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lunedì 21 luglio 2014

Zingy 2: niente svalutazione, siamo inglesi!

Nel post precedente vi ho detto che anche se certa gente mente o si produce in affermazioni tecnicamente sciatte (e lo fa in sedi nelle quali ciò è grave che accada) la vita è troppo breve per disprezzarla. Un'affermazione impegnativa, me ne rendo conto, ma non difficile da provare.

Vi ricordate il discorsetto tenuto dal prof. Luigi Zingales della Chicago Booth secondo il quale in seguito alla crisi l'Inghilterra aveva tratto beneficio dalla svalutazione, ma la sua svalutazione era migliore della nostra, perché noi, invece di usarla solo per reagire ad alcuni shock specifici, ne avremmo fatto una politica strutturale continua? Ricordo per vostra comodità l'ipse dixit:

"Se l’Inghilterra non avesse potuto svalutare il 30-40 per cento rispetto all’euro, oggi sarebbe in una situazione molto peggiore di quella in cui è. Il vantaggio dell’Inghilterra è però che si è permessa, ha svalutato solo quando ne aveva bisogno, e non come politica strutturale continua, come ha fatto l’Italia negli anni 70 e 80"

(ovviamente questa affermazione va confrontata con quella del compagno di merende di Zingy. Che vergogna...).

Il discorso di Zingy, che parte da un dato di fatto incontestabile, è tuttavia di una disonestà intellettuale rivoltante, soprattutto per la sede istituzionale nella quale è stata fatta, sede che merita rispetto, anche da chi ha un ego ingiustificatamente ipertrofico come quello del nostro amico. Ma naturalmente c'è sempre qualcuno che ci abbocca, in questo paese così prono all'autorazzismo. Guardate ad esempio cosa scrive un nostro amico:


Alessandro kmofds ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Zingales e la svalutazione strutturale continua":

Guardi, forse non mi sono fatto inquadrare o non mi ha inquadrato bene. Sono perfettamente consapevole delle politiche sleali di dumping salariale e fiscale che hanno applicato i tedeschi con le riforme Haarts sfruttando il regime di cambi fissi formatosi con l'euro, non rispettando neanche i parametri di Maastricht quando invece l'Italia era ligia. Però secondo me è il problema dell'articolo riguarda le sue critiche volte a zingales ossia la confutazione della sua affermazione. Quest'ultimo afferma che dagli anni 70 agli anni 80 l'Italia ha avuto una politica di costante deprezzamento della lira rispetto le altre monete. Il chè mi sembra assolutamente vero.


Mi verrebbe da dire: "E chi se ne frega di quello che a te sembra! Ma chi cazzo sei? Ma li hai visti i dati? Ma tu andresti da un oncologo a dire: 'Guardi, a me quella macchia sulla TAC sembra un lipoma, secondo me non è il caso di operare'. Ma lo capisci o no che questo è il mio lavoro, non il tuo e nemmeno quello di Zingy, e che quindi io i dati li conosco, tu no, e forse nemmeno Zingy, e questa è la migliore delle ipotesi?"

Mi verrebbe da dire questo, ma non lo dico. Applico la prima legge della termodidattica.

Vi fornisco solo due grafici. Il primo è il cambio fra pound e marco/Euro:



Il secondo è l'indice con base 1 nel 1981 dei tassi di cambio sterlina/marco e lira/marco.



Cos'era questa storia che la nostra svalutazione sarebbe stata "strutturale e continua" e quella della sterlina no? Lo volete capire che era il marco che giustamente si rivalutava per la legge della domanda e dell'offerta? No? Fatti vostri. A me basta aver provato che il più eminente economista italiano, nonché futuro ministro dell'eGonomia di qualche prossimo governo Quisling, o ha mentito in un'audizione parlamentare, o non conosce i dati. Posso in tal caso suggerirgli la consultazione di questo interessante sito. È gratis, non ci spenderà nemmeno un dollaro dei lauti fondi della Chicago Booth (anche se da vero economista suppongo che l'amico applichi il noto detto: "dove non c'è guadagno la remissione è certa).

Bene: ora se qualche larva etica si azzarda a dire che il campione è scelto ad hoc, cioè che io ho applicato il metodo Furbini, mi faccia la cortesia di mandarmi il jpg col grafico giusto, e lo pubblico. Semplicemente, non sono uno zoologo: non ho troppo tempo da perdere con gli elminti. Negli anni '70 la sterlina era ancora più debole della lira. È un dato di fatto, in economia internazionale lo sanno anche i bambini di tre anni: la sterlina ha sempre subito prima e peggio di noi attacchi speculativi nei decenni precedenti. Siamo diventati più deboli solo ora, entrando nel forte euro. Punto.

Si apra la discussione (ma da discutere c'è ben poco).

52 commenti:

  1. “Ora pioveva e la neve per le strade si era mutata in una poltiglia di ghiaccio.
    Sulla via del ritorno raggiunsero Settembrini che sotto un ombrello, ancorché a capo scoperto, era avviato anche lui al sanatorio.
    L'italiano era giallo in viso e si vedeva che era di umore elegiaco.
    Con parole appropriate e rotonde si lamentò del freddo, dell'umido che tanto lo faceva soffrire.
    Avessero almeno scaldato le stanze! Ma quei despoti miserabili spegnevano i caloriferi appena cessava di nevicare... consuetudine idiota, oltraggio al buon senso! E come Castorp obiettò che la temperatura moderata nelle camere poteva far parte delle norme curative, in quanto si voleva evidentemente preservare i pazienti da dannose assuefazioni, Settembrini ribatté con feroce sarcasmo.
    Già, ecco, le norme curative ! Il metodo di cura augusto e intangibile! Castorp ne parlava col tono giusto, cioè con religiosità e sottomissione.
    Sorprendente però - sia pure in senso gradevole - che godessero una venerazione cosí assoluta proprio quelle norme che concordavano perfettamente con gli interessi economici dei potenti... mentre davanti alle altre, diverse, si era disposti a chiudere un occhio...”

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    1. Bellissimo richiamo letterario il tuo !
      Grazie.

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    2. Gasta grigga e gorruzzzzzzione (e gas alè ggggio)

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  2. Come al solito: un bacio in fronte, un abbraccio e un applauso. Plaudo uleriormente alla definizione "compagno di merende": quanto mai opportuna e calzante. Da universitario pensionato, che pesa sulla comunità sprecando danaro pubblico preso a tradimento, sono disgustato dalla violazione dei più elementari principii metodologici di ogni discussione pretesa "scientifica". Un tale disprezzo metodologico si è registrato soltanto nei peggiori regimi politici del '900, di cui l'eurozona è figlia a pieno titolo.

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  3. Il compagno Zingales lotta insieme a noi...
    Oddio, "lotta" si fa per dire... Ma dategli ancora un paio di mesi e come minimo chiederà di associarsi ad a/simmetrie... :)

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  4. Non c' è molto da dire, se non che sono contento di leggere di nuovo i suoi articoli e che sono molto contento delle affermazioni di Zingales, ha presente i ratti su una nave che affonda? Sono i primi a scappare, e più Zingales(che ha anche il physique du role del ratto) parla di svalutare, più significa che la nave eurozona è pronta ad affondare. Prof comunque sappia che noi tutti speriamo in lei come prossimo ministro dell' economia.

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    1. A me piace come divulgatore. C'è più bisogno di buoni insegnanti che di qualunque altra cosa, in questo paese

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  5. Pacciani Boldrin
    Vanni Zingales
    Lotti De Cecco

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    1. E il misterioso medico di Perugia sarà Aristide?!?

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  6. Gentile Professore grazie per il condividere del suo sapere.
    Una domanda: MA CHI AVREBBE CONFERITO COSI' TANTA AUTOREVOLEZZA A ZINGY? Professo Bagnai lei insegna troppe cose a sti' cialtroni, sopravvalutati talmente sopravvalutati che da oggi li chiamerò i BALOTELLI dell'eGonomia.

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    1. Però niente cori razzisti! Ha un ottimo ranking accademico, il migliore in Italia forse solo dopo Alesina, per lavori scritti in campi diversi dall'economia monetaria internazionale, della quale ignora o mistifica i più noti fatti stilizzati. Io non parlo mai di microeconomia o di corporate finance.

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    2. Per quanto mi riguarda, prima dei panni sporchi lavati in TV di "fare per per fermare l'economia italiana", non ne avevo mai sentito parlare...
      Penso che molta della sua autorevolezza(mediatica naturalmente, non accademica) sia dovuta al jersey shore del millantato titolo.

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  7. Risposte
    1. Ma non viene da Marte, bensì dalla più prosaica Padova ...

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    2. Commento di una mia amica al fatto che Zingy dica qualche imprecisione: 'sì, però è figo e con quella erre moscia...'

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  8. Me mancavano 'sti post...senza offesa prof, sicuramente ho orecchie piccole e cultura musicale tendente a zero, ma i post sulla musica barocca sono due palle....

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    1. D'altra parte, se abbiamo l'euro ci sarà un perché, e lo abbiamo capito stasera...

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    2. dai due palle no...certo direie che che è molto piu facile capire i due grafici del post piuttosto che i temperamenti storici.

      Però io non capisco una beata fava di musica barocca...e non mi invitano sicuro nella chiesa di S.Pierre suonare (dovrebbero prima esorcizzarmi). Zingales invece lo invitano a parlare di quel che non sa....

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    3. Oggi, tutto il pomeriggio ad ascoltare Scarlatti. Partita dal pezzo del concerto e poi via, Youtube mica l'hanno inventato per niente. Se lo capisco, francamente, non so, ma chi se ne importa? È bello! Mi sembra addirittura che aiuti a concentrarsi...

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  9. Mazyngales scagliando le monete dallo spazio vorrebbe sconfiggere la deflazione peccato che questo mostro è sopravvissuto con le stesse armi anche nella patria dei manga, il giappone. Per sconfiggere questo mostro ci vuole keynes shiro

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  10. Chiedo venia. Ma gli anni indicati nel grafico non sono quelli dello SME (in)credibile? Insomma non sono tanto sorpreso che a cambi (quasi) bloccati GBP e lira andassero a braccetto...

    I dati per gli anni 70 sono un po' diversi e quelli degli anni 90 anche...

    ... poi ora mi viene anche un dubbio... Forse sul lungo termine uno dovrebbe guardare ai cambi reali (aggiustati per l'inflazione)? Vabbe' a differenza del tipo di sopra io preferisco i post di musica barocca, che quando guardo sti grafici dentro ci vedo sempre un citriolo (senza offesa per chi e grafici li fa e per chi li guarda).

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  11. http://www.libreidee.org/2014/07/sos-il-tesoro-accumula-miliardi-teme-il-crac-delleuro/

    la vedo brutta

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  12. Credo che venga dalla percezione che la sterlina era 3000 lire e quindi non poteva essere debole e svalutata.

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  13. Zingy Zingy, ormai è lui il salvatore! Qualche giorno ero di passaggio alla facoltà di economia di Torino e mi sono avvicinato speranzoso alla bacheca della libreria...e che ti vedo in bellissima mostra?! "Europa...o no" dell'esimio prof. d'oltre oceano...e dell'unico libro che magistralmente ci fa capire quello che sta succedendo e che sarebbe utilee doveroso esporre in tutte le università di economia in Italia, non v'è traccia alcuna...

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    1. ... mentre qualcuno ha detto che, senza voler far polemica, i "marxisti dell'Illinois" erano il male peggiore. Ora io sono il primo ad ammettere che Giuda fosse marxista dell'Illinois, ma devo anche aggiungere che coloro che suggerirono al popolo il nome Barabba, NON lo erano... con grande gioia dei romani... cioè degli amerikani.

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    2. @Corpo 10 da complottista incallito e inguaribile la butto là: qualcuno ci vuole spiegare davvero, perché Zingales mollò "Fare" una settimana prima delle elezioni. Uno che sta a Chicago non sapeva che quel mattacchione di Giannino tutt'al più a Chicago aveva comprato una giacca arancione?

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    3. Ti è andata ancora bene: potevi trovare un libro di De Aglio.

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    4. O della Fornero! Saperlo prima mi sarei laureato a Pescara!

      @Celso, forse ha mollato una volta carpito il vero segreto di Giannino, chi fosse il suo esperto di look!

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  14. Zingales Vs Bob Marley

    "La svalutazione è solo un palliativo temporaneo che in un sistema di cambi flessibili può essere usato in presenza di forti shock, come una droga che si somministra a piccole dosi in casi di ma lattia grave. Ma negli ultimi trent'anni l'Italia ha usato questa droga troppo spesso e la nostra economia ne è diventata dipendente. Il grido di aiuto di cui parla il ministro è l'urlo del drogato in crisi di astinenza. Assecondarlo significa condannarlo a morte certa. Per il suo bene bisogna resistere."
    (Zingales, Espresso, 16 giugno 2005)

    Ah bene, quindi svalutare è come drogarsi: fa male. Capito.

    "Se l’Inghilterra non avesse potuto svalutare il 30-40 per cento rispetto all’euro, oggi sarebbe in una situazione molto peggiore di quella in cui è."

    Ma... allora drogarsi fa bene! OK, capito.

    "Solo con la continua pressione della concorrenza estera, le imprese italiane impareranno ad investire per aumentare la produttività e la competitività. È quello che ha fatto la Germania negli ultimi 30 anni e non a caso è il primo paese esportatore al mondo."
    (Zingales, Espresso, 16 giugno 2005)

    Quindi dobbiamo fare come la Germania? Va bene, ok, capito :)

    "(ANSA) - "Una volta, con la lira, l'Italia aveva in mano uno strumento monetario,
    quello delle svalutazioni competitive, che la Germania temeva. L'euro è stato utile
    a Berlino, che negli anni prima della crisi ha ridotto il costo del lavoro facendo
    così una manovra chiaramente deflattiva".
    (Zingales, 14 giugno 2014)

    Ah quindi NON devo fare come la Germania? Va bene, d'accordo.

    PS

    In attesa che il buon Zingales si metta d'accordo con sé stesso, uno stacchetto musicale offerto dalla University of Chicago Booth School of Business.

    https://www.youtube.com/watch?v=aLGcb0mRK3Q

    Chinacat

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  15. Povero Luigi Zingales, coltiva solo, nel suo piccolo, un pensiero razionale. Che ricorda molto da vicino quello di molti altri, ma soprattutto di uno che li superò tutti.
    Era il 26 agosto 2003.
    L'eminente membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea, Tommaso Padoa-Schioppa, aveva accesso al più conclamato mezzo di stampa italiano, il Corriere della Sera, per togliere a coloro di “colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare” ogni residuale dubbio sulla sua disponibilità, nonché ortodossia, e nell'avere le carte in regola per accedere al soglio di reggitore del destino economico prossimo venturo del paese amico. Le carte, come si sa, devono essere tre, e il candidato deve mostrare di saperle ben ruotare in faccia ai sudditi, per così tutelare meglio gli interessi della “Nazione”.
    Le sue parole furono poche, e poche erano le idee che stavano dietro a quelle, ma ad esse il futuro ministro mostrò di essere ben affezionato (cap. 25 Donna Prassede):
    “Nell' Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l' individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.”
    In sintesi, l'unico principio è solo: “Arbeit macht frei”.
    Che fulgido esempio di uomo. E dobbiamo proprio chiedere ai filosofi quale differenza trovano tra questo dire e quello di Martin Bormann: “Gli slavi sono tenuti a lavorare per noi. Coloro di cui non abbiamo bisogno possono anche morire...La fertilità degli Slavi è indesiderabile. Possono usare contraccettivi o praticare l'aborto, più lo faranno meglio sarà. L'istruzione è pericolosa. Sarà sufficiente che sappiano contare fino a cento... Ogni persona istruita è un futuro nemico. Lasceremo loro la religione come diversivo. Quanto ai viveri, non ne avranno più dello stretto necessario. Noi siamo i padroni. Veniamo prima noi”

    Tornando a Luigi: che male c'è a desiderare di ben apparire agli occhi di colui o coloro che generosamente premiano l'ortodossia?

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  16. Professore sono Fassina in uno dei suoi travestimenti più riusciti...senta:
    Le ho già parlato della mia tristezza e volevo chiederle alcune delucidazioni.
    I tassi reali positivi sul debito (figli del divorzio prima e di Maastricht poi) fanno danni che pochi comprendono nella vulgata.
    Il capitale con tassi positivi (reali) sui tds specula sui contribuenti e ciò non solo porta il debito/pil ad esplodere ma soffoca l'economia reale con creazione di disoccupazione e morte del diritto al lavoro . (Esercito di riserva di disoccupati).

    Uscendo dalla moneta unica c'è un modo di evitare che i tassi reali siano positivi (come purtroppo avviene dentro la moneta unica)? ! Secondo me infatti se i tassi reali sono positivi i capitalisti investono in "carta" (tds) e non in economia reale.
    So anche che se usciamo di soppiatto (non certo col referendum) svalutiamo e impediamo che ci sia la fuga pre-svalutazione.(anche se svalutare di colpo del 20% costa un pò di più, ci sono studi empirici ....comunque niente di enorme).
    Dopo la svalutazione del 20% da "riallineamento" (che molti confondono con la svalutazione competitiva) però c'è il pericolo ci sia un'altra fuga di capitali che può provocare tassi reali positivi...quella per cui tutti credono che gli altri possessori di TdS vendano TdS e allora vendono a loro volta (concorso di bellezza di keynes) temendo che lo stato stampando svaluti il loro effettivo valore.Ciò può portare a inflazione (magari oltre il 5% previsto da Brancaccio & collega).
    Quindi da un lato c'è il rischio inflazione e dall'altro quello di tenerci stretti i capitali promettendo loro tassi reali colossali....c'è il modo per evitare ambedue uscendo dalla moneta unica?Esiste qualche strumento?

    Scusi il disturbo con stima e simpatia.
    Marco

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    1. Senti, non ti rispondo perché mi stai simpatico. È anche normale che se leggi certa gente poi tu dica delle lievi imprecisioni. Ma piantala di postare sto commento, per favore, fai un favore a te stesso...

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    2. Non se la prenda professore...il punto è che 1)Non mi risponde nessuno.
      2) Pensavo non l'avesse letto! (Mica può controllare tutto!)
      3) Ora è comprovato che a Bagnai non sfugge nulla :D

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  17. Professore, sbaglio o la Germania sta prendendo una china molto più discendente dell'Italia ? Trimestre dopo trimestre noi gallegiamo sullo 0%, loro perdono sempre più colpi.

    E' così peregrina l'ipotesi che a causa di differenze culturali la situazione Italia-Germania si inverta ?

    Voglio dire:
    ze l'azienda tedesca non rende, il proprietario la chiude e investe in titoli finanziari. Se l'azienda italiana non rende, spesso il proprietario vi sacrifica i propri risparmi, oppure si accontenta di rendimenti nulli pur di tenerla viva.

    Come potrebbe evolvere la faccenda ?

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    1. Provo a rispondere io.
      La Germania parte alta, più facile che cada rovinosamente e all'improvviso, ma sopratutto sta segando il ramo su cui siede. Di solito succede che il soggetto cade e successivamente gli arriva il ramo sulla testa. In ogni caso, questo è il vero pericolo, prima di cadere, la Germania si "accorgerà" che - ops! - l'euro è insostenibile ed è quindi meglio per loro uscirne in fretta. Tanto più che devono mantenere quei porci falliti e fannulloni dell' Europa del sud. Quindi si creeranno quelle tensioni sociali intra-europee paventate da lungo tempo dal nostro professore. Io personalmente considero anche non improbabile uno scenario di guerra, quella fatta con le armi propriamente dette.

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    2. Il punto è che chi comanda in Germania ha anche molti crediti verso l'estero. Se la Germania uscisse si vedrebbe rimborsare in moneta svalutata. Quindi io credo che terranno duro fino all'impossibile, facendone pagare le conseguenze ai tedeschi normali (e continuando a dire che la colpa è nostra).

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  18. Ciò che va riconosciuto al Prof. Bagnai, inseme all' assoluta trasparenza ed onestà intellettuale, ed al rigore scientifico, che si esprime palesemente durante i dibattiti, cose che mancano a Zingales, come si evidenzia in questo ed altri infortuni per usare un termine eufemistico, è il merito di aver proposto l' enorme mole di dati e di grafici presenti sul web, opera davvero imponente, basta osservare cosa accade digitando su un motore di ricerca qualsiasi, qualsivoglia confronto macroeconomico fra paesi europei.
    Ma il ranking accademico, e la supposta autorevolezza, prescindono da certi meriti, se la rivista Foreign Policy lo ha inserito nel 2012, fra i 100 pensatori più influenti del mondo, insieme a Mario Draghi.
    Evidentemente, a mio modesto avviso, c' è qualcosa che non funziona nella meritocrazia internazionale in campo economico, cosa che non avviene di solito nei campi scientifici delle scienze cosidette naturali.
    Personalmente, da Zingales, che considero non autorevole né affidabile,come anche da Alesina, solo per citarne due, per le puttanate scritte dopo la crisi dell' eurozona, a parte le conversioni tardive, non accetto nulla né mi fido, pertanto di alcuna delle loro asserzioni; autentica spazzatura, e parlo a titolo personale.
    Perdonate la franchezza, ma le prese per il culo sono le cose che mi fanno incazzare di più, e questo articolo di Zingales, prima di essere disonesto perchè falso, e basato su dati falsi, è per me una presa per il culo.

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    1. Già, ma leggi bene: c'è scritto più "influenti", e certamente lo è.
      Sono anche d'accordo con te sulle peculiarità della scienza economica: nelle scienze "dure" chi trova (o pensa di avere trovato) un risultato che potrebbe incrinare il paradigma corrente lo annuncia subito a gran voce. Poi magari c'era un errore, come per i neutrini del Gran Sasso, ma la prassi è quella.
      Nelle scienze economiche (almeno viste da fuori) il paradigma corrente sembra essere qualcosa cui rendere omaggio, sobriamente e regolarmente, dalla prescritta distanza di sicurezza.

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    2. Volevo parlarne qui, in relazione alla questione di cui dibattiamo da quando è nato il blog; l' assurdo pseudo paradosso dell' euro, perchè di vero e proprio paradosso (ma che non ha alcuna possibilità di resistere a dimostrazioni) trattasi nelle menti di chi afferma che la Grecia ne sia il più grande successo, in quanto va contro qualsiasi principio dell' economia e io affermo che chiunque lo difenda, sarebbe da espellere dal novero delle persone influenti nel mondo, anzi andrebbe radiato dal mondo accademico per manifesta idiozia o peggio manifesta disonestà; il disonore ed il pessimo servizio alla scienza economica ne sono le motivazioni.
      Ora la differenza tra il metodo scientifico ed il metodo basato sull' ignoranza, purtroppo possibile in campo economico, ovvero tra Bagnai e Zingales può essere proprio esplicitato da come si affronta l' argomento, ripeto anche se trattasi di economia, scienza dove si fanno, da parte di molti, sfracelli di rigore logico.
      E quindi passo ad uno dei maggiori paradossi presenti nella fisica, per dare l' idea di come sia relativamente diversa l' economia dalle scienze naturali e perchè mi batto perchè anche nell' economia prevalga, per quanto possibile ed ove possibile, il rigore scientifico.
      Parliamo del paradosso di Einstein, Podolski, Rosen,che sollevarono a Bohr riguardo la meccanica quantistica. Tale paradosso, cercava di porre in discussione la teoria, attraverso la sua incompatibilità con i principi di localita’(impossibilità che la misura su una caratteristica di una particella, possa essere risentita in altra particella lontana nello spazio) e che invece è stata dimostrata, tale infrazione, sperimentalmente in vari esperimenti di entanglement; e causalità, cioè la velocità dell’informazione trasmessa tra due ipotetici osservatori solidali alle 2 particelle, non può superare c (vel.luce) e ciò invece non viene messa in crisi, in quanto viene rispettato detto principio.
      Ora nessuno mette in discussione i due principi come non è in discussione l' entanglement pluridimostrato sperimentalmente. Concettualmente, per una possibile spiegazione, si parte proprio dall’ipotesi di presenza di wormhole, in uno spazio ad 11 dimensioni, che azzererebbero il tempo di trasmissione dell’ “influenza” tra le 2 particelle, in una o più dimensioni spazio-temporali, quindi senza inficiare la teoria della Relatività Generale che prevede anch’essa i wormholes.

      Ora con questo mio intervento, basato sulla logica che guida la mia faticosa lettura dei fenomeni, tra i quali rientra anche la questione dell' euro, vorrei appunto chiarire i motivi della mia irritazione nei confronti di questa gentaglia che ignora qualsiasi principio di rigore scientifico.

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    3. Secondo me le storie di Zingales e Alesina sono differenti. Il primo, infatti, è un'indiscussa autorità in corporate governance e finance, ma non certo in international economics (basta vedere i suoi lavori divisi per topic: http://faculty.chicagobooth.edu/luigi.zingales/research/topics.html). Zingales, quindi, sfrutta la sua autorevolezza guadagnata su determinati campi per commentare su un campo diverso, quello dell'economia internazionale. A quanto pare, in quel campo sta prendendo diverse cantonate, quindi la mia domanda è: lo fa apposta (cioè per motivi politici) oppure dimostra semplicemente la sua incompetenza in quel campo che non gli è proprio?

      Per quanto riguarda Alesina, non gli si puo' contestare che non sappia ciò di cui parla (almeno teoricamente...). Almeno lui la politica fiscale l'ha studiata, anche se ha scritto cose che sono discutibili come quella dell'expansionary austerity. Quindi anche qui: le cose che dice sono motivate da discutibile attività di ricerca o da motivi politici?

      In tutto questo, allora, meglio Perotti: almeno lui ha ammesso che su alcune cose che prima aveva supportato si era sbagliato (come per esempio quella dell'expansionary austerity: http://www.nber.org/papers/w17571).

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    4. Alesina-Ardagna, ricordo bene l lavoro del 2009 sull' austerity espansiva e le conclusioni che erano reputate applicabili in generale, che ispirarono alcuni governi come quello UK. Ma se applicate in periodi recessivi e con una Banca Centrale come la BCE, non funzionano come drammaticamente sperimentato. Altro esempio di perfetta approssimazione fu il lavoro di Reinhart-Rogoff sul rapporto Debito/PIL, ancor più spaventoso, forse dell' altro, e che credo abba generato la stessa idea di Fiscal Compact in UEM.
      Ma qui in Europa si continuano a seguire entrambi gli esempi, nonostante siano stati smentiti dalla realtà.
      Allora, da una parte abbiamo un professore che straparla di cose che non conosce e dall' altra un altro professore che crede di sapere cose che dovrebbe conoscere e che invece ignora.
      In entrambi i casi, vedo lo strame del metodo scientifico e purtroppo, insieme, il seguito che hanno da parte di chi decide le sorti dei popoli.
      E' discutibile attività di ricerca o disonestà legata a ragioni politiche? Io credo che si tratti di entrambe le cose, e ribadisco quanto sopra esposto sul metodo scientifico, che può essere distrutto da certe figure, che per di più sono anche molto ascoltate e ritenute autorevoli.

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  19. Risposte
    1. Non conoscevo questa lezione magistrale di Rinaldi a Zingales; ma che figure di merda!
      Ma la cosa che mi fa più incazzare è il paragone con il caso Argentino, che lui, Zingales, con una faccia tosta enorme richiama come esempio di uscita da un' area valutaria.
      E questo sarebbe un economista? Ma andiamo!

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  20. Prof. il problema principale di aprire gli occhi non è tanto lo sforzo per capire che c'è odore di marcio mentre tutti cercano di distrarti; di non ignorare questo odore, di non coprirlo con uno spray profumato; di mettersi a cercarne la sorgente. No, il problema principale è che il "premio" di tutta questa ricerca è un bel conato di vomito, perché, una volta aperti gli occhi, non si riesce a trattenere lo schifo. Questo sarebbe il problema, questo c'è alla fine del viaggio. O... è solo l'inizio del viaggio?!
    Comunque a tutti i frequentatori del blog, consiglio il film :
    Snowpiecer

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  21. Ecco qui la patologia che afflige Zingy
    http://grist.org/politics/science-confirms-politics-wrecks-your-ability-to-do-math/

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  22. Come al solito le affermazioni degli euristi autorazzisti si smontano da sole in quanto violano, non tanto le leggi dell'economia, ma quelle della logica. L'affermazione del Prof. Zingales, secondo cui l'Italia avrebbe fatto della svalutazione una politica strutturale negli anni '80 non tiene, oltre che per i motivi esposti dal Prof., per due motivazioni di carattere logico che sarebbe bene che qualcuno sbattese sui denti di questi Quisling dei giorni nostri.

    1- se l'Italia intendeva avvalersi della svalutazione del cambio per fare concorrenza sleale, per quale cazzo di motivo avrebbe deciso di aderire allo SME, ovvero un accordo che la impegnava a limitare le oscillazioni del cambio

    2- se fosse vero che l'Italia faceva della svalutazione una politica strutturale bisognerebbe anche sostenere che Carlo Azegli Ciampi fosse un sostenitore della svalutazione, essendo lui il Deus ex machina della politica monetaria e valutaria dell'Italia negli anni '80. Se per cortesia qualcuno sbatte in faccia al nostro amico questa lieve antinomia a cui il suo ragionamento conduce, magari gli autorazzisti di casa nostra dovranno cercarsi un altro ritornello da cantare alle feste di paese.

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    1. Mi piace riproporre per l' ennesima volta questo articolo sul Corsera.
      Mario Monti, espone nella sua conversione fulminante alla svalutazione, sulla via di Maastricht, gli sforzi inauditi dell' Italia per restare nello SME.

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  23. Prof sbirciando nel blog ho trovato questo...

    Simone RE11 aprile 2013 14:00

    Cazzeggiando nel web, seguendo pensieri in libertà sono arrivato a http://it.wikipedia.org/wiki/Capitan_Harlock... leggendo la trama mi è venuta in mente la situazione attuale... non è che il Prof è Capitan Harlock? :-) se così fosse, ormai è finita!

    Ci si vede a Reggio domani

    Saluti

    a pochi anni di età andai dal barbiere e gli dissi: "fammi i capelli come capitan harlock". Lui rispose: "io li taglio non li allungo i capelli". Credo che ebbi la mia prima latente crisi esistenziale.

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