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martedì 13 marzo 2012

Ad Fabium de ultima instantia...

La ringrazio per l'attenzione con cui legge il mio blog sul Fatto Quotidiano. Vorrei specificare che, contrariamente a quanto le e' sembrato di capire, sulla questione del Lender of Last Resort non e' l'art. 104 che fa testo. Bisognerebbe sapere che l'Ue e' un'istituzione sovranazionale a cui gli stati di volta in volta, attraverso dei Trattati, conferiscono poteri ben circoscritti e definiti, spogliandone i governi nazionali. Chiaro fin qui? Pertanto se in un Trattato non viene menzionato un potere, un ambito o una funzione, delegata ad una istituzione comunitaria, tale funzione rimane attribuita ai governi nazionali o locali a seconda di come sono organizzate le funzioni (ad esempio in Italia caccia e pesca, sanita', cave e torbiere sono di competenza regionale). Le risparmio il pistolotto sulla sussidiarieta' ma se vuole approfondire ci sono migliaia di siti internet. Per concludere, siccome il trattato di Maastricht non attribui' la funzione LoLR alla Bce per esplicito accordo tra i firmatari, la Bce non ha alcun potere in materia. Allo stesso modo la Bce non ha poteri sul campionato di calcio, su caccia e pesca e su tutto cio' che non e' esplicitamente previsto nel Trattato o in accordi intergovernativi. Infatti il vertice della Bce ha sempre detto e ribadito che se una banca ha problemi di solvibilita' o illiquidita' se ne devono far carico il governo dello Stato in cui ha sede e la relativa banca centrale nazionale, anche se fa parte dell'Euro sistema, ma senza nessuna assistenza della Bce. Infatti la Bce non ha nessuna LoLR window come invece la Fed. Ecco Jurgen Stark illustro' la questione un anno fa (vedasi al link http://www.ecb.int/press/key/date/2011/html/sp110221.en.html) In the euro area, it is the responsibility of the national central banks at their risk and cost, possibly guaranteed by the government, to act as the lender of last resort. Banks should take all appropriate measures to reinforce their balance sheets as well as their capital base, thus creating conditions under which they can fund themselves in the market once market conditions return closer to normal. Nel post non mi ero dilungato come forse avrei dovuto in queste considerazioni, presupponendo che fossero ben conosciute, soprattutto dai "colleghi". Ma visto che mi sbagliavo la ringrazio di avermi dato la possibilita' di spiegare in dettaglio a lei ed ai suoi lettori. Cordialmente Fabio Scacciavillani PS Il "furto" del suo titolo, non e' intenzionale. Gliel'avrei attribuito volentieri, complimentandomi. Purtroppo lo aveva citato in un commento ad un mio post precedente sul FQ un lettore il cui nickname e' poggiopoggiolini senza menzionare dove l'aveva preso. Ho pensato che fosse farina del suo sacco e gli ho risposto che mi piaceva molto e che lo avrei utilizzato. Trova tutto documentato in questo link http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/campa-cavallo-l%E2%80%99italia-cresce/194183/ Comunque complimenti per il titolo



Sull'art. 104 ho risposto sia su NfA che sul FQ. E ho risposto persino su Goofynomics. Ma su quest'ultimo sito i piccoli burocrati del Cominform non hanno avuto il coraggio di pubblicare il mio commento, nonostante li avessi sollecitati.

E' facile per professorucoli da operetta fare i gradassi senza contraddittorio. Ma appena il loro patetico ego incontra lo spillo di una critica fa la fine dei palloncini. Per questo non hanno il coraggio di pubblicare i commenti. Gradassi con gli indottrinati, codardi con tutti gli altri.



(Pesante!)



Caro Fabio,

intanto scusa il ritardo. Come ti ho detto in un commento a questo post, ero impegnato con figli e polli. Un tuo conoscente mi ha accusato di fornire troppi dati. Non voglio smentirmi in questa occasione: questi sono i figli



e questi sono i polli:



Detto questo, il tuo tono potrebbe sembrare un tantinello ingiurioso: “professore da operetta”! Suvvia, si sa che io eventualmente sono un professore da oratorio: l’unica foto mia che gira in rete me l’hanno fatta durante un Messia di Handel (a te che sei un economista propongo la versione del MIT). Niente contro la Lustige Witwe, per carità. Anzi: la trovo molto intonata al clima da belle époque che stiamo vivendo: avanti tutta verso un bel conflitto mondiale! Solo che in organico non c’è il clavicembalo e io se non partecipo non mi diverto: quindi Lehar è fuori dal mio repertorio.

E il Cominform cos’è? Sto imparando un sacco di parole nuove da quando ho aperto il blog. Ad esempio, ieri sera togarossa, dandomi del complottista, mi ha spiegato cos’è il Bilderberg (di cui io ignoravo l’esistenza: ma naturalmente il complottista, per il piddino togarossa, ero io!) Anche dopo la spiegazione continuo a pensare che il Bildenberg non abbia particolare rilevanza...

Comunque io non me la sono presa, perché il tuo tono da un lato è esilarante, e dall’altro comprensibile.

Entro nel merito, così non ti faccio perdere tempo. Non posso che essere d’accordo con te sul fatto che “sulla questione del Lender of Last Resort non e' l'art. 104 che fa testo”. Solo che scrivendo “alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche né funzioni di salvatggio per governi in bancarotta. Il Trattato di Maastricht non poteva essere più esplicito. L'art. 104 recita...sei stato tu a citare questo articolo come se facesse testo. Sono lieto di sapere che ti rendi conto del fatto che non c’entra nulla! E dai, su, ammettilo: è stata una piccola smagliatura dal punto di vista espositivo, che mi ha permesso di farti un innocente sgambetto. Trovo però esilarante (affettuosamente) il fatto che tu imputi a me questa tua innocente svista. Non prendertela con me: prenditela eventualmente col tuo referee!

Dopo di che, ho seguito con interesse il relativo thread su nfa.

In un primo momento questo si è svolto sostanzialmente intorno alla distinzione fra banche e sistema bancario. Il tutto a valle di un articolo che non citava né le une né l’altro. Il che, ovviamente, rendeva la discussione un po’ dadaista (non sarebbe la prima volta: Claudio docet). Però non voglio sminuirne il senso, e non voglio nemmeno trincerarmi dietro l’auctoritas di Visco o di De Grauwe  (ringrazio Michele e Domenico). Mettiamola così: io di cosa la Fed faccia non sono particolarmente esperto e ritengo che a noi europei quello che la Fed fa non dovrebbe interessare molto, a meno che, come notava Martin Feldstein, non siamo interessati anche alle guerre di secessione.

Fuor di metafora: trovo la moneta unica una pessima idea, comunque la si voglia gestire. Diciamo che almeno in termini valutari sono più liberista di te. Riconosco la tua competenza in materia, e anche quella di Jurgen Stark (non sia mai), ma ritengo che una gestione dell’euro “finto tipo Fed” non sposterebbe di nulla i nostri problemi (e questo era il senso del mio articolo dal titolo simile al tuo).
Tornando al punto, però, devo dire che da profano mi ero accorto anch’io che i soldi che salvavano le banche in crisi non venivano dalla Bce. Sai, io mi intendo un po’ di più di politica fiscale. Guarda ad esempio l’andamento del debito pubblico irlandese, islandese e spagnolo (prima che tu mi morda, so bene che (a) conosci questi dati e (b) l’Islanda non è nell’eurozona – e si vede anche dal grafico):



Vedi che belle vite parallele? Scoppia la crisi dei subprime, cominciano ad andare per stracci le banche, e comme par hasard il debito pubblico, che in tutti questi casi era su un sentiero di pronunciato e costante risanamento, esplode, perché il governo (Pantalone, come giustamente dici) interviene a salvarle per evitare il collasso dell’economia. È la “UE delle banche pigliatutto”, come l’ha chiamata Adriana Cerretelli sul Sole24Ore (un giornale che potrò citare, anche se ogni tanto pubblica Cesaratto o Brancaccio... o Krugman!). Ti ricordo l’incipit del suo articolo:

“Prima del 2008, il totale degli aiuti di Stato in Europa viaggiava su una media annua di 60-65 miliardi di euro. Dopo il fallimento di Lehman Brothers e lo scoppio della grande crisi, la sola Germania ha versato a un'unica banca – la Hypo Real Estate per fare un nome e cognome – aiuti per quasi 140 miliardi: più del doppio rispetto a quel vecchio totale ormai dismesso.”

Vedi: dice “la Germania”, non la Bce: lo avevo notato!

Su questo però vorrei fare un paio di osservazioni.

La prima è che questa dinamica non contraddice il fatto che la Bce preveda esplicitamente nel suo statuto la possibilità di effettuare operazioni di rifinanziamento del sistema bancario in condizioni di particolare tensione (e quindi per evitare crisi, fallimenti, ecc.). Non vuoi chiamarlo last resort lending? Senti, fai un po’ come ti pare. Io comunque non ho mai detto che il last resort lending è salvare la “Banca Esposito”, né che la Bce possa salvare la “Banca Esposito”, né che le “Banche Esposito” irlandesi e spagnole (e tedesche, e belghe, e francesi, ecc.) siano state salvate dalla Bce. Chi le ha salvate, le Banche Esposito dei paesi fiscalmente “virtuosi”, si vede in Fig. 1, ma ripeto: la Bce prevede nel suo statuto qualcosa che De Grauwe e Visco chiamano “last resort lending”. Mi stupirei se, dopo questa mia osservazione, tu continuassi a prendertela con un oscuro accademico di provincia, avendoti io indicato due avversari molto più al tuo livello! Suppongo che non ti piaccia vincere facile...

La seconda osservazione è che sì, sono pienissimamente d’accordo con te: nonostante forse nelle condizioni attuali il dottor Draghi non possa fare altro, versare ltri su ltri alle banche che gavazzano sedute attorno a un tavolo non è una buona idea. Certo, senza adeguata libagione tutta quella coratella di pensionati e giovani precari che si stanno mangiando non andrebbe giù. Ma l’idea rimane pessima per tanti motivi, fra i quali il più grave è esattamente quello che tu indichi, cioè (ti cito), il fatto di “tenere in vita degli zombies finanziari senza sapere nemmeno chi sono e quanto siano deleteri per la stabilità europea e mondiale”. Vedi che vieni al mio discorso? C’è un enorme problema di credito (cioè debito) privato in sofferenza, e si fa di tutto per nasconderlo. Ma qui non è mica la prima volta che lo diciamo! Anzi: è stato il primo dei miei Quod erat demonstrandum.


Aggiungerei che c’è anche un problemino strutturale. La vigilanza è rimasta alle banche centrali nazionali, che in molti casi, come ci ricorda Mario Nuti (par. 6), una mattina si sono svegliate private (la Banca d’Italia lo è al 94%). With all due respect (ho qualche amico anche a via Nazionale) questa storia dei controllori controllati dai controllandi fa un po’ ridere, evoca molto la colorita immagine che tu usi per descrivere l’EBA: “guitti con il colabrodo in testa e le spade di latta”. Poi se le cose vanno come vanno...

Insomma: il last resort lending (o chiamalo come ti pare) è stato fatto tardi e male, malissimo, ed è improbabile che, anche a prescindere da questo, che comunque aggrava la situazione, la vigilanza possa esser fatta bene.

Ma...

Vogliamo ragionare insieme su un punto?

Quando Tobin se la prende con la finanziarizzazione dell’economia, lo fa anche sulla base di un argomento piuttosto interessante. Lui dice: “stiamo buttando una quantità sempre maggiore di risorse, inclusa la crema della nostra gioventù, in servizi finanziari remoti dalla produzione di beni e servizi, in attività che generano redditi del tutto sproporzionati rispetto alla loro produttività sociale” James Tobin (1984) “On the efficiency of the financial system”, Lloyds Bank Review, 153, 1-15.

Ora, la crema della nostra gioventù, in questo caso, saresti ad esempio tu, che a quanto vedo lavori per Goldman Sachs. So che non vi piacciono i premi Nobel, il professor Bisin esorta a diffidarne, ma un complimento da Tobin lo accetterai, no?

A cosa voglio arrivare?

A una cosa molto semplice: sono d’accordo che con te che stiamo assistendo al quarto d’ora del dilettante. Ma siccome stiamo parlando di istituzioni “pubbliche” (le banche centrali non lo sono) e private che effettivamente raccolgono il fior fiore delle nostre intelligenze, arrestarsi a questa lettura sinceramente mi sembra superficiale. Possibile mai che individui tutti singolarmente brillanti agiscano collettivamente in un modo così poco efficace? E quindi questo quarto d’ora del dilettante, secondo me, potrebbe avere una ben precisa political economy, cioè, per i miei lettori che sono un po’ rozzi e un po’ con le antenne (marziani), un cui prodest. Insomma, per dirla con le parole di un noto complottista, though this be madness, yet there is method in't (del resto era anche quello che diceva  neither a borrower nor a lender be, for loan oft loses both itself and friend, cosa che la Merkel evidentemente ignora...).

Insomma, parliamoci chiaro: intanto mi sembra evidente che gestendo le cose nel modo in cui le si sono gestite la squadra liberista un punto l’ha portato a casa: siccome nel 2011 il debito pubblico è alto, adesso è facile andare in televisione a convincere le vecchiette (future fornitrici di coratella) che la colpa è del Leviatano, dello Stato, anzi, del Sovrano (debito). Ma le cose stanno in un altro modo, il copione è un altro dentro e fuori l’Eurozona, e tu lo sai benissimo. È il settore privato che accumula debiti eccessivi, spesso sotto governi di pseudosinistra, ma è poi il settore pubblico a sobbarcarsi le conseguenze della non sostenibilità del debito privato. E non è mica successo una volta sola! Gestire male la situazione, in particolare da parte della Bce, diventa il presupposto essenziale per avvalorare diagnosi distorte e proporre terapie errate (come il caso greco secondo me – certo non secondo te – sta dimostrando).

Mi avvio a concludere dicendoti perché trovo comprensibile il tuo tono acceso.

Io in realtà non seguo il tuo blog (magari ora lo farò). Ogni tanto, andando a vedere i referral del mio blog, trovavo articoli del Fatto quotidiano, e non riuscivo proprio a capire perché: la domanda era: che c’entro io con questi? Mi sono così reso conto che spesso vieni attaccato dai tuoi lettori, ma la colpa non è certo tua. La colpa è dell’amico di massimorocca, la colpa è del vate barbuto del giornalismo italiano. Credo che in qualche modo gli abbiano dato, o si sia preso, l’incarico di “preparare” la sinistra italiana all’avvento di un governo tecnico. E il modo più semplice di convincere i babbalei piddini era far leva sul concetto di “nemico”, cioè far collassare quella realtà culturale estremamente viva, sfaccettata, dialettica, che secondo me era la sinistra, in un unico punto, in un insieme di misura politica nulla: “Berlusconi boia”.


L’operazione è riuscita così bene che le soubrette della sinistra (ti rubo un’altra immagine, ormai siamo amici...), fra le quali quella osannata a Rimini per aver sdoganato Galloni, ci hanno ammannito articolesse a base di “che bello, è arrivato quello presentabile, finalmente ci disintossicheremo dal berlusconismo” ecc. ecc. Ora, siccome nel coretto “Berlusconi boia” la sezione voci bianche era guidata da un certo Travaglio, che pare ispiri il Fatto, capisci che certi lettori, facendo due più due, vengono a leggerti convinti di trovare qualcosa di sinistra. Poi non la trovano, e se la prendono con te! Secondo me dovrebbero invece prendersela solo con se stessi, per quanto son stati baggiani! Ma insomma, capisco bene che dopo che sei stato tutto il giorno a sentire le frecciatine di questi personaggi in cerca d’autore, se poi ti attacca anche un “economista” (con l’aggravante delle virgolette), magari ti girano! Ci vuole pazienza (ce n'è voluta tanta per trovare qualcuno che eseguisse quest'aria a un tempo decente: perché capisco sì la pazienza, ma la rassegnazione è una cosa diversa...).

Tutto comprendere è tutto perdonare.

Certo: se sul tuo blog, o su altri che non sono nemmeno degno di nominare (venit autem liberalior me, cuius non sum dignus solvere corrigiam calceamentorum eius), se ci trovassi uno straccio di spiegazione del perché la crisi è esplosa prima e con maggior virulenza in paesi fiscalmente molto austeri (vedi Fig. 1), o magari del perché il fiscal compact imposto dopo la crisi dovrebbe salvarci, visto che non ha salvato quei paesi che spontaneamente lo stavano applicando prima della crisi (rivedi Fig. 1), magari verrei a leggervi più spesso.


Ma so già che su questi trascurabili dati di fatto si stenderà la plumbea cappa del vostro benign neglect. E quindi... nemici come prima!

Ti aspetto a Pescara (facciamo a giugno?): una singolar tenzone all'ultimo brodetto...

74 commenti:

  1. L'articolo 104 del Trattato di Maastricht?

    Forse voleva dire l'art 101 del Trattato che istituisce la Comunità europea, che è poi confluito nell'art 123 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.

    E in effetti il testo recita, in entrambi i casi:

    "È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da
    parte della BCE o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche
    centrali nazionali»), a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali,
    locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati
    membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche
    centrali nazionali."

    è senz'altro vero che l'UE e le sue istituzioni operano solo in base a clausole di riserva espressa di competenza (anche se di fatto questi limiti sono travalicabili: http://europa.eu/legislation_summaries/institutional_affairs/decisionmaking_process/l14548_it.htm), e che il trattato non dice esplicitamente "tu, BCE, sarai prestatrice di ultima istanza!" Tuttavia esiste ed è riconosciuta la tecnica di attribuzione di competenze per esclusione: la norma dice quello che la BCE non può fare, lasciando intendere che il resto lo può fare (è la famosa interpretazione a contrario).

    Ma forse questo ragionamento è perfino superfluo. è buona norma, quando si cita una legge, citarne il testo completo. Il secondo comma dell'art 123 TFUE recita:

    "Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel
    contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali
    nazionali e dalla BCE lo stesso trattamento degli enti creditizi privati."

    Quindi il 1 comma stabilisce un divieto di finanziamento a favore di istituti diversi dalle banche; e il secondo comma prevede una deroga espressa al divieto per quanto riguarda le banche pubbliche. Deroga solo apparente, in realtà, visto che non limita la disposizione generale, ma si limita a definirla (infatti il 1 comma non parla di banche).

    Quindi:

    -esiste un divieto di finaziamento di istituti diversi dalle banche da parte della BCE;

    -la BCE può altresì finanziare le banche pubbliche;

    - interpetando a fortiori, la BCE può finanziare le banche private.

    Q.E.D.

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    1. Ho capito: mi vuoi vedere morto!

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    2. Ma no, proprio tu che sei così gentile, civile, educato... (anche troppo)

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    3. Melium abundare quam deficere, che in italiano significa meglio essere abbondanti che...

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  2. Ma una bella cura termale ora che vien Primavera... no?
    http://sollevazione.blogspot.com/2012/03/mpl-15-documento-finale-dellassemblea.html
    roberto

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    1. Farebbe parte delle tradizioni di famiglia: mio padre è di Montepulciano. Solo che io a primavera sarò in Portogallo, ma se capita...

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    2. Montepulciano d'ogni vino re? Ma allora lei ha dimestichezza con i LTRO!
      roberto (alias burocratino di 4° livello di Cominform Press)

      PS.: Ecco un autorevole esponente di Cominform Press:
      "Una stampa libera non esiste. Voi, cari amici, ne siete consci e io anche. Nessuno fra noi oserebbe dire la propria opinione liberamente e apertamente. Noi siamo le marionette che saltano e ballano quando quelli tirano i fili. La nostra abilità, la nostra capacità e la stessa nostra vita appartengono a quegli uomini. Non siamo altro che prostitute intellettuali" (John Swainton, nel suo discorso di commiato da direttore del New York Times).

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    3. Aspetto uno che tenga un simile discorso all'insediamento. Questa sì che sarebbe una cosa originale!

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  3. salve volevo sapere riguardo alla proprietà privata di bankitalia se le cose dette da questo tizio (http://www.youtube.com/watch?v=7y3NrreYNmM) sono vere, perchè smonterebbero molte voci complottiste a riguardo.
    (spero che non ne abbia già parlato).
    grazie del tempo.

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    1. Sapere se le cose sono vere è un compito impegnativo.

      Gli argomenti del video sono ragionevoli, anche se molto toccano questioni abbastanza marginali. Nel mio articolo cito incidentalmente le perplessità di Mario Nuti, che conosco (mentre non conosco l'autore del video), perplessità che comunque non incidono nella sostanza del dibattito che stiamo svolgendo qui, anche perché in effetti si riferivano, come avrà potuto constatare, a un altro aspetto (l'ipotesi balzana di utilizzare le riserve del SEBC a garanzia di emissioni di eurobond).

      Circa il punto che sollevavo io (il potenziale conflitto di interessi) penso anche che tutto il bel ragionamento del pacato relatore che lei cita sia del tutto irrilevante, come l'esperienza purtroppo dimostra. Le dice niente Antonio Fazio?

      Grazie comunque per la segnalazione, che ha un suo interesse. Certo: non esiste Bankitalia s.p.a. Ma questo, le assicuro, qui lo sappiamo tutti!

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    2. Se mi è permesso dico la mia, perché ho presente il personaggio.

      quel ragazzo non capisce il 90% dei meccanismi di funzionamento di una Banca Centrale (sai com'è, io mi son guardato anche gli altri video).

      ma sul dato in sé ha teoricamente ragione. la questione si riferisce al concetto di "istituto di diritto pubblico" e la vecchia e pedante querelle tra signoraggisti e antisignoraggisti, qualunque cosa voglia dire.

      ma il dato vero è quello che dice Alberto qui in questo articolo, ovvero, che fa ridere l'idea che il controllore controlli i controllati che sono essi stessi i controllori, magari non ufficialmente, ma ufficialmente neanche Goldman Sachs agisce nel campo della truffa.

      il punto è che le perplessità sui conflitti d'interesse sono alla portata di tutti e ricordo che alla lezione di politica economica il professore diceva senza tanti problemi che Bankitalia era privata, non formalmente, ma sostanzialmente. complottista anche lui? può darsi, di fatto a leggere spesso chi in Bankitalia ci ha lavorato, quest'idea sul conflitto d'interessi è abbastanza radicata, e sicuramente loro lo Statuto lo conoscono bene quanto LeFouReloaded che ripeto, ci tengo a precisare, non capisce il 90% di cosa fa una Banca Centrale ma cavalca il simpatico siparietto web signoraggio sì signoraggio no se famo du spaghi dove lui è quello teoricamente acculturato.

      PS: il mio non è astio, né è appoggio alle teorie del signoraggio. è che questi son gli stessi che girano per il web, li trovi a commentare ovunque dicendo che l'Italia è in sta situazione per via del debito pubblico ecc ecc ecc. poi scopri che non sanno neanche le basi del basilare. e io no ho diverse palle piene dei non-economisti da terza pagina del sole24ore. una salutare umiltà non guasterebbe anziché attrezzarsi con la macchinetta digitale a farsi i video, you know?

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    3. Ti sento piacevolmente carico. Era un po' la sensazione che avevo anch'io, a pelle. Il dibattito sul cosiddetto signoraggio, come altri dibattiti dei quali ci siamo occupati (non in questo post) ha la spiacevole caratteristica di abbassare il livello di TUTTI i partecipanti! Credo che possiamo risparmiarcelo.

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  4. Scusate: aggiungo un chiarimento altrimenti poi finisce che mi girano. Ho sentito dai vari resoconti, filmati, e altro, che Norma Rangeri illo tempore intervistò Galloni figlio, e in tale veste è stata menzionata al famoso meeting. Norma Rangeri è la persona che si è pubblicamente vantata di aver orientato il dibattito condotto quest'estate sul Manifesto in una ben precisa direzione ideologica.

    Capito chi sono gli eroi?

    Bene. Purtroppo la direzione nella quale si voleva surrettiziamente orientare il dibattito non era quella gradita dai lettori, e il Manifesto è morto, lasciando un vuoto colmabile (ad esempio con l'Economist, come vi ho suggerito).

    Requiescat.

    Dobbiamo sempre parlare delle stesse cose e delle stesse sgradevoli persone?

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    1. Corrado Passera L'ex numero uno di Intesa-Sanpaolo sta silenziosamente cercando alleati a sinistra
      Susanna Camusso, in alcune conversazioni private, l'ha addirittura definito «l'unico ministro con cui si può parlare seriamente».
      l'altro giorno, rispondendo a una telefonata di Valentino Parlato, è riuscito a sorprendere anche l'ultimo grande vecchio del manifesto: «Stiamo facendo il possibile per garantire il pluralismo, caro Parlato. Io sto col manifesto. Se chiude è una sconfitta anche per me, sa?».
      (labate 'il riformista' )

      sono dell'idea che all'intelluttale medio di sinistra non freghi nulla della ggente ^normale^ ( e ho letto delle pagine di focault!degli anni'60 che me lo confermano ,nel senso che lo aveva capito anche lui con un netto anticipo)
      l'ultimo buono forse è stato pasolini (che per qualcuno è perfino fascista e comunque sessuale impresentabile)
      quindi del manifesto e dell'alra roba sono la versione fintoproletaria chic dell'abi e delle confi...

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  5. Professore, il commento é di tono arguto e profondo, come suo solito, nonchè in unltima analisi condivisibile, come al solito, però si lascia andare a affermazioni di dettaglio che risultano insolitamente superficiali. E siccome lei ha fatto una capa tanta al povero Scacciavillani per una sua incauta affermazione sulla BCE come LoLR ("una smagliatura", l'ha definita lei), non posso fare a meno di notare che dire che la BdI non è al 94% privata (come fa lei, riprendenddo Nuti) é forse altrettanto incauto. Insomma, è noto che il fatto che l'assemblea dei soci Bankitalia sia composta da rappresentanti di banche private non impedisce che essi non abbiano praticamente nessun dirittto amministrativo o patrimoniale sulla Banca Centrale (tantomeno la proprietà delle sue riserve auree, come scrive Nuti).
    Il mio punto é che il tema della vigilanza sul ssistema bancario é infinitamente più complesso e importante (e ciò mi sembra essere la bottom line sua, di Scacciavillani, e pure mia) perchè possa essere trattato partendo da queste premesse, degne delle teorie complottistiche di Marra e Sara Tommasi.
    Perció faccio un appello a tutti gli uomini di buona volontà: smettiamo di attaccarci alle parole e cerchiamo di concentrarci sul vero problema: come dovrebbe essere fatta la vigilanza bancaria nel tempo dei ltri?
    Con immutata stima,
    Michele

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio per la stima. Se mi stimi tanto, fai così: leggimi un po', così vedrai quale senso circoscritto davo al riferimento a Nuti e quanto esso sia in sostanza irrilevante. Le critiche a Nuti puoi girarle a lui, è molto aperto. Gli sarà utile sapere che non esistono impedimenti tecnici a quel tipo di eurobond. Rimangono, dal mio punto di vista, i tanti impedimenti politici dei quali abbiamo parlato.

      Che esista un conflitto di interessi è dimostrato dalla cronaca (Fazio). Speriamo che sia smentito da quella futura. Certo, sono vicende patologiche. Forse.

      Gli altri autori che citi non li conosco. Tu sì. E questo fa la differenza...

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    2. Chiarisco: so bene che Bankitalia non è una spa, so come funziona la sua governance, ecc. ecc. Diciamo che nel migliore dei mondi possibili sarebbe bello evitare, almeno a livello "estetico", certe contiguità che all'atto pratico hanno dimostrato di essere, come dire, decisive.

      Per il resto, a me non scandalizza di per sé l'idea di un'istituto di emissione privato. Se operiamo in un sistema di valori nel quale la Banca centrale deve essere indipendente dal Tesoro, alla fine perché non privatizzarla? Ripeto: so bene che Bankitalia rimane un ente di diritto pubblico. Ma quello che a me dà fastidio è proprio questo sistema di "valori", l'impianto ideologico secondo il quale la Banca d'Italia (la politica monetaria) vede la sua ragion d'essere nel "fare lo sgambetto" al Tesoro (la politica fiscale). Non so se così è più chiaro. L'idea di una Banca "guardiana del rigore" mi sembra così scioccamente moralistica... anche perché, diciamocelo pure: Scacciavillani lo nota: tutti questi debiti privati non si sono mica accumulati in un giorno! Quindi i guardiani dove erano? La loro indipendenza in cosa l'hanno dimostrata? Nel chiudere gli occhi, mi sembra evidente...

      Per questo motivo, nonché per i noti fatti di cronaca, alla fine, tornando al punto, non sono del tutto convinto che l'attuale sistema di governance (attenzione: non le persone: il modo in cui vengono scelte ecc.) sia a prova di bomba. Banalmente, se lo fosse non avremmmo avuto diversi problemi. Questo era il banalissimo senso della mia allusione. Dopo di che è chiaro che il problema è complesso e mi dichiaro assolutamente inadatto a risolverlo. Sicuramente Fabio è più competente di me. Ma posso almeno constatarlo?

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    3. Altra precisazione: in tutto questo discorso, che è assolutamente generale, ricordo che la Banca d'Italia esce molto meglio delle sue consorelle del SEBC, perché in Italia non abbiamo dovuto fare grossi salvataggi di banche.

      Mi rimane un dubbio.

      Sarà merito dei nostri cani da guardia, o sarà merito dei nostri comportamenti, di noi italiani provinciali e quindi meno, come dire, facili a lasciarci sedurre dalle sirene del credito (cioè del debito) al consumo et similia?

      Naturalmente il controfattuale qui è un po' difficile da verificare: bisognerebbe trasportare palazzo Koch che so, poniamo a Reykjavik... ma così riuscirei a vedere ancora di meno i miei amici.

      Quindi rimaniamo col dubbio...

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    4. tra l'altro Michele, sicuramente tu sei in buona fede, ma stiamo attenti a bollare come "complottista" ogni analisi che non sia allineata. Questa faccenda di Bankitalia so che è il grande contendere, ma dire che esiste un conflitto d'interessi e che Bankitalia sia privata nella sua gestione non deve far urlare al complottismo, deve semplicemente far urlare allo scandalo, lo stesso rinvenibile a più livelli in più istituzioni: parlamento, corte dei conti, magistratura ecc ecc.

      questa particolare idea della sacralità della Banca Centrale è veramente divertente, e ripeto, Galbraith è dalla mia parte (e presumo anche di Alberto e qualche altro lettore) ma soprattutto è dalla mia parte la storia.

      Se ti è mai capitato di entrare nel sito della FED, lì campeggia in bella vista la spiegazione del fatto che la FED non sia di nessuno sostanzialmente perché le azioni in mano alle banche private, non sono come le comuni azioni di una società privata.*

      ma dico, alla luce del salvataggio delle banche in USA dove la FED ha prestato un po' a tutti e un po' a cazzo, laddove la vigilanza era inesistente, dico, alla luce di quel salvataggio, un minimino di conflitto d'interessi lo vogliamo sottolineare? un piccolo caso di collusione (che probabilmente c'è stato, sai com'è, non la chiamano Government Sachs per niente l'amministrazione Obama) lo si vuol evidenziare o si fa finta di niente perché nel sito della FED c'è scritto che non è di nessuno?

      Attenti perché a bollare come complottista chiunque si perde di vista la realtà, e vuoi vedere che un buon 95% di chi bolla chiunque come complottista è lo stesso che dice che la crisi europea non dipende dall'Euro ma da una non precisata serie di cose inconsistenti?

      Scindiamo tra il grottesco e il serio, perché sempre gli stessi cacciatori di fuffa negano anche che gli Stati nazionali della zona euro non abbiano più la sovranità monetaria. (ebbene sì, Krugman si è bevuto il cervello per alcuni di questi)

      *http://www.federalreserve.gov/faqs/about_14986.htm

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    5. Scusate, visto che il tema appassiona, aggiungo due righe prima di fare la spesa.

      Ho inserito l'allusione all'articolo di Mario perché lo trovo generalmente condivisibile, ma quello che interessa me e Fabio è evidentemente il problema della sorveglianza a livello europeo.

      Ora, visto che volete andare sul tecnico, a chi fosse interessato segnalo una pubblicazione della BIS (sta per Banda di Intellettuali Socialisti) dal titolo Issues in the Governance of Central Bank. Questa pubblicazione di pericolosi sovversivi ammette pacificamente che la Banca d'Italia, insieme alle banche centrali del Belgio e della Grecia (per fare due altri esempi nell'eurozona) sono "owned partly or wholly by private sector shareholders" (p. 65), il che le pone in una situazione particolare rispetto al 77% delle banche centrali, che invece sono "fully owned by state" (Fig. 16).

      Il testo aggiunge quello che è ovio e che sappiamo, ovvero che questo di per sé non dovrebbe necessariamente creare problemi di governance perché "almost all central banks are established under special legislation". Tuttavia nell'eurosistema ci sono anche casi di banche private quotate sul mercato, come quella del Belgio, il che, nota giudiziosamente la Banda di Intellettuali Socialisti, le rende "subject to
      challenges by ―rogue shareholders". La proprietà privata apre anche a un altro tipo di incoerenze: "inconsistency between stock exchange
      reporting requirements and restrictions on disclosure that are designed to buttress the
      effectiveness of policy. An example is emergency liquidity support that is of a scale or
      form sufficient to fall within stock exchange requirements to report material changes in
      exposures. Yet immediate disclosure may render emergency lending ineffective in
      seeing an institution through a temporary liquidity problem".

      Questo in Italia (ripeto) non si applica. In Belgio forse (gli Intellettuali Socialisti sono un po' fumosi sul punto).

      In Belgio c'era un pezzo di Dexia. Ovviamente correlazione non implica causazione.

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    6. "Sarà merito dei nostri cani da guardia, o sarà merito dei nostri comportamenti, di noi italiani provinciali e quindi meno, come dire, facili a lasciarci sedurre dalle sirene del credito (cioè del debito) al consumo et similia?"

      La seconda che hai detto. Qui a Genova consideriamo i "puffi" (cioè i debiti) come macchie semi-indelebili sull'onorabilità di una persona. Chi li fa è un disgraziato, e se non riesce a ripagarlo (nella mitologia nostrana i debiti sono praticamente non ripagabili) non merita né frequentazione né aiuto.

      è un discorso ottuso e ultra-moralista, però fa sì che nella mia famiglia di liguri purosangue non si ricorda un singolo caso di indebitamento, di nessuna natura. Da quattro generazioni.

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    7. no no tranquilli, la banca d'italia è un istituto di diritto pubblico e come tale non è privato né esprime interessi privati, monti è stato legittimamente eletto dal popolo sovrano, l'euro è un successo che ci ha salvato dalla bancarotta, saranno istituti di diritto pubblico anche la protezione civile, l'esercito, la croce rossa, il fegato, così come continuerà ad essere nostra l'aria che respiriamo salvo pagare una corsa al parco diciamo 50 centesimi ogni mezz'ora per produzione di co2 (i polmoni sono tuoi-medici permettendo- l'aria è un istituto di diritto pubblico che credevi?) si può fare tutto basta scrivere da qualche parte che l'ente che riceverà i soldi sia un istituto di diritto pubblico.
      ma perché l'autore del video invece di "smascherare" i temibili complottisti vari non va a studiarsi cosa sia il diritto pubblico, quello privato e la costituzione?

      Non voglio scadere nel "complottismo" lei prof non lo merita cito solo:

      "Egli promette ricchezze e potere, palazzi splendidi, ornamenti d’oro e d’argento e una
      moltitudine di servi; promette celebrità e gloria, fornicazione e libidine, ingordigia
      e grandi bevute di vino; promette una vita dissoluta, pigra e frivola, seducendo
      ognuno con ciò a cui e più incline. E quando i Figli degli Uomini saranno diventati
      schiavi di tutte queste vanità e abominazioni allora, in pagamento di ciò egli carpirà loro tutto ciò che Madre Terra aveva fornito loro in abbondanza: il loro
      respiro, il loro sangue, le loro ossa, la loro carne, le loro viscere, i loro occhi e
      orecchi."

      Gesù Cristo (il più famoso "complottista") non aveva previsto però che a questo punto sarebbe arrivato un genio a fare un video su youtube spiegando che tutto ciò rientrasse nel diritto pubblico, che ingenuo!

      Giuseppe

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    8. @Giuseppe

      Io ti pubblico perché sei simpatico ed evangelico, però questo è l'ultimo commento che accetto su questo tema, che è completamente off topic. Il punto che volevo sollevare evidentemente non è quale sia la governance della Banca centrale, e mi sono limitato a citare in merito il paper di un collega e un report della Bis. A me interessa sapere qual è la versione omodossa del fatto che sono esplosi per primi i paesi che già stavano facendo il fiscal compact, e che stanno facendo un gran polverone esattamente quelle istituzioni che (comunque governate) hanno omesso di prendere nota del fatto che c'era un problema di debito.

      @Claudio

      Sì, sì, siete tutti bravi. Intanto un tuo concittadino mi deve cinque piotte da settembre. Che faccio, mando i caschi blu o ci rinuncio?

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    9. Ma gli hai fatto l'esame razziale? Non è detto che un residente a Genova sia anche un autentico genovese-e l'anatema contro i debiti è diffuso solo tra i purosangue.

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    10. Professore, Istwine, vi devo un ringraziamento per aver così diffusamente risposto al mio commento. Volevo anche scusarmi: mi dispiace di esser andato off-topic, ma il tema delle politiche di banca centrale mi appassiona (così come - a proposito - mi piacerebbe tanto leggere le vostre considerazioni analitiche sulla politica monetaria europea nell'era della crisi - ve le ho sollecitate più volte e continuo a sperare).
      Sono assolutamente convinto che sia più che mai fondamentale in questo momento intensificare l'opera di vigilanza per far sì che non si tengano in vita banche-zombies. E sono d'accordissimo con voi che c'è il pericolo - concretissimo e attualissimo - che le banche centrali svolgano di nuovo male il proprio lavoro di vigilanza a causa di conflitti di interessi e fenomeni di cattura del regolatore.
      Il mio punto era solo che è riduttivo (e quindi non aiuta minimamente nè a capire nè a risolvere il problema) attribuire la causa dei conflitti di interessi agli assetti proprietari di Banca d'Italia o costruire analogie con quello che è successo in Belgio con Dexia o negli USA con la FEd.
      Per dirne una, penso che nella generazione dei suddetti fenomeni siano molto più rilevanti fattori legati alla contiguità culturale (l'omodossia di cui parla sempre il Professore) dei private e central bankers (constato questo perchè anche io, come il Professore, ho tanti amici in BdI), ed è un peccato - ma mi avrebbe stupito se fosse stato altrimenti - che il paper della BIS non tenga in considerazione questo aspetto "gramsciano" del problema.
      Del resto, in generale, è impressionante l'appiattimento che c'è fra gli gli studiosi di economica politica: lo dico da giurista che osserva i comportamenti dei cugini economisti. Ed è per questo che un blog come questo è fondamentale!!
      Concludo rassicurando Istwine: pur personalmente bollando come complottiste le varie teorie sul signoraggio che si leggono sul web, non appartengo al 95% che dice che la crisi europea non dipende dall'Euro. E credo che avere un atteggiamente maggiormente critico, nel senso di capace di distinguere le posizioni espresse da ciascuno e di evitare di includere aprioristicamente qualcuno (per esempio, me) fra il gruppo degli "Alfa" o dei "Beta", metodologicamente servirebbe a appronfondire il livello della discussione e - noto incidentalmente - anche a evitare quello che spesso il Professore ha chiamato "fascismo" (i.e., mettere a qualcuno in bocca le parole di altri).
      Grazie mille,
      Michele

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    11. Caro Michele,

      ti ho preso di petto per vedere che tipo sei, e mi sembri onesto (intellettualmente, voglio dire: il resto sono fatti tuoi!), quindi contravvengo al mio interdetto e proseguo la discussione.

      Premetto che eri partito col piede sbagliato (dal mio punto di vista), perché quella che tu consideri una mia smagliatura (ma la Bis non la considera tale) non era comunque stata fatta nel contesto di un post dal titolo "Adesso vi spiego la governance della Bce". La smagliatura di Fabio era invece tale ed era nel contesto di un post che voleva spiegare il Last Resort Lending. Quindi il tuo display di equanimità me le aveva fatte un po' girare, perché stavi valutando in modo uguale fattispecie diverse. Chiusa parentesi.

      Anticipi una considerazione che avrei fatto se non avessi chiuso la discusssione, e che del resto è implicita nel post. La comunità finanziaria si prende la "mejo" gioventù, cioè quella parte di gioventù che è attrezzata intellettualmente e interessata ai soldi, e quindi è fatta ovviamente di persone che si conoscono tutte dai banchi di scuola. La contiguità esistenziale e culturale è senz'altro il PRIMO dei tanti fattori che spiegano certi problemini coi quali ci troviamo a combattere, e non lo è da oggi (leggere "The great crash" di Galbraith) e lo sarà per sempre. Pace.

      Aggiungo però due considerazioni.

      Che A LIVELLO EUROPEO esistano dei problemi di governance determinati ANCHE dagli assetti proprietari lo dice la Bis. Scusami: forse dovevo essere meno allusivo: è la Bank for International Settlements (Basilea) e questa affermazione è contenuta nel documento di un gruppo di lavoro diretto da Stanley Fischer, il boia dell'Argentina attualmente governatore della Banca Centrale israeliana.

      Ora, caro Michele, tu che sei uomo di mondo, perdonami: se un simile gruppo di lavoro ammette (sia pure a denti strettissimi) che un piccolo problema potrebbe esistere, significa che il problema esiste e non è tanto piccolo, dato che un simile gruppo di lavoro avrebbe tutto l'interesse a ignorare problemi di questo tipo.

      Credo sia riduttivo non rendersene conto.

      Te la metto in un altro modo: il 77% delle banche centrali considerate nel rapporto è a proprietà pubblica. Quindi, come dire, l'idea di riportare in un modo o nell'altro l'istituto di emissione in mani completamente pubbliche NON è di per sé indicativa di simpatie per Cuba o per la Corea del Nord. Semplicemente, sotto questo profilo l'Italia è l'eccezione e non la regola.

      Altro dato curioso: le tre banche centrali "private" (nel senso della proprietà delle quote, che potrebbe anche voler dire poco, siamo d'accordo) sono nei tre paesi con più alto rapporto debito/Pil: Italia, Grecia, Belgio.

      Dopo di che, comunque, ferma restando la tua e mia osservazione che sotto il profilo dei conflitti di interesse il vero problema è la contiguità culturale ed esistenziale, aggiungo anche che a mio modo di vedere qui siamo nella sfera del diritto penale, che non mi compete e non mi interessa. Da economista quello che più mi preoccupa del mercato finanziario è il suo inevitabile fallimento, descritto qui e qui.

      Detto questo, ci sono tante "mejo" gioventù. Credo che Claudio Gnesutta ancora si ricordi il mio concorso in Banca d'Italia. Un giorno ve lo racconto. Libertà vo cercando, ch'è si cara, come sa chi per lei Banka rifiuta... ;)

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    12. @Claudio

      Controlla spesso l'email. Ti avvertirò prima di far decollare gli F16. Comunque se sei lontano da corso Torino la mia esportazione di democrazia nella Superba non dovrebbe crearti problemi.

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    13. P.s. per Michele. Se vuoi avere una spiegazione dell'appiattimento di cui parli (una fra le tante, anche in questo caso) leggiti questo. Il GEV di economia è qui.

      Con una pialla simile gli appiattimenti non dovrebbero stupire. Lo dico anche ai vari Qui, Quo, Qua che mi stanno scassando i cabasisi qui e altrove, senza avere la benché minima idea di come sia organizzata l'università italiana.

      Se occorrono spiegazioni, petite et dabitur vobis.

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    14. Ok Michele, anche io forse son stato un po' aggressivo, dunque scusa.

      peraltro ti segnalo uno studio interessante in cui imbattei tempo fa, è un semplice workin paper della Riksbank svedese però fa una buona classificazione:

      http://www.riksbank.se/upload/Dokument_riksbank/Kat_publicerat/WorkingPapers/2008/wp221.pdf

      e lì accenna anche al "Fazio problem". nota l'ottimismo a pag 13 quando dice:

      "a financial law was passed in 2005 prescribing that Bank of Italy become entirely publicly owned by 2008"

      e sicuramente qui conoscerete tutti la grande farsa di quella legge firmata Berlusconi, il Prodi che torna e cambia l'articolo 3 dello Statuto in barba alla legge precedentemente emanata. Insomma, tu che sei giurista mi pare di capire, avresti da farti diverse risate a leggere del casino fatto sulle quote di Bankitalia.

      PS: certo, c'è qualcuno (indovinate chi? MB ma non è Morbo di Basedow) che dice che le banche sono sostanzialmente pubbliche perché le fondazioni dietro son spesso a nomina politica o comunque fortemente colluse, ma non mi riguarda.

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    15. Bella pesca, istwine. Sono lieto di sapere che le mie intuizioni di semplice buon senso sono corroborate da tante letteratura (peraltro, tutta emanazione di banche centrali o della loro banca, la Bis). Ora sappiamo meglio cosa è ritenuto riduttivo nella letteratura scientifica (con tutto il rispetto per le opinioni dei lettori, ci mancherebbe: siamo in democrazia). Stranamente (!) il paper cita esattamente gli stessi fatti che citavo io ed esattamente nella stessa chiave dubitativa.

      Forse bisognerebbe spiegare a MB che pubblico e partitico non sono sinonimi. Il Fazio problem è un chiaro problema di spartizione partitica, il che, ovviamente, dimostra che la "privatizzazione" (vera, falsa, influente, ininfluente) COMUNQUE NON RISOLVE I PROBLEMI DI SPARTIZIONE PARTITOCRATICA.

      L'indipendenza della Banca centrale rimane quindi indipendenza dai salariati.

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  6. E' vero, non abbiamo dovuto fare grossi salvataggi delle banche, però questo fatto rende paradossalmente ancora più critica la situazione italiana, anche perchè, da quando è cominciata la grande recessione, gli stimoli fiscali sono stati inesistenti. Meno male che sta per partire la famosa fase 2 di Monti (ironia). Guarda cosa ha fatto l'austera Germania che ora vuole imporre il fiscal compact a tutti. Da notare anche gli "strabilianti" risultati dell'austerity inglese, più volte criticata da Krugman. http://touchstoneblog.org.uk/2011/10/19040/
    Alessio

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    1. Molto interessante e pertinente. Purtroppo siamo schiacciati dal peso del passato (si vede bene dal grafico): la nostra spesa principale è quella per interessi, e nel breve periodo le cose non andranno meglio. Ci sarebbe da fare una riflessione su come siamo arrivati a questo punto...

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    2. Buonasera professore,

      sarebbe molto interessante!

      Dopo aver ascoltato Galloni ho fatto una piccola ricerca su internet ma non ho trovato dati sulla spesa storica per interessi dello Stato Italiano.

      In compenso ho trovato questo grafico

      http://dl.dropbox.com/u/29460853/Andamenti-spesa-pubblica-in-Italia-1981-2006.JPG

      nel “Libro verde sulla spesa pubblica” del 2006, che mi sembra mostri chiaramente come l’esplosione del debito pubblico negli anni ottanta possa essere attribuita sostanzialmente alla spesa per interessi.

      Curiosamente il grafico inizia dal 1981.

      Ho trovato anche quest’altro grafico

      http://dl.dropbox.com/u/29460853/Debito-delle-Amministrazioni-Pubbliche-Composizione-Interno-Esterno-1861-2007.jpg

      in una pubblicazione della Banca d’Italia, “Il debito pubblico italiano dall’Unità a oggi. Una ricostruzione della serie storica” che mostra come dall’Unità in poi si siano avuti tre periodi di riduzione del debito: tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale, nel primo dopoguerra e alla fine della seconda guerra mondiale.

      La pubblicazione spiega come dopo la prima guerra mondiale il debito sia stato ridotto grazie sostanzialmente alla remissione del debito verso l’estero da parte degli alleati mentre nel secondo dopoguerra è stata una elevatissima inflazione a farlo crollare.

      Il periodo più interessante per le analogie con quello che stiamo vivendo è quindi quello che va dagli anni novanta dell’Ottocento alla prima guerra mondiale. Anche in questa pubblicazione comunque i dati sulla spesa per interessi non ci sono, per non meglio precisate difficoltà.

      Cordiali saluti.
      Giorgio

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    3. Va bene, allora in un prossimo post (di quelli pieni di oscuri tecnicismi, come direbbero i vari Qui Quo e Qua del web) parleremo del debito pubblico dal 1960 a oggi. Preparate i fazzoletti e un termos di caffè...

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    4. Pronto!
      :-)

      Anche a riabilitare il povero Craxi...

      ... ha visto questa registrazione:

      http://www.youtube.com/watch?v=lW-HKXaEfl8&feature=related

      ?

      Giorgio

      P.S.
      I fazzoletti a cosa servono?

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    5. l'avevo già visto. è incredibile dover ammettere che forse contro quest'uomo è stata buttata addosso tanta di quella merda che forse non meritava.

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  7. So che intervengo fuori contesto e me scuso. Ma il televideo dell'ultima ora mi ha prospettato il seguente problema linguistico che solo in questo consesso posso sperare di vedere risolto. Il Ministro Lacrimevole ha affermato che senza il preventivo sì dei sindacati lei la paccata non la dà.
    Ora se paccata è da intendersi alla romana, mi pare un'affermazione giusta e condivisibile. Prima di allungare le mani come minimo è d'uopo acquisire il consenso. Insomma la tecnica del predatore con la clava che stordisce e trascina nella grotta per sollazzarsi dovremmo essercela lasciata definitivamente alle spalle.
    Ma se la paccata è nell'accezione milanese (dare il pacco, dare buca, fregare) mi sfugge il senso (dimmi sì e ti tiro il pacco???). Qualcuno è in grado d'aiutarmi?

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    1. Credo sia la dimostrazione (della quale non avevamo bisogno) del fatto che il nostro attuale governo non è italiano...

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    2. Oika,

      a Milano "una paccata di miliardi" significa un bel po' di quattrini... "una paccata di soldi" è un modo di dire che si usa ... altro è dire "sei stato paccato", "ti ha paccato" etc.... a Roma non so... ha a che fare con il "pacco"?

      :-)
      Giorgio

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  8. Grazie Prof, non c'avevo proprio pensato. Non è una paccata alla romana o alla milanese ma alla tedesca...

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    1. Sì, da "packen" (afferrare, prendere).

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    2. La placcata in questione altro non e' che "una scaterva" de sordi davvero molto fine

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  9. Mi scusi professore per la domanda non inerente all'argomento di questo suo ultimo articolo ma oggi e non ne ero al corrente, ho letto della modifica che il governo Monti vorrebbe fare sulla struttura della "golden share".
    Premetto che ho letto l'intervista [http://www.intopic.it/notizia/3596626/] su questo argomento fatta al professor Stefano Riela ma il punto e il mio dubbio è questo professor Bagnai: con questa nuova golden share ad eccezione del settore della difesa, lo stato non potrà più intervenire x vietare l'acquisizione di industrie strategiche da parte di qualsiasi azienda inserita all'interno dell'Unione Europea.
    A me professore mi si è accesa come una lampadina e ho pensato immediatamente a un suo articolo di qualche mese fà "La crisi,la svendita e mì cuggino".
    Tra l'altro vorrei aggingere di un decreto di qualche settimana fa x disfarsi del 30% di Snam, oltre l'interesse di cedere Avio così come AnsaldoBreda e Ansaldo Sts oltre la prospettiva di vedere quotata a piazza affari le Ferrovie dello Stato.
    Dicono che a pensar male qualche volta ci si azzecca ma il suo punto di vista sinceramente mi aiuterebbe di più ad avere le idee più chiare.
    Grazie mille.

    RispondiElimina
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    1. Caro gianni, avevo sentito questa notizia alla radio italiana tornando in Francia. Cosa vuoi che abbia pensato? Ho pensato: "ce semo"! Adesso ci diranno che è un adempimento comunitario (e infatti subito dopo l'hanno detto) e che la maggiore concorrenza farà scendere i prezzi (!) (e infatti alla radio l'hanno detto) e che i capitali stranieri porteranno lavoro ecc. ecc.

      Diciamo che la parte retorica dell'operazione mi è ben chiara. Io però, come vi ho detto mille volte, non sono un economista industriale. Quindi, ad esempio, non ho idee se non molto vaghe circa gli assetti proprietari e circa cosa ci sia rimasto ancora da predare in Italia. Ma la storia e i fondamentali macroeconomici insegnano che dopo la crisi arrivano i predoni (come dopo il 1992). Quindi credo che l'analisi de mi cuggino sia ahimè valida.

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  10. Prof complimenti per il blog, per i figli e...per i polli.
    Speriamo solo di non fare la loro fine

    xabax

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  11. Sera a tutti ed un saluto a lei prof....
    Stavo quasi pensando, visto che la BCE a garanzia dei prestiti che sta concedendo accetta praticamente di tutto, se gli porto la pensione di nonna, mi da anche a me un pò di "EURI" a buon mercato ?

    E poi... dato che in europa decide tutto la Germania io le politiche di Austerity le ribattezzerei politiche di WUSTERITY !
    In onore ad Angela...

    P.S. Per il brodetto a Pescare, se c'è posto mi aggiungo... Offre il fatto ? :-)
    Saluti da Caramanico.

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    1. Che bello! L'ultima volta che ci sono stato ho provato a salire in cima al Pescofalcone (era fine ottobre), ma a un certo punto ha cominciato a tuonare e mi son dovuto rassegnare alla sconfitta. Meglio un "economista" vivo che un "alpinista" morto. Tra l'altro, una raffica di vento stava per farmi cadere giù di sotto nell'Orfento...

      Comunque fra i progetti che mi interessano (quindi non di economia) ci sarebbe anche quello di salire al Monte Amaro via Pescofalcone e ritorno. Bisogna essere allenati molto, a quanto capisco, e si può fare solo a luglio perché ci vuole un sacco di tempo (o un sacco a pelo). Ci facciamo finanziare dalla Bce, le diamo in garanzia un parrozzo.

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  12. Il parrozzo lo metto io ! Se può essere utile, ad ulteriore garanzia metto una bella "PAGNOTTA" di pane casereccio del forno dei miei cugini !

    Io sono salito al Monte Amaro con un amico l' anno scorso ad Agosto, che scarpinata ! Però siamo passati da "Rava del Ferro" ( sopra sant' eufemia, passando per la strada della Lama Bianca ). E' stato faticoso ma molto bello da li sopra si vede quasi tutto L' Abruzzo ! Per fortuna che nel rifugio rosso ci sono delle brande e abbiamo fatto una siesta... Nel riscendere abbiamo fatto anche un passaggio a Pescofalcone...
    Quì ho caricato alcune foto, io sono quello con il cappellino giallo http://www.flickr.com/photos/leoncino1977/

    P.S. Ma secondo lei prof l' effetto domino del fallimento Greco ( se di fallimento si tratta ) quando scatterà ?

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    1. Probabilmente da lì si risparmia un po' di dislivello in salita, giusto? Vai proprio "dritto per dritto". Ci vuole una certa forza interiore...

      Ma il fallimento greco, alla fine, sono pochi soldi... il paradosso è questo! Non so, non chiedetemi previsioni sulla finanza. Ci sono tanti siti apposta!

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    2. Esatto "dritto per dritto". Però effettivamente si parte subito "cattivi" e la salita sembra non finire mai ! Meglio partire da San Nicolai, passando per la "Rapina" la strada è più lunga ma molto più "pedalabile" ! In questo modo si arriva prima a Pescofalcone e da li a Monte Amaro attraversando una valle quasi pianeggiante...
      Ad un certo punto della salita però credevo di morire ! Crisi di fame ! Per fortuna il Potassio di due banane e un bel panino al prosciutto mi hanno salvato ! :-)

      P.S. Ma questa maledetta Wusterity perché si ostinano ad applicarla ? Ci vogliono tutti produttivi a 400 euro al mese come in Germania con i minijobs ? O voglio riportare la produzione in europa ma pagandoci come i Cinesi ?
      Come mi manca la vecchia cara "Liretta".... Altro che questo Euro-Disastro !

      P.P.S. Speriamo che Monti non venga a sapere che io e lei siamo due con il posto fisso ! Di questi tempi è come avere la "rogna" !!!!!!

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    3. Sono per le strade lunghe. Se ne parla a luglio. Alcune imprese americane stanno rilocalizzando dalla Cina agli Stati Uniti, ve l'avevo detto?

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  13. la discussione è molto interessante e il livello veramente notevole. permettetemi però di fare un apprezzamento particolare per il commnento evangelico di Giuseppe. senza ulteriori approfondimenti nel merito come "gentilmente" richiesto dal prof.

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  14. Tommaso Sinibaldi19 marzo 2012 19:52

    C'è una domanda che mi sto ponendo da qualche giorno : sarei curioso (e grato) a chiunque volesse darmi una risposta.
    La domanada è questa : con le due recenti LTRO la BCE ha fornito alle banche dell'eurozona circa 1000 miliardi di crediti a tre anni. Per il momento questi crediti nel bilancio della BCE sono "coperti" da un quasi uguale ammontare di depositi delle banche presso la BCE. In pratica la BCE si riprende con la sinistra ciò che ha dato con la destra (esistono degli accordi in merito ? non pubblici, che io sappia).
    La domanda è : cosa accadrebbe se le banche cominciassero a ritirare questi depositi ? Come potrebbe la BCE pareggiare i suoi conti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tommaso, cosa intendi per "ritirare questi depositi"?

      Comunque ci provo io, la liquidità (chiamata in maniera tecnica "moneta di banca centrale") che le banche commerciali hanno depositato in Banca Centrale utilizzando un'opzione su loro iniziativa che si chiama "deposit facility", è liquidità in eccesso di cui non si fanno nulla perché la BCE non paga un interesse sulla liquidità in eccesso (la Federal Reserve da un paio d'anni lo fa). Allora cosa succede? Succede che le banche commerciali che si ritrovano con liquidità in eccesso la depositano nei conti "deposit facility" in cui la BCE paga un interesse, in modo tale che le banche ci guadagnino qualcosa, e le banche, lo sappiamo tutti, ci vogliono sempre guadagnare qualcosa (giustamente alla fin fine). Tieni sempre presente che è su iniziativa delle banche, e non su iniziativa della BCE. chi non la vuole utilizzare non la utilizza. idem qualunque forma di operazione della BCE per essere chiari, visto che sono aste e alle aste se non ci vuoi andare non ci vai (per farla semplice, poi la cosa è un poco più complessa)

      Il punto è, chi è che utilizza maggiormente la deposit facility? cioè, chi è che si ritrova con liquidità in eccesso? coloro i quali sostanzialmente hanno un surplus di partite correnti, ovvero i paesi cazzuti. Quindi la usa solo chi ha liquidità in eccesso. Infatti chi ha partecipato maggiormente alla LTRO? Le banche dei paesi periferici (ma non solo), che hanno utilizzato i fondi ricevuti (ovvero, moneta di banca centrale) per ripagare i debiti contratti sia con la stessa BCE che soprattutto coi paesi cazzuti. Di base. Poi c'è anche chi c'ha speculato su, acquistando titoli a go go, come in Spagna.

      Ovviamente la cosa è più sfumata, però a grandi linee è così, con qualche eccezione. per esempio la Finlandia non ha un deficit, ma ha partecipato in gran quantità alla LTRO per esempio.

      Tutto questo perché con la crisi il mercato interbancario, cioè quello dove le banche si prestano la moneta di banca centrale, è un po' in difficoltà. sai, fiducia ecc ecc. e quindi la BCE entra a tappare le disfunzioni del mercato interbancario.

      era questo che volevi sapere?

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    2. Tommaso Sinibaldi20 marzo 2012 20:28

      No, no non si tratta di liquidità in eccesso che va nella "deposit facility". L'operazione è ben più complessa e "organizzata".
      Per chiarire meglio il problema che pongo è utile (anzi indispensabile, direi)consultare i conti della BCE (BCE/press/weekly financial statement).
      Le due operazioni LTRO a 3 anni sono state fatte il 22 dic. per 489,2 mlrd e il 1 marzo per 529,5 mlrd : in totale circa 1000 mlrd.
      Questi LTRO sono per la BCE impieghi, quindi ovviamente vanno nel'attivo dello stato patrimoniale. Il passivo dello stato patrimoniale può essere, come noto, letto come "fonti" di finanziamento. Se la BCE espande l'attivo di X miliardi deve, dall'altro lato trovare fonti per lo stesso ammontare.
      Quali sono le possibili "fonti" per la BCE ? 1) l'aumento del circolante (= stampare moneta) : non è stato fatto. 2)ottenere nuovi depositi. 3)aumentare i mezzi propri : non è accaduto.
      Naturalmente per "fare posto" ai LTRO è anche possibile diminuire altre poste dell'attivo (altri crediti : è stato fatto). Ma sostanzialmente la fonte dei crediti dati con i due LTRO è stato l'aumento dei depositi, che infatti sono cresciuti daI 600 mlrd di nov. ai 1100 di oggi. In altri termini la BCE per concedere i crediti dei due LTRO ha dovuto - credo - ottenere preventiva assicurazione dalle banche che i fondi sarebbero stati depositati presso la BCE, ovvero : io te li do ma tu devi lasciarli qui.
      Ma allora che senso ha l'operazione? La BCE si riprende con la sinistra ciò che ha dato con la destra ? No, no l'operazione un senso ed un effetto c'è l'ha.

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    3. a ho capito cosa chiedi, dunque:

      "la BCE espande l'attivo di X miliardi deve, dall'altro lato trovare fonti per lo stesso ammontare. Quali sono le possibili "fonti" per la BCE ? 1) l'aumento del circolante (= stampare moneta) : non è stato fatto. 2)ottenere nuovi depositi. 3)aumentare i mezzi propri : non è accaduto."

      La controparte è l'aumento della cifra offerta tramite LTRO (o meglio domandata dalle banche alle aste) che si trova nella parte Liabilities esattamente laddove vedi scritto:

      "PASSIVITA' IN EURO VERSO ISTITUZIONI CREDITIZIE DELL'AREA DELL'EURO PER FINI DI
      POLITICA MONETARIA
      2.1 Conti correnti (inclusi i depositi di riserva obbligatoria)"

      La moneta di banca centrale (liquidità) immessa tramite LTRO viene accreditata su quei conti. dunque il Passivo viene automaticamente espanso, in quanto i depositi sono appunto un Passivo per la Banca Centrale.

      C'è da dire che le operazioni LTRO sono fatte dalle Banche Centrali nazionali come quasi tutte le operazioni di mercato aperto, dunque non è nel bilancio della BCE che troverai la risposta, ma nei vari bilanci delle BC nazionali.

      Quindi quando dici "ottenere preventiva assicurazione dalle banche che i fondi sarebbero stati depositati presso la BCE, ovvero : io te li do ma tu devi lasciarli qui.", ti dico col massimo rispetto che stai dicendo una cosa poco realistica, in quanto l'operazione è molto semplice, aumenta l'Attivo per la LTRO e aumenta il Passivo per l'accreditamento di moneta di banca centrale (altrimenti detta base monetaria o riserve bancarie) nei Conti Correnti delle banche commerciali.

      Ora due appunti per capirsi meglio e per evitare incomprensioni. Quando tu dici "stampare moneta" la cosa sostanzialmente di significato incerto, se non per chi appunto ritiene la BC una tipografia. La Banca Centrale non stampa banconote in base alla sua volontà, ma le stampa in base alla richiesta delle banche (queste ultime soggette alle richieste della clientela). Non a caso è ritenuto dalla stessa BC un "fattore autonomo" cioè che non è sotto il loro controllo. E lo leggi bene qui:

      http://www.ecb.int/pub/pdf/other/monetarypolicy2011en.pdf

      pag 111 e 112 dove si legge chiaro e tondo:

      "Some of the autonomous factors are not under the control of the monetary authorities (“banknotes in circulation” and “government deposits”)."

      Per Government Deposits s'intende il conto di Tesoreria dei Governi, ma questo ora è un altro discorso.

      Dunque, lo "stampare moneta" inteso come stampare banconote non è neanche un'operazione di politica monetaria in senso stretto, è solo un soddisfare le richieste della clientela. ma pensa che la BCE neanche le accetta le banconote per soddisfare la riserva obbligatoria delle banche commerciali. (è proprio un lusso della clientela, niente più, perché a noi settore non-banca ci piace fare i video musicali coi contanti e le meretrici, e allora il banchiere centrale, che è noto nell'ambiente per la sua cultura hip hop, le emette. lui è il vero pornografo, altroché er berlusco.)

      Lo stampare moneta come immagino lo intendano in generale è esattamente l'accreditamento dei conti correnti (di banche e governo) presenti nella parte Liabilities e questo avviene continuamente, giornalmente, automaticamente per chi è privo. Perché? Perché se no i sistemi di pagamento andrebbero letteralmente a puttane!

      Dimmi se non è chiaro, perché forse magari ti riferivi ai cosiddetti "Depositi a tempo" e allora ho scritto tutto sto pezzo per nulla (anche se non guasta, se passa qualche acchiappafantasmi).

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    4. Tommaso Sinibaldi26 marzo 2012 20:32

      1) Pienamente d'accordo con quanto dici in merito allo "stampare moneta" da parte della banca centrale.
      La banca centrale, tu dici giustamente, non è una tipografia : in realtà le sue facoltà di mettere in circolazione banconote sono limitate e di "risposta" al sistema bancario. Vero : ma negli ultimi tempi sono in tanti a dire che la banca centrale ha capacità di intervento "illimitate" perchè appunto può "stampare moneta": la precisazione quindi mi sembra utile per quei pochi che ci leggeranno (io ci speravo).

      2) "...Dunque non è nel bilancio della BCE che troverai la risposta, ma nei bilanci dell BC nazionali...".
      I conti cui anche tu, credo, fai riferimento (weekly financial statement sul sito della BCE) sono riferiti all'intero Eurosistema, quindi i conti delle varie BC nazionali dovrebbero essere "dentro" (consolidati).

      3) Veniamo al mio quesito. Dunque la BCE concede un credito a tre anni alla banca X della eurozona (è un impiego per la BCE, va nell'attivo): contemporaneamente "gira" nei suoi conti questo credito come deposito della banca X (quindi va al passivo = fonti). La banca X iscrive questo deposito nel suo attivo come deposito presso la BCE (e, naturalmente al passivo come debito verso la BCE). Questo deposito presso la banca centrale è per la banca X "moneta di banca centrale", un ottimo attivo, liquido e senza rischi, che contribuisce a soddisfare ai requisiti (previsti da tutte le regolamentazioni bancarie nazionali ed ora anche dall'EBA) in materia di liquidità di una banca ("posizione zero", mi pare la chiamino i banchieri).
      Ma - eccoci al punto - la banca X può utilizzare questo attivo per concedere crediti alla clientela, per acquistare titoli etc.? E se lo fa il suo deposito presso la banca centrale si estingue ? E se è così, come fa la banca centrale a "pareggiare" i suoi conti ?
      Ecco la mia domanda, più chiara adesso, spero.
      O c'è qualcosa che non funziona in questo ragionamento?

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    5. eeeeh, bella domanda, dunque. partiamo dalla parte più facile e meno "dibattuta". tu chiedi:

      "E se lo fa il suo deposito presso la banca centrale si estingue ? E se è così, come fa la banca centrale a "pareggiare" i suoi conti ?"

      I conti li pareggia perché a livello aggregato il sistema bancario non può "distruggere" moneta di banca centrale. solo la Banca Centrale può distruggerla (o meglio, cancellarla, essendo solo moneta elettronica). Partiamo da questo esempio, c'è una Banca X e un Cliente X e una Banca Y e un Cliente Y. Poniamo che il cliente X faccia un bonifico al Cliente Y. Cosa succede? Succede che la Banca X accredita dal proprio conto in Banca Centrale, il conto della Banca Y (anch'esso in Banca Centrale).

      Cosa fa la Banca centrale? Trasferisce moneta di banca centrale dal conto della Banca X a quello della Banca Y, quindi a livello aggregato la quantità non è cambiata, è solo cambiato il conto. Quindi non vi è una variazione del Passivo, ma solo un riarrangiamento dello stesso. Cioè a livello aggregato la dicitura

      2.1 Conti correnti (inclusi i depositi di riserva obbligatoria)

      non cambia, cambia solo la composizione interna di questo.

      Lo stesso vale se il cliente X paga le tasse. La Banca X allora accredita il conto di Tesoreria (il conto del Tesoro) e vi è nuovamente un riarrangiamento del Passivo, in quanto il Conto di Tesoreria è nel Passivo dello stato patrimoniale della Banca Centrale. Nel bilancio di Bankitalia mi pare che sia "PASSIVITA' IN EURO VERSO ALTRI RESIDENTI NELL'AREA DELL'EURO 5.1 Depositi delle amministrazioni pubbliche"

      http://www.bancaditalia.it/statistiche/SDDS/stat_fin/Aggregati_riserve/agg_1211/agg090112ita.pdf

      ------

      "Ma - eccoci al punto - la banca X può utilizzare questo attivo per concedere crediti alla clientela, per acquistare titoli etc.?"

      Questa domanda è un po' più problematica, perché questo dipende dal modello che hai in testa. Se hai il modello ortodosso, allora sì la banca X utilizza i fondi della Banca Centrale per fare prestiti. se hai in testa il modello eterodosso, la banca X fa il prestito a prescindere dai fondi che ha, e la moneta di banca centrale la utilizza solo ed esclusivamente per i pagamenti interbancari (l'esempio di prima tra banca X e banca Y).

      In ogni caso, per essere aderenti alle operazioni reali, quando la Banca X concede un prestito, il deposito che ha in Banca Centrale non subisce alcuna variazione. La subisce successivamente, quando la Banca X trasferisce i fondi alla Banca Y in seguito al pagamento fatto dal Cliente X al Cliente Y.

      Un testo fondamentale a mio avviso per capire la differenza tra moneta di banca commerciale e moneta di banca centrale è questo:

      http://www.bis.org/publ/cpss55.pdf

      se hai dubbi, chiedi pure.

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    6. Tommaso Sinibaldi31 marzo 2012 13:57

      Ti ringrazio delle tue risposte che sto "ruminando".
      Provo ora a dare una mia lettura complessiva di quanto accaduto e ti sarei naturalmente grato di un parere, osservazioni e/o correzioni.
      Dunque, le banche sono tenute dalle varie regolamentazioni nazionali (ed ora anche da quelle dell'EBA) a detenere una quota(circa il 10%, credo) del loro attivo in strumenti assolutamente liquidi e sicuri. E' una misura del tutto sensata, mi pare.
      Tali strumenti sono :
      1) Circolante ovviamente (poca roba)
      2) Depositi a vista presso la banca centrale
      3) Titoli di stato a breve
      ce ne sono altri? p.e. depositi a vista presso altre banche del tutto sicure ? non so. Ma soffermiamoci su 3 (titoli di stato a breve). Le banche dell'eurozona impiegavano la loro liquidità tradizionalmente (o per precise regole di vigilanza?) in titoli di stato a breve del proprio paese (cioè del paese in cui hanno la loro sede legale). A seguito dell'esplodere della crisi greca, nella riunione dell'Ecofin dell'11 maggio 2010 la BCE (persuasa, costretta?) stabilì che i titoli di stato di tutti i paesi dell'eurozona potevano essere accettati come collaterale per i suoi rifinanziamenti. Non conosco bene i termini giuridici della questione (=coerenza con i trattati internazionali e lo statuto della BCE) ma in pratica - mi pare - ciò equivaleva dire che i titoli di stato di tutti i paesi dell'eurozona potevano essere considerati validi a soddisfare i requisiti di liquidità. Naturalmente i titoli dei paesi "deboli" offrivano rendimenti assai più elevati e quindi c'era una evidente convenienza a detenere liquidità con questi strumenti : alcune banche (soprattutto quelle francesi e tedesche a quanto pare) lo hanno fatto in misura cospicua.
      Ma presto è apparso chiaro che questi titoli non potevano soddisfare ai requisiti necessari di liquidità e rischio: le banche che li detenevaano si sono trovate in "difetto" di liquidità.
      In conclusione : le due recenti manovre della BCE (LTRO) hanno avuto principalmente la funzione di fornire alle banche liquidità buona e sicura (=moneta di banca centrale), accettando come collaterale strumenti mediocri (titoli di stato dei paesi "deboli"). Quindi un'operazione di "pulizia", ma tutta interna al sistema bancario.
      Se questa "lettura" è giusta il lamento - da più parti elevatosi - che le banche non utilizzano i mezzi a loro forniti dalla BCE per "sostenere l'economia" (crediti alle imprese) ovvero i titoli di stato dei paesi deboli appare alquanto impropria.

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    7. Tommaso,

      Dunque, le banche devono avere un tot di capitale, in base agli accordi di Basilea (ormai Basilea III) e l'ammontare di asset che possono creare (i prestiti) è basato sul capitale che detengono (ok, ci son modi e modi per aggirare questo limite, ma non li conosco tutti, solo alcuni, quindi lasciamo perdere). Il capitale o patrimonio di vigilanza è definito così:

      http://www.mps.it/Glossario/P/PatrimonioDiVigilanza.htm?Letter=P
      http://en.wikipedia.org/wiki/Capital_requirement

      Wikipedia non è di solito una grande fonte ma è la più veloce e lì sul capitale non dice balle mi pare.

      Più o meno hai ragione sul come è andata, e hai ragione nel dire che sia alquanto impropria l'idea che le banche non utilizzano i fondi della BCE, perché sostanzialmente non significa nulla, a livello di operazioni ovvero transazioni che avvengono. In Canada non esiste riserva obbligatoria (come in UK, Svezia, Norvegia ecc) e raramente le banche mantengono depositi con la Banca Centrale eppure il sistema del credito funziona ugualmente. La riserve obbligatoria, se ti stai riferendo a quella, non è nient'altro che uno strumento di controllo dei tassi d'interesse da parte della Banca Centrale, come confermato dalla stessa BCE:

      http://www.ecb.int/pub/pdf/other/monetarypolicy2011en.pdf (pag.101)

      dove si dice, traduco:

      "La prima funzione chiave del sistema di riserva minima è quella di stabilizzare i tassi
      d’interesse nel mercato. […] Una seconda importante funzione assegnata al sistema di riserva minima è l’ampliamento della carenza strutturale di liquidità nel sistema bancario. La necessità per gli istituti di credito di detenere riserve con le proprie BCN contribuisce ad aumentare la domanda del credito della Banca Centrale rendendo, a sua volta, più semplice per la BCE manovrare i tassi del mercato monetario tramite regolari operazioni d’immissione di liquidità."

      ----

      Ora, in definitiva però si torna di nuovo al discorso ortodosso/eterodosso. Se tu credi al modello ortodosso allora quello che io sto scrivendo non ha senso, se credi al modello eterodosso sì. Di base se vuoi essere sicuro è meglio se ti leggi documentazione ufficiale di chi fa quel lavoro. O poi, non che nel documento della BCE sia tutto lineare, devi saper scindere tra il modello e l'operazione giornaliera, poi che loro magari scrivano che una data operazione giornaliera avrà influenze sull'intera economia è una loro idea, ma tu limitati a cogliere gli strumenti, non tanto i presunti effetti pazzeschi che gli attribuiscono.

      A e non fidarti mai a priori. Per esempio del grande nome alla Krugman che un paio di giorni fa ha scritto che c'è un limite all'offerta di banconote da parte della Federal Reserve. Se hai letto bene il documento della BCE (e con la FED da quel lato non c'è differenza) ti rendi conto che Krugman è fermo al 1850. Ma siccome Krugman è un po' come il Marchese del Grillo, lui ti direbbe che io sto dicendo scemenze perché lui è lui e io non sono un cazzo!

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    8. Dunque, dovrei studiare il vostro dialogo, ma: questo c'entra qualcosa? E questo? Che faccio, mi metto a ristudiare economia monetaria? Ma mi sembra che ve la caviate benissimo da soli! Povero Krugman.

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    9. Alberto,

      L'articolo di Scarpelli sì è più o meno quello che cercavo di dire mesi fa. Più o meno.

      L'articolo di Giorgio Ragazzi è una boiata, per essere sinceri. Cosa ti ha colpito? Senza contare che mette solo contributi di economisti tedeschi tra cui Sinn, uno che non ha capito ancora come funziona il TARGET2 a distanza di anni dall'inizio del dibattito. E gliel'hanno detto in tanti!

      Ma è una boiata se ci pensi anche da un punto di vista tecnico, tralasciando il lato del TARGET2 che non per forza è una fotografia di ciò che avviene nel conto delle partite correnti ma è una fotografia dei flussi tra paesi, che possono essere anche flussi meramente finanziari che entrano, compensandosi, nel conto finanziario e che dunque nel conto delle partite correnti non c'azzeccano. e tu che conosci meglio di me la bilancia dei pagamenti chisto lo sai ancor meglio.

      Cioè, come mi ha detto Claudio Borio (Deputy Head of the Monetary and Economic Department and Director of Research and Statistics, Bank for International Settlements) via mail:

      "Ed i Target2 balances non riflettono in particolare i saldi delle partite correnti, quanto il fatto che il mercato interbancario non funziona, il che si riflette nei gross flows multilaterali (multilaterali e non solo all' interno della zona euro). (Ho cercato di convincere Hans-Werner Sinn di questo, si è spostato un pò ma continua a mettere l'enfasi sulle partite correnti...)."

      cioè, secondo me (e non solo) è poco sensato soffermarsi sui flussi netti, perché dietro quei flussi netti ci sono flussi lordi di un ordine di grandezza decisamente superiore. e chi lo sa come l'impresa spagnola si è finanziata per acquistare quella lastra d'alluminio dalla Germania? mica per forza è stato un paese in surplus a finanziarla, può esserci stata una transazione a tre per dire, Spagna - Inghilterra - Germania. E l'Inghilterra fa da tramite, in modo tale che la Spagna sia in deficit con l'Inghilterra e quest'ultima con la Germania. Alla fine risulta che la Spagna è in deficit e la Germania in surplus, ma nulla ci dice come è stato finanziato l'acquisto di quella lastra di alluminio. Capisci che intendo?

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    10. o per dialogare e per capire eh. poi lo sai, keynes e il suo campo da gioco me l'attacco. stiamo sempre consci di questo (che mi pare valga pure per te, da quel che ho capito)

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    11. Sì, penso di capirti. Tu capisci a mme: di quei due articoli su lavoce.info ho letto solo il titolo sull'iPhone aspettando che decollasse l'aereo. Diciamo che ti sto utilizzando come strumento di lettura! Certo che le relazioni fra conto finanziario e partite correnti sono più complesse di quanto i modelli a due paesi dei libri di testo possono far capire. Proprio per questo non riesco a capire bene come devo affrontare con il nostro pubblico il tema della bilancia dei pagamenti...

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    12. Ok se accetti un consiglio da uno studente che c'ha messo un po' a capirla, visto che il libro di testo non aiuta manco per niente, fai almeno 10 esempi di transazioni con l'eventuale prospetto in bilancia dei pagamenti. Cioè, acquisto un ratto alla fiera dell'Estonia che costa 100, - 100 dove? + 100 dove?

      E via dicendo.

      L'è un consiglio, poi sai tu come districarti eventualmente.

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    13. Ma le mie dispense in effetti sono fatte così, non so se ci sei capitato. Forse dovrei proprio partire da una ristrutturazione del mio sito, che farebbe bene a studenti e lettori. Onestamente, non me ne vogliano, per gli studenti questa fatica non me la sono mai sentito di farla (nel senso che il materiale c'è, loro sanno dov'è, ma forse andrebbe strutturato meglio), per il semplice motivo che a loro non glie ne frega niente, e io li capisco e li approvo. Ma visto che invece ai lettori la materia interessa, forse sarebbe il caso di usare il sito come sezione "didattica" del blog. Ci penserò, ma dopo il 16 aprile, perché sono ancora alle prese con i miei articoli e non solo.

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    14. Sì certo, la sezione sulla bilancia dei pagamenti mi piace molto. Comunque un'idea generica di ciò che intendevo è questo:

      http://www.bos.frb.org/economic/special/balofpay.pdf

      non che mi faccia impazzire perché a sua volta utilizza termini diversi e incasina il lettore, però teoricamente uno schema del genere.

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    15. Tommaso,

      mi è venuto in mente che il tuo ragionamento finale te lo possono confermare anche tre ortodossi in posizione chiave. Eccoli qui, te li traduco pure:

      Vitor Constancio, vice presidente della BCE, in un discorso dell’8 Dicembre 2011, intitolato “Challenges to monetary policy in 2012”, che trovi qui http://www.bis.org/review/r111215b.pdf (pag.5)

      e spiega:

      "[…] alcuni sostengono che le istituzioni finanziarie sarebbero libere di trasformare
      istantaneamente i loro prestiti da parte della banca centrale in credito al settore non
      finanziario. Questo trova posto nella vecchia idea teorica riguardante il moltiplicatore del credito secondo il quale la sequenza di creazione del denaro va dalla liquidità primaria creata dalle banche centrali all’offerta di moneta creata dalle banche attraverso le loro scelte di credito. In realtà la sequenza funziona di più nella direzione opposta, con le banche che prendono prima le decisioni riguardo al credito e in seguito vanno a cercare il necessario finanziamento e le riserve di moneta di banca centrale."

      Il secondo è Claudio Borio (BIS) assieme a Piti Disyata (Bank of Thailand, BIS) in un paper del 2009 http://www.bis.org/publ/work292.pdf che dicono:

      "In realtà, il livello di riserve difficilmente figura nelle scelte d’investimento delle banche. La quantità di credito in essere è determinata dalla disponibilità delle banche a offrire prestiti, sulla base del trade‐off rischio‐rendimento percepito e dalla domanda di questi prestiti. La disponibilità di riserve bancarie a livello aggregato non vincola direttamente l’espansione. La ragione è semplice: [...] per evitare un’estrema volatilità del tasso d’interesse, le banche centrali forniscono le riserve come richiesto dal sistema. Da questa prospettiva, una riserva obbligatoria, in base alla sua remunerazione, influenza il costo d’intermediazione e quello dei prestiti, ma non vincola in termini quantitativi l’espansione creditizia."

      e il terzo è Jaime Caruana, General Manager della BIS, che dice più o meno le stesse cose, che puoi leggere qui: http://www.bis.org/speeches/sp091118.htm

      Laddove leggi "bank reserves" o "reserve balances" s'intende moneta di banca centrale, altrimenti detta base monetaria.

      Spero sia un d'aiuto per chiarire i tuoi dubbi, da tre personaggi che non si possono accusare di eterodossia e che gentilmente se ne fottono come Rocco Barbaro, per chi se lo ricorda al pippo chennedy show.

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    16. Tommaso Sinibaldi19 aprile 2012 10:16

      Istwine, ci sei ancora?
      Dunque, ho fatto qualche piccolo progresso.
      Le banche sono obbligate, dalle varie normative di vigilanza, a detenere una certa quota dei loro depositi in forma liquida.La cosa è abbastanza complessa : la normativa della Banca d'Italia in materia ad esempio consta di alcune decine di pagine. Ad ogni modo lo schema di Basilea 3 (non ancora esecutivo, come sai) può essere abbastanza indicativo : esso prevede che le banche debbano detenere attività liquide in misura superiore ai previsti flussi di cassa in uscita per 30 giorni.
      Le attività liquide accettabili sono analiticamente indicate e suddivise in due categorie, di prima e seconda classe, a seconda del grado di liquidità e rischio. Il tutto è rigido ed automatico : ad esempio se il prezzo di mercato di una certa attività ha avuto oscillazioni superiori all'X% negli ultimi 30 giorni, automaticamente esce dalle attivià atte a soddisfare l'obbligo di liquidità e la banca si trova "scoperta".
      Probabilmente è ciò che è accaduto negli ultimi mesi in vari paesi dell'eurozona.

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    17. scusa il ritardo.

      sì è probabile, conoscevo di sfuggita questi aspetti, ora non li ricordo neanche bene perché purtroppo cambiano spesso le regole e quindi è complesso starci dietro (soprattutto perché non mi appassiona troppo la burocrazia, ma più che altro il meccanismo).

      il punto che volevo sottolineare è solo un aspetto operativo come descritto dai documenti ufficiali delle banche centrali. nel senso, una cosa è il regolamento che periodicamente muta, un'altra cosa è il funzionamento base. lì il problema poi è anche rispetto a cosa si definisce strumento liquido e in base anche alla situazione (per esempio la BCE che comincia ad accettare titoli che prima non avrebbe accettato).

      peraltro la cosa da cui siamo partiti riguardava prettamente il rapporto Banca Centrale - sistema bancario e il funzionamento base dei sistemi di pagamento. Quali poi sono le nuove regole sul capitale delle banche, sulla percentuale di strumenti liquidi da detenere, sui collateral accettati dalla BCE ecc non intacca il funzionamento base dei sistemi di pagamento e del rapporto Banca Centrale e sistema bancario.

      capisci che intendo?

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    18. @ Istwine
      Mi ci è voluto un pò a rientrare con le nuove regole del blog.
      Dunque : per definizione (e mi sembra logico) la moneta creata dalla Banca Centrale attraverso il canale "rifinanziamenti" (senz'altro il principale oggi a disposizione della BCE) è data dalla differenza tra la voce 5 dell'attivo (rifinanziamenti appunto) e la voce 2 del passivo (passività verso istituzioni di credito). Il 23 aprile 2012 queste voci ammontavano rispettivamente a 1139 mlrd e 1099 mlrd. La differenza è dunque di soli 40 mlrd.
      Dunque la opinione corrente che attraverso le due operazioni LTRO la BCE avrebbe "inondato" il sistema di moneta sarebbe quindi non vera.

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  15. Marco Palermo20 marzo 2012 08:20

    Io spero che continui ad essere sempre così tecnico e così chiaro. Altro che Mankiw.
    p.s.: nella sinistra "alternativa", almeno nella mia città, si può applicare il proverbio "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". Ci siamo capiti. ;)

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  16. Tommaso Sinibaldi7 aprile 2012 11:58

    Per Alberto :
    1) l'articolo di Ragazzi è interessante ma non è pertinente circa il problema che ho posto.
    2) l'articolo di Scarpelli è sul tema e in parte conferma le mie ipotesi : poi però si inoltra in un discorso poco chiaro.

    Per Isthwine :
    grazie delle segnalazioni : le studierò.

    Per entrambi :
    l'obbligo di liquidità per le banche cui io faccio riferimento non ha nulla a che fare con la riserva obbligatoria (che per altro oggi è ridotta ad un misero 1%): solo indirettamente e alla larga con i requirements di mezzi propri (capitale). E' un obbligo imposto - credo, ma ne so poco - dalle regole di vigilanza nazionali ed ora, credo, anche dall'EBA. E' un tema da approfondire : se qualcuno che ne sa di più ci aiuta sarà certo molto apprezzato.
    Comunque in concreto e con buona approssimazione la "regola" stabilisce che le bache debbono avere circa il 10% del loro attivo in mezzi liqidi e senza rischio. Questa posizione si era notevolmente deteriorata (dopo il maggio del 2010, credo) con l'acquisto da parte delle banche di titoli a breve dei paesi "deboli". Le due LTRO sono servite a "restaurare" la posizione di liquidità.

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