MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 7 agosto 2013

Il bilancino del farmacista

Oh! Ora sì che possiamo tirare un sospiro di sollievo! Siamo finalmente arrivati alla fine della recessione. Chi ce lo dice? Saccomanni. Chi era costui? Un funzionario della Banca centrale indipendente prestato al Tesoro. Come dire che se la Banca è indipendente dal Tesoro, il Tesoro non lo è dalla Banca.

Ma non entriamo in questa dolorosa diatriba.

Perché, a volerla dire tutta, il problema più evidente è un altro: Saccomanni sta alla ripresa come l'oste sta al vino, e ci siamo capiti. Cosa volete che dica un povero governante!? Lui deve infondere ottimismo. Anche voi, ne sono sicuro, al posto suo mentireste. Magari, dopo due anni in mia compagnia, sapreste trovare motivazioni meno ridicole. Perché quelle del ministro lo sono abbastanza: la sua fiducia sarebbe alimentata dal fatto che nel secondo trimestre la decrescita dell'Italia è stata solo del -0.2%, anziché del -0.4% previsto "dagli economisti".

Accipicchia! Che risultatone!

Io veramente avevo letto nei flashfile dell'OCSE pubblicati ad aprile che nel secondo trimestre la decrescita sarebbe stata del -0.26%, non del -0.4%, il che significa che le previsioni dell'OCSE non erano (ad aprile) poi così distanti dalle stime preliminari dell'ISTAT (a luglio). Diciamo anzi che queste stime sostanziamente confermano il dato OCSE, e questa non è una bellissima notizia, perché in effetti ad aprile l'OCSE annunciava (ritualmente) la ripresa per l'anno prossimo.

Ma anche questa diatriba credo che possiamo abbandonarla, non in quanto dolorosa, ma in quanto futile.

Perché, vedete, io a voi non devo spiegarlo, e nemmeno a Saccomanni. Sia voi che lui lo sapete benissimo. Qui il problema è un altro, è completamente un altro, e lo abbiamo già visto. Le rigidità dell'euro, con la connessa austerità (chi non capisse perché l'euro impone l'austerità può rileggere questo), hanno trasformato uno shock esterno indubbiamente rilevante in una catastrofe di proporzioni inaudite, che si sarebbe potuto e dovuto gestire diversamente, e che ci ha riportato ai livelli di reddito di più di 15 anni or sono. Cerchiamo allora di capirci su quale sia il problema. Ve lo illustro con un disegnino a colori, volete?


Allora: la variabile rappresentata è il reddito pro capite in termini reali (cioè in effettivo potere d'acquisto). La linea blu continua riporta quello che è successo finora (vedete i due balzi versi il basso), quella tratteggiata riporta le previsioni del Fondo Monetario Internazionale emesse ad aprile (ripresina nel 2014).

Poi ci sono altre due linee.

Quella verde fa vedere dove saremmo oggi se a partire dal 2007 avessimo continuato a crescere al tasso medio registrato fra il 1999 e il 2007 stesso, cioè nell'età dell'euro, tasso pari all'1.1%. Se la crescita fosse rimasta su questo standard (un tasso non sfolgorante, pari a quasi la metà di quanto si era avuto dal 1980 al 1998, per capirci), oggi avremmo comunque un reddito pro capite di quasi 27000 euro, anziché di 22450 (come nel 1998).

Non male, eh? Perché se si parla di quello che si è perso, forse bisogna anche contare quello che si sarebbe potuto guadagnare non abbandonando la vecchia strada per la nuova (e fatemi fare un po' di moralismo pure a me, dai!...).

E la linea rossa? Be', quella, è evidente, esprime uno scenario ipotetico nel quale noi riusciamo nei cinque anni dal 2013 al 2018 a recuperare tutto il tempo perduto, riportandoci sul sentiero tendenziale pre-crisi (cioè sulla retta verde). E sapete a quale tasso dovrebbe crescere l'economia italiana per realizzare questo risultato? Ve lo dico io: al 3.6%. Come dire: è impossibile. Un altro dato: se cominciassimo a crescere al 2% fisso in termini reali dall'anno prossimo, ci vorrebbero diciassette anni per recuperare i diciotto anni buttati (cioè a ritornare sulla linea verde). Ma anche una crescita simile, dentro l'euro, è impossibile.

Questi sono gli ordini di grandezza che sarebbero risolutivi: il 4%, il 2%. Questo, almeno, se per "fine della recessione" intendiamo il recupero, sia pure graduale, sia pure in tempi lunghi, del nostro tenore di vita relativo.

Ma Saccomanni gioca con lo 0.2%, e ci parla di una fine della recessione che nelle sue parole sembra una marcia trionfale, ma che in realtà è lo smarrito girovagare di superstiti fra le macerie di un bombardamento.

Così è se vi pare, e, naturalmente, anche se non vi pare.


(scusate, lavoro come una bestia, non vi sentiate trascurati: sto facendo quello che c'è da fare per togliersi di torno queste persone che pesano i decimali sul bilancino del farmacista mentre la gente si annienta dalla disperazione. Ne parleremo presto. Non siamo i soli a desiderare che le cose cambino. E cambieranno.)

52 commenti:

  1. Mentre il prestigiosissimo sole 24 ore dice che lo 0,2 fa ben sperare....se contassimo le luci in fondo ai tunnel faremmo un cielo stellato!

    RispondiElimina
  2. come sempre analisi chiara e impeccabile!

    RispondiElimina
  3. Lo ha detto quasi due mesi fa il Presidente del Consiglio europeo, Mr Van Rompuy: "Non c'è paragone tra la situazione di oggi e quella di nove mesi fa, quando l'esistenza dell'Euro era sotto minaccia. Non è più questo il caso."
    The euro is safe, declares European Council chief

    Temo gli sia sfuggito un dettaglio insignificante, le prossime elezioni in Germania.

    RispondiElimina
  4. Pronto, chiaro e cristallino!
    "Asfaltando Saccomanni"

    RispondiElimina
  5. Giusto un pirla potrebbe credere ad una ripresa,mi ricorda la luce in fondo al tunnel,ed erano le luci del treno che ti veniva addosso.

    RispondiElimina
  6. L'aveva detto anche Letta ieri:
    "Sono ottimista x l'economia!".
    Una sola parola:
    SCIAGURATI !!

    Come possono trattarci così, ....da perfetti idioti?

    RispondiElimina
  7. Non uso mai fare complimenti, mi limito a dire ció che penso realmente.
    Ho sempre pensato vedendo Prodi che i suoi poveri alunni passassero ore a dormire.
    Vedendola come spiega in video mi viene da pensare che i suoi alunni siano tutti entusiasti.
    Per tutto ció che fa e per come lo fa
    GRAZIE continui cosí

    RispondiElimina
  8. Secondo me siete i soliti malfidati, Saccomanni a Sky TG24 l'ha detto chiaro: la recessione è finita!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiedo scusa ma il collegamento migliore è questo, con l'altro ci perdevamo il mirabolante indice calcolato dalla Banca d'Italia che dà a 1 la probabilità di inversione del ciclo. Ragazzi, questa è scienza con la S maiuscola!
      Per completezza dell'informazione posso solo aggiungere che mio zio ha un ginocchio matto che gli dà sempre fastidio quando il ciclo economico si inverte ed è ORMAI UNA SETTIMANA che gli fa un male cane, poveretto! Scienza con la S maiuscola e fatti concreti, mica gli abracadabra economici di Bagnai!

      Elimina
  9. Su questo sito dibbbattito su "Il tramonto dell'euro". Intervengo anche io. Niente di trascendentale negli interventi.
    Notevole però il puro fatto che il dibattito sia stato proposto, benché in agosto, perché il sito letterario (importante) "Le parole e le cose" è ambiente ad altissima concentrazione PD-SEL, essendo stato fondato da ex allievi della Scuola Normale di Pisa.

    http://www.leparoleelecose.it/?p=11616#comment-104832

    RispondiElimina
  10. Quanti anni perduti inseguendo la chimera dell'€ e ritrovarsi poi inghiottiti nel buco nero dell'ignoranza politica! La vera luce in fondo al tunnel sono questi post e questi grafici che mi auguro possano illuminare e risvegliare le menti e le coscienze di chi crede ancora alle favole...
    Grazie ancora per il suo impegno divulgativo.

    RispondiElimina
  11. Saccomanni mi ricorda Corrado Guzzanti che in un suo spettacolo, imitando Tremonti nelle vesti del ministro dell'economia di Luigi XVI, diceva al popolo affamato: La crisi è finita! Adesso se avete fame è psicosomatica!

    RispondiElimina
  12. Nessuno li crede più ormai, i dati come sempre mostrano l'opposto. La luce in fondo al tunnel è solo un miraggio.

    RispondiElimina
  13. "Ad aprile 2012 il governo Monti indicava un calo del Pil più contenuto (-1,2%) per il 2012 e una crescita dello 0,5% per il 2013." (così riportavano i quotidiani italiani in data 20 settembre 2012)

    Il pil 2012 ha segnato -2,4% mentre quello del 2013 l'Ocse lo stima a -1,8%.

    La mia domanda da umile cittadino è: ma su che basi furono postulate quelle previsioni? I dati disponibili nell'aprile 2012, anche ad un profano come me, descrivevano un quadro ben diverso. Come diamine è possibile che le massime autorità politiche, spacciate per "tecnici dell'economia", siano in grado di sbagliare in maniera così clamorosa?

    Farò penitenziagite per il mio "profmaleichenepenza"? Maybe so maybe not... ma se non lo chiedo a lei che è un economista a chi lo chiedo? A quelli che hanno fatto diventare la scienza economica una forma di superstizione basata sulla lettura dei fondi del caffè?

    Ivan

    RispondiElimina
  14. Ti trattano male solo quando glielo permetti.

    RispondiElimina
  15. "lo smarrito girovagare di superstiti fra le macerie di un bombardamento" è un'immagine efficacissima che svela le miserie di questi tristi personaggi, mentre le sue parole conclusive "Non siamo i soli a desiderare che le cose cambino. E cambieranno." sono per tutti noi motivo di forza e di speranza fattiva. Davvero non ci sono parole per ringraziarla.

    RispondiElimina
  16. Qualche cosa di muove x settembre su la 7...
    Segue copia-incolla trovato su internet.

    Un nuovo programma per «rompere la gabbia nella quale politica ed economia ci hanno rinchiusi». La Gabbia è il titolo dell’approfondimento condotto da Gianluigi Paragone che debutterà a settembre su La7. Reduce da alcune stagioni nella seconda serata di Rai2 (e da un discusso passaggio alla rete di Urbano Cairo), il giornalista ed ex conduttore de L’ultima parola nel promo presenta il format così: «Ti hanno promesso la libertà, ti hanno parlato di Europa dei diritti e di prosperità e invece il potere politico e il potere finanziario ci hanno rinchiusi in una gabbia. A settembre la rompiamo insieme su La7». A quanto pare, Paragone vuole mantenere la promessa di parlare di quello che in Rai non gli era permesso dire, come dichiarato al momento della rottura con Viale Mazzini: «Parlerò soprattutto di quello di cui in Rai non volevano che parlassi basta vedere da dove vengono i vertici Rai per capire che era difficile parlar male delle banche o fare un programma anti euro. L’importante è aver trovato un editore che è in grado di riconoscere un prodotto giovane e moderno».

    RispondiElimina
  17. Stando a questo articolo de La Stampa di oggi, il Ministro avrebbe pure detto che la Banca d’Italia ha «calcolato un indice che misura la probabilità di inversione del ciclo, che oggi dà 1, cioé il 100% della possibilità di inversione». È rassicurante sapere che il ministro dell'economia conosce il calcolo delle probabilità...

    RispondiElimina
  18. Grazie prof...attendiamo che le cose cambino e che il pude se ne vada a zappá li campi..

    RispondiElimina
  19. Prof. Non vedo l'ora che lei scopra le sue carte per partecipare alla rinascita di questa nostra amata Italia! Grazie

    RispondiElimina
  20. Sono tornato dalla signora per bene che ha tendenze sinistrorse per continuare il lavoro preventivato(naturalmente e obbligatoriamente tutto in nero), alchè gli ho chiesto se avesse visitato ourgoofy e che considerazioni ne avesse tratto.
    Sostanzialmente ha detto che lei (proprio lei prof) strumentalizza la questione, così gli ho chiesto se avesse controllato i dati, mi ha risposto che non sono così importanti e comunque, appunto, possono essere strumentalizzati e anche fosse, la soluzione non è quella di rinchiudersi nei nostri nazionalismi, cosa che lei non regge assolutamente (non lei prof, la signora), e la soluzione sarebbe, seguendo quella linea di pensiero, più europa, ma anche più mondo e magari una moneta unica mondiale (tanto per non farsi mancare nulla :).
    Argomentando ho capito che lei (la signora) è tra quelli che potremmo definire gli universalisti, cioè quelli che nel profondo del loro pozzo culturale sono convinti che le differenze relative all'umanità siano culturali, cioè dovute all'ambiente sociale (cioè immaginano che la cultura sia la summa di tutto, la cultura che si autoreferenzia.....ed è tutto detto).

    Ora, andando in cerca del suo libro, che non ho trovato dato che il libraio mi ha detto che lo aveva esaurito poco dopo l'uscita che io gli ho chiesto come mai non lo avesse ripreso dato che era andato esaurito e lui mi ha detto, compatendomi un po', che nel frattempo ne erano uscito molti altri e che se proprio insisto lo rifarà arrivare (o farà riarrivare?)....semplice no?, così curiosando ne ho trovato uno sui geni che sto leggendo e dove spiega bene che le differenze tra le specie ma anche di grado tra le specie derivi non tanto dai geni stessi, ma dai, cosiddetti, promotori di geni che pare siano quelli che "mescolano il mazzo" (per dirla malamente).
    Non posso riportare tutto il percorso scientifico quindi riporto solo la conclusione che taglia la testa al piddino.

    """La funzione del gene ASPM sembra quella di regolare il numero di divisioni cui le cellule staminali neuronali vanno incontro nelle vescicole del cervello embrionale, circa due settimane dopo il concepimento. Il numero delle divisioni, a sua volta, stabilisce quanti neuroni saranno presenti nel cervello adulto. Essersi imbattuti in un gene che ha il potere di decidere le dimensioni del cervello in modo così semplice sembra quasi troppo bello per essere vero e senza dubbio appena ne sapremo di più questa semplice storia si affollerà di complicazioni. Comunque sia, il gene ASPM rende giustizia al giovane naturalista rimasto tanto sorpreso dagli indigeni della terra del fuoco; l'evoluzione è una differenza di grado e non di qualità. Punto (questo l'ho aggiunto io :)"""

    Quindi sarà quasi impossibile far capire questa non semplice questione a tutta una parte di "universalisti" dell'ultima ora (circa due secoli) neppure se tutta la realtà gli si rivoltasse contro.
    Vi sono stati secoli in cui era impossibile affermare che la terra fosse un semplice pianeta, ora par impossibile far capire che non siamo tutti uguali, a meno di non riuscire a far adottare l'euro pure ai dayak del borneo (insieme potremmo anche regalargli un prodi o un d'alema a caso).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sai quanto è profondo il mio disprezzo per queste merde pseudocolte di pseudosinistra che confondono Proust con Prost, che "la musica me piace tutta, me piace er gezz..." (e poi si fermano), che ascoltano Packard-Bell ma non Pachelbel, che hanno letto tutti i libri senza capirne nessuno, che hanno il fiero coraggio delle idee altrui, che "io ascolto tutte le opinioni e poi decido con la mia testa", ecc. Questi sono i veri fascisti. Ma la tua signora, visto che ci sei tornato, qualche merito la avrà. Da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni. Ma non farci sapere che lavori le fai. Ci fidiamo. E in effetti, forse, è meglio se te li fai pagare in nero. E salutaci il signor Becchi...

      Elimina
    2. Più Via Lattea! Pensavo, perché non facciamo una bella area integrata con Andromeda? Vedrai che la strada sbagliata ci condurrà nel posto giusto .

      Elimina
  21. Quanto sangue, quante lacrime, quanto dolore ancora, prima che questa gente se ne vada? Quanto crescerà il tradimento ancora? Non c'è un limite anche per gli indecenti?

    Capisco che si approfittino degli sprovveduti, anche di interi popoli di sprovveduti, per fare i propri interessi. Ma quello di arrivare a prendere la vita di persone per bene, no. Non è accettabile. Perché di persone per bene certamente si tratta, poiché quelle che non sono per bene, inducono al suicidio le prime. Ma quanto ancora dovrà durare, tutto questo? Queste palesi prese per il culo? Ma avete letto cosa continuano ad affermare alcuni scellerati in giro per l'€uropa?

    Deve essere un incubo...domattina mi sveglierò. E sarà tutto finito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. se l'ultima frase conteneva un link attivo, questo non funziona ...

      Elimina
  22. http://www.expansion.com/2013/08/06/economia/1375808534.html

    Rehn se suma al FMI y pide a España una bajada de sueldos.

    Ollie Rehn chiede che la Spagna abbassi i salari del 10%.

    RispondiElimina
  23. Ottimo post, con dati inequivocabili da diffondere, cosa che farò. Mi auguro che ne usciremo ma il timore è come. Lo sconforto in giro per l'Italia è enorme il timore è nelle reazioni scomposte. Francia 1786 ed anni seguenti qualcosa insegna come più volte ci ha ricordato il nostro economista che obtorto collo presidia anche l'aspetto della storia.

    RispondiElimina
  24. Quando si sentono le previsioni di questi ministri, politici, certi professori o presunti esperti, sembr che stiano parlando di un fenomeno atmosferico. La ripresa sta arrivando. Come se fosse un temporale estivo. Sembra di sentire le previsione del tempo. Solo che queste ultime sono piu' attendibili.

    RispondiElimina
  25. Ottima analisi, grazie per le delucidazioni....e' pero' quel "cambieranno" che mi mette angoscia, nel senso che dovremo aspettare ancora un bel po' perche' ce lo dica?

    RispondiElimina
  26. Grazie Professore. Il tempo sarà un ottimo amico per tutti quanti. Sarà ricompensato un giorno per la gloria e l'onore che sta giornalmente mettendo a disposizione di tutti quanti suoi lettori. Grazie infinite.

    RispondiElimina
  27. Profe, sarò anomalo rispetto al trend, però il mio bilancio familiare e il potere d'acquisto del mio reddito sono di molto peggiori di quelli del 1998, balzelli del "ce lo chiede l'€pa" inclusi.
    Insomma, stavo meglio quando si stava meglio.

    RispondiElimina
  28. Grazie Prof. spero di vederLa, a settembre, in Sardegna.

    RispondiElimina
  29. Da profano, nelle ultime settimane ho seguito il blog e più in generale la questione crisi, assetato di informazioni un po' più tecniche di quelle che passano i talk show politici. Sono due le principali domande che mi ronzano in testa e su cui vorrei chiedere aiuto al blog.

    La prima: si hanno dati per affermare che le politiche di fluttuazione dei cambi sono effettivamente sostenibili nel lungo periodo e conservano la loro efficacia come strumenti di compensazione degli squilibri? Credo di aver compreso il meccanismo attraverso il quale questi si creano e di come il meccanismo della domanda e dell'offerta delle valute tenda a riequilibrare le cose. Ma... questo non somiglia a un "free lunch"? Non si generano in ultima analisi squilibri di altra natura? Penso a chi sostiene che, difeso attraverso il cambio, il sistema produttivo è privato di una delle spinte a rimanere competitivo sui mercati internazionali attraverso investimenti.

    La spiegazione della seconda domanda richiede qualche parola in più, mi scuso in anticipo per la lunghezza.

    Si sostiene che la Germania abbia erogato in sostanza aiuti di stato alle imprese (sotto forma di prestazioni sociali per i minijob a carico dello stato), ottenendo la compressione della domanda interna attraverso la precarizzazione del mercato del lavoro (bassa inflazione, sostegno al surplus commerciale) e agevolando il settore industriale (minore costo del lavoro, flessibilità).. in altre parole alimentando una strategia mercantilistica. La Germania ha quindi tratto vantaggio di una posizione di forza iniziale entrando (industria avanzata, disponibilità di capitali privati diventati liberi di muoversi senza rischio di cambio) e ha ulteriormente rafforzato questa posizione giocando d'anticipo sugli altri nell'attuazione delle riforme del mercato del lavoro.

    L'esito presentato come inevitabile è l'uscita dall'euro dell'Italia o la disgregazione dell'eurozona. Si tratta senza dubbio di un rimedio shock. La mia domanda è se questa sia l'unica risposta disponibile, una volta che ammettiamo di poter ricorrere a soluzioni shock.

    Ad esempio, se attuassimo un taglio deciso alla tassazione del lavoro, modulata equamente su imprese e lavoratori, lasciando che per qualche anno il suo costo si scarichi sul bilancio creando deficit, non si riuscirebbe ad invertire il ciclo? Si avrebbe sostegno della domanda e aumento della produttività (il nostro barista ci insegna che è comunque difficile avere la seconda senza la prima). Praticamente, un risposta anti-ciclica di deficit spending, di quelle che mi sembrano "da manuale", e che ritengo preferibile ad investimenti pubblici diretti (che soffrono dello stesso difetto della liquidità fornita dalle banche centrali - non c'è diffusione uniforme). Non è l'Italia in una posizione favorevole per attuare questo tipo di reazione difensiva (propensione all'export, risparmio privato ancora relativamente solido, bilancia commerciale che lacrime e sangue hanno riportato in pareggio, ecc.)

    Ci sono le sanzioni per deficit eccessivo.. ma una volta poggiata la pistola sul tavolo (uscita dall'eurozona e svalutazione), non avremmo ottimi argomenti per contrattare deroghe temporanee o alleggerimenti? Si pone il problema della "volontà politica", ma quella è necessaria anche per pianificare un'uscita ordinata dall'euro, credo (e forse ne serve di più, cioè dobbiamo essere molto più vicini al baratro affinché si concretizzi). Facendo il parallelo con le "svalutazioni difensive", si potrebbe definire forse una strategia di "mercantilismo difensivo". O, ancora, un "external compact" in cui è la periferia a tirare la coperta.

    I problemi che vedo:
    - è un approccio egoistico, non risolve ma potrebbe anzi aggravare gli squilibri complessivi dell'eurozona
    - l'incognita la reazione dei mercati del debito: positivo per l'impulso all'economia, o negativa per il significativo aumento del deficit?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Cosma, hai un bellissimo nome. La mia domanda è: ritieni che questo sia una ragione sufficiente per costringermi a ridirti di persona quello che sta scritto nelle istruzioni per l'uso del blog e nel libro? Io credo di no. Le tue obiezioni "sensate" (perdona le virgolette: essendo qui da poco ti offenderanno, ma il loro non senso è un dato acquisito per tutti noi) sono state confutate ad abundantiam. Prenditi più tempo. Un giorno, come tanti altri, ti chiederai come hai potuto credere a certe favolette. Ma oggi, scusami, non posso lavorare "ad personam" perché sto lavorando per la comunità...

      Elimina
    2. @ Cosma

      Di fronte alla cancrena, l'unico intervento possibile è l'amputazione, e con il coltello di Liston, non con le forbicine da unghie.

      Elimina
  30. @Cosma
    con inflazione 0 e un moltiplicatore fiscale di 2,2 (per l'Italia) sa cosa significa tagliare?
    peggiorare il deficit!
    esempio, spese 500, entrate 450 (45%), PIL 1000.
    Deficit del 5% (50/1000 con 50=500-450).
    lei taglia di 50 le spese.. deficit a zero?
    no!
    1) il PIL cade di 110 (2,2x50) e le entrate di 49.5 (110*x45%).
    allora il deficit sarà 49,5/890 (5,6%)
    se il debito pubblico era di 1000 allora passa a 1049.5/890 (118%).

    CONVIENE aumentare quindi la spesa pubblica?

    2) visto che siamo a cambi fissi non possiamo aumentare la spesa pubblica.
    Se uscissimo, non rovinando la bilancia dei pagamenti (migliorandola) potremmo aumentare notevolmente la spesa pubblica che farebbe migliorare sia il debito pubblico sia il deficit.
    Tenendo conto di una maggiore inflazione (che è benefica per i debitori).

    3) sostenibilità a lungo termine: basta vedere la Corea del Sud e la Germania (che ha iper svalutato all'interno dell'eurozona e che sfrutta la debolezza dell'euro rispetto al marco per l'extra UE).
    Se si riferisce all'Argentina ci sono artt. in questo blog.. bisogna leggere!

    dopo che uno studia (non basta leggere) comprende tutti i risvolti di questa crisi.. a me è servito un annetto o meglio, basta aver capito la dinamica dell'inflazione all'interno di cambi fissi per capire a cascata tutto il resto (AVO, Ciclo di Frenkel).


    PS: non si preoccupi dell'inflazione! la curva di Phillips è ormai piatta..

    RispondiElimina
  31. Saccomanni mi ha fatto pensare alla famosa battuta di Montesano dopo la rapina alla Urban Security, quando il direttore ostenta tranquillità nonostante il furto di decine di miliardi, in quanto assicurato coi Lloyd's.
    Adattata al nostro caso suonerebbe più o meno così:

    "il PIL inverte la tendenza,
    il coefficiente di Bankitalia è pari a 1,
    Saccomanni è tranquillo,
    i Lloyd'S... stanno a Londra.."

    Solo che noi (Italia) con chi siamo assicurati a sto giro?

    Speriamo solo, si fa per dire, che il PIL non viri al + (foss'anche solo zero virgola zero qualcosa), altrimenti non ce li togliamo più dalle palle sti distruttori.

    RispondiElimina
  32. Ieri sera un'amica della mia ragazza ha visto la mascherina del mio telefono con l'effigie delle 100.000 lire e mi ha chiesto cosa pensassi dell'euro, sostenendo che per lei è dannoso per l'Italia e sarebbe meglio uscirne. Ha aggiunto che però, quando in passato ha fatto queste considerazioni, tutti le sono andati contro (la cosa non mi sorprende dal momento che vive a Reggio Emilia, terra di piddini); voleva sapere cosa ne pensassi io perché la sua è una semplice intuizione, ma di fronte alle critiche degli euristi non sa bene come controbattere. Io mi sono limitato a segnalarle questo blog, il Tramonto dell'euro e qualche video del Prof su youtube, aggiungendo che a metà settembre, quando ci rivedremo, ne parleremo in modo più approfondito. Sono convinto che le basterà qualche breve lettura per tenere testa ai piddini, che parlano solo per luoghi comuni e dicono solo banalità. Però mi ha fatto un po' paura il pensiero di quanto sia forte e condizionante la propaganda pro-euro a reti unificate. Anche per questo non posso far altro che ringraziarla per tutto quello che fa, ed essere lieto di aver "incontrato" questo blog.

    RispondiElimina
  33. Caro Prof, più facile di così... Come si dice qui a Roma, 'aamo perso 'n'Sacco d'anni!...

    Grazie. Mi chiedo sempre fino a che punto vogliono portarci, e soprattutto, per quale motivo. Ecco, per quale dannato motivo. Le persone che vedono la luce in fondo al tunnel sono di due categorie: quelle che stanno trapassando, o quelle che hanno problemi mooolto seri con la psiche, da quanto ne so.
    In ogni caso non mi pare che siamo messi molto bene... forse sarebbe il caso di sostituire le auto blu con ambulanze, per non dire peggio...

    RispondiElimina
  34. Il problema e` che la stragrande maggioranza della gente crede a queste dichiarazioni senza questionarle minimamente...Tira un sospiro di sollievo e si convince che il peggio sia passato. Forse ha ragione che dice che l'Italiano ha bisogno di credere e sperare....forse e` meno faticoso che capire.

    Ogni volta che ci sono queste "uscite" speranzose (ormai sempre piu` frequenti) mi viene sempre in mente la frase di un mio vecchio amico Toscano:

    " ma che..questi hanno visto un film alla radio...."

    saggezza poplare...

    RispondiElimina
  35. Deutschwagen 2013 - progetto di informazione e sensibilizzazione allo studio del tedesco. FUOCO ALLE POLVERI!

    http://www.istruzione.lombardia.gov.it/milano/wp-content/uploads/2013/08/ALL.-1-Circolare-per-Deutschwagen-2013.pdf

    RispondiElimina
  36. Prof. la ringrazio per aver accolto la "provocazione" ed esplicitato saccommanni.

    RispondiElimina
  37. Matassa, num te ce vedo proprio a fà ed moralista

    RispondiElimina
  38. è una macchina del fango continua, imperterrita.
    Il fango è tutta l'informazione atta unicamente a distrarre la massa, a farla restare in stato di smarrimento e torpore.

    La sua consapevolezza Prof è un'ancora; sapere che tutto questo cambierà presto (cioè almeno prima che saremo tutti morti) è motivo di grande entusiasmo ed energia.

    La battaglia di abbattimento del muro di
    gomma continua ed Europa Kaputt fornirà altre armi per combattere con il cuore e con i denti, per l'amore per l'Italia e per l'Europa, LA NOSTRA EUROPA, non la loro.

    Grazie di cuore.
    Rug

    RispondiElimina
  39. Ma la cassa depositi e prestiti ha tutto quel bendidio di liquidità accumulata lì a marcire (Tutta ricchezza da noi prodotta) mentre noi stiamo lì a contar le pulci, indebitarci e a suicidarci, mentre si potrebbe benissimo investirli senza produrre neppure uno sputo di debito pubblico?

    Ma allora è vero che sono scelte ponderate e programmate e che nonglienefreganulla se la parte debole della società schiatta di disperazione.......

    RispondiElimina
  40. ECCOLO! Finalmente il gesto eclatante!!!
    #sischerza

    Son sempre stato convinto che in qualche modo si sarebbe dovuto "prender corpo" (mi passi il termine) e che non sarebbe stato un partito.

    I soldi sono il minimo..troppo comodo giocare a fare gli economisti col culo di Borghi e Bagnai, troppo comodo squoiare piddini a suon si tweet senza rischiare nemmeno un pochetto..Non poteva andare avanti all'infinito, non con il livello di ambizione di questo progetto.

    Ora il culo ce lo dobbiamo mettere tutti altrimenti diamo ragione a quelli che "il miglior barista è quello che fa più caffè in un'ora"..

    Onorato di poter contribuire e di essere iscritto al Goofycompleanno..

    Grazie

    RispondiElimina
  41. Complimenti e grazie di nuovo per la preziosissima divulgazione.

    In questo post con pochissime parole e un disegnino semplice ha reso il concetto in modo davvero perfetto.

    Saluti

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.