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martedì 11 marzo 2014

Il Pil dell'Italia

Oggi @cigolo, che vi consiglio di seguire su Twitter, ha pubblicato questo grafico, che in qualche modo ci rinvia a questo post. Cigolo è un bravo ragazzo, anche se ho qualche dubbio su alcune sue interpolazioni (le vedo un pochino "linkiestike", non so come spiegarvi, ma lui sicuramente è in buona fede ed è una fonte di utilissime informazioni).

Poi mi è passato del tutto di mente.

Ora sono alla ricerca di soldi.

Un modo per farseli dare è spiegare a chi vuoi che te li dia perché dovrebbe farlo: sostanzialmente, perché lui ha da perdere più di te. A questo scopo mi sono andato a cercare anch'io le serie storiche secolari del Pil dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, e le ho trovate dove sapevo che erano, cioè qui. Mi servivano appunto a far capire ad alcune persone che io non sto facendo fund raising, ma simonia: vendo indulgenze, come un vescovo dei bei tempi andati.

Ma tralasciamo queste piccole miserie, veniamo ai dati.

Le serie di contabilità nazionale vengono presentate in quattro tronconi con osservazioni terminali sovrapposte: 1861-1911, 1911-1951, 1951-1970, 1970-2010. Il motivo è che nel calcolare il Pil in termini reali (cioè a prezzi costanti) è necessario ogni tanto aggiornare la base dei prezzi. Misurare il Pil del 2010 con i prezzi del 1911 non avrebbe molto senso, fra l'altro perché i prezzi relativi dei diversi beni sono cambiati.

(Esagerando un po', ma per farvi capire, vi ricorderete che nel Medioevo la peste si diffondeva perché i vestiti erano una cosa così preziosa (e la medicina una scienza molto dura - de coccia, come l'economia oggi) che i parenti del defunto preferivano indossare i suoi abiti, anziché bruciarli come sarebbe stato consigliabile fare. Da qui la diffusione del contagio. Ma oggi c'è la Ciiiiiiiiiiina e non c'è più l'accordo multifibre, e quindi vestirsi costa molto di meno. Se valutassimo i vestiti prodotti oggi col loro prezzo del 1911 (o del 1348) sembreremmo più ricchi.)

Il fatto che le serie siano "overlapping" (cioè che abbiano un'osservazione sovrapposta) permette di calcolare comunque una serie continua dei tassi di crescita dell'economia italiana, che è questa qui:


Vediamo diverse cosuccie, alcune molto evidenti, altre di meno. Ad esempio, è evidente la distruzione causata dalla seconda guerra mondiale, con una serie di tassi di crescita negativi a due cifre che portarono l'economia italiana a contrarsi del 53% (cumulato) dal 1940 al 1945. Certo, oggi non siamo nelle stesse condizioni, direi. Forse bisognerebbe ricordarlo ai "tantormaisti", a quelli che "tanto ormai è inutile uscire dall'euro perché l'Italia è distrutta, non avremmo più beni da vendere perché siamo deindustrializzati, ecc.".

Dai, ragazzi, non scherziamo...

È anche evidente la ripresa post-bellica, folgorante come tutti gli episodi di crescita finanziati coi soldi altrui (la Spagna di Zapatero o l'Italia del piano Marshall, per dire). In soli quattro anni l'Italia superò e raggiunse il valore prebellico (quello del 1939).

Poi ci sono alcune sfumature. Ad esempio, andiamo a vedere gli altri picchi negativi, quelli fuori dai periodi bellici. Questo è l'elenco, in ordine di importanza:

Lo shock del 2009 è il più grande in ordine di importanza dopo quello del 1867 (del quale Alessandro Guerani potrebbe sicuramente raccontarci il come e il perché), più grande perfino di quello del 1914 (del quale non abbiamo bisogno che nessuno ci spieghi il perché).

Insomma: il più grande shock subito dall'economia italiana da quasi 150 anni a questa parte. Non c'è male.

Ma aspettate, perché in economia le dimensioni contano, ma non sono tutto. Anche in economia conta la persistenza. Guardate una cosa: allo shock del 1867 (in effetti, dopo molti shock negativi, anche minori, tranne quelli che si son verificati in tempi bellici) segue un rimbalzo. Nella storia italiana sono relativamente pochi gli episodi di shock negativi che si susseguono. Gli episodi di decrescita del prodotto in tutto sono 30. La serie più lunga si è verificata con la seconda guerra mondiale: sei tassi negativi in fila. Le altre serie sono state di due tassi negativi, e se ne sono contate sette: 1871-1872, 1914-1915, 1918-1919, 1930-1931, 1933-1934, 2008-2009, 2012-2013. Notate che le prime tre sono legate a noti eventi bellici  (a casa nostra o altrui), le due successive alla crisi del '29, e poi siamo ai giorni nostri. Nei restanti 30-6-2x7 = 10 casi, fra i quali quello del 1867, a ogni tonfo è subito seguito un rimbalzo positivo.

Poi c'è un altro dettagliuzzo. Vi ricordate "gli ingenui apologeti del cambio flessibile"? Sì, insomma, sarei io, secondo i seriosi studiosi di carte dei cioccolatini, quelli che pensano di sapere cosa sia il gold standard, insomma, quelli lì, quelli "de sinistra". Porelli. Vi faccio vedere il tasso di cambio effettivo nominale dell'Italia nel periodo dopo il primo shock (quello del 1867):


(il grafico è tratto da qui). Vedete cosa stava facendo il tasso di cambio effettivo nominale dell'Italia dopo lo shock del 1867? Stava cedendo, e a occhio (di più non si può fare, chiederò agli autori se mi mandano i dati) direi di un buon 17%. Questo non ha evitato i problemi del 1871, ma certo non li ha aggravati. Notate un altro dettagliuzzo che gli euronzi dimenticano. Vedete cosa c'è scritto sopra il grafico? European Paper-Currency Regimes. E che vuol dire? Vuol dire che Portogallo, Spagna, Italia e Russia avevano adottato il corso forzoso, quello che oggi gli scienziati chiamano moneta fiat (che si crea col clicdelmouse), e poi vi raccontano che è nata dopo il Noxon shock del 1971 (quando Nixon sospese la convertibilità in oro del dollaro). Dal che deduciamo che il tempo è elastico, come la pelle degli scienziati de cujus, visto che il corso forzoso in Italia c'era da un bel po' (e chi ha fatto un licei decente dovrebbe ricordarsene). Altro che gold standard! La periferia ne è sempre stata fuori, e ha spesso e volentieri lasciato che il suo cambio fluttuasse, cosa che nell'euro non è possibile nei rapporti interni.

Scusate se vi annoio con questi dettagli, ma bisognerà pure che capiate quanto soffro quando sento parlare certi esperti di periferia...

Ma cosa sta succedendo invece oggi al nostro cambio effettivo nominale?


Ma certo! Oggi che siamo così bravi, lo abbiamo rivalutato!

Insomma...

Non è che siamo stati proprio noi, a dire il vero. Il cambio lo decide, in teoria, il Consiglio dei ministri (insomma, l'Ecofin) e poi la Bce dovrebbe mettere in pratica le sue indicazioni . Diciamo che è stata la Germania, che facciamo prima. Il fatto è che in questo modo, dopo essere riemersi dallo shock del 2009, mantenendo l'euro sopravvalutato (e con le politiche di austerità, e che con tutto il resto che sapete), siamo riusciti a scivolare di più di 4 punti fra 2012 e 2013 (che nel grafico non si vede).

(ah, perché non sapevate che è l'Ecofin! Ma sui Trattati c'è scritto, vedete, all'art. 219 secondo comma del TFUE: "In mancanza di un sistema di tassi di cambio rispetto ad una o più valute di Stati terzi, come indicato al paragrafo 1, il Consiglio, su raccomandazione della Commissione e previa consultazione della Banca centrale europea, o su raccomandazione della Banca centrale europea, può formulare gli orientamenti generali di politica del cambio nei confronti di dette valute. Questi orientamenti generali non pregiudicano l'obiettivo prioritario del SEBC di mantenere la stabilità dei prezzi". L'avete sentito voi l'Ecofin ultimamente? Chi è il membro italiano dell'Ecofin? Ragazzi, a maggio c'è l'appello...)

(...scommettiamo che da domani lo sapranno tutti?...)

Sintesi: oggi non solo non abbiamo flessibilità nei rapporti interni, ma in media abbiamo anche rivalutato perché si volle vosì colà dove si puote. Allegria! Si stava in effetti meglio quando si stava forse peggio!

I dati mostrano anche un'altra cosa. Nel periodo fra le due guerre la variabilità della crescita è stata molto maggiore che negli altri (la serie si "agita" di più, come avevamo visto anche qui), e si vede anche che prima della seconda guerra mondiale la crescita media era più bassa di quanto non lo fosse dopo, e che all'inizio degli anni '80 la crescita slitta verso il basso.

Possiamo considerare i tassi di crescita del grafico qua sopra come i famosi "lanci della monetina" di questo post, e sommarli. La differenza è ovvia: in questo caso la variabile che andiamo a cumulare (il tasso di crescita) non vale solo -0.5 o +0.5: può assumere qualsiasi valore (ragionevole). Il principio però è lo stesso: così come i lanci della monetina erano la variazione della nostra passeggiata aleatoria (una passeggiata molto particolare e della quale i matematici devono ancora spiegarci tutti i segreti), così i tassi di crescita del Pil sono per costruzione la variazione del nostro Pil, e sommandoli otteniamo, per forza di cose, la serie del Pil. Eccola qui:



(ho preso il logaritmo dell'indice ricostruito partendo da 1861=100 per i motivi che forse ricorderete e che ho esposto qui).

Una lettura istruttiva, non trovate? Quelli con l'occhietto allenato vedranno ad esempio che all'inizio degli anni '80 abbiamo un problema. La crescita si pone su un sentiero decisamente meno ripido (la pendenza del logaritmo del Pil si riduce, e la pendenza di un grafico logaritmico coincide con la crescita della variabile rappresentata. È anche interessante osservare che dal 1861 al 1939 la crescita prosegue in modo pressoché rettilineo (se pure con ampi disturbi), cioè cun una media sostanzialmente costante. Ma qui siamo nel campo delle impressioni. Per una lettura meno "impressionista" della serie ci occorrerebbero alcuni strumenti che prima della famosa storia del pollo dispero di potervi dare. Usandoli potremmo capire perché trovo un po' "linkiestike" certe interpolazioni. Il fatto è che per far passare una tendenza in mezzo a dei dati, prima bisognerebbe capire di quale natura è verosimile che la tendenza dei dati sia. Il discorsetto (che rimane aperto) sulla passeggiata aleatoria serve appunto a questo, ma non c'è fretta...

Intanto, abbiamo fatto un ripassino di statistica, e abbiamo visto i numeri: male non fa.



(...e ora torno a chiedere soldi, che, come saprete, sono la materia prima di ogni rivoluzione. Purtroppo io, a differenza di lui, non sono stato contattato dai servizi segreti tedeschi. Quando incontrate quelli del "movimento dal basso", che poi sono anche quelli del "gesto eclatante", e del "tu non fai niente perché stai dietro a una tastiera", mi fate una cortesia? Dategli il mio numero di cellulare, e ditegli di passarlo alla CIA, che se chiama famo prima. Io proporrei di chiamare la nostra rivoluzione democratica "Rivoluzione indaco". Un colore che ha un indubbio pregio: nessuno sa cosa cazzo sia. E in questo somiglia molto, in effetti, ai movimenti "dal basso". Buona notte, volgo disperso che nome non ha...) 


56 commenti:

  1. Indaco è grande! Ancora rido.

    Prof, l'ha letto il post di Nardella? Glielo ha mandato. Borghi.?

    Indaco, ahahaha..

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  2. Quantità impressionante di refusi. Sono sfibrato dallo sforzo e dall'imbecillità di tanti. Domani correggo.

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  3. per condizionare e riqualificare il dibattito delle forze politiche ed accellerare i loro riposizionamenti (come asimmetrie sta facendo) occorre investire qualcosina (quei 60 euri all' anno a testa) praticamente il costo di un abbonamento annuale ad un paio di riviste (se però venite in edicola a pigliarle è meglio!) considerando che il blog è gratis è una bazza!...e come dopo una confessione (se mi ricordo bene avevo circa otto anni) ci si sente più sicuri e protetti (innalzando così anche le difese immunitarie, e quindi alla fine è un risparmio). 40 anni fa i grandi capitalisti capirono che finanziare ed organizzare economisti in centri studi al fine di divulgare il pensiero unico neo classico avrebbe avuto un certo ritorno in termini di indebolimento dei lavoratori ed infatti siamo qui...
    non fare altrettanto sarebbe un errore imperdonabile e ne porteremo sulle spalle la responsabilità...come disse qualcuno storica politica e morale.
    sogni d' oro e grazie prof

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Indaco no! Si incazzano i marò...

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  5. A occhio dal '92 in poi la pendenza diventa minore di quella che c'era stata dal 1861 al 1939.
    Ma non so dargli il giusto significato perché le crescite hanno "peso" diverso a seconda di quale sia il punto di partenza.
    Qui mi piacerebbe rileggere alcune considerazioni trovate anni fa in un bel libro di Mario Silvestri, uno dei papà del nucleare italiano, ma sfortunatamente non ce l'ho sotto mano, pertanto dovrò rimanere col dubbio.
    In ogni caso il dato resta.

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    1. Da buon autorazzista di familiarità con la matematica ne hai poca. Forse rileggendo questo post potresti capire perché quella che hai profferito è una non lieve imprecisione.

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    2. A parte che non capisco quale nesso logico ci sia tra il presunto autorazzismo (molto presunto, anche se come epiteto è simpatico e lo adotterò sicuramente per scherzare con gli amici) e la non familiarità con la matematica (anche questa presunta).
      Secondo me nessun nesso, logico intendo, altri nessi non li considero.

      Ma a parte le connessioni logiche, ho capito qual è la frase incriminata, ma il virgolettato era messo lì apposta a scopo cautelativo per evitare interpretazioni letterali.
      Perché di quello penso si parli, no?

      Provo a riformulare.
      Assunto che dal '92 in poi la pendenza è minore (a occhio, per quello che ci vedo) che nel 1861-1939, anche la crescita è minore.
      Più sopra infatti leggo: "la pendenza di un grafico logaritmico coincide con la crescita della variabile rappresentata".
      Dunque la crescita è stata minore, e fin qui più o meno ci siamo.
      Almeno a spanne per pi_greco, fatti salvi gli arrotondamenti, gli errori di lettura, etc etc..

      La mia riflessione andava oltre l'aspetto numerico (su cui c'è poco da discutere), e riguardava il fatto di assegnare o meno lo stesso significato economico e sociale p.es. a una crescita X% del PIL-1895 o a una crescita X% del PIL-1995.
      Da profano mi verrebbe da dire che un paese moderno ed evoluto non cresce con le stesse percentuali di un paese arretrato/emergente, senza che questo debba preoccupare troppo.
      Ma non so se l'analogia tra fenomeni economici e fenomeni industriali o biologici possa avere un senso e se sì, quanto.
      Tutto qui.
      Ovviamente sulla mia pessima capacità espressiva si può discutere, ma come diceva quello: se ero bravo a scrive facevo il poeta o il romanziere, invece fò il ciabattino.. :-)

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    3. L'autorazzismo era per prima, quando davi retta all'ottimo Travaglio. Se la valutazione non era matematica ma economica allora hai ragione perfettamente, ed è proprio questo che spesso sfugge a chi parla di "declino dell'Italia dal 1947". In effetti i tassi di crescita di TUTTI i paesi avanzati sono andati declinando dal dopoguerra in poi, per un semplice fenomeno di convergenza (cioè perché NON è vero che la teoria economica dica che il PIL, il grande nemico degli amici dell'euro, debba crescere per sempre!). L'accelerazione nel dopoguerra è figlia dell'arretramento prodotto dalla guerra, in certa misura. L'analogia è più o meno sensata.

      In effetti, quando vi parlo di declino dell'Italia non vi interpolo con una retta i tassi di crescita, ma vi faccio vedere l'arretramento relativo rispetto a un gruppo di paesi omogenei, come qui, nel primo grafico. La prima cosa non avrebbe molto senso, data l'esistenza della convergenza. La seconda cosa invece sì, perché ci fa vedere che perdiamo terreno rispetto a paesi che stanno meglio di noi, e che quindi il rallentamento della crescita in effetti non esprime convergenza a uno stato stazionario comune, ma declino relativo rispetto alla media degli altri paesi relativamente omogenei.

      Non so se è chiaro, questo punto va approfondito perché è al cuore degli argomenti di quelli che dicono "eh, ma l'euro non c'entra, il declino inizia nel 1947"!

      Scusa, avevo capito male io.

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    4. Beh anche io qualche volta mi vomito addosso quando scrivo, o come disse Cesare Marchi (credo l'abbia detto lui per primo): "mi spezzo ma non mi Spiego"..
      :-)

      Cmq hai colto esattamente il mio pensiero, che non si riferiva al mero aspetto matematico.
      E ovviamente, almeno a me, è chiarissimo il concetto di declino relativo.
      Però qualche grafico "de rinforzo" è sempre ben accetto..
      Grazie

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    5. Tecnicamente il problema è capire se un modello con tendenza deterministica non segmentata sia il corretto Data Generating Process per la serie di un tasso di crescita reale (qualsiasi). La risposta è no. Quindi questa evidenza è meramente descrittiva. Chi mi ha capito è d'accordo, chi non mi ha capito mi capirà. Abbiamo ancora tanto tempo da passare insieme...

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  6. Indaco,o indigo,il colore dei bluejeans.....ottima idea, la rivoluzione in bluejeans....potrebbe fare grande tendenza in tutta Europa..e non solo.

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  7. Alberto, ti richiamo all'ordine: il gioco è già duro e i duri hanno già iniziato a giocare. Tu però, visto che sei duro, ogni tanto stacca (ma proprio stacca anche DA NOI, che spesso abbiamo anche piacere se condividi con noi la tua vita privata, visto anche quanto consapevolmente e inconsapevolmente ti sei messo a nudo in questi anni, la resistenza umana è tale perché è sia resistenza che umana). Twitter è tossico anche se lo usi per combattere i mostri, e la tua esperienza di scazzi personali conseguenti alla battaglia è anche la nostra. Se mi crolla il prof, vado a sparare in piazza: il duro ha da durà. Appena posso, mando il valsente ad a/simmetrie.

    Keep on truckin'.

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    1. Non capisco sinceramente il senso di questo intervento. Che c'entra Twitter con la crescita dell'Italia?

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  8. Ma il mouse nel 1867? Magari era un click del telegrafo... A proposito di click professo' non è che mi sblocca su Twitter?

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    1. Se fai 'ste domande sarà difficile...

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  9. "Volgo disperso che nome non ha"
    Questa la so Prof.!
    Anche se io me la ricordavo così:
    "Volgo disperso che terra non ha"
    Dovrebbe essere l'Adelchi. Manzoni usò quell'espressione per ammonire gli italiani felici di vedere negli occhi dei longobardi all'arrivo dei francesi "liberatori". La stessa paura che avevano avuto loro quando furono conquistati dai barbari. L'autore scrive che i francesi non sono venuti a liberare l'Italia ma anche loro la conquisteranno e alla fine gli italiani avranno due padroni i francesi e i longobardi.

    Per quanto riguarda la passeggiata aleatoria mi sfugge la relazione con il PIL.
    La media attesa dei lanci della monetina avrebbe dovuto essere 0 (e abbiamo visto che non lo era) mentre per quanto riguarda il PIL io, da ignorante mi aspetto una crescita.

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    1. @Wendell Gee:
      la media non avrebbe dovuto essere 0, se non in un caso: quando i casi che si verificano a seguito dell'evento (ad es. testa o croce a seguito del lancio della monetina) si ripartiscono come previsto dal calcolo delle probabilità, altrimenti sarà sempre diversa da 0.
      Aleatoria sta per casuale, nel senso che il susseguirsi delle variazioni della media (che è il percorso della passeggiata), variano casualmente e quanto più il numero dei lanci tende ad infinito, tanto più diminuiscono le probabilità che ripartendo dal punto origine si riverifichi uno stesso percorso. Quindi, ad infiniti lanci, la probabilità che la media sia 0 è pari a 1 su infinito, poiché infiniti sono i percorsi che può seguire la passeggiata.

      Per il tasso di crescita del PIL il discorso è molto simile: che cos'è la crescita? Qualcosa che c'è in più (per Grillo è quando c'è qualcosa in meno) rispetto a prima, cioè il PIL che cresce, ossia la variazione incrementale a seguito del lancio della monetina. Quanto "rapidamente" questo qualcosa aumenta è il tasso di crescita, geometricamente rappresentato dalla pendenza della retta (che sul grafico devi più o meno immaginarti) che passa tra minimi e massimi della "passeggiata aleatoria", poiché "per far passare una tendenza in mezzo a dei dati, prima bisognerebbe capire di quale natura è verosimile che la tendenza dei dati sia".

      Ora, nel caso del PIL, la passeggiata non è proprio totalmente "aleatoria", nel senso che determinati eventi che hanno influenzato lo scostamento da questa "retta mediana" o addirittura dalla sua "pendenza", sono derivati da ben precise scelte di politica economica.
      Accertata la causalità di questi eventi sulla crescita, puoi capire come poter influire sulla pendenza della retta: negli anni '80 e peggio me sento a fine anni '90, la pendenza della retta si è sempre più appiattita, cioè semo cresciuti molto di meno.
      Il fatto che la pendenza sia diminuita proprio in concomitanza dello SME e sia divenuta definitivamente piatta (come l'encefalogramma del piddino) in concomitanza dell'EMU resta un fatto, per chi la pensa in maniera diversa da noi, totalmente "neutrale" rispetto a fatti ben più rilevanti che ti cito per ordine:
      - i socialisti che magnavano a sbafo e che sostenevano i lavoratori per fini elettorali, vedi il ciclo politico-economico
      - quindi siamo incapaci di autogovernarci
      - quindi abbiamo dovuto rendere indipendente la banca centrale e vincolare il cambio, per evitare che i politici spendessero a buffo producendo moneta a rotta di collo
      - quindi, poiché inferiori, non meritiamo ciò che abbiamo
      - quindi abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità perché abbiamo troppo rispetto alla nostra inferiorità
      - quindi dobbiamo fare penitenza ed espiare, decurtandoci gli stipendi per far aumentare i profitti (e mantenere gli sprechi di Bruxelles!!! ROFL!!!)
      - quindi tanto vale farci colonizzare, cioé aderire alla menata del "più Europa".

      Noterai il fondamento scientifico di tali argomentazioni (tipo quelli che ci parlavano di CLUP, materie prime ed energia, facendo l'analisi comparata dei costi tra due aziende residenti in paesi diversi, come se si trattasse di due aziende dello stesso quartiere), rispetto a "le chiacchiere di Bagnai secondo cui basta uscire dall'euro e torna tutto a posto" (risposta media del commentatore del FQ).

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    2. Grazie Francesco.
      Avevo capito che la crescita diminuisce dalla nostra entrata nello SME.

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  10. "L'Italia è una bambina indisciplinata ed ha bisogno di una babysitter tedesca". Parole e musica di Beppe Severgnini stamattina su la7. Buongiorno a tutti.

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    1. si, e il debito lo hanno fatto negli anni 80 i partiti per comprarsi il consenso, parole di Curzio Maltese l'altra sera su laSetta, a riecheggiare quella che ormai si puo' chiamare "tesi Amato"... ma e' da un po' che le carriole di banconote per fare la spesa sono uscite dai radar, mi pare, a parte i tir di Mogol....

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    2. Severgnini cita come al solito Montanelli, che queste esatte parole le scrisse su La Voce dopo la firma del Trattato di Maastricht: avevo forse 15 anni e me la bevvi, mea culpa, mea culpa...

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  11. Penso sia difficile anche per la CIA. Da una parte deve appoggiare l'UE come pretesto per sottrarre Paesi al controllo Sovietico ma dall'altra deve anche stare attenta che la Germania non diventi troppo forte con l'euro. Pesi e contrappesi, ah?

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    1. Mah, come sappiamo l'italia è stata occupata dagli alleati nel '45, e questi hanno sempre tessuto, almeno un po', le fila della politica da dietro le quinte, vuoi con la scusa della guerra fredda e vuoi col fatto che il piano Marshall non era proprio un regalo a costo zero di un benefattore disinteressato.

      Non è che ne abbia grandi evidenze, penso però che per la Germania sia stato anche peggio. Non punterei troppo sulla completa e totale indipendenza delle politiche tedesche rispetto a "pressioni" esterne.

      Stefano P

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    2. Poveri tedeschi, pensa che in un delirio di onnipotenza si sono azzardati a chiedere indietro parte del loro oro depositato negli States. Risposta: "Scordatevelo".

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  12. Ottimo metodo democratico, quello di insultare gli altri e non rispettare il diritto di replica. I 70 euro che ho versato per a/simmetrie era meglio se me li bevevo all'osteria !!

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    1. Ma quale insultare? Rosanna, ti devi dare una calmata, chiaro? Non puoi postare diecimila interventi al giorno dicendo la qualunque e agitandoti scompostamente. Ti farò rimborsare. Grazie.

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    2. Un altro modo per disinformare e presentarmi come una paranoica ossessionata dal web semplicemente perché sono due anni che partecipo alla ricerca di informazioni e contribuisco alla causa,

      e non sono diecimila interventi, sono 3 o 4, come ho già detto un'altra volta, e poi se non vanno bene tu hai diritto di non pubblicarli, mi sembra, ma definirmi attempatella e poco intelligente, solo perché ho espresso un'opinione diversa dalla tua, non ti sembra un'offesa?

      Probabilmente io ho una sensibilità diversa e poi la restituzione dei soldi non la voglio, perché finora ho partecipato volentieri. Grazie

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    3. Rosanna, in primo luogo non ho messo in dubbio la tua intelligenza. In secondo luogo mi spiace che tu viva male la maturità: sono attempato anch'io e non lo considero un insulto. Tra l'altro, formulavo un'opinione, che, a giudicare da quanto te la prendi, era corretta. Dovresti allora chiederti come ho fatto a indovinare, no? Forse dipende dal fatto che i giovani, nel bene e nel male, non sono così "appassionati" come tu sembri esserlo. A mio modo di vedere questo non è l'atteggiamento giusto. Però fai tu.

      Il problema del tuo commento non era che fosse diverso da una mia ipotetica opinione (quale?), ma che era sostanzialmente inutile. Cosa aggiungeva alla discussione? Sinceramente non riesco a vederlo. Che Giordano fosse un leccaculo di Berlusconi è una novità (se vogliamo dirlo così)? Al di là dell'espressione (io non sono un buon esempio), allora ti faccio notare che abbiamo in giro decine di migliaia di leccaculo di Squinzi e di De Benedetti che ci insultano (insultano voi) e ci mettono i bastoni fra le ruote (li mettono a voi). Preferite loro? Sinceramente, mi ripeto, non capisco. Credo che tu, come me, sia molto stanca. Perdonami, ma io alle mie forze devo stare attento. Tu regolati come credi. Se vuoi arruolarti nell'esercito delle amanti tradite (le Fraiole, le Pasquinelle, ecc.) fai pure. Perdonami, forse avrei dovuto dirti fin dall'inizio che fra noi ci poteva solo essere sesso... e non c'è stato nemmeno quello. Non ho amici, non ho amori, quindi non ho amanti. Buon proseguimento.

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    4. Cara Rosanna, M. Giordano potrà avere tantissimi demeriti, ma rimane il solo e unico in Italia ad aver pubblicato più di una pagina spiegando in maniera chiara e puntuale il cosa e il come. Questo basta a renderlo non il migliore, ma l'UNICO giornalista in questo Paese. Non mi piace, ma non gli negherò mai questo riconoscimento. Chi si comporta con simile professionalità merita per questo solo fatto il massimo rispetto, al di là di tutto il resto. Anche Sallusti e altri sono di quella stessa parrocchia, ma non mi pare proprio abbiano alzato non dico la voce, ma almeno un timido guaito...

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    5. Rossana,
      piuttosto cerca di farti un'altra domanda:
      come mai l'unico giornalista che parla liberamente di euro dicendo semplicemente la verità è un cosiddetto "leccaculo di Berlusconi" ?
      E poi fattene ancora un altra: se a pubblicare il libro fosse stato un leccaculo di Prodi, avresti gioito? Io si...e tu pure! Peccato che di danni ne abbia di più il mortadella ( e i suoi leccaculo) che non l'atrocissimo e turpissimo Silvio, dati oggettivi alla mano.
      Ti consiglio di uscire dallo stadio, arrivati a questo punto, il concetto dovrebbe essere chiaro a tutti.

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    6. È la solita storia. Anche Cassandra era in una posizione sgradevole e nessuno l’ascoltava. Non è finita molto bene. Ho una domanda generale: chi è il puro che non ha alcun interesse, ma combatte solo per l’ideale di una moneta sovrana? Lo vorrei conoscere, perché combattere idealmente solo per uno strumento come la moneta sarebbe un ossimoro perfetto. Aristotele è morto da un pezzo e sarebbe il caso di aggiornarsi sull’utilità della conoscenza.

      Per esempio, io sono di vedute aperte. Se i tedeschi e gli altri paesi virtuosi ci danno i soldi per sistemare i problemi senza lamentarsi e lasciandoci indipendenti, sono d’accordo a tenere l’euro. Per me non è mica una questione di principio! Si potrebbe scrivere un bel romanzo di fantascienza su questo.

      Non ho ancora conosciuto il giornalista indipendente dal suo lavoro. Non mi risulta neanche che lavorare per le aziende di Berlusconi impedisca di scrivere articoli veritieri o giusti. Bisogna cercare di essere aperti a chiunque e il professore ha dimostrato con questo blog che è possibile. Penso che questo lavoro vada incoraggiato e non ostacolato.

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    7. Però, Alessio, perdonami: una moneta non è "solo" uno strumento. È uno strumento di redistribuzione del reddito. Quindi, ad esempio, le mie motivazioni nell'entrare in campo sono piuttosto chiare. Senza le varie chiamate dell'Europa io a quest'ora mi metterei in tasca circa 700-800 euro in più al mese, sopra i (mo controllo) 2800 che prendo adesso (santissimi, per carità: so bene che c'è chi sta molto peggio di me, ma come vedete non sono i 15000 che mi rinfacciano tanti imbecilli). Allora: in fondo sono meschino e attaccato ai soldi, e quindi mi difendo da un sistema che si difende dal crollo sfilando i soldi di tasca a me. Ci siamo?

      Il discorso dei giornalisti credo abbia una sfumatura in più. Noi, se vogliamo, possiamo dire quello che ci pare. Al limite non facciamo carriera. Loro no: c'è la linea editoriale.

      Il tuo "se i tedeschi" l'ho saltato per carità di patria...

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    8. Ha ragione, non mi sono spiegato bene. Intendevo "unicamente" per la moneta sovrana come ideale, senza considerarla un mezzo per raggiungere gli interessi di ciascuno. Nobili o meno nobili non mi interessa perché è una valutazione etica ed anche questa ha sempre risposto a diversi interessi durante la storia.

      Anche io ho il mio piccolo conflitto di interessi che è legato alla salute dello stato come per lei. Sto per laurearmi nel campo dei beni culturali ed uscire dalla mia università (praticamente fallita mentre io studiavo) nel completo deserto culturale e finanziario. Oramai abbiamo perso il conto dei crolli che fanno notizia nei telegiornali e chi è dentro questo mondo vede situazioni del genere ogni giorno. Se lo stato non avrà le risorse da destinarci, il mio futuro sarà veramente scuro. Il "gene egoista" (citazione di un bel saggio di Richard Dawkins) mi costringerà ad emigrare per sopravvivere, come ci ha spiegato che prevede la teoria economica.

      L’esempio più lampante della situazione in Italia è quello dei "500 giovani per i beni culturali" sbandierato da Letta in diretta nazionale. Prima parlavano di assunzioni, poi è diventato uno stage di un anno per la formazione. In realtà erano le prime, mascherate da secondo: si sono presentate al concorso persone con anni di lavoro alle spalle e titoli di dottorato perché il bando non metteva limiti di tempo dopo il conseguimento del titolo di laurea. Così assumeranno per un anno a 500 € al mese operatori di altissimo livello e non formeranno i nuovi studenti. Se queste sono le prospettive, non mi rimane molta scelta.

      Il paragrafetto sui tedeschi è provocatorio, ma non nei suoi confronti. Ha spiegato molto bene che un’alternativa in questo sistema non è possibile e non sarei qui a scrivere se non mi avesse convinto. Mi creda, svegliarmi è stata doloroso sotto molti aspetti. Ora almeno sono consapevole di cosa stia succedendo ed è per questo che la stimo molto.

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    9. Prof. , se avesse evitao "l"attempata" probabilmente non ci sarebbe stata reazione :D

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    10. Cara @Rossana di "attempatelle" appassionate come te, e me, c'è molto bisogno. I giovani latitano, costretti più di molti di noi nella darwiniana lotta per conquistarsi un valore di mercato nel libero mercato in deflazione. Senza memoria storica e nessuna "nostalgia"..

      Quanto a Giordano mi permetto solo di osservare che poiché è il livore anticasta autorazzista il tratto distintivo, il sentimento più diffuso e che più ostacola la comprensione razionale dell'ingiustizia intrinseca dell'euro, ritengo molto utile spostarne il focus sugli sprechi, corruzioni e follie dell'UE. Ringraziamo il cielo che almeno a natura umana (corruttibile) siam tutti ugualmente europei!
      Se vogliamo uscirne come Nazione dovremo accettare anche che la storia sia raccontata in modo parziale e con registri diversi e da personaggi con cui non ci vogliamo confondere.
      Certo ne viene un concetto di Interesse della Nazione in negativo, contro- (lo strapotere della Germania, i 55 miliardi del mes, gli sprechi e corruzioni europei, le leggi assurde imposte, il "lo chiede l'Europa", le Banche...) e sembrerebbe a rischio la comprensione del vero significato dell'euro come strumento di svuotamento dei diritti democratici e di azzeramento delle conquiste culturali-sociali-economiche rappresentate dal ceto medio del Bel Paese (ora abbiamo invece la Grande Bellezza).
      Un passo alla volta (e intanto vedi che ridicolo il Renzi con le sue 100 auto blu all'asta in confronto al doppio maestoso parlamento europeo a Strasburgo!!).

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    11. Va bene, lo so, sono un bastardo. Non tutti invecchiano bene. A me però interessava collocare Rosanna sull'asse dei tempi, e penso di aver colto il punto (poi magari ha 29 anni). Il problema è che a me dà un po' fastidio il fatto che veniate attaccati e derubricati a zerbini. È un fatto mio: reagisco sempre alle provocazioni.

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    12. @chiara

      Tanto per esser chiaro, anche se non credo che il problema di Berlusconi fosse quello di avere gusti discordanti dai miei, le "attempatelle" sono sempre state la mia passione, finché non sono diventate mie coetanee!

      Eliminato questo problema insussistente, concordo con te: io continuo a non capire la logica delle persone. Prima "Bagnai non parla al popolo, Bagnai non coinvolge le masse". Poi se segnali uno che ha trovato una chiave per presentare il problema al popolo "non va bene perché è un berluschino". Ma allora trovatemi uno di sinistra che abbia detto la verità, o anche semplicemente che la stia dicendo adesso. Non c'è.

      Allora cosa volete? Volete continuare a macerarvi nell'odio ideologico per il nemico di paglia che il capitale vi mette davanti, mentre lui si fa i fatti suoi dietro, o avete capito qual è il nemico e siete disposti a compromessi per definire le priorità e affrontarle nell'ordine?

      Non so, sinceramente non capisco. Certo che Giordano non dice tutto. Ma Viale fa peggio. Il mio libro dice abbastanza, ma l'italiota col cervello sciacquato da castacriccacoruzzionebbrutto lo getta alla seconda pagina, se non ha quel minimo di sensibilità che gli faccia capire con chi ha che fare. E allora dobbiamo rinunciare ad alleati così, magari per perseverare nel vano tentativo di convertire cialtroni in visibile cattiva fede come lo sbilifestume vario?

      Suvvia, giovinette che fate all'amore...

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  13. Chi è il rappresentante italiano nel COREPER II?
    Per l’Italia vi siede il Rappresentante Permanente
    Ambasciatore Stefano Sannino
    già Consigliere Diplomatico del Presidente del Consiglio Romano Prodi e suo Rappresentante Personale per i Vertici del G8.
    Serve altro per avere le idee chiare? :-)

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  14. ancora però non riescoa capire perchè chi si dichiara di sinistra ce l'ha con il movimento dal basso molto più che con molti moviemnti dall'alto. A volte sembra che gli roda, e tanto, che sto cavolo di mopvimento dal basso in 8 mesi abbia fatto molto di più, fare opposizione vera è sicuramente molto di più, dei loro movimenti dall'alto. Ci sento tanto una punta d'invidia per chi non c'è riuscito

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    1. Perdonami, caro, fatto di più cosa? Se non gli do un po' di visibilità io, ai poveri movimentisti, non se li fila nessuno! In due anni sono arrivato sui media nazionali. Loro in quaranta anni nemmeno al giornalino della parrocchia! Ma di cosa stai parlando?

      La Storia dimostra che i movimenti "dal basso" non esistono: c'è sempre dietro un capitalismo che paga, c'era anche nella santa rivoluzione russa, e questa era la prima cosa che volevo mettere in evidenza. Questi qui son falliti anche perché non li paga nessuno, e non li paga nessuno perché non se li meritano.

      Qui ci paghiamo da noi, e per ora basta.

      Aggiungo anche, in tema di invidia, che negli ambienti nei quali ora "Bagnai è di destra perché è schiavo di Bolkestein e Nordvig e della finanza internazionale", gli attacchi sono iniziati il 23 maggio scorso, in seguito forse a un tweet o a una dichiarazione che magari avrò fatto in qualche commento del blog, riferito al fatto che avrei lanciato un manifesto. Dopo è uscita la mia adesione al Manifesto di solidarietà europea: il 25 maggio. Il fatto che io sia stato attaccato prima per una cosa che ho fatto dopo ha un'unica lettura logica. Ai giovani marxisti dell'Illinois quello che interessava non era la mia "purezza etnica marziana", oh, no! Quello che gli faceva paura era il fatto di essere spiazzati politicamente da una mia proposta politica (che non ho fatto, perché la mia proposta politica è informare, cioè far funzionare la democrazia). Per questo hanno attaccato il manifesto prima di sapere cosa fosse (cioè: non una proposta politica ma una proposta innanzitutto tecnica, e fra l'altro nemmeno molto originale, essendo stata fatta per la prima volta da Stiglitz quattro anni or sono). Ma a loro rodeva la "defezione" (così l'avranno vissuta) di quello che aveva più visibilità. Mi spiace: io sono mio.

      Se permetti, con chi mi insulta, o mi tradisce, mettendomi i bastoni fra le ruote semplicemente perché teme che io possa ostacolarlo nel suo sgomitare verso un potere che non avrà mai perché non se lo merita, non credo di essere tenuto ad essere particolarmente accondiscendente.

      Se si scusano e ammettono l'errore se ne parla, altrimenti possono accomodarsi loro e il loro zero virgola, capisci?

      A me fa un po' ridere la loro linea dei "due Bagnai": un Bagnai di prima "buono", e uno di dopo "cattivo". Il Bagnai di dopo ha scritto questo, ad esempio. Mi sembra una critica sufficientemente articolata del capitalismo, no? E che l'euro sia uno strumento di lotta di classe mi spiace, ma l'ho detto io, tre anni or sono, non loro, nemmeno trenta anni or sono.

      So che gli scotta, anche perché per questo sono caduti in un meritevole oblio. Ma non posso farci niente. Dovete scegliere se volete cavalcare un cavallo o mille asini.

      Tu la tua scelta evidentemente l'hai fatta. Ci vediamo al traguardo, amico. Stiamo lavorando anche per te, noi. Quegli altri stanno lavorando per se stessi. Mi fanno un po' pena (come la fanno ai colleghi che vanno a trovarli), ma non posso farci nulla: se essere "de sinistra" non significasse sbagliare sistematicamente, staremmo tutti meglio!

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    2. Dallo stile e dagli argomenti mi sembra più un ortottero beato che un marxista dell'Illinois.

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    3. Ah, be', se poi un ortottero pensa di far parte di un movimento "dal basso" siamo al paradosso totale! Stra-DAR! Torno a lavorare...

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    4. Il titolo del post del 23 maggio (che scopro ora) sembra una citazione: come sempre "fedeli alla linea, anche quando la linea non c'è".

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    5. Ergo, sei l'ennesimo tentativo di soffocare il conflitto sociale e la sollevazione delle masse organizzate . Cioè stai ostacolando l'unica possibilità di alternativa alla crisi del Capitale e alla successiva mobilitazione reazionaria !
      Le ho viste,erano tutte lì che stavano per sollevarsi, le masse.....Si ,mi sa che so proprio gonfie....sempre le masse

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    6. Vedi, caro Under! E tu che ti eri fidato di me... Ma guarda il bicchiere mezzo pieno: con il suo sproloquio, il marxista dell'Illinois mi ha tolto di torno la più fastidiosa delle groupies, che al grido di "non mi avevi detto che conoscevi un generale di Pinochet" se ne andò sbattendo la porta dell'email! DAR e stra DAR, e un sentito grazie al coglione che ha tirato fuori questa storia che non mi sarebbe venuta in mente nemmeno se fossi caduto in una vasca di sagrantino!

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  15. chi era quella tipa che ha detto al tel. "..l'Europa si fotta!.." ?

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  16. Secondo me i servizi tedeschi, se ti avessero contattato, ti avrebbero già mandato sotto la doccia.

    Comunque, in realtà, volevo condividere questo piccolo elenco di proposizioni di logica (da Ha Joon Chang, Bad samaritans, 2007)

    1. Free trade reduces freedom of choice for poor countries.
    2. Keeping foreign companies out may be good for them in the long run.
    3. Investing in a company that is going to make a loss for 17 years may be an excellent proposition (nota: parla della Nokia electronic division).
    4. Some of the world’s best firms are owned and run by the state
    5. ‘Borrowing’ ideas from more productive foreigners is essential for economic development.
    6. Low inflation and government prudence may be harmful for economic development.
    7. Corruption exists because there is too much,not too little,market.
    8. Free market and democracy are not natural partners.
    9. Countries are poor not because their people are lazy;their people are ‘lazy’ because they are poor.

    Per tutti quelli che hanno difficoltà di dialogo con i propri amici piddini, consiglio di farsele stampare su una maglietta (magari in italiano: i piddini dell 'inglese conoscono solo parole "di nicchia" come "gender" o "care givers")

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    1. Splendido, davvero. Una sintesi perfetta di come molta gente che parla sia solo un pappagallo ammaestrato, nutrito e pronto ad essere cucinato.

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  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  18. A proposito ha poi contattato Di Pietro per quei 20 milioni di euro? Occhio che e' una prima donna e vuole comandare. Va beh, se gli passi il fatto che sembra uno che ha completato gli studi alle serali ed e' stato finanziato per dimostrare che l'Italia e' corrotta e non si merita di essere auto governata e Grillo e' stato piu' bravo e gli ha fregato il posto, dovrebbe andare tutto liscio come l'olio, chiaro no?

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  19. 1. Il libero commercio riduce la libertà di scelta per i paesi poveri.
    2. Mantenere le aziende straniere al di fuori dei confini nazionali può essere positivo per i paesi poveri nel lungo periodo.
    3. Investire in una società che sta andando a fare una perdita per 17 anni può essere una proposta eccellente (nota: Parla della Nokia divisione elettronica).
    4. Alcune delle migliori aziende del mondo sono di proprietà e gestite dallo Stato
    5. Copiare idee da stranieri più produttivi è essenziale per lo sviluppo economico.
    6. La bassa inflazione e la prudenza del governo possono essere dannose per lo sviluppo economico.
    7. La corruzione esiste perché c'è troppo, non troppo poco, mercato.
    8. Libero mercato e democrazia non sono partner naturali.
    9. Paesi non sono poveri perché le loro persone sono pigre; le loro persone sono 'pigri' perché sono poveri.

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  20. A proposito dello shok del 1867.
    Da "Il benessere nel Regno delle Due Sicilie" di Fara Misuraca e Alfonso Grasso

    Appendice
    Relazione del Direttore Generale alla Commissione Parlamentare di Vigilanza
    Il Debito Pubblico in Italia 1861 - 1987: Volume I
    Parte I - La Storia
    Capitolo 1 - La finanza di "emergenza" all'inizio del Regno d'Italia. 1861 - 1872

    Dopo l'istituzione del Gran Libro del Debito Pubblico italiano, avvenuta con legge 10 luglio 1861, n. 94, in cui confluirono i debiti degli stati preunitari si aprì un decennio di fuoco per la finanza pubblica, che dovette ad un tempo far fronte ai costi smisurati di azzardati eventi militari e alla creazione di una struttura unitaria.

    Tav. 14 - Periodo 1861-1872
     
    1861 1872
    Debito Pubblico/PIL 45% 95%
    Spesa Pubblica base + 17%
    Entrate/Spesa 60%
     

    (Non c'è bisogno di dire che i costi di quegli azzardi furono pagati con ingenti trasferimenti di risorse dal defunto Regno delle Due Sicilie, trasferimenti ben documentati dall'articolo che mette in evidenza anche il drastico cambiamento di indirizzo nella politica fiscale e doganale che finiranno per impoverire il tessuto industriale e deprimere la domanda interna).

    La classe dirigente dell'epoca non seppe far altro che aumentare le imposte.
    Tav. 15 - Contribuzioni introdotte con la proclamazione del regno d’Italia
    Denominazione Anno
    Tassa del decimo di guerra 1861
    Tassa del registro graduale 1861
    Tassa sull'industria 1862
    Imposta sui redditi di ricchezza mobile 1864
    Fondiaria 1864
    Imposta sul macinato 1868
    Imposta sui redditi dei titoli pubblici 1868


    http://www.ilportaledelsud.org/benessere_due_sicilie.htm

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  21. leggermente OT. L'altro giorno stavo per comprarmi la Storia economica dell'Italia di Valerio Castronovo. Poi ho letto in quarta di copertina una frase ambigua su debito pubblico e unione monetaria europea, tipo "il problema dell'Italia oggi è l'ingente debito pubblico nel quadro dell'unione monetaria europea". Non l'ho preso, sono stato severo? Posso fidarmi o consigliate altro?

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