(…modificato per maggior chiarezza dopo cena…)
Ricevo da un conoscente (io non ho amici, non me li merito!) questo commento a esito del convegno di ContiamoCi! (che troverete sul canale dell’associazione o dell’insorto):
Perché sì, l’amaro calice della politica oggi mi ha riservato anche questo: una grillina che veniva a lamentarsi con me in quanto #aaaaabolidigo di come i 5stelle avevano gestito la pandemia insieme con il PD. Ora, è vero che tutto comprendere è tutto perdonare, è verissimo che un uomo politico, e in particolare un rappresentante del popolo, cioè un parlamentare, deve mantenere un comportamento dignitoso e un contegno all’altezza del mandato che ha ricevuto, è indubitabile che quell’elemento di igiene del pensiero e delle relazioni che va sotto il nome di prima legge della termodidattica:
suggerisce in questi casi di lasciar perdere, eppure, ve lo confesso, avrei voluto per un attimo fare eccezione, e dirle: “Ma brutta cogliona, lo capisci che sei tu che devi chiedere scusa a tutti noi, perché è per colpa tua e di altri imbecilli come te se quella tragedia è stata gestita nel peggiore di tutti i modi possibili? E lo sai a chi stai parlando? A uno che dal 2012 vi sta spiegando che gli ortotteri sarebbero diventati la stampella dei piddini! Tu, a me, gentile amica, lungi dal fare lezioncine, dovresti non baciare le scarpe (non basterebbe poi a me un barile di Amuchina), ma baciare le orme che esse lasciano al suolo!”, o qualcosa di altrettanto sobrio e incisivo.
Ma naturalmente ho lasciato perdere.
Si scagliano, poverini, contro il protocollo “Tachipirina e vigile attesa” (quando basta bastava semplicemente non seguirlo, come non l’ho seguito io, curandomi), ma poi l’unica terapia che riescono a concepire per i mali della democrazia, che identificano con il preciso momento in cui la sfera della loro integrità fisica e morale è stata compromessa (e non con il fatto che la loro splendida individualità se ne andava strafottendo di tutto quanto era andato succedendo per anni ai loro simili) è una terapia sintomatica: chi la declina come vendetta, chi la declina come (peggio ancora!) “Veritah”, attribuendo a questo concetto un valore performativo che l’evidenza concreta di ogni singola interazione umana smentisce.
E questo ci lascia con un grosso interrogativo, quello del titolo: dobbiamo veramente salvare il popolo da se stesso?
Alla fine, l’odiosa grillina rea confessa altro non aveva avuto che quello che si meritava! Se lo meritava per aver perpetrato il crimine supremo di attentato alla democrazia, mettendosi al servizio di un progetto antipolitico.
Vedevamo così compiersi di fronte ai nostri occhi l’auspicio che da veri libertari più volte abbiamo espresso: quanto sarebbe bello se ognuno vivesse nel mondo che ha voluto, se chi vuole l’euro si beccasse i tagli dei salari e chi vuole la lira si beccasse la crescita economica, se chi vuole i 5stelle subisse le conseguenze della subalternità alla Cina e chi vuole un partito normale potesse invece decidere per sé. Il problema è ovvio: la vita è una, e a differenza di tante casse previdenziali non ammette “gestioni separate”. Per colpa di personaggi come quella lì tutti noi abbiamo visto compressi i nostri diritti, e se proprio si dovesse ragionare di vendetta, sarebbe abbastanza facile capire da dove cominciare: da lei, che oltretutto è più attingibile di Conte! Che poi è il motivo per cui qui piazzaleloretisti e norimberghisti non sono mai stati bene accetti: non solo perché la vendetta non è una soluzione, ma soprattutto perché non è indizio di estrema accortezza invocare processi in cui si rischia di essere parte soccombente.
D’altra parte, però, credo che vi siate potuti rendere conto tutti, con i vostri occhi, che proprio la strada che questi poveri, piccoli esseri brancolanti nelle tenebre hanno così chiara davanti, quella in cui l’emersione della verità (cha cha cha) porta all’avvento di un mondo giusto, è sostanzialmente impraticabile (per inciso, oltre ad avervi spiegato che gli ortotteri si sarebbero alleati col PD, vi avevo anche preannunciato che la veritah sarebbe stata la nuova onestah).
Questa sera, credo l’abbiate capito tutti. Spero che abbiate apprezzato anche voi quanto quelle persone così convinte che la loro verità abbia un valore politico fossero in realtà assolutamente impermeabili a qualsiasi lettura della realtà che non cominciasse dalla fatidica punturina.
Mi dispiace per la Gismondo e per tanti “sicceroi” presenti: bisogna proprio non sapere un cazzo di quello che è successo in questo paese (cioè in questo blog) ed essere stati complici di tutte le porcate che c’erano state imposte prima dell’unica che interessa a loro per pensare che basti uno sforzo didattico a determinare un esito democratico. Detto in francese: a che cazzo serve ragliare contro i “poteri forti” se non si accetta di riflettere un momento sulle parole di Lucio Magri (per dirne uno) che spiega in che modo ci siamo messi in mano a quei “poteri forti”? I “poteri forti” (a proposito: qualcuno mi sa dire quali sono i poteri deboli?) fanno semplicemente il loro lavoro, che viene reso più agevole da alcuni assetti istituzionali privi di contrappesi. Magri ne citava solo uno, peraltro, quello europeo, ma il grosso del danno era stato fatto senza che lui se ne accorgesse con il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia, cioè con l’indipendenza della Banca centrale, che è oggi il principale vulnus democratico. Ma i nostri amici, poverini, su questo non vogliono riflettere. Basta dire #aaaaabolidiga e i “poteri forti”, il discorso si esaurisce lì, e Gramsci si rivolta nella tomba.
E a questo punto sorge un altro problema: vi siete mai chiesti voi, come me lo sto chiedendo io, quand’è che un sano e progressivoanelito didattico stringe nell’odioso paternalismo di un Padoa Schioppa? Perché alla fine il problema è questo, lo ripeto: la simpatica ortottera era vissuta nel mondo che aveva desiderato! E chi siamo noi per imporle un mondo diverso, o semplicemente per chiederle di considerarlo?
Metteteci un attimo la testa, perché immagino che la domanda a qualcuno possa non essere immediatamente chiara. Io vado a cena, e dopo ne parliamo.


Buonasera, la domanda non è di facile soluzione. In cuor mio ho pochissime certezze, le prime sono i 4 principi della termodinamica, 1, 2, 3 e 0, nell’ordine di enunciazione, e il primo principio della termodidattica, che spessissimo mi dimentico di applicare, mio malgrado, in ultimo, dalle discussioni di fu gioventù con quello che oltre ad essere un conoscente é stato anche professionalmente un mentore, ritengo che la verità non esiste in senso assoluto. Ciò detto, credo che il passaggio verso la PadoaSchipposità coincida più o meno con la preferenza della verità ai fatti, ovvero quando si ritiene di essere non solo investito dal principio di autorità, ma suo decisivo attributore per altri, si perde la necessità di avere qualsiasi riscontro fattuale delle proprie affermazioni perché “autorevoli”, in quel momento (se esiste un momento in cui succede) si passa dall’avere un fine didattico a un atteggiamento peternaistico.
RispondiEliminaIl problema, che non riguarda chi ottiene la posizione autorevole, ma chi lo ascolta, sono le motivazioni che muovono chi ha il potere, nel dare la patente di autorità, qui dentro abbiamo più volte visto che l’autorevolezza della verità diffusa spesso non ha nulla a che vedere coi fatti, ma spesso solo con interessi economici o per ottenere, di ritorno dalle tesi propugnate dal soggetto autorevole, notevoli rendite di posizione.
Mi devi lasciar riflettere su questa osservazione perché intuisco un potenziale.
EliminaSarà un piacere leggere le sue osservazioni Prof.
EliminaLa ringrazio per il breve ma rumoroso accenno sugli istituti professionali come fucina di utili idioti, mi scusi per i termini coloriti usati qualche post fa ma è un argomento che sento vicino avendo molti amici validi ma piegati giocoforza alle logiche del materialismo storico.
RispondiEliminaUn passo alla volta risolveremo anche questo aspetto, quando ho tempo domani concludo di ascoltare la conferenza dall’ottimo canale youtube dell’Insorto, che ringrazio per rendere sempre disponibili i suoi intervenenti, da quelli istituzionali a quelli viari, questi ultimi probabilmente i migliori dal punto di vista di approfondimento e profondità, ringraziamo l’Urbe che coi suoi difetti ci permette di godere questi utilissimi momenti di condivisione e intermediazione.
Diciamo che non mi sono espresso benissimo: io non demonizzo gli istituti professionali, anzi! Ritengo che sarebbe giusto che ognuno venisse pagato in modo dignitoso e che anche lavori più tecnici e manuali potessero aprire la strada al farsi una famiglia e crescere dei figli in condizioni accettabili. Non c’è nulla di sbagliato nel non voler essere un letterato! Tuttavia, constato negli altri un odio per la classicità e per le lettere che secondo me non è giustificato da nulla, se non da una distorsione ideologica “offertista”. L’idea, cioè che il giovane non trova lavoro, perché non è pronto per il mondo del lavoro, Un’idea sulla quale avrei parecchio da dire.
EliminaSì, credo che si sia espresso male, perché purtroppo la pandemia ci ha rivelato che aver fatto studi classici (anche quando la scuola italiana non era alla canna del gas come adesso) non mette al riparo le persone dall' essere gli utili idioti del potere.
EliminaSì, si è espresso male, perché la pandemia ha dimostrato che non basta aver fatto studi classici (anche in tempi in cui la scuola italiana non era alla canna del gas come adesso) per mettersi al riparo dall' essere utili idioti del potere. Purtroppo.
EliminaDiciamo che qui siamo su un piano diverso, però. In generale abbiamo constatato che il conformismo alligna in modo devastante nelle persone secredenti colte, e nel corso degli anni abbiamo anche appreso che esiste una letteratura su questa forma specifica di “confirmation bias”. Quello che abbiamo visto ieri però è una cosa diversa, ovvero che ignoranza non è un’alternativa particolarmente allettante! Quanto alla preparazione umanistica, poi, questa fornisce strumenti, ma naturalmente non è detto che chi li riceve intenda o sia in grado di servirsene. Certo, se non li hai non li usi…
EliminaIo sono ignorante e nessuno e nei tempi della corse all'oro del stelle ho partecipato ad un riunione bar come da grillo direttiva, una 20ina di persone, be' traspariva un'ignoranza dell' ignoranza non che la cosa sia un giustificante ma spiega molto del resto vuoi il popolo stupido ed ignorante e alla fine o lo salvi da sé stesso o lo fai soccombere non ci solo altre scelte mi pare
RispondiEliminaSì, ma il problema è un po’ più complesso di come l’ho messo io dal punto di vista polemico. Intanto il popolo non esiste: ci sono tante persone, tanti individui, ognuno dei quali con le sue scelte ha contribuito a creare la situazione in cui ci troviamo, ma nessuno dei quali vuole prendersi nella responsabilità. Poi c’è anche un altro aspetto: cosa vogliamo intendere per salvare? Perché alla fine, se il problema è imporre un cambiamento politico, allora dobbiamo chiederci se siamo disposti ad accettare anche soluzioni autoritarie! Se invece non lo siamo, e qui credo che nessuno lo sia, il problema che dobbiamo porci è un altro: come si fa a cercare il consenso di persone convinte di essere portatrici dell’unica verità vera, per aprire la loro mente ad una riflessione un po’ più ampia? Io ho cercato di farli riflettere sul fatto che stavano rivolgendosi ad un organo parlamentare dopo aver di fatto esautorato il parlamento, e che questa non era una cosa molto logica. Ma tu credi che qualcuno lo abbia capito?
EliminaSe posso permettermi, per come si stanno mettendo le cose, ho ragione di credere che la soluzione autoritaria verrà dagli Usa. Non nel senso che imporranno a noi il Franchino di turno e loro si terranno la loro "democrazia da salotto" salvando capra e cavoli, ma nel senso che saranno stesso loro i primi ad applicarla e, a cascata, la applicheranno anche a tutti gli altri. Ma veramente pensate che il popolo bue esista solo qui in Italia?! Naturalmente la mia è solo un'opinione nata dall'osservazione. Quindi il problema, secondo me, non è più (solo) sud europeo. Riguarda tutti. Ma, se così fosse, mi verrebbe da dire "mal comune mezzo gaudio".
EliminaSicuramente il dibattito di ieri dimostra che la democrazia è molto usurata.
EliminaAnche il sicceroe prima della grillina è stato eloquente (e con sufficiente abbondanza zittito dandogli del sicceroista in modo nemmeno tanto velato).
RispondiEliminaQuello che si nota alla fine è che nonostante la conferenza non sia il bar qualunque di Venezia e provincia, il risultato non cambia: attorno al quadrilatero della pensione - io mi diverto sempre a punzecchiare i maratoneti della pensione, "credi di essere al sicuro da questo sistema se vai in pensione entro 5 anni?" - c'è la rivoluZZione, se non ce la facciamo in quattro allora prendiamo il sindacato, e se non ce la facciamo col sindacato è colpa de aaaaaPolitica.
In genere se si spiega che nella gerarchia delle fonti il diritto europeo sta al primo posto, non se ne capisce l'importanza. In fondo non è colpa loro, degli eroi del sicceroio: l'aver spostato altrove le decisioni e aver lasciato il recepimento non ha spostato però la responsabilità politica (o percepita tale).
Ma alla fine la morale credo sia sempre la medesima, anche per i maratoneti della pensione, che del prossimo in realtà non frega molto (magari avranno anche ragione, da indigente alla Caritas è un po' difficile essere in forma per combattere).
Sul simpatico 🦃 stendo un velo pietoso fino al prossimo capannello. Questa è gente che fa attivamente il male, l’equivalente del buon Donald di fausta memoria (a proposito, che fine ha fatto?).
EliminaCredo che dopo Friedman, ci sia spazio anche per lui a Ballando con le stelle.
EliminaForse solo questo potrebbe appagare il suo narcisismo.
EliminaPotrebbe essere che l'anelito didattico diventi paternalismo nel momento in cui si rifiuta una lettura più ampia e complessa della realtà, per due motivi (magari ce ne sono di più ma adesso ho visto solo questi) : il primo è che questo tipo di riflessione smonta la narrativa interna di queste persone, e richiama appunto ad una responsabilità che non ci si vuole assumere. Il secondo motivo potrebbe essere che quella che loro identificano come esigenza di Veritàh e chiarezza, è in realtà solo desiderio di rivalsa (o vendetta), ma non possono riconoscerlo come tale perché smonterebbe il loro bisogno di sentirsi migliori, di venire finalmente riconosciuti come quelli che "avevano capito". E infatti non hanno nessun problema a dire che "bisogna trovare un modo per far votare quello che vogliamo noi anche a chi la pensa diversamente" (non ricordo le esatte parole che sono state dette, ma più o meno). Mi colpisce sempre vedere come questa rabbia e desiderio di prevaricazione vengano giustificate attraverso una razionalizzazione che non è affatto razionale: finisce per divorare chi la pratica non meno che il senso stesso della democrazia. Comunque, la signora stava a metà tra una Madre Coraggio e una dei protagonisti di "Terrore e miseria del Terzo Reich"( o forse "La resistibile ascesa di Arturo Ui"...)
RispondiEliminaEd alla fine, non ho potuto non sentire pena, perchè, per quanto colpevolmente inconsapevole della sua parte in tutto questo, il suo stupore ed il dolore che esprimeva erano autentici.
Mi ha fatto piacere vederti, e quello che dici è saggio. Purtroppo però l’autenticità (aka onestà) non è una categoria politica. Quello che è andato in scena sotto i nostri occhi ieri è esattamente il come e il perché non si riesca a creare una coscienza di classe in questo Paese, con due precisazioni: la prima è che questa tendenza non si inverte predicando che “destra e sinistra non esistono più”, cioè proponendo un mondo post-politico, semplicemente perché a queste persone manca un collante ideologico che trascenda quello puntuale, a superficie nulla, che sia la puntirina dell’aghetto o consimile irrimediabile offesa; la seconda è che un po’ di umana pietà non si nega a nessuno, ma quand’è che avremo il coraggio di affermare ciò che loro (come giustamente dici) strenuamente negano, cioè che chi è causa del mal suo pianga se stesso?
EliminaHo pensato in un primo momento di sapere come rispondere alla domanda. In realtà credo che sia molto meno scontato di così, quindi ci devo riflettere, come su tutto il resto, anche perchè gli interventi sono moltissimi e molto interessanti... Sulla questione dell'ideologia avevo pensato tempo fa (senza illuminazioni in merito), e credo sia difficile spiegare la lotta di classe odierna a dei classisti (perché questo sono, grattando la superficie). Intanto, sarebbe necessario capire cosa è la politica, e poi la differenza tra Europa ed EU. Pochi post fa il commento di ZanziBarra aveva detto anche molto più di quanto diceva.
EliminaUn pò mi frustra perchè alla fine ci sono sempre più domande, che non so bene neanche come porre.
Comunque, anche a me ha fatto piacere vederla (e ascoltarla)
"Poteri forti", la direi una definizione pleonastica inventata dagli "operatori dell'informazione", perché il corrispettivo potere debole non esiste, semmai esiste un potere indebolito dopo lo scontro tra poteri. E l'attuale situazione negli Stati Uniti ne è un po' l'epitome.
RispondiEliminaInoltre, profe, a proposito del video pubblicato da Linsorto vorrei dire che, a differenza del voltagabbana "figlio del Re", come lo chiamava il (senza dubbio malevolo) popolino, la dichiarazione del Magri 1992 mi pare in coerenza e continuità con quelle del Magri 1978
https://documenti.camera.it/_dati/leg07/lavori/stenografici/sed0383/sed0383.pdf (dalla pag. 24959 in poi).
Grazie del link del discorso di Magri, l'ho letto sorprendendomi della lucidità di analisi e delle previsioni che menziona e che si sono, ahimè, rivelate corrette.
EliminaHo una curiosità: così come nel PCI l'analisi economica la faceva Spaventa, che scrisse anche il famoso discorso di Napolitano del 1978, riportato anche nel libro del Prof. Bagnai, mi piacerebbe sapere chi era l'economista di riferimento del PDUP, il partito di Magri.
Qualcuno lo ricorda?
***dobbiamo veramente salvare il popolo da se stesso?***
RispondiEliminaNemmeno Dio può salvare chi non si vuol salvare, ma il problema è che "il popolo" siamo anche noi !
Quindi se pure sarebbe esemplarmente giusto che tanti grilloti e piddioti pagassero gli effetti delle loro stupidità ( e nel caso piddino anche di tanta malignità ) , nondimeno noi che non abbiamo queste loro colpe dobbiamo preoccuparci anche di costoro, perché "nessuno si salva da solo".
Purtroppo anche qui siamo dentro quel paolino " mistero de l' iniquità" per cui da sempre tanti " migliori " devono perire affinché anche i figli dei "peggiori" ereditino la terra.
La risposta è sempre la solita: dipende!
RispondiEliminaDipende da quello in cui credi. Io credo nella nazione, mi sento patriota per cui per me la risposta è sì.
Personalmente faccio parte di quella classe media per cui, grazie a genitori/nonni, al momento nel mondo dell'Euro se la cava ancora bene. Eppure vedo la mia nazione cadere a pezzi, le sarracinesche dei negozi tirate giù con il cartello "Affittasi"... Vedo la decadenza di quartieri che una volta erano belli e in cui vi era piacevole passeggiare...
Per me la risposta è sì. Però siccome non sono un prete, il fatto che a sinistra si siano fatti più dosi di vaccino anticovid che a destra, non mi dispiace.
Sì, ma anche su questo una parola di verità bisognerebbe dirla! Esattamente come non sono mijoni le “povere vittime”, non sono mijoni nemmeno i danneggiati da vaccino (e sapete quanto mi sono battuto perché l’AIFA facesse il suo lavoro sul serio - e vorrei che la Commissione finalmente entrasse nel merito del perché non lo ha fatto!). Insomma, se gli ionondimenticoh fossero mijoni, Szumski avrebbe fatto le percentuali di Stefani, e se le vittime del vaccino fossero mijoni l’ipocondria dei piddini ci avrebbe regalato una maggioranza stabile per i prossimi 20 anni. Invece non è così, e secondo me è chi non vuole capirlo che non ci aiuta a fare giustizia, ma naturalmente su questo si può discutere. Noi comunque andremo avanti.
EliminaDobbiamo veramente salvare il popolo da se stesso?
RispondiEliminaPer come la vedo io il problema non è tanto il se ma il come. Più di un relatore ha parlato di poteri forti, che sarebbero ulteriori al Deep State e identificati come globalisti. Ora io penso ad una cosa: a meno che non vogliamo ridurci a credere che siano gli extraterrestri (io un' idea di chi siano ce l' ho e me la tengo per me), di sicuro sono un centro di potere organizzato di poche persone che ha grandi disponibilità economiche. Il "popolo" è il contrario di questo, perché è invece una moltitudine di persone con una notevole propensione a cercare divisioni invece che organizzarsi per portare avanti un obiettivo comune, senza disporre di grandi risorse economiche. Infatti il primo bersaglio rimane aaaaabolitiga, non capendo invece che dovrebbe essere il mezzo per organizzare un dissenso che porti al cambio di rotta dello status quo. Quindi ad esempio va benissimo diffondere il messaggio su Novella2000, ma va meno bene vantarsi di essere libera in quanto senza un incarico politico. Va bene l' idea di riportare la scuola italiana a quello che è stata, va meno bene criticare Valditara a prescindere, perché mi sembra che ad esempio stia reintroducendo lo studio dei classici alle scuole dell' obbligo e valorizzando le scuole superiori tecniche e professionali (mentre più della metà dei genitori vorrebbe i figli allo scientifico, ma che non abbia il latino perché è difficile!). Insomma la strada è già lunga ed impervia senza che ci mettiamo anche a sparare sterco su chi prova a fare qualcosa nella direzione giusta.
Grazie. Ia sua analisi mi conferma nelle mie CERTEZZE.
RispondiEliminaLa psicopandemia è stata un esperimento sociale; l' UE è un baratro; la lira era la nostra forza; essere colonia è la nostra condanna
Le sue certezze mi confermano nella mia analisi.
Eliminacosa distingue la psicopandemia dall'istituto privato di interesse privato chiamato Ue, nell'essere stato un esperimento sociale? Se ci si riflette anche la UE è un diabolico esperimento per indebitare sine die gli stati (erdebbitopubbblico) come concambio dell'arricchimento privato. La storia pluridecennale del furto degli Agnelli a scapito dei contribuenti, un vile drenaggio di soldi dalle casse dello Stato ai forzieri svizzeri di famiglia, avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, invece non abbiamo ancora capito; è evidente che viviamo tutti nel mondo che immaginiamo, accusandoci l'un l'altro di stupidità
EliminaTelegrafico, efficace, tremendamente incontrovertibile. Concordo. Che Dio ci perdoni.
EliminaA proposto di indipendenza della Banca d'Italia, di moneta unica e SME:
RispondiElimina"Mi limiterò a far presente che non condivido una valutazione critica circa la svalutazione della lira, alla luce degli avvenimenti che hanno fatto seguito alla svalutazione della sterlina nel 1972. Inizialmente, per non aver seguito tale provvedimento e per mantenere un tasso di cambio divenuto irrealistico, abbiamo dovuto sostenere la quotazione esterna della nostra moneta con un ingente dispendio di riserve monetarie ufficiali. Le riserve costituiscono un sostituto di investimenti reali non effettuati. Distruggerle per sostenere un cambio, che alla fine deve essere abbandonato, mi sembra pura irrazionalità...
...Nell’impiego delle riserve per il sostegno dei tassi di cambio esiste una specie di zona franca; la Banca Centrale, quando interviene a sostegno di un certo tasso di cambio, lo fa liberamente: non vi è dubbio che lo fa responsabilmente, ma lo fa comunque senza avere remore particolari.
Non intendo fare l’apologia della svalutazione: intendo dire che, a volte, si tratta di uno strumento adatto alla circostanza. Legandoci a un accordo che ci priva di uno strumento di politica economica (e gli strumenti validi in politica economica sono molto pochi), il modo di agire della politica economica si impoverisce. Il significato ultimo dell’accordo, nonostante il margine maggiore di oscillazione accordato dalla nostra moneta, è che il nostro Paese viene a limitare la manovrabilità di uno strumento di politica economica...
...Quindi, prima che le riserve valutarie siano consumate per sostenere tassi di cambi irrealistici, occorre che le procedure previste dal sistema monetario per assicurare l’adozione di politiche equilibratrici, sia da parte dei Paesi eccessivamente debitori sia da parte di Paesi eccessivamente creditori, siano effettivamente operanti.
Il mio dubbio, che debbo esprimere per sincerità ma con l’augurio che non trovi conferma, è che, come nel passato, quello che è scritto sulla carta venga trascurato e certe forme di intervento siano più gravose per i Paesi deficitari che non per i Paesi eccedentari."
Federico Caffè, dal libro LA DIGNITÀ DEL LAVORO
Magistrale e molto interessante.
EliminaGrazie per averlo postato.
Visto che il popolo (cioè tutti, noi compresi) impara sulla sua pelle la soluzione giusta è:
RispondiElimina- istituzioni elettive per ogni cosa, comprese banca centrale e magistratura;
- ciclo elettorale breve (in genere un anno va bene, come Dio ha voluto per le stagioni), per verificare tramite i risultati le scelte mentre si ha ancora vivo il ricordo delle promesse.
Insomma come nelle repubbliche medievali, come nell'antica repubblica romana. Questo per i nostri antenati, nostri di italiani intendo, ha funzionato benissimo. Penso che se applicassimo questa regola tutto volgerebbe al meglio.
Io invece ho qualche dubbio.
EliminaPotrebbe avere senso solo se si partisse completamente da zero, radendo al suolo informazione, sovrastrutture politiche ed enti del paese.
EliminaPer come siamo messi ora, in un anno non si fa nemmeno in tempo a capire con chi bisogna parlare per pensare di cambiare qualcosa, figurati farlo.
Immagina una qualsiasi persona eletta che entra in ufficio oggi ed inizia a lavorare "bene" (semplifico mettendo le virgolette).
E poi prova ad immaginare anche cosa direbbero i media di questa persona...
Nel primo commento ho sottolineato l'effetto utile lato elettori (selezione politici e maggiore partecipazione dei cittadini).
EliminaOra vediamo quello lato eletti.
In un anno non si fa niente?Considerando cosa fanno i governi in genere, non fare nulla garantirebbe di non peggiorare. Una salutare stabilità delle norme e regole.
Poi la mia proposta costringerebbe i politici a ragionare su qualcosa di fattibile in tempo utile per la rielezione (tipo la manutenzione o le piccole opere). Questo è molto positivo in quanto favorirà le piccole aziende che pagano le tasse in italia e piccoli passi di miglioramento. (Siccome lo so che siete fan dei limiti di spesa pubblica vi dirò che per evitare spese incontrollate il limite di spesa è dichiarato prima, alle elezioni, e vincolante per chi vince. Funge già da approvazione del bilancio. Se piace poi per gli investimenti oltre l'anno si potrebbe fare un bilancio a parte votato dal parlamento.)
Del resto la crescita a lungo termine non è altro che tanti piccoli passi.
Sinceramente credo che questo porterebbe soltanto a grattare la superficie dei problemi, ricoprendoli poi con un bello strato di vernice nuova.
EliminaDevo rifare le fognature? Visto che come sono non vanno bene, piuttosto che ribaltare il paese e sistemarle come andrebbe fatto, faccio un buchino, metto una toppa qui e una la, e richiudo il tutto, magari mettendoci sopra un bel vaso con una pianta nuova.
Il mio elettore è contento perché vede un risultato, io ho speso un pochino di meno e i conti del comune sono in ordine, e mi riprendo il voto.
Poi ci penserà chi tra 5 anni verrà dopo di me, quando mi sarò stufato e non mi ricandiderò.
Secondo me questo porterebbe i politici a ragionare "solo" su qualcosa di fattibile in tempo utile per la rielezione, e non "anche".
Non vi è nessun metodo (di governo) per distinguere ora cosa non funzionerà in un futuro più o meno lontano. Per questo, moralmente parlando, l'unica opera accettabile con benefici a lungo termine è quella con minimo costo immediato.
EliminaDici che il politico incapace si stanca di fare danno dopo soli 5 anni. Dove devo firmare?
Intravedo tanto cripto-grillismo nelle proposte di AR. Secondo me il padrone del blog sarà d'accordo.
EliminaCaro Bagnai, la risposta alla tua domanda è Sì, sempre.
RispondiEliminaLa grillite è una malattia che alcuni, i più svegli ed onesti,come Marco Zanni, hanno superato dopo aver verificato che bella perzona fosse Grillo e la sua gang. Altri hanno un “metabolismo” intellettuale molto più lungo, hanno bisogno di molto più tempo. Anch’essa come altri grillioti hanno capito di essere stati coglioni e coglionati. L’importante è meditare , ravvedersi. «Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli». Louis-Ferdinand Céline, "Il viaggio al termine della notte".
Poi come dici saggiamente tu, tutto comprendere è tutto perdonare. Amen
La frase di Céline qui la conosciamo bene, e mi porta a uno dei punti che discutevo con Gaiani questa mattina a colazione. So che è brutto dirlo, ma alla fine il problema di persone come la nostra ingenua non è che gli siano successe cose orribili, ma che gliene siano successe troppo poche. L’esperienza questo dice. Chi, dopo la Seconda guerra mondiale, aveva visto i figli non vaccinati, ma dilaniati dalla mitraglia, inceneriti dal fosforo, soffocati dai gas, si è messo a ricostruire partecipando al processo democratico (che era comunque incanalato nell’alveo di ideologie riconoscibili), senza dedicare più del minimo fisiologico alla vendetta.
EliminaSinceramente, questa affermazione fa il paio con quella "lievemente imprecisa" su Chichijima e il sacrificio delle élite. Ammesso e non concesso che sia mancata la vendetta dopo la 2GM (vedi alla voce Guareschi) è da attribuire più all'interesse anglosassone di non rafforzare le sinistre, che della vendetta contro "il fascista" erano indiscutibilemente le maggiori beneficiarie.
EliminaInfatti ad Est di vendette c'è ne furono moltissime, vedi alla voce "foibe" o "operazione Vistola".
Perché dico questo? Perché secondo me sbaglia a non voler dare "la vendetta", prenderebbe una valanga di voti. Tanto, all grullina e al sicceroe non entrerà né dalla testa né dal c**o, tanto vale "fregare il piddino" come predicava il senatore Borghi nel 2012.
Negli USA sta tenendo banco il dibattito sul fatto che i giovani conservatori siano collocati decisamente più a destra di Trump e non si facciano problemi ad andare a parlare apertamente di argomenti una volta tabù come razzismo, genere, immigrazione e influenza israeliana sugli USA, usando toni e argomenti oggettivamente molto aggressivi (aggressivi tanto quanto quelli dei woke liberal). Qui in Italia un simile malessere giovanile non si è ancora manifestato perché i giovani hanno ancora, spesso, il cuscino dei patrimoni famigliari. Ma temo che accadrà. Il compito dei partiti della cosiddetta destra populista in Europa in questo momento storico, a mio avviso, è prepararsi per intercettare questo disagio e incanalarlo verso una dialettica politica sana, altrimenti finisce che ci toccherà scegliere tra fascismi di sinistra (i cui primi segnali sono rinvenibili nella deriva che sta prendendo il Regno Unito) e fascismi di destra (di cui non abbiamo ancora esempi, ma solo brutti ricordi). Iniziare a parlare ai giovani (non alla loro testa, ma alla loro pancia) per avvicinarli a certi discorsi politici più complessi. Forse così si potrebbero attenuare le conseguenze del primo principio della termodidattica. Del resto questo è quel che avevano fatto i grillini all'inizio (per poi finire come gatekeeper del sistema, per mancanza di discorsi politici più complessi da proporre).
RispondiEliminaSe credi che un simile malessere giovanile non si sia ancora manifestato, non conosci le Zoomer Waffen italiane - cosa evidente dall'uso della frase "fascismi di sinistra" (al plurale...) che è autentica kryptonite per i giovani non pidioti.
EliminaSemmai, la differenza qui è che uno Zoomer Waffen non si avvicina ad un partito neanche sotto minaccia di morte, mentre negli USA cstanno seriamente provando ad accedere al partito Rep, con sommo orrore delle lobby etniche.
Sono però perfettamente d'accordo che debbano essere sedotti, ma non so se Ti piacerebbero le conseguenze di averli nella banda.
Una forza di minoranza ideologica deve secondo me puntare al lungo periodo, perché nel presente parte svantaggiata. Il che giustifica un bel po' di "turaimoci il naso". E' una questione di sopravvivenza politica. La differenza che vedo tra USA e Italia è che i groypers manifestano anche forti motivazioni economiche per il loro risentimento (in pratica, inter alia, vogliono lavorare ed avere salari decenti), qui invece - per quanto vedo - la componente economica è meno evidente. E questo del resto potrebbe spiegare perché i nostri giovani arrabbiati siano "antipolitici" (dunque con tendenze grilline) mentre i groypers USA vogliano proporsi come una sorta di "rinnovamento MAGA" per condizionare l'agenda politica dei repubblicani.
EliminaAggiungo una considerazione: visto il tipo di "struttura culturale" che hanno i giovani di oggi, e considerando il fatto che lo Zeitgeist ormai ragiona per tribù e non per classi, credo che una buona linea guida sia quella di far passere il discorso del conflitto di classe (quello contemporaneo, tra lavoratori, professionisti e piccoli imprenditori, da una parte, e grande capitale apolide dall'altra), mediandolo attraverso concetti e categorie "tribali". Del tipo "globalisti vs sovranisti", "lavoratori autoctoni vs esercito industriale di riserva" (che poi è quello che, al contrario, fanno i woke e che, negli USA, sta facendo, inconsapevolmente, gente come Nick Fuentes). Queste categorie sono sovrastrutture narrative che si prestano ad attrarre i giovani, ai quali poi si potrebbe iniziare a trasmettere, per osmosi o per didattica, i concetti di struttura sottostanti alla sovrastruttura tribale. Altrimenti - temo - avremo decenni di grillismo/astensionismo declinato nelle salse più assortite (dunque lasciando vittoria facile al campo avversario).
EliminaNick Fuentes non c'entra una cippa con maga, durante le presidenziali disse di votare kamala per accelerazionismo. Infatti è palesemente un infiltrato federale, altrimenti non usciva dalla knopfler list e non faceva comparsate con Richard Spencer, altra prostituta della CIA.
EliminaScusa, pensavo sapessi di che parlavi, lasciamo perdere.
Ricordo qualche tempo fa una sua provocazione, non ricordo il contesto (e quindi potrebbe non c’entrare con la riflessione di oggi) e non trovo più il video ma lei esortò a riflettere su una possibilità: “...e se avessero ragione loro?”.
RispondiEliminaNon si può, anzi, non si deve salvare il popolo da se stesso, sarebbe lo stesso atteggiamento di chi impone il suo credo sapendo di sapere cosa è giusto per te; ricordando il recente passato e ricordando quello su cui spesso ritorna cioè tutto quel che ci hanno imposto senza chiedere realmente il nostro parere, non mi pare il caso anche potendo: dove sarebbe la differenza?
Certo il lavoro di mediazione costa tempo, fatica e i rimbrotti di gente che ancora non ha capito dove e in che tempi viviamo e abbiamo vissuto; non è neanche detto che funzioni, più facile siano i fatti, che inevitabilmente porteranno alla luce tutti i difetti del progetto, a costringere al cambiamento portando parecchia gente sulla strada per Canossa.
Non è detto che ci saranno solo sostenitori del progetto, ci saranno anche tanti amici che si sono persi per strada delusi; anche questi non vanno salvati.
Una prece.
Ricordo anch'io la provocazione e mi viene il dubbio che possa essere stata lanciata proprio l'anno scorso a Ca' Sagredo.
EliminaQuanto al salvare o meno, da un lato hai ragione, sarebbe un comportamento uguale e contrario al loro, tuttavia credo che qualcosa vada fatto perché, in ogni caso, siamo tutti sulla stessa barca e se loro affondano noi andiamo con loro. Discorso a parte quelli che a mare ci andrebbero proprio gettati.
Quindi cosa fare? Quello che è stato fatto finora, ovvero dare alle persone gli strumenti per capire. Il problema è che gli stessi strumenti non funzionano per tutti.
Ho sentito la signora ed è il prototipo di chi è convinto di avere la verità in tasca e quindi non ha bisogno di sentire le altrui spiegazioni. Vuole solo che confermi le sue certezze. Tuttavia si rende conto dell'esistenza di alcuni problemi le cui cause non puoi spiegargli, rimbalzerebbero cone contro un muro di gomma, ma devi fargliele trovare dentro di sé. Credo che questo obbiettivo possa essere raggiunto percorrendo la storia al contrario, partendo dal problema e chiedendo all'interlocutore quali siano a suo avviso le cause che lo hanno provocato, aggiustando le domande finché non troverà la risposta giusta. A quel punto potrebbe essere convinto perché sarà stato lui a trovare la soluzione.
A volte con questo approccio ho ottenuto dei risultati ma non so se può funzionare in generale, quindi vuol essere semplicemente un'ipotesi di lavoro a disposizione di chi vuole provare.
Il "se avessero ragione loro" è molto più vecchio di Ca' Sagredo ed è un invito per noi a non diventare dogmatici. Non si riferisce a ortotteri traditi che, poareti, Giuseppi deve chiedergli scusa e certamente a persone molto più consapevoli di come funziona un sistema in cui la preminenza del diritto ce l'ha un'assemblea esterna alla nazione. Capisco il 1999, nel 2025 con un telefono sempre connesso non riescono a connettersi al sito UE per capire chi ha potere di iniziativa legislativa?
EliminaAnch'io avevo ricordo che fosse di qualche tempo prima dello scorso anno.
EliminaLuciano, certo che qualcosa vada fatto ma credo che, a questo punto, possano essere solo i fatti efficaci per rendere consapevoli i più ostinati.
Consapevoli del metodo più che altro perché se non si combatte il metodo “non ci saranno limiti a ciò che ci verrà imposto” (cit.).
@ Sherpa810 che scrisse
Elimina***non si deve salvare il popolo da se stesso***
Vivessi ALTROVE sarei perfettamente d'accordo con te , anzi potrei anche dare pieno seguito ad una vergognosa shadenfreude perché gran parte del popolo italiano , non solo mi sta sulle scatole, ma si merita anche quello che ha procurato non solo a se stessa ma anche a ME che invece non me lo meritavo.
Ma in realtà, anche se io fossi "in salvo" da questa "punizione collettiva " sarei arrabbiato esattamente quanto lo sono adesso perché questo è il mio paese è stato il paese chi mi ha preceduto e vorrei restasse il paese di chi mi seguirà, anche se adesso è abitato " a maggioranza" da gente immeritevole. di essere " salvata".
Diciamo che l’invito a considerare un altro punto di vista è nella matrice genetica di questo blog (se risalite lo trovate in cima alla pagina). L’invito a non considerarsi detentori di una verità assoluta però risalena quando ho incontrato i detentori della verità assoluta.
Elimina“Non si può, anzi, non si deve salvare il popolo da se stesso, sarebbe lo stesso atteggiamento di chi impone il suo credo sapendo di sapere cosa è giusto per te;”
EliminaIl “non si deve salvare” non è cattiveria e neppure un masochistico desiderio di vendetta. Non si può perché difficilmente ci riusciresti, è un dato di fatto perché la nostra “verità” non ha creato consenso sufficiente come comunque è un dato di fatto che quello che capiterà a tutti noi non dipende (solo) da noi.
Sottostante a questo dibattito c’è una domanda che mi assilla dal 2018: avrei potuto fare di più? Ovviamente non riesco a vedere come, altrimenti lo avrei fatto. Continuo a vedere invece come si possa mandare tutto in vacca, e ogni giorno non riesco a impedire che qualcuno commetta questo errore. La domanda però resta.
Eliminaun'avvelenata al contrario di chi qualcosa (se non proprio tutto questo) aveva previsto
RispondiEliminaA dire il vero avevo previsto di molto peggio e vi sto ammonendo da tempo! Ripeto: il problema di quella signora non è che le sia successo troppo, ma che non le sia successo abbastanza (da farle capire che la democrazia serve a proteggere anche lei).
EliminaOffrire una visione penso sia un atto di generosità e che stia all'offerente decidere quanto tempo ed energie dedicare (magari senza nutrire aspettative di comprensione o condivisione); si è liberi di non ascoltare, cambiare canale o non andare ad un evento. Io sono grato all'anelito didattico, perché mi ha data l'opportunità di arricchirmi come persona.
RispondiEliminaFino a giugno 2022, avevo ascoltati tanti discorsi (via internet) dell'onorevole Bagnai, ma continuavo a tentennare politicamente, fino ad un video registrato per le elezioni a Como, nel quale concludeva una parte del discorso con (parafraso, non ricordo a memoria): "devo essere più esplicito di così? Non posso!" Lì per me è cambiato qualcosa.
Da allora ogni anno rinnovo la tessera come socio sostenitore del partito, per un minimo di partecipazione; quest'anno per me è stato il primo goofynomics (ma sono scappato prima della cena del sabato).
Nella mia città (Reggio Calabria) quasi nessun partito ha delle sezioni regolarmente aperte; di solito si aprono delle segreterie politiche una ventina di giorni prima di un'elezione e post elezione spariscono; apparentemente la sede della Lega (inaugurata da Salvini a novembre 2023) non esiste più.
Qui, più che persone convinte di essere portatrici di verità, ci sono molte persone che semplicemente ignorano la stragrande maggioranza delle informazioni politicamente rilevanti, di conseguenza non esiste l'ombra di un dibattito politico che abbia un minimo di respiro sovrarionale. Penso che basterebbe riuscire a raggiungerle con delle informazioni, per avere del consenso in più. Vedo poche persone ostinatamente convinte di avere la veritah in tasca, ne incontro invece molte ignoranti, che ignorano "i temi" fondamentali. Insomma: qui più che presuntuosi ed ostinati, si è indifferenti e rassegnati all'ignoranza ed all'irrilevanza politica.
Nel mio piccolo tra amici e conoscenti divulgo quel che posso come posso; se qualcuno potesse indicarmi "testi militanti" da poter usare (ho letto "Il militante ignoto" qualche settimana fa), gliene sarei grato.
Chiedo scusa per la scarsa capacità di sintesi.
Secondo me, se disponibili, i testi più utili sono Anschluss di Giacché, Vent’anni di sovranismo di Claudio, e L’impero minore di Giraldo.
EliminaHo i primi due (compreso il capitolo aggiuntivo del Fin-Day), ordino il terzo, grazie.
EliminaPer completezza aggiungerei altri tre titoli:
Elimina1 - IO SONO IL POTERE;
2 - IL LAVORO IMPORTATO;
3 - I LIMITI DEL MERCATO.
Ovviamente come base si dovrebbe partire sempre da IL TRAMONTO DELL'EURO
No. Io partirei da Anschluss.
EliminaIo invece mi chiedo, e mi trovo a pensare se per caso la stessa domanda vi ha mai sfiorati, se è possibile - o addirittura auspicabile - una realtà dove tutti capiscano la Macroeconomia e quindi non vadano salvati - tralasciando il fatto che comunque è sì una scienza ma sociale, o debole, quindi ci ritroveremmo ad assumere di avere la Verità e che esista una ed una sola Verità. E all'altro capo del discorso il Popolo - ignaro della Macro - va solo "governato" lasciando un portone spalancato alla soluzione autoritaria...
RispondiEliminaSono confuso e la lettura dei commenti ha, se possibile, aumentato i miei dubbi.
Se la "contro-democrazia" (Rosanvallon) è un sistema di sfiducia organizzata che funge da controllore del "potere", allora la democrazia decisionale ("il porre fine alla discussione con la decisione del 51%") diventa l'oggetto e non il soggetto dell'attività politica. Meglio, diventa la premessa di una serie promesse che si sa (perché lo dice la rete-guru) di sapere che verranno tradite.
RispondiElimina"Esiste un altro approccio [rispetto a quello liberale] , di tipo democratico, verso la sfiducia. Il fine in questo caso è di vegliare affinché il potere eletto rimanga fedele ai propri impegni, di trovare i mezzi che permettano di sostenere l’esigenza iniziale di un servizio per il bene comune. È il tipo di sfiducia che ci interessa in questo libro. Infatti in un epoca post-totalitaria è quello che si manifesta maggiormente. Una simile sfiducia democratica si esprime e si organizza in molti modi. Ne distinguerò tre modalità principali: i poteri di sorveglianza, le forme di interdizione, l’espressione di un giudizio. All’ombra della democrazia elettorale-rappresentativa, questi tre contro-poteri delineano i contorni di quel che propongo di chiamare una contro-democrazia. Questa contro-democrazia non è il contrario della democrazia; è piuttosto la forma di democrazia che contrasta l’altra, la democrazia dei poteri indiretti disseminati nel corpo sociale, la democrazia della sfiducia organizzata di fronte alla democrazia della legittimità elettorale." (Pierre Rosanvallon. "Controdemocrazia: La Politica Nell'era Della Sfiducia". Introduzione).
Qui una intervista all'autore : https://www.youtube.com/watch?v=nQSiWn895uk .
Il Grillino Puro controlla, non governa. Diffida, non delega. E' controparte, non parte del potere democratico. Sovrasta la democrazia, non la venera. Ammira il sistema di controllo sociale cinese. Si identifica con il miti della magistratura militante, delle ONG trasparenti che disciplinano la politica, della rete-opinione pubblica, della verità-giudizio, del sospetto anticamera della verità.
Il Grillino avrà sempre il suo mondo sia in democrazia liberale, sia in una plutocrazia tecno-liberista, sia in un sistema autoritario. Basta che qualcuno dall'alto glielo dia facendogli sembrare di averlo conquistato. E il potere, quello vero, glielo dà sempre. Le nostre lotte per una democrazia realmente rappresentativa semplicemente non lo interessano. Vive felice e realizzato nella sua rabbia, attendendo il momento della sua vendetta contro quell'Uno che non è valso uno.
Devo studiarmi la forna di governo della Repubblica Veneta.
EliminaLa sostanza del successo di quella "repubblica aristocratica" ( un ossimoro) era ne l' essere "marinara" cioè nel mandare i propri rampolli a vivere una vita scomoda e pericolosa in mezzo a "ciurme puzzolenti" e , così poi quei pochi che in tarda età ne tornavano vivi per gestire "la repubblica" non avevano mai perso il contatto ne con la "durezza del vivere" ne col " popolo" che avrebbero comandato
EliminaLa Serenissima batteva la propria moneta o se la faceva battere dai turchi?
EliminaQuesto ALLORA era' un falso problema perché la moneta non era fiat ma in ORO/ARGENTO che ogni stato , al caso , rifondeva imponendogli la PROPRIA effige per spenderlo nel proprio ambito commerciale rimarcando così la PROPRIA potenza.
EliminaIn altre parole se i veneziani ricevevano in pagamento ( o razziavano ) un carico di "piastre turche" , al caso , lo rifondevano in ducati perché così lo avrebbero potuto usare su tutti i PROPRI mercati dove esso era conosciuto di più della moneta turca.
Per questo abbiamo avuto il "fiorino" come moneta di tutta l' €uropa e non ad esempio un "senino".
Il prestigio e l' ampiezza dei mercato dei senesi non giustificava la spesa di una rifusione dal fiorino.
Giusto! Batteva e metteva in circolazione la moneta che voleva e poteva in base alla sua ricchezza.
EliminaNon si faceva dettare la spesa dello Stato dai turchi o da altri. Non faceva fare ad altri la politica commerciale e quella militare. Non permetteva ad altri di emanare direttive vincolanti in ogni campo della vita pubblica e privata.
Era serenissimamente sovrana .
Anche "a quei tempi " si veniva " dettati" da qualcuno quando non si aveva ne la forza ne la volontà di opporvisi.
EliminaE cambiata solo "l' arma: dalla spada alla moneta.
Meno schizzi di sangue per l' identico risultato.
Buongiorno,
Eliminase interessa l'ordinamento della Repubblica di Venezia posso suggerire gli scritti dell'avv. Ivone Cacciavillani, insigne amministrativista e cultore della storia e del diritto veneziano.
Dal più generalista "Il diritto di Venezia" a "La Costituzione di Venezia", passando per trattazioni più specifiche come "La Serenissima. Una repubblica burocratica", credo che il taglio dato dall'avv. Cacciavillani potrebbe interessarle.
Buone feste e grazie per la perseveranza.
Non disperatevi troppo…il popolo si è sempre salvato da solo.
RispondiEliminaDici? E allora di che si lamentavano quelli ieri, tanto più che l’avevano subito dai loro riferimenti politici!?
EliminaDirei, piuttosto, che non si salva mai ma si riproduce. Almeno finora.
EliminaAppunto. Ormai ha smesso.
EliminaSì, il termine preciso è in effetti "complici". Già utilizzato a suo tempo dal filosofo Agamben e dallo psicoanalista Mordini. Io non so se almeno qualcuno dei presenti a Venezia, si sia ricordato di un secondo anniversario davvero importante. Ovviamente il riferimento è al 21 dicembre 2023. Ne dubito. Ci voleva più metodo Birkmeier... che fa il paio con quanto scriveva Céline, da Lei più volte citato.
RispondiEliminaSinceramente quella data non mi dice nulla. Sono una brutta persona?
EliminaÈ il giorno in cui con 184 voti contrari, il Parlamento ha bocciato la ratifica del cosiddetto "MES 2.0". A cui il giorno seguente seguirono le parole del "teKniKo" Pierre Gramegna: l'unico Paese a non averlo ratificato, è isolato...
EliminaMa figurati! A parte che io non ne so niente perché ho tradito, queste sono quisquilie, bagattelle, mica vorrai mettere queste cose che non c’entrano niente a confronto con la pubblicazione dell’articolo definitivo con cui Bob Shapiro ha dimostrato sul Chattanooga Journal of Epidemiology che iPoteriforti vogliono ucciderci tutti coi repliconi!? Per favore, qui stiamo parlando di cose serie, di problemi veri che riguardano la vita de laggente! Lo ha detto anche il moderatore (se ci avete fatto caso)…
EliminaVorrei spezzare una lancia a favore di M5S. La volontà di cambiare c'era ma poi ha pesato l'inesperienza (oltre alla "paraculaggine" di certi personaggi comunque sempre presenti in ogni partito). Ora apprezzo la loro convinzione di porre fine all'invio delle armi in Ucraina, perché stiamo rischiando grosso non solo economicamente. La disastrosa gestione pandemica è più opera del PD, che non ha attenuanti poiché almeno in teoria non vi dovrebbero essere inesperti, che del M5S. L'euroscetticismo si era palesato con la volontà di nominare l'economista Savona, poi "i poteri forti" hanno trovato una soluzione per ridimensionarlo. D'altra parte non mi pare che la Lega nei fatti faccia di più per contrastare le eurofollie. Chissà forse alla fine unendo le forze sui punti in comune si potrebbe essere più incisivi.
RispondiEliminaLa volontà di cambiare. Per esempio il numero dei parlamentari...
Elimina"Un altro Movimento è possibile" (semicit.).
EliminaCerto Conte segretario e l'accordo (ondivago, certo, ma c'è) col PD che ha consentito tutto quel che ha consentito col Conte 2 e col governo Draghi (si, certo, c'era anche la Lega ma non tornerei sull'argomento non per imbarazzo ma perché le motivazioni sono state ampiamente trattate e il costo ampiamente pagato) non aiutano a crederlo.
Io non spezzero nemmeno uno svedese (inteso come fiammifero).
A Corrado Luciani che scrisse
Elimina*** L'euroscetticismo si era palesato con la volontà di nominare l'economista Savona***
Tantè che lo aveva proposto "gigino" , giusto? 😁
Caro Corrado , tu vieni a fare la tua revergination del 5S qui dove oramai siamo tutti "para leghisti" ( più qualche paraqualcosaltro) dimenticando che qui in maggioranza non abbiamo la tipica " amnesia selettiva" de l'italiano medio
.
Noi qui non solo ci ricordiamo che Savona NON l' aveva proposto il 5S , noi ci ricordiamo anche CHI sul MES poi aveva complottato a Bruxelles contro una delibera del nostro parlamento.
Ci ricordiamo quindi per quale motivo la lega usci' da Conte I e di CHI , poi governando col PD nel Conte II , aveva mandato a processo Salvini per un atto governativo fatto nel governo Conte I risultato poi "reato che non sussiste" e quindi autorizzazione data solo per azzoppare politicamente Salvini per anni.
E sulle responsabilità governative dei 5S nella gestione Covid sorvolo solo per " carità di patria" perché li "anche il più pulito c' ha la rogna".
Ma se vogliamo concentrarci sulle disgrazie future, se noi non siamo ancora pienamente impiccati in Ucraina è solo per le "contorsioni " leghiste ne l' attuale governo e non certo per la " coerenza politica" di un 5S a ... l 'opposizione.
Ma qui il discorso è un po' più complesso perché due meriti devo anche dare a l' opportunismo grillino così tanto ben rappresentato da Conte che:
1) ha fatto cascare UVA prima che potesse fare il Nuovo Catasto il MES 2 nonché la sua finanziaria elettorale con cui contava di riconfermarsi alle elezioni.
2) la attuale posizione dei 5S su l' Ucraina , ha finora impedito la formazione di un "governo tecnico di guerra" esattamente come fu con il "governo tecno-pandemico" di UVA
Due meriti indubitabili , sebbene esclusivamente fatti non ne l' interesse generale del paese ma solo in quello a breve termini dei membri della propria consorteria elettorale ( tipo i "bonus facciate" )
Si capisce, vero, dove va a parare Corrado? Chi lo ha capito?
EliminaA me sembra che la Giorgia abbia esaustivamente risposto all'onorevole Ricciardi sulle "lezioni" di come si spendono i soldi degli italiani (visto che i $$ ci tengono molto)... citando i 200 milioni di Euro...
EliminaA spezzar tronchi, ma temo sia fatica sprecata...
EliminaCorrado vuole dire che alla fine votare 5s è ancora la soluzione migliore? Un partito decrescista, più green che più green non si può (nel senso che se è illogico allora lo approvano), ci hanno rifilato la patacca del "fondo perduto", hanno chiesto i voti con un comico e adesso si affidano ad un azzeccagarbugli (anzi due, c'è pure Colucci), hanno creato Ursula ... e sull'Ucraina, mi pare certe posizioni sono solo post 2022, come tante altre sono solo strumentali
EliminaCorrado afferma di essere un leghista, ma finisce sempre per disconoscere o denigrare il lavoro della Lega. Farlo oggi, dopo i risultati ottenuti in legge di bilancio, è abbastanza ridicolo, ma apprezziamo l’impegno… 😂
EliminaAvevo scritto una risposta, ma il mio telefono l'ha persa e l'ho preso come un segno del fato. Sicuramente ve ne farete una ragione (in breve, secondo me no).
RispondiEliminaHo pensato però di condividere due brevi estratti da un libro curato da Cipolla ed edito dal Sole 24 ore (!!!) in cui mi sono imbattuto: "Storia facile dell'economia italiana dal medioevo a oggi".
Qui per chi non volesse investire 10€ su abebooks https://ia801907.us.archive.org/5/items/storia-facile-delleconomia-italiana-dal-medioevo-ad-oggi/Storia%20facile%20dell%27economia%20italiana%20dal%20Medioevo%20ad%20oggi_text.pdf
L'introduzione, di Cipolla appunto, inizia così: "La storia ci dice chi siamo e da dove veniamo. Inoltre la storia è rilevante per il presente anche perché ci aiuta a risolvere i problemi che ci affliggono. Non, si badi, nel senso di fornirci ricette prefabbricate pronte all'uso, ma in modo ben più sottile, indicandoci e spiegandoci come questi problemi sono sorti e si sono sviluppati. Un popolo che non conosce la sua storia è dunque un popolo che non conosce se stesso e che avrà difficoltà a risolvere i problemi che deve affrontare." Cosa che mi fa già abbastanza preoccupare (per noi, ma non è una novità). Poi continua con una discussione soprattutto sul divario nord-sud in Italia e sulla parabola dell'economia italiana, per concludersi così:
"Purtroppo la retorica risorgimentale ostacolò lo sforzo produttivo. L'ossessione di mantenere l'Italia nella ristretta
lista delle grandi potenze fece sì che energie e risorse preziose fossero sciupate nel costruire corazzate fra le più potenti del mondo. Ma l'Italia non aveva bisogno di corazzate. Necessitavamo di scuole e di produrre cose vendibili all'estero. Uno statista straniero chiese all'allora primo ministro italiano: «Ma perché non fate come la Svizzera e invece di produrre per la guerra non producete per l'esportazione?». Il ministro rispose: «Perché la nuova Italia è una grande potenza». Una mentalità che ci portò a una serie di guerre: ma a onta di tale impostazione fasulla della politica italiana, questo paese di mercanti riuscì a vendere quanto necessitava per aumentare il reddito e raggiungere negli anni Novanta una delle posizioni fra le più avanzate del mondo. Se si considera il tutto c'è da esser fieri per quanto l'Italia ha saputo fare. Ma come la storia ci insegna non possiamo sederci sugli allori."
A me questa conclusione ha fatto molto pensare ad una certa retorica piddina.
Cordialmente.
Il libro l’ho letto anch’io ma questo passaggio me l’ero perso. Sinceramente non capisco quale ne sia il senso.
EliminaPersonalmente, e mi rendo conto che messa così non dica nulla di nuovo di quanto è stato detto qui in passato molte volte, mi ha fatto intuire che l'amore per l'UE si cementa in un desiderio di essere una Grande Potenza (TM, come quelle vere insomma, coi carri armati e tutto il resto) che ha radici lontane e ha già avuto effetti perversi in passato. Forse il pezzo mi ha colpito anche per suggestioni personali anche legate a letture sul'ottocento che mi è capitato di fare in questi giorni e che mi hanno ricordato quanto lo trovi "superbo e sciocco", come secolo, forse insomma ci leggo troppo.
EliminaCerto è che penso che la sua domanda credo si leghi profondamente al tema della propaganda, a un livello popolare, e in fondo anche al tema delle basi filosofiche che ci vogliamo dare, se vogliamo pensare alle vere o supposte élite. Scado però su temi di lungo periodo, su cui in ogni caso ho poco da offrire.
"Anche a lei e famiglia" (cit.)
Mamma mia non si dovrebbe scrivere tra un giocattolo perso e un parente, chiedo scusa.
EliminaCercavo solo di sottolineare, forse a sproposito, il legame tra la risposta alla domanda e la scala di tempo da accettare implicitamente. Passo e chiudo che è meglio.
Se ho capito bene la domanda, penso che il progressivo anelito didattico che, ad esempio, personalmente, tanto apprezzo in questo blog, si contraddistingua proprio dal chiaro intento di mostrare all'allievo la durezza del vivere a "distanza di sicurezza".
RispondiEliminaIl Padoaschioppismo dal chiaro intento di delegare alla durezza del vivere l'onere didattico.
Una cosa è rassegnarsi ad osservare l'ineffabile prima legge della termodidattica operare sulle menti di chi sceglie (inconsciamente, immagino) di non essere salvato. Altra cosa è auspicare che la durezza del vivere colpisca chi la pensa diversamente da me.
Se la durezza del vivere è un ottimo maestro, molti di noi che leggiamo questo blog, e forse anche chi lo scrive, certe cose le abbiamo capite anche senza doverci picchiare la testa contro. Le abbiamo imparate con la logica, lo studio, il sacrificio, ma non con il sangue. Perché abbiamo avuto la fortuna di avere dei maestri che dalla durezza del vivere volevano proteggerci (e magari, sì, anche perché abbiamo avuto la fortuna di non nascere coglioni, spero di non sbagliarmi). Ma insomma la differenza sta proprio nell'intento didattico.
Va da se che poi ogni allievo di ogni scuola sia lasciato libero di cambiare scuola in ogni momento, e di sperimentare sulla propria pelle la validità di ciò che ha imparato. "Salvarlo" contro la sua volontà sarebbe fascismo. Risparmiarlo dalla durezza del vivere, impossibile e (a mio parere) ingiusto. Ma offrire un mondo in cui la durezza del vivere sia sempre più "dignitosamente tollerabile" (qualunque cosa ciò significhi), dovrebbe essere lo scopo di ogni civiltà degna di quel nome.
L'assenza di questo terzo elemento è a mio parere distintiva della scuola PadoaSchioppana.
Io la farei più semplice: questi sono contro la democrazia perché non vogliono prendersi una responsabilità che sia una e non vogliono muovere il culo e partecipare finché non è troppo tardi. Scusate se qui taglio con accetta, in replica sarò più sfumato. Non bisogna confondere il concetto di delega insito nella rappresentanza con il disimpegno. Il disimpegno la strada maestra verso la manipolazione. Quella platea ripeteva gli slogan contro la politica che il PD voleva che ripetesse: avete letto tutti i tweet di Suzuki Maruti dove si teorizzava la pandemia come strumento per scollare la destra dai suoi rappresentanti, no? Eventualmente li cito in replica.
EliminaNon so perché questo post mi ha fatto venire in mente i miei anni romani e il fastidio che nutrivo verso certe donne locali, 50 anni circa, leggermente sovrappeso, aria da maestre, sanno tutto loro, gonna e taglio di capello qualche moda indietro... Poi penso alle signore con i capelli tinti di viola e i gatti e bisogna per forza avere un po' di compassione come dice lei verso "l'ingenuità"...
RispondiEliminaIngenuità appunto che nasce dal fatto di avere la verità in mano, il pacchetto (a proposito non si sente più la parola pacchetto o logica di pacchetto andava così di moda) il piccolo catechismo laico della politica... Può essere un vantaggio ma alla lunga può irrigidire talmente tanto le strutture mentali da ad esempio anni dopo andare da Bagnai per lamentarsi di Gonte...
Èssi bbòno, se puoi!
EliminaHa ragione in questo periodo si è tutti più pazzi, tra traffico e shopping, ma è quasi Natale e bisogna essere buoni dai...
EliminaBuon giorno Bagnai, ma siccome la Messa tridentina è patrimonio culturale italiano da secoli e secoli sarebbe bellissimo che il ministero della cultura la protegga. Ok sarebbe compito della chiesa, ma non è così purtroppo. La sx ha anche uomini in varie istituzioni purtroppo. Vada su YT a vedersi il mio maestro Giovanni Vianini, e poi mi dica se una missa cum jubilo non vale la pena difenderla e diffonderla come un'opera d'arte a tutti gli effetti. È arte millenaria, cultura popolare, sentire di generazioni... A Roma si fa qualche messa tridentina, ma è iniziativa di singoli e zelanti, perché non fare proprio un patrocinio, un qualcosa da parte del ministero, che ne so un finanziamento per lo studio dei canti sacri, iniziative volte a riscoprire quel patrimonio. Da un punto di vista spirituale sarebbe un colpo forte ai (D)draghi che insidiano il paese, da un punto di vista culturale la riscoperta di una tradizione forte mai abolita, ma censurata, come risposta a culture aggressive esterne
RispondiEliminaGrazie
Parlando di salvezza del pueblo, posso interpretare questo commento come un tentativo (destinato a fallire) di salvarlo dalle chitarre, o come l’intenzione di affidarlo a 🐟 laddove egli si manifesta (e questo forse potrebbe funzionare…).
EliminaSicuramente lei è più avanti di me con le scelte strategiche, al massimo io alzo la manina e propongo cose, a volte cavolate, ma ci vuole pazienza. Si non volevo citare le chitarre 🎸 lo ha detto lei,ma quello non spetta alla politica, intendo forse un'interessamento della cultura intesa anche e perché no come canalizzatore di studi e di fondi verso un patrimonio millenario. Ad esempio Barbero in programmi pubblici parla di medioevo, ma sulla TV pubblica mai un programmino sulla cultura musicale medioevale anche nella messa... Oppure un capitoletto nei libri di scuola sul gregoriano ci sta... Con qualche traccia audio. Lo so ha tante battaglie, ma siccome andrò nell inferno dei leghisti almeno qualche merito per il paradiso sotto Natale ci sta 🤣 e poi la Sardone sarebbe contenta se nel libro di scuola c'è a voja
EliminaL’uomo colto italiano DEVE essere ignorante di musica e matematica. Il tradimento (e la sterilizzazione) dell’umanesimo è qui, nella classificazione ottocentesca di cosa sia umanistico.
EliminaEh sì... Chi ha avuto accenni di Trivio e di Quadrivio lo sa. Secondo me si è persa l'oggettività del dato, a favore del soggetto... Cioè in un'aula medioevale il primo giorno il magister arrivava con una mela, la metteva sul tavolo e diceva "Questa è una mela, chi non è d'accordo lasci quest' aula".
EliminaLo facessimo oggi sarebbe molto stimolante, persino in senato qualcuno si alzerebbe e andrebbe..
Però il dato oggettivo è molto importante, lei lo sa bene con i suoi grafici... Forse nel medioevo il concetto era estremizzato, ma vista la decadenza attuale a favore totalmente del soggetto magari servirebbe... E poi si la matematica ti aiuta a costruire sistemi, fatti da elementi organizzati tra loro, per fare un sistema serve che ogni elemento abbia il suo ruolo preciso, lo studi in matematica antica, quasi magica, e sulla realtà sai che impatto, nella mente delle persone entra il concetto di universo ordinato (vaglielo a dire ai woke) con le sue leggi e misteri, vedi lo sperma umano, che se non è perfettamente ordinato non raggiunge il suo scopo, diversamente è fuori da quella matematica sacra che regola stagioni, cicli ecc si senza matematica non si capisce l'universo e manca una base importante... Però restando nell'attuale forse serve anche un po' di economia ai nostri ragazzi, c'è gente che appena uscita dalle superiori si prende la macchina con il prestito... E non sono pochi, un po' di educazione finanziaria non farebbe male..
Pensandoci un attimo e se si uniscono i puntini un'istruzione che trasmette un universo ordinato, grandioso, con le sue leggi naturali è di danno al pensiero woke ad esempio, un'istruzione che insegna il bello e magari il bello europeo non favorisce certo la svendita al globalismo... Invece un'istruzione povera, sciatta, senza cultura, senza natura oggettiva forse forse aiuta una certa politica.... Inquietante ma potente allo stesso tempo.
EliminaHo seguito in diretta questa tavola rotonda, e sono rimasto un po’ spiaciuto, ma non sorpreso. Contiamoci è stato per me importante durante la pandemia. Ma è quello che succede sempre quando si discute tra amici, anche fra quelli molto affini e animati da indiscutibili buone intenzioni.
RispondiEliminaHo ormai qualche annetto, e ricordo discussioni del tutto simili in occasione dei primi referendum sul nucleare, nel 1987, che ho seguito con attenzione poiché allora ero studente di ingegneria nucleare. Le evidenze fattuali, la logica e il buon senso non riuscivano a prevalere rispetto alle posizioni incancrenite soprattutto dalla paura, ma anche dall'arroganza di chi crede di sapere (c’erano gli “etarcos” anche allora…). E già allora avevo concluso che ce lo siamo meritati, e che è stato giusto così. Anche se da più parti si diceva che certe decisioni dovrebbero prenderle i tecnici che conoscono la materia (argomento che periodicamente ritorna), ho sempre pensato che la libertà personale che si concretizza politicamente nella democrazia sia da salvaguardare prima di tutto. E’ giusto che le decisioni “politiche” siano prese democraticamente.
E quindi la risposta per me è: sì, siamo nel mondo che ci meritiamo. Con tutte le conseguenze del caso. Anche se a volte questo mondo ci spinge dove non vorremmo andare.
Ciò non toglie, però, che dobbiamo continuare a lottare per le nostre idee. Con umiltà cerco di studiare e informarmi (ben sapendo che nessuno conosce la “Veritah”), con pazienza cerco di partecipare, e per le questioni che conosco meglio cerco di informare dal basso (con evidenti scarsi effetti, visto il risultato del successivo referendum del 2011). Ma tant’è, non si smette mai di lottare.
Grazie sempre per questo blog dove mi sento a casa, e dove gli argomenti vengono affrontati in profondità, con competenza e con lucidità, e dove imparo sempre qualcosa di nuovo.
Ma il problema non è ContiamoCi, che sta facendo un lavoro meritorio sotto la guida illuminata di Giacomini (lavoro che non credo tutto gli iscritti apprezzino…). Molto interessante e utile l’analogia col dibattito sul nucleare…
Elimina@ Carlo
EliminaIn ogni caso "salvare el pueblo" non è salvarlo dal conoscere la "durezza del vivere" ma l' opposto, cioè dalle conseguenze della sua sciocca presunzione di poter "vivere facilmente" ..
@Carlo
EliminaRicordo molto bene anch'io la campagna referendaria di 8 quesiti abrogativi (2 sulla caccia, 3 sulla giustizia, 3 sul nucleare) portata avanti dal Partito Radicale (con la collaborazione sui 3 sulla giustizia da parte di PSI e PLI) condotta nel 1986. Poi 5 quesiti vennero bocciati e rimasero solo i 3 sul nucleare. Il referendum si tenne l'8 novembre 1987 (vado a memoria). Ovviamente sulla scia della "narrativa" seguita al 26 aprile 1986. All'epoca c'erano comitati che si spesero molto per far sì che il referendum raggiungesse il quorum e vincesse il "Sì". In Emilia Romagna c'era il CERCSE che pubblicò il libro "Caorso Story". Però, a distanza di molti anni, forse anche allora ci fu una specie di volontà non esplicitata che aveva un obiettivo assai diverso. Cioè soggetti che avevano lavorato per "vestire" la "loro" volontà con una "narrativa" che doveva servire a raggiungere l'obiettivo. Il documentario di Gianfranco Pannone "Scorie in libertà" sfiorò la questione citando il vantaggio tecnologico che aveva l'Italia con il Cirene 2 (anche qui vado a memoria). Forse a qualcuno questo vantaggio tecnologico, non andava bene.
Scusate visto che state parlando di nucleare mi sembra doveroso ricordare lo scienziato portoghese Nuno Lureiro, ammazzato pochi giorni fa a Boston (pare da un vecchio compagno di università che si è poi provvidenzialmente suicidato).
EliminaNuno Loureiro era strettamente coinvolto nelle collaborazioni tra il MIT (in particolare il Plasma Science and Fusion Center - PSFC, di cui era direttore dal 2024) e aziende private nel campo della fusione nucleare.
Importante il progetto di fusione legato a Commonwealth Fusion Systems (CFS), spin-off del MIT supportato finanziariamente da Eni (tra gli investitori principali fin dal 2018). CFS sta sviluppando il reattore SPARC (un tokamak compatto ad alto campo magnetico) in stretta collaborazione con il PSFC del MIT, con l'obiettivo di dimostrare un plasma "burning" (che produce più energia di quanta ne consuma) entro il 2026 circa.
Quando Loureiro fu nominato direttore del PSFC (maggio 2024), il comunicato MIT sottolineava esplicitamente che avrebbe guidato le collaborazioni industriali, citando Eni tra i partner principali insieme a IBM e altri.
Il PSFC ha aumentato significativamente le partnership con aziende private come Eni negli ultimi anni, e Loureiro vedeva queste collaborazioni come "molto dinamiche ed eccitanti" per accelerare la ricerca sulla fusione.
La collaborazione MIT-CFS (con Eni come investitore chiave) è descritta come il fulcro del progresso verso la fusione commerciale: il PSFC fornisce la base scientifica e teorica (dove Loureiro eccelleva, con studi su turbolenza del plasma, confinamento e instabilità magnetiche), mentre CFS realizza l'hardware.
Questa discussione mi ha ricordato una "Scorciatoia" in cui Umberto Saba rifletteva sulla mancanza di autentiche rivoluzioni in Italia, attribuendola al fatto che una rivoluzione è un parricidio, l'uccisione del vecchio, mentre gli Italiani sarebbero un popolo di fratricidi. Dalla fondazione di Roma fino a Badoglio e Graziani, si chiedeva se gli Italiani non fossero l'unico popolo che avesse alla base della propria storia, o del proprio mito, un fratricidio; e concludeva: "Gli Italiani vogliono darsi al padre ed ottenere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli".
RispondiEliminaTendo a diffidare di chi individua virtù e vizi dei popoli, specie quando li si fa risalire a una sorta di destino storico ineluttabile. Mi pareva calzasse però con il messaggio di questo post e che in generale sostituendo 'padre' con 'vincolo esterno' si possa trovare un fondo di verità nella sconfortata riflessione di Saba. Questo non aiuta a rispondere alla domanda del titolo ma fornisce forse uno spunto su quanto inveterato sia il nemico contro il quale stiamo lottando.
Quanto a me, per quel che vale, da novembre 2011 ho attraversato varie fasi: sulle prime una di entusiasmo positivista, perché intuendo che il messaggio di questo blog univa dei puntini altrimenti privi di senso sentivo il bisogno di comunicare a tutti quello che mi pareva di iniziare a capire. Senza le basi e con minori capacità argomentative del padrone di casa, però, quell'afflato giovanile si scontrava contro le radicate convinzioni piddine dei miei conoscenti e, salvo alcune eccezioni, non sortiva altro effetto che essere tacciato di rossobrunismo, leghismo, eccetera. Seguivano poi gli anni della disillusione in cui, per sconforto, età che avanzava e quieto vivere - ho sempre avuto la gioia di lavorare in ambienti di sicura fede piddina - mi sono limitato a tacere e annuire quando mi venivano spiegati i mali del nostro tempo e le virtù salvifiche di questo o quel sobrio e virtuoso leader o di questa o quella insindacabile istituzione. Risposta "no", dunque.
Le cose hanno cominciato a cambiare nuovamente di fronte all'inasprimento del vento bellicista degli ultimi anni e alla constatazione che una certa profezia qui espressa si appresta a diventare un altro triste QED. Ecco, se ancora negli anni delle punturine preferivo rimanere sano di mente e casualmente instillare qualche dubbio nelle granitiche certezze altrui, il pensiero che a Chichijima vengano abbattuti i miei figli ha risvegliato quella vis polemica necessaria a controbattere alle lievi imprecisioni che tocca ascoltare nelle conversazioni da refettorio (senza dimenticare di essere prudens sicut serpens et simplex sicut columba) per cercare, se evitare l'inevitabile è per definizione impossibile, almeno di gettare un po' di sabbia negli ingranaggi del consenso che ci deve portare lì.
Questa non breve digressione autobiografica solo per dire che non lo so se ci sia una risposta univoca alla domanda del titolo, forse cambia a seconda delle fasi della vita; ed è continuare a porsi la domanda accettando che la risposta possa cambiare che ci ripara dal fossilizzarci in uno dei due estremi, un certo nichilismo fatalista da un lato e un'ispirata padoaschioppità dall'altro. Non lo so.
Si potrebbe forse provare a enunciare una prima legge della termodilemmatica: ci sono dilemmi che se potessero essere risolti non andrebbero affrontati.
È evidente a chi come te mi segue da tempo che almeno all’inizio la mia risposta implicitamente era che salvare il popolo da se stesso fosse possibile, o forse addirittura superfluo (pensa all’inizio di Eurodelitto ed eurocastigo), e che non mi ponevo il problema della sua opportunità. Non riflettevo su quanto avessi titolo di esercitare quella violenza che consiste nello scomodare un individuo dalla sua “comfort zone”, o, “a contrario”, di quanto fosse eticamente accettabile non farlo e attendere cinicamente che fossero i fatti con la loro violenza a svegliare l’interlocutore. La novità del dibattito che qui commentiamo è che abbiamo avuto in esso plastica evidenza del fatto che a certe persone, che evidentemente sono la maggioranza (i grillini lo sono), non entra né in testa né in culo.
EliminaTra il culo e la testa ci sta il cuore.
EliminaSe non lo hai, il cuore, o lo hai minuscolo come quello di un grillo-piddino, ciò che con la durezza dell'euro-vivere irrompe nel tuo retto difficilmente arriverà alla mente per illuminarti.
Fin dall’inizio di questa storia (la pandemia) vi ho detto chiaro e tondo che quello che mi faceva orrore delle sue cosiddette vittime era l’indifferenza con cui avevano lasciato massacrare per anni i loro simili. E la storia del “però questa volta è stato aggredita l’integrità fisica/il diritto al lavoro” attacca fino a un certo punto, perché è stata altrettanto attaccata l’integrità fisica dei milioni di bambini non nati e il diritto al lavoro dei milioni di disoccupati involontari. Ne vogliamo parlare? Altrimenti se facciamo a gara di verità, mi tengo la mia che ha più seguito. Ma nessuno di quelli che erano lì, tranne l’ottimo Giacomini, è disposto ad allargare il proprio orizzonte (lui è veramente fuori dall’ordinario in quel contesto), meno che meno il bargigliuto millantatore di voti che la Lega non ha dato.
EliminaQuindi sì, il problema non è il cervello ma il cuore, e senza cuore nemmeno il culo può essere veicolo di verità.
EliminaFaccio l'avvocato del diavolo. Per noi che seguiamo il discorso del blog da più di un decennio non è particolarmente difficile seguire le provocazioni del prof. sulla fine della Storia, i 70 anni di pace ed il mantenimento della segretezza sul progetto Manhattan. Soprattutto quest'ultimo punto è irricevibile per chi si è appena svegliato e come un cane rabbioso vuole fuoco e sangue, se uniamo questo alla verosimile provenienza antropologica grillina della maggior parte dei presenti è ovvia la mancanza di fiducia nella politica e quindi la pretesa di giocare a risiko con la carta degli obiettivi scoperta. Rivedo un po' il me stesso del 2014 quando, frastornato dalla sveglia ed ignorante come un sasso, ondeggiavo tra questo blog, Donald (e gli MMTari), Steve Keen ed onestamente ero più attirato dagli ultimi due in quanto personaggi più sui generis. Ho dovuto attendere il verificarsi delle corrette previsioni del prof. su Tsipras per poi capire che la strada giusta era qui. Ho imparato col tempo a mettere da parte la rabbia, a diventare paziente, a trovare le motivazioni per approfondire nel poco tempo libero e non fermarmi alla superficie. Serve un percorso ma come si è detto più volte per chi si sveglia in seguito ad una minaccia individuale diretta questo è più tortuoso se non impossibile quindi, ehm, mi sa che si torna sempre al "it must be war".
RispondiEliminaNon credere che non mi sia posto il problema di quale livello scegliere. Ho preferito parlare per il verbale, applicando la nota prima legge, e lasciare agli atti che quelle persone stavano denunciando la pervasività di poteri economici a cui si erano messi in mano loro stessi in nome del “se sò magnati tutto, sò tutti ugualiiiih!” (anche Magri?), e si stavano lamentando della scarsa incisività di un Parlamento da loro stessi amputato in nome del “castacriccacoruzzzzione”. Cioè ho preferito dirgli, senza che potessero capirlo, che erano (stati) dei coglioni. Si può ragionare sull’opportunità del farlo, ma io seguo il mio istinto…
EliminaE infatti non c'è stato sussulto quando gli si è spiegato come funziona (male) il Parlamento dopo i tagli.
EliminaIn fondo, la rivoluZZione cui auspicano è già stata fatta, ma come per la pubblicità le promesse elettorali degli ortotteri hanno solo scopo dimostrativo.
Esatto. La domanda implicita era: “E mmo che cazzo volete?” La risposta sappiamo qual è: alcuni vendettah, e altri il reddito di parlamentanza (non era difficile distinguerli), quindi… silenzio!
EliminaDal mio modestissimo punto di vista più che una risposta mi sovviene una domanda: "Possiamo veramente salvare il popolo da se stesso?" O più in generale e credo più correttamente "Possiamo davvero salvare un individuo da se stesso?", ancor più in la "Possiamo salvarci da noi stessi?" La verità è una e una sola. D'altronde ognuno si comporta in base a come la vede, secondo la propria mappa del territorio. Quindi nessuno può essere sicuro di vederla in maniera corretta...la verità. Ognuno ha una sua consapevolezza oppure inconsapevolezza, al concetto gli possiamo dare un segno e poi gli daremo il corretto valore diciamo. Ognuno ha bisogno di fare certe esperienze per crescere, per evolvere, per conoscere se stesso aumentanto il proprio livello di consapevolezza. Concludendo credo che lui cosa che possiamo fare sia esporre il nostro punto di vista, in maniere più chiara e onesta possibile, sperando che qualcuno, magari molti, abbiamo la voglia di osservarlo. Se questo fenomeno diventa sufficientemente diffuso la verità si farà strada tanto da porre le condizioni per un mondo se non più giusto e equilibrato, ma almeno più sensato!
RispondiElimina***esporre il nostro punto di vista, in maniere più chiara e onesta possibile, sperando che qualcuno, magari molti, abbiamo la voglia di osservarlo***
EliminaEsatto! Perché "alla lunga"" è un metodo che sicuramente funziona.
Purtroppo però anche, " alla lunga saremo tutti morti" (cit.)
Credo quindi che il problema sia un classico della didattica e della religione che abbiamo sperimentato , o sperimenteremo, tutti.
Perché ognuno ha una sua concezione di "bene" e "male" e un suo momento di quando concludere che ci sono nella sua società ancora troppi "asini" a cui è inutile tentare di insegnarla .
E laddove l' uomo di "fede" questo punto non dovrebbe incontrarlo mai , l'uomo di sola "ragione" questo punto lo incontra prima o poi.
Credo che né la fede né la ragione siano portatori di verità, bensì l'osservazione non influenzata da condizionamenti mentali o emotivi. Non condivido minimamente il concetto che "ci sono nella sua società ancora troppi "asini" a cui è inutile tentare di insegnarla ". Un individuo poco consapevole non è un "asino" è semplicemente uno che deve ancora fare strada, una strada fatta di esperienze che lo porteranno inevitabilmente a vedere oltre quello che vede oggi. Purtroppo non ci può essere passaggio di informazione tra due individui troppo distanti in termini di consapevolezza, vibrano a frequenze troppo diverse, non possono risuonare e alla fine si danneggiano a vicenda. Perché qualcuno "capisca qualcosa" occorrerebbe parlargli con parole e con concetti che, per il suo livello di consapevolezza, si potrebbe dire anche di crescita o culturale se volete, siano metabolizzabili. Purtroppo lo stato interiore, oltre che intellettuale, è difficilmente decifrabile e quindi molto spesso parliamo nel vuoto nella illusione, oppure nella speranza se piace di più, che ci ascolta capisca quello che diciamo. Spero di essermi spiegato in termini corretti e comprensibili!
EliminaSe abbandoniamo una prospettiva teleologica e ci riduciamo soltanto al "contratto sociale" del liberalismo classico, allora la risposta è: nessuno ha il diritto di salvare il popolo da sé stesso. Il governo è solo un contratto sociale usato dai cittadini per avanzare i propri interessi. Ci sono ovviamente le garanzie liberali per i diritti dei singoli e delle minoranze, ma a parte quello c'è poco da fare.
RispondiEliminaSe abbracciamo una prospettiva teleologica, allora il governo diventa un istituto di diritto naturale il cui scopo è il bene comune, definito secondo la legge naturale. In tal caso, la democrazia non è nulla di speciale, ma soltanto una delle possibili forme di organizzazione politica, come l'aristocrazia e la monarchia. La filosofia classica e medievale, assieme all'esperienza storica, ci insegnano che nessuna di queste tre forme è perfetta se considerata in isolamento perché ad un certo punto degenerano in tirannia, oligarchia o demagogia. Pensatori come Aristotele e S. Tommaso d'Aquino raccomandavano sistemi misti; anche l'antica Repubblica romana era un misto fra monarchia (consoli), aristocrazia (senato) e democrazia (comitia populi) più istituzioni "negative" che potevano mettere il veto (tribuni della plebe). In tal caso lo scopo dello Stato diventa precisamente salvare il popolo da sê stesso, non negando la democrazia ma riequilibrandola, al fine di salvaguardare la "res publica".
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EliminaImmagino sia una provocazione il Tuo richiamo al popolo e non alla latitanza delle Elites (of course escluse quelle use a riunirsi a Monte Silvano).
RispondiEliminaPerdonami: vogliamo parlare della qualità delle élite che er bobolo applaudiva alla scuola di San Marco? L’interazione era interessante, no?
EliminaProvo a recuperare il congresso. Partirei da YouTube… Intanto Buone Feste e sempre Grazie.
EliminaÈ qui, e i commenti sono eloquenti:
Eliminahttps://m.youtube.com/watch?v=HhGtC7Fh6PA
L’unico dato positivo è che sono pochi (altra cosa da razionalizzare). In effetti all’esortazione “ContiamoCi!” andrebbe replicato: “Quanti siete?” Qui abbiamo imparato a non contarci, sapendo di non essere mijoni. Fin dall’inizio della pandemia, fin da luglio 2020, ho cercato con tutte le mie forze di far capire a chi si stava in qualche modo svegliando che quanto stava succedendo era già successo, che c’era un Dibattito che era archetipico e dal quale ci sarebbe stato molto da imparare in termini di strategia e tattica, che c’erano errori da non fare, ecc. Ma naturalmente ammettere che tutto era già successo avrebbe significato ammettere di aver dormito, e smontare il mitologema dell’offesa inaudita e senza precedenti all’umanità, unico collante paraideologico del movimento. Quindi si entra nell’eterno ritorno dell’uguale (stesse dinamiche, stessi personaggi folcloristici, stessa inefficacia), per non voler apprendere dalle esperienze altrui. Amen. Ripeto: paradossalmente sono pochi.
L'essere umano nasce sveglio, ma soprattutto molto attento ad osservare cosa gli accade intorno! Poi man mano crescendo viene educato ad essere sempre più disattento e senza rendersene conto pian piano si addormeta, in sempre più numerosi casi diventa addirittura "piacevolmente insensibile" come descriveva la mia band preferita nel 1979 e come piace tanto ad un certo sistema fino ad ora dominante. Ammettere di essere, o anche essere stati, addormentati non è tanto un problema di orgoglio bensì, come sempre, di consapevolezza.
Elimina@Mauro Franceschini
EliminaPink Floyd. A me piacevano molto quando erano un'altra cosa: mi riferisco agli album "A saucerful of secrets", "More" e "Meddle", soprattutto. Faccio sempre molta fatica ad ascoltare gli album successivi all'ultimo citato.
No, non si può e non si deve cedere al padoaschioppismo, perché sappiamo bene che l'esercizio del potere è essenzialmente una questione di metodo, più che di risultato.
RispondiEliminaStravolgere un metodo (quello democratico) che nella Storia si è rivelato (in quelle occasioni in cui ci è stato concesso) il meno foriero di conseguenze imprevedibili, rischia di farci scivolare, appunto, in quelle conseguenze imprevedibili. Forse più che il non ottenimento dei risultati che ci prefiggiamo.
Il popolo tende a dimenticare in fretta i risultati (ammesso che li abbia percepiti), ma non dimentica quasi mai i metodi; quindi, se vogliamo ottenere dei risultati duraturi (i cosiddetti anticorpi), occorre che il popolo li percepisca come ottenuti grazie ad un metodo che susciti la propria approvazione.
Non vorrei che un mio bisnipote, fra qualche decina d'anni, si sentisse dire: "Però dai, i sovranisti hanno fatto anche cose giuste".
Non sono sicuro che ci stiamo capendo.
EliminaRiguardando il convegno e i Suoi interventi in risposta alle osservazioni degli altri relatori e del pubblico, la cosa che mi ha colpito è che al suo posto io avrei detto cose molto (ma molto) più cattive. E lo avrebbe fatto anche il Bagnai di 10 anni fa. Leggendo questo post capisco (purtroppo, aggiungerei) perché non lo ha fatto.
RispondiEliminaAd ogni modo, e con la premessa del lavoro meritorio che fa Contiamoci, ritengo che anche in questo caso il problema non sia tanto il grillismo del pubblico, quanto quello - forse appena meglio nascosto - dei relatori. Se è difficile far capire queste cose a chi dovrebbe avere più strumenti per farlo (e più tempo da dedicarci), mi sa che è effettivamente impossibile farle capire "al popolo".
Il punto è esattamente questo. Non possiamo fare da soli questo gigantesco lavoro di mediazione culturale, e sinceramente se il meglio che il fronte del dissenso è quello che c’era lì allora forse dobbiamo entrare nell’ordine d’idee che, come detto mille volte, è meglio perdere da soli che “vincere” in simile compagnia, cioè in compagnia di chi non saprebbe gestire una vittoria perché non ha e non vuole avere un’idea almeno approssimativa della complessità del reale. Tralascio per carità cristiana quello che mentiva sul DSA (anche se lui non è certamente un pezzo della soluzione).
Elimina***è meglio perdere da soli che “vincere” in simile compagnia***
Eliminabrutto momento quando ci resta solo da salvare " l' onore".perdendo da soli, meglio sempre provare a salvare qualcosa "vincendo" con "qualcunaltro".
La politica si sa è "sangue e m...a" e ingurgitando tanta "m...a" e versando tanto " sangue elettorale" questo la lega lo ha fatto.
Non mi piaceva ma l 'ho comunque votata.
Ora è poco quel " qualcosa"? Si, ma tenere il PD lontano dal governo non ha prezzo , ed è questo l' errore imperdonabile della compagnia grillina: avercelo riportato , con Speranza dentro il "pacco", cedendo al ricatto del colle e alle moine di Bruxelles, solo per restare un po' più a lungo ben "sistemati" nella " scatoletta di tonno" in cui erano " entrati con orgogliosa sicurezza".
E di questo non mi sembra che ne abbiano mai fatto un minimo serio " mea culpa", anzi " cum PD manemibus optime".
Come riporre ancora una qualche fiducia in costoro ?
È decisamente più razionale riporre fiducia in chi aveva previsto che lo avrebbero fatto.
EliminaProf. il link fa cilecca...
Eliminahttps://goofynomics.blogspot.com/2016/09/fantapolitica.html
Elimina(per i veci è superfluo, ma mi commuovo sempre quando contemplo la mia lungimiranza).
Sottopongo la seguente considerazione: all'interno della famiglia dei "finché non tocca a me" dovrebbe essere fatta una distinzione fra il genere "tanto c'ho il diesel" e chi, non essendo mai venuto a contatto con un problema, non ne ha capito la reale portata finché, appunto, non è toccato a lui. Se volete trovategli voi un nome, io non ho abbastanza fantasia.
RispondiEliminaI primi, pur consci di un problema e delle sue ripercussioni su chi si trovi a doverlo affrontare, se ne infischiano, sicuri di essere al riparo. Non serve aggiungere altro.
Penso invece che esista un'ampia fetta di popolazione che per tutta una serie di motivi legati alle mille vicissitudini della vita quotidiana, forse l'immagine del criceto sulla ruota proposta dal Senatore Borghi rende abbastanza bene l'idea, proprio non ha il tempo, o l'occasione, di riflettere su determinate problematiche finché non gli tocca affrontarle.
Credo quindi che per queste persone, il più delle volte, non sia una questione di mancanza di caritas e che con esse si possa provare a lavorare.
Sì, però capisci che se una persona si reca a un incontro per approfondire e non riesce proprio ad aprire la mente allora c’è qualcosa che non va. Voi non siete così. Sono pronto ad ammettere che sia merito mio, ovviamente, ma è impossibile che non sia almeno un po’ anche merito vostro. Insomma: uno non vale uno, e sinceramente ogni tanto mi viene da dire quello che mi urtò quando Cesaratto lo disse nel 2014 da noi: “con chi non ha ancora capito non c’è speranza” (non erano queste le parole testuali, ma il senso era questo). Sono comunque disposto ad ammettere la mia (parzialmente voluta) inefficacia didattica in questa circostanza. Dico parzialmente voluta perché c’erano almeno tre fattori che mi disturbavano: ero marcio di stanchezza, in sala c’erano persone che mi stanno potentemente e motivatamente sul cazzo, e il tema della commissione COVID mi mette in serio imbarazzo politico.
EliminaVi ringrazio per l’ampia discussione, mi sta aiutando a chiarirmi le idee. Seguirà replica animata da spirito natalizio, ma gerarchizzare i temi che stanno emergendo non è facile, anche se credo sia utile, almeno per me. Un saluto dalle Highlands!
RispondiEliminaAlla domanda secca come quella del titolo risponderei di no. Nel senso che la priorità è salvare noi stessi. Se poi per farlo è necessario salvare anche «essi», questo diventa una appendice necessaria e inevitabile. Ma non è lo scopo.
RispondiEliminaSappiamo che non è possibile salvare nessuno, in realtà, se questi non vuole essere salvato, magari perché neppure sa che dovrebbe esserlo. Anche perché resta sempre un: «caro, secondo me (secondo noi) dovresti essere salvato», stante che la Veritàh è solo la loro, di «essi». È una spirale pedagogica da cui non si esce, come hai individuato tu.
Una delle tante cose che ci hai detto (lo definirei un azzeccato consiglio, anche per salvaguardare rapporti umani e familiari) è che l’importante è desistere. Credo significhi anche che chi c’è, c’è. E chi non c’è, evidentemente non ci deve essere.
Sul concetto di popolo c’è una discreta confusione, anche perché una mistica del popolo è stata alimentata dalle ideologie di destra e di sinistra: il popolo è giusto, è saggio, soffre, sa. Soprattutto per chi viene da sinistra (eccomi), l’identità tra popolo e classe subalterna è quasi automatica.
Personalmente, quando studiavo, affascinato, la storia delle dottrine politiche e le teorie sulla lotta di classe, ho avuto la fortuna di poter parlare spesso con il compagno P., comunistissimo coetaneo operaio, con cui ci si vedeva quasi tutti i giorni allo struscio sul corso, nel tardo pomeriggio.
E lì mi appariva chiarissimo il contrasto inconciliabile tra il ritratto della classe operaia sofferente per l’ingiusto sfruttamento (la povera gente che il capitalista cinico e baro condanna ad una vita di stenti in nome del plusvalore) e l’esponente in carne ed ossa di quella classe, con cui parlavo tutti i giorni, un vero idiota. Non perché non fosse colto (lo era, a suo modo) ma per come pervertiva la sua cultura. Questo per me è stato un buon antidoto al populismo de sinistra purchessia.
Un po’, l’idea del popolo che voterebbe bene se sapesse/capisse, ma è sviato da *fattore esogeno a scelta* è comunque paternalistica, temo.
A destra il paternalismo si nutre dell’idea che il popolo sia impulsivo, incline all’errore, buono ma ignorante, bisognoso di ordine e dunque che serva buon senso, disciplina, tradizione.
Il paternalismo di sinistra (il vero complottismo) si basa sull’idea che il popolo sia disinformato, manipolato e prigioniero di falsa coscienza, dunque serve educazione, accompagnamento, sensibilizzazione. (Segue).
(Segue). Leggendo quello che hai scritto, mi è venuto in mente che invecchiando apprezzo sempre più quel pensiero liberale alla Berlin, che si concentra soprattutto sulla libertà negativa, ovvero sul non subire interferenze nella propria vita.
RispondiEliminaPerò è molto difficile che questo avvenga, perché una legge stupida si applica a tutti così come una legge giusta, e non c’è garanzia che tutte le leggi siano giuste. Anzi, sappiamo bene che non è così.
Se è vero tutto ciò (boh), alla tua domanda, che credo sia anche ironica, «E chi siamo noi per imporle un mondo diverso, o semplicemente per chiederle di considerarlo?» risponderei che «noi» siamo legittimi portatori di interessi, il nostro. A me non dispiace essere in un «noi» distinto da «essi». E sinché i metodi sono democratici, non stiamo imponendo nulla.
Come noi accettiamo che le cose vadano diversamente da come vogliamo, «essi» dovranno accettare la stessa cosa domani. Non mi porrei il problema etico, perché è già risolto nell’agone (si fa per dire) democratico. La differenza con il Padoaschioppismo (e ascendenti e discendenti) sta nella qualità democratica dei mezzi utilizzati, penso.
Però, tu alla fine sottolinei un problema di metodo, di fronte all’enorme fatica di innescare un cambiamento culturale e politico.
Ma non so se sia quello il problema. Poiché le strutture storiche cambiano molto lentamente, io ho la sensazione che si tratti più di esserci (resistere) sino a quando le strutture culturali e politiche arriveranno ad una svolta. Più che di raggiungere il 51% credo si tratti di preparare il terreno culturale (e simbolico) per cogliere il momento storico. Forse questo è un compito ancora più ingrato che cercare di innescare un grande cambiamento, perché non vi è una scadenza. Conoscere le strutture ti ha aiutato a capire cosa stava succedendo e quali esiti ne sarebbero derivati, come poi ci hai spiegato. Forse si tratta di lavorare ancora su un terreno più culturale e meno politico, dove per cultura si intende l’idea del tempo, le concezioni dell’uomo, del lavoro, dell’autorità, del potere. Ma è una riflessione monca, mi rendo conto.
Direi che condivido, praticamente in tutto, il pensiero di Sergio. La mia conclusione personale, alla quale mi astengo egoisticamente dall'esortare chiunque altro perché deleteria per tutti se applicata da tutti, e che tra "perdere da soli o “vincere” in simile compagnia" la saggezza consiglia di pareggiare, per quel che si può, con selezionatissimi sodali. Strategia che ho perfettamente attuata proprio in pandemia, ma di generale applicazione.
RispondiEliminaBuongiorno, dal tuo post capisco che senti a pelle (o forse hai visto come me) che siamo in un nuovo Medioevo.
RispondiEliminaL'unica cosa valida che ci rimane è fare gli amanuensi e cercare di salvare le testimonianze di quello che ci succede i c.d. "manoscritti da ricopiare".
In questo senso è davvero un'operazione "culturale" e mi sembra che ci stiamo riuscendo quì dove siamo, noi che leggiamo, cerchiamo di capire e annotiamo a futura memoria...
Di cercare di cambiare le menti e gli spiriti almeno a me appare tempo perso... vista la pochezza che alligna in consumatori urbani neanche tanto satolli.
I barbari sono fra noi e Attila, come diceva un mio amico parafrasando un testo che non ricordo:
"almeno si limitava a non far ricrescere l'erba..."
Ma che medioevo haha magari fossimo nell'epoca di pensatori come Anselmo d'Aosta o Tommaso d'Aquino...
EliminaBeh, però - ad essere sinceri - a quell'epoca appartiene anche il tizio che ha dato inizio ad ogni nefandezza intellettuale successiva, ossia Duns Scoto
EliminaHo due parenti stretti grillini dentro, hanno "notato" le giravolte compiute e stanno aspettando il prox "movimento liberatorio" (naturalmente deve essere condito con ampio uso moralistico dell'onestà, sennò scartato a priori per immoralità - la Chiesa non vale in quanto non scientifica).
RispondiEliminaHanno accettato il vaccino, e fin qui nulla da dire, ma apprezzato il metodo (non gli ho più parlato per due anni).
Secondo me, se uno ha l'incarico istituzionale di farlo, dovrebbe farlo, ma se non lo ha, allora, "chi muore di funghi nessuno lo piange"
Comunque spero che la detassazione sugli aumenti contrattuali sia non solo per "i poveri".... A sto punto passa la voglia di pagare le persone, tutti i bonus vanno agli ultimi anelli della catena... Almeno 30000 spero dai
RispondiEliminaOff-topic:
RispondiElimina"Com'è stato possibile negare così a lungo la natura totalitaria del regime europeo, e non vederne la spaventosa dimensione repressiva? [] Troppe analisi, denunce, testimonianze e riflessioni, relative alla realtà del sistema europeo, nei suoi più crudi avvolgimenti e aspetti, sono state per lungo temp da noi ignorate ed esorcizzate come pura libellistica antieuropeista. [] Bisogna in qualche modo non cercarne una giustificazione, ma farsene una ragione. [] In questo riconoscimento, e nella visione di un possibile futuro di nuova cooperazione mondiale, eravamo confortati dalle riflessioni e dagli appelli di altissime figure intellettuali e morali."
Alla bancherella dei libri, per 1 euro, ho trovato "Dal Pci al socialismo europeo - Un'autobiagrafia politica" di Giorgio Napolitano. E mi sono divertito (come fece il prof con ITDE col suo discorso sull'adesione allo SME) a sostituire "europeo" a "sovietico".
Ovvio che non intendo paragonare le atrocità della dittarura russa al alla UE. E' interessante però vedere, a posteriori, cosa dicono coloro che sono stati sostenitori di un sistema (più o meno) repressivo e antidemocratico. Chissà, se e quando esso cadrà, se un giorno sentiremo parole simili da parte di Letta, Renzi e altri aedi europeisti.
Utilissimo esercizio intellettuale!
EliminaIl PD è una consorteria bravissima ne " l' autoriciclo" e un marker infallibile.
EliminaSaprete che finalmente le vostre idee stanno per "vincere" quando la consorteria le dichiarerà proprie dai suoi soliti "posti di comando".
Mi accorgo ora che non ho dato una risposta diretta alla domanda che poni (anche se i miei post precedenti in effetti la presupponevano): occorre con pazienza (e astuzia) arrivare a creare un popolo che meriti di essere salvato.
RispondiEliminaBuon lavoro!
EliminaBeh alla fine è quel che stai facendo pazientemente da anni con il blog e l'associazione (al quale io sono arrivato abbastanza tardi e mi ha aperto orizzonti che prima non avevevo). Visto che le presenze ai convegni di a/simmetrie aumentano (dunque anche i salvabili), vuole dire che la strada è quella giusta. Magari ci vorranno tanti anni, ma l'importante è creare una struttura/comunità che porti avanti contenuti e metodi.
EliminaCarissimo, questa storia della continuità e della crescita nel lungo periodo l'ho già sentita. Hai presente che cosa significa riempire con 500 persone una sala in una nazione che ha 59 milioni di abitanti? Non basterebbe riempire gli stadi. Eventi come il #goofy hanno un valore segnaletico per i politici, atteso che loro, a meno che non siano leader di partito, 500 persone in una sala non le mettono, non per otto ore, non in silenzio ad ascoltare altri relatori. Ma siccome non sanno che questo evento esiste, l'evento non ha nulla da insegnare nemmeno a loro. Vi dovete rassegnare: basta con questo illuminismo 4.0! La storia va avanti per discontinuità, non per accumulazione di consapevolezza.
EliminaSto rileggendo in questi giorni un saggio del tedesco Peter Sloterdijk: "La mano che prende e la mano che dà"; nel capitolo "ultima via di uscita: l'indignazione" espone una tesi interessante.
RispondiEliminaL’amico intelligente ci fa sapere che:
EliminaNell’ultimo capitolo del libro **“La mano che prende e la mano che dà”** (titolo italiano di *Die nehmende Hand und die gebende Seite*, pubblicato nel 2010), intitolato **“Letzte Ausfahrt Empörung”** (“Ultima uscita: indignazione”), Peter Sloterdijk approfondisce e conclude la sua tesi centrale, provocatoria e controversa.
Sloterdijk critica il sistema fiscale delle democrazie moderne, dove lo Stato (la “mano che prende”, ovvero il fisco) tratta i cittadini contribuenti (la “mano che dà”) come soggetti passivi, sottoposti a un prelievo coercitivo e impersonale percepito come una forma di confisca o saccheggio. Questo meccanismo contraddice, secondo lui, il principio democratico di autogoverno e libertà, riducendo la solidarietà fiscale a mera retorica.
La tesi principale esposta nella conclusione è la proposta di **trasformare gradualmente le tasse da imposizioni obbligatorie e coercitive in contributi volontari e personalizzati**, simili a “donazioni” o “spese civiche” offerte liberamente dai cittadini (soprattutto dalle classi più agiate) al bene comune. Inizialmente, solo una modesta percentuale del prelievo fiscale verrebbe resa volontaria, per poi aumentare progressivamente, al fine di ripristinare un senso di generosità e responsabilità civica autentica, ispirata alla logica del dono piuttosto che alla coercizione statale.
Questa idea, definita da Sloterdijk stesso come “conflittuale”, mira a una “neofondazione democratica” del sistema tributario, rendendolo più trasparente e motivante, e superando il risentimento verso uno Stato percepito come cleptocratico.
Ma questo che c’entra con la veritah (cha cha cha)?
il prof mi perdonerà il secondo off-topic in questo post: abbiamo già conosciuto ed inquadrato Varoufakis (Varou-fakes qualcosa...). Ho comunque trovato interessante, in questo suopodcast ( https://www.youtube.com/watch?v=macQgpfG8CU&t=933s dal min 8:35) con Munchau quando riporta di una sua conversazione con Schäuble, entrambi ministri al tempo della crisi greca:
RispondiElimina"I [Varoufakis] was trying to make a macroeconomic argument that we have to take seriously the macroeconomic imbalance. So the level of the optimal level of our government's primary service is linked to the level of our current account deficit and that depends on investment and that depends on policies to finance over and over.
And he [Schäuble] says "This is macroeconomic talk. I'm not interested." That's when I realized and he explained it to me. He said "I'm not a macroeconomic, I'm a lawyer and I really don't want to understand macroeconomics. I don't care about it because for me what we're doing in the Eurogroup [is that] we are setting the rules so that France does not start feeling that they have as many degrees of freedom as they want to set their own budget. If you want to use the deutsche mark -that's how he referred to the euro!- you can't have sovereign when it comes to your own budget."
Diciamo che Schäuble sapeva essere chiaro e diretto, quando voleva. Se ben ricordo era anche uscita un suo "ok" all'uscita della Gracia dall'euro.
Interessante per la chiarezza (non certo per la novità di elaborazione) come Varufakis chiosa successivamente: "There are different levels.
At one level is the people, the bureaucrats. The economists who want to be invited to the next summit, to want their name on a project, of course, this is the technostructure of Galbraith, who they've called them back in the 1960s.
But then you have somebody like Schauble too, at the top, who weaponizes a lack of interest, macroeconomics.And then you've got all the other economists who, you know, they take the result of these Eurogroup meetings, which are the result of power politics in the context of what Schauble said, and they try to give it an economic, macroeconomic, pedigree. And that's when we end up with these orthodoxists, which are really not worth the paper there either on."
Mi sembra chiaro che hanno provato a stritolarci (non riuscendoci) in nome dell’eterna lotta fra la Neustria e l’Austrasia, di cui a noi sinceramente non ce ne fregherebbe un beneamato cazzo, prescindendo da qualsiasi razionalità, in particolare da qualsiasi razionalità economica. E anche qui: dovremmo forse salvarli da loro stessi, o piuttosto ringraziare 🐟 che ha messo fra noi e loro le Alpi?
EliminaBuonasera professore.
RispondiEliminaSono il suo incubo. Però oggi le sottoporrei una domanda che mi sta venendo da un paio di giorni. Riguarda la ratifica di quel prestito che anche noi come paese abbiamo sottoscritto all'Ucraina. L'ultimo per intenderci. Tre paesi non lo hanno ratificato, o meglio, sottoscritto: repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria. Le chiedo, primo se è stata una deroga ai trattati. Secondo, se questo non costituisce un precedente affinché, per esempio, possano procedere con l'uso del Mes senza la necessaria unanimità.
Buonasera e buon lavoro.
M
IL FANTASMA DI ARISTIDE
RispondiEliminaBuongiorno, premetto che l'anno scorso ero fisicamente presente al Festival della Scienza di contiamoci mentre quest'anno ( e ringrazio Iddio per questo) non c'ero ma me lo sono appena sciroppato su you tube.
Poco piu' che una rimpatriata di reduci, ma come siamo stati coraggiosi,tutti gli altri dormono, eh ma non dimenticheremo mai cio' che ci hanno fatto e via concionando.
Aristide rideva, l'ho visto che rideva nascosto dietro ad un tendaggio, rideva e ripeteva : " “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”.
Son lunghi 15 anni, ci si consuma, ormai Aristide sarà vecchio, morto forse, ma continua ad avere torto,come allora.
Per la grillina destinata a passare da un guru all'altro e da un tradimento all'altro finchè avrà respiro non c'è speranza ? Probabile.
Per il rivoluzionario che la soluzione è che dovete ( seconda plurale..ho riso mezz'ora) fare la rivoluzione non c'è remissione? Temo sia così.
Amen faremo come a Faenza.... faremo senza.
Aristide è vivo e vegeto, è recentemente transitato in un’università più prestigiosa, ha un h-index di 12 (sinceramente mi aspettavo di più) e resta il solito piddino, a quanto posso immaginare. Ma siamo sicuri che avesse così torto? Il popolo è quella cosa che abbiamo visto, io con costernata assenza di stupore, tu con divertimento. Alla fine non ha forse ragione chi lo piglia per mano, l’alternativa essendo prenderlo per il culo? Paternalismo o cinismo? Cosa preferisci? E cosa altro offrire a materiale simile?
EliminaIl Popolo e la Veritah io non li ho visti mai, ma ho visto persone semplici trasformarsi in giganti del pensiero quando si tratta di comprare o vendere un appartamento e le ho viste maneggiar percentuali con la velocità di un econometrista ( sui 200 mt però che poi alla lunga se stancano) per comprare un paio di braghe o un viaggio a sciarm del sceicc.
EliminaObbiettivi chiari, consapevolezza del contesto, definizione dell'architettura delle scelte e se il consenso non viene amen.
Perchè sceglie di personificare il popolo proprio scegliendo i due piu' scocomerati?
Mi sembrava che lo stessi facendo tu. Vediamo che cosa ne pensano gli altri.
EliminaConcordo con Marco, i due scocomerati (a proposito, ottimo epiteto, mai sentito da me prima), per quanto rappresentanti di altri come loro, non rappresentano il popolo.
EliminaIo vedo tanti che, a poco a poco, stanno capendo la fregatura sottesa al progetto €uropa.
Chiedo scusa se interrompo l’idillio con quella cosa spiacevole che sono i numeri. Capisco la tentazione di abbandonarsi alla dicotomia popolo buono-élite cattiva, ma i numeri dicono che quando sarebbe stato non dico decisivo, ma almeno utile, votare con intelligenza, la maggioranza relativa del popolo è stata quella materia lì, non altra. Vero è che quella roba lì ora si sta sgonfiando, avendo assolto la sua funzione che era quella di mettere in sicurezza il PD (come vi dissi all’epoca), qualificando il 5 Stelle come la più colossale operazione di circonvenzione di incapace mai realizzata sulla faccia della terra (dato il numero di incapaci coinvolti). Ma prima che si sgonfiasse, gli è stata messa in mano la gestione del paese, e la gentile spettatrice formalmente uguale a tutti noi ai sensi della costituzione di quella gestione si stava lamentando. Non vorrei citare quel raffinato pensatore politico che è Sylvester Stallone…
Elimina"Quand’è che un sano e progressivo anelito didattico stinge nell’odioso paternalismo di un Padoa Schioppa?"
RispondiEliminaLo fai sembrare un problema di metodo: metodo didattico vs. metodo paternalista. Invece forse è un problema di merito.
Premessa: sta finendo il 2025, sta maturando una nuova generazione, iam nova progenies caelo demittitur alto. Dobbiamo mettere in dubbio i paradigmi che possono renderci ciechi. Sento ripetere spesso che "hai ragione ma è una questione di metodo". È una frase tipica della tua generazione, sarebbe interessante capire da dove sia uscita fuori (scommetto 10 euro un sessantottino invertito francese) ma a prescidere da questo mettiamola in discussione. Abbiamo vissuto in una temperie culturale (da perdenti) in cui il metodo era considerato importante: che fosse il metodo scientifico, quello democratico, o di governo.
Invece chi se ne fotte. Pensare che ci siano metodi giusti o sbagliati è da relativisti che non osano confessare il proprio relativismo. Da persone che non hanno una posizione di merito forte da difendere.
No: ci sono solo metodi efficaci e metodi inefficaci. Giusto o sbagliato non è il metodo ma lo scopo da raggiungere.
Secondo me è lecito usare il paternalismo verso chi è stupido, come è lecito usare il border collie quando si portano fuori le pecore. Mi sembra il minimo. La differenza fra noi e Padoa Schioppa è nel risultato che si vuole ottenere.
Un mondo con tanti paesi diversi e sovrani, popoli riconoscibili, prosperi e in pace, permette molte più libertà (non ultima quella di cambiare paese e andare in uno diverso) rispetto a quelle possibili in un mondo con popoli distrutti e omogeneizzati, con paesi pilotati da tecnocrazie intercambiabili, impoveriti e schiavi. Quindi è migliore.
La nostra idea è migliore per noi e per il mondo. Lo possiamo dire per motivi filosofici, morali, religiosi. Noi abbiamo ragione, Padoa Schioppa aveva torto.
Forti di questa convinzione dobbiamo continuamente, se non proprio vincere la guerra, continuare a lottare e vincere le battaglie, certi che la differenza fra noi e Padoa Schioppa sia ben visibile, se non ai piddini almeno a colui che legge nei cuori.
E se per convincere riteniamo sia efficace usare i video ipnotici dei cuccioli parlanti fatti con l'IA, le tettolone di Sidney Sweeney o gli edit di zio Benny con la techno di sottofondo, facciamoli. Unicuique suum.
Voto per Sidney.
EliminaComunque sì, sei un sanfedista, ma non hai torto, e del resto se non la pensassi come te forse non sarei qui…
EliminaDopo aver seguito il blog da più di un decennio, passando attraverso le varie fasi di elaborazione del lutto (ho capito tutto —> non ho capito niente —> siamo dalla parte del giusto, vinceremo —> cazzo, non vinceremo mai —> me ne faccio una ragione e leggo e basta) sono giunto alla conclusione che siamo prigionieri della situazione attuale, senza poterci fare granché. Il processo a cui stiamo assistendo ha una prospettiva storica, e se ne batte sia della dimensione politica che dei tempi di comprensione del popolo. Sennò non assisteremmo a scempi tipo macron che ci rivince le elezioni in faccia, o ad ursula 2.0
RispondiEliminaPopolo va con i suoi tempi, come ha detto bene chi ha citato Celine. Prevedere l’inevitabile futuro serve individualmente se ti giochi la previsione in borsa, o politicamente se ti crea un seguito e del consenso, ma non modifica la struttura “macro” del processo storico.
Il che non rende il tentativo di salvare il popolo inutile o meno meritorio. Spiegare ed educare serve sempre, non è un tema di paternalismo, ma di generazione e culto del dibattito. Il paternalismo concettualmente lo soffoca il dibattito, cercare di generarlo va in direzione ostinata e contraria, e in questi tempi troppo polarizzati è incredibilmente meritorio. Ma culto del dibattito impone di restare umili: anche mentre le cose succedono rimane che non abbiamo la verità in tasca, non stiamo vincendo, siamo solo in mezzo a un processo storico di cui non si vede fine, e in cui non sono ancora successe manco la metà delle cose che permettano ai pensieri di fare un giro nel cervello.
Popolo si salverà da solo, o sperabilmente almeno sopravviverà. Noi nel mentre possiamo fare i soldi in borsa, o almeno leggerci del gran blog come quest’anno (grazie :D).
Concordo (e non ve l’ho mai nascosto, alla faccia di quelli che: “Un leader deve dare speranzaaah!”). Sei troppo saggio per essere parente del tuo quasi omonimo…
Eliminai grandi cambiamenti sono storicamente appannaggio dei grandi uomini, non dei popoli che ne diventano solo uno strumento; ognuno di noi nasce grande o può diventarlo, dedicando la propria esistenza ad un fine, più o meno alto e nobile. Ciò che è certo è che la rassegnazione o il finto appagamento ("me ne faccio una ragione e leggo e basta") non risolvono nè i problemi contingenti causati da decisioni altrui nella tua vita, nè modificano gli eventi. Siamo di fronte ad un piano plurisecolare di dominio del mondo e di prevaricazione sulle libertà individuali e collettive, e coinvolge tutti indistintamente. @ Bagnai: se non susciti speranzaaah, crei disperazione e rassegnazione. Tertium non datur
EliminaSono d'accordo.
EliminaSe non si colgono le ragioni prime della tempesta "perfetta" che ci sta arrivando addosso anche lo " sticazzismo" serve a poco.
E ne do un banale esempio a chi dal "vedere il futuro" " ci ha fatto "li sordi"
Pensate voi realmente che quando arriverà " l' onda grossa" riuscirete davvero a salvare i vostri soldi ?
Ci sarà ad esempio abbastanza "corrente" per " convertire" i "bitcoin" o anche solo per trasformare in patate il conto alle Cayman ?
NESSUNO si salverà da solo.
Beh, se ragioni come un grillino io sono un esempio di persona che a prevedere il futuro "ci ha fatto i soldi"... o no?
EliminaHo riflettuto molto su questo post e sui tanti interessanti commenti che ha ricevuto. Pensandoci meglio e distillando quanto intendevo dire, anche grazie all’intervento di Elu ei, credo che siamo perfettamente legittimati a lottare per (tentare di) piegare le cose del mondo a come noi vorremmo che fossero. Adottando, rispetto al dilemma che hai posto, un sano esticazzismo.
RispondiEliminaL’anelito didattico è uno strumento, lecito come tanti altri, che forse è più adatto ad un certo segmento di società e meno ad altri.
C’è infatti un doppio binario che credo tu abbia individuato e stia percorrendo. Da una parte il lavoro di raccolta e influenza sulla classe intellettuale e su quelli che, pur non facendone parte, sono in grado di cogliere l’essenza del lavoro didattico (ad esempio le tante persone che hai raccolto attorno a te e che nella vita fanno tutt’altro).
Questo lavoro è fatto di didattica, appunto, dal blog ai discorsi, dai libri alle semine, dal Goofy ad a/simmetrie.
Dall’altra parte, c’è una selezione di capitale umano, ovvero la formazione e scelta di elementi in grado di avere voce e trovare audience in altri e diversi ambienti, per portare lì i contenuti e allargare la sfera di influenza. Magari ambienti anche piccoli, ma rilevanti socialmente (politicamente). Questo è un lavoro che tu fai da maestro, con la genialità che ti è propria, e che fai dall’inizio, instancabilmente. Un lavoro gramsciano.
Poi però c'è il boboloh, quello che si sveglia per il vaccino ma dormiva prima e dopo, vota gli stellati (euro o cinquemovimentisti) eccetera.
Ecco, la professione di pragmatismo fatta da Elu ei ci invita ad utilizzare ogni mezzo disponibile, purché lecito (suppongo :-) ) ed efficace, perché i giusti siamo noi e non dobbiamo avere dubbi. Dunque, se il livello di chi ascolta è quello, va bene la qualunque, poiché l’importante è il fine. Sono d'accordo.
Credo che questo tagli la testa al toro e che si tratti dunque di adattare gli strumenti al materiale che abbiamo a disposizione, adottando l’esticazzismo programmatico. Non so se questo porterà davvero a cambiare le cose e forse dobbiamo abituarci a pensare che i cambiamenti sono molto più graduali di quanto crediamo. Allo stesso tempo, i piccoli cambiamenti che tu riesci e insieme riusciamo ad innescare, messi in fila, possono avere un giorno, speriamo, la forza di provocare quella slavina che vorremmo. O almeno ci consentiranno di essere pronti quando questa arriverà.
Tutto questo per dire che se è vero che su molti fa più presa Sidney Sweeney che Il tramonto dell’euro, credo sia giunto il momento di invitare la Sidney al #goofy15. :-)
"Non posso insegnarti quello che NON vuoi imparare." - Confucio
RispondiEliminaVale per chi non è del Goofy, chiaramente...
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaE questo ci lascia con un grosso interrogativo, quello del titolo: dobbiamo veramente salvare il popolo da se stesso?
RispondiEliminaN o .
Tenderei a pensarla come te. Dobbiamo seguire l'istinto senza aspettarci troppo ma senza tradire noi stessi.
EliminaPersonalmente non credo più al valore salvifico collettivo della didattica da almeno vent'anni. Quella che probabilmente era un'intuizione giovanile nel tempo è stata ripetutamente validata da esperienze personali e in anni più recenti da letture di psicologia cognitiva e neuroscienze. Alla fine, a molti interessa poco o nulla della verità: per lo più vogliamo soltanto avere ragione, essere i più fighi nella stanza perché così si scopa, sentirci socialmente accettati, o all'inverso giusti nella nostra ribellione, o ancora farci notare dall'autorità/padre dal quale non ci siamo mai sentiti riconosciuti. O un mix di queste cose. L'insegnamento che ne ho tratto è che la massima del blogger del I secolo, la libertà rende liberi, ha valore solo a livello individuale. L'esito è che ormai metto la mano alla fondina quando incrocio gente che pensa che se solo la giente sapessero… è un marker antropologico di profonda ignoranza della natura umana (che en passant la dice lunga anche sui presupposti e le conseguenze ultime dell'Illuminismo).
RispondiEliminaPoi certo, sono anche cresciuto in un ambiente sociale di sinistra, quindi il valore dell'educazione, della cultura, dell'illuminazione delle "masse", ce l'ho praticamente microchippato sotto pelle. Sarà anche per questo che non mi stupisce che molti di quelli che condividono questo milieue e che si sentono educatori delle masse si trasformano facilmente nei supporter dei carnefici: il passo non è lungo e anzi è probabilmente facilitato dal conseguente disprezzo, che questi non capischeno qual è il loro bene… che incidentalmente coincide con quel che dico IO. Figurarsi quando per giunta il sedicente educatore si è sentito offeso nelle proprie libertà.
L'altra cosa che ho capito, arrivato nel mezzo del cammin della mia vita, è che si salva solo chi vuole salvarsi. Sarà tautologico, ma indica l'atteggiamento attivo di chi intende uscire dalla propria zona-divano e accetta di andare oltre sé, anche facendo tanto male al proprio IO.
Tuttavia, il problema è che la salvezza, a differenza della verità, in certi use case, come quello che stiamo vivendo, dovrebbe essere collettiva...perché è inutile salvarsi da soli tra le macerie, ammesso che sia possibile. A meno che non si faccia armi e bagagli per non so bene quale area geografica o per il Mondo di Sopra dell'elité.
Per tutto quanto precede, mi trovo abbastanza d'accordo con elu ei. Quando ero in vocidallestero la chiamavo "la logica del circo Barnum": l'importante è farli entrare nel tendone. E tuttavia, laconicamente, registro che in quella posizione intellettuale ci sono i potenziali germi de "il fine giustifica i mezzi" che ci trasformerà nei prossimi cattivi. Ma se non moriremo prima da eroi, ci porremo il problema quando sarà il momento.
Lapsus significativo.
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
EliminaLa prenda come una licenza poetica, perché se "la trasformerà nel prossimo cattivo" potrebbe ancora essere accettabile (alla fine è lei il primo a dire che è una brutta persona), pareva brutto e di sicuro malaugurante scrivere "se non morirà prima da eroe".
EliminaNon ti sei accorto di aver scritto "la libertà rende liberi?" La frase originale non era così. Hai però intuito che questo post è effettivamente (se pure, prima del tuo intervento, inconsapevolmente) una riflessione su Giovanni (8,32). Non me ne voglia NSGC, ovviamente le nostre e le sue verità non sono comparabili, e quindi non è strano se la conclusione cui qui arrivo è che le nostre libertà non libereranno un cazzo di nessuno, aggiungendo, a titolo di fallo di reazione, la considerazione che se uno vuole le scuse di Conte invece di scusarsi di averlo votato quello che gli è successo forse è poco e certamente è meritato. Il punto è questo qui. Sulle altre verità ognuno mediti in interiore suo.
EliminaIn realtà, l'avevo citato consapevolmente, anche se in modo inaccurato, per questo non capivo di quale lapsus stesse parlando. Questo detto, la signora, in accordo con la legge di Cipolla, é il tipo di persona più pericolosa che ci sia, perché nuoce a sé stessi e agli altri: gli stupidi sono peggiori dei banditi!
RispondiEliminaScusami, solo per capire se puoi metterti al volante in sicurezza dopo le libagioni natalizie: siamo d’accordo che confondere in quella frase. Il termine verità con il termine libertà è un lapsus? Dopodiché, io parlavo della mia inconsapevolezza, non della tua. C’è un evidente trade off fra il numero di parole che devono essere utilizzate per chiarire il proprio pensiero e l’attenzione che chi legge può prestare all’espressione del tuo pensiero. Quando cerco di essere chiaro, e quanto più cerco di essere preciso, tanto meno leggete o rileggete quello che scrivo, ma non è colpa vostra: è semplicemente lo spirito del tempo. 🤗
EliminaAhahah oddio prof... Vado a smaltire le libagioni... Ero arci sicuro di aver scritto... e anche di aver letto... va be' ha capito
EliminaAggiungo una osservazione: come si fa a sfuggire alla tentazione demoniaca della autoreferenzialità a fronte di episodi di questo genere, che evidenziano uno scarto antropologico così incolmabile? Io sinceramente non riesco.
RispondiEliminaHo continuato a riflettere sulla questione (più per ragioni personali che non perché si potesse aggiungere qualcosa di significativo a tutto quello che è stato scritto). Mi sembra ci sia un 'terreno comune' più o meno implicito in tutti gli interventi, e che in qualche modo Charlie Brown ha reso più diretto, a proposito del fatto che se tra cervello e l'apparato escretore non si trova il cuore (o è troppo piccolo), certe lezioni difficilmente possono essere assimilate. Ribaltando il ragionamento, se presupponiamo che chi si propone l'ingrato compito di istruire 'le masse' un cuore invece ce l'ha, non possa prescindere dal fatto che il messaggio sia pervaso da quelle caratteristiche che vengono comunemente associate a codesto organo. Sì, esiste una differenza antropologica, coscienziale, forse intellettiva e sicuramente spirituale tra 'noi' e 'loro', ed è umanissimo cedere alla tentazione di guardarli dall'alto al basso, ma le persone sono solo persone che si comportano da persone. E questo bisogna accettarlo, anche perché, come in un post successivo si notava, esattamente come per l'individualismo, potrebbe essere un punto di forza. Bisogna pure accettare che siamo chiamati ad esprimere la nostra natura nel modo più aderente possibile a come si manifesta, perché è semplicemente 'giusto' così, anche senza riconoscimenti che pure ci meriteremmo. Questa forma di coraggio, meno performativa e sicuramente difficile è, almeno credo, l'unica che abbia un valore pratico nell'insistere in una battaglia che non mi sembra sia mai stato messo in discussione sia necessario combattere, indipendentemente da quanto possa influenzare il corso degli eventi e della storia, che, come ricordava, prosegue per discontinuità più che per accumulazione di consapevolezza. Insomma, non si molla un razzo (chi lo aveva scritto?)
RispondiEliminaLa propria parte, in questo palcoscenico che è la vita, bisogna sempre interpretarla al meglio, che sia Madre Coraggio 2.0, Antigone o Pulcinella.
The show must go on, nella convinzione (o nella speranza) che se non servirà a risvegliare tutti, perlomeno motivarà a 'serrare i ranghi' per chi questa consapevolezza si sta sforzando di accrescerla