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venerdì 12 agosto 2016

QED 65: che ha fatto er PIL? Statistica e propaganda.

Sarà stato l'inizio del 2015. Non posso ricordare la data esatta, e nemmeno le circostanze (eravamo a cena? Eravamo a un seminario "d'area"?), e non posso citare la persona, perché mi ha detto di essere permalosa (ma allora non dovrebbe fare il politico).

Io dicevo: "Amici, compagni, avete un'occasione d'oro. È del tutto ovvio che Renzi sgrugnerà sul tema economico. Fategli una battaglia seria su questo. Secondo me avreste dovuto insistere di più sul jobs act [Ndr: a quel tempo non c'erano ancora state le sollevazioni contro la loi travail in Francia e quindi la sinistra europea aveva perso memoria del fatto che si può protestare contro una legge che lede i diritti dei lavoratori: da qui la mia delicatezza: si sa, i sonnambuli non vanno svegliati...], e, sempre secondo me, fare una linea del Piave sul tema del referendum per schierarci un'armata Brancaleone di cariatidi a difesa di una cosa che nessuno capisce cosa sia (la Costituzione) non mi sembra altrettanto efficace politicamente, però non è mai troppo tardi. Siccome lui sgrugnerà, voi cominciate a dirlo, magari - sarebbe meglio - da dentro il PD, e così quando sgrugnerà potrete portare all'incasso la cambiale dell''io l'avevo detto', per far capire ai vostri complici colleghi parlamentari che il mito dell'invincibilità di Renzi è un tantino fasullo, e che affidandosi a lui potrebbero non arrivare a fine legislatura".

Risposta: "Ma sei poi con il jobs act lui riesce veramente a portare la crescita a più dell'1%? A quel punto siamo sconfitti politicamente...".

(...nota bene: ricordo che avevo già scritto questo post, in cui preconizzavo lo 0.6% che in effetti si è verificato....)

A fronte di tanta mancanza di attributi (se lo dice la Picierno si può dire), di tanta diffidenza verso chi da quattro anni stava azzeccando un discreto numero di educated guesses, di tanta sfiducia nelle proprie capacità politiche, di tanta incapacità di assumere un rischio tutto sommato minimo a fronte di un guadagno politico evidente, insomma: a fronte di tanta mediocrità, io, che ho un ottimo carattere, non mi alterai. Feci un sorrisino di circostanza, ed emisi un solidale: "Bè, certo...".

Lo stesso, peraltro, che ribadii quando, dopo la Brexit, mi imbattei, uscendo da uno studio televisivo, nella stessa persona. Sono umano, e quindi non potei trattenermi dal far notare che se avessero preso una posizione più aggressiva verso l'Europa, il successo del Leave sarebbe stato un successo anche loro. In questo senso, passare dal partito di Renzi (che, come qui avevamo previsto, era diventato un minimo confrontational nei riguardi di Bruxelles - salvo calarsi sempre le braghe al momento cruciale) a quello della Boldrini (totalmente asservito all'ideologia spinelliano-kalergica made in Usa) non era stato un passo estremamente pagante in termini tattici, e un nostro amico con la barba che ha scritto un libro sull'annessione della Germania (ma non posso nominare) glielo aveva detto, molto chiaramente, prima.

Risposta: "Eh, ma chi se l'aspettava...".

Ma... Ma... Ma...

Ma come chi se l'aspettava? Quanti anni fa è uscito Il tramonto dell'euro? E che c'è scritto? Che questa cosa non può durare. E il percorso delineato verso il crollo, fra l'altro, è quello in cui siamo: all'interno, la crisi bancaria (di debito privato); all'estero, crescenti attriti della Germania con le potenze debitrici (gli Stati Uniti). Quindi, se siamo sulla strada delineata, e questa strada porta in un certo luogo, e per di più a velocità accelerata a causa di un evento che nel Tramonto dell'euro non prevedevo (la crisi di Schengen), ma la volete fare un'accidenti di scommessa sul vostro riverito futuro politico?

No.

E allora schiantatevi anche voi, come il vostro ex complice ed attuale aversario politico (pro tempore)!

Questa è la sinistra critica. L'enormità del suo fallimento politico, che è un fallimento in primo luogo antropologico, e quindi, a monte, umano, merita un trattamento separato, e lo avrà.

(...tranquilla, Monica: il tuo commento è in coda e ci sto lavorando. E tranquillo anche tu, Serendippo: sei un amico: la migliore dimostrazione del fatto che ho ragione da vendere...)

Ma oggi parliamo del dato tecnico. Due post or sono, usando come indicatore anticipante l'indice della produzione industriale (IPI), avevo previsto per il dato del secondo trimestre un intervallo di confidenza al 95% che andava da -1% a 0%, centrato su -0.5%. Avevo argomentato che questo intervallo era naturalmente distorto al ribasso, perché usando come indicatore anticipante la sola produzione industriale, di fatto escludevo dal modello informazioni sulla parte più rilevante del PIL, i servizi, che in Italia fanno il 75% del valore aggiunto totale. Tuttavia la manifattura rimane un settore trainante (una parte non trascurabile dei servizi ricade nell'indotto del manifatturiero), e i segnali provenienti dal commercio, che a sua volta fa un quarto dei servizi, non erano incoraggianti. Questo lato offerta. Lato domanda, tagliate le retribuzioni via jobs act (la cosa che i miei amici "de sinistra" non capivano), cioè distrutta la domanda interna, e in un clima generalizzato di revisione al ribasso delle stime di crescita mondiale, era piuttosto difficile che si potessero avere sorprese positive.

Concludevo che nel secondo trimestre il PIL non sarebbe cresciuto (cioè che saremmo stati vicini al limite superiore della previsione intervallare fornita dal semplice modello stimato).

Nel post scorso un sedicente filosofo (dotato al più di laurea triennale, cioè di niente, se i dati riferiti alla sua condizione anagrafica sono corretti, come del resto la sua condizione ortografica rilevava), che spero fosse in realtà un troll al servizio di Sensi (come vedete, io amo l'umanità e voglio credere in lei), articolava una sconclusionata e ripetitiva supercazzola dicendo che lui, senza volersi dare una preparazione tecnica specifica in statistica matematica, statistica economica ed econometria, voleva però decidere con la sua testa "chi ha ragione chi ha torto" fra me e i giornali, i quali davano una previsione puntuale fra 0.1% e 0.2% (attenzione: questo non è un intervallo: sono due previsioni puntuali di due fonti diverse. Nessuna fonte "autorevole" dà un intervallo di confidenza, come dovrebbe fare chi è intellettualmente onesto, e questo però per un buon motivo: perché i politici non lo capirebbero - vedi sopra...).

Questa osservazione non aveva senso a diversi livelli.

Intanto, è chiaro che la pretesa di "capire con la propria testa" come si costruisce un intervallo di confidenza della proiezione, o cosa sia un indicatore anticipante, quando dopo una laurea umanistica non si è nemmeno riusciti a interiorizzare le regole della punteggiatura, è lievemente far-fetched. Attenzione: questa non è una osservazione egotista o soggettiva, come l'hanno interpretata i soliti buonisti imbecilli di passaggio. Al contrario, è un'osservazione che ha un significato politico cruciale. La filosofia dell'"ascolto tutti e decido con la mia testa" è il duale del fallimento pilotato dei corpi intermedi: partiti, sindacati, intellettuali. Il loro commissario liquidatore è stato, qui da noi, la filosofia fascista dell'europeismo, nella sua connotazione ordoliberista. Adottando, a due decenni dal suo conclamato fallimento scientifico, la filosofia politica secondo cui l'economia deve essere gestita da regole, l'eurofascismo ha negato legittimità al conflitto sociale (perché tanto gli interessi "legittimi" sono tutelati dalle regole "giuste" - senza che nessuno intervenga a chiedersi chi ha stabilito queste regole...), obliterando così il ruolo degli organismi che partecipavano a questo conflitto: appunto i partiti, i sindacati, ecc. Questi organismi avevano, a modo loro (evidentemente imperfetto), anche il ruolo di mediare fra il cittadino-elettore-iscritto e la realtà, di proporre letture del reale, cui era evidentemente possibile aderire o meno, ma il cui il vantaggio era quello di essere il risultato di una elaborazione ideologica dotata di un minimo di coerenza interna e affidata (ai bei tempi) a intellettuali che la producevano dibattendo fra loro e con i corpi sociali.

Tutto questo non esiste più.

A sostituirlo, è intervenuta la filosofia pesantemente regressiva dell'"ascolto tutti e decido con la mia testa", che è evidentemente la legittimazione "democratica" dell'oligarchia. Il motivo è semplice: decidere "con la propria testa", in assenza di strumenti critici propri, o di un vaglio critico dei corpi intermedi, significa semplicemente dar retta a chi ha più soldi da spendere in propaganda. Punto.

Qui si arriva al secondo motivo per il quale le osservazioni del gentile amico erano totalmente sconclusionate (tali da poter essere attribuite solo a un troll molto furbo, o a un lettore molto ingenuo): così come non possiamo dividere mele per pere, non ha alcun senso mettere a confronto il lavoro di informazione fatto in questo e altri blog con il lavoro dei giornalisti. A questi va ovviamente il nostro rispetto umano di default, ma dobbiamo riconoscere (e lo ha fatto puntualmente il gran gastaldo di Giovinia, il giovine Baroni) che il loro lavoro è un altro: è fare propaganda, come ricordavo due giorni or sono sul Fatto Quotidiano, citando l'interessante e documentato lavoro di Luigi Zingales. Voler "decidere con la propria testa" se "la ragione" è dalla parte di un ricercatore indipendente o di un organo di propaganda non ha evidentemente senso, a prescindere dal fatto che uno voglia dotarsi o meno di strumenti critici per farlo (cosa che presuppone un percorso di studi piuttosto articolato).

Il mio educated guess è che il giovane ingenuo non fosse né giovane, né ingenuo. Siamo sotto elezioni, e quindi vi invito a stare molto attenti.

Sia come sia, anche da queste osservazioni sconclusionate è nato un fiorellino: vi ho fatto vedere come si valuta la bontà di un modello previsionale, simulando l'utilizzo del modello che avevo elaborato per prevedere il PIL trimestrale un trimestre in avanti per tutto il periodo del governo Renzi. La performance del modello era buona, ma verso la fine i valori storici si accostavano al limite superiore dell'intervallo di confidenza.

Io restavo del mio parere che il PIL non sarebbe cresciuto.

Oggi è uscito il dato: il PIL non è cresciuto, e, come vi dicevo, la variazione annuale acquisita per quest'anno è, ancora una volta, 0.6%.

Quindi avevo ragione, ma questo non fa notizia per due motivi: primo, perché capita spesso, e secondo perché è del tutto irrilevante ai fini dei problemi che ci opprimono, problemi che sono sostanzialmente di ordine politico.

Non serve a nulla aver ragione se i politici non hanno le palle per fare una scommessa, come quella che ho fatto due giorni fa (e non la fanno anche perché continuano a circondarsi di "esperti" risibili, anziché isolarli politicamente nel dibattito).

Non serve a nulla avere ragione se gli elettori non capiscono la differenza fra un organo di propaganda e una stima statistica (e non la capiscono perché vengono sapientemente insufflati dall'ideologia fascista del "decido con la mia testa").

Non serve a nulla avere ragione se il processo democratico è pesantemente inquinato da un sistema dell'informazione asservito a (legittimi) interessi particolari (interessi legittimi che diventano pericolosi quando sono gli unici a essere rappresentati nel dibattito).

Però mandare a stendere l'indicatore PMI è comunque un QED, e una soddisfazione, anche se, valutandola correttamente, resta una soddisfazione ben misera: perché mai dei purchasing manager euristi e che si "documentano" su Repubblica o sul Sole 24 Ore dovrebbero fare previsioni migliori di un qualsiasi laureato con Francesco Carlucci?

Parafrasando una frase forse apocrifa di Golda Meir: "O giornalisti, noi vi potremo perdonare di aver ucciso la nostra democrazia, ma non vi potremo mai perdonare di averci costretto a sparare sulle vostre ambulanze".

66 commenti:

  1. vabbè si capisce che è Fassina..

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    1. Ma no, ma no, Fassina mica è permaloso. Vola troppo alto per certe umane miserie.

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    2. Lasciamo Facs nel suo brodo, è stato stimolato fin troppo, non reagisce.
      Fosse stato permaloso forse avrebbe vinto la sua sterile prudenza.
      In ogni caso non è un leader e si vede.

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  2. "Ma nel complesso la Brexit ci insegna che molto spesso è più la paura del cambiamento a spaventare analisti ed economisti nelle loro previsioni, che non il cambiamento stesso. Di solito accade che quando la volatilità si ridimensiona e gli investitori hanno la possibilità di ragionare a mente fredda, se non c’è grossa polpa (la svalutazione della sterlina a fronte del calo dei tassi sul debito britannico si è rivelata al momento una “svalutazione competitiva”)" articolo di Vito Lops preso niente popodimeno che da Sole24ore.. Quando verrà il momento credo si arrenderanno all'evidenza.. Resta da capire se faranno qualche riferimento bibliografico o qualche riconoscimento a Lei professore...

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  3. Complimenti Professore!!!Lei analizza i dati in modo onesto e corretto e per questo ho iniziato a seguirla con molto interesse. Sono un libero professionista e dal mio piccolo punto di vista sarà molto difficile arrivare ad un PIL di +0,6% dopo il +0% di questo trimeste passato.Lei fa una previsione di uno +0,3% per i prossimi sei mesi dovuti a quello che ne deriva da una buona stagione estiva?Ho i miei dubbi.Con stima,un suo lettore.

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  4. Leggere quello che scrivono i giornali oggi avendo le conoscenze apprese su questo blog è come svegliarsi in un universo parallelo dove tutto è incomprensibile. Spero legalizzino le droghe leggere: mi sembra di aver capito che il loro effetto è quello di far sparire i problemi e rendere normale l'illogico...

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    1. Come strumento di potere le droghe sono eccellenti: trasformano le crisi di rabbia giovanile in crisi di dipendenza. Non mi sembra un caso che siano sostenute dai nostri beneamati governanti in tutto l'Occidente. Produci-consuma-stordisciti-crepa!

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    2. Attenzione però che anche 'il sapere' può essere droga che stordisce...

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    3. Il "sapere di sapere" senz'altro.

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    4. ...e ti ricordo che in italiano stordisce non significa ottunde.

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  5. Complimenti per la previsione. Cmq l'euro, a mio modestissimo avviso, imploderá solo quando ci saranno segnali di iperinflazione . E potrebbero volerci anni. Fino a quel momento, vivacchierá. I politici grazie all'euro hanno la scusa pronta se prendono decisioni sbagliate ("ce lo ha chiesto l'Europa"), se sono ignoranti ("seguiamo i dettami della commissione europea"), vengono comprati a suon di carriere, diarie, auto con autista, e con dichiarazioni esentasse perché se lavori in entitá sovranazionali non paghi le tasse (quanti lo sanno?) timbrando a fine giornata. Per di piú, con la deflazione si arricchiscono. E questo non solo in Italia, ma in tutti i paesi europei.
    Perché rinunciare ad un simile bengodi? per amore del popolo? Suvvia, siamo realisti. Guardiamo a cosa hanno fatto i politici greci ai greci: e parliamo di un paese a forte vocazione nazionalistica, figuriamoci l'Italia.

    Quale é lo strumento migliore per tenersi buono il popolino? il reddito di cittadinanza. Rende il popolo ancora piú dipendente dall'elemosina di stato (vedi i famosi 80 euro di Renzi, i bonus per i ragazzi, etc) e prono all'accettazione delle riduzioni della propria libertá, che si basa sulla possibilitá di avere un reddito decente in un contesto sociale che agevoli, e non reprima, le proprie iniziative: perché sbattersi per lavorare se posso avere un reddito minimo garantito? La paura di perdere questi pochi spiccioli é ben piú forte di una razionale visione a lungo termine che intravvede solo guai a lasciare nelle mani dei banchieri centrali la gestione del tessuto economico del paese, con politici eterodiretti che ratificano solo le decisioni prese altrove per mantenere una facciata di democrazia ad uso e consumo del buonismo alla Gramellini o dei lettori del Sole24h.

    E infatti, laddove lo stato scricchiola, si parla di reddito di cittadinanza. Sará il prossimo leitmotiv europeo insieme alla lotta feroce al contante.

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    1. Non sono del tutto convinto della tua analisi. Primo, perchè nel contesto attuale, in pareggio di bilancio, con banche alla frutta e con PIL stagnante, un Reddito di Chemioterapia-economica non può durare più di qualche anno.

      Inoltre dubito che l'Italia diventerà come la Grecia, ci incavoliamo prima. In Grecia non hanno mai avuto la ricchezza che avevamo noi negli anni 80-90, io me li ricordo i giocattoli che avevo da piccolo e li rivoglio.

      Già la brexit ha cambiato le carte in tavola, se qui da noi vince il no ad ottobre (o quando sarà) la vedo proprio brutta per l'Euro.

      Altro fatto che mi è venuto in mente stamane: pare che Erdogan e Putin non si vergognino di dire che sono diventati ottimi amici. Inoltre la Turchia sta costruendo un'imponente infrastruttura stradale per collegare, anche con un terzo ponte, l'Europa al vicino Oriente (fonte: Google Earth, guardatela!). Nella situazione attuale l'Impero Ottomano potrebbe riprendersi la Grecia con un pezzo di pane, per la fame che hanno.

      Un'Europa ridotta a brandelli dall'Euro non fa comodo agli USA che sono già indeboliti, rischiamo di diventare un'appendice della Russia nel lungo periodo (come in effetti siamo, sempre secondo Google Earth).

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    2. Non capisco il nesso NOalreferendum e passo verso il no euro.

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    3. Provo a fare un esercizio semplice di logica per rispondere alle tue risposte.

      Fintantoché c'é risparmio privato da aggredire (vedi l'aumento delle tasse di successione), e in Italia il risparmio é tra i piú alti d'Europa e il debito privato é tra i piú bassi, si puó benissimo andare avanti cosí per anni.

      In merito agli americani, ribalto il tuo ragionamento: perché, gli americani si avvantaggerebbero di una dissoluzione dell'euro? con ogni singolo paese che si mette a fare affari per conto suo con la Russia o la Cina? Molto meglio un bel cappello chiamato Commissione Europea controllabile da Washington.

      L'Europa é stato un progetto sostenuto dagli Americani che vedevano in un Europa forte, filo-NATO, una barriera contro l'URSS. Piú debole é, meglio la controlli.

      Infine una constatazione di natura demografica: riflettevo oggi che un bambino che iniziava a comprarsi il gelato con i suoi spiccioli nel 2000, e che aveva 7 anni all'epoca, ha sempre e solo usato l'euro. Oggi ha 23 anni, e vota da 5 anni. Non "concepisce" proprio una moneta diversa. E che le generazioni che hanno usato la lira, che sono poi proprio quelle che dovrebbero ricordare i bei tempi andati, hanno paura dei cambiamenti perché si fanno anziane. Infatti gli anziani anti-europa stavano in Gran Bretagna e si sono fatti sentire.

      Non si chiamano tutti Bagnai o hanno il cervello e le competenze di un Bagnai che, per quanto si dia da fare, raggiunge sempre uno 0.01% della popolazione italiana.

      Ora, citi Erdogan e Putin, che fino a ieri si sono scannati sui cieli turcomanni e ora fanno realpolitik. Il punto é la dedollarizzazione degli scambi commerciali fra paesi come Russia, Cina, Iran, Corea del Sud e, ora, Turchia. Il fallito colpo di stato turco é stato il miglior regalo che si potesse fare proprio alla Grecia. Grazie alle demenziali politiche di USA e UE.

      Proprio questo colpo di stato garantirá alla Grecia ulteriori prestiti, in barba alle ritrosie tedesche.


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    4. Attendendo l'iperinflazione, saremo tutti morti!

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    5. Io apprezzo Lorenzo, ma in questo intervento è un po' obnubilato dal suo bias austriano. Poi, tutto può essere (ma con probabilità diverse).

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    6. @francesco
      Diciamo che il principale motivo per il referendum è 'ce lo chiede l'Europa' (tramite Renzi). Un no avrebbe l'effetto di una sonora pernacchia.

      @Lorenzo
      E' pur vero che 'dividi et impera', ma non consideri che ci sono molte forze in gioco. Se è più facile per gli USA controllare paesi deboli e 'uniti' da una burocrazia centrale fascista, è anche vero che nel lungo periodo altri soggetti potrebbero approfittare della nostra debolezza, con più facilità rispetto agli USA per questioni geografiche.

      Secondo me gli USA hanno esagerato con la loro strategia: pensavano di poter implementare il loro modello negli USE, non avevano capito che era impossibile.

      Il modo di pensare di un Europeo occitendale medio è molto più simile a quello americano che a quello russo o cinese. Se si riesce ad evitare una crisi di rigetto del capitalismo qui da noi (uscendo dall'Euro quanto prima), forse possiamo prolungare l'alleanza ma da stati indipendenti, altrimenti è a rischio l'esistenza della stessa NATO, altro che UE. Ms Clinton non l'ha capito, ma Trump forse sì.

      PS: pare che l'ordine di abbattere il caccia russo sia stato dato da uno stato parallelo turco (la NATO?, mi chiedo). Fonte:

      http://it.sputniknews.com/mondo/20160717/3137029/Turchia-golpe-Russia-esercito-geopolitica-Gulen-Occidente-Putin-Su24.html

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  6. Un altro articolo che non riesco a capire nell'immediatezza (o meglio capisco solo in parte). Però miglioro, prima mi capitava più spesso, poi con qualche mese di ritardo ci arrivo...
    Io cerco sempre di farmi un'idea ascoltando tutti, cercando quotidianamente di acquisire maggiori informazioni. Anche per quanto riguarda la crisi, l'economia e tutto ciò di cui si tratta in questo blog. Inizialmente ho letto molta "propaganda" e quindi sapevo che il problema era la castacriccacorruzione.
    Poi, nel 2013, ho incontrato lei, o meglio i suoi due paragrafi "il luogocomunismo" e "cosa sai della crisi"... e ho "saputo di non sapere".
    Poi ho letto il suo blog, il tramonto dell'euro per intero, l'italia può farcela e qualcos'altro. Certo, tutto ciò che dice e scrive è confermato dai fatti, ma continuo a ricercare posizioni alternative alla sua e a tentare di capire se c'è altro, se ci sono altri punti di vista comunque condivisibili. Non pretendo di valutare nel merito differenti modelli econometrici, ma vorrei sapere se esiste una opinione diversa e a me comprensibile sugli stessi dati da lei considerati. Ad esempio: a prescindere dalle previsioni, il dato di fatto è che il PIL del secondo trimestre è a +0,0%. Ormai le sue argomentazioni sono abbastanza chiare persino a me, ma vorrei sapere se gli altri hanno motivazioni comprensibili e (da me) condivisibili in merito.
    Per fare questo mi trovo a leggere di tutto e mentre ho capito perché ritiene fascista l’azione di inquinamento del dibattito, non vedo nulla di sbagliato nel mio atteggiamento.
    Se non avessi fatto in questo modo non sarei mai arrivato a leggere i suoi scritti (all’epoca Zucconi mi sembrava condivisibile!). Certo, ormai ho ereditato da lei il click facile, anche fuori da twitter, per cui ogni opinione in merito che contenga le parole Brexit, corruzione, debito pubblico, spesa pubblica ecc. viene automaticamente scartata, ma confido che prima o poi potrò leggere qualcosa di interessante.
    Saluto ringraziandola di nuovo per quanto ha fatto e sta facendo per tutti noi, soprattutto per i mie figli.

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    1. La virtù per Aristotele era il punto di equilibrio fra due vizi. Non ricordo un filosofo che definisca la verità come media fra il veto e il falso. Abbiamo già affrontato questo problema. Grazie a te per l'attenzione.

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    2. Io non ho ancora trovato la dimostrazione scientifica che la Befana non esiste. Professore può aiutarmi? Vorrei capire con la mia testa: devo appendere la calza?
      Grazie, soprattutto in nome dei miei nipoti (non ho figli)

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    3. Secondo me ti sei risposto da solo con la frase "ormai ho ereditato da lei il click facile". Il punto non è smettere di cercare, ma disporre di un metodo e di strumenti che affinino la ricerca.
      Se non altro si risparmia tempo.
      Fa parte dei vari condizionamenti della cultura odierna il sentirsi in dovere di ascoltare tutti, ma sono abbastanza convinto che questo andrà avanti solo finchè ce lo si potrà permettere. Quando gli eventi precipiteranno, la ricerca di un porto sicuro troverà sicuramente più estimatori (a prescindere dall'effettiva sicurezza del porto). Un vecchio detto marinaresco afferma:"In mezzo ad un mare in burrasca non s'è mai visto un ateo". Suppongo che anche gli agnostici si sentirebbero a disagio.

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    4. Gli entomologi delle opinioni.

      Avrebbero goduto a poterle infilzare tutte con lo spillone del proprio criterio ma finirono sotto gli zoccoli della verità, rinoceronte in carica che gli fu sopra troppo grosso e pesante per distogliere la loro psico-onanistica attenzione per le miniature del pensiero dalle evanescenti veline della propaganda.

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    5. Ma e' tanto semplice. Quando si scrive un paper, la parte piu' importante e' la metodologia. Ovvero tu dichiari di aver ottenuto certi risultati, come hai fatto per ottenerli? Di che strumenti ti sei dotato? Il metedo con cui sei arrivato alle conclusioni e' fondamentale.
      Il Prof e' chiarissimo nell'esposizione del metodo. Se gli altri non lo sono, questo e' gia' un segnale per cui diffidare.
      Facciamo un esempio: quelli che parlano di corruzione. In che modo la corruzione limita il PIL? Come si e' quantificata la corruzione, con quale metodo? Dove si sono presi i dati? Qual'e' il modello matematico che predice l'influenza della corruzione sull'economia? Si e' usato un paper di riferimento, se si quale?
      In mancanza di tutto cio', possiamo solo dedurre che si tratti di un'operazione di propaganda, volta a distrarre dalle vere cause dei mali dell'economia.
      Last but not least: chi paga? Il Prof e' un dipendente pubblico, scrive questo blog nel suo tempo libero e paga i suoi collaboratori con le donazioni.
      Gli altri? Siamo sicuri che non abbiano dei conflitti di interessi?
      Ragionare con la propria testa significa dare retta a chi e' piu' convincente? Siamo sicuri che facendo questo tipo di operazione si stia veramente usando la propria testa? Siamo sicuri di essere capaci di liberarci dai pregiudizi una volta che ci mostrassero delle argomentazioni convincenti? Ad esempio nonstante tutto io ancora vedo la "Reductio ad Berlusconem" in giro, nonostante i dati chiarissimi, nonostante le dichiarazioni di Monti ecc ecc.
      Insomma siamo sicuri che chi dichiara di voler usare la propria testa, poi la usi davvero? Oppure semplicemente fate fatica ad abbandonare una certa impostazione mentale?
      Usate la testa: ponetevi queste domande.

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    6. @Carlo Poltronieri sono d'accordo, tuttavia non posso dire di sentirmi in dovere, è che dopo lo schiaffo preso dal professore per mezzo dei due paragrafi sopra citati, si è insinuata un po' di insicurezza... certo da un lato è cresciuta la consapevolezza che mi consente di leggere correttamente e talvolta persino di prevedere alcuni accadimenti, ma dall'altro non dimentico le certezze che avevo prima... il tramonto dell'euro l'ho iniziato 3 o 4 volte, tanto mi sembrava incredibile quanto stavo leggendo. Non riesco ad avere le certezze di @Silvia non perché cerco di dimostrare a me stesso qualcosa che non esiste, ma semplicemente perché non capisco, per ignoranza, alcune argomentazioni proposte dalle, talvolta autorevoli, controparti. Spero di farmi capire con un esempio: al convegno in cui abbiamo ascoltato Bagnai vs Boldrin, non ho avuto dubbi, non c'è stata partita. Mentre Bagnai vs Lippi non so, perché, per limiti miei, non riuscivo a capire la portata e spesso i dettagli di quanto sostenuto da Lippi. Comunque, come detto, piano piano ci arrivo... ma visto che c'ho messo un anno a capire perché un altro euro non era possibile... non ci giurerei

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    7. Caro eric, dovresti confrontarti con Tiziano.

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    8. Appendice al mio pensiero, mi e' venuta in mente nel momento in cui schiacciavo "Pubblica".
      Il mio sospetto e' che dietro alla facciata super politically correct del "ragiono con la mia testa e quindi ascolto tutte le campane" non ci sia altro che il
      Confirmation Bias
      Mi spiego: Bagnai e' chiaro e logico, pero' se ha ragione lui ci sarebbero delle conseguenze: 1) Ci hanno traditi 2) magari per 30 anni ho votato per la parte che mi stava tradendo 3) non ci avevo capito una mazza 4) ho contribuito a rovinare la mia vita e quella dei miei figli ecc.
      Per non accettare le conclusioni, allora non ammettiamo che Bagnai abbia ragione in modo cosi' assoluto, cerchiamo invece "una seconda opinione", cosi' nell'incertezza possiamo tirare un sospiro di sollievo nel cancellare le conseguenze che non ci piacciono.

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    9. Confermo: Bagnai è chiaro e logico. Da quando lo seguo, mi sono reso conto che 1) ci hanno traditi; 2) per 30 anni ho votato la parte che mi stava tradendo; 3) non ci avevo capito una mazza; 4) ho contribuito a rovinare la mia vita e quella dei miei due figli; 5) ecc.

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    10. Caro Eric,
      ho riascoltato Lippi (al Goofy) e non riesco a capire quali argomenti porti che non siano stati ampiamente spiegati, dibattuti e smantiti, in modo più serio e approfondito, qui: la Cina, il debito pubblico, le raccomandazioni, la produttività, ecc.
      I numeri che ha proiettato saranno corretti ma ha dimostrato in qualche modo che siano questi a determinare i problemi attuali? Erano solo una serie di numeri disorganici e senza prospettiva storica e correlazioni.
      "Ma è molto difficile che la moneta possa spiegare un declino secolare" dice. Addirittura secolare? E allora perché non sa e non fa ipotesi su cosa abbia determinato il declino una ventina di anni fa?
      E naturalmente l'obiezione di Bagnai: perché dovremmo essere noi a svalutare e non quelli bravi a rivalutare?
      Infine sempre e solo il lato offerta: più produttività in una competizione globale senza regole che porterà all'estinzione i consumatori.
      Insomma, ho meno dubbi sull'esistenza della Befana che su Lippi.

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    11. Chi non ha votato 30 anni la parte che stava tradendo ha avuto qualche spazio di libera intuizione in più. Ma, per capire che un altro mondo è possibile, il lavoro del Prof. è stato un incontro fondamentale.

      Sto provando a rileggere un testo fuori commercio degli anni '80 (edito dalla allora Cassa di Risparmio di Torino) intitolato "Moneta ed economia internazionale", con le firme di: Roberto Panizza, Salvatore Biasco, Federico Caffè, Cesare Caranza, Mario Deaglio, Marcello De Cecco, Marco Fortis, Giancarlo Gandolfo, Mario Nuti, Fabrizio Onida, Riccardo Parboni, Alberto Quadrio-Curzio, ALessandro Roncaglia, Carlo Secchi, Dario Velo, Fausto Vicarelli. Non entro nel merito di quanto esposto dai singoli autori, ma sul metodo dell'esposizione e sul linguaggio: se esistesse un premio Nobel per la divulgazione, Bagnai lo vincerebbe di sicuro. Mi spiace per tutti gli altri citati prima, ma non c'è partita.

      E rileggere frasi come questa (da: "La politica monetaria nella CEE: problemi ed esperienze a confronto" di C. Caranza): "il controllo dell'offerta di moneta al fine di combattere l'inflazione e di assicurare una crescita stabile può avere successo solo le politiche ed i comportamenti della pubblica amministrazione, delle imprese e dei sindacati sono guidate dagli stessi obiettivi (Bundesbank, 1980)" ora fa tutto un altro effetto...

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    12. Mi sarebbe piaciuto avere da eric la lista circostanziata di quale fra le banalità di Lippi lo ha messo in difficoltà. Era tutta sociologia da bar, più ignoranza delle proprietà dei logaritmi e della letteratura pertinente, come spiegato illo tempore. Quest'ultimo punto è più tecnico, ma non riesco a sfuggire all'impressione che eric sia un troll. Se non lo è, cioè se vuole partecipare costruttivamente al dibattito, ci fornirà la lista circostanziata e potremo aiutarlo a "capire con la sua testa" in modo definitivo.

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  7. Ma infatti: se il problema dell'Italia fosse solo Renzi, l'avremmo già risolto, anzi non sarebbe proprio esisto alcun problema.

    @Dema360
    Il solito Vito Lops... appunto. Per quanto saprei scrivere anch'io dopo settimane una sintesi un po' spuntata di un post di Bagnai, a paragone dei colleghi è un califfo.
    Prendiamo per esempio questo A. Gagliardi: in Italia "crescita nulla nel secondo trimestre... Pesa l’effetto Brexit."
    Salvo poi affermare che il PIL è cresciuto in tutta la zona euro "dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015", "in Germania +0,4%, oltre le attese" ed è cresciuto perfino in UK "in termini congiunturali dello 0,6%... In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,2%".
    Non serve una laurea in economia per capire.

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    1. Quale occasione migliore per rispolverare un classico?

      Guardate cosa scrive PCP (il ministro è lui, e quindi ne porta la responsabilità):

      "Negli ultimi mesi sono emersi o si sono rafforzati fattori di rischio geopolitico che hanno un impatto negativo sulla crescita Italiana (tra questi minaccia del terrorismo [#HASTATOISIS], crisi dei migranti [#HASTATOPUTINCOERDOGAN], Brexit [#HASTATOBREXIT])."

      TRIPLETTA! Queste sono buone anche per saltare le interrogazioni nel prossimo anno scolastico: "... non so' riuscito a studià, sa, la minaccia teroristica, l'aumento der bijetto p'anna a fa' la spesa a Londra, e poi 'sti siriani sotto casa sempre a rompe er cazzo...."

      Il resto del comunicato non è nemmeno commentabile.

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  8. Prof Bagnai

    Senza il suo blog e i suoi libri
    Sarebbe stato molto difficile per me comprendere i meccanismi alla base dell' euro e anche la Storia dei cambi fissi, dal Gold standard ad oggi, della deflazione e tutte le relative conseguenze sulla mia e nostra vita reale, sarebbero rimaste sconosciute, visto che nei libri di storia non se ne fa accenno, mentre i giornali fanno appunto propaganda e ti confondono le idee.Quindi avrei continuato a pensare come la maggior parte degli italiani che non c'è alternativa
    Che la crisi è una calamità naturale
    O magari che i politici se so magnati tutto e che Berlusca é stato la fonte di tutti i mali del Paese.
    Incapace di interpretare la realtà del mio tempo, di "unire i puntini"
    Insomma il suo contributo é prezioso e notevole per il mio arricchimento personale e sono certa lo sarà anche per il Paese in qualche maniera.
    A questo proposito
    Credo che i programmi ministeriali debbano obbligatoriamente prevedere lo studio congiunto della Storia economica a quella tradizionale fin dalla scuola media
    Farei scrivere a lei il piano di studi


    Ps
    Quanche giorno fa le ho mandato un mio commento sulla posta bagnai@unich.it non se la legge in questo periodo di vacanze o se sono stata inopportuna....

    Grazie cmq

    E
    Buon ferragosto

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  9. Anch'io, sapendo di non sapere e dubitando quindi di tutto e di tutti, è da una vita che sto cercando qualcuno che mi dimostri che 2+2=5, e ancora non l'ho trovato. Ma questo fatto prettamente contingente non mi permette di escludere che da qualche parte qualcuno sarà un giorno in grado di esibire una siffatta dimostrazione. Per cui insisto pazientemente nella mia la ricerca, senza scoraggiarmi e confidando nella mia regola aurea.

    PS: nel caso ti venisse il dubbio che, a equivalenza di strumenti critici, sostenere che 2+2=5 non è epistemologicamente paragonabile (tanto per fare un esempio) alla previsione, da parte di un certo tipo di soggetto, che a determinate condizioni il moltiplicatore fiscale della Grecia sarà uguale a 0.5, mi permetto di suggerirti che forse hai ancora qualche difficoltà con determinati strumenti critici.

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  10. Io il titolone lo avrei:
    "Italia fuori dalla crisi: PIL del secondo trimestre a 0.0%. Accelera il rallentamento della decrescita"

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    1. Subito ministro della Verita`!!!

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    2. ... sei troppo negativo, io lo riscriverei così:
      "Italia fuori dalla crisi: PIL del secondo trimestre a 0.0%. Rallenta l'accelerazione della decrescita"
      Nevvero?

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    3. Sono confuso. Quindi funziona!

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  11. Cit: "Non serve a nulla aver ragione se i politici non hanno le palle per fare una scommessa, come quella che ho fatto due giorni fa (e non la fanno anche perché continuano a circondarsi di "esperti" risibili, anziché isolarli politicamente nel dibattito)."

    Prof, ascoltando qualcuna delle tue conferenze ho notato che ripeti spesso che il sentimento che ti ha accompagnato durante i primi anni del tuo periodo "divulgativo" è stata la SOLITUDINE.

    Ora io che milito nel PD, riesco a capirti, quando mi reco nelle sezioni di Roma per portare una copia del tuo libro "L'italia può Farcela" da lasciare in bookcrossing. (noi lo chiamiamo LiberaLibri)

    La resilienza che i compagni hanno sull'argomento euro=strumento di sottrazione della sovranità democratica, è fortissima, ma siamo convinti (non sono solo) che unicamente quando "a sinistra" ci sarà una coscienza matura dell'euro potranno esserci le basi per il suo Tramonto.
    D'altronde per esserci un tramonto deve esserci uno mezzogiorno dal quale inizia la fase calante.

    Anche se tu dialoghi con la Sinistra dei fuoriusciti del PD,cosa che anche io faccio da qualche tempo in Consiglio Comunale di Roma Capitale, credo che solo per mezzo del PD potremmo riuscire nella vittoria della razionalita' di cambio del nostro sistema economico.

    Ripeto per cambiare il vertice, bisogna cambiare la base.
    D'altronde il Pd è un partito Scalabile.

    Con Stima e solidarietà.

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    1. Ecco, proprio frasi di questo tipo ("credo che solo per mezzo del PD potremmo riuscire nella vittoria della razionalita' di cambio del nostro sistema economico"), che tradiscono il senso di superiorità, il "so di sapere" che denuncia quotidianamente il prof da queste pagine non permetterà in realtà mai a quel partito ed ai suoi militanti di tentare di risolvere la situazione che si denuncia in questo blog. In realtà credo che la minaccia sia così grande, gli attori che sono dall'altra parte così forti, che solo un'alleanza di tutti coloro che credono nei fondamenti della nostra costituzione e nei fondamenti dell'economia, a prescindere dalle proprie origine politiche, possa tentare di reagire con forza e respingere l'attacco in corso alla dignità del lavoro e della persona.

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    2. Scusami, Francesco, ma non capisco.
      Ho la netta impressione che tu abiti in un mondo diverso dal mio e che internet metta in contatto universi paralleli.
      Nel mio mondo i libri di storia parlano di catastrofi devastanti causate dagli uomini e non è mai accaduto nulla che permettesse di dire "ecco, d'ora in poi certe cose non sono più possibili e con pazienza e lavoro si risolveranno tutti i problemi".
      Nel tuo evidentemente questo è avvenuto e, sinceramente, mi piacerebbe viverci. Ma non so come arrivarci.

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    3. Francesco, trascinato dalla tua analisi mi costringo ad esprimere una considerazione politica approfittando dell'ospitalità di questo blog che, facendo informazione alta, è un blog che fa politica nel senso più elevato del termine (creando dialettica, promuovendo la ricerca, animando il dibattito), ma non aspira a diventare partito, per dirti che non concordo affatto con la tua visione ottimistica. Il PD è scalabile: vero, qualcuno lo ha fatto ed è l'attuale leader. Ma non è più un partito. È un club, dove convivono due anime: quella che potrebbe fungere da leva per scalzare l'attuale leader è persino più europeista della Merkel. C'è lo vedi tu uno come D'Alema o uno come Letta che, d'improvviso, si sveglia e dice: "fermi tutti, l'euro è uno strumento di privazione democratica e di riduzione dei salari; abbiamo sbagliato tutto, pensavamo fosse amore ed invece era un calesse?".

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    4. Maledetto T9..."C'è (aaarghh) lo vedi" invece di "Ce lo vedi"...chiedo scusa a tutti.

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    5. Se partiamo dal presupposto che l'Euro non ci sara' piu' e' improbabile che questo avvenga senza una coscienza 'assinistra' del Paese. Le anime del pd non sono RenzivsDalema. Ripeto c'e' una base e un' altezza.

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    6. Il PD non è un partito scalabile. La sua connessione con poteri finanziari reali ( cioè LegaCoop, vedasi alla voce Poletti, più confcooperative, cioè il mondo cooperativo legato alla fu DC), lo rende equiparabile ad una qualsiasi imponente SPA. Chiunque si illude di poter scalare qualcosa del genere o è un megamiliardario o un pazzo.

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    7. Francesco, non è questo il luogo per aprire una fase congressuale. Ma se anche lo fosse, la fase congressuale non si aprirebbe ugualmente perché il partito di cui parli non è più all'altezza delle aspettative e perchè alla base ormai come direbbe più di qualcuno di questo blog mancano le bbbbasi.

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    8. Gent.mo Sig. Francesco,

      per motivi di salamelle e costine frequento puntualmente la Festa del PD (ora nuovamente Festa dell’Unità) della mia piccola città bastardo posto.

      Premesso che conosco quasi tutta la classe dirigente locale dell’ex PC e DC da quando avevamo le braghe corte (idem per buona parte della militanza), per cui ho abbastanza chiaro chi eravamo e cosa siamo diventati (loro erano dalla parte giusta e hanno fatto carriera… tanti anni fa un mio amico mi disse: “Pensa se, invece che essere della Lega e del Toro, fossimo del PDS e della Juve, come sarebbero diverse le nostre vite!”. Basta proprio poco per cambiare i propri destini), non ho potuto fare a meno di notare che:

      1. le facce degli ex DC – ex Popolari (ve li eravate dimenticati, vero? Eppure nel PD continuano ad esserci anche loro) sono da sempre mediamente più depresse (tipo prigionieri di guerra) di quelle degli ex PC: negli ultimi due anni, in fatto di depressione, le facce degli ex PC stanno riguadagnando posizioni e ormai tallonano da vicino i vecchi sostenitori della balena bianca;

      2. sempre negli ultimi due anni (vado di spannometro ma il trend è inequivocabilmente questo):
      a. il pubblico partecipante si è grossomodo dimezzato, e sto parlando di una città che è (era) una sorta di piccola Stalingrado;
      b. un 30% dei vecchi militanti che lavoravano tra i tavoli e le cucine si è volatilizzato;
      c. l’anno scorso il calendario dei dibattiti politici è improvvisamente scomparso. Come ultimo simulacro di una festa di partito rimase solo uno scarno banchetto di libri a tema più o meno politico (stranamente non figuravano quelli del Prof. Bagnai, eppure ne avrebbero avuto tanto bisogno);
      d. quest’anno è scomparso anche il banchetto di libri (però sostituito da diversi concertini di “buona musica”); unico segnale che permetteva di capire di non essere finiti in una sagra paesana: 2 (due) manifesti in bianco e nero con il faccione di Berlinguer (Enrico).

      E questo sarebbe un partito? A me sembra piuttosto un feticcio tenuto insieme con lo sputo pour épater le bourgeois. I morti hanno l’elettroencefalogramma piatto: non possono più prendere coscienza di nulla. Ammesso che lei non sia un troll (e potebbe non esserlo anche se lo fa), è liberissimo di continuare ad investire il suo tempo nel poco nobile tentativo di raddrizzare le gambe ai cani. Ma, per favore, ci risparmi i “solo per mezzo del PD potremmo riuscire nella vittoria della razionalità” è i “per cambiare il vertice, bisogna cambiare la base”: con tutta la gente incazzata a morte con voi che c’è in giro, l’unica cosa razionale da fare sarebbe levarsi da sotto prima che sia troppo tardi.

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    9. "ma siamo convinti (non sono solo) che unicamente quando "a sinistra" ci sarà una coscienza matura dell'euro potranno esserci le basi per il suo Tramonto."
      Bella questa. Anche il sole tramonta solo dopo la presa di coscienza del PD?

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  12. Buongiorno professore.
    Ho 26 anni e sono un infermiere di un ospedale romano.
    La seguo dalla sua prima famosa video-intervista con Claudio Messora.

    Ho spesso cercato di inserirmi nel dibattito di questo blog con qualche contributo o considerazione che potesse arricchirne i contenuti.

    Ma non l'ho mai fatto.

    La maggior parte delle volte quando provava a spiegare concetti di pura scienza economica, mi accorgevo di perdere molti passaggi e spesso di capire il senso generale dei suoi articoli solo in parte.

    Oggi ho capito.

    Sono un infermiere di 26 anni con conoscenze statistiche pari a zero e matematiche pari a due.

    NON HO NULLA DA DARE A QUESTO BLOG.

    Grazie per il bagno di umiltà.
    Grazie per avermi fatto capire che il mio voler "pensare con la mia testa" era solo frutto della mia superbia ed era anche un insulto a chi fa (e mi par di capire che sono pochi e poco ascoltati) il suo mestiere.

    Continuerò a seguirla (silenziosamente).

    Grazie

    Stefano

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    1. Caro Stefano: in questo blog non si parla solo di questioni metodologiche. Chiunque parli di ciò che sa, qualsiasi cosa sia (dal sanscrito alla cucina regionale) ha qualcosa da dare e ha dato a questo blog. Chiunque parli di ciò che non sa (come "l'indice anticipatore"...) non ha nulla da dare. Tu, per esempio, sicuramente sai perché mi segui. Se ce lo raccontassi faresti una cosa utile. Ma ne fai comunque già una: il tuo lavoro.

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    2. Perché seguo il professor Bagnai:

      1)È un professore di economia.
      2)Ci azzecca quasi sempre.
      3)Capisco molto di ciò che scrive ed è coerente.
      4)È appassionato del Bello e ne condivide il piacere.
      5)È portatore della virtù umana che più mi attrae: Il buon umore (che non è un sentimento).
      6)Ha abbastanza difetti da rimanere un essere umano.
      7)Chi altri ha parole di vita eterna?

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  13. Professore, grazie per questo post.
    Da un punto di vista antropologico, l'ideologia è un sistema culturale, nel senso che si serve di narrazioni (della realtà, o anche fiction, nel nostro caso soprattutto sotto forma di articoli di giornale) per creare una mitologia che fornisca simboli e modelli che guidino la persona nell'interpretazione della realtà e che fungano da esemplari comportamentali. L'eurofascismo ovviamente non fa eccezione.
    Nel '900 quel ruolo era svolto dai partiti, dai sindacati ecc. È evidente che lo spostamento dei centri di sovranità ha svuotato tali attori del loro significato, e ha permesso ad un solo soggetto di arrogarsi il potere di fornire simboli e modelli interpretativi, cioè di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è reale e in che modo lo è. Il ché cozza con i modelli precedenti, quali i nazzzionalismi, ma anche, e soprattutto, la Costituzione, il "modello massimo", nel senso che si propone letteralmente come modello della società e da essa è (o era) apertamente accettato come tale. Per la serie, come nascono le tensioni sociali, ovvero le guerre (civili).
    I momenti di crisi (non solo economica naturalmente: anche migratoria, umanitaria...) sono fondamentali per imporre nuove ideologie perché richiedono nuove risposte a nuove incognite: come rispondere agli attentati terroristici? "Espellirli tutti!" Oppure "accogliamoli tutti!" Oppure "ci vuole più europa!", sono tutte risposte ideologiche perché si rifanno ad una certa visione del mondo. Quale prevarrà sul breve termine dipende solo da chi avrà i mezzi per imporre la propria ideologia, e qui, purtroppo, lo sappiamo bene...
    Non so se e in che modo questo contribuisca alla discussione, ma spero dia un nuovo punto di vista a conferma della tragica situazione in cui versa l'europa non solo economicamente, ma anche e soprattutto culturalmente, dove una volta finito tutto occorrerà agire per ricostruire con maggiore consapevolezza...

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  14. Aggiungo, scusandomi per il doppio post: nessuno "pensa con la propria testa". Voler decidere chi ha ragione tra un esperto ed un organo di propaganda significa esattamente scegliere quale ideologia ci si adatta meglio... sulla base dell'ideologia dominante. Con la differenza che la scienza è la meno ideologica (anche se forse di questi tempi la più ideologizzata) delle forme di pensiero.

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  15. Invariato... Il Pil è invariato.
    Non è una parola rassicurante?
    Tranquilli, non è successo nulla, tutto è come prima, non è cambiato niente.
    Della serie la situazione è grave ma non tragica...
    Vallo a spiegare alla casalinga di Voghera che il pil deve sempre aumentare e la stabilità nel nostro caso è un problema...

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  16. Sono solidale col Prof. Bagnai perché anche a me capita spesso, in ambito lavorativo, di confrontarmi con persone poco umili e supponenti. Lavoro nel commercio delle piante ornamentali e ho a che fare quotidianamente con clienti che chiedono consigli botanici ma non hanno la pazienza di ascoltare la risposta e nemmeno una preparazione adeguata per prescindere da essa, ma spesso ti parlano sopra ostentando la propria ignoranza in materia, facendoti perdere tempo. Ci sono persone a cui per vari motivi la comprensione non interessa, quindi non la meritano. È inutile dialogare con loro, ed anzi bisogna tenere le distanze per quanto possibile, perché mancano di rispetto al tuo lavoro.

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  17. A proposito di PIL, mi ha sorpreso leggere le previsioni di BoE nell' ultimo "INFLATION REPORT", ma soprattutto non riesco a capire esattamente se i nuovi valori previsti (2017 addirittura si passa da +2,3 a +0,8 - pag.52/68 ) dipendano solo da Brexit, cosa che viene posta dai media anche internazionali come diretta conseguenza o se ci sono altri fattori che intervengano.
    "The vote to leave the European Union is likely to have significant implications for the UK economic
    outlook. It will take some time for those implications to become clear and the projections in this
    Report assume that uncertainty around the United Kingdom’s future trading arrangements weighs
    on the outlook for both demand and supply. There are already signs of a weaker outlook: some
    uncertainty indicators have risen further; property markets appear to be weakening; and survey
    indicators of activity have fallen. The sterling exchange rate has also fallen sharply. That will, by
    itself, provide support to exporters, but it will also raise import prices, weighing on households’ real
    incomes and pushing up inflation. Overall, growth is projected to slow markedly in coming
    quarters, opening up a margin of spare capacity. The transition to new trading arrangements with
    the European Union, and companies’ uncertainty about the impact of those, could weigh on
    productivity growth in coming years. Supply growth is judged likely to remain below past averages
    throughout the forecast period. That means a pickup in GDP growth to modest rates in the second
    half of the forecast period begins to close the margin of slack. There are counterbalancing forces on
    inflation throughout the forecast period, with a boost from higher import prices and a drag from
    the larger margin of spare capacity. The exchange rate effect will, however, fade over time. In light
    of the outlook for activity and inflation, the MPC has announced a package of policy stimulus
    measures to support the UK economy.
    The MPC has assessed the likely implications of the vote to
    leave the European Union for demand, supply and inflation in
    light of the evidence available to date. The outlook for the
    UK economy has changed markedly since May. It now seems
    likely that demand growth will weaken significantly over
    coming quarters and that the path for supply growth will be
    below that assumed three months ago. Despite those
    downward revisions to supply, demand is projected to be
    sufficiently weak to raise unemployment and economic slack,
    constraining wage growth and putting downward pressure on
    domestic inflation. As a consequence, the MPC now faces a
    policy trade-off as the upward impetus from the fall in sterling
    is likely to push inflation somewhat above the 2% target in the
    second half of the forecast period."

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  18. Ritengo che come non sia possibile un altro euro neppure sia possibile un altro PD. Almeno questa fortuna ce la meritavamo...

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  19. La mia personale presenza in questo blog, così come su Twitter è un'esperienza umana.
    Averti conosciuto una sera alla TV mentre guardavo servizio pubblico è stato folgorante, le cose che avevi detto mi avevano presentato un uomo con una grande onestà intellettuale. Questo mi bastava, per incominciare a conoscerti meglio, per leggere ciò che scrivevi pur sapendo che avrei potuto assaporare bene solo la parte più divulgativa e meno tecnica.
    In questo blog, forse per deformazione professionale, ho potuto notare la tua grande umanità svelata nelle sue molteplici forme.
    Non mi è mai venuto in mente di poter valutare la tua capacità professionale, così come non posso valutare la tua abilità musicale. Semplicemente perché non sono un economista, se lo fossi dovrei esserlo nel settore specifico, e nemmeno un musicista.
    Ovviamente nemmeno prendo in considerazione la gran parte degli "operatori informativi" che non sanno nemmeno dissimulare il loro servilismo propagandistico.
    Aver derubricato a ideologiabruttaecattiva ogni tentativo di analisi attraverso il pensiero, cioè la creazione di un'idea di mondo, è ciò che ha portato alla povertà politico culturale attuale.
    Vedo il tuo lavoro e il tuo impegno, assieme a quello dei tanti che collaborano con te, come un segno di speranza di cambiamento.
    Esserci, contribuire a questo cambiamento, anche se molto modestamente, è molto emozionante.
    La strada è lunga e impervia, ma percorrerla in buona compagnia è comunque una bella avventura.

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  20. A proposito di ragionare con la propria testa e di crisi economica, vi propongo brevemente i pensieri della clientela durante questi ultimi giorni di dichiarazioni dei redditi:
    "fuori tira un'ariaccia" (imprenditore del mobile), "se riuscissi a vendere l'immobile e a chiudere i debiti con le banche chiuderei" (imprenditore immobiliare), "questo è il massimo di tasse che riesco a pagare" (immobiliare), "ho investito quando le cose andavano meglio e ora..." (collega commercialista), "non c'è una lira" (terzista del mobile), "cosa rischio?" (medico, in riferimento al fatto che superava i 100 mila sul conto).
    Non è molto incoraggiante ascoltare queste parole ogni giorno. Per fortuna da domenica sono in ferie per un paio di settimane.

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  21. La Voce del Padrone (La Stampa di oggi):

    “Crescita zero e debito record in Italia
    Calenda: “L’Europa ci dia più flessibilità”
    Analisi - Come uscire dalla spirale negativa

    mario deaglio

    Per l’economia italiana, questo Ferragosto non sarà certo una vacanza tranquilla sotto l’ombrellone. I mercati finanziari, gli osservatori internazionali e l’Unione Europea si aspettano infatti per l’Italia un autunno particolarmente difficile per l’effetto congiunto di due debolezze: quella di una ripresa produttiva che non si consolida e quella di una situazione politica che diviene più confusa nella prospettiva di un referendum istituzionale dall’esito incerto.

    E’ probabile che queste valutazioni siano eccessivamente negative e che siano basate su atteggiamenti esteri non particolarmente benevoli; con questa situazione, però, bisogna in ogni caso fare i conti perché tali atteggiamenti influenzano in maniera crescente le prospettive dell’economia italiana. L’Italia, e in modo particolare il suo governo, è chiamata a dare risposte impegnative in un momento in cui è più usuale abbronzarsi sulle spiagge e ci si aspettava di tirare un sospiro di soddisfazione per risultati congiunturali comunque moderatamente positivi.

    Le preoccupazioni internazionali partono dalla debolezza relativa dell’economia italiana.

    Non si tratta tanto della crescita zero del prodotto lordo del secondo trimestre contro una crescita media della zona euro dello 0,3 per cento e una crescita tedesca dello 0,7 per cento (queste misurazioni sono sempre meno precise e un solo trimestre non fa testo) quanto dell’andamento complessivo degli ultimi diciotto mesi confrontato con quello degli altri grandi Paesi dell’Unione Europea. Appare chiaro che l’economia italiana, pur in ripresa, è meno dinamica di quanto ci si poteva ragionevolmente aspettare.

    Il tutto viene valutato sullo sfondo di un’altra, questa volta sgradevole, crescita: quella, sia pure lenta, del debito pubblico: i dati resi noti ieri dalla Banca d’Italia hanno messo in luce un suo ulteriore, apparentemente inesorabile aumento in assenza di prospettive sufficientemente solide di una sua significativa riduzione futura.

    A questo punto si può agevolmente immaginare che la parte maggiore del nuovo debito, e di quello che dovrà essere rinnovato, venga sottoscritta dal sistema bancario, da sempre tradizionale pilastro della finanza pubblica italiana. Purtroppo, però, una parte – fortunatamente minoritaria – delle banche ha a sua volta bisogno di interventi esterni, ispirati o indirettamente sostenuti dallo Stato. Il sistema così poggia su due pilastri che qualche incrinatura dimostrano di averla e che sono chiamati a sostenersi l’un l’altro.

    Da questa situazione si può uscire con un sostegno finanziario europeo che vada al di là delle azioni, già messe in atto dalla Banca Centrale Europea che forse non ci verrebbe rifiutato ma che potrebbe dar luogo a una significativa perdita di sovranità. Proprio mentre è in atto un ampio dibattito nazionale su una riforma costituzionale incentrata su modifiche del processo di formazione delle norme e della volontà politica, si rischia un cambiamento sostanziale di alcuni rapporti economici di base tra finanza pubblica e risparmio privato sui quali il sistema finanziario italiano ha poggiato da sempre e che renderebbero sensibilmente meno efficace tale volontà.

    mario.deaglio@libero.it “

    Ho il vago sentore che ci porteranno via anche la pelle del fondoschiena

    P.S.: meno male che i referendum hanno un esito incerto: diversamente, che cazzo ci starebbero a fare? Ennesimo attacco al cuore della democrazia: smettiamola una volta per tutte con questi incerti a dannosi riti elettorali, e vedrete che ci sara più pilu per tutti.

    P.S.: di un ritorno alla sovranità monetaria. ovviamente, non si fa parola

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  22. Sul capire con la propria testa.
    Durante lo svolgimento di un processo, il giudice si trova a dover decidere su questioni nelle quali non ha adeguata preparazione: ad esempio l'entità della rovina di un edificio, o l'entità delle lesioni subite da un infortunato. Il giudice ha studiato diritto, non medicina o ingegneria, ma deve riuscire a capire con la propria testa per poter rettamente giudicare. Per risolvere la questione il giudice nomina un CTU, un consulente tecnico d'ufficio specializzato in una disciplina al quale pone dei quesiti: ad esempio un ingegnere per stabilire l'entità della rovina di un edificio o un medico per stabilire l'entità delle lesioni subite da un infortunato. Il CTU svolge la sua perizia e consegna la giudice la propria relazione scritta contenente le risposte ai quesiti. Il Calamandrei definiva il CTU “l'occhiale del giudice”: ci sono situazioni nelle quali il giudice, pur guardando, non vede bene e quindi deve indossare degli occhiali che gli forniscano una migliore visione per giudicare rettamente. Il giudice rimane comunque il perito dei periti (peritus peritorum), non è obbligato a seguire le indicazioni contenute nella relazione del CTU ma può disattenderle, purché ne dia adeguata motivazione nella sentenza. Può succedere che il CTU si lasci corrompere per dare delle risposte non corrispondenti ai migliori risultati scientifici della disciplina di cui è cultore. Può anche succedere che il giudice si lasci corrompere: il fattore umano è purtroppo ineliminabile.

    In democrazia i cittadini dovrebbero poter votare e decidere (con la loro testa, poiché il voto è personale, eguale, libero e segreto). Il votare ed il decidere presuppone il poter capire. La pretesa di “capire con la propria testa” non la ritengo espressione di superbia ma il desiderio di poter esercitare un voto consapevole. Per essere saggi giudici e poter decidere in una materia nella quale non si ha preparazione bisognerebbe: essere intellettualmente onesti; scegliere un consulente specializzato nella disciplina nella quale si dovrà decidere (ad esempio, per decidere su questioni di macroeconomia serve un esperto di macroeconomia e non di ingegneria o medicina); il consulente deve essere intellettualmente onesto è cioè riportare i migliori risultati scientifici della disciplina di cui è cultore.

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    1. Il tuo esempio è assolutamente calzante. In una situazione in cui i corpi intermedi si sono castrati aderendo all'ordoliberismo e sono stati spazzati via col plauso degli elettori, la pretesa di questi ultimi di "decidere con la propria testa" (cioè con l'altrui propaganda) equivale esattamente a quella di un giudice che pretendesse di essere laureato in ingegneria, biologia, fisica ed economia PERCHÉ HA COMPRATO UN ABBONAMENTO A FOCUS. Comunque, di questo abbiamo già parlato abbastanza. Il fatto stesso che ci sia l'euro dimostra che se i vostri corpi intermedi vi tradiscono voi, come me, NON sapete decidere con la vostra testa. Specifico che mi ci metto anch'io (ovviamente per tutte le decisioni collettive- e sono tante - che non coinvolgono la sfera economica). Ma naturalmente se ve lo faccio notare io sono quello superbo e voi (che decidete così bene "con la vostra testa" perché questo vi chiede di fare il capitale) siete quelli umili (ma fuuurbi). Sentite: parliamo d'altro. Questo blog è un inno al (e un manuale di) pensiero critico. Chi ritiene che esercitare pensiero critico sia leggere il Sole e il Manifesto e "decidere con la sua testa" è un imbecille, mi fa pena, e non voglio perderci tempo. Perdetecelo voi. Grazie.

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    2. Grazie a lai Prof. Ero arrivato alla stessa identica conclusione del Dott.Grande; in passato ho fatto sia da CTP che da CTU in processi dove il giudice doveva decidere su questioni tecniche, e non essendo competente in materia (non potendo ragionare con la propria testa) si è appoggiato proprio ai CTU che essendo i veri esperti della materia del contendere di fatto sono quelli che districano la questione e danno il parere a cui (di solito) il giudice si conforma. Così mi sono reso ancora più conto di quanto il blandire l'elettore, e fare pura propaganda sia il modo con cui viene gestito il potere. Ma la cosa veramente subdola è proprio il convincere la gente di "decidere con la propria testa". Quello che mi lascia(va) basito sono i giornalisti, e ancora di più gli intellettuali: conformati completamente a chi comanda. Quello che è strano però, è come dopo ANNI DI DISASTRO la massa non arrivi a capire (altrimenti sarebbero grossi guai) di come i politici VOTATI DA NOI NON STIANO (ancora) FACENDO I NOSTRI INTERESSI, che alla fine sono convinto, siano anche i loro. Ma non vengono tutelati nemmeno gli interessi di una ipotetica "maggioranza": ora non dico che chi ha i soldi vada spogliato e il ricavato distribuito tra gli elettori (per quello non servirebbe nemmeno mantenere una pletora di deputati e senatori), ma quello che sta succedendo comincia ad andare oltre ogni immaginazione.

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    3. Caro Marcus: anche il nazismo, per come ci viene raccontato, va oltre ogni immaginazione. Ma qui lo stiamo vedendo rinascere. Non è un parallelo casuale né ardito.

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    4. Professore, il parallelo non è affatto ardito: in una dittatura più o meno "soft" di fatto già ci siamo dentro fino al collo, ma rispetto all'ascesa del nazismo fortunatamente ci sono delle differenze fondamentali. Faccio un breve cenno: fu un fenomeno solo tedesco; ci fu dopo un periodo di gravissima crisi (qui per il momento è "solo" grave) che il nazismo a modo suo risolse (non ne fu la causa); il popolo tedesco era molto più unito rispetto ad ora a livello europeo; abbiamo internet. Come sappiamo al momento la crisi è ben lontana dal risolversi (anzi), ed inoltre ora in Europa ci sono foze centrifughe che andranno sempre più ad aumentare. Stiglitz prevede altri 5 anni di euro, speriamo si sbagli.

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  23. ripensandoci con calma, mi preoccupa particolarmente il confronto fra il risultato riportato da ISTAT e qui citato (nessuna crescita del PIL rispetto al trimestre precedente) ed il modellino di due post or sono, dove basandosi sull'indice della produzione industriale, veniva fuori una previsione leggermente peggiore. Se non ho capito male sono ormai vari trimestri successivi nei quali la previsione estratta in tal modo si allontana verso il basso rispetto al dato reale. E' vero che la differenza resta entro l'IC 95% ma il trend e' stabile. Mi viene da sospettare un progressivo rafforzo della deindustrializzazione. Col che il costo del "prendere tempo" da parte della classe politica si amplia sempre piu'

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