domenica 7 giugno 2026

Narcisismo e trasformismo, ovvero sangue e merda

Il personale è politico! Pensavate fosse il momento degli ideali?

Ahimè no! È, molto più prosaicamente, il momento del sangue e della merda, per usare la nota definizione di Rino Formica. C’è un motivo molto semplice alla base dell’improvviso desiderio di purezza ideale che coglie molti eletti, spingendoli ad abbandonare un partito che secondo loro “avrebbe tradito”: è la paura di non essere rieletti (o la frustrazione per non aver ricevuto compensazioni a fronte di una mancata ricandidatura o rielezione). Non dico nulla di nuovo, nulla che non sia reperibile nelle pieghe degli organi di stampa, nulla che gli addetti ai lavori non sappiano e i non addetti non possano sapere (e un esempio lo avete nel post precedente). 

A mio avviso i sondaggi non andrebbero letti, ma, se li prendiamo come ipotesi di lavoro, quello che dicono a un partito come il nostro è che metà dei parlamentari non rientrerà in Parlamento (e uno potrei essere tranquillamente io, peraltro). A questo punto, giocarsela passando con un movimento che è sulla cresta dell’onda per merito del suo leader, ma soprattutto di chi da sinistra gli sta facendo pubblicità, è una scommessa che si può essere tentati di giocare. Meglio capolista col 4%, soprattutto in una regione grande, che riempilista con l’8%.

È una mera questione di numeri, certamente non c’entrano gli ideali, e forse non c’entra neanche la morale. Un ragionamento simile, come fa notare oggi Daniele Capezzone, può essere fatto anche da persone dabbene (ricordiamoci tuttavia che esiste anche la dabbenaggine):


Fatto sta che, se volete evitare delusioni, esorterei a evitare ragionamenti del tipo: “Non fa niente se è un voltagabbana, l’importante è che sappia e dica qual è la battaglia da combattere!”

Ecco, da questa linea di pensiero, dall’idea che l’importante è l’obiettivo, o meglio: il proclamare l’obiettivo, e che se si proclama l’obiettivo giusto si può prescindere da onore e lealtà, mi permetto sommessamente di dissentire.

Il fatto è che quando entri in politica capisci innanzitutto che le idee camminano sulle gambe delle persone, e poi che di verità in competizione ce ne sono tante, e quello che porta ad affermare l’una sulle altre è in definitiva la qualità delle persone. Ora, visto che un po’ per forza di cose (non possiamo nasconderci che il nostro paese sia da anni oggetto di aggressioni esterne), e un po’ per contingenze estemporanee (pare che ci sia un generale che vuole diventare un leader politico), abbiamo tutti adottato un lessico marziale, vi chiedo di fare una semplice riflessione: vi fidereste di un soldato che va a combattere solo se sa di vincere la battaglia? È utile un soldato di questo tipo?

La risposta la sapete bene, ed è inutile che ve lo dica io. I “puri e duri”, vi ricorda oggi Capezzone, sono soldati di questo tipo: non truppe scelte, disposte a immolarsi e capaci di farlo, ma bocche da sfamare, fra l’altro disponendo di una fureria un po’ sguarnita e disorganizzata.

Peraltro, l’idea che “purché dica la cosa giusta“ il tale o il tal altro personaggio possano anche permettersi di comportarsi in modo discutibile è fallata intrinsecamente. Se io sono riuscito a rendere credibile e a diffondere nel vasto pubblico la critica all’unione monetaria è innanzitutto perché mi sono scrupolosamente tolto di ritorno quelli che “la cosa giusta“ la dicevano in modo sbagliato. In molti mi avete criticato per aver tenuto lontano dal mio blog e dalla mia community certi personaggi (inclusi alcuni recenti voltagabbana), per aver fin dal 2012 sbattuto la porta in faccia ai grillini (e all’epoca ero di sinistra), per essere stato sempre molto esigente nel richiedere qualità scientifica e umana alle persone che mi accompagnavano nel mio lavoro di divulgazione. Ma io so di aver fatto la cosa giusta, perché il rischio era quello di essere screditati. Un rischio che con l’esposizione politica è ovviamente aumentato, non diminuito.

E quindi?

E quindi la disciplina e l’onore sono importanti. Quelli di voi che trascureranno questo dettaglio, e per la soddisfazione narcisistica di aver votato “quello che dice le cose giuste“ si affideranno a una classe politica di risulta, saranno delusi e avranno aiutato il PD. Va bene tutto: basta solo che poi non veniate qui con il mio blog a piagnucolare, dicendomi che avevo ragione, come avete fatto quando siete stati delusi dai grillini.

95 commenti:

  1. Se c'è una cosa che dovremmo aver capito in questi anni è che non sarà facile, che non sarà breve e che l'importante è esserci quando serve.
    Noi siamo ancora qui, gli altri stanno col PD.

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    1. Se c'è una cosa che dovremmo aver capito in questi anni, leggendo il blog, è che l'umanità si divide in due categorie: coloro che agiscono per incidere e coloro che devono stare al posto loro. La particolarità socioculturale dell'Italia, per lo meno da 30 anni a questa parte, è l'inflazione dei secondi che spingono diventare i primi (sicceroismo). La caratteristica che ci distingue dai famigerati altri paesi, infatti, è che in questi tale inflazione è, almeno per ora, minore, ma di converso vi imperversa o l'edonismo wokista di chi pensa solo a sé stesso o il conformismo di matrice protestanteggiante di chi pensa che tanto basta solo votare ogni quattro o cinque anni perché tanto la storia è finita e non toccherà mai a loro. Il panorama si fa' davvero interessante. Si apra la discussione.

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  2. Siccome io non conosco veramente i fatti e le persone coinvolte mi fido solo di B&B fosse solo per il loro tracking record. E fino ad ora ha pagato. E' il metodo della cd. "certezza morale" appreso dal quel gigante della pedagogia (e per chi ci crede, della Fede) che era don Luigi Giussani.

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  3. Anche riflettere sul perché la Lega sia crollata di decine di punti nel corso degli anni, perdendo la fiducia dei propri elettori, aiuterebbe. Altrimenti, la scena rischia di essere quella di una triste resistenza dentro il bunker. Cercando, in assenza di specchi, i nemici all'esterno. Tanto il popolo è sempre bue. Come se non fosse altro che la naturale scelta, a meno di non voler imbracciare un mitra, quella di scegliere un differente partito se si reputano i risultati non soddisfacenti.

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    1. Scusami, a mia mente questo è il tuo primo commento, quindi perdonami se ti aiuto a contestualizzare la tua domanda. Ti stai rivolgendo a uno che ha preso la Lega quando era al 4% e ha contribuito con la sua battaglia di idee a portarla al 17%. Per maggior precisione, il mio obiettivo era far crescere la Lega: il mio obiettivo era (ed è) far crescere queste idee. Solo Matteo Salvini è stato sufficientemente intelligente da capire quale fosse il potenziale di queste idee, e forse lo ha aiutato, come ha ricordato al convegno del dipartimento economia, l’aver pattecipato ad alcuni eventi di a/simmetrie (in particolare, il Goofy3, quando lui tenne prima di entrare in sala un comizio a una sessantina di persone davanti all’albergo - e 60 persone per la Lega nel 2014 erano veramente tanta roba! - salvo poi entrare e trovarsi 600 persone davanti). Che dici, ne saprò qualcosa di come la Lega ha acquistato quel consenso che io pensavo di voler portare alla sinistra?

      Stai anche parlando all’unico che, oltre Siri, si è opposto in Segreteria politica all’idea di dare la fiducia a Draghi (motovo per cui il mio capogruppo Romeo, con atto di nonnismo, fece poi fare a me il discorso sulla fiducia, salvo poi chiedermi scusa e ammettere che avevo avuto ragione quando non fu più possibile ignorare che Draghi non era venuto per salvare il paese ma per distruggere noi, che siamo, innanzitutto in questo blog, e poi, per chi ha fatto quella scelta, nel partito, il vero corpo estraneo da eliminare).

      E che cosa pensi che possa risponderti la persona alla quale ti sei rivolto? Mi sembra sufficientemente evidente quale è stato lo snodo che ha determinato il tracollo dei consensi: ora lo ammettono anche quelli che, per un assolutamente lecito desiderio di coprire politicamente le nostre amministrazioni del Nord, ci hanno chiesto di fare la mossa che era elettoralmente sbagliata. Non mi pare che ci sia un granché da riflettere, nemmeno in questo caso. L’errore era evidente e annunciato. Eventualmente la riflessione dovrebbe essere vostra: come mai, secondo voi, in politica qualche volta si è costretti a fare errori di cui si sa che sono errori, e si evita di correggerli bruscamente?

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    2. "Come mai, secondo voi, in politica qualche volta si è costretti a fare errori di cui si sa che sono errori, e si evita di correggerli bruscamente?"

      Mi è davvero difficile rispondere (forse non dovrebbe esserlo?), ma ci provo.

      Potrebbe essere una questione di tensione tra tattica e strategia interne e esterne.

      Ad esempio in politica talvolta capita che il leader perda la presa sul gruppo — per motivi di ambizione personale o divergenza di vedute su tematiche straordinarie, o anche entrambe contemporaneamente — e sia costretto ad assecondarlo, anche al costo di subire una perdita nel breve periodo, pur di non rinunciare alla unità del gruppo e alla conseguente capacità di perseguire l'obiettivo di lungo periodo.

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    3. Eh, per esempio questo potrebbe essere (stato) un motivo (vedi alla voce nonnismo)…

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    4. @JS: boh, a me pare ovvio da allora che il motivo fosse soprattutto quello qualunque ragione avesse « il gruppo» per prendere siffatta sciagurata posizione (soggezione mal riposta, coda di paglia per scelte inadeguate, succubi e miopi, piogge mediatiche di mld su territori assetati ecc.).
      Ma uno dei problemi a mio avviso sta nel non aver parlato francamente e lasciato crescere la confusione e l’incomprensione in persone sinceramente motivate e leali. Poi il fanatismo di alcuni non avrebbe sentito comunque ragioni perché chi si sente, con diverse sfumature ovviamente, come parte di un qualsiasi gott mit uns, porta sempre comunque solo disastri.

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    5. Sull'adesione al governo Draghi mi era venuto ai tempi il sospetto che qualcuno avesse fatto il ragionamento che nei collegi sicuri di Lombardia e Veneto l'effetto negativo della scelta non sarebbe stato in ogni caso tale da mettere a rischio i seggi. Dunque anche se la scelta avesse danneggiato il partito in generale, l'impatto sarebbe stato comunque sostenibile per le componenti del partito storicamente radicate in certi territori, mentre avrebbe colpito assai più duramente le altre. Un calo nazionale, con concentrazione dei seggi al nord, avrebbe infatti cambiato gli equilibri interni a favore di certe componenti del partito e a danno di altre. Il che - forse - ha reso più facile l'accettazione del "rischio Draghi" da parte di alcuni. Non so se sia una lettura realistica, ma all'epoca mi era venuto il dubbio.

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    6. Bagnai, quanto era la percentuale accreditata alla Lega, dai sondaggi, al momento del vostto sostegno al governo Draghi? E quanto era invece la percentuale raccolta alle elezioni europee di 2 anni prima? Quei voti, perché sono stati perduti? Mi pare manchino 10/12 punti percentuali, smarriti in quel lasso di tempo. Era quindi un tendenziale partito in precedenza? E come mai? Per il Governo Draghi, mi pare più evidente che si sia trattata di una scelta, non di un errore.

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    7. Perché non vai a guardatele tu, tronfio ellissoide? Non sono la tua segretaria.

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    8. Nell'interesse degli elettori e della democrazia, ci vorrebbe la mannaia che tagli almeno al 5%.le possibilità.

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    9. Avete preso intorno al 34% alle europee ed eravate attorno al 22% a( momento del sostegno del governo Draghi. Quei 12 punti come mai sono stati perduti prima? Era una tendenza inesotabile e solo la toppa vannacci ha permesso alla Lega salviniana di non sprofondare. Spiegali tu quei 12 punti, che sei addentro. Che gli avete fatto a questi elettori per farli cosi incazzare?

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    10. Chiedo al padrone di casa la libertà di intervenire senza essere insultato, così potrò spiegare la mia interpretazione sulla "caduta tendenziale del saggio di crescita della Lega" sulla base dei segnali che posso intercettare nei baretti de paese, luoghi nei quali sono ristretto a causa della mia evidente ininfluenza "n'er dibbattito", che tuttavia possono offrire spunti di riflessione.
      Alberto posso? Nel caso, ho la tua parola che:

      a. non minsulti (sono un ragazzo sensibile)
      b. non mi censuri

      Ci stai? Alla fine si parla di voti, un bene prezioso direi.

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    11. Quando si modifica la legge elettorale non bisogna mai scadere a livelli di interesse contingente.
      Mi chiedi perche la lega è passata da un consenso del 35 % al 7% di oggi? Ho una mia idea ma dovresti immaginarla ed è bivalente ovvero dal basso e dall'alto manca ed è mancata l'analisi; per questo sono qui.
      D'altra parte se Bagnai ha prodotto un post come " Volevano uscire dall'euro..." evidentemente molti non hanno capito un cazzo!
      Invece vorrei conoscere la tua versione, la ritengo interessante e molto!

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    12. Sul calo della Lega ai tempi del Conte 2 e poi Draghi.

      Di quel 34% iniziale, all'apparir del COVID, probabilmente non più di un terzo era critico verso lockdown (e poi obblighi vaccinali e GP); un altro terzo indifferente alla questione; e il terzo rimanente a favore.

      Infatti sappiamo tutti che i contrari ai vari obblighi non erano mijoni.

      Salvini invece ebbe l'ammirevole tenacia di essere critico verso tali misure semplicemente perché lo riteneva profondamente giusto, andando contro tutto e tutti, inclusa (inevitabilmente) una parte stessa del suo partito.

      Aggiungiamo poi che a seguito delle sue posizioni, gli attacchi contro di lui si intensificarono, e che in una situazione di "rally around the flag" quale fu la pandemia, non solo chi governa aumenta i consensi, ma chi viene invece percepito (rectius: fatto percepire) a torto o a ragione dalla parte del "nemico" (il virus), ovviamente li diminuisce rapidamente.

      Secondo me queste cose spiegano il calo di consensi di allora. Probabilmente più di un terzo di quel 34% abbandonò la Lega per le posizioni contrarie alle misure sanitarie di Conte e Draghi. E un altro terzo, all'opposto, la abbandonò quando la Lega fu fatta percepire "complice" delle malefatte del governo Draghi.

      Fu una situazione lose-lose.

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    13. Bisogna prima capire pe a Giorgettirchè ci fu la impennata del 35 anzi il 34,33% e soprattutto alle europee del '19.Quale fu il vero motivo conduttore che spinse la gente a dare quella forza? Chi furono i veri leader che la guidarono a quel risultato?
      Poi occorre considerare il no a Paolo Savona ed il si a Giorgetti!

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    14. L'obiettivo di lungo periodo...le bischerate che tocca leggere...vi hanno punito perché avete fatto cadere il governo: -12 punti. Poi pet il sostegno a Draghi e l'assenza del discorso sull'Europada abbandonare: -10 punti. Poi per la mancanza totale di efficacia: - 8 punti in caduta libera, salvati dal paracadute Vannacci. Invece di indicare sempre gli altri o qualche comoda causa espiatoria, sarebbe il caso di ammetterlo.

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    15. Ah: non dimentichiamoci anche dell'enorme fiducia mal riposta nel post croll9 del Morandi. Basti vedere i due vice di allora, accolti da un applauso in chiesa, quale fine ciascuno abbia fatto. Faremo pagheranno ecc. E poi....

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    16. Ah: non dimentichiamoci anche dell'enorme fiducia mal riposta nel post croll9 del Morandi. Basti vedere i due vice di allora, accolti da un applauso in chiesa, quale fine ciascuno abbia fatto. Faremo pagheranno ecc. E poi....

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    17. Non so che cosa tu vada cercando, ma avendoti fornito gli elementi di valutazione, mi limito a dire che bisogna essere particolarmente inibiti dal punto di vista cognitivo per venire qui a dire dopo le cose che l'autore di questo blog aveva detto prima. E comunque, se proprio vuoi fare lo storico di questa coppola di minchia, guardale bene le statistiche! Dopo la caduta del Governo gialloverde la Lega è cresciuta nei sondaggi: ha iniziato a scendere quando si è parlato di "svolta moderata" e di "Draghi? Why not?" (cioè da novembre 2019). Come potresti immaginare se non fossi quello che ci siamo detti e che è del resto evidente, nessuna di quelle scelte è avvenuta col mio consenso. La ringrazio per il suo prezioso contributo. Ora cammina, che la strada è lunga.

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    18. Dettagli! Non perdi 13 milioni di voti per le quisquilie, quella è roba che passa. Il grosso è altro, era la mission della lega nelle europee del 2019.

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  4. L'unica cosa che traggo da questo argomento è che in guerra non esiste democrazia, ma il nostro è un sistema "democratico".
    Una delle due cose deve venire meno e ho un'idea molto chiara su quale spero venga meno.

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    1. Non capisco a quale argomento tu ti riferisca, però…

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  5. Quindi le idee contano. Vale sempre e comunque la pena combattere per le idee in cui crediamo ed è un delitto tradirle. Ho provato a farlo nel mio piccolo ed ho spesso ricevuto sonore sberle, sul lavoro, discutendo con amici e parenti. Alla fine però moltissimi sono stati costretti a dirmi o a dimostrarmi che avevo ragione. Anche se è pur vero che in certe situazioni magari è probabile che la fine non si riesca a vedere nel breve arco temporale di questa nostra breve esistenza, sarà sempre valsa la pena, combattere per le nostre idee e non cedere, mai!!!

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    1. Non è il messaggio di questo blog né di questo post. Il messaggio è che conta anche e soprattutto come le si combattono.

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    2. Si, si, certo, come ho detto l'ho provato sulla mia pelle, basta che il come non prevalga sul cosa!

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    3. A proposito di combattimenti, lei Bagnai è stato ufficiale di leva, se non erro; come ci si comporta se in guerra ci sono alcuni sottufficiali che desiderano scendere a patti con il nemico (leghisti europeisti) ed alcuni alleati che ne appoggiano velatamente alcuni ideali e princìpi? (forzisti). Ce la prendiamo con le "persone dabbene" (?!) che disertano mentre quelle "miserabili" che ci circondano le tolleriamo perchè funzionali a presidiare territori e scranni. Così facendo qualche battaglia si potrà "vincere" (che in europeese si traduce più correttamente con patteggiare) ma si perderà sicuramente la guerra

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    4. Disertore in guerra non è esattamente una posizione ideale.

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    5. Mi aggiungo al punto perché mi è caro, pur non volendo fare il disfattista... Correggo con amicizia "pellegrina": l' ultima guerra l' hanno "vinta" i disertori; gli altri erano coi tedeschi, qualsiasi buona ragione avessero!

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    6. Le persone dabbene, invece di disertare, potrebbero rimanere e far crescere le proprie idee, così da mettere in minoranza la fazione opposta. Le persone dabbene hanno avuto tutta la fiducia, lo spazio e l'opportunità per farlo, ma evidentemente le persone dabbene hanno altre priorità rispetto alle idee che dicono di voler portare avanti.
      D'altronde, anche da un punto di vista lombrosiano, il disertore non ne esce bene.

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    7. d'accordo Francesca però invito a non stigmatizzare solo il dito (Vannacci) bensì a focalizzarsi sulla luna (FI) che è ben più grande e minacciosa per la lega. Vannacci ha sicuramente sbagliato ma è dai tempi del pentapartito di craxiana memoria che il campo largo trova la sua ragione d'essere..mettiamola così: se Vannacci convince la destra italiana, FI virerà definitivamente a sinistra, perdendo buona parte del suo attuale consenso

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    8. Alla/e gentile/i signora/e che all' alba di una guerra detesta/ano pubblicamente i disertori... Mi auguro si parli solo della guerra politica interna! (Ulteriori eventuali spunti comici solo alla fine della guerra vera, dalla quale le signore e i disertori hanno più probabilità di uscire vivi... rimanete collegati).
      Detto questo e senza scomodare Lombroso o altri iperdeterministi senzaddio, registrata la chiara e comprensibile avversità del padrone di casa nei confronti del Generale Disertore nonché l' esilarante descrizione di Maria Rinite fatta in tempi non sospetti, mi auguro comunque che il loro partito, qual'ora dovesse essere davvero "sovranista" nel senso comunemente d'uso su questo blog (cosa che non mi è per niente chiara) possa essere una voce all' interno di questa coalizione di destra (capace di influenzarne gli equilibri, magari a scapito di FI...) piuttosto che l' ennesimo specchietto per allodole. Mi sembra di cogliere che il Prof ritenga la cosa improbabile, quindi avrò torto come mio solito, ma non mi abbandonerei al "dagli al sovranista fuori dalla Lega!!!".
      Vero che il Generale difficilmente attirerà voti dalla sinistra, ma magari tra gli astensionisti/paragonisti/grillini delusi della prima ora...
      In ultimo: sovranisti ce ne vorrebbero di più in parlamento e in tutti i partiti, per molteplici ragioni che questo blog (che non parla di politica ma...) ha mostrato.
      Farei le feste pure a GretaMadonnaDiSveziaThunberg diventasse sovranista: vai a spiegare a SX che i palestinesi sono sovranisti! Gay-pride sovranisti e rave-party sovranisti! Più sovranisti per tutti!
      (Mi scuso per l' attacco iniziale ma sono uno scorpione, deterministicamente parlando, è la mia natura! ho tentato di alleggerire nel finale)

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  6. Tornando alla raffazzonata e scopiazzata lista delle consumazioni del bar Vannacci, su cui ribadisco il mio parere:

    progetto che non ha né solide basi, né realismo né "futuro nazionale"! Insomma stupido e che porterà all'eterogenesi dei suoi fini!
    Che se non ricordo male è molto vicino a quello di FdI del '22 (si lo so non c'è più)

    Mi preoccupa molto il fatto che osservando un evidente sfaldamento, già nel presente, destinato a tramutarsi in una frana a breve termine, del progetto europeo e dell'euro, (i motivi li ho detti qui varie volte e quindi non mi ripeterò), mi risulterrebbe indigesto il fatto che qualche forza politica di parvenu si ritrovi con la pappa pronta che hanno cucinato altri (te e Borghi in particolare).

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    1. "mi risulterebbe indigesto il fatto che qualche forza politica di parvenu si ritrovi con la pappa pronta che hanno cucinato altri (te e Borghi in particolare)."

      Quello è probabilmente già scritto nel Destino, e secondo me i due Onorevoli, anche da quello che hanno scritto e detto in passato, sanno già che andrà in quella maniera.

      Per quanto riguarda invece la parte economicamente più critica dello transizione (che suppongo sarà quella immediatamente precedente all'Evento?), giustizia vorrebbe che finisse in faccia a chi è responsabile di questa situazione, quindi a un governo piddino. Ma la giustizia non è quasi mai di questo mondo!

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  7. Mi pare che alla radice del trasformismo narcisista, oltre all’ovvio timore di non essere rieletto, ci sia il contrasto tra i tempi caratteristici della propria ambizione, dell’ordine dei mesi o qualche anno, e quelli della battaglia per riconquistare un po’ di sovranità e di libertà per il nostro Paese, dell’ordine dei decenni.

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  8. Assodato che le due domande si riferiscono essenzialmente a mercenari, quindi persone totalmente inaffidabili, e considerato che nonostante la struttura dirigenziale di Vannacci sia il vuoto cosmico (Claudio ha provato a spiegare al Generale l'ABC dell'economia per telefono) ma raccoglie consensi, perché non confrontarlo sul suo livello?
    Mi spiego. Chi segue lei e Claudio (cioè una community diciamo "evoluta") sa esattamente cosa fare e perché. Ma esiste una platea non particolarmente "strutturata", che si è persa per strada, ne sta trovando un'altra ma che deve essere assolutamente recuperata.
    Costi quel che costi.
    A Salvini il compito di delineare strategia e tattica.
    Ultima cosa, non sono un esperto né so se e come verrà modificata la legge elettorale ma mi aspetto che persone fondamentali come lei e Claudio usufruiscano di collegi plurinominali, quindi accesso al Parlamento.

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  9. La situazione è fuori controllo. Ma tu che sei un ragazzo sveglio lo sai già.

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    1. Ci vorrebbero far credere che il mondo è in un caos irrecuperabile...solo per annichilire la nostra capacità di reazione!

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  10. I parlamentari che abbandonarono la Lega nel 1995/96 per passare con la buonanima del Cavaliere avevano di fronte un danaroso pifferaio che prometteva lo stesso posto a dieci persone diverse. Almeno, però, aveva una posizione tale per cui ci poteva stare cascarci (e le tasche, almeno un po’, se le riempirono, salvo poi scoprire che per essere ricandidati, da quelle parti, avrebbero dovuto sborsare non meno del triplo). Ma vedere questi che oggi corrono incontro all'ennesima creatura del mainstream come il Generale, che di suo non possiede né controlla un tubo di niente, è di una desolazione ancora più deprimente.

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  11. Prof, mi chiedevo se Borghi , tramite il Copasir e quindi i servizi , poteva riuscire a sapere( se non lo ha gia fatto)se Vannacci è etorodiretto dall'estero (francesi)o se è in buona fede. Non pubblichi questa domanda , se crede...

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    1. mi hai tolto le parole dalla bocca. Non avevo il coraggio di porre la stessa domanda, ma sembra proprio ci siano gli ingredienti. Un po' quello che mi sembra sia successo in Ungheria. Si raccoglie la protesta della pancia della gente, si da' loro qualcuno che finalmente "fa qualcosa", un po' come quando si mettono quelle carte assorbenti in lavatrice per raccogliere i colori stinti dal bucato prima che macchino altri capi... e intanto si divide e si impera.
      Il complottista.

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    2. La «pancia » però no: sproloquiare sul voto di pancia è la quintessenza del piddino.

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    5. @Pasquale Filosa Cioè, se ho ben capito, stai chiedendo che un Senatore della Repubblica, appartenente alla maggioranza, chieda ufficialmente a un corpo dello Stato (quindi ufficialmente apolitico e apartitico) di indagare su un libero cittadino che decide di impegnarsi in politica, solo perché questo impegno nuoce ai partiti di maggioranza?
      E tutto questo all’interno di una Commissione bicamerale di garanzia, presieduta per legge da un parlamentare di opposizione?
      Ma putimm ving la guerr?

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    6. Da CGPT
      Mia domanda
      un membro del Copasir , puo' chiedere che si indaghi su un politico , per accertare presunte influenze estere?

      "Sì, **un membro del COPASIR può sollevare la questione e chiedere che il Comitato approfondisca un determinato tema**, compresi possibili rischi per la sicurezza nazionale derivanti da presunte influenze o interferenze estere su esponenti politici. Tuttavia, ci sono limiti importanti.

      Il COPASIR non è un organo investigativo giudiziario né una procura. Il suo compito è controllare l'operato del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e verificare questioni che incidono sulla sicurezza nazionale.

      In pratica, un membro può:

      * proporre che il Comitato esamini una determinata situazione;
      * chiedere audizioni di responsabili dei servizi di intelligence o di altre autorità competenti;
      * sollecitare l'acquisizione di informazioni già disponibili agli organismi di sicurezza, nei limiti previsti dalla legge;
      * promuovere una discussione interna al Comitato su possibili interferenze straniere.

      Non può invece:

      * ordinare autonomamente indagini sui singoli cittadini o politici;
      * dirigere le attività dei servizi segreti;
      * sostituirsi alla magistratura nell'accertamento di reati.

      Se emergessero elementi rilevanti per la sicurezza nazionale, il COPASIR potrebbe approfondire la questione nell'ambito delle proprie competenze di controllo e vigilanza. Se invece vi fossero ipotesi di reato, gli accertamenti giudiziari competerebbero alla magistratura."
      Aggiungo io:sulla opportunita' strategica di farlo oppure no ,è il partito ed il membro che valutano , ovviamente

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  12. Risposte
    1. Gli ipuntinisti o vogliono essere molesti per frustrazione impotente, o non sono capaci di accettare che per gli euroscettici uscire dalla Lega, purtroppo o per fortuna, adesso e per una lunga serie di motivi significa condannarsi all’irrilevanza assoluta.

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    2. In cosa sia meglio l'irrilevanza relativa dello rebus sic stantibus è un mistero gelosamente custodito...

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    3. Scusa Valerio, non capisco perché usi la preposizione articolata. Stai dicendo che l’irrilevanza relativa è meglio rispetto al rebus sic stantibus, o che il rebus sic stantibus ci condanna all’irrilevanza relativa?

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    4. Nota bene: per essere rigoroso dovresti dire irrilevanza percepita, o irrilevanza relativa percepita, dopodiché sono d’accordo che dal punto di vista del consenso la percezione è importante (altrimenti non saremo nell’euro).

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    5. Il commento sulla relatività è piuttosto oscuro, comunque se vogliamo parlare di in cosa sia meglio avere un eletto euroscettico in un partito quantitativamente significativo:
      1) per ora niente riforma del MES,
      2) a proposito di classe dirigente, la rimozione di Rivera, sia pure nel più pretto stile promoveatur,
      3) forse qualche ddl o simili per ora fermo in Commissione anziché essere legge.
      Non vedo niente e nessuno che avrebbe potuto e voluto realisticamente fare altrettanto.
      Si potrebbe fare meglio e di più? Non dubito, come sono certa che simili commenti sul rebus etc. non aiutino di una virgola a dare forza alle posizioni euroscettiche.

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    6. meglio dello = melius quam.
      P.S. Rebus sic stantibus = non tocchiamo palla (permettetemi, dato il momento)

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    7. l'irrilevanza percepita relativa mi consente di riflettere sullle cause possibili..intanto più che irrilevanza direi disamoramento, che sovviene spesso dopo una grande delusione; individuo in due artefici principali questo epifenomeno non ancora cronicizzato nell'elettorato di destra: Salvini e il suo sebastianismo fatto di annuncite roboante, sparate patriottiche e celodurismo da impotenza che non convince più nessuno; dovrebbe essere più irenico e meno fumantino, politicamente parlando, perchè non ha il carisma di un capopolo come Craxi o Berlusconi. L'altro è Giorgetti, il quale da anni ha il pallino dell'economia in mano senza dare mai la sensazione di raddrizzare le sorti della classe media, che storicamente rappresenta lo zoccolo duro del partito; non per incapacità ma per mancanza di coraggio e intraprendenza, di genialità e struttura algoritmica del pensiero (che, ad esempio intravedevo nel Tremonti del governo Berlusconi)

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    8. @Pellegrina

      Aggiungerei:
      4) UVA non eletto Presidente della Repubblica
      5) Mancata rivalutazione degli estimi catastali, desiderio bagnato della UE, eccitata dall'idea di spolpare il classico bene rifugio degli italiani.

      Non sarà tanto, ma non è nemmeno poco, visto che, come lei saprà, quest'anno c'è stata una grande moria delle vacche (cit.).

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    9. Ἀλώπηξ λιμώττουσα, ὡς ἐθεάσατο ἀπό τινος ἀναδενδράδος βότρυας κρεμαμένους, ἠβουλήθη αὐτῶν περιγενέσθαι καὶ οὐκ ἠδύνατο.
      Ἀπαλλαττομένη δὲ πρὸς ἑαυτὴν εἶπεν· «Ὄμφακές εἰσιν.»
      Οὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων ἔνιοι τῶν πραγμάτων ἐφικέσθαι μὴ δυνάμενοι δι' ἀσθένειαν τοὺς καιροὺς αἰτιῶνται.

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    10. @Masterpoint100: certo, UVA! Mia lieve imprecisione, insieme all’«oro di Borghi».
      Ci sono pure il probabile rinvio dell’aumento dell’età pensionabile e la fine del tormentone sull’IVA.

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  13. Noi abbiamo i nostri Vannacci, loro hanno le loro Picerno...

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    1. Diciamo che Vannacci più che una Picierno (con la “i”) è un Renzi (con la “i”), il che ci informa anche su dove andrà a collocarsi in termini quantitativi.

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  14. Il fatto che la quota maggioritaria nel 2022 avesse +o- raddoppiato la quota di leghisti l'avevo dimenticata e spiega perfettamente come mai questa transumanza abbia dimensioni un po'più grandi del previsto

    detto questo tutti sti paralleli con il 2013 ad oggi sono ridicoli, non ci sono stati i sorrisini di Merkel & Sarkozy e la telenovela bunga bunga e quindi la cura Monti. E neppure trota & Belsito.

    E' vero, è rispuntato il nome della Minetti come allora ma a quanto pare chi lo ha tirato in ballo adesso è abbastanza nei casini.

    Unico pericolo concreto è se questi riescono a formare gruppi parlamentari e a condizionare la coda della legislatura.

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    1. Be’ finora era stata la sola cosa che aveva permesso di ridimensionare un po’ a livello mediatico la, diciamo, classe dirigente attorno a Mattarella, in ultima analisi la voce della UE.

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    2. Per ora pare siano riusciti a creare un sottogruppo del gruppo Misto alla Camera. 👇

      https://pagellapolitica.it/articoli/vannacci-futuro-nazionale-componente-gruppo-misto-camera

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    3. Una “componente”. Quanti ricordi! Vi ricordate di quando mi chiedevano di costituire una componente con due transfughe dei 5 Stelle (nella XVII legislatura)? Erano le code del “famoerpartitismo”…

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    4. Però ricorda anche l'algebra vettoriale

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  15. Per tenere botta in termini di seggi il partito - quanto meno nel breve periodo - verosimilmente dovrà tornare a trazione "nordista". I collegi davvero sicuri sono in tre regioni (e mezza, contando il Piemonte), dato che in quelle regioni Vannacci non inciderà più di tanto. La scelta di Salvini di cooptare Zaia (e Fedriga) mi pare eloquente (e giustificata). E anche il plauso manifestato subito da Fontana a questo nuovo corso era più scontato. Il lavoro dunque sarà quello di coniugare le idee portate avanti sinora con la visione di quella che una volta era chiamata, appunto, lega nord e che aveva a sua volta natura bicipite, con una testa in Lombardia e l'altra in (tri)Veneto.

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    1. Il risultato percentuale dipende anche dalle mosse degli altri, e anche da quali tematiche o pseudo-tematiche saranno di moda al momento del voto.
      Però l'impegno degli ex-governatori aggiunge qualcosa che nel 2022 si era completamente perso e chissà che in tutto questo disfattismo poi non spunti un risultato uno o due punti sopra ai pronostici.

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    2. Potrebbe anche essere così, ma il problema che vedo in questo "revival nordista" è quello di una modifica dell'agenda politica del partito, che, per quanto non vi rinunci, potrebbe dare meno imortanza alle istanze critiche verso l'UE.

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  16. Ogni finale di legislatura ha visto l'accelerazione della transumanza parlamentare, per i motivi che lei ha ben evidenziato.
    Niente di nuovo, né di originale.
    Non nego che la vicenda sia sgradevole, oltre che non prevedibile per chi, come me, non conosce tutti i retroscena della vita politica romana, ma confesso che, dopo le prime 24 ore di disgusto, ora provo soltanto una serena indifferenza: non me ne frega nulla.
    Sarei, invece, molto interessato al Risiko bancario di questi giorni, per cercare di comprendere se il PD riuscirà a rimettere le mani sulla banca senese, dopo il disastro prodotto da Mussari e compagni e dopo che il governo ha portato la banca al risanamento con miliardi pubblici e un gruppo dirigente capace.
    Se fosse così, sarebbe una sconfitta grave per il governo.

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  17. Paura di non essere rieletti, mancanza di classe dirigente, poca esperienza.

    Allora ho una domanda, più che semplice, forse sempliciotta: se gli ortotteri sono stati gli utili idioti del PD (e quindi della UE), i futuristi non potrebbero essere gli utili idioti del centrodestra?

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    1. Dici che prendono 10 milioni di voti?

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    2. Pensavo che solo a sx & cespugli vari ( inclusi quelli delle scie chimiche) ci fossero menti deboli ma forse non è così! osservo con curriosità il fenomeno Vannacci!

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  18. C'è un solo pertuso da cui escono "sangue e merda". Di quale partito sarà?
    Seguo con interesse questa discussione scatologica.

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    1. Pensa che due sono usciti da Forza Italiane uno cacciato da Fratelli d’Italia!

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  19. https://youtu.be/oUl11aQp4zA?si=EUi6SXZnPMDQYsrp se può essere utile (per me lo è stato, ma io casalinga sungno)

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  20. La differenza è sempre tra perdere e desistere. Saper perdere non vuol dire desistere. Poi ogni tanto una lavata alla stanza del partito ci sta. Entra aria nuova e si elimina la spazzatura, che come tutti sanno dopo un puzza
    Come diceva mio nonno: "le pecore si contano a maggio"
    Di gente che abbandona la nave ce n'è sempre stata. Bisogna vedere se si sono resi conto se stava affondando o se era solo una ondata generosa che spazzata il fianco...


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  21. "La riflessione dovrebbe essere vostra: come mai, secondo voi, in politica qualche volta si è costretti a fare errori di cui si sa che sono errori, e si evita di correggerli bruscamente?"

    Azzardo una risposta: perché in politica bisogna , in alcune occasioni, saper fare buon viso a cattivo gioco e si evita di correggerli bruscamente perché, in quello specifico momento, sarebbe impossibile farlo?

    Questa domanda porta ad una considerazione: quando l'errore è evidente e provato, chi si opponeva, acquista maggior considerazione/influenza nel partito?

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  22. Cio per cui la stimo maggiormente, sono queste virtù di determinazione, ostinazione, sopportazione e visione del medio periodo (che quella sul lungo sappiamo come va a finire), tutte contengono la desinenza azione, e non è un caso.

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  23. La mia personale impressione, è che Vannacci voglia diventare "determinante" per il centrodestra come lo è stato nel 1998 Bertinotti con il sostegno esterno al primo governo Prodi (che poi fece cadere).
    Ovviamente fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare (e la nuova legge elettorale?).
    Sarà vera gloria? Ai posteri (elettori) l'ardua sentenza (semicit).

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  24. Molti elettori hanno smesso di votare Lega per passare a Fratelli d'Italia nel 2022. L'astro nascente Giorgia, peraltro donna veramente in gamba, li aveva ammaliati tutti, anche perché non si era compromessa con Draghi. Molti però sono rimasti delusi per il suo sostegno all'Ucraina senza se e senza ma. Toneranno a votare Lega, o appunto ne cercheranno uno più puro dei puri come Vannacci? Io non credo che Vannacci abbia la stessa forza di Giorgia. Credo che la maggior parte di chi vota a destra continuerà a votare Meloni. Qualcuno invece tornerà a votare Lega. Chi voterà invece Forza Italia? L'equivalente di coloro che votavano l'insulso PSDI. I socialdemocratici erano disprezzati a sinistra e a destra, ma alla fine erano capaci di prendere magari anche tra il 6 e l'8%.

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    1. Io vedo che il tema Ucraina fa tanto parlare ma a spanne voti ne sposta pochi.
      La spiegazione che mi do è che l'elettore ritenga la politica italiana ininfluente sulla scena internazionale.

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    2. Se si parla di voto d'opinione, l'immagine dell'imprenditore (e di conseguenza del politico) consolidata nella mente degli italiani è questa:
      https://youtu.be/jl6oOTfVZBc?si=Zb8bMlIg4nBjaLky
      Niente coraggio, né inventiva, capacità di cogliere le occasioni e far fruttare il denaro facendo crescere il nostro paese, solo questa.

      Ed è dietro a quest'immagine che l'intellettuale, traditore, finto critico e vero ruffiano, si nasconde per giustificare il proprio tradimento mentre cerca soluzioni "purché entro il materialismo" per combattere "la corruzione e il declino della classe dirigente".
      Sempre col mignolo rosa alzato, qualcuno ha avuto persino la faccia tosta di dire che la riforma della giustizia era giusta e necessaria MA non se fatta da questo governo, da questa gente (e chi altri era degno di farla?)
      L'intellettuale, il medico, l'insegnante, il filosofo, in realtà non chiede di meglio che puntare l'indice accusatore su chi si sporca le mani e si dà davvero da fare per il paese, qualunque cosa pur di non sentirsi da meno di chi si guadagna da vivere lavorando e facendo lavorare gli altri, qualsiasi cosa pur di non sporcarsi il peplo, pur di non fare questa fine:
      https://youtu.be/g-5cWNtokB0?si=8o7983bnuoFgP0Ms

      In questa situazione, qualunque parvenu può apparire l'uomo forte, specie con l'aiuto dei media €uropeisti - che prima rosicavano e ora invece gongolano.

      Non so che dire, salvo cose dette e ridette da altri con più eleganza e maggiore efficacia di quanto possa mai fare io.

      Gramsci lo diceva che per essere liberi bisogna leggere, ma anche i documentari su domdav non sarebbero un brutto modo per disintossicarsi.

      Purtroppo, bisogna mettere la crocetta dove noi sappiamo che va messa, quando siamo chiamati a metterla; altro da fare non c'è.

      Scusate l'intrusione, mi eclisso subito. C'è ancora un anno davanti alle prossime politiche, speriamo bene.

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    3. « Davvero ». E Gramsci non era un intellettuale figuriamoci, era un imprenditore.

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    4. @Pellegrina "Insegnante?"
      Gramsci si è fatto la galera, non ne ho visti molti altri di recente, nonostante la destra al potere e il fascismo nazionalista in tutta €uropa.
      Giusto ieri una mamma mi magnificava il successo di suo figlio tredicenne: Nella sua classe organizzano "debates" e i "topics" erano Agenda2030 ma anche "qual è secondo te il miglio super potere", con relazione scritta su tablet e discussione con premio finale.
      Naturalmente l'argomento nkn è importante, l'importante è saper dibattere su tutto e di tutto.
      Abbia pazienza, non mi interessa litigare, Le chiedo umilmente perdono.
      Se le cose stanno così, si vede che a chi di competenza va bene così

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    5. Oh, cara, che idea bizzarra. Non c’è bisogno di essere «insegnante» per rimarcare qualche lieve imprecisione.

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  25. La Meloni con tutta probabilità è potuta diventare capo del governo quando è entrata nell'Aspen, accettando di avere possibilità di azione limitata. In questo modo si è compromessa non solo con Draghi, bensì un po' con tutte le elites globaliste, se pur in Italia l'istituto sia guidato da Tremonti. Forse ne è valsa la pena, oppure no, credo sia il caso che si pensi la prima delle due.

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  26. Vannacci chi?
    Ciao, Onorevole. Coltivo un ego smisurato, sebbene la visibilità mi infastidisca. Riconosco velocemente tutte le persone che hanno capacità estremamente superiori alle mie, tipo Te. Credimi, non ci vuole molto. Hai mai visto il film di Woody Allen “Basta che funzioni”? Ecco, io mi sento come Boris Yellnikoff, pur non essendo un fisico. Dirai: gente sempre più strana su questo blog.
    Leggo ogni singolo commento dell’amica Alessia e la adoro letteralmente: è dolce e bella. La sera, dopo circa 10 ore di lavoro intenso, bevo vino e leggo… leggo e bevo vino. Non ho letto tanti libri come Te o come la mia adorabile moglie, ma so apprezzare profondamente questo periodo:“Ho compagni di corso che dirigono orchestre prestigiose all’estero, altri che sono senior economist alla Banca mondiale, o anche semplicemente sciacquini in Banca d’Italia (guadagnando almeno il doppio di me) e io ho solo una schifosa community dove se dico a una “andiamo a cena”, quella manco me risponne! (Scusa Nat, nun te lo volevo fa ppesa’...).”e poi:“Sono assolutamente fallito come guru, come economista e come musicista, ma questo non mi toglie il sorriso dalle labbra, e quando mi rivolgo ad altri non comincio col ripetere ritualmente “io son solo un guru ma...”! Fra i vari optional dei quali Matrigna mi assortì ce ne son due particolarmente utili: il nec pluribus impar e lo spirito di Linneo. Mi so collocare, e sto bene dove sto. La vita è troppo breve per rinunciare allo spirito del daje a ride.”
    (per inciso, nec pluribus impar e lo spirito di Linneo ho dovuto “googlarli” per capirli).Ho difficoltà con la punteggiatura, con la destra e con la sinistra, e nel riconoscere le strade, in quanto leggermente dislessico… ma in fondo non me ne frega nulla. Mi sento un po’ "fottuto" da A.M. Rinaldi, come quando, nonostante Tu ci avessi allertato sul M5S, io, coglione, li votai. Eppure ero arrivato a Te con il post ”Ortotteri e anatroccoli” (in merito a quest’ultimo, Donald, non penso e continuo a non pensare che fosse strumentale al sistema volontariamente… sebbene il suo ego l'abbia letteralmente “fottuto”).In 15 anni avrò commentato 4 o 5 volte. In una di queste, non so quale, esaltavo le lodevoli Tue capacità, quelle di Claudio, di Luciano e, ahimè, di Antonio... ah… c’era pure quel Tuo amico musicista che seguivo assiduamente… ora non ricordo il nome... e Foa… il tempo passa e i fumi dell’alcol svaniscono…Beh, Ti lascio… domani sarà un'altra giornata intensa…
    Solo per dire che… NON SONO SERENDIPPO.

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  27. Si inizia a prendere atto che la UE è inutile ed insostenibile.
    La Francia (ha fame di soldi) in particolare sembra più determinata della Germania nel risparmiare milioni di euro che vengono buttati in una inutile struttura. Diamogli una mano!

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  28. Se abbiamo preso l’esempio algerino per chiarire il nostro discorso, non è per magnificare il nostro popolo, ma affatto semplicemente per mostrare l’importanza che ha avuto la lotta da lui sostenuta nella sua presa di coscienza. È chiaro che altri popoli sono giunti allo stesso risultato per vie diverse. In Algeria, lo si sa meglio oggi, la prova di forza non era evitabile, ma altre regioni hanno, con la lotta politica e il lavoro di chiarificazione intrapreso dal partito, portato i loro popoli agli stessi risultati.

    In Algeria, abbiamo capito che le masse sono all’altezza dei problemi di fronte ai quali vengono poste. In un paese sottosviluppato, l’esperienza prova che l’importante non è che trecento persone concepiscano e decidano, ma che l’insieme, anche a prezzo d’un tempo doppio o triplo, capisca e decida.

    Di fatto il tempo impiegato a spiegare, il tempo « perso » a umanizzare il lavoratore, sarà riguadagnato nell’esecuzione.

    La gente deve sapere dove va e perché ci va. L’uomo politico non deve ignorare che l’avvenire rimarrà ostruito finché la coscienza del popolo sarà rudimentale, primaria, opaca.
    Noi, uomini politici africani, dobbiamo avere idee molto chiare sulla situazione del nostro popolo. Ma questa lucidità deve rimanere profondamente dialettica. Il risveglio del popolo complessivo non si farà d’un sol colpo, il suo impegno razionale nell’opera di edificazione nazionale sarà lineare, anzitutto perché le vie di comunicazione e i mezzi di trasmissione sono poco sviluppati, poi perché la temporalità deve cessare di esser quella dell’istante o del prossimo raccolto per diventare quella del mondo, infine perché lo scoraggiamento stabilito molto a fondo nel cervello dalla dominazione coloniale è sempre a fior di pelle. Ma non dobbiamo ignorare che la vittoria sui nuclei di minor resistenza, eredità della dominazione materiale e spirituale del paese, è una necessità alla quale nessun governo saprebbe sfuggire.

    [… ]

    Se vogliamo aumentare il reddito nazionale, diminuire l’importazione di certi prodotti inutili, o magari nocivi, aumentare la produzione agricola e lottare contro l’analfabetismo, ci occorre spiegare. Bisogna che il popolo capisca l’importanza della posta in gioco. Troppo spesso, infatti, ci si accontenta d’impiantare organismi nazionali al vertice e sempre nella capitale: l’Unione delle Donne, l’Unione dei Giovani, i Sindacati, ecc... Ma se si fa tanto di cercare dietro l’ufficio impiantato nella capitale, se si passa nel retro dove dovrebbero trovarsi gli archivi, si è atterriti dal vuoto, il nulla, il bluff. Occorre una base, cellule che diano appunto contenuto e dinamismo. Le masse devono potersi riunire, discutere, proporre, ricevere istruzioni.

    I cittadini devono avere la possibilità di parlare, di esprimersi, d’inventare. La riunione di cellula, la riunione del comitato è un atto liturgico. È un’occasione privilegiata che è data all’uomo di ascoltare e di dire. Ad ogni riunione, il cervello moltiplica le sue vie associative, l’occhio scopre un panorama sempre più umanizzato.

    Frantz Fanon – I dannati della terra - © 1962 Giulio Einaudi S.p.A., Torino – Pagg. 155-156

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  29. Off Topic ma credo che sia una informazione che potrebbe essere utile a molti. Ultimamente mi capita spesso di discutere con personaggi che insistono sul fatto che la banca centrale stampa carta straccia, ce la presta e pretende pure gli interessi! Normalmente non riesco a convincerli che le cose non stanno diciamo proprio in quel modo. A proposito della questione degli interessi credo di aver sentito da lei e da Claudio Borghi che vengono maturati sui titoli di debito detenuti dalla BCE vengono rigirati in gran parte ai governi. Mi sarebbe prezioso sapere se è veramente così e come eventualmente si possa dimostrare che lo è! Grazie mille.

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    1. https://www.bancaditalia.it/compiti/emissione-euro/signoraggio/index.html?dotcache=refresh

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  30. Mi sembra che ci sia una certa confusione. Il problema non è, a mio parere, il generale Vannacci. La questione è, casomai, la presenza di potenziali elettori a suo favore. In ogni situazione di crisi sociale (e quella in corso è una crisi sociale, generazionale ecc.) una certa percentuale di soggetti interessati giudica necessario andare all'attacco a testa basa. Non tutti sono strateghi. Esistono sempre, e guai se non fosse così, quelli che credono all'assalto alla baionetta.E'un modo come un altro per 'gestire' l'ingesribile. E'una questione di angoscia e di ansia, non una colpa, ne' demerito o stupidità. Basta solo offrire un'alternativa credibile. Non spiegare perché si combatte. Ci vogliono autorevolezza e ironia per rompere la tensione. Il generale francese Mangin, amabilmente soprannominato il macellaio, convinse la confusa classe politica francese che tutto quello che bisognava fare era attaccare 'con violenza' le linee tedesche come se non si fosse fatto altro che quello dell'agosto 1914 in poi picchiando ogni volta la testa contro il muro. .All'inizio del 1917 quei politici incompetenti lo lasciarol fare e la Francia, dopo stragi semplicemente inenarrabili, morì. Da allora Parigi procedette a rimorchio dicl chiunque pagando ogni volta i conti altrui, si trattasse di sangue o di quattrini: Londra. Berlino. Washington, di muovo Londra (Suez 1956), poi Bonn e Berlino. Il generale Vannacci sembra il Mangin della situazione, anche se come stile ricorda più um maresciallo d'alloggio, alias lasagne o tagliatelle, come si dice in gergo. Suggerisco di far notare questo paragone, più che sottili ricostruzioni economiche poco o punto comprensibili per troppa gente.

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