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venerdì 30 gennaio 2015

Lettere

(...godo molto nel pubblicarle, perché so che questo fa schiumare di livore i mediocri...)

Da un lettore
Ritengo che effettivamente ci siano poteri economici dominanti che dopo la scomparsa del comunismo - che era la loro paura - hanno ripreso i vecchi vizi: sono antidemocratici, pongono l'accumulazione capitalista al vertice della loro scala dei valori sociali, e [..] ci riescono sfruttando l'ignoranza del popolo su materie difficili e delicate; lo terrorizzano. Stiamo attraversando la fase del terrore.
 
Professore, innanzitutto sbrodolo un pochetto ringraziandola per il lavoro che sta facendo. Seguo il blog da un po' di tempo e questo mi fa guardare la politica in una nuova prospettiva. È come aver tolto un paio di occhiali con le lenti deformanti: d'un colpo tutto è diverso, ed è anche disorientante. L'economia non è intuitiva... O forse non ci hanno insegnato le basi per "intuirla". Spesso va addirittura contro una sorta di "logica apparente": perché un paese con un enorme surplus (si dice così?) è dannoso per i propri partner? Se ha tutti questi crediti evidentemente è bravo, no?!?
È per aver svelato queste "sottigliezze" che si merita la mia eterna riconoscenza. 

Ora cerco di rientrare in argomento: proprio oggi ho letto questa citazione, che lei fa nel suo libro. Sarà stato forse il caso, o forse perché quando ti spiegano il trucco poi sai riconoscerlo quando lo incontri, ma oggi sono rimasto scioccato almeno un paio di volte. 
La prima è stata discutendo con la ragazza che sta al bar: scherzava sul fatto che se le dovesse prendere l'influenza non potrebbe mettersi in malattia visto la carenza di personale. Carenza dovuta, a suo dire, alla mancanza di voglia e serietà delle persone che non vogliono fare quegli orari. 'Ste ragazze lavorano 8-10 ore al giorno per 6 giorni a settimana. Il turno la mattina inizia alle 5. La sera finisce alle 22-23. Quando faccio notare che forse 800 euro al mese (perché questo è il loro stipendio!) non sono adeguati al carico di lavoro che viene svolto, la barista ha aggredito me, me!, dicendo che se lei può fare questi orari con questi soldi, allora non vede perché gli altri se ne debbano lamentare. Sono semplicemente svogliati. 

La seconda cosa è che siamo stati promossi: io e un gruppo di colleghi abbiamo avuto un grado superiore che "impone conseguentemente un suo maggiore impegno di collaborazione nell'attività di sevizio e di sobria (cazzo, anche qui la sobrietà!) sollecitazione al rispetto delle regole che disciplinano l'attività di vigilanza nei confronti dei colleghi a lei subordinati". 
Naturalmente "il grado che le è stato conferito, a valere solo a titolo gerarchico e onorifico" (Cito testualmente, e onestamente non capisco nemmeno se sono errori grammaticali o sono io che non riesco a mettere a fuoco per la rabbia che ho).
Non solo ci impongono "maggiore impegno", non solo ci spingono alla delazione... Ma pure a costo zero. 
Finita qui? No! 
Perché come la ragazza del bar che difendeva la sua situazione, evidentemente considerandola equa e giusta, allo stesso modo alcuni miei colleghi ritengono giusta questa situazione. 
La giustificano col fatto che l'azienda è in crisi, col fatto che l'azienda ti riconosce un qualcosa in più rispetto ad altri, col fatto che l'azienda non è obbligata a darti niente per contratto.
Almeno i kapò avevano un tozzo di pane in più e se non ricordo male un alloggio un pochino migliore. Ma potrei dire una bestialità. 

Mi si è chiuso lo stomaco per la rabbia dovuta al modo in cui i datori ci trattano e per la mancanza di stima che i colleghi hanno in loro stessi. Perché nel "macro" le elitee, sfruttando l'ignoranza del popolo, ci terrorizzano... La Cina, il petrolio, siamo importatori di tutto, la terza guerra mondiale; ma nel "micro" l'ignoranza viene sfruttata per farti credere che tu non vali un cazzo e come tale devi ringraziarmi e stare zitto perché ho scelto te, proprio te, da assumere; ti ho dato un lavoro e ti lamenti pure, stronzo?

Perché questo atteggiamento non è mica l'unico che viene messo in atto: pagamento con molto ritardo degli stipendi, mancato riconoscimento delle qualifiche, totale mancanza di organizzazione che ci obbliga a essere a disposizione in qualsiasi momento... Insomma, un Jobs Act di fatto e ante litteram. E tutti zitti e muti. 

Siamo vittime della sindrome di Stoccolma 2.0: amiamo i nostri carcerieri, li giustifichiamo, li aiutiamo ad arricchirsi e, in fondo in fondo, vorremmo essere al loro posto. 

Se è arrivato fin qui, Caro Professore, la ringrazio; e se vorrà continuare, potrà leggere la risposta che potrei darle se io fossi un suo allievo e se mi chiedesse, in sede di esame, cosa è il mercato e cosa implica. 

Diciamo che c'è un piccolo aeroporto, e che questo aeroporto è più o meno centrale in quella regione.
Col tempo diventa sempre più importante: da qualche aereo al giorno arriva a una quindicina di voli. Nel periodo estivo triplicano quasi. 
All'inizio la maggior parte degli aerei sono della nostra ex compagnia di bandiera; col tempo arriva anche Ryanair. 
Poi Alitalia inizia a "essere salvata" e di conseguenza licenzia personale e taglia rotte. Ryanair, forte di questo e dei suoi prezzi assolutamente concorrenziali, aumenta le rotte. I passeggeri sono contenti per il prezzo, i lavoratori sono contenti perché si lavora di più, i politi/dirigenti vanno in brodo di giuggiole.
Il sogno! La crescita! L'orgoglio di un aeroporto che è diventato importante. 
In un giorno normale di inverno, ci sono circa 7-9 Alitalia e 8-10 Ryanair.
Solo che poi i passeggeri iniziano a scoprire che se sbagli qualcosa  ti costa più di "tasse" che di biglietto, che se c'è ritardo o si rompe l'aereo puoi anche aspettare 12 ore mentre con Alitalia ti riproteggono su altri voli o mandano un aereo sostitutivo; i laboratori scoprono che il salario è di nemmeno 1000 euro (e grazie che ti puoi permettere quel prezzo per i biglietti); i politici scoprono che Ryanair è un tiranno, che non fa l'interesse del cittadino ma quello degli azionisti e quindi per restare vuole soldi... Perché sono aiuti di stato se il governo dà soldi ad Alitalia per mantenere l'occupazione ma sono incentivi giusti se li dà il singolo aeroporto, magari sotto forma di sconti, a Ryanair per non tagliare le tratte che secondo lei non sono abbastanza remunerative (o almeno così si dice...). Incentivi che devi dare perché ti sei guardato attorno e ti sei accorto che non esiste più una Banca Centrale che possa fanculizzare i mercati se gli chiedono un tasso troppo alto per rifinanziare il debito e non esiste più una Compagniadibandiera Centrale che possa far abbassare la cresta alla multinazionale irlandese minacciandola di fregarsene delle sue minacce. E allora scopri che questa compagnia è così potente da poter decidere di accettare solo il documento che vuole più le aggrada e se lo Stato si lamenta, minaccia che toglie tutti i voli che ha sul territorio italiano. E le conseguenze sarebbero ovvie. E altrettanto ovvie sono le risposte: ma si, dai... Dai da lavoro a così tante persone, fai come ti pare. 
La cosa brutta è che sono costretto a volare pure io con Ryanair, nonostante tutto. Purtroppo è conveniente. E i miei dubbi morali devo metterli da parte perché non me lo posso permettere di scegliere quello che è italiano fino a quando quello che è straniero (anche se qualitativamente scarso) costa meno: il mio reddito complessivo (complessivo con mia moglie) ha subito una svalutazione competitiva: da 2600 5 anni fa (quando ho comprato casa) a circa 1500/1600 ora... Con una 
tendenza "deflazionistica" a breve.  

Grazie per aver letto lo sfogo... O comunque grazie in generale perché almeno mi sono sfogato. 
Continui così.

A un amico
(commentando le vignette di Floh che avete visto in un post precedente...)

Come ben sai, la satira precede la storia (vedi allegati). Mi ricordo di quando nel 2001 la striscia Zits su Linus (l'adolescente disfunzionale, tipo er Palla, non so se lo ricordi) enunciava chiarissimissimamente la genesi della bolla creditizia. Nel 2001. Non aggiungo altro, se non che quando dico che sono terrorizzato non scherzo. Sono in contatto con una storica dell'antisemitismo che mi parla delle dinamiche dell'informazione mainstream prima dell'Olocausto. Sono ovviamente quelle attuali e quindi sono terrorizzato (ma mantengo il controllo). S. e A. sono ottime persone, sicuramente più preparate di me su tante cose, e io sono sicuramente un violento e un settario. Tuttavia è un dato di fatto che abbiamo a che fare con persone (i nostri fratelli germanici, ai quali sai quanto io sia legato emotivamente e culturalmente) che passano dallo stato "Erbarme dich" allo stato "Cavalcata delle Valchirie" con quello che in teoria del controllo si chiama "controllo bang-bang" (quello della caldaia). Ottimo per i sistemi lineari. In un sistema non lineare come la SStoria questa cosa fa ogni tanto qualche milione di morti. L'ultimo switch allo stato "Valchirie" è stato l'entrata nell'euro. Questo è il referto unanime di tutti quelli che conosco a Bruxelles, incluse persone "de passaggio" come Jean-Paul Gauzès. Non dimentichiamoci che i tedeschi ora devono far pagare a noi l'umiliazione di essere stati loro i responsabili della più grave, o comunque più nota, strage nella storia dell'umanità. Questa vergogna li ha tenuti buoni fino alla metà degli anni '90. Poi ha prevalso Wagner su Bach. Per riportarli allo stato Bach sappiamo quale sia il prezzo da pagare, e in Ucraina si stanno portando avanti col lavoro. Lo dico con grande compassione per il proletariato tedesco (Wessis inclusi).

Dire "io l'avevo detto" è uno sport appassionante, ma stavo meglio quando potevo dedicarmi alla vela.

Un abbraccio, nella speranza che tu possa indicarmi uno spiraglio di luce.

(dopo aver scritto questa lettera, ho visto il commento su Isaiah Berlin, e qualcuno - vedi sotto - mi ha ricordato la frase di qualcun altro che diceva "i tedeschi non perdoneranno mai agli ebrei l'Olocausto". Frase che non comprendi fino a che non parli con chi lavora a Bruxelles. So che può sembrare paradossale, ma ciò che rende pericolosi i nostri fratelli tedeschi non è il loro complesso di superiorità, ma la sua matrice, che è un complesso di inferiorità. Chi vive in Svizzera e osserva il rapporto fra Est e Ovest probabilmente mi capisce. È per questo che dobbiamo amarli con forza...)

Da un amico

Caro Alberto,
è tutto vero, ma io posso soltanto restituirti l’abbraccio. Di luce proprio non ne vedo. Casino sì, parecchio.

Da un altro amico
Caro Alberto,

tu non sei né violento né settario, sei semplicemente attento alla realtà, prendi in esame la realtà nella sua interezza. Non era Hegel che diceva: “Das Wahre ist das Ganze”? Ecco: il vero è l’intero. E l’intero, nel nostro caso, significa attenzione a tutto ciò che viene fatto, ma anche, e soprattutto, detto in questa fase tragica della nostra vita. E a tutto quello che è stato fatto e detto in passato.  In una prima redazione avevo scritto un profluvio di cose con considerazioni di ogni genere, che poi ho deciso di tagliare di netto; meglio la sobrietà tra persone che si capiscono. Non siamo noi ossessionati, sono loro incoscienti, compresi i marxisti-normalisti allevati nel culto sconsiderato della Germania. Siamo in pieno anni ’30 e ci aspettano tempi durissimi. E’ storia, storia della cultura, degli usi e costumi, delle persistenze storiche, sai quelle delle Annales?, ma la gente non lo capisce. C’è già in giro un razzismo molle spaventoso e un antisemitismo in pelle in pelle raccapricciante. Basta vedere che cosa scrivono i giornali popolari tedeschi, basta sentire i commenti della gente comune, che sono la vera spia di un clima culturale. E basta leggere le scemenze che hanno detto e scritto autorevoli germanisti come Gianenrico Rusconi e Angelo Bolaffi. Vedere e sentire Paolo Mieli è sgomentevole: da quando in qua gli ebrei collaborano così felicemente con i Nazi? In fondo abbiamo distrutto una volta di più la ragione: emettiamo giudizi che non si basano sull’analisi dei fatti, ma sulle inclinazioni e le qualità dei popoli. Roba pazzesca. Persino un eurista a 24 carati come Cacciari sa, e afferma, che nella tradizione tedesca c’è una pericolosa tendenza all’egemonia, diciamo meglio, al dominio senza mezzi termini. In un secolo hanno aggredito tre volte l’Europa, naturalmente con l’aiuto di molti altri poi vittime, ma hanno sfruttato magnificamente l’occasione della globalizzazione, che per loro è un autentico lavacro culturale e politico, da cui riescono a emergere nuovamente vergini. Ma io, come te e qualche altro, sono convinto che è cecità, che è ignoranza. E tornerà fuori, in forma nuova, la questione ebraica, che già preme alle porte francesi. Uno psichiatra ebreo, non ricordo più il nome, una volta disse una cosa fulminante: “I tedeschi non potranno mai perdonare Auschwitz agli ebrei”. Siamo esattamente in questo contesto psicologico e culturale. E anche in quel luogo benedetto, che è il tuo blog, avrai notato che le tue considerazioni hanno scatenato alcune, poche per fortuna, reazioni scomposte, culturalmente e storicamente ridicole, potenzialmente criminali. Sono solo l’antipasto.
Dissento da te solo musicalmente. Io adoro Wagner, anche se non mi sfugge che uomo abietto fosse. Ma è stato un sublime musicista. E’ il dramma dell’arte come sai, e Proust ci ha insegnato a distinguere l’uomo dall’artista, e Boulez ci ha spiegato che spesso in Wagner il testo è reazionario e la musica progressiva. In realtà credo che Bach e Wagner siano due facce della stessa medaglia, che non si possa separare l’uno dall’altro (non dimenticare il testo disgustoso di cantate pasquali basate su quell’energumeno che era Lutero; che Dio ci preservi dal protestantesimo); anche nel caso artistico di tratta di un intero che non si può dividere a piacere. Sta a noi prendere ciò che è sublime facendo passare in seconda linea il limaccioso, cioè senza fermarsi agli aspetti aneddotici, cioè di contesto storico, di un artista. Ma può darsi che mi sbagli e che pecchi di eccesiva indulgenza; nel caso puoi rimproverarmi.
Non hai idea di come si esprimevano i comunisti normalisti nei confronti della Germania negli anni ’80: era il mondo ideale della grande industria contrapposto alla feccia della piccola e media industria, come tu ben sai e spieghi).

(per inciso: io adoro Wagner. Nessuno meglio di lui ha espresso il senso di sconforto per il tradimento intellettuale che i miei maestri hanno perpetrato: Wohin ist Tugend nun entflohn? Ora mi credi, Andrea? E me lo studio anche, cosa che getta Rockapasso nello sconforto: dopo due ore di Tristano al pianoforte, quasi quasi mi chiede di suonarle un altro suo autore spreferito, Sweelinck. È proprio vero che la felicità è assenza di dolore, e il cromatismo è dolore: lo sapeva Sweelinck, lo sapeva Bach, lo sapeva Mozart, lo sapeva Chopin... Vedete cos'è l'Europa? Ad esempio, è essere tutti un po' diatonici dentro. Uno come il Clark Kent dei poveri che gira per gli studi televisivi in questo momento, uno che non distingue un clarinetto da un contrabbasso, non potrà mai essere europeo, potrà al più essere europeista...)

Da un altro lettore
Professore, ho appena finito il suo ultimo libro e volevo dirle grazie.
Lo so, ci ho messo un intero mese a leggerlo, ma non essendo particolarmente sveglio ho dovuto meditare parola per parola, in pratica ho dovuto «studiare» e non semplicemente leggere. Ma quello che volevo dirle, per giustificare il grazie che le ho rivolto, è che sono riuscito a superare le mie limitazioni ideologiche e diventare più consapevole del mondo che mi circonda e delle sue dinamiche (non solo economiche).
Io divido il modo di pensare della gente in due grandi categorie: menti analitiche e menti sintetiche (concetto preso dal libro “lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta”). Io ho una mente sintetica, riesco a vedere, alla fine di un processo di conoscenza, l'intero. Da qui, se mi va bene, riesco a scendere ai vari particolari e ai dettagli che costruiscono il tutto. Ma conoscendo bene il mio modo di pensare, capisco che sono più fortunati quelli che hanno il pensiero analitico, cioè dai piccoli particolari che vedono ogni giorno nella loro vita, riuscire ad arrivare ad una comprensione generale e articolata. Io quasi mai riesco a far questo.
Di lezioni particolari nella mia vite ne ho avute tante, e anche tanti maestri. Sono stato sindacalista CGIL e poi dei CUB, ho fatto lotte di sinistra giovanili nella FGCI, ho approfondito le tematiche del potere e delle sue manifestazioni, sono approdato a pensieri anarchici (anche se non ho mai trovato un modo teorico di metterle in pratica), sono antireligioso (non semplicemente ateo), sono pacifista e obiettore di coscienza, antirazzista e, infine, mi sono fatto un'idea del neoliberismo grazie al libro “shock economy”. Ma tutti questi dettagli non sono mai riuscito a tradurli in un unico schema generale. I suoi due libri mi hanno aiutato molto a crearmi questa grande idea che trovo ora, assai convincente. Il primo libro “il tramonto dell'euro” mi ha aperto la mente, ma l'ho trovato troppo ostico e pesante perché, io credo, è adatto a menti analitiche. Ma questo secondo libro sembra calibrato proprio sul mio modo di pensare. Adesso in una discussione non mi limito più a riportare a memoria slogan (giusti e convincenti, spero) che però non ho compreso a fondo. Adesso ho una comprensione sufficiente (appena sufficiente) a trovare modi e parole mie per esprimere questi concetti. Per me, ex intellettualoide di sinistra con la mente sintetica, è un passo importante.
Per questo ho aperto la mail con un “grazie!”. Grazie pur sapendo che lei preferisce le critiche, anche dure, alle frasi compiacimenti e serviliste ( e peggio ancora per i travisamenti). Ma il mio non è solo un grazie di riconoscenza di un allievo verso il maestro; è soprattutto un dialogo; è l'inizio (per me) di una discussione e di una pratica; è tornare ad avere idee ottimistiche e non solo nichiliste.
Grazie, professore.

A un imprenditore
Gentile dottore,

la ringrazio per le sue cortesi parole e mi scuso per il ritardo col quale le rispondo.

Intanto, per restare sul punto economico, le segnalo che nel frattempo un mio lettore mi ha mostrato che Simon Wren-Lewis di Oxford condivide l'analisi che ho esposto (http://mainlymacro.blogspot.it/2015/01/when-central-bank-losses-matter.html), e che peraltro mi era stata suggerita da Claudio Borghi Aquilini. Il QE è ovviamente un regalo fatto alle banche: i soldi vanno dove ce n'è più bisogno, e quindi non al Sud, ma al Nord, dove le banche sono molto più marce (anche se grazie all'Unione Bancaria la Germania ha messo tonnellate di povere sotto il tappeto, escludendo dal monitoraggio gli istituti a maggior rischio, come tutti sanno). Naturalmente si torna sempre al punto focale dalla mia analisi: la necessità di sbarazzarsi del dogma antidemocratico dell'indipendenza della Banca centrale. Wren-Lewis ha il coraggio di suggerirlo, non quello di dirlo, ma lui sta a Oxford, io a Pescara, quindi lui ha più da perdere di me!

Quindi anche quello che ho detto a Omnibus è assolutamente "mainstream" e a tutti noto, come tutto quello che vado dicendo da cinque anni a questa parte (un esempio di cosa dicevo nel 2010: http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Se-cade-anche-il-muro-dell-euro-4411).

Ciò pone il problema politico del perché si sia deliberatamente imboccata una strada sbagliata. A questo problema ho dedicato il mio ultimo libro, che spero mi permetterà di inviarle. Dopo averlo letto credo le sarà più chiaro che i termini del problema sono più gravi di quelli già gravissimi che lei descrive. Quello che è a rischio non sono solo le nostre imprese, ma la nostra democrazia e la nostra vita (nel senso più ovvio del termine, quello di vita biologica). Le dinamiche in atto oggi, in termini di economia, di strategie dei media, di evoluzione sociale, sono esattamente quelle che hanno preceduto l'ultima guerra civile europea (la cosiddetta Seconda guerra mondiale): lo sto studiando con storici dell'economia e dei media, e non sono affatto tranquillo. Non sto dicendo che si arriverà necessariamente a un conflitto guerreggiato, ma se lei segue i fatti saprà che Jugoslavia ieri e Ucraina oggi sono il risultato di un certo modo di impostare i rapporti economici e politici. E naturalmente nessuno si aspettava né le stragi in Jugoslavia, né quelle in Ucraina, delle quali per ora nessuno sa niente (ma io ho amici anche lì).

Dopo aver letto il mio libro, se riterrà condivisibile l'analisi e soprattutto la prospettiva di politica economica che in esso espongo, starà a lei decidere se e quanto sostenere l'associazione a/simmetrie (http://www.asimmetrie.org/), che è lo strumento grazie al quale sono in grado di portare avanti la mia opera di divulgazione e ricerca scientifica ad alto livello e con qualificata visibilità mediatica.

I complimenti mi fanno naturalmente piacere, ma a me servono, banalmente, soldi, perché la schiavitù è gratis, ma la libertà è cara, come dice il nostro padre Dante. Se riesco a risponderle è perché in questo momento un collaboratore dell'associazione guida la macchina. Se riesco ad andare in trasmissione è perché una collaboratrice dell'associazione tiene i contatti con le redazioni. Se riesco a fare ricerca di eccellenza come quella che le allego (un articolo sulle conseguenze della svalutazione sul costo dei carburanti pubblicato sulla più importante rivista scientifica mondiale del settore: incomprensibile per i profani, ma testimonianza del livello al quale opero), è perché grazie alla mia associazione ho potuto assumere un ricercatore di valore.

a/simmetrie è l'unico centro studi indipendente in Italia, ed è l'unico ad unire elevato profilo scientifico (al nostro prossimo seminario parteciperà Lars Feld, consigliere economico della Merkel e economista nel top 5% mondiale), a efficacia mediatica (i miei libri si vendono a migliaia di copie nonostante parlino di economia, il mio blog è il primo blog di economia in Italia). Io sono l'unico economista italiano che difende la piccola e media impresa, e sto portando su queste posizioni tutti i partiti, PD incluso.

Gli imprenditori italiani si dividono in due categorie: quelli sterminati dalla crisi, e quindi totalmente inebetiti dallo shock, i quali non contribuiscono al mio progetto perché sono ormai privi di risorse e perché la prostrazione psichica causata dal veder andare in fumo il lavoro di una vita li rende incapaci di prendere iniziative strategiche; poi ci sono quelli che la crisi non ha ancora toccato, e che quindi pensano di essere molto migliori di quelli che sono falliti, si crogiolano nell'idea che a loro non toccherà mai, e quindi non contribuiscono al mio progetto perché lo ritengono inutile.

Fermo restando che io le auguro ogni bene, a lei e alla sua impresa, e che lei certamente non ricade nella prima categoria, le suggerisco di riflettere sul fatto che questa crisi, in quanto crisi non solo economica ma soprattutto di modello politico (come le sarà spero più chiaro dopo aver letto il mio libro) ci sta già colpendo comunque tutti.

Le sarò grato per qualsiasi suggerimento su come coinvolgere gli imprenditori (cominciando da lei) nel salvataggio della piccola e media impresa italiana, salvataggio che necessariamente passa da una corretta informazione e dalla proposta di un'articolata piattaforma politica come quella dettagliata in L'Italia può farcela.




(...oltre a tutto quello che vedete, c'è anche questo, e molto altro ancora. Voi credete che l'imprenditore risponderà? Io credo di no. I complimenti sono gratis, come la schiavitù. E dove non c'è guadagno, la remissione è certa. Come la morte, d'altronde...)


(...prima dell'ultimo concerto c'era stata una messa. Il tempo per accordare era pochissimo. Finita la prova, col pubblico già in sala, mi attardo ad accordare. Stranamente, c'era silenzio. Questa cosa non era normale: non succede mai. Alzo il capo, e vedo che dal microfono, dietro la balaustra, un vescovo mi guarda compiacente, abbottonato in rosso. Capisco che voleva parlare, mi scuso, lascio il cembalo, e me ne vado in sacrestia. Cominciavamo in quattro con la Sonnerie di Marais, che avevamo provato solo due volte. Un pezzo semplice, quindi difficile. Ma che meraviglia suonare con persone brave! Entriamo, respiro, attacco, e me ne stavo lì sereno, come fossi nel salotto di casa, invece che davanti a un centinaio di persone, e tutte gens de qualité. Eravamo quattro persone che si son viste forse sei volte (di cui due per questo concerto), ed eravamo liberi, della libertà vera, la libertà di esprimersi, la libertà dal bisogno, quella di Machiavelli: "non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte". Poi arrivano gli altri e si continua. Alla fine, incontro il prelato, e: "Je m'excuse, je n'avais pas saisi que vous étiez là". E lui: "L'accordature est plus importante. J'adore le clavecin, et on voyait que vous l'adorez aussi". E io: "Merci. Il faut que cela se voie". Perché quello della musica è un lavoro un po' strano. Devi provare emozioni, per trasmetterle, ma devi controllarle, per non fare errori. Insomma, è il lavoro che sto facendo qui. I colleghi non è che non siano bravi. È solo che sono un tantinello anaffettivi - quando non sono sociopatici come Monti. Solo per dire che se a leggerli vi rompete i coglioni, la colpa non è vostra...)

78 commenti:

  1. "azioni turpi... turpi sospetti" è poesia...

    finalmente un gesto eclatante!!

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    1. rotfl Giannini... il balilla di Scalfari... rotfl cubed

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    2. Mi sa che giannini l'ha fatta grossa. Ma come si fa a pensare che la grecia avesse un debito del 300% e lo ha ridotto a meno del 200% in pochi anni. Come se noi azzerassimo il nostro in 3-4 anni. Ovviamente lo ha detto. Lo abbiamo sentito tutti (non quelli in studio...).
      Delle due l'una: o e' totalmente incompetente in campo di politica economica e quindi vorrei capire la rai chennepenza (potrebbe condurre un'altra trasmissione, magari di cronaca o cucina). Oppure mente per conto suo o di un mandante politico/ideologico. Ovviamente una idea la ho.
      Come al solito esemplare il messaggio del prof.inviato al garante pubblicato sul fatto. Complimenti e soprattutto grazie. Non sono su twitter ma invito tutti a usare l'hashtag #trecientopeccento.
      Vedremo se rettifichera'. Basta balle colossali a ballaro'.

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    3. Su Plutarco,
      in mattinata Giannini ha tentato una blanda difesa ma si è dileguato quasi subito; c'è "qualcuno" (ma non sarà mica Barisoni?) che difende le consegne, nonostante le evidenze, ma sarà (è) travolto.

      Se va avanti così al F.Q. devono cambiare i server. Troppo traffico.

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    4. Povero Giannini....non è stato compreso!
      È che lui misura in PICIERNILI ;-)

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  2. Dopo la serie "Americà facce Tarzan!!", credo che abbiamo trovato l'ennesima serie del Prof che ci riempie di gioia...."A Professó facce er facte checkinghe!!"
    Post importante questo...
    Ciro Junior

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  3. Che sia Della Valle l'imprenditore ?

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  4. Credo che farò affermazioni fuori argomento anche se, leggendo sopra, la domanda sorge spontanea nella mia piccola testa: ma l'argomento qual è? Lo so quale sia, ma sopra parrebbe essere, e forse lo è davvero, die Ganze.
    La prima è che non si finisce mai di imparare, e scopro che Lutero fosse un energumeno. Non che mi dispiaccia particolarmente, ma anzitutto credevo che si circondasse o si accompagnasse ad un energumeno, non essendomi mai domandato come fosse fisicamente, se grande o piccolo; ma soprattutto lo mettevo dalla parte dei buoni. Andrò a verificare.
    La seconda è che sopra si legge in un paio di punti l'affermazione che l'imprenditore dà lavoro. Modalità espressiva comunissima, entrata a pieno titolo nel dizionario alla voce 'datore di lavoro' che credo sia riportata un paio di volte anche nell'ultimo lavoro di Alberto ma che dal punto di vista economico è una aberrazione. Infatti l'imprenditore domanda lavoro, il lavoratore offre lavoro; quindi il datore di lavoro dovrebbe essere il lavoratore che dà il proprio lavoro ricevendone in cambio una controprestazione, gli emolumenti. Il fatto invece di definire datore l'imprenditore costituisce una aberrazione prima che economica e lessicale, filosofica e morale, con la conseguenza ben descritta dal primo lettore che ci ha parlato della barista e dei suoi colleghi. Questo conduce a un imprenditore illuminato che promette milioni di posti di lavoro, o che sostiene di dare lavoro a X persone che quindi lo devono ringraziare pure. E d'altro canto a un lavoratore che deve ringraziare e glorificare il benevolo imprenditore. Non lo so, vi sembrerà una cazzata; a me invece pare una questione rilevante, significativa, e che possa spiegare molto. Peraltro nel blog spesso si è parlato di indice d Gini, di distribuzione del reddito, e se una mia offerta di lavoro (laureato offresi come...) viene pubblicata dai quotidiani nella rubrica domanda di lavoro, ci sarà qualche problema?
    Riguardo al primo lettore ha sintetizzato egregiamente quello che è anche il mio pensiero: anch'io ho tolto degli occhiali deformanti la realtà grazie ad Alberto.
    Ps
    non ho alcuna familiarità con Alberto e anzi non lo conosco minimamente; considerato però che mi/ci accoglie in casa sua, che per quanto a uno sguardo distratto parrebbe il contrario è cortese e disponibile; e infine, lui, è sicuramente amico mio, cosa che mi fa pensare a volte che anch'io sia amico suo. Tutto questo per dire che se pure lui resta il Professore, chiamarlo così segna una distanza che non c'è, dal punto di vista della posizione, dei desiderata, della scelta di campo. Motivo per cui stavolta mi sono preso questa libertà.
    Lunga vita.

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    1. Io ho ancora gli occhiali deformanti anzi sono proprio deformato io e penso che il datore di lavoro dia lavoro e meno male che c'è.
      Al di là delle spirtosaggini lessicali se il lavoratore è capace di lavorare senza che qualcuno gli dia lavoro perchè non lo fa e cerca lavoro da qualcuno che gli consente di lavorare?
      Questo non vuol dire naturalmente che l'imprenditore sia un filantropo e anzi è potenzialmente uno sfruttatore se non ci sono contrappesi dalla parte del lavoratore.
      Però chi fa analisi (che egli ritiene) così profonde e raffinate potrebbe terminare dicendo: "in alternativa propongo...." Perchè il problema non è la critica ma la proposta.

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    2. Condivido tutto ciò che dici.
      Soprattutto sull'offerta di lavoro da parte dei lavoratori e non da parte delle aziende. Iniziamo un po' a riportare la logica nel suo senso corretto, anche da un punto di vista macroeconomico.

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    3. A proposito di Lutero:

      « Essi hanno provocato ribellione, hanno rapinato e saccheggiato con grande scelleratezza conventi e castelli che non appartenevano loro, meritandosi così senza alcun dubbio la morte del corpo e dell'anima, perché banditi di strada e assassini. »(Martin Lutero)

      Se puoi, comincia con approfondire la "guerra dei contadini".
      Poi ce ne sarebbe ancora su Lutero.....
      Pare che la sua vita sia finita col suicidio; ma su questo ci sono posizioni discordanti.

      Però in molti concordano che sia stato usato dalle élite della sua epoca e che neppure lui fosse, alla fin fine, proprio un santo.....

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    4. Carissima Marilena, non hai capito nulla di quello che ho scritto. Vedi, io, ogni volta che scrivo, mi aspetto: di non essere pubblicato; di andare a sbattere alle ire del cavajere nero; di leggere qualcosa dai numerosissimi commentatori dai quali c'è da imparare. Non mi aspetto uno che non capisce quello che scrivo come te, se leggi più sotto vedrai che Lorenzo ha capito; non mi aspetto critiche su aspetti macroeconomici da una persona che mostra di non capirne un'acca. Vedi tu non sai neanche cosa sia il mercato del lavoro in macro, Lorenzo lo sa. E coglie il senso di quello che dico. Tu invece la butti in caciara, e non cogli neanche il senso della proposta che è quello di riportare la logica nel suo senso corretto, macroeconomico, non per tutti, e lessicale, non per te che parli di spiritosaggini.
      Se poi la mia analisi, che non la ritengo profonda e non la ritengo neanche analisi, sarà da rimandare a settembre, per quello c'è il cavjere nero. La mia è una riflessione tra amici. Però alieno da spirito piazzaleloretista, sì insomma, da bravo frequentatore del blog, te lo riscrivo in italiano. In macroeconomia, nei modelli di dx e sinistra, classico e keinesiano, il lavoro è di proprietà del lavoratore che quindi lo vende, lo offre, sul mercato, dove l'imprenditore, se vuole, lo compra. E infatti se lo compra, lo paga. Non fa beneficienza.
      Economia politica I, penso pag. 10, insomma, all'inizio del libro. Capisci? Il lavoratore non cerca lavoro, vende lavoro?

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    5. Grazie Alessandro, la guerra dei contadini la conosco per aver letto Q, autori sgradevolissimi ma estremamente dotati. Il fatto è che l'educazione catto comunista del paese ha presentato Lutero come un signore vestito di nero e antipatico, passami la descrizione. Da adulto mi ero fatta una diversa idea. Ci torno su.
      D'altro canto Lutero si opponeva alla mercato delle indulgenze, così come Celestino V. Di recente anche il Papa ha, sorprendentemente, detto qualcosa contro la simonia. Di qui i motivi della simpatia verso Lutero, che giustappunto fece vivere un paio d'anni alla grande a una generazione di contadini tedeschi.
      Considera pure che all'Aquila Celestino V fu eletto Papa, quindi sono discorsi che anche per motivi territoriali mi appartengono. È vero che era un altro periodo storico (che peraltro mi appassiona in modo tremendo, lo stupor mundi, la costituzione melfitana, la scuola siciliana, Cielo d'Alcamo, et cetera).
      Infine rammento che mentre tutti sappiamo/sapete tutto su Lutero, la figura di Celestino V è spesso misconosciuta. Ciò non toglie nulla al suo rivoluzionario papato, basti pensare alla concessione della Bolla del Perdono che sanciva indulgenza plenaria annuale a chi pentito e confessato avesse attraversato la porta Santa della chiesa di Collemaggio all'Aquila durante il vespro tra il 28 e il 29 agosto di ogni anno. Cioè una indulgenza plenaria annuale e pure a gratis. Praticamente la rivoluzione.

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    6. Riagganciandomi a quello che dice Aquilano e alla lettera del primo lettore, a me l'economia sembra abbastanza intuitiva, ADESSO. Almeno dei concetti generali non nei cavilli più tecnici.
      Adesso significa dopo che, grazie al professore, mi sono liberata dei luogocomunismi che distorcono la logica.
      Si è talmente abituati a sentirli e leggerli che li si danno per scontati e diventano punto di partenza per tutti i ragionamenti, senza accorgersi che, poggiando su un presupposto sbagliato, tutto ciò che ne deriva non può essere che sbagliato. Come il ragionamento della ragazza del bar.

      Nonostante il condizionamento e la "terminologia" manstreim, appena ho cominciato a interessarmi (nel momento in cui è caduto Berlusconi) mi sono accorta che qualcosa stonava nelle spiegazioni e nella logica ufficiale.
      Da lì è nato il mio desiderio di capire e qquindi la mia ricerca.
      Da sola non avrei mai saputo trovare la strada, ma appena ho letto qualche post di Goofynomics le prime tesserine hanno trovato il giusto posto e istantaneamente ho intuito il disegno che andavano formando.
      Forse per me è stato più semplice perché essendo stata indifferente e disinteressata alla politica e all'economia, certi luoghicomuni mi avevano appena sfiorato molto superficialmente, non erano radicati.

      So di non essere portata per l'economia (che peraltro non mi piace) però adesso il quadro complessivo mi pare abbastanza intuitivo.
      Così come mi pare abbastanza intuitivo che se un bravo produttore (che investendo i suoi utili diventa anche prestatore) vuole sempre e solo vendere, pagare poco i dipendenti e guadagnare tanto sugli interessi ma mai comprare, alla lunga prosciuga le tasche dei sui acquirenti (che sono anche i suoi debitori). Se moltiplichi il discorso per l'avidità di tanti produttori-creditori è ovvio che e che finiscano per strozzare il mercato.
      Così come è ovvio che a ogni esportazione corrisponde un'importazione di pari valore (somma zero) che a ogni debito corrisponde un credito, che a ogni salita corrisponde una discesa.

      A proposito, da bambina il mio personaggio Disney preferito era proprio Pippo (ero già sulla buona strada).

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    7. Aquilano scrive per non farsi pubblicare ma riporta ordine nel pensiero economico. Meno male che Aquilano c'è ....
      Io, che a detta di Aquilano non capisco niente di maceroeconomia (mamma mia...) posso portare ordine nella lingua italiana? "Dare lavoro" è ovviamente un modo sintetico di dire: "dare la possibilità al lavoratore che vuole vendere il proprio lavoro, di venderlo".
      Sinceramente non vedo come questo chiarimento semantico cambi la condizione dei lavoratori, che mi sembra il vero problema. Forse perchè non capisco niente di economia.

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    8. Grazie Aquilano.

      Per quello che ho capito Lutero iniziò la sua carriera opponendosi al mercato delle indulgenze, diffuso anche per reperire fondi per la costruzione della Basilica di San Pietro; lui all'inizio era orientato più per una riforma della Chiesa, piuttosto che per una sua esclusione.
      Ma alla fine, chi lo sosteneva e proteggeva, più che per le questioni filosofiche, era più che altro interessato a questioni puramente materiali.
      Erano contrari ad "esportare" danari verso Roma e preferivano che queste risorse rimanessero nel loro ambito di controllo.
      Quindi il mercato delle indulgenze si spostò dalla chiesa verso il principe o qualsivoglia casa reale e signorotto dell'epoca.
      (Questo per altro mi ricorda alla lontana il concetto di mercantilismo che il Prof. divulga).
      Alla fine al contadino o all'artigiano non cambiò nulla se non in peggio, rimase lo stesso sottomesso ai principi o feudatari.

      Questo quello che alla fine penso di aver capito, ma è pur vero che essendo io praticante Buddista, potrebbe essere che abbia compreso male, dato il mio distacco emotivo dalle religioni Cristiane.

      Nonostante abbia tonnellate di libri da leggere sulla mia religione Buddista (con anche le sue incongruenze nella sua storia, lo ammetto), per quello che riguarda Celestino V vedrò di leggere comunque qualcosa.

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    9. @aquilano

      Par di capire, dal contenuto della lettera, che la sbrigativa e colloquiale definizione di Lutero quale "energumeno" si riferisca all'atteggiamento di Lutero verso gli ebrei, che si può leggere in "Gli Ebrei e le loro menzogne"

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    10. Grazie anche a te Celso! Darò un'occhiata anche a questo. Intanto ho visto che se ricordavo l'esposizione delle tesi e sommariamente il loro contenuto, non rammentavo il voltafaccia verso i contadini. Al momento, spero di non sembrare 'pericoloso', non dico di essere ancora moderatamente positivo, ma che ancora non mi sento negativo nei confronti del personaggio.

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  5. Non so se sono un mediocre ma vorrei provare a rispondere alla prima lettera.
    Che i capitalisti sono in conflitto coi lavoratori se ne era accorto già Marx 200 anni fa. Per questo furono introdotti correttivi quali sindacati, tutele sociali, ispettorati del lavoro. Poi magari funzionano male, ma questo è un altro discorso.
    L'alternativa quale è? Il monopolio di Alitalia? Almeno oggi può scegliere tra Alitalia e Ryanair. Ricordo un mio parente che mise da parte 4-5 stipendi per venire dal Venezuela per garantire ai piloti stipendi principeschi e pensioni da favola. Era meglio?
    Fantastico poi il discorso della promozione al grado superiore. Concordo che la promozione va riconosciuta anche economicamente (ma in che azienda lavori?) ma che i capi reparto non devono controllare i dipendenti non lo sosterebbe neanche un duro e puro della FIOM.

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    1. "Ma in che azienda lavori?" Guarda che è la normalità, l'eccezione è quando ti riconoscono una retribuzione commisurata alle tue responsabilità. Io lavoro in una multinazionale di proprietà 100% italiana (quale sia è facile... a Firenze ce ne sono quanto le dita di un falegname anziano) e con il mantra "occhio perchè fuori c'è la coda" ogni richiesta economica è bloccata. Non è la prima multinazionale in cui ho lavorato, e ovunque ti posso assicurare che quando dicono "I nostri collaboratori sono il patrimonio dell'azienda..." stanno pensando alla primissima linea di top-management, neanche al middle-management, figurarsi se pensano ai quadri direttivi o ai semplici impiegati.
      .
      Non importa quanto sei bravo, qualcuno che costa meno si trova sempre, e se il lavoro non è fatto bene, non importa granchè, perchè chi compra valuta la qualità rispetto al prezzo, ed il prezzo è legato anche al costo. Sono poche le aziende che cercano la qualità ad ogni costo, perche si spendono un sacco di soldi in più, meglio accontentarsi di un 8 e mezzo anzichè puntare al 10 con lode. Alla fine il profitto che se ne ricava è maggiore.
      .
      Poi, "stipendi e pensioni principeschi e da favola" se uno fa un lavoro difficile e di responsabilità è giusto che debba essere pagato, il problema non è il pilota venezuelano che prende troppo, è il pilota di una low-cost che non prende abbastanza per la responsabilità che ha.
      .
      Ancora, tu credi di essere libero di scegliere perchè ci sono piu compagnie private?
      .
      Mai sentito parlare di accordo di cartello?
      Anche dove lavoravo prima eravamo tutti concorrenti... poi:
      .
      http://www.wallstreetitalia.com/newarticle.aspx?IdPage=722893
      .
      meno male che io mi ero levato dalle palle l'anno prima...
      e lavoravo nell' ICT e non in dipartimenti più esposti.
      .
      Far credere che ci sia libertà di scelta è il miglior trucco del marketing,
      Chiaro, lo facciamo anche noi, lo fanno tutti quelli grandi, ma tu, io, la stragrande maggioranza di noi ha solo la libertà che altri hanno deciso che noi possiamo avere.
      .
      "E' tutta questione di..." (chimica ? ) NO, di A/simmetrie...

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    2. Premessa: io sto bene a casa mia. I viaggi transoceanici "facili" non mi interessano, ne' per lavoro ne' per svago. Per avere una merce non indispensabile devo far soffrire un mio fratello? Pago poco perche' il figlio/figlia di qualcun altro faccia turni massacranti e non riesca a metter su famiglia? E' una corsa al massacro, tutto qui. Poi falliscono, e dobbiamo pure ripagare i loro debiti.

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  6. Le Annales? Quella scuola di studi storici fondata dall' apologo della storia, fucilato dai nazisti perché membro della resistenza francese (Marc Bloch) e dal mentore di Carlo M. Cipolla, Lucien Febrve? Oh, si. La scuola che ha formato Braudel, quello che diceva non esiste la storia economica esiste la storia, e Le Goff; l' uomo che conosce il medio evo meglio del medio evo stesso. Oggi la scuola si è orientata verso altri lidi: la storia delle mentalità (Duby) o alla microstoria (Leroy Laudrie) il cui capolavoro Histoire d' un pais: Momtaillou, oltre ad essere uno spaccato sul crepuscolo dei catari, o bonshommes come si chiamavano da se, traccia la figuraeclettica dell' inquisitore Jacques Fournier, in seguito Papa Clemente qualcosa.
    Non è per mero spirito d' erudizione, ma per invogliare qualcuno a familiarizzare con quella scuola di storici.

    PS: se un erede dei Wagner si è convertito all' ebraismo trasferendosi in Israele, non mi si chieda la fonte ricordo di aver letto la quarta di copertina di un libro che ne tracciava la storia in Sala Borsa a Bologna, allora la SStoria è sempre lì pronta a smentire qualsiasi espertone. Cosa che aveva capito l' imperatore Adriano.

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    1. @Dino977

      Dino, lasciami condividere il tuo entusiasmo, che mi rallegra assai. E permettimi di aggiungere solo qualche parola a quelle opportune che hai dedicato a uno dei più grandi storici del '900: Marc Bloch. Figura commovente, perché, come hai ricordato, non solo fu grande storico, ma anche un grande patriotta francese. Torturato dai tedeschi e condannato alla fucilazione ebbe un coraggio invidiabile e senza cedimenti. Di fronte al plotone di esecuzione, se non ricordo male, fece coraggio e sostenne un più giovane compagno di fucilazione. Fu davvero un uomo ammirevole e degno di memoria. Fu un grandissimo storico, vorrei ricordare qui un suo libro, oggi poco ricordato: L'étrange défaite. Un libro letteralmente straordinario: una riflessione a caldo sulle ragioni della sconfitta della Francia da parte della Germania nazista; dai tempi di Tucidide non si erano lette analisi così profonde, oneste e accorate.

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    2. Strana, stranissima la Francia della terza Repubblica. Tanto senno, Bloch, Hermite, Poincarè, l' altro membro della resistenza morto in carcere, il matematico André Weil, la cui memoria è spesso offuscata dalla di lui più famosa sorella Simone; e così poco spirito guerriero. Venuta giù come pastafrolla sotto davanti i panzer. Forse dovrebbe farci riflettere.

      PS: dopo aver letto il piano di Settembre, non mi sento più di considerare Jouffre come una delle più grandi canaglie del 900.

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    3. Non si preoccupi professore, qui possiamo essere solo d’accordo. Non si può non condividere l’esaltazione di una scuola gloriosa, come quella de Les Annales, la prima che cominciò ad usare anche il dato archeologico nella sua narrazione. Ho qualche dubbio in più sui suoi eredi nel campo dell’archeologia, come Bintliff.
      Aggiungo un pezzettino: questa scuola ha dato vita grazie ai suoi studi a un capolavoro della storia del Mediterraneo, The Corrupting Sea di Nicholas Purcell e Peregrine Horden. Si ispirano esplicitamente a Braudel, che, oltre a dare risalto agli sviluppi economici e culturali come parte della storia globale, ha dato vita al concetto di longue période. I due autori usano proprio questo in maniera magistrale.

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  7. Sono felice che abbia letto Berlin.. vorrei condividere un altro suo passaggio:

    “It was the best of times, it was the worst of times.” With these words Dickens began his famous novel A Tale of Two Cities. But this cannot, alas, be said about our own terrible century. Men have for millennia destroyed each other, but the deeds of Attila the Hun, Genghis Khan, Napoleon (who introduced mass killings in war), even the Armenian massacres, pale into insignificance before the Russian Revolution and its aftermath: the oppression, torture, murder which can be laid at the doors of Lenin, Stalin, Hitler, Mao, Pol Pot, and the systematic falsification of information which prevented knowledge of these horrors for years—these are unparalleled. They were not natural disasters, but preventable human crimes, and whatever those who believe in historical determinism may think, they could have been averted.

    I speak with particular feeling, for I am a very old man, and I have lived through almost the entire century. My life has been peaceful and secure, and I feel almost ashamed of this in view of what has happened to so many other human beings. I am not a historian, and so I cannot speak with authority on the causes of these horrors. Yet perhaps I can try.

    They were, in my view, not caused by the ordinary negative human sentiments, as Spinoza called them—fear, greed, tribal hatreds, jealousy, love of power—though of course these have played their wicked part. They have been caused, in our time, by ideas; or rather, by one particular idea. It is paradoxical that Karl Marx, who played down the importance of ideas in comparison with impersonal social and economic forces, should, by his writings, have caused the transformation of the twentieth century, both in the direction of what he wanted and, by reaction, against it. The German poet Heine, in one of his famous writings, told us not to underestimate the quiet philosopher sitting in his study; if Kant had not undone theology, he declared, Robespierre might not have cut off the head of the King of France.

    He predicted that the armed disciples of the German philosophers—Fichte, Schelling, and the other fathers of German nationalism—would one day destroy the great monuments of Western Europe in a wave of fanatical destruction before which the French Revolution would seem child’s play. This may have been unfair to the German metaphysicians, yet Heine’s central idea seems to me valid: in a debased form, the Nazi ideology did have roots in German anti-Enlightenment thought. There are men who will kill and maim with a tranquil conscience under the influence of the words and writings of some of those who are certain that they know perfection can be reached.

    Let me explain. If you are truly convinced that there is some solution to all human problems, that one can conceive an ideal society which men can reach if only they do what is necessary to attain it, then you and your followers must believe that no price can be too high to pay in order to open the gates of such a paradise. Only the stupid and malevolent will resist once certain simple truths are put to them. Those who resist must be persuaded; if they cannot be persuaded, laws must be passed to restrain them; if that does not work, then coercion, if need be violence, will inevitably have to be used—if necessary, terror, slaughter. Lenin believed this after reading Das Kapital, and consistently taught that if a just, peaceful, happy, free, virtuous society could be created by the means he advocated, then the end justified any methods that needed to be used, literally any.

    (tratto dalla lettera : http://www.nybooks.com/articles/archives/2014/oct/23/message-21st-century/ )

    E se l'euro (come feticcio del progetto europeo) fosse un' idea?

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    1. Bè certo, la gentilezza dell'imperialismo britannico è nota in tutto il mondo

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  8. Argomento più leggero: ma perchè Bagnai continua a dire e scrivere "de sinistra" e "de destra", che credo sia romanesco? Io non l'ho mai sentito dire da nessuno. C'è un significato profondo che mi sfugge? Su 60.000.000 di italiani, potenziali lettori, solo 2,5 (mi pare) vivono a Roma. Ottima gente i romani ma perchè gli altri 58.000.000 devono sorbirsi questo continuo intercalare che non li riguarda?

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    1. Forse perche' i politici che contano stanno a Roma? Forse perche' Bagnai e' cresciuto a Roma?

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    2. Io ho sempre interpretato così:
      "di sinistra" vuol dire di sinistra
      "de sinistra" vuol dire che finge di essere di sinistra.

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    3. Certo, il nostro problema odierno è appunto la scelta dei termini. Hai presente la storia del saggio che indica la luna? Appunto

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  9. A volte non la leggo proprio di proposito perché ciò che pubblica implica una mole di concentrazione, e cioè tempo, che non mi posso permettere. Perché le considerazioni che ne scaturiscono sono molteplici e richiedono, per me, un'attenzione che a volte non mi posso permettere.

    Comunque ci sono, e al momento del bisogno ci sarò.
    Con stima.

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  10. Preso dalla preoccupazione per quanto si profila all'orizzonte (spero su Syriza e Podemos abbia ragione J.Sapir, ma non so ... perché altrimenti mi viene la pelle d'oca a pensare cosa potrebbe conseguire al loro fallimento), sono un po' di fretta, ma voglio dire solo una cosa al simpaticissimo lettore n.1: ma i "datori", sono datori, o "prenditori"?
    Perché, sapete, è stata fatta una riforma strutturale del lessico, senza avvertire nessuno. Il "populismo" è diventato sinonimo di "democrazia". La "democrazia" sinonimo di "oligarchia", e così via, come nel gioco delle sedie musicali. Una parola vale l'altra e tutte e due lavano il viso.
    Non è che tutti i "datori" siano (o meglio: fossero) come quelli così descritti, ma otto anni otto di depressione hanno condotto quelli che così non erano al suicidio o alla rovina, e quelli che sopravvivono sono diventati "prenditori netti", anzi assoluti. Forse sono sopravvissuti proprio perché lo erano già.
    Si dovrebbe riflettere sulle trasformazioni che questa Lunga Depressione (un prodotto del tutto artificiale) ha generato nelle società. Fa paura, lo so, ma andrebbe fatto.

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    1. La speranza è pericolosa: troppo poca uccide, troppa invece... Anche. Non c'è da sperare in Syriza, c'è solo da prepararsi al peggio. Per lo meno, quando cadremo, forse riusciremo ad attutire l'urto. Forse

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  11. Un post meraviglioso. Passione e raziocinio. Come solo alcuni Artisti veri. Complimenti.

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  12. “[..]Quando faccio notare che forse 800 euro al mese (perché questo è il loro stipendio!) non sono adeguati al carico di lavoro che viene svolto, la barista ha aggredito me, me!, dicendo che se lei può fare questi orari con questi soldi, allora non vede perché gli altri se ne debbano lamentare. Sono semplicemente svogliati.[..]

    Orbene, mi dicono che a pag. 34 del manifesto ci stia scritto

    “Ci vuole forse una particolare perspicacia per comprendere che, cambiando le condizioni di vita degli uomini, i loro rapporti sociali e la loro esistenza sociale, cambiano anche le loro concezioni, i loro modi di vedere le loro idee, in una parola anche la loro coscienza? Che cosa altro dimostra la storia delle idee, se non il fatto che la produzione spirituale si trasforma insieme a quella materiale?”

    Però, niente male per una coppia di “comunisti” (pronunciato con la voce del venerabile di Arcore, almeno così dicono… venerabile intendo!)…o cazzo oltre che comunisti erano pure tedeschi… o cazzaccio oltre che comunisti e tedeschi erano pure…

    Roba da matti!

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  13. Caro Alberto,

    Come sai conosco quel tuo amico lettore, che ti ha inviato quella lunga lettera con il finale "musicale". L'ho visto proprio nel pomeriggio, era toccato dalla gentilezza che gli hai fatto, ma soprattutto era molto ammirato, quando ha letto che hai suonato al pianoforte Tristano. Non era invidioso, perché è uno di quei giovanotti che non nutre né rancori sociali né invidie personali, piuttosto era rattristato al pensiero che in vita sua non ha fatto musica, come avrebbe voluto, e che quindi non potrà mai intonare per conto suo il sublime "o sink' hernieder, Nacht der Liebe, gib Vergessen, dass ich lebe". A questo proposito una piccola curiosità da parte mia. I tristaniani si dividono in due categorie, quelli per il secondo atto e quelli per il terzo, tu dove ti collochi? (io prima ero per il secondo, ma l'età mi ha fatto approdare al terzo, definitivamente).

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    1. Guarda che io ho detto che lo studio, non che lo suono! Mica è tutto facile.

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  14. Ma perché in rai dicono che il canone non è aumentato? Come direbbe Puglisi #lebbasi

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  15. Che bello sarebbe trovarci tutti assieme in una festa dove,finalmente,le differenze sono la forza forte dell'animo umano.
    Tu erudito non potrai mai raccontare le gesta o altro che apprendi dalla vita altrui ma ti ammalierò con la nostra empatia.
    E rimarrai secco lì,come un albero nodoso dove i nodi sono la storia che mi insegni ma anche le mie incredibili vite vissute,mentre ti racconto che il passato lo hai davanti gl'occhi tua e tu,zitto,ascolti il tuo cuore e ti stringi nell'amicizia.
    Ecco il perchè!

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  16. "Eurodelusi, meglio la lira. Viste le intenzioni di voto, non deve stupire se gli italiani sono spaccati a metà sulla moneta unica. L'ingresso nell'euro viene visto come una delle cause della nuova povertà: se un anno fa solo il 25,7 per cento del campione sosteneva che l'Italia dovrebbe tornare alla lira, ora siamo al 40 per cento. Non solo: il 22,7 per cento pensa che l'euro abbia avvantaggiato soltanto i paesi più ricchi. Del resto, il 90 per cento degli italiani ritiene che nell'ultimo anno le condizioni dell'economia siano peggiorate e il 55,7 per cento ritiene che non ci sia nessuna ripresa dietro l'angolo, mentre i pessimisti un anno fa erano il 45,6 per cento."

    http://www.repubblica.it/economia/2015/01/30/news/un_italiano_su_due_non_arriva_a_fine_mese_e_il_55_per_cento_vorrebbe_tornare_alla_lira-106127196/?ref=HREC1-5

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  17. Senza nessun pudore. Non c'è limite al peggio.

    Passerà alla storia come Eques di razza senatoriale del Caligula minus napolitaner

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  18. dico solo che persone apparentemente intelligenti (capacissimi nel loro lavoro) la mettono sempre sulla morale.. purtroppo è la discriminante..
    Alla fine per loro il Sud è un posto popolato di persone che non sanno rimboccarsi le maniche perché nel loro paese risolvano le cose in due secondi, fai-da-te mentre al Sud sprecano i contributi dell'Unione Europea e perché bla bla bla.
    Fai notare che i tedeschi la considerano come lei considera quelli del Sud ma entra poi nel solito loop "quelli del sud non si sanno rimboccare la maniche bla bla bla".

    questa specie di "filosofia morale" è una iattura

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    1. Dai su, adesso abbiamo Calderoli che dice che a Sud di Roma ha anche incontrato persone eccezionali..... :-)
      .....il perché solo adesso lo dice lo sappiamo, ma non importa, la vita è un continuo mutamento.

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  19. Leggendo la prima lettera ho pensato a "Dopo 3 mesi di letture maledette, Fantozzi vide la verità e si turbò lievemente..."https://www.youtube.com/watch?v=1Van8l3Pu5o Stima infinita per tutti ragazzi e per il creatore di questo blog terapeutico, se fossimo soli ci farebbero credere che siamo pazzi noi...non dimentichiamocelo

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    1. Beh.. tanto normali non lo siamo neppure..
      :-)
      Però forse è proprio per questo che ci incuriosisce di più scoprire le verità piuttosto che vivere beati nel main stream.

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  20. Gentile Professore, da circa una settimana ho finito di leggere l'Italia può farcela e, ad ogni capitolo pensavo "gli scrivo!". La ringrazio: qui mi sono disintossicato dalle pillole di ecoiGnominia ingurgitate in passato.
    Il blog, il Tramonto, i libri di Giacché, i continui riferimenti esterni, le discussioni nei commenti, lette fino in fondo, sono stati un percorso di crescita che mi ha fornito uno strumento di interpretazione della realtà, ma sopratutto mi ha dato una vaga idea di quanto pelo sullo stomaco deve avere chi sta in politica e quanto poco possano valere i lacché della disinformazione.

    Chiudo con una riflessione basata sui miei ricordi: nei tg degli anni '80 si parlava di avanzo/disavanzo commerciale e bilancia dei pagamenti, mentre a partire dalla crisi del '92 si è parlato sempre e solo di debito pubblico.

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  21. Mi sto domandando da un po' se esista lo Spirito dei Popoli, cosa sia e come si coniughi con l'imperativo democratico. Posto che esso sia un contenuto prima che un metodo.
    Allora questa Germania mi fa paura ma anche pena, è in trappola, come dice Sapir.
    Ma che dire della Francia che c'ha provato allo stesso gioco e ora si ribella perché le è andato male?
    E l'Italia che gioca per perdere?
    Che senso di schifo.

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  22. Allora solo io sono avvantaggiato. Wagner non lo sopporto proprio.
    Se potessi averlo per le mani, volentieri gli esprimerei lo stato in cui mi mette quando sento quelle sue orribili lagne. Ricordo con orrore quando alle scuole medie l'entusiasta insegnate di musica ci costrinse per la prima volta a sentire il terzo atto della Valchiria e la trita e tristemente nota Cavalcata, col disco che scricchiolava su quel maledetto, troppo risentito, primo minuto, quello coi bombardoni di sottofondo ai violini straziati, e poi i tromboni sui fischi dell'ottavino, e poi la plateale pacchianata dell'ingresso dei piatti, dei triangoli e della grancassa della banda del paese con le valchirie che si lamentavano sotto. Per la verità la valchiria già dopo il primo minuto iniziava a strillare e non la finiva più, e cosa ci aveva da strillare per un'ora nessuno lo saprà mai; ma che ti strilli?, ma sta calma. E dagli a strillare. Fu uno strazio fin da quella prima volta, figurarsi poi tutto il resto della produzione di lagne maledette che per fortuna è meno nota al popolo se no ce le propinerebbero a raffica come quel maledetto minuto. Neanche Toscanini ce la fece a raddrizzare questa roba, e ne doveva essere diventato un poco consapevole credo. Solo Ennio Morricone è riuscito a redimerla un pochino in Mucchio Selvaggio frammischiandola. Persino le lunghe lagne di Brukner sono più sopportabili, e ho detto tutto. E non mi importa un fico secco se la pensate in modo diverso, non capite nulla, io non lo sopporto, mi da sul sistema nervoso.
    Su Mozart poi diremo un'altra volta. Per oggi basta Wagner e avanza.
    Tutti si sfogano e io mai?!

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    1. Ma certo che puoi! Povertà non è vergogna. Apppproposito, dà verbo si scrive con l'apostrofo. Lo sapevi?

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    2. E va bene, sia pure. Alle 3 e 56, e nella furia, l'ultimo da' e' sfuggito su questa tastiera inglese dove si devono premere tre tasti, altrimenti tutto appare come qui adesso. Ma intanto, da o non da', Wagner non passera'.
      Sono vari anni che ho con radio3 uno scambio, dicimo, vivace nei giorni degli inspiegabilmente usuali collegamenti con Bayreuth. Gli ho minacciato di tenere la radio spenta per lutto. Ho implorato che intercalassero almeno col piu' moderno Donizetti. Non c'e' stato nulla da fare. Ma la colpa e' vostra, lo so. Avete un difetto all'impianto uditivo. Oppure vi piacciono le introduzioni sconfinate, roboanti e senza nessun esito. Sono disperato!

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    3. Chi ha detto che i fiorentini hanno sempre il pugnale nascosto nella manica? :-))))))))))))))))))

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  23. Ciao prof,
    due giorni fa un collega che non riesce capire se sono di sinistra, di destra, fascista , comunista, grillino o berlusconiano, solo perché riporto quello che ho imparato qui, mi ha chiesto un parere sulla vittoria di Tsipras.

    Ebbene, sì, chiedono a me pareri economici/politici, a me! L'Italia non può farcela!
    Dopo una sintesi su debito privato, bilancia dei pagamenti e il ruolo ricoperto dall'euro in tutto questo e, incrediBBile, qualche dato ormai imparato a memoria,
    una collega che ascoltava mi fa:
    " Ma come sai tutte queste cose?"
    Ed io:" dai libri e da blog, forse?"
    La tragedia è che io sono un cazzo di diplomato, la collega è laureata in economia e commercio.

    Ok, qui ho imparato che "economista" vuol dire tante cose, come "medico", d'altra parte. Ma com'è possibile che una laureata non si ponga delle domande?
    Non solo, al mio invito di leggere qualcosa in merito e che le avrei girato un paio di link per iniziare, ha declinato quasi schifata.

    Boh, è un po' la sua materia, e dovrebbe essere lei a dare dei link a me, logica vorrebbe. Il mondo alla rovescia.
    Finirà malissimo.

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    1. Finirà malissimo perché una quantità di persone mediocri, come la tua collega, interpretano la laurea come il termine, anziché l'inizio, di un percorso. Pace.

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    2. @Mons Colombo
      Io già mi accontenterei se non riuscissero a "etichettarmi", invece appena affronto l'argomento mi appiccicano immediatamente la pecetta GRILLINA...è sconfortante!
      Le persone più grandi poi mi liquidano dicendomi che sono giovane (mica poi tanto!)
      e quindi facilmente "influenzabile" (si vede che il mio sistema immunitario fa cilecca!).
      L'ultima che mi è toccato sorbirmi (parenti serpenti!) è che io la guerra non l' ho vissuta e non so di cosa parlo se paragono la situazione attuale dell' eurozona ai tempi loro....

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    3. @Alberto Bagnai

      Parole sante, le sue, prof. Sono laureato in Scienze Agrarie e ho visto una pletora di soggetti uscire dall'Università con la laurea e la presunzione d'essere "imparati". Fuori dall'Università li ho visti ritenere sufficiente apprendere secondo regola di sistema, difficilmente ponendosi il problema di non accettare acriticamente che tutto sia stato corretto nell'insegnamento appreso, per poter così identificare l'eventuale incorretto e il perfettibile; si sa, l'ossequio supino delle regole conferisce prestigio (salvo poi elogiare Galileo per prassi), il volerle scardinare in modo eclatante invece offre visibilità, e il credere nella ineffabilità certa della ragione crea una programmata religione laica, nonché una pretesa di sicurezza da invocare innanzi al giudice; sicché il nostro sistema educativo tende spesso a sfornare dei meri esecutori referenziati, o dei rivoluzionari al soldo d’un altra moneta. Basti pensare a cosa sia stata ridotta l'autentica facoltà critica: il critico discernimento reale, ch'è sempre mosso dall'amore per la conoscenza in sé, viene animato soprattutto dal gusto della polemica e dell'antagonismo (la differenza tra un filosofo e un retore sofista, ove il primo indaga la natura reale, laddove il secondo ne pontifica le apparenze). Finirà malissimo; ma qualcuno se ne farà una seppur dolorosa ragione: ad altri, la storia insegna, potrà essere tolto di mano in malo modo il tanto bramato gioco (riuscire nell’aver sincera pietà di loro sarà la vendetta più elegante).

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    4. La mediocrità del male. Amen. E del resto i tiepidi...

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    5. Perché gli sterilizzano il cervello all'università (non a tutti, c'è da dire).
      Spezzo una lancia a favore della mediocre collega: lei è, più degli altri, una vittima, perché lei armi per difendersi non ne ha più.
      Ricordo dal liceo un anedddoto in cui un araldo chiese al tiranno Trasibulo di spiegargli come si fa a governare efficacemente una città.
      Trasibulo condusse allora l'araldo in un campo di grano, ed ogni spiga che si ergeva sopra le altre, la tagliava con un rapido colpo di spada. L'araldo capì.
      Anche i riformatori della scuola italiana, a quanto pare, hanno capito il messaggio.

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    6. purtroppo quello che è successo a Mons Colombo a me è successo decine di volte, e mi deridono pure definendole le "mie teorie", come se non fossero mutuate da menti molto più illustri delle mie, tra le quali il prof. E quando cito la sfilza di Nobel che ho pedissequamente imparato a memoria sembra sciorini l'elenco dei maghi Otelma, dalle espressioni di compatimento che segnono. A proposito (tremendo O.T.) ma davvero prof hai il doppio diploma pianoforte flauto? E la cultura letteraria quando te la sei fatta? Di notte? Pazienza per le lingue che vengono con l'uso ma per il resto dormi la notte? meno male che in vecchio post mi è sembrato di capire che non hai chiarissimo cosa sia un protone.Questo ti riporta tra noi comuni mortali.

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    7. È l'efficacia del bombardamento mediatico. Di quelli che solo se lo dicono in tv. D'altronde se qurantanni di disinformazione non avessere funzionato, ora la situazione sarebbe tremendamente peggiore.

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    8. @ francesca tana

      In effetti neanche loro hanno vissuto l'inizio degli anni 30, che sarebbero l'equivalente di questi anni, sennò avrebbero più di ottant'anni, e si sa, i ricordi sono molto sbiaditi.
      Chi ti dice quelle cose ha vissuto la fine del ciclo, non hanno potuto comprenderne lo sviluppo delle fasi intermedie. Quindi le loro parole valgono per quello che significano; nulla.
      Ciao.

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    9. @giuseppe Guarda che non sono i vecchi diplomi "ordinamentali" (quelli veri). Sono i diplomi post-berlinguer (non è un refuso): un triennale di maestro al cembalo e uno specialistico di flauto dolce. Diciamo che con il flauto sono a livello di un diplomato "vero". Con il cembalo no.

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  24. Ieri tgcom24 e ANSA.it hanno pubblicato qualche dato del rapporto eurispes (S.p.a.)...
    Gli euro contrari passano dal 25 al 40 per cento in un anno. Vabbè...
    Poi peró c'è qualcosa che non comprendo a fondo:
    "Quattro italiani su 10 (40,1%) pensano che sarebbe meglio uscire dall'Euro: lo evidenzia il Rapporto Eurispes 2015, segnalando che a inizio 2014 la quota di delusi dalla moneta unica si attestava al 25,7%. Il 55,5% degli euroscettici è convinto che l'Italia debba uscire dall'euro perché sarebbe la moneta unica il motivo principale dell'indebolimento della nostra economia."
    Cioè fra gli euroscettici ci sarebbero integralisti (gli eurosciiti) e questi ultimi sono il 55,5% del 40% del campione intervistato...hokk...ma il restante 44,5 ???
    Poi leggo che il 45% degli italiani si trasferirebbe volentieri all'estero poichè la situazione lavorativa in Italia è peggiorata, ma le condizioni per farlo non ci sono (non tutti possono giocare a fare l'OCA...Bagnai featuring Bob Mundell).
    Infine un italiano su due rateizza le spese mediche.......cioè fa debito, capito?! Debito!

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  25. Gent.mo prof. Bagnai,
    lei è un mito! Ho appena letto il suo articolo pubblicato sul Giornale! Riesce a scrivere più velocemente di quanto io legga... Come fa? C'è una qualche forma di doping a riguardo?
    Grazie per il suo tentativo di riportare lucidità e correttezza nel dibattito. Anche se - dico la verità- quando lei traffigge con il logos (parola e ragionamento) i vari espertoni euristi mi sento un po' come il popolino che saluta il proprio gladiatore nel Colosseo.
    So che lei vuole proporre un discorso di metodo e di analisi scientifica molto più profondo ed articolato, ma purtroppo nell'uomo (e temo soprattutto in me) non ci sono solo i sentimenti più spirituali ed elevati.
    Non ci credevo quando lei la citava, ma l'ira del cavaliere nero è veramente terrribbile.
    Attilio Fortunato (non quello della Radio)

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  26. Ovviamente anche in Germania c'è chi sa che la situazione è molto grave. Scrive Flassbeck: "For Europe, this is an intellectual and political failure of the first order. The situation is similar to the darkest hours of recent history: the aftermath of the Great Depression in the last Century. The entire European continent seeks refuge under German leadership in a series of competitive devaluations with Japan and developing countries. Even with a full 85 years after the beginning of the European cataclysm, no one seems to understand that large economies can – and, of course, should – function without continuously trying to snatch the jobs of their neighbours by using the most primitive means imaginable."
    Se però un deputato della Linke, all'indomani della presentazione dei dati relativi all'economia tedesca, fa presente che la Germania dovrebbe accettare un deficit di partite correnti, anziché prevedere un surplus di oltre 200 miliardi, perché gli altri paesi possano pagare i loro debiti, il ministro dell'economia e i politici della maggioranza si mettono a ridere.

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  27. sa che non so se è un termine e non un inizio?
    voglio dire, ci sono tantissime persone che credono che la crisi sia questione del fatto che il vicino di casa è incivile perché non fa la differenziata (scritto pure ieri).
    Poi nel loro campo approfondiscono oppure su altri aspetti leggono molto e molto.

    Una piccola parentesi.
    Approfondire è doloroso.. ieri sera ho letto un libro su Pantani (scritto da De Zan) ovvero di come lo hanno imbrogliato a Madonna di Campiglio e ammazzato a Rimini.
    Ebbene.. ritornato dal cinema alle 22 ho terminato di leggere tutto il libro alle due di notte.
    Con i ritmi di questa vita è dura approfondire quindi è più facile andare per luoghi comuni e idee prese dal mainstream

    Ritornando al nostro discorso.
    Penso proprio invece l'approccio ai problemi.. SONO I MALEDETTI MORALISTI la cui laurea è inutile in questi casi.
    Ma anche parlando di sessualità (con le stesse persone).. il mondo DEVE andare nel loro verso e non ammettono quello che è.

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  28. Mi sono imbattuto nei video di Lambrenedetto XVI.
    Chi è riuscito a non chiudere il video dopo i primi 10 secondi sa che sono la dimostrazione che alcune cose da noi funzionano peggio che in Germania o in Svizzera e altrove.
    Documentano la nostra scarsa attenzione al bene comune, a volte la scarsa capacità di costruire in maniera migliore.

    Queste nostre imperfezioni, sono state il cavallo di Troia su cui è stato costruito il frame. Ma nessuno ha mai notato che le imperfezioni che avevamo prima dell'euro oltre a non essere cambiate, sono state aggravate dalla mancanza di soldi che l'austerità ha creato.

    Noi a quanto pare non siamo in grado di migliorare i nostri difetti, nemmeno quando ci pestano a sangue. Ed io comincio a credere che sia meglio cosi. Perchè tutta quella perfezione tedesca pone come controindicazione la voglia di primeggiare talmente forte da non farsi alcuno scrupolo. Dimostrare la propria supremazia schiacciando chi è diverso, esattamente come la storia ci ha già dimostrato. La razza pura, è chi non è in grado di competere, chi è un perdente, non merita di vivere degnamente.

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  29. Mattarella.
    Boh?! Non solo ho sbagliato l'esercizio, e questo significa che devo abbassare la cresta e studiare, studiare, studiare, ma non riesco a vedere la fregatura, e questo è più grave. Il fatto che qualche giornale tedesco lo avesse già indicato prima che Renzi lo concepisse non mi aiuta.
    O forse si?!
    Bisogna studiare.

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  30. La svogliatezza degli altri. Una specie di senso di colpa collettivo, che sfocia in questa ostilita', acredine perenne verso i propri colleghi, compagni. Il lavoro svalutato, quindi disorganizzato, tanto ci si deve arrangiare, essere flessibili e via dicendo. Il senso di colpa di un'intera classe sociale, che crede di aver effettivamente vissuto al di sopra delle proprie possibilita', ed ora scivola sempre piu' in un gretto servilismo naturalmente senza uscita. Povertà è vergogna. Dalla vergogna alla morte, il passo e' breve.

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  31. I debiti Greci e quelli abbonati alla Germania nel 1953. Analogie, collegamenti e riferimenti storici.
    I documenti di quel periodo, mostrano che il cumulo dei debiti tedeschi era pari al 100% del loro PIL, circa 30 MLD di marchi tedeschi dell' epoca e che alla fine se la cavrono con il rimborso di circa 240 MLN di marchi, ultima rata nel 2010. Il trafugamento di opere d' arte e manufatti preziosi trafugati in Italia ed in grandissima parte mai restituiti, assommava ad oltre un milione di pezzi. La Francia di Napoleone Bonaparte, 1815 dovette rimborsare senza sconti ai paesi vincitori circa 700 MLN di franchi dell' epoca; alcuni documenti mostrano che il PIL francese nel 1875, 60 anni dopo e dopo rivoluzioni industriali importanti, era di circa 20 MLD di franchi, non potendo essere più preciso, quel debito di guerra era sicuramente una quota parte importante del PIL francese del 1815, La Francia dovette restituire le opere d' arte trafugate negli stati europei, al 50% quelle trafugate in Italia, ma si trattava di quantità migiaia di volte inferiori rispetto a quanto trafugato dai nazisti.
    I debiti tedeschi furono abbonati e l' Unione Europea e poi quella monetaria, furono ideate e attuate, dai fondatori come dicono i documenti e come ricordato anche da Helmut Schmidt in questo documento, per evitare che la Germania di nuovo potesse tornare a creare ancora lutti e distruzioni, dopo due guerre scatenate e perse; oggi la guerra è stata scatenata, è di tipo economico come dice Schmidt e le distruzioni, per ora delle economie (come descritto varie volte dal prof. Bagnai anche nel suo ultimo lavoro) sono più pesanti di quanto accadde nell' ultimo periodo bellico e nella crisi depressiva del 1929. La Grecia in particolare è prostrata, ma i nostri PDueisti, come Illy e Monti, ancor prima di lui, dicono che se la sono voluta perchè hanno truccato i conti cosa che tutti sapevano benissimo, ma sono ancor più realisti di Helmut Schmidt e di Joschka Fischer e fanno intendere che truccare i conti è peggio che scatenare due guerre mondiali, purtroppo la faccia tosta di costoro è davvero incommensurabile e le maggiori responsabilità nelle politiche distruttive nella UEM sono tedesche come sappiamo, ma i loro 60 MLD di crediti non possono essere rinegoziati come accadde nel 1953 per la Germania distrutta e in procinto di fare il 4° default del '900 e questa asimmetria allucinante mi risulta difficile da accettare. Io non riesco pienamente a ipotizzare come si evolverà la situazione europea, anche tenendo conto di analoghe situazioni che potrebbero crearsi presto in Spagna, Portogallo e forse peggiori in Francia con la possibile vittoria di Marine Le Pen, ma credo parimentiIo che si dovrà arrivare ad una definizione della situazione, gestita a livello mondiale visto che i rischi di una qualche forma di guerra interna alla UEM, proseguendo di questo passo non è da ritenersi cosa da escludere; Martin Feldstein, ma anche altri predissero tale conseguenza daltronde. In mancanza di una ridefinizone dell’ assetto UEM, e di un nuovo e solidale ma purtroppo improbabile atteggiamento tedesco, come auspicato non tanto da me ma da quei lungimiranti tedeschi come Schmidt e Fischer, onestamente, non credo che la UEM abbia un futuro e non credo parimenti che le conseguenze non siano e non saranno terrificanti come lo furono alla fine della 2^ guerra mondiale..

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  32. Caro Professore la pillola "giusta" di Matrix l'ho ingoiata grazie a lei e con orizzonte48 "sentendo la campana suonar" ...ho realizzato il resto... appunto eccolo qui l'attacco ordoliberale in corso, "l'umiliazione tanto agognata: Fondazione Angelini incontro presso Senato Sala Zuccari Palazzo Giustiniani 4.02.15 cito testualmente quanto riportato: " Con l'invecchiamento della popolazione, il calo della natalità, l'introduzione di nuove e più sofisticate tecniche di screening e i progressi nella lotta ai tumori che trasformano in molti casi la malattia da mortale a cronica siamo DESTINATI ormai ad uno STOCK progressivamente più elevato di utenti del SERVIZIO SANITARIO che mette a SERIO RISCHIO le possibilità di MANTENERE le CONQUISTE e le qualità del WELFARE SANITARIO IN ITALIA. Diventa pertanto prioritario IDENTIFICARE i fattori più importanti che aumentino la qualità della salute favorendo la crescita dell'aspettativa di vita e di quella della piena salute. E' questo l'obiettivo del rapporto Angelini che presenterà i risultati di analisci ECONOMETRICHE SU UN CAMPIONE RAPPRESENTATIVO A LIVELLO EUROPEO concentrando la propria attenzione sull'effetto di stili di vita, istruzione, partecipazione sociale ed effetti paese legati all'efficacia dei sistemi sanitari nazionali su una vasta gamma di indicatori soggettivi e oggettivi di salute e funzionalità. I risultati presentati includeranno la quantificazione dell'impatto dei principali fattori su benessere soggettivo calcolato in termini MONETARI e sui RISPARMI per gli individui e per i sistemi sanitari nazionali e verranno discussi nella tavola rotonda da una panel di rappresentanti delle ISTITUZIONI".
    Come dire non ce n'è più per nessuno.
    Grazie dell'attenzione (seguo sempre silenziosamente) ma questa cosa è terribile e possibilmente da divulgare.
    Se solo il popolo sapesse...

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  33. OT - Un'altra privatizzazione letale ci attende: Poste Italiane.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/01/28/poste-confermata-privatizzazione-2015_8c021f58-43d3-4ac7-9f88-aa4b538fbcf3.html

    Se va in porto potremo pure dire addio ai risparmi di tre generazioni.

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  34. Io sono messa peggio.

    Alla mia recente osservazione che se per Monti la GRECIA (maiuscolo come scrivo da tempo) così com'è è il successo dell'euro, allora si deduce che da tale sistema dovrebbe uscire, un attivista di Sel risponde che Monti non è il padrone dell'Europa (sic).

    Riflessioni:

    - Sono dialetticamente inabile - e può essere;

    - il donchisciottismo si conferma il mio forte - non avevo dubbi, anche considerando almeno una questione privata;

    - avevano ragione i democristiani e/o i destri a sostenere che quelli di sinistra sviavano il discorso. Ho idea che lo sviino tuttora.

    E dire che l'interlocutore e la moglie sono amici e mi stimano.

    Ora, poi, è tutto un trionfo dei TsipriSel e di altri di sinistra sensibili e indignati, pertanto sarà ancora più vano discutere, almeno con le mie deboli armi.
    Piacerebbe anche a me che la vittoria di Tsp provocasse la salvezza della GRECIA, la rottura di equilibri vessatori anche per altri ecc ecc., perché mica auguro che chi sta male stia peggio e chi è in bilico precipiti - ma proprio non vedo possibilità, stando così le cose.



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  35. Caro Prof,
    seguendo le ultime performances di insigni giornalisti,politici ed economisti PUDE, mi é tornata in mente la poesia dell'Albatros da lei utilizzata in un vecchio post.
    Il ponte della nave sta diventando troppo piccolo per ospitare tutti i re dell'aria caduti pesantemente sotto il peso del fact checking, detta altrimenti realtà, e le grandi ali, così utili per volteggiare nel mainstream, li rendono goffi e turpi, incapaci di muoversi e di riprendere il volo.

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