo” convinca el pueblo a fare la revolución!
EliminaNel discorso di Ciaone Però c’è una sfumatura diversa, espressa forse non benissimo, ma che personalmente apprezzo molto: ne ho i coglioni pieni, da persona di sinistra, dell’atteggiamento piagnucoloso delle persone “de destra” che si lamentano dei “comunisti” e in particolare della loro capacità di costruire una egemonia culturale. La mia osservazione in questo contesto è semplice: perché invece di piagnucolare non facciamo come loro (che si tratti di nomine, di coinvolgimento di think tank, di indirizzo delle linee editoriali, eccetera)?
Non sorprendentemente, molti preferiscono piagnucolare a farsi il culo. Quello che preferisco io lo sapete.
E' esattamente quel lavorare sotto traccia a cui facevo riferimento nella mia ultima risposta, cosa di cui vi ringrazio.
EliminaÈ stato da Berlusconi al Grazioli? Bhe appunto il compianto Berlusconi ha avuto molti meriti, ma appunto ha usato molto male Mediaset... Ma da quello che so doveva fare così, in un gioco di equilibrio di poteri, e non avere in mano potete politico e potere mediatico, cosa intollerabile per la sx. Cosa intollerabile ma che poi è avvenuta quando il potere mediatico si è alleato con il PD negli anni che conosciamo. Quindi se mi dice che le regole della sx non vanno usate bhe, sappia che valgono solo quando governa la dx, l'esempio è Berlusconi.
EliminaMa quindi diciamo la stessa cosa Gabriele? Ma appunto chi lo vuole il documentario sulla EU...
Quello che dico è usare la leva del ministero della cultura per mandare soldi al cinema che aiuterebbe nel governare il paese, creando una cultura alternativa allo sfacelo culturale. E appunto se dice sottotraccia non vuol dire fare film "Attacco a Ursula" vuol dire fare copioni dove almeno non compare la coppia gay, il figlio con la voglia di cambiare sesso, le ragazze che parlano di femminismo. Sto parlando di messaggi inconsci e stati d'animo collettivi attraverso la cinematografia, ma è iniziativa del ministero come gestire i fondi al cinema
***Berlusconi ha avuto molti meriti, ma appunto ha usato molto male Mediaset***
EliminaE basta co 'sta favola !
Berlusconi caso mai ha "molti demeriti" ( a cominciare da aver americanizzato e rimbecillito più di una generazione)
e ha usato Mediaset , che era il suo personale affare per cui era " disceso in politica", solo in conformità del suo interesse.
E se abbiamo avuto questa totale piddinizzazione del paese è soprattutto per demerito suo .
E la differenza tra Meloni e Berlusconi si vede benissimo proprio dalle attuali frignate dei sinistrati orfani del " cainano".
Una parola gentile per un defunto non la nego mai 😉
Elimina"Il Regolamento 2024/1263 all'articolo 6, punto c, prevede che la correzione della spesa netta sia lineare e proporzionale lungo tutto il periodo del piano (quadriennale o settennale), il che, in soldoni, significa che se non spendi nell'anno t le somme che nella manovra t-1 hai allocato per l'anno t, riportarle all'anno t+1 diventa rischioso, perché potrebbe esporre a una violazione della regola della spesa (si chiama clausola di no-backloading)"
RispondiEliminaNemmeno Kafka sarebbe riuscito a partorire regole così astruse.
Dal mio punto di vista non è male questo bizantinismo, perché è un pezzo importante delle forze che faranno collassare questo sistema. Ricordo a me stesso che a inizio dicembre 2021 ci riunimmo e ci venne posta molto semplicemente questa questione: “L’Italia non può dire no a tutto, altrimenti la sua posizione negoziale si indebolisce. Che cosa respingiamo: la riforma del MES o quella delle regole?“
EliminaIn altre parole, l’adesione alle nuove regole europee non significa che queste regole piacessero particolarmente (questo può pensarlo solo Giancoglione su Twitter!), ma era ovviamente una mossa su una scacchiera piuttosto complessa da gestire. In effetti, se ci fate caso, le nuove regole stanno cominciando a mordere (relativamente) nel 2025, mentre in caso di riforma del Mes avremmo già avuto i nostri attacchi speculativi. Abbiamo comprato quattro anni, che di questi tempi così accelerati non è poco.
La vostra scelta strategica la condivido, volevo solo evidenziare che l'€uro-peggismo non ha limiti 🤣
EliminaP. S. Se dovessimo scommettere una banconota da 3 euro (falsa come la leuropa) su chi violerà per prima queste nuove fantastiche regole, su chi puntiamo, sulla Francia o sulla Germania?
La mia banconota da tre euro la metterei su cosa accadrà.
EliminaLa Francia continuerà a farsi gli affari suoi e quando qualcuno avrà da eccepire, tirerà fuori tutta una serie di giustificazioni che sostanzialmente potranno essere riassunte con il collaudato: "pourquoi la France est la France".
La Germania semplicemente, agirà come se, quelle stesse regole fortemente volute dalla politica tedesca per gli altri, a lei non si applicassero, eventualmente ricorrendo al solito trucco dei fondi fuori bilancio che i custodi dell'ortodossia dello Schwarze Null faranno finta di non vedere se non a cose fatte.
Insomma business as usual. La differenza sperabilmente sarà che questa volta il governo italiano, anziché volersi mostrare più realista del re applicando, lui solo, regole disfunzionali per il paese come farebbe un governo a trazione piddina qualunque, sappia, pur nella complessità degli scenari, approfittare della situazione per ottenere qualche vantaggio per l'Italia.
Ho letto tutto. Anche le parti in piccolo come le note di un memorandum.
RispondiEliminaDi sicuro riguarda solo i dipendenti privati.
Non sono sicura di avere colto compiutamente il senso del resto, in particolare l’espressione «la revisione dell’imposta sostitutiva al 5% per gli incrementi» 2024-2026, vuol dire che l’imposta è portata effettivamente al 5% o che era già al 5% ed è stata rivista? E di cosa sarebbe sostitutiva questa imposta?
Per la detassazione di premi e partecipazione agli utili non trovo traccia del tetto a 80mila euro, si tratterebbe di 5000 che è molto diverso, tassati all’1%. È così?
Quanto all’ aliquota del 15% per maggiorazioni e indennità è una cosa sacrosanta, dato il disagio lavorativo sottostante (a scanso di equivoci preciso di non usufruirne e comunque essendo un dipendente pubblico non usufruisco di nulla di tutto ciò) e avrei portato al 5% alzando l’imponibile pure quella.
Ho capito bene?
E se ho capito bene, cosa è previsto per salvaguardare adeguatamente gli incrementi dei dipendenti pubblici?
Intendi dire oltre ad aver messo 10 miliardi sul rinnovo dei contratti? Perché mi pare che l’intervento sia stato di questo ordine di grandezza, ma anche qui se vuoi ti cerco i dettagli. Quando si parla di imposta sostitutiva sui redditi si intende ovviamente sostitutiva dell’Irpef, si dice cioè che l’aliquota applicata è quella sostitutiva e non quella marginale del contribuente.
EliminaIntendo che per il settore privato si sono detassati gli incrementi contrattuali, quelli per il pubblico invece a quanto ho capito sono rimasti tassati al 23-35 (o 33)% come il resto?
EliminaColpevolmente forse ignoro tutto di imposte, tasse e simili. Cosa sia un’imposta sostitutiva dell’Irpef non lo so, tanto, come qualcuno scriveva un tempo, non posso fare a meno di pagarla. Si intende il forfettario alias miniflat? Cioè questa detassazione vale solo per chi ha scelto quel regime fiscale nel privato, o per tutti?
Potrebbero dirmi qualsiasi cosa in materia fiscale, ma di quello che dici tu mi fido perché sono certa, malgrado il tuo vezzo per le polemiche impetuose, che piuttosto di alterare consapevolmente un dato in questo o altro ambito ti faresti segare a pezzi.
Ci sarebbero alcune curiosità riguardo all'esperimento del governo giallo-verde del 2018. Per esempio conoscere l'andamento delle cose in Italia e in Europa che portarono al rifiuto di Mattarella di nominare Savona al MEF e come fu poi scelto Tria. All'epoca già alla nascita quel governo fu apertamente osteggiato dalle istituzioni europee, tanto che quel "misero" deficit del 2.4% fu respinto ed abbassato al "famoso" 2.04% sotto la minaccia di un brusco rialzo dello spread. E' possibile che anche l'esito finale del governo (deficit in ribasso al 1.5% e avanzo primario in rialzo al 1.7%) possa giustificarsi con la necessità di "convivere" con questa avversione delle istituzioni europee, più che con l'incapacità amministrativa. Infine l'eventuale rifiuto dei fondi PNRR (e delle annesse riforme strutturali) e la loro sostituzione con l'emissione di BTP sarebbe stata accolta con favore dalle istituzioni europee oppure di nuovo avrebbero agitato lo spettro dello spread (quello stesso che ha convinto questo governo, per non farsi subito impallinare, ad accettare le nuove norme di austerity e a mostrare un atteggiamento "sobrio e rispettoso" con i conti pubblici).
RispondiEliminaScusate: qui siamo fra amici, in un contesto riservato, abbiamo fatto un percorso di consapevolezza, sappiamo tante cose che gli altri ignorano. Quindi posso dare per scontato che nessuno di voi creda alla vulgata giornalistica di un Savona respinto, perché “no euro”, e non solo perché è giornalistica, cioè è merda, ma anche perché, con tutta la stima che ho e che sapete per la figura del Savona studioso, mi è assolutamente evidente che una persona che ha affermato e continua ad affermare che per il mercato unico ci vuole una moneta unica chiaramente Non solo è un proeuro, ma anche un proeuro particolarmente sfegatato, dato che si mette non solo contro l’evidenza ammessa da Draghi (quella che ci dice che in una unione monetaria si deve competere sui salari, uccidendo il potere di acquisto del mercato unico), ma anche contro la migliore dottrina economica espressa da persone per le quali, pur non conoscendole direttamente, non posso avere minore stima di quella che ho per Paolo:
Eliminahttps://goofynomics.blogspot.com/2016/03/unioni-monetarie-e-integrazione.html
Chiaro, no? Quella storia che vi è stata raccontata per fomentare volontariamente o involontariamente la vostra indignazione a me è stata raccontata in modo un po’ diverso come regolamento di conti fra cosche della Banda d’Italia. Il tema mi appassiona relativamente, e alla fine esse est percipi, quindi sulla verità dei fatti fa premio la percezione del popolo bue, anche se a me piacerebbe che chi segue questo blog conoscesse i classici dell’economia.
L’incapacità del governo gialloverde di raggiungere i propri obiettivi di bilancio col ministro Tria non fu secondo me motivata politicamente. Fu pura e semplice incapacità. Il controllo dell’Unione Europea avviene sul bilancio, e lì si esaurisce. Non ti danno un premio se spendi meno di quello che hai allocato, anzi: col PNRR la situazione come noto è rovesciata. Circa la scelta del PNRR come strumento per il finanziamento dei necessari investimenti infrastrutturali al posto dei più immediati e convenienti (all’epoca) BTP, invece, ricordo che quella scelta fu fatta da Conte e Draghi, due personaggi che senz’altro non avevano la libertà del paese in cima alle loro priorità, ma è oggettivo che siamo ancora in preda ad una strana sindrome di Stoccolma che ci impedisce di fare quello che altri paesi come la Spagna hanno fatto, rifiutando di indebitarci ulteriormente. In questo tipo di scelte è credo corretta la tua ipotesi, cioè quella che vengano fatte nella aspettativa di ingraziarsi i mercati (e in questo senso mi pare che abbiano successo).
EliminaScusi per una domanda probabilmente con risposta ovvia: la parte di prestito del NextGen-EU è denominata in €, risponde a giurisdizione nazionale e quindi soggetta alla Lex Monetae oppure a giurisdizione estera e la restituzione dovrà essere tassativamente fatta in valuta estera?
EliminaVorrei aggiungere che considerare semplicemente il rapporto spesa per interessi / PIL come parametro per la sostenibilità del debito può essere fuorviante. Quello che conta infatti è l'interesse reale e non quello nominale. Secondo me quindi sarebbe più indicativo considerare anche il rapporto interesse reale / PIL. Gli anni 70 avevano probabilmente un rapporto spesa interessi / PIL molto elevato, nonostante il debito molto più basso, ma l'inflazione e conseguentemente gli interessi reali molto più bassi lo rendevano più sostenibile. Poi ovviamente ci sono anche altri fattori da considerare, tipo la crisi energetica che abbiamo avuto in quegli anni.
RispondiEliminaBuongiorno Professore, ha visto gli ultimi dati sul PIL USA? Dovranno ancora essere consolidati ma +4% è parecchio: è emozionante leggere i commenti dei sinistrati per spiegarseli:
RispondiEliminahttps://www.repubblica.it/economia/2025/12/24/news/usa_pil_terzo_trimestre_trump_shutdown_fed-425058532/
Sto ascoltando in diretta Elly sul voto di bilancio e devo dire che occorre fare uno sforzo di onestà intellettuale per restare ad ascoltarla. Sta lamentandosi dei danni che hanno fatto ... loro... Il problema è che ci sono persone non che l'ascoltano, come me, ma che gli credono...
RispondiEliminaChe Dio ce la mandi buona. Parla di tagli fatti dalla DX ma quelli che hanno fatto loro??? Qualcuno un giorno glieli rinfaccerà? e adesso parla della Spagna che concede 30 euro al mese per i trasporti pubblici mentre Salviniii li taglia. Dio mio quante bugie.
Adesso ofrre 16 "Buoni Propositi" per il futuro... NO.... Grazie ne faccio a meno. Mi tengo i "cattivi pensieri"!
RispondiEliminaContratti pirata nel lavoro.. ma chi li ha fatti firmare??? Basta stacco la spina al collegamento in diretta... Vado a mangiare...
RispondiEliminaUna domanda che rivolgo più a me stesso che agli altri: sono solo io a percepire la vuota falsità nelle parole che ho appena ascoltato da "quella" ?
RispondiEliminaVedo solo io che il volto contraddice le parole che le escono dalla bocca. Oppure sento solo io che le parole sono oramai "aria fritta" perchè scollegate dai fatti e dai comportamenti di chi le dice?
Mi sa che non dobbiamo ricostruire un paese: dobbiamo ricostruire un "Popolo" che non ha più né "Cuore" né "Spirito" e per questo facile preda dei qualunquismi.