mercoledì 1 aprile 2020

Ein deutsches Requiem

...è un crescendo, travolgente, per quanto non inatteso.

Hanno cominciato alcuni giornali, tirando fuori la storia, non del tutto inedita, del debito di guerra della Germania, una storia che si ripresenta con la tediosa inevitabilità di una stagione poco amata. E fino a qui, l'entusiasmo degli stolti per questo genere di argomenti era anche comprensibile.

Ha proseguito un noto (e bravo) attore, facendo un paio di giorni fa una simpatica sparata contro l'atteggiamento della Germania al tavolo del negoziato di Bruxelles. E qui, forse, qualche dubbio sarebbe dovuto venire: perché se uno fa carriera nella televisione italiana, oltre al talento, che in Italia non si nega a quasi nessuno, è sicuro che dovrà aver manifestato un discreto allineamento al pensiero unico.

O no?

Ma la prova regina è arrivata oggi, quando non un solo attore, ma un'intera compagnia ha acquistato una pagina sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung per esortare i tedeschi a non seguire gli olandesi sulle loro posizioni egoistiche: l'Europa (?) era stata solidale con la Germania e quindi (?) adesso l'Olanda dovrebbe essere solidale (?) con l'Italia, invece (?) di sottrarle gettito con le sue pratiche fiscali aggressive (l'orazion picciola è qui per i diversamente europei).

Un'insalata dadaista di non sequitur sulla cui opportunità magari spenderemo un paio di parole.

Gli stupidi, e quel loro sottoinsieme che gestisce la rappresentazione del vostro mondo, sono andati in brodo di giuggiole, o si sono, di converso, indignati, per queste posizioni "sovraniste" (parola che, lo ribadisco, non vuol dire nulla, o meglio: mentre non dice nulla di quello che intende descrivere, dice tutto di chi la usa).

Noi, qui, spero invece che abbiamo in molti visto ripresentarsi with the tedious inevitability of an unloved season un fenomeno che tutto è tranne che una assoluta novità: il becero, provinciale, astioso antigermanesimo dei piddini.

Vi invito a rileggere le parole che scrissi l'8 novembre del 2013 scagliandomi contro "i pretesi "europeisti" che fomentano sentimenti antitedeschi giocando un gioco sporco e pericoloso"... e già allora, cioè sette anni fa, questa per chi c'era, per chi ha avuto la fortuna di partecipare a questo momento corale di presa di coscienza, al Dibattito, non era una novità (ne avevamo parlato qualche mese prima...). Sono parole di assoluta attualità, e credo quindi di non dover aggiungere molto per chi le avesse a suo tempo lette e capite.

Mi rivolgo quindi agli altri, pur consapevole della spietata ineluttabilità della prima legge della termodidattica: "Ci sono cose che, se potessero essere capite, non andrebbero spiegate" (Alberto Bagnai). E quindi sì, amico mio: se arrivato fin qui non hai ancora capito dove io voglia andare a parare, magari sarò riuscito a incuriosirti, e arriverai fino in fondo, ma difficilmente riuscirò a spiegarmi...

Sbarazzatici con questa affermazione degli ultimi due o tre lettori dall'epidermide sensibile, stabiliamo subito qual è il problema: non ha alcun senso accusare i tedeschi di attenersi alle regole cui ci siamo congiuntamente vincolati. Non sono cattivi i tedeschi a volerle applicare, sono stati stupidi certi italiani (qui genericamente individuati dal termine "piddini") a sottoscriverle senza capire che cosa stessero facendo. Quindi evocare fantasmi del passato, come il debito di guerra della Germania, o fantasmi del presente, come le pratiche fiscali sleali del paese che risolve a modo suo il problema della sostenibilità del welfare, è sommamente sciocco e pertanto controproducente. Diventa anche sommamente ridicolo quando ad adottare un simile atteggiamento recriminatorio da "asilo Mariuccia" sono politici o secredenti intellettuali "liberali". Questi, in quanto tali, dovrebbero sapere che non è certo dalla benevolenza del macellaio ecc. (e quindi, per chi abbia il parafrasometro inceppato: non è certo dalla benevolenza della Germania che ci aspettiamo di poter sovvenire ai bisogni del nostro popolo, ma dal fatto che la Germania ha cura del suo interesse - e l'interesse della Germania è che le sue banche non saltino...).

Astraendo quindi da questi fenomeni nostrani, i liberisti a geometria variabile, che passano con disinvoltura dalla critica all'intervento dello Stato nell'economia all'implorazione di sussidi per le testate da cui pontificano, o dall'elogio delle regole (quando si applicano ai piccoli) alla melassa dei buoni sentimenti "europeisti" (quando le regole rischiano di incidere sui loro conti in banca), astraendo da questa bella d'erbe (broccoli) famiglia e d'animali (capre), cui tutto sommato vogliamo bene perché ci estorce un sorriso in tempi tanto tristi, astraendo da chi è condannato all'irrilevanza dalla sua scarsa comprensione del reale, lasciandoci alle spalle il folklore paesano di casa nostra, incombe a noi, che possiamo permettercelo, perché abbiamo praticato e vissuto intensamente quello che di meglio la Germania ha da offrire, e quindi non la sua attuale classe dirigente, ma la sua cultura e la sua arte, incombe, dicevo, a noi portare in questo dibattito ordine e razionalità.

Converrà partire da un dato. La Germania, intesa come l'attuale establishment politico tedesco, non è nostra amica: non deve esserlo (nessun medico glielo prescrive), e non può esserlo. Guardate che cosa scrivevo a pagina 250 del Tramonto dell'euro:

Le dinamiche leghiste del gioco politico tedesco fanno disperare che un rinnovamento della classe politica tedesca alteri la situazione. È grossolanamente ingenuo (per essere gentili) chi si attende mirabilia da una svolta “a sinistra” della politica tedesca. Dopo decenni di disinformazione, speculare rispetto a quella che abbiamo subito noi, l’elettorato tedesco ha assimilato l’idea che la colpa della crisi sia di noi “porci” (Piigs) del Sud, che siamo noi a minacciare il loro stile di vita (e non la loro classe politica, che ha represso salari e consumi per aumentare i profitti dei capitalisti del centro). Ora, la teoria normativa della politica economica, ma anche il semplice buon senso, ci insegnano che ciò che un politico vuole è raggiungere il potere e mantenervisi. Se un qualsiasi politico tedesco, di qualsiasi colore, facesse una timida apertura verso politiche più cooperative, il politico del colore opposto, immediatamente, avrebbe buon gioco nel tagliargli l’erba sotto i piedi dicendo: “Vedete, elettori, il mio avversario è amico dei porci, vuole compromettere il vostro stile di vita”. Ovvio, no?

(...eh già, nel 2012 per me l'aggettivo "leghista" aveva una connotazione negativa...)

Quindi la Germania, intesa come classe dirigente tedesca at large, strutturalmente non può essere nostra amica: la conquista del consenso in Germania passa necessariamente attraverso lo scaricare la colpa dei propri squilibri interni sugli altri paesi membri dell'Unione. Quali siano questi squilibri qui lo abbiamo descritto in lungo e in largo quando gli imbecilli descrivevano quel paese, lacerato da profonde contraddizioni, come una sorta di Bengodi (che tale era, ma, purtroppo, per un numero sempre più piccolo di fortunati)...

Ma noi non dobbiamo essere nemici dei tedeschi, anzi! Non è con atteggiamenti aggressivi, con rampogne, e mettendola di fronte a un passato col quale non ha mai fatto bene i conti, che si può aiutare la Germania a ragionare su quale sia il suo interesse.

Simili atteggiamenti da amante tradita sono l'inevitabile sbocco di quei nani del pensiero che hanno pensato di utilizzare l'economia per condizionare la politica, e ora non sono in grado da politici di gestire l'economia (sì, sono gli stessi che si sciacquano la bocca col "primato della politica..."). L'idea che l'adozione della moneta unica avrebbe accelerato il percorso verso un compiuto "federalismo", oltre a trascurare il solito dettaglio (ovvero: alla maggioranza dei cittadini era stato chiesto se volessero raggiungere un simile obiettivo, se volessero gli Stati Uniti d'Europa?), palesa ormai la sua natura fallimentare, e lascia a tutti noi una pesantissima eredità da gestire: basta vedere quali problemi crea in questo momento dover dipendere da istituzioni altrui per la provvista di liquidità! Ma rinfacciare alla Germania i danni di guerra non ha alcun senso, tanto più se nel farlo si continua ad agire la politica secondo le categorie del sogno, della nobile aspirazione, anziché secondo le più faticose ma proficue categorie della lucidità e della competenza.

Ecco, parliamone, di competenza e di consapevolezza... Perché credo che dobbiate saperlo: i piddini si stavano costruendo (e probabilmente si stanno tuttora costruendo, in questo momento) un Letta moment, come quello immortalato dal tweet di Claudio che ho avuto il piacere di citare in aula (correva l'anno 2013 e Letta giulivo si vantava di aver sottoscritto le regole che causarono tanti lutti)! L'inconsapevolezza dei nostri beotarchi (felice conio di nonexpedit) stava attivando le stesse dinamiche: il MES, firmato da loro, sarebbe stato pagato politicamente da noi, esattamente come l'Unione Bancaria, firmata da Letta, era costata politicamente a Renzi (che quando spavaldo diceva: "Stai sereno!" non sapeva di essere già stato ferito a morte dal suo avversario, che - a sua volta senza saperlo - gli aveva praticamente fatto esplodere il sistema bancario sotto la poltrona). Solo che... ai meno stolti di loro ho fatto notare che una o due case e un conto in banca ce l'hanno anche loro: a che cosa sarebbe servito far entrare il Paese in un percorso al cui termine si trova la patrimoniale?

Qualcuno ha capito e il fronte interno, come avrete capito, si è sgretolato: il ministro è sempre più isolato nella sua cittadella, il MEF (uno Stato nello Stato), ma la sua linea pro-MES è smentita non solo dalla sua maggioranza, ma addirittura dal suo stesso partito!

Non è certo finita qui...

Io non credo che dietro a questa pantomima, pericolosa e dispendiosa in termini di tempo, che oggi ci sarebbe così prezioso, ci sia solo incapacità di pensiero laterale, sclerosi intellettuale, subalternità al dogma. Credo che ci sia anche, consapevole o meno, la storica necessità di far sponda su una potenza esterna a fini di politica interna. Che sia la Francia di Carlo VIII, l'Unione Sovietica, o l'Unione Europea, da (quasi) sempre gli italiani chiedono aiuto all'esterno quando si trovano parte soccombente, o comunque per consolidare le proprie posizioni. In effetti oggi l'unica speranza che i nostri amici "de sinistra" hanno di sopravvivere, di perpetuarsi, è quella di riuscire a farci ostruzionismo da Bruxelles, dagli uffici della Commissione, dove si sono incistati e da dove possono, dato l'attuale ordinamento, impedire a qualsiasi Governo democraticamente eletto di agire in conformità al mandato ricevuto dai propri elettori.

Noi, che siamo europei, e che non odiamo la Germania, abbiamo chiamato amici tedeschi a spiegarci come ci si debba comportare per aiutare i nostri fratelli europei. Ma possiamo aspettarci che riesca a essere giustamente incisivo chi solo da una prospettiva "europea" può garantire la sopravvivenza del suo partito che gli italiani ormai in maggioranza schifano, ritenendolo non a torto artefice di una delle scelte politiche più infelici nella storia millenaria del Paese?

Ovviamente no.

Inutile dirvi che "i competenti", che continuano a blaterare di un MES "a condizionalità attenuata", non sapevano che questo oggetto non esiste, per i motivi spiegati qui da Marco Dani (sintesi: perché ai sensi del two pack il "contratto" col quale il MES ti presta i soldi, detto memorandum, può essere rivisto in qualsiasi momento dal Consiglio Europeo con un voto a maggioranza, e quindi è del tutto ovvio che se Salvini diventasse premier immediatamente i termini dell'accordo verrebbero rivisti riattivando le regole fiscali e costringendo il Paese ad attuare austerità). Ci avrebbero venduti per 35 miliardi, e non è detto che non lo facciano, e questo perché accettare le condizioni dei nostri creditori è l'unica speranza che gli resta di avere manforte da loro per scalzarci dal governo qualora ci arrivassimo!

Altra spiegazione non c'è, o almeno la mia fede nella razionalità umana mi fa sperare che non ci sia...

Oggi il mondo intero ha cercato di far capire a questi geni della lampada che il MES è diventato inutile, dopo l'annuncio del programma PEPP della Bce: qui Constancio (una persona che i miei lettori conoscono), qui Brooks. E se una cosa non serve a nulla, serve a qualcos'altro (come ci insegna il Pedante). Volendo allargare il discorso, ci sarebbe veramente da chiedersi, come alcuni hanno fatto, perché sia così restia ad indebitarsi a lungo termine ora che i tassi sono così bassi un'istituzione (il Tesoro) che tanto ha fatto per indebitarsi a lunga scadenza quando i tassi erano alti, fra l'altro investendo in costosi derivati per assicurarsi contro il rischio (del tutto infondato) di un loro ulteriore rialzo...

Eh, quante domande che un giorno avranno risposta...

Tuttavia, restiamo sul pezzo: inutile prendersela con i tedeschi se applicano le regole! Bisognava pensarci prima, quando quelli che oggi sono due Presidenti di Commissione, e allora erano privi di ruoli politici e forti solo delle loro idee e del loro coraggio, chiedevano a destra e sinistra di riflettere. Ora non è il tempo delle recriminazioni, deve essere il tempo della lucidità e della fermezza, ma soprattutto della dignità. Non ha alcun senso chiedersi piagnucolando perché tedeschi e olandesi siano così cattivi, scrivere lettere che provocano, come è facile immaginare, non un afflato di solidarietà, ma una meritata salva di pernacchie: qui, qui, qui e qui:


(per gli europeisti:

"A quanto ho capito, i Paesi Bassi non hanno mai detto di non voler dare alcun aiuto, ma solo sollevato il punto che questo deve essere accompagnato da (una qualche forma di) condizioni, altrimenti questo sostegno finanziario può essere invocato all'infinito. Mi sembra più che logico. Nei Paesi Bassi (tra gli altri) negli ultimi anni sono stati fatti tagli importanti allo scopo di ridurre il debito pubblico. Ciò non è stato fatto, o per lo meno non abbastanza, nei paesi del sud Europa.
Benissimo che l'Olanda si sia fatta sentire. Il sostegno finanziario arriverà sicuramente, ma è positivo che di una cosa come questa si stia parlando.
Comunque, non trovo per niente chic il rivolgersi alla Germania scrivendo "perché dopo la seconda guerra mondiale abbiamo cancellato il tuo debito". Fa un po' leva sul senso di colpa e - se proprio dobbiamo parlarne - quanto è stata "buona" la stessa Italia durante la guerra?")

Bisogna diventare adulti, e porre il problema nei termini in cui va posto: se le istituzioni europee non sono in grado di aiutare i paesi europei, allora il progetto europeo non ha alcun senso. Di istituzioni europee ce n'è una sola: la Bce, perché questo sono riusciti in tanti anni ad avere i "sognatori". E allora o la Bce fa quello che le altre banche centrali fanno altrove nel mondo, o occorrerà pensare a un'evoluzione del progetto. Quindi, invece di mettere all'asta i 100 miliardi che ci servono uno alla volta, si vada sul mercato, gli si dia un segnale, e si metta alla prova la Bce e la volontà dei paesi europei di mantenere in vita il progetto nell'unico modo sensato e possibile: non vagheggiando un Mes che non c'è, ma utilizzando una Bce che c'è e che già si è impegnata ad agire. Se non chiediamo 100 miliardi oggi, non ne basteranno 200 domani, questo va detto e va saputo. La storia della Grecia è molto istruttiva anche sotto quel profilo: per tirarla in lungo ci si sono spesi più miliardi di quanto un bail out immediato avrebbe richiesto. Detta in un altro modo: visto che tanto anche a bocce ferme arriveremo al 150% del rapporto debito/Pil, meglio evitare che questo aumento sia dovuto solo al collasso del Pil, e fare in modo che sia dovuto a un'accumulazione di debito che tenga però in piedi la nostra economia, cioè la capacità del Paese di onorare i propri impegni.

Dopo di che, resta il problema politico.

Io non ho certo ostilità per i tedeschi. Sono in costante contatto con amici e colleghi parlamentari tedeschi (che secondo me non hanno capito che cosa li aspetta fra una decina di giorni), e la Germania resta per me, come per qualsiasi musicista, un riferimento inevitabile. Certo, qui abbiamo stigmatizzato l'indifferenza che li portò a convivere con l'orrore, ma anche noi, come giustamente nota l'olandese qua sopra, di orrori ne abbiamo compiuti in giro per il mondo, e soprattutto gli occhi li stiamo aprendo solo ora che tocca a noi: quello che è successo in Grecia non ci è bastato ad aprirli. Su tutto prevale la compassione per un popolo dove gli sconfitti sono tanti e in crescita, il che, purtroppo, avvierà il Paese, per l'ennesima volta, su un percorso autodistruttivo.

Quale sarebbe l'interesse della Germania lo abbiamo analizzato razionalmente sulla base di lavori scientifici e ne abbiamo fatto anni addietro un manifesto, quando mai avrei pensato di diventare leghista, il cui messaggio poi è stato ripreso nel programma elettorale della Lega Salvini premier. Ma è difficile che in un contesto ormai definitivamente inquinato dall'ideologia e dalle recriminazioni si riesca ad affermare la razionalità. Lo scambio di accuse reciproche, fomentato da lettere come quella che abbiamo commentato, quella che, atteggiandosi a gesto europeo, denota solo ignoranza della cultura e delle sensibilità europee, un simile scambio di accuse approfondisce il solco che ci divide, solco tracciato dal desiderio insano di forzare le leggi del mercato per perseguire un progetto politico il cui senso, se mai c'è stato, si è perso per strada ed è oggi totalmente dileguato.

Non ha molto senso chiedersi ora chi sia stato avvantaggiato da questo percorso. La risposta è meno ovvia di quanto appaia agli ignoranti. Avrebbe invece senso chiedersi cosa fare per evitare che l'inevitabile si produca di nuovo. A me dispiace per qualche cretino che non ha capito il senso del mio tweet:


Massimiliano lo ha capito, e non è che ci volesse molto, per il semplice motivo che chiunque sia stato qui sa che l'antigermanesimo qui non abita, perché qui non abita il piddinismo. Non abbiamo "sognato" l'Europa, non abbiamo creduto che nessuno "dovesse" essere generoso, e conseguentemente non abbiamo nulla da rinfacciare e nulla da recriminare. Abbiamo un Paese da ricostruire, e per questo ci occorre una sola cosa: liquidità, esattamente come a chi viene estratto da un'auto dopo un incidente occorre un'unica cosa: sacche di sangue (e subito).

Anche questo credo che non sia stato capito da chi non capisce con che tipo di contratto sta legando il vostro destino.

E ora, prima di lasciarvi, contemplando con sconforto quanto poco la consapevolezza soggettiva (che ci sarà pur stata a quell'epoca) possa ostacolare le dinamiche oggettive della Storia, e quanto poco gli uomini siano disposti a leggere nel passato il loro futuro, anche perché la scrittura del passato è gestita dai signori del presente, cioè da quelli che si sentono al sicuro e dalla parte giusta (senza capire quello che oggi dovrebbe essere facile capire: una parte giusta non c'è, non c'è un posto sicuro per chi ritenendosi inattingibile si preclude l'esercizio della solidarietà), prima voglio dirvi un segreto:




Non omnes quidem dormiemus, sed omnes immutabimur, in momento, in ictu oculi, in novissima tuba; canet enim, et mortui suscitabuntur incorrupti, et nos immutabimur.

Dedichiamo ai nostri amici tedeschi il lor Requiem. La Wille zur Macht dei nostri fratelli tedeschi, il loro Hang zur Totale, li conduce invariabilmente al solito crocevia della Storia: quello dove, inseguendo chi è più debole di te, incontri chi è più forte di te. Sono due millenni che va così. Fa sorridere che qualcuno potesse illudersi che una moneta, istituzione fragile più di tante altre, avrebbe potuto imbrigliare queste tendenze millenarie. Impedire ai nostri fratelli tedeschi di essere quello che nel bene e nel male sono è impossibile. Rinfacciarglielo è da stolti. Non facciamo il loro storico errore: quello di dare ad altri (agli ebrei, ai Piigs) la colpa dei loro problemi. Dei nostri errori siamo responsabili noi, e, come vedete, stiamo facendo il possibile per trarre da essi un insegnamento. So che molti non vogliono capirlo, ma il semplice fatto che oggi ci sia un dibattito, e una maggioranza spaccata, sul MES, nel paese che accettò senza un plissé quel bail in da cui lo scongiuravamo di proteggersi, significa che qualche progresso è stato fatto: siamo cresciuti.

Dobbiamo solo resistere.




(...a differenza del Giacobbe di Mann, io posso facilmente concepire che avvenga quello che temo: sono più o meno dieci anni che va avanti così. Ma non ritengo che questo sia in buon motivo per arrendermi...) 

(...domani iniziamo a discutere gli emendamenti al """"Cura Italia"""" in Commissione Bilancio. Capiremo presto le intenzioni del Governo...)

79 commenti:

  1. Grazie, grazie, grazie. Non gliel'ho mai detto, o forse si, ma di certo non abbastanza. Come ogni buon maestro, cerca di farsi odiare (e, anche in questo, è particolarmente efficace), ma senza riuscirci, almeno non con coloro che sono riusciti a recepire il suo messaggio. Ora, in prossimità dell'8 settembre e della repubblica di Salò piddina, è il momento di salire sui monti con le armi dell'intelligenza e dell'umanità. Ce la faremo!

    RispondiElimina
  2. Coraggio Professore Bagnai.
    Prego per lei e i suoi colleghi,
    grazie,
    Silvano

    RispondiElimina
  3. post glaciale, ma immenso! mai una delusione. intorno a me, finalmente, molti mi corrispondono. uno spiraglio di luce in fondo al tunnel si intravede, anche se raggiungerla potrebbe restare un'illusione. continua la battaglia. grazie generale

    RispondiElimina
  4. Sintesi del video di Solenghi: #restiamoumani

    RispondiElimina
  5. Vedendo tra l'altro il TG2 di ieri sera - e seguendola da qualche tempo - avevo intuito questi segni dei tempi ed aspettavo il suo commento. Non è stato tutto invano e la sua opera ci ha guadagnato amici, alleati e punti di riferimento che un tempo non avremmo pensato di avere. Ad esempio ho apprezzato, e non è la prima volta, il contegno e la concretezza dell'On. Durigon. Grazie per la sua instancabile dedizione e qualità. Buon lavoro per oggi ed i giorni a seguire

    RispondiElimina
  6. In effetti la Lega in Italia fa esattamente lo stesso giochino dei tedeschi, colpa dei porci del sud se loro al nord vivono male. Non vorrete mica mantenerli: si chieda l'autonomia differenziata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se le cose stessero così io non sarei dove sono. Lei invece temo di sì.

      Elimina
    2. Una rondine non fa primavera. Una luce non promette il mattino. Un bacio non significa amore. Un elogio è un oltraggio mondano.

      Elimina
  7. Potrei fare dello spirito sul fatto che in verità non abbiamo ancora ricevuto nemmeno le riparazioni di guerra per i danni enormi fatti dai Goti ma non mi va, perchè c'è una frase particolarmente ignobile e offensiva nel discorso di Solenghi, su cui mi preme rivolgere la vostra attenzione, e cioè che i tedeschi si sarebbero macchiati del crimine dello sterminio di 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento, frase aberrante nel suo falso umanitarismo, che ho sentito anche di recente in televisione (evidentemente gli autori pescano dagli stessi cesti).
    E' particolarmente ignobile perchè nei campi di sterminio nazisti sono morte 13 milioni di persone, ebrei, zingari, omosessuali, disabili, dissidenti politici tra cui decine di sacerdoti. Non si capisce bene perchè i 6 milioni di ebrei siano divenuti morti di serie A, mentre per gli altri tutto sommato, pazienza, possiamo anche scordarceli.
    Fateci caso, ad ascoltare bene, nei discorsi degli intellettuali di regime si ritrova sempre una radice marcia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusi...ma pensavo che ignobile e inaudito..fosse il fatto che Solenghi avesse dimenticato che l'Italia ha partecipato alla deportazione di una parte di quei 13 milioni di morti.

      Elimina
    2. Anche questo è vero. Puntare il dito contro i cattivi tedeschi da parte di chi è stato complice, non ci fa certo onore.
      Non mi ha colpito perchè non è un atteggiamento nuovo, direi che lo ricordo fin da quand'ero piccolo. Credo che nasca ancor prima della fine della guerra, quando in italia da quasi tutti fascisti siamo diventati quasi tutti partigiani.

      Elimina
  8. Bellissimo post! Mi ritrovo in pieno. Lo invierò a tutti i miei amici pidioti e gli chiederò di leggerlo per aiutarli a capire (ancora ci spero) le priorità del nostro paese ora.
    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A l'è inutil insegnà al mus, si piart tiemp, in plui, si infastidis la bestie."
      in Italiano:
      "E' inutile insegnare all'"asino", si perde tempo, e in più, si infastidisce la bestia

      Elimina
  9. Dott. Bagnai, la leggo e ascolto con attenzione da tempo, nel pudico silenzio di chi sa di non poter dare un contributo superiore a quello, assai limitato, della comprensione e della riflessione. Mi lasci scrivere, e mi riferisco ovviamente anche al sottoscritto, che questa collettività purtroppo non La merita, e non tanto e solo per ignoranza economica. La grande maggioranza di questo paese - prosaicamente inteso come insieme di individui sempre più approssimativamente organizzato in società - non dispone degli strumenti intellettualli, culturali, caratteriali, e dunque morali, necessari a far fronte in maniera non dico efficace, ma quantomeno dignitosa alle esigenze dei tempi. Per quanto riguarda me personalmente, posso almeno ringraziarLa per il suo impegno politico (nel senso più nobile del termine) e divulgativo, che almeno ai miei occhi ha tutti i drammatici ma commoventi connotati dello slancio romantico.

    RispondiElimina
  10. Ottimo, Grazie. Concordo pienamente. L'antigermanesimo e perdipiù quello su pagina FAZ a pagamento è da stolti. Cari saluti

    RispondiElimina
  11. Vorrei esprimere solo un pensiero sospettoso , fin'ora concretamente il governo italico ha fatto poco , io vedo per esempio in spagna che in un attimo hanno bloccato pagamenti ecc. mentre in Italia pare che si discuta su e cosa fare , mi viene il sospetto che ora si incominci a parlare di ripartenza e così dopo un mese e mezzo , piano piano faranno ripartire e continueranno a discutere su come contare i danni , nel frattempo tutti da bravi riprenderanno a stringere i denti , chiederanno sacrifici e orgoglio e basta , il tempo passa , cancella i bisogni, si cercherà di ripartire sempre più poveri ,ma rancorosi verso chi non ci ha aiutato , poi si dimentica anche quello e riprenderà il mantra più europa ecc.. Questa tecnica dell'infondere la speranza ( non il ministro ) ha funzionato per 2000 anni , vuoi mica che non funzioni più ora ? Nel momento della disperazione la speranza è l'unguento . Altra stretta sui consumi interni , altro giro di vite tanto il carnefice lo sa che la sua vittima dipende da lui e se si ribella avrà in cambio solo maggior patimenti .
    Oggi mi sento ottimista !!!

    RispondiElimina
  12. Leggo dalla rivista tedesca “ finanzmarktwelt “ di oggi 30 marzo il seguente titolo : “Warum das Coronavirus den Euro beerdigen könnte ”!

    Perfetto.Potremmo rispondere con Manfredi : “
    fusse-che-fusse-la-vorta-bbona “ !

    Interessante,anche se non originale, la conclusione della rivista :

    “Dass bei der Konstruktion des Euro entscheidende Fehler gemacht wurden, bemerkten die Menschen spätestens 2011 mit der Krise in Griechenland.

    Der für alle Teilnehmer einheitliche Wechselkurs ist für schwache Volkswirtschaften zu hoch und für starke Volkswirtschaften zu niedrig.


    Das verschärft die Ungleichgewichte, statt sie abzubauen, wie es das Ziel der EU ist.

    Das Coronavirus und die dadurch bedingten rapiden Veränderungen in Europa sind eine Chance, den Euro einvernehmlich aufzugeben und zu nationalen Währungen zurückzukehren. Am Ende profitieren davon alle.

    Bagnai lo diceva, e lo scriveva. Ma era,la sua, una “ vox clamantis in deserto “


    RispondiElimina
  13. Riassumendo: l'unica proposta seria da fare ai tedeschi è quella di smantellare in modo coordinato della Zona Euro, per cercare di minimizzare i danni e garantire a tutti i paesi colpiti dalla crisi del corona virus di poter mettere in campo i mezzi necessari a riprendersi senza doversi preoccupare delle rivalse di qualcun altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E perché i tedeschi dovrebbero accondiscendere, soprattutto se fossero ottusamente avidi come ora, improvvisamente, vengono descritti dai MSM, dopo che questi ultimi li hanno proposti per 20 anni come fulgido esempio di efficienza e rettitudine?

      La globalizzazione è al crepuscolo, per i tedeschi sarebbe più conveniente rilanciare il mercato interno e dirci bye-bye, tornando al Deutsche Mark (di cui non è mai stata abrogata la legalità), che si rivaluterebbe rispetto all'Euro e impatterebbe sull'export (ma sarà comunque un fenomeno mondiale), ma permetterebbe di ripagare i Bund emessi in Euro (e a tassi negativi!) sfruttando un cambio ancor più vantaggioso.

      Elimina
  14. Profondo come sempre.

    Grazie

    RispondiElimina
  15. Abbiamo urgentemente bisogno di BIT (Buoni Italiani Tesoro) è più comprensibile di Mini bot ed una volta in circolazione potrebbero rimanere come nuova valuta 1600 bit al mese suona bene ...

    RispondiElimina
  16. Egregio Alberto Bagnai, mi auguro che la sua lucidissima essenza rimanga tale anche con e tra le incombenze quotidiane. Lei riesce a intravedere e descrivere le più opache vicende storiche e di attualità, raccontarle in maniera impeccabile con citazioni e annotazioni stimolanti. Sono un uomo di mondo, trader internazionale che si autodefinusce "mercante medievale" dopo aver vissuto in varie parti del mondo. Ho da poco tempo conosciuto la sua persona attraverso Tweeter e poco tempo fa ho avuto il piacere di stringerLe la mano. Ero in compagnia di mio figlio diciassettenne, al quale inoltro ciò che trovo circa i suoi scritti. Egli studia economia in un college inglese e vorrebbe fare il "mercante" come il genitore. Non credo che il mio apprezzamento aggiunga altro alla Sue competenze, ma desidero conosca la riconoscenza di un uomo che ha conosciuto tanta e varia umanità per non capire la validità di un uomo. Grazie per l'attenzione e per ciò che scrive.
    David Bisceglia

    RispondiElimina
  17. Finalmente sono riuscito a capire come inserire un commento, l’età un poco avanzata mi ha reso maldestro, eppure era così facile.
    D’accordo, sul significato politico di quanto scrivi, nonostante non mi sia ancora convertito alla Lega (sono sempre socialista, anche senza partito) concordo con la tua lotta politica (che, a mio parere, non è del tutto quella di Salvini).
    Sono pure ammiratore della cultura tedesca, e della lingua, che purtroppo non conosco; quando è ben parlata, come ho sentito da un colto amburghese, anche uno che non la capisce ne può avvertire l’intima ricchezza.
    Tuttavia qualcosa non torna. La Germania ha seri problemi.
    A parte la contestata frase di Churchill, Nabokov scrisse (Ada o ardore): “terra (l’Europa) si stava riprendendo dopo aver sopportato i bruti e le belve che la Germania genera inevitabilmente quando realizza i suoi sogni di gloria”
    A parte la crudezza della frase di Nabokov, che ebbe un soggiorno molto triste in Germania, e ne volle fuggire, temo che i sogni di gloria stiano tornando.
    Non mi riferisco al tenere fede alle regole che noi stessi abbiamo sottoscritto, bensì al fatto che queste regole, consentite dalla nostra dabbenaggine, e alla -giusta e sacrosanta- decisione di sottomettere le regole europee alla loro costituzione, hanno permesso alla Germania di avere grandi vantaggi economici, nascondere la condizione delle loro banche, e assumere un ruolo oggettivo di comando (pur consentito dalle debolezze altrui).
    Temo che il sogno di dominio (non militare perché -giustamente- “c’è l’atomica”) sia tornato.
    E’ pur vero che la Germania è stata tirata a suo malgrado nella I guerra mondiale e che l’ingiusta pace impostale ha fomentato la seconda, ma la sotterranea volontà di dominio sul resto dell’Europa a mio parere rimane. (Stessa volontà che avrebbe la Francia, ma con pochi mezzi).
    Mi preoccupano due aspetti della Germania.
    Il primo è la lingua. Sarò poco informato, ma dopo Günter Grass e Christa Wolf, la Germania mi sembra che non abbia più una letteratura di alto livello.
    Spero che, germanofono, tu mi possa smentire, perché un paese senza letteratura è un paese malato.
    L’altro aspetto è la povertà inflitta al buona parte della sua popolazione: nel 2017 ho fatto un viaggio a Dresda, Lipsia e le altre città d’arte della Germania Orientale e sono stato stupito di quanta povertà, o comunque ristrettezza, ci fosse dopo 20 anni dall'annessione.
    (Peraltro, anche dopo la frontiera svizzera, in Germania Ovest non era possibile usare i bagni degli Autogrill se non a pagamento e il caffè decaffeinato sconosciuto).
    Tutto ciò non può avere altro motivo se non la politica di potenza.

    RispondiElimina
  18. Un politico serio non offende, ne si pega a nessun paese, vorrei che lo ricordassero anche Salvini e la Meloni quando insultano il governo cinese, perchè se un giorno guiderannoo il nostro paese, dovranno dialogarci ed ovviamente cambieranno atteggiamento, ma non è un atteggiamento equilibrato e decoroso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci avesse impestato l'Iran (o Cuba, o qualsiasi altro Stato non allineato) lo avrebbero 1) bombardato per portare l'igiene del mondo e/o 2) blindato per cent'anni di embargo. Fra cadute di gusto ed ipocrisie, meglio le prime.

      Elimina
  19. Professore,concordo con lei su quasi tutto e ho letto tutti i suoi libri. Le colpe maggiori sono di chi quei patti assurdi li ha sottoscritti ma è innegabile che la Germania,da quando siamo entrati nell'euro, ci ha sempre ricattato, usando le nostre debolezze contro di noi. E allora? Le colpe sono da attribuire di più ad uno strozzino o di chi si pone alla sua mercé?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah...non se il paragone è calzante, nel senso che spesso agli strozzini si rivolgono persone onestissime ma con l'acqua alla gola, per diversi motivi.
      E cmq Grecia docet.

      Elimina
  20. Caro Bagnai,tu ,Borghi e tutta Lega ,pur essendo all'opposizione, state facendo veramente grandi cose per il bene dell'Italia. I vostri sforzi spesso castrati da ottusi e scappati di casa (cit. Borghi) è veramente encomiabile. Ma un'altra cosa mi preme sottolineare. La vostra capacità di mantenere il sangue freddo.Noi lettori e sostenitori intuiamo solo una piccola parte delle nefandezze e delle cose immonde a cui voi dovete assistere, e qualche volta sottostare, nell'agone politico. Ciònonostane mantenete un aplomb istituzionale ammirevole ,che invidio ,e che per miei limiti difficilmente sarei capace di imitare.
    Che Dio vi benedica sempre. Grazie per tutto quello che fate.

    RispondiElimina
  21. 9 anni dopo il primo post continua ad essere una delle poche fonti di ottimismo, anche durante un periodo come questo. Non ha nemmeno idea di quanto i suoi post durante questi anni mi abbiano dato un enorme aiuto a sentirmi meno solo, meno compreso.

    Grazie mille. Spero di rivederla al prossimo goofycompleanno (virus permettendoo).

    Saluti da una soleggiata Zurigo.

    RispondiElimina
  22. Il buon Dio ha messo le Alpi fra noi e loro , vediamo di non unire cio' che Dio ha diviso .

    RispondiElimina
  23. Quando leggo questi post mi chiedo dove saremmo, dove sarei, senza il suo straordinario e incessante contributo degli ultimi nove anni.
    Lumeggiare la luna, mentre gli altri contano le dita, è un talento personale, divulgarne la mappa è senso dello Stato.
    Avanti tutta, professore.

    RispondiElimina
  24. Citerei anche la trattazione sul problema tedesco di Orizzonte48:
    https://orizzonte48.blogspot.com/2018/02/tutto-quel-che-dovete-sapere-sulla.html?m=0

    RispondiElimina
  25. Una ricostruzione come sempre ineccepibile, ed è indubbio che le responsabilità della nostra posizione di assoluta debolezza nella UE derivino dalla pervicace incapacità della nostra classe dirigente di tutelare gli interessi nazionali, come invece fanno i tedeschi (e tutti gli altri). Che poi si tratti di incapacità o di scelta dolosa, è questione aperta. Quindi il problema non è 'La Germania è cattiva', e tuttavia dobbiamo pur ammettere che in questi anni le frequenti e insopportabili tirate moralistiche, spesso insultanti e offensive verso il popolo italiano, che sono arrivate da politici e giornalisti dei Paesi nordici (Germania, ma anche Olanda, Lettonia ecc.), e fra questi anche i simpatici inviati speciali a casa nostra, come Tobias Piller, giustificano a mio avviso un alto livello di risentimento. Del resto, gli stereotipi che utilizzano contro di noi sono quelli di cui si serve quella larga parte della stampa italiana che fa dell'autorazzismo la sua mission.

    RispondiElimina
  26. << Non sono cattivi X a volerle applicare, sono stupidi Y a sottoscriverle senza capire che cosa stessero facendo >>

    Questo modo di impostare il ragionamento è di una pericolosità inaudita: si lascia sottintendere che nei rapporti economici la ricerca del profitto e/o del dominio è l'unica sacrosanta regola non scritta, una sorta di primaria fonte del diritto, sotto la quale tutte le altre regole possono capitolare, perfino i dieci comandamenti sono carta straccia.

    È praticamente equivalente ad asserire che la colpevolizzazione della vittima è una cosa giusta. Da lei non me l'aspettavo.

    Se ragionare in questo modo non fosse malsano sa cosa si potrebbe proporre anziché uscire dall'Euro? Di fare come loro, facendo firmare a qualche paesello più debole e più sperduto del nostro un contratto capestro con il quale risucchiare risorse, perché tanto... i potenti fanno tutti così.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma cosa dice!? Ma che cosa c’entra “la ricerca del profitto nei rapporti economici” se qui si sta parlando di Trattati internazionali!? Qui il moralismo lo sta facendo lei.

      Elimina
    2. Di contratti nella mia vita professionale ne ho negoziati e firmati a decine, ed è esattamente come dice il prof.
      Negozi quello che capisci e firmi quello che hai negoziato.
      E te ne assumi le responsabilità.

      Elimina
  27. Ma i Cinque Stelle hanno capito che il meccanismo ostruzionistico ricattatorio del MES potrebbe essere esercitato anche contro di loro?

    RispondiElimina
  28. Caro Prof. e On.le Senatore,
    perdoni la mia ottusità, ma non capisco.
    A parte l'idiozia di chiedere soldi a qualcuno dandogli del "pulciaro" irriconoscente - a parte questo da Lei più volte stigmatizzato -non capisco che logica ci sia alla base della volontà sbandierata di volersi indebitare (nuovamente) coi terzi.
    Visto che il prossimo indebitamento è una scommessa sulla nostra produttività post covid, non converrebbe contrarre tale debito con noi stessi?
    E poichè i noti Austeriani nostrani (Monti in primiis) menano un solo vanto: abbiamo agito per la necessità di nazionalizzare il nostro debito pubblico, non comprendo che logica stia alla base della reiterata odierna richiesta di strumenti di indebitamento con terzi.
    Perchè una logica c'è di sicuro; anche uno schizofrenico ce l'ha.
    Mi perdoni. E porti pazienza.

    RispondiElimina
  29. Scusi l'ingenuità della domanda: se stanno cercando di rafforzare il vincolo esterno con l'idea che chiunque venga dopo di loro debba comunque continuare sulla stessa strada: cercare di trasmettere il messaggio che voi non rispetterete le condizionalità preferendo anzi l'italexit non potrebbe fare da deterrente?

    RispondiElimina
  30. Caro Prof. e on.le Senatore,
    perdoni la mia ottusità, ma non capisco.
    A parte l'idiozia - da Lei giustamente stigmatizzata - di chiedere prestiti a un terzo dandogli del "pulciaro" irriconoscente. A parte questo, non capisco perchè questa insistenza dei nostri Governanti a volersi indebitare coi terzi.
    Visto che l'indebitamento che incontreremo sarà fondamentalmente dovuto ad una scommessa sulla nostra produttività futura, non converrebbe indebitarci con noi stessi?
    I nostri Autesriani (Monti in primiis), in tutti questi anni, hanno menato un unico vanto: l'austerità è stata necessaria perchè solo con essa ci siamo potuti riappropriare del nostro debito pubblico, che fino ad allora (2011) era deternuto in prevalenza da terzi. Ora gli stessi sedicenti salvatori invocano strumenti (corona/eurobond) che sono forme ulteriori di indebitamento con terzi. Domanda: che logica c'è sotto (perchè una logica ci deve essere; visto che anche lo schizofrenico ne ha una, anzi due).
    Perdoni la mia ottusità e porti pazienza.
    La ringrazio

    RispondiElimina
  31. Sostituendo "la ricerca del profitto nei rapporti economici" con "la stipulazione di trattati internazionali" il succo della mia contestazione non cambierebbe di un millimetro, e infatti per evitare di rispondermi nel merito ha imbastito una questione di lana caprina.

    Del resto il blog è suo e nessuno la obbliga, giustamente e fortunatamente (ci mancherebbe altro), a rispondermi e/o a postare le mie repliche.

    Ma la questione da me posta RIMANE, e la ripropongo: la visione che ci ha propinato con quella frase infelice è quella secondo la quale se uno Stato viene depredato in sede di stipula di un trattato internazionale (o se vengono poste le condizioni per la sua futura depredazione) la cosa è più che normale, buona et giusta, perché quello è il modus operandi, la legge non scritta della politica internazionale, e la colpa del disastro ricadrebbe unicamente sullo Stato-vittima che non ha saputo leggere i cavilli del contratto capestro e/o che non ha saputo difendersi.

    Questa cosa ha un nome: colpevolizzazione della vittima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, la sua questione non rimane perché è una non questione. Non c’è nessun “contratto capestro” e nessuno Stato “povera vittima”. C’è un complesso di relazioni di classe e geopolitiche che lei non ha gli strumenti per decifrare. Il semplice dato che lei interpreti gli Stati a mo’ di figure allegoriche, dando loro una soggettività che non hanno (la signora Germania, bionda e cattiva, la signora Italia, bruna e mite), la qualifica come carente di categorie interpretative essenziali, di cui qui ci siamo dotati negli anni, con lo studio, ascoltando prima di parlare, leggendo prima di scrivere. Si chiama netiquette, fra l’altro. Il fatto di non essere in grado di capire quello che qui si dice però non l’autorizza a mettermi in bocca cose che non ho detto. Quindi, buon proseguimento altrove.

      Elimina
    2. Esimio professore, mi inchino di fronte alla sua Scienza e mi dolgo e mi pento per le mie carenze di strumenti interpretativi della realtà. Sa, i poveracci come me non hanno tempo di decifrare le relazioni geopolitiche, devono passare il tempo sul sito dell'INPS bloccato da stamattina per raccattare l'elemosina da 600 euro.

      Elimina
    3. Me ne dolgo per lei. Se avesse capito prima quello che sta succedendo (non è difficile, tanti altri qui lo hanno fatto) avrebbe potuto aiutare il Paese a dotarsi di un Governo meno subalterno, e QUINDI avrebbe avuto più facilmente il sostegno che ora le serve e per il quale ci stiamo battendo in Parlamento. Continua a essere fuori luogo. Ora mi dica anche che non voterà più Lega (come dicono tutti quelli che non l’hanno mai votata) e io mi permetterò, se posso, di consigliarle il PD. Siamo in democrazia. Chi ha voluto l’Europa se la sta godendo: Calenda, come lei. Ora potete cambiare idea, o prendervela con chi per anni ha cercato di convincervi. Vedete voi.

      Elimina
    4. Democrazia? Quale film ha visto? Si sta per caso riferendo al cantone svizzero di Appenzello Interno?

      Avrei un'altra domanda, ma essendo lei un economista e non uno storico non so se potrà aiutarmi, io non riesco proprio a venirne a capo.

      Per quale motivo nel dipinto di Delacroix "La Liberté guidant le peuple" nessuno dei presenti ha con sé un modulo prestampato di autocertificazione?

      Elimina
    5. Quindi oltre a non sapere dov’è questo quadro e a non averlo mai visto non sai neanche come io la pensi sui DPCM?

      Elimina
  32. È solo grazie alla lettura di questo blog che, in questi giorni, tutti questi nuovi antitedeschi mi stonavano.
    Grazie, grazie, grazie. L'unica cosa che posso fare e pregare per Lei.
    Che Dio la benedica e protegga.

    RispondiElimina
  33. Grazie Alberto. Aggiungo soltanto che anche io, uno dei tanti lettori, concepisco che possa avvenire ciò che temi(amo). Spero soltanto, ad ogni modo, che ci sia un voto parlamentare chiaro in cui al MES (o surrogati) c'è chi vota a favore e chi contro. Poi per me va bene tutto. Ma l'idea che un domani laqualunque possa nascondersi dietro un dito senza prendersi la responsabilità di queste scelte, questo, mi manda in bestia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo stanno aggirando del tutto il Parlamento. Siccome non hanno in mente modifiche “formali” dei Trattati, non ci sarà nemmeno un voto di ratifica (a prescindere dal fatto che il Ministro non ha risposto all’invito della Commissione a riferire: ovviamente la L. 234/2012 la rispettano quando non serve…).

      Elimina
    2. Ecco, c'è una cosa che non riesco a mandare giù e la pongo in modo semplice semplice: se io non rispetto una legge allira c'è una sanzione che viene applicata da un organo compeyente; qui c'è un ministro che non rispetta una legge e che potrebbe arrecare un danno notevole al Paese e non c'è nessuna sanzione. A che serve la legge?

      Grazie

      Elimina
  34. Professore, la seguo, praticamente, da quando ha aperto IL (tutto maiuscolo, non è un errore di scrittura) Blog cioè da quando ha dato l'opportunità di capire dinamiche complesse, spesso molto complesse, a chi avesse avuto il desiderio di farlo. Nonostante in tutti questi anni non abbia perso neanche una parola da lei scritta, ogni volta che leggo un suo post rimango stupito ed estasiato da tanta passione, competenza, intelligenza, lucidità, cultura e, avendo in lei una stima praticamente infinita, potrei andare avanti ancora molto con i complimenti. Non smetterò mai di ringraziarla per quanto ha fatto, sta facendo e farà per questo stupendo Paese che ha si bisogno di persone come lei ma, soprattutto, di Lei. Grazie.

    RispondiElimina
  35. Leggo che la Commerzbank inviterebbe a vendere i BTP italiani qualificandoli come prossima spazzatura. E leggo inoltre di una irata reazione di Stefano Buffagni. Non è che, per caso, siano proprio i tedeschi e spingere per una italexit dall'euro? Forse converrebbe anche a loro, ma non osano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che anche se il disastro di questi giorni sta dimostrando che l’Italia potrebbe reggere lo shock di una uscita dall’euro (non sarebbe peggio di così), la cosa più razionale per tutti sarebbe che se ne andassero i più “antieuropeisti”, cioè i tedeschi. Al contempo, il disastro di questi giorni ci dimostra che questo Governo non sarebbe in grado di gestire alcuno scenario in modo risoluto ed efficiente.

      Elimina
  36. Scrivo da Brescia, 12 km dal centro cittadino in direzione Bergamo, in pratica vivo nel posto più pericoloso d'Italia o giù di lì.

    Le giornate sono state scandite non più dalle campane della chiesa del paese, ma dalle sirene delle ambulanze; ora sembrano in calo, ma non troppo. Considerando che di ospedali non ce ne sono nel raggio di quasi 10 km, ognuna di quelle che passano molto probabilmente trasporta un compaesano o uno dei paesi limitrofi, qui il tam tam del paese dice che ai 110 casi ufficiali se ne dovrebbero aggiungere 5 volte tanti, i morti sono almeno 20 solo nel mese di Marzo.

    Seguo Goofynomics da ormai 8 anni, ho conosciuto (virtualmente) prima il professore e sono molto contento che ora sia senatore di un partito che sotto la precedente leadership non mi era particolarmente gradito (non tutti i bresciani sono leghisti dopotutto, molti lo stanno diventando da un paio d'anni a questa parte), ma ora va nella direzione giusta e finché resterà quella, continuerò a farlo (riesco a leggere dietro ogni strategia per fortuna, non sono un tuttosubista).

    Ho molta fiducia in lei e nei suoi colleghi e ringrazio tutti per il lavoro difficile e pesante che state facendo e soprattutto di riuscire a trovare le energie e il tempo per tenerci informati.

    Ho provato negli anni a spiegare agli amici piddini ciò che avevo faticosamente appreso qui, ma per alcuni si tratta di convinzioni religiose, quindi impossibili da scalfire e quindi ho appreso la verità insita in quel post del 2013 "l'importante è desistere" o come ha commentato lei poco sopra "Fatica sprecata".

    Ora sono qui a ricordare un amico deceduto oggi pomeriggio, mentre la mia attività è chiusa (dal 10 marzo, per senso di responsabilità) e per svariati motivi con i quali non voglio annoiarla, non rientro nemmeno nei famosi 600 euro per gli autonomi, con i quali sinceramente non pagherei manco un mese di affitto del negozio.
    Io resisto, ce la faccio ora e ce la farò per qualche mese, mi preoccupa più il rientro (se va bene a metà Maggio, ma deve andare bene davvero) visto che la mia attività non vende certo prodotti di prima necessità e l'impoverimento della popolazione lo stavo già sperimentando da anni.

    In questi giorni sono riuscito anche a sedare quella rabbia "distruttiva" nei confronti degli incompetenti che stanno attualmente al governo, ma non significa che mi sia arreso o rassegnato, anzi... l'ho forgiata in una determinazione e in una solida convinzione che tutto questo forse farà aprire gli occhi a molta gente, certamente non ai religiosi del piddinismo, ma a tutti quelli che non avevano mai approfondito le questioni politiche ed economiche e forse ora iniziano a capire; nella mia limitatissima statistica telefonica (quante chiamate fiume in questi giorni!) i più svegli hanno aperto gli occhi, alcuni sono ancora un po' dubbiosi o non hanno ben compreso il motivo e si aggrappano a questo o quel trend dei media.

    La ringrazio per tutto quello che ha fatto e continua a fare e così i suoi colleghi.

    Ora cerco di capacitarmi che per la prima volta in vita mia non potrò portare il mio saluto ad un amico che se ne è andato e nemmeno quella briciola di conforto che potrei offrire alla sua famiglia con la mia presenza, potrà abbandonare le mie mura domestiche.

    RispondiElimina
  37. Quindi Prof. è grave al momento del cambio auto aver optato su un modello NON costruito in Germania ma nel sud della Spagna?
    A mio discredito aggiungo anche di aver anche comprato un mezzo a trazione inrida.

    RispondiElimina
  38. Guardando la storia si vede che l'Italia è quella di Lissa, Caporetto e 8 settembre. Quindi prepariamoci.

    RispondiElimina
  39. Buongiorno senatore.
    La questione principale è......quella del debito e della sua garanzia.
    Perché noi italiani non abbiamo più in portafoglio i tds?
    Eppure abbiamo liquidità sul conto ferma.
    Perché non siamo patrioti?
    No, perché non siamo coglioni.
    Se viviamo in un sistema in cui il debito pubblico non è garantito dalla banca centrale il debito è paritetico a qualsiasi Bond societario.
    La cosmesi della parola guerra o coronavirus non rende un btp sicuro.
    La questione è tutta lì.
    O si strappano i trattati e si riscrivono o si strappano e basta.

    RispondiElimina
  40. Ich fremdschäme für sie - Sono a disagio e mi vergogno per quanto e come, questi sindaci ed esponenti politici hanno scritto nella lettera alla FAZ, forse più che se l'avessi scritta io o Lei.
    Dietro competente e gradito suggerimento, l'ho assiduamente seguita da fine 2011, pur non avendo mai commentato:non ho la competenza tecnica ed accademica richiesta.
    Sappia comunque, per quello che può servire, che in tutti questi anni la mia, ho seguito le Sue interessanti lezioni su questo blog ed altri media; e mi sono chiarito moltissimi dubbi che avevo. Non possono bastare le parole per ringraziarLa e continuerò, nel mio piccolo e per quanto possibile,a dimostrarLe la mia gratitudine, ombrosa e nell'ombra.
    Franco - Primitivo di Bergamo IGP

    RispondiElimina
  41. Rispondo ad Unknown 1 aprile 15:30 Secondo me che si pone alla sua mercé. E' ovvio che eticamente essere uno strozzino non è certo il massimo, chi si pone però, alla sua mercé come si può considerare se non uno stolto? O al contrario un furbo perché magari ci si pone per delle convenienze che non coincidono, però con quelle di chi dovrebbe rappresentare.

    RispondiElimina
  42. Mi spiace che @Patrick non comprenda in nesso che lega coloro che impongono Trattati iniqui a Paesi che sono costretti a condizioni di subalternità, con i gruppi dirigenti dei Paesi che tali Trattati li subiscono. Spesso si tratta di partiti politici alleati o contigui, a volte veri e propri clan di opportunisti che utilizzano le Istituzioni come porte girevoli per approdare alle Banche d'affari o altre società finanziarie. Inoltre, le alleanze che si realizzano tra i gruppi politici dominanti sovranazionali e i gruppi politici degli Stati dominati impediscono lo svolgimento della normale dialettica democratica, creando le condizioni di ricatto e instabilità sui mercati finanziari quando al Governo del Paese dominato vengano scelte dai cittadini forze politiche non gradite al potere sovranazionale. L'intreccio di interessi, spesso inconfessabili, tra questi gruppi politici e tecnici immuni da responsabilità politica e giuridica e al riparo dal giudizio democratico degli elettori degli Stati Nazione, è così profondo da compromettere la democrazia.
    Fino a che gli elettori dei Paesi dominati non avranno consapevolezza di questo furto di democrazia e sovranità, non vi sarà possibilità di allentare la morsa che li strangola.

    RispondiElimina
  43. Buongiorno,

    scusi se non riesco a seguire tutto, è la prima volta che leggo il blog e non sono un economista.
    Fermo restando che sono d'accordo che sia un atteggiamento molto ingenuo quello di rimproverare a Olanda e Germania le loro posizioni (che piaccia o meno, credo che la politica sia guidata dal pragmatismo e non da "ideali moralistici"): concretamente, vista l'urgenza in cui ci troviamo, quali sono secondo Lei gli strumenti finanziari che sarebbero più atti per ricevere dall'Europa un "aiuto" che non si riveli un'usura?
    Oppure pensa si debba contare solo sulle risorse nazionali/uscire dall'Europa?
    Non sarebbe un processo molto lungo da realizzare adesso?

    Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L’acquisto di titoli da parte della BCE.

      Elimina
    2. Mi permetterei di asggiungere, non sui meccanismi del QE, cioè non proporzionalmente alle quote delle BCE.
      Non è che se il reddito pro capite in grecia è 1/20 di quello in Germania, per questo le mascherine o i ventilatori i greci li pagano 1/20 dei tedeschi....

      Elimina
    3. Grazie mille della risposta (e anche della puntualizzazione di Stefano).

      Domandavo anche perché ho ricevuto per email una petizione per chiedere ai ministri delle Finanze europei l'attivazione di un fondo comune di emergenza per la pandemia (“come hanno fatto per le banche”, riporto). Volevo firmarla, ma non si entra nel dettaglio della proposta come avrei preferito, così mi sono chiesta se non stessi per firmare qualcosa con effetto boomerang. Si diventa molto diffidenti...

      Elimina
  44. Non sono buoni manco per fare gli europeisti; se mi arruolassero tra di loro sarei più capace pur non credendoci.

    RispondiElimina
  45. Non so se un comune amore per la musica possa far da arginare alle tendenze millenarie. Di musiche ce ne son tante e chiamarle col none unico assomiglia ad un malinconico espediente.
    Amici, i tedeschi, non lo sono mai stati, e men che meno i francesi; ed è questa, in ultima analisi, la tendenza millenaria. D'altronde se la loro parte in commedia è quella riassunta nella benevolenza del macellaio, quale miglior termine selezionare per l'occasione? Cosa può temere di più il porco se non la lama affilata del suo carnefice?
    Il problema è più profondo: se non possiamo sperare nella benevolenza del macellaio, ci dobbiamo rassegnare a magiare gatti spacciati per conigli. O crauti per pizza margherita; perché a ciascuno il suo, e quando si fanno i conti, nessuno si può chiamare fuori.
    Deve essere che, infine, proprio qui, io ho imparato più del necessario, e forse potrà pure essere accaduto perché preferisco, per esempio, Rossini a queste lagne. E la metto giù così dura, e più del necessario, perché amante non lo sono mai stato, ma tradito spesso, forse sì. Troppo spesso.
    Delenda Carthago!

    RispondiElimina
  46. Professore, interessante questa intervista https://www.essere-informati.it/ministro-tedesco-se-litalia-esce/ per i meno giovani un none molto conosciuto.

    RispondiElimina
  47. Orgoglioso di far parte dei 5000 iscritti.
    Grazie per avermi aperto gli occhi dopo anni di indottrinamento
    a mezzo stampa,quella stampa asservita al pensiero unico liberista che ha occupato anche l'accademia e le istituzioni per farci ingollare teorie vecchie ottocentesche che i nostri costituenti avevano rigettato con forza.
    GRAZIE PROF.

    RispondiElimina
  48. Ciao a tutti, premetto di aver letto il post solo in parte e un po’ in fretta, mi ripropongo di farlo con più calma. Nel frattempo vorrei porre una domanda (non al prof, che ha già fin troppo da fare, mi rivolgo a qualche lettore del blog più esperto di me, e ci vuol poco...) facendo riferimento al pezzo in cui ci si chiede giustamente quale sia la necessità del MES vista la garanzia BCE via QE e visto il sacrosanto sblocco dei vincoli sul deficit per far fronte all’emergenza covid e crisi economica post-sanitaria. Volendo anche ipotizzare un MES “buono”, senza alcuna condizionalità e volendo anche ipotizzare che sia possibile che attraverso il MES non vi siano limiti al prestito (quindi non vi sia un tetto di circa 35 mld, ma in qualche modo si possa arrivare ad esempio a 200 mld per l’Italia, tanto per dire una cifra di ordine di grandezza proporzionato alle necessità).
    Ok, facciamo una stima molto a spanne di quanto differisca il costo diretto (perché poi nella realtà c’è anche il costo di avere la troika in salotto come sanno i greci) di un indebitamento di 200 mld via MES rispetto al corrispondente via BTP?

    La domanda vorrebbe essere banalmente del tipo: ma anche se ci fosse il MES buono e anche se riuscissimo ad ottenere in quel modo 200 mld... Quanto sarebbe poi il risparmio rispetto a finanziarci direttamente emettendo BTP?

    Io ho buttato giù una stima (cautelativa) che sicuramente sarà ceffata, ma mi piacerebbe sapere se il ragionamento è corretto oppure dove sbaglio.
    Ipotizziamo che via MES riuscissimo ad emettere titoli a tasso uguale ai bund, quindi minimo tasso della zona euro (massimo vantaggio per lo stato insomma).
    Lo spread attuale BTP/BUND è di circa 200 punti, quindi un 2%.
    Allora in un anno su 200 mld si dovrebbero risparmiare 4 mld. Occhio che potrei dire castronerie... correggete.
    In 10 anni parliamo di 40 mld che si risparmierebbero usando il MES. Poi va be’ il MES prevede tempi più lunghi per il rientro se non sbaglio, ma va be’...

    Può avere un senso il conto di cui sopra? Dove sbaglio?
    Grazie in anticipo! :)




    PS.
    In questi giorni difficili parlare di conti può sembrare non opportuno, lo dico dopo che sono mancati alcuni amici e conoscenti causa covid. Tuttavia non riesco a togliermi dalla testa che se alcuni di loro fossero stati ospedalizzati con più tempestività forse sarebbero riusciti a venirne fuori, parlo di persone over 70, ma non per questo non ancora in forma e pienamente attive: un nonno pieno di idee per strappare una risata alla nipotina, con tanti progetti per coltivare l’orto, distillare un po’ di grappa, allestire il suo motocarro con questo o quel buffo aggeggio che a cosa poi servisse non si sa; un falegname dedito con passione ai suoi lavoretti proverbialmente da ultimare, ma una volta pronti lasciavano a bocca aperta; una donna intelligente grande camminatrice che tanto ancora aveva da dare. Capisco anche che l’emergenza abbia messo a dura prova le nostre strutture e conosco il concetto di “triage”. Tuttavia proprio quei conti negli anni passati potrebbero essere in parte causa della tendenza odierna a lasciare a casa il più possibile un paziente (sperando che migliori lì dov’è e sapendo di avere troppo poca disponibilità in terapia intensiva). E allora vorrei ringraziare chi ci tiene informati, nonostante queste tristi circostanze, su quanto avviene dove i conti si decidono.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. https://goofynomics.blogspot.com/2020/03/leuropeisti-anonimi-ancora-sul-mes.html
      "perché vorreste firmare e riconfermare il MES per pagare assai salato quello che potete avere GRATIS?"

      Elimina
    2. Grazie per la risposta anzitutto.
      Scusa se sono ignorante io in materia, ma non ho afferrato il senso della tua risposta, pur leggendo il post indicato.
      Chiedevo cifre (ancorché a spanne) per avere un idea anche numerica in modo da poter concludere che sebbene anche ci fosse un eventuale risparmio diretto, la sua entità sarebbe comunque piccola rispetto ai punti di PIL che potremmo perdere in futuro se poi le condizionalità rientrassero dalla finestra (quand'anche siano uscite dalla porta e fin ora non sembra proprio). E insieme ai punti di pil dovremmo anche mettere in conto espropri dal patrimonio statale (già si anticipa roba tipo: "daremo in pegno montecitorio"...), svendite di partecipazioni strategiche ecc ecc (v.di grecia in sintesi).

      Elimina
    3. In Logica si dimostra che, a partire da una proposizione falsa, si può dimostrare qualsiasi altra proposizione, indifferentemente vera o falsa. Il presupposto del "MES buono" può portare a calcolare qualsiasi cifra si voglia dimostrare "corretta".

      Elimina
    4. Ok, mi limito a ringraziare ancora per le risposte anche se mi aspettavo qualcosa di meno logico e più numerico.
      E grazie al prof per dare la possibilità (anche a chi pone per ignoranza domande probabilmente poco sensate come la mia) di comunicare in questo spazio, e ovviamente per il lavoro d'informazione (ma non solo!) che continua a portare avanti anche con le dirette di questi giorni, così come Claudio.
      Un saluto! E speriamo in tempi migliori!

      Elimina
  49. Ma Giuseppi non aveva detto "faremo da soli", occorrerà ricordarglielo passati i 10 giorni. Il momento Tsipras è dietro l'angolo, anche per la Lega.

    RispondiElimina
  50. Grazie professore. Grazie senatore. La seguo in silenzio da anni ma solo in quest’ora buia sento veramente il bisogno di ringraziarla. Grazie per questo post cristallino illuminante e letterariamente bellissimo e per tutti quelli che ho letto su questo blog che mi hanno aperto gli occhi e la mente.

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.