Ricorderete le alate parole del migliore di tutti i vigilanti possibili:
A maggio 2022, cioè quando c'era ancora LVI, Visco aveva lanciato un monito, una cosa vagamente quirinalizia, del tipo "non si invochi la difesa del potere d'acquisto per richiedere l'adeguamento dei salari ai prezzi". E fin qui tutto ovvio: dai migliori amici dell'euro non ci possiamo aspettare la richiesta di contrastare la deflazione salariale! Fatto sta, però, che a più riprese vi avevo fatto presente che questo Governo se ne era... diciamo, aveva ignorato, le alate parole del migliore di tutti i vigilanti possibili, registrando il più elevato tasso di crescita dei salari reali, e quindi la più riuscita rincorsa (e superamento) dei prezzi da parte dei salari nominali. Lo avevamo visto qui e qui, facendo notare che con un tasso di crescita simile saremmo addirittura tornati ai livelli pre-Monti entro l'estate 2026, e avevamo comunque sostanzialmente recuperato l'impatto dell'ultimo shock inflazionistico.
Due giorni fa ci è arrivata anche la Banca d'Italia, la migliore vigilanza nazionale fra tutte le vigilanze nazionali possibili, che ci fa sapere quello che qui sapete da un po', ovvero che:
l'ultimo shock inflazionistico è ormai sostanzialmente riassorbito, per i motivi qui più volte evocati (gli interventi di taglio del cuneo, la spinta ai salari nominali data dalla diminuzione del tasso di disoccupazione, ecc.).
Per capirci, quando Visco emetteva il suo vaticinio eravamo nel puntino azzurro evidenziato qui:
e il miglior amico dell'euro ci faceva sostanzialmente sapere che secondo lui non c'era niente da fare, e in effetti non venne fatto niente. I salari reale (il potere d'acquisto) scesero ancora, poi è cambiata la musica e abbiamo raggiunto e superato la sua comfort zone (che non era la nostra).
Naturalmente la narraffione terribilista della sinistra prosegue, ma le indagini dell'ISTAT rivelano che:
la fiducia delle famiglie e delle imprese sale, e questo, non la narraffione terribilista, è coerente col fatto che i salari reali crescano e la disoccupazione diminuisca.
Per chi si fosse connesso in questo momento: quindi sto dicendo che va tutto bene?
Beh, no, direi proprio di no. Non va bene, perché i salari sono piatti dagli anni '80, come qui sappiamo bene:
(ne abbiamo parlato una delle ultime volte qui, dove cito anche la prima volta che ne abbiamo parlato), e la produttività non c'entra, perché si è appiattita dopo. Quale sarà mai la causa? Quella indicata dai libri di testo, cioè l'integrazione monetaria, che per un Paese a valuta ritenuta debole implica naturalmente una politica del cambio forte, strumento standard di disciplina salariale, come ci ricorda il manuale di Acocella:
Ma di questo abbiamo parlato tante volte qui: chi lo voleva capire lo ha capito, e chi non voleva capirlo non lo capirà nemmeno quando (non) lo rileggerà nella ristampa del Tramonto dell'euro (a fine ottobre).
Dichiaro aperta la discussione generale, io scappo che ho un ministro non per cena, ma per aperitivo...
Insieme ad un incremento dei salari nominali (occupazione e politiche fiscali) anche una decelerazione dei prezzi che dal 8% é passata al 2% circa ha inciso molto su recupero dei salari reali. Intanto Ursula continua a promuovere deflazione interna con accordi inutili e ridicoli di libero scambio (per apporto alla crescita) con economie che hanno salari medi 25 volte più bassi di quelli europei.
RispondiEliminaIo avrei una domanda senza polemica: a chi conviene la repressione finanziaria (recentemente evocata in un post del blog)?
RispondiEliminaA naso mi viene da pensare che ai risparmiatori non conviene, ma potrei sbagliarmi.
A noi lavoratori
EliminaPerché? Quale sarebbe il ragionamento? Per me dipende dal patrimonio, non solo dal reddito. Se hai tanto patrimonio liquido e ti parte una fiammata inflazionistica con repressione finanziaria la prendi sui denti.
EliminaIl "Mercato" semplicemente non esiste, quindi pensare che nel "Mercato" tutto possa essere più efficiente e profittevole è un argomento ingannevole. La totale liberalizzazione dei movimenti di capitale conviene a chi possiede capitali, sicuramente non ai lavoratori e neppure ai risparmiatori (che possiedono risorse finanziarie non commensurabili a quelle dei capitalisti e quindi diamo per assunto non abbiano "capitali"). E se la liberalizzazione finanziaria non è per i lavoratori, allora ben venga la repressione. L'accorata difesa di Powell della indipendenza della Banca Centrale dovrebbe essere il segno che davvero si sia sulla strada giusta.
EliminaInnanzitutto conviene al governo, che si finanzia a tassi di interesse più bassi. Di riflesso, conviene a chiunque beneficia di una maggiore stabilità delle finanze e degli investimenti pubblici, tra cui includerei tutti i cittadini che usano servizi come scuole, ospedali, strade, etc...
EliminaIn secondo luogo, conviene a chi vuole prendere in prestito i risparmi nazionali per investirli all'interno dell'economia nazionale: ovviamente lo Stato, di cui sopra, ma anche privati che vogliano investire nell'economia reale locale.
Non conviene a chi ha grandi capitali finanziari: non può strozzinare lo Stato con lo spreeead, non può investire all'estero, non può giocare con le criptovalute, etc...
Non è detto che non convenga ai risparmiatori: avere salari reali crescenti ti consente di risparmiare soldi! Devi prima metterli da parte, i soldi, e poi puoi preoccuparti del tasso d'interesse. I tassi d'interesse alti non ti giovano se i risparmi non ce li hai.
Se da una parte i soldi non possono uscire, dall'altra non possono neanche entrare, quindi non si può giovare di finanziamenti esterni.
EliminaPoi mi verrebbe da dire che chi ha tanti tanti soldi un modo per farli uscire lo trova. Rimarrebbero fregati in caso di botte inflazionistiche i piccoli risparmiatori (tra l'altro se hai da parte 50 mila euro e ne perdi la metà è un problemone, se hai 50 milioni e ne perdi la metà sei ancora ricco). E ancora, se il tuo salario cresce meno dell'inflazione ci rimetti due volte, sia sul reddito che sul capitale, quindi quel ragionamento non tiene. Se poi il meccanismo auspicato è quello della monetizzazione del debito per tenere bassi gli interessi l'inflazione potrebbe salire, e a quel punto avresti comunque instabilità finanziaria oltre che dei mercati reali. Infine c'è un problema di efficienza di allocazione del capitale: non sempre i tassi bassi, soprattutto se artificialmente bassi, portano ad efficienza allocativa e crescita economica.
Se il sistema economico funziona e porta crescita la repressione finanziaria non serve, anzi ti svantaggi perché impedisce ai soldi di entrare, se non funziona per qualsiasi motivo, a quel punto saresti cornuto e mazziato.
In un sistema bancario come quello italiano di oggi, dove già abbiamo commissioni altissime, a me non sembra per nulla ovvio che i tassi d'interesse sarebbero così vantaggiosi per gli imprenditori. Se la banca sa che non puoi andare da nessun'altra parte potrebbe anche farti un tasso alto. Che poi l'ultimo problema che abbiamo oggi è la liquidità per finanziare investimenti, se l'obiettivo è quello chiudere il mercato dei capitali mi sembra l'ultima cosa da fare. Se ci si chiude e tutto il credito va trovato all'interno, non è ovvio che ci siano i soldi per fare scuole, ospedali e strade.
Innanzitutto, per preoccuparti del risparmio, prima devi essere in grado di risparmiare. Se in un mondo dominato dalla finanza il risparmio spicciolo dei lavoratori è diminuito (la famosa concentrazione della ricchezza di cui tutti ci lamentiamo), la repressione finanziaria avvantaggia o svantaggia i piccoli risparmiatori? Le bilance hanno due piatti, le monete due facce, lavoratore e risparmiatore non sono due persone diverse!
EliminaIl ragionamento è semplice, ed è che concentrarsi sull'effetto di brevissimo periodo ha molto poco senso. Quando ci sono shock o crisi sono necessari aggiustamenti, non ci sono pasti gratis ok? Quindi intanto è necessario interiorizzare il concetto di ciclo economico e di shock. Qualcuno deve pagare. L'assenza di regolamentazione sul trasferimento dei capitali (se vogliamo usare "repressione finanziaria" allora dismettiamo il concetto di "flessibilità del lavoro" e cominciamo a chiamarla "repressione salariale" ok?) serve a una sola cosa: imporre il costo di riallineamento sempre e solo sul lavoro. Quindi, citando te, se sei un rentier (cioè campi grazie alle rendite del tuo grande patrimonio) e lo shock inflazionistico arriva, certamente prendi una mazzata sui denti, perché non ci sono pasti gratis, ma come dici tu stesso poi rimani ricco. E se l'inflazione viene fatta crollare con la "repressione salariale" o "repressione fiscale" che dir si voglia, tu sei ancora più contento. Se invece sei un lavoratore, e campi cioè grazie al reddito, e la tua capacità di risparmio dipende dal tuo reddito, nel caso di "repressione salariale" ti trovi con i tuoi risparmi dimezzati e senza lavoro (cioè il tuo tasso di risparmio va a 0), nel caso di "repressione finanziaria " ti trovi con i tuoi risparmi ridotti del 60% ma il tuo salario protetto dall'inflazione e il tuo tasso di risparmio alto.
EliminaQuindi a chi conviene è evidente, e se la vogliamo porre in termini meno "mangerecci" (perché vogliamo elevarci dalla nostra bassezza morale di porci) possiamo chiederci a chi conviene politicamente. Cioè quale delle due politiche distribusce il necessario costo del riallineamento nel modo più equo?
Non esiste un caso in cui il riallineamento è gratis (beh se hai un impero coloniale forse) e quindi come dividiamo il conto?
Roni Amaui, che scrive sul giornale della bocconi, quindi non è un pericoloso porco fascista, ma un illuminato tecnico, dice che la lotta all'inflazione è "lotta di classe".
PS. Lo stesso vale anche a livello nazionale: la "più iniqua delle tasse" che porta tassi reali negativi e svaluta il debito pubblico può essere affrontata in 2 modi: costringendo i bilanci nazionali a contrarsi e tagliare servizi, oppure facendo "pagare" ai titolari di debito un prezzo per tenere gli ospedali aperti, continuare a finanziare le università, asfaltare strade ecc ecc. A chi conviene questo? Al fondo americano o alla banca francese che ha in portafoglio i nostri titoli o ai piccoli risparmiatori cioè lavoratori italiani che hanno qualche BTP?
Eppure stranamente l'Italia tra il 1948 ed il 1990 aveva la repressione finanziaria, e fino a prima del divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro del 1981 a me sembra che lo Stato era capace di costruire autostrade, sanità pubblica, scuole, rete elettrica nazionale; il settore manifatturiero italiano i capitali li investiva; i risparmiatori i soldi li risparmiavano e la gente metteva su famiglia e si comprava case.
EliminaSull'ingresso di capitali esteri: mah, sarà, in teoria suonano come una panacea fantastica e meravigliosa, eppure se le cose fossero migliorate invece che peggiorate non staremmo qui a parlarne.
I capitali esteri hanno un problema: per ogni euro che entra deve uscirne almeno uno virgola qualcosa, altrimenti l'investitore non fa margine. Dunque o creano lavoro, mercato o indotto duraturo nel territorio, o sono una operazione matematicamente a perdere. Ed invece tante volte lo scopo dell'investimento è acquistare la società, tenerla in vita qualche anno perché senò fa brutto, nel mentre trasferire all'estero la proprietà intellettuale sulla tecnologia e la titolarità dei brand e poi chiudere la baracca per andare a produrre in Vietnam, vendendo agli stessi clienti gli stessi prodotti allo stesso prezzo (ma facendo un margine molto più alto).
Elimina@Raffaele. Usare il singolo caso dell'Italia non dimostra nulla. Potrei farti il contro esempio di paesi che sono cresciuti anche con mercati aperti, come per esempio gli stati dell'est Europa recentemente, oppure gli stati uniti dal 2008 fino all'altro giorno. Ci sono sicuramente altri esempi. Tra l'altro l'Italia durante la fase più forte del boom economico è cresciuta senza fare deficit e mantenendo bassissimo il debito pubblico. Questo dovrebbe dimostrare che non bisogna fare deficit?
EliminaIl singolo caso empirico non dimostra nulla.
Per curiosità, secondo te oggi che livello di limitazione dei flussi di capitale andrebbe implementato e in che modo dovrebbe portare benefici?
Alcibiade: rileggendomi, comprendo che il mio ultimo commento era troppo vago e generico. Intendevo rispondere al punto da te sollevato: "Se ci si chiude e tutto il credito va trovato all'interno, non è ovvio che ci siano i soldi per fare scuole, ospedali e strade."
EliminaSecondo me, siamo stati in grado di farlo in una situazione di povertà materiale molto più acuta di quella attuale e potremmo farlo a maggior ragione oggi che siamo creditori netti ed esportatori netti nei confronti dell'estero. Inoltre i capitali esteri non sono un "pasto gratis" ma vanno remunerati e si comportano spesso in maniera predatoria, come giustamente evidenziato da mark bosshard.
Non era mia intenzione "vincere facile" il dibattito utilizzando un singolo aneddoto empirico. Concordo con te che l'aneddotica da sola non dimostra nulla.
Per quanto riguarda le tue domande: ho già risposto alla seconda nel mio primo intervento. Sul livello di limitazione dei flussi: immagino misure tipo canali regolati per l'acquisto di titoli stranieri, regole bancarie per limitare movimenti sui conti correnti e prestiti da/verso estero previa autorizzazione della banca centrale, tetto al contante/capitale trasferibile all'estero (e idealmente niente criptovalute). La critica principale che mi aspetto è che pecco di ingenuità, che tutto questo sarebbe difficile da attuare nel mondo d'oggi o che tali misure possano essere percepite come autoritarie; eppure al giorno d'oggi una maggioranza dei Paesi sul globo terracqueo implementa misure simili, in parte o in toto.
@Raffaele: non so quanto siano gli IDE. Forse converrebbe dare un’occhiata anche a quelli?
EliminaPellegrina: ottima osservazione. Il sito della World Bank mostra lo storico dal 1970 al presente: Foreign direct investment, net inflows (% of GDP) - Italy.
EliminaDal 1970 al 1999: gli investimenti esteri diretti netti in Italia erano 0.5% del PIL. Dal 2000 in poi: gli IDE netti oscillano attorno all'1% del PIL ma con una banda di oscillazione che va dal -1% al +3% del PIL. Sono un ingegngngniere, non un economista dunque è meglio se non mi avventuro oltre un certo punto.
Qui potrei dire una castroneria ma non ho l'impressione che, al netto, siamo oltremodo dipendenti dall'estero. Chiedo venia in anticipo se ho detto una cretinata. Magari è l'occasione per imparare qualcosa.
Poi Alcibiade ci spiegherà con calma, quando avrà tempo, come hanno fatto gli italiani ad accumulare risparmi e costruire case per i loro figli negli anni 70 e 80, quelli che lui sicuramente chiamerà al bar gli anni della liretta. Siamo curiosi di sentire la sua spiegazione di questo apparente paradosso. L’onere della prova incombe evidentemente a lui, giusto? A noi basta mostrare i dati.
EliminaPenso che Alcibiade sia piuttosto giovane: ardore per la vita ma poca disciplina nello studio. Il blog è pieno di spiegazioni anche tecniche su IDE, movimento dei fattori di produzione e capitali vs lavoro ecc…
EliminaHo aspettato un po' la spiegazione di Alcibiade, che non è arrivata. Non sono sorpreso. Conosciamo Alcibiade come frequentatore del Paese dei campanelli, la frangia dei livorosi expat libbberali che periodicamente si riaffaccia alle soglie del Dibattito, con l'unico risultato di prendersi sui denti una vigorosa vangata da parte degli elettori. Gli argomenti di Alcibiade sono chiaramente pretestuosi: identificare la "repressione finanziaria" con una "fiammata inflazionistica" è sciocco sia in termini storici che in termini analitici. In termini storici perché abbiamo avuto "fiammate inflazionistiche" in periodo di totale strapotere della finanza tramite il loro braccio armato, le banche centrali (una di queste fiammate è oggetto di questo post), e in termini analitici perché evidenzia l'incapacità dei seguaci del "modello superfisso" (per chi se lo ricorda) di ragionare in termini dinamici. Normalmente l'argomento è: se i prezzi crescono, il potere d'acquisto cala. Detto così è plausibile. Ma il punto è che il potere d'acquisto (il reddito in termini reali) è un rapporto, e l'esperienza storica dimostra che questo rapporto cresce in un periodo di crescita moderatamente inflazionistica, mentre si arresta in un periodo di stagnazione deflattiva. A me stupisce sempre la volontà di esprimersi sui fenomeni economici manifestata da persone letteralmente incapaci di tenere insieme due variabili in un ragionamento. Ma tant'è, e con questo dobbiamo confrontarci.
EliminaÈ stata una settimana fatta di molto lavoro e un weekend impegnativo... Rispondo con un po' di ritardo, mi perdonerete.
EliminaStavo pensando di fare una risposta lunga con citazioni varie ma poi ci ho ripensato. Le informazioni che andrei a prendere sono liberamente disponibili a tutti; se qualcuno si vuole informare può benissimo farlo nel caso.
La repressione finanziaria di base è una politica attuata dal governo per ridurre il debito pubblico tramite un mix di tassi d'interesse bassi e inflazione. Idealmente si dovrebbero avere tassi reali negativi (com'è stato in Italia alla fine degli anni 70), così da far pagare l'aggiustamento ai detentori di debito pubblico. Il problema è che in questo sistema bisogna "catturare" il sistema bancario e finanziario in generale per convogliare il credito verso il debito pubblico. In un sistema di questo tipo difficilmente c'è concorrenza a livello bancario, quindi alla fine le banche ribaltano I costi su risparmiatori e aziende (rendimenti sui depositi bassi, mutui e credito costosi, prodotti finanziari truffaldini ecc ecc), senza considerare lo spiazzamento del credito disponibile, che viene indirizzato politicamente verso il debito pubblico.
Ora, che questa gigantesca distorsione del prezzo del denaro e del sistema degli investimenti, sia finanziari che reali, e quindi dell'allocazione delle risorse, non porti ad Inefficienze statiche e dinamiche mi sembra molto molto strano. Non sono andato a cercare papers che studiano questo fenomeno, ma se ne trovate in cui si trovano risultati positivi segnalatemeli che li leggo con piace.
Poi c'è il capitolo "tengo bassi I tassi e stampo moneta così faccio gli investimenti pubblici e l'economia cresce". Non saprei... Il periodo post 2011 coi tassi intorno allo 0 e le recenti spese pazze di decine di punti di pil in bonus edilizi vari a me sembra che dimostrino che sta roba non porta a nulla, se non a tasse più alte, come si sta facendo da qualche anno.
Ps: la manifattura in Italia sta tirando alla grande, pure con la moneta forte, e i salari crescono di conseguenza. Se c'è un problema che non abbiamo sono le esportazioni.
Pps: Al bar tendenzialmente le opinioni sono più simili a quella leghista. I più ubriachi seguono vannacci, quelli un po' meno ubriachi ma più golosi di Nutella e panini con la mortadella sono per salvini.
EliminaMa sei scemo!? Mai sentito parlare di svalutazione interna? Grazie tante che le esportazioni ora non sono un problema. Senti, fai una cosa: guardati la partita. Sul resto, peraltro, le tue opinioni non ci interessano. Il tema lo hai sollevato tu, l’onere della prova incombe a te, non siamo noi a dover trovare articoli dove è scritto che una tal cosa non fa male, sei tu a doverne portare uno dove è scritto che fa male. Possibilmente uno scritto da un esperto, perché ribadisco questo è un blog di economia e stai infastidendo con le tue opinioni basate sul nulla un docente universitario che non è pagato per stare a sentire te. Perdonami, ma il tuo sovrano disprezzo verso quella che è stata la sciagura di tante vite sinceramente mi infastidisce molto. E comunque, per far capire ai nuovi arrivati il livello, ti è stata fatta una domanda precisa, quella di spiegare in che modo è avvenuto l’accumulo di ricchezza reale lungo gli anni 70 e 80, e tu non hai risposto né hai dimostrato che questo accumulo non sia avvenuto. Le opinioni dei negazionisti non sono bene accette qua dentro.
EliminaPer il discorso dell'accumulazione bisognerebbe fare un controfattuale: la crescita sarebbe stata maggiore o minore in assenza di repressione finanziaria? Io sinceramente non sono in grado di farlo, e comunque non si potrebbe fare in un commento. Con l'economia che cresceva nel boom economico post bellico del 6% all'anno, e poi del 3-2% fino agli anni '90, grazie al piffero che le famiglie accumulavano ricchezza.
EliminaQuando si accumulava ricchezza c'erano anche gli shocks petroliferi e le bombe nelle piazze, ma probabilmente in assenza di questi fenomeni l'accumulazione sarebbe stata maggiore.
La risposta al motivo dell'accumulazione è che l'Italia cresceva demograficamente e tecnologicamente, però se si vuole pensare che la repressione finanziaria ci abbia dato una spinta aggiuntiva chi sono io per negare questo piacere intellettuale.
Sul tema iniziale della repressione finanziaria rimango scettico, data la gigantesca distorsione allocativa che va a creare in diversi mercati.
Carissimo, perdonami ma da qui in avanti ti chiamerò Alcibbiade. Questa tua non-risposta ti allontana definitivamente dall'immagine aristocratica di alcmeonide che vuoi darti, e ti consegna inesorabilmente alla simpatica, umana, troppo umana cialtronaggine romanesca che in tanto ci piace in quanto si propone per ciò che è... e non è questo il tuo caso. Tu sei partito da due petizioni di principio: che la repressione finanziaria implichi una fiammata inflazionistica, e che, conseguentemente, ai tempi della repressione finanziaria la ricchezza reale degli italiani fosse erosa. Richiesto di documentarla, ti arrampichi sugli specchi del "ma però (romanesco, NdR) magari che 'a ricchezza è pure stata in crescita, ma si nnun c'era 'a repressione finanziaria sò ssicuro che era deppiù!". Patetico. La "gigantesca distorsione allocative" l'hai imparata nel Paese dei campanelli, mi sembra evidente, come pure nel Paese dei campanelli hai imparato il modello superfisso, quello in cui se l'inflazione cresce, cresce solo lei... La verità è che finché sei vivo il tuo corpo viaggio sui 37° C, e non c'entra nulla né il global warming né il vairus. La fisiologia è questa. Pretendere di essere vivi al 20° C, o al 2.0% di inflazione, non è da ignoranti: è da sciocchi! Io non so più come dirvelo.
EliminaComunque: se quando ti viene chiesta una cosa eludi la risposta non fai una buona impressione agli altri. A me l'hai fatta pessima fin dall'inizio, ma come vedi lascio che tu ti esprima. Buona giornata.
lo non ho detto che la repressione finanziaria implica inflazione né che ai tempi della repressione finanziaria la ricchezza reale degli italiani è stata erosa. Ho detto che la repressione finanziaria con l'inflazione alta funziona meglio perché erode maggiormente il debito pubblico, che in combinazione con monetizzazione del debito pubblico l'inflazione potrebbe salire e che in tal caso risparmiatori, salariati e pensionati potrebbero prenderla sui denti e sulle gengive (ovvero reddito e capitale). Lo abbiamo visto bene recentemente quanto l'inflazione alta e/o volatile colpisca il reddito reale di chi ha entrate fisse.
EliminaIl focus dei miei commenti, comunque, mi sembra abbastanza evidente, non era sull'inflazione, ma sui vantaggi/svantaggi della repressione finanziaria.
Come nota metodologica, concludo dicendo che anche sostenere che la repressione finanziaria in Italia abbia contribuito alla crescita economica implica un controfattuale. Infatti, si sostiene implicitamente che in assenza di repressione si sarebbe cresciuti di meno. Il tuo controfattuale è peggiorativo, il mio migliorativo. Tu ipotizzi che senza saremmo cresciuti di meno, io ipotizzo che saremmo cresciuti di più.
Preciso, a scanso di equivoci, che ovviamente non avrei auspicato di rimuovere di colpo ogni forma di repressione finanziaria de botto nel 1946. In quel contesto era giusto mettere in primo piano la ricostruzione finanziaria ed economica dello Stato, così da creare i presupposti per la crescita futura. Un altro paio di maniche è sostenere che nel 2026 questo tipo di politica possa portare qualche tipo beneficio. Sinceramente lo vedo come uno spin elettorale simil messianico di bassa lega, ma questa è sola la mia umile opinione 😌
Delenda Carthago.
RispondiEliminaDelenda Chicago (anche).
EliminaNon riesco però a comprendere come a fronte di un aumento degli stipendi reali e dell'occupazione, oltre che un aumento degli investimenti, non corrisponda un aumento del PIL, che rimane allo 0,...
RispondiEliminaL'aumento degli stipendi potrebbe essere un gioco a somma zero col reddito da capitale, più che altro il tema è sull'occupazione. A livello di banale aritmetica, se cresce l'occupazione (con tutto il resto costante) ma il PIL rimane fermo è perché la produttività oraria di chi entra è bassa. Una teoria interessante secondo me è che la recente inflazione ha colpito molto i beni capitali, rendendoli relativamente più costosi rispetto al lavoro. Le aziende stanno assumendo ma lavorano a minore intensità di capitale, facendo scendere la produttività del lavoro.
EliminaUn valore aggiunto che sposta una parte di profitti verso i salari compensando in parte un fenomeno opposto che si era verificato nel 2022? Probabile. Un aumento di occupazione che riguarda lavori poco remunerati? Probabile. Investimenti pubblici, gran parte dei quali con il PNRR, con moltiplicatore fiscale molto basso? Quasi certo. Prova ne è anche la recente frana a Nisceni, dove, nonostante i preoccupanti precedenti, non vi erano destinati investimenti. Ciò dimostra per l'ennesima volta che non basta spendere ma occorre spendere bene: non è un discorso ideologico ma pragmatico, che può essere anche misurato (il moltiplicatore fiscale), misura che spesso coincide con il maggior benessere della popolazione. Non possiamo più permetterci spese per accontentare qualcuno senza avere una visione strategica, cosa che purtroppo abbiamo sempre fatto, aggravando il danno fatto dall'anomalia monetaria.
Eliminai termini investimenti e Italia nella stessa frase è un ossimoro..la cina può dire di fare investimenti; l'italia, per motivi noti, fa melina, fa il gioco delle tre carte, produce fuffa insomma. Chi dice che investiamo nel futuro del paese e non nel mero contingente possibile, o è un ipocrita o non ha capito che il colonialismo a marchio UE prevede lo sfruttamento e la stentorea sopravvivenza delle popolazioni conquistate. Perfino la turchia investe alacremente, mentre noi non possiamo farlo se non in maniera limitata ed episodica. Tra pochi anni un'intera generazione sarà nata schiava senza saperlo
EliminaVedo diversi livelli di lieve imprecisione in questi commenti. Qualcuno vuole intervenire o devo fare tutto io?
Elimina@alcibiade. Non capisco se sei dalla parte del capitale o del lavoro. Quanto ai capitali qui ci è stato dimostrato che quando erano a tassi troppo bassi sono stati utilizzati male (un bene abbondante e a buon mercato viene utilizzato con minore attenzione)
Elimina@anonimo. Nel blog dell’altro giorno “l’orazion piccola” ti è stato mostrato coi dati la storia degli investimenti in Italia. La Turchia pur avendo la propria moneta fa investimenti con i nostri soldi (anche questo tema affermato da Alberto di recente)
Elimina@ nardez (cose che già sai): se non cancelliamo in costituzione il pareggio di bilancio non si può parlare di investimenti (che, in re ipsa prevede il ricorso all'indebitamento), ma di aggiustamenti (se strutturali le chiamano riforme); la turchia investe proprio perchè ha la propria moneta, noi non ce l'abbiamo e ce la centellinano pure ad minchiam
EliminaCaro Alcibiade, stai esprimendo a parole tue concetti che furono formalizzati da Solow negli anni 1950-1960.
EliminaErano anni ruggenti e la crescita era così forte che si poteva pensare fosse intrinseca alla crescita stessa, ovvero che politiche economiche non avessero alcuna influenza e che bastasse (non)regolare il capitale e sicuramente sarebbe andato al suo posto, ovvero a fare crescita.
Quindi, ti invito a recuperare gli ultimi 60, o almeno i primi 30 degli ultimi 60 anni di scienza economica, per avere alcuni spunti puoi partire da qui:
https://goofynomics.blogspot.com/2016/08/dgp-2-post-ad-personam-spettri-e.html
Ps: purtroppo il livello dei divulgatori dell’economia dei giornaloni (repubblica/corriere e compagnia cantante) fa sembrare Solow modernissimo o addirittura controverso …
Perdonatemi, è molto più semplice di così e ne abbiamo parlato da poco (la malafede di Corrado si presume): non c'è nulla di strano né di patologico nel fatto che le retribuzioni reali crescano più del Pil. Per circa trent'anni, ai bei tempi del PUDE, è successo il contrario, a dimostrazione che non è scritto da nessuna parte che ci debba essere perfetta proporzionalità fra le due variabili. Semplicemente, come abbiamo documentato qui, la quota salari, che ai tempi del PUDE era in caduta libera, ai tempi del fasheesmo (inteso come lo intendono i cretini, cioè come Governo Meloni) ha ripreso a crescere. So bene che a qualcuno spiacerà (io avrei potuto essere fra questi), ma resta il fatto che il governo di ultradestra sta facendo delle politiche redistributive in senso progressivo che i governi di sinistra non riuscivano nemmeno a osare di sognarsi. Ma naturalmente La Repubblica dice che va tutto male, e chi siamo noi per smentirla? Infatti la smentisce l'ISTAT (friendly fire fra piddini, direi...).
EliminaQuindi niente Chianti prof? ;-)
RispondiElimina...però ( a seconda del ministro) tanto digestivo si....
EliminaNella sua diretta odierna ha espresso il problema Eu. Un tedesco almeno uno di quelli veri, non seconde generazioni, penserà "Deutshland über alles"...
RispondiEliminaMi chiedo come possa fare interessi italiani. Chiaramente finché un tedesco sarà alla guida Eu difficilmente si faranno accordi/politiche a favore dei paesi periferici.
L'unico accordo politico a favore dei paesi "periferici" sarebbe tornare alla CEE.
EliminaDirei che dopo tanti anni dovremmo aver capito che questo è anche l’unico accordo politico a favore dei paesi del Centro.
EliminaIl NAIRU è sempre nella mente e nel cuore degli euristi 😍
RispondiEliminaHo un manuale di acocella che si chiama politica economica e strategie aziendali, è lo stesso della foto? (Ce lo diede il nostro prof di politica economica Giovanni di Bartolomeo non so se lo conosce)
RispondiEliminaNo, quelle pagine vengono da un altro manuale: “ La politica economica nell’era della globalizzazione”. Comunque, si tratta di manuale assolutamente standard, che si può rinvenire in qualsiasi manuale di una certa ampiezza, come ad esempio quelli di economia internazionale di Giancarlo Gandolfo.
EliminaOk grazie
Eliminami chiedo se la scarsa produttività non sia soprattutto causata dal mancato sviluppo del mercato interno che, come Bagnai ha giustamente posto in evidenza, è stato forse il più grande errore strategico della UE. Il cambio fisso ha sicuramente inciso ma dopo qualche anno di assestamento, la produttività sarebbe dovuta tornare a crescere, invece la distruzione del mercato interno non ha consentito la ripresa della piena produzione e, di conseguenza, della produttività
RispondiEliminaSono off topic... Ma volevo comunicare che 4 giorni fa il MEF ha pubblicato i dati relativi alla scelta del 2 x 1000 nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025. Sempre della serie "potevamo stupirvi con effetti speciali"...
RispondiEliminaMe li vado a guardare.
EliminaDai dati del 2 x 1000 rilevo che lo zoccolo duro della Lega rimane intorno al 4%. Giocando con la tabella dati mi risulta che i contribuenti con più reddito hanno preferito nell'ordine: Azione, Italia Viva, Sudtiroler F.P., Forza Italia, P.D. ecc. La Lega scelta da contribuenti con reddito sotto la media nazionale. Purtroppo una conferma con non siamo mijoni.
RispondiEliminai "poveracci" che " hanno capito" si fanno fare le dichiarazioni dai CAF e quindi sono restii a farsi "etichettare" ufficialmente come "feccia leghista".
EliminaGli altri invece "guardano San Remo" e quindi non capiranno mai.
Quindi direi che quel 4 % è "buono", anche se resta comunque il fatto che " mijoni" non saremo mai ".
Visto che si parla di salari mi sembra il caso di riprendere il discorso che abbiamo cominciato nella cena della colonna bolognese. Tutta roba che conosci bene e che ci hai insegnato: mi serve però metterla per iscritto nell'unico laboratorio politico d'Italia.
RispondiEliminaIl problema dei salari è centrale per gli elettori.
Sappiamo che in Italia l'euro lo cristallizza, e abbiamo capito perché non è il caso di tirarlo fuori ogni volta. Sappiamo che una sana uscita da € e UE aiuterebbe non poco anche sui problemi che seguono.
Però il problema dell'immigrazione (legale o illegale, di qualità o di accattonaggio, dall'Africa nera o dalle alte caste di Bombay, di prima o seconda generazione) che qui chiamerò in generale "dei barbaranci" è anch'esso centrale quando si parla di salari, col vantaggio di essere più comprensibile.
È ineludibile, perché il partito deve rispondere alla domanda "cosa è la nostra polis?" e ha effetti sulla sicurezza, di sostituzione etnica, culturale, religiosa, demografica, di sostenibilità dei welfare ecc.
Nessun tema però è tanto legato a questo come quello dei salari. Quelli che chiamerò "Cacciavitari" (gli "imprenditori" dal rumentaro turistico al grande cantiere) lo sanno bene e, anche nella Lega, sono contro l'unico posizionamento distintivo che questo partito può avere nei confronti nella "nuova grande democrazia cristiana meloniana".
L'unico, se non possiamo parlare di euro.
Io personalmente avrei bisogno in questo spazio di argomenti seri contro l'obiezione "eh ma nessuno vuole fare il cameriere, il contadino, il saldatore in sentina, il camionista".
Ogni volta che ho sentito lamentele imprenditoriali in questo senso è bastato grattare con l'unghia per sentire proposte di salari ridicoli (1150 euro al mese, non si sa se netti, per l'agricoltura).
Sono certo che la grande cantieristica abbia salari ben più alti: diciamo di 2000€ netti?
Capisco però bene che nessuno voglia fare questo tipo di lavori per soli 2000€.
In quanto barbarancio onorario ho lavorato in ambienti poco sani, faticosi, e pagato molto molto meno.
Aneddoticamente però dobbiamo renderci conto di cosa sono 2000€ oggi. Negli anni '70, '80, '90, un buon saldatore poteva col suo salario avere una vita soddisfacente. Ciò significa semplicemente che il suo unico stipendio era sufficiente per casa, macchina, figli, vacanza. Magari con una mano dall'istituto case popolari, o altro welfare, ma sufficiente. Il Test Fantozzi.
Tutto questo è evaporato, lo sappiamo tutti. Dopo una giornata di lavoro in sentina l'eroico operaio deve piegare le lenzuola con la moglie stanca anch'essa lavoratrice, cucinare e pulire, e vedere tornare a casa dei figli che non conosce neppure. Meglio spacciare, almeno si qualifica per fare concorrenza ai barbaranci nell'assegnazione del welfare.
Una società che per andare avanti deve minarsi alla base con l'immigrazione ha come unico futuro la guerra civile. Lo sappiamo che siamo già in guerra civile, che questa è l'euro, e che non si può tornare indietro da certi punti di vista.
Si può però andare avanti verso il molto peggio.
Avevo scritto tutto questo pippone prima di leggere di Vannacci. Veniamo agli interessi di partito: Vannacci esiste soltanto se la Lega non parla più di porti chiusi e di remigrazione. Se la Lega si appropria dei temi di sua competenza, Vannacci non ha autonomia.
Che fare?
***Vannacci esiste soltanto se la Lega non parla più di porti chiusi e di remigrazione. ***
EliminaEcco , mi ero appunto illuso ( evidentemente non sono mai abbastanza pessimista) che ci fosse un gioco di sponda, che cioè Vannacci dicesse cose che il suo segretario , capo di un partito in un governo a guida filo€uro non poteva più dire...
Ed invece era molto peggio.😠
Mah... se ne parlava come fosse un grande valore, ora come se non valesse nulla. Diffido degli estremi giudizi. Non credo sia uno stupido e nemmeno che voglia tradire le sue idee sottraendo di proposito voti al CDX. Solo, in politica è un bambino. Non ha esperienza ma impazienza, non ha conoscenza ma ambizione. Si è visto indicare come prodigio e ci ha creduto. Un adolescente irrequieto in un paese per vecchi, i Palazzi, dove ci si può fare male. Se cresce prima di schiantarsi (io non lo credo, ma...), un interlocutore più estremista, che magari raccolga parte di quell'elettorato che si è rotto le palle della moderazione e non vota più per scarso giudizio, può far comodo anche a chi il giudizio lo ha e si appoggia alla forza di manovra di un partito solido per avanzare le sue proposte. Questa forza di manovra non verrà scalfita dal secessionismo vannacciano, dunque meglio fuori che dentro. Alla fin fine, un tipo del genere, può essere più utile e fare meno danni fuori. La sinistra, come al solito, non capirà un cazzo e lo pomperà mediaticamente preparandosi all'ennesimo autogol. Riassumendo, se avrà successo potrebbe anche essere utile, se non lo avrà sarà ininfluente. Bene così.
EliminaIl problema è che Vannacci diceva quello che la lega non può dire più .e che non potrà dire più CON EFFICACIA, nemmeno se lo facesse di nuovo nella prossima campagna elettorale perché con un Vannacci "fuori" sarebbe facilmente annientata dai media come ipocrita e non credibile
EliminaPerche' arriverà prima "la guerra" che le "elezioni"
Non volevo parlare del dito (ovunque esso si infili) ma della Luna.
EliminaVannacci è qualcuno perché ha scritto un concetto e alcune centinaia di migliaia di italiani gli hanno dato 20 euro per sostenerlo.
Per aver detto questa cosa è ancora indagato, mi risulta, nonostante la richiesta di archiviazione della procura, e ha subito una serie di censure che senza il supporto concreto degli italiani e soprattutto di Matteo Salvini gli avrebbero creato dei seri problemi personali. Questo concetto è: esiste un'etnia italiana e ha diritto di continuare a esistere.
Lasciare l'Italia in mano a chi non condivide questo banalissimo principio ci porterà molti lutti inutili. Spero che la Lega riesca a riconoscerlo e a tenerlo presente in barba a Vannacci.
Scrivo qui a futura memoria per le prossime elezioni. Presentarsi con un programma uguale e con "Mo so io come fare" secondo me non porterà tantissimo.
RispondiEliminaForse avrà un esposizione mediatica tale da richiamare gli astenuti... Però ad esempio in toscana non ha avuto tutta quella forza che ci si aspettava.
Io alle europee ho votato Lega e Vannacci, ma perché in quel momento serviva... Anche solo per fare dispetto ai giornalisti velenosi.
Un domani non lo voterò, ma perché prima vengono Bagnai e Borghi, poi il resto... La storia non si dimentica e anche solo aver fatto centinaia di dirette e migliaia di post vale il mio voto.
La Lega usi bene il ministero dell'economia per graffiare, fare l'occhiolino all elettorato, altrimenti si perde il "bonus" di avere questo ministero...
Come disse Hannibal.
RispondiEliminaAdoro.
Off topic. Ma che gli è preso a Giorgio La Malfa? Me lo ricordavo in un video dire "Se ci fosse una classe dirigente europea degna, smantellerebbe l'euro", e da un po' leggo articoli da piùeuropista qualunque. Ora pure appelli a Draghi x tornare in politica con un suo partito... boh https://www.ilcommentopolitico.net/post/draghi-se-non-ora-quando?fbclid=IwdGRjcAPx-MJjbGNrA_H4lGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHmzuVJu_Vk-yRpl5G4W1TwUWA0GrhCU3Aviszx3hWxhOfkPrPPa_-sxlHKRn_aem_G8xCZ7qAKfFGzp_gzHlkig
RispondiEliminaAh, ma quindi tu sei uno di quelli che "il noeuro Savona"?
Elimina? non capisco il commento. In passato ho seguito Giorgio La Malfa (ho letto il suo libro su Keynes, ho seguito dei suoi interventi, e quelli del "suo" FULM), e mi è parsa una persona per bene, colta, e che aveva capito gli elementi essenziali delle "aporie europee" che lei prof ci ha insegnato. Se non ricordo male lei lo ha conosciuto, e in una occasione l'aveva pur e invitata ad fare un percorso politico, in quanto l'avrebbe "arricchita". Ora semplicemente noto che, ad anni di distanza, gli scritti di La Malfa mi sembrano orientati molto differentemente. Se sono apparso "scortese" nei modi, mi spiace.
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