MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

giovedì 29 giugno 2017

Ah, a proposito...

...mi sa che su Piigs ci avevo preso. Parola di Donald!












































(...ognuno porta in sé un pezzo di verità, e spesso è difficile discernerla. Il signal/noise ratio non è sempre favorevole. Tuttavia, abbiamo una serie storica di sette anni di osservazioni a cadenza oraria, dalla quale possiamo trarre una conclusione univoca: in Italia, se qualcuno fa sul serio, passa da questa community. Se non passa da questa community, o non fa sul serio, o ha altri obiettivi. Punto. Non mi interessa una discussione con chi non rispetta i miei lettori. Grazie...)

(...a prescindere da qualsiasi considerazione sul valore dell'opera e intenzione degli autori, ora che avete il disegnino, gentilissimi, lo capite che le scelte sbagliate sono sbagliate?...)

(...peraltro, il punto nodale dello sclero del nostro simpatico Donaldo furioso è assolutamente condivisibile: con tutte le realtà imprenditoriali che sono andate in pezzi, mi vai a prendere la cooperativa a paradigma della distruzione indotta dalle regole europee? E poi, ragazzi: il medium è il messaggio. Va bene tutto, ma Varoufakis no... In Grecia ci sono anche persone nobili e dignitose, che non hanno tradito, e che sono ugualmente in grado di raccontare lo strazio di un popolo, con competenze non inferiori a quelle di certi buffoni dal percorso singolarmente anglosassone. Come quello della simpatica rete MMT, che a quanto mi pare di intuire è dietro a questa opera finanziata col crowdfunding. A proposito: perché qui non ne avevamo sentito parlare? Eppure c'era. Non rivolgersi a questa community, numerosa e generosa, significa non aver bisogno di soldi...)

64 commenti:

  1. Io sono passato di qui prof perché dal basso dei miei studi le cose che diceva le ho provate sulla pelle. Posso cambiare poco, ma me ne sbatto e litigo con tutti.

    Ieri sera sentivo un guru, di quelli che parlano delle politiche da attuare senza mai mettere in discussione i vincoli dell' Eurozona, quelli che vogliono aggredire il pubblico, dire che il PD finalmente deve inserire nel tema del lavoro la possibilità di un reddito di cittadinanza o consimile.

    Perché l'impresa per non delocalizzare deve diminuire il personale, e quindì assumerà meno. Cioè meno lavoratori pagati meno. Esultavano per l'investimento mi pare di uno stabilimento Philip Morris in Emilia, che assumerà 400 dipendenti. Senza mettere in relazione le politiche di compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori. Ci hanno reso più competitivi. Loro sono la sinistra.

    Mi è venuto il vomito.

    Io sono una piccola partita Iva, quattro dipendenti, voglio crescere a 29 anni, ma è possibile che non riesco ad essere rappresentato, perché nessuno difende il lavoro.
    Io mi sento in un mondo al contrario. Perché non ci sono solo datori di lavoro bastardi, c'è chi si sente tutt'uno con i dipendenti, e vorrebbe pagarli di più.

    Credo che sosterrò la Lega, ma la cosa importante sarà non sostenere chi non vuole che i miei dipendenti, e quindi io stiano meglio.


    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Calcedonio Danilo di Baia
      Il lavoro sta perdendo e i grandi stanno mangiando i piccoli ( quelli come te e me ed altri ).
      Sul votate la lega, ti dico che chi fa i distingo e non condivide l'obiettivo ( la liberazione dell'Italia), è anche esso un nemico.
      Quindi sono d'accordo

      Elimina
    2. Sostenere la Lega dalla provincia di Caserta puó essere difficile, scontano ancora il peccato originale.
      A mia figlia vorrei qlcs di concreto non solo il sogno, come quelli lì. Ci proviamo, ma vorrei solo far capire alla gente gli attributi cubici che si devono avere, per non mollare tutto e andare all estero. E quando mi parlano di luoghi comuni, mi sale il sangue al cervello.

      Elimina
    3. @Gianni sono d'accordo con te sul fatto che il lavoro stia perdendo non solo la battaglia, ma anche terreno nell'ambito delle relazioni di forza con il capitale (scusa il linguaggio). Per esempio quando sento parlare di Industria 4.0 lo collego con due (poche) cosette che ho studiato per lavoro o soprattutto con molte che ho letto su questo magnifico blog tipo il mio post preferito, oppure ancora quando penso a come ce lo hanno messo sempre in c... con i "fogni", ed immagino un futuro tutt'altro che roseo per i miei figli (che ancora non ho). Grazie al prof e a tutti voi per darmi una speranza, non solo nel merito: l'euro, ma anche nel metodo: studio, divulgazione e "lotta". Pensa che 5 anni fa, per qualche mese sono stato addirittura un memmettaro (è durato relativamente poco, ed ho recitato 500 ave maria per espiare).
      Sul secondo punto non sono tanto d'accordo (e anche se lo fossi, in quanto "nemico" non lo direi :P) perchè si può condividere un obiettivo ma non essere d'accordo su alcune strategie: per esempio io, a parte il fatto che sono di sinistra, non mi fido di Salvini e sul fatto che lui abbia l'Euro tra i suoi principali obiettivi (min. 23:20) però mi sento molto vicino a voi. Spero vivamente che per piccole differenze tu (e il resto di voi che votano lega) non mi veda come un nemico: la storia insegna che si possono fare battaglie comuni anche con punti di vista diversi. Dato che parliamo di liberare l'Italia pensa ai partigiani, che ci sono riusciti e poi sono riusciti a scrivere le regole insieme nella costituzione più bella del mondo (se non altro, come esempio di "compromesso giuridico" tra posizioni diversissime). Magari io preferisco votare un partito microscopico che fa la stessa battaglia, e allora? L'importante è fare fronte comune e lavorare insieme.

      Saluti cordiali a tutti, con sincero affetto

      Elimina
    4. Mauro Santoro "che fa la stessa battaglia" anche nel Parlamento italiano (con quanti eletti?) e spostando gli equilibri politici secondo un orientamento chiaro?

      Il responsabile economico di Salvini (del quale non ci fida perchè siamo desinistra, c' hanno il peccato originale, la fisiologica dialettica interna ai partiti-almeno in quelli veri- ecc.) è, per ferrea volontà di Salvini (e gli equilibri in un gruppo dirigente saltano in un batter d' occhio se i voti calano, mentre si costruisce una leadership se i voti crescono), un socio fondatore di A/simmetrie (l' ex vicepresidente) Claudio Borghi Aquilini: il responsabile economico di partito al momento più competente e intellettualmente onesto d' Italia, capace di fare corretta informazione e cha ha studiato, e preparato, un piano credibile di uscita.

      Per spostare gli equilibri politici intendo una cosa tipo questa .

      Ha ragione Gianni. E' una scelta di campo. Oltre al piano ci vogliono i numeri, oltre ad essersi guadagnati visibilità e diritto di tribuna sui media. Tutto il resto è spreco di risorse. Quindi si diventa nemici nostro malgrado.

      A sinistra il lavoro è stato fatto. Ma in quel campo esiste un' oggettiva difficoltà, non superabile a breve (per ammissione delle 2 persone più consapevoli). Mi spiace per Marco Rizzo che stimo.
      Il tema è cruciale, magari mi sbaglio. Ma ora la vedo così.

      Elimina
    5. @Erik, scusi se ho divagato un po': il punto centrale (della seconda parte) della mia risposta è che non siamo nemici per il fatto di votare (o non votare in altre occasioni) due cose diverse, prima di tutto perchè una differenza strategica non è prova di mala fede né di non condividere l'obiettivo, e poi perchè la battaglia parlamentare è solo una piccola parte del lavoro, possiamo e dobbiamo fare molto di più che delegare (lega o PC) le nostre speranze. Questo blog e questa comunità (ma anche la storia dell'umanità secondo me) ne sono la dimostrazione. È per questo che è molto importante fare fronte comune; sempre per questo io non vedo come nemici quelli che in buona fede la pensano come lei e come Gianni, e spero che neanche lei lo faccia con quelli che in buona fede la pensano come me, semplicemente perchè secondo me condividere un obiettivo ed esere in buona fede è una combinazione già di per se difficile da trovare, per cui se ci dividiamo per ragioni strategiche siamo fregati!
      Sui numeri... bisogna ancora guadagnarceli, dobbiamo crescere ancora. Non solo e non tanto a livello parlamentare o mediatico, ma anche e soprattutto tra le persone e nella loro coscienza.
      A rimboccarsi le maniche allora :)

      Saluti cordiali

      Elimina
    6. Mi spiace Mauro. Non riconosco la buona fede come categoria politica. L' ho imparato su questo blog e nella vita (ripensandoci).
      Prova a rispiegarmelo usando altri concetti.

      @Alberto Apprezzo gli affettuosi (per simmetria) suggerimenti a Salvini nel post successivo.

      Elimina
    7. Neanche io la riconosco. Riconosco il suo (necessario ma non sufficiente) valore discriminante nella (necessaria) scelta dei (necessari) alleati in vista del raggiungimento di un obiettivo politico difficile ed importante.
      Se poi continui a vedermi come un nemico della lotta per l'uscita dall'euro, non ho i mezzi per dimostrarti il contrario, specie a 10mila km di distanza.
      Ti lascio volentieri l'ultima parola sul tema sennò facciamo ping pong :)

      Saluti cordiali

      Elimina
  2. Il film è tutto basato su un parallelo: la Coop sociale le speranze bla bla l'Austerity bla bla i banchieri bla bla.

    Dopodichè, lo dico onestamente, a tutti i nominati - Donald, Baruffakis nell'aria, lo stesso Mosler - viene lasciato dire un minimo che - nell'ottica di chi di qui è invece passato - è, tutto sommato, condivisibile. Tant'è vero che anche il dott. Giacchè si è prestato, e confesso che è l'unico motivo per cui, nonostante subodorassi, sono andato comunque a vedere il film.

    Guru, ha detto il vero: se mi tiri fuori la Coop sociale, vuol dire che della vera radice del tuo errore non vuoi saperne, o speri di cavartela senza doverlo sapere.

    Detto questo, ammetto che alla fin fine mi era parso che il film desse un contributo positivo e non basato su falsità;
    non ho pensato, lo ammetto, alla chiave di volta: se passi di lì, magari, non passi di qui, perché di "qui" lì non si parla.
    Par brutto dire "extra ecclesiam, nulla salus", ma a forza di dai perfino uno come me capisce cosa serve davvero, cosa davvero fa paura.
    E non è l'ennesima denuncia degli zozzoni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il punto è semplice: la coop sociale possono anche vendertela come scelta comunicativa, perché fa tanto "puccola fiammiferaia" allaggente ci vengono le lacrimucce. Il punto però è che la coop sociale si rivolge comunque al mercato interno, e campa comunque di soldi pubblici. Questa scelta, quindi, denota la chiara volontà di tenere un discorso yankee-tsipriota: un altro euro (senza austerità) avrebbe stato possibbile...

      Roba alla Piga-Becchetti, con tutto il rispetto.

      Chi volesse far capire cos'è l'euro dovrebbe invece mostrare la realtà di un'azienda drl manifatturiero tradable, dove la scelta di un tuo partner commerciale di tagliare i salari ti obbliga a un taglio proporzionale, in mancanza della flessibilità del cambio. Non è difficile sceneggiarla, questa storia, con un po' di intelligenza, a meno che con molta furbizia non si vogliano raggiungere gli obiettivi di un Erri De Luca o di un Varoufakis...

      Elimina
    2. Vorrei spezzare una lancia non a favore del film che non ho visto ma a favore delle coop sociali come strategia comunicativa: di fatto queste realtà come oggi le conosciamo nascono tra gli anni 60 e 70 per garantire DIRITTI costituzionalmente riconosciuti e promossi. Le regole europee le hanno poi trasformate in un esercito della salvezza 2.0; tra l'altro non sono nemmeno al riparo dalla concorrenza estera GrAzie alle regole sugli appalti che non considerano un valore ma piuttosto un disvalore il legame con il territorio: la prima multinazionale che riuscirà ad automatizzare parte del lavoro di cura e assistenza diventerà una monopolista del settore, ma anche oggi abbiamo - grazie a regolamenti interni e statuti modificati in base a quanto disposto dalla riforma Biagi del 2003 - tassi di sfruttamento del lavoro paragonabili forse solo a quelli che si rilevano nel settore agricolo con pesanti ricadute sui diritti dell'utenza. Se dal punto di vista macroeconomico il terzo settore è sicuramente non tradable, non so quanto senso abbia proporre questa distinzione su un piano comunicativo quando ad essere tradable sono diventati tutti i fattori di produzione dai carburanti alla manodopera, quest'ultima sempre più frequentemente importata anch'essa in base a una delle 4 libertà garantite dai trattati europei. Un documentario che approfondisca questi risvolti della situazione del terzo settore potrebbe aiutare molti a capire tante cose.

      Elimina
  3. Non rivolgersi a questa community, numerosa e generosa, significa non aver bisogno di soldi...ma anche aver paura di prendersi un bel vaffa in anticipo dalla community che, avendo a disposizione più di qualunque altra lebbasi per capire al volo che quel film è una c....a pazzesca, li avrebbe condannati senza appello ancor prima di uscire nei cinema.

    Avevo visto il promo al tempo in cui cercavano soldi e mi son detto: ma levatevi di torno, questo è un messaggio che non vale una cicca. Ieri mi sono letto per sfizio tutto il post del Donaldo Furioso e, nonostante lui non mi faccia impazzire, devo dire che ha fatto bene a sputtanarli.

    Li avessero dati ad Asimmetrie tutti quei soldi...

    RispondiElimina
  4. Professò lo volemo fà noi er firme? Er partito no ebbasta, ma er firm? Mica per andare nelle sale, lo iutubbiamo dibbrutto! Na cosa tipo che er MIA se deve 'nventà na categoria apparte solo pé nnoi.
    Già...ma il titolo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sareste d'accordo con EURODElITTO?, copyright Bagnai.


      Sì, ma chiedo chi lo fa fare a pensare un film? Voglio dire che o c'è tra noi qualcuno veramente bravo con la sceneggiatura (non io, anche se mi piacerebbe) inventando situazioni e ambienti normali a - apprezzate la finezza? - ciò che abbiamo imparato qui e atteggiato a film realistico, cioè verosimile altrimenti diventa documentario, forse ancora più difficile -; e qualcuno abile nel montaggio, difficile, perché dà il ritmo del del film o del documentario; e qualcuno abile nelle riprese, cioè con l'occhio fotografico. Oppure nulla, a meno che non esista tra noi un manipolo di scafati a quasi qualunque impresa ma soprattutto così fiduciosi in se stessi da tentare l'avventura e portarla fino in fondo. Anche per questo io no, ché per fare una cosa devo essere almeno un poco sicura di potere, senza contare che in questo specifico caso non mi basterebbe "un po'".

      Oltre al fatto di non prendere il film o il documentario come giochino con cui imparare i mestieri specialistici suddetti. etica doverosa verso la comunità cui si appartiene, nonché la comunità enormemente più numerosa degli italiani non in blocco, cioè non quelli che dalla presente situazione ci guadagnano anche solo la soddisfazione non poca di rappresentare l'Europa (copyright Bagnai anche questo, mi pare) e quella non vera, ma che loro credono tale, di essere stimati personalmente da Merkel e compagnia del gruppo a capo della UE e del potentissimo Draghi e della Lagarde sullo sfondo ma forse ancor più importante di loro.

      A parte tutto quanto ricordato, chi si occupa della disribuzione, che comporta di trovare cine cittadini e non salette di massimo quaranta persone, ma se va di lusso di solito piene di chi è sulla Lina del blog o almeno del problema?

      Le vere sale da cine sono necessarie per completare perché lo studio condensato in film o

      documentario arrivi a persone ignare di approfondendo ma ormai sospettose dell'origine unica di diversi disastri diversi, E,

      speranza credo non solo mia, che possa arrivare anche a quella origine unica anche alcuni di coloro tuttora soddisfatti e quindi illusioni dalla
      situazione in atto.

      E, per sospendere momentaneamente il lavoro di scocciatrice e di disillusionista (di disfattista e di cavillosa?, no, solo di quella che "le mette davanti tutte, le difficoltà, ma solo a chi le interessa o per ciò che le interessa):

      chi pensa e come a pubblicizzare su canali almeno medi come quotidiani ed emittenti locali, e col volantinaggio locale, il che significa soldi per carta e inchiostro oltre quelli per le attrezzature necessarie alle attrezzature necessarie, fermo restando lo zero compenso individuale, altrimenti non ce la facciamo proprio, se di compenso adeguato si tratta e non di una cena o di un ghiacciolo?

      Questi sono i problemi Venturini di getto, mentre non escludo l'esistenza di altri ancora, per esempio i diritti SIAE.

      Scusate il Poppins, ma quando una cosa mi interessa mi parte il "pilota automatico" (semicitazione e copyright non-Bagnai, una volta tanto: gli è che sono una seguacia un poco riottosa, renitente e scalpitante.
      Sarà perché nel nostro oroscopo ho gli zoccoli (duri) e per combinazione anche in quelli cinese.
      Ma 'la Cina c'è da 2000 anni" (citazione. Bagnai, a cui difficilmente si sfugge, porche la misoire, sempre che si duca così.

      Elimina
    2. Ok, giusto, ho sbagliato a scrivere film avrei dovuto dire documentario. E soprattutto senza attori, se si utilizzano gli attori si fa una fiction che tradotto alla lettera diventa finzione e di conseguenza perde ogni valore comunicativo. Gli attori sono gli stessi che la sstoria l’hanno fatta, nel bene o nel male.
      Di documenti e filmati di repertorio ce ne sono a volontà, questo sarebbe il punto di forza: se leggo su un libro che Mussolini disse “spezzeremo le reni alla Grecia” poi devo controllare sulla bibliografia da dove è attinto il documento e nel caso verificarlo di persona accedendo al medesimo. Solo così avrò la prova provata che quella frase è stata pronunciata davvero, oppure semplicemente mi fido della serietà dello scrittore. Con la visione del filmato originale invece nulla di tutto questo è necessario. Il documento diviene racconto e prova allo stesso tempo.
      E poi vuoi mettere la soddisfazione di sentir pronunciare la parola “liretta” direttamente dalla bocca di Andreatta? E ancora: “il più grande successo dell’euro: la Grecia” di Monti? E un bell’evidenziatore su “la durezza del vivere” di Padoa Schioppa? Gli attori non ci mancano per mostrare il piano eversivo svolto ai danni degli italiani.Sarebbe tutto bello svolto e presentato e soprattutto documentato. Poi sulle conseguenza qualche volontaria e gratuita testimonianza di sicuro non mancherà.
      OK, attori eliminati

      Ora il documentario ha bisogno di essere diffuso, vero. Di sicuro lo strumento migliore non è la sala cinematografica, avrebbe una penetrazione irrisoria. Chi lo pubblicizzerebbe e soprattutto: chi pagherebbe per vedere sta roba? Insomma l’effetto sarebbe minimo. Ma se me lo trovo bell’e pronto sul mio piccolo schermino del computer o sul tablet o sul telefonino… Per questo dicevo lo youtubbiamo. Del resto quanto è penetrante il messaggio del prof quando lo si può ascoltare stando comodamente seduti a casa o in viaggio in treno o…
      OK, sala cinematografica eliminata

      Per i diritti SIAE: non ne so niente ma su 4115 lettori abituali ci sarà ben qualcuno che ci da una dritta no?
      OK, consulenza legale forse trovata

      Di sicuro occorre qualcuno che sappia fare il suo mestiere se si vuole intraprendere la strada del documentario. Ci vuole un regista. Vuoi che fra i suddetti 4115 non ci sia qualcuno capace? Nevvero? Eh?
      OK, se ci sta, regista trovato

      Poi ci vuole qualcuno che faccia una consulenza storica seria perché altrimenti de che stamo a parlà. Ancora la carica dei 4115 verrà in soccorso. Ma figuriamoci se qualcuno sa resistere alla chiamata!
      OK, voglio dare per data anche la consulenza storica

      Certo ora ci vuole anche una consulenza da parte di qualcuno che conosca l’economia, a questo non avevo pensato. Uhhm. Vabbè poi lo risolviamo. Posso mica avere sempre la risposta pronta!

      La sceneggiatura? Se ne potrebbero stendere a bizzeffe ma trovare quella giusta non è facile. Io me la immagino così: hai presente quel bel grafico n.6 “What if” che il prof ha presentato l’altro giorno (e non solo)? Bene quella è la storia e leit motif, un puntino rosso percorre quella linea mentre le immagini dipanano la matassa. Così si vedrà cosa è successo ogni qual volta la moneta italiana si è vincolata ad una moneta estera dall’unità d’Italia fino ai giorni nostri passando per la famigerata “quota 90”. Per questo ci può essere di aiuto, fra gli altri, il libro di C.M. Cipolla “Storia facile dell'economia italiana dal Medioevo a oggi” le cui conclusioni sono a mio avviso sbagliate (liberismo buono) ma dal punto di vista storico è davvero molto interessante. Ovviamente seguendo quel puntino di storie da raccontare e fatti da evidenziare ce ne sono un'infinità. Il compito della narrazione è affidata allo storico e all'economista.
      OK, sceneggiature a iosa, ne potremmo avere almeno 4115. Poi si tratta di trovare quella giusta.
      Continua

      Elimina
    3. Continua
      Sicuramente di cose sottovalutate ce ne saranno tante ma, che vuoi, solo con un minimo di pazzia e calcoli approssimativi si intraprendono le strade perigliose. E’ poi solo la perseveranza che ti porta all’obiettivo.
      Il messaggio da trasmettere è già deciso e gli errori comunicativi da evitare ce li hanno già mostrati col film PIIGS.
      Il titolo lo sceglie il Guru e basta: se lui non sceglie il titolo la cosa non si fa.
      I soldi li mettiamo noi: se non li mettiamo noi la cosa non si può fare.
      E ora, dato che il mio sogno me lo sono fatto, lasciamelo completare con la voce narrante di Camilleri (ohhh, adesso sono sazio).

      PS: come sono arrivato a Goofynomics e al Prof? Guardando questo su un tablet, in un albergo di Taiwan, prima di andare a dormire e da allora facendomi un sacco di domande.

      Elimina
    4. Attenzione che per sentire dire da Andreatta "liretta" o da Monti "il più grande successo dell'euro" servono i diritti TV in questione, altrimenti il documentario non riesci a postarlo nemmeno su youtube. Io ci ho provato, a tempo perso, come dilettante alle primissime armi e ho incontrato queste e altre difficoltà.

      Elimina
    5. @Nicola Nusco

      Anzitutto grazie di aver letto, e retto, fino in fondo, considerati alcuni immondi svarioni a cominciare dal titolo in tutto maiuscolo e da un qualcosa con la presente maiuscola che voleva essere un 'pippone' già maiuscolo di suo.
      Altra imperdonabilita', la distrazione circa il proposito di youtubare, su cui sono totalmente d'accordo.
      Ok a chi può spiegare l'economia - e l'ironia anche un po' acre l'accetto, anche se non mi pare di aver pensato ad altri che, in primis, ad un certo economista che per qua gira parecchio :-) Diciamo che l'accetto quasi sempre anche quando un poco mal piazzata.

      Nulla offesa nemmeno, mi sembrava, ai quattromila e altri lettori e certo d'accordo sul contributo finanziario, che non ho nominato solo per quello che è diventato, qualche anno faun, un purtroppo triste precedente, non per la raccolta fondi, ma per il contesto generatosi, diciamo così, dopo la raccolta fondi a cui a cui avevamo contribuito molti che all'epoca erano qui e molti informati direttamente da quel certo economista che gira etc. etc.

      Contrasto che tentati, io poveretta
      "militante" nei due campi nati come uno, anche perché il tutto mi rendeva profondamente triste.

      Sai com'è...queste solite donne emotive e affettive oltre che cervellute, che se non ci fossero sarebbe per tutti peggio.
      E con ciò non intendo affatto rinverdire il KPO, acronimo che qualcuno presente già allora potra' eventualmente spiegare, almeno il simpatico e spiritoso inventore.

      Ciò detto, mi scuso se ti ho offeso, anche se sono sicura che le mie parole non erano né offensive né ironiche, moti che invece diverse volte concidono.
      E qui così non era.
      Mi son limitata a commentare punto per punto - ripeto, alcuni distrattamente.

      E ora smetto sia il presente pippone e in quanto,allora e ora, profondamente interessata al tuo discorso, sia perché francamente mi sono scusate ben oltre il dovuto, sempre che dovuto fosse, ma così ho sentito e non per piaggeria nei confronti di nessuno ma perché così mi sembrava giusto e dunque ho scelto.

      Elimina
    6. Immaginavo. Il problema è: basta pagare o occorrono autorizzazioni da parte degli eredi? Perché il discorso cambia.
      Avvocato...un parere?

      Elimina
    7. @ Adriana
      Per la tua risposta offeso proprio no, ma se mi chiami Nusco...
      Anyway take it easy

      Elimina
    8. @Nicola NISCO

      E hai mille ragioni: mai in tanti anni, qui e altrove, la somma di errori di touching (digiting, sic) come in questi giorni, neppure lontanamente.

      Hai avuta la costanza di leggere ancora...

      Tako It isi (sic Sic).

      Elimina
  5. Da quello che scrive pare che il cambiamento di prospettiva di Donald riguardo al film, da imperdibile opera per il bene dell'umanità a mezza cacata, sia dovuto al fatto che non è un tributo al suo immenso genio e non lo invitano alle conferenze.
    Un po' come gli economisti della MMT passati da "giganti dell'economia mondiale" a cialtroni falliti ai quali aveva dato notorietà presumo non appena si sono resi conto di avere a che fare con uno spostato.
    Personalmente il solo fatto che nel film ci sia Barnard mi avrebbe fatto evitare (se vivessi in Italia) di andarlo a vedere per il suo potere di discreditare qualsiasi cosa a cui il suo nome venga associato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma guarda: le motivazioni di Donald possono anche essere queste, non discuto. Il punto è che questo atteggiamento è esattamente quello che ci si può aspettare da lui. Potendo scegliere fra un divulgatore diversamente competente ed efficace (parlano i numeri) e soprattutto diversamente equilibrato, e l'unica alternativa, che ti vanno a fare? Si espongono al rischio di una roba simile? Dai, su...

      Elimina
  6. Su questo film avevo avuto un istintivo dubbio che mi aveva pervaso tutto il sistema nervoso e, infatti, non sono mai andato a vederlo.
    Presentarsi poi con Fassina e Verofalsis non è che rappresenti proprio un buon viatico...
    Ad ogni modo, da questa ennesima storia possiamo trarre anche un'altra importante lezione: nella vita bisogna essere preparati ma anche dotati di una buona dose di stronzaggine da palesare al momento opportuno, come Er Cavajere Nero insegna.
    Alessio

    RispondiElimina
  7. povero Donald, mi ha fatto pena ...

    a proposito, quali colpe devo espiare e quali penitenze fare onde essere sbloccato su Twitter? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi dica per cortesia per quale colpa, onestamente non mi sono acorto di particolari bloccatermie ...

      Elimina
    2. Se l'ho fatto, ci sarà stato un motivo, e se il motivo era sbagliato, è diventato giusto dopo aver letto il tuo commento.

      Elimina
    3. @Der filiegende Hollander

      Benvenuto anche tu tra gli esclusi da Twitter. Siamo un folto gruppo, ormai più numeroso dei follower del Prof.
      Un suggerimento, puoi seguire cosa scrive il Prof su Twitter direttamente qui dal blog. E puoi anche seguire i follower che il Prof non ha (ancora) bloccato.

      Elimina
    4. Basta non entrare con l'account e si può seguire chiunque su Tw.
      L'unico limite è che non puoi rispondere o scrivere.

      Elimina
    5. mah non pretendo piu' di rispondere, ci sono troppe persone molto piu' competenti. Ho provato per un periodo a portare materiale dalla cronaca ma le conferme arrivano comunque, anche se con settimane o mesi di ritardo, per cui non c'e' bisogno di dannarsi dietro gli articoli del giorno, e comunque ci sono persone piu' brave di me a trovare news.

      Io mi limitavo a leggere i documenti ed il link proposti, e ritwittavo molto, oramai discuto raramente su Twitter con i vari salami che propongono fattoidi per tentare di contraddire il prof, e con i vari libbberisti che cercano di contraddire a prescindere con laqualunque.

      Beh cosi' sia allora, esiste anche il fuoco amico. Non mi sembra corretto di fare di tutt'un'erba un fascio, e non e' veroche un click e' per sempre, altri sono stati sbloccati. Se ho dato fastidio me ne scuso, di piu' non posso fare. L'importante e' che il lavoro vada avanti.

      Elimina
    6. per di piu' contribuisco pure, non solo chiacchiere, e non sara' un click ingiusto a farmi cambiare idea.

      Elimina
  8. Io ho visto il film. Secondo me, a prescindere da tutto, aiuta la causa. E' chiaro che, a chi bazzica da queste parti,non aggiunge nulla di più, ma può aiutare a unire i puntini a chi è completamente digiuno su questi argomenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che il problema sia proprio questo. Sicuramente il film, che artisticamente è ben fatto, provoca una forte risposta emotiva. Ma non credo unisca i puntini giusti. Non credo voglia unirli, e ne ho spiegato i motivi oggettivi e soggettivi.

      Elimina
    2. @libro credo che tu descriva, per fare un esempio, la funzione speculare di un fenomeno collaudato delle democrazie occidentali, come il movimento 5 stelle. Apparentemente sembra essere utile, ma è solo una valvola di sfogo, dove se hai la sfortuna di caderci dentro, ne esci fuori più rincoglionito di prima e difficilmente potrai mai capire chi e cosa è veramente il problema.

      Elimina
  9. Adesso basta! Se dopo SETTE anni non hanno capito, capiranno quando gli strapperanno la pelle dalla carne viva. Ha ragione il Professore. Per un periodo di tempo (da un paio d'anni) cercavo di convincere gli amici, i conoscenti, piddinitas, varia umanità, che mi pareva meritevole di essere portata a conoscenza della rivelazione che l’incontro con gli scritti di Alberto Bagnai mi ha procurato. Quell’incontro, su internet, nel 2012 aveva aperto in me la visione del mondo e della vita. Di più, mi ha dato la forza di ritornare sui libri, di studiare e di dubitare. Nelle discussioni con la “varia umanità” cercavo di convincere , mi infervoravo, con passione, urla e sfanculamenti . Risultato: derisione, supponenza, imbecillità. Adesso basta! Mi sono rotto gli zebedei. Oggi, se mi capita di essere trascinato dentro ad una discussione politica mi limito a tuonare con toni da inquisizione: Hai letto il Tramonto dell'Euro e L'Italia può farcela? Conosci il blog Goofinomics? No?....No? Mi dispiace per te, sei perduto, sei morto! A quel punto della discussione cala il silenzio (finalmente). E’ un silenzio greve come se avessi pronunciato l’indicibile. Questo attimo sublime dura pochi secondi che sembrano un’eternità. E da lì si inizia a parlare di giardinaggio, di cani e di varie amenità. Dall'altra parte però vedo, capisco che l'interlocutore rimane suonato come un pugile che ha preso un montante. Questo mi fa letteralmente impazzire di gioia e godere come un riccio. Udite udite! Alcuni mi richiamano e mi chiedono dove comprare i libri. Ed io come un bufalo inchiodato nella prateria rispondo: Coglione! usa internet per qualcosa di utile, non per scrivere cazzate su Facebook. Non sono la tua segretaria! Ahhhhh che sollievo, Professore GRAZIE. Grazie per avermi dato questa consapevolezza. Grazie per questa Rinascita. Le sarò sempre grato perché "Chi salva una vita, salva il mondo intero" Shindlerl's List.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La 'grandezza' di alcuni blog quali ilpedante e orizzonte 48, o di questo dove però la personalità del padrone di casa è preponderante, deriva anche dai commenti dei lettori. Questo qui sopra è un commento gratificante e tra le tante verità, situazioni, gag, sentimenti, mi sento di sottolineare una parola sola, dubitare.
      'cca boia, ma come si fa a non avere dubbi? È stato il dubbio a condurmi qui porcazzozza, e l'intelligenza a trattenermi. Mi prendono per pazzo, cazzo! Non che ci siano elementi di novità rispetto al periodo prebagnaiesco, non mi dicono che sono impazzito, piuttosto gongolano sul fatto di aver avuto sempre ragione indicandomi come tale! Immagino la fatica immane del prof.
      Concordo infine anche sulla morte altrui. Sono morti, ma ancora non glielo dicono.

      Cazzi loro.

      Elimina
    2. si tratta comunque di una citazione dal Talmud.

      Elimina
  10. Il film non l'ho visto, ho scelto di proposito di non vederlo, quindi mi limito alla sensazione che ho avuto dai pochi spezzoni e recensioni in cui sono incappato. Tranne Giacché gli ospiti non mi quagliavano molto. MMT, come dice lei. Il trailer era davvero troppo ben fatto (e strombazzato) per poter sperare che il film potesse essere davvero rivelatore o dire qualcosa di realmente rivoluzionario, tipo che l'euro in realtà funziona benissimo, proprio come lo aveva in mente chi ce lo ha imposto e quindi anche le politiche di austerity non sono "sbagliate" (se uno sta dalla parte giusta). Rientra nella logica del sistema, come ho imparato da questo blog. D'altronde per pubblicizzare un film a tutto spiano ci vogliono tanti dindi...Riassunto: a luglio farò nel mio piccolo un'altra donazione ad asimmetrie.

    RispondiElimina
  11. Paolo non e' cattivo, ha un altro problema: e' manicheo. Il manicheo divide il mondo in bene e male, giustizia e impunita', complotto e salvezza. I buoni, tutti di qua, i cattivi tutti di la'. Per potersi affermare il manicheo deve celebrare il contrasto. Puntare il dito contro qualcuno dopo avere beatamente accolto la teoria della salvezza e' il suo metodo ed e' irrinunciabile perche' parte della sua identita', riflessione, modo di approcciarsi col mondo.
    Chi ha visto altre cose di Duck, prima che si innammorasse della mmmmmmt, lo nota senz'altro. I guerriglieri anticoloniali, l'imperialismo, il debito pubblico dei paesi in via di sviluppi, la poverta...
    Questo approccio e' infantile ma soprattutto delendus, perche' espressione di un male maggiore: il disinteresse per l'approfondimento. Il quale a sua volta ha origini etiche e antropologiche: la consapevolezza della propia superiorita morale (e inferiorita' di tutti gli altri). Chi veramente vuole capire si prende un po di tempo a fine serata e studia, da uno che ne sa pou di lui e ha il rigore morale, quello vero, di insegnarlo. Non capira' mai tutto, ma va bene lo stesso, si studia prima per se e poi vengono gli altri. Donald non ha mai fatto sul serio perche' lui non ha mai voluto studiare, approfondendo la sua intuizione al di la di un generico disagio. Perche' a lui bastava sapere di state perdon, stare, dalla parte giusta. La dialettica gli serviva per quello, per innalzarsi lui, non certo per divulgare agli altri.
    C'e' un altro come lui, un altro che sa di sapere e per questo non ha niente da imparare: il piddino. Ecco Donald e' la quintessenza della piddinitas armata di buone intenzioni e martello pneumatico. Mi dispiace per lui umanamente, ma dipende - al di la di quello che gli e' successo col film, che francamente...- unicamente da luidecidere se vuole comprendere o rimanere un papero.
    Gli strumenti ce li ha (sono qui e gratis) e stupido non e'. Il resto e' libero arbitrio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma nessuno ha mai pensato che fosse cattivo. I cattivi hanno un loro fascino.

      Elimina
    2. Comunque al di la tutto (Barnard proprio da l' impressione di essere instabile psichicamente) bisogna riconoscere che Barnard e' un giornalista.
      Non ne ho visti molti, nella sua categoria professionale, con la schiena dritta. E lui, va dato onore al merito (non piccolo...) di aver difeso (con metodi -per cosi' dire- discubili) la sua deontologia professionale, o onesta' intellettuale, per meglio dire.
      Un po' come Lei, profe.
      E ne ha anche pagato un prezzo salato.
      Va riconosciuto, secondo me.

      Elimina
    3. In passato mi è capitato di seguire Barnard, non su argomenti economici. Aveva la simpatia della voce dissonante. Quella gli è rimasta, ma nel corso del tempo sto iniziando a nutrire diffidenza verso il suo atteggiamento da vittima perenne.

      Elimina
    4. Sono d'accordo con te.
      E' comunque importante, aldilà dei metodi, riconoscere la sua battaglia sociale e la comprensibile rivendicazione ad un importante proscenio, in una società in cui ci sono politici, giornalisti e (sic) economisti che venderebbero la propria madre per un tozzo di pane.

      Elimina
    5. "Gli strumenti ce li ha (sono qui e gratis) e stupido non e'. Il resto e' libero arbitrio."

      Leggendo i suoi post linkati sopra si nota che ci legge, da come sembra aver interiorizzato un certo linguaggio.

      Paolo è intelligente e sensibile. Ha dimostrato di avere grande coraggio. Mi auguro abbia altrettanto coraggio, umiltà e intelligenza per continuare a crescere.

      Detto questo, se solo penso alla lucidità politica dimostrata in questi lunghi anni da Alberto, è evidente che l' unica alternativa credibile non può che passare da qui.

      Elimina
    6. Il suo atteggiamento da vittima perenne è in buona parte giustificato da difficoltà credo reali che però sono probabilmente anche frutto di sua responsabilità.
      Personaggio che ha meriti, certo, ma che si è gettato via.
      L'episodio Piigs lo dimostra.

      Elimina
    7. @Sergio Panzeri
      ci tengo a precisare che la mia opinione su Barnard è esclusivamente data dalle mie impressioni e non è un giudizio categorico. Conosco vagamente le sue difficoltà legali e lavorative. Credo che tutto iniziò da un servizio su Report che gli costò una denuncia di una casa farmaceutica, e la Rai non gli concesse la copertura delle spese legali (credo). Perdere il lavoro quando hai la fama del giornalista scomodo non deve essere un ottimo biglietto da visita. In questo ha la mia simpatia, lo ribadisco. Per tutto il resto, sono d'accordo con quanto affermato da Marvin Dertliu.

      Elimina
    8. Il problema, secondo me, e ho ascoltato Barnard anni fa, è che chi racconta balle, perchè non è professionale, indipendentemente dal fatto che sia pagato o meno per farlo, pro euro o contro, fa del male alla verità e alla causa della economia scientifica, perchè l'euro è una roba scientifica e come tale va trattata.
      Chi è pro euro, parlo di chi è un economista, per onestà scientifica dovrebbe dire chiaramente che è fatto per aumentare la quota capitale a scapito della quota salari, esattamente come chi, economista, contra euro, dice.
      Ora il letamaio mediatico italiano che mi impedisce ormai di ascoltare qualsiasi cosa vada in onda deriva proprio dalla cialtroneria gobale e multilaterale.

      Elimina
  12. Non se ne esce dalla palude solo perché si sa come ci si è finiti e cosa bisogna fare. Bisogna fare squadra!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro amico, secondo lei io avrei fatto più strada facendo squadra con uno così? Ce lo dica con parole sue, aspettiamo le sue valutazioni.

      Elimina
    2. Sarebbe stato un connubio inedito, una coppia quark-antiquark esotica che avremmo chiamato chessò ciaone. Come tutti i mesoni sarebbe stato mediatore o avrebbe comunque svolto un ruolo nell'interazione forte, anche tra barioni (non manca una s), ad esempio Giacché, che in effetti ha un certo peso...
      Avrebbe avuto vita media inferiore a 10^-7 (s), questo è certo.
      Il Ciaone. Propenderei per un singoletto di carica neutra, quindi niente interazioni a lungo range. Hmmm...

      Elimina
    3. Sig. Pino, forse lei è qui da poco tempo e non sa che il Prof è contrario a: famo er partito, qualcosismo, e bar di guerre stellari.

      Elimina
    4. Io credo molto nella necessità di fare fronte comune e lo dico (credo anche troppo) spesso quando commento su questo blog e quando parlo con familiari, amici e conoscenti. Però in questo caso non sono d'accordo con te, fare squadra con delle persone che discreditano il tuo discorso è controproducente perchè finisce per discreditare te. Parlarci a livello individuale invece, dipendendo sempre dall'interlocutore e dalla sua apertura mentale, può servire.
      Aggiungo: per qualche mese (prima di approfondire e capire) ho seguito Barnard; e me ne pento, però errare humanum est, anche se di buono c'è che ha risvegliato in me il sentimento anti-euro e la voglia di leggere, approfondire e studiare.
      Però tra costi e benefici i primi pesano di più: prima di tutto il discredito si paga, e poi le persone che tendono a "fanatizzarsi" sono spesso in maggioranza rispetto a quelle disposte ad approfondire e a cambiare idea.
      Basta farsi un giro nel "Sacro Bloggue" per rendersene conto.

      Saluti cordiali

      Elimina
  13. Non siamo poi così diversi dai nostri cugini francesi! Notte

    RispondiElimina
  14. Be,' in primis salvare se stessi. E chi è qui ha assolto almeno in parte a tale dovere-diritto.

    E certo non generalizzo, perché penso a chi da' la vita per una causa in cui crede o a chi la dedica a una causa in cui crede, come a chi da' la vita nella nell'intenzione di salvare qualcuno, tanto più se ha il dubbio che davvero il sacrificio salverà proprio chi vorrebbe salvare o almeno qualcuno.

    Anche in questi casi, non sempre va come tali eroi - letteralmente perché davvero eroi - sono sicuri o sperano.

    Mentre è evidente che noi umani siamo un composto di male e di bene, sospetto che la componente maggiore sia il male.
    Ma non voglio intristire nessuno, ovviamente a cominciare da me stessa😁.


    A @marco alberti, che ha scatenata la mia riflessione di cui rivendico la scarsa profondità, congratulazioni per lo sblocco duro a cui è approdato, perché non ero neppure per me ero arrivata a immaginarlo, sbocco che copiero' in quanto sono una rapida copione Delle idee e delle modalità che mi sembrano buone.
    E ovviamente grazie alla neppur tanto lontana fonte primaria - indovinare chi.

    RispondiElimina
  15. Non avevo mai letto niente di Barnard, ma scrive sempre così? Perché in quel caso "la MMT" in Italia l'ha distrutta la sua prosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Criticare Barnard su come ha gestito e promosso la MMT in Italia è giusto e lecito ma criticare la sua professionalità come giornalista no non lo accetto. Le sue inchieste giornalistiche fatte prima del suo impegno con la MMT dovrebbero essere un esempio per tutti i giornalisti. All'inizio anche io mi ero avvicinato alla MMT ma capii subito grazie al Prof e al suo blog che l'economia andava trattata in modo diverso. Però la sua onestà intellettuale non deve essere messa in discussione.

      Elimina
  16. A il P.o.r.c.o mi piace mangiarlo non vederlo. Comunque. Qualsiasi teoria economica hai suoi meriti, pure quella MsM (tagliata a tocchetti per soffritto ci vuole sempre la persona che fa il Bagnai di turno). Quindi, secondo lo insegnamento del professore si ascolta colui che ti fa vedere i puntini, come sono stati collegati, ti mostra gli scenari e da delle soluzioni fattibili, ma anche fallibili.

    RispondiElimina
  17. Ma un film dove l'economista anti euro di riferimento è Fassina come lo vogliamo chimare? Chissà quando questo sistema collasserà chi chiameranno a tenere interviste. Un Renzi che si vanterà di aver "sbattuto i pugni"? Sarà uno spettacolo disgustoso, davvero disgustoso.

    RispondiElimina
  18. E intanto Repubblica esulta perché facciamo più debiti (i puntini con le crisi bancarie non riescono proprio ad unirli)
    http://www.repubblica.it/economia/2017/06/29/news/prestiti_l_80_per_auto_o_moto-169492709/

    RispondiElimina
  19. Guai [invece] a pensare ad emissione monetaria a credito, eh?

    RispondiElimina
  20. Differenza tra svalutazione esterna (Islanda) e svalutazione interna (Grecia). Island versus Griechenland
    I grafici dicono più di 1000 parole.

    Grafico 1 = PIL
    Grafica 2 = Disocupazione
    Grafico 3 = Produzione industriale
    Grafico 4 = Debito pubblico/PIL
    Grafico 6 = Bilancia dei pagamenti
    grafico 7 = Debito estero
    Grafico 10 = Salari Islanda chiaramente sopra i livelli pre crisi

    rosso = Grecia; Blu = Islanda



    Island in der Hochkonjunktur – in Griechenland ein Trauerspiel

    Chissà perchè i media non parlino del successo Islandese.

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.