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venerdì 25 luglio 2014

I piddini secondo Rilke

Ricevo da uno di voi:

Lorenzo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicu...":

Quando, parecchi anni fa, sono arrivato nel paese dove vivo, mi sono reso conto che i comunisti locali erano quelli che la DC aveva scartato.
E poi: se la lasci tu la dimentichi, se ti pianta lei rimane un grande amore.

Postato da Lorenzo in Goofynomics alle 25 luglio 2014 09:11



e il pensiero corre immediatamente:



Wer sind diese Leute? Was wollen sie von mir? Warten sie auf mich? Woran erkennen sie mich? Es ist wahr, mein Bart sieht etwas vernachlässigt aus, ein ganz, ganz klein wenig erinnert er an ihre kranken, alten, verblichenen Bärte, die mir immer Eindruck gemacht haben. Aber habe ich nicht das Recht, meinen Bart zu vernachlässigen? Viele beschäftigte Menschen tun das, und es fällt doch niemandem ein, sie deshalb gleich zu den Fortgeworfenen zu zählen. Denn das ist mir klar, daß das die Fortgeworfenen sind, nicht nur Bettler; nein, es sind eigentlich keine Bettler, man muß Unterschiede machen. Es sind Abfälle, Schalen von Menschen, die die Christlich Demokratische Union ausgespieen hat. Feucht vom Speichel des Schicksals kleben sie an einer Mauer, an einer Laterne, an einer Plakatsäule, oder sie rinnen langsam die Gasse herunter mit einer dunklen, schmutzigen Spur hinter sich her.


Poveri piddini... Nella loro sporca e oscura traccia dobbiamo camminare tutti noi, ma ancora per poco. Poi li andremo a cercare casa per casa, e leggeremo a loro, che sono così europei, i Quaderni di Malte Laurids Brigge, ovviamente nella lingua di quelli che loro avrebbero voluto fossero i nostri padroni (lingua che loro però non parlano, ma non è certo questo il motivo per il quale in Europa nessuno li ascolta...), sottraendoli alla loro vera passione: er campionato (o, in alternativa, er tolcsciò politico).

Una vita da tifosi, sempre dalla parte degli sconfitti.

Che vita di merda!

Ancora una volta: come si fa a non volergli bene?

57 commenti:

  1. Quando ti hanno reso la vita difficile ci riesci benissimo.

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    1. Io comunque ho detto che NOI li andremo a cercare casa per casa e che IO leggerò loro Rilke. Se poi voi volete farci qualcos'altro, basta che non me lo diciate, e che vi ricordiate che la violenza genera violenza. Si può anche pensare che quest'ultima sia il motore della storia, nel qual caso, certo, mica vorremo accostarci in un'area di emergenza...

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    2. Rilke al piddino aduso a Serra & Tabucchi, pena insolita e crudele...

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    3. "... e che vi ricordiate che la violenza genera violenza".
      Non mi pare che loro si stiano trattenendo molto.

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    4. Noi dai...non esageriamo...almeno Tabucchi salviamolo.

      Parce sepulto.

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    5. Sostiene Bagnai che la morte non è quasi mai una scelta, e pertanto risulta difficile vederla come un titolo di merito. Ben altri cadaveri verranno vilipesi, quando i nodi arriveranno al pettine.

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  2. "e leggeremo a loro"

    Dunque questo è un plurale majestatis, Sire?

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    1. Ovviamente! Voi il tedesco non lo sapete, e se vinceremo la guerra noi saremo imperatore d'occidente.

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    2. Non dubito che accadrà. E quando accadrà le chiedo di ricordarsi di me... un titolo di Duca e la Brianza come ducato (il primo trasmissibile agli eredi e il secondo in perpetuo) non sarebbero male...

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    3. Prof, mi esercito fin d'ora a leggere e leggerò sottovoce sperando di capirci più di ora.

      E' accaduto che, a forza di trovar qui roba tedesca, a forza di saperti poliglotta e di sentirti sempre ben disgiungere lingue, testi e culture da popolazioni e stati parti dei quali "non colpevoli" di certe situazioni, a forza di sapere che la figlia di una delle mie migliori amiche sta studiando benissimo tedesco e che la madre se la cava bene, ecco che, quando mi sono imbattuta per caso in un sito di corsi di lingue a pagamento, mi sono fiondata sul tedesco, nonostante mi sarebbe assai utile, sul lavoro, migliorare l'inglese "scolastico" che ho.
      Per il tedesco, unica base: il bel ricordo di un anno al Goethe Institut (o Institute?) alcuni decenni addietro; non nomino il sito, veramente ben fatto e non caro, solo per non far pubblicità.
      La spinta è stata poter sentirmi un po' meno "diversamente europea", e qui, come vedi, rispunta il Bagnai.

      E questo è un grazie "diversamente detto".

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  3. Penso si dica “leggeremo loro”, non “leggeremo a loro”.

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    1. E invece in questo caso sbagli. Sai dirmi perché, o almeno dove sei nato?

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    2. Meglio un dativo che un accusativo...

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    3. Dativo di vantaggio?
      Ce sto a prová

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  4. Prof, lei mi fa svalutazione competitiva dei post, e il grafico qui sotto a destra mi si impenna. Ma in realtà se andiamo a vedere la produttività reale siamo sotto media ponderata (che ci sta bene, anche dinamica sta bene dappertutto ma la metto la prossima volta).
    (Ahh, st'Italiani sono uguali ai Greci, una faccia una razza).

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  5. Da 6 anni vivo nel Regno Unito, ma la mia famiglia ed i miei amici ancora vivono, ovviamente, in Italia (sono marchigano). Quando chiamo e si parla, sto male per quel che mi dicono. Non ho mai avuto un particolare interesse per l'economia, ma a partire dal 2008 ho cominciato a leggere per capire quel che stava succedendo (la Lehman é andata a picco 3 mesi dopo il mio arrivo in Inghilterra) Eventualmente mi sono imbattuto in Krugman (arrivandoci via Beppe Grillo, devo dire: sul suo blog ho letto un riferimento a Stiglitz; Stiglitz citava Krugman e Krugman, scrivendo sul New York Times é facile da seguire, per lo meno per chi ha il mio livello di competenza - minima, a voler allargarsi). Recentemente, un paio di mesi fa, un amico italiano mi ha paralto di Goofynomics. Bene, morale della favola: mi sono messo su youtube e mi sono visto un pó di sue (tue?) interviste, conferenze, interventi e quant'altro. Ho notato che una delle obiezioni (piú) ricorrenti che ti fanno é; "Ma col senno di poi sono bravi tutti!" (quelli che giá concedono, bontá loro, che c'e' un problema). Al che la tua risposta é "Col senno di poi un par di ciufoli!" e a questo punto parte la citazione di Martin Feldstein, o Rudy Dornbush, o Krugman 1997 (ci mettiamo anche l'annata , come i vini). Probabilmente quindi non c'e' bisogno di quest'altro riferimento che sto per darti, ma giusto in caso, visto mai che un giorno ti possa tornare utile?
    E' Simon Wren-Lewis (http://mainlymacro.blogspot.co.uk/2013/07/how-knowledge-transmission-should-work.html) che spiega come gli Inglesi, col senno di prima, si fecero i loro studi e se ne restarono fuori. Il senno di poi quindi si applica solo a quelli che si sono voluti parare gli occhi, perché chi voleva vedere ha visto.

    Gianluca Cerritelli (perché se no temo che Goggle o chi per loro ci metta un nickname)

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    1. Gianluca, Baffi, già governatore della Banca d'Italia, nel giugno del 1989, due mesi prima di morire scrisse un articolo su La Stampa, per mettere in guardia contro la moneta unica. Ma lo sapeva, e lo diceva, anche Paolo Savona che l'euro, così come lo stavano facendo, non andava, e così persino Giorgio La Malfa, il cui europeismo era al di sopra di ogni sospetto. Persino in Inghilterra la lotta contro l'euro è stata dura e incerta: la Thatcher ha perso il posto nel 1990 sulle questioni europee, con i laburisti e mezzo partito conservatore contro (se non ricordo male; nel 2010, ottobre o Novembre, comunque per i venti anni della caduta della Thatcher, il Telegraph ha pubblicato un articolo in cui si ricostruiva tutta la vicenda euro; molto istruttivo. Se i Tedeschi stavano per sfondare nella perfida Albione, figurati come è stato facile in Italia con le classi dirigenti (?!) che ci ritroviamo.

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    2. Dornbusch l'avevo studiato, da giovane, c'era scritto dei prossimi danni dell'euro. Eravamo in un contesto storico nel quale stiamo tutti infilandoci felici nella tonnara, io l'ho letto, me ne sono sentita disturbata, ho detto, sarà sbagliato, un errore, quante volte ci sono errori nei libri di testo. Perdono.

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    3. Cara @Io,
      figurati che io (minuscola) non solo non ho letto e non ho studiato nel ramo - vabbe', leggevo altro -, ma non ci ho nemmeno mai pensato, e fin qui può andare.
      Ma non mi sono neppure messa in allarme anche constatando, da subito, che per i medesimi identici cibi che continuavo a comprare nella medesima quantità stavo spendendo improvvisamente di più. Unica attenuante, l'immersione in pesanti problemi personali, che potrebbe essere quella della maggior parte degli inconsapevoli.
      Aggravante: e dire che dicevano che ero (ero!!!) intelligente e in grado di collegare le cose.
      Ma va' là - direbbe uno sgradevole personaggio, aiutante assai noto di uno ancor più noto.

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  6. Nella risposta al commento di mariof (cfr. supra) Lei scrive “leggerò loro”.
    Ora, ho c'è un motivo che ignoro per il quale il verbo lèggere debba comportarsi in differente maniera alla 1ª persona singolare e alla 1ª plurale del futuro semplice, o delle due costruzioni una è esatta. Tertium non datur.

    Sono nato in Italia.

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    1. Sinceramente non sono sicuro che mi capirai. Intanto linguisticamente l’Italia non esiste: esiste Firenze, e il contado. Tu sei del contado.
      Come ogni maestrina dalla penna blu tu conosci alcune regole. Ma la letteratura non è fatta solo di grammatica, c’è anche la retorica, così come la musica non è fatta solo di solfeggio.
      Intanto, ti faccio notare che la relativa immediatamente seguente crea un’ambiguità. Se avessi scritto “leggeremo loro, che sono così europei”, “loro” avrebbe assunto implicitamente una funzione di oggetto, come se noi volessimo leggere “gli europei”, anziché “agli europei”. Mi rendo conto che nel contado non avete questa sensibilità, e la cosa non mi urta finché state al posto vostro.
      Poi, c’è di mezzo una doppia esigenza retorica. Qui si va sul difficile, mi spiace, ma hai voluto la spiegazione e te la do. L’uso pleonastico della preposizione “a” (pleonastico se la frase non continuasse come continua), in realtà ha valore rafforzativo, attribuisce la sfumatura di “proprio a loro”, “precisamente a loro, che sono piddini” (come del resto te). Vedi com’è strana la lingua italiana, che nel contado conoscete così male? Può capitare che tu metta qualcosa che non ci andrebbe, perché non vuoi mettere qualcosa che ci andrebbe. Serve a essere meno pedanti: potrebbe aiutarti.
      E poi c’è un problema di musicalità interna della frase (e qui si arriva dove tu sicuramente non puoi arrivare): “li andremo a cercare... leggeremo a loro...”. Una specie di isocolon, se sai cosa intendo. Non è irritabile, l’isocolon, comunque molto meno di me.
      Concludo, caro amico del contado, chiedendoti questo: se io non avessi studiato meglio di te le arti del trivio e del quadrivio, come avrei potuto vendere tante copie di un libro che parla di una cosa così noiosa? Eh, amico caro: con le regolette non avrei potuto vendere così tanto, sai? Esattamente come col solfeggio non mi farei applaudire in scena. Tu, che sei anche giovane, anzi, ggiovane (si vede dall’ortografia), le regole fai bene a seguirle. Io, alla mia età, posso permettermi di essere me stesso. Ti auguro di potertelo prima o poi permettere anche tu. Non capita a tutti, ma se capita è una cosa tanto liberatoria.
      Ah, a proposito: gli Analitica priora arrotolali bene, prima...

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    2. Ma anche Firenze, ahimé, non è più quella d'una volta
      http://www.huffingtonpost.it/2014/06/19/pitti-immagine-uomo-86-pucci-veste-battistero_n_5510924.html

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    3. Risposta molto interessante, come sempre quando si pestano i sonagli al crotalo.
      Ma sentite Maestà, quando l'euro sarà un brutto ricordo perché non apre un blog dal titolo TRIVIO E QUADRIVIO? Penso che ci divertiremmo, imparando (e viceversa)...

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    4. Cazzo (Uga segna): "sentite Maestà… perché non apre" …perché non aprite...

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    5. Sono un despota democratico: puoi darmi dell'Ella (però devi pronunciare bene la maiuscola, ci tengo...).

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    6. La ringrazio, bacio la pantofola e Le auguro una serena notte (non si scordi il ducato).

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    7. Eh, ma per la Brianza c'è la fila: Claudio, Marco... Forse bisogna entrare in dettaglio. Potrei nominarti satrapo di Arcore (ho già un duca di Monza, un donzello di Seregno e un visconte di Bernareggio).

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    8. Il mio, nel primo intervento, era semplicemente un dubbio sintattico. Non ritenevo di avere ragione.
      La violenza della sua ultima risposta è stata inopportuna.

      Non sono pedante (né piddino, né giovane).
      Apprezzo la prosa che utilizza nel suo blog e ho apprezzato quella del libro.
      È un po' antipatico, ma continuerò a seguirla perché dice la verità.

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    9. Satrapo di Arcore mi interessa - solo però con l'exclave di Milano 2 e dintorni - ma mi sa che l'attuale titolare non è tanto disposto a passare la mano… alla peggio andrebbe bene anche la contea di Lissone o il marchesato di Giussano

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    10. Non è che si potrebbe avere il Principato Vescovile di Trento? Ho sempre sognato di posare il culo sora la carega de quel da Cles

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    11. Postilla per Federico: io se ho un dubbio non scomodo Aristotele.

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    12. La frase che ha scritto il professore è perfettamente corretta, ma non per una ragione retorica, ma per una semplice regola sintattica: una relativa non può avere un clitico come antecedente.

      (“Loro” è un clitico “sui generis”, d’accordo [cfr. “Grande Grammatica Italiana di Consultazione”, vol. II, Bologna, “Il Mulino”, 2001, pp. 566-567], ma sempre un clitico rimane, cioè una forma vincolata. Per le caratteristiche che lo distinguono dagli altri clitici, “loro” è definito, più propriamente, come “forma debole”.)

      Faccio un esempio per rendere più chiara la spiegazione. Poniamo che il professore avesse scelto, invece che il costrutto sintagmatico corretto, il clitico “gli”, che ormai è stato riconosciuto come degno dello standard anche quando ha funzione di dativo di terza persona plurale (Berruto 1987 et al.). Si avrebbe avuto *“e gli leggeremo, che sono così europei…” [l’asterisco segna una frase agrammaticale]. In questo esempio l’agrammaticalità è più evidente, giacché in italiano moderno il clitico “gli” può occorrere soltanto prima del verbo, mentre “loro”, nella sua funzione dativale, si colloca obbligatoriamente dopo il verbo.

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    13. minchia prof...te credo che il debito nei confronti di Uga sale.

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    14. Grazie Flavio. Il vantaggio di essere fiorentino è che hai comunque ragione, quando parli, senza nemmeno sapere se né perché ce l'hai. È così e basta. Ma la tua spiegazione, come tutte le spiegazioni tecniche fatte da un esperto, è affascinante e ci arricchisce tutti. D'ora in avanti, comunque, a chi mi chiederà "Perché hai scritto così?" mi limiterò a rispondere "Quia nominor leo!". Poi arrivi tu e li affetti. Dividiamoci il lavoro. A Gibilisco gli epistemologi della domenica, a De Biase i matematici del sabato, e a te i grammatici del venerdì...

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    15. Se parlar corretto senza sforzo è la fortuna di voi fiorentini, noi diversamente fiorentini dobbiamo sottoporci ad anni di studio per dirozzarci.

      Benché la definizione di esperto mi lusinghi, razionalmente non posso accettarla. Sono soltanto un appassionato: troppe cose ancora ignoro.

      Tuttavia, accetto volentieri l'incarico, perché condivido la sua battaglia contro il permeismo. In pochi campi come nella linguistica il primo venuto si sente in diritto di “dire la sua”, solo perché ha sviluppato la facoltà del linguaggio. Ma, mi par di capire, anche l'economia non scherza in questo.

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    16. Ubi incommoda, ibi et commoda.

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    17. @ Flavio Volpisco

      (1° post, rigo 12-esimo)

      “ si avrebbe avuto” o “si sarebbe avuto”?

      Dubbio (e non scomodo Aritotele).

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    18. Per Federico Ran: naturalmente “si sarebbe avuto”. Interferenze col dialetto (non fiorentino). La ringrazio per avermi fatto notare l’errore marchiano, di cui mi scuso.

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    19. Mein König und Kaiser,
      dopo essermi goduto usque ad deliquium questa divertente diatriba, ti giuro che il prossimo che mi dirà che quella tedesca è una lingua complessa, molto più complessa di quella italiana, si beccherà un "lech mich am Arsch" da farlo diventare biondo.
      Gott erhalte!

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  7. Sentiamo cosa dice un americano sugli Stati Uniti d'Europa (caveat: scrive su una rivista che si intitola "The National Interest", potrebbe essere un fascista)

    "...The spying episode however is merely the tip of a much bigger iceberg (for Germans). The iceberg itself is that the post-war dispensation of America’s insertion into Europe via NATO - effectively took (and still takes) - security issues off the table for the European Union. EU security policy, in effect, is NATO policy: which is to say US policy.

    »It might seem that for the EU there is simply no alternative: the EU could never – with its 28 Member States, and its East European neo-liberal implant – come up with an alternative security structure, absent the United States. But an alternative is there, (although it is not one to be said aloud in front of the children): “If it had no other alternative, Germany could close its eyes, tap its slippers three times, and reconstitute the old European Concert [of powers] in short order, with nary an American soldier or airman in sight”"...

    http://nationalinterest.org/feature/germany-america-headed-divorce-10874?page=show

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    1. Come a dire: "la cocaina USE ti fa male, per cui IO (e solo IO) sarò costretto a darti l'eroina USAE con cui starai bene"

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  8. Dall'intervista a Renzi sul Corriere della Sera di ieri:

    "se la crescita (del PIL) è 0,4 o 0,8 o 1,5 non cambia niente per la vita quotidiana delle persone"

    E' da mettere in cornice ed esporre.
    L'autore, intendo.

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    1. @ chinacat (25 luglio 2014 21:32)

      Renzi, molto semplicemente, non è adeguato al ruolo che ricopre. Ed è stato scelto proprio per questo motivo. Il problema è tutto qui.
      Renzi non si rende conto che se insiste con i suoi insulsi slogan, tipo “cambiare verso all'Europa”, non farà altro che oscillare tra uno smacco e un insuccesso, in un clima generale di irrisione – questa sì, “europea”.
      L'Ue non è riformabile, né governabile. Tanto è vero che alla CE è stato messo Juncker, che è sempre quello che quando lasciò la carica di presidente dell'Eurogruppo tenne un "discorso di commiato" che non colse del tutto di sorpresa chi guardava a Bruxelles con scetticismo e che in sostanza definiva l'Ue come una congerie di aspettative deluse e di fallimenti conclamati. Il che la dice lunga sulla reale credibilità dell'Ue, dal momento che Juncker è stato presidente dell'Eurogruppo dal 2005 al 2012.
      E ora, dopo aver guidato un sostanziale fallimento, questo alfiere dei sacrifici (altrui) inutili torna ad imporci le stesse rovinose ricette, spalleggiato da Martin Schultz, presidente dell’Europarlamento, e da Manfred Weber, capogruppo del Ppe (il partito di maggioranza relativa), che Merkel è riuscita ad imporre a tutti gli altri. Altro che Europa delle scelte collegiali, delle pari opportunità e di tutte le altre frasi fatte cui Renzi troppo spesso ricorre.
      Alla fine dell'estate, a causa degli stupidi ed inapplicabili trattati europei arriverà, puntuale ed inevitabile, l'ennesima pesante manovra che ci renderà tutti ancor più poveri. E unanimemente consapevoli che Renzi non è stato in grado di cambiare una virgola in Europa.
      Non sarà un bel momento per lui.

      Qualche giorno fa la presidente della regione Friuli-Venezia Giulia Serracchiani è stata oggetto di una energica contestazione da parte dei cittadini di Gorizia, per la paventata chiusura del locale centro nascite. In tale circostanza, la popolazione sembra essersi resa conto che le mirifiche opportunità dell'Ue sono solo propaganda, e che in realtà l'Europa chiede, anzi impone - in virtù del vincolo esterno imperniato sull'€ -, ulteriori tagli alla spesa pubblica con conseguente riduzione dei servizi pubblici.
      E siccome alla fine dell'estate è probabile che il Pil, anziché crescere dello 0,4, sarà sceso del -1% come minimo, ma l'Europa di Juncker continuerà sulla stessa strada dei suoi predecessori chiedendoci nuovi sacrifici, è presumibile che contestazioni come quelle subite da Serracchiani si moltiplicheranno, e a Renzi non basterà la sua infantile esuberanza per evitare di esserne travolto.

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  9. Dovranno ripetere a memoria sino alla fine dei loro giorni IL TRAMONTO DELL'EURO.

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  10. Ma in verità l'economista di riferimento del PD è stato un certo Panfilo Maria Lippi che tempo fa indicava la strada da percorrere:

    Dal '90 a oggi l'Inghilterra ha creato 3 milioni di nuovi posti
    di lavoro. Secondo l'Economist, questi ottimi risultati sarebbero da
    attribuire alla politica di Margaret Tatcher: addomesticamento dei
    sindacati, deregulation, privatizzazioni. L'aumento dell'occupazione,
    assieme alla riduzione delle tasse, ha favorito la ripresa dei consumi.
    Questo ha fatto ripartire l'inflazione, che tendera' ad aumentare nei
    prossimi tre anni, facendo cosi' abbassare il tasso di crescita e il PIL,
    con conseguente aumento della disoccupazione. Quindi, come si vede,
    riducendo la disoccupazione, si aumenta la disoccupazione. Cosa ci
    insegna questo esempio? Che l'unico modo per ridurre i disoccupati e'
    aumentarli. In Italia siamo gia' a buon punto.

    -- "TABLOID TABLOID"@"Mai Dire Gol" Daniele Luttazzi.

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  11. Ma, signori, siamo nel sito di un appassionato di Dante, invoco dunque la legge del contrapasso. Il piddino potrà finalmente assaporare le gioie della modernità e potrà scegliere tra un call center o un impiego (si fa per dire) presso quel nuovo esempio di evèrgete che è Farinetti.

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  12. Avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi .....

    http://www.pierpaolopasolini.it/alla_mia_nazione.htm

    https://www.youtube.com/watch?v=Um5ZlLh9Vw8

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  13. Il "piddino" è l'uomo nuovo, uno scherzo della Natura, che va studiato e capito ma non imitato. Ciò va fatto prima che si estingua, ovvero prima che la legge di Darwin faccia il suo corso: sappiamo già che da madre Natura abbiamo solo da imparare.

    L'ho capito anche grazie a questo libro, che assieme ai puntini gentilmente fornitoci dal prof, permette di costruire una bella immagine tridimensionale del mondo il cui viviamo. Se mi è permesso, ne vorrei consigliare la lettura a tutti i frequentatori di questo blog.

    Dopo averlo letto si capisce ancora meglio perché la moneta è l'espressione di un popolo, così come lo è la lingua, la cultura e i valori che lo contraddistinguono.

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    Risposte
    1. Che la legge di Darwin abbia grandi limiti lo si è capito da un bel pezzo, ma sarebbe ora di riformulare il paradigma di fondo.

      L'uomo moderno sta modificando la natura che lo circonda (non parlo di baggianate tipo il riscaldamento globale), quindi dire che sopravvive colui che è più adatto alla natura è un punto di vista che ha dei limiti strutturali.
      Potremmo dire, forse, che sopravvivono coloro i quali hanno più capacità di modificare l'ambiente che li circonda?

      Il piddino potrebbe è vincente nel breve e perdente nel lungo, tutto sta a capire quanto sia breve il breve e lungo il lungo.

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  14. Interessante lo scenario di qui ad un mese. Tanto per cominciare la frase "non cambia nulla se il pil è zero o uno" si ritorcerà subito contro il suo autore, perchè c'è un buco di bilancio di svariati miliardi di euro, ormai siamo al contrappasso quasi istantaneo.
    Il novello monti dovrà reperire fondi dove non ci sono ed è già disperato, ci ha provato con le dichiarazioni di Reggi, laddove si spacciava con la parolaccia "riforma" l'ennesimo taglio all'istruzione, facendo lavorare il personale anche di pomeriggio e gratis.
    Era talmente geniale la pensata che ha dovuto poi ritrattarla poche ore dopo, in quanto avrebbe d'un colpo eliminato tutti i precari che perdevano le supplenze brevi e perfino la connivente cgil si espresse negativamente.
    Era la perfetta applicazione della svalutazione salariale, cioè la diminuzione del tuo stipendio oppure l'aumento delle ore di lavoro a parità di stipendio, che è la stessa cosa visto che dovresti avere uno stipendio superiore che non hai se lavori di più, che tanto piace ai politici e agli elettori diversamente colti del pd.

    Il segnale è chiaro: il pd che cerca disperatamente di fare cassa sul suo elettorato naturale mandando uno a prendersi gli insulti per poi ritrattare può voler dire solo che ci siamo e che sono alla frutta.

    In autunno, quindi, ne vedremo delle belle: per allora staranno ancora litigando sulle riforme cosmetiche mentre i creditori del nord chiameranno il fondo monetario.

    Ci sarà da ridere.

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    1. Io invece credo ci sarà da piangere...lavoro nel settore alimentare, e non ti dico la tristezza nel vedere erosi continuamente gli incassi, vivo nell'incubo di essere licenziato!!!

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  15. Il éclatait d’aise, toute la vieille gaieté
    militaire française sonnait dans son rire de
    triomphe. C’était la légende, le troupier français
    parcourant le monde, entre sa belle et une
    bouteille de bon vin, la conquête de la terre faite
    en chantant des refrains de goguette. Un caporal
    et quatre hommes, et des armées immenses
    mordaient la poussière.
    Brusquement, sa voix gronda.
    – Battue, la France battue !... Ces cochons de
    Prussiens nous battre, nous autres !
    Il s’approcha, saisit violemment Weiss par un
    revers de sa redingote. Tout son grand corps
    maigre de chevalier errant exprimait l’absolu
    mépris de l’ennemi, quel qu’il fût, dans une
    insouciance complète du temps et des lieux.
    – Écoutez bien, monsieur... Si les Prussiens
    osent venir, nous les reconduirons chez eux à
    coups de pied dans le cul... Vous entendez, à
    coups de pied dans le cul, jusqu’à Berlin !
    Et il eut un geste superbe, la sérénité d’un
    enfant, la conviction candide de l’innocent qui ne
    sait rien et ne craint rien.
    – Parbleu ! c’est comme ça, parce que c’est
    comme ça !

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  16. Mi è giunto in mano un libricino sull" euro con pezzi riportati da lavoce.info, propaganda allo stato puro.
    Girato sotto elezioni perche il terrore non guasta mai.
    Il pezzo di francesco lippi e fabiano schivardi " l" insostenibile pesantezza dell" euro?" è qualcosa di fantastico.
    Terrorizza il salariato perche se usciamo ci dimezzano il salario mentre loro per salvare la situazione propongono di dimezzarci il salario.......me coglioni!!!

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  17. Ho che siete complessi...ma io che vendo patate....posso continuare a leggervi?

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    1. Tranguasc, chi tratta la patata è sempre il benvenuto ;-)

      Piuttosto, mi sa che per la Satrapia di Arcore lei è più qualificato di me...

      Va be' vorrà dire che mi accontenterò di un piccolo califfato collinare con affaccio sull'Adda

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