...quando manca te ne accorgi.
(...oggi sono stato a trovare un amico che ha recentemente partecipato alle esequie di Paolo Cirino Pomicino. A Cirino Pomicino in vita non abbiamo risparmiato critiche perché ci sembrava - ed era - effettivamente enorme che una persona cui erano state attribuite certe responsabilità non avesse capito nulla, ma proprio nulla, dell'euro! Mal di poco: era senz'altro in ottima compagnia! Ogni giorno incontro persone convinte che il cambio a 1000 lire avrebbe salvato il Paese, ma lasciamo stare. Lo spiegone dettagliato, a prova di idiota, lo feci qui, e non mi va di tornare su questa storia, la cui rilevanza svanisce con l'aumentare della distanza storica. Mi sembra più rilevante, in termini di attualità, e più elegante, date le circostanze, ricordare una cosa che Cirino Pomicino aveva capito, e aveva anche espresso con un aforisma molto espressivo, che ignoravo, e che, appunto, mi è stato riferito dal mio amico. Qui di spiegoni senz'altro non c'è bisogno, atteso che essi, per quanto possano essere chiari, restano comunque inutili, poiché questa rientra fra le cose che se potessero essere capite non occorrerebbe spiegare. Per chi non capisce questa cosa, cioè per la stragrande maggioranza del popolo - ricordandovi che voi siete élite! - l'unica medicina è quella di cui, con rammarico, abbiamo parlato tante volte...)
Una prece per il compianto Cirino Pomicino, messo dove non aveva competenza, certo, ma non credo fosse un burattino. Recentemente abbiam visto di peggio assai.
RispondiEliminaTrovo invece sconvolgente, risaputo ma sconvolgente, l'ultimo paragrafo dell'intervista a Visco, uno consapevole assieme a Ciampi e Prodi. Sconvolgente anche il resto dell'intervista, dove la derisione spagnola ha influito sul nostro "amor proprio" (nostro di Prodi) per farci accelerare con sofferenza (sofferenza nostra, non sua di Prodi). Chissa' se un solo anno di ritardo nell'ingresso avrebbe influito, certe cose o si fanno nel momento o non si fan piu', del resto i cambi erano gia' fissi.
A discolpa del compianto, e se devo misurare da me stesso e da altri "istruiti" con una infarinatura di economia (in Scienze Agrarie vi sono praticamente 5 esami di economia), i ragionamenti sui meccanismi per l'ingresso in una moneta unica son meno frequenti di un piano di concimazione per un agronomo o del calcolo di una trave per un ingegnere. La trappola del cambio a 1000 lire la si apprende, quindi, solo entrando nella tana del Bianconiglio di questo blog.
Il Parlamento: bastano le prime pagine del Mein Kampf per capire che oggi vengono fatti gli stessi discorsi: "il politico cambia le sue idee con la facilita' con cui un soldato cambia la sua camicia piena di pidocchi". Non si citan piu' soldati e pidocchi, anche se a breve torneranno di moda, ma lo spregio e' lo stesso.
"Vietare" le letture, non permettere un senso critico per "proteggere la verginita' del cervello", impedisce di cogliere il ritorno dell'orrido. Un orrido che cova sempre, nutrendosi di invidia, proiezione, ignoranza.
Per chi vuole un ripasso sui politici che cambiano idea e sull'adesione alla moneta unica consiglio la lettura della dichiarazione di voto di Giorgio Napolitano per il PCI il 13 Dicembre 1978 circa l'adesione dell'Italia allo SME
RispondiEliminaLa lessi qualche anno fà grazie all'indicazione del Prof.
EliminaConsiglio di leggere, nello stesso documento che hai postato, anche le dichiarazioni di Cicchitto e Lucio Magri, che parlarono prima di Napoletano.
Ho trovato interessante dal punto di vista sociologico, di struttura della community, il commento di Francesco e ho voluto approfondirlo. Francesco è con noi almeno dal febbraio 2014, Masterpoint100 dal 2025, almeno a quanto risulta dai commenti (ma magari prima aveva un altro nick o non commentava). Non mi sembra di conoscerli di persona, ma così, sulla base di queste evidenze, e del prolungato "engagement" di Francesco, direi che quest'ultimo sa bene che il discorso di Napolitano era la chiave di volta del Tramonto dell'euro, la prova regina del turpe tradimento della sinistra, e che quindi lui questo discorso, di cui io appresi l'esistenza da Vladimiro Giacché a giugno 2012, quando mi era molto difficile orientarmi negli atti parlamentari, lo ha conosciuto qui. Insomma: non si tratta del solito tipo di passaggio che viene qui a insegnarci le cose che Trombetta o Guzzi o Marione hanno imparato da noi!
EliminaNel merito però non mi è chiaro che cosa c'entri (o centri, come scrivono gli analfabeti) il tema dei politici che cambiano idea! Cirino Pomicino sull'euro ha sempre avuto la stessa idea, ed era sbagliata, il che nulla toglie ovviamente al rispetto umano che dobbiamo a lui e ai suoi familiari.
Qualcuno sa citarmi un atto POLITICO che dimostri la ragione di questo "rimpianto" di C. P. ?
EliminaEssere stati ai vertici della DC terminale incapace di difendere non solo l' interesse del paese ma nemmeno il buon nome della propria storia non è un merito politico.
Il genitivo “di Pomicino“ è oggettivo o soggettivo nella tua frase?
Elimina«Era il 1989 quando Andreotti mi scrisse: “Aveva ragione lei, professore. Ci dà una mano per cambiare l'economia di questo paese?”. Incontrai il suo braccio destro, Paolo Cirino Pomicino, e gli dissi: “Voi mettetemi a capo del ministero del bilancio, poi al resto penso io”. Li lasciai sbalorditi, non immaginavo che accettassero. Invece un giorno mi mandarono a prendere dai carabinieri mentre ero in vacanza con la famiglia, a Fondi: dovevo precipitarmi a Roma e assumere quell'incarico. Cirino Pomicino mi mise anche a disposizione 27 professori universitari che si erano riavvicinati alle idee keinesiane, abbandonate dall'Accademia e dal mondo politico dalla fine degli anni '70».
Elimina«Il ministro mi spiegò che, per il governo, la priorità era combattere l'inflazione. Per me, ribattevo io, la vera priorità era tornare ad un regime di collaborazione fra Banca d'Italia e pubblica amministrazione, perché questo poi avrebbe avuto anche effetti sull'inflazione stessa. Avrebbe frenato il debito pubblico, perché la banca centrale comprava i nostri titoli: questo era stato il segreto della situazione pre-divorzio fra Tesoro e Bankitalia, il segreto che aveva contribuito a farci diventare la quinta potenza industriale del mondo, la quarta potenza manifatturiera».
«Il cambiamento da me proposto creò allarme all'Università Bocconi di Milano guidata da Mario Monti, con cui si litigò nel settembre, però io dimostrai che il mio piano era necessario per salvare l'Italia: banca centrale e Tesoro dovevano tornare a collaborare. Non era per niente d'accordo la Fondazione Agnelli, né ovviamente la Fiat, né Confindustria. Avevo contro la stessa Banca d'Italia, che pensava di perdere autonomia se si fosse tornati al regime pre-1981. Ma tutte queste queste pressioni non mi spaventavano, perché sapevo quello che stavo facendo».
«Al che, il cancelliere tedesco Helmut Kohl telefonò al ministro Guido Carli, con cui era in sintonia, chiedendogli che il governo italiano si liberasse di me. Di colpo, intuii di non essere più gradito. Me lo confermò onestamente lo stesso Cirino Pomicino, che nell'ufficio in cui eravamo mi chiese di non parlare, sapendo della presenza di microfoni: comunicammo scambiandoci bigliettini, che poi lui distrusse. Dopo quell'episodio dovetti allontanarmi dal ministero del bilancio. Certo, restavo ben protetto anche da Andreotti, che mi nominò direttore generale al ministero del lavoro».
«Continuammo a dialogare, anche se la politica italiana era finita sotto il controllo di personaggi legati alla Germania. Venimmo a sapere che, per convincere la Francia ad appoggiare la riunificazione tedesca, Kohl aveva proposto a Mitterrand di abbandonare il marco, temuto dai francesi, in favore della moneta unica europea. Francia e Germania dovevano svaltutare continuamente le loro valute per poter reggere la concorrenza industriale italiana. Secondo vantaggio dell'accordo: alla Francia avrebbero lasciato le colonie e il franco africano. L'essenziale era ridimensionare la nostra forza economica e industriale: già col divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia avevano sottratto alla classe politica il potere di decidere gli investimenti pubblici».
«Ecco perché penso che la fine della Prima Repubblica sia l'81, non il '92: da lì in poi, in Italia, la politica non conterà più. Cirino Pomicino se n'era reso conto e, in forma anomima (con lo pseudonimo di “Geronimo”), s'era messo a scrivere articoli “antisistema”.
Febbraio 2014 è la prima volta che ho "osato" intervenire (vedo, con orrore, da ingegnere) ma la seguo dal 2012 (anno in cui ho dovuto chiudere l'azienda) come anatroccolo transfuga.
EliminaIl riferimento ai politici che cambiano idea era per la citazione del "Mein Kampf" fatta da Zappaterra, non ce l'avevo con Cirino Pomicino. Orgogliosamente presente a Goofy 4 e 5 dove avevo stretto rapporti con Celso con cui ancora sporadicamente comunico. Ricordo una sua (der cavajere nero) spassosa invocazione a tavola per l'arrivo degli Ussari a cavallo a "regolare" le esternazioni di un allora politico della neonata Sinistra Italiana (stralol !!!)
Testimonianza diretta di un protagonista, manca il nome dello stesso, però.
EliminaAntonino Galloni
Elimina@Mario Salvatori,
EliminaLo sai che avevo pensato fosse lui!
Me lo ricordavo da bambino come personaggio politico importante e sono contento che sia ancora alive&kicking.
Seguo con interesse le sue testimonianze dirette di quel particolare momento della storia recente d'Italia e le trovo molto interessanti.
Quello importante era il padre.
EliminaSi Galloni jr ha dato " testimonianza politica" di quel passaggio de l' Italia da stato sovrano a neo-colonia ,ma lo ha fatto molto dopo gli eventi e senza rischiare niente di suo.
EliminaNiente di male in questo , essendo lui un privato cittadino . Il politico era invece il padre ministro vicesegretario DC e pure vicepresidente del CSM e di cui non ricordo nulla di politicamente rilevante nel merito.
Analogamente io non contesto le opinioni private di C. P. ma non mi ricordo ( e per questo lo chiedo) niente di politicamente rilevante in merito anche per lui.
Perché , in realtà , l' unico politico che ha pagato per aver fatto qualcosa di politicamente rilevante è stato Craxi sebbene anche ad Andreotti siano certamente stati inflitti ventanni di peripezie giudiziarie per qualche sue sibilline resistenze.
Tutti gli altri " a cuccia" ( anzi a Cuccia 😁) per poi fare qualche "discorso" ventanni dopo .
Ma tutto questo non assolve nessun politico ( e lo ripeto: POLITICO )
Si conferma che la politica è come una donna: meno la capisci e più ti affascina.
EliminaQuindi i comunisti sapevano e tradirono e i democristiani non capirono. Potevamo vincere la guerra (dei trent'anni?)
EliminaNon possiamo ricominciare ogni volta da capo. Che i comunisti sapessero è un fatto attestato ed è tra l’altro la chiave di volta del Tramonto dell’euro. Sui motivi del loro tradimento ci siamo esercitati a lungo e plurime volte, non è concepibile che un fenomeno così complesso abbia un’unica causa, non riaprirei la discussione. Per aggiungere (anziché ripetere), a beneficio di chi è qui da un po’, vorrei suggerire di contestualizzare quelle decisioni nel periodo storico in cui vennero prese, e uno strumento che aiuta a farlo è “Sorvegliata speciale”:
Eliminahttps://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/sorvegliata-speciale/
La lezione importante che secondo me se ne trae è che se pure è vero che l’euro (come diceva Mundell) è il Reagan europeo, d’altra parte dal suo crollo non possiamo aspettarci un miracoloso e indolore recupero di sovranità, per il semplice e ottimo motivo che se questa piena sovranità l’avessimo veramente avuta prima, ovviamente non saremmo entrati in questa trappola (e che cosa la classe politica avesse capito o non capito alla fine aveva poco impatto sul suo spazio decisionale). Non se se è chiaro, ma è per questo che il trionfo del grillismo sancito dal referendum mi atterrisce.
La mia voleva solo essere una battuta ("Ha fatto la battuta!"). Nel frattempo dalla Germania notizie quantomeno preoccupanti.
EliminaProf.,
RispondiEliminaRicordavo il suo articolo su Il Fatto Quotidiano, che lessi ai tempi ( mamma mia sono passati 10 anni da allora), però non l'ho potuto rileggere perché ora è a pagamento.
Ho riletto invece i post sul cambio lira/neuro ed altri linkati lì (effettuando la solita marcia à rebours, manco fossi un Decadentista qualsiasi), che sono stati un utile ripasso.
Sarei andato anche più indietro, ma, ahimè, ai figli va preparata la cena, anche se, pur essendo piezz'e core, più crescono e più tendo a rivalutare, storicamente - ben inteso - non eticamente, la figura storica di Re Erode.
Veramente quell'articolo a me non è mai risultato a pagamento perché è nel mio blog, non è mai stato dietro paywall.
EliminaIntendo: nel blog che avevo presso il Fatto Quotidiano.
EliminaEsatto Prof., ai tempi quello e i suoi altri interventi sul suo profilo sul Fatto, erano gratis.
EliminaOra no (almeno a me quando c'ho cliccato ieri).
@Passavo di qui:
EliminaCredo che il "rimpianto" che tu menzioni, sia in realtà una mera simpatia umana per uno degli ultimi rappresentanti della Prima Repubblica, unita ad un certo rispetto che sia lui sia Rino Formica suscitavano (comunque entrambi nei loro interventi scritti nell'ultima fase della loro vita, quindi quando erano fuori dala politica attiva, mostravano lucidità di giudizio e profondità di pensiero molto superiori alla media dei politici attuali, a mio umile giudizio personale).
Quindi nessun "rimpianto" politico ma empatia umana.
Cirino era un grande della primarepubblicah.
RispondiEliminaMa consoliamoci. Rino Formica è ancora con noi e tiene alta la bandiera rosa del fateprestismo, sotto la qual bandiera possiamo stingerci a coorte fino alla (nostra) morte contro la sovranità bruttah, contro la bbolidiga everisvah e contro il faseeeestah Salvini:
https://www.youtube.com/watch?v=L4lEmEpb-xU (minuti 1:30 e 2:45)
E pensa che si era opposto al “divorzio”…
EliminaNon sapevo. Dimostra ancor di più la proprietà noncapireuncazzista
EliminaBeh, è di dominio pubblico. È la famosa “lite delle comari” fra lui e Andreatta, cui lo stesso Andreatta allude nella famosa lettera-confessione al Sole 24 Ore. Una volta qui la conoscevano, ora purtroppo l’ambiente è inquinato dalla colla…
EliminaInquietante il video di Rino Formica e quel periodo storico.Però non ho capito l'affermazione di Charlie Brown " dimostra ancor di più la proprietà noncapireuncazzista".Essere contro il divorzio fra Banca d' Italia e il Tesoro, non era cosa buona e giusta?..Se qualcuno a voglia di rispondere...
EliminaIntanto Buona Pasqua a lei Prof. e a tutti del blog
P.S con la mia incessante attività di leone da tastiera, sto cercando indegnamente di diffondere la conoscenza di questo blog , dei suoi dati , e di cio' che ho imparato in questi anni.....cerchiamo di fare tutti altrettanto ,in vista delle elezioni del '27....sono molto preoccupato....
Allora: togliamoci subito questo dente. Allo stato attuale, il mio scenario è un Prodi 2. D’altra parte, da un lato le guerre dei trent’anni durano 30 anni, e dall’altro pour que dans le cerveau d'un couillon, la pensée fasse un tour, il faut qu'il lui arrive beaucoup de choses et de bien cruelles. Un bel Conte 3 sarebbe senz’altro pedagogico per tutti (sempre ceteris paribus…).
Elimina@ Pasquale: Ossessionato dal desiderio di abbandonare la sovranità nazionale ed di annegare la politica italiana (secondo lui sempre potenzialmente golpista) nel dolce mare della sovranità unionista, scopriamo da Alberto che ha difeso il principale baluardo economico della sovranità: una banca centrale politicamente responsabile.
EliminaPoche idee ma confuse: chiaro sintomo di noncapireuncazzosi.
@ Pasquale: Ossessionato dal desiderio di abbandonare la sovranità nazionale ed di annegare la politica italiana (secondo lui sempre potenzialmente golpista) nel dolce mare della sovranità unionista, scopriamo da Alberto che ha difeso il principale baluardo economico della sovranità: una banca centrale politicamente responsabile.
EliminaPoche idee ma confuse: chiaro sintomo di noncapireuncazzosi.
Recte: “… apprendo oggi che ha difeso..:”
EliminaIn padano: “A la zént l'è pö fàcil mèteghel en del cül che 'n del cō”.
Elimina(È la versione bresciana: altre hanno leggere differenze) .
@Alberto Bagnai se questa è la sua previsione, non risulterebbe dunque anacronistico o errato il post fissato sul suo profilo x? Chiedo, eh?
EliminaInvece di chiedere perché non spieghi?
EliminaBè, stando alla data del post fissato la "sinistra" (Pd e filiazioni varie) non sarebbe dovuta più tornare al governo per trent'anni perché il popolo italiano avrebbe visto in loro proprio quella politica tecnocratica che loro per riflesso condizionato percepiscono come antipopolare...
Elimina@noMagnaMagna,
EliminaAzzardo una mia personale risposta alla tua considerazione: dalla data del post che indichi sono successe beaucoup de choses et de bien suprenantes che hanno cambiato scenario.
Cambio di scenario=cambio di previsioni.
Ma veramente io non ho mai fatto alcuna previsione sull'esclusione dal potere della sinistra per i prossimi trent'anni! Non capisco quindi l'osservazione del nostro simpatico amico grillino. Quello che ho previsto, nel 2011, è che il mondo (non solo l'Italia) sarebbe andato a destra dopo le politiche di austerità, e per il resto mi sono limitato a osservare che le guerre dei trent'anni durano trenta (30) anni, quindi abbiamo comodamente tempo fino al 2048 (altri 22 anni) prima di pronunciarci su come andrà a finire. Una guerra è fatta di tante battaglie e di tante fasi. Ci sta benissimo una fase recessiva (anche se il paragone con la Guerra dei Trent'anni è ovviamente un gioco da non prendere sul serio).
EliminaProf.,
RispondiEliminaRispetto al suo commento: "Ho trovato interessante dal punto di vista sociologico, di struttura della community, il commento di Francesco e ho voluto approfondirlo. Francesco è con noi almeno dal febbraio 2014, Masterpoint100 dal 2025, almeno a quanto risulta dai commenti (ma magari prima aveva un altro nick o non commentava). Non mi sembra di conoscerli di persona".
Per quanto mi riguarda, la seguo da molti anni tra suo blog de Il Fatto e Goofynomics, leggevo molto ma è da poco che intervengo poiché prima frenato dalla sua, a mio umile giudizio, permalosità e poca empatia in alcune sue risposte ai commenti degli utenti, forse ora mi ci sono abituato o forse lei è diventato più accomodante.
È vero che non ci conosciamo di persona, vivendo io nella zona che Dante riteneva fosse il limite dell'Italia ma che ora è Istria Croata; dovendo, mio.malgrado, ritornare a vivere in Italia, una delle mie consolazioni è che potrò partecipare al raduno di Montesilvano, ma non sono sicuro che verrei a salutarla di persona ( mi sembra di ricordare un suo video ove trapelava un certo suo forte fastidio nei confronti di quelli che volevano stringergli la mano) e lungi da me l'idea di andare a disturbare qualcuno.
O forse hai capito che gli altri erano stronzi, visto che non fanno più molto per nasconderlo!
Elimina"Insomma: non si tratta del solito tipo di passaggio che viene qui a insegnarci le cose che Trombetta o Guzzi o Marione hanno imparato da noi!"
RispondiEliminaPerò Prof., mi scusi ma qui è già per me complicato leggere i post, capirli e cominciare a leggere/rileggere i post passati che linka e così via all'indrè...ora uno si deve pure ricordare i soprannomi che mette...e qui non si finisce più!!!
Ora, io so che Er Melanzana è Brancaccio, Guzzi lo conosco, ma Er Trombetta e Marione chi ostrega sono?
I due Marioni che mi vengono in mente, chiaramente da lei non hanno imparato niente...anzi uno l'ha pure fatto balbettare con una sua impertinente domanda (ancora sto a ride a vedere la faccia di UVA in quel momento).
Il grillino Mario Improta e il sovranista Gilberto Trombetta. Li trovi su X.
EliminaGrazie Murmur,
EliminaNon ho X, per cui godrò massimamente piacere di perdermeli.
Sicuro sicuro che la mission di Giorgia in M.O. sia una mossa azzeccata? Forse era più produttivo ed efficace un viaggio a Mosca insieme ad Orban, mossa che oltre che stangare e scuotere i babbioni irresponsabili ed inconcludenti della UE, avrebbe contribuito a migliorare le prospettive delle destre sovraniste in particolare in Ungheria ma anche qui da noi.
RispondiEliminaIl proverbio "Val più un asino vivo che un dottore morto" soprattutto con tanti pseudo amici becchini pronti a farti la pelle, credo sia da seguire.