domenica 7 giugno 2026

Narcisismo e trasformismo, ovvero sangue e merda

Il personale è politico! Pensavate fosse il momento degli ideali?

Ahimè no! È, molto più prosaicamente, il momento del sangue e della merda, per usare la nota definizione di Rino Formica. C’è un motivo molto semplice alla base dell’improvviso desiderio di purezza ideale che coglie molti eletti, spingendoli ad abbandonare un partito che secondo loro “avrebbe tradito”: è la paura di non essere rieletti (o la frustrazione per non aver ricevuto compensazioni a fronte di una mancata ricandidatura o rielezione). Non dico nulla di nuovo, nulla che non sia reperibile nelle pieghe degli organi di stampa, nulla che gli addetti ai lavori non sappiano e i non addetti non possano sapere (e un esempio lo avete nel post precedente). 

A mio avviso i sondaggi non andrebbero letti, ma, se li prendiamo come ipotesi di lavoro, quello che dicono a un partito come il nostro è che metà dei parlamentari non rientrerà in Parlamento (e uno potrei essere tranquillamente io, peraltro). A questo punto, giocarsela passando con un movimento che è sulla cresta dell’onda per merito del suo leader, ma soprattutto di chi da sinistra gli sta facendo pubblicità, è una scommessa che si può essere tentati di giocare. Meglio capolista col 4%, soprattutto in una regione grande, che riempilista con l’8%.

È una mera questione di numeri, certamente non c’entrano gli ideali, e forse non c’entra neanche la morale. Un ragionamento simile, come fa notare oggi Daniele Capezzone, può essere fatto anche da persone dabbene (ricordiamoci tuttavia che esiste anche la dabbenaggine):


Fatto sta che, se volete evitare delusioni, esorterei a evitare ragionamenti del tipo: “Non fa niente se è un voltagabbana, l’importante è che sappia e dica qual è la battaglia da combattere!”

Ecco, da questa linea di pensiero, dall’idea che l’importante è l’obiettivo, o meglio: il proclamare l’obiettivo, e che se si proclama l’obiettivo giusto si può prescindere da onore e lealtà, mi permetto sommessamente di dissentire.

Il fatto è che quando entri in politica capisci innanzitutto che le idee camminano sulle gambe delle persone, e poi che di verità in competizione ce ne sono tante, e quello che porta ad affermare l’una sulle altre è in definitiva la qualità delle persone. Ora, visto che un po’ per forza di cose (non possiamo nasconderci che il nostro paese sia da anni oggetto di aggressioni esterne), e un po’ per contingenze estemporanee (pare che ci sia un generale che vuole diventare un leader politico), abbiamo tutti adottato un lessico marziale, vi chiedo di fare una semplice riflessione: vi fidereste di un soldato che va a combattere solo se sa di vincere la battaglia? È utile un soldato di questo tipo?

La risposta la sapete bene, ed è inutile che ve lo dica io. I “puri e duri”, vi ricorda oggi Capezzone, sono soldati di questo tipo: non truppe scelte, disposte a immolarsi e capaci di farlo, ma bocche da sfamare, fra l’altro disponendo di una fureria un po’ sguarnita e disorganizzata.

Peraltro, l’idea che “purché dica la cosa giusta“ il tale o il tal altro personaggio possano anche permettersi di comportarsi in modo discutibile è fallata intrinsecamente. Se io sono riuscito a rendere credibile e a diffondere nel vasto pubblico la critica all’unione monetaria è innanzitutto perché mi sono scrupolosamente tolto di ritorno quelli che “la cosa giusta“ la dicevano in modo sbagliato. In molti mi avete criticato per aver tenuto lontano dal mio blog e dalla mia community certi personaggi (inclusi alcuni recenti voltagabbana), per aver fin dal 2012 sbattuto la porta in faccia ai grillini (e all’epoca ero di sinistra), per essere stato sempre molto esigente nel richiedere qualità scientifica e umana alle persone che mi accompagnavano nel mio lavoro di divulgazione. Ma io so di aver fatto la cosa giusta, perché il rischio era quello di essere screditati. Un rischio che con l’esposizione politica è ovviamente aumentato, non diminuito.

E quindi?

E quindi la disciplina e l’onore sono importanti. Quelli di voi che trascureranno questo dettaglio, e per la soddisfazione narcisistica di aver votato “quello che dice le cose giuste“ si affideranno a una classe politica di risulta, saranno delusi e avranno aiutato il PD. Va bene tutto: basta solo che poi non veniate qui con il mio blog a piagnucolare, dicendomi che avevo ragione, come avete fatto quando siete stati delusi dai grillini.

14 commenti:

  1. Se c'è una cosa che dovremmo aver capito in questi anni è che non sarà facile, che non sarà breve e che l'importante è esserci quando serve.
    Noi siamo ancora qui, gli altri stanno col PD.

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  2. Siccome io non conosco veramente i fatti e le persone coinvolte mi fido solo di B&B fosse solo per il loro tracking record. E fino ad ora ha pagato. E' il metodo della cd. "certezza morale" appreso dal quel gigante della pedagogia (e per chi ci crede, della Fede) che era don Luigi Giussani.

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  3. Anche riflettere sul perché la Lega sia crollata di decine di punti nel corso degli anni, perdendo la fiducia dei propri elettori, aiuterebbe. Altrimenti, la scena rischia di essere quella di una triste resistenza dentro il bunker. Cercando, in assenza di specchi, i nemici all'esterno. Tanto il popolo è sempre bue. Come se non fosse altro che la naturale scelta, a meno di non voler imbracciare un mitra, quella di scegliere un differente partito se si reputano i risultati non soddisfacenti.

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    1. Scusami, a mia mente questo è il tuo primo commento, quindi perdonami se ti aiuto a contestualizzare la tua domanda. Ti stai rivolgendo a uno che ha preso la Lega quando era al 4% e ha contribuito con la sua battaglia di idee a portarla al 17%. Per maggior precisione, il mio obiettivo era far crescere la Lega: il mio obiettivo era (ed è) far crescere queste idee. Solo Matteo Salvini è stato sufficientemente intelligente da capire quale fosse il potenziale di queste idee, e forse lo ha aiutato, come ha ricordato al convegno del dipartimento economia, l’aver pattecipato ad alcuni eventi di a/simmetrie (in particolare, il Goofy3, quando lui tenne prima di entrare in sala un comizio a una sessantina di persone davanti all’albergo - e 60 persone per la Lega nel 2014 erano veramente tanta roba! - salvo poi entrare e trovarsi 600 persone davanti). Che dici, ne saprò qualcosa di come la Lega ha acquistato quel consenso che io pensavo di voler portare alla sinistra?

      Stai anche parlando all’unico che, oltre Siri, si è opposto in Segreteria politica all’idea di dare la fiducia a Draghi (motovo per cui il mio capogruppo Romeo, con atto di nonnismo, fece poi fare a me il discorso sulla fiducia, salvo poi chiedermi scusa e ammettere che avevo avuto ragione quando non fu più possibile ignorare che Draghi non era venuto per salvare il paese ma per distruggere noi, che siamo, innanzitutto in questo blog, e poi, per chi ha fatto quella scelta, nel partito, il vero corpo estraneo da eliminare).

      E che cosa pensi che possa risponderti la persona alla quale ti sei rivolto? Mi sembra sufficientemente evidente quale è stato lo snodo che ha determinato il tracollo dei consensi: ora lo ammettono anche quelli che, per un assolutamente lecito desiderio di coprire politicamente le nostre amministrazioni del Nord, ci hanno chiesto di fare la mossa che era elettoralmente sbagliata. Non mi pare che ci sia un granché da riflettere, nemmeno in questo caso. L’errore era evidente e annunciato. Eventualmente la riflessione dovrebbe essere vostra: come mai, secondo voi, in politica qualche volta si è costretti a fare errori di cui si sa che sono errori, e si evita di correggerli bruscamente?

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    2. "Come mai, secondo voi, in politica qualche volta si è costretti a fare errori di cui si sa che sono errori, e si evita di correggerli bruscamente?"

      Mi è davvero difficile rispondere (forse non dovrebbe esserlo?), ma ci provo.

      Potrebbe essere una questione di tensione tra tattica e strategia interne e esterne.

      Ad esempio in politica talvolta capita che il leader perda la presa sul gruppo — per motivi di ambizione personale o divergenza di vedute su tematiche straordinarie, o anche entrambe contemporaneamente — e sia costretto ad assecondarlo, anche al costo di subire una perdita nel breve periodo, pur di non rinunciare alla unità del gruppo e alla conseguente capacità di perseguire l'obiettivo di lungo periodo.

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    3. Eh, per esempio questo potrebbe essere (stato) un motivo (vedi alla voce nonnismo)…

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  4. L'unica cosa che traggo da questo argomento è che in guerra non esiste democrazia, ma il nostro è un sistema "democratico".
    Una delle due cose deve venire meno e ho un'idea molto chiara su quale spero venga meno.

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    1. Non capisco a quale argomento tu ti riferisca, però…

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  5. Quindi le idee contano. Vale sempre e comunque la pena combattere per le idee in cui crediamo ed è un delitto tradirle. Ho provato a farlo nel mio piccolo ed ho spesso ricevuto sonore sberle, sul lavoro, discutendo con amici e parenti. Alla fine però moltissimi sono stati costretti a dirmi o a dimostrarmi che avevo ragione. Anche se è pur vero che in certe situazioni magari è probabile che la fine non si riesca a vedere nel breve arco temporale di questa nostra breve esistenza, sarà sempre valsa la pena, combattere per le nostre idee e non cedere, mai!!!

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    1. Non è il messaggio di questo blog né di questo post. Il messaggio è che conta anche e soprattutto come le si combattono.

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    2. Si, si, certo, come ho detto l'ho provato sulla mia pelle, basta che il come non prevalga sul cosa!

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  6. Tornando alla raffazzonata e scopiazzata lista delle consumazioni del bar Vannacci, su cui ribadisco il mio parere:

    progetto che non ha né solide basi, né realismo né "futuro nazionale"! Insomma stupido e che porterà all'eterogenesi dei suoi fini!
    Che se non ricordo male è molto vicino a quello di FdI del '22 (si lo so non c'è più)

    Mi preoccupa molto il fatto che osservando un evidente sfaldamento, già nel presente, destinato a tramutarsi in una frana a breve termine, del progetto europeo e dell'euro, (i motivi li ho detti qui varie volte e quindi non mi ripeterò), mi risulterrebbe indigesto il fatto che qualche forza politica di parvenu si ritrovi con la pappa pronta che hanno cucinato altri (te e Borghi in particolare).

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    1. "mi risulterebbe indigesto il fatto che qualche forza politica di parvenu si ritrovi con la pappa pronta che hanno cucinato altri (te e Borghi in particolare)."

      Quello è probabilmente già scritto nel Destino, e secondo me i due Onorevoli, anche da quello che hanno scritto e detto in passato, sanno già che andrà in quella maniera.

      Per quanto riguarda invece la parte economicamente più critica dello transizione (che suppongo sarà quella immediatamente precedente all'Evento?), giustizia vorrebbe che finisse in faccia a chi è responsabile di questa situazione, quindi a un governo piddino. Ma la giustizia non è quasi mai di questo mondo!

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  7. Mi pare che alla radice del trasformismo narcisista, oltre all’ovvio timore di non essere rieletto, ci sia il contrasto tra i tempi caratteristici della propria ambizione, dell’ordine dei mesi o qualche anno, e quelli della battaglia per riconquistare un po’ di sovranità e di libertà per il nostro Paese, dell’ordine dei decenni.

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