mercoledì 16 agosto 2023

Frenkel goes to Albania

In rapida continuità col post precedente, diamo una spolverata al nostro palantìr, l'identità dei saldi settoriali, per mettere nel corretto contesto la notizia del giorno: il prezzo di una vacanza in Albania è pari al -248% di quello di una vacanza in Italia. Non ci credete? Malfidati! Lo dicono la Stampa e il Messaggero:



e apprezzerete che il Messaggero ha interiorizzato la regola principe della "comunicazzione credibbile": non dare mai cifre tonde, che trasmettono un senso di approssimazione. Bisogna sempre dare il numero esatto: 248, non 250!

(...la Stampa poi ha corretto il tiro, sputtanando la legione di sciagurati imbecilli che si erano affrettati, con lo zelo del neofita, ad avvalorarne la fantasiosa tesi secondo cui esisterebbero prezzi negativi - se non la capite, siete in buona compagnia, e ve la spiego dopo - mentre il Messaggero ad oggi mi risulta ancora attestato su questa bislacca posizione: tenete presente che questi vi informano sulle dinamiche economiche, e questo, come ci siamo sempre detti, spiega tante cose...).

Lascerei per un attimo da parte questo folklore (ma, ripeto, poi dovremo tornarci) e andrei allora a vedere che cosa succede in Albania, quale sia la spiegazione del miracolo albanese, di questo nuovo giardino dell'Eden dove ti pagano per andare. In effetti, la nostra "legge di Lavoisier", come l'ho chiamata nel post precedente, cioè l'identità dei saldi settoriali, ci fa immediatamente capire che, tanto per cambiare, a pagare siamo noi, e, come al solito, non v'è certezza di rivedere i soldi indietro.

Mi piacerebbe potervela fare corta, e basterebbe questo grafico:


ma siccome oggi sono generoso, vi regalo un altro grafico:


Ecco: ora i più anziani dovrebbero essere in grado di spiegarci che cosa sta succedendo in Albania. I meno esperti potrebbero aiutarsi con questo post, che (ri)spiega come funziona il primo grafico (e quindi aiuta, ad esempio, a capire come mai il fatto che la linea rossa superi quella nera nel secondo grafico è coerente col fatto che la linea azzurra sia negativa nel primo).

Aggiungo un dettaglio. Come tutti i miracoli, anche quello albanese può essere letto in diversi modi. Avrei voluto leggerlo come lessi a suo tempo quello lettone, ma... purtroppissimo Eurostat non fornisce i dati su salari e profitti necessari per esplicitare i riflessi distributivi di questa dolce vita coi soldi altrui. Cercherò nelle statistiche nazionali, se avrò tempo, oppure potrete farlo voi. La dinamica della quota salari però diventerà interessante dopo, quando la riga azzurra dovrà tornare positiva.

E ora vi lascio: chi ha capito spieghi, chi non ha capito chieda, di percentuali parliamo un'altra volta: si sono svegliati tutti e mi saturano la banda, devo (per fortuna) smettere...

33 commenti:

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  2. Stanno finanziando deficit e investimenti con esportazioni, presumo turismo. E mentre il debito pubblico si mantiene sul livello 60-80% del PIL, quello privato sta skyrocketing (come dicono i pireviúd). Interessante notare che chi ha soldi li porta all'estero. Insomma, arrivano capitali dall'estero per alimentare turismo e vogliono essere remunerati. Sarebbe interessante vedere lo spaccato degli investimenti. My two cents: costruzioni (tanti bei resort e seconde e terze case). Da vedere la dinamica dei prezzi degli immobili (una bella bolla?). Mi sa che Frenkel è in vacanza a Tirana.
    Comunque, se posso permettermi l'aneddotica nel mio piccolo, i soldi ai Balcani occidentali glielo diamo in maniera anche direttamente intellegibile. Sono in vacanza in Montenegro, che non è al momento UE, e non potete capire quanti servizi e facilities portano la generosa targhetta "finanziato da Bruxelles". Che generosi che siamo! Che munifici! Poi mi viene in mente la faccia digrignare di qualche euroburocrate che ci fa la morale su come spendere i soldi e mi sale il piromane. Buone vacanze.

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    1. Sei sicuro? Guarda che in questo grafico il saldo delle partite correnti entra a segno invertito (perché viene letto come saldo finanziario del settore estero).

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    2. che sarebbe il segno "-" prima del CA , quindi i valori che si trovano sopra lo zero sono valori negativi, giusto?

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    3. In effetti errore da matita rossa. A mia parziale giustificazione, il fatto che ho letto il post in tre minuti tre e scritto la risposta in sette, tutto dal mobile, come attestano anche i non pochi errori grammaticali, e per giunta sotto lo sguardo scrutatore e severo della mia compagna che poco gradiva la mia scarsa attenzione (verso di lei) in quella che a tutti gli effetti era la pausa per la nostra colazione. Comunque, errore grave.
      Riassumendo, finanziano deficit del settore pubblico e investimenti con capitali dall'estero perché il saldo delle partite correnti è negativo. Il resto dell'analisi precedente si tiene ed è in linea col suo post più recente.
      In ogni caso, mi incuriosisce la crescita relativa del credito verso l'estero. E' credito dei residenti albanesi. Chi può mette in sicurezza il grano in valuta più pregiata? Un'altra caratteristica del ciclo, immagino.

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  3. Vabbè d'altronde in questo caso Chi è che non lo farebbe? Se costa meno o per un motivo o per un altro se non è tanto distante lo fai comunque

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  4. Il saldo delle partite correnti è sempre stato pesantemente negativo, e negli anni 1990 veniva finanziato principalmente da deficit di spesa pubblica. Progressivamente la spesa pubblica si è ridotta e gli investimenti (alias "gross fixed capital formation") sono incrementati notevolmente passando da 100 miliardi di Lek nel 2000 a ben 400 miliardi di Lek nel 2008! Nel grafico questa dinamica è visibile nella linea azzurra che precipita da +5% a -10% del PIL nel decennio 1999-2009. Come conseguenza il saldo delle partite correnti raggiunge un notevole picco del -15% del PIL nel 2008: lo stesso valore della Grecia. Quando parte la crisi finanziaria del 2008-2010 con conseguente stretta del credito, l'Albania cerca di ridurre il suo notevole deficit commerciale tagliando gli investimenti (o semplicemente le prestano meno soldi?): la quota investimenti nel 2008 ritorna dai 400 miliardi di Lek a circa 100 miliardi di Lek annuali. Ovviamente tutto l'indebitamento avviene nel settore privato, cui il resto del mondo continua a prestare sempre più soldi, mentre le finanze pubbliche sono apparentemente stabili anche se comunque il deficit di spesa pubblica è oscillato attorno al -5% del PIL nell'ultimo decennio.

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    1. Cosa intendiamo per "finanziare il saldo delle partite correnti con deficit di spesa pubblica"?

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    2. Intendiamo che nel 1997 gli investimenti erano ancora bassi ed il deficit commerciale era causato più da consumi che da investimenti. I consumi del settore privato erano sostenuti (indirettamente?) da deficit di spesa pubblica attorno al 10% del PIL. A partire da quel punto, che corrisponde alla nascita di un nuovo regime politico e di "apertura ai mercati", il resto del mondo inizia a prestare soldi all'Albania e parte la dinamica di crescita degli investimenti e di indebitamento del settore privato con l'estero.

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    3. Sinceramente un insegnate di economia avrebbe difficoltà a darti un voto, perché non è che si capisca molto! Prima hai parlato di spesa pubblica che "finanzia" le partite correnti, ora tiri fuori gli investimenti privati, ma anche in questo caso secondo me non si può giungere a una conclusione definita. Il surplus finanziario del settore privato all'inizio del periodo POTREBBE essere dovuto alla dinamica degli investimenti privati, ma per saperlo dovremmo appunto andare a guardare gli investimenti privati...

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    4. Confesso: sono ingegngngniere. Però ho cercato dati sulla "gross fixed capital formation" dell'Albania prima di rispondere e gli investimenti privati erano più bassi dal 1992 al 1997, fermandosi ad un 20% circa del PIL. Dal 1998 inizia un balzo che porta in pochi anni gli investimenti attorno al 37-38% del PIL, e credo che questa sia la prima fase del ciclo di Frenkel in cui i mercati inondano di capitali il Paese.

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  5. Parlo da autodidatta perdonate corbellerie, strafalcioni, o baggianate, ma ci provo.
    Praticamente invece di far crescere la loro economia utilizzando la loro banca centrale stanno ricorrendo all' indebitamento privato con l' estero, che siamo noi, ergo, paghiamo noi.
    Tutto cio ' credo sia enormemente agevolato da un LEK sotto stereoidi che a partire dal 2015 a guadagnato terreno sull' EURO con andamento parabolico.

    https://www.google.com/finance/quote/ALL-EUR?sa=X&ved=2ahUKEwiV4euzguGAAxXeIhAIHeKoCzcQmY0JegQIDRAr&window=MAX

    Odore di Grecia.

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    1. La domanda è: come si fa crescere un'economia "utilizzando la banca centrale"?

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    2. La tensione si alza e io ho paura di fare una figuraccia, detto cio' siamo in ballo tanto vale ballare.
      Risposta:
      Se si e' in contrazione economica, facendo indebitare aziende e famiglie non con istituzioni extra nazionali ma con la propria banca centrale, atraverso il deficit di bilancio.
      In questo modo non mi affido a istituzioni estere per sostenere la mia crescita.


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  6. OT:
    Soros dice che se ne va dall'EU
    Mi chiedo quali siano i veri motivi di questa "ritirata".
    Il vento (politico) ha cambiato direzione?
    Scarse prospettive di ritorno degli investimenti (economie in affanno)?

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    1. Il tema Soros mi appassiona pochissimo. Lo so, sono un ingenuo.

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  7. È il “ciclo” si ripete(ra') : https://goofynomics.blogspot.com/2023/01/sono-tornato-sulla-croazia-leuro-i.html
    Comunque “Frenkel goes to Albania” è fantastica! Oltre a farmi ridere 5 min, quasi non serviva leggere il post.

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  8. Porti pazienza, sarò smemorato io, ma non so quanti ricordino i titoli di post di 10 anni fa. Poi uno appare quando commenta, non quando legge.

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    1. Ma certo! Non prendertela, non volevo essere aggressivo!

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  9. Off topic. Posso chiederle se è stato proposto dalla Lega quanto contenuto nell’ art 5 coma 1 alla lettera d) 1) della delega al Governo per la riforma fiscale pubblicata in Gazzetta con legge 111 ( riguardo ai redditi di natura finanziaria, ossia prevedere un’ unica categoria reddituale ). La ringrazio se vorrà rispondermi.

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    1. Sinceramente non me lo ricordo, io mi sono dovuto concentrare su temi più controversi e non mi pare che preesistesse una nostra pdl avente a oggetto questo tipo di razionalizzazione. Perché?

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    2. Perchè è un tema che mi sta a cuore in quanto stortura fiscale. Uno degli es di come il fisco italiano con due mani prende e una dà ( come avevo avuto modo di proporre nel suo post IL PROGRAMMA del 1 agosto ). Quindi mi avrebbe fatto piacere fosse stato proposto dal partito che ho votato. Così non fosse, cmq l' importante e' che qualcuno della coalizione lo avesse nel mirino. Mi auguro il Governo abbia tempo e risorse per risolvere la questione.

      "Luca Baldan 2 agosto 2022 alle ore 17:06
      Buona sera Senatore. Non credo possa essere considerata una priorità, ma cmq per molti é una stortura da sistemare : dare la possibilità a chi opera nei mercati di poter recuperare le minus con guadagni siano essi derivanti da redditi di capitale o da redditi diversi. Magari ce l' avete gia' in lista ma credo di non averne mai sentito parlare. Credo di aver capito che la legislazione in merito non sia cosi semplice come sembra. Ma per chi la subisce e' un non senso. Grazie."

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    3. Sottoscrivo, la compensazione delle plusvalenze con minusvalenze solo se prodotte da strumenti finanziari diversi e specifici (es. azioni vs ETF) sembra un delirio burocratico senza alcun senso, prodotto immagino da strati normativi non armonizzati circa la classificazione dei redditi prodotti.

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  10. Feci tesoro del post del 2015. E adesso mio figlio, che é giovane, lavora all'estero con l'estero ed è una volpe di Moody's. E poi non mi si venga a dire che non ho fiducia in Goofy.

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    1. A qualcuno queste analisi sono servite per capire il da farsi. Tuttavia per capire che l'UE sta affondando e che alcuni vasi sono (o sembrano) di coccio non è necessario frequentare il Dibattito.

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  11. Il Paese è strutturalmente in deficit verso l'estero ed il saldo negativo delle CA è esattamente pari all'eccellenza degli investimenti nazionali sul risparmio nazionale più il disavanzo del settore pubblico. Gli amici albanesi, dunque, finanziano strutturalmente con importazione di capitali consumi ed investimenti e dunque importazioni ed investimenti. Negli ultimi anni (dal 2020) si intravede un inasprimento della politica di bilancio con t-g verso l'alto, si tomo di un inizio di austerità ? Di sicuro questo costante indebitamento con l'estero presenterà il conto, anche in considerazione delle politiche monetarie restrittive e l'aumento dei tassi di interesse praticati dalle principali banche centrali in giro per il mondo.
    Un saluto
    Giuseppe

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    1. Grazie Giuseppe, questa finora mi sembra la spiegazione meglio espressa. L'Albania si sta indebitando fortemente con l'estero, e in particolare lo sta facendo il suo settore privato. Qualcuno, in Albania, dovrà restituire questi soldi. Riuscirà a farlo facendo pagare un lettino il -248% in meno che in Italia? Credo di no. Non ho mai visto un avvicinamento al redde rationem così catastrofico. Certo, un occhio di riguardo "geopolitico" per un Paese così strategico rispetto al progetto di egemonia sui Balcani bisognerà pur averlo. Ma il punto debole de #aaaaaggeobolidiga resta sempre il ragionamento da "teatro dei pupi": aggermania, akernoiropa, ecc. Le cose in realtà sono molto più prosaiche: se loro hanno preso tanti soldi, qualcuno gli ha dato tanti soldi: quel qualcuno è molto esposto, e quando non rientrerà si manifesteranno problemi, con verosimili conseguenze sistemiche, ovviamente attenuate dalle dimensioni infime del Paese: il Pil dell'Albania è lo 0.13% di quello dell'Eurozona (17 miliardi di euro rispetto a 13422 miliardi), molto inferiore a quello della Grecia, che era intorno al 3% e ora, grazie al salvataggio, è all'1,5%. Gli ordini di grandezza aiutano a capire (e in questo caso anche a salvare).

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  12. Successione di post come non se ne vedevano da anni! Forse qualche giorno di riposo ha dato ottimi frutti. Daje!

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  13. Non so di Frenkel, ma i miei conoscenti albanesi che hanno un fracco di parenti lì non sono affatto contenti, i salari viaggiano tra 3-400 euro e il costo della vita aumenta in modo vertiginoso. L'Albania è conveniente per noi ma non per loro

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  14. Per alcuni aspetti sembra di rividere "LA MORALE DELLA FAVOLA IRLANDESE", e gli "IDE DI MARZO", inoltre l'andamento del debito netto estero ricorda la dinamica di quello Spagnolo precrisi.
    D'altronde il famoso studio di Manasse e Roubini del 2005 che ci hai citato in vecchi post (questo :
    "Rules of Thumb" for Sovereign Debt Crises"), dice che oltre un certo limite di debito estero, o rientri dal debito, o la baracca salta.

    P. S. Parlando di un altro paese dei balcani, la Croazia, ho avuto recentemente occasione di parlare con alcuni croati che vivono in Italia da anni e mi hanno riferito che con la recente entrata nell'euro, i prezzi sono aumentati molto e il paese ha già iniziato a soffrire. Si prevede l'ennesimo "successo dell'euro".

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  15. «There ain't no such thing as a free lunch»
    or
    «Timeo Emu et dona ferentes.»

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