mercoledì 7 gennaio 2026

Ristampa e riedizione


Sono arrivato a Pizzoferrato (foto di repertorio): montagna asciutta e nebbiosa e triste, temperatura gelida, rincaso mentre avvia a calare una neve uggiosa e fine come sabbia, una sorta di nebbia congelata, che sbiadisce, più che imbiancarlo, il paesaggio. Riparato dal freddo osservo dalla finestra trascolorare la campagna, mentre di contraggenio sfoglio e annoto qualcosa di simile a una sbiadita ristampa del “Tramonto dell’euro”. Non credo che di una ristampa, per di più sbiadita, ci fosse estremo bisogno (anche se il fatto che qualcuno ci abbia pensato è significativo di per sé), ma sono pervaso, nel contemplare la natura, dallo spirito dello zio Tobia: “This world surely is wide enough to hold both thee and me”. Resta però una domanda: di una nuova edizione, che è una cosa diversa da una ristampa, secondo voi ci sarebbe bisogno?

“Scrivilo nei commenti”, come ripetono i petulanti influencer sotto i cui “contenuti”, nonostante gli accorati inviti, i commenti latitano! Il mondo è tanto ingiusto, signora mia…


P.s.: al momento di andare a cena la musica è cambiata…



73 commenti:

  1. Penso di poter dire con certezza che il bisogno di un contributo critico come "Il tramonto dell'Euro" ci sia ancora; e sebbene il testo abbia ben retto alla prova del tempo, sarebbe molto interessante (comunque molto più di una semplice ristampa) e utile un suo aggiornamento e arricchimento. Tuttavia, penso che nel caso in cui lei stesso senta il bisogno di rinnovare il proprio lavoro, già di per sé sarebbe una ragione sufficiente per andare avanti.

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  2. Un gran bisogno, viste le molte "lessons (not) learned" (a.k.a. QED) accumulatesi durante questo lunghissimo crepuscolo.

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  3. Prof.,
    A mio giudizio, sarebbe un'operazione culturale molto importante.

    Tralasciando il fatto che su Amazon ho trovato una copia del Tramonto a 197,40€ (https://www.amazon.it/tramonto-delleuro-Alberto-Bagnai/dp/8897949282), con la mia curiosità, forse malata, che si concentra soprattutto sul perché dei 40 centesimi richiesti, un'edizione aggiornata con tutto quello che è successo dal 2012 ad oggi e con previsioni di quello che succederà nel prossimo futuro (ricordo a tutti che Bagnai=il Sentenza cit. Il Buono, il Brutto, il Cattivo), sarebbe assolutamente un must di acquisto, da parte mia.

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    1. Avevo fatto un tentativo tempo addietro, ma richiedeva un discreto sforzo e non avevo un research assistant sufficientemente motivato. Questo problema ora potrebbe essere risolto, perché stiamo cercando di potenziare la struttura di a/simmetrie. Forse l’unico vero ostacolo è quello di rileggere tutto quanto e di annotarlo, cercando di limitare all’essenziale le correzioni e i QED. Altro tema non banale, trovare un editore con un editor che sappia stare al posto suo (che secondo me è sotto la suola dei miei scarponi ramponabili).

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    2. Prof.,
      Se ha trovato un editor come Cristo comanda per Il Tramonto, lo troverà anche per la riedizione.

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  4. Come tutti gli essere umani anche tu sei assalito dal demone del dubbio. Vai tranquillo,procedi secondo la tua disponibilità psicofisica. Sarà anche una valvola di sfogo per te oltre che un potenziale regalo per noi e per amici .Senza contare la goduria del fatto che anche Monti , Draghi e piddume vario, lo leggeranno di nascosto :)

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    1. Veramente qui ho sempre fatto come mi pareva, senza avere dubbi particolari. Il problema è che nel frattempo il costo opportunità del mio tempo è un pochino aumentato.

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    2. che tu abbia fatto sempre come ti pareva mi sembra superfluo dirlo, io stavo rispondendo alla tua domanda " secondo voi ci sarebbe bisogno?" che mi sembra palesi un dubbio, o no? se il problema che il costo è aumentato, lassa sta...

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  5. PS ho una prima stampa del Novembre 2012 che conservo nella libreria come Paperon de Paperoni conserva il suo primo decino "numero uno".

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  6. Per restare nello spirito del libro di Sterne: "These ravelins, bastions, curtins, and hornworks, make but a poor, contemptible, fiddle-faddle piece of work of it here upon paper, compared to what your Honour and I could make of it were we in the country by ourselves".
    La risposta breve è si.
    Forse potrebbe essere valutabile l'auto pubblicazione, nel caso non si trovasse l'editore adatto? Questo si tradurrebbe in ancora più lavoro, ma potrebbe valerne la pena.

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  7. E comunque, fino ad ora nessuno ha fatto il commento che era doveroso fare…

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    1. Azzardo il commento doveroso:

      Opzione1: Comunque un libro che azzecca come stiamo messi 14 anni prima, è quasi un unicum (opzione che le massaggia l'ego, che fa sempre piacere).

      Opzione 2: sarebbe bello ci fosse uno sconto sulla riedizione per gli 'adepti' del blog (opzione che soddisfa i titolari di famiglia monoreddito come me).

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    2. ...A proposito della ristampa sbiadita?

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    3. Tipo: "Caro Prof. ma perchè lo chiedi a noi, visto che poi fai sempre come ti pare? La risposta - quella giusta - già la sai".

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  8. Che posto incantevole 😯.
    Io il libro lo prendo sicuro, lo metto assieme agli altri due, vendo la trilogia e mi faccio un giretto li 😅.

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  9. AAA Vendesi prima edizione del libro "IL TRAMONTO DELL'EURO" con dedica dell'autore. Astenersi perditempo 😁

    Si, ci sarebbe bisogno.
    (L'ALBA DELLA NUOVA LIRA 😁)

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  10. Preferirei viverlo, piuttosto che leggerlo.
    Ma forse sono troppo tuttosubitista.
    Grazie per i contributi, sempre, preziosi.

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  11. E per "L' antropologia culturale della politica italiana" quante altre legislature si deve attendere?

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  12. Dopo 14 anni materiale per una riedizione ce n’è, anche per conferma di tutto quel che è scritto nell’edizione originale.
    Certo gli avvenimenti in corso e quelli che si paventano a breve magari consiglierebbero di attendere un po’ ma la storia non si ferma e il prevedere è stata in questi anni una sua qualità.
    Tutto sommato credo sarebbe ancora valida e utile anche una ristampa.
    Utile? Tutto sommato credo di sì, il quanto non so prevederlo.
    Anche una rilettura non sarebbe tempo sprecato.
    Quasi quasi… 😊

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  13. Buonasera Professore, sì ci sarebbe bisogno secondo me di una riedizione. Intanto molti di noi sono sprovvisti anche della prima edizione, inoltre i tempi sono cambiati in questi 13 anni e diversi epigoni stanno trattando l'argomento ma in modo un pò subdolo, almeno secondo la mia percezione.
    Con il Suo saggio (che, per esempio, io sono riuscito a leggere solo in prestito da una biblioteca e senza possibilità di sottolineare/ rileggere), Lei ha sferrato un potente gancio che è andato a segno e visto che il nemico traballa sarebbe il momento di infilare un montante al mento.
    Un caro saluto grazie per queste cartoline; da buon abruzzese ho nel cuore Pizzoferrato, mio nonno paterno 30 anni fa mi ci portò per la prima volta per sconfiggere una persistente pertosse, funzionò e da allora ci sono tornato sempre volentieri.
    Direi che l'Euro sta alla pertosse, come i suoi libri all'aria pura di Pizzoferrato.
    A presto,
    Giuseppe

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    1. questa storia commuove mi hai fatto assaporare la semplicità quei piccolissimi momenti di gioia indimenticabili 😀💛

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    2. Grazie Alessia e Buon Anno...sì mi è tornata in mente, leggendo il post e guardando il paesaggio inconfondibile di Pizzo!!!
      ps: mi sa che la copia sbiadita è quella di Guzzi ;-D

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  14. Il titolo forse sarebbe da rivedere: "Il tramonto dell'euro" era profetico 14 anni fa. Ora sarebbe solo cronaca

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  15. Nuova edizione. Purché non rallenti quello delle memorie.

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    1. il libro sulle memorie mi incuriosisce tantissimo 😅

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    2. Le memorie mandiamole in là, si scrivono quando ci si tira via dall'azione, il nostro Montaigne ci è egoisticamente molto più utile ora di quando scriverà i suoi Essais.

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  16. La ritengo una iniziativa molto utile, alla luce di come si è evoluta la situazione nella Euro zona,

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  17. Tramonto dell'euro ce n'è uno solo.
    Più che riedizione si potrebbe trattare di sequel.

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  18. Certo chi già conosce il suo lavoro sarebbe entusiasta di leggere la nuova edizione ma se l'impegno richiesto per produrla, che solo lei può valutare in relazione ai contenuti che verrebbero aggiunti, dovesse essere troppo gravoso, credo che anche una semplice ristampa sarebbe molto utile.
    Di recente mi è capitato di constatare che, come anche lei dice dei suoi colleghi parlamentari, molte persone non hanno il tempo di approfondire ma lo trovano volentieri se si imbattono in qualcosa che cattura il loro interesse. Ecco, credo che anche una semplice ristampa potrebbe essere l'occasione per catturare l'attenzione di qualcuno.

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  19. Lo avevo comprato in formato Kindle: nel caso venisse pubblicata una seconda edizione l'acquisterei volentieri in cartaceo.

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  20. A quelle che penso siano le domande cruciali, ovvero "in questo contesto storico, probabilmente più ricettivo, una riedizione sarebbe utile ad ampliare la platea di cittadini aperti al pensiero critico verso questi fattori di oppressione (UE+Euro)? e il costo in termini di tempo ed energia (sua) varrebbe la candela?" non saprei rispondere. Forse si alla prima, se promosso adeguatamente, posto che si tratterebbe in ogni caso di ampliare una nicchia. Forse no alla seconda, vista la vastità dell'impegno quotidiano. Un modo interessante e leggermente meno dispendioso potrebbe essere mantenere il testo originale corredandolo di ampli scolii in stile Micheà.

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    1. Beh, sì, non si tratta di riscrivere, ma appunto di verificare e contestualizzare, e quello degli scolii potrebbe essere lo strumento adatto. Un altro aspetto è quello dell’aggiornamento di grafici e tabelle, che non saprei se gestire nel testo, o in un’appendice. In alcuni casi l’aggiornamento non è banale e il commento ancora meno. Esistono anche le appendici online, ma a me piacerebbe un oggetto autocontenuto.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  22. sì volentieri la leggerei con piacere la nuova edizione del tramonto dell'euro 🥰

    p.s.

    la neve è favolosa mi mette una gioia immensa che mi fa benissimo al cuoricino 🥹

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  23. ZanziBarra sempre centrato.

    Scrivo nel mio commento cio' che penso per me: acquisterei una ristampa, acquisterei, e troverei fantastica da confrontare con la prima, anche la seconda edizione "riveduta, corretta, ampliata".

    Non essendo riuscito ad acquistare il libro al'epoca, ho un PDF, ma per il gusto di leggerlo su carta l'ho preso in prestito in biblioteca. Averlo restituito è stato doloroso.

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  24. Professore, la seguo assiduamente da un po' di tempo. Per me sarebbe davvero molto utile, e lo acquisterei volentieri, anche perchè nel 2012 avevo solo 8 anni. Saluti e grazie per il lavoro che fa ogni giorno.

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  25. Io sono tra coloro che non hanno fatto in tempo a comprare "Il Tramonto dell'Euro", per cui anche se pubblicassero una copia anastatica della prima edizione mi andrebbe bene, giusto per diffidare dalle similristampe sbiadite.
    Per quanto riguarda la riedizione, sarebbe sufficiente mettere sotto il titolo di ogni capitolo l'acronimo VLAD.
    Scherzi a parte, sì ce ne sarebbe bisogno.

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  26. In minoritaria controtendenza, direi di no. Il Tramonto è un testo ben connotato temporalmente e con un ben preciso respiro storico. Per me va letto così com'è. Aggiungere poco aggiungerebbe poco, riscrivere molto sarebbe scrivere un libro diverso. A questo punto, meglio un libro diverso, nuovo, se sforzo deve essere.
    Mi si potrebbe dire che una nuova edizione, ora che il suo autore è decisamente più in vista, avrebbe il pregio di una diffusione più ampia, con un marketing (delle idee, non banalizziamo) più efficace, e questo è vero. Da valutare.
    Una ristampa sarebbe utile perché il libro fosse accessibile a chi allora non c'era e la diffusione potrebbe essere simile.

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  27. Di una riedizione aggiornata con QED e VLAD, ce ne sarebbe un gran bisogno, visto il deserto culturale (le nuove facce d'angelo in circolazione non mi attirano, anzi!) e la qualità del dibattito dei nostri operatori informativi. Ma la prima domanda che mi sono posta leggendo questo post è: "dove troverà il tempo?". Mi affido al responso della sua famiglia. Intanto, grazie.

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  28. Se la memoria non mi inganna, anni addietro, aveva scritto un post in cui annunciava una correzione su una futura riedizione del Tramonto e, sempre se mi ricordo bene, si trattava di qualcosa che aveva a che fare con l'argomento "euro come moneta di riserva internazionale".

    Comunque, dato che al lavoro hanno istituito il "book crossing" ne comprerò una copia per metterlo in cima alla pila. Male non farà.

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  29. Sinceramente, più che una riedizione del “Tramonto dell’Euro” (una cui ristampa pura e semplice è urgentissima) penso che abbia senso mettere mano a un “Poscritto”, in agile volume autonomo, che coroni il percorso passato anche attraverso “L’Italia può farcela”. In fondo, quello che è successo in questi anni, pur allineandosi con le previsioni dei libri (e con le basi scientifiche di essi), richiede un’ampiezza di sguardo diversa, che è emersa bene anche nel percorso del blog. Bisogna fare sintesi sul rapporto tra scienza e ideologia (aka “Lascienza”) in campo economico e non solo, sul “metodo di governo” “al riparo dal processo elettorale” in cui loro (altrimenti intesi come UVA & co.) credevano, sulle ragioni profonde della “svolta a destra” della politica internazionale e molto altro. Tutte questioni già aperte nelle pagine del “Tramonto”, i cui sviluppi imprevedibili non possono essere liquidati con qualche nota o una nuova prefazione.
    Oggi il problema è la guerra, di cui lei parlava quando ancora nessuno nel dibattito pubblico diceva che fosse all’orizzonte: penso che le sue riflessioni possano dare strumenti utili per capire le profonde motivazioni economiche e ideologiche di questa situazione, ricollegandosi alla storia del dibattito, ma esponendolo nel suo stato attuale.

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    1. Questa è una proposta interessante, ma secondo me ha un limite.

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  30. Credo che la ristampa le potrà dare la risposta che cerca, nonostante io sarei ben lieta di leggere un suo nuovo libro.
    Abbiamo bisogno di lei, e se questo dovesse significare sacrificarla da qualche altra parte, ora come ora sarebbe troppo rischioso.

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  31. Per chi lo ha letto non ci dovrebbe essere bisogno di una riedizione, in quel libro c'è già tutto. Tuttavia, sono passati tanti anni, qualcuno ci ha lasciato ma tanti nuovi si sono affacciati al Dibattito. In particolare ne hanno assolutamente bisogno i giovani: sentono parlare di quel libro nelle varie dirette o al Goofy, e non possono nemmeno leggerlo perchè introvabile. Per cui si', una riedizione è assolutamente necessaria.

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  32. ristampare o rieditare?
    Se ristampa probabilmente potrebbe far valere il fatto che quanto scritto non era una profezia, ma una diagnosi basata su leggi economiche che i nostri 'competenti e migliori' hanno cercato di abrogare per via ideologica, dando la prova provata della previsione del loro misero fallimento (e della nostra rovina).
    Una riedizione però servirebbe a chi arriva oggi, magari con dieci anni di ritardo, per fargli capire che non siamo noi a essere 'euroscettici', ma è l'euro a essere 'realtà-scettico'. Sarebbe quindi una questione di carità pedagogica.
    Le chiederei di considerare la riedizione.

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    1. C’è anche un dettaglio: dopo otto anni di politica attiva ci sono cose che scriverei comunque in modo diverso, e sarebbe anche utile far capire perché.

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    2. Concordo — C’è poi anche l’aspetto “performativo” del pubblicare la tesi, magari sostanzialmente invariata, con un ruolo pubblico molto più visibile (anziché quello del whistleblower della prima edizione), in un contesto cambiato e quasi tramortito dagli eventi. Potrebbe essere una piccola epifania per molti 😄 — Io lo pubblicherei quasi quasi in inglese per un uditorio internazionale: si amplifica il dibattito e se ne moltiplicano le voci… btw io non ho avuto la possibilità di leggerlo, perché sono arrivata ai tempi de “L’Italia può farcela” (anche se mi sono svegliata nel ‘92 :)… ma è anche bello conservare tutto il tempo e l’energia che questo progetto pretenderebbe per sé per contemplare il paesaggio invernale degli Appennini… in questi casi alla fine chiedere che sia fatta la Sua volontà è la soluzione più razionale 😇

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  33. Ogni mese io pago a/simmetrie l’equivalente del costo di un libro, quindi pretendo ogni mese un libro peer reviewed e fact-checked da poter usare per fare il debunker professionista :) .

    Milanesità a parte, forse si potrebbe semplicemente integrare il libro con l’epilogo di ogni capitolo, per mostrare dove siamo 14 anni dopo (QED), così anche i più astuti “eh ma questo bagnaia ripete quello che dicono Draghi/DeRomanis/Cottarelli” sarebbero schivati .

    Credo però che il Bagnai-politico avrebbe più impatto del Bagnai-autore, anche nei prossimi 5 anni di riposizionamenti, quindi forse basterebbe un coautore pagato da a/simmetrie?
    Tutto questo avendo in mente l’obiettivo di dare il meritato riposo non solo a Bagnai (-neoruralista, per scelta!), ma soprattutto alla classe dirigente europea degli ultimi 30 anni, che si meriterebbe tanto tempo libero e distanza dalle leve del potere…

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  34. Sì. "L'Italia può farcela", comprato appena uscito, ha cambiato il mio di vedere l'economia e la politica (chissà come la vedeva un laureato in economia a Milano e manager in una multinazionale...).
    Il "Tramonto dell'Euro" reloaded mi farebbe da pillola ringiovanente

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  35. mah, io lo riediterei con gli aggiornamenti (che concettualmente non cambiano nulla ma consolidano la linea di pensiero) perchè ce n'è bisogno...proprio ora ce n'è bisogno perchè molti, moltissimi ggggiovani non sanno proprio di cosa si sta parlando e poi anche per un altro motivo: per mettere in copertina la figura di Francesca Bertini che si aggrappa alla tenda con mimica drammatica raffigurante angoscia emotiva.

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  36. Buongiorno professore, solo da pochi anni seguo silente questo blog e una nuova edizione del Tramonto dell'euro la apprezzerei e comprerei. Certo, la domanda sottointesa è se sia opportuna una nuova edizione o basta una ristampa.
    Da un punto di vista puramente intellettuale e culturale, 14 anni in più di serie storiche da un lato irrobustiscono l'analisi, e dall'altra le confermano la palma di preveggente. Il che merita una pubblicazione.
    C'è poi un secondo aspetto: quel libro segna anche l'avvio di un discorso culturale e politico (in senso proprio), che è continuato in questa comunity e nel suo impegno parlamentare. Può valere la pena raccontare questa storia, come percorso dall'analisi accademica alla presa di coscienza pubblica e politica.
    Se poi l'onere che comporta la scrittura di una nuova edizione sia compensabile con la tiratura prevista dal libro, non so valutarlo ma capisco che è un ulteriore punto.

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    1. Sicuramente nella nuova edizione andrebbero aggiunte una decina di pagine all’antefatto, e naturalmente scritta una nuova introduzione.

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    2. …anzi: forse potrei proprio partire da lì per capire se mi va di farlo!

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    3. P.s.: la tiratura non è un problema. Non mi aspetto i 25.000 della prima edizione e comunque non si vive di libri, a meno che non si sia la Rowling!

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    4. Rowling?
      Perché no?
      .
      L’euro e la pietra dello scandalo.
      L’euro e la camera dei bottoni.
      L’euro e il prigioniero della bce
      L’euro e il calice amaro.
      L’euro e l’ordine da Francoforte.
      L’euro e il principe uva.
      L’euro e i doni dell’europa.
      .
      Si potrebbe ricavarne anche dei film…
      😊

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  37. Disperatamente: Sì ! Sarebbe meglio una nuova edizione. Più è documentata la storia passata, più è aggiornato il percorso, con le conferme e le nuove scoperta, e - dalla continuità di un percorso - meglio si può cogliere come sia giusta e rigorosamente scientifica da direzione che si sta seguendo. Sarebbe un utile strumento per affrontare, con sicurezza, e portando documentazione, confronti, o per fare interventi, ricorrendone l'occasione, anche a chi ha qualche anno di età e completato gli studi in un passato ormai remoto. Grazie Prof per tutto quello che ha fatto e fa, attraverso lo strumento di goofynomics, e grazie alla stupenda squadra che ha saputo costruire con A/simmetrie.

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  38. La ristampa è facile da giustificare commercialmente perché avrebbe sicuramente mercato tra gli adepti, ma non avrebbe alcun impatto culturale. Al più si potrebbe aggiungere una prefazione o un'appendice, giusto per ricollegarsi al presente.

    La riedizione suona come un cattivo compromesso tra una ristampa e un libro nuovo. Meglio scrivere un'opera nuova se l'obiettivo è espandere la platea e raggiungere nuove persone. Gli orizzonti che si intravedono in questo 2026 sono molto più ampi di quelli che si riuscivano a scorgere nel 2012.

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  39. Una riedizione con titolo "Noi pensavamo... ", magari UVA fa pure la recensione

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    1. Beh, quattordici anni dopo il tema della responsabilità politica non può non essere affrontato, questo è chiaro, e sicuramente ha più titolo di farlo chi ha detto prima quello che sarebbe successo dopo, no?

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  40. Farne una riedizione per chi? Potrebbe essere fatta per i veterani del blog e gli affezionati, in questo caso saremmo più dalle parti dell'oggetto da collezione, potrebbe anche allontanare gli ultimi arrivati o gli interessati ancoraal margine, effetto "cena di classe degli altri" dove si parla di aneddoti interessanti ma, che non avendo vissuto direttamente, non si capiscono fino i fondo. Secondo me potrebbe essere più utile una riedizione sottoforma di nuovo testo, partendo da un nuovo titolo: "Fate presto!" o anche "Quando c'era LVI", dove mettere in fila tutta la serie di allarmi lanciati e puntualmente smentiti (dal MES alle mascherine) fino all'ultimo allarme che speriamo di poter presto sentire e naturalmente smentire.

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  41. Onestamente, dopo averlo letto e constatato i QED che la storia recente ci ha consegnato, credo che sia giunto il momento della riedizione riveduta e ampliata, principalmente per 2 motivi: primo, il punto di vista dell'autore si è arricchito dall'esperienza politica, secondo, ci sono in giro brutte copie di critica alla UE, che stanno avendo successo sui social, ma da una prima veloce lettura sembrano una riedizione colta e tecnica del grillismo. Onde evitare ulteriori utili idioti al servizio del sistema, occorre che sia rispiegato(come dice on. Borghi) che non esiste una UE possibile fatta da politici diversi.

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