MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

domenica 5 febbraio 2012

L'Europa senza l'euro

Dieci centimetri di “poudreuse”, all’ovest è il record. Vado a fare la spesa. Passo sotto casa di Gustave (non Pigà, Flaubert), poi sotto casa di Pierre (Corneille), poi attraverso la Place du Vieux Marché, dove Jeanne d’Arc fu bruciata tre volte, perché non ne restassero reliquie, fiancheggio la cattedrale, quella dipinta da Monet, ma anche quella dove molto prima era stato organista titolare Boyvin (altri tempi, in effetti), e arrivo alla place St. Marc. Sono in Europa, mi sento al mio posto, a casa mia. Penso alle parole di uno di voi, che si è proclamato non europeo, rivendicando la sua appartenenza alla cultura maghrebina (se non ricordo male). Vorrà dire che se verrà a cena da me gli preparerò il couscous (del resto, il foie gras è prenotato dal prof. Santarelli). Ma capisco l'intento polemico. Purtroppo da anni veniamo bombardati dal messaggio che l'Europa è l'euro, e che l'euro è l'Europa. Chi ci propala questo messaggio ha con l'Europa dei contatti molto labili. Qualche politicante incolto e opportunista, che facilmente confonderebbe Pachelbel con Packard Bell, o Galois con le Gauloises. E allora è chiaro che possano montare rabbie livide, come quella del  Gaddus, che esasperato dal grammofono del vicino di casa fantastica di incoronare imperatore d'Occidente un samoiedo sordo. Ma l'Europa esisteva prima dell'euro (e funzionava bene), e potrà esistere dopo di esso (e funzionare meglio). Ce lo suggerisce questo articolo di Bruno Frey, che ho tradotto al volo guardando Burn after reading. Suggerisco quindi a chi sa l'inglese di non fidarsi e di leggerselo in originale. Del resto, voxeu.org è un sito che vale comunque la pena di frequentare.

E ora torno ai miei serial killer. Per stasera i commenti sono moderati. Buona lettura e buona notte.


Bruno S Frey
3 febbraio 2012

Che succederebbe se l’euro collassasse? Per molti, la risposta è: un assoluto disastro. Ma questo articolo sostiene che identificare l’Europa con l’UE e con l’euro, come molti politici fanno, è del tutto fuorviante. Un eventuale crollo dell’euro e dell’UE può essere visto come un’opportunità per l’evoluzione di una migliore Europa futura.


I politici devoti alla causa europea amano proclamare: “Se cade l’euro, cade l’UE, e poi l’Europa”. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, continua a ripetere questa affermazione. Questo è un esempio di quanto Carmassi e Micossi (2010) chiamano una “affermazione incauta”.

Il problema principale è che le persone non vedono alcuna alternativa all’unificazione europea così com’è stata attuata. I politici “europeisti” insistono sostenendo che, se l’euro e l’UE collassano, scoppierà un caos totale. Il continente europeo tornerebbe alla situazione anteguerra. Le nazioni si isolerebbero economicamente, e addirittura comincerebbero a combattersi l’una con l’altra. Una guerra al centro dell’Europa, in particolare fra Francia e Germania, viene considerata come una reale possibilità, che incombe sullo sfondo.

Questa visione delle cose ignora il fatto che il processo di unificazione europea è diventato possibile solo in quanto la Germania e la Francia hanno smesso di considerarsi nemiche. È in seguito a questo che cominciarono a vedersi come “motore” del processo di integrazione europea, iniziato con la fondazione di un’unione economica, e esteso poi alla sfera politica. È certamente errato pensare che l’unica cosa richiesta per portare la pace in Europa fosse un trattato formale internazionale.

La pretesa che la caduta dell’euro e dell’UE porterebbe caos e guerra può essere interpretata come nient’altro che una strategia necessaria per raccogliere consenso intorno all’idea che i paesi fortemente indebitati, come la Grecia, il Portogallo, la Spagna o l’Italia, debbano ricevere ulteriore sostegno finanziario.  Tuttavia parlando con persone provenienti da vari paesi europei sono giunto alla conclusione che molte persone sono realmente convinte che l’Europa si disintegrerebbe, col rischio di conflitti armati, qualora l’UE si dissolvesse. Ritengo che questa idea sia profondamente errata.

L’euro, l’UE e l’Europa sono concetti tutt’altro che identici. Alcuni paesi importanti sono membri dell’UE ma hanno mantenuto autonomia valutaria (Regno Unito, Svezia, Danimarca). Di contro, alcuni paesi extra-UE (come la Svizzera) partecipano ad accordi europei – in particolare gli accordi di Schengen e diversi accorsi in tema di ricerca scientifica. Per quanto riguarda la cultura, la scienza, lo sport e – soprattutto – l’economia, paesi come la Norvegia e la Svizzera sono senza alcun dubbio parte integrante dell’Europa. Identificare euro, UE e Europa, come molti politici amano fare, è completamente fuorviante.

Ancor più importante è la paura che la distruzione dell’euro e dell’UE porterebbe a una catastrofe che spingerebbe nell’abisso tutte le nazione europee. Tuttavia non ci dobbiamo aspettare alcun caos che porti al collasso economico e politico dell’Europa. Una visione simile è di gran lunga troppo pessimistica.

I singoli paesi europei concluderanno rapidamente nuovi trattati fra di loro. La collaborazione sarà mantenuta in tutte quelle aree nelle quali ha funzionato bene. Alcuni paesi rimarranno in un’eurozona nuova e riformata, per la quale si progetteranno trattati appropriati. Una ricostituzione simile si verificherà per Schengen, che coinvolgerà dei membri diversi. Solo i paesi che lo riterranno conveniente parteciperanno a una nuova convenzione sulla libertà di movimento degli individui. Di converso, le nazioni che non troveranno attraenti questi nuovi trattati, o che non verranno ammesse dagli altri membri, non parteciperanno.

Il risultato sarà una rete di trattati sovrapposti fra paesi, cui i diversi paesi aderiranno se ne avranno voglia. Questi trattati non si baseranno su una nozione vaga del significato di “Europa”, ma piuttosto sull’efficienza funzionale. L’elemento cruciale è che i singoli trattati saranno stabili perché saranno stati concepiti nell’interesse di ogni membro.

Questo concetto è stato chiamato GFSC, dalle iniziali delle sue caratteristiche costitutive: Giurisdizioni Funzionali Sovrapposte in Concorrenza (Frey e Eichenberger 1999). Il termine “funzionali” deve essere inteso in senso lato, non tecnocratico. Le funzioni dovrebbero essere progettate in modo da rafforzare il coinvolgimento dei cittadini e il loro impegno in attività pubbliche specifiche. Così, ad esempio, la motivazione intrinseca dei cittadini per la protezione dell’ambiente naturale dovrebbe riflettersi in istanze giurisdizionali che tengano conto di queste preferenze. Analogamente, le GFSC dovrebbero essere progettate in modo da rispettare il concetto di equità dei cittadini.

Una nuova cooperazione europea potrebbe ben costituirsi secondo queste linee, in particolare perché l’UE in parte è già organizzata secondo unità funzionali. È estremamente probabile che gli attuali membri dell’UE parteciperanno a una zona di libero scambio, dato che questa si è rivelata molto produttiva. D’altra parte, il deficit democratico dell’UE, personificato dalla Commissione, verrà contrastato. Del pari, l’apparato burocratico di Bruxelles, la cui crescita non conosce limite, verrà probabilmente sostituito da istituzioni più flessibili e da un meccanismo decisionale più democratico.

Qualcuno potrebbe considerare questa rete flessibile di contratti e giurisdizioni come troppo complessa e ingombrante, e quindi non desiderabile. Ma solo a prima vista. L’essenza dell’‘Europa’ è la varietà e la diversità, piuttosto che lo statalismo e la burocrazia. Una rete di accordi, ognuno dei quali serve a una funzione precisa, è aperta a tutti i paesi alla frontiera dell’Europa e oltre. Così, ad esempio, la Turchia potrebbe partecipare ai trattati di carattere economico, e in questa veste sarebbe certamente bene accolta dalle altre nazioni europee. Al tempo stesso, la Turchia potrebbe essere esclusa da trattati di tipo politico se gli altri paesi europei ritenessero che essa non rispetta (ancora) i requisiti necessari riguardo al rispetto dei diritti umani. Ciò renderebbe possibile sfumare le distinzioni: la Turchia potrebbe essere parte dell’Europa per certi versi, ma non per altri. Ciò riflette esattamente la realtà, con l’unica differenza che l’UE attuale non comprende la Turchia, ma piuttosto è intrappolata in una situazione di stallo.

Una associazione di stati europei che adotti trattati flessibili e sovrapposti basati su funzioni specifiche può essere considerata desiderabile, perché affronterebbe i problemi esistenti in modo efficiente, e al contempo rafforzerebbe l’essenza dell’Europa. Un possibile abbandono dell’euro e dell’UE può essere visto come un’opportunità per l’evoluzione di una migliore Europa futura.

Riferimenti


Frey, Bruno S and Reiner Eichenberger (1999), The New Democratic Federalism for Europe – Functional, Overlapping and Competing Jurisdictions, Amsterdam, Edward Elgar.

65 commenti:

  1. bel post prof.

    credo non del tutto off topic, un riferimento ad un articolo di Wynne Godley del 1992, contro alcuni meccanismi dettati dal trattato di Mastriicht nella costruzione dell'euro. si da molta importanza all'aspetto monetario; non so, cosa ne pensa il prof?

    http://www.lrb.co.uk/v14/n19/wynne-godley/maastricht-and-all-that

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E che ne devo pensare? Mi sembra impeccabile, e estremamente lucido per aver visto quello che anche a molti scettici (me compreso) è diventato chiaro solo quando... è successo! La rinuncia all'autonomia valutaria (non parlerei di autonomia monetaria, già assente di fatto all'epoca) comporta la rinuncia all'autonomia, alla sovranità, politica.

      Del resto, sicuramente Godley capiva che la crisi della quale stava parlando all'inizio degli anni '90 altro non era che il risultato di una "prova tecnica di euro" (lo sme "credibile"), e la discussione in coda al post precedente ha chiarito a sufficienza quanto la nostra politica fosse già poco autonoma.

      Ma si sa, i nostri politici fanno schifo, meglio toglierli di mezzo (vedete: Godley vedeva bene anche questo tipo di argomento, tipicamente piddino. Infatti poi c'è stata la nemesi Penati...).

      Elimina
    2. ne aggiungo altri due lungimiranti, probabilmente già citati ma non ricordo:

      "Immaginate che il governo di uno Stato membro – si chiami Italia a fini illustrativi – sperimenti una carenza di entrate. Trova difficile servire il proprio debito. I detentori dei titoli preoccupati dallʼinterruzione del servizio del debito cominciano a vendere i loro titoli, abbassando i prezzi e forzando il governo italiano ad aumentare i tassi dʼinteresse che deve offrire nel rollover dei titoli in scadenza. Lʼaumento dei tassi dʼinteresse estende ancora di più la differenza tra le spese e le entrate del governo, accentuando il problema fiscale. I problemi nel mercato dei titoli minacciano di espandersi ad altri mercati finanziari perché, per esempio, alti tassi dʼinteresse
      deprimono i prezzi del capitale. Nella peggiore delle eventualità, la caduta dei prezzi dei beni e lʼimpatto di maggiori tassi dʼinteresse sui profitti delle aziende e lʼandamento dei prestiti in scadenza può minacciare la stabilità del sistema bancario"(Eichengreen, Von Hagen 1995, p.224)

      e poi:

      "Europe is much less well equipped than the United States to adjust to interregional disturbances to economic activity both in the strength of forces of market adjustment and in the availability of governmental fiscal responses, automatic and discretionary.
      Europe is also less well equipped to deal with worldwide or continental economic shocks than the United States, because of the absence of a federal government with possible fiscal responses, either automatic “built-in stabilizers” or discretionary policies. As to monetary policy, EMU is tying its own hands behind its back by forswearing any use of central bank powers to affect employment, production, and growth. It may be that the challenge of adapting to an irreversible currency union will bring the farsighted building of institutions needed to make the experiment successful. For Europeans’ sake, let’s hope so." (Tobin, 2001 pag.33)

      je possino ammazzà.

      Elimina
    3. No, non li avevo citati. Uno degli esempi della paperogaggine di Donald (oltre al tono e al look savonaroliano, che indispone il benpensante) è che di tutti quelli che hanno sterminato l'euro con ottimi argomenti lui cosa va a scegliere: Godley!

      Ora, a me Godley piace, era un professionista (oboista), ma mi sembra evidente che se puoi scegliere fra una schiera di Nobel e uno che nessuno conosce (anche se bravo - ma comunque 32 articoli su riviste non tutte ottime li avrò anch'io, se il Signore mi dà la sua salute), e scegli lo sconosciuto, allora sei un fesso (o lo fai apposta).

      Houston, abbiamo due problemi: quelli che leggono tutto, e quelli che hanno letto un libro solo (compresi quelli che hanno letto quello giusto...).

      Elimina
    4. E comunque i primi due (non io ;)) vedono solo il debito pubblico, che con quello che è successo c'entra poco...

      Elimina
    5. ma lei deve capire una cosa, se uno parte da zero e il primo che trova è un post-keynesiano, e a lui si affida come i vecchi a lourdes, è ovvio che citerà Godley perché Godley l'è una sorta di mito in quell'ambito (non per tutti). In più Godley è uno dei pochi che ha colto la crisi europea e la crisi americana anni prima per entrambe e in maniera anche molto accurata (non come i marxisti che parlando di crisi ciclica, ad ogni crisi c'azzeccano per forza senza sapere le cause), di conseguenza negli ultimi anni anche tra gli ortodossi tipo Wolf che ne ha cantato le lodi anni fa, viene considerato un poco di più.

      Ma in realtà per intenderci della tifoseria alle volte balorda, pare che Godley negli ultimi anni, dopo aver sviluppato quel suo modello stock flow, avesse paura che da Tobin arrivasse qualcosa di più accurato, anche postumo magari.

      un aneddoto stupido per evidenziare (cose che lei sa già) l'idiozia delle divisioni nette a scapito della reale consapevolezza dei protagonisti rispetto alle capacità degli altri.

      quindi non è neanche fesso, come dire, è l'amatore dell'economia al contrario. se solitamente economia s'intende Krugman/Stiglitz/Friedman/Barro e non ci si schioda, cioè, come se non esistesse null'altro, lui è partito dagli eteredossi come se non esistesse null'altro. mi spiego?

      Elimina
    6. o poi, come si suol dire, me ne sbatto i bal. ho degli appunti anche sul donald e la sua pochezza espositiva oltreché erronea in maniera deleteria (perché la gente lo ripete). ma non interessa a me, figuriamoci a te.

      Elimina
    7. @istwine : ma scrivigli se hai degli appunti su degli errori che ha fatto !!

      anche tu insisti sul deleterio (E non che non sia cosi , e non solo sugli aspetti piu' 'tecnici' aggiungo)

      ma mi chiedo se alle gente è stato detto che la terra è piatta e la gente ci crede fermamente e esce uno che dice NOOOO!!!!°°°°##### la terra è ottagonale e vi hanno brutalemente preso in giro che danno fara' ....
      okay volevo scrivere per difendere una tesi e non mi sento piu' tanto convinto pure io...
      Ripartiamo dai bastardi intellengenti...(<_>)

      Elimina
    8. Robert,

      non c'è la necessità di scrivergli per il semplice fatto che sono errori tecnici che lui non nota perché ripete in maniera acritica. mi darebbe la fonte da cui è preso ecc. la conosco ed è erronea. il punto è come dice Alberto che se uno danneggia l'idea per diversi motivi, è deleterio. il danneggiare poi è relativo. un può fare degli errori tecnici e non danneggiare l'idea, un altro può fare degli errore tecnici e danneggiarla decisamente. si va per gradi e non è detto che si trovi un accordo nel definire una cosa "errore tecnico".

      facciamo così, faccio il presuntuoso e ti dico:

      http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=6336

      leggi questa intervista. vediamo se trovi l'errore più grossolano e poi dimmi nel caso se non è deleterio. poi certo a leggere i commenti pensi "va bé, quell'errore in confronto è niente".

      comunque, in definitiva, l'importante è essere critici con tutti per una sana indipendenza.

      Elimina
    9. Ho provato a leggerlo io, ma mi sono fermato quando ho letto che lo Stato può arricchire i cittadini stampando moneta, ma i poteri forti sono contrari perché se i cittadini si arricchiscono loro si impoveriscono... Ma scusa: il problema qual è? Se la coperta troppo corta si può allungare stampando carta, questa è la fine del conflitto distributivo!

      Attenzione: non sto contestando l'idea che la coperta si possa allungare con la carta. Andrebbe discussa, ma non mi interessa. Sto dicendo che se credi che la coperta si può allungare, poi non puoi dire che succede qualcosa (conflitto distributivo) che nasce perché la coperta è corta.

      Ecco: io qui già mi fermo, e penso: ci sono tante cose da fare, Donald mio...

      Elimina
    10. Quello purtroppo è un altro esempio di "pochezza espositiva", perché io so cosa genericamente intende e su cosa si basa quella frase, ma non l'avrei mai e poi mai espressa così perché ci sono infiniti motivi per il quale può essere fraintesa.

      ma non era quello!

      Elimina
    11. A "quello" non ci arriverò mai (fisicamente). Sto preparando un bel seminario sull'aritmetica della crescita (neoclassica e postkeynesiana) e Donald può attendere.

      Mi limito a far notare quanto sia evidente da esperienze come queste il perché la ricerca venga fatta nelle istituzioni che si occupano di insegnamento ad alto livello, e viceversa (l'insegnamento ad alto livello viene fatto dalle istituzioni che si occupano di ricerca), e da tre millenni.

      Ovvero: rem tene, verba sequentur.

      Elimina
    12. Mi permetto di evidenziare di fare attenzione ad usare il termine “stampare moneta” perché altrimenti si cade nella spirale trolliana del “signoraggio” bancario. Credo che il concetto della spesa in deficit sia lo stesso di quello che propongono i postkeynesiani. La differenza sta nella spesa degli interessi sul debito, che nei decenni precedenti hanno fatto bene ai risparmiatori per neutralizzare gli effetti dell’inflazione. Aggiungo per Istwine che i marxisti alcune volte c’azzeccano. Ho già linkato in qualche post precedente questo documento http://www.criticamarxista.net/articoli/3,4_2010bellofiore_halevi.pdf , per fare un riferimento nostrano e contemporaneo. Potrei continuare, o ricominciare, da tutti gli economisti marxisti da Kalecki (che sto conoscendo solo di recente) in poi. Già nei primi anni 30 quest’ultimo trovava, con la sua teoria sul ciclo economico, le cause delle fasi di recessione e gli strumenti per le politiche economiche espansive. Dai…. che poi i marxisti non sono tutto “plusvalore”, “sovrapproduzione” e “saggio di profitto”.

      Elimina
    13. No: sono tutto "plusvalore", "sovrapproduzione", e "caduta del saggio di profitto". Per il resto non ho capito una mazza, ma va bene così, l'importante è che non arrivino sul blog lettori di Ezra Pound. Per il resto, siete ancora moderati, ma, come vedete, io sono di bocca buona! ;)

      Marco, ti sono in debito di risposte. Abbi fede (anche se sei un bolscevico).

      Elimina
    14. Su cosa non ha capito una mazza? Su quello che ho scritto sulla stampa della moneta, sulla mia semplificazione su Kalecki o sui luoghi comuni sui marxisti?

      Elimina
    15. Per il debito di risposte non si preoccupi. Applicherò il metodo corleonese che lei ha citato. Quindi se lei dimentica, ci sarà un “picciotto” che la verrà a trovare per ricordare. ;) Come sa mangio pane, bolscevismo e mafia.

      Elimina
    16. Marco,

      in realtà quando io dico "marxisti" pecco di grossa imprecisione, perché nella mia testa mi sto riferendo ai testimoni di geova del marxismo (che so il PCL, il PdAC per intenderci) che purtroppo si ostinano a ripetere sino alla nausea due nozioni base esattamente come i testimoni di geova. Insomma quelli che quando parlando di Keynes mettono il Lord per sottolineare che non può essere una buona cosa.

      Bellofiore è marxista sì, ma quelli di cui sopra lo definirebbero "merda socialdemocratica", quindi lo metto tra i marxisti/keynesiani.

      Kalecki si, mi interessa molto ma i marxisti di cui sopra non sanno neanche chi sia molto spesso. Un vero peccato. Marx è sicuramente degno di essere letto e approfondito, peccato per tutta quella scia di coglioni che si autoattribuiscono l'aggettivo "marxista" e sono dei religiosi buontemponi che non sono in grado di prevedere nulla né spesso interpretare la realtà che li circonda perché ragionano per categorie morte e su un impianto economico anch'esso morto. e allora mi son sempre chiesto, che senso ha dirsi rivoluzionari? Ma.

      E poi lascialo perdere quell'Alberto Bagnai, è tipo Travaglio. sembra dalla parte giusta invece è una truffa ai nostri danni! ha cominciato a mettere la moderazione perché è pure fascista (non a caso vuole uscire dall'eu... ma che ve lo dico a fare).

      Elimina
    17. Mannaggia... se ne è accorto...

      Ma veramente io lo avevo detto a suo tempo di essere pagato dalla CIA, come Donald, solo che lui, siccome ha gli occhi un po' troppo vicini, ha scelto di essere pagato in euro (perché pensava che avrebbe spiazzato il dollaro), io invece in dollari australiani... Capito perché perché lui è così n..zzato?

      Ma questa storia ve la avevo già raccontata, su...

      Elimina
    18. E tu, istwine, attento, perché quando Marco Basilisco avrà portato i cosacchi a piazza S. Pietro per me e Piga c'è la Siberia, ma per te, dopo questa sparata, mi sa che si mette peggio...

      Elimina
    19. Sono d’accordo con te. I partiti che citi, non li conosco, ma mi pare che raccolgano quei nostalgici che pensano che “tutto fa schifo e bisogna fare la rivoluzione”. Le loro proposte vanno da “Marchionne merda, CGIL non firmare” a “Monti sei un burattino delle banche vattene a casa”. In pratica è come stare allo stadio. Il prof. Bagnai ha inserito la moderazione perché in fondo è un “moderato” , come lo sono i moderati della sinistra alla Rutelli. http://www.youtube.com/watch?v=VC4uuyKf7AI

      Elimina
    20. l'importante è che non arrivino sul blog lettori di Ezra Pound
      ^^^http://www.vivamafarka.com/forum/index.php?topic=104809.0

      vuoi lasciare a casa i piu' pugnaci ! ^^

      comunque l'impressione è appunto che ci si davvero piu' interesse e voglia di approfondire a ^destra^ che dall'altra
      considerato anche i commnenti davvero terribili sotto l'intervista postata di ist

      comunque a me non dispiace -vero che è approssimativo -
      pero' se un qualsiasi politico/sincalista dicesse quello cose non starei tanto a pensare che è impreciso e approsimmativo...

      Il punto è : ho letto su un forum una cosa del tipo 'Bravo
      questo Bagnai ma perchè è la prima volta che sento queste cose? Perchè non ho mai sentito dire che l'euro è cattivo?
      Perchè la sinistra non ha mai detto che l'euro è cattivo ?
      La sinistra che dovrebbe difendere i giovani i vecchi le donne i deboli e gli indifesi ? LA sinistra Kinder, Küche, Kirche ...?
      sottointeso: bagnai sarai anche un gran fico ma perchè lo dici solo tu ? (e cesaratto e badiale e krugman ma l'italiano medio non legge krugman...)
      Questi candidi meritano una risposta...

      Elimina
    21. lo sapeva che il sinistro è il destro e il destro è il sinistro? infatti lui legge senza problemi i manga giapponesi come i fumetti occidentali.

      io sono giolittiano. sfido chiunque a mettermi in difficoltà.

      piuttosto professore, mi ha fatto molto ridere vedere nei commenti di vari articoli del Fatto Quotidiano, leggere gente che scrive "vi consiglio il blog di Bagnai" in risposta a tale Fabio Scacciavillani, che io leggo solo perché voglio capire se è un nome d'arte. a breve arriveranno orde di persone. o forse son già arrivate e da lì la sacrosanta moderazione.

      Elimina
    22. @istwine

      La moderazione non è concepita in funzione dei lettori del Fatto Quotidiano. Ho visto anch'io il loro interesse, ne sono lusingato, non mi interessa "filtrarli" e non saprei dove "collocarli", se fra gli "amici" o fra i "nemici", anche perché, come avrete visto nella storia breve di questo blog, non mi interessa collocare le persone e dialogo con tutti. A me interessa di più chi non la pensa come me, lo ho già detto e lo confermo.

      @Robert
      La risposta alla tua domanda sottintesa... è, ahimè, nella domanda. Aggiungi il dettaglio che io non sono (solo) un economista.

      Elimina
  2. Non c'entra naturalmente nulla con l'Europa, la Germania e l'Italia, ma mi pare utile a titolo informativo (visto che spesso vengono citati i casi di Ecuador e Argentina, a proposito del debito)
    http://www.youtube.com/watch?v=Z4pk0jq1IMg
    roberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invece c'entra, purtroppo. Ri-segnalo l'articolo dul Cambridge Journal of Economics, del quale spero di poter fare presto una sintesi "ad usum piddini". Stavo appunto scrivendo a Roberto per chiedergli se ha capito quanto la nostra situazione è simile alla loro... prima.

      Elimina
    2. Sì, le analogie sono impressionanti, ma ho messo le mani avanti per prudenza, perché ogni volta che mi trovo a citare al bar i casi di Argentina, Ecuador, ecc., c'è sempre qualcuno che salta su a dar bacchettate sulle dita perché là (there, come dice l'articolo) non è comparabile minimamente con here.
      Comunque, nel caso dell'Ecuador, i movimenti sociali si sono mobilitati per anni, ci sono volute iniziative di vario tipo, volantinaggi, manifestazioni, articoli su giornali e riviste di economisti alla Acosta (non embedded), perché poi il nuovo presidente Correa (un progressita, con i suoi limiti e le sue contraddizioni: ad es. ha minacciato di dimettersi se il Congreso voterà una legge a favore dell'aborto) istituisse una auditoria, il debito estero illegittimo venisse rifiutato e quello restante ristrutturato con diminuizione del 70%. E il FMI è stato mandato a... far due passi da un'altra parte.
      Ma questi esempi, purtroppo, provengono da paesi che non "fanno testo", dimenticati dagli dèi e dagli uomini (ma non certo dalle multinazionali).
      Profe, quando vorrà fare una promenade un po' più lunga, da Saint Germain des Prés all'Ecuador, potrei darle qualche dritta turistica.
      roberto

      Elimina
  3. Parole sagge, che anche un maghrebino (ma io preferisco il Mashrek) come me può condividere. Sono ansioso di conoscere Santarelli...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tranquillo, il couscous piace anche a lui.

      Elimina
    2. ...e con tutto quello che ho da fare, ho dovuto permettere anche al Mashrek di penetrare il doloroso circolo della mia appercezione...

      Elimina
  4. @all

    Genial! Contrariamente a quanto mi avevano detto i "tecnici" (tanto per cambiare) sul wireless di facoltà ho l'ftp. Torneranno immagini e tabbbbelle per la vostra edificazione. E presto toglierò la moderazione dei commenti, che secondo me offende la maggioranza. Le minoranze tanto si autoeliminano. Sapete quali sono le cose delle quali preferisco non parlare, molti di voi mi hanno dato ottimi argomenti per rafforzarmi in questa convinzione.

    E ora: slides...

    RispondiElimina
  5. @Claudio

    Per inciso (e in linea di continuità con il mio commento precedente) questo articolo, del quale condivido estremamente il tono, fa strame di certi interventi sul "dopo" visto come "vuoto", un "vuoto" del quale avere paura. Interventi che denotavano o una scarsa fantasia politica (ovviamente, come accade, esternata da parte di chi spesso e volentieri elargiva profonde lezioncine sulla dimensione politica del problema), o un intento, consapevole o meno, grauito o a pagamento (non mi interessa, e questo lo dico a Robert), di paralizzare qualsiasi riflessione sul dopo, e di impedire qualsiasi "prioritizzazione" (scusate l'amerikanismo) dei problemi.

    Ma scusate, siamo intelligenti, per un po'. Secondo voi, DOPO, alle banche non converrebbe più far prestiti? Ai commercianti non converrebbe più vendere? L'Europa non sarebbe più un mercato composto da svariate decine di milioni di ricchi? Il mondo rinuncerebbe a noi, per vendere utilitarie ai cinesi? Le patate non verrebbero più raccolte? E le reti formali o informali che si sono costruite nell'economia reale crollerebbero tutte d'un colpo?

    E chi ce lo dice? Ex-dinosauri rivoluzionari anni '70 (quelli dei quali parla Nanni Moretti: "voi urlavate slogan ecc."), da un lato, e economisti neoclassici dall'altro.

    Che simpatica combriccola!

    Per i primi un cambiamento "rivoluzionario" dovrebbe essere benvenuto, no? Invece no! "Mi fa paura il vuoto"... Riempirsi di luoghi comuni, mi rendo conto, può essere un'alternativa. Un dinosauro impagliato. Arreda molto. Ma non questo blog.

    Per i secondi, gli amici neocon (alla francese) la moneta è un velo, no? Invece no! "Non toccatela che crolla l'economia reale"... E qui... no comment!

    Vedete, se io ormai presuppongo la cattiva fede in una certa classe di interlocutori (con una soglia di percezione forse troppo bassa, lo ammetto), che non sono quelli che non la pensano come me (quelli li adoro), ma quelli che non la pensano come se stessi, è perché sono profondamente, illuministicamente umanista. Quando uno è così tanto in contraddizione con se stesso, devo decidere se la sua intima contraddizione è un insulto alla sua intelligenza o alla sua integrità etica. Tertium non datur. E per rispetto, per il profondo, illuministico rispetto che ho per l'intelligenza umana io preferisco sempre pensare che le loro contraddizioni siano un insulto all'integrità etica.

    Di questi tempi fa meno danni un "bastardo" intelligente che un "alleato" ingenuo. E son sicuro che ognuno di voi avrà centinaia di aneddoti che confermano il punto. Se poi saltasse fuori che i "bastardi" in realtà sono "ingenui", questo ridimensionerebbe la mia fiducia nell'umanità, ma non il mio desiderio di avere interlocutori di altro tipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. devo dire che spesso non capisco i riferimenti, i nomi della disney mi erano molto utili. ma io nel caso ho diversi aneddoti da più parti che rafforzano il suo pensiero.

      Elimina
    2. Sai, a forza di frequentare Marco (Palermo) ho acquisito uno stile un po' corleonese... Scherzi a parte: due esempi: nella classe dinosauri metti la Rossanda e i politici e commentatori "a visione"; nella classe dei neoclassici metti Giannino. Tu con chi preferiresti fare due chiacchiere? Io con Giannino. Anche perché sono sicuro che se il dibattito fosse privato, ammetterebbe di vedere quello che vediamo noi.

      Elimina
    3. Ora però non cominciamo il gioco di prendere alla lettera e di dire ma lui ha detto ma lui non ha detto. Bene intendenti pauca. ;)

      Elimina
    4. a si si, da sempre preferisco il nemico al finto amico. lo dicevo già quando non avevo raggiunto l'età della ragione secondo alcuni che non hanno ancora raggiunto l'età della ragione.

      Elimina
    5. ^o un intento, consapevole o meno, grauito o a pagamento (non mi interessa, e questo lo dico a Robert), di paralizzare qualsiasi riflessione sul dopo^

      non ho capito ...sara' un momento di debolezza ...

      Elimina
    6. Io so solo che per far estinguere i dinosauri ci volle un meteorite, mentre per i neoclassici non sono bastate due crisi globali. E temo che per liberarsi di certe combriccole non potremo fare a meno di una grande acquisizione della civiltà europea: la ghigliottina (e mo' si che t'ho inguaiato)

      Elimina
    7. Del resto il post si apre con un rogo... più inguaiato di così!

      Elimina
    8. @Robert

      è solo che ogni tanto, quando seguiamo certe articolazioni del dibattito e certi personaggi, mi sembra che tu tenda a fare il processo alle intenzioni, mentre io tendo a farlo ai risultati. Insomma: se uno "danneggia" una certa "idea", a me interessa che la danneggia (perché la presenta in modo ridicolo, poco professionale, controproducente, o perché la critica in modo sleale, demagogico, o per mille altri motivi). Che sia pagato per farlo, o che lo faccia in "buona fede", a me non interessa per niente. Mi sembra che a te interessi, capisco il tuo punto di vista, non è un dettaglio trascurabile, ma sai, io ho una malattia professionale...

      Quando correggi 200 compiti scritti non puoi chiederti per ognuno "cosa voleva dire?". Devi limitarti a vedere cosa ha detto.

      Elimina
    9. got it , grazie per la riposta , la sto' interiorizzando

      quello che mi chiedo ( e non retoricamente) è se di un messaggio la parte importante è la risposta a questo messaggio , puo' anche un ^messaggio corrotto^ dare un effetto positivo ? (es: porsi delle domande critiche , approfondire , reagire al pensioro unico...)

      sono d'accordo assolutamente con quanto scritto precedentemente ...l'articolo sopra è molto tranquillizzante ma è per me la cosa piu' difficiile da accettare -dalla gente- è quella di essere stati presi in giro...

      Elimina
  6. io per notizie così rischio di commuovermi:
    "Adrian Wooldridge, autor del “reporte especial” sobre el “capitalismo de Estado”, cita el libro El partido, de Richard McGregor, quien apunta que los ejecutivos de las 50 principales empresas chinas tienen una “máquina roja” junto a sus terminales de Bloomberg (la agencia financiera neoyorkina), que los vincula en forma instantánea y encriptada al alto mando del Partido Comunista". ( link al testo completo, e interessanti i dati sulle industrie petrolifere, delle 15 maggiori a livello mondiale, 13 sono statali: http://selvasorg.blogspot.com/2012/02/las-4-variedades-del-capitalismo-de.html#more )
    poi mi riprendo e mi dico che anche qui ce l'hanno una macchinetta vicino al terminale, e che non è rossa ma nera (solo per il forte contrasto cromatico, perché: qual è il colore del neoliberismo?)
    roberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il grigio. Come il cielo della Normandia, e le ceneri di Giovanna d'Arco.

      Elimina
  7. Un po' in ritardo ma l'hanno pubblicato anche su un sito di trnariciuti:
    http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/6586-crisi-finanziaria-e-governo-delleconomia
    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie della segnalazione. So che non dovrei dirmelo da solo, ma quando mi rileggo mi commuovo...

      Elimina
  8. E ora mi godo l'intervista doppia Angela-Nicolas su France 2: Angelina è venuta a sostenere Nicolino nella sua campagna elettorale, ma alcuni commentatori dicono che potrebbe essere un'autogol. A differenza dei Tafazzi nostrani (piddini e/o liberisti), i francesi non sono tanto disposti a farsi raccontare che la soluzione è diventare tedeschi. Povero Nicolino, si mette male...

    RispondiElimina
  9. Sarà sicuramente un autogol. Ha tutta l'aria di essere un classico "bacio della morte". Ma qui deraglio nella dietrologia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che altro l'intervista è stata di un noioso...

      Elimina
  10. L'hanno trasmessa in diretta anche su RaiNews, noiosa, un po' in imbarazzo donna Angela alla domanda del giornalista di France 2 (un mezzobusto che però pare un gigante rispetto ai nostri)sul fatto che l'esportazionismo tedesco a gogò nella eurozona squilibria anziché equilibrare, e Sarko' rossiccio a blaterare che lui parla in nome de la France entière, che lui e Angela vanno mano nella mano, e che LORO sono chiamati a prendere decisioni per il bene dell'Unione.
    roberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be', va detto che Krugman è venuto a tenere dei seminari a Parigi, molto strombazzati dai media, e che quindi in Francia è ben chiaro il concetto che se tutti seguiamo la "virtù alamanna" dovremo trovare un altro pianeta sul quale esportare le nostre merci.

      Va da sé che Poujadas, anche se non è bello come Delahousse (ho dovuto dirlo in classe, a beneficio delle mie studentesse), rimane comunque un gigante rispetto alla statura intellettuale cui siamo avvezzi dalle nostre (in questo momento vostre) parti.

      Ai miei studenti qui ho anche fatto vedere in dettaglio la bilancia dei pagamenti francese e tedesca, voce per voce, anno per anno, prima dell'euro, dopo l'euro. Quindi loro sanno bene cosa li aspetta. E i francesi non sono Tafazzi.

      Qui in dipartimento tutti pensano che mostrandosi come il candidato di Angela Merkel, Sarkozy si sia suicidato. Gli ho fatto notare che noi non abbiamo nemmeno avuto questo tipo di investitura: il nostro non è stato candidato, ma nominato dalla Merkel. I miei colleghi hanno ammesso che in effetti in Italia siamo un po' avanti, ma vedono questo orizzonte come probabile anche per loro. Solo che a loro non piace, perché a differenza del piddino medio non si sentono peggiori dei tedeschi.

      Elimina
  11. Prof. Bagnai, è da un po' che leggo con grande piacere Goofynomics, e trovando l'articolo di Frey già bello tradotto mi sono permessa di rilanciarlo su vocidallestero, ovviamente citando la fonte. Spero che non le dispiaccia.
    Complimenti per il tutto, articoli molto piacevoli e interessanti e commenti anche.
    Carmen

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Carmen, ma mi raccomando: la fonte non sono io, è voxeu.org! Te lo dico perché loro sono giustamente gelosi dei loro diritti di autore. Le indicazioni su come rispettare il loro copyright sono in calce al loro portale, e sono molto semplici: basta dire che l'articolo lo hai trovato lì e mettere un link (come ho fatto io e come avrai forse fatto anche tu).

      Grazie ancora per il sostegno.

      Elimina
    2. Sì, certo, ho messo entrambi i links, sia di Goofy che di Voxeu.
      Doveroso sostenere quello che si ritiene vada nella direzione giusta..;)

      Elimina
    3. Anche voxeu.org spesso ci va. Questa cosa l'ho capita 30 anni or sono, quando ho smesso di leggere i giornali italiani. Giornali esteri espressioni di istanze molto conservatrici (come l'Economist) mi sono sempre sembrati parecchi gradi più a sinistra del buon vecchio Berty (e del più recente Bersy) in tante analisi. Il problema è se abiti in un paese libero o in un paese schiavo. Voxeu è espressione di economisti molto mainstream, ma spesso molto bravi, e quindi in ogni caso ci si possono trovare commenti che aprono prospettive (come questo post dimostra).

      Elimina
  12. il prof. ha detto

    "Sai, a forza di frequentare Marco (Palermo) ho acquisito uno stile un po' corleonese... Scherzi a parte: due esempi: nella classe dinosauri metti la Rossanda e i politici e commentatori "a visione"; nella classe dei neoclassici metti Giannino. Tu con chi preferiresti fare due chiacchiere? Io con Giannino. Anche perché sono sicuro che se il dibattito fosse privato, ammetterebbe di vedere quello che vediamo noi."

    La puntata di stamattina di Giannino su radio 24: come ha fatto la Germania a superare la crisi occupazionale dei primi anni 2000, riducendo la disoccupazione di oltre 2,5 milioni di lavoratori? Non so se si può riascoltare il podcast della trasmissione; in ogni caso se lo ascoltasse dovrebbe perfino riabilitare la RR! Altro che in privato.... Però è vero il personaggio è simpatico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho anche insistito sul concetto di NON prendere l'esempio alla lettera. Perdonami, ma qui si entra nei gusti personali. Non so, io amo tutte le forme di vita, ma un ragno mi repelle più di un serpente, anche se entrambi mi affascinano e se lascio in pace entrambi. Ho riportato un mio dato istintivo, non è un giudizio politico. Sicuramente non concordo con le analisi pubbliche di Giannino in molti casi, ma, non so perché, non mi repelle. L'altra invece sì. E comunque, preferisco diffidare degli "amici".

      Questo blog è molto libero, spesso ci scambiamo delle impressioni personali, non vorrei che da ognuna di esse venisse tratto un giudizio politico!

      Elimina
  13. Segnalo l'articolo di Michele Salvati sul Corriere di oggi.
    http://www.corriere.it/editoriali/12_febbraio_07/angela-da-giussano-michele-salvati_cbdee656-5152-11e1-bb26-b734ef1e73a5.shtml
    Mi pare, se capisco bene, che si identifichino correttamente le cause, ma che si indichi come soluzione "più Europa", cioè uno Stato federale.
    E' un idea, dal punto di vista dell'economista, sostenibile?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No. Non leggo l'articolo perché sto scrivendo e non ho il tempo di leggere, ma che "più Europa" nel senso della sinistra perbene e decotta non sia sostenibile lo ho detto fin dal mio primo intervento sulla questione.

      Quello che gli economisti non capiscono (soprattutto i decotti che mi accusano di non avere "visione") è che "più Europa" non è politicamente sostenibile perché, quale che sia la forma (giusta o sbagliata) che questa affermazione prenda, si tradurrebbe necessariamente nel dare ai tedeschi l'impressione di stare ingiustamente pagando per gli altri. E questa sarebbe la strada maestra (in discesa) verso la quarta guerra mondiale. Ho ripreso il tema anche in "Crisi finanziaria ecc.".

      Elimina
  14. http://www.athensnews.gr/portal/8/48118

    forte sta roba.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo. La conclusione è che i greci hanno truccato i conti a proprio svantaggio, onde permettere ai tedeschi di insediare un governo in Grecia. Lo avranno fatto gratis? Del resto, voi sapete quanti milioni di euro hanno speso gli industriali tedeschi per convincere i politici greci ad acquistare sottomarini tedeschi...

      Elimina
  15. Brutte notizie per gli euro-ottimisti

    http://www.loccidentale.it/node/113403

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E pensare che ai finlandesi non è nemmeno andata così male! Anzi, al gioco dell'inflazione hanno vinto loro rispetto ai tedeschi. Magari poi faccio un postino di quadro macro finlandese. Certo è che se questo era un test sull'euro, era proprio un acid test. Oppure no. Perché la tragedia è che se a Tafazzi dai una bottiglia di marmo, lui è più contento: fa più fatica a manovrarla, e schiaccia meglio le parti interessate... Povera Italia!

      Elimina
  16. Prof.Bagnai complimenti x il suo blog, lei scrive in un modo che anche chi come me non ha mai letto un testo di economia riesce a capire, la ringrazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie.

      Lei si ricorda i Promessi Sposi, vero? (ci siamo passati tutti)... Cosa succede a Renzo quando va dall'avvocato azzeccagarbugli? Quello comincia a parlargli in latinorum! E perché? Ci siamo capiti... Non c'è cosa complicata che non possa essere detta in modo semplice. E se invece vengono dette in modo complicato delle cose semplici, un motivo ci sarà! ;)

      Elimina
  17. Caro Prof. Bagnai,
    Ogni tanto mi prendo l'ardire d'intervenire, pur riconoscendo di non esserne all'altezza.
    Lo sprone nasce sempre da concetti all'apparenza piccoli e semplici ma nella sostanza grandi e lungimiranti.
    L'affermazione espressa che racchiude tale concetto è quella conclusiva: "Vogliamo un'Europa che abbia un senso".
    La sostanza ed il senso sono termini di cui si è persi completamente di vista il significato come il contesto.
    Difficilmente le analisi si espongono per un genuino tentativo di elaborazione della realtà in nome di un interesse comune e partecipato.
    Più spesso ci si aggancia alle sole conclusioni per esprimere un interesse di parte, superficiale e sovente incapace di esprimere una critica o valutazione nel merito.
    Per questo ogni articolo che passa non posso che abbracciare idealmente la sua linea di pensiero che rifugge dai facili e falsi moralismi come dalle facili e false lusinghe.
    "Omnia munda mundis", disse un tal saggio.
    Ed un altro aggiunse: "Sic et simpliciter".
    Io grossolanamente posso accodarmi con un: "prima o poi tutti i nodi vengono al pettine!"
    Un caro saluto,
    Elmoamf Massimo Paglia

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.