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martedì 17 luglio 2012

L’unione monetaria non è la cura per i problemi di bilancia dei pagamenti

Ricevo dall'amico Tony Thirlwall una serie di interessanti suggerimenti sulle famiglie infelici, e un suo articolo apparso sul Financial Times del 9 ottobre 1991, che a dire il vero mi era già stato segnalato da quello col burka (istwine), ma che mi ero poi dimenticato di passarvi. Apppproposito: ma ti berlusconizzi ogni tanto? Tu pensi troppo all'economia, caro ist, non vorrei proprio essere la tua ragazza (o il tuo ragazzo, visto che porti il burka...).
In un periodo nel quale tutti dicono che l'avevano detto o che avrebbero voluto dirlo o che l'ha detto un amico loro, e nel quale l'intera storia della scienza economica da Senofonte in poi viene rivisitata per dimostrare le profonde radici storiche della MMT, mi sembra utile farvi leggere il lavoro di uno che l'aveva detto e l'aveva capito sul serio (e che tra l'altro, dicendolo di fronte al Parlamento, contribuì a non far entrare l'Inghilterra in questa merda: e se volete poi vi traduco anche il testo della sua audizione parlamentare, quello ce l'ho solo io... almeno quello!).
Enjoy irresponsibly!




In un mondo con molte valute, i problemi di bilancia dei pagamenti di un paese sono  essenzialmente problemi valutari, derivanti dal fatto che per uno specifico tasso di crescita e per un dato livello di disoccupazione il paese non ricava dalle sue esportazioni abbastanza valuta per pagare le importazioni, dato il tasso di cambio. In queste circostanze ci deve essere un continuo indebitamento estero, oppure qualcosa deve adattarsi: la crescita, l’occupazione, o il tasso di cambio[1]. In questo senso, da anni l’Inghilterra è afflitta da problemi di bilancia dei pagamenti.
Questo significa che se l’Inghilterra aderisse ad un’Unione Monetaria dotata di una singola valuta le sue difficoltà con la bilancia dei pagamenti svanirebbero da un giorno all’altro? Certo, non ci sarebbero più tassi di cambio da difendere, ma ci sarebbero sempre squilibri fra importazioni ed esportazioni che non sarebbero risolti né facilmente né spontaneamente da prestiti e investimenti privati, o da trasferimenti fiscali pubblici in un’unione di tipo federale.
Quelli che dicono che i problemi di bilancia dei pagamenti scomparirebbero ricorrono all’analogia fra le regioni di una nazione, che per definizione usano una singola valuta nazionale. Ora, noi non parliamo delle difficoltà di bilancia dei pagamenti sperimentate dalla Scozia, dal Galles e dal nord dell’Inghilterra, o di quelle della Sicilia e della Puglia. Ma ciò non significa che queste difficoltà non esistano[2]. L’insufficienza delle esportazioni regionali rispetto a un dato livello delle importazioni si tradurrà in rallentamento della crescita, disoccupazione elevata, e condizioni economiche generalmente depresse, a meno che i beni e servizi regionali non possano essere resi più competitivi tramite sussidi[3] o la regione non riceva afflussi di capitali sotto forma vuoi di prestiti privati, vuoi di trasferimenti fiscali pubblici.
Quindi, anche se è vero che il passaggio da un sistema a più valute ad una valuta unica elimina le manifestazioni esterne delle difficoltà di bilancia dei pagamenti, perché non c’è più un tasso di cambio da difendere e le riserve valutarie diventano irrilevanti, le manifestazioni interne del deficit di bilancia dei pagamenti rimangono.
Samuel Brittan ha recentemente sostenuto (Economic Viewpoint, 27 giugno) che “la possibilità di liberarsi una volta per tutte dai problemi di bilancia dei pagamenti è fra i vantaggi più grandi, ma meno enfatizzati, dell’Unione Economica e Monetaria”. Al fine di sminuire l’importanza delle bilancia dei pagamenti per il sano funzionamento dell’economia reale, Brittan allude al fatto che sarebbe assurdo trattare il commercio fra il Sussex e la Normandia in modo interamente diverso dal commercio fra il Sussex e lo Yorkshire, una volta che le tre regioni appartengano al medesimo mercato unico. Brittan riconosce tuttavia che qualche problema di bilancia dei pagamenti potrebbe ripresentarsi in termini regionali all’interno di una unione monetaria.
Simili questioni sono alla base del dibattito sulla sovranità che sta attualmente provocando tanto fervore all’interno della Comunità Europea[4].
Eppure, ci sono buone ragioni per trattare il commercio fra Sussex e Normandia in modo diverso da quello fra Sussex e Yorkshire. Primo, l’Inghilterra, in quanto stato nazionale, può avvertire verso i residenti del Sussex una responsabilità che non prova per quelli della Normandia. Secondo, può sentirsi capace e disposta ad affrontare le disparità fra Sussex e Yorkshire tramite il proprio sistema fiscale interno, secondo modalità che potrebbero non essere più assicurate se la vitalità economica del Sussex fosse compromessa dalla superiore competitività della Normandia all’interno di una unione monetaria.
In alcune circostanze quindi la manovra del tasso di cambio potrebbe diventare un’arma utile per difendere gli abitanti del Sussex.
La questione della bilancia dei pagamenti tuttavia è più profonda di quella del tasso di cambio. Il ruolo della bilancia dei pagamenti nella spiegazione dei differenziali fra i tassi di crescita nazionali è stato ignorato troppo a lungo dalla teoria economica ortodossa che, nel periodo pre-Keynesiano, sosteneva che la bilancia dei pagamenti, come qualsiasi altra parte del sistema economico, si sarebbe regolata da sola attraverso il sistema dei prezzi, e di conseguenza negli anni ’50 analizzava le performance di crescita dei singoli paesi dal lato dell’offerta, senza alcun riferimento alla domanda[5].
La rivoluzione keynesiana non fu di grande aiuto perché il modello di Keynes era statico e trattava principalmente il caso di economia chiusa. Il risalto dato allo squilibrio fra risparmio e investimento allontanò l’attenzione dallo squilibrio potenzialmente più grande fra esportazioni e importazioni, che nel mondo reale può dimostrarsi ben più difficile da rettificare. Una robusta performance delle esportazioni rispetto alla domanda di importazioni resta vitale per garantire la forza della domanda aggregata del sistema economico nel suo complesso, sia la moneta unica o meno.
Il passaggio a una valuta unica, del resto, comporterebbe una certa perdita di sovranità, ma una perdita ben più consistente venne sperimentata con l’adesione alla Comunità Europea nel 1971. La capacità di proteggere e incoraggiare le industrie strategiche è stata persa; la possibilità di progettare sistemi di commercio amministrato per livellare sbilanci nei pagamenti è stata persa; la capacità di proteggersi nei riguardi dei paesi che esibiscono surplus persistenti ci è stata tolta; l’adozione di regimi fiscali differenziati che discriminino in favore del settore dei beni commerciabili confligge col trattato di Roma.
La bilancia dei pagamenti inglese è cronicamente debole[6]. Per finanziare i deficit  che sorgono quando il paese tenta di crescere a più dell’1% o 2% all’anno sono necessari alti tassi di interesse, che danneggiano ulteriormente l’economia reale.
Tre secoli or sono i mercantilisti riconobbero questo dilemma con grande chiarezza, e altrettanto fece Keynes nella sua difesa del mercantilismo dall’attacco dei liberoscambisti classici, che trattavano i mercantilisti da “imbecilli” (secondo Keynes)[7]. Come notò giustamente Keynes, il tasso di interesse richiesto per l’equilibrio esterno può non coincidere con quello richiesto per l’equilibrio interno. Questo problema non scompare in una zona dotata di moneta unica nella quale vi siano regioni (o paesi) depressi che concorrono per attrarre investimenti.
L’Inghilterra necessita di tutti gli strumenti monetari e fiscali ai quali possa far ricorso per interrompere un quarantennio di debolezza della bilancia dei pagamenti, crescita lenta, domanda depressa, e de-industrializzazione che conduce a ulteriori debolezze della bilancia dei pagamenti. Credere che la debole performance delle esportazioni, la penetrazione delle importazioni, il deterioramento della base industriale che porta a rallentamenti della crescita e a innalzamenti della disoccupazioni scomparirebbero con la moneta unica significa trasformare l’economia in una branca della teologia.


[1] N.d.T.: se la crescita diminuisce, diminuiscono le importazioni e la Bdp si riporta in equilibrio; se l’occupazione diminuisce, diminuisce il tasso di crescita dei salari (svalutazione “interna”), la competitività migliora e la Bdp si riporta in equilibrio (questo effetto è chiaramente compatibile con e collegato al primo); se il tasso di cambio si svaluta, si ripristina la competitività, aumentano le esportazioni, diminuiscono le importazioni, e la Bdp si riporta in equilibrio.
[2] N.d.T.: nel caso dell’Italia le abbiamo documentate qui, dando ampia evidenza del fatto che la politica monetaria, di qualsivoglia tipo, non ha potuto fare alcunché per risolverle. Restiamo in fiduciosa attesa di dimostrazioni del contrario dagli spaghetti-MMTers (fiduciosi che non arriveranno).
[3] N.d.T.: il ricorso ai sussidi, ovviamente, è reso necessario dal fatto che fra le regioni di un singolo Stato non sono concepibili aggiustamenti di cambio.
[4] N.d.T.: alzi la mano chi si ricorda di questo dibattito e di questo fervore in Italia, con un sentito ringraziamento ai nostri informatori di fiducia.
[5] N.d.T.: questi “ortodossi” sono quelli che noi chiamiamo “omodossi”, il riferimento colto è al modello di crescita di Solow, quello pratico agli spaghetti-liberisti secondo cui l’importante è produrre (e quindi, di converso, combattare la spesapubblicaimproduttivabrutto, che però, poi, guarda caso, è anche l’unica cosa che può tenere insieme i cocci di una unione monetaria fasulla, via trasferimenti...).
[6] N.d.T.: vi ricorda qualche altro paese europeo che inizia per “I” e finisce per la musa della commedia?

32 commenti:

  1. C'è un problema con le note, puntano alla versione del testo che vedi tu in fase di editazione. Devi sostituire in tutto il testo (passa alla modalità html)

    http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2821993064219628483#

    con

    http://goofynomics.blogspot.it/2012/07/lunione-monetaria-non-e-la-cura-per-i.html#

    e tutto dovrebbe andare a posto.

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  2. «[4] N.d.T.: alzi la mano chi si ricorda di questo dibattito e di questo fervore in Italia, con un sentito ringraziamento ai nostri informatori di fiducia.»

    Ma come Alberto, mi meraviglio di te: non ti ricordi il dibattito che ha preceduto il referendum per l'ingresso nell'Euro?
    [Sentite costei con quanta determinazione insiste nel raccontare questa lieve imprecisione... ma non sarà che siamo noi vittime di un'amnesia collettiva ed ha ragione lei? O forse all'epoca viveva in altra nazione e si confonde?]

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    1. Sto conducendo un piccolo esperimento: quando la discussione si fa economopolitìk chiedo: "ma ti ricordi che anno era che si votò l'euro?".
      Su 32 intervistati: 7 "non s'è votato", 11 "non ricordo", 5 "primi anni 90", 8 "fine anni 90", 1 "c'era prodi".
      Gli intervistati sono tutti fiorentini, per lo più piddini, ma anche rifondaroli, leghisti e casinisti. Età fra i 25 e i 72.
      Namobbène!

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  3. Relativamente alla nota 4): ma no, il fervido dibattito qui da noi c'è stato, solo che è stato così fervido da aver fuso tutte le voci in una reductio ad unum: "Se l'Italia non entra nell'euro, finisce in Africa" (quello dal cognome livornese dixit). E il fervore continua tutt'oggi, ad opera dell'Algido: "Se l'Italia non fa i compiti a casa, finisce in Grecia".
    Ps.: A proposito dell'Algido, l'unica giustificazione del suo avvento pare essere quella metereologica: "Col potere ai professori è venuto l'inverno della nostra civiltà" (Giulio Sepelli, "L'inverno di Monti", Guerini e Associati, 2012)

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    1. Una Algida vita “cooptata”: piccola biografia (n)europeista.

      Ottima partenza (n)europeista nelle vesti di “ex” commissario UE (insieme a E Bonino) nella commissione “Santer” dimessasi nel 1999 per evitare il voto di sfiducia del parlamento UE.
      Il rapporto del collegio dei periti nominati dal parlamento UE concluse accertatando responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo“.
      Si legge dell’assoluta mancanza di controllo nella “rete di favoritismi dell’amministrazione”, di “ausiliari esterni” e di “agenti temporanei”, di “minibilanci espressamente vietati dalle procedure amministrative”, di “numerosissimi esterni fuori bilancio, ben noti all’interno della Commissione con il soprannome di sottomarini”, che operano con “contratti fittizi”, dietro “raccomandazioni e favoritismi”; di abusi che hanno comportato, con il sistema dei “sottomarini” l’erogazione non controllata di oltre IT LIT 7.000 miliardi nell’ambito dell’Ufficio Europeo per gli Aiuti umanitari d’Emergenza.
      L’Algido rigor montis, vero tecnocrate super-parter, non vedeva e non sapeva o fingeva di non vedere e non sapere e assapora l’odore di santità nel 2004, nuovamente “cooptato” da M D’Alema, multando Microsoft (497 mln €) per “abuso di posizione dominante”.
      Come non ricordarne l’Algida irritazione leggendo dalla colonne del fedele quotidiano, la nota dell’articolista irriverente http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/13/governo_Monti_casi_nepotismo_ce_0_120213030.shtml
      Come non ricordarne i passi significativi dell’intervento all’ assemblea ABI di Mussari lo scorso 11 luglio:
      (l’autoreferenza) “nell’ultimo G20, quello di Los Cabos di tre settimane fa, chi rappresentava l’Italia grazie agli sforzi degli italiani si trovava ad avere un ruolo presso gli interlocutori europei e mondiali per cercare di risolvere la crisi dell’Eurozona”.
      (la missione): “L’Italia ha iniziato un percorso di guerra durissimo, una guerra contro i pregiudizi diffusi, contro le più ciniche sottovalutazioni di noi stessi, che si accompagnano a momenti di superficiale esaltazione. Una guerra contro l’eredità del grande debito pubblico, contro gli effetti inerziali di decisioni del passato e vizi strutturali della nostra economia e del nostro sistema sociale”.
      “ … abbiamo cercato di affrontare questi aspetti strutturali e l’abbiamo fatto per le pensioni, il mercato del lavoro, i mercati dei beni e servizi, quindi le strutture monopolistiche e oligopolistiche, le restrizioni alla concorrenza che in Italia dipendono non tanto dalle imprese ma da norme amministrative introdotte dai pubblici poteri”.
      “ … abbiamo iniziato a incidere pesantemente sul meccanismo forse più nefasto dell’Italia, i meccanismi generatori della spesa pubblica che hanno prodotto nell’aggregato il debito e nel disaggregato una serie di effetti perversi”.
      “ … ma non è facile cambiare le percezioni dei mercati altrui con i cambiamenti intensi nella nostra economia”
      (la fede aristotelica): “Credo si possa ragionevolmente sperare, non so in quale mese, che i cittadini e il governo posssano vedere i primi risultati della presa di coscienza colettiva da parte della società italiana”.
      (il nemico) “Gli esercizi di concertazione del passato hanno generato i mali contro cui lottiamo oggi e per i quali i giovani non trovano lavoro proprio perche’ lo Stato interveniva”.
      (la visione democratica): Le parti sociali, “devono restare parti, parti vitali e importanti ma non soggetti nei cui riguardi il potere pubblico applichi una sorta di outsourcing della responsabilita’ di politica economica”.
      “.. non ci si deve sorprendere” delle reazioni delle parti sociali di fronte “ad una durezza dettata dall’emergenza”, ma “bisogna capire che ci possono essere reazioni di non soddisfazione non solo e non tanto su singoli provvedimenti quanto in risposta di una riduzione oggettiva del loro ruolo nel sistema decisionale”.
      That’s all, folks!

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  4. La 'gnoranza piddina portata all'iperbole delle sue contraddiz(zzz)ioni cialtroniche.
    Un documento meraviglioso sul luogocomunismo in cui tutte le vacche sono nere.
    Solo il punto è: se parlasse a un gruppone di lettori di Repubblica, non ci troverebbero nulla che non vadi...(vadi, vadi, fantocci).
    A volte penso: ma ci sarà mai un GOnte di Montecristo che farà vendetta, tremenda vendetta?
    Mah, a leggere, che so, i commentatori del FQ ci sarebbe da disperarsi.
    Ma non è detta l'ultima parola: non sappiamo se lì, in assenza di censura "pro-piddina-dentro" (cioè spazio illimitato ai debitopubblicostatocorruzionespesapubblicaimpoduttivabrutto e taglio interventi del "dissenso") lo stesso grillismo di fondo non assumerebbe altri connotati.

    Attenzione, non lo sappiamo (ma purtroppo possiamo presumerlo): infatti, anche persone mediamente intelligenti mi dicono che "goofy" è troppo "tecnico" e che non hanno il "tempo" per leggersi tutto...ma per leggere repubblica e guardarsi mentana, sì; ci vorrebbe un manualetto-manifesto di facile e pronta consultazione (sulle 100 pagine a caratteri grandi :-) ), preferibilmente edito da "il mulino" (seeeeh...) o qualche altro editore fichettone, o anche no...Basta che circoli prima che si consolidi la nuova frontiera della censura collaborazionista...

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    1. Ci stiamo lavorando! In settimana decido...

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    2. E ci mettiamo anche tante figure, perché il piddino è "colto" (purtroppo non da un malore), ma se poi gratti, vedi beni che lui i libri senza figure non li legge: tutt'al più li guarda, come una vacca può guardare un cartello stradale. Ma poi, dove andare, lo decide la mandria. E per strada resta la merda. E noi a spalare.

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    3. Nota per i calligrafi: ho mantenuto sul "colto" una volontaria ambiguità. Leggi tra le righe...

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    4. Magari questi che non hanno tempo per leggere goofy perchè troppo tecnico sono gli stessi che se ne stanno 2 ore davanti alla tv a guardare una partita di calcio truccata a tavolino. Ma siamo proprio sicuri che le figure poi siano sufficienti? Forse se chiama questo qui e gli fa suonare l'intero blog....
      INCREDIBILE MUCCHE INCANTATE DA MUSICISTA - YouTube

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    5. Ma guarda se trovassimo un animatore, e qualcuno preparasse il soggetto, potremmo fare un'animazione di massimo 5 minuti che spiega come sono andate le cose in realta'.

      Ci vuole un linguaggio semplice con il popolo. Purtroppo non tutti hanno il tempo di studiare i basilari della macroeconomia.

      Se servono soldi per finanziarlo, io ci sono. Sono sicuro che in internet e' pieno di piccole imprese pronte a sviluppare questo lavoro.

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    6. Anche io avevo pensato che poteva essere una buona idea dire con un linguaggio semplificato quello che su goofy è documentato, tecnico, tosto, fantastico ma anche da studiare, da rileggere 4 volte per farselo entrare nella testa. Allora avevo pensato ad un testo che parlasse con un linguaggio narrativo e riassumesse in termini che "capirebbe anche un pensionato". Poi però mi sono arenato perché è troppo facile banalizzare.
      Con un'amica avevamo pensato di arricchire il testo con illustrazioni, ma ha senso?

      Un'animazione avrebbe il doppio scopo di essere "penetrante" verso un pubblico più propenso a guardare piuttosto che studiare e potrebbe fare un po' di pubblicità a goofy.
      Un'altra idea era rendere fruibili attraverso dispense in epub i testi essenziali di goofy per dare modo di leggerseli con i reader in modo più agevole che a video.
      Insomma idee se ne possono mettere in campo tante, io ci sono se vogliamo fare qualcosa!
      Max

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    7. Oh, va a tutto bene: libro "semplificato" (ma certo sempre più esauriente degli editoriali del dott.Mabuse), dispense da diffondere e certamente l'animazione (in fondo, se la fa la BCE per plagiare le "creature" col terrore, si può rispondere con la stessa...moneta).
      Che bello vedere gente che ha queste idee!

      Personalmente anche io ci sto a contribuire a finanziare la controffensiva.
      Certo un filmino, magari da accompagnare al libro, finirebbe su youtube magno cum gaudio de lo convento tutto, specialmente se lo proponiamo, che so', a Guzzanti (Corrado), che magari aderisce pure...Or whatever...

      Funziona tutto, provided that you put the passion inside: avete notato come il vuoto squallore ripetitivo del piddinismo somigli a una prateria di spazio per la libertà e la verità, visto dal lato di chi non ne può più?

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    8. Chissà se un giorno il buon Marco Paolini ci farà uno spettacolo sulla follia dell'euro.

      Certo se lo facesse quanto prima, aiutato dal supporto tecnico di qualcuno "che ne sà", sarebbe in grado di raggiungere un pubblico molto vasto. ;-)

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    9. A margine di questo piccolo OT che potremmo chiamare "cosa possiamo fare noi della community di goofy per non restare con le mani in mano?", per prima cosa bisognerebbe trovare una piattaforma, un posto virtuale dove discutere e mettere in piedi qualche progetto di questo tipo. Ciò perché comunicare attraverso i commenti è troppo laborioso.
      Tutto se c'è la volontà da parte della community e se è ben visto dal cavaliere nero!
      Naturalmente tutto passerebbe dalla sua supervisione.

      Credo che qui dentro ci siano grandi competenze (a proposito, dov'è finito Guerani?!) per tirare fuori qualcosa di buono (mettendo insieme diverse capacità).

      So che già essere qui e leggere, parlare con amici e continuare a cercare di capire meccanismi anche complessi è già molto. Però non è detto che non si possa fare di più.

      Se qualcuno ha spunti batta un colpo!

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    10. Si possono escogitare tutti tipi di narrazione, sperimentare tutti i linguaggi, da quello algebrico a quello icononico dei bizantini, ma da questa ferrea legge non si scappa: gli argomenti sono elitari per eccellenza, come la curiosità che vi si rivolge per trovarvi appagamento. Produrre un vademecum non solo rischia di banalizzare troppo ma anche di essere uno sforzo inutile. Il bacino di utenza è limitato dall'argomento. Lo so che stiamo parlando della polis e del suo governo, che dovrebbero interessare tutti; ma dobbiamo anche smetterla di prendere sempre noi stessi a metro del mondo. Questo è un errore strategico della sinistra da sempre. Non c'è da diventarne cinici ma sia chiaro: alla maggior parte della popolazione italiana del fiscal compact, del mes, della deflazione e della bilancia dei pagamenti non può fregare di meno. Interessano invece abbattimento dell'IMU e chiusura di Equitalia, come ben sa B... e a molti nemmeno questo! Mutatis mutandis, quella superba maestra di comunicazione che è Santa Romana Chiesa non avrebbe retto all'urto dei secoli se invece di raccontare la parabola di Lazzaro morto e resuscitato avesse tentato di partecipare i credenti dei misteri dell'homooùsion, pre esempio. Il concetto di Egemonia va prese con tutte le precauzioni del caso. Insomma: divulghiamo ma non sviliamo troppo la materia per attrarre un pubblico che non attraremmo ugualmente!

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    11. D'accordo su tutto. Mi sono letto un paio di volte le istruzioni per l'uso e, essendo una "bestia" in economia, ho fatto fatica specie con i due articoli sulla Premiata Armeria Hellas; su alcuni passaggi ci sono ritornato più volte. Ma grazie all'estrema chiarezza del Prof. Bagnai li ho capiti.

      Ho convertito tutti gli articoli delle istruzioni in pdf e li ho letti sull'Ipad in treno andando e tornando da Bellaria in vacanza. Era dai tempi dell'Università che non utilizzavo 8 ore in modo così proficuo per il mio cervello.
      Attendo quindi la dispensa, il video con Corrado Guzzanti e lo spettacolo di Marco Paolini.

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    12. Perdonatemi: io ho detto fin dall'inizio che non avrei parlato a tutti perché non sono un politicante a caccia di voti e perché parlare a tutti significa non parlare a nessuno. Non vorrei liquidare il dibattito interessante che sta sorgendo, ma a me pare che i termini della questione siano chiari in modo estremamente lucido a cristiano. Sottoscrivo pienamente tutto quello che dice. La Natura è matrigna. Da qui non si scappa. Più dei filmettini, farà il taglio delle tredicesime...

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    13. non condivido assolutamente
      il "filmetto" o qualsiasi altro strumento divulgativo pratico , fruibile dalla GGGente sarebbe estraneo al lavoro (santo subito) che Lei Prof fa con questo blog , ma sarebbe fondamentale ed estremamente utile a noi che , spinti da curiosità veniamo a farci del male fisico e del bene intellettivo passando le ore sui suoi post pieni di rimandi letterari e scientifici , cerchiamo di aprire dibattiti nelle nostre piccole realtà , con la GGGente (ma quanti piddini ci sono al mondo ? è strapieno là fuori!!) . Non tutti abbiamo la dialettica e gli strumenti per argomentare perfettamente il messaggio di Goofy (basta farci prendere per il **** , riprendiamoci la nostra sovranità politica ed autonomia economica) e strumenti di questo tipo sarebbero strategicamente ottimi
      insomma , per quel che vale , io voto a favore per un progetto di questo tipo in crowfunding

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  5. Direi che questo è un OT, quindi prof bocciami se credi.

    Io che sono un Economo-amatore non corrisposto, che ultimamente si però è intrippato di Goofy e di dati dell'OCSE, una sera estraggo un bel grafico del Balance of Payments di Germania,Grecia,Italia,Spagna e un'altro del Consumer Price e per ultimo quello dello Unit Labour Cost sempre degli stessi paesi.

    Constatando che gli andamenti dei grafici tedeshi sono diametralmente opposti a quelli dei PIIGS ( la BP tedesca schizza per aria mentre i PIIGS raschiano il fondo dell'asse delle ordinate e viceversa per CP e ULC ) posso dire al mio amico piddino che la Merkel e i suoi padroni non stanno distribuendo al POPOLO tedesco la ricchezza che stanno accumulando a spese nostre?
    Pensi che sia un argomento che possano apprezzare?

    Un sentito ringraziamento
    Roberto

    RispondiElimina
  6. salve Prof., segnalo all'attenzione sua e degli utenti di goofy questo scritto di Brancaccio che con stile lucido ma sobrio mette in guardia i dirigenti della Sinistra sulla pericolosità della loro politica di difesa ad oltranza dell'euro." pur di restare nell’eurozona, dovremo in futuro adattarci a qualsiasi possibile divario tra tassi d’interesse e tassi di crescita del Pil nominale.." rispetto agli uberalles, naturalmente.come dire dovremo connannarci all'auto-affondamento, come nazione s'intende.
    http://www.emilianobrancaccio.it/2012/07/17/gli-intellettuali-di-sinistra-e-la-crisi-della-zona-euro/

    qui, un noto economista bolognese altrettanto sobrio, ma forse meno lucido spiega i vantaggi dell'abbandono della moneta unica.
    "tu non capisci cos'è, che differenza c'è.." domanda il nostro ma poi lo spiega molto bene, fin nei dettagli..
    http://www.youtube.com/watch?v=NzWajk5bmrg

    RispondiElimina
  7. È bello salire sulle spalle dei giganti.

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  8. http://www.informarexresistere.fr/2012/07/18/e-se-per-litalia-fosse-meglio-uscire-dalleuro/#axzz20t045Fuc

    Cominciano a dirlo un pò in tanti.. non è che sarà vero?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nella mia opinione umilissima si comincia a dirlo perche' l'euro è già morto ma si ritarda la constatazione del fatto, vedere uscite del FMI di ieri, dichiarazioni di Merkel ieri, etc etc. Ho il forte sospetto che nei prossimi mesi finiranno di fare gli aggiustamenti necessari per salvaguardare chi di dovere a spese dei soliti noti, dopodiché la morte della moneta unica sarà annunciata ufficialmente. Se il quadro fosse questo ci sarebbe da salire sulle barricate per evitare che la banda Monti concluda l'opera di spoliazine del paese.
      Ma magari sono solo io che sono cinico e maligno...

      Elimina
    2. Se ti può consolare, siamo almeno in due...

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  9. Ops, madame Christine Madeleine Odette Lagarde ... cosa succede dopo il fallimento del Washington consensus.

    http://www.imf.org/external/pubs/ft/fmu/eng/2012/02/index.htm

    Hang a banker a week o cambiare rotta?

    That's all, folks!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Odette è un nome proustiano, quello di una discreta troia (qui n'était pas mon genre...), il che, chissà, forse conferma la mia tesi che la letteratura ci aiuta più di ECON101.

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  10. Buongiorno Alberto!
    Spero vada tutto alla grande.
    Avrei un paio di domande:
    premessa - l'inflazione bassa è la misura di quanto i prezzi non salgano o salgano poco ed in generale ho capito che l'inflazione viene determinata soprattutto dal mercato del lavoro.
    Domanda - quali sono i meccanismi che fanno passare dai salari bassi un abbassamento dell'inflazione? Ok, se non ho soldi non compro e quindi la legge di domanda e offerta... Ma è tutto qui?

    premessa - Thirlwall scrive: "La bilancia dei pagamenti inglese è cronicamente debole[6]. Per finanziare i deficit che sorgono quando il paese tenta di crescere a più dell’1% o 2% all’anno sono necessari alti tassi di interesse, che danneggiano ulteriormente l’economia reale.
    Tre secoli or sono i mercantilisti riconobbero questo dilemma con grande chiarezza, e altrettanto fece Keynes nella sua difesa del mercantilismo dall’attacco dei liberoscambisti classici, che trattavano i mercantilisti da “imbecilli” (secondo Keynes)[7]. Come notò giustamente Keynes, il tasso di interesse richiesto per l’equilibrio esterno può non coincidere con quello richiesto per l’equilibrio interno"
    Domanda - può spiegarmi meglio in cosa consisterebbe il dilemma? E la difesa di Keynes dei mercantilisti dai liberoscambisti?

    Grazie, buona serata!

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  11. Gentile professore, vorrei segnalarle un articolo di E. Brancaccio (http://www.emilianobrancaccio.it/2012/07/17/gli-intellettuali-di-sinistra-e-la-crisi-della-zona-euro/... sto ancora imparando ad embeddare i link, sorry!) che, pur essendo un po' OT, mi pare ponga questioni molto imporanti.
    Sintetizzo, al solito un po' brutalmente: anche Brancaccio, par di capire, considera l'Euro un "dead man walking", per usare il titolo di un bel film. Egli però pone tre argomenti di cui bisognerebbe discutere, poichè appartengono ormai al campo del "che fare" dopo l'uscita dall'euro.
    Primo punto: "il trapasso da un sistema di cambi fissi a un sistema di cambi flessibili viene solitamente anticipato e seguito da ingenti fughe di capitale all’estero", per cui vanno ripristinati efficaci meccanismi di controllo dei movimenti di capitale. Secondo punto: "l’uscita dall’euro potrebbe comportare una caduta della quota salari e dello stesso potere d’acquisto dei salari anche in presenza di un’inflazione moderata. Se la dinamica dei rapporti di forza tra le classi sociali genera salari nominali stagnanti o addirittura declinanti, gli effetti di un’uscita dall’euro sui prezzi e sulla distribuzione potrebbero risultare tutt’altro che trascurabili. La caduta della quota salari negli anni successivi all’uscita dallo Sme è indicativo, in questo senso", pertanto occorrerebbe ripristinare meccanismi di indicizzazione dei salari e di controllo amministrativo di alcuni prezzi base o, in alternativa, reintrodurre limiti alla libera circolazione delle merci. Terzo punto, per me meno convincente: per evitare ulteriori acquisti a buon mercato degli asset nazionali dopo l'uscita dall'euro occorrebbe limitare anzichè favorire le acquisizioni estere.
    Conclude con un'ipotesi che, mi pare, neppure lei abbia mai posto: minacciare di far saltare anche il mercato unico europeo, in quanto unica arma (e su questo sono d'accordissimo) per far capire ai paesi nordici che il danno che ne avrebbero sarebbe moooolto grande.
    Il punto che mi assilla è: quella di Brancaccio, come la sua, mi sembra una vox clamans in deserto. Chi mai ci potrà aiutare a portare questi temi all'ordine del giorno? Mi spiace, anzi mi dispera, che quella che si considera la sinistra vera continui a gingillarsi in vacui proclami contro il neoliberismo...

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  12. Caro Alberto.
    Il giorno che ritorneremo, in un modo o nell'altro, alla moneta sovrana in Italia, non è che si ripeteranno gli stessi problemi visti in Europa anche a livello nazionale?

    Avevamo già discusso del fatto che da decenni la bilancia commerciale del Nord Italia verso il Sud Italia sia in attivo (e se Pippo si mette a Palermo vede una bilancia in passivo...).
    E' vero che questi sbilanciamenti finanziari venivano in parte compensati dai trasferimenti fiscali dal NOrd al Sud.

    Ma questi trasferimenti non sono mai serviti a riequilibrare loe due economie.
    Infatti l'economia del Nord è rimasta improntata alla produzione di impresa, con prodotti tali da essere convenientemente esportabili verso il Sud Italia.
    Invece l'economia del Sud è rimasta dipendente dai trasferimenti statali, con tutte le conseguenze che ne derivano: un enorme potere della classe politica che decide come destinare queste risorse, una moltiplicazione di posti di lavoro improduttivi, la mafia, etc.
    Nulla che abbia modificato le condizioni del Sud per favorire il nascere di imprese produttive locali (salvo mirabili eccezioni).

    Questo per dire che se i trasferimenti fiscali permettono al Nord di esportare al Sud e di avere in tasca un po' più di soldi (ma anche di mantenere di fatto il Sud), gli stessi trasferimenti non aiutano uno sviluppo equilibrato dell'economia italiana.

    Forse che potrebbe essere meglio avere in Italia 2-3 valute differenti, fluttuanti fra di loro, con una sorta di "bancor" (tipo quello di Keynes) di riequilibrio nazionale?

    Oppure, la butto lì, non si potrebbe applicare una sorta di "tassa di distanza", una tassa sul valore aggiunto che favorisca lo sviluppo locale dell'economia?

    Perché in effetti noi parliamo sempre di equilibri finanziari, ma poi quello che conta è il sapere valorizzare la nostra capacità di produrre beni e servizi e poi il sapere distribuire in modo adeguato questi prodotti.

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  13. Ecco fatto, professore. Com'era prevedibile, il fiscal compact è stato approvato unitamente al Mes. In sintesi ciò significa che i paesi europei cedono all'Ue la propria sovranità in materia di decisioni di politica economica. Ne consegue, come spiega Paolo Becchi, che l’Italia «si impegna oggi a sostenere € 50 mld all’anno di tasse e tagli per 20 anni. Rispettare parametri fiscali sempre più rigidi e stringenti, rinunziando ad ogni spazio possibile di manovra, vorrà dire dover imporre agli italiani, per i prossimi vent’anni, un regime di austerità radicale: si colpiranno ancora salari, stipendi e prestazioni del Welfare, si aggraveranno le condizioni di vita delle classi sociale medio-basse, si assisterà a nuove tasse».
    In poche parole: i cittadini saranno trasformati in clienti/subalterni, i servizi pubblici saranno rasi al suolo, tutto avrà un prezzo, e solo chi potrà permettersi di pagarlo accederà ai servizi.
    Gli altri si arrangiano.

    Lascia basiti il fideismo con cui gli estimatori del “piùeuropa” guardano alla Ue, che ricorda molto quello di chi a suo tempo guardava all'Urss. Del resto, la Ue si sta configurando sempre più come un Unione (sovietica) neoliberista europea, il cui impianto, in estrema sintesi, è questo: da oggi in avanti i burocrati di Bruxelles, non eletti dalla popolazione, ma scelti all'interno di élite sovranazionali, decidono insindacabilmente su tutti gli aspetti della vita di oltre 330/480 mln di persone (eurozona/Ue). Anche a costo di mandare intere nazioni in rovina.
    Chi non è d'accordo è un nemico. Non “del popolo”, come ai tempi dell'Urss, ma della malintesa modernità che l'Ue dovrebbe rappresentare.
    Ben presto i paladini del “celochiedel'europa” dovranno rendersi conto che della loro opinione gli euroburocrati non sanno cosa farsene, ma a quel punto, probabilmente, saremo già andati a ramengo. Già, perché se oggi le cose vanno male, domani, con il Mes, “un cambiamento in peggio è purtroppo più probabile”

    Siamo in balia della Commissione europea, quindi siamo spacciati. E se si pensa che il commissario europeo agli Affari economici è Olli Rehn, l'uomo che si è fatto un'idea della cultura italiana leggendo Guareschi, e che il vicepresidente della Commissione Europea è Tajani, ex monarchico fondatore di Forza Italia e fedelissimo di B., si comprende meglio quale orrendo futuro ci attende.

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  14. @Davido Gionco
    touché
    ma la domanda va ribaltata: allora meglio tenere sempre meno in conto le differenze tra le varie regioni (aree)?
    perché la domanda si presta a questa contro domanda!
    a proposito di sviluppi "morti" del blog.. no no.. non è morto!
    la multi-moneta è uno dei temi che sicuramente approfondiremo (insieme alla dinamica dei costi e al resto che abbiamo discusso oggi)

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