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martedì 27 gennaio 2015

Grecia: segni e segnali

Oggi a PUDE Pagina la rassegna stampa viene tenuta da una giornalista greca. Un evidente caso di tokenism, che fa capire quale sia la considerazione che l'establishment politico-mediatico europeo ha del popolo greco (i negri d'Europa, per i negrieri di Bruxelles, come abbiamo già visto: e ricordatevi: non si dice "uominidicolorieri", si dice "negrieri", il che significa che quando c'è un negriero, dall'altra parte c'è un uomo, o un popolo, che viene percepito e dichiarato negro, inferiore: e questo è quello che hanno fatto con la Grecia i negrieri di Bruxelles e i loro media asserviti, conformisti e corrotti, come vi ho documentato).

Sarebbe interessante avere il commento della giornalista greca (zia Tom malgré soi) su questo grafico:


che descrive l'andamento del cambio euro/dollaro in un intorno della vittoria elettorale di Grillo (spezzata blu, scala di sinistra) e di Tsipras (spezzata ovviamente rossa, riportata ovviamente sulla scala di destra). Le date si riferiscono all'episodio Grillo, e il grafico Tsipras è stato slittato in modo da far coincidere l'annuncio del risultato greco con quello delle politiche italiane del 2013. Un cerchietto rosso evidenzia i "crolli" dei mercati e delle valute, paventati sia nel caso di Grillo che in quello di Tsipras, e millantati anche ieri mattina in apertura dagli organi di regime.

In entrambi i casi non è successa una beneamata fava di nulla (nel caso Tsipras a fine giornata l'euro, che per "La Stampa" stava crollando, si è addirittura lievemente rafforzato). Lo si vede meglio, ovviamente, se gli episodi vengono messi in prospettiva, magari guardando cosa era successo nei tre mesi precedenti:


Questo grafico è costruito prendendo tre mesi di osservazioni precedenti il giorno dell'annuncio dei risultati: nel caso di Grillo l'euro perse un centesimo (che poi recuperò), restando sempre più forte di tre mesi prima. Nel caso di Tsipras ha addirittura invertito (se pure per un solo giorno) la tendenza ribassista che, come sapete, è iniziata prima dell'estate.

Sapete anche che io (ego) l'avevo annunciata sulla base del presupposto che, se non si fosse indebolito, l'euro sarebbe esploso. Perdonatemi se lo ripeto a beneficio degli ultimi arrivati. Lo feci il 19 maggio sul Fatto Quotidiano, data evidenziata da un puntino rosso nel grafico qui sotto:


Niente male, eh? Bene, così i nuovi lettori sanno dove sono arrivati...

Ora, ricapitolando, nei due casi non è successo nulla, e quindi bisognerebbe chiedersi almeno due cose: perché sarebbe dovuto succedere qualcosa, e perché i giornali in entrambi i casi hanno cercato di farci capire che stava succedendo qualcosa.

La risposta alle due domande è legata, come sapete. La legge della domanda e dell'offerta ci dice che l'euro sarebbe caduto se tutti l'avessero offerto e nessuno domandato, cioè se ci fosse stata una fuga dall'euro. La motivazione di questa fuga dall'euro avrebbe potuto essere, in entrambi i casi, l'arrivo al "potere" di un partito "antieuro", o comunque, se non antieuro, con orientamento tale da far esplodere le contraddizioni dell'Eurozona. Certo che nessuno vuole in tasca una moneta che rischia di subire profonde trasformazioni (vulgo: scomparire)!

Che né Grillo né Tsipras avessero questa caratteristiche siamo stati i primi e pressoché gli unici a dirlo: nel caso di Grillo, ad esempio, molto chiaramente qui (se ci fate caso, è successo tutto quello che prevedevo nelle prime righe del post), e nel caso di Tsipras qui (non è ancora successo ma succederà).Quindi per noi non è stata una sorpresa che non sia successo niente: i mercati, a modo loro, capiscono...

Rimane allora da chiedersi perché la stampa di regime si sforzi di farci capire che è successo o sta succedendo qualcosa, e qui la risposta è ancora più ovvia: per tenerci buoni! La stampa di regime, insomma, vi ripete quello che ripete l'on. Gozi: "Tranquilli, vedrete che adesso tutto cambia, non vedete come hanno paura i mercati?"

La paura dei mercati si vede nei primi due grafici: stanno tremando dalle risate!

Il dato oggettivo è che se non c'è riuscita la Francia, a far cambiar verso alla Germania, come avevo previsto per primo, unico e solo come al solito (me ne fotto di sembrare saccente: se sapeste cosa sembrate voi a me!), ovviamente non ci riuscirà la Grecia, quindi Tsipras, come Hollande, dovrà tradire le promesse fatte ai propri elettori, e poi cedere il passo alla destra fascista. Dice: "Ma non è possibile che invece esca?" No, non credo, altrimenti, se una sia pur remota possibilità esistesse, i media di regime non lo starebbero pompando così tanto. Poi, naturalmente, può anche darsi che voi crediate a Babbo Natale. Uga ci crede e io mi ben guardo dal disilluderla...

Poi c'è il dato soggettivo.

La vulgata della sinistra "de sinistra" è "Sì, va bene, il tipo è un po' ambiguo, forse non ha sufficiente potere negoziale, però lasciamolo lavorare, aiutiamolo, perché ha dato un segnale...".

Ora, questo dicorso a me fa un po' girare i coglioni, per diversi motivi.

Intanto, perché quelli che oggi dicono "lasciamo lavorare Tsipras" sono gli stessi che hanno detto "lasciamo lavorare Monti", "lasciamo lavorare Renzi"... Chi dice "lasciamo lavorare X prima di giudicare" dichiara una cosa molto semplice: di avere il culo al caldo, e di potersi permettere di aspettare l'ennesimo fallimento annunciato mentre la gente muore.

Poi, perché la retorica "der segnale politico" è abbastanza frusta e logora: scusate, amici belli, ma le elezioni europee non l'hanno dato un segnale politico? E l'avanzata della Le Pen, da me paventata nel 2011, non l'ha dato un segnale politico? Se continuiamo a scambiare queste puzzette per "segnali politici" il risultato sarà che la Grecia sarà tirata fuori dal pantano dai colonnelli. Scommettiamo?

Qui gli unici segnali politici autentici sono due: il primo è che le elezioni politiche in un paese che conta per il 2% del Pil dell'Eurozona hanno tenuto l'Eurozona col fiato sospeso, e il secondo è che nessuno si chiede se i tanti morti greci avranno mai giustizia.

Anche qui, i due segnali sono legati.

Il fatto che le elezioni di un paese quantitativamente insignificante possano tenere in scacco un intero subcontinente ha due sole intepretazioni ammissibili: o l'Eurozona è un sistema fragilissimo, o campa sui simboli, e quindi è un costrutto ideologico. Io credo che siano vere entrambe le cose, e soprattutto la seconda: l'euro sta agli europeisti come la svastica ai nazisti, e già questo ci dovrebbe mettere in allarme. Perché poi c'è il secondo aspetto: scusate, ma se ora risolviamo tutto col "basta sacrifici!", col "whatever it takes!", chi lo va a dire alle famiglie dei suicidati che un'altra soluzione c'era ed era a portata di chiacchiera? Chi lo va a dire alle madri che hanno visto partire tutti i loro figli? Ci mandiamo er Nasone?

Salvare la Grecia (cioè l'euro) non è solo impossibile: è anche immorale, ora, perché lo si sarebbe potuto e dovuto fare prima. Un'unica cosa è eticamente accettabile adesso: restituire al popolo greco la sua libertà. Sono intimamente convinto che Tsipras non rappresenti la soluzione, ma naturalmente spero di sbagliarmi.

C'è sempre una prima volta...






P.s.:  proposito di segnali. A me piace giocare a carte scoperte: stimola l'intelligenza dell'avversario. Avrete notato il comportamento tutto sommato civile del dr. Manfellotto in trasmissione. Ha provato a dire due luoghi comuni sui greci, è stato respinto con perdite, ed è finita lì. Ovviamente questo post c'entra. Si vis pacem para bellum (che poi è il motivo per il quale Meade raccomandava i cambi flessibili). Lui sapeva che io avevo pronto questo bel grafico, che metteva in relazione con l'andamento delle vendite dell'Espresso (giornale da lui diretto fino al settembre scorso) due simpatici titoli: uno dell'Espresso, e uno di Dagospia:


Voi non lo vedevate, ma io l'avevo pronto sulle ginocchia, nel monolocale dal quale ero collegato. Un atteggiamento irrispettoso nei miei riguardi (prima della trasmissione ce ne sono stati) sarebbe stato prontamente respinto con eccesso doloso di legittima difesa...

Eh già. Il dr. Manfellotto merita la nostra solidarietà, perché è una delle tante vittime della crisi. Il mercato della diffamazione spicciola è in forte calo, si preferiscono i dati (come vedete dall'indicatore di contatti di questo sito). Da persona brillante qual è saprà riposizionarsi, e in effetti abbiamo avuto un interessante e civile scambio di idee. Intanto, nel backstage, io mi sono permesso di dirgli: "Vede? Mi dipingono come aggressivo, ma sono una brava persona! Non vi ho nemmeno querelato per l'articolo su Bagnai profeta..." E lui (dimostrando di sapere benissimo a cosa mi riferivo): "Avrebbe perso!" E io: "Be', questo lo vedremo quando arriverà la querela di Borghi, ma io, da economista, ho preferito appellarmi al tribunale del mercato...".

Per tutto il resto c'è Mastercard.

E ora vi lascio, che devo accordare organo e cembalo...





96 commenti:

  1. Prof. Aldilà di tutto, ma quanto le voglio bene!

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  2. Il cri-cri sul grafico è fantastico...

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  3. Intanto il Sogno (altrimenti detto: il Sonno) Europeo continua:
    Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: "Aiutati che il ciel ti aiuta. I problemi cominciano a casa e vanno risolti a casa. La solidarietà ha un limite"
    http://nr.news-republic.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=35251648
    Dalla Germania arriva intanto il messaggio per Tsipras della Cancelliera Angela Merkel e del Ministro delle finanze Schäuble: “Niente riduzione del debito – dicono – Atene rispetti gli impegni presi”.
    http://nr.news-republic.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=35231371

    Viva l'Europa Equa e Solidale!

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  4. "Chi non conosce la verità è uno stolto, ma chi, conoscendola, la chiama menzogna è un delinquente."
    - Bertolt Brecht -

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  5. Un evento è secondo me ben sovrapponibile a questo, ed è la vittoria di Pizzarotti a Parma. Stesse aspettative, campagna elettorale roboante, e risultati pressoché inesistenti.
    Ieri poi leggiamo - Parma, possibili tagli a servizi disabili. Pizzarotti: ‘Problema creato da Roma’. Presumibilmente lo stesso accadrà in Grecia.

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  6. A me pare comunque che, da quel che si legge nell'articolo de La Stampa, la turbolenza, ammesso che si tratti di effettiva turbolenza, riguardi solo la Grecia. Come dire: è un loro problema. E del resto da quel che ho letto ultimamente (ieri, grazie a Lei) nell'articolo "Greek games and scenarios": "Although Greece can no longer destroy the whole Euro, they could certainly create a situation in which they end up being forced out themselves. This wouldn’t be disastrous, but it would be annoying for the Eurosystem bureaucrats". Ma Tsipras non mi pare sia un fan dell'euro-exit...

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  7. Va bene, Tpsiras non ha studiato, è un asino matricolato e gli unici che pensano possa passare l'esame sono i suoi compagni di classe (tipo Vendolanazione).
    Però sarebbe anche bene che la Commissione d'esame queste cosa facesse finta di non saperle, per mantenere il più possibile una certa oggettività di giudizio.

    E se sarà seccante perdere ulteriormente tempo con questo signore, si tenga conto che reali alternative, a parte l'eversione, mi pare che i poveri greci non ce le avessero, e non è che noi siamo messi poi molto meglio...

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    1. Tu proprio non vuoi capire il problema. La democrazia è un fiore delicato che appassisce appena toccato dalla menzogna. Purtroppo se sei democratico NON puoi permetterti la Realpolitik. Se sei Padoa Schioppa il fine giustifica i mezzi. Se sei democratico devi considerare gli altri come un fine, non come un mezzo.

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    2. Non c'è cosa peggiore che creare continue illusioni. Sono come i medici che assistono alle torture e dicono stop, quando la vittima sta per morire. Poi continua la tortura. L'immagine è volutamente forte, e forse anche ingenerosa. Ma la penso come Alberto. Spero comunque, come lui, di sbagliarmi, spero che il nostro amico Jacques Sapir abbia ragione. Ma non riesco a esserne convinto. Anzi, Alberto è fin troppo ottimista: dopo Tsipras ci sarà la destra non fascista, ma nazista (ricordo che 70 anni fa i Russi entrarono ad Auschwitz).

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    3. Caro Celso,
      tanto per cambiare ti farò una previsione ottimistica: secondo il mio modesto avviso, in Grecia potrà succedere (è già successo) di tutto, ma i neonazi al potere no. Motivo: Alba Dorata è un movimento molto serio, determinato, preparato anche sul piano militare (entro certi limiti), però: 1. il glass ceiling lo ha già toccato (se non è cresciuto in questi due anni, difficile che cresca ancora) 2. è settario. La loro coesione dipende anzitutto dal loro settarismo purista: vedi ad esempio la loro radicale, aperta avversione per la Chiesa ortodossa (sono neopagani, ma sul serio) 3. non hanno legami con le gerarchie militari; riscuotono alcune simpatie trar subalterni e bassa forza, ma non un gran che 4. a sentir parlare di nazismo, a quasi tutti i greci, di destra e di sinistra, si accappona la pelle, perchè i nazi li hanno avuti in casa a lungo e non si sono comporrtati bene. Poi restano una forza con la quale si deve fare i conti, perchè si sono organizzati come lobby semicriminale: 50% aiuti ai più poveri, 50% taglieggiamento ai negozianti etc.+traffici illegali+botte a agli immigrati e a chi non paga il pizzo nei quartieri dove sono forti. Come lobby, in questa situazione il loro potere è cresciuto. Però, di un golpe potrebbero essere soltanto strumenti subalterni, non autori, iniziatori, protagonisti. E se consideri il marchio d'infamia che pesa nel mondo sulla sola parola "nazismo" nessuno, per cinico che sia, troverebbe conveniente metterseli accanto. Se in Grecia ci sarà una soluzione autoritaria, a mio modesto avviso verrà dalle FFAA con la benedizione della Chiesa.

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    4. Tra l'altro non dimentichiamo che, in realtà, Alba Dorata è stata pro-euro: prima per il referendum e adesso contro l'uscita. Poi non so se hanno cambiato ancora idea.

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  8. Sono certo che siamo anche un bel po' di più! Non ci conosciamo personalmente ma, se vuole, mi consideri pure una sua piccola, fedele ed attenta vedetta sarda. Umile ma testarda nel difendere e promuovere l'onesta, la trasparenza ed umanita dei suoi argomenti, in una retrovia economicamente e storicamente intrisa di profonde aberrazioni e storture socio economiche dettate da quella omologazione politica e culturale che qui, nel suo blog, tanto detestiamo.

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  9. Il mercato è il mio pastore...

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  10. Il mercato è il mio pastore...

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  11. Prof. vorrei condividere con lei un mio pensiero e porle una domanda che in parte ha già risposto; la vittoria di Tsipras arriva tardi e vale quanto il 2 di picche. La Merkel qualche giorno fa disse che "la Grecia, ormai, non è più determinante per l'area euro" e subito mi si focalizzò nella mente il suo grafico sull'esposizione della stessa verso le banche private ormai quasi azzerato. Considerato che ormai non ha più un peso "contrattuale", perché non lasciarla uscire se lo vorrebbero? Per non creare un precedente? Tanto i debiti non glieli allungheranno.

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    1. Esatto. Ad oggi l'unico problema dei neonazisti di Bruxelles non sono i quattro spicci che deve loro la Grecia, ma difendere ultra vires il dogma dell'irreversibilità dell'euro. È gente pericolosa.

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    2. Penso che vi sia anche un altro fattore: Tsipras fallirà e si porterà nella sua tomba politica un maldestro tentativo di ridare un minimo di voce alla socialdemocrazia in Europa (DAR). Così facendo, si avrà buon gioco a dire che ogni tentativo in questa direzione sarà destinato a fallire: più si creano aspettative, più sonoro sarà il botto e più sentiremo gridare 'l'unica soluzione è più Europa', come fanno gli arrotini. Con Hollande il giochetto non ha funzionato perché da un lato non lui era credibile come 'leader rivoluzionario', dall'altro perché i francesi non amano farsi dipingere come gli scemi del villaggio.

      Poi, anche Masaniello gridava "viva o 'rre", solo che dopo è arrivato Danton.

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    3. Ci si sta preparando ad uno scontro con la Russia, non credo che la vicenda greca sia considerata marginale in questo contesto, forse lo è per l'economia tedesca. L'eurozona, così come altre narrazioni create per sopire le identità nazionali nel continente, è funzionale ad un progetto più ampio.
      Diversi mesi fa poteva suonare come "complottista", oggi però abbiamo l'esempio evidente delle irrazionali sanzioni alla Russia e dell'informazione, diciamo un pochino distorta, su tutte - e ribadisco tutte - le crisi internazionali degli ultimi almeno 10 anni, a livelli che io non ricordo in passato, se non durante (per quello che ho letto) e in preparazione della I e soprattutto II guerra mondiale.
      Non la si lascia uscire perché il dogma dell'irreversibilità dell'euro è strettamente collegato ad altri dogma, e sono tutti interconnessi: è troppo pericoloso lasciare che qualcosa sfugga al controllo.
      Purtroppo la direzione che stiano percorrendo porta ad una inevitabile conclusione.
      L'"Europa" (intesa come progetto EU+USA) non può conquistare con migliaia di morti e una guerra civile l'Ucraina e poi lasciarsi sfuggire la Grecia (che ha un ruolo comunque strategico nello scacchiere prossimo venturo).
      Spero di sbagliarmi.

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    4. "È gente pericolosa."

      MOLTO, anzi MOLTISSIMO.

      (vedasi M. Shrimpton, "Spyhunter", dove anche 'applicando la tara' la lista delle morti sospette connesse alla EC e' veramente impressionante)

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    5. @Ivan Boni
      Andiamo a far guerra alla russia con i meravigliosi aerei NATO che si abbattono da soli?

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    6. @Stefano
      No, quelli è importante comprarli (pagarli), non utilizzarli (anche perché non si sa se entreranno mai in produzione).
      Comunque ho parlato di scontro, non di guerra... gli USA penso che puntino al cambio di regime in Russia, cosa alquanto improbabile, tanto quanto la "naturale" tenuta dell'eurozona e l'auspicata (da loro) unione politica in Europa.
      Per questo non sono ottimista... perché si sta cercando di infilare un cammello nella cruna dell'ago.

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  12. “«Blondet ha ragione,» disse Claudio Vignon. «Il giornalismo, invece di essere un sacerdozio, è divenuto uno strumento dei partiti; da strumento è diventato commercio, e come tutti i commerci è senza fede né leggi. Ogni giornale è, come dice Blondet, una bottega dove si vendono al pubblico le parole del colore che vuole. Se esistesse un giornale dei gobbi, dimostrerebbe sera e mattina la bellezza, la bontà, la necessità dei gobbi. Un giornale non cerca di chiarire, ma solo di lusingare le opinioni. E così entro un dato tempo tutti i giornali saranno vili, ipocriti infami, mentitori, assassini; uccideranno le idee, i sistemi, gli uomini, e fioriranno proprio per questa ragione. Avranno la scappatoia di tutti gli esseri ragionevoli: il male sarà fatto senza che nessuno sia colpevole. Io, Vignon, e voialtri, tu Lousteau, tu Blondet, tu Finot, saremo degli Aristidi, dei Plutoni, dei Catoni, degli uomini di Plutarco, saremo tutti innocenti, potremo lavarci le mani di ogni infamia. Napoleone ha spiegato questo fenomeno morale o immorale, come vi piace, con una frase sublime che gli hanno dettato i suoi studi sulla Convenzione: Nessuno è responsabile dei delitti collettivi. Il giornale può permettersi la condotta più atroce, nessuno si ritiene personalmente macchiato.»”

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  13. Non compro più quotidiani da due anni a questa parte. Ormai leggo i suoi post come editoriali per essere correttamente informato.

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  14. Cattivik è un cherichetto in confronto a lei

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  15. Bravo, professore! Così si fa! Ehemm, e adesso siamo in tre!
    Baci.
    M.

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  16. Buongiorno professore, la cosa incredibile che emerge leggendo i suoi post è che le sue riflessioni/studi/analisi sono molto simili a quelle di alcuni blogger che scrivono di economia che seguo. Sono ragazzi, probabilmente under 30, che seppur scettici e critici nei confronti di questo sistema, non credono che l'uscita dall'euro sia la soluzione. Piuttosto credono in uno stravolgimento e miglioramento delle cose che possa portare ad una Europa che, certamente, non è associabile alla sola austerità. Trovo le sue correzzioni e puntualizzazioni inconfutabili ma, al contempo, non riesco a percepire quale sia la sua idea di futuro. Cosa propone lei per cambiare le cose? Una volta usciti dall'euro, con un'altra moneta, quale sarà il futuro dell'Italia, da chi verremo "aiutati"? Dalle nuove economie emergenti? Parliamo di paesi in cui alla parola " democrazia" scatta la risata? La stampa di regime, da quello che posso intuire data la mia relativamente giovane età, c'è sempre stata, altrimenti non si spiegherebbe come Silvio Berlusconi sia rimasto al potere per così tanto tempo nonostante abbia, per più volte, aggirato la legge ( vedi la proprietà del 50% e più dei mezzi di comunicazione). I giornalisti estranei ai favoritismi dei partiti sono veramente pochi. Io non sono europeista e in generale cerco di guardare le situazioni nel modo più neutrale possibile

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    1. Carissima,

      la tua giovane età fa sì che il problema sia più tuo che mio, e questo è un primo dato. Il secondo è che alla tua domanda ho dato risposta con due best seller per complessive 800 pagine. Il terzo dato è che questa risposta è stata capita perfino da parlamentari del PD. Devo andare avanti? Non hai letto, o quello che ho scritto non è chiaro al tuo IO?

      La mia coscienza è a posto. Io ho parlato. Ora devo solo proteggere i miei figli. A quelli degli altri ci pensino gli altri. Che ne pensi?

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    2. Lei è molto dis-tratta. Bastava leggere non dico i libri di Bagnai, anzi lo dico "li legga" ma qualche post di questo blog per darsi una risposta.
      Oppure almeno un poco di buonsenso.
      Il fatto che lei creda che un paese sovrano e industrializzato abbia bisogno di aiuti dall'esterno per andare avanti vuol dire che è caduta nel meme mediatico che le hanno fatto sorbire per anni, decenni.
      Invece di analizzare le disfunzionalità patologiche che secondo l'economia ortodossa ci hanno portato al distastro (leggendo Alberto scoprirà che è un grande musicista ma come economista a lui piace fare i collages) quindi l'euro lei vorrebbe essere "salvata" da qualche deus ex machina, il quale magari scoprirà oppure ha già scoperto che la butta sempre più nel pantano in pieno conflitto di interessi, facendo i suoi di interessi.
      Monti, Renzi, Letta e Berlusconi questo fanno e questo hanno fatto: portare direttive di interessi esteri in italia rivendendole come salvifiche nel medesimo paese, salvo poi peggiorare le cose per tutti i cittadini.
      L'economia non è una religione e l'euro non è un dogma, non esiste un optimum tecnico e le scelte degli organismi economici sono fatti politici, in quanto la scienza economica è scienza sociale ed è fatta dall'uomo per l'uomo.
      C'è un unico Dio che la possa salvare ma non c'entra assolutamente nulla con quello di cui si parla in un blog di economia, quando si parla politica e di economia, appunto politica economica e non a caso, a lei deve interessare quale sia la posizione che pragmaticamente la riporta al benessere materiale oppure le consente di ottenerlo.
      I sogni, i salvataggi e altri ammennicoli appartengono alle favole o al piano della filosofia e della religione e nulla hanno a che vedere con il lunario e il vile ma amato denaro.
      Io quando incontro un ingegnere civile che vuole farmi l'oroscopo capisco subito che c'è qualcosa sotto e mi viene la voglia di cambiare strada, non penso certo che i miei problemi del quotidiano siano risolvibili guardando il moto delle stelle.

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    3. Cara Distratta Dis, se sei troppo giovane non puoi capire veramente il punto. L'italia negli anni '60 e '70, pur con l'inflazione, il terrorismo, la mafia, la corruzione e compagnia bella, era un posto molto accogliente dove si viveva molto bene. Si lavorara poco (forse qualcuno fin troppo...) e si guadagnava più di quanto si riusciva a spendere.
      Le donne lavoravano per hobby e spesso si mettevano a far le casalighe dopo il matrimonio, perchè tanto il marito guadagnava abbastanza per mantenere la famiglia, la casa, l'auto (spesso anche quella della moglie) e comprare una casa al mare dove trascorrere le vacanze. E, ovviamente ogni famiglia accumulava un bel po' di risparmi.
      Tu per caso fai la casalinga?

      E i cambiamenti, in peggio, non sono dovuti alla calata degli Unni (uhm...in un certo senso sì?), nè alla caduta di asteroidi, nè all'eruzione del Vesuvio nè a terremoti devastanti, ma a scelte di politica economica suicide.
      Tornare (più o meno) agli anni '70 è possibile e auspicabile, per un semplice fatto: oggi siamo agli anni '20 del 900, quelli della deregolamentazione, del ventennio fascista, della crisi del '29 e della II guerra mondiale. Siamo arretrati di quasi 100 anni. Per cui, anche se sei troppo giovane per averne esperienza, credici, tornare indietro è molto simile ad andare avanti.

      E siccome è già stato fatto in passato, come disse quel famoso tale, SI PUO' FARE.

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  17. [...] L’euro non è una moneta,ma un metodo di governo. [...]
    La sua sintesi non fa una piega e penso che Trippas possa solo alzare la posta per fare nuovo debito (estero).Le balle che ha nel suo programma non sono una strategia credibile.
    Nel frattempo mi giungono pessime notizie dalla Francia...da amici frontalieri con la Svizzera e che hanno perso il lavoro.Moschee e Kebab sorvegliati in pianta stabile dalla polizia...quelli che erano vicini ora son diventati lontani e manco si salutano più e altre situazioni poco egalitè e fraternitè.
    Indubbiamente il dogma euro sta facendo dei gran danni.
    Se Atene piange Sparta non ride.

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  18. Mai come oggi spero che il prof. si sbagli e che in realtà Tspiras sia un machiavellico leader che ha fatto delle promesse impossibili per farsi eleggere e poi forzare il suo paese fuori dall'euro. D'altronde se avesse sostenuto un'uscita dall'euro in campagna elettorale, quanti l'avrebbero votato, vista una così bassa consapevolezza del Vero Problema? Una volta ho visto davvero Babbo Natale!

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  19. A proposito di Babbo Natale la penso come la giovane Uga (a volte mi aspetto di vedere l'Unicorno, anche) ma non credo nel Messia di turno a meno che non suoni così.

    (Alessandra da Firenze. In giornate come queste, Handel è quello che mi ci vuole. Auguri a Davide Falchieri e famiglia...mi pare sia diventato babbo. Corretto?)

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  20. "Se continuiamo a scambiare queste puzzette per "segnali politici" il risultato sarà che la Grecia sarà tirata fuori dal pantano dai colonnelli. Scommettiamo?"

    Scommessa accettata.
    Quest'anno a Pescara al prossimo Goofynomics mi vestirò di giallo sfoforescente per tutti i due giorni se i Colonnelli (Dio li abbia in gloria...) faranno (ancora) la cosa giusta.
    Lei cosa offre?

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    1. E chi se la perde, Bortoletto fosforescente. Mi sa che quest'anno al goofy vengo anch'io.

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  21. La possibilità di una sorpresina o sorpresona dalla Grecia forse c'è. Non risiede in Tsipras, ma nell'alleato che si è dovuto prendere, i Greci Indipendenti di Panos Kammenos: o per essere più precisi, nella Chiesa Ortodossa con la quale Kammenos è legato a triplo filo, come d'altronde con le gerarchie militari. (N.B.: Kammenos NON è un fascista, è un nazionalista greco all'antica: i neonazi veri di Alba Dorata, quando il patriarca di Grecia è venuto a benedire il Parlamento secondo costume, sono usciti dall'aula, e nelle FFAA sono presenti tra i subalterni e la truppa, in alto no). La possibilità sta nel verificarsi della seguente congiuntura astrale: a) a Kammenos salta la mosca al naso per ulteriore offesa alla dignità nazionale (su questo punto ha già spaccato il suo ex partito, Nuova Democrazia) b) la Merkel ne fa una di troppo sull'Ucraina c) la Russia decide di mandare un forte segnale alla UE. In questo caso, con le due Chiese ortodosse a fare da tramite, la Russia avanza al governo di Tsipras una proposta che non si può rifiutare, e Kammenos fa presente al ragazzo immagine che o accetta o gli fa saltare il governo. Non siamo nell'ambito del probabile, ma del possibile sì. Chi lo sa, la storia è piena di fantasia.

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    1. Questa mi piace, la compro. Se il papa ha fatto cadere il muro di Berlino, il pope potrebbe far cadere quello di Bruxelles!

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    2. infatti Tsipras ha già incontrato l'ambasciatore russo.

      finora, se avesse voluto fingersi pro-UE per poi agire diversamente, è esattamente quello che andava fatto.

      certo per agire così dovrebbe esser più furbo di quanto non sia...ma forse è assistito da gente capace. ricordiamo che Tsipras non ha su Syriza il controllo totalitario che Renzi ha sul PD.

      oppure semplicemente non sa che pesci pigliare e per fortuna ha fatto la cosa giusta. finora.

      il tempo ce lo dirà.

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    3. non sottovaluterei la Cina come sponda economica; magari e' fantapolitica o fantascemenza, ma la Cina i soldi da "regalare" ce l'ha

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    4. Intanto, devono eleggere il presidente della Repubblica. Potrebbe essere la prima testa di cavallo?

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    5. Ah, l'ottimo Buffagni, il Calvino del secondo romanzo della trilogia sarebbe orgogliosissimo di questo tipo di manifestazione (oggi c'è da ridere prof., e ridiamo, grazie e con, Lei)

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    6. Tsipras a Pechino via Mosca: la rotta aerea passa più o meno sul Donbass, per Bruxelles si aprono prospettive interessanti.

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    7. Ah, dimenticavo: c'è la Ciiiiiiiiiiiiiiina.... appunto!

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    8. Beh, su argomento Cina/Russia e dintorni: l'accordo swap Rublo/Yuan sembra aver funzionato durante ultima "crisi valutaria" russa (indotta). Mentre c'era chi vendeva rubli, c'era chi li comprava dando in cambio dollari (avendone grande disponibilità)... chissà, magari la triangolazione auspicata da Roberto potrebbe funzionare...

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    9. Sono già noti alcuni nomi del nuovo cabinetto di Alexis Tsipras :

      - Finanza: Varoufakis è Dragasakis
      - Ressort difesa: Kammenos
      - Esteri: Kotzias

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    10. Se dovesse andare all'incirca in questo modo torneremo ad essere fondamentali nell'area.
      L'unica guerra che abbiamo vinto è stato quando abbiamo aspettato e siamo andati dalla parte che era messa meglio, facendo mooolta real politic (certo allora gli yankee erano un pochetto più autarchici).
      Comunque c'è ancora troppo casino a livello di potenze egmoni nell'area mediorientale e i blocchi sono tutto meno che coesi, anzi...

      Se torniamo fondamentali non possono permettersi di avere una nazione troppo turbolenta, quindi avremmo molto potere contrattuale, sempre che lassù ci sia qualcuno molto sveglio e con un minimo di palle (io non posso ho troppo da fare nell'orto).

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    11. L'ipotesi è interessante anche per le "vicende presidenziali" italiane: chi è che ha i rapporti migliori con la Russia e con la Ciiina?

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    12. Le mie visioni concordano con l'ipotesi russa. Spiegherebbe anche la forza mediatica di tsipras e le prime uscite francamente per me inaspettate -come la fulminea alleanza con kammenos e il successo elettorale fuori da ogni previsione. e visto che sono in vena sparo pure prodi come pdr

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  22. ma non è stato proprio lei prof. a dire nel suo libro che

    "l'uscita dall'euro non va annunciata, ma attuata"???

    io colgo una contraddizione.

    questo aldilà di quel che poi si rivelerà essere Syriza. ma giudizi così categorici mi sembrano appunti contradditori anche stando al suo schema di analisi.

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    1. Esatto, su questo punto politico secondo me dovremmo fare una riflessione. Cioè siamo d'accordo che da Tsipras non c'è niente da aspettarsi. Però poniamo il caso (come dice Sapir) che prima o poi qualcuno rinsavisca in Grecia o altriove e finalmente e prenda la decisione di uscire?

      Effettivamente come dice Bootle la decisione andrebbe mantenuta il più possibile segreta. E questo bisogna ammettere che implica una certa cautela
      nel cataminarsi (cit. quell'eurista di Camilleri).
      Verissimo che la democrazia appassisce se toccata dalla menzogna ma è altrettanto vero che chi veramente comanda non ci ha mai messo più di mezzo secondo a ostacolare il processo democratico nei posti dove questo non seguiva la linea prefissata.

      Se la strategia fosse quella di mostrarsi inizalmente accondiscendenti per poi far saltare il banco pretendendo qualcosa (come la ristrutturazione del debito) che chiaramente a Bruxelles non saranno mai disposti a accettare?

      Dite che li faccio troppo intelligenti?

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    2. Carissimi, io qui vi ho dato una chiave di lettura basata sulle strategie di comunicazione dei media (che sono controllati, ovviamente, da chi ha i soldi per farlo). Più di questo non posso fare, e ho chiarito che questo (quello che vi offro in questo post) è solo un mio educated guess, e che spero di sbagliarmi. Per il resto, qui è chiaro a tutti che il problema del debito (enfatizzato dai media) è del tutto irrilevante rispetto a quello di recuperare autonomia e competitività rispetto a una nazione che da due millenni si nutre di mercantilismo e risentimento. Quindi è chiaro che il tappo salterà. Siccome non credo ci vorrà moltissimo (un paio d'anni?), ora che io ho detto la mia e voi la vostra, che dite, aspettiamo come va a finire?

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    3. Mamma mia....in un paio d'anni in Italia ci saranno solo macerie....che previsione infausta prof. (rabbrividisco)

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    4. Il problema politico di un governo greco che volesse uscire dall'euro, o vi fosse costretto che è uguale, è l'instabilità. Anzitutto, il problema serissimo della Grande Macedonia, che non spiego perchè complicato e ignoto ai più, si veda qui : http://www.infomedi.it/macedonia.htm
      e infatti Panos Kammenos ha preteso, per entrare nel governo,che sulla questione non si modifichi la posizione diplomatica attuale (la Grecia ha posto il veto all'ingresso nella NATO della Fyrom (ex rep. jugoslava di Macedonia). Poi, il problema turco. I greci sono stati dominati dall'Impero Ottomano per 400 anni, e non si sono trovati tanto bene. La Turchia ha un esercito molto serio (ecco perchè la Grecia spende tanto per le sue FFAA e nessuno si lamenta), e ha forti strumenti di pressione all'interno della NATO, molti di più della Grecia. inoltre, ci sono molti immigrati turchi in Grecia. Una Grecia fuori dall'Europa ha paura di a) frammentarsi b) che gli USA permettano ai turchi di assorbirla nella sua orbita. E' vero che Tsipras manda tutti i segnali identificativi del cazzaro grillino, ma è anche vero che per i greci, la parola "Europa" vuole dire "salvezza" e "protezione dell'identità nazionale" da qualcosa come cinquecento anni (facile immaginare la delusione, ma la vita è così, questa gran porca ). Prima di persuaderli a mollare l'Europa, anche questa parodia di Europa, ce ne vuole. L'unica altra cosa che forse, e sottolineo forse, è altrettanto radicata nell'identità nazionale storica del popolo greco, e nelle sue secolari aspirazioni all'indipendenza, è la Chiesa ortodossa.

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    5. Il punto problematico non è che Syriza non abbia annunciato l'uscita dall'euro, ma il fatto che nel suo programma è indicata la volontà di rimanerci.
      In altre parole, se Syriza non avesse preso alcuna posizione ufficiale né in un senso che nell'altro, allora ci sarebbe qualche speranza concreta perché avrebbe la possibilità di argomentare: "La negoziazione sulla remissione del debito è andata male per colpa dell'Europa e quindi non ci rimane che....". Ma purtroppo la promessa è di rimanere nell'euro!
      Quindi, nessuna aspettativa razionale sembra essere giustificata in quella direzione.

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    6. Annunciato il blocco di alcune delle privatizzazioni (molto pesanti) previste dal memorandum e a quanto sembra, pare che la Grecia sia intenzionata a porre il veto su nuove sanzioni alla Russia.
      Qualcosa si muove... vedremo.

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    7. Annunciato il blocco di alcune delle privatizzazioni (molto pesanti) previste dal memorandum e a quanto sembra, pare che la Grecia sia intenzionata a porre il veto su nuove sanzioni alla Russia.
      Qualcosa si muove... vedremo.
      PS. corretto il link

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    8. Il problema tecnico, oltre che politico, per la Grecia (e per Syriza) è (come molti avranno già sottolineato) la denominazione del debito. Purtroppo gran parte di esso , dopo gli ultimi haircut, risulta essere sotto legislazione inglese... Cosa di non poco conto...

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    9. Come non detto... ecco i primi segnali.

      "We are not against every sanction," Kotzias said later. "We are in the mainstream, we are not the bad boys."
      [...]
      German Foreign Minister Frank-Walter Steinmeier expressed frustration with the ambiguity of the Greek position before the talks: "It is no secret that the new stance of the Greek government has not made today's debate any easier," he said. After he met Kotzias in private, German officials said he was less concerned.

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    10. @ Flavio
      Questo aspetto mi interessa molto. Sai dove posso trovare i dati relativi alla giurisdizione dell'attuale debito Greco? So che il post è vecchio, non so se qualcuno leggerà...

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  23. As an aside sulla Grecia: ho appena letto che il gestore Francese Carmignac (che fa rima con Cognac) ha appena minacciato: la Grecia DEVE rimanere nell'Euro o si scatenano donnern und blitzen!

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  24. seriamente (ma non gravemente): la esorto a sostituire "insignificante" con "non significativo". È pur sempre la culla di Pericle, Platone e Aristotele (si, lo so che si sentivq macedone....).

    DAR: ma tutti i suonatori di flauto hanno questa attitudine ad attrarre l'attenzione degli astanti? (delle suonatrici si è parlato in post e commenti precedenti....)

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  25. Ieri ad una nota trasmissione del dopo tg di un noto e recente canale con una una nota presentatrice, si diceva che la Grecia non potrà chiedere qualcosa di simile a quanto chiese la Germania dopo la 2 guerra mondiale. Si giustificava ciò dal fatta che la Grecia non è appena uscita da una guerra. Mi piacerebbe provare a fare un confronto. Dove posso trovare i dati storici della Germania durante la 2 guerra mondiale?

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    1. Non te lo so dire, poi provo a cercare.

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    2. Cioè, se capisco bene, il ragionamento sarebbe: è stato giusto condonare il debito alla Germania che ha scatenato e perso due guerre mondiali.
      Non è giusto farlo con la Grecia perché non ne ha scatenata nessuna.

      Chi sosteneva questa "tesi", di grazia?
      Quindi, secondo questo luminare, il debito va condonato solo se si esce da una guerra, non importa se da aggredito o da aggressore, non importa se persa o vinta?
      L'idiota in questione si rendeva conto che la conseguenza logica di quello che diceva è che la Grecia dovrebbe fare una bella guerra?

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    3. Molti dati sono qui:
      http://wiki.mises.org/wiki/Inflation_in_Nazi_Germany

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    4. Grazie. Purtroppo non so se è possibile fare nomi espliciti sul blog.

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  26. abbagli e miraggi, l'euro-break non può venire da una nazione piccina che abbisognerebbe di sostegno finanziario internazionale in caso di rottura e solo la Cina potrebbe...e perchè gli epigoni di Confucio dovrebbero scatenare l'armageddon per salvare gli epigoni di Anassagora, no, il giuoco non vale la candela, si acconceranno con la governance eurista, tenere in vita ad libitum il malato terminale fa parte dell'esperimento di modificazione antropologica che riguarda l'intero continente,
    bisogna aspettare il pesce grosso, la pucchiacca francese, o qualche rottura improvvisa delle acque di spagna, itaglia..

    RispondiElimina
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    1. Anche questo sembra sensato, ma come ogni argomento "geopolitico" si presta ad essere invertito: un paese "too big to fail" forse fa più paura, ma un paese "small enough to be rescued" forse trova prima qualcuno che lo salvi. È molto complicato, come vedi. Per dirvela molto chiara, a me pare che questa discussione non abbia molto senso, perché non credo che ci sia una precisa strategia politica dietro quanto vediamo. C'è una strategia mediatica che, SE ci fosse una strategia politica, darebbe un'ottima chiave di lettura di quest'ultima. Ma il problema è che oggi, come nel 1929, i leader brancolano nel buio.

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    2. Grazie per le spiegazioni, da 3 anni e 2 libri fa in poi, ma questa in particolare.

      Cordiali Saluti
      Paolo R.

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    3. "Il principe Andréj ascoltava con molta attenzione i discorsi di Bagratiòn con i comandanti e gli ordini che egli dava, e con vivo stupore si rendeva conto che in realtà non si davano ordini, ma che il principe Bagratiòn cercava soltanto di fare apparire che tutto ciò che si faceva per necessità, per caso, per iniziativa dei singoli comandanti, fosse fatto, se non per ordine suo, almeno in concordanza con le sue intenzioni. E il principe Andréj notò anche che, grazie al tatto dimostrato da Bagratiòn nonostante la casualità degli avvenimenti e l'indipendenza di essi dalla volontà del comandante, la presenza di lui aveva una grandissima importanza. I comandanti che si avvicinavano a Bagratiòn con il volto sfatto, si rasserenavano; i soldati e gli ufficiali lo salutavano allegramente, si rianimavano in sua presenza ed era evidente che davanti a quell'uomo cercavano di mettere in mostra il loro valore."

      Elimina
    4. Concordo pienamente con Alberto.
      I leader brancolano nel buio, cioè nel dettaglio chi ha l'iniziativa (gli USA) fa una politica intenzionalmente caotica, in Europa, nella quale gli unici scopi chiaramente riconoscibili sono: 1. circondare la Russia sempre più da vicino, operarvi un regime change 2. rendere definitivo lo status di subdominante europeo della Germania in cambio di una sua irrevocabile rinuncia al proprio destino naturale e bismarckiano di buon vicinato con la Russia 3. altrove in Europa (tranne nei paesi dell'ex patto di Varsavia, dove il Dipartimento di Stato USA governa per sms) bene la destabilizzazione a bassa intensità.
      Chi non ha l'iniziativa sono: a) i Russi, che si difendono, bene ma si difendono e basta perchè di più non possono fare, e ringraziamo Dio e il Principe Nevskji che lo facciano b) i tedeschi, al cui interno qualcuno, anche molto in alto, punta i piedi di fronte alla prospettiva di inimicarsi in modo permanente la Russia, memore dello spirito di Tauroggen: ma la bambolina Europa promessa dagli USA per questo atto demenziale fa tanta, tanta gola c) gli altri leader (si fa per dire) europei (escluso Orban, che fa caso a sè) hanno come obiettivo strategico la sopravvivenza politica e finanziaria personale e dei loro cari, e dunque non hanno storia ma solo cronaca (i servi non hanno storia, ma solo cronaca personale).

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    5. l'altro giorno viene un tizio in negozio , mi sembra di conoscerlo, forse ci siamo incontrati in qualche raduno grillino, mi dice, ha una faccia da impiegato all'università, , si parla di euro, dentro o fuori? il dilemma non lo preoccupa tanto, poi domando come fa a restare in una bufala di movimento dove oramai si è appalesata del tutto la matrice aziendalista ed autoritaria. se ne va senza rispondere.
      questa mattina in un bar mentre scorro i titoli de "la stampa" chiedo alla barista cosa ne pensa del risultato delle elezioni greche, si dichiara contenta del risultato, poi si parla di elezioni presidenziali italiane, lei si augura che non venga eletto Prodi, ha venduto tutte le industrie, dice e mi chiede: non sei d'accordo?
      me ne vado senza rispondere.
      sì, è un problema di senso COMUNE, è il senso comune casta corruzione, autorazzismo.., che tiene in piedi la baracca del consenso eurista, ma il vento delle opinioni cambia...

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  27. OT (forse) - Riflessioni su futures & novelli ‘garanti di ultima istanza’

    Il ‘prestatore di ultima istanza’ (Banca Centrale) non e’ l’unico ‘garante di ultima istanza’ che esiste nella moderna finanza.
    Con l’aumentare della complessita’ del sistema finanziario (che riflette, come direbbe J. M. Keynes, il crescente successo dei rentier nel conflitto di classe) si sono venute infatti a creare nel tempo nuove entita’ che fungono da ‘garanti di ultima istanza’, ed immancabilmente ogni ‘garante’ risulta al servizio di una qualche oligarchia di rentier.
    In altre parole, il proliferare di ‘garanti di ultima istanza’ riflette IMHO il processo in atto di progressivo e totale esautoramento della sovranita’ degli Stati Nazione ottocenteschi (i.e. si sta compiendo l’avvento delle oligarchie transnazionali di rentier).

    Per illustrare il punto partiamo per esempio dal mercato dei ‘futures’.
    Il ‘future’ (a rigore ‘futures contract’) e’ un contratto tra un Compratore ed un Venditore al fine di scambiare, ad un prezzo pre-fissato (cioe’ ora per allora), un ‘asset’ (es. titolo o ‘commodity’), con scambio e pagamento effettuati in una data certa futura (delivery date). E’ per questo che i ‘futures’ sono considerati dei derivati degli ‘assets’. I ‘futures’ possono a loro volta costituire gli ‘assets’ di futures di livello superiore (e cosi’ via, di derivato in derivato).

    Mi sono fatto tempo fa queste tre semplici domande:
    1. Mentre un ‘future’ per esempio tra un produttore di grano in Canada (Venditore) ed un mulino/pastificio in Italia (Compratore) ha un senso economico (si vede che puo’ servire a mitigare il rischio connesso alla possibile ‘volatilita’ futura dei prezzi del grano) a cosa serve un derivato di ordine superiore?
    2. Chi crea i derivati di ogni ‘ordine e grado’ e perche’ lo fa?
    3. Chi infine garantisce la giusta compensazione economica nel caso il Compratore oppure il Venditore non siano in grado di onorare i loro impegni reciproci alla ‘delivery date’?

    Per rispondere alle domande 1) e 2) conviene IMHO rispondere prima alla domanda 3), perche’ mi pare che nel nostro neuro-mondo dominato dai rentier, globalizzato e distopico, siano purtroppo i ‘garanti’, presunti indipendenti (cioe’ tutti quelli di ultima istanza), che creano i mercati finanziari, ne fissano le regole e ne orientano pure l’operato per mezzo di presunti organi indipendenti di controllo (certamente IMHO da loro stessi manipolati e controllati).
    Per esempio, per creare i derivati di ordine superiore sono stati appositamente inventati dei contratti standardizzati, di modo che dei sistemi completamente automatici ne possano gestire la creazione ed il relativo flusso di transazioni (anche senza intervento umano, come spesso si divertono a far notare gli specialisti di zerohedge).
    “”(Standardized Futures) Contracts are negotiated at futures exchanges, which act as a marketplace between buyer and seller. The buyer of the contract is said to be "long", and the party selling the contract is said to be "short".””
    Si noti che le relativamente poche ‘borse dei futures’ che esistono al mondo, ciascuna specializzata in una particolare area trans-nazionale, operano praticamente sempre insieme alla loro ‘Clearing House’ di fiducia (come il gatto e la volpe di Pinocchio).
    “”The Clearing House acts as a market participant who is taking the risk of the counterparty default and ensures that the payments are performed even in case of default. Once the trade is changed from bilateral to the trade with the Central Counterparty it is considered a Cleared trade.””

    E’ la Clearing House che funge quindi da garante di ultima istanza dei futures e rende possibile l’esistenza stessa delle borse dei futures. In pratica ‘clearing house’ e ‘futures exchange’ operano in simbiosi come alga e fungo in un lichene!

    Per rispondere alle domande 1) e 2) suggerisco che ciascuno mediti in isolamento spirituale le informazioni riportate in:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Clearstream

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  28. OT:

    Dagli all'untore!

    ".. Il peggio è che la politica in questo clima è costretta a sposare ancor di più la strategia dello slogan e della semplificazione... i leader e coloro che aspirano ad esserlo hanno sempre meno spazi per una gestione razionale dei problemi enormi sul tappeto e sono sempre più costretti a misurarsi con le rappresentazioni semplificate e sbrigative della crisi e delle soluzioni possibili."

    (trad.: Orwell mi fa una pippa!)

    Autore da iscriversi d'ufficio alla proponenda sezione EBOLA (Euro-Bullshit & Obscene Lies Archive) del blog.

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  29. L'Espresso 30 aprile 2014
    http://www.filedropper.com/286fslespersson1730aprile2014

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  30. A proposito di Espresso. Come dire... "È il mercato bellezza", http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/editoria-agonia-cura-dimagrante-all-espresso-meno-pagine-niente-93292.htm

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  31. “l’Europa non esiste più, è stata sequestrata da una cricca di criminali assetati del sangue pulsante dei cittadini, i quali vogliono dettar legge truccando i conti, alterando i bilanci, distruggendo i diritti civili, approfittando del fatto che nel loro quartiere generale persone davvero molto in gamba, e altamente competenti nel campo dell’alta tecnologia finanziaria, sono in grado di operare seguendo lo schema di un gioco perverso e diabolico che finirà per distruggerci tutti, riportandoci nel buio del medioevo. Datemi la possibilità di sedermi al loro tavolo e spezzo loro la spina dorsale”.

    Yani Varoufakis
    Neo ministro delle finanze del governo Tsipras.

    Una rondine non fa primavera lo so lo so...

    RispondiElimina
  32. Leggo quì come altrove (soprattutto altrove) di recondite speranze sulle reali possibilità (e intenzioni) della coalizione greca e sul nuovo governo.
    Riporto un reply del Prof. ad un post:Capisco solo che Varoufakis, il cui vero nome è Brankagoulis, da autentico piddino non sa nulla delle technicalities relative all'uscita da una moneta unica (qui ampiamente trattate) e sta giocando il solito giocherello di terrorizzare il pubblico per convincere gli elettori "de sinistra" che i loro politici hanno fatto la cosa giusta. Non se ne può più.
    Il post è quì.
    Ad ulteriore conferma di queste deduzioni,semmai ce ne fosse bisogno,in rete si trovano altri dettagli,come ad esempio quì.
    Qualcosa accadrà ma non è quello che vorremmo e cioè un ritorno alla democrazia e alla sovranità di uno Stato distrutto da classi politiche ed oligarchie nazionali e sovranazionali.
    Varoufakis...il nuovo ministro delle finanze di Tsipras.

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  33. Krugman sulla Grecia dice:
    dropping the requirement that Greece run a primary surplus of 4.5 percent of GDP would allow spending to rise by 9 percent of GDP — twice as much — and that this would raise GDP by 12 percent relative to what it would have been otherwise. Unemployment would fall by around 10 percentage points relative to no relief.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma ti dice anche come finanzierebbero il deficit commerciale che ne conseguirebbe?

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    2. Questo e' l'articolo originario: non mi sembra dia molti dettagli

      http://krugman.blogs.nytimes.com/2015/01/26/greece-think-flows-not-stocks/

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    3. Visto che il disco è sempre quello, con più Europa! "Born in the USA": un evergreen del buon Paul.

      Se mia nonna avesse le ruote sarebbe Krugman...

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  34. interessanti le "risalite" (inserite in un trend fortemente decrescente) nei mesi di luglio e agosto: giornale da spiaggia?

    RispondiElimina
  35. Stavo facendo zapping (come al solito) e sono incappato in quella stantia e becera trasmissione che si chiama "ballarò", con quel conduttore fritto misto tra bocconiano e PDino , e mi sono trovato davanti all'economista Vaciago che enumerava, molto scientificamente (proprio da professore universitario...) , nelle ditine della sua manona: la corruzione, il malgoverno, la ciiiiiina ( ha parlato del solito mondo globalizzato dove se non si è in buona compagnia non si fischia ....) etc etc.
    Gli ha fatto eco la solita Bonafè, onnipresente in qualsiasi talk, la quale ha onorato, come sempre molto diligentemente, il suo incarico, cliccando sulla window "chi è contro l'euro è contro l'Europa, la pace e bla bla bla e bla ancora".
    A quel punto ho cambiato canale. Il problema che dall'altra parte c'è il Repubblica-ino.
    Non ho ancora capito chi sia peggio! Boh !?

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    1. La Bonafe' esegue gli ordini. E' un soldatino della politica. Aspettiamo che la cambino i generali e anche lei cambiera' la sua opinone, oppure sparira' come merita.
      Vaciago non e' definibile in pubblico, mi limito a dire che sappiamo che e' il prestatore di luoghicomuni di ultima istanza per floris. Cosa non si fa per comparire in tv.
      (nota per piddini: non sto dicendo che corruzione mafie ecc non siano un problema).

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  36. “... non credo che ci sia una precisa strategia politica dietro quanto vediamo. C'è una strategia mediatica che, SE ci fosse una strategia politica, darebbe un'ottima chiave di lettura di quest'ultima. Ma il problema è che oggi, come nel 1929, i leader brancolano nel buio” (Alberto Bagnai 27 gennaio 2015 15:43).

    A mio modesto parere, ciò vale soprattutto per quelli occidentali, perché gli altri sembrano vederci benissimo e non mancheranno di farcelo sapere a tempo debito.

    Comunque, a proposito di “l'euro sta agli europeisti come la svastica ai nazisti”, vale la pena di notare che quest'anno la Lituania è entrata nell'€, che già di per sé non è una bella notizia, viste le pregresse esperienze degli altri staterelli risucchiati nel gorgo dell'EZ. Ma i lituani, fedeli ad una tradizione disonorevole (si veda a tale proposito, “Bei tempi”, di Ernst Klee, Willi Dreßen, Volker Rieß, sui massacri degli ebrei perpetrati dai lituani al fianco delle Einsatzgruppen tedesche), si sono spinti oltre nel loro cammino verso “l'integrazione europea”:

    «Il ministro della salute della Lituania, Rimantė Šalaševičiūtė , entrata in carica lo scorso luglio ha dichiarato in un’intervista alla radio: “L’eutanasia è una buona soluzione per gli strati deboli della società, per i poveri che non hanno i mezzi per pagare le cure sanitarie.”
    [...]
    Il paese, secondo Šalaševičiūtė, non è uno Stato sociale che dispensa cure mediche gratuite e accessibili a tutti
    ».

    Ricorda parecchio il Programma Aktion T4, ma nessuno ne parla. Anzi, sono tutti impegnati a celebrare “la giornata della memoria” a suon di retorica un tanto al chilo. Anche Merkel ha tenuto un discorso a base di “mai più” che fa particolarmente impressione se si considera che in Ucraina i nazisti sono al potere e agiscono nello stesso modo in cui agirono i loro predecessori.

    Ecco, mi sa che è giunto il momento di aprire gli occhi.

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  37. Ciao qualcuno ha già postato sto link? https://varoufakis.files.wordpress.com/2013/07/a-modest-proposal-for-resolving-the-eurozone-crisis-version-4-0-final1.pdf è l'idea del ministro delle Finanze greco per uscire dalla crisi...aggiornata al 2013 quindi attuale...

    RispondiElimina
  38. La banalità del male e la solidarietà delle anime belle.

    [...]"E' stato anche proposto di ammainare a mezz'asta le bandiere dei peccatori indebitati, quelle difronte agli edifici dell'Unione Europea," ha detto il membro dei Cristiano Democratici di Angela Merkel. "Sarebbe solo un simbolo, ma avrebbe un forte effetto deterrente."

    Un'altra tattica per tirare fuori dalla crisi il paese in preda al debito potrebbe essere la sostituzione "dei [suoi] amministratori ovviamente incapaci", ha aggiunto. Poiché i dirigenti greci non sono riusciti a riscuotere le tasse arretrate e privatizzare gli asset statali, ha continuato Oettinger, dovrebbero essere sostituiti con esperti provenienti dalle altre nazioni dell'UE. "Questi potrebbero agire senza doversi preoccupare degli ostacoli e porre fine all'inefficienza", ha detto alla Bild.

    Dopo tutto: "Chi richiede solidarietà agli altri paesi per un certo tempo deve anche essere preparato a cedere una parte di responsabilità."

    (EU-Kommissar Günther Oettinger, 8 settembre 2011)

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    1. C'e' qualcosa di potente e terribile nell'espressione "porre fine all'inefficienza". Da sempre combattiamo l'inefficienza di questa parte dell'universo, creando almeno localmente un po' d'ordine. Ma il "porre fine" e' troppo assoluto, non e' fisicamente possibile, odora di un delirio gia' visto.

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  39. Be', anche in Italia c'è uno che ha ottimi rapporti con Russia e Ciiina. E' anche un candidato permanente al colle

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  40. Pensando alla Grecia, volevo condividere con voi alcune riflessioni.
    Alla fine della fiera, a me pare di capire che creditori e debitori abbiano perso tutti, comunque. I primi hanno prestato incautamente ed i secondi si sono eccessivamente indebitati. È vero che il debitore allo stremo (p.es. le banche greche) può smettere di pagare, ma a questo punto di solito fallisce ed è vero che il creditore esigente (p.es. le banche tedesche) può continuare a pretendere di essere pagato, ma se il debitore non può farlo magari fallisce pure lui.
    Finché è stato possibile, sono intervenuti gli Stati, e cioè i contribuenti, e i creditori sono stati parzialmente, ma in parte anche figurativamente, ripagati; gli Stati, e cioè i contribuenti, non possono però farsi carico di tutto senza distruggere le loro popolazioni e gli Stati debitori, in particolare, forse non possono sostenere neanche il livello di debito che hanno assunto (p. es. la Grecia). Neanche possono farlo i debitori privati (p.es. le solite banche greche) che alla fine dovrebbero coprire i loro buchi con il risparmio dei depositanti (caso Cipro, mi sembra) e quindi sempre dei contribuenti, più o meno. La cosa apparentemente più razionale, a questo punto, sarebbe tirare una linea e dividersi le perdite, possibilmente secondo un criterio "solidaristico" piuttosto che moralista, giacché hanno "sbagliato" tutti: chi più può, più sopporta e si ricomincia d'accapo. Possibilmente senza euro, visti i risultati.
    Che succede se accordo non si trova? O il debitore accetta, come ai vecchi tempi, di essere ridotto in schiavitù ( ma è possibile farlo con TUTTI i debitori? Sia pure uno alla volta? Alla fine sarebbe la guerra) o smette di pagare e basta (e niente bail in modello Cipro). In questo caso, comunque, grandinate per tutti, almeno per un po.

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  41. A fronte di un mancato sussulto della valuta al momento dell'elezione di Tsipras, Evans-Pritchard parla di un balzo poderoso dei defualt swap (qui: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11373274/Germanys-top-institutes-push-Grexit-plans-as-showdown-escalates.html l'originale, qui: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=10299 in italiano). Come commenta questa affermazione Professore?

    Già che ci sono, trovo abbastanza interessante quanto affermato in questo articolo: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=10295 , un piano B non troppo dissimile, nelle grandi linee, dallo scenario dipinto da Buffagni, poco sopra. Tra l'altro potrebbe non c'entrare nulla, ma dal blog di Sapir apprendo che S&P e Fitch stanno facendo a gara a chi declassa di più la Russia...per scoraggiare la grecia? Forse, perché no?

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