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giovedì 5 luglio 2012

Cesena: Goofy e Qui, Quo e Qua

Simone vuole sapere com'è andata a Cesena. Se ne può parlare...

Intanto, la giornata era iniziata bene. Al risveglio, a casa dell'amico che mi ospitava, avevo trovato sulla porta del frigorifero questa perla di saggezza, appena offuscata dalla penombra del mattino:


E con questo, la giornata era senz'altro guadagnata. Sai quante volte ci toccherà far ricorso a questo anonimo!

Poi il viaggio, molto snello.

Arrivo a Cesena, incontro Ecodellarete (ssd, che non vuol dire Settore Scientifico Disciplinare, ma Santo Subito Dopo), e com'è come non è ci rechiamo sul luogo.

A me già mi giravano a prescindere. La torsione del funicolo era in agguato. La sera prima mi avevano scritto per dirmi che avrei potuto parlare dieci minuti meno del previsto (20 invece di 30), e per dettarmi il contenuto del mio intervento (relazioni fra esportazioni e creazione di moneta). Sempre per la serie "i colleghi non sono jukebox". Poi c'è gente che pensa che io sia irascibile. Tutt'altro. Il barone di Charlus che è in me aveva prontamente represso il proprio scatto di ira così visceralmente Guermantes, lo  sprezzante "j'ai vu tout de suite que vous n'aviez pas l'habitude", e con santa e cristiana rassegnazione si era messo (alle 5 di mattina) a riscrivere per la terza volta la presentazione. Sì, perché a questo punto mi correva l'obbligo di significare in venti minuti agli astanti quanto fosse semplicistico cercare in Molto Malcongegnate Teorie (MMT) la teriaca dei nostri mali economici, ma di farlo in modo che i poverini non si sentissero offesi. Perché si sa, l'intelligenza, quella sì, è asimmetrica, e non alla tedesca. Chi è in surplus purtroppo deve soccorrere chi è in deficit. E la vera beneficenza, si sa, è tanto più anonima, quanto più la Natura è stata matrignissima...

Del resto, anche se capisco che prima o poi toccherà far così anche a me, per sopravvivere, io detesto cordialmente i colleghi che vengono invitati a parlare di una cosa, e poi parlano di tutt'altro, semplicemente perché non gli andava di prepararsi. Quello che non mi piace negli altri mi piacerebbe ancor meno in me: e così mi sono preparato (mentre il debito di sonno cresceva...).

Naturalmente Eco troncava, sopiva... "Sai, l'inesperienza... Sai, la gente non sa, non si rende conto... Ma tu devi essere indulgente...". E io indulgente ero. Certo, mi rodeva un po' pensare che per venire a fare il mio discorso a persone che pensavano di avere già la verità in tasca (monetasovranamonetasovranammonetasovrana) avevo rinunciato alla soddisfazione di chiedere al prof. Baglioni, in un prestigioso studio televisivo, com'era quella storia che l'aggancio all'euro aveva portato alla convergenza nominale... come previsto dal prof. Giavazzi!

Per tutto il resto c'è Mastercard...

Così, arriviamo in un posto molto, ma molto colorato:



e, come il caso vuole, a mano a mano che io mi rilasso, Eco comincia a incazzarsi:



perché, come dire: per me la strada era tutta in discesa, mentre per lui si prospettava tutta in salita: niente luci, niente schermo, ecc. Difficile fare una ripresa...

Quello che ho detto, se vi interessa, è qui. Ci sono cose che sapete già, e un paio di cose che vengono dal mio ultimo lavoro. Magari ne parliamo in modo più disteso, del ciclo di Frenkel, delle euroillusioni ottiche, ecc., con calma, nei prossimi post. Intanto guardatevi il video:



magari aiutandovi con le slides. Dico un paio di lievi imprecisioni. Ad esempio, dico che il dibattito sul manifesto era stato dichiaratamente anti-euro, quando sapete che era stato dichiaratamente pro-euro. E chissà quante altre ne troverete anche voi. Ma spero che il senso sia chiaro, soprattutto per quanto riguarda la relazione fra moneta e crisi.

Va da sé che la domanda con la quale la presentazione termina non ha avuto risposta, perché non poteva averla. E non perché sia una domanda difficile. Ma perché la risposta è no. Il problema è molto semplice: posto che nella trama del film già visto due elementi essenziali sono la divergenza nei tassi di interesse e di inflazione, divergenza che è il motore del meccanismo cumulativo che conduce alla catastrofe finanziaria della periferia, ciò posto, c'è qualcosa nella Maldestra Meditazione Teorica (MMT) sulla moneta che mi garantisce che con una Bce che si conformi ai suoi divini precetti queste divergenze sarebbero livellate? Una Bce a monetasovranamonetasovranamonetasovranamonetasovranamonetasovrana riuscirebbe a far sì che l'inflazione in Lucania sia la stessa che in Turingia?

La risposta ovviamente è no, perché l'inflazione non dipende, se non indirettamente e in circostanze particolari, dalla gestione della moneta. Altrimenti, con una moneta unica qualsivoglia, sovrana o suddita, questo ognuno lo vede, avremmo avuto un'inflazione unica, e non staremmo nei problemi nei quali stiamo (alimentati dai differenziali di inflazione). Ma si sa, c'è voluta una teoria autoproclamatasi moderna per chiavare in testa agli anatroccoli l'equazione di Fisher, che poi, ricordiamocelo, è quel genio che nel marzo del 1930 non aveva ancora capito che il mondo era in crisi. Gli economisti post-Keynesiani hanno creato dei discepoli pre-Keynesiani (pre-curva di Phillips, ad esempio). Paradossi della storia economica possibili solo in un paese di schiavi nel quale, come diceva Flaiano, la realtà supera la fantasia. Certo, difficile ammettere: "quello che a noi sembra così importante non serve a una beneamata fava". Quindi, meglio glissare. Ma va bene così, io non sono polemico: sono etilista, e quindi, fatto il mio discorsetto, mi sono serenamente dedicato al trebbiano, in ottima compagnia. Qualcuno comunque credo abbia capito. L'unica Bce buona è quella morta. E la monetasovrana viene utile eventualmente dopo aver sepolto la Bce, cioè nell'ambito nazionale (e non è una cosa molto diversa da quella che praticavamo negli anni '70).

In altre parole, MMT no grazie per ora e per sempre. Sono molto grato a Sergio Cesaratto di volerci perder tempo, ma a me sembra che veramente non sia il caso di mettersi a discorrere con il guru della Mirabile Mistificazione Teorica (MMT), la cui visione è completamente distorta e anche, come dire, viziata da una certa mancanza di cultura economica. Perché, caro Sergio, il problema non è solo quello che tu evidenzi, e che ai lettori qui è ben chiaro da tempo, ovvero che, come tu limpidamente dici:

"full monetary sovereign, that is the power of a country to issue a non-convertible currency that is fully accepted for domestic and foreign payments, is not, with the possible exception of the US, a full prerogative of all countries and, therefore, the panacea MMT exponents envisage"



Questo è un modo molto giusto, ma anche molto parziale di vedere le cose, ed è un modo che, una volta di più, viola un principio fondamentale della vita (non dell'economia): non ci sono free lunch. Il problema è che nemmeno gli Stati Uniti possono fare del tutto come gli pare. Una foreign constraint ce l'hanno anche loro, ed è il banalissimo dilemma di Triffin, che chiunque si occupi di global imbalances conosce (lo ho spiegato in Crisi finanziaria e governo dell'economia). Se uno stato assume (generalmente con la forza) il ruolo di fornitore dello strumento di liquidità internazionale, gode sì del potere di signoraggio (il privilegio esorbitante che tanto infastidiva i francesi), ma (ubi commoda ibi et incommoda) poi deve decidere se dimensionare l'offerta di moneta sulle esigenze proprie (e mandare il mondo in deflazione) o su quelle del mondo. Se prende quest'ultima decisione, allora si troverà in una posizione strutturalmente deficitaria, perché nella sua bilancia dei pagamenti a un'offerta netta di liquidità internazionale necessariamente corrisponderà una domanda netta di beni esteri, come ho ricordato (non spiegato, perché la cosa è banale), qui.

Del resto, perdonatemi, ma ce lo siamo detto, no? Lo sappiamo: se vuoi fare la banca, devi prima indebitarti (coi depositanti). Ecco: anche gli Stati Uniti sono strutturalmente in posizione debitoria netta per il fatto di essere la banca del mondo (nel senso circoscritto di istituzione che crea lo strumento di liquidità fiduciario sul quale si basa la circolazione internazionale delle merci e dei capitali, il dollaro, e anche in quello un po' più ampio di istituzione che fa raccolta a breve - TBill - e impieghi a lungo - Ide). Puoi vederla come l'ipotesi del saving glut  di Bernanke: l'eccesso di risparmio mondiale si riversa negli Stati Uniti (cioè: chi ha eccedenze finanziarie nel resto del mondo le investe in titoli americani) perché il dollaro è liquido e privo di rischio paese. Un'altra cosa che tutti gli economisti internazionali conoscono, tranne alcuni americani moderni, viene da pensare, tant'è che Wray ne parla come fosse un'idea sua ("we can even view the current account deficit as resulting from a rest of world desire to accumulate net savings in the form of claims on the country"), quando invece è notoriamente un'idea espressa da Bernanke sei anni prima. Ovviamente a Wray, che si vuole di sinistra, dà fastidio ricordare che il suo paese assorbe i due terzi delle risorse finanziarie nette rese disponibili dal resto del mondo (risorse che potrebbero essere più utili in altre parti del globo, viene da pensare). Sono note le sue liti su questo punto con colleghi meno usacentrici. Ma il punto non è questo. Il punto è che se gli altri comprano la tua carta, possono farlo per tanti motivi, compreso che tu sei tanto fico e tanto sovrano, ma alla fine della fiera tu ti stai indebitando. E come nel caso degli Ide, il bicchiere puoi vederlo mezzo pieno, o anche tutto pieno, ma alla fine si rovescia. La posizione debitoria strutturale alla quale gli Stati Uniti sono condannati dal loro privilegio esorbitante li conduce, e ci conduce, a periodiche crisi finanziarie. Il Nixon shock e il Lehmann shock alla fine non hanno un'origine così diversa come potrebbe sembrare. Quello che ha condotto alla sospensione della convertibilità, o alla bolla dei subprime, alla fine è la stessa cosa: la posizione strutturalmente deficitaria assunta dagli Stati Uniti per i motivi evidenziati da Triffin nel 1960. La bolla dei subprime era gonfia di liquidità e, come in tutti i casi di crisi finanziaria che Roberto Frenkel elenca (e che io riporto nel pdf linkato sopra) la liquidità veniva in buona parte dall'estero. Non ci sarebbe stato tanto credito a buon mercato negli Stati Uniti se tanti risparmiatori in tutto il mondo non avessero convogliato le loro eccedenze finanziarie negli Stati Uniti. E se non ci fosse stato credito a buon mercato, non ci sarebbe stata la bolla immobiliare. Gli Stati Uniti non fanno come gli pare perchè hanno la monetasovranamonetasovrana. Gli Stati Uniti fanno come gli pare solo perché poi il conto lo paghiamo anche noi. ASAT (as simple as that). La morale della favola, quindi, è che la monetasovrana non è di per sé una panacea nemmeno per chi apparentemente se la può permettere.

Per inciso, vorrei anche ricordare che in tutti i casi di crisi finanziaria dei quali parla Roberto, e comunque in tutte le crisi dell'eurozona, i deficit gemelli non sono quello pubblico e quello estero, ma quello privato e quello estero. Quindi, comunque, in tutto il ragionamento che riporti, c'è qualcosa che non va: perché non si parla mai del vero deficit e del vero debito, cioè quello privato? Non è una critica a te, beninteso, ma a Wray, che come Roubini, come tutti gli economisti "leftist" americani, temo abbia difficoltà a riconoscere che il problema è il debito privato, perché se lo facesse dovrebbe anche dire quand'è che il debito privato è esploso: sotto Clinton. E allora, da loro come da noi, la favoletta che esiste una destra cattiva (Bush, Berlusconi) e una sinistra buona (Obama, Bersy) si sgretolerebbe di fronte all'evidenza che destra e sinistra politiche lavorano fianco a fianco nella fabbrica delle bolle, perché sono entrambe colluse con chi da queste bolle trae immensi profitti.

Ma tutto questo Randall non lo sa.
Ecco: così se vuoi continuare a litigarci ora puoi schiacciarlo sotto le scarpe! Digli che lo saluta il Cavaliere Nero. A me non va di farlo perché ovviamente per farlo bene dovrei leggere una tonnellata di carte delle quali già so che non mi porteranno da nessuna parte. Accetto serenamente dimostrazioni del contrario.

Lasciando Wray per tornare se non a cose, almeno a persone più serie, cioè a noi, pur nella fatica, nella fretta, nella inevitabile superficialità di un incontro che mi vedeva impegnato in altro, e con la testa già altrove (le prove con Musica Perduta a Perugia), mi ha fatto un piacere immenso incontrare Alex, Emiliano, Xabax, e altri pochi occhi silenti di questo blog. E, naturalmente, mi ha fatto molto piacere rientrare a Roma con Ecodellarete, che ha avuto l'idea risolutiva per rovinarmi la carriera: intervistarmi in macchina. In quattro ore sai quante ne ho dette... La prima puntata qualcuno la conosce già:






e qui c'è la seconda:


Divertitevi. E se avete domande, se ne parla (questo è il link a Youtube).

72 commenti:

  1. Per un altro Armageddon informatico mi sono perso le email degli ultimi 15 giorni. Qualcuno mi aveva mandato i pdf del blog. Può rimandarmeli? E se qualcuno mi aveva chiesto qualcosa di importante, magari me lo richieda (riflettendo nuovamente sull'importanza...). Grazie!

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  2. http://www.youtube.com/watch?v=I5ehABEe1uI&feature=related

    (in sostituzione dell'intervento sul bollettino Istat che dà conto della credibilità e della sobrietà applicate all'economia italiana, visto che aumentando l'IVa di 2 punti e le accise alla "porcogiuda" hanno ottenuto un calo di 0,4% delle entrate per imposte dirette...esilarante QED)

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    1. Beg pardon: leggasi "INdirette"...(è più clamoroso: non gli riesce di avverare alcuna stima di gettito, neanche la più terra terra)

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Grazie per questo commento da poveraccio che fa capire con che razza di gente abbiamo a che fare. Sì, io sono uno studente, uno "student", e infatti studio e so. So cose che i tuoi teorici non sanno, come il post dimostra a chi non lo legge con i paraocchi ideologici come tu fai. E comunque, amico mio, io ho detto (come lo ha detto Sergio Cesaratto) che Wray (non ho citato i tuoi due idoli di princisbecco) ha una visione parziale e limitata del fenomeno che crede di aver compreso, e te lo ho dimostrato con argomenti scientifici, che tu, in quanto tali, non puoi capire (deriva da questo la tua adorazione per il feticcio della "teoria", la parola salvifica... ogni selvaggio ha bisogno del suo sciamano). Diciamo che lui (Wray) non è nemmeno uno studente. Ma non ho certo detto, come tu dici, che sia un cane.

      Sì, perché gli alani sono quadrupedi. Parguez si chiama Alain, come Delon. E ci vuol poco a capire chi è più interessante da stare a sentire.

      Vai, vai, poveraccio. Ti salveremo malgrado la tua sterile ignoranza, malgrado la tua supponenza, malgrado il tuo sconclusionato e dislessico argomentare. E non è questa la parte più gradevole del nostro lavoro.

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  4. Professore, azzardo una sfida al nuovo filtro anti-OT, riportandole gli immortali versi di un anonimo poeta
    colpevolmente escluso dai libri di testo scolastici e dunque consegnato inesorabilmente all'oblio. Pare tuttavia abbia
    fatto parte anch'egli del circolo di un altro grande, di cui lei mi pare abbia letto il capolavoro: "Il secondo diario
    minimo".

    "Molto mi turba (la) mia mesta tristezza, (che) mi mette terrore
    ma (in) meno tempo (la) mediocre medietas toglie
    (il) molle mio tormento (e) mi molla tranquillo.

    mastico mite tenere menti massimamente tarde,
    misteriosamente mi tradisco! (La') more mi tenta [1]
    (la) massima mi tradisce ma meno tenzone

    (al) mio mondo tardivamente."

    1. Licenza poetica dell'anonimo autore che tradisce l'origine popolare della poesia.

    Cordiali saluti

    Schneider (licenzioso)

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  5. @Andrea: post negativissimo!! atteggiamento da stadio!!! sei ospite di un blog e se non ti sta bene qualcosa argomenta!!
    Ribadisco il mio interesse per la MMT (come in totale sincerità affermai nel mio primo commento nel tuo blog: questo è il secondo!!), per le tue analisi/ricerche e sto cercando di integrare la mia ignoranza con testi universitari di politica economica. Non voglio conciliare in alcun modo: entrambi i contributi a mio modestissimo giudizio sono importantissimi; vorrei sottolineare però che il problema del debito privato (uno degli elementi focali nella tua analisi) è condiviso anche da Kelton e Auerback; la distruzione del risparmio privato e l'aumento smisurato dell'indebitamento (sempre privato) durante gli anni novanta sotto l'amministrazione Clinton viene considerato uno delle cause principali della successiva crisi finanziaria (2008) negli usa. Loro spiegano questo indebitamento privato come conseguenza del tentativo di Clinton di risanare il bilancio pubblico (ora io non so se lei condivide questa analisi..). Aggiungo che hanno criticato pesantemente l'operato di Obama. lo stesso Donald nel "il più grande crimine" ripropone l'analisi sull'amministrazione Clinton; e non solo, nel trattato donaldiano i fendenti più pesanti sono nei confronti del centrosinistra italiano e francese (da Mitterand a Prodi..) Io stesso, avendo conosciuto prima Donald di Goofy, prima di aver letto le tue critiche all'amico piddino, già avevo fatto mea culpa per aver creduto alla favoletta della destra cattiva e della sinistra buona. Scusa l'intrusione: ma non mi piacciono i contrasti gratuiti (sono spreco di energie) - nella mia ignoranza, le tue analisi e quelle della MMT hanno molti punti di convergenza.
    Saluti

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    1. Caro mario,

      ti ringrazio per il contributo. Intanto credo che le persone serie che si occupano di MMT dovrebbero, oltre che rispondere alla domanda che chiude il PowerPoint linkato nel post, chedersi come mai il tifo da stadio è così presente nelle loro fila, a livelli da FQ o nFA. Dovrebbero anche chiedersi come mai il loro guru italiano interviene a gamba tesa su chiunque faccia un minimo di informazione corretta in modo serio e documentato. Sono domande con le quali vi dovrete confrontare, prima o poi, insisto su questo punto.

      Entramdo nel merito, non sono particolarmente entusiasta di una teoria che ammette l'esistenza di tre (o più) saldi contabili, ma poi ne utilizza solo due. Certo che il quadro contabile di riferimento DI QUALSIASI TEORIA MACROECONOMICA E DI QUALSIASI TESTO DI MACROECONOMIA prevede l'esistenza del debito privato. Il problema però è che il quadro contabile è la ruota, lo chassis, bisogna poi capire qual è il motore per vedere se il modello della realtà proposto funziona. Da quello che la tua lettura informata mi tramanda, mi pare evidente che nella lettura di certi economisti il ruolo del saldo estero (più in generale: l'esistenza del resto del mondo) sia grandemente sottovalutato. Lo dice anche Cesaratto, che ha ritenuto di perder più tempo di me su certi lavori, quando conclude che testimoniano di una certa "insularity". Ora, l'idea un po' sempliciotta di aver tre saldi ma manovrarne due come fossero patate urta contro alcuni dati. Esempio: nel modello, molto più articolato e convincente, di Frenkel (per non parlare di me), è l'afflusso di capitale estero che provoca sia l'aumento del debito privato che la diminuzione di quello pubblico. I motivi sono esposti nel pdf: il capitale estero va a finanziare il settore privato, drogandone la crescita, il settore privato si indebita, ma siccome cresce il gettito fiscale aumenta, quindi il rapporto debito/Pil migliora. Questo è un modello logico.

      Se il motore del processo fosse, come tu dici che la Kelton dice, il desiderio del governo di consolidare il bilancio, allora dovremmo assistere sia a un aumento dell'indebitamento privato che a un miglioramento del saldo estero (visto che, riducendo le proprie necessità finanziarie, il governo si prende meno in prestito dal resto del mondo). E perché questo non è successo, ma è successo esattamente il contrario?

      Io ti ho dato la spiegazione plausibile, e ti ho anche spiegato la matrice ideologica che porta alcuni ad ignorarla. E non si tratta di idee mie. C'è una letteratura sterminata. Tu vuoi studiare, accomodati e vedrai...

      Il vero problema non è criticare Obama e Clinton. Questo ormai è sparare sulle ambulanze. Ma perché subito dopo la crisi si parlò di un nuovo Bretton Woods, e ora non se ne parla più? Loro ne parlano? Perché questo è il problema. Trovate un americano disposto a rinunciare alla supremazia del dollaro, e il problema è risolto. Fatemi un fischio quando lo trovate...

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  6. "La supposizione è la madre di tutte le cazzate" curioso che questa citazione la faccia proprio lei nell'unica occasione in cui ha fatto proprio questo (per sua stessa ammissione e dimostrata dai fatti) che non è da lei e non le fa onore e delude profondamente chi la rispetta come studioso, accademico e professore. Continuerò a seguirla perchè apprezzo il suo lavoro ma ha perso la mia stima come persona che lo so è ben poca cosa ai suoi occhi ma è solo per farle sapere che ciò che scrive e come si relaziona con chi la segue può fare la differenza tra farla entrare nella storia come uno di coloro che hanno contribuito a salvare questo paese oppure uno dei tanti che per orgoglio e pregiudizio non è stato in grado di apportare quel contributo alla società che invece avrebbe potuto. Buon lavoro.

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    1. Mentre elaboro rapidamente il lutto, vorrei farle notare che nel mio caso più che di supposizione si dovrebbe forse parlare di supponenza. Vorrei capire a quale aspetto del mio post si riferisce. Supporre che si possa trattare una persona che opera in ambito internazionale come un jukebox espone al rischio di una affettuosa ironia. Supporre che siccome la crisi è dell'eurozona il problema si risolva "cambiando" la struttura dell'offerta di moneta è una lieve imprecisione, ed è doveroso da parte di chi lo capisce farlo notare. Supporre che io voglia entrare nella storia è il frutto guasto di una lettura un po' disattenta di questo blog: non sono così ambizioso, ho detto più volte che a me bastava lasciare una testimonianza, e l'ho lasciata. Se lei sta qui a leggere una persona che non stima, è perché questa persona ha fatto molto più di lei e di tanti altri come lei messi insieme per far capire agli altri la vera natura dei problemi. La sua mancanza di rispetto verso di me, purtroppo, in mancanza di argomentazioni più cogenti, rimane sostanzialmente una mancanza di rispetto verso questi altri, e verso se stessa. E l'ennesima dimostrazione che certe teorie attirano certe persone - cosa dalla quale bisognerà pur trarre una conclusione, non trova? Un popolo devastato dalla pigrizia mentale e dal culto della personalità...

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  7. provo ad anticipare un possibile fraintendimento: quando parlo di inutili contrasti mi riferisco sia alle generiche critiche di pavidità subite dagli economisti italiani ad opera di donald sia ad alcune tue critiche nei confronti della mmt: hai dichiarato che per ora non ti interessa approfondirla perchè hai altro da fare; purtroppo però volente o nolente ti ci ritrovi in mezzo perchè vieni chiamato a rispondere a certe questioni; il problema è che spesso c'è differenza tra quello che afferma chi ti pone domande ("seguaci" mmt a cui io appartengo) e cosa realmente affermano e spiegano gli economisti mmt. Accade così che spesso ti ritrovi a criticare cose che gli economisti mmt non affermano. Esempio: nessun economista ha mai detto che la mmt è la panacea di tutti i mali; anzi da quello che ho capito si afferma che un sistema basato sulla mmt, gestito da politici stolti, incapaci, populisti od in malafade rischia di essere più dannoso del sistema attuale. Aggiungo che gli economisti mmt affermano di non aver inventato nulla e ad ogni analisi citano le fonti da cui la riprendono; so che l'operazione mmt ti puzza di marketing commerciale: posso anche essere d'accordo ma non dimentichiamoci che molti di loro sono americani!!! ce l'hanno nel dna!!.
    Una domanda: sto studiando questo testo "politica economica - teorie scuole ed evidenze empiriche" di Marelli/Signorelli (testo universitario alla facoltà di Perugia..) (non le chiedo opinioni su autori e testo poichè so che non è di suo gradimento!!!)... ma ho letto in una nota a piè pagina che l'analisi del sistema monetario elaborata da Minsky (teoria endogena della moneta) non è stata smentita/invalidata da nessun' altra teoria (nessuno è riuscito a dimostrare che sia errata)... può commentarmi qualcosa al riguardo? scusa se ti ho scassato la minchia e grazie!!!

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    1. No, non mi hai assolutamente scassato, però vedi, ripeto, devi porti il problema della validità e dell'effettiva consistenza di una teoria che, oltre ai problemi di coerenza coi fatti stilizzati che ho evidenziato nel post precedente, si presta a strumentalizzazioni così marchiane. Aggiungo che ho seri dubbi (e non sono il solo) sulla statura di persone che si prestano a strumentalizzazioni simili. A quanto ne so, anzi, i dubbi cominciano ad averli pure loro!

      Fornire una rappresentazione favolistica, astorica e insulare della realtà in questo momento è comunque un'operazione reazionaria. Non ti devi poi stupire se il risultato è il tifo da stadio. Purtroppo è un'operazione che attira i peggiori concentrandoli su un falso problema. Non sentirti offeso, la cosa non riguarda ovviamente te, ma nel mio campione (ormai piuttosto rappresentativo) le cose stanno così. E infatti in quel gran calderone c'è gente che vuole salvare l'euro rendendolo "sovrano", e soprattutto gente che non entra mai nel merito delle critiche (come questa discussione dimostra - ancora una volta te escluso).

      Tra l'altro, ciò conduce a risultati paradossali. Esempio: la stronzata secondo cui le imposte non sono uno strumento di finanziamento del bilancio pubblico ma solo uno strumento di controllo dell'inflazione perché siccome l'inflazione è data dal rapporto fra moneta e beni, ritirando moneta dal mercato con le tasse si controlla la dinamica dei prezzi. Questo però presuppone che la moneta sia esogena e causi i prezzi, come nel modello monetarista più retrivo. Ed è questo che i "keynesiani romagnoli" hanno capito di secoli di dibattito sulla moneta.

      Invece le cose NON stanno così anche perché, ovviamente, la moneta è endogena. Ripeto: so che non tutti possono capirlo (istwine può): è assolutamente paradossale che il risultato di una divulgazione maldestra di un modello che dovrebbe propugnare l'endogenità della moneta abbia come unico risultato quello di chiavare in testa a dei pericolosi dilettanti l'equazione degli scambi di Fisher. Suvvia, siamo seri!

      Veramente non credo di aver mai espresso sgradimento per Marelli/Signorelli: semplicemente non ho avuto tempo di leggerlo. L'attenzione per Minsky mi sembra lodevole e il giudizio che ne danno sostanzialmente corretto.

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    2. serissimi!

      a riguardo proprio ieri ho letto un aneddoto molto interessante riguardo alla teoria quantitativa della moneta. l'ho letto nel manuale di Wynne Godley e Marc Lavoie, dove, spiegando il metodo e l'importanza della contabilità, si riporta che:

      "For instance, in the preface to his handbook on flow-of-funds analysis [...] Dawson (1996, 5) points out that ‘the acceptance of … flow-of-funds accounting by academic economists has been an uphill battle because its implications run counter to a number of doctrines deeply embedded in the minds of economists’ and he adds that Morris A. Copeland [economista della FED negli anni 30], who is considered to be the inventor of flow-of-funds accounts, ‘himself was at pains to show the incompatibility of the quantity theory of money with flow-of-funds accounting’."

      ma io rimango convinto che la sezione italiana della MMT sia la peggior cosa che poteva capitargli.

      detto questo, mi ero imposto di non riparlarne, e quindi torno muto e silenzioso.

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    3. Bella serata a Cesena. Ottima e puntuale presentazione del prof. Bagnai sulle eurovisioni/euroillusioni drasticamente smentite dai crudi dati di fatto.
      Assolutamente fumoso l'intervento del prof. Terzi ( sicuramente colpa del caldo e del lungo viaggio...) che è cominciato con uno "stravagante" excursus della moneta ed è finito con un bel deficit spending e in mezzo? boh....
      L'aspetto che mi ha colpito di più è stato però il voler ignorare totalmente la dinamica di lotta di classe nella lettura delle vicende economiche, come se capitale e lavoro agissero nella medesima direzione.
      E' suguita la solita selva di interventi degli astanti.
      L'intervento più cogente è stato fatto da uno con un tasso alcolemico sicuramente superiore 0.8 sulla natura regionale degli squilibri dell'eurozona e sull'inutilità di un intervento centralizzato, esattamente come i 150 anni di integrazione italiana non sono serviti a ridurre il gap nord/sud.
      In vino ( o birra) veritas.
      Il più "originale" quello dell'"aziendalista" riassumibile nel tanto di moda "stato sprecone/privato virtuoso" che rimanda al solito leitmotiv DEBITOPUBBLICODEBITOPUBBLICODEBITOPUBBLICO....
      Alla prox.

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    4. @istwine

      Begli amici che mi ritrovo! Mandate me a prendere gli schiaffi, e poi quando bisogna dare una mano... ;)

      @xabax

      Guarda che dopo il 15 vengo su a Perugia a riprendermi il cembalo fiammingo, e facciamo in modo di goofynomizzarci con calma. La serata è stata comunque piacevole e io sono grato per l'occasione che ho avuto di vedervi e di esprimermi, questo sia chiaro. Ogni domanda è un passo avanti verso la costruzione di un quadro coerente. Certo, l'aziendalista esprimeva proprio la conventional wisdom più reazionaria, credo che nemmeno sul FQ si vedano più cose simili... O forse sì, visto che ho come l'impressione che il gran "successo" di Monti abbia fatto credere a Feltri che l'8 settembre è rinviato a data da destinarsi...

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    5. non è di suo gradimento esprimere giudizi su testi ed autori in generale....nel blog...questo intendevo, non certo in riferimento a Marelli/Signorelli... grazie per le risposte! mi prendo il tempo necessario per capirle ed approfondirle!!

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    6. Professore,così mi fa cadere uno delle certezze che avevo sul MMT pensiero: "le imposte non sono uno strumento di finanziamento del bilancio pubblico ma solo uno strumento di controllo dell'inflazione"
      Lei non concorda sul fatto che il primo a spendere la propria moneta sia sempre il "sovrano"?
      Insomma se a me il "sovrano" non mi rifornisce di moneta( o gusci di cozze, se a lui aggrada) come posso fare fronte, poi, alla Sua richiesta di moneta (o gusci di cozze)?

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    7. Amico caro, ma allora vedi che parlaimmo e nce capaimmo? Certo che la monetasovrana la spende per primo il sovrano, ma forse non tutti sanno che la moneta è endogena, e che, fino a prova contraria, i beni non si acquistano solo con base monetaria, ma anche con mille e una forme di moneta create dal sistema bancario e finanziario privato. E quello che tira su i prezzi è la domanda di beni (e soprattutto di lavoratori!), non il numero di gusci di cozze. Pensaci un attimo. Se puoi riuscire a capirlo (cioè se te l'ho spiegato in modo abbastanza efficace), il mondo per te cambierà, e capirai forse di aver perso un po' di tempo, ma di essere arrivato alla fine nel posto giusto. Se non puoi, chiedi, o cambia blog, vedi tu.

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    8. Professore, sono sicuro di essere nel posto giusto, e non sa quanto io apprezzi i suoi insegnamenti e quanto per questo le sia grato.
      La sua affermazione che anche nello scenario/modello MMT "le tasse servono a finanziare la spesa pubblica" mi ha fatto davvero cadere dal pero,però.
      Nel senso che, siccome il Suo punto di vista tecnico è una sorta di Vangelo( che Lei se ne compiaccia o meno ),mi sono posto il problema che mi stesse sfuggendo qualcosa, nonostante la mia "enorme" applicazione.
      La cosa sarebbe certo più che plausibile visto che non ritengo di avere un QI sopra la media e neanche una adeguata preparazione tecnica specifica.
      Vengo al punto: Non era mia intenzione discutere il fatto che i prezzi siano influenzati dalla domanda più che dalla quantità di Moneta in circolo.
      Piuttosto mi premeva capire perché il "sovrano" abbia bisogno di tassare per finanziare le proprie attività, visto che mi pare si concordi che sia il "sovrano" a spendere moneta per primo accreditando i c/c dei "sudditi" (poi di conseguenza il sistema bancario e finanziario privato, che faranno da moltiplicatore).

      Al suo buon cuore e grazie

      P.s. : Sono trepidante per le 3h di intervista con Byo

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    9. "le imposte non sono uno strumento di finanziamento del bilancio pubblico ma solo uno strumento di controllo dell'inflazione"

      non so se sia la versione donaldiana certifica o meno
      ma mosler propone di abolire le tasse ( famolto tea party)
      e di sostuirle con la creazione di nuova liquidita' da parte dello stato a favore del ^pubblico^ (detto rozzamente
      è piu' raffinato di cosi' .istwime mi correggera'...)

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    10. Ma è fantastico! Un genio del marketing, capace di attirare il voto dei mediocri dottor Livore di tutto il mondo...

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  8. "Per inciso, vorrei anche ricordare che in tutti i casi di crisi finanziaria dei quali parla Roberto, e comunque in tutte le crisi dell'eurozona, i deficit gemelli non sono quello pubblico e quello estero, ma quello privato e quello estero. Quindi, comunque, in tutto il ragionamento che riporti, c'è qualcosa che non va: perché non si parla mai del vero deficit e del vero debito, cioè quello privato? Non è una critica a te, beninteso, ma a Wray, che come Roubini, come tutti gli economisti "leftist" americani, temo abbia difficoltà a riconoscere che il problema è il debito privato, perché se lo facesse dovrebbe anche dire quand'è che il debito privato è esploso: sotto Clinton. E allora, da loro come da noi, la favoletta che esiste una destra cattiva (Bush, Berlusconi) e una sinistra buona (Obama, Bersy) si sgretolerebbe di fronte all'evidenza che destra e sinistra politiche lavorano fianco a fianco nella fabbrica delle bolle, perché sono entrambe colluse con chi da queste bolle trae immensi profitti."

    Beh, le posso dire che sono stato al summit MMT di Rimini, e se n'è parlato eccome del deficit privato, e di come nell'era Clinton sia esploso... Le linko anche il video relativo http://www.youtube.com/watch?v=eBPUHLUFmzc&feature=player_detailpage#t=3412s

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  9. Salve e, se non complimenti, almeno grazie per il tempo che dedica al blog, che seguo ormai da diversi mesi pur essendo questo il primo commento.
    Sono sempre più stuperfatto da commenti vuoti di gente che ritengo inutile per il contributo alla società, incapace di argomentare e di ribattere punto su punto (che non vuol dire essere polemici, come molti dei suddetti ritengono). Purtroppo non riesco a leggere il commento del tale "andrea" che risulta cancellato dall'autore, ma mi faccio comunque 4 risate (amare) immaginandone il contenuto.
    Buona giornata

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    1. Ma il contenuto non era male. Diceva:

      Alani Parguez- teorico
      Warren Mosler- teorico
      Alberto Bagnai? Studente

      e a parte gli alani, che non sono il mio animale da compagnia preferito, lo avrei anche ritenuto lusinghiero, nel senso che è meglio essere studente con la "s" maiuscola che teorico con la "t" irrimediabilmente minuscola.

      Ripeto: con tutto il rispetto per gli MMTers, dovranno confrontarsi prima o poi con il fatto che la loro scuola attira un simile tifo da stadio, e anche con il fatto che la sua diffusione in Italia è dovuta a un personaggio equivoco che ha basato la sua attività di divulgazione su un attacco fascista alla professione accademica. Pare che negli Usa comincino a rendersene vagamente conto, con una certa perplessità.

      Però è fondamentalmente un problema loro. So che chi invece segue me si rende conto che non c'è stata alcuna risposta sul merito delle critiche che Cesaratto prima e io poi stiamo sollevando. Chi non lo vede... è un MMTers!

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  10. Grandissimo prof, io c'ero. Sono venuto insieme all'amico che le ha fatto la domanda sul libro di Brancaccio. Anche io ne avevo una ma c'era la fila da rispettare e ad un certo punto hanno dato lo stop. In ogni caso mi avevate in parte già risposto, poichè volevo sapere cosa ne pensavate della cura alla crisi proposta da Krugman nel suo ultimo libro ovvero "quando il popolo non può più spendere lo deve fare il governo e quindi indebitamento pubblico fatto bene è paradossamente la cosa più giusta da fare..." (Keynes insegna).
    La seguo sempre intensamente...

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  11. Mio Dio prof.!!!! E' letteralmente circondato.... Purtroppo il danno è fatto. Gruppi territoriali, convocazione di assemblee settimanali, nomine di staff neanche fossero la CGIL. La MMT si è trasformata nella più colossale bufala Wannamarchiana della crisi attuale. Tra poco cominceranno a vendere bastoncini d'edera che si trasformeranno magicamente in banconote da 100 € sovrani. Questo mi dispiace terribilmente perchè ci sono dentro anche persone come Mario che invece dimostrano una seria volontà di capire approfondire e contribuire alla diffusione scientifica della verità.
    Mario apprezzo sinceramente la passione con la quale ti dedichi alla causa della MMT. Vedere però tanta energia sprecata mi fa tanta rabbia, e spero sinceramente che nell'approcciarti a questo blog tu comprenda le ragioni di fondo sbagliate del ragionamento di Mosler & Co. quindi tu sia capace di redimere quante più persone puoi dai gruppi ai quali penso tu stia facendo parte. Con Stima (la s è volutamente maiuscola)

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    1. Marco: credo che nessuno debba redimersi... tutti debbano studiare ciò che ritengono utile ed i migliori saranno sempre coloro che riusciranno a cambiare le proprie convinzioni!! all'interno del gruppo MMT ci sono giovani che hanno capito che l'economia è una scienza talmente importante per le conseguenze SOCIALI che ne derivano, che non può più essere delegata agli esperti di turno spesso pagati per mentire!! C'è tanta volontà di capire, di studiare e di diffondere per migliorare la situazione drammatica che stiamo vivendo!! Nelle riunioni regionali del gruppo mmt al quale appartengo si studiano approfonditamente gli articoli di Goofy; noi conosciamo le analisi di Bagnai e ed io, dal mio piccolo, le condivido; la cosa che fa innervosire molti di noi è che vengono mosse critiche alla mmt un pò superficiali che, a nostro giudizio arrivano senza che venga approfondito l'argomento e su assunti che o sono decontestualizzati, oppure che nessun economista mmt ha mai pronunciato. Sarò deficiente ma ancora non ho trovato una cavolo di incongruenza tra ciò che afferma Bagnai e ciò che che dicono gli economisti della MMT. Inoltre veniamo screditati come persone infervorate che si illudono di aver trovato la cura di tutti i mali: non siamo una setta votata alla fede!! noi andiamo a caccia di critiche della mmt!!! e bada bene: noi non ci dedichiamo alla causa della mmt; la nostra causa ritengo essere molto più nobile ed è quella di chi vorrebbe una società dove tutte le persone anche le più deboli e povere, avessero la possibilità di studiare e di condurre una vita dignitosa, una società dove siano rispettati soprattutto i diritti dei più deboli!! nella mmt abbiamo trovato uno strumento che SEMBRA poter in parte realizzare questa causa. Avvicinati tu alla MMT così potrai criticarla meglio e magari convincerci che stiamo perdendo tempo!! e cmq quando si dedica tempo a qualcosa con passione e con un fine ben chiaro in mente il tempo non è mai perso: l'approfondimento è sempre un momento di crescita!!
      Saluti!!

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    2. Mario,

      se mi dai un po' di giorni (non troppi), arriva la traduzione del testo di Cesaratto. lì la critica è chiara. se lo traduco è anche perché spero che venga compreso dai più quello che è un tassello fondamentale (non della critica alla MMT, ma della critica al sistema monetario internazionale).

      un appunto: condivido, le critiche che di solito si muovono alla MMT sono superficiali e rozze (vedi Scacciavillani, NfAboys, liberisti col culo degli altri ecc), ma io ricordo bene che la principale critica che Alberto pose (e non è per difenderlo o che, pare molto competente a difendersi da solo), riguardava proprio l'enorme privilegio dato dall'emettere il dollaro. insomma la natura asimmetrica del sistema monetario internazionale.

      quindi sappiate scindere tra una critica vera e una critica in malafede. la critica al privilegio del dollaro è una critica giusta, che ha alla base un'idea di equità. insomma è un'idea di sinistra (quella vera, non quella di Moretti). la critica di Scacciavillani è una critica del liberista col culo degli altri che ragiona, come direbbe Copeland, contro la contabilità.

      comunque, sii fiducioso e vedrai.

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    3. Troppo buono. Dai, in fondo non è nemmeno colpa loro. Avranno studiato macroeconomia su un testo dove la moneta veniva spiegata prima dell'economia aperta (esempio: il Mankiw!). ;)

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    4. @Mario
      Una grande incongruenza fra ciò che dice Alberto e ciò che viene sostenuto dalla MMT ad esempio sta nella sostanza stessa della MMT. Se hai studiato i post di Goofy avrai capito che la grave crisi attraversata dall'Eurozona sta nella natura stessa dell'Euro. Mi spiego... imporre un cambio fisso ad aree valutarie totalmente diverse con differenziali di inflazione incontrollati a favore del "core" (Germania) ha portato il settore privato della periferia ad indebitarsi fino al collo grazie ai soldi prestati dal paese "core" stesso con tassi d'interesse che favorivano l'elargizione dei prestiti e tassi d'inflazione che favorivano l'acquisto di beni dei paesi centrali. Tutto a questo ha portato a sofferenza le banche dei paesi periferici le quali hanno dovuto essere salvate dagli interventi pubblici (privatizzare il profitto socializzare la perdita). Capisci che se i differenziali d'inflazione non vengono azzerati (ma chi ci porta indietro nel tempo di 10 anni?) iniettare liquidità in un sistema così distorto non fa altro che amplificare il problema stesso? Ecco perchè l'MMT servirebbe solo a gonfiare ulteriormente questa bolla con conseguenze ancora più gravi. E' solo uno spunto di riflessione il mio ma credo che all'interno dei gruppi che frequenti dovresti farlo presente.
      Saluti...

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    5. @Marco Bessi ci prende in pieno... ;)

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    6. Marco,

      il tuo discorso non mi convince in pieno, ma forse lo traviso, nel caso correggimi. la proposta della MMT (che poi è la proposta generalizzata) di intervento della BCE di acquisto dei titoli non crea un'altra bolla, o meglio, non è l'intervento in sé, perché se no si torna di nuovo al concetto di moneta che crea inflazione. semmai l'intervento della BCE abbasserebbe gli spread e (teoricamente) lascerebbe spazio per un intervento in termini di spesa pubblica. dunque, più che gonfiare la bolla, semplicemente non risolve il principale problema dello squilibrio, come poi detto più volte qui e ben spiegato da Cesaratto nell'ultimo articolo.

      Ma l'intervento della BCE tramite i vari LTRO ha solo fatto in modo che le banche avessero la liquidità per ripagare i propri debiti o in alternativa per continuare all'infinito il parco giochi TARGET (che poi non è altro che la non evidenza empirica di cui parla Gennaro Zezza qui sotto).

      ---

      un altro appunto, in questo caso non a te ma in risposta alla faccenda della moneta endogena che torna sopra: Alain Parguez che tanto viene citato dai seguaci, ha più volte espresso dubbi sulla visione della MMT, in quanto egli è uno dei principali teorici del circuito monetario assieme a Graziani, Lavoie e Smith e a suo tempo Wicksell e Schumpeter (come mi insegna Graziani nel suo libro La Teoria Monetaria della Produzione (1996)). e li ha espressi anche di fronte a loro, in occasione dell'incontro con Bellofiore! e i dubbi sono esattamente gli stessi di Alberto, ovvero, la moneta bancaria è importante, fondamentale (il circuito inizia sempre così d'altronde).

      chiuso qui, non voglio iniziare una diatriba con nessuno!

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    7. @Istwine: non ti riferisci a questa vero? http://vocidallestero.blogspot.it/2012/05/born-in-usa-mmt-e-sovranita-monetaria.html (si lo so l'hai tradotto te ma ho fatto prima a trovarla sul blog di Carmen!!). attendo con estrema curiosità: il mio unico intento è capire (prima me stesso, poi la politica economica). Grazie!!!!!

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    8. Ah, questo é un testo divulgativo con cui MMT italia sta diffondendo la MMT ad un pubblico politicizzato. Non so voi, ma io lo ritengo di tono inutilmente messianico, complottista e in certi punti molto fuorviante ed attaccabile, dal punto di vista strettamente economico almeno...

      https://docs.google.com/file/d/0B145b1BoQrHNQ2lLdFl5YnlnQW8/edit?pli=1

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  12. Profe, ho l'impressione che, delineando qui a/con noi su Goofy questo percorso economico da lei peraltro analizzato e insegnato per anni nei fondamentali, abbia acquisito nel contempo strumenti di analisi politica, esplicitati anche negli scambi di opinioni dei commenti, che nei primi post non mi pareva di scorgere così chiaramente

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    1. Pensa che l'altro giorno ho riletto il mio intervento sul Manifesto e mi sembrava che ci fosse tutto. Tu lo hai letto? Però hai ragione, la mia sensibilità politica sta cambiando, diciamo che a mano a mano che la mia visibilità mi avvicina a certi ambienti, la mia visione da grigia diventa nera. Non vedo alcuna luce politica in fondo al tunnel. E tu?

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    2. Per dirla con l'ortottero - sit venia verbo - l'unica luce in fondo al tunnel è quella del treno che ci sta venendo addosso.
      Sì, nell'intervento sullo Sbilifesto c'era già molto, ma adesso mi pare rimodulato più articolatamente

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  13. Alberto, non capisco perché te la prendi con Wray. Si vede che Qui Quo Qua ti hanno davvero fatto arrabbiare? Prenditela con Donald, che è il vero responsabile dei tuoi malumori.

    L'idea centrale della MMT viene citata di rado, ma sospetto che non ti troverebbe contrario. E l'idea centrale è che il settore pubblico dovrebbe garantire la piena occupazione, creando direttamente lavoro, in settori non in concorrenza con il settore privato, e a salari minimi non competitivi con il settore privato. In parole povere, invece di pagare assegni di disoccupazione o un "reddito minimo garantito", usiamo gli stessi soldi per darli alle stesse persone, ma con programmi che li mantengono in un contesto lavorativo.
    [e la teoria prevede - se funziona! - processi di convergenza territoriale]
    Come si finanzia questa operazione? In una situazione di recessione, meglio farlo con la creazione di monetasovrana (che entra in gioco solo a questo punto).
    Ma poi avremo inflazione? L'evidenza empirica (confermata in questi mesi) non c'è
    Ma poi la monetasovrana si svaluta? Può darsi, ma l'impatto sul cambio non dovrebbe essere forte, dopotutto non stiamo parlando di regalare pezzi di carta in giro, solo di finanziare posti di lavoro pubblici a salario minimo.
    Ci sono poi tutta una serie di cazzate più o meno divertenti di cui non val la pena di discutere (tasse ecc.)
    Ora, tutti stanno a discutere delle cazzate, ma non mi risulta che si discuta del cuore della proposta, che pure ha almeno due problemi: (1) il raggiungimento della piena occupazione con l'impiego pubblico presume un consenso sociale sull'operazione e una adeguata quantità di risorse disponibili nel settore privato (creando potere d'acquisto, la domanda di beni privati aumenta, e se il sistema produttivo nazionale non può tenervi dietro avrai il problema di cui parla Sergio: non puoi comprare macchinari esteri con pezzi di carta, per quanto monetasovrana) e (2) la piena occupazione aumenta la forza contrattuale dei lavoratori e riduce quindi quella delle imprese. Nel capitalismo democratico, chi avrà maggior potere per decidere se perseguire davvero la piena occupazione? Il fatto che nessuno ci abbia finora provato, se non con provvedimenti limitati e tampone, è indicativo. La piena occupazione mi risulta si sia raggiunta sotto il fascismo, durante le guerre, o in Unione sovietica

    Per chiudere, preferirei che tra persone ragionevoli si tenga distinta una teoria economica come la MMT - suscettibile di miglioramenti, critiche ecc ecc - da un movimento politico guidato/ispirato da un giornalista (ma è lui e i suoi seguaci che purtroppo insistono che le due cose coincidono, lo ammetto)
    [Ho scritto 'sto romanzo durante una sessione di una conferenza dove abbondano le spiegazioni della crisi come caduta del saggio di profitto, contrapposte alle spiegazioni (post)keynesiane: insomma, l'incontro di Napoli moltiplicato per 500!
    http://www.assoeconomiepolitique.org/political-economy-outlook-for-capitalism/
    Nel mio piccolo, qui farò goofynomics ricordando che il debito pubblico è pur sempre il credito di qualcun altro, e un credito con l'estero presume che qualcun altro abbia un debito, con quel che ne consegue.]

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    1. Finalmente se ne può parlare seriamente.

      Allora.

      "Il punto di pieno impiego, lungi dall'essere un luogo di durevole equilibrio, appare come un precipizio sul quale, una volta raggiuno il ciglio, il valore della moneta debba piombare in un abisso senza fondo" (Joan Robinson, 1937, Essays in the theory of employment, London: Blackwell, citato da Acocella (Elementi, p. 67), il quale prosegue "vi è in altri termini la possibilità che l'obiettivo di piena occupazione entri in conflitto con quello della 'disciplina nelle fabbriche' o della stabilità sociale e politica del sistema di economia di mercato".

      Credo che ci siamo capiti: quello che a me sembra difficile da gestire, e mi è sembrato SUBITO difficile da gestire (cioè la prima volta che ti ho sentito parlare di questa cosa a Paris XIII) è il "proviso": "in settori non in concorrenza con il settore privato, e a salari minimi non competitivi con il settore privato". Come li trovi questi settori? Come gestisci questa segmentazione? Ci parli tu coi lettori del FQ? L'inflazione, ovviamente, non verrebbe dallo "stampare moneta", ma dalla difficoltà di gestire questo tipo di allocazione delle risorse. Suona molto come l'esperimento "lavoratori socialmente utili", che non è stato un enorme successo (sicuramente perché proposto con poca convinzione). Del resto, sono esattamente i problemi che vedi anche tu (almeno, al punto 2).

      C'è poi il problema al punto 1, cioè quello che secondo quello che mi dite voi esperti (tu, Sergio) e soprattutto i molti inesperti, mi pare che gli MMTers non sappiano molto come e dove collocare il saldo esterno (e secondo me, che sono malizioso, lì gioca un ruolo la loro coscienza sporca di ammerigani...).

      E c'è poi infine un enormissimo problema di fondo, legato al fatto che, come vedi, nessuno parla di questo, cioè dello Stato come "employer of last resort", e tutti si concentrano sulle cazzate. Ma è solo colpa loro? A me piace, ovviamente, provocarli perché sono bastardo dentro, ma credo che se sono così fuorviati ci sia un grosso problema di comunicazione (che può essere un problema del mezzo o del messaggio - ma Schneider Mac Luhan incombe all'orizzonte). Insomma: se questa teoria promuove un approccio fideistico, forse è perché la base razionale è un po' shaky.

      Proposta: perché non ci facciamo un seminario serio? (AA: astenersi anatroccoli). Io ho evidenziato alcuni punti che vanno oltre la critica di Sergio e che mi sembrano fondati. Il mio punto è che non esiste alcun free lunch, e che secondo me la MMT, in alcune sue articolazioni, è influenzata dall'illusione che free lunch esistano, illusione che però è dovuta al particolare assetto del sistema monetario internazionale.

      Un altro punto, che secondo me potrei utilmente discutere con te, riguarda la tesi della Kelton riportata sopra da Marco, secondo la quale la crescita dell'indebitamento delle famiglie USA sarebbe conseguenza delle politiche di austerità fiscale (in una catena causale nella quale il saldo estero non compare). Io non credo che questo argomento sia corretto (magari è stato riportato male) e credo che nella catena causale uno snodo importante, se non il primo, sia dato dal saldo estero (per i motivi di cui sopra).

      Vedi che di cose pratiche e anche, come dire, empiricamente verificabili di cui discutere ce ne sono.

      Dopo di che, certo, separiamo il grano dal loglio, ma ricordiamoci che in Italia abbiamo ANCHE un problema politico, e che in due delle cinque o sei occasioni nelle quali un pensiero un minimo critico ha avuto accesso al grande pubblico televisivo, Donald è intervenuto per mandare tutto in vacca. E questo non dovremmo mai dimenticarlo, anche se ovviamente Donald non è Randall.

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    2. @G.Z. (creando potere d'acquisto, la domanda di beni privati aumenta, e se il sistema produttivo nazionale non può tenervi dietro avrai il problema di cui parla Sergio: non puoi comprare macchinari esteri con pezzi di carta, per quanto monetasovrana)

      Questo è punto interessante , la MMT puo' ^funzionare^ solo in casi estremi ...in argentina in certo senso vi sono stati costretti...in pratica dopo il default non potevano piu' comprare nulla dall'estero ...quindi hanno ricominciato con il loro sistema produttivo/industriale assolutamente obsoleto...chiaro poi che il loro sistema produttivo obsoleto necessita di piu' forza lavoro ...
      rimarra' sempre il problemi dei debiti esteri , ma argentina hanno dovuto tagliare le importazioni , e quindi in sistema cosi' chiuso e sempre piu' aggressivo verso i privati^esteri^ che gli avevano colonizzati (hanno bloccato repsol e anche obbligato a reinvistire in argentina i profitti di molte aziende estere) un po' funzioana anche la simil pseudo mmt (che non aguro all'italia perchè se mai ci arrivassimo sarebbe dopo
      troppo anni di euro pesante impoverimento separazione non amichevole con gli stati dell'eurozona)


      A mio parere la cosa sulle tasse è interessante invece
      perchè comunque eliminerebbe il disiliquibrio fra chi puo' evaderle e chi no (poi lo so è ^cazzata^ pero' se ne puo' parlare...)
      Poi non è che a me piaccia particolarmente mmmmt ed in effetti -anche gli riconosco dei lati positivi- il modo in cui ne ha fatto uso il ^nostro^
      è screditante...

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    3. Credo che Wray ti direbbe che il saldo esterno lo bilanci con il cambio (ma vedi il mio punto sopra). Che il vincolo esterno sia sottovalutato si sa: Stephanie Kelton ha presentato la MMT qualche giorno fa al Minsky Summer Seminar, e tutti gli studenti latinoamericani le hanno fatto questo appunto, e lei ha rimandato ad un recente scritto di Wray (che non ho ancora guardato).
      Per il seminario, chiedo a Wray quando viene in Italia su fondi altrui (!), e non dubito che sarà disponibile: mica pensavi di fare il dibattito con me?!?
      E in ogni caso, @mario, la monetasovrana mette una pezza (ora direi indispensabile) ma non risolve nessuno dei problemi che secondo me sono all'origine della crisi: la distribuzione del reddito, la deregolamentazione dei mercati finanziari, lo smantellamento del settore pubblico, la mancanza di investimenti di lungo periodo (in ricerca, ad esempio), ecc.
      Sospetto che la MMT sia anche una scelta di marketing resa indispensabile dalla imbecillità di chi vuoi che ti stia a sentire (a me è capitato...): se quando proponi una soluzione keynesiana ti dicono "ma sei fermo a trent'anni fa! ma non ti aggiorni?", ma cambiando la confezione...

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  14. Volevo scusarmi per i precedenti insulti. Le critiche all'MMT sono ben accette , ma a volte i suoi metodi assomigliano a quelli di Scaccia-villani, che si diverte ad associare l'MMT a invenzione di re Silvio. Detto questo, siccome apprezzo i suoi spunti di riflessione, volevo una sua riflessione sul ultimo post di Bill Mitchell"if only the were operating in the tradition of Minsky"ovvero sul moltiplicatore monetario.


    PS- Eppure dai video appare una gran bella persona, perchè quando scrivi sei cosi "bastardo dentro?" Ciao Andrea.

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  15. E' per questo che ti ho invitato a studiare la mmt!! l' analisi di Bagnai supportata da grafici, dati statistici e contributi di altri economisti (di cui i principali citati in un interessantissimo post di goofy)è estremamente tecnica come d'altronde deve essere il contributo derivante da una ricerca scientifica che ha per oggetto l'analisi dell'euro nel contesto Europeo. Gli economisti extraeuropei mmt, a mio giudizio, non hanno contribuito con lo stesso metodo di goofy (scientifico e tecnico) poichè a Rimini si sono rivolti ad una platea eterogenea e molto più digiuna di economia (aggiungo che probabilmente sono anche meno preparati sulla situazione specifica del contesto europa) ma, in maniera più discorsiva sono arrivati alla stessa conclusione: l'euro è il problema!! Goofy pone l'accento sui differenziali d'inflazione, sull'indebitamento privato (ed infatti goofy afferma che i mercati non si preoccupano di tutto il debito di un paese ma di quella parte del debito che deve essere corrisposta ai finanziatori privati!!) e sul fatto che non funziona il teorema secondo il quale il capitale (denaro - risparmio) dovrebbe indirizzarsi verso i paesi meno sviluppati (più bisognosi e quindi con produttività più alta e maggiori rendimenti del capitale investito) per poi ridurne l'afflusso nel momento in cui il paese in questione riduce il gap nei confronti degli altri fornendo via via rendimenti inferiori al capitale (scusa ma preferisco andare a memoria con termini miei piuttosto che riportarlo copiando ed incollando... almeno mi esercito …!!)… comunque credo si chiami la teoria dei rendimenti decrescenti : questo meccanismo non funziona. Il sistema europa/euro potrebbe essere bilanciato soltanto con trasferimenti annuali dal paese più ricco (Germania) vs la periferia: per esperienza diretta (nord sud Italia) sappiamo che ciò non può funzionare a lungo!!

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    1. Questa perla me l'ero persa: Mario sei un vero perlista! Spero sia involontaria (la perla).

      Quando scrivi «E' per questo che ti ho invitato a studiare la mmt!!» ti rivolgi a G.Z., vero? Ma... questo G.Z. chi sarà mai? Non voglio creare suspense, te lo rivelo subito: trattasi di Gennaro Zezza.
      E tu mi risponderai: e chi cazz'è??
      È presto detto: leggiamo sul suo curriculum vitae che Gennaro Zezza è Professore associato in Economia Politica, Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, Universita’ degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale. E fin qui...

      Leggendo poco sotto, a centro pagina, scopriamo che è anche Research Scholar presso il Levy Institute of Economics. Ti dice niente? No? Continuiamo allora.

      Andiamo alla pagina Scholars del Levy Institute of Economics. Sotto alla voce The State of the US and World Economies individuo subito, oltre al nome di Gennaro Zezza, qualche altro nome che, pur non avendo io studiato la MMT, mi risultano familiari: James K. Galbraith, L. Randall Wray, Marshall Auerback. Sotto la sezione Economic Policy for the 21st Century troviamo anche il nome di Stephanie A. Kelton.

      Preso atto che G.Z. non è proprio il primo commentatore che passa, può anche essere che non abbia studiato la MMT a fondo. Però mi sembra improbabile che non abbia scambiato almeno qualche opinione sulla loro nuova, scintillante teoria economica, nomata MMT (probabilmente per ragioni di marketing, come sospetta lo stesso G.Z.), coi colleghi del Levy Institute of Economics.

      O no?

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    2. No... nel senso che mario difficilmente si rivolgeva a Gennaro perché per una mia svista il commento di Gennaro è stato pubblicato dopo quello di mario, che quindi non è così pirlista come il senso cronologico lascia supporre (perché i commenti sono pubblicati nell'ordine e con la data di quando vengono inseriti nella coda di moderazione, e quindi possono accavallarsi). Fate pace...

      Per il resto, sì, è marketing, molto verosimilmente. Quando uno ha qualcosa da dire e nessuno che lo stia a sentire (non ci crederete, è successo anche a me: strano, vero?) può ricorrere a due strumenti: il marketing, o le virgolette (alias palle). Il primo serve, come giustamente osserva G.Z. e cme la storia della speghetti-MMT ampiamente dimostra, a rivolgersi alle persone sbagliate. Le seconde servono, se ce le hai, a rivolgersi a quelle giuste, come questo blog dimostra. Dopo di che se il problema è che "giusti son due e non vi sono intesi", la soluzione è la Storia. Le adunate oceaniche di anatroccoli preparano solo una nuova marcia su Roma ma non costruiscono nessuna conoscenza, come questo post dimostra. Sono sicuro che da Predappio a Rimini la Romagna ha ancora tante soddisfazioni da darci (passando per Cesena, of course).

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    3. Non tenevo conto della cronologia: il contenuto mi pareva indirizzato a G.Z. (che in coda a un suo commento si rivolgeva a Mario). Se così non è, tante scuse a Mario.

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  16. La mmt pone l'accento sulla mancanza della moneta sovrana e sull’impossibilità di spendere a deficit in conseguenza al vincolo esterno, ma anche sui differenziali di inflazione e sul debito privato. In sintonia con Goofy hanno dimostrato come la Germania abbia tratto vantaggio dall'euro avendo impedito svalutazioni competitive ai paesi periferici - hanno messo in evidenza come la stessa abbia aumentato il suo export all'interno dell'europa e non fuori dall'europa (alla faccia della UNIONE E COOPOERAZIONE EUROPEA per contrastare le economie emergenti) e come di fatto abbia messo in atto una svalutazione sui salari con la riforma del lavoro di Schroeder (o come cazzo si scrive..) nel 2001. Ora io ti chiedo: una moneta fiat e la possibilità di spendere a deficit attraverso POLITICHE FISCALI (non monetarie) non potrebbe ridurre il potere della finanza di speculare sui debiti pubblici e di riversare capitali senza regole sugli stati che ne hanno necessità (causando la crisi in Spagna, Irlanda, Portogallo … paesi che erano a basso debito pubblico!!)? La mmt non dice che il problema euro può essere risolto attraverso iniezioni di liquidità nel sistema; contesta questo modo di affrontare la crisi anche negli stati uniti dove cmq i differenziali d’inflazione vengono bilanciati dai trasferimenti federali!!
    Ora, mi sento di affermare che MMT e Bagnai partono da analisi differenti, individuano criticità diverse, ma rispondono con la medesima soluzione!!! TORNARE AD UNA MONETA SOVRANA!!!
    Bagnai attraverso le analisi del debito PRIVATO estero di un paese, a mio avviso individua un punto critico: cioè quando accade che i creditori esteri non accettano più la nostra moneta? quando uno stato produce troppo poco in termini di prodotti e servizi e quindi importa troppo (per compensazione); e, credo, ciò si verifica quando uno stato stampa troppa moneta rispetto alle capacità produttiva del paese. Potrei peccare di presunzione ma credo che sia lo stesso concetto che esprime Mosler quando dice che le esportazioni non sono altro che il costo delle importazioni!!
    La MMT non è politica monetaria ma politica fiscale!!! La MMT ha una sua interpretazione dei flussi monetari, del concetto di tasse, di debito pubblico, della moneta che può essere discutibile… ma discutiamone (non qui!! qui si studia Goofy!!).

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    1. Parto dalla fine. Questo blog potrebbe chiamarsi come quello di Ugo Panizza: No Original Content. In altre parole, non esiste Goofy. Esistono, quelli sì, i dati, con le loro fragilità e aleatorietà, ed esiste la rudimentale ma robusta teoria economica del primo anno di economia. Qui non c'è molto di più, il che temo dia un'immagine disastrosa della realtà del dibattito politico italiano, un'immagine però non lontana dal vero.

      Detto questo, la tua domanda "Ora io ti chiedo: una moneta fiat e la possibilità di spendere a deficit attraverso POLITICHE FISCALI (non monetarie) non potrebbe ridurre il potere della finanza di speculare sui debiti pubblici e di riversare capitali senza regole sugli stati che ne hanno necessità?" non riesco proprio a capirla. So però che ci riesci tu, e che sicuramente troverai dentro di te le risorse per spiegarmela.

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    2. Il fatto che te non la capisci mi rende già enormemente meno sicuro di ciò che penso… considerando che già sono confuso di partenza… cmq ci provo d’altronde sono sicuramente la persona più indicata per spiegare ciò che dico!!! Ho letto che la mancanza di una moneta sovrana unita all’impedimento della BCE di fungere da acquirente di ultima istanza sui titoli pubblici fa perdere il controllo del tasso d’interesse sugli stessi da parte dello stato. Ciò comporta un influenza/controllo da parte dei mercati finanziari sul rendimento dei titoli facendo esplodere la spesa per gli interessi sul debito. Un po’ quello che è successo dall’81 in poi con la separazione della banca d’italia dal tesoro. Dalla tua analisi ho dedotto tuttavia che l’influenza maggiore sul costo del debito in quel periodo è avvenuta in conseguenza dell’ adesione dell’Italia allo SME (il tasso di cambio doveva perciò oscillare all’interno di una banda prestabilita (+-6% poi dimezzata)… e per poter attrarre capitali il nostro paese doveva innalzare il tasso ad un livello superiore rispetto a quello stabilito dalla banca centrale tedesca). La moneta sovrana e la garanzia di acquisto da parte della banca centrale impedirebbe la speculazione sul debito pubblico eliminando il rischio di insolvenza/default da parte dello stato che la emette.
      Intendo per politica fiscale espansiva un intervento da parte dello stato volto ad incidere sulla domanda aggregata: spesa per investimenti pubblici, spesa per infrastrutture, spesa per servizi (distinta dalla politica monetaria che, da ciò che ho letto, consiste nell’aumento dell’offerta di moneta attraverso l'icremento della base monetaria). Ciò consentirebbe un rilancio dell’economia, una espansione del risparmio nazionale che potrebbe controbilanciare la necessità di risparmio estero (e qua l'ho sparata grossa!!).

      E va bene, in effetti ciò che ho detto, sempre se il ragionamento fila, potrebbe ridurre la speculazione sul debito pubblico, ma non regolerebbe la elargizione senza controllo di prestiti delle banche private al settore privato (che è un po’ la causa del problema…). A ciò si potrebbe rimediare attraverso l’introduzione di opportuni regolamenti nel settore creditizio (anche re-inserire una divisione tra banche commerciali e banche d’affari… potrebbe essere utile?) oppure lasciando che si verifichi il fallimento (fenomeno previsto dal sistema capitalista) dell’istituto di credito privato quando non è più in grado di rientrare dai prestiti concessi a man bassa (eliminare il salvataggio statale che trasforma il debito privato in pubblico).
      "La risposta è dentro di te ma è...."

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    3. Caro Mario, secondo me questa benedetta monetasovrana non è "LA" soluzione ad alcunché. La moneta, sovrana o suddita, è uno strumento, un mezzo per lo scambio. Presa da sola, non potrà mai risolvere problemi che stanno a monte. Nemmeno la monetizzazione del deficit, se per questo, non può risolvere un bel niente, presa in sé. Certo, siamo tutti d'accordo che una gestione equa e razionale dell'economia non può prescindere da questi strumenti, però ti inviterei a riflettere di più sulla storia: qui in Italia, ad esempio, negli anni '60 e '70 avevamo monetasovrana, monetizzazione del deficit grazie al matrimonio tesoro Banca d'Italia, avevamo quasi la piena occupazione anche grazie al ruolo dello stato nell'economia e nella creazione di posti di lavoro. Il paradiso in terra per la MMT giusto? Ed allora come mai gli operai di Mirafiori o del Petrolchimico di Marghera si mettevano le bandane rosse in testa e prendevano a bullonate i capi reparto? Come mai, proprio nel paradiso MMT in terra c'era una così diffusa conflittualità, scioperi ed occupazioni un giorno sì e l'altro pure? Forse perché monetasovrana e deficit spending non riuscivano a risolvere MAGICAMENTE il problema del venire sfruttati e spremuti come limoni nelle fabbriche? Più in generale, stamparemonetacolmouse non potrà mai risolvere MAGICAMENTE i problemi che derivano da ciò che alcuni chiamano conflitto distributivo, altri lotta di classe e che Goofy, meglio di tutti, chiama ”coperta corta". E' il perché e per conto di chi si fanno le politiche economiche che fa la differenza.

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    4. Veramente io la chiamo "Ugo", perché altrimenti i luogocomunisti si spaventano. Sai... a loro la lotta di classe fa paura... ora che hanno tutti la pancia piena e il flat screen per seguire la squadra del Quore...

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  17. @ Prof:
    ricordo vagamente i concetti sugli aggregati M1, M2 ed M3 (arrivano a 3?)... se si aiutasse la comprensione (non tanto di ciò che rappresentano precisamente) non sarebbe male!

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  18. Post scriptum: nel caso vi stomachi il livore dei poveri anatroccoli (quelli che a 5 anni non capivano perché la mamma comprasse loro un gelato con un pezzo di carta), non preoccupatevi per me, io ci sono abituato. Guardate che razza di casino è successo solo perché ho portato il clavicembalo in chiesa a Pentecoste!

    Il che mi ricorda una immortale vignetta di Altan. Padre in poltrona, barricato dietro al giornale. Il figlio si avvicina, e profferisce queste parole: "Padre, provo per voi un profondo sentimento di odio e di amore". E il padre, asciutto: "Entrambi immotivati".

    Pare che ovunque io sia me stesso questo susciti enormi polemiche. Il che non basta a convincermi di essere un altro. Non veni pacem mittere sed gladium.

    Peraltro, per dirla tutta, io preferisco suonare l'organo, soprattutto a Gesù e Maria (ma quel giorno suonava Andrea). Chissà, magari preferirei anche essere ordinario alla Bocconi? No, direi di no: meglio operaio all'Ardenza che ingegnere a Milano...

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    1. (sarete d'accordo che gli anatroccoli in confronto sono tolleranti più di Voltaire...)

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  19. Alberto, a proposito del dilemma di Triffin come "foreign constraint": il fatto che gli USA devono per forza modulare l'offerta di moneta sulle esigenze del commercio mondiale con la conseguenza di avere un deficit strutturale, non costituisce una sorta di free lunch per gli USA, supratutto per le loro elites economiche? Sono le economie in surplus che finanziano il deficit spending degli USA, ed è paradossale che molti paesi in via di sviluppo finanziano le abnormi spese militari USA delle quali poi subiscono le nefaste conseguenze, più o meno direttamente. Tu questo lo dici: "Gli Stati Uniti non fanno come gli pare perchè hanno la monetasovranamonetasovrana. Gli Stati Uniti fanno come gli pare solo perché poi il conto lo paghiamo anche noi". Io vorrei aggiungere che tutto ciò sembra, più che un problema o un vincolo per gli USA, una strategia perseguita consapevolmente e, in fin dei conti, non si può che definirla con il termine desueto di Imperialismo. In fondo, a chi non piacerebbe un "free lunch"? Certo la conseguenza di tutto ciò è la profonda instabilità del sistema finanziario, ma forse non sono le crisi finanziarie che preoccupano più di tanto le elites amerikane dato che, come goofy insegna, non si sono mai viste bruciare montagne di dollari fuori il NYSE a Wall St. ma tanti dollari passare da alcune (tante) tasche ad altre (poche) durante le crisi finanziarie? Per spezzare una lancia a favore della MMT, sto leggendo un libro di Michael Hudson, uno dei "re magi" di Rimini, Super Imperialism, la cui prima edizione è del 1972, e che delinea in una prospettiva storica la profonda iniquità della "dollar hegemony". Interessante questo passo da una sua intervista:

    "How aware was the Nixon administration of the balance of payments issue? Did they realize that it would actually increase US economic dominance?

    Michael Hudson: The Nixon people didn’t realize. I got an $80,000 grant from the Hudson Institute to explain it to them. The Nixon people said, "Oh gee. That’s great". Then they turned my analysis of imperialism into a "How To" book."

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    1. Credo di non essere riuscito a farti capire una cosa. Perché si sono verificati il Nixon shock e il Lehmann shock?

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    2. Penso che tu il Nixon shock lo hai spiegato benissimo nel tuo saggio su Costituzionalismo.it e che il Lehmann shock (ma anche il saving and loans e il dot com shock) ha radici nello stesso problema, giusto?
      Permettimi di citarti:
      "Certo, c’è del vero nell’idea che il debito estero statunitense, il più grande al mondo (attorno ai 3000 miliardi di dollari) sia reso più sostenibile dalla mancanza di impieghi alternativi per i surplus sempre più imponenti accumulati dai paesi emergenti. Alla fine il problema del debito è se sia possibile o meno rinnovarlo a scadenza, e se a scadenza non ci sono alternative credibili (l’eurozona oggi non lo è), si continuerà ad acquistare la stessa carta. Ma questa visione panglossiana urta contro una
      dura realtà: nessun paese, nemmeno gli Stati Uniti, ha un’offerta infinita di impieghi redditizi per i soldi che prende in prestito. E quando gli impieghi redditizi terminano, si finisce col prestare soldi per finanziare consumi o investimenti immobiliari (magari a chi non è in condizione di restituirli)."
      E' chiaro che questo meccanismo genera instabilità e bolle che prima o poi scoppiano. Io penso però che agli squali di Wall street questa cosa offre infinite opportunità di guadagno. Dai soldi prestati ai fumatori di Crack che volevano farsi la mac-mansion nei suburbs della California, gli investment bankers ci hanno tirato su sontuosi bonus di fine anno. Certo, se c'è qualcuno che guadagna dalle bolle, ci deve essere per forza qualcuno che perde (i fondi pensione?). Ma a me sembra che il "free lunch" vada alla grande. Ed i beneficiari di certo non sono i "lavoratori traumatizzati" né i "consumatori indebitati" degli USA, ma i loro masters.

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  20. I modi e l'approccio di Donald sono poco condivisibili, e in qualche caso fanno dei danni. Credo che su questo si sia d'accordo in molti.

    Ho anche seguito le vostre critiche alla MMT che ne evidenziano dei limiti in maniera convincente. La MMT non è la soluzione (finale?) dei problemi della razza umana come sembrerebbe sostenere Donald.

    Tuttavia, come sottolinea CZ sopra, il nucleo centrale non è quello di cui si discute normalmente, ma altro.

    A mio avviso:
    1) c'è un problema di fine, la MMT esplicitamente dice che il fine dell'azione economica è una distribuzione della ricchezza che liberi tutti dal bisogno (le parole sono diverse, ma il senso a mio avviso è questo) ed è già molto.
    2) sostenere la domanda attraverso la spesa a deficit, anche creando moneta e non solo contraendo debito, non mi sembra in contrasto con l'ortodossia. Se la domanda creata è per beni/servizi che hanno una catena del valore prevalentemente nazionale, ciò non limita l'effetto su cambi e flussi? Penso a prodotti ad alto valore aggiunto come (putroppo) le armi, l'aerospazio o le biotecnologie.
    3) se lo stato opera come datore di lavoro di ultima istanza, è difficile selezionare in quali settori per non fare concorrenza al privato. Mi chiedo però, se il settore dei servizi alla persona in cui importiamo badanti dall'estero, non sia un buon esempio di possibile intervento statale. Nell'healtcare, in generale, ci sono delle fette di attività che, notoriamente, ai privati non piacciono. Un altra idea potrebbe essere quella di usare la forza lavoro per sostenere aziende che assumano di nuovo il ruolo di campioni nazionali come negli anni '50 e '60.

    Considerazioni da ingegnere...

    Grazie mille professore.

    Roberto Seven

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    1. Fra le tante conseguenze spiacevoli della barbarie fascista donaldiana c'è anche quella di aver ribattezzato la spesa in deficit spesa "a" deficit. Come dire, se uno vuole segnalare subito di essere un dilettante, la prima cosa da fare è non usare il linguaggio della professione. Questa ovviamente non è una critica a te, Roberto.

      Nessuna teoria economica dichiarerà mai di voler arricchire alcuni a danno di altri, quindi magari il punto (1) lo cancelliamo.

      Sul punto (2) sono parzialmente d'accordo, nel senso che la monetizzazione del deficit è un'operazione pienamente ortodossa, ma i suoi effetti complessivi ovviamente agiscono via moltiplicatore keynesiano, cosa che tu non tieni in conto (altro esempio di come questa teoria moderna in realtà produca ultraomodossi: ma sarà un caso?).

      Sul punto (3), certo, quello potrebbe essere un settore. Ma... perché importiamo badanti? O anche braccianti? Ecco, la domanda forse è questa. Il problema in questo caso non mi sembra quello di creare un posto di lavoro (che c'è ed è finanziato dal privato di turno), ma voler o non voler fare un certo tipo di lavoro (salvo lamentarsi contro gli extracomunitari che vengono a toglierci... quello che non vogliamo).

      Io credo che in un'economia che funziona bene non ci sia bisogno di un datore di lavoro di ultima istanza. Mi sembra un bel brand, un messaggio vuotamente retorico al pari del "diritto al ripudio del debito" o altre luogocomunate della sinistra di sinistra. L'intuizione più importante della MMT, per quello che ne sento dire (e che come nota Gennaro è sicuramente distorto) mi sembra rimanga la più banale, cioè quella che la BC deve fare la BC (ovvero che il governo si deve riappropriare della politica monetaria). Il resto segue, anche senza dargli brand accattivanti.

      E ora vado a farmi un bicchiere di perossido di idrogeno, che devo reidratarmi.

      Ci siamo capiti.

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    2. Scusi professore,

      a proposito della risposta sul punto 3...

      Senza offesa ma la risposta alla domanda "perché importiamo badanti?" del tipo "perché gli italiani non vogliono fare questo tipo di lavoro" a me è sempre sembrata luogocomunista. :)

      Non ho una risposta migliore ma forse una domanda migliore "perché gli italiani non accettano condizioni di lavoro e stipendi come quelli delle badanti"?

      Alla quale ne aggiungerei un'altra: "perché per determinati impieghi, come quello delle badanti, gli italiani preferiscono assumere persone extracomunitarie"?

      Aggiungo che ho scritto "italiani" perché è di noi che stiamo parlando ma il fenomeno non è solo italiano ma mondiale (stando a quello che mi raccontava un amico che ha girato il terzo mondo): non importa quanto sia ricco (o povero) un paese: purché ci sia mobilità internazionale dei lavoratori (legale o illegale) i servizi domestici sono generalmente resi da persone provenienti da un paese relativamente più povero.

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  21. tecnicismi a parte..
    ma se devi manutentare strade, ospedali, scuole e via dicendo e non hai i soldi perché il mercato chiede tassi di interesse usurai, mi dici te che vita si ha?
    qua nessuno vuole carrozzoni di Stato ma nemmeno uno Stato anti Costituzione!
    Tra due gg passerà l'idea che la sanità dovrà essere tutta privata perché negli States fanno così (e si vede con che risultati).
    poi passerà la stessa cosa con l'istruzione (tanto la Finlandia spende il 30% in meno degli USA e producono risultati nettamente superiori).

    l'esercito fa schifo e privatizzeremo pure questo.

    io ho altri dati, ma l'assicurazione sanitaria non penso rientri nella spesa pubblica ma sono pur sempre soldi dei cittadini che sono spesi!

    Il problema non è spendere e spandere a cavolo, ma segare gli interessi sul debito pubblico, svalutare, far ripartire l'economia!
    stop!

    E a proposito di sacrifici: ma quando si è impennata la crescita della pressione fiscale? siamo sicuri che è un fenomeno solo recente o anche qua dobbiamo risalire ai famosi anni 70-80?

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  22. Buongiorno professore, non riesco a risolvere questo dubbio : non riesco a capire se il deficit americano dipenda solamente da motivi strutturali oppure è esploso anche a causa dei tagli fiscali iniziati nell'era della presidenza Reagan ( e mai messi in discussione dai democratici). Perchè guardando la serie storica ho notato che il defict americano comincia a peggiorare in maniera significativa a partire dal 1980, cioè dal momento in cui si insedia Reagan alla Casa Bianca. E' possibile che i tagli fiscali abbiano contribuito all'aumento dell'afflusso di capitali negli USA? Spero di essermi spiegato bene.

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  23. Le posso chiedere cosa si intende per il "signoraggio degli stati uniti"? perchè effettivamente essendo un tema di cui si parla moltissimo a sproposito credo possa essere interessante sapere che cos'è il signoraggio per la scienza economica.

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  24. Buongiorno professor Bagnai, è la prima volta che intervengo. Seguo il blog sin dall'inizio, ma non essendo competente in materia di economia preferisco seguire per apprendere piuttosto che importunare con domande superflue e magari non pertinenti.
    La domanda di Valsandra (06 luglio 2012 12:57), però, mi ha fatto tornare in mente questo, ossia che nel 1981, quando il Tesoro si separò dalla Bd'I, e lo stato dovette ricorrere ai mercati per piazzare le proprie obbligazioni, «una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d'un giovanotto, [...] tale Mario Monti, il quale propose l'emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d'acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell'1-2%.
    [...]
    Non andò così. Gli interessi sul credito [...] furono fin da subito enormi, e il deficit italiano balzò immediatamente alle stelle, tanto che si resero necessarie nuove tasse. “Aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille mld di lirette il finanziamento statale”. Un altro disastro insomma».
    Non solo, ma tra l'89 e il '92 Monti era consulente del ministro del bilancio Pomicino. Anche allora doveva risanare il bilancio, ma «non riuscì a impedire «l'esplosione del rapporto tra debito e Pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni '90 costrinse Amato alla manovra da 103.000 mld di vecchie lire. In quei tre anni il debito balzò dal 93,1% dell'89 al 98% del '91 e al 105,2% del '92. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 mld a 799,5».

    Il link è qui

    P.S.
    Non occorre che lei pubblichi questo mio intervento. Piuttosto mi piacerebbe sentire una sua opinione in merito, magari in un suo prossimo articolo, senza fretta.
    La mia opinione è che con un primo ministro con le referenze di Monti, se oggi le cose vanno male, supermario garantisce che domani andranno peggio.

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  25. @kthrcds
    Ti ringrazio per le info.. pazzesche!
    Ti dico il "naso" cosa mi suggeriva.. se è vero che la separazione tra BdI e Tesoro è stata una mazzata per i nostri conti immagino che da qualche parte bisognasse recuperare danari..
    non voglio nemmeno immaginare in termini di evasione cosa sia successo.. ahahahahhahaa
    Grazie ancora per la risposta!

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  26. @ valsandra (08 luglio 2012 23:23)

    Prego. Per ciò che riguarda l'evasione, diciamo che ha anche avuto un lato
    elegante Infatti «nel 1985 oltre il 40% dei titoli di stato in circolazione erano posseduti da banche e istituti di credito mentre secondo il comunista Napoleone Colajanni il 57% degli utili FIAT e il 62% degli utili Olivetti per il 1984 provenivano da interessi su titoli. Quest’ultimo fenomeno merita un ulteriore approfondimento.
    L’esenzione fiscale dei titoli di Stato permetteva alle imprese di eludere il fisco in modo alquanto elegante: bastava ottenere un prestito da una banca al solo fine di acquistare BOT e CCT e, alla fine dell’anno, si sarebbero potuti iscrivere in bilancio interessi passivi (dovuti al prestito bancario) che andavano a ridurre l’utile imponibile e interessi attivi (dei titoli di Stato) esenti da imposte. Questo meccanismo era noto a tutti, ma se da un lato Andreatta parlava di “frivoli discorsi di tassazione” dei BOT, dall’altro l’atteggiamento di Goria non lasciava dubbi: “da oltre un anno stiamo invitando le aziende ad autoregolarsi e non lo hanno fatto. A questo punto è necessario intervenire con garbo ma con efficacia, anche perché questo fenomeno non solo sottrae gettito all’erario, ma altera anche artificialmente i flussi finanziari”. Il governo pregava gentilmente gli evasori di autoregolarsi...»


    Oggi si parla di aver vissuto "al di sopra delle proprie possibilità", ma curiosamente si dimentica di indicare "chi".

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  27. i CTZ a 3 anni nel 1981 rendevano il 18%

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    1. Va anche ricordato però che l'inflazione non era molto inferiore, in quell'anno. Certo: i rendimenti reali (al netto dell'inflazione) prima del divorzio erano pesantemente negativo, dopo diventarono positivi e superiori al tasso di crescita reale, inserendo il debito pubblico su una traiettoria esplosiva. La matematica non è un'opinione.

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  28. Una piccola domanda..

    Vedendo la citazione del lavoro di Manasse al min. 17.20 del primo video mi sono incuriosito ed ho visitato il suo blog.
    In realtà essendo studente (secondo anno) di quella facoltà (UNIBO) nel solo corso di economia previsto la cosa mi interessava ancor di più..

    E sorpresa sorpresa cosa ascolto in un video dell'11 settembre 2012?
    Titolo: il piano di Draghi avrà successo se rimarrà nel cassetto.
    Qui il link dell'intervista: http://paolomanasse.blogspot.it/#!/2012/09/su-draghi-e-bce-vloganza-tv.html

    Ora leggerò sicuramente qualcosa in più degli articoli di Manasse.. considerato che viene spesso pubblicato su voxeu.org (altra piattaforma che lei cita)ma la mia piccola giocosa domandina rimane..

    C'è da fidarsi?

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  29. Grazie Prof. Bagnai, credo di aver capito perche noi non avrebbo una svalutazione come quella avuta in argentina, per un motivo molto semplice non ci possono dare un vantaggio cosi grande visto che in fin dei conti produciamo manufatti per mezzo mondo, cosa che in argentina non fanno. Dopo di che vorrei capire dove l'argentina ha investito il propio credito privato, visto che nel 2002 mio primo viaggo in argentina le infrastrutture erano all'eta delle pietra, i taxi avevano come minimo venti/trentanni e come i taxi anche le autovetture medie in circolazione, case vecchie, alberghi vecchi e via dicendo, forse per la privatizzazione delle aziende pubbliche finanziando aziende straniere???? Oltre a questo se puo a grandi linee spiegarmi le dinamiche dell'inflazione che ci sono state sempre in argentina dal 2002 in poi, visto che spesso l'argentina la si disegna come un miracolo ma non lo e' del tutto.
    Publio

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