MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

domenica 1 dicembre 2013

Eh, ma i tedeschi hanno investito!

Voi l'avete mai sentito un piddino, uno di quelli puri e duri, di quelli che invocano la Wehrmacht, di quelli che farebbero rastrellamenti e decimazioni in tutti i ministeri (tranne quello dove lavorano loro), di quelli che chiuderebbero tutti gli ospedali (tranne quello del loro borgo), di quelli che "Berlusconi è un porco" (ma poi si scopano la vicina del piano di sopra), ecc. (ognuno di voi potrà proseguire questa enumerazione, questo deve essere un post corto)?

L'avete mai sentito?

Fra le tante scemenze che il piddino ci somministra, la più colossale è questa: "Eh, ma i tedeschi sono competitivi perché hanno investito!".

Ah sì? Tu da questo già capisci l'asino, perché il fatto è che siccome nihil ex nihilo, se uno è un esportatore netto, è quasi matematico che avrà investito troppo poco.

Ricordo brevemente perché (è più facile dei logaritmi, tranquilli). Il punto è semplice e deriva dall'uguaglianza fra offerta e domanda. L'offerta aggregata (il Pil) di un paese è Y, e il suo valore coincide con quello dei redditi distribuiti e quindi percepiti. La domanda, cioè la spesa (perché in macroeconomia la domanda non è un desiderio ma un acquisto) è la somma dei consumi delle famiglie, di quelli dello stato, delle spese per investimento degli imprenditori, delle spese che i non residenti fanno nel nostro paese (le nostre esportazioni), alle quali sottraiamo le importazioni, perché sono spese che noi facciamo in altri paesi, e quindi generano reddito in quei paesi, e non nel nostro.

Da qui deriva l'ovvia relazione:

Y = C + G + I + X - M

che si legge: il Pil è uguale alla somma della spesa per consumi (privati e pubblici), investimenti e esportazioni, meno le importazioni.

Bene: ora voi vi ricordate che se porto una cosa dall'altra parte dell'uguale il segno cambia, no? Non mi fate come Uga, vero (che ancora non deve effettuare questo doloroso passaggio, ma io già me lo pregusto: Vorfreude ist die schoenste Freude...).

Ecco, allora portiamo un po' di cosette a sinistra (operazione di questi tempi piuttosto difficile):

Y - C - G - I = X - M

Ora, ricordiamoci di una cosa molto semplice: cos'è il risparmio? Quello che si guadagna, meno quello che si consuma. Succede a noi singolarmente, e ci succede anche collettivamente. In altri termini, in contabilità nazionale il risparmio nazionale è S = Y - C - G. Se sostituiamo questa definizione, abbiamo la formuletta magica che fa capire tante cose:

S - I = X - M

ovvero: lo scarto fra risparmio nazionale e investimento nazionale (il risparmio "netto" di un paese) corrisponde allo scarto fra esportazioni e importazioni (le esportazioni "nette" di un paese, cioè il suo saldo commerciale).

Ne consegue che se in un paese X-M ha un valore abnorme, come accade in Germania con grande gioia di tutti, americani compresi, necessariamente dall'altra parte o il risparmio è altissimo (ma questo significa che il consumi devono essere rasoterra), o, se i consumi sono fisiologici (e quindi è tale anche il risparmio) dovranno essere bassini gli investimenti. Non si scappa: non è nemmeno matematica (che potrebbe essere un'opinione, come i miei amici matematici esperti di congetture sanno): è aritmetica, e siccome i numeri naturali pare li abbia creati Dio, credo che da essi sia più difficile sfuggire che dalla morte.

Infatti:


Qui avete la media sul periodo 1999-2007 (dall'entrata nell'euro allo scoppio della crisi) del rapporto fra investimenti fissi lordi e Pil). Le fonti sono il WEO per gli investimenti totali e AMECO per quelli in fabbricati residenziali (dwellings). Ora, se ci fate caso, la Germania si piazza ultima come rapporto investimenti/Pil sia in termini totali (l'intera barra) sia escludendo gli investimenti residenziali (cioè considerando la sola barra blu). Pensate che in termini di investimenti non residenziali riesce ad essere, se pure di un pelo, sotto alla Grecia. I due paesi con il maggior livello di investimenti non residenziali sono Austria e Portogallo (guarda te)! E, comunque, anche in questa classifica, come in quella della spesapubblicaimproduttiva, stanno peggio dell'Italia solo paesi virtuosi: la Finlandia, l'Olanda, la Francia e la Germania...

Ma non è che c'è qualcosa della virtù che ci sfugge? A noi non so, ai piddini di sicuro.

E la morale della favola qual è? Che da che mondo è mondo, nella maggior parte dei casi non si diventa competitivi "investendo", ma in un modo molto più semplice e che alle élite tedesche viene tanto naturale (come ricorda l'imprescindibile libro di Vladimiro): fottendo il prossimo.

Amen.

56 commenti:

  1. Molti complimenti, Alberto. Persino io avevo più o meno capito la stessa cosa leggendo il libro di Giacché, che è davvero un gran libro. Gli voglio rendere omaggio facendogli sapere che non molto tempo fa abbiamo parlato di lui con una amica più o meno del suo stesso anno in Normale, tessendone le lodi. Che lo abbia fatto lei, è normale, anche lei allora era comunista come lui, ma io ero anticomunista.... Come dice un proverbio portoghese: dio scrive dritto su righe storte

    RispondiElimina
  2. Standing ovation (e sono 2! (lo potete leggere come due o due fattoriale, sapete la differenza no?)).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è più o meno come quella fra un piddino e un fesso...

      Elimina
    2. Fra tutti i post del blog quelli da standing ovation sono almeno 5! :)

      Elimina
    3. Conoscevo una studentessa di scienze politiche alla quale un mio amico dava ripetizioni di matematica (a sua discolpa dirò che prendeva ripetizioni d'altro genere), la quale fu convinta per diverse settimane che il punto esclamativo servisse ad enfatizzare la soddisfazione per la soluzione di problemi complessi

      Elimina
  3. Avrei bisogno di un chiarimento. A quali Investimenti si fa riferimento? perché gli acquisti nella equazione sono stati separati nelle componenti pubblica e privata. Invece si parla di Investimenti I senza specificare se gli investimenti sono pubblici o privati.

    Altra questione: per investimento esattamente cosa si intende nella formula? mi spiego: comprare un macchinario, finanziare un corso di aggiornamento sono investimenti, perchè sono spese oggi finalizzate al beneficio economico di domani. La spesa per l'università è vista come un investimento? i contratti di apprendistato sono investimenti?
    E' che non è chiaro il distinguo fra il significato economico formale della parola investimento e il significato che gli si dà tutti i giorni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avresti bisogno di leggere le istruzioni per l'uso. Seguendo tutti i link.

      Elimina
  4. Prof, ma....poi lei si lamenta (ma si lamenta?) che cercano di tagliarla fuori dal mainstream "che conta".

    E certo dico io, se spiega così in maniera semplice e dati alla mano il meccanismo del gioco, cosa si aspetta, che la facciano parlare , chessò...., a rai 3?
    La fa facile lei.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma guarda che nessuno mi vuole far fuori, al contrario. Ho più apprezzamenti dal cosiddetto "mainstream" che dagli economisti cosiddetti "critici", ti assicuro. Da questi ultimi, con poche eccezioni che conoscete, solo insulti e interpretazioni riduttive del mio lavoro. Peraltro, i miei argomenti sono assolutamente mainstream e quello di questo post, in particolare, è la (scarna) ossatura di un mio lavoro pubblicato su una rivista mainstream. Quelle nelle quali gli economisti "critici" si lamentano di non riuscire a pubblicare perché i poteri forti glielo impediscono!

      Poveri noi...

      Elimina
    2. Gentile Professor Bagnai, innanzitutto la ringrazio infinitamente per il lavoro svolto e per la divulgazione di molti aspetti finora (guardacaso) celati sull'euro e le dinamiche economiche che ha generato nel corso della sua seppur breve esistenza. Ho letto il Tramonto dell'Euro, l'ho trovato illuminante, anche se la saggezza contadina del valtellinese medio mi diceva già nel 1999 "tutta roba a favore di mulinazionali, banche, poteri forti e a danno di piccole imprese"...appartengo agli euroscettici dalla nascita, ho studiato economia e le sto facendo un sacco di divulgazione, credo fermamente chel'eurogabbia crollerà altrimenti per noi sarà un'impoverimento continuo. Gestisco un bar a Perugia ogni tanto mi viene in mente di fare 100 caffè e lasciarli sul banco in onore alla produttività che voleva Monti..quella in assenza di domanda...ah per Lei colazione offerta...i migliori auguri affinchè alle teorie seguano fatti e...grazie di nuovo

      Elimina
  5. Sembra che anche i tedeschi lo sappiano...
    Link
    solo i piddini pare non lo vogliano sapere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e il grafico dei "campioni di risparmio" dimostra che la formula e' esatta: pochi investimenti e molto risparmio ma nelle tasche di pochi, s'intende.
      e questa e' la redistribuzione del reddito che "ce la chiede l'Europa"...

      Elimina
  6. Ho sperimentato un nuovo metodo di divulgazione.Ore 08.00, aula docenti scuola dove insegno, ancora deserta.8 PC disposti a ferro di cavallo. 8 post differenti tratti dal nostro blog belli in evidenza, diciamo come desktop. Ebbene, più di uno s'è seduto a leggere. E' già un qualcosa. Colleghi piddini ne ho da esportare. Quest'ultimo post poi sarà sicuramente uno dei più gettonati ad essere incluso domani nella mia TOP 8.

    RispondiElimina
  7. Nel mio piccolo cerco di divulgare le cose che imparo e ho imparato da questo blog (lo so, mastica..), e finalmente anche a me viene riservato il privilegio della critica senza argomentazioni. Devo dire che inizialmente la cosa mi ha un po' infastidito, poi ne ho apprezzato il vero valore, cioè l'assenza del valore nell'interlocutore. Mi chiedo come faccia Lei, Professore, a sopportarne a migliaia di questi soggetti.
    Anche nella prossima vita voglio studiare economia, spero solo di poter essere un Suo studente.
    Salvo Li Greggi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Difficile. Per essere stato economista in questa vita, nella prossima nascerò verme.

      Elimina
    2. M'hanno fregato una volta, la prossima col cxxxo che ci ricasco. Me ne sto a palle all'aria per l'eternità, ma in vita non ci torno

      Elimina
  8. Se ce ne fosse bisogno, a conferma di quanto scritto nel post, l'amica Carmen tempo fa aveva tradotto un articolo di Adam Posen apparso sul FT, che conferma che in Germania gli investimenti pubblici e privati sono crollati e si è puntato tutto sulla compressione salariale.
    Chi vuole leggerelo lo trova QUI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tengo a precisare che questo è appunto un dato del tutto banale, che può sfuggire solo a chi abbia scarsa dimestichezza con la contabilità, come molti economisti di vaglia, i quali ogni tanto scoprono l'acqua calda, non sapendo distinguere un fornello spento da uno acceso.

      Elimina
    2. Prof ma ovviamente il link non è per te, ma per i piddini in fase di transizione verso goofy, che magari essendo ancora affezionati al vincolo esterno, hanno bisogno dell'articolo estero per sentirsi rassicurati. :-)

      Elimina
  9. Perché la gente non sa che ogni volta che un Gumpel parla, un economista piange...

    Franco

    RispondiElimina
  10. Il problema dell'invidia è di coloro che parteggiano per la stessa squadra.

    Sembra passato tanto tempo, ma questo pomeriggio mi è tornato in mente l'attimo fuggente, con Robin Williams.

    Mi ricordo i racconti di docenti che andavano di nascosto a riverderselo al cinema e piangevano sommessamente vedendo nel professore "non conforme" ciò che prima della loro frustrante carriera avevano sognato di essere.

    Come può l'ortodossia diventare anticonformista? Ce lo ricordò con forza il Primo che portò una croce come estrema testimonianza di responsabilità. [Matteo 5,17]

    Molti intellettuali "dalla parte giusta" hanno perso l'attimo. Se non vogliono direttamente saltare dall'altra parte della linea del Piave si rallegrino, umilmente, di scaldare il rancio.

    RispondiElimina
  11. "S - I = X - M

    Ne consegue che se in un paese X-M ha un valore abnorme, come accade in Germania..necessariamente dall'altra .. dovranno essere bassini gli investimenti."

    evidentemente gli uberalles non hanno bisogno di investire troppo in capitale fisso, perchè investono in capitale "umano", università-ricerca e sviluppo, da cui l'innovazione NON INCORPORATA nei mezzi di produzione.altrimenti non si capirebbe come ad una diminuzione degli investimenti segua l'aumento dell'export.forse
    bisognerebbe evidenziare nella voce S = Y - C -G gli stipendi a tecnici e ricercatori..
    viceversa gli animalspirits nostrani investono parecchio in macchinari, solo che comprandoli dall'estero peggiorano la cab, e non investendo in R&D poi vendono una cippa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per questa dimostrazione dell'irrecuperabilità di chi sa di sapere.

      Elimina
    2. E non lo si chiami inutile idiota! Come si può ben vedere, è tutt'altro che inutile

      Elimina
    3. Aggiungo una notazione, così rispondo anche a un'altra persona sopra (Lorenzo Marchetti). In contabilità nazionale gli "investimenti in capitale umano" sono, se pubblici, consumi, cioè rientrano in G. Quindi questi investimenti diminuiscono il risparmio nazionale, cioè, contabilmente, deprimono il saldo estero. Quello che l'Italia non investe in R&D è un problema che ha due dimensioni. Una, come ho spiegato qui, deriva dal fatto che le PMI non hanno dipartimenti di R&D "formali", e quindi molta innovazione di processo e di prodotto da loro praticata non viene rilevata statisticamente come R&D (vedi Belussi e Pilotti citati nel post sopra). Ora si è aggiunto il fatto che le regole "europee" ci tagliano la spsa per ricerca pubblica e costringono ad emigrare le persone che abbiamo formato.

      Chiaro, no?

      Elimina
    4. rinfocolato dalle randellate di bagnai e dei suoi followers insisto con la mia argomentazione.
      che che l'umento di S abbia per corrispettivo l'aumento di x-m è lapalissiano, dove andrebbero a finire i profitti sei capitalisti se no?
      d'altro canto è un'evidenza empirica che nei paesi più sviluppati ad una stasi degli investimenti in capitale fissi corrisponda un'aumento dell'investimento in capitale umano , ricerca e sviluppo.ecc.e mi riferisco al settore privato.per bagnai vicevarsa il "surplus" dipende dalla pratica del fotti-il-vicino (svalutazioni competitive ecc).ne prendo atto, come prendo atto della sua osservazione che "molta innovazione di processo e di prodotto da loro praticata non viene rilevata statisticamente come R&D"

      Elimina
    5. Sai, noi "followers" siamo rimasti alla competitività di prezzo, non riusciamo a cogliere certi dettagli dettagli...

      Elimina
  12. Forse sarò anche troppo ottimista ma + tempo passa e più si avvera la profezia del prof ?(abbiamo vinto).
    Si l'inflazione, si le lobby, ma se ne parla eccome!!! Poi i meriti del dibattito li diano pure a chi vogliono, ma il mio grazie va a goofynomics e a lei professore

    http://www.linkiesta.it/euroscetticismo-italia#comment-363316

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al cialtroncello di turno sfugge che sono nel comitato scientifico della Fulm. Chissà perché una fondazione che svolge una riflessione seria avrà voluto coinvolgere l'araldo brusco e ciarliero? Forse perché viene da Firenze e non da Cingoli, e le sue critiche erano anteriori a quelle di La Malfa. Sarà bello vederli strisciare sempre più in basso...

      Elimina
  13. Sono d'accordo con lei professore, specialmente nell'ultimo paragrafo della sua analisi. Pero', parlandole da studente e da appassionato alla macro, perché ci hanno sempre insegnato che l'equilibrio tra domanda e offerta puo essere anche visto dell'uguaglianza tra investimento e risparmio? La famosa curva IS (Investment = saving). Se cosi fosse un elevato tasso di risparmio corrisponderebbe ad un elevato tasso d'investimento. Resto dell'idea che questo e il post precedente restano due eccellenti insegnamenti. Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma caro! Stai parlando del modello in economia chiusa! Solo che le economie sono aperte: oggi c'è la Ciiiiiiina!

      Elimina
    2. Grazie prof, mi manca ancora molto da imparare..ma, quindi anche il modello di solow è una spece di maxi economia chiusa? Perché anche solow diceva che l'ammortamento è comprensibile con l'aumento del risparmio (Investmento)

      Elimina
  14. Sì, ammetto. Effettivamente era più facile dei logaritmi... :-)

    RispondiElimina
  15. Post di importanza capitale. Da diffondere urbi et orbi. E che suggerisce anche temi di approfondimento, fuor di ironia, sono sincero.

    RispondiElimina
  16. Volkswagen, 84 miliardi di investimenti

    Volkswagen annuncia investimenti per 84 miliardi nei prossimi cinque anni e risulta essere il maggiore investitore al mondo in Ricerca e Sviluppo nel settore privato. Il piano del colosso tedesco prevede lo sviluppo di nuovi modelli e un ammodernamento degli impianti. «Di fronte alla forte concorrenza globale, l'Europa deve concentrarsi su tecnologie rispettose dell'ambiente e prodotti competitivi. Continueremo a fare forti investimenti nelle nostre tecnologie e innovazioni» ha detto l'amministratore delegato Martin Winterkorn.

    (Fonte : Corriere della Sera del 23 novembre 2013)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Patetico.

      La VW, nota azienda privata, vero? E come li hanno fatti i soldi che ORA investono in ricerca e sviluppo? E perché la Germani è costretta a fare dumping ambientale imponendo standard di emissioni di CO2 superiori a quelli inizialmente previsti, se è tecnologicamente così avanzata? E perché la Merkel si intasca le mazzette dell'industria automobilistica tedesca dopo averla difesa a Bruxelles, se non è corrotta? E lei conosce PMI che esportano in tutto il mondo, spiazzando le aziende tedesche, ma NON hanno un dipartimento formale di ricerca e sviluppo? Io ne conosco a mazzi, quindi se vogliamo fare il giochetto un po' futile che fa lei, di appiccicarsi sugli occhi due belle foglie per non vedere l'albero, potrei darle tante foglie anch'io.

      Lasci stare, è inutile, le cose andranno come dico io e non perché lo dico io e nemmeno perché lo dice Krugman, ma perché lo dicono Weidmann e Sinn (chissà se lei sa chi sono...).

      E rinunci anche all'anonimato: quelli come lei il 9 settembre li riconosceremo tutti. Toltasi la spilletta del fascismo, saranno quelli che grideranno più forte "noi l'avevamo detto". Sarà un bello spettacolo, e se finora ci siamo divertiti molto, in quel momento ci divertiremo moltissimo. Spero che anche lei potrà condividere la nostra ilarità, ma ne dubito.

      Yours.

      Elimina
    2. Uh! L'industria automobilistica tedesca! Ma si, quella che tanto investe ed esporta grazie ai prestiti agevolati della Ipex e della KfW graziate dal flight to quality dell'ultimo biennio mentre noi dobbiamo suicidarci con interessi crescenti... la stessa (la KfW) a cui nel 2009 si era rivolta la Porsche per aumentare la propria quota in Vw... certo che Yanez vuole vincere facile...

      Elimina
    3. Grazie Flavio. Io ormai non ce la faccio più. Datemi una mano voi contro i luogocomunisti. Ti chiamo presto.

      Elimina
    4. aggiungo piccola nota a margine: parte degli investimenti (circa 18 miliardi) andranno negli stabilimenti in Ciiiiiiiina.

      Elimina
    5. Sono tre anni che Volkswagen annuncia il piano di investimenti, sempre per l'anno prossimo che non arriva mai.
      Gli unici che entusiasticamente ci credono sono i Merkeljugend di Repubblica e Corriere, che proprio non ne vogliono sentire che i tedeschi sono cos' forti perchè fottono il prossimo.

      Ma si sa, non c'è peggior sordo di chi non capisce un cazzo.

      Elimina
    6. E come non ricordare anche questo?

      "Un reportage della ARD accusa il gruppo Daimler di impiegare tramite un contratto d'opera manodopera a basso costo. Lavorano sulla stessa linea di montaggio accanto ai dipendenti Daimler - ma guadagnano meno della metà.
      ..
      attraverso i subappaltatori Daimler impiega lavoratori con un salario cosi' basso da rendere necessario un sussidio Hartz IV (aufstocken) per poter tirare avanti. Di fatto Daimler finanzia la produzione delle sue auto di lusso con il denaro dei contribuenti.
      ..
      il contribuente tedesco ogni anno deve pagare 8.7 miliardi di Euro affinché persone come „Jürgen“, che guadagnano con un lavoro a tempo pieno 991 € netti al mese (1.220 € lordi), debbano ricevere 1.550 € di sussidio da parte dello stato. Soprattutto se le imprese annunciano nuovi bilanci con profitti record."

      Ma noi ci fidiamo solo di Piller&Gumpel, vero Peter?

      Sieg Heil!

      Elimina
    7. se poi Yanez è il nick, è pure sbagliato, perchè Yanez era dalla parte di Sandokan, in quale combatteva contro i colonizzatori inglesi.

      Elimina
    8. A completamento della questione che la Germania è costretta a fare dumping ambientale imponendo standard di emissioni di CO2 superiori a quelli inizialmente previsti, vorrei far rilevare che la gran parte della sua produzione di auto è concentrata su modelli di lusso, di cilindrata e peso elevati. Ovvero quelli che inquinano di più ma sono anche i più profittevoli.
      Ma siccome la normativa è graziosamente impostata non sui singoli modelli ma sul complessivo della produzione, basta andare in un paese PIIGS e comprare a prezzo di saldo un'industria di motociclette, come Audi-VW ha fatto con Ducati, per ridiventare magicamente virtuosi e rispettosi osservanti della normativa.

      Con fini affatto diversi, poi, si possono convincere i cittadini di quello stesso paese, notoriamente i più furbi del mondo, che quel costoso ma inaffidabile trabiccolo della city car che nessun altro al mondo vuole per la sua oggettiva pericolosità è lo status symbol più desiderato e invidiato.
      Guardacaso è prodotto dal marchio che sulla produzione di auto di lusso costose e inquinanti ha costruito la sua reputazione secolare, in base alle identiche considerazioni che hanno spinto Audi ad acquistare Ducati.

      Vorrei far notare, infine, che i quattro paesi in testa alla classifica del grafico fanno parte di quei sudicioni dei PIIGS, mentre Francia a parte, le posizioni di coda sono monopolizzate dai benemeriti paesi virtuosi.

      Elimina
    9. 84 miliardi????? Cioè circa 162 mila miliardi delle vecchie lire? ma dove c....li hanno presi? Mi pare un valore senza senso...Nel 2011 risultava un utile di circa 16 miliardi di euro. Immaginiamo che siano andati avanti così per anni: stanno investendo ciò che hanno guadagnato in 5 anni, dico 5 anni?

      Elimina
    10. Dove li trovano non lo so, però il piano è questo: http://www.volkswagenag.com/content/vwcorp/info_center/en/news/2013/11/VW_Innovation.html

      Elimina
  17. Forza che abbiamo una speranza in più avete ascoltato e visto Grillo ieri a Genova? Ha mostrato diversi grafici con i quali grazie al Professore abbiamo una certa dimestichezza diciamo, che dimostrano chiaramente la brutta fine che stiamo facendo come paese Italia. Ma ha anche annunciato la raccolta di firme per un referendum contro l'EURO. Piano piano qualcosa si muove.
    Per i piddini ormai non ci sono più speranze non so quanti di Voi hanno assistito al dibattito su Sky il livello è davvero basso, tutti conoscono i problemi lavoro, tasse, scuola, ecc. ecc. ma nessuno che capisce dove è il problema.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì però se mostra i grafici del prof. (o qualcosa di simile) e poi insiste sul pilatesco referendum sull'euro, o "il problema è il debito pubblico", nel migliore dei casi vuol dire che non ha capito nulla.
      Occhio ai piddini nel M5stelle.

      Elimina
    2. Ma sbaglio o tra l'altro l'uscita dall'euro non può essere oggetto di un referendum abrogativo ad hoc? Quindi per cosa le raccoglierebbe le firme?

      Elimina
    3. Ma stiamo parlando dello stesso Grillo che poco tempo fa' diceva alla stampa estera che l'euro non si tocca?

      Elimina
  18. Credo che il rischio insito in un eventuale referendum sia chiaro anche a Grillo (ad es. pesante condizionamento dell'opinione pubblica da parte dei media mainstream, instillazione di gocce di panico concentrato nei pubblici acquedotti, etc...). Per cui ritengo sia consapevole di un possibile, catastrofico fallimento della consultazione popolare. D'altro canto, un leader politico che propugna la Democrazia Diretta come soluzione di tutti i mali, per coerenza - a ragione od a torto - non può arrogarsi il diritto di imporre dall'alto la decisione, politicamente pesante, di sfilarsi dall'euro.

    P.S. Cos'hai contro la vicina del piano di sopra, che filantropa gliè!

    RispondiElimina
  19. Ricordo qui ai piddini 5☆ quello xhe ho gia segnalato su Twitter: il eeferendum nun se pó ffa! Osta l'art. 75 Cost. Come interpretato dalla Corte Cost. (che poi sarebbe quella che dovrebbe decidere sulla sua ammissibilità...) http://www.appuntigiurisprudenza.it/ Fatevene una ragione

    RispondiElimina
  20. Che tristezza l'I-taglia... Gli unici quotidiani che mettono in prima pagina il convegno di Bruxelles "Morire per l'Euro?" : il Giornale e Libero Quotidiano.
    Il Fatto Q.: evidentemente, non pervenuto.
    PUDE& sINISTRA sempre più interconnessi... che tristezza, ragazzi.



    RispondiElimina
  21. Prof. per chi segue la sua opera di divulgazione da tempo, oggi è stato impossibile non emozionarsi. Ogni parola, ogni concetto espresso in commissione finanze erano autentiche cannonate al "ministero del PUDE". Le risposte a Gutgeld, una bomba atomica. Grazie, grazie, grazie!

    RispondiElimina
  22. Tanti complimenti Professore per il suo lavoro! La Germania sta rimettendo in atto il famoso piano Funk del 1936.

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.