giovedì 2 aprile 2026

Occupati: un aggiornamento

Parlando di cose minimamente più serie, ieri sono usciti i dati mensili provvisori dell'indagine sulle forze di lavoro che a febbraio confermano una stagnazione degli occupati, con una diminuzione del -0,1% su base congiunturale (cioè rispetto al mese precedente), se pure in aumento (sempre dello 0,1%) rispetto al precedente "trimestre mobile" e rispetto al mese di febbraio 2025. Forse il modo migliore per leggere questi dati è metterli in prospettiva come avevamo fatto qui usando i dati trimestrali:


e in effetti osservando la serie su un orizzonte più ampio si constata che se da un lato la crescita del tasso di occupazione che registravamo due anni fa si conferma un record storico, dall'altro sta subendo una battuta di arresto, il che potrebbe anche starci, se non fosse che questa variabile, nonostante i progressi, in Italia resta 9 punti al di sotto della media europea (l'Italia si classifica ventisettesima su 27). Questa relativa stasi dell'occupazione in qualche modo è coerente con la relativa stasi dei salari reali che registravamo qui:


Le due cose vanno insieme e naturalmente non sono due cose buone. Va anche detto, per completezza, che il panorama complessivo non è un gran che.

Prosegue però il consolidamento delle posizioni di lavoro, con un'incidenza sempre minore di quelle a tempo determinato:


che erano andate tendenzialmente crescendo in tutto il periodo dell'austerità, da un minimo dell'11,42% del totale nel 2004-01, raggiungendo un massimo pre-COVID al 17,27% nel 2018-12, superato solo dal massimo post-COVID al 17,31% nel 2022-02. Oggi siamo al 12,89%, siamo tornati al periodo precedente la crisi dei subprime, ma c'è ancora strada da fare.

Registro solo i dati.

Per un'analisi ci vediamo con più calma, e se non ci si vede: buona Pasqua!

8 commenti:

  1. Non completamente tema dei grafici, ma sempre interessante vedere gli effetti del jobs Act, prendendo come tutto il 2016 il periodo in cui entra in vigore: nullo nella pendenza del primo grafico, lievemente negativo nel secondo, netto peggioramento nel terzo.
    Certo, senza il jobs act la disoccupazione sarebbe schizzata alle stelle (e con essa l’inflazioneh!!), le cavallette, etcetc …

    Comunque a favore del JA c’era la Merkel e il PD, contrario al JA c’erano M5S PD e Lega … il PD campione di autoreferenzialità, nell’essere sia a favore che contrario (né carne né pesce, sottotitolo scarpe, fuggire dallo scontro di classe per paura di cosa?) .

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  2. Dunque, occupati e disoccupati, facciamo di parlarne in generale e allora diviene questione che cade a fagiolo, come si dice, anche se poi sarà solo un OT, ma forse anche no.
    Non seguo il calcio da una vita, né sono particolarmente addolorato per l'esclusione dai mondiali per la terza volta, e mi verrebbe da profetizzare pure che ci sarà anche una quarta e una quinta volta, e chissà quante altre. Se le cose rimangono così!! Ma distrattamente ho appena sentito su La7 un servizio mandato da Mentana che ricordava il rimedio della federazione calcistica nel 1966, quando dopo l'eliminazione dal mondiale inglese fu impedito alle squadre italiane l'acquisto degli stranieri. Il servizio si concludeva con una chiosa finale: "Oggi non potrebbe più accadere, perché la legge Bosman del 1995 equipara i calciatori ai lavoratori, e dunque, in base al principio di libera circolazione dei lavoratori, la federazione calcistica non può imporre limiti all'impiego di cittadini comunitari".
    E subito salgono al cervello alcune riflessioni sfiziose.
    Prima riflessione (quasi innocua): Ma ché, l'assenza di limitazione per i cittadini Leuropei include che non si possano cacciare a pedate gli altri? No, perché per quanto ne so, ma ripeto ne so molto poco, mi sembra che le squadre italiane di serie A, e anche quelle di valore infimo, mettono in campo quasi 11 undicesimi di extracomunitari (qui ci vorrebbe uno del campo per essere più precisi).
    Seconda riflessione (un pochino più sul pezzo): Ma non basta questo dato eclatante di una nazione che ha vinto 4 mondiali di calcio e che ha sempre avuto, o almeno aveva, una cultura calcistica quasi maniacale, con 4 quotidiani sportivi di tiratura nazionale (mi pare) e una sfilza di calciatori italiani che in passato erano i migliori al mondo, a decretare il fallimento, dalla luce accecante, del fatto che le leggi comunitarie sono in grado di radere al suolo una "virtù" centenaria?
    Terza riflessione (a corollario): E non è accaduta la stessa cosa all'automobile??? Nata a Torino nel secondo ottocento, prima che in America, e dunque depositaria di un know how, come dicono i istruiti, storico radicato, evidente anche per lo sviluppo di vari marchi e macchine di prim'ordine, di contro alla odierna desertificazione industriale relativa?
    Non bastano questi "piccoli" esempi per sancire il fallimento storico, scientifico, morale di questa mostruosità?????!
    Ultima riflessione (conclusiva): E cosa mai dovrebbe succedere per capire che il muro non si abbatte a forza di capocciate, e se inizia a uscire il sangue questo non significa che è il muro che sta cedendo?
    Cosa deve succedere? Si devono aprire tutte le acque del Mar Rosso? Basterebbe? Un conflitto nucleare? Basterebbe?
    In attesa di una risposta specifica esauriente, suggerirei ai "tifosi" di rassegnarsi in anticipo, nessuna dimissione e sostituzione cambierà la natura del problema, che è una e una soltanto: se ti leghi mani e piedi, e ti buttano in acqua, è difficile, anzi impossibile non annegare.

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    1. Sulle capocciate al muro vorrei un approfondimento, nel senso che non capisco nella tua analisi quale sia la capoccia e quale il muro. Se la capoccia è quella dei vari Marioni, Tromboni, ecc. posso anche essere d'accordo, ma considera che pur presumendo la buona fede è difficile credere che il loro scopo sia abbattere il muro: dedicano troppo tempo a tentare di abbattere chi lo ha quanto meno intaccato...

      Circa le metafore calcistiche, io purtroppo non sono in grado di valutarne né l'esattezza né la presa sul "bobolo". Siamo pur sempre un blog di élite...

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    2. Con: insistere con le capoccione al muro, intendevo una metafora del +europa, o quel battere i pugni sul tavolo di Renzi, cose che, viceversa, dovrebbero esse essere considerate una metafora del prendere a capoccia un muro credendo che tutto si stia per risolvere perché si incomincia a vedere spuntare del sangue.
      Che tutta questa brava gente non sia in buona fede lo diamo per scontato, la speranza, forse folle, che volevo esternare è che almeno il bobolo si renda conto che la testa è la sua prima della commozione celebrale.
      Il botolo capisce il calcio, questo almeno fino a qualche tempo fa; magari, che ne so, dopo 20 anni di insuccessi e di fronte a Mentana che dice che è una "riforma" Leuropea che ci impedisce di prendere le contromisure, magari l'amore per la palla....
      Sì, lo so, è una speranza vana ..... neanche se cade i cielo, figuriamoci il calcio.

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    3. L'argomento è attinente con il blog su un punto che non citi: la reazione-soluzione che emerge dai tifosi (o dagli operatori informativi?) è curiosamente sempre la rabbiosa ricerca del capro espiatorio, corredato da storielle di soldi e vizi (la storia dei 300000 euro è uno scoop di LaRepubblica quindi per sano principio la trovo sospetta).

      Sulla parte che citi tu, la libera circolazione dei cittadini è il classico dogma europeoide e una sana riflessione pubblica danni/benefici risulta impossibile.

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  3. Leggendo l'articolo sul sito istat ho notato due dati che mi hanno colpito: rispetto a febbraio 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-14,1%, pari a -223mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,1%, pari a +259mila unità). 14% non mi sembra poco in un anno. Nel commento in calce all'articolo leggo anche che l’occupazione aumenta rispetto a febbraio 2025 per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+52mila) e degli autonomi (+187mila). Dunque gli autonomi, che sono precari per definizione e non hanno alcuna garanzia salariale, sono aumentati quasi quattro volte i dipendenti permanenti e dunque sono poco meno dei 4/5 dei nuovi lavoratori. Chiari e scuri, mi pare.

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  4. Ho provato a vedere i dati dal 2022. Mi sembra che il tasso di occupazione si sia stabilizzato a partire dall'ultimo trimestre del 2024. Se si osservano i dati per fasce d'età la crescita sembra arrestarsi tra la fine del 2023 e la metà del 2024 per poi ridursi (15-24 aa e, in grado minore, 25-34 aa) o planare (35-49 aa), mentre la crescita è linearmente costante nella fascia 50-64 aa. Questo dato fa il paio specularmente con il tasso di inattività che raggiunge un minimo attorno alla fine del 2023 (per poi, più o meno costantemente risalire) in tutte le fasce (15-24, 25-34, 35-49 aa) tranne in quella 50-64 aa, in cui si osserva un calo lineare ininterrotto. Da questi dati, forse, potrebbero essere tratte 2 considerazioni. Il tasso di disoccupazione, ancora in leggero calo, è stato avvantaggiato, oltre che dalla discesa costante nella fascia 50-64 aa, dalla ripresa del tasso di inattività nell'intervallo d'età 15-50 aa. I dati relativi ad occupazione, disoccupazione ed inattività nella fascia 50-64 aa probabilmente spiegano una parte importante dei dati complessivi relativi ad occupazione e disoccupazione registrati negli ultimi 18 mesi e probabilmente sono da ascrivere alla permanenza al lavoro di una quota significativa di lavoratori dipendenti bloccati dall'allungamento progressivo dell'età pensionabile per la pensione di vecchiaia e l'abolizione della (o il disincentivo alla) pensione anticipata (per anzianità, opzione donna, quota 103, ecc.).

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  5. Questo cialtrone, poi, lo hai stangato?

    2 mesi fa, a 76 anni mi sono trapiantato un rene e sono uscito dall'incubo dialisi. La sanità funziona ancora bene e ci tenevo a dirtelo.
    Buona Pasqua e un abbraccio!

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