Pizzoferrato ha il suo bel perché, ma dovrete ammettere che anche la Pontida d’Abruzzo, con la luce adatta, non sfigura:
Oggi me la guardavo dall’alto, mentre, camminando sulla neve fresca, gestivo la coda del blog, dove ho trovato un commento che voglio sottoporvi per togliermi uno scrupolo. Sto approfittando di questi giorni per impostare i progetti che il solito frullatore poi farà miseramente abortire: visto che però tanto non se ne farà niente, vorrei almeno che fossero dei bei progetti!
Riccardo Gemma ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Ristampa e riedizione":
Direi che ci sarebbe bisogno sia di una ristampa del "Tramonto" sia di un nuovo libro che racconti i vari QED da allora. Oppure sarebbe bello che scrivesse nei ritagli del tempo che non ha un manualetto di macroeconomia "for dummies" dove spiega i saldi settoriali, la correlazione investimenti/disoccupazione ecc. Il Bagnai al posto del Bignami insomma...
Pubblicato da Riccardo Gemma su Goofynomicsil giorno 10 gen 2026, 15:18
Questa storia del manuale salta fuori con una certa regolarità. Molti di voi mi chiedono come potrebbero avvicinarsi all’economia senza subire i condizionamenti di quelli che nel frattempo, per colpa mia, hanno imparato a riconoscere come dei perfetti imbecilli. Altri, avendo sperimentato l’efficacia di certi strumenti di analisi, vorrebbero approfondirne logica e significato in modo da poterli applicare a loro volta in modo autonomo. Nel post precedente abbiamo discusso i meriti e i demeriti di una possibile ristampa o riedizione del “Tramonto dell’euro”, concludendo che effettivamente il mercato sta dando dei segnali chiari:
per cui qualcosa va fatto, e quel qualcosa non può essere una mera ristampa.
Ci sono però altri due progetti sui quali bisognerebbe riflettere e che vi chiederei di valutare, considerando non solo i vostri desideri, ma anche il mio ruolo, e il momento in cui il testo dovrebbe apparire (lavorando come un pazzo, nell’autunno 2026 o inverno 2027).
Il primo è appunto un ipotetico manuale, cui non saprei dare un titolo, ma il cui spirito immagino piuttosto simile a quello descritto da Riccardo, cioè con un’articolazione lievemente diversa da quella abituale, istituzionale (contabilità nazionale, IS/LM, AS/AD, Solow, ecc.), e più incentrata su temi, o, meglio ancora (visto che nessuno sa che cosa realmente significhino e come interpretarle), su variabili: il Pil, l’inflazione, il debito, il cambio, ecc. In effetti il blog offre molto materiale che andrebbe un po’ asciugato, reso insomma un po’ più noioso, come si conviene a un vero manuale (se fosse veramente molto noioso forse qualche collega eretico potrebbe addirittura adottarlo), e integrato di alcune parti mancanti, pur mantenendolo in dimensioni contenute. Sarebbe utile corredarlo di studi di casi presi dal rutilante mondo degli operatori informativi, anche allo scopo di aiutare il lettore a capire il livello dell’informazione che gli viene propinata (e a starne bene alla larga). Per lo stesso motivo gioverebbe una rapida introduzione all’uso delle principali basi di dati. Tutte cose che già sono da qualche parte nel blog e che quindi forse si potrebbe anche pensare di recuperare e rendere leggibili già nello stesso blog con un tag appropriato (“manuale”?). Quello che però qui mi interessa valutiate è l’appeal intellettuale, letterario e politico di un progetto simile. Questo perché per un progetto di questa natura, che dovrebbe contenersi in meno di 300 pagine, un editore probabilmente ci sarebbe già, ma secondo voi sarebbe prioritario rispetto a una riedizione del Tramonto?
Vi ricordo poi un terzo progetto, che era praticamente pronto e sarebbe potuto uscire, anche quello con un editore interessato ai soldi, se solo l’editor avesse capito che l’unico rumore che accetto emettano gli individui della sua razza è il tintinnio delle catene del turibolo. Sarebbe stato bello avere l’antologia dei primi 10 anni di Goofynomics nel decennale del blog, cinque anni or sono, e forse la si potrebbe avere nel quindicennale, ma mi chiedo se avrebbe un senso e se sarebbe prioritario rispetto a una riedizione del Tramonto (o al manuale). Questo progetto qui andrebbe un po’ più nella direzione dei “Vent’anni di sovranismo”, perché chiaramente ogni post, per essere apprezzato appieno, andrebbe accompagnato dalle motivazioni che mi spinsero a scriverlo, andrebbe contestualizzato, e l’ordinamento cronologico della antologia verrebbe quindi a costituire una specie di mémoir. Forse, però, si potrebbe pensare, visto l’appeal simbolico del “ventennio”, di aspettare altri cinque anni!
Ecco: ora avete tre possibilità. Fatemi avere le vostre valutazioni. Per fortuna il tempo peggiorerà e quindi avrò ancora qualche ora di pace e di isolamento.
Intanto, buona notte!



…mia modestissima ma lungamente meditata opinione:
RispondiElimina- ristampa con corredo di note critiche e contestualizzanti per “Il Tramonto dell’Euro” (motivo: i classici si ristampano, non si rieditano)
- manuale (credo ci sia davvero un enorme bisogno del “Manuale Bagnai”)
- “Antologia ragionata e commentata di Goofynomics” (penso dovrebbe arrivare fino “ai giorni nostri” visto il susseguirsi e l’importanza dei QDE, e quindi, dei tre progetti è quello che può attendere un po’ più a lungo)
… non mi dica “troppa grazia Sant’Antonio”: dai taumaturgi ci si aspettano appunto le grazie! 😉🤣😊
LGG
…mia modestissima ma lungamente meditata opinione:
RispondiElimina- ristampa con corredo di note critiche e contestualizzanti per “Il Tramonto dell’Euro” (motivo: i classici si ristampano, non si rieditano)
- manuale (credo ci sia davvero un enorme bisogno del “Manuale Bagnai”)
- “Antologia ragionata e commentata di Goofynomics” (penso dovrebbe arrivare fino “ai giorni nostri” visto il susseguirsi e l’importanza dei QDE, e quindi, dei tre progetti è quello che può attendere un po’ più a lungo)
… non mi dica “troppa grazia Sant’Antonio”: dai taumaturgi ci si aspettano appunto le grazie! 😉🤣😊
LGG
Metto le mie preferenze:
RispondiElimina1- Manuale Macro
2- Riedizione Tramonto
3- Antologia del Ventennio
Meglio iniziare ad accantonare i sorrrdi qualsiasi sarà l'ordine di uscita!! :-D
Che dire Professore.
RispondiEliminaLa verità è che i tre progetti sarebbero utili in egual misura a tutti, soprattutto a chi da poco si è avvicinato a Lei e al blog.
Non essendo possibile (abbiamo bisogno di Lei e non di un uomo sfinito), al momento (visto il periodo) la riedizione del Tramonto dell'Euro e un nuovo libro che racconti i vari Qed sarebbero forse preferibili.
Il manuale e l'antologia del blog sono desiderabili, ma nel frattempo si può ricorrere alla vecchia maniera: cercando, ricordando, rileggendo.
Il manuale è sicuramente un progetto interessante e utile anche a chi non condivide alcune delle conclusioni a cui è giunto qui il dibattito. Quindi sicuramente avrebbe un ampio mercato e un sicuro successo.
RispondiEliminaL’antologia sarebbe più in linea con quello che io penso sia utile, cioè attualizzare i contenuti del “Tramonto dell’Euro”, facendo comprendere che la questione centrale non è quella della moneta unica, ma il “‘metodo di governo” che essa sottende ed implica, che conduce non solo alla rovina economica, ma anche alla guerra.
Infine, ribadisco che secondo me il “Tramonto” andrebbe semplicemente ristampato così com’è uscito e qui mi permetto un breve approfondimento. Questa è l’epoca storica delle idee politiche forti espresse senza ipocrisie, in cui non ha senso dare troppo peso alle precauzioni e al senso di opportunità. Il grande pregio del libro è che espone un’idea fortissima e lo fa con rigore, ma senza paludamenti istituzionali, come solo uno studioso “puro” (o al limite un miliardario apparentemente pazzo) può fare. Rivederlo e correggerlo significherebbe certamente doverlo adattare al nuovo ruolo dell’autore, agli equilibri dei rapporti politici e istituzionali, facendogli in qualche modo perdere la sua dirompente freschezza.
In conclusione, in considerazione del rapporto costi/benefici, io penso che le tre opzioni vadano così classificate:
1- ristampa del “Tramonto”
2- antologia del blog
3- manuale di macroeconomia/economia internazione
...basi di dati...sono il cretino - sto cercando di evitare i francesismi - che sta rileggendo da due giorni un post del 2014, la lezione di oggi, la bilancia dei pagamenti. Bene, quando cominci a mettere i dati e dici sono qui, lo stramaledetto link non funziona, ieri pomeriggio ho passato una buona ora e mezza a cercare di replicare la prima tabella del post senza risultati...e il bello è che ho in animo di riprovarci non appena possibile, cosa che accadrà non prima del prossimo fine settimana.
RispondiEliminaConcordo su quanto dici nel capoverso sull'ipotetico manuale poco istituzionale, ma incentrato su temi e variabili. E basi di dati...
Però lo gradirei semi istituzionale, almeno nella forma se non nel contenuto, sicuramente più asciutto, e meno divertente del blog, ma comunque in stile Bagnai, sempre dritto al punto. Cioè se tu mi spiegassi la curva di Laffer sarebbe inutile, potrei riaprire il Dornbusch, se invece me lo spiegassi dicendo anche che era forato la questione sarebbe oltremodo diversa.
Mi convinci di meno con i casi di studio del rutilante mondo degli operatori informativi. Renderebbe meno istituzionale la forma. E poi i piddini non cambiano idea neppure se scende il Padre Curato, ma questo è un altro discorso peraltro ancora sul tavolo, quello della salvezza, per il quale attendo di leggere la prossima puntata. E comunque sono daccordo con Borghi, repetita juvant.
Il fatto è che il tempo è quello che è, le possibilità culturali sono in questo contesto una costante, se si potesse avere una dispensa di 5 o 25 cartelle per farsi una idea migliore su alcuni argomenti sarebbe fantastico. Tra questi metterei anzitutto la moneta, la gente non ha idea di cosa sia la moneta e in coda ad uno dei tuoi ultimi post su Facebook ho scoperto che esistono terrapiattisti monetari che levati.
Oppure la produttività. Insomma una cosa simile all'intervento di chiusura, credo, del goofy 2024 che hai riportato di recente qui sul blog. Un'ora in cui dici tutto o quasi quello che si deve sapere in modo asciutto, convincente, con riferimenti bibliografici per chi vuole approfondire. Ecco, immagino una cosa simile. E la comprerei di corsa, in genere me la prendo comoda.
1) Ristampa aggiornata da pre e postfazione e commenti QED passo passo sul testo. Questi ultimi anche solo fattuali. Assolutamente non togliere né un grafico né un dato né un passo: altererebbe il senso del libro.
RispondiEliminaAncorarsi a dati precisi e verificabili è stato dirompente a livello comunicativo sia in rete sia sui media. Al punto che qualcuno in tv ha sfoderato “fogli di pseudo-dati”. Teniamoceli stretti, quelli veri.
2) Manuale: ne avevi parlato. Capisco la tentazione di farne uno strumento didattico adottato da qualche audace: ce n’è bisogno. Rifletterei su una questione cruciale: il linguaggio.
Il tono colloquiale e narrativo ha giocato un ruolo essenziale nel catturare il lettore. Se gli audaci osassero spaludarsi un po’ non sarebbe male.
Se dev’essere uno strumento di valore anche politico, cioè che porti i lettori non specialisti alla comprensione e alla critica rigorose delle politiche economiche in atto, mi sembra essenziale offrire prima di tutto gli strumenti atti a padroneggiare saldamente la “lingua” economica nei suoi aspetti tecnico-scientifico, di traduzione e appropriazione di concetti espressi in altra lingua e infine di eufemismo artatamente nebbioso per farne strumento propagandistico.
Se deve essere un libro di base, mi sembra quindi essenziale offrire definizioni molto raffinate e precise di concetti sovente orecchiati in modo confuso e incerto e quindi malamente usati.
Da cui:
- un’amplissima sezione glossario con tutti i lemmi e le espressioni tecniche di base, di uso comune per voi ma di cui molti di noi non hanno chiara la definizione (la più facile: quanti conoscono la differenza tra imposte e tasse?), spiegati alla perfezione. Rimandi alla pagina del glossario nel testo. Prima di pubblicarla va fatta leggere ai più asini per testarne chiarezza e esaustività (mi candido),
- un vocabolario altrettanto esteso che rimandi se del caso al glossario per tutti gli awanaganesimi latinorum. Io ancora non ho capito con certezza cosa voglia dire shortare il debito. Per esempio “spread” andrebbe in questa sezione. Niente calchi come “tecnicalità” e simili stridori (inoltre tradiscono incapacità di appropriarsi del concetto),
- un’appendice con la traduzione o spiegazione tutte le espressioni più o meno oscure utilizzate dalla UE per mascherare la sostanza delle proprie politiche economiche. “Fiscal consolidation” e “quantitative easing” potrebbero andare qui o sono espressioni di uso comune in economia?
Se chi studia riesce ad avere chiari questi concetti senza dover impazzire a decifrare ogni tecnicismo con conseguente ansia e vuoti di comprensione a spezzare il discorso si costruisce e si memorizza più facilmente tutto il resto. Se no diventa come tradurre il greco senza vocabolario: conosci la grammatica ma capisci a pezzi e male cosa vuol dire la frase.
3) L’antologia: non ne vedo un’estrema necessità. Fa un po’ strenna. Non so, per esempio un’edizione molto economica da distribuire agli allievi della scuola di economia della Lega come omaggio finale?