Cadono le braccia a pensare che secondo alcuni operatori informativi questi due documenti non sono mai esistiti!
Valutate voi:
- Circolare recante "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-COV-2" del 30 novembre 2020;
- Circolare recante "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-COV-2" aggiornata al 26 aprile 2021.
Nel primo, quello del novembre 2020, si legge:
e credo vediate che la musica nel frattempo era un po' cambiata, verosimilmente anche a causa di quello che era successo in Senato l'otto aprile:
a sua volta conseguenza di quello che era successo sempre in Senato il primo aprile - nel video linkato vedete Bernini, Romeo, e altri... a indicare che un po' di peso politico era stato messo sul piatto della bilancia per far muovere il pachidermico ministero: una iniziativa presa con un discreto anticipo rispetto alla scoperta dell'acqua calda europea:
Ora, non entro nelle varie sfaccettature tecniche di questi documenti, che in larga parte eccedono le mie competenze (non nella parte in cui potrei raccontarvi quanto c'è voluto per passare dalla prima alla seconda versione: un'epopea che in parte risulta agli atti parlamentari ma sotto la quale c'è un lungo romanzo d'appendice fatto di contatti con tecnici, colleghi del proprio e di altri partiti, consulenti esterni, ecc., con cui non vi annoio).
Diciamo che con la revisione di aprile 2021 il Ministero ha sostanzialmente ammesso di aver sbagliato strada omettendo di menzionare i FANS, che poi erano i farmaci su cui fin dall'inizio si era concentrata l'attenzione dei medici di medicina generale che volevano curare i pazienti (già a febbraio 2021 - parlo per esperienza di prima mano - a Roma Nord la prescrizione di qualsiasi medico, ma anche di qualsiasi farmacista, a seguito di tampone positivo su soggetto non altrimenti a rischio era di andarsene a casa e prendersi l'ibuprofene - che non è il paracetamolo - e quella è rimasta, generalmente con buoni esiti: il Ministero è arrivato dopo, a forza di spintoni; ovviamente so, perché se una cosa la sapete voi, significa che io la so già, che in altri territori del nostro Paese - tipicamente: alcune zone del Piemonte - tutto questo era ampiamente noto molto tempo prima, ma anche in questo non mi attarderei, per il momento...).
Mi diverte però una cosa di questo protocollo che secondo alcuni giornalisti non sarebbe mai esistito: il fatto che, come il gatto di Schrödinger, esso sia al tempo stesso vivo e morto!
Eh già...
Perché è sostanzialmente morto per il Consiglio di Stato, quando ci dice che "il documento contiene raccomandazioni e non prescrizioni", motivo per cui non gli si può imputare né di aver impropriamente vincolato l'attività professionale dei medici, né tanto meno di averla indirizzata verso uno specifico principio terapeutico sulla cui appropriatezza da mesi (ormai possiamo dire da anni) sono stati sollevati molti autorevoli dubbi (perché incide sul metabolismo del glutatione: non chiedetemi che cosa sia, relata refero, anche se credo di poter spiegare che cosa c'entra in questo discorso più di certi autorevoli tromboni che abbiamo visto confondere antipiretici e antinfiammatori: magari un giorno succederà anche a me di confondere una curva di domanda con una di offerta, e quel giorno, vi prego, abbattetemi...).
Ma al tempo stesso il protocollo della vigilante attesa pare sia anche vivo, visto che viene utilizzato dagli ordini dei medici per minacciare di sospensione o radiazione (non è chiaro) dei medici che non lo hanno applicato alla lettera:
Mi sembra evidente che c'è qualcosa che non va: e la prima cosa che non va è che non è vero che non c'è un giudice a Berlino: ce ne sono troppi; e non è vero che il problema dei tempi della giustizia (umana) è che sono lunghi: è che sono variabili. Ci vuole pazienza, e ci siamo detti (ma è solo un educated guess) che dovremo averne fino a settembre.
Ora, io non so dove sia il torto e dove la ragione, e per fortuna non è mio mestiere deciderlo. Tuttavia, nella mia carriera universitaria ho studiato diritto privato, diritto pubblico, diritto pubblico dell'economia e diritto commerciale. Diritto quantistico non l'ho mai studiato e dubito che lo si insegni da qualche parte. Di conseguenza, starei un po' attento a radiare medici sulla base dell'inosservanza di un protocollo che secondo il Consiglio di Stato contiene "mere raccomandazioni", se veramente di questo si tratta. Il protocollo o è vivo (ma allora deve fare attenzione in primis chi lo brandisce) o è morto (ma allora brandirlo non ha senso). Il mio, ovviamente, è solo un consiglio disinformato e disinteressato di un pover'uomo affezionato alla logica aristotelica: poi, come sempre, se fate come vi pare, poi mi diverto di più...
Intanto, io domani me ne vado al drive in. Di questa, come di tante altre cose, non avevo bisogno di fare esperienza diretta, perché il mio lavoro è sapere le cose. A differenza del mio illustre e sfortunato predecessore però, ora che ci sono passato, oltre a sapere ho anche le prove. Va da sé che non dovete preoccuparvi: stiamo tutti benissimo, e siccome non fa scienza sanza lo ritenere avere inteso, potete immaginare che due anni passati in dialogo quotidiano coi massimi esperti mondiali del tema (che non sono la trista compagnia di giro lombrosiana che vi ammanniscono quotidie sui media) mi hanno permesso di affrontare in serenità e sicurezza anche questa vicenda potenzialmente rischiosa (ma nel mio caso del tutto observationally equivalent alla mia consueta allergia pre-primaverile a cipressi e mimose: comunque tranquilli, controllo tutto, la saturazione non è mai scesa sotto il 97% e la temperatura non è mai salita sopra 36,9...). Bisogna fare molta attenzione: ad alcuni amici è andata peggio e paradossalmente, in casi specifici, che ovviamente non menziono, proprio a quelli più "rocciosi". Indubbiamente questo virus è insidioso. Può intaccarti senza che tu te ne accorga, può capitarti di ritrovarti con una saturazione bassissima essendo praticamente asintomatico, ecc.
Quindi: l'attenzione non guasta mai!
Anche per questo non entro, perché non sarebbe responsabile, nell'infinito campo degli aneddoti, che sono come un'altra cosa: ognuno ha i suoi. Non entrateci nemmeno voi: sapete che certi argomenti non possono essere toccati nel dibattito pubblico sui social media. Non ve l'avrei nemmeno detto, perché sono fatti miei, se non fosse che domani lo avreste saputo dalla journaille, e dato il nostro rapporto non mi sembrava carino: magari vi sareste potuti preoccupare! Mi limito solo ad osservare che proprio perché è una malattia insidiosa e difficilmente riconducibile a una checklist (giusta o sbagliata che sia, e sopra avete un esempio di entrambe) ci sarà un giorno da fare un discorso molto sereno e articolato su quanto i pazienti del SSN abbiano avuto uguale accesso alle cure cui avevano diritto.
Lasciamo quindi divertire ancora per un po', senza commentarne le fatiche, i fantasiosi esegeti che in questi giorni rivedono la Costituzione sottoponendola alla lente deformante delle loro allucinate pulsioni discriminatorie. A quanti personaggi in cerca di editore la mamma non ha voluto abbastanza bene da piccoli! E queste piccole tragedie personali, quando non conducono a capolavori letterari, conducono a interventi spectacularly ill-timed, come disse qualcuno in un Dibattito che, anche se non volete capirlo, è esattamente questo dibattito.
Poi si farà sul serio, e per chi ora chiacchiera tanto a vanvera la faccenda diventerà meno divertente. Ma siccome non credo nelle soluzioni giudiziarie di problemi politici (o, più esattamente, siccome credo che anche le soluzioni giudiziarie dipendano in modo molto esplicito dai rapporti di forza politici), prima di arrivare a quel momento se non della verità, almeno della minore menzogna, occorrerà, in questo come in tutti gli altri settori del nostro vivere civile, che si sciolgano dei nodi politici (uno in particolare). Anche qui, se poteste fare meno rumore sarebbe tanto di guadagnato per tutti, a partire da voi. All'ultimo si contano le pecore. Io, comunque, non ho nulla da consigliarvi: fate come volete.
Ho dormito bene ieri, dormirò meglio oggi, e domani farò il mio dovere, come lo faranno i miei colleghi.
Spero altrettanto di voi.







































