tafazzi ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "QED99: senatori a disagio e altre storie":
Alberto nel lungo periodo saremo tutti morti!
Uno deve pur ammettere che ha perso, non che non ci sia stato impegno,ma capita che l'altro è più forte o ha più disponibilità economiche e conoscenze.
Mi tocca guardare in faccia la realtà, poi il desiderio o sogno uno lo può sempre portare nel cuore.
Parafrasando aneddoti sportivi, capita che il Verona vinca il campionato, ma capita più spesso che lo vinca juve inter o milan.
E non è mancanza di impegno!
Pubblicato da tafazzi su Goofynomics il giorno 1 lug 2022, 22:36
Tafazzi è con noi da molto tempo, almeno dal 2014 (notate il tono burbanzoso del suo commento, e notate che era stato pubblicato: qui si modera, non si censura, quindi se sei cojone non prendertela con me ma con te stesso...), e più di una volta abbiamo avuto a che dire sul suo modo di "argomentare", ad esempio qui nel 2017. Però, per quanto io abbia potuto pensare in passato (cioè prima di febbraio 2020) che il suo contributo non fosse determinante, adesso devo ammettere come dato di fatto che almeno tafazzi non è un pandemico, uno di quelli che si sono svegliati quando è toccato a loro (cioè tardi), e quindi probabilmente una risposta gliela devo. Se dal letame può nascere un fiore, da un commento del nostro amico di lungo corso può nascere un post...
Dunque: la sconfitta, o, per dirla con naturalismo, la débâcle...
Tema appassionante, sul quale non vorrei che però nascessero equivoci. Persone più autorevoli (o meno disautorevoli) di tafazzi ci hanno già ricordato con eloquenza che "abbiamo" "perso" (dove metto due coppie di virgolette distinte: una per il "noi", perché è da dimostrare che ci sia mai stato un noi, e una per il "perso").
Forse per sbrogliare la matassa dovremmo tutti partire da una domanda: come immaginiamo il mondo dopo la "vittoria"? In tutta evidenza la risposta che molti si danno, senza nemmeno rendersene conto, è: un mondo dove non sarà più necessario lottare. Ecco, forse è meglio chiarire subito che un mondo simile non esiste, non è mai esistito, non esisterà mai. Ovviamente, siccome posso sbagliare, vi chiedo di correggermi: ove mai il mondo in cui "avevamo" "vinto" fosse esistito, sarebbe documentato e potreste attirare su di esso la mia torpida e distratta attenzione. Ve ne sarei grato: mi dareste il piacere sadico di smontarvi il giocattolo...
(hint: se avevamo vinto ma ora ci tocca di nuovo lottare e perdere vuol dire che non avevamo veramente vinto...)
Quindi, se non si potrà mai smettere di lottare, vuol dire che siccome non si potrà mai vincere, non si potrà nemmeno mai perdere, e noi non siamo stati sconfitti?
Beh, no, non è nemmeno così, ovviamente!
Quello che sto dicendo è che la guerra non finirà mai.
(dimostrazione: se esistessero sconfitte definitive la storia sarebbe finita in Genesi 4,8...)
Dopo di che, non ho nessuna difficoltà a dirvi che abbiamo perso una battaglia. Il problema è che voi non vi siete accorti di quando l'abbiamo persa, nonostante io vi avessi descritto con almeno sei anni di anticipo il perché e il percome l'avremmo persa: l'abbiamo persa nel 2018, quando le elezioni sono state vinte dai gatekeeper (e non ditemi che non vi avevo detto che erano dei gatekeeper, e non ditemi che non vi avevo detto che si sarebbero alleati col PD, ecc.).
Quindi può piacere o dispiacere (anche a me), ma purtroppo le cose hanno una fastidiosa tendenza ad andare come qui viene scritto e descritto. L'intercettazione del dissenso, l'avvelenamento dei pozzi della democrazia, erano andati a segno.
Si può ragionare all'infinito, in termini ipotetici e astratti, su come avremmo potuto difendere meglio la posizione di inferiorità tattica in cui eravamo venuti a trovarci. Uno dei rimproveri più frequenti è che abbandonare la maggioranza nel 2019 sia stato un errore: io vi ho spiegato quello che ho visto, e, ancora una volta, non ho difficoltà a dirvi che, per quanto posso capire, in effetti un errore è stato fatto, ma non ad agosto, quando voi credete che sia stato fatto, bensì, ancora una volta, prima di quando voi crediate che sia stato fatto, cioè a maggio 2019, quando a me non risulta che sia stato chiesto quello che sarebbe stato tanto naturale chiedere, attesa l'evidente ricomposizione dei pesi politici all'interno della maggioranza: un rimpasto. Si sarebbe potuto ragionare su come sostituire le tre "T" (Trenta, Tria, Toninelli), il che avrebbe forse consentito al governo di durare ancora un po' (ma Conte stava comunque mandando avanti contro il parere della sua maggioranza il negoziato sul MES, cosa che voi continuate a ignorare e sottovalutare...).
Perché è stato fatto questo errore?
Credo sia per subalternità a un mitologema grillino, quello della "poltrona": "non possiamo far vedere agli elettori che ci interessiamo di poltrone quando i problemi sono ben altri!" (inutile dire che quando si ragiona così la SStoria ti sta già apparecchiando una nuova dimensione di "ben altro" - in questo caso la pandemia - rispetto alla quale il ben altro precedente diventa un infinitesimo del terzo ordine...). Non riesco ad immaginare altro motivo per cui non si sia fatta una cosa tanto ovvia (e che non è stata fatta lo so, anche se non posso dire perché... o almeno non a tutti voi!), non riesco ad immaginare, dicevo, altro motivo se non questa devastante subalternità al più fieloso grillismo, di cui vedo troppo spesso intrisa la nostra comunicazione.
Del resto, il mitologema della poltrona è cugino di un altro devastante mitologema, quello della "sciura Maria": "non possiamo dirlo così perché la sciura Maria questo non lo capisce/non possiamo dirlo perché alla sciura Maria questo non interessa!" Quindi dopo aver fatto l'errore di non chiedere un rimpasto a maggio 2019 perché "non possiamo parlare di poltrone" abbiamo fatto l'errore di non spiegare il non errore di agosto 2019 "perché la sciura Maria così non lo capisce" (ma la sciura Dagospia sì).
Allora, visto che qui ci siamo sempre detti tutto, lasciatemi che vi dica una cosa che la sciura Maria capisce benissimo (io ci parlo tutti i giorni), e forse anche voi. Ve lo dirò in modo un po' grossier, perché vi rimanga impresso bene: il problema non sono le poltrone, il problema sono i culi (inelegante sineddoche che indica il tutto - la persona - con una sua parte - quella posteriore).
Elaboro.
Quello che gli ortotteri non vogliono che sia chiaro (perché non vogliono che accada, perché furono concepiti per impedire strutturalmente che accadesse) è che la sovranità, che appartiene al popolo, si esercita scegliendo persone. Le idee camminano sulle gambe delle persone, lottano con le braccia delle persone. E non mi riferisco alle elezioni dei vostri rappresentanti (cioè noi), ma al fatto che questi devono poi scegliere (o ratificare la scelta di) persone che eseguano un determinato indirizzo politico, quello che si ritiene derivi da (la maggioranza di) voi.
Ve la metto in un altro modo.
Siccome siete tutti grillini (ormai mi sono rassegnato, ma vi perdono: è difficile, vivendo in Italia, non bere acqua da un acquedotto italiano, e qui tutti gli acquedotti sono stati avvelenati) suppongo di procurarvi un orgasmo immediato se vi propongo la seguente modifica dell'art. 67 Cost. "Ogni parlamentare immediatamente dopo la proclamazione viene denudato, deve indossare un saio, cingere un cilicio, calzare dei sandali e recarsi in un romitaggio dell'Appennino dove vivere in assoluta castità e povertà per cinque anni, al termine dei quali viene smaltito in una una stazione di compostaggio anaerobico". Bello, no? Costituzionalizziamo il non esercizio del potere da parte dei vostri rappresentanti: solo così voi avrete l'unica certezza che pare starvi a cuore, o per lo meno sta a cuore a quelli di voi che sono grillini (tutti): quella che il potere non venga esercitato dai politici che voi avete mandato a esercitarlo!
Ma, naturalmente, anche in questo mondo puro, ma che dico puro? Incorrotto! Ma che dico incorrotto? Assolutamente sterile! In questo mondo depoliticizzato (perché la politica è merda), in cui nessun eletto potrebbe minimamente influire sul suo indirizzo, la macchina dello Stato continuerebbe ad esistere! Conseguentemente la "poltrona" di Direttore generale del Tesoro, la "poltrona" di Direttore delle Finanze, la "poltrona" di Ragioniere generale dello Stato, la "poltrona" di Direttore dell'Agenzia delle entrate, la poltrona di Direttore dell'Agenzia del Demanio, ecc., continuerebbero a esistere, come del resto quella di Ministro dell'economia e delle finanze o quella di sottosegretario alla sanità.
Quindi?
Quindi la totale depoliticizzazione, anzi: antipoliticizzazione, il totale annientamento della capacità di indirizzo politico da parte dei vostri rappresentanti non sarebbe una "depoltronizzazione". Il problema resterebbe, ma non sarebbe, come dicevo, un problema di "poltrone" (gli ingranaggi della macchina dello Stato), bensì di "culi", cioè di chi e come sarebbe mandato a occuparli. In assenza di decisioni politiche, mediate dai vostri rappresentanti nei modi consentiti dall'ordinamento (che vanno dall'elezione, alla nomina governativa, al parere delle Commissioni parlamentari competenti, ecc.), le decisioni non sarebbero mediate dai vostri rappresentanti.
Chi demonizza le "poltrone", in buona sintesi, vuole aiutarvi a credere che sia migliore per voi un mondo in cui contate di meno.
Ora: secondo me voi questo lo capite.
Il problema è che secondo alcuni voi non siete "sciure Marie": voi siete "la mia bolla", cioè un campione non rappresentativo di sciroccati leoni da tastiera. Io, che nel corso di lunghi anni ho imparato a conoscervi, so che siete magistrati, imprenditori, funzionari pubblici, insegnanti, poliziotti, ecc. (agli appassionati del genere suggerisco questo, anche se io per dormire preferisco Eugenio Coccia o Amedeo Balbi). Quindi quello che voi pensate (e che io riferisco) non conta nulla (salvo che poi quello che io prevedo si verifica sempre, ma nessuno è in grado di spiegarmi dopo perché si è verificato quello che avevo annunciato prima: forse perché non siete una bolla ma tante sciure Marie, e forse nemmeno - troppo - grilline?).
Fatto sta che di sconfitte ve ne ho già descritte in lungo e in largo due, e quindi credo sia difficile accusarmi di trionfalismo o di disonestà intellettuale.
Ma se io faccio la parte mia ammettendo sconfitte e errori, e soprattutto evitando di farne un dramma nonostante i rovesci di fortuna e continuando a lottare nella direzione che voi mi avete indicato perché io vi ho fornito la bussola, voi però dovreste fare la parte vostra evitando il disfattismo, che poi altro non è che l'antitesi dialettica di quanto suona più falso nel racconto dei nostri nemici: il mito irenico, l'idea che esista Lapace (che secondo loro è stata data da Leuropa, forse perché non erano in Serbia al momento sbagliato, e secondo voi sarebbe data da Lavittoria).
Lapace, Leuropa e Lavittoria non esistono.
Esiste il polemos.
Spiace.
E a questo punto, chi ha bisogno di Lapace sa a chi rivolgersi (al PD), e chi ha bisogno di libertà sa a chi rivolgersi: a se stesso.
Tanto vi dovevo, nel senso che lo dovevo a tafazzi, ma nutrivo un qualche sospetto che avrebbe potuto essere utile anche a voi...
(p.s.: la metafora calcistica è sempre il marker di una certa debolezza di pensiero...)
(pp.ss.: Coccia e Balbi mi fanno dormire per lo stesso motivo per cui i bambini si addormentano ascoltando le favole: perché il loro racconto mi avvince e mi stacca da me stesso, e a quel punto il corpo prende il sopravvento sull'anima e fa valere le sue ragioni, quelle della necessità di riposarsi. Perché se esiste solo il polemos, bisognerà pure dormirci su ogni tanto...)