Sono reduce da una proficua e piacevole esperienza in un posto dove fa sempre piacere tornare (l'ultima volta ci avevo conosciuto Antonio Gozzi, e ieri ce l'ho ritrovato) e dove ho avuto fra gli altri il piacere di cenare con un figlio illustre della San Gimignano d'Abruzzo:
e di illustrargli, a sua richiesta, le sfide che ci aspettano nel prossimo futuro, e in particolare l'interazione fra elezioni politiche e presidenziali.
Mi aveva invitato Andrea Ruggieri, conosciuto in una trasmissione televisiva della quale ricordo solo la gradita sensazione di avere, per una volta, incontrato una forma di vita intelligente in studio: lui. Quindi, quando ho ricevuto il suo invito, l'ho accettato a scatola chiusa, e ho fatto bene. Mi sono trovato in un ambiente molto connotato dall'esperienza berlusconiana, ma non per questo collimante coi pregiudizi che avete (e abbiamo) su Forza Italia. C'era molta più lucidità in Berlusconi, e ce n'è in chi lo ricorda e lo ha conosciuto, di quanto si possa comunemente presumere da alcune esternazioni che spesso vi fanno borbottare.
Nella mia relazione non è mancata la consueta esegesi draghiana: costringere l'uditorio ad accettare col manganello dell'auctoritas draghiana le semplici verità già espresse nel Tramonto dell'euro non ha prezzo!
Per tutto il resto c'è Goofynomics, e infatti siamo qui...
Nella discussione susseguente alla mia relazione a un certo punto non mi sono potuto trattenere e (col consueto garbo) sono sbottato: "Ma insomma! La cosa che più mi ha colpito dell'intervento del Presidente Draghi è che lui è venuto in Senato a dire che le richieste del suo editto dell'agosto 2011, quelle che hanno portato alla deposizione del vostro Presidente Berlusconi, erano sostanzialmente errate nel merito, e conseguentemente che il PD, che le aveva pedissequamente eseguite dopo la deposizione di Berlusconi, aveva distrutto il Paese, e nessuno ha fatto un plissé! Non dico il PD, che aveva tutto l'interesse a fare lo gnorri, ma il fatto che nessuno in Forza Italia abbia avuto l'idea di riscattare la memoria di Berlusconi mi è sembrato veramente strano, e secondo me un pezzo di questa apatia deriva dal fatto che il Presidente Draghi è piuttosto accorto nello scegliere un lessico tecnico che nasconda la sostanza politica di quello che sta dicendo".
Dopo di che, nei limiti del tempo che mi era concesso, mi sono addentrato in un paio di esempi, sempre appoggiandomi al pilastro della macroeconomia: S - I = X - M.
Perché, appunto a titolo di esempio, capite bene (spero!) che un conto è dire che un Paese è attrattivo per i capitali esteri, e un ben altro conto è dire che il Paese si sta indebitando con l'estero! Essere attrattivi è una cosa senz'altro positiva (la apprezzo anch'io nella stagione declinante della mia virilità proficuamente spesa, con tanto di produzione di ben due pagatori di pensioni autoctoni!), mentre avere debiti non lo è (e infatti quando ne ho mi sento a disagio, come l'altro giorno quando, tutto compreso nella responsabilità del discorso che dovevo fare sulle comunicazioni del Presidente, ho fatto il pieno prima di accorgermi che... avevo lasciato il portafogli in un'altra giacca)! Eppure, attrarre capitale e indebitarsi sono, contabilmente ed economicamente, la stessa stessissima cosa. Capita così che chi vorrebbe un'Italia più attrattiva per i capitali esteri stia dicendo (senza saperlo) che vorrebbe un'Italia più indebitata con l'estero, con una posizione finanziaria netta inferiore: non che ci sia nulla di male in questo: chi sa cosa farci e può permettersi di restituirli non fa nulla di male nel chiedere soldi in prestito, cioè nell'indebitarsi. Quello su cui rifletto qui con voi è la potenza delle narrazioni, che si appoggia alla scelta del lessico.
Sempre a titolo di esempio, per decenni ci hanno sfarinato le gonadi con l'idea che saremmo dovuti diventare tutti esportatori netti (di merci), e una decina d'anni dopo il conseguimento di questo agognato obiettivo arriva coso a spiegarci che è un problema essere esportatori netti (di capitali):
Eppure è facile capire, se viene spiegato con la dovuta calma, che essere esportatori netti di merci equivale a essere esportatori netti di capitali, per il semplice motivo che se i soldi che esporti invece li spendessi in casa tua, aumenterebbero le importazioni e si chiuderebbe il saldo estero (per dire). Quindi la narrazione è "inconsistente" (cioè incoerente, ma in questo caso anche inconsistente), solo che di questa incoerenza interna, che è sempre il segno del manifestarsi del Male, i dilettanti non si accorgono a causa di scaltri slittamenti semantici: è difficile, per i profani, accostare il concetto di competitività, che tutti valorizzano positivamente (soprattutto uno come me, il cui motto è quello degli alpini del gruppo di artiglieria Pinerolo), al concetto di deflusso, che comunque evoca qualcosa di negativo: la perdita del vicino del piano di sopra, lo sgocciolamento di un lavandino, o il prosciugamento del conto in banca. Ma anche qui: i due termini di questa dialettica sono esattissimamente la stessa identicissima cosa, che se ti piace (o dispiace) chiamata in un modo non può dispiacerti (o piacerti) chiamata in un altro senza che tu spieghi perché hai cambiato idea.
Ma tutto questo Mario non lo fa (perché non gli conviene)!
E così, del pari, quando LVI esterna serafico che:
chissà che cosa capisce l'Italiano Medio? Mah, difficile dirlo... Forse penserà che la compressione della domanda sia stata una riduzione delle pretese, delle richieste, che quindi, in definitiva, ha condotto a un atteggiamento più rassegnato, ma in qualche modo sereno. Perché l'Italiano Medio, e anche quello Medio Alto, o Alto, che qui si parli di domanda aggregata, cioè di spesa complessiva della collettività nazionale (perché la domanda aggregata non è la domanda nozionale, ovvero quello che la gente desidera, ma la domanda solvibile, ovvero quello che la gente si può permettere), sicuramente non lo capisce. E anche quei relitti umani che blaterano di anticomunismo e quindi, si suppone, capiscano come funziona un'economia di mercato, anche e soprattutto quella chincaglieria post-fascista, mica lo capisce che in un'economia di mercato si spende se si guadagna e si guadagna se si produce, per cui parlare di domanda significa parlare di reddito significa parlare di Pil!
Altrimenti, al "badate bene" un sonoro e liberatorio "grazie al cazzo!" proromperebbe dai petti degli astanti! Grazie al cazzo che se comprimi i redditi diventi sempre più povero, visto che diventi più ricco se guadagni di più, non se guadagni di meno! Ma allora, se non si usasse questo slittamento semantico con cui Draghi vende come una austera riduzione delle pretese quella che invece è stata una coercitiva riduzione delle possibilità di spesa, ci si dovrebbe poi interrogare sul perché si sia fatto questo, e il perché lo sappiamo, l'ha detto Monti, l'ha detto lo stesso Draghi: bisognava tagliare i redditi per tagliare le importazioni per riportare in attivo la bilancia dei pagamenti. Chest'è! E ora che è in attivo, però, scopriamo che questo attivo non va bene perché "il risparmio fluisciue"...
Ecco, di questo ho parlato, assistito dal permesso di dire quello che avrei desiderato dire.
E, con mia sorpresa, ho visto cenni di assenso, e ho registrato diverse richieste di avere le slides, quelle slides che per voi sono (o dovrebbero essere) banali, perché riprendono quello che da Premiata armeria Hellas, così categorizzata dal coglione artificiale:da Premiata armeria Hellas, dicevo, in poi ci siamo detti (e fanno ormai quattordici anni). E così ora vi lascio che devo riordinare le slides e mandarle a diverse persone.
Certo, per evangelizzare un certo ceto occorre muoversi in un certo modo. Ci sono i modi utili per cementare il consenso della cloaca (che per definizione si cementa in una massa di stronzi). Ci sono poi i modi che invece il consenso della cloaca te lo fanno perdere, ma ti aprono un canale di ascolto con le persone che contano qualcosa (se non altri, i soldi...), cui bisogna comunque dare delle chiavi di lettura e da cui si raccolgono comunque informazioni e analisi interessanti. Il sacrificio di rinunciare alla cloaca credo quindi sia sostenibile. Il beneficio di aiutare certe persone a smontare certe narrazioni forse non ci sarà, ma credo che valga la pena tentare, e comunque, ne sono certo, questo breve ripasso sarà stato utile anche a voi (e magari avrete anche altri esempi da aggiungere).
Con pazienza e convinzione ogni giorno si fa un passo avanti.
E ora scusatemi: ci sarebbero anche le bozze del libretto dell'ultimo CD...
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