Molto brevemente (ho vostri commenti in sospeso nei post precedenti, mi scuso, sto dando più corda alle fabbriche del disagio - cloaca e facciabuco - ma voi siete sempre nel mio cuore), solo per dirvi che c'è una discreta probabilità (90%) che al prossimo #goofy, che si svolgerà il 7 e 8 novembre prossimi, venga presentata la riedizione/ristampa del Tramonto. Si parva licet, non credo che se avessimo ancora con noi Omero, l'uomo che ha reso inutili i successivi tre millenni di letteratura occidentale, penserebbe a una riedizione dell'Iliade. I classici si ristampano, non si rieditano, nemmeno quando l'autore è vivo, come sono io nel mio infimo. Quello che si fa, eventualmente, è corredarli di un apparato critico, e così sarà fatto. Abbiamo anche pronto il claim per il lancio... ma non è quello che pensate voi!
E ora scusatemi, devo prepararmi per l'Aria che tira ma soprattutto per il convegno di Roccasondoli o Riviraso che dir si voglia (da venerdì a domenica con tutti quanti, io arriverò verosimilmente il giorno prima, e farò due interventi: da solo venerdì pomeriggio a Roccaraso, con il ministro Giorgetti aka Giancarlo il sabato pomeriggio a Rivisondoli). Immagino che a molti di voi piaccia ascoltarmi, altrimenti non sareste qui. Credo sia abbastanza evidente che piace anche a me. Quello che c'è prima (tanto studio, tanto controllo delle fonti, tanto dialogo con gli esperti) è meno piacevole, ma... no pain no gain!
Passo e chiudo!
Cominciavo ad assaporare l'idea del manuale ma non fa niente. Sarò un felice acquirente di almeno una copia della riedizione del Tramonto.
RispondiEliminaHai perfettamente ragione: un classico è per sempre. Come i diamanti. Magari un cofanetto con dentro oltre alla ristampa, anche un piccolo libro con qualche riflessione arricchita dall'esperienza politica. Perché di cose dal 2012 ad oggi ne sono accadute, e come se ne sono accadute!
RispondiEliminaProf. si ricordi gli errori tipografici della prima edizione.
RispondiEliminaLi avevo già scritti in un post che non ritrovo.
Per sicurezza glieli incollo di nuovo (mi scusi la pedanteria, ma ci tengo ad una "ristampa" migliore della prima edizione; insomma come un buon vino invecchiato in barrique).
Il tramonto dell’euro – Errori tipografici:
Pagina 76 la figura 9 è a pagina 52
(non a pagina 66 come scritto nella prima edizione);
Pagina 123 la figura 16 è a pagina 69
(non a pagina 87 come scritto nella prima edizione);
Pagina 131 la figura 30 è a pagina 125
(non a pagina 161 come scritto nella prima edizione);
Pagina 251 la figura 16 è a pagina 69
(non a pagina 87 come scritto nella prima edizione);
Pagina 271 la figura 14 è a pagina 65
(non a pagina 82 come scritto nella prima edizione);
Pagina 278 la figura 31 è a pagina 188
(non a pagina 145 come scritto nella prima edizione);
Pagina 289 la figura 46 è a pagina 277
(non a pagina 355 come scritto nella prima edizione);
Pagina 306 la figura 19 è a pagina 77
(non a pagina 97 come scritto nella prima edizione).
P.S. Mi tengo gelosamente stretta la copia della prima edizione, metti mai che fra qualche decennio i nipoti la mettano all'asta da Sothebys...
Manca anche la citazione di Streeck (non c’è in bibliografia). Quando recupero la pagina l
Elimina…la scrivo.
EliminaOra vado a controllare, ma son quasi sicuro di avere la prima (cmq, giusto per informazione, su ibbei lo si trova anche a 24€...ambasciator non porta pena).
EliminaMa infatti le quotazioni di Amazon mi sembrano lievemente esagerate. A giudicare da quello che si vede sui "soscial", il mondo pullula di "haitraditisti" seguaci di Mark O'Ryzzo che anelano a disfarsi del farisaico volume dell'immondo voltagabbana (io). Quindi domanda c'è, ma dovrebbe esserci anche offerta.
EliminaOT: sbarazzateci degli indicatori di performance. Sono una farsa inutile e una perdita di tempo. L’ennesima scusa per tagliare i salari della maggioranza facendola marciare dietro alla carota del merito individuale già destinata a un’infima minoranza. A questo servono.
RispondiEliminaTrimestrali, poi. La PA NON è un’azienda e per funzionare non deve avere l’organizzazione né la mentalità di un’azienda. Servono la continuità dei servizi e delle istituzioni sul lungo periodo e i mezzi diretti e indiretti per poter incrementare chi ne usufruisce, i «clienti» (orrore). Invece oggi si assiste alla perversione per cui aumentare i «clienti» è un costo, quindi, ovviamente senza dirlo, si deve dare il minimo a meno persone possibile rendendo più difficile possibile ottenerlo e più scadente quanto ottenuto.
Ah, ovviamente cianciando di inclusione giacché va ancora un po’ di moda, anche perché è la maniera migliore di ridurre i costi, data la platea sempre più ristretta dei supposti includendi.
Mentre quel personaggio che sta lì perché fratello di quell’altro che diceva cose taaanto giuuuusteee in pandemia, persevera nell’attribuire una quota sempre più ampia dei salari a queste sesquipedali imbecillità awanaganiche (tranne per i purciari come lui, ovviamente) e ai benefit (neanche detassati per i lavoratori della PA - i pochi a prenderli ovviamente). Esternalizzare a costoro la PA è stata una scelta quantomeno curiosa per il «partito degli amministratori».
Non ci ho capito un cazzo. Questo è un blog di economia, ma se vuoi puoi parlare anche di politica, tanto questo blog non lo legge nessuno, e allora, approfittando del fatto che non lo legge nessuno, puoi fare anche i nomi e cognomi (indirizzi meglio di no).
EliminaMi dispiace: Google mi ha imposto di togliere i link attivi dicendo che ci sono tag non ammessi - avevo fatto come al solito copia&incolla da « Per cominciare » ma niente.
EliminaDico la riforma PA che state per votare in Parlamento sotto il nome di DDL Merito e che resuscita udite udite la cialtronata https://www.funzionepubblica.gov.it/media/fm5nl5cr/direzionedelpersonale_intervistaministrozangrillo.pdf della meritocrazia dove, facendosi largo tra nubi maleodoranti di aria fritta, la sostanza è che « il-meritoTM» ha per sua natura un tetto e solo il 30% dei dipendenti può conseguirlo perché non si può essere tutti eccellenti : un’ennesima scusa paragrillgianniniana per bloccare i differenziali stipendiali (potrebbe toccartene uno ogni nove anni se va bene) e eliminare gli avanzamenti di categoria (potresti non averlo MAI) https://www.fanpage.it/politica/addio-concorsi-le-promozioni-nella-pubblica-amministrazione-le-decideranno-i-dirigenti/ per concorso (si tratta di un’intervista al Messaggero, ma l’articolo originale non è accessibile ai non abbonati), legando le mani a dipendenti e dirigenti e scatenando la guerra tra poveri. (https://www.icobasdelpubblicoimpiego.it/la-meritocrazia-secondo-zangrillo-lennesima-farsa-sulla-pelle-dei-lavoratori-pubblici/ qui una sintesi di fonte chiaramente di parte, che parla anche di altro, ma chiara, con tanto di genealogia).
Si sa che « il privato » ha sempre la soluzione giusta quando si tratta di fare i purciari.
Quel personaggio infatti viene da lì ed è stato scelto per questo, per finire di privatizzare il lavoro pubblico eccettuati naturalmente BdI, CONSOB, Antitrust, universitari, magistrati e FFOO, meritevoli per definizione, ma tu guarda, che già mantengono il rapporto di lavoro pubblicistico e i diritti che ante 1992 avevano tutti i dipendenti pubblici, per non parlare degli organi costituzionali (all’Antitrust per dire i differenziali ce li hanno ogni sei mesi, è comprensibile, ma non ci venga quell’individuo repellente a prendere in giro con il suo sermoncino sull’eccellenza tra il grillino e il padoaschioppista).
Chi non è altrettanto utile al potere, resti con la testa appena fuori dall’acqua tutta la vita, cosi la spesa corrente sta bella incardinata agli ordini UE.
E così, tra l’altro, il lavoro pubblico non farà più quella fastidiosa concorrenza all’arroganza economica del privato, che si fa detassare gli incrementi contrattuali per darne di meno mentre i dipendenti pubblici sugli incrementi le tasse ce le pagheranno tutte. Come scriveva 48 finché posso andare a guidare lo scuolabus posso anche dire no ai finti tempi indeterminati e ai salari del JA. Quindi tagliamo i salari del pubblico, la speranza di migliorare la propria posizione azzerando le opportunità di crescere (altro che salario di efficienza!) e istaurando una competizione inconsistente e controproducente quanto illusoria; esternalizziamo pure gli scuola bus tanto quando gli autisti si dimenticano i bambini a bordo che vuoi farci, è un rischio calcolato, ma vuoi mettere il risparmio.
Il nome è qui c’è anche l’indirizzo, ma che farci, è la fonte ufficiale.
Sta continuando il lavoro dei suoi predecessori ora in pensione di lusso al CNEL e magari dei consulenti oltremontani di Renzi.
La fermiamo questa porcheria di riforma? o continuiamo a insultare chi fa il lavoro di amministrare - che non si riassume nei soli sindaci - perché tanto i dipendenti pubblici sanno solo prendere la legge 104 (come se non preferissimo avere genitori sani, invece di doverli assistere! o dare respiro a chi li assiste).
Evidentemente i dipendenti pubblici il pane al forno privato non lo comprano più. Al loro posto, si sa, ci abbiamo messo i turisti.
Aggiungo che la sesquipedale imbecillità di misurare i servizi come pezzi usciti dal cottimo di una catena di montaggio di una qualsiasi industria privatatantobellaetantoproduttivaperchénonpagaisalariati sta portando a circoscrivere e formalizzare sempre di più i contatti tra PA e utenza.
EliminaSe devo farmi valutare in base a unità prodotte o lavorate, allora mi contate tutte le risposte che devo dare, pure le più ridicole. Di conseguenza ogni contatto deve sempre più passare per formulari predisposti che non hanno la flessibilità (positiva) e la rapidità di una telefonata o persino di una mail, ma da cui è semplice estrarre facilmente dati quantitativi. Ormai indirizzi e telefoni non si trovano più su molti siti: come un’azienda privatizzata che puoi contattare solo a certe condizioni.
Vale per gli esterni e vale pure per gli scambi interni tra uffici. Senz’altro la spinta alla digitalizzazione scriteriata e selvaggia delle riforme Perepere ha peggiorato la situazione, ma l’esigenza di contare tutto per quella farsa ignobile della cosiddetta valutazione ha causato la perversione, resa necessaria per i dipendenti stessi! di questa ulteriore inutilefarraginosapletoricaburocrazia ecc. ecc. ecc.
Aspettiamo il libro
RispondiEliminaBello il suo intervento all'aria che tira, soprattutto il conduttore ha fatto un piccolo cambiamento. Solo io l'ho notato?
RispondiEliminaHa detto a un certo punto "interessante questo punto di vista" a seguito del suo turno.
Sarà la cattiva influenza di Cruciani, ma questo è FONDAMENTALE.
Basta una sola frase per passare da gente esposta al circo a interlocutori. Sarà anche per forse hanno annusato l'aria e quindi meglio essere amici di chi è al potere?
Però appunto un minimo supporto dai media serve, così come al tg5 se non erro si è parlato di sicurezza, maranza e altro, prima dell'uscita di un decreto sicurezza, di modo che si prepara l'opinione pubblica.
Direi che così si fa, anche con temi più importanti
È vero. L'ho notato anch'io. Il conduttore è stato più sobrio e rispettoso del suo solito nei confronti del Professore. C'è da dire che l'intervento di Bagnai è stato molto equilibrato e di una lucidità tale da non offrire spazio a nessun tipo di replica.
EliminaNon credo che la linea editoriale dell'emittente sia cambiata, è semplice simpatia personale.
EliminaBenissimo, sarò un ansioso acquirente.
RispondiEliminaForse non è coerente con una ristampa/riedizione, ma suggerirei una sezione di appendice contenente i riferimenti aggiornati delle fonti di dato utilizzate nelle analisi (sito eurostat e via dicendo) in modo tale che chi volesse (io per esempio) possa recuperare i dati aggiornati e ripercorrere le analisi.
Aggiungo che quando quel tale che doveva essere premier e invece è stato silurato immediatamente afferma che "l'obiettivo di Trump è dividere l'Europa"... Infondo ha ragione ma andrebbe fatto notare che l'Eu è già divisa in quanto ha al suo interno paesi con la loro valuta e che le regole valgono per alcuni (Italia) e per altri no (aiuti di stato e deficit)... Quindi già l'Eu è divisa...
RispondiEliminaPosso dire che per il referendum di marzo sarebbe bello organizzare dei gazebo in ogni comune?
Perché mai mai dare una vittoria scontata e fare scendere in campo i militanti in primavera è una bella occasione di creare gruppo, di fare comunità...
Con qualche cartellone per il Si banalmente si richiama l'elettorato di paese che magari non segue i social ed è una bella occasione per calare dallo spazio dei social nella vita reale, fisica, per farsi conoscere...
Per la riedizione, corretta nelle bozze da Fedro e corredata da lenzuola di raso, sto gia' fremendo.
RispondiEliminaAspetto il manuale, con pazienza, assieme a Wendellgee985.
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RispondiEliminaGrazie a nome mio e di tutti gli altri "villeggianti" del Dibattito.
RispondiEliminaArbè ma quest' anno sei riuscito a goderti il presepe vivente di Rivisondoli?
RispondiEliminaNo! Per dirla tutta, non sapevo nemmeno che ci fosse. Tendo a considerare tutta quella zona una specie di enclave partenopea, e mi attesto nelle zone #abruzzesiautentiche.
EliminaSi svolge il 5 Gennaio di ogni anno da 75 anni, ed è molto suggestivo perché praticamente viene utilizzato l'intero paese per la rappresentazione delle scene del presepe.
EliminaDiciamo che una volta nella vita andrebbe visto.
OT (sull’audizione INPS del 22/1). Ecco a cosa serviva davvero l’IMU. «Vogliono le vostre case, le vostre pensioni» e le stanno avendo, terra-cielo, altro che cantine e kulaki.
RispondiEliminaSarebbe essenziale capire come il passaggio di proprietà ai fondi immobiliari dei patrimoni del complesso degli enti dopo il 2017 ha fatto aumentare i prezzi di vendita e affitto (con il piccolo ritardo dovuto alla pandemia), portando di fatto all’esilio dalle città e persino dalla loro periferia, ai b&b utilizzati anche da impiegati con posto fisso, magari due per camera. E quanto il reddito degli affittuari di un tempo fosse realisticamente compatibile con la quotazione dell’appartamento al momento della vendita diretta.
Quanto al «social housing» è un socialwashing, il cui scopo manco tanto nascosto è affittare in periodi festivi ai turisti per brevissimo tempo, e a prezzi proibitivi agli studenti e a volte ai pendolari (molto ambiti i supplenti annuali) da ottobre a maggio.
Ecco, l’impressione è che da questo pervicace e molecolare perseguire «l’attenuare quel diaframma di protezioni» enunciato dall’ ideologo piddino tra i piddini nessuno sia realmente interessato a difenderci, solo a occultarci e a esiliarci fuori dalla vista, in sobborghi di cemento ben lontani dalle città, e senza servizi di alcun tipo. Anche se siamo la maggioranza dei cittadini (noi sotto i 40mila l’anno).
Quindi, se le cose stanno davvero così, se pure sfasceremo l’euro, ma mantenendo e proseguendo la demolizione del diaframma (includendo tra gli atti demolitori i redditi universali et similia) anziché invertendola, la nostra sorte non migliorerà.
Del resto è dal 2018 che continuo a porre questa domanda.
E allora arrivi tardi! Er melanzana è dal 2012 che la mena con questa storia!
EliminaSarà una domanda sentita. Non pretendo esclusive.
RispondiEliminaLa risposta alla domanda qual è?