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martedì 5 marzo 2013

Mr. Full Monty, ovvero i salvataggi che han salvato gli altri

(aggiungiamo alla nutrita lista di autori del blog Alessandro "Torny" Guerani. Bei tempi quelli, quando si litigava... Sembra ieri... Ma non è detto che non si possa ricominciare)

Da Alessandro Guerani ricevo e (ritenendola impeccabile) pubblico questa cinica analisi della situazione:



Nonostante siano terminate le elezioni, con un risultato fra l'altro piuttosto chiaro su quello che pensano gli Italiani di certe idee strampalate, sui talk televisivi, su Twitter, ovunque, persino dentro al forno di cucina, a momenti, circola ancora la fola che il Governo Monti ci ha salvato dal default e ha rimesso in ordine i conti pubblici.

Vediamo di fare un po' di chiarezza su quello che è successo, cosa imprescindibile per capire cosa succederà o cosa potremo evitare che succeda (lo dico “ad usum ortotteri”).


“It's the same old story”

La prima parte della fola si smonta da sola: la stessa Commissione Europea ha certificato che il debito pubblico italiano è sempre (e ribadisco sempre) stato sostenibile e del resto lo affermava pure il Sen. Monti nei suoi ripetuti complimenti espressi su importanti organi di stampa nei riguardi del suo predecessore. Leggiamolo assieme: “Il ministro dell'Economia, di cui molti tendono oggi a dimenticare il merito di aver saputo mantenere un certo rigore di bilancio con un governo e una maggioranza poco inclini a tale virtù... ha deciso, con lucidità e rapidità, di imboccare una strada di redenzione o, in termini più asettici, di modifica di alcuni connotati di fondo che avevano caratterizzato, fin dall'inizio, l' impostazione di politica economica del governo.”

Quindi sinceramente non si capisce come il rigore di bilancio, così sapientemente applicato da Tremonti a detta dello stesso Monti, ci avrebbe portato nel giro di pochi mesi a correre il rischio di essere come la Grecia e di non poter pagare pensioni e stipendi pubblici. O meglio si capisce benissimo: è una balla che gli stessi dati di Bruxelles confermano.

Per comprendere cosa realmente è successo bisogna ricordarsi il “romanzo di centro e periferia”: nei paesi periferici arrivano i capitali, l'inflazione aumenta, la competitività cala, la bilancia dei pagamenti peggiora e alla fine non si hanno più i soldi per ripagare i capitali importati e gli interessi sugli stessi: si entra insomma nella spirale del debito estero.

Questa dinamica era ben presente ai nostri finanziatori, che, ricordiamoci, finanziano innanzitutto il debito privato, sì, la tua BMW (comprata con il convenientissimo prestito a tasso zero) e sì, pure la tua casa, che hai preso col mutuo.

Appena visto quello che era successo negli USA (vi ricordate vero il crack Lehmann ecc?) ecco che le banche estere, che prima prestavano con tranquillità sull'interbancario dell'Eurozona, all'improvviso rientrano dai loro finanziamenti e serrano i rubinetti. Avendo l'Eurozona un sistema di pagamenti interbancari unificato, che si chiama Target2, entrò in funzione immediatamente, in modo automatico, l'assistenza della BCE e del SEBC (Sistema Europeo Banche Centrali).

In pratica, quando una banca non riesce ad ottenere dei finanziamenti da altre banche per poter pagare i trasferimenti ordinati dai suoi clienti, i soldi glieli fornisce la Banca Centrale del suo paese tramite operazioni che si chiamano “rifinanziamento”. Ovviamente le Banche Centrali dei vari paesi non stampano euro, per loro l'euro è una valuta estera, come ha ripetuto mai abbastanza De Grauwe, e per averla si devono quindi indebitare con la BCE. Per gli anglofoni qui una dettagliata ed ottima spiegazione di come funziona il meccanismo.

Il risultato è l'esplosione dei saldi di Target2 dei vari paesi: quelli in debito ovviamente si indebitavano sempre di più con la BCE, e quelli in credito avevano sempre più depositi presso le loro Banche Centrali in quanto non “riciclavano” i soldi in entrata, prestandoli sul mercato interbancario, come invece succedeva prima del 2008.

Il risultato fu questo:





Come vedete, quello che cambia nell'estate del 2011 (a giugno per la precisione) non è il deficit o il debito pubblico, ma il saldo dell'Italia sul sistema Target2, che inizia ad inabissarsi.

Altro che default dello Stato: qui stava andando in default tutto il sistema bancario incapace di finanziarsi senza il supporto della BCE. Di fronte al disastro che sarebbe seguito ad un crollo del sistema finanziario italiano, ovvio che la rischiosità paese e la scommessa che sarebbe dovuto uscire dall'Euro salissero alle stelle e si ribaltassero sullo spread: se hai la moneta bloccata si muovono i tassi.

In pratica una classica crisi da DEBITO ESTERO, as usual.

“Lo Stato andrebbe gestito come un'azienda”

Quante volte ve lo siete sentiti ripetere? È il mantra preferito di tutti gli pseudo esperti di economia che affollano i vari Ballarò, Servizi Pubblici, Piazze Pulite, Otto e Mezzi, eccetera.

Nove volte su dieci è detta a sproposito, ma quando si tratta di debito estero purtroppo è vero. Cosa fa quindi il direttore di banca quando una azienda affidata non solo sconfina dai fidi, ma ha  il saldo passivo che aumenta ogni giorno? Tira su il telefono, chiama il Napolitano di turno e dice “Carissimo, la prima cosa che facciamo è che non passo più un addebito, blocchiamo il saldo, poi ci incontriamo ma è meglio che vi presentiate con un nuovo direttore finanziario che dobbiamo fare un piano di rientro.”

Ed infatti ecco la lettera della BCE, il governo Berlusconi che dà le dimissioni e il nuovo direttore finanziario, cioè "Pres del Cons", Monti, che entra in carica

Ed ecco i famosi salvataggi, altro che debito pubblico! Tassando e ritassando gli italiani questi si ritrovano meno soldi in tasca e sono ancora meno propensi a spendere quelli che gli restano. Tecnicamente si dice che si riduce il reddito disponibile, ed essendo le importazioni una funzione del reddito disponibile (in base alla propensione marginale all'import) ecco che queste appunto crollano (assieme però a tutti gli altri consumi del paese ed il PIL di conseguenza) ed il debito verso l'estero si stabilizza.

Per chi si diletta di formule macroeconomiche:

Yd = Y -T
M = m x Yd

Lo potete vedere benissimo nel grafico sopra: dopo le varie IMU, tasse sui depositi titoli, ecc, da marzo 2012 il saldo Target2 italiano diventa una bella linea retta.

In pratica la classica ricetta del manuale IMF per ogni crisi di debito estero, nella variante però che avendo una moneta unica, e quindi che non si può sganciare dal peg e fare svalutare sui mercati, il riequilibrio si può svolgere solo sul lato del reddito disponibile, venendo a mancare i positivi effetti della svalutazione sia sulle esportazioni che sulle importazioni. Eccolo il “dividendo dell'Euro”: ogni crisi si ripercuote sul vostro reddito in maniera automatica ed il PIL si inabissa.

I salvataggi degli altri

Se mi avete seguito fin qui immagino che la prima domanda che avrete sarà “ma se abbiamo aumentato la tassazione quei soldi in più saranno andati a diminuire il debito pubblico, quindi, anche se il vero obiettivo era un altro, comunque un poco di verità c'è nelle parole di Monti”

Purtroppo i fatti e i dati smentiscono anche la seconda fola. Nonostante l'aumento del gettito fiscale il nostro debito pubblico sale, non solo in termini percentuali sul PIL (e qui poca meraviglia, visto che il PIL è crollato) ma  anche in termini assoluti.

Ma com'è possibile direte voi?

È possibile se il “piano di rientro” di cui parlavo sopra è nello stile Geronzi-Parmalat. Avete presente quando per dare altri finanziamenti Geronzi “chiese gentilmente” a Tanzi di acquistare una azienda decotta che doveva dare un pacco di soldi a Capitalia? Bene, noi invece per avere il famoso “ombrello antispread” siamo stati “gentilmente invitati” a contribuire al fondo ESM per la percentuale che ha l'Italia nella BCE, oltre a quanto già previsto per il “vecchio” EFSF e a salvataggi vari ed assortiti: un conto da 20 miliardi, poco meno dell'intera IMU. In pratica, abbiamo dovuto contribuire con le nostre tasse a rimborsare parte dei debiti che i paesi messi peggio di noi avevano verso i loro creditori esteri, fra cui noi c'eravamo (se pure c'eravamo) in piccolissima parte.

Ed ecco che diventano sinistramente profetiche le parole di Handelsblatt quando invocava la patrimoniale sulle ricche cicale del Sud. Altro che "la Germania non vuole pagare i nostri debiti"! Siamo noi che stiamo pagando per i loro debitori: i salvataggi di Monti che salvano gli altri.


180 commenti:

  1. Alla faccia di mi "cuggino" !!

    Mi auguro legga l'articolo.
    Ce semo capiti ??

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  2. La famosa e ormai mitica "credibilità internazionale"... AM

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Ogni tanto mi chiedo come si possa essere così tanto disinformati o così tanto in mala fede.. Io sono sicurissimo che lei professore abbia delle doti sopra la media specialmente didattiche ma non ci posso proprio credere che stimati economisti facciano "errori" così grossolani.. Se la matematica non é un opinione questi signori sono in malafede e questo scenario è davvero davvero deprimente..

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  4. Profe, un bell'addendum potrebbe essere questo:

    http://www.youtube.com/watch?v=sLDcEDhwMoc

    la lista di supercazzole è notevole ma dal minuto 45:00 è proprio una figata ma se vogliamo proprio andare al nocciolo, minuto 46:29!

    PS: ma oggi sono produttivo, vero??? E poi mi chiamano PIIGS.

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  5. Salve, bell'articolo ma c'è una cosa che non capisco, leggendo i vari articoli citati scopro che anche la Germania a contribuito al fondo ESM, che quindi è una sorta di cassa comune, sembrerebbe quasi un meccanismo di solidarietà fra stati gestito da un organismo equidistante.
    Siccome sono ignorante di economia, mi chiedo c'è qualche gabola?

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    1. Al fondo ESM i soldi vengono messi in proporzione alle quote che i vari paesi dell'Eurozona hanno nella BCE. Tali quote da quel che mi ricordo erano più o meno proporzionali al PIL dei vari paesi dell'EZ all'atto della costruzione del sistema SEBC nel 1998.
      Il fondo è gestito con criteri di non trasparenza tale da aver avuto diversi rilievi da parte della corte costituzionale tedesca.

      Ma poi scusa, vivi in un condominio? Se la signora del terzo piano lascia l'acqua aperta e allaga gli appartamenti di sotto è giusto che paghino tutti i condomini?

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  6. Scusate il probabile OT, ma cercando dei dati sul debito estero ho trovato questo --> http://www.tradingeconomics.com/germany/external-debt
    Si direbbe che anche lei si stia andando a schiantare verso una crisi da debito estero. Può essere? Ma se è ad abbondante credito con mezza Eurozona, col resto del mondo quanto debito ha?
    Dove sto sbagliando? I dati sono sbagliati? Attendo lumi. Grazie!

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    1. Niente. In testa non vi entrano due cose: primo, che bisogna mettere link attivi (non ho tempo per fare copia e incolla). Secondo: che il debito estero si considera in termini netti (cioè si parla di debito estero se la posizione netta sull'estero è minore di zero). Ci rinuncio.

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    2. @alberto
      non serve fare copia e incolla
      basta selezionare il testo
      cliccare sul tasto destro del mouse
      selezionare "apri in una nuova scheda"

      @BolivarX
      il prof voleva dirti che quello che conta è la differenza=in termini netti tra debiti e crediti
      cioè se avanzi 100 da qualcuno e devi 90 a qualcun altro, in termini netti hai un +10

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    3. OSSESSIONE DEBITO
      Euro, e se facessimo il referendum? Solo tornando indipendenti si può ripartire

      BEPPE GRILLO ha portato, quasi all’improvviso, nel dibattito politico il tema della moneta unica. Il leader del Movimento 5 stelle, pur ostentando un certo euroscetticismo, non pare avere una linea precisa in materia. Ripete però sempre che la permanenza dell’Italia nell’Eurozona dovrebbe essere oggetto di una approfondito dibattito pubblico, al termine del quale ci dovrebbe essere un referendum (sulla cui costituzionalità ci sono dubbi, visto che non si possono fare referendum abrogativi di trattati internazionali). Abbiamo chiesto a due economisti che collaborano con il Fatto Quotidiano di dire cosa ne pensano delle proposte di Grillo.
      di Alberto Bagnai

      Beppe Grillo ha sostenuto che l’Italia è sull’orlo della bancarotta. Questa verrebbe raggiunta fra sei mesi o un anno, quando la spesa per interessi, arrivando a 100 miliardi di euro, ci costringerebbe a non pagare più le pensioni. A quel punto, in assenza di una rinegoziazione del debito, l’Italia “vorrebbe uscire dall’euro”. La musica è la solita: “I costi della casta corrotta hanno fatto lievitare il debito pubblico cattivo, costringendoci a lasciare l’euro” (che quindi, par di capire, sarebbe cosa buona). Vediamo il senso e il non senso della Grillonomics.

      L’IDEA CHE LA CRISI sia stata causata dal debito pubblico è fa-sulla e in linea con l’approccio del precedente governo, che usava questa idea per giustificare l'austerità. La Commissione europea però ci dice che il debito pubblico in Italia è sempre stato sostenibile, sia a breve che a lungo termine, e quindi che le pensioni non sono a rischio (Rapporto sulla sostenibilità fiscale, settembre 2012). Prima della crisi in tutti i Paesi, incluso il nostro, il debito pubblico stava diminuendo in rapporto al Pil, ma aumentava quello dei privati. L’austerità montiano-grillina equivale allo zelo del chirurgo che amputa la gamba sana, trascurando la cancrena dei mercati finanziari privati (in Italia ben rappresentata da Mps). Nella follia montiana c’era metodo: raggranellare 40 miliardi di euro da dare a spagnoli e greci perché li restituissero ai loro creditori tedeschi. Il “salvataggio” di Monti ha salvato la Germania, affossando via Imu gli italiani. Se Grillo parte dalla stessa diagnosi, c’è da temere che arrivi alla stessa terapia.

      Inoltre non c’è nulla che indichi in 100 miliardi di interessi l’orlo del baratro finanziario. Secondo gli ultimi scenari del Fmi, lo Stato italiano arriverà in effetti a pagare questa cifra, ma nel 2017, cioè fra 57 (non sei) mesi. A quella data 100 miliardi corrisponderanno a meno del 6% del Pil, un carico sostenibile, pari a quanto lo Stato pagava nel 2000. Insomma: pare Grillo abbia rapidamente appreso l’arte di terrorizzare gli elettori con cifre “simboliche” ma prive di significato economico.

      La Grillonomics offre anche intuizioni corrette. La più importante è che uno sganciamento del-l’Italia dalla moneta unica avrebbe l’effetto collaterale di alleviare l’onere del debito. Il motivo lo ha ricordato Bank of America: “I Paesi periferici fronteggiano tassi elevati perché l’assenza di politica monetaria indipendente rafforza la percezione del rischio di default”. Un governo italiano che tornasse “liquido” nella propria valuta nazionale farebbe molto meno paura ai mercati. Qualcosa di simile accadde nel 1992, quando lo sganciamento dal cambio fisso determinò una rapida discesa degli interessi sul debito. Il nesso svalutazione-inflazione-alti tassi non ha riscontro nelle esperienze europee passate e recenti.

      Pare di capire che la politica del Movimento verrà decisa democraticamente, utilizzando la “piattaforma”, uno spazio web dove “ognuno veramente conterà uno”, come ha ribadito Grillo. Possiamo solo sperare, per il bene del paese, che gli “uno” che la pensano come Grillo sulle cause della crisi siano in minoranza nel Movimento. L’Italia ha bisogno soprattutto di buon senso: austerità, dilettantismo e demagogia hanno già fatto troppi danni.


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    4. Sempre dallo stesso sito è sufficiente scegliere come indicatore CURRENT ACCOUNT per capire bene come è la situazione.

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  8. Il rigore di Monti invece ha salvato l'Italia perche' la macchina nuova, invece che comprarla con un prestito bancario e' stata presa con i soldi presi a prestito dal vicino, che aveva anche supportato l'acquisto della barca e della moto nuova. Monti ha dovuto bloccare la carta di credito del capo famiglia e applicare un piano di rientro per evitare il tracollo del bilancio familiare, che aveva accumulato partite di debito off balance sheet e che presto si sarebbero esplicitate perche' il vicino avrebbe chiesto conto dei propri prestiti. E' quanto e' accaduto tra Germania e PIIGS. Dire che l'intervento di MOnti non abbia portato a nulla e' da ciarlatani

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    1. Ciao, cialtrone! Ma hai capito quello che stai dicendo? O stai scherzando? Dai, facci ridere... (bello l'off balance sheet, mi piacciono queste supercazzole che fanno sentire così tecnico chi le dice... Mica sei Alex78, per caso?)

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    2. Ahahahahaha Albé ma guarda il nome... :D Ti han fatto sì la supercazzola ma al fossantani ci sei cascato :D

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    3. Non ha preso i soldi in banca,
      ma li ha presi dal vicino ??

      Ma dove cazzo abita,
      che devo cambiare auto pure io ??

      Dire che l'intervento di Monti non abbia portato a nulla e' da ciarlatani.

      Sono d'accordo,
      ha portato benessere,
      e gente come te che spero presto vada a rovistare nei cassonetti (poi ringrazia il Monti)

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    4. E questo giustificherebbe il costringere i debitori a politiche recessive a fronte di una grave crisi pur di recuperare il credito che oltretutto vede aumentare il rendimento per il ribasso dell'inflazione?
      Ma allora, perché dovremmo finanziare il nostro debito pubblico a tassi maggiori se stiamo dando prova di suicidarci pur di rimborsare i debiti?

      Forte quest'Europa in cui l'identità eurista riesca a far passare per gesti di equità e responsabilità la tutela degli interessi maturati dai creditori al costo della distruzione economica dei paesi in difficoltà.

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    5. Inutile, la propaganda unica ha fatto passare l'idea che bastino quattro concetti di "economia domestica" e il comportamento da "buon padre di famiglia" per capire la macroeconomia..... del resto il gianninozzero "economista" da Scuola Radioelettra è emblematico della categoria....
      Come dicono a Roma "ma che studiate a ffa'?"

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    6. Piccola domandina a PUDE, da luogocomunista a luogocomunsista. Inter nos.....

      Ma il "vicino che prestava", perché ha prestato così sconsideratamente quei soldi???
      Se arriva uno che guadagna 1.300 al mese e mi dice "che mi presti 100.000 euro, che tra un anno te li ridò?", ed io glieli presto, è inutile che poi mi arrabbio se quello non paga. Pago soltanto la mia avventatezza nel prestare.....

      L'unica soluzione razionale, è riavere i miei 100.000 euro non in un anno ma in 20, ossia nel tempo che razionalmente ci vuole al debitore per restituire il dovuto.....

      Insomma, se il vicino presta ad occhi chiusi e firma le cambiali in bianco, la colpa è anche -e soprattutto- sua.
      Ed un Monti che dice al debitore "allora paghi 1200 al mese al creditore per ridargli i soldi prima", non risolve il problema: quello con 100 al mese non campa, o si butta dalla finestra o si dileguerà (e non a torto: credito e strozzinaggio, anche moralmente, sono due cose distinte, ed il secondo è DEPRECABILE), ed il mio credito è ancora più a rischio.....

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    7. Bagnai, grazie!!! Sei veramente uno spasso unico! Ma gestisci il rientro della bilancia delle professioni compensando l'uscita di Grillo dal conto Comici??? La claque degli alunni poi e' di una tenerezza disarmante

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    8. HAHAHAHAHAHAHA !!!!!!!!

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    9. Mi sa che ha ragione il mio datore di lavoro: mai commettere l'errore di sopravvalutare le persone.

      Cordiali saluti.

      Herr Lampe

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  9. perfetto, questo dovrebbe capirlo anche un piddino.

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  10. Salve prof,
    scusi il disturbo ma oggi all'iniziale piacere di leggere il suo nome come autore di un articolo sul fatto quotidiano sull'euro, è seguita l'amarezza per la scelta editoriale di contrapporre nella stessa pagina un articolo di Seminerio che secondo me farà credere ai lettori del giornale che degli economisti non ci si debba fidare, perchè i due articoli giungono a conclusioni opposte...
    Volevo anche aggiungere che condivido l'ultimo post sull'uscita tedesca: qui si sono fatti un bel nome, e per molti cinesi qualità è sinonimo di una bella auto tedesca.

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  11. Ma guarda che cazzo di terrorismo !!

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-03-05/fosse-germania-uscire-euro-181741.shtml?uuid=Abgk2paH

    Chiedono ad un analista che ovviamente non ne capisce un cazzo,
    e gli dnno parvenza di autorità.

    Manco "mi cuggino" sarebbe cosi' catastrofico,
    manco l'esplosione del Krakatoa !!

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    1. la deflagrazione a catena dell'euro inizierebbe con un iallineamento delle neo-valute con svalutazioni massicce dei Paesi più deboli, fallimenti e nazionalizzazione della maggior parte delle banche, fallimenti a catena, inflazione fuori controllo, massicce fughe di capitali, credito contingentato, crollo dei salari reali (con la chimera di salari nominali stabili), guerra commerciale protezionismo, autarchia

      ma se avessero ragione loro, gli alieni?

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    2. Mi stupisco che non abbia citato l'invasione delle vallette e la strage dei primogeniti...

      Ma alla fine avranno il ridicolo che si meritano.

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    3. «Per Edoardo Chiozzi Millelire.....la deflagrazione a catena inizierebbe con....inflazione fuori controllo...»

      Con un cognome così ha il terrore della svalutazione al 70% al momento del rientro...

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    4. L'invasione delle vallette non la vedo poi così male... :-)
      Lapsus e battute a parte, dopo averci pensato un po' su secondo me la Germania cercherà di spremerci il più possibile, come di tenere unito l'euro: appena l'euro finirà voglio vedere il "newmarco" dove schizza.... altro che "la germania esce dall'euro"!

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  12. E' stata dura leggersi tutti i post del blog in poco tempo, ma ne valeva la pena. Comincio a capire e comincio a cambiare.
    Morale: ho capito che per un decennio almeno ho fatto il tifo per chi voleva comprare la Fontana di Trevi (coi miei soldi) da Totò e Nino Taranto.
    Il personaggio in questione si chiamava Deciocavallo (ma Totò lo appellava anche Caciocavallo et similia).
    Ci hanno cacciati nella truffa del secolo.

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  13. Molto chiaro. La mia domanda è questa: nell'attuale sistema di relazioni finanziarie dell'eurozona questo è un percorso obbligato oppure era possibile affrontare in modo diverso il problema del debito estero?

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  14. Adesso sono convinta che il prof. Bagnai mi legga nella mente,
    o, semplicemente, da buon insegnante, avrà intuito che quanto detto nella trasmissione di Paragone aveva bisogno, almeno per i principanti, un piccolo approfondimento.
    Ero appunto alla ricerca di materiale per capire meglio il sistema Target2, il meccanismo perverso con il quale noi salviamo le banche straniere,
    per chiarire anche l'affermazione un pò demagogica (il termine è di moda per ora) di Fassina, per il quale le banche non possono fallire perchè si porterebbe alla rovina il risparmio delle famiglie.
    A me sembra che il risparmio delle famiglie qui c'entri poco.

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  15. In relazione al post "comunicazione di servizio ai volenterosi", ogni tanto faccio da mirror sul mio blog ad articoli che appaiono su goofynomics, ovviamente citando con chiarezza la fonte.

    Questo, per esempio.
    Spero non dispiaccia.
    Saluti

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  16. Dal grafico risulta che l'Italia avrebbe un saldo negativo di 275 miliardi nel sistema Target 2.
    Se non ho capito male, si è preferito mandare in recessione un paese allo scopo di interrompere le richieste di finanziamento estero del suo sistema bancario; il che mi sembra francamente una follia totale (ma un tempo quando si voleva razionare il credito non si alzavano i tassi?)
    Quello che mi chiedo è come mai c'è questa richiesta di finanziamenti da parte dell'estero. E' essa stessa legata alla recessione? Se è così, rinunciando ad avere una Banca Centrale è come avessimo rinunciato a un meccanismo stabilizzatore a favore di uno, la Banca Centrale Europea, che anziché stabilizzare crea le premesse per una futura crisi. Vorrei qualche chiarimento in proposito.

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  17. Quando leggo questi articoli con grafici troppo esplicativi rimango esterrefatto. Ma dove sono i soloni dell'economia? C'è così malafede? Vince sempre il peggio sul meglio?

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  18. Ottimo intervento. Sono quasi commosso io stesso di come i ragazzi del gruppo economia 5 stelle sappiano ormai debunkare qualunque luogocomunata senza alcuno sforzo e in tutte le sedi disponibili... grazie prof e grazie Alessandro!

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    1. Bravi , il vostro contributo di sintesi è comunque preziosissimo

      keep on

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  19. Alberto, Alberto... lo sai che arrivera' un giorno in cui ti prenderemo di forza e ti metteremo a fare il Ministro dell'economia?
    A quel punto la prima cosa che farei fossi in te, chiederei di spostare il Ministero a Pescara. :)

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  20. Ottimo Alessandro.
    Se poi riesci, con un piccolo addendum, a spiegare anche la differenza di costo dei salvataggi, in termini di interessi sul nuovo debito emesso (per accreditare il MES), per l'Italia e la Germania, questo post può diventare un volantino da appiccicare sul petto di ogni piddino a mo' di lettera scarlatta. Dopo.

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  21. Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai VOSTRI debitori. Non ci indurre in tentazione (schuld) ma liberaci dal male (Stato bruttocastacriccacorruzione!)

    Nella mia umile e personale esperienza, la gente sta iniziando ad ascoltare quando tenti di illustrare tali banali (alla luce dei fatti) verità, e mostrare che alternative CI sono. Non penso per una conversione sulla via di Damasco, ma per un generale senso di disorientamento economico e sociale, trasversale a gente che si professa di destra o sinistra. Slogan e pensiero unico cominciano a mostrare il fianco. Temo mesi di bombardamento mediatico. Lei Continui così Prof!

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  22. Prof. Bagnai, noi grazie a lei stiamo capendo benissimo i concetti, e le "menzogne" che ci hanno propinato in questi anni, ma la vedo molto dura farla capire anche a tutta quella serie di salotti, sopra citati da lei, ed io aggiungo anche la trasmissione di Corrado Augias. Sa', soltanto loro sono depositari di verita' e saggezza. Grazie.

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  23. A contorno di tutto direi che il sistema bancario per salvare la propria immagine, in mezzo a questo vortice di denaro, qualche fondo a favore dei promo-redazionali giornalistici lo mette in conto. Complice la crisi dei media che passano dal tradizionale a web, il gotha delle comunicazioni tradizionali sopra citato - ballarò, ballarai, ballaremo - sarà molto disponibile a avere allungata la propria vita, e rivitalizzato il proprio fondo pensione che langue, in cambio di uno sperticamento a favore di teorie sulla crisi che starebbero bene nella trama del signore degli anelli o del neo(logista) LO-HOBBI(S)T

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  24. Interferisco con la normale attività del blog per darvi un comunicato OT straordinario:

    Oggi 6 Marzo 2013 alle ore 11.08 AM, dopo lunga e sottovalutata malattia, è venuto a mancare il grande Partito Democratico,
    ne dà l'annuncio il PDino capo (dopo collegiale constatazione del decesso).
    Le esequie verranno celebrate alle prossime elezioni politiche, si dispensa dai voti.

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    1. Questa la replico su twitter. Troppo bella!!

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  25. Importante Sondaggio (online) del settimanale tedesco Focus!!

    È ancora in corso..

    http://www.focus.de/politik/deutschland/wuerden-sie-eine-anti-euro-partei-waehlen_void_636.html

    Domanda:

    Würden Sie eine Anti-Euro-Partei wählen?
    (Trad.: Votereste per un Partito Anti-Euro?)

    Risultati con 24.814 Voti

    Ja 94%
    Nein 6%

    Questo sondaggio non mi stupisce affatto. I tedeschi checchè se ne pensa sono stati sempre contrari all'euro.

    Come sempre il problema è che il partito unico dell'Euro-Blocco (SPD, CDU, CSU, Die Grünen, FPD) l'ha imposto sulle teste dei cittadini che si trovano a dovere scegliere tra un Partito di Governo e uno della falsa Opposizione.

    Però anche qui le cose stanno cambiando...
    L'esempio del successo del movimento M5S sta facendo scuola.
    Invito a guardare la rilevanza data dalle maggiori testate giornalisteiche alla fondazione di un movimento Anti-Euro (Wahl Alternative für Deutschland):

    http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/europas-schuldenkrise/alternative-fuer-deutschland-die-neue-anti-euro-partei-12100436.html

    http://www.welt.de/politik/deutschland/article114091447/Anti-Euro-Partei-geisselt-die-Politik-der-Kanzlerin.html

    http://www.bild.de/politik/inland/euro-krise/alternative-fuer-deutschland-will-bei-bundestagswahl-antreten-29350948.bild.html











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    1. Perfettamente d'accordo. Ed è questo che rende patetici, oltre che sgradevoli, i personaggi piddini che si arrampicano sugli specchi per difendere il proprio tradimento. Sarà chi ne ha approfittato a rompere il giocattolo!

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    2. "I tedeschi checchè se ne pensa sono stati sempre contrari all'euro."

      Verissimo, e non da ieri.

      Quasi tutti i miei numerosi amici tedeschi considerano la rinuncia al loro adorato Deutsche Mark il prezzo che la Germania ha dovuto pagare per il via libera alla riunificazione.

      Quandi gli faccio notare, saldi current account e Target2 alla mano, che è un ben curioso prezzo, nel senso che è sì un prezzo, ed anche salato, ma che sono gli altri paesi dell'Eurozona a pagarlo, mi guardano storto (tu quoque ...), ma non sanno mai cosa replicare.

      BTW
      Ho visto il sondaggio, e naturalmente anche io ho votato Ja, come il 94% dei votanti ;-D

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  26. La falsità economica dilaga nei talk show, penso che dovremmo creare una truppa di soldati da inviare in questi luoghi televisivi a informare la vera gente sull'economia europea.

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    1. In un altro paese sarebbe già successo.

      :)

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  27. Conciso e non troppo tecnico, perfetto per gli addormentati che ho intorno.

    Diffondo.

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  28. Il sole24 ore:"e se la Germania uscisse dall'Euro?scenario da non escludere..."

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-03-05/fosse-germania-uscire-euro-181741.shtml?uuid=Abgk2paH

    ovviamente sarebbe una catastrofe!!!!iperinflazione!!!!valute nazionali che comincerebbero a ballare ula-ula!!!e dulcis in fundo:la colpa è dell'inerzia di questi pigs che non fanno le riforme!!!

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  29. Euro, e se facessimo il referendum?
    Due articoli così intitolati sono comparsi sul Fatto Quotidiano, ma se riesco a comprendere quello del prof. Banai, ho però qualche difficoltà a seguire il discorso economico o monetario, oltre che politico, che fa il dott. Seminerio, laureato alla Bocconi (che stranamente non si era reso conto che Giannino non era poi così competente nemmeno sulla carta), sul FQ e reperibile anche qui sul blog di Seminerio.

    Ho la sensazione che stia usando argomenti dell'uomo di paglia, provo quasi un certo fastidio, ma non essendo ancora laureato in economia chiedo se qualche mente illuminata di questo blog può aiutarmi a capire.



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  30. Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
    nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
    e non m'ancide Euro, e non mi sferra,
    nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.

    Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
    e bramo di perire, e chieggio aita;
    e ho in odio me stesso, e amo altrui.

    Pascomi di dolor, piangendo rido;
    egualmente mi spiace morte e vita:
    in questo stato son, Euro, per voi.

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  31. L'ultimo articolo di Seminerio è superbo. Io ormai è un anno e mezzo che ripeto che Seminerio è inadatto e che non si capisce come possa essere così seguito. Una sorta di tuttologo con la contabilità come al solito del tutto sfasata.

    Forse non è ben chiaro a questi individui (lui, Manasse, Boldrin ecc) che ai livelli alti, quindi non blog o giornaletti, è abbastanza assodato che l'Italia è il paese che avrebbe maggior vantaggio a uscire dall'Euro. E si tratta di scenari fatti da banche d'affari che, se non s'offendono i suddetti, ne capiscono un poco di più di mercati, scenari futuri, tassi d'interesse, tasso di cambio ecc. Come per l'entrata nell'Euro tutti i tecnici sapevano che si trattava di una follia, e fu dunque una scelta politica, anche per l'uscita dall'Euro tutti sanno, in particolare per l'Italia, che ci sarebbe un enorme vantaggio nel riacquisto degli strumenti propri di uno Stato (politica monetaria, fiscale, valutaria) e la scelta di non uscire e di mantenere in vita il morto è sempre una scelta politica.

    Quindi i vari detrattori supponenti dovrebbero mettersi l'anima in pace. Come per concetti quali "indipendenza" "flessibilità" "privatizzazioni" la questione è meramente politica e non esiste nessuna supposta certezza scientifica né dimostrazione empirica (anche se Manasse questo crede, ma va bé, l'idea che esista un altro impianto teorico altrettanto coerente e rispettabile a questi manco gli passa per la testa tanto sono presuntuosi) che siano l'unica via o LA soluzione, lo stesso vale per l'Euro, autorevoli voci (molto più autorevoli, se permettete al centro studi di JPMorgan o Bank Of America conoscono un poco meglio i mercati di Paolo Manasse e Mario - stampiamo moneta - Seminerio) dicono l'esatto opposto.

    Insomma quieti, a Seminerio gli viene anche bene mettere Grillo come "avversario", gli serve per avvalorare le sue tesi, ma sostituite JPMorgan e Bank of America o Merrill Lynch a Grillo, e vediamo se il suo articolo suona così autorevole come pensano i suoi lettori affezionati.

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    1. la mia esperienza su twitter (visto che il suo blog ha i commenti disattivati) è stata molto edificante per capire il personaggio. Gli ho chiesto, in coda con altri, spiegazioni su come questo suo post sul Fiscal Compact si conciliasse con il problema del differenziale di inflazione (e di competitività) cumulato con la Germania. La sua risposta è stata una lista di offese e poi il silenzio.

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    2. Me lo chiedevo pure io il motivo del seguito appassionato.
      Per me dipende dal nick scelto che fa pendant con il suo viso. Giannino aveva il look da lord post acido...siamo messi così.

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    3. Seminerio scrive molto bene i suoi post, credo che bisogna rendergliene atto anche se lui stesso (anche sollecitato per mail) ha più volte affermato di non saper più che pesci prendere. Anche dopo avere coniato il termine "austerici" come il famoso soldato giapponese non riesce ad uscire dalla giungla dei suoi dogmi liberisti (in una mail gli ho chiesto conto di come potesse dichiararsi un conservatorista fiscale convinto e criticare l'austerità di Monti, ha risposto " bella domanda".).

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    4. La risposta è molto semplice. Negli USA comunque alla fine "siamo tutti keynesiani" come disse Lucas. Cioè sanno bene che il capitalismo consumista su cui sono fondati si basa, appunto, sul consumo e quindi, o attraverso la spesa pubblica (ma vi ricordate la spesa pubblica militare ma non solo dell'alfiere del liberismo, Reagan?) o attraverso la concessione di credito che poi viene coperto cmq dal pubblico (vedi i vari QE).
      Le fregnacce liberal-deflazioniste invece van bene se applicate alle "colonie" ovviamente, che devono risparmiare (e finanziarli).

      E' così difficile capirlo?

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  32. Proooooof! Che gli ha fatto l'altra sera a Fassina?!?! Dica la verità!!!! Quello che sta parlando alla riunione del PD non è lui!!!
    Ha detto che esistono i differenziali di inflazione con la Germania, che la Germania si è avvantaggiata con il cambio fisso al posto del marco forte! Che la moneta unica non è buona! (vabbè, non ha detto usciamo dall'euro, ma ci mancava poco, in pratica ha detto che usciremo dall'euro se non riusciamo a riformare l'Europa in senso di integrazione). Se trovo un link al video lo posto...

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    1. Gli ho urlato in faccia che non può più mentire, e lui ha smesso di farlo. As simple as that. E se per questo mi son dovuto prendere le critiche delle tante anime belle (incluso qualche blogger dal periodare involuto, pronto a portare qualche migliaio di lettori altrui al tavolo della pace col PD), sai che ti dico: me ne frego. L'importante è il risultato. Hanno capito (e certo non solo per come mi sono comportato io, ma per il feedback che la trasmissione ha avuto) che l'aria è cambiata, che è ora di piano B.

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    2. Allora l'esorcismo è riuscito :D

      Al "Fassina, liberati!" mi sono rotolato dalle risate e mia moglie mi ha preso per scemo

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    3. Povero Smeagol Fassina... Chissà se finira insieme al suo alter ego Gollum in fondo al vulcano con tutto il PD.

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    4. Purtroppo, il primo punto degli
      8 punti per un governo di cambiamento :

      " 1) Fuori dalla gabbia dell'austerità.

      Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione. "

      non è molto diverso da quando detto sinora da Bersani e dal PD, ad esempio nell'
      intervista al FT di dicembre.

      Il ghost writer ha fatto un ottimo lavoro di mascheramento ma la sostanza è la stessa: il PD chiede un po' di investimenti aggiuntivi ma conferma il fiscal compact cioé la riduzione del debito pubblico, il bilancio in pareggio, e la riduzione della spesa pubblica, quindi l'austerità.

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    5. La faccia terrorizzata di Fassina di fronte a Bagnai mi ricorda quando ai tempi dell'università provavo a fare qualche esame al volo e però mi diceva male perché invece che dagli assistenti (incompetenti) capitavo davanti al Professore che mi mazzolava!!
      PS: Una volta però mi disse bene perché il docente di economia aziendale mi disse papale papale: "Lei non studia.. ma ha un bel cervello.. complimenti, le metto 24"- Risposta: dove devo firmare?

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    6. A proposito dimenticavo... Lunedì abbiamo visto la puntata insolitamente tranquilla (l'unica fuori luogo, oltre al conduttore, era la piddina carina, poveretta) di Piazza pulita con Becchi, Brancaccio etc... quando hanno incominciato a parlare di euro mia madre ha detto: "però il tuo amico Bagnai è più bravo". :-)

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    7. Perché non ho niente da nascondere. Semplice.

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    8. Albè, ero una belva in gabbia oggi a sentire Fassina, non potevo crederci. Gli hai gridato "Fassina, lìberati, lìberati!", sembravi Charlton Heston mentre separa le acque... e lui si è liberato!!! :-O

      Next step: trasformare l'acqua in vino. Sai quanti soldi risparmiati, per voi dragonomisti etilici?

      (Bello, bravo, me sei piaciuto, i miracoli li fai pé davero ahò...)

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    9. @Giorgio D.M.
      Ci sono, tra gli altri, anche questi punti che non mi sono chiari:

      2) Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro.
      - Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario
      (come?)

      3) Riforma della politica e della vita pubblica.
      - Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
      (cioè privatizziamo?)

      6) Economia verde e sviluppo sostenibile.
      - Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica
      (cosa vuol dire? il 55% di che cosa? e perchè non il 100%?)

      7) Prime norme sui diritti.
      - Legge sul femminicidio
      (con tutto il rispetto per le donne, ma non c'è già un codice penale per l'omicido? avremo omicidi di serie A e di serie B ? o si tratta di pacaculismo?)

      P.s.: c'è anche il «- Piano bonifiche»
      ma non ci aveva già pensato il testone?

      P.p.s.: E manca la proposta di introdurre l'obbligo di mandato per gli eletti, via Costituzione

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    10. @Gianni
      "Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica
      (cosa vuol dire? il 55% di che cosa? e perchè non il 100%?)"

      Questa la so! :-) Le detrazioni fiscali scadono a giugno...

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    11. Ahhh periodare involuto... E va là che la si pensa uguale un'altra volta. Niente da fare: stesso gusto letterario!

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    12. Emanuela, io non so chi tu sia, né come tu sia fatta, né credo lo saprò mai, ma so che ti voglio molto bene, e magari, chissà, forse per una volta non mi sbaglio. En tout bien tout honneur, va da sé, e solo perché se capimo ar volo...

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    13. Se capimo, se capimo. E non si sbaglia. Non si sbaglia proprio perché se capimo, ovvero se capimo proprio perché non si sbaglia!

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  33. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  34. Lo scorso fine settimana in diverse città del Portogallo si sono svolte manifestazioni molto partecipate contro l'austerità. In Spagna la disoccupazione ha raggiunto livelli record. La Grecia è il fantasma di se stessa. La Slovenia, il cavalluccio di battaglia di Boldrin, naviga in pessime acque. Il Medioriente, parte dell'Africa mediterranea e sub sahariana vanno a fuoco e mezzo occidente ci soffia sopra.
    I tedeschi, ora che la crisi si riverbera sulla loro economia, stanno rapidamente cambiando atteggiamento circa l'euro e la sua funzione, e hanno dato vita ad un nuovo partito, Alternativa per la Germania, che vede la partecipazione «di economisti e di professori, di giornalisti e anche uomini di industria: i fondatori sono l’economista Bernd Lucke, l’editorialista della Frankfurter Allgemeine, Konrad Adam e l’ex numero uno della cancelleria dell’Assia, Alexander Gauland, [...] un nipote di Adenauer e l’ex presidente della Federazione delle industrie tedesche, Hans-Olaf Henke. [...] “A questo punto - dice Adam alla die Welt - il rischio di uno svuotamento della democrazia è un problema ancora più grave dell’euro”».

    In Italia, invece, regna una confusione poco rassicurante. L'altra sera a Piazza pulita c'era un gruppo di imprenditori che ha votato M5S, tra cui un giovane che ha detto di aver sempre votato estrema destra e destra. Oggi, chissà perché, vota Grillo.
    L'altro giorno i neo-deputati M5S si sono presentati gli uni agli altri: 30 secondi di intervento ciascuno, in stile X-factor per sciorinare una serie di incolori banalità. Sembrava una assemblea del '68 riservata ai meno svegli. Poi sono arrivati il gatto e la volpe: un minuto e mezzo di aria fritta e via.
    I neo-deputati hanno detto che non appoggeranno i partiti tradizionali. Poi, con molta disinvoltura, hanno detto che il programma lo devono presentare gli altri partiti e loro votano quello che gli piace. Come su facebook.

    Per come la vedo io, la chiave di volta per uscire dalla crisi è il riequilibrio di salari e pensioni. Che sono il carburante dell'economia. Mettiamo la benzina nell'auto per farla camminare, o preferiamo spingerla? All'inizio devi pagare il pieno, ma poi viaggi più comodo e raggiungi in tempo utile la tua destinazione. Allo stesso modo, rilanciamo l'economia via spesa pubblica, oppure continuiamo con l'austerità fine a sé stessa che deprime il Pil, ne peggiora il rapporto con il deficit e sfianca l'economia?
    Via spesa pubblica potremmo rilanciare l'economia italiana, rilancio che dovrebbe passare per la manutenzione delle infrastrutture, il recupero e la conservazione dei 7/8mila km di coste, sotto il profilo turistico, ambientale, portuale, ecc., la rivalutazione del patrimonio culturale, il consolidamento dei settori della sanità, istruzione, ecc. Ciò darebbe lavoro alle aziende e coinvolgerebbe tutti, dall'ingegnere al manovale, dall'artigiano all'industriale, ecc.
    Ma l'euro e i vincoli di bilancio imposti in nome della sua sostenibilità non permettono di gestire la spesa pubblica a seconda delle necessità contingenti.
    Però permettono che l'Italia sia impegnata in diverse missioni militari in varie aree del mondo. Tali missioni comportano la realizzazione in loco di infrastrutture, linee di rifornimento, logistica, trasporti, ecc. Per queste missioni spendiamo svariati miliardi di euro all'anno. Ma non riusciamo a stanziare alcune centinaia di milioni di euro per impedire che, con le prossime piogge di primavera, una parte rilevante del territorio nazionale finisca frantumata tra smottamenti, frane e alluvioni. È assurdo.

    Lo scenario che il professor Bagnai ha illustrato e anticipato dal novembre 2011 si è sovrapposto alla realtà. Ma per il momento la politica non sembra ancora essersene resa conto. Per Renzi, ad esempio, “se non c'era l'euro eravamo rovinati!”.

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  35. « Avanti o popolo, alla riscossa,

    Bandiera rossa, Bandiera rossa
    Avanti o popolo, alla riscossa,
    Bandiera rossa trionferà.

    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Evviva il comunismo e la libertà.

    Degli sfruttati l'immensa schiera
    La pura innalzi, rossa bandiera.
    O proletari, alla riscossa
    Bandiera rossa trionferà.

    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Il frutto del lavoro a chi lavora andrà.

    Dai campi al mare, alla miniera,
    All'officina, chi soffre e spera,
    Sia pronto, è l'ora della riscossa.
    Bandiera rossa trionferà.

    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Soltanto il comunismo è vera libertà.

    Non più nemici, non più frontiere:
    Sono i confini rosse bandiere.
    O comunisti, alla riscossa,
    Bandiera rossa trionferà.

    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Bandiera rossa la trionferà
    Evviva Lenin, la pace e la libertà.



    Parte prima
    Ma mi si permetta, onorevoli colleghi, di ripartire dalla posizione assunta da noi di fronte alle indicazioni scaturite questa estate dalla riunione dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione. Guardammo allora con interesse ai propositi di rilancio del processo di integrazione e di maggiore solidarietà, per far fronte ad una crisi di portata mondiale, per accelerare lo sviluppo delle economie europee, combattere la disoccupazione e, insieme, ridurre l’inflazione. Ponemmo in questo senso il problema delle condizioni in cui l’euro avrebbe potuto nascere come strumento valido e vitale, al quale l’Italia avrebbe potuto aderire fin dall’inizio. Quello delle garanzie da conseguire affinché l’euro possa avere successo, favorire un sostanziale riequilibrio all’interno dell’Unione europea (e non sortire un effetto contrario), è un rilevante problema politico.

    Le esigenze poste da parte italiana non riflettevano solo il nostro interesse nazionale: la preoccupazione espressa dai nostri negoziatori fu innanzitutto quella di dar vita a un sistema realistico e duraturo, in quanto – cito parole e concetti del ministro del tesoro e del governatore della Banca d’Italia: “Un suo insuccesso comporterebbe gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema monetario internazionale e sulle possibilità di avanzamento della costruzione economica europea”.

    Ma dal vertice è venuta solo la conferma di una sostanziale resistenza dei Paesi più forti, della Germania, e in particolare della banca centrale tedesca, ad assumere impegni effettivi e sostenere oneri adeguati per un maggiore equilibrio tra gli andamenti delle economie di paesi della Comunità. E’ così venuto alla luce un equivoco di fondo: se cioè il nuovo sistema debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, o debba servire a garantire il Paese più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania, spingendosi un Paese come l’Italia alla deflazione.

    Queste valutazioni sono a noi apparse tali da giustificare pienamente una scelta che si limitasse ad una dichiarazione di principio favorevole e che escludesse l’entrata dal primo gennaio nell’euro, tanto più in presenza di una analoga decisione della Gran Bretagna, con tutto ciò che questa decisione comportava e comporta.

    Perché non si sono ascoltate abbastanza nei giorni scorsi queste voci e si è giunti ad una decisione precipitata ed arrischiata?

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  36. Parte seconda
    No, onorevoli colleghi, noi siamo dinanzi a una risoluzione che assume le caratteristiche ristrette di una unione monetaria, le cui caratteristiche rischiano per lo più di creare gravi problemi ai Paesi più deboli che entrino a farne parte. Naturalmente non sottovalutiamo l’importanza degli sforzi rivolti a creare un’area di stabilità monetaria. Ma se è vero che le frequenti fluttuazioni dei cambi costituiscono una causa di instabilità, è vero anche che esse sono il riflesso di squilibri profondi all’interno dei singoli Paesi.

    La verità è che forse – come si è scritto fuori d’Italia – si è finito per mettere il “carro” di un accordo monetario davanti ai “buoi” di un accordo per le economie.

    Onorevoli colleghi, in quest’aula si è parlato (vi si è riferito poco fa anche il collega Cicchitto) delle sollecitazioni e delle assicurazioni pervenuteci da governi amici. Queste sollecitazioni confermano l’esistenza di un reale e forte interesse degli altri Paesi membri della Comunità ad avere l’Italia al più presto presente nell’euro. Si sarebbe, dunque, potuto far leva su questo interesse, non dando adesione immediata, per portare avanti un serio negoziato. Ma se ci si vuole, onorevoli colleghi, confrontare con i problemi di fondo, i problemi delle politiche economiche, bisogna sbarazzarsi di ogni residuo di europeismo retorico e di maniera. Si è giunti a sostenere che “l’Italia non dovesse scegliere in questi giorni se appartenere o meno all’euro, ma se recidere” – dico recidere – “o meno i suoi legami con i Paesi dell’Europa occidentale, sul terreno economico e sul terreno politico”. Ma questa è una tesi che non trova alcun riscontro obiettivo, che non poggia su alcun argomento razionale e si colloca, invece, nel quadro di una drammatizzazione gratuita ed esasperata della scelta che era davanti tal nostro Paese.

    Se oggi, comunque, tra i fautori dell’ingresso immediato circolasse il calcolo di far leva su gravi difficoltà che possono derivare dalla disciplina del nuovo meccanismo di cambio europeo per porre la sinistra – eludendo la difficile strada della ricerca del consenso – dinanzi ad una sostanziale distorsione della sua linea ispiratrice, dinanzi alla proposta di una politica di deflazione e di rigore a senso unico, diciamo subito che si tratta di un calcolo irresponsabile e velleitario“.

    Giorgio Napolitano, 3 dicembre 1978

    http://www.rivieraoggi.it/wp-content...napolitano.pdf

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    1. Sono contento che rivieraoggi sia arrivato al documento che i miei lettori conoscono a menadito da mesi e mesi.

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  37. E purtroppo non si intravede una via d'uscita. L'Euro non viene messo in discussione da nessun politico che conta. Grillo lo critica ma non ha capito qual'è il nocciolo del problema, e continua a dare la colpa agli sprechi e alla casta. Da più parti, sia in Italia che fuori, molti auspicano che tra breve l'Italia sia costretta a chiedere aiuto al Fondo Salva Stati, in modo da bloccare la politica economica dei futuri governi e dare il via alla girandola di dismissioni, privatizzazioni e tagli lineari che tanto piacciono a quelli che credono nella liberalizzazione dei guadagni e nella socializzazione delle perdite.

    La Francia ha ottenuto un rinvio al pareggio di bilancio e quindi per un po' se ne starà buona. Per cui non possiamo neanche sperare che nel breve termine saranno i francesi a darci qualche soddisfazione. Dobbiamo forse riporre tutte le nostre speranze nel partito anti-Euro tedesco?

    Comunque andrà io non sono per niente ottimista.

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  38. E pensare che anche questa mattina Claudio Borghi a La7 ha preso dell'ignorante da un politico di SEL e da un giornalista perchè cercava di far capire il concetto del TARGET2 come fallimento dell'euro! Non c'e' piu' religione!
    Peggio ancora ieri sera a Ballarò....una economista della Bocconi sosteneva che la crisi italiana non dipende affatto dall'euro! Mah!

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    1. la giovane e carina (ma perchè non va a fare un altro lavoro?) economista della Bocc(h)oni ha anche affermato che "vero è che stiamo male da quando siamo entrati nell'euro, ma non è colpa dell'euro!" e poi si è incartata su una citazione latina (credo volesse dire "Post hoc, ergo propter hoc")

      che pena certe servette..

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    2. Ho visto anch'io Claudio Borghi alle prese con Gennaro Migliore [grasso pinato], Morando Enrico [eurista feroce] e Quagliarello [irrefrenabile suadente loquela] e mi sono domandato:
      come fa a resistere ?

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  39. Non c'entra nulla con il bell'articolo di AG, ma volevo permettermi di segnalare un altro terrorista dell' "Extra euro nulla salus", giusto per ricordarseli quando arriverà il redde rationem (potremmo anche coordinarci per fare un pestaggio all'americana sul blog di FQ: io lo tengo e tu lo colpisci)

    Senza governo si consegna l’Italia alla Troika (FQ 6marzo 2013)
    di Sandro Trento | 6 marzo 201
    Più informazioni su: Bce, Crisi Economica, Euro, Governo, Movimento 5 Stelle, Nuovo Governo, PD, Pier Luigi Bersani, Unione Europea.

    Se non si riuscirà a formare un governo, se si avrà instabilità e l’Italia si troverà senza governo per mesi, si avrà un’impennata dello spread. Gli investitori stranieri venderanno in massa i titoli pubblici italiani e anche molti risparmiatori italiani faranno altrettanto. I paesi indebitati, soprattutto quelli fortemente indebitati, devono rispondere ai mercati, non ci sono alternative, a meno che il 100 per cento del debito non fosse nelle mani dei residenti. Così non è per l’Italia.

    Certo a settembre del 2012 Mario Draghi aveva dichiarato: «Faremo tutto il necessario per difendere l’euro che è irreversibile. Timori fondati su reversibilità sono quello che sono, e cioè paure non fondate. E ciò rientra pienamente nel nostro mandato». La Bce ha fatto capire quindi che è pronta ad acquistare titoli di stato italiani (o di altri paesi europei in difficoltà) in quantità adeguata per calmierare i rendimenti per i titoli con scadenza da uno a tre anni per i paesi che ne faranno richiesta.

    Quindi è vero che nel caso in cui l’Italia si trovasse priva di governo ci sarebbe la possibilità di chiedere aiuto alla Bce. Ma ecco il punto: l’intervento della Bce va chiesto da parte dell’Italia e verrebbe concesso solo a patto che l’Italia firmasse un impegno chiaro a seguire una strategia di politica economica definita da Bce, Unione europea e Fondo Monetario (Troika). Le operazioni di acquisto dei titoli di stato sarebbero interrotte se l’Italia a un certo punto decidesse di non mettere in pratica le ricette imposte dalla Troika.

    In questo scenario l’Italia sarebbe governata di fatto dalla Troika, avremmo pochissimi margini, forse nessuno. Non potremmo rifiutarci di fare i tagli allo stato sociale, alla spesa pubblica che ci verranno richiesti.

    Rifiutarsi di scendere a patti con il Pd, restare fuori per non sporcarsi le mani, fare solo l’opposizione oggi significa consegnare il paese alla Troika. Spero che questo sia chiaro ai giovani del M5S. E’ indispensabile che il M5S definisca una strategia realistica di politica economica. E’ il momento di passare dalla poesia alla prosa.

    Anche minacciare di fare un referendum sull’euro non va certo nella direzione di rassicurare i mercati internazionali e di dare all’Italia ossigeno per ritrovare una strada di sviluppo.

    E’ vero che l’unione monetaria è stata realizzata in modo sbagliato, senza avere un bilancio europeo adeguato e una politica fiscale unica capace di contrastare le crisi come quella che stiamo vivendo. Ma pensare che uscendo oggi dall’euro singolarmente possa costituire una soluzione ai nostri mali è davvero ingenuo. Se l’Italia uscisse dall’euro, l’euro si dissolverebbe e i costi di questo processo sarebbero apocalittici. Miseria di massa, disoccupazione, fallimenti bancari e industriali, scontri sociali, rivolte, rischi di conflitti gravi tra i paesi.

    La strada semmai è quella di costruire alleanze in Europa per completare l’unione monetaria con una maggiore unione politica e democratica.

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    1. Ma pensare che uscendo oggi dall’euro singolarmente possa costituire una soluzione ai nostri mali è davvero ingenuo. Se l’Italia uscisse dall’euro, l’euro si dissolverebbe e i costi di questo processo sarebbero apocalittici. Miseria di massa, disoccupazione, fallimenti bancari e industriali, scontri sociali, rivolte, rischi di conflitti gravi tra i paesi.

      perchè?

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    2. Ci dev'essere un refuso: DENTRO all'euro ci sono "Miseria di massa, disoccupazione, fallimenti bancari e industriali, scontri sociali, rivolte, rischi di conflitti gravi tra i paesi." Perchè? Sei nel posto giusto, leggi, documentati, studia qualche testo universitario semplice, è tutto già scritto, detto e ridetto.

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    3. A me sembra chiaro che siamo in un vicolo cieco. Sia l'ipotesi di velo di maya che l'uscita dall'euro e i suoi corollari (banca centrale non più indipendente, politica fiscale anticiclica, vincolo di portafoglio, riforma bancaria, oltre a limitazione alla circolazione dei capitali nel post uscita) non hanno nessuna possibilità politica di realizzarsi. Nessun partito, gruppo d’interesse o blocco sociale italiano ha la forza politica per attuare il piano A né il piano B (vedi sopra). L’unica ipotesi possibile o forse solo la più probabile è l’uscita dell’euro da noi, cioè un evento subìto per le azioni consapevoli di altri prese in altri lidi. Emmocheffamo?

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  40. Ogni tanto mi chiedo se - ceteris paribus - la sinistra avrebbe assecondato le pressioni tedesche di richiedere un intervento dell'IMF e della troika nell'estate 2011 (perché anche di questo si parlava nei giornali). Il problema è che ho seriamente paura della risposta.

    Il sole24 Ore continua con articoli su di una eventuale uscita tedesca e sull'ipotesi di due aree euro:

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-03-05/fosse-germania-uscire-euro-181741.shtml?uuid=Abgk2paH

    Dopo l'intervento di un primo gestore, che dipinge il solito scenario in cui manca solo la peste bubbonica, gli altri due fanno valutazioni più morbide.

    Si può notare come, al di là del merito della proposta "Maxibon" (come diceva lo spot del gelato, two is megl che uan), il problema principale sia nelle modalità di gestione della transizione. Questa però viene dipinta come uno shock macro temporaneo e non come l'ingresso nell'Ade da cui si innesca un circolo vizioso che ci riporta all'età del cilicio.

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  41. Per chi volesse leggere l'articolo del professore sul FQ cartaceo, evitando di comprarlo, è disponibile qui.

    Lo stesso dicasi per gli interessati all'articolo di Seminerio: lo trovate qui.

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  42. CLAMOROSA AUTORETE DI MARCHIONNE

    salve a tutti. Ammetto che non sono riuscito a leggere quanto precede, ... lo farò stasera, ma vorrei segnalarvi l'enorme autogoal di Marchionne nella sua nota dichiarazione di valutare l'abbandono degli investimenti in Italia, qualora uscisse dall'euro...

    Mi sono chiesto, ... "perchè Marchionne, uno che ha i propri risparmi ben sicuri all'estero parla per conto della FIAT, che usa benissimo la finanza internazionale per tutelarsi dai rischi di cambio, ha affermato tale concetto (secondo me) ricattatorio, compiendo un clamoroso autogoal?

    Semplice...


    Marchionne ha di fatto ammesso che l'euro non è una moneta, ma è uno "strumento di governo", usato per abbattere i salari ed il costo del lavoro (come scusa del recupero di competitività internazionale): se continuiamo così in Italia, fra un paio d'anni, la gente accetterà 700 euro al mese pur di tamponare la fame!!! altro che ritenere troppo pochi 1200 euro per spaccarsi la schiena.

    saluti

    MAXIMUS

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  43. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  44. Massacratemi pure, sono un novizio negli interventi e non merito perdono, certamente.
    Seguo il Blog dagli albori ma con alterne vicissitudini e pertanto non sono un esperto di tutti gli articoli esposti e pubblicati.
    Il motivo per cui mi espongo oggi è frutto dell'odierna riunione dei vertici PD in cui, dai vari interventi, si evince una necessità di comunicazione "mancata".
    Al di là di ciò e dovendo necessariamente sottolineare la mia distanza da ogni connotazione "stantia" che rifletta le storiche suddivisioni partitocratiche (Centro Destra, Centro, Centro Sinistra) così come le pseudo suddivisioni ideologiche (Fascismo, Democrazismo, Socialdemocrazismo, Socialismo, Comunismo) ci terrei a sottolineare la "drammaticità" politica dell'odierno dibattito interno al PD, come la drammaticità di ogni altro dibattito che presupponga l'ideale e.o il particolare rispetto al solidale ed al tentativo di condivisione, un dibattito eternamente in rincorsa di un dibattito "altrui" solo per scopi di breve e fazioso termine.
    Oggi, in questo "dilemma" direzionale, si sta consumando, a mio avviso, una rincorsa perenne nei confronti di qualcun altro: colpevolmente, ingenuamente, ipocritamente o drammaticamente.
    L'intervento di Fassina in questo stesso dibattito ha lasciato un impronta indelebile su ciò che si vuol proporre tra "Europa" e "Nazioni". Fassina è apparso frenato tra paura e mendacia, tra proposta e denuncia.
    Altri come Lui hanno tentato proposte e denunce al pari di un tentativo "mozzato" di reazione. Nessuno sembra, purtroppo, apparire ed esporsi a livello di coraggio che implichi una sostanziale presa di posizione, nel bene o nel male, sulle politiche che auspichino una ripresa di sovranità "territoriale". Una ripresa di "sovranità" costituzionale basata sulle comunità nazionali in condivisione e comunione con le comunità globali. Mi rendo conto di ampliare un concetto gravido di interrogativi, perplessità e fattori X, ma ciò che mi preme è porgere l'accento sull'assunzione di responsabilità. Quell'assunzione che troppo spesso si elude nel tentativo di far valere le proprie ragioni nei confronti di una soverchia comunicativa che ci espone ai margini ns malgrado.
    Caro prof. Bagnai, nell'ultimo intervento presso la trasmissione di "Paragone" è stato lasciato "colpevolmente" (a mio avviso) ai margini. Ciò non toglie che le ragioni che Lei ha da vendere meritino un esposizione "ad libitum".
    E, nel momento in cui, lo stesso "Fassina" inavvertitamente esponga tutte le sue "perplessità" sul futuro dell'Italia nell'Europa, si sappia "tutti noi" affrontare, con le forze attualmente in campo, le sfide che la realtà ci impone, affinché la presa di coscienza verso il futuro non sia una mera presunzione di quella stessa realtà ma una consapevole partecipazione al futuro, fatto di impegno e sacrifici in nome di tutta la "comunità".
    Un caro saluto e massacratemi pure liberamente...
    Elmoamf Massimo Paglia.

    P.S.:
    Ero partito da altri presupposti "espositivi" ma inavvertitamente o fatualmente si son cancellati.
    Così, ho dovuto ricominciar da capo nell'intervento.
    Mi rimetto in ogni caso alla Sua attenta "valutazione" a prescindere e senza nulla a pretendere.
    Anche e soprattutto per la co

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  45. A TUTTI (e a Lei Prof.) STAMATTINA SUL SITO MOVIMENTO5STELLE CITTA' DI CASTELLO HANNO CONTESTATO UN GRAFICO DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI ITALIANA DAL 1990 AD OGGI MOSTRANDO UN GRAFICO DI CORRELAZIONE TRA UTENTI FACEBOOK E CRISI GRECA TRATTO DA BUSINESSWEEK....ECCO LA RISPOSTA....(LA RIPORTO FEDELMENTE COL COPIA INCOLLA)(hihihhi...che gente!)
    ....
    Come vedi il numero di utenti di Facebook sta causando la crisi del debito Greco, mentre le donazioni alle fondazioni scentifiche causano il riscaldamento globale. Ecco perchè un grafico di correlazione deve essere preso sempre con le pinze! Appena ho un momento mi riprometto di dare risposte più esaustive. Ma argomenti come questi sono decisamente impegnativi, e vista la preparazione e la radicazione delle vostre convinzioni serve molto tempo per spiegare le mie Grazie dello scambio di idee cmq

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    1. E' vecchia, anzi vetusta.... mi ricordo un articolo sul journal of computational chemistry in cui veniva elaborata una correlazione tra importazioni di arance dal messico e incidenti stradali in california.....
      il punto è il classico "la correlazione implica causalità? e in che senso?". La risposta è :"non necessariamente". Se pure fossero correlabili graficamente, difficilmente potrebbe esistere una correlazione reale tra la quantità di radiazione emessa da Deneb e l'orario in cui esco di casa.
      Il punto, nelle scienze galileiane, è correlazione fisica prima che matematica, Principio facilmente estenbile, mi immagino, a dati economici; ovvero, immagino che esistano tonnellate di letteratura sulla relazione tra rapporto di cambio e bilancia dei pagamenti.
      Quindi l'intelligentone, visto che è cosi' brillante, puo' andare avanti a lardo di colonnata, Nebbiolo e cognac, visto che la correlazione tra alcol e grassi ingeriti e livelli di colesterolo va sicuramente presa con le pinze.....

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  46. Il mio è un commento totalmente OT perchè ho ascoltato i 13 minuti di intervento della 'zdora, postato da byoblu.com e qualcosa la devo dire.

    Che miseria!! Che miseria la performance del Segretario!!

    Non è mia intenzione entrare nel merito degli otto punti, piuttosto parlare della forma, dei dettagli, delle sfumature (non mi arrischio a dire linguaggio del corpo).

    Nel primo intervento di Bersani, quello ritardato nel post-elezioni, notai immediatamente una cosa, ovvero il Pierlu continuava a 'giocherellare' con gli occhiali: li metteva e due secondi dopo gli toglieva. Gli toglieva e due secondi dopo li rimetteva. E così via per tutto il tempo. Singificato? Mah, è sempre difficile fare affermazioni su quello che accade 'dentro' ad una persona che si conosce; figurarsi dentro ad una persona estranea.

    Però notare le differenze si può, e una volta rilevate è possibile avanzare qualche ipotesi con un ragionevole e maggiore grado di precisione circa il suo significato.

    Ora, nel discorso odierno, il Segretario NON ha giocherellato con gli occhiali. Questi sono praticamente rimasti ben inforcati sulla sua 'canappa'. Boh, forse se li sarà messi e tolti e rimessi un paio, forse tre volte in tredici minuti di perdormance.
    La differenza è notevole. E questa notevole differenza è attribuibile ad un diverso stato d'animo del leader: più sicuro e padrone di sè oggi, 'quanto sconvolto' e 'fuori controllo' solo pochi giorni fà.

    Significato? (Perchè altrimenti che mazzo ho scritto a fare 'sta roba?). Non ne sono sicuro, dico che quell'uomo NON HA le palle per fare ciò che sta per fare (figuriamoci se ce le ha per fare quello che andrebbe fatto).

    Si è rintanato al calduccio col suo 'gregge' (anche se si tratta sempre di un gregge d'élite) e 'belando' le pecorelle vestite da pastori si sono rassicurate sulla giustezza e bontà (per il bene della Nazione) della posizione assunta dal Leader.

    In pratica, si sono fatti la pipì addosso (tutti possono ricordare che sensazione si provi, no?): si prova una calda sensazione di piacere, ma rimane confinata al proprio corpo. Non è di alcuna utilità.

    In definitiva, mi perdonerà Max Weber perchè mi permetto di parafrasare così poco nobilmente il suo pensiero: ben gli stà all'organizzazione (PD) che fà salire al rando di generale chi al massimo poteva assurgere al grado di capitano responsabile del vettovagliamento.

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  47. Nel mentre stò sponsorizzando proficuamente la goofynomics su Facebook. Ho fatto mio il desiderio di portare il dibattito, soprattutto internazionale, i dati, la storia mentre parlo con i miei amici del M5S. Ed ora mi becco pure le minacce da qualche esaltato dei collettivi di estrema sinistra, mica tanto velate visto che vorrebbero venirmi a trovare al mio ristorante.

    Ma si può essere così "scarsi" da dover mettere minacce anzichè idee, quando queste non sono poi così valide?

    Non so se fottermene e continuare per il bene mio e del mio paese o se mettermi in panchina, pensando di non essere il solo in famiglia, ma questo mi da parecchio da pensare.

    Nel bene o nel male questo odio nei confronti di un Movimento che non ha ancora dimostrato nulla in parlamento da parte poi di gente che è rappresentata in parlamento da gruppi che hanno votato MES e Fiscal Compact, hanno supportato l'austerità montiana, ed ora sono così ciechi da non dirigere la critica verso chi ha mal rappresentato gli ultimi ma verso un movimento popolare nato da poco ed in buona parte senza ancora responsabilità diretta nelle sciagure dei comuni cittadini mi da tristezza. Fortunatamente il destino sembra ineluttabile ormai, e gli ingranaggi si muovono sempre più veloci caricando la molla che farà scattare la sgretolazione dell'unione monetaria...

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    1. Non demordere, la gente che abbaia tanto sui social, nel mondo reale non ha il coraggio delle proprie azioni. IO, sulla porta del negozio, ho appeso un volantino del pude, uno di quelli che giravano per carnevale. Proprio accanto al listino prezzi. Prezzi svalutati del 35% rispetto a un anno fa. Nel mondo reale, la gente reale capisce va'...
      Quindi non demordere, anche e soprattutto per la tua famiglia.
      Fabio

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  48. A tutti i moralisti ben pensanti che invocano al senso di responsabilità per dare al paese un governo stabile, al fine di tenere sotto controllo lo spread. Vorrei ricordare che questo discorso ci ha portato il governo Monti con la sua politica di austerità e rigore che ci ha fatto recuperare la famigerata credibilità. Ma che di fatto ci ha spinto nel baratro ("recessione").
    Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che lo "spread" è un'arma made in BCE con lo scopo di intimidire, ricattare e controllare i governi che non vogliono piegarsi al volere di soggetti oscuri. I quali hanno come solo obbiettivo la tutela dei loro sporchi interessi privati.
    Ne consegue che: porre la fiducia su un governo asservito a queste logiche, significa appoggiare di spontanea volontà la testa sul ceppo del boia e aspettare un colpo netto e deciso che ci faccia smettere di soffrire.

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  49. scusa Guarani, ma i debiti contratti per finanziare l' ESM non dovevano essere posti fuori dal perimetro del debito pubblico?

    E poi, un altro bel post sarebbe per spiegare il funzionamento di questa genialata (l' ESM), che funziona così:
    L' Italia prende i soldi a prestito al 6-7% per darli a prestito al 3% , addirittura si parlava del fatto che i fondi per l' ESM, in attesa di impiego (per salvataggio che non salva) fossero "parcheggiati" sui titoli a lunga scadenza dei paesi europei con tripla A, praticamente, si finirebbe, nel caso dell' Italia, per prendere i soldi a prestito al solito 5-6-7% per prestarli, pardon; "parcheggiarli" sui "virtuosi" bund allemanni al 1-1,5%, una vera genialata...e immaginiamo il contributo al contenimento dei famigerati "spredde".
    Almeno, questo pareva fosse lo scenario leggendo un vecchio articolo di Fubini del Corsera.
    Dimmi che non funziona come ho scritto, ti prego.

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    1. Fuori dal perimetro de che? I soldi li deve tirar fuori qualcuno no? Al massimo potevano non venire conteggiati per quanto riguarda i parametri deficit/pil e debito /pil di Maastricht, ma se lo Stato versa, da qualche parte i soldi li prende, e sì, li ha presi da noi (con la pressione fiscale) e dall'aumento del debito (pagato al 5-5,5%).

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  50. La puntata di Ballarò non l'ho vista tutta (la Concita non la reggo, ma sta dappertutto come il prezzemolo), ma il servizio sui titoli di stato non me lo sono perso, come l'aconomista della Bocconi (eh, la scuola Monti si vede tutta).
    Comunque il servizio dove si diceva "se sale lo spread i bot valgono meno e i rendimenti crollano" mi ha fatto proprio incazzare. Tutto vero (cazzone), MA NON E' VERO SE LI HAI GIA' COMPRATI E TE LI TIENI FINO ALLA SCADENZA, COME DOVREBBE ESSERE. Altrimenti se compri e rivendi sei uno speculatore, ed è giusto che se giochi col fuoco ti scotti. Certo c'è sempre quello che deve rivenderli per necessità, ma diciamocelo chiaro, rimane una minoranza: non mi impegno i soldi per un anno o più, se so che mi servono tra sei mesi.
    Il PUDE ha il fiato corto.

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    1. Mi sono dimenticato di inserire l'immancabile perla della bocconiana: "la germania vende alla cina"... :-(

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  51. Professore io le scrivo e le linko qualche cazzata, ci si faccia una risata e mi scusi per il tempo che le faccio perdere leggendomi:

    http://www.expo2015.org/press-area/press-releases/presentata-la-moneta-ufficiale-expo-2015
    .... È poi in fase di progettazione una seconda iniziativa, che ai nostri giorni rappresenterebbe un requisito di unicità mondiale nonché il ritorno a una tradizione oggi caduta in disuso: la base aurea della cartamoneta. la valuta che circolerà all’interno di Expo Milano 2015 sarà convertibile in monete d’oro. Le valute disponibili per il cambio saranno di due tipi, il marengo europeo e la sterlina della Gran Bretagna e, per evitare ogni tipo di speculazione, la conversione tra la divisa dell’Expo e le monete d’oro sarà effettuata sulla base del prezzo ufficiale pubblicato giornalmente su quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’”.

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  52. Bravi PIGS, davvero bravi, avanti così che ve li fumate i crucchi.
    Ma con quale nonchalance Daniel Gros, Director, Centre for European Policy Studies (CEPS), parla di "pecking order within Europe’s economy".
    Ma come mai certi soggetti parlano solo di Spagna, Grecia, Italia senza mai usare le parole spagnoli, greci, italiani? Sarà che a costoro interessa salvare la nave ma non i passeggeri?

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  53. Se da noi si moltiplicano i compro oro, in germania aumentano i vendi oro:
    http://www.finanzaonline.com/forum/attachments/obbligazioni-titoli-di-stato/1517666d1323106462-btp-non-e-questione-del-se-ma-del-quando-7-goldtogo.jpg

    Ipotesi fantasiose sulla nuova banconota da 100 dollari (rimandata la circolazione quando Obama... ha capito?):
    http://www.roadtoroota.com/public/261.cfm

    Infine... lei forse, tramite un trampolino di destra, si troverà a fare il ministro dell'economia di Renzi per gestire il nuovo Fiorino:
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/scendono-i-ciellini-salgono-i-gesuiti/2195040

    Perchè i piddini pensano di essere i più fuurrbi, ma invece vengono usati e sputati(spero non valga lo stesso per lei...):
    http://www.democraziaradicalpopolare.it/DRP_Natale_e_Capodanno_portano_in_regalo_il_Bersani_Esoterico.html

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  54. Questo è il
    link al discorso di fassina:

    Il momento di ravvedimento da 4:59 in poi...

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  55. Sempre complimenti per l'incisività dei grafici e degli argomenti.
    Porto un argomento nuovo al tema "perchè il debito pubblico è aumentato, nonostante i sagrifizi".
    Il suo nome è Codice Tributo 6834.
    Qualche informazione in più si può trovare a questo link.

    http://www.fiscooggi.it/normativa-e-prassi/articolo/credito-d’imposta-sulle-dtaistruzioni-uso-corretto

    A mia stima, soltanto sul bilancio Monte dei Paschi 2011, vale circa 1.2 miliardi di Euro di crediti di imposta a carico del bilancio statale 2012 (e quindi dei cittadini).
    "A naso" stimo che nel 2012 il Codice Tributo 6834 abbia contato per oltre 10 miliardi di Euro.
    Avendo i dati dei bilanci 2011 e 2012 delle principali banche e delle principali società quotate si può fare un conto preciso perchè questa misura ha essenzialmente favorito questi due tipi di società.
    Avendo dati "interni" all'amministrazione finanziaria il calcolo sarebbe molto più facile e più preciso.

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  56. Seminerio: "Uscire da un accordo di cambio o sganciarsi da una divisa forte come fece l’Argentina nel 2001 è tecnicamente più facile che non lasciare una moneta unica condivisa con altri paesi."

    Ora, tecnicamente lo diranno gli esperti se sarà più facile o meno, ma non vorrei che quel “tecnicamente” fosse stato subdolamente inoculato come messaggio : La situazione argentina era sicuramente più semplice della nostra dal punto di vista di debito estero e domestico nonché di potenziale produttivo e di riaggiustamento di tutti i parametri economici.

    Quindi l’autore se ho ben capito accosta una qualsivoglia dollarization alla nostra situazione attule nella moneta unica (eurization secondo lui) ma le cose non credo stiano esattamente così legislativamente parlando. Nel caso di un ritorno alla lira il libro del Prof. se non sbaglio lo spiega nella parte riguardante la “lex monetae”,altri dettagli nel “Tramonto dell’Euro” mi sembrano molto più realistici di tutte le altre tesi sempre sul terroristico andante quando le argomentazioni vengono un po’ a mancare.

    Così Roubini:

    Who will bear the burden of this lira-lization? In the case of Argentina, the country was a net foreign debtor and thus, pesification implied that non-residents holders of Argentine dollar liabilities lost. But even in the case of Argentina, some of the dollar assets and liabilities were domestic and thus pesification implied redistribution of wealth from dollar creditors whose real assets fell in value after pesification to dollar debtors whose dollar debts were pesified and thus reduced as their were converted from dollars into pesos at an exchange rate value below the new market value after the move to the float. In the case of Italy, specific agents and firms in the economy may be net borrowers relative to the rest of the world but the country, as a whole, does not have a large amount of foreign debt. So, the losses from lira-lization of euro debts would be mostly redistribution of wealth and capital levies among different domestic agents, firms and the government. For example, lira-lization of the public debt would be a capital levy, i.e. a wealth tax, on all holders of Italian public debt.

    A questo punto mi piacerebbe un bel commento dettagliato del Prof. sul paragone Argentina-Italia (dollarization ed euro) in particolare un parallelo tra i debiti domestici ed esteri pubblci e privati .

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    1. Nuovo da questa parti, eh? Attento: un altro "professorechennepenZa" e sei fuori. Chiedi in giro, se non è chiaro...

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    2. Questa, Albè, è da Nobel ..

      That's all, folks!

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    3. @johnmainardluc Da giurista ti do le indicazioni di massima il resto lo trai di conseguenza o ti leggi nel blog la risposta che il prof. ha già dato (sorry non ho il link sottomano).

      La lex monetae impone che tutti i pagamenti vengano effettuati con la valuta corrente al momento del pagamento.

      Se uscissimo dall'euro i mutui si pagherebbe in lire (o quel che sarà), anche se sono nominati in euro, col rapporto di cambio previsto per l' uscita (sperabilmente 1 a 1) ed in generale tutti i pagamenti da farsi nel territorio nazionale compreso le tasse dovrebbero farsi obbligatoriamente in lire. Nessuno potrebbe pretendere di essere saldato in euro, neppure lo straniero, per tutti i rapporti sottoposti alla legge italiana per legge o per contratto.

      Da qui continua tu...

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    4. Grazie Luigi, ma sapevo già tutto in quanto sono anni che seguo il Prof. e ho letto il suo libro, volevo solamente lanciare una proposta di dibattito (mai più succederà)che approfondisse la questione sui debiti esteri e domestici privati-pubblici di un paese agganciato ad una valuta estera e una situazione fac-simile OCA ( che poi oca non è)come l'EURO.
      Diciamo che mi interessavano più che altro le sfumature tecniche che solo un esperto può dare.
      Grazie, cordiali saluti.

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    5. se non ricordo male, il debito argentino era in dollari e non sottoponibile alla lex monetae
      nel nsotro caso invece praticamente la totalità del debito italiano ESTERO è convertibile in nuove lire

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  57. la fassina liberata

    https://www.youtube.com/watch?v=5bCw-bS6KAg

    ancora un piccolo sforzo ed è pronto per "euro? io sempre stato contro..."

    m.

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    1. Ci siamo quasi. Ho il dubbio, che nel caso mi rallegrerebbe, che i giochi siano già fatti. Magari usciranno pezzettini di verità a piccole dosi, con annessa uscita finale dall'eurozona con PDini che ammetteranno che "noi ci abbiamo provato tanto... Ma era impossibile anche se sarebbe stato bellissimo......"

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  58. OT

    Mi è appena arrivato il suo libro!

    Mi sento come un bambino a Natale (non mi succede da anni).

    Lo leggerò con avidità.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. La prima lettura l'ho completata anch'io molto rapidamente. Quasi una fame bulimica, dopo gli antipasti delle 'istruzioni per l'uso'.

      La seconda lettura va ad un ritmo meno esasperato, in modalità 'crociera': il giusto mix tra piacere e riflessione.

      PS: Ho anche iniziato a regalarlo in giro. Il prossimo a riceverlo è un imprenditore politicamente di destra che ha votato PD

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  59. Sentire quelle parole uscire dalla bocca di Fassina mi lascia perplesso.Prof. ci dica la verità:lo ha percosso dopo la trasmissione,come si faceva coi televisori di una volta quando smettevano di funzionare,vero??
    Comunque sarò pessimista ma se viene attuato quel cambio dirigenziale tanto auspicato da Renzi e anche da parecchia gente,siamo di nuovo nella m***a fino al collo.Guardiamo il lato positivo però:ora ce l'abbiamo allo sterno.Saluti

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  60. Previo che il sistema economico vanta un surplus di interessi derivato dalla speculazione dei derivati bancari, scambiati da banche ad altre banche e da banche a soggetti terzi (enti e comuni grazie alla finanza creativa di Tremonti, oppure borghesi piccolo investitori laddove l'elevato numero compensa i minori capitali contanti investiti), per cui all'esplodere della bolla speculativa vi è un forte tasso di debito e la scarsa presenza di denaro per rinnovare i debiti dei vari Stati / istituti bancari, mi vien da chiedere nella mia ovvia inesperienza, a voi esperti, come si possa limitare il semplice dare ed avere o tasse utilizzate per ripagare il debito di questo o quel debitore ad un semplice soggetto univoco.
    In effetti gli schemi generalmente mostrati anche solo limitandosi ai debiti pubblici degli "Stati aziende" mostrano una conformazione più complessa e per così dire magliata dove tutti devono dare soldi a tutti, con diversi interessi e con diverse rapporti percentuali.
    Analogamente la politica dei derivati bancari degli economisti "laissez faire" giocava per l'appunto nella somministrazione di debiti alla società (indipendentemente che fossero i morti di fame che facevano il mutuo per comprare la casa senza averne i requisiti o i miliardari che scalavano a debito società ed aziende, mettendo poi in conto i costi dell'acquisto col finanziamento bancario sul bilancio aziendale....esistono decine di esempi, ma in Italia si potrebbe pensare a bancopoli o per esempio alla scalata a debito di Telecom dei "capitani coraggiosi") da inserire nei CDO rivenduti per denaro contante a piccoli investitori, bilanci comunali e enti previdenziali... CDO su cui si poteva inoltre speculare con i Credit Default Swap.
    Anche questa realtà mostra per l'appunto una forte interconnessione fra istituti ed istituti e di conseguenza non capisco come sia possibile definire un taglio formale fra chi finanzia il debitore di chi, quando tutti sono in debito con tutti.

    Grazie per le spiegazioni.

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    1. Dopo essermi perso fra la supercazzola del surplus di interessi e comeilfossantani del forte tasso di debito, mi sembra di capire che non esistono solo quelli che pensano che si debba essere tutti creditori (e quindi debitobruttocattivo) ma anche quelli che pensano che si sono solo debitori (e quindi speculazionecattivabrutta).

      Mi dispiace farvelo notare: vivete in un mondo di fantasia.

      Dove ci sono debiti, ci sono crediti e viceversa.

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  61. Mi piacerebbe tanto un suo parere professore e se non arriva pazienza, gli ripeterò la domanda più in là magari con più fortuna, non si sa mai nella vita.

    Voglio partire da una premessa:se a WallStreet hanno il raffreddore in Europa è facile una polmonite.

    Non sono un trader e manco lei(presumo), ma lei è un'economista quindi vorrei capire perchè dal 2009 gli indici azionari americani stanno o hanno raggiunti dei massimi con una economia reale che effettivamente langue(sò del QE) quindi prof devo pensare che siamo in prossimità di un'altra bolla, di un'altro shock (subprime) che si ripercuoterà inevitabilmente quì da noi.
    Se fosse così il nostro indice che non è cresciuto dal 2009 avrebbe le aziende VERAMENTE IN SALDO.
    Le banche d'investimento a Wallstreet a cosa stanno giocando in questo momento? a chi avrà x ultimo il cerino in mano?
    Grazie.

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  62. Sono Luca e questo è il mio primo commento dopo almeno 15 mesi di letture approfondite.Stamattina ascoltavo la trasmissione radiofonica PRIMA DI TUTTO su Radiouno condotta da Pietro Plastina con ospite il Prof. Luigi Paganetto ad un certo punto (01.07.57 nel PODCAST disponibile sul sito di RADIOUNO) il conduttore fa la seguente considerazione; la crisi dei PIGS è scoppiata a causa del DEBITO PRIVATO, abbiamo dato troppa attenzione al DEBITO PUBBLICO....Professore oramai grazie alla sua perseveranza la VERITA' sta dilagando.

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  63. mi scusi, Professore, se il problema è stato lì'indebitamento estero eccessivo degli italiani per l'acquisto di beni di consumo durevoli e non, perché quei capoccioni al governo, piuttosto, non hanno detto " cari italiani, vi siete indebitati troppo per acquistare case, auto, pc, cellulari, elettrodomestici, ecc...da ora non acquistate più a rate con i finanziamenti altrimenti saremo costretti a tassarvi" scegliendo, invece, immediatamente la via che conosciamo???
    La ringrazio per l'attenzione e l'eventuale risposta.

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    1. Scusa...da quanti picosecondi sei su questo blog per pensare, anche solo lontanamente, che ai "capoccioni al governo" convenisse rivelare ai cittadini la natura PRIVATA del debito?

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    2. Fosse successo, avremmo meno problemi da risolvere, ma soprattutto credo che la crisi si sarebbe manifestata con chiarezza già molto, molto tempo fa.

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    3. credo tu voglia dire che non gli conviene perchè la gente capirebbe l'imbroglio dell'euro?
      se è questa, la seconda parte della tua risposta, credo che comunque i cittadini non c'arrivino a capirlo.
      piuttosto intendevo capire se esistono motivi tecnici particolari per non aver optato per una mezza verità e si è passati direttamente a tassare.

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    4. Scusa, ma cosa dovevano dire? Che da oggi in poi dovevamo risparmiare altrimenti saltavamo per aria? E ti pare che se mi lasci i soldi io risparmio perché "ce lo chiede l'Europa"?!?

      L'unica forma per aumentare il risparmio è attraverso una riduzione del reddito disponibile C(Y-T), dunque aumento dell'imposizione fiscale che si traduce in risparmio pubblico (T-G) finalizzato a ridurre la propensione al consumo, ergo import (come spiegato nel post) per stabilizzare il debito estero privato oltre a riportare il debito pubblico in Italia per assecondare la volontà di Francia e Germania che vedevano troppo esposto il loro sistema del credito.

      Ora, nulla di male nel fatto che Francia e Germania volessero ridurre la loro esposizione, d'altra parte, il punto rimane l'ideologia economica che sta dietro al libero movimento di capitali che in un contesto come l'Euro genera facilmente cicli di questo tipo.

      Tremonti, per evitarlo, avrebbe dovuto livellare l'inflazione con una maggior imposizione fiscale onde rendere meno redditizio il rendimento reale del capitale in Italia, ma anche questa manovra volta ad agire sulla domanda aggregata, una volta che il credito viene concesso a pizz'e fichi come E' AVVENUTO, cioé istituti che concedevano mutui con pochissime garanzie (tipo sufficienti movimenti sul c/c e ti parlo per esperienza DIRETTA), difficilmente avrebbe sortito effetti, dato che il sistema non opera come dovrebbe e la domanda aggregata viene sostenuta in maniera in cui ad un aumento della pressione fiscale corrisponde dall'altra parte un'eccessiva facilità di accesso al credito. Ora, questo, in termini semplici semplici, è analogo a quello che dice Hayek.

      Per farti un esempio, ora siamo nella situazione estrema opposta e per ottenere un prestito ci vogliono maggiori garanzie e anche a fronte di ciò, le aspettative sulla domanda aggregata sono negative, non solo per il mercato interno, ma anche per l'export, per cui l'aspettativa negativa rende quasi anelastica, perdonami il termine, la propensione degli istituti ad erogare credito anche a fronte di manovre fiscali espansive.

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    5. è qui che volevo arrivare. invece di operare con la tassazione, non si poteva, sin da subito, restringere il credito con maggiori garanzie necessarie.
      invece si è lasciato fare (indebitare le persone) e si è arrivati a dover intervenire con la tassazione.
      non si poteva far cosi sin da subito?

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    6. Ragazzi, Moneta unica, Banca Centrale unica, Politica Monetaria unica per tutti i paesi dell'EZ. Tanto ci pensa il mercato a selezionare gli investimenti no?

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    7. Ein volk, ein Eureich, ein Führer(in)....

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    8. Scusa Achille, non sono stato esaustivo.
      Ai capitali è stato permesso di circolare allegramente perché servivano a finanziare il boom dell'export dell'industria tedesca all'interno dell'eurozona, oltre al fatto che il capitale tedesco (che si inflaziona meno) prestato al consumatore italiano (che paga un interesse nominale maggiore del consumatore tedesco per la maggiore inflazione) ha un rendimento reale maggiore del differenziale sull'inflazione rispetto allo stesso capitale tedesco prestato al consumatore tedesco. Ma poteva anche essere capitale inglese, insomma i capitali si muovono la dove l'interesse reale è maggiore.

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    9. si si, questo mi è chiarissimo.ma la mia domanda è: perchè il governo non ha preso un provvedimento legislativo che bloccasse i finanziamenti alle famiglie richiedendo delle garanzie più stringenti?
      cosi, anche se arrivavano capitali esteri rimaneva comunque difficile per le famiglie indebitarsi.
      escludo dal discorso le imprese, che magari potevano approfittarne x fare investimenti.

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  64. http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/03/06/Monti-nemmeno-Grillo-capace-risolvere-problemi_8355035.html
    Monti: meglio rivotare che governo contro Ue

    ROMA - "Se l'alternativa fosse un governo orientato a interrompere il tragitto europeo dell'Italia e quello delle riforme, credo che sarebbero meglio nuove elezioni". Così Mario Monti sulla possibile reazione dei mercati nel caso di un ritorno alle urne.
    ///

    Non ha senso.

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    1. Potrebbe aver senso, secondo me, se spera, sinergicamente con il PD e con la stampa allineata, di sottrarre consensi a Grillo e Berlusconi.

      Da un lato, potrebbe puntare a "rinnovare" il volto del suo partito con il "giovane liberista" Renzi (a cui sembra stia, sotto sotto, facendo la corte). Dall'altro, un PD apparentemente purgato dalle frange liberiste potrebbe cercare di recuperare qualche voto a sinistra.

      Dopodichè, per usare una felice espressione di Quarantotto, "finita la festa gabbatu lu santu": se ci sono i numeri per governare si governa e lo si fa sulla strada già intrapresa. Certo, la posizione di un PD formalmente collocato più a sinistra che governa sotto il ricatto di Monti sarebbe quella di chi mente ai suoi elettori..... tuttavia, secondo la prassi consolidata in ambito europeo questo sarebbe al massimo un problema minore....

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  65. Per me Bagnai è anzitutto uno scrittore: saggista e anche narratore (oh yes). Ha creato un suo mondo sentimentale e fantastico (la famiglia, la musica, i francesi, i piddini), che ha avuto come innesco indispensabile il fatto di dire cose vere quando nessuno le diceva, ma non si ferma lì non si riduce a questo. Il risultato è una prosa che provoca un piacere autentico, caso raro oggi in un panorama italiano dominato dai prodotti sintetici e adulterati. Forse perderemo ma avremo vissuto un capitolo della nostra storia culturale.
    PS
    Ok non dirò mai più niente sui panciotti

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    1. Anzitutto uno scrittore non so. Anche, di sicuro.
      E secondo me lo sa benissimo.
      Seguo da molto tempo il blog, in disparte. Questo intervento mi dà l'occasione di condividere un'impressione e un giudizio che sono anche i miei.
      Il Tramonto, per me è al tempo stesso un'opera divulgativa che permette di avvicinarsi all'economia, un'operazione di verità e un gran bel libro, perchè racconta una storia (anzi, più storie in parallelo).
      Dopo la prima lettura ci ho messo un po' a riprendermi dallo sconcerto (chiamiamolo così).
      Dopo averlo ripreso in mano, ci ho trovato molto di più: dietro all'"operazione di verità" c'è un progetto politico che se una delle maggiori forze rappresentate attualmente in Parlamento ne avesse la metà, non staremmo nella situazione in cui stiamo. Invece anche gli ortotteri non hanno ancora superato la sindrome adolescenziale che porta a essere contro, senza sapere cosa si vuole diventare.
      Il professore, invece, queste cose le ha chiarissime, e da sapiente musicista sa entrare con i tempi giusti.
      Si discute molto di uscita dall'Euro negli interventi, anche con entusiasmo (dimenticando forse che non sarebbe una passeggiata: come non lo è un'operazione chirurgica che pure ti può salvare la vita, per usare uno degli esempi del professore). Ma secondo me ciò che è più caratterizzante è l'idea di un ritorno alla sovranità monetaria e a un modello di economia regolamentata (non vorrei sbagliare il termine tecnico: si dice repressa?).
      Questo è davvero centrale. E questo è anche quello che fa rischiare al professore che vengano a domirgli sotto baita (che per chi non appartiene alla Koiné bresciana significa che può trovarsi come il buon don Abbondio nel primo capitolo dei Promessi Sposi. Con l'importante differenza che il professore ha un carattere ben diverso e molto meno remissivo...).
      La chiudo qui. Con un solo rammarico:di non poter essere alla libreria Piola lunedì prossimo. Sarò già in aeroporto, a quell'ora. Ma ho già segnalato l'incontro a quanti possano essere interessati (e a quanti ne avrebbero un gran bisogno per svegliarsi dalla narcosi piddina).

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    2. @tolomeo

      Ma se sei a Bruxelles domenica 10 alle 18, ci sarà un altro incontro. Stay tuned. Appena mi tolgo le varie rotture di coglioni vi informo (entro stasera).

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    3. Grazie prof.!
      Appena finito di scrivere ho visto l'intervento di Francesco A. Scoprire dove e quando si terrà l'incontro (salvo cambiamenti) è stato facile.

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    4. Grazie prof.!
      Appena finito di scrivere ho visto il messaggio di FrancescoA. Scoprire dove e quando si terrà l'incontro (salvo cambiamenti) è stato facile.
      Farò il possibile per liberarmi dagli impegni per tempo.

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    5. Non è possibile! L'unica settimana degli ultimi sei mesi che non sono a Brussel è l'unica in cui avrei voluto esserci.
      Ma quando avrò il piacere di stringerti la mano?

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    6. @Male Sanum

      Quando leggerai con attenzione il blog, perché l'evento è stato annunciato da tempo.

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    7. Già letto, sia dell'incontro di Bru quando sarò in Puglia che quelli in Puglia quando ero all'estero, purtroppo non sono padrone del mio tempo.
      In quelle occasioni ho evitato di spammare roba che interessa solo me. Ieri invece mi è girata così, ma era soprattutto una manifestazione di stima.
      Non pensavo nemmeno lo pubblicassi.

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  66. Ho appena visto il video dell' intervento di Fassina alla direzione del PD.
    C'è un immagine emblematica, tristemente emblematica direi, di cosa sia diventato (o forse sempre stato) quel partito, sono una decina di secondi a partire dal minuto 3:42 circa.
    In quel momento il povero Fassina sta introducendo, con le parole che può usare in quel contesto, il concetto di insostenibilità dell' Europa così com'è ora, solo accennando agli squilibri economici strutturali, e con il consueto eloquio incerto, attribuisce la colpa dell' arretramento del PD all' adesione acritica all' agenda Monti e alla linea €urista del partito.
    Al tavolo della direzione ci sono Bersani e la Finocchiaro che leggono cose loro per i fatti loro e Letta ( che Dio lo perdoni di esistere ) che manda un messaggio col telefonino.
    Fassina continua a lanciare sguardi verso il tavolo, non ce n'è uno che se lo fili neanche di striscio.
    L'uomo non è piddino ma è timido, dotato di scarsa personalità e ancora meno di autostima, professore visto che lei è in surplus (effettivamente) e il nostro è in evidente deficit, bisognerebbe studiare dei meccanismi di trasferimento automatici.

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    1. QUESTA E' GENTE CHE NON GLIE NE FREGA UN CAZZO, GLI INTERESSA SOLO LA POLTRONA!!! A CASAAAAAAAA......
      Ha ragione Beppe, la storia li cancellerà.

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    2. Concordo in pieno sul fatto che l'adesione totalmente acritica all' "agenda Monti" e a questo modello di Europa, con la chiara indicazione della volontà di cooptazione di Monti una volta "vinte le elezioni" per proseguire, di fatto, le politiche realizzate dal governo "tecnico" (che è stato il governo più "politico" degli ultimi 20 anni) siano state la causa principale di travaso di voti verso M5S e astensione da parte dell'elettorato "di riferimento" PD.

      Che dopo 20 anni (e più) di rincorse al centro ed elezioni perse "a sinistra", e soprattutto dopo quest'ultima sberla, peggiore ancora di quella alla "gioiosa macchina da guerra" questi VOGLIANO o almeno PROVINO a capire quello che sta dicendo Fassina è escluso. Non l'hanno capito finora e non lo capiranno adesso.

      Stanno già pensando alla cessione in dote del gregge PDino alla prossima coalizione Renzi/Monti, e quando arriverà un'altra scoppola alle prossime elezioni ci sarà ancora qualcuno di loro che si chiederà il perché.....

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  67. Ottimo post riassuntivo, efficace e conciso!

    Chiedo venia se vado OT (o se qualcuno l'avesse già portato all'attenzione), ma volevo segnalare questo articolo dagli eclatanti toni terroristici (Dagospia/Repubblica...).

    Queste dichiarazioni (ad es.: «Chiunque avalli l'uscita dell'Italia dall'euro si porterà la responsabilità di aver causato una spaventosa destabilizzazione globale, con effetti e durata imprevedibili ma sicuramente pesanti e non brevi») possono davvero essere attribuite a De Grauwe?

    Si tratta dello stesso De Grauwe?!?

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  68. Buongiorno professore.
    Vado OT per una segnalazione: solo a me la funzione ricerca del blog non funziona? Se non funziona anche ad altri si potrebbe sistemare?
    Grazie 1000

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    1. Anche a me non funziona

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    2. Mi sa che non funziona da dispositivo mobile (tablet o cellulare) da fisso ha sempre funzionato.

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    3. a me NON cerca tra i commenti

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    4. L'ho chiesto anch'io al prof, mi ha risposto che questa piattaforma è satura,insomma ormai c'è troppa roba e non ce la fa. "Intanto stampate!" mi ha detto, solo che quest'invito è ambiguo e potrebbe essere strumentalizzato da boldrin, prof!

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  69. Grazie a lei Prof e a tutti voi per i contributi davvero stimolanti.
    Avete letto cosa ha detto Sinn? "Ecco perché il successo di Berlusconi é una Benedizione" (Da Giornalettismo, che odio, ma che è stato il primo a pubblicarlo). Io davvero non li capisco i tetezchi...voi cosa dite? http://t.co/6OK0EhfvDU

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  70. Prof. le stiamo organizzando una bella "festa" a Bruxelles. Al dibattito di Domenica 10 saranno presenti anche giornalisti e io prevedo anche tanti PDini.
    Io ho fatto del mio meglio per organizzare tutto insieme a Francesco A.; purtroppo non ci saro' per impegni "coniugali". Ma ci vedremo sicuramente Lunedi' alla Piola. Buon lavoro!

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  71. In austria il partito anti-euro e' gia' al 10% e l'FPO che supporta un euro del nord e' al 20%:

    http://openeuropeblog.blogspot.be/2013/03/are-anti-euro-sentiments-brewing-in.html

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  72. Riguardo al programma economico del M5stelle sono incappato in quest'articolo.
    Spero non sia già stato segnalato.

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  73. Salve prof, è a Bruxelles pure domenica 10? Mi piacerebbe tanto fare una passeggiatina da Amsterdam per venire....

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  74. giuro che me lo aspettavo:

    http://it.ibtimes.com/articles/44357/20130307/francia-disoccupazione-hollande.htm

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  75. A confema della prima affermazione di Guerani, segnalo, sentito sull' autobus: "Ci ha salvati Monti, altrimenti finivamo come la Grecia!!!".

    I punti esclamativi danno idea del tono riconoscente-ammirato-apocalittico.

    Da parte mia, temo di finire come la Grecia "grazie" ai salvataggi di Monti.

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  76. Il mio intervento forse è un poco OT, ma nelle mie ricerche mi sono imbattuto in un testo di particolare interesse che potrebbe essere adottato senza perdere tempo e risolvere velocemente i gravi problemi che ci affliggono.

    La proposta viene da un eminente esponente dell’ambiente culturale anglosassone (lo stesso che ha prodotto imprese di alto profilo professionale come Goldman Sachs).
    Certi aspetti della proposta ricordano anche teorie economiche di origine germanica (ordoliberismo) che divennero di moda negli anni trenta del secolo scorso e che ancora oggi (ruolo della banca centrale per esempio) sono pilastro della nostra grande Eurozona.

    La proposta, che potrebbe essere girata alla Commissione Europea, al FMI e alla BCE, oltre al prossimo governo del nostro paese, può essere adattata senza problemi ai giovani e ai precari europei. Potrebbe anche, dando tempo al tempo, risolvere i gravi problemi delle pensioni e dei servizi sanitari così argutamente sollevati dall’esimio signor Massimo Fini sul blog di Beppe Grillo: intervenire in tempo, anticipare con sguardo lungimirante, potrebbe aiutare in un futuro abbastanza prossimo le classi realmente produttrici di ricchezza presenti nel nostro pianeta, quell’1% che viene sempre bistrattato da vari giovinastri ed economisti ancora tardivamente e caparbiamente keynesiani.

    Allego il link al documento, il cui autore è un certo oscuro scrittore irlandese di qualche anno fa: Jonathan Swift, “Modesta proposta…”

    http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaS/SWIFT_%20UNA%20MODESTA%20PROPOSTA.htm


    Un saluto a tutti
    Tito

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    1. Bè, proprio una modesta proposta nel più puro Austerity style. Anche se in leggero anticipo sui tempi.
      Viva la modernità dei beneamati Signori (e Signore) dell'Euro!!! Solo loro sanno come crescerci e trattarci! Noi, plebaglia disordinata e inaffidabile, come potremmo capire certe questioni?
      Io intanto vado a preparare le braci...

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  77. Fassina durante il suo intervento CONFESSA l'inadeguatezza, la debolezza, e la complicitá politica del PD con il disastro europeo "noi ci aspettavamo che, di fronte a un peggioramento economico che riguardasse anche la Germania, alla fine si sarebbe arrivati a un cambiamento: purtroppo non è così"
    A qualcosa queste elezioni sono servite...

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    1. Succede, coltivando aspettative che si basano su quelle che si ritengono essere le altrui aspettative.
      Come nella "Ballata dell'amore cieco o della vanità" del mitico Faber, hanno portato alla bella il cuore della madre ma non è bastato: ora si stanno tagliando le vene dei polsi.

      Franco

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  78. Attenzione, Draghi ha dichiarato che indipendentemente dall'esito elettorale in Italia il processo delle riforme continua come se fosse inserito “il pilota automatico”.
    Adesso bisogna solo aspettare per capire sotto quale iceberg andremo a sbattere.

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  79. Il processo delle riforme continuerá con l'approvazione del TwoPack di 2 giorni fa, la nostra finanziaria sará scritta a Bruxelles per recuperare i soldi del Fiscal Compact e del MES... Mi fa quasi tenerezza Bersani quando parla di europa

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  80. Fa piacere leggere su Der Spiegel che una certa parte della Germania ce l'ha con la Merkel e con la sua austerity del kaiser!
    http://www.spiegel.de/politik/deutschland/schweizer-anti-abzock-gesetz-die-wahren-clowns-sind-wir-deutschen-a-886689.html
    Qui l'articolo tradotto
    http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/03/augstein-e-se-i-veri-clown-deuropa.html

    P.S.: profe, io ho sempre 5 euro autografati da lei, che faccio li converto in yen?! Secondo me varranno molto di più come pezzo raro da vendermi tra qualche anno, dopo che avrà fatto il ministro.

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  81. Avete letto cosa scrivovo sul "Mainstream" di Tommaso Pasoa Schioppa ? O meglio cosa scriveva lui sul corriere sulle riforme del welfare ? La sinistra si è affidata a questi personaggi ed io ancora stento a credere a una mutazione genetica di questo tipo, eppure è la cruda realtà dei fatti a riproporsi quotidianamente.

    http://il-main-stream.blogspot.com/2013/03/tommaso-padoa-euro-ovvero-come-fosse.html

    Riporto solo una frase, tanto per rendere l' idea:

    "Nell' Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev' essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l' individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità".

    (26 agosto 2003) - Corriere della Sera



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  82. forse ot
    il puddino,ha votato secondo gli schemi vigenti mooolto a sinistra:
    Io sono marxista la storia non torna indietro (parete grande pennello grande) ormai il modo è globalizzato ,la globalizzazione è questa ,è una crisi di sovrapproduzione, e noi fuori dall'euro che facciamo? pensa anche l'ENEL è in crisi(lui è sindacalista CGIL)
    ..........il potere dell'informazione

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  83. "Ed ecco i famosi salvataggi, altro che debito pubblico! Tassando e ritassando gli italiani questi si ritrovano meno soldi in tasca e sono ancora meno propensi a spendere quelli che gli restano. Tecnicamente si dice che si riduce il reddito disponibile, ed essendo le importazioni una funzione del reddito disponibile (in base alla propensione marginale all'import) ecco che queste appunto crollano (assieme però a tutti gli altri consumi del paese ed il PIL di conseguenza) ed il debito verso l'estero si stabilizza."

    E il bello è che ci hanno raccontato che la patrimoniale non si poteva fare perché avrebbe inciso negativamente sui consumi!!! E io lì a domandarmi: "ma allora lo spesometro, il redditometro, Serpico...?"
    Grazie Guerani per aver chiarito questo concetto.

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  84. Sul Volkischer Beobachter salmonato di oggi Adriana ci informa dell'Ostplan di Anghela: ora che sono rientrati i capitali tedeschi dai PIGS, bisogna reinvestirli perché, si sa, i soldi non dormono mai..... e allora via, il nuovo Lebensraum dei capitali tedeschi è a Est, dove scopriamo che vige "un modello di sviluppo aperto, fatto di costi e salari bassi, welfare leggero e regimi fiscali mirati a calamitare gli investimenti esteri. Che infatti piovono abbondanti, cinesi in testa." Ma.... c'è un problema, e il cambio? Lì ci sono ancora zloti, fiorini, corone.... allora Anghelona butta il cuore (il suo) oltre l'ostacolo (il culo, degli altri, resta sempre dall'altra parte) e "va oltre l'alleanza per la competitività e punta all'ingresso nell'euro dei 4 di Visegrad [Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia]. Così, se mai saltasse davvero la moneta unica nell'attuale versione Nord-Sud, potrebbe subentrarle facilmente un'altra in formato Nord-Est, strutturalmente più omogeneo." Giusto, nuovi polli da spennare.... e naturalmente non una parola su quel sincero democratico dell'amico Orban, basta un salto nell'euro e gli si perdona tutto, anche quella nostalgia per le Croci Frecciate

    P.S.: Dall'articolo scopro che in Germania vige l' "economia sociale di mercato riformata" ovvero, eliminando i termini che si annullano tra loro, visto che il senso delle "riforme" lo conosciamo, nientepopodimenoché l' "economia di mercato" (che scoperta!).

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  85. non sono un esperto, sono qui per capire meglio alcune cose, in parole semplici mi potreste spiegare perchè non potrebbero coesistere due valute: Lira e Euro? sono stato da poco a Bucarest e li coesistono ancora, i primi tempi dell'euro avevamo lira euro.
    Lo stato potrebbe riprendersi la sovranità onetaria senza creare sombussolamenti alla mente delle persone. Questo lo dico perchè credo che se facessero un referendum molti italiani avrebbero paura di tornare indietro e rischiamo di doverci tenre lo sciagurato progetto euro per altri 10 anni. Vi prego di risondermi considerando che sono un artigiano e non un economista. Grazie e Buon Lavoro

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  86. Dr. Bagnai una domanda banale.. Ma credo che in queste 5 parole ci siano tutte le incertezze e paure degli italiani che non capiscono.
    Come si esce dall'Euro? Cosa fare nella fase immediatamente successiva ad un eventuale uscita dalla moneta unica?
    Grazie

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    1. Ho scritto un libro per spiegarlo e i link nelle istruzioni per l'uso lo spiegano. Mi spieghi chi credi di essere per aver diritto a una risposta personalizzata? Dai, prova... Magari mi convinci, e te la do. Per ora è quella che puoi leggere fra le righe: qui non stiamo giocando: stiamo lavorando, tutti, e non c'è posto per i turisti e per chi non rispetta le regole.

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