mercoledì 7 gennaio 2026

Ristampa e riedizione


Sono arrivato a Pizzoferrato (foto di repertorio): montagna asciutta e nebbiosa e triste, temperatura gelida, rincaso mentre avvia a calare una neve uggiosa e fine come sabbia, una sorta di nebbia congelata, che sbiadisce, più che imbiancarlo, il paesaggio. Riparato dal freddo osservo dalla finestra trascolorare la campagna, mentre di contraggenio sfoglio e annoto qualcosa di simile a una sbiadita ristampa del “Tramonto dell’euro”. Non credo che di una ristampa, per di più sbiadita, ci fosse estremo bisogno (anche se il fatto che qualcuno ci abbia pensato è significativo di per sé), ma sono pervaso, nel contemplare la natura, dallo spirito dello zio Tobia: “This world surely is wide enough to hold both thee and me”. Resta però una domanda: di una nuova edizione, che è una cosa diversa da una ristampa, secondo voi ci sarebbe bisogno?

“Scrivilo nei commenti”, come ripetono i petulanti influencer sotto i cui “contenuti”, nonostante gli accorati inviti, i commenti latitano! Il mondo è tanto ingiusto, signora mia…


P.s.: al momento di andare a cena la musica è cambiata…



125 commenti:

  1. Penso di poter dire con certezza che il bisogno di un contributo critico come "Il tramonto dell'Euro" ci sia ancora; e sebbene il testo abbia ben retto alla prova del tempo, sarebbe molto interessante (comunque molto più di una semplice ristampa) e utile un suo aggiornamento e arricchimento. Tuttavia, penso che nel caso in cui lei stesso senta il bisogno di rinnovare il proprio lavoro, già di per sé sarebbe una ragione sufficiente per andare avanti.

    RispondiElimina
  2. Un gran bisogno, viste le molte "lessons (not) learned" (a.k.a. QED) accumulatesi durante questo lunghissimo crepuscolo.

    RispondiElimina
  3. Prof.,
    A mio giudizio, sarebbe un'operazione culturale molto importante.

    Tralasciando il fatto che su Amazon ho trovato una copia del Tramonto a 197,40€ (https://www.amazon.it/tramonto-delleuro-Alberto-Bagnai/dp/8897949282), con la mia curiosità, forse malata, che si concentra soprattutto sul perché dei 40 centesimi richiesti, un'edizione aggiornata con tutto quello che è successo dal 2012 ad oggi e con previsioni di quello che succederà nel prossimo futuro (ricordo a tutti che Bagnai=il Sentenza cit. Il Buono, il Brutto, il Cattivo), sarebbe assolutamente un must di acquisto, da parte mia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevo fatto un tentativo tempo addietro, ma richiedeva un discreto sforzo e non avevo un research assistant sufficientemente motivato. Questo problema ora potrebbe essere risolto, perché stiamo cercando di potenziare la struttura di a/simmetrie. Forse l’unico vero ostacolo è quello di rileggere tutto quanto e di annotarlo, cercando di limitare all’essenziale le correzioni e i QED. Altro tema non banale, trovare un editore con un editor che sappia stare al posto suo (che secondo me è sotto la suola dei miei scarponi ramponabili).

      Elimina
    2. Prof.,
      Se ha trovato un editor come Cristo comanda per Il Tramonto, lo troverà anche per la riedizione.

      Elimina
  4. Come tutti gli essere umani anche tu sei assalito dal demone del dubbio. Vai tranquillo,procedi secondo la tua disponibilità psicofisica. Sarà anche una valvola di sfogo per te oltre che un potenziale regalo per noi e per amici .Senza contare la goduria del fatto che anche Monti , Draghi e piddume vario, lo leggeranno di nascosto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Veramente qui ho sempre fatto come mi pareva, senza avere dubbi particolari. Il problema è che nel frattempo il costo opportunità del mio tempo è un pochino aumentato.

      Elimina
    2. che tu abbia fatto sempre come ti pareva mi sembra superfluo dirlo, io stavo rispondendo alla tua domanda " secondo voi ci sarebbe bisogno?" che mi sembra palesi un dubbio, o no? se il problema che il costo è aumentato, lassa sta...

      Elimina
  5. PS ho una prima stampa del Novembre 2012 che conservo nella libreria come Paperon de Paperoni conserva il suo primo decino "numero uno".

    RispondiElimina
  6. Per restare nello spirito del libro di Sterne: "These ravelins, bastions, curtins, and hornworks, make but a poor, contemptible, fiddle-faddle piece of work of it here upon paper, compared to what your Honour and I could make of it were we in the country by ourselves".
    La risposta breve è si.
    Forse potrebbe essere valutabile l'auto pubblicazione, nel caso non si trovasse l'editore adatto? Questo si tradurrebbe in ancora più lavoro, ma potrebbe valerne la pena.

    RispondiElimina
  7. E comunque, fino ad ora nessuno ha fatto il commento che era doveroso fare…

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Azzardo il commento doveroso:

      Opzione1: Comunque un libro che azzecca come stiamo messi 14 anni prima, è quasi un unicum (opzione che le massaggia l'ego, che fa sempre piacere).

      Opzione 2: sarebbe bello ci fosse uno sconto sulla riedizione per gli 'adepti' del blog (opzione che soddisfa i titolari di famiglia monoreddito come me).

      Elimina
    2. ...A proposito della ristampa sbiadita?

      Elimina
    3. Tipo: "Caro Prof. ma perchè lo chiedi a noi, visto che poi fai sempre come ti pare? La risposta - quella giusta - già la sai".

      Elimina
    4. Un libro, oltre che acquistato e letto, andrebbe anche capito (purtroppo :-)

      Elimina
  8. Che posto incantevole 😯.
    Io il libro lo prendo sicuro, lo metto assieme agli altri due, vendo la trilogia e mi faccio un giretto li 😅.

    RispondiElimina
  9. AAA Vendesi prima edizione del libro "IL TRAMONTO DELL'EURO" con dedica dell'autore. Astenersi perditempo 😁

    Si, ci sarebbe bisogno.
    (L'ALBA DELLA NUOVA LIRA 😁)

    RispondiElimina
  10. Preferirei viverlo, piuttosto che leggerlo.
    Ma forse sono troppo tuttosubitista.
    Grazie per i contributi, sempre, preziosi.

    RispondiElimina
  11. E per "L' antropologia culturale della politica italiana" quante altre legislature si deve attendere?

    RispondiElimina
  12. Dopo 14 anni materiale per una riedizione ce n’è, anche per conferma di tutto quel che è scritto nell’edizione originale.
    Certo gli avvenimenti in corso e quelli che si paventano a breve magari consiglierebbero di attendere un po’ ma la storia non si ferma e il prevedere è stata in questi anni una sua qualità.
    Tutto sommato credo sarebbe ancora valida e utile anche una ristampa.
    Utile? Tutto sommato credo di sì, il quanto non so prevederlo.
    Anche una rilettura non sarebbe tempo sprecato.
    Quasi quasi… 😊

    RispondiElimina
  13. Buonasera Professore, sì ci sarebbe bisogno secondo me di una riedizione. Intanto molti di noi sono sprovvisti anche della prima edizione, inoltre i tempi sono cambiati in questi 13 anni e diversi epigoni stanno trattando l'argomento ma in modo un pò subdolo, almeno secondo la mia percezione.
    Con il Suo saggio (che, per esempio, io sono riuscito a leggere solo in prestito da una biblioteca e senza possibilità di sottolineare/ rileggere), Lei ha sferrato un potente gancio che è andato a segno e visto che il nemico traballa sarebbe il momento di infilare un montante al mento.
    Un caro saluto grazie per queste cartoline; da buon abruzzese ho nel cuore Pizzoferrato, mio nonno paterno 30 anni fa mi ci portò per la prima volta per sconfiggere una persistente pertosse, funzionò e da allora ci sono tornato sempre volentieri.
    Direi che l'Euro sta alla pertosse, come i suoi libri all'aria pura di Pizzoferrato.
    A presto,
    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. questa storia commuove mi hai fatto assaporare la semplicità quei piccolissimi momenti di gioia indimenticabili 😀💛

      Elimina
    2. Grazie Alessia e Buon Anno...sì mi è tornata in mente, leggendo il post e guardando il paesaggio inconfondibile di Pizzo!!!
      ps: mi sa che la copia sbiadita è quella di Guzzi ;-D

      Elimina
    3. buon anno beppe 😊 sì un paesaggio meraviglioso 😍 hahahaha una copia sbiadita di guzzi si aggira come un fantasma a pizzoferrato 🤣👻

      Elimina
  14. Il titolo forse sarebbe da rivedere: "Il tramonto dell'euro" era profetico 14 anni fa. Ora sarebbe solo cronaca

    RispondiElimina
  15. Nuova edizione. Purché non rallenti quello delle memorie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il libro sulle memorie mi incuriosisce tantissimo 😅

      Elimina
    2. Le memorie mandiamole in là, si scrivono quando ci si tira via dall'azione, il nostro Montaigne ci è egoisticamente molto più utile ora di quando scriverà i suoi Essais.

      Elimina
  16. La ritengo una iniziativa molto utile, alla luce di come si è evoluta la situazione nella Euro zona,

    RispondiElimina
  17. Tramonto dell'euro ce n'è uno solo.
    Più che riedizione si potrebbe trattare di sequel.

    RispondiElimina
  18. Certo chi già conosce il suo lavoro sarebbe entusiasta di leggere la nuova edizione ma se l'impegno richiesto per produrla, che solo lei può valutare in relazione ai contenuti che verrebbero aggiunti, dovesse essere troppo gravoso, credo che anche una semplice ristampa sarebbe molto utile.
    Di recente mi è capitato di constatare che, come anche lei dice dei suoi colleghi parlamentari, molte persone non hanno il tempo di approfondire ma lo trovano volentieri se si imbattono in qualcosa che cattura il loro interesse. Ecco, credo che anche una semplice ristampa potrebbe essere l'occasione per catturare l'attenzione di qualcuno.

    RispondiElimina
  19. Lo avevo comprato in formato Kindle: nel caso venisse pubblicata una seconda edizione l'acquisterei volentieri in cartaceo.

    RispondiElimina
  20. A quelle che penso siano le domande cruciali, ovvero "in questo contesto storico, probabilmente più ricettivo, una riedizione sarebbe utile ad ampliare la platea di cittadini aperti al pensiero critico verso questi fattori di oppressione (UE+Euro)? e il costo in termini di tempo ed energia (sua) varrebbe la candela?" non saprei rispondere. Forse si alla prima, se promosso adeguatamente, posto che si tratterebbe in ogni caso di ampliare una nicchia. Forse no alla seconda, vista la vastità dell'impegno quotidiano. Un modo interessante e leggermente meno dispendioso potrebbe essere mantenere il testo originale corredandolo di ampli scolii in stile Micheà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, sì, non si tratta di riscrivere, ma appunto di verificare e contestualizzare, e quello degli scolii potrebbe essere lo strumento adatto. Un altro aspetto è quello dell’aggiornamento di grafici e tabelle, che non saprei se gestire nel testo, o in un’appendice. In alcuni casi l’aggiornamento non è banale e il commento ancora meno. Esistono anche le appendici online, ma a me piacerebbe un oggetto autocontenuto.

      Elimina
  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  22. sì volentieri la leggerei con piacere la nuova edizione del tramonto dell'euro 🥰

    p.s.

    la neve è favolosa mi mette una gioia immensa che mi fa benissimo al cuoricino 🥹

    RispondiElimina
  23. ZanziBarra sempre centrato.

    Scrivo nel mio commento cio' che penso per me: acquisterei una ristampa, acquisterei, e troverei fantastica da confrontare con la prima, anche la seconda edizione "riveduta, corretta, ampliata".

    Non essendo riuscito ad acquistare il libro al'epoca, ho un PDF, ma per il gusto di leggerlo su carta l'ho preso in prestito in biblioteca. Averlo restituito è stato doloroso.

    RispondiElimina
  24. Professore, la seguo assiduamente da un po' di tempo. Per me sarebbe davvero molto utile, e lo acquisterei volentieri, anche perchè nel 2012 avevo solo 8 anni. Saluti e grazie per il lavoro che fa ogni giorno.

    RispondiElimina
  25. Io sono tra coloro che non hanno fatto in tempo a comprare "Il Tramonto dell'Euro", per cui anche se pubblicassero una copia anastatica della prima edizione mi andrebbe bene, giusto per diffidare dalle similristampe sbiadite.
    Per quanto riguarda la riedizione, sarebbe sufficiente mettere sotto il titolo di ogni capitolo l'acronimo VLAD.
    Scherzi a parte, sì ce ne sarebbe bisogno.

    RispondiElimina
  26. In minoritaria controtendenza, direi di no. Il Tramonto è un testo ben connotato temporalmente e con un ben preciso respiro storico. Per me va letto così com'è. Aggiungere poco aggiungerebbe poco, riscrivere molto sarebbe scrivere un libro diverso. A questo punto, meglio un libro diverso, nuovo, se sforzo deve essere.
    Mi si potrebbe dire che una nuova edizione, ora che il suo autore è decisamente più in vista, avrebbe il pregio di una diffusione più ampia, con un marketing (delle idee, non banalizziamo) più efficace, e questo è vero. Da valutare.
    Una ristampa sarebbe utile perché il libro fosse accessibile a chi allora non c'era e la diffusione potrebbe essere simile.

    RispondiElimina
  27. Di una riedizione aggiornata con QED e VLAD, ce ne sarebbe un gran bisogno, visto il deserto culturale (le nuove facce d'angelo in circolazione non mi attirano, anzi!) e la qualità del dibattito dei nostri operatori informativi. Ma la prima domanda che mi sono posta leggendo questo post è: "dove troverà il tempo?". Mi affido al responso della sua famiglia. Intanto, grazie.

    RispondiElimina
  28. Se la memoria non mi inganna, anni addietro, aveva scritto un post in cui annunciava una correzione su una futura riedizione del Tramonto e, sempre se mi ricordo bene, si trattava di qualcosa che aveva a che fare con l'argomento "euro come moneta di riserva internazionale".

    Comunque, dato che al lavoro hanno istituito il "book crossing" ne comprerò una copia per metterlo in cima alla pila. Male non farà.

    RispondiElimina
  29. Sinceramente, più che una riedizione del “Tramonto dell’Euro” (una cui ristampa pura e semplice è urgentissima) penso che abbia senso mettere mano a un “Poscritto”, in agile volume autonomo, che coroni il percorso passato anche attraverso “L’Italia può farcela”. In fondo, quello che è successo in questi anni, pur allineandosi con le previsioni dei libri (e con le basi scientifiche di essi), richiede un’ampiezza di sguardo diversa, che è emersa bene anche nel percorso del blog. Bisogna fare sintesi sul rapporto tra scienza e ideologia (aka “Lascienza”) in campo economico e non solo, sul “metodo di governo” “al riparo dal processo elettorale” in cui loro (altrimenti intesi come UVA & co.) credevano, sulle ragioni profonde della “svolta a destra” della politica internazionale e molto altro. Tutte questioni già aperte nelle pagine del “Tramonto”, i cui sviluppi imprevedibili non possono essere liquidati con qualche nota o una nuova prefazione.
    Oggi il problema è la guerra, di cui lei parlava quando ancora nessuno nel dibattito pubblico diceva che fosse all’orizzonte: penso che le sue riflessioni possano dare strumenti utili per capire le profonde motivazioni economiche e ideologiche di questa situazione, ricollegandosi alla storia del dibattito, ma esponendolo nel suo stato attuale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa è una proposta interessante, ma secondo me ha un limite.

      Elimina
  30. Credo che la ristampa le potrà dare la risposta che cerca, nonostante io sarei ben lieta di leggere un suo nuovo libro.
    Abbiamo bisogno di lei, e se questo dovesse significare sacrificarla da qualche altra parte, ora come ora sarebbe troppo rischioso.

    RispondiElimina
  31. Per chi lo ha letto non ci dovrebbe essere bisogno di una riedizione, in quel libro c'è già tutto. Tuttavia, sono passati tanti anni, qualcuno ci ha lasciato ma tanti nuovi si sono affacciati al Dibattito. In particolare ne hanno assolutamente bisogno i giovani: sentono parlare di quel libro nelle varie dirette o al Goofy, e non possono nemmeno leggerlo perchè introvabile. Per cui si', una riedizione è assolutamente necessaria.

    RispondiElimina
  32. ristampare o rieditare?
    Se ristampa probabilmente potrebbe far valere il fatto che quanto scritto non era una profezia, ma una diagnosi basata su leggi economiche che i nostri 'competenti e migliori' hanno cercato di abrogare per via ideologica, dando la prova provata della previsione del loro misero fallimento (e della nostra rovina).
    Una riedizione però servirebbe a chi arriva oggi, magari con dieci anni di ritardo, per fargli capire che non siamo noi a essere 'euroscettici', ma è l'euro a essere 'realtà-scettico'. Sarebbe quindi una questione di carità pedagogica.
    Le chiederei di considerare la riedizione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C’è anche un dettaglio: dopo otto anni di politica attiva ci sono cose che scriverei comunque in modo diverso, e sarebbe anche utile far capire perché.

      Elimina
    2. Concordo — C’è poi anche l’aspetto “performativo” del pubblicare la tesi, magari sostanzialmente invariata, con un ruolo pubblico molto più visibile (anziché quello del whistleblower della prima edizione), in un contesto cambiato e quasi tramortito dagli eventi. Potrebbe essere una piccola epifania per molti 😄 — Io lo pubblicherei quasi quasi in inglese per un uditorio internazionale: si amplifica il dibattito e se ne moltiplicano le voci… btw io non ho avuto la possibilità di leggerlo, perché sono arrivata ai tempi de “L’Italia può farcela” (anche se mi sono svegliata nel ‘92 :)… ma è anche bello conservare tutto il tempo e l’energia che questo progetto pretenderebbe per sé per contemplare il paesaggio invernale degli Appennini… in questi casi alla fine chiedere che sia fatta la Sua volontà è la soluzione più razionale 😇

      Elimina
  33. Ogni mese io pago a/simmetrie l’equivalente del costo di un libro, quindi pretendo ogni mese un libro peer reviewed e fact-checked da poter usare per fare il debunker professionista :) .

    Milanesità a parte, forse si potrebbe semplicemente integrare il libro con l’epilogo di ogni capitolo, per mostrare dove siamo 14 anni dopo (QED), così anche i più astuti “eh ma questo bagnaia ripete quello che dicono Draghi/DeRomanis/Cottarelli” sarebbero schivati .

    Credo però che il Bagnai-politico avrebbe più impatto del Bagnai-autore, anche nei prossimi 5 anni di riposizionamenti, quindi forse basterebbe un coautore pagato da a/simmetrie?
    Tutto questo avendo in mente l’obiettivo di dare il meritato riposo non solo a Bagnai (-neoruralista, per scelta!), ma soprattutto alla classe dirigente europea degli ultimi 30 anni, che si meriterebbe tanto tempo libero e distanza dalle leve del potere…

    RispondiElimina
  34. Sì. "L'Italia può farcela", comprato appena uscito, ha cambiato il mio di vedere l'economia e la politica (chissà come la vedeva un laureato in economia a Milano e manager in una multinazionale...).
    Il "Tramonto dell'Euro" reloaded mi farebbe da pillola ringiovanente

    RispondiElimina
  35. mah, io lo riediterei con gli aggiornamenti (che concettualmente non cambiano nulla ma consolidano la linea di pensiero) perchè ce n'è bisogno...proprio ora ce n'è bisogno perchè molti, moltissimi ggggiovani non sanno proprio di cosa si sta parlando e poi anche per un altro motivo: per mettere in copertina la figura di Francesca Bertini che si aggrappa alla tenda con mimica drammatica raffigurante angoscia emotiva.

    RispondiElimina
  36. Buongiorno professore, solo da pochi anni seguo silente questo blog e una nuova edizione del Tramonto dell'euro la apprezzerei e comprerei. Certo, la domanda sottointesa è se sia opportuna una nuova edizione o basta una ristampa.
    Da un punto di vista puramente intellettuale e culturale, 14 anni in più di serie storiche da un lato irrobustiscono l'analisi, e dall'altra le confermano la palma di preveggente. Il che merita una pubblicazione.
    C'è poi un secondo aspetto: quel libro segna anche l'avvio di un discorso culturale e politico (in senso proprio), che è continuato in questa comunity e nel suo impegno parlamentare. Può valere la pena raccontare questa storia, come percorso dall'analisi accademica alla presa di coscienza pubblica e politica.
    Se poi l'onere che comporta la scrittura di una nuova edizione sia compensabile con la tiratura prevista dal libro, non so valutarlo ma capisco che è un ulteriore punto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente nella nuova edizione andrebbero aggiunte una decina di pagine all’antefatto, e naturalmente scritta una nuova introduzione.

      Elimina
    2. …anzi: forse potrei proprio partire da lì per capire se mi va di farlo!

      Elimina
    3. P.s.: la tiratura non è un problema. Non mi aspetto i 25.000 della prima edizione e comunque non si vive di libri, a meno che non si sia la Rowling!

      Elimina
    4. Rowling?
      Perché no?
      .
      L’euro e la pietra dello scandalo.
      L’euro e la camera dei bottoni.
      L’euro e il prigioniero della bce
      L’euro e il calice amaro.
      L’euro e l’ordine da Francoforte.
      L’euro e il principe uva.
      L’euro e i doni dell’europa.
      .
      Si potrebbe ricavarne anche dei film…
      😊

      Elimina
    5. hahahaha l'idea più geniale della terra 🥹🤩

      Elimina
  37. Disperatamente: Sì ! Sarebbe meglio una nuova edizione. Più è documentata la storia passata, più è aggiornato il percorso, con le conferme e le nuove scoperta, e - dalla continuità di un percorso - meglio si può cogliere come sia giusta e rigorosamente scientifica da direzione che si sta seguendo. Sarebbe un utile strumento per affrontare, con sicurezza, e portando documentazione, confronti, o per fare interventi, ricorrendone l'occasione, anche a chi ha qualche anno di età e completato gli studi in un passato ormai remoto. Grazie Prof per tutto quello che ha fatto e fa, attraverso lo strumento di goofynomics, e grazie alla stupenda squadra che ha saputo costruire con A/simmetrie.

    RispondiElimina
  38. La ristampa è facile da giustificare commercialmente perché avrebbe sicuramente mercato tra gli adepti, ma non avrebbe alcun impatto culturale. Al più si potrebbe aggiungere una prefazione o un'appendice, giusto per ricollegarsi al presente.

    La riedizione suona come un cattivo compromesso tra una ristampa e un libro nuovo. Meglio scrivere un'opera nuova se l'obiettivo è espandere la platea e raggiungere nuove persone. Gli orizzonti che si intravedono in questo 2026 sono molto più ampi di quelli che si riuscivano a scorgere nel 2012.

    RispondiElimina
  39. Una riedizione con titolo "Noi pensavamo... ", magari UVA fa pure la recensione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, quattordici anni dopo il tema della responsabilità politica non può non essere affrontato, questo è chiaro, e sicuramente ha più titolo di farlo chi ha detto prima quello che sarebbe successo dopo, no?

      Elimina
  40. Farne una riedizione per chi? Potrebbe essere fatta per i veterani del blog e gli affezionati, in questo caso saremmo più dalle parti dell'oggetto da collezione, potrebbe anche allontanare gli ultimi arrivati o gli interessati ancoraal margine, effetto "cena di classe degli altri" dove si parla di aneddoti interessanti ma, che non avendo vissuto direttamente, non si capiscono fino i fondo. Secondo me potrebbe essere più utile una riedizione sottoforma di nuovo testo, partendo da un nuovo titolo: "Fate presto!" o anche "Quando c'era LVI", dove mettere in fila tutta la serie di allarmi lanciati e puntualmente smentiti (dal MES alle mascherine) fino all'ultimo allarme che speriamo di poter presto sentire e naturalmente smentire.

    RispondiElimina
  41. Onestamente, dopo averlo letto e constatato i QED che la storia recente ci ha consegnato, credo che sia giunto il momento della riedizione riveduta e ampliata, principalmente per 2 motivi: primo, il punto di vista dell'autore si è arricchito dall'esperienza politica, secondo, ci sono in giro brutte copie di critica alla UE, che stanno avendo successo sui social, ma da una prima veloce lettura sembrano una riedizione colta e tecnica del grillismo. Onde evitare ulteriori utili idioti al servizio del sistema, occorre che sia rispiegato(come dice on. Borghi) che non esiste una UE possibile fatta da politici diversi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mela in effetti difficilmente cade lontano dall’albero.

      Elimina
  42. Una riedizione con integrazioni, risposte ad obiezioni ed eventuali correzioni, alla luce di quanto è accaduto negli ultimi anni. La pubblicherei 3-4 mesi prima delle prossime elezioni nazionali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prima credo sia difficile. Correndo molto potrei presentarlo al #goofy15.

      Elimina
  43. Noi potremmo contribuire, in qualche modo, a questa nuova edizione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo state già facendo! Qualsiasi suggerimento sull’organizzazione del materiale sarà considerato (finora mi pare ne emergano due: scolii, o post-scriptum, come libro autonomo).

      Elimina
  44. Ho sempre sperato ed atteso in un aggiornamento del Tramonto dell'Euro. Focalizzato sulle ragioni per cui l'Euro invece che implodere ha "integrato" altri Paesi come Croazia e Bulgaria. Una riflessione sul perchè l'UE invece che essere un processo di integrazione culturale, sociale ed economica è diventata causa di divisioni ed impoverimento economico. Un libro capace di riflettere, alla luce di quanto sta avvenendo fuori dall'Europa, su quali potranno essere i prossimi nefasti accadimenti. Magari partendo dalla conclusione del QUED di Montesilvano, in cui si paventano inquietanti scenari a causa dell'enorme debito mondiale, pubblico e privato, che dovrà essere rifinanziato entro il 2027 in una situazione in cui il settore privato si indebita per finanziare operazioni diverse dagli investimenti e che quindi non genera ricchezza a sufficienza per ripagarlo. Insomma un libro molto impegnativo che probabilmente mal si sposa con l'impegno di un parlamentare molto attivo. Ci pensi, professor Bagnai. Potrebbe essere un'opera molto utile quanto il Tramonto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proposta: e se lo ristampassimo tale e quale ma aggiungendo la sigla “PA” al titolo?

      Elimina
    2. Anche io, per quello che vale la mia opinione, cambierei il titolo in "IL TRAMONTO DELL'EUROPA", cosi' i marchettari piddini non potranno etichettare il testo come "no-euro" (tanto leggono solo le copertine); magari con sottotitolo "Una guida per capire cosa è accaduto, sta accadendo e accadrà nel Vecchio Continente".

      Elimina
    3. @AlbertoBagnai la ristampa tale e quale al tuo primo libro sì va benissimo 😍

      Elimina
  45. Sì, c’è bisogno come del pane di una ristampa, specie per i più giovani e i ritardatari meno giovani, che evidenziasse cosa si poteva dire all’epoca e perché: ma con una appendice di scholia e aggiornamenti che rendano il tutto più attuale. Il problema è che nel TdE ci sono delle parti che poteva permettersi di dire il Bagnai prof, ma che non credo sia opportuno che dica il Bagnai politico: specie in questa fase storica in cui è stata scelta una modalità d’azione meno gladiatoria, più sotterranea e per questo anche più efficace. Non credo che si renderà necessario nascondere l’essenziale, visto che la Storia comunque non si ferma con le mani, ma certo sarà opportuna un po’ di prudenza politica. Insomma la prima parte, con la ristampa tale e quale, rappresenterebbe il punto di vista del Prof all’epoca; la seconda parte quello del Politico oggi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dividerei il problema in due: le cose che oggi non direi perché so come funziona la politica, e le cose che non dovrei dire essendo in politica. Sai farmi qualche esempio del secondo tipo? Che cosa ti sembrerebbe inopportuno oggi?

      Elimina
    2. Per esempio, nel capitolo “Exit strategy for dummies” non penso che dovresti (né potresti) scrivere il paragrafo “La fase uno: attaccheremo all’alba”. Intendiamoci: anche riletto oggi, non mi sembra affatto sbagliato. Ma è certamente inopportuno sul piano politico: immagino certi alti papaveri quanto abbiano sudato freddo, e quanto si siano preparati ad impedire quel tipo di esito. Ma è anche inopportuno per gli elettori, che potrebbero illudersi di una soluzione rapida (è capitato anche a me). Oggi solo i tuttosubitisti e gli zerovirgolisti non hanno ancora capito che l’Italexit è una faccenda molto più lunga, che richiede una lunghissima preparazione culturale e politica: la parte tecnica è solo un dettaglio.

      Elimina
    3. Ma quella è appunto una parte che oggi non scriverei perché ho una visione più corretta e nitida del processo decisionale! Non a case nelle ristampe sbiadite la ritrovate pari pari… 😂

      Elimina
    4. Ma quello che scrive queste ristampe sbiadite è un famoerpartitista qualunque o c’è qualcosa in più?

      Elimina
    5. Scusa, A., puoi dirci da quanto sei con noi? A chi si lu fije?

      Elimina
    6. Avevo letto male mi sa, paaaardon :)

      Elimina
    7. Forse ho interpretato male la domanda, o forse i due insiemi hanno intersezione non vuota: il paragrafo “La fase uno: attaccheremo all’alba” mi pare un esempio sia di qualcosa che non scriveresti più perché sai come funziona la politica, sia di cosa da non scrivere essendo in politica. In generale, dare troppi dettagli su come si può procedere operativamente per l’Italexit mi pare inopportuno in quanto politico (perché dare informazioni al nemico, che le userebbe per intralciare le operazioni?), ma non penso neppure lo faresti più, perché essendo un politico sai come funziona: diciamo che tacere e pedalare è stato probabilmente l’insegnamento più prezioso dell’affondamento dei miniBOT.

      Per il titolo, mi piace molto l’aggiunta di PA al vecchio titolo, magari evidenziando in rosso “EURO”, come da vecchia grafica.

      Elimina
  46. Il titolo " Il tramonto dell'Europa" sarebbe perfetto e probabilmente attirerebbe più lettori.

    RispondiElimina
  47. Sì, possibilmente con un capitolo/introduzione/postfazione in cui si aggiorna il lettore su cosa è successo da allora ad oggi e e sui possibili scenari futuri. Il tramonto dell'Europa va bene ma anche Il tramonto dell'euro e dell'Europa. Fermo il resto.

    RispondiElimina
  48. Perché non definirlo sequel, intitolandolo semplicemente “IL TRAMONTO DELLA UE”? 👋🏼

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché mi sa che finisce con "l'alba dell'Asse2.0". Insomma, vende il lieto fine non l'apocalisse.
      Tranne per Terminator, ma quello è un film.

      Elimina
  49. L'idea degli scolii è buona, ma a questo punto potrebbe essere anche un libro a sé, senza diretta relazione con il TDE. Partendo da una parola-titolo (Scienza; Surplus; ecc. ), ad esempio, fare un distillato del tuo pensiero in capitoli indipendenti, sul tipo delle semine video. Queste non sono necessariamente legate le une alle altre per dimostrare una tesi, come è d'uopo fare in un libro e come era nel TDE. Il vantaggio è che non dovresti pensare ad una articolazione degli argomenti lungo tutto il libro, ma puoi limitarti al capitolo. Non so se sono riuscito a spiegarmi, lo spero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. un'idea interessante per nulla banale 🤗

      Elimina
    2. L'idea è molto accattivante, ma ci vedo un problema, e può essere che ce lo veda solo io, che sono non solo arrivata tardi (e non ho letto il TDE), ma anche piuttosto ignorante e caotica: la mancanza di articolazione è gustosa, intellettualmente stimolante, ma rischia di essere poco accessibile ai 'nuovi'... O meglio, il suo apparire più accessibile rischia di non esserlo affatto. Personalmente, credo che Davide e FraCarbonchi siano le due persone che meglio espongono il come ed il perchè una riedizione non sarebbe solo gradita, ma anche importante. Può accompagnare molto meglio nella comprensione di ciò che è accaduto, accade ed accadrà. Il passaggio poi dalla visione di accademico a quella di uomo politico è altrettanto fondamentale, anche perchè non credo che sia una cosa che qualcun'altro possa offrire.

      Elimina
    3. Il Tramonto non può essere a mio modesto parere né cimelio per gli affezionati né una saga infinita come la DC comics.
      Serve una biblioteca del nostro punto di vista, cioè di voi autori che tra le fonti primarie vi citate a vicenda e costruite la visione che ci ha portati qui.
      Anche sulla complessità dei temi ho delle riserve, perché ricordo il mio approccio sia al Tramonto che alla Lira può farcela, serve tempo e passare agli eventi "live" per capire; motivo per il quale dubito delle capacità di comprensione del lettore che arriva dagli ortotteri.

      Elimina
  50. Un libro in stile "Vent anni di sovranismo" ma attraverso le sue lenti... Sicuramente avrà tanti aneddoti da raccontare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, questo proprio no. Vedi sotto la risposta ad Andreas sul fare un nuovo libro, con l’aggiunta di un dettaglio: a me non interessano le collezioni di aneddoti e il feticismo dell’osservare dal buco della serratura i processi storici, per quanto possano essere di interesse per alcuni. Se avrò tempo e voglia di scrivere delle memorie, saranno delle memorie che potranno essere lette solo quando io non ci sarò più.

      Elimina
    2. Okkk allora speriamo di leggerlo tra minimo 100 anni... Allora serve secondo me un riassunto... Un libro di 100/200 pagine con un costo sui 20€ massimo.
      Perché altrimenti diventa impegnativo e solo per una piccola nicchia. Però c'è da dire che ci vuole anche la Bibbia anti euro certo, la summa che sviscera ogni questione..

      Elimina
  51. SI ASSULUTAMENTE SIIIIII ... nel frattempo devo recuperare la prima edizione del libro che prestai ad una conoscente tempo fà...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prestare libri è un errore di cui ci si pente sempre troppo tardi.

      Elimina
  52. buongiorno, a proposito di risvegli (e dove trovarli):
    https://valori.it/banche-centrali-sfida-climatica-indipendenza/
    che cita nientepopòdimenoche
    https://www.lse.ac.uk/granthaminstitute/publication/revisiting-central-bank-independence-for-the-climate-era-insights-from-the-peoples-bank-of-china/

    RispondiElimina
  53. Invece caro dottore ci vuole una riedizione aggiornata.Di questi tempi si parla sempre di geopolitica,che e' una disciplina vaga che serve solo per confondere le idee,per perpetuare la guerra attuale su cazzate come etnia,religione etc.
    Una bella dose di economia di base ci vorrebbe per capire come funziona il mondo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, #aaaaaggeobolidiga è l’ultimo rifugio degli ignoranti di macroeconomia, questo ormai lo abbiamo capito. Mentre qui abbiamo sempre detto che le valute che gli ignoranti chiamano fiat erano garantite dal plutonio (e quindi non abbiamo mai sottaciuto l’importanza dei rapporti di forza), nell’altro campo, quello dei negazionisti dell’economia, che fino a ieri erano non a caso pro-euro, la rilevanza di concetti economici fondamentali, come ad esempio la dinamica dei saldi settoriali, è sempre stata sminuita (per l’ottima ragione che non la si capiva). Quindi sì, sono d’accordo: non ci vuole più Europa, ci vuole più economia!

      Elimina
    2. Nel frattempo però abbiamo "più Mercosur".
      E la cosa che più mi irrita è il salvataggio lanciato a Macron che può raccontare di essersi battuto "pour la France", ma
      Inutilmente avendo l'ambasciatore italiano votato per gli interessi tedeschi.
      Chissà "il nostro" avrà pigiato il pulsante sbagliato ? Attendiamo lumi dalla Garbatella....

      Elimina
  54. La ristampa a quale pro? Ormai sono dati passati. Però Claudio ha lanciato l'idea di una biblioteca del "sovranismo" e su questo ha la vista lunga.
    Anche perché mi sono avvicinato ai misteri di Montesilvano passando prima per le matte risate dei libri (uno solo è stato sufficiente) di Friedman (il famoso ballerino), il girare attorno al punto di Varoufakis, poi qualcuno mi ha fatto notare un oscuro professore di economia che aveva anche un blog e ora assisto all'evento di a/simmetrie annuale.
    Una ristampa riveduta (togliendo la to-do list) servirebbe agli altri. Servirebbe forse anche un seguito, ma credo sia piuttosto fosco visto che termina con una guerra civile/mondiale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento mi aiuta a focalizzare un punto che mi sembra sfugga un pochino a tutti. “Il tramonto dell’euro” è un classico. Fatti tutti gli scongiuri e le debite proporzioni, chiedersi se ristamparlo o meno è un po’ come chiedersi se ristampare o meno i Promessi sposi (anche nel tramonto c’è una promessa, in effetti! 😇). Non so se ve ne siete accorti, ma stiamo ragionando di un gigantesco QED: vi avevo promesso che il tema dell’euro sarebbe tornato di moda, ed è tornato di moda, occupato in modo più o meno opportunistico da persone che non hanno la profondità di analisi cui qui siamo abituati. Non possiamo privare il mercato delle idee dell’offerta più strutturata che sia stata prodotta in questa nicchia specifica. Questo lo dico a tutti quelli che “devi fare un nuovo libroooh!” (in varie declinazioni). Il tramonto deve comunque essere in commercio. Se non avessi un ruolo politico, ovviamente mi porrei molti meno problemi, più che altro perché vivrei nella beata ignoranza della concretezza dei processi politici in cui vive la “concorrenza” in questa nicchia del mercato delle idee e non sentirei quindi il bisogno di adeguare di conseguenza la parte normativa del testo. Detto questo, è evidente che non solo i dati, ma anche la letteratura scientifica nel frattempo è cambiata, e guarda caso, nel 70% dei casi è cambiata venendoci incontro! Il problema è come gestire questo dato in modo funzionale dal punto di vista editoriale (cioè senza far lievitare eccessivamente il volume) e non stucchevole dal punto di vista narrativo (cioè, senza che diventi un ripetitivo #VLAD). Faccio notare un dato che ci aiuta: la merda propinata dagli operatori informativi è esattamente la stessa oggi come 14 anni fa (erdebbitopubblico, ernanismoimprenditoriale, ecc.). Quindi tutto il debunking delle stronzate fascioautorazziste dei merdia fatto all’epoca in realtà è ancora perfettamente attuale. Questo semplifica notevolmente il lavoro.

      Elimina
    2. Con un po' di fortuna, lo storico che cercherà di capire che cosa è successo 300 anni prima, avrà tra le mani il tramonto dell'euro e andrà a verificare i dati storici seguendone la bibliografia perché il PIL si è fermato in vent'anni.

      Elimina
  55. ceeerto che c'è bisogno, c'è sempre bisogno di classici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti, il fatto che su Amazon sia in vendita a quasi 200 €, dovrebbe dirci qualcosa. Ci ragiono ancora un po’ su e poi vi dico.

      Elimina
  56. Buongiorno, scusi il disturbo. Non ho altro modo di contattarla. Volevo esprimere i miei dubbi sulla riduzione della seconda aliquota irpef del 33%: la Bustapaga racconta una storia molto diversa
    Tutti a dire che nel 2026 non è giusto il taglio dell’aliquota #IRPEF del 2% solo per i redditi sopra i 28.000 euro.

    Peccato che proprio quei #redditi siano gli stessi che perdono la #detassazione al 5% sugli aumenti da rinnovo CCNL, riservata a chi non supera i 33.000 euro di reddito.

    Per chi ha una RAL borderline, basta sforare di poco quella soglia – magari proprio per effetto del rinnovo – per uscire dall’agevolazione.
    Risultato: l’aumento viene tassato ordinariamente e il netto in busta diminuisce.

    Ad esempio: un lavoratore con RAL a 38.000 euro, nonostante la riduzione dell'aliquota Irpef, "perde" netto in busta nel 2026 per oltre 700 euro annui!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La ringrazio. Questa storia dell’indirizzo email la qualifica come grillino (chi è qui da tempo ricorderà… 😂) ma se era un test per vedere se “Bagnai pubblica i commenti scomodiih11!1!1! WPEPPE!” il test direi che è superato. Ogni sistema a scaglioni ha effetti paradossali più o meno accentuati attorno al margine, è senz’altro un male ma visto che nessuno ha voluto prendere sul serio Armando Siri mi sa che ci sarà poco da fare.

      Elimina
  57. Direi che ci sarebbe bisogno sia di una ristampa del "Tramonto" sia di un nuovo libro che racconti i vari QED da allora. Oppure sarebbe bello che scrivesse nei ritagli del tempo che non ha un manualetto di macroeconomia "for dummies" dove spiega i saldi settoriali, la correlazione investimenti/disoccupazione ecc. Il Bagnai al posto del Bignami insomma...

    RispondiElimina
  58. Ho letto tutti i commenti. Avevo scritto che la riedizione non serve (pensavo ad un rifacimento) ma che forse meglio un sequel. Il prezzo di Amazon riflette un interesse che potrebbe essere utilizzato per intercettare chi ancora non ha le idee chiare.
    Nuova edizione con appendice sarebbe ottimale (tante cose sono cambiate e molti non hanno capito perché né come).
    Comprendo che l'impegno potrebbe essere molto oneroso.

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.