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domenica 1 novembre 2015

I traditori

(...il tradimento c'è stato, quindi ci saranno anche stati dei traditori. Duccio ci espone una sua ipotesi, che ritengo degna di considerazione. I mediocri che lui descrive sono in effetti oggi gli elettori del Partito Deflazionistico, e furono ieri quelli che eseguivano gli ordini. La banalità del male, insomma. Ma quando non ce n'è più per nessuno, non ce n'è nemmeno per loro...)



Duccio Tessadri ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Parlate chiaro (e chiedete scusa): la tabellina de...": 

Veramente, non capisco perché ci si meravigli del “tradimento” della sinistra. La sinistra da mostra di svegliarsi ADESSO (cioè con immenso ritardo), e con gli insuperabili limiti esposti dal prof. Bagnai, perché è ADESSO che i suoi elettori si sentono morsi nella carne viva dalla crisi. Perché qual è l'elettorato di riferimento della sinistra? La classe operaia? In misura progressivamente minore. Negli ultimi decenni, in parte sempre più grande era il pubblico impiego e assimilati vari (vedi alla voce banche), insomma quel ceto impiegatizio che ha costituito l'esercito di allegri carnefici che ha dato esecuzione al progetto di impoverimento popolare.

I professori che applicano programmi educativi folli, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate che fa chiudere le imprese con un atto di accertamento, l’impiegato di Equitalia che ti espropria dei tuoi averi, il bancario che ti revoca il fido… tutti fedeli esecutori degli ordini, del tutto disinteressati (e, per la verità, anche disincentivati) a vedere gli effetti finali delle loro azioni sulle PERSONE.

Loro non erano toccati, anzi - come mi sono sentito più volte dire - "noi con la crisi ci guadagniamo perché aumenta il nostro potere di acquisto".

Ragionavano come burocrati o come rentier, senza esserlo, e adesso la festa è finita anche per loro, il figlio non trova lavoro, la pensione non è poi così sicura, la sanità costa e peggiora sempre di più, il dentista speriamo che non serva, il mutuo morde, l’auto sarebbe da cambiare, l'IMU e la TASI etc etc… Pensavano, volevano, sognavano di essere dalla parte degli sfruttatori, eccome se gli piaceva! (siamo uomini o caporali diceva il grande…), adesso qualcuno “si sveglia”, e non è un bel risveglio. 

Postato da Duccio Tessadri in  Goofynomics alle 1novembre 
2015 19:42



(...la piddinitas antropologica è un fenomeno aberrante, un'anomalia nel percorso dell'evoluzione. In natura chi sa di sapere è morto: il principio di realtà non fa sconti. Le avete viste, no, le mie foto da Liberopoly, dove domani porterò in gita Pietro e Federica? Quante carcasse di cervi che sapevano di sapere che il lupo avrebbe attaccato un altro. E quanta gente che sapeva di sapere di avere le terga al sicuro, e ora si ritrova col culo alla finestra... Duccio fa un'analisi spietata, ma nella mia percezione non troppo lontana dal vero. Altrimenti, perché sarebbe così difficile far comprendere l'ovvio? I volenterosi carnefici della deflazione (bancari, pensionati, insegnanti, impiegati...) a me farebbero pena, io sono umano... Ma poi penso a quanto non lo sono stati loro, umani, e vedo il bicchiere mezzo pieno: Darwin reconnaîtra les siens...)

170 commenti:

  1. Vede, Prof., succedono cose strane. Come saprà, Italcementi è stata venduta ai germanici di Heidelberg Zement. In quell'azienda ci ho lavorato per trent'anni, in un laboratorio di ricerca e sviluppo. Poi, nel 2012, hanno deciso che potevano fare a meno di me e di quel che sapevo e sapevo fare. Non solo di me, sia chiaro; ero uno dei tanti.
    Però me le ricordo bene le facce di chi mi incontrava per strada e ci teneva ad informarmi che lui/lei/loro si erano salvati perché bravi, efficienti, biondi e con gli occhi azzurri. O di chi prima si guardava attorno, ché non ci fossero ex colleghi nelle vicinanze, poi mi porgeva due parole un po' confuse di solidarietà, e due auguri di fretta per il futuro.
    In Cassa Integrazione ho resistito per sei mesi, ma mi sono reso conto, soprattutto grazie a Lei e a questo blog, che la possibilità di trovar lavoro per un cinquantenne era pari a quella che l'Euro fosse di sinistra e che, sempre grazie a Lei e a Quarantotto (che mica sempre capisco, ma io sono solo un perito chimico e lui scrive difficile) che la CIG non sarebbe durata in eterno perché l'Europa ci chiedeva di ridurre le spese dello Stato.
    Allora ho fatto i bagagli e ho trovato lavoro tra i nostri cugini d'Oltralpe. In fondo, mio nonno era andato in Argentina, prima di andare in Francia. Quindi ho avuto più fortuna (e poi adesso c'è internet e Skype e, qualche volta, riesco anche a correggere i compiti di mia figlia). Sto facendo il mio lavoro (analisi ambientali: prima amianto in microscopia elettronica a trasmissione, adesso idrocarburi policiclici nelle pavimentazioni stradali), la paga è decente - non alta, ma ci vivo - e i colleghi abbastanza simpatici.
    Ora, mi dirà, perché mi scrivi queste cose? Perché, vede, i tedeschi sono efficienti e le acquisizioni di concorrenti non si fanno per svilupparne le potenzialità, ma per prenderne il territorio e le risorse. Heidelberg è presente in zone dove Italcementi era assente, e Italcementi in zone dove Heidelberg era assente. Ma, naturalmente, come dichiarò l'AD di Heidelberg subito dopo l'acquisto, "non abbiamo bisogno di due sedi centrali" (e nemmeno di due centri di ricerca).
    Quindi, adesso, in CIG ci sono 800 persone. Venerdì scorso hanno scioperato e, ieri, l'ex-proprietario di Italcementi ha rilasciato questa dichiarazione:
    E io ripenso a quelle facce. Ripenso al fatto che adesso è un po' più difficile andarsene, che rispetto a tre anni fa è più difficile trovar lavoro anche all'estero, però non provo nessuna compassione. Quando gli dicevo "andatevene finché siete in tempo", mi rispondevano che no, che loro erano bravi, e che erano insostituibili, e che l'Europa, l'Antitrust, sarebbero intervenuti. Era solo questione di sistemare la corruzione dilagante, ridurre il numero dei parassiti statali, e tutto sarebbe andato a posto.
    Ecco, vede Prof., Darwin reconnaîtra les siens, oui. Bien sur. Moi, j'ai tout simplement eu de la chance; c'est pas mon mérite si je suis ici, et eux ils sont là. Mais il y à comme un sourire, au coin de gauche de mon cœur, quand je les entend interroger leur future. Est ce que je suis encore humain, Prof?

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    1. Ti avevano anche detto che l'euro ci protegge?
      La dichiarazione di Pesenti e' chiara, la cessione crea valore per gli azionisti, e questo e' quello che conta. Il lavoro, la tradizione di 150 anni, sono dettagli. Per i migliori ricercatori probabilmente un posto in germania si trova, per gli altri c'e' in vista forse un po' di cig. Il vescovo cosa credeva?

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    2. Si; l'avevano detto. E non ci ho creduto nemmeno per un istante.
      Ma, vedi, nel film sulla biografia di Micheal Collins, a un certo punto, lui dice, parlando degli Inglesi: "Henry, io non li odio per la loro razza o per i modi brutali che usano con noi... Io li odio perchè non ci hanno lasciato scelta... Li odio perchè hanno reso l'odio necessario!". Capisci?
      Forse è giusto non sentire compassione per chi, oggettivamente, ha contribuito alla distruzione di tante vite. Pero', anche loro sono esseri umani che, come me, sbagliano, cercano di cavarsela come possono.
      Non ho idea di cosa pensi il vescovo; non credo negli dei, né nei loro rappresentanti. Ma non mi interessano le Norimberghe e so che con i traditori, almeno alcuni, occorrerà anche parlarci. Dopo che avranno chiesto scusa, dopo che avranno dimostrato di voler fare il possibile per cambiare le cose.
      Ma io mi sono scoperto una vena d'odio, di rabbia, di desiderio di vendetta, che non hai idea; Per questo chiedo: "Sono ancora umano?". Si puo' riuscire a mantenere la calma, fare quel che si deve fare, consentire a gentilezza, bellezza, musica e sentimenti di non morire? O mi toccherà ripetere le parole di Brecht: "Noi non potemmo essere gentili..."?

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    3. questa è la normalità delle cose , penso che siano 20 anni almeno che mi scontro su queste cose al punto di risultare completamente antisociale , è il mordi e fuggi , l'acquistare in borsa e vendere dopo pochi minuti e far passare che questo sia il bene , non più il fare ma solo l'avere dove l'€uro è la bandiera . Il cibo sintetico , la vita sintetica , l'amore sconfitto , il sesso su internet perchè deve fare guadagno per qualcuno , insomma nemmeno nella più aberrante fantascienza si arrivava a tanto . Ma e c'è sempre un ma , tutte queste cose portano solo a trasferimenti di ricchezza , non producono niente , trasferiscono solo dai poveri ai meno poveri dai meno poveri a piu ricchi , piano piano costantemente , ma sono solo trasferimenti , la ricchezza per produrla ci vuole altro e questo altro piano piano sta svanendo

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    4. Scusandomi per la difficoltà del mio scrivere (ma...ci abbiamo lavorato e spero che ciò, ora, si percepisca), la tua testimonianza meriterebbe di figurare nelle prime pagine dei giornaloni e nelle "reti unificate".

      Magari al posto di roba come questa
      http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/wolfsburg-calabria-viaggio-citta-fabbrica-volkswagen-voluta-111911.htm

      Quand'è, dunque, che è avvenuto il "divorzio" degli italiani dalla democrazia costituzionale fondata sulla tutela del lavoro e sull'intervento dello Stato ad essa funzionale?
      MAI: sono sempre stati una coppia clandestina" (questo matrimonio non s'ha da fare" e non si fece).

      Un abbraccio

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    5. Stesse cose che dicevano anche a me nel 2009 ... che ero un folle ad andarmene in Belgio ... che Monti avrebbe sistema tutto, che le riforme, che qua, che la ... che i produttivi ... che gli improduttivi ...
      Ora gli stessi "invincibili" mi mandano i messaggi in privato su FB per sapere se in Belgio c'è lavoro.
      Io rispondo loro cosi' : SUICIDATEVI.

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    6. L'imperativo delle aziende multinazionali, da almeno 20 anni (io ci ho sempre lavorato e lo so), NON e' quello di investire in "human resources" o in "innovation", bensi', come dicevi, quello di "soddisfare gli shareholders".

      Questo in genere lo fanno attraverso il buy-back delle "loro" stesse azioni.

      Tout le reste est philosophie (o menzogna markettara, tanto cara al caro leader e alle sue girls)

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    7. @Quarantotto: grazie per questo intervento e per il link. Interessante anche la discussione. Specialmente gli interventi di AP pongono domande spesso eluse che meriterebbero una risposta e una riflessione aperte. Personalmente devo alla Costituzione la prima spinta ad approfondire varie questioni, mentre ancora danzavano intorno le tante parole di chi, penne oggi insospettabili più che comprese, da tempo, diciamo già nei tardi anni '90, aveva senza remore invocato la flessibilità necessaria modernizzatrice, anzi, lieta opportunità. Giurista non sono, solo devo ai familiari e a illuminati insegnanti la non soggezione verso quel testo che poi mi capitò di leggere e studiare per qualche concorso, sia chiaro, non sui Simone. Inquadrare attraverso il titolo III la reale situazione del lavoro in Italia è stato un lavoro in solitaria da cui è cominciata, certo non su terreno del tutto vergine, la ricerca delle cause per comprendere l'evoluzione strettamente contemporanea del nostro mondo. Già che ci siamo val la pena aggiungere che la soggezione, l'estraneità, il timore di sbagliare davanti a testi percepiti come difficili, e di difficile accesso come una legge, dove il concetto di difficile si sovrappone a qualsiasi questione semplicemente complessa, la necessità sempre di una mediazione, di una soggezione verso l'ortodossa interpretazione contrapposta a una matura autonomia sta alla base oggi di tanta ignoranza senz'altro, superficialità certo, volenterosa obbedienza sempre, gregarismo comunque. Anche davanti a evidenti generalizzazioni senza costrutto.
      Diritto e economia oggi come la Bibbia dopo la Controriforma.

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  2. "Tutti fedeli esecutori degli ordini, del tutto disinteressati (e, per la verità, anche disincentivati) a vedere gli effetti finali delle loro azioni sulle PERSONE."

    La descrizione è molto efficace e, purtroppo, gli individui che vi corrispondono sono stati in aumento per anni. Mi chiedo perché. Ancor più mi chiedo perché la tendenza attuale sia anche meglio descrivibile mettendo il punto dopo la parola "azioni".

    Però... Poi mi sono ricordato che ho passato l'intera cena cercando di spiegare a un bambino della mia famiglia che frequenta la quinta elementare come funziona il calcolo dei secoli. Pensavo di metterci due secondi: poi ho capito che non aveva ben chiara la linea del tempo, nel senso che per lui nel 1500 potevano aver costruito le Piramidi così come i sottomarini. Discutendo ho intuito che nemmeno sapeva bene cosa volesse dire "avanti Cristo". Più avanti ho scoperto che anche i conti più banali non erano il suo forte. Infine sono giunto alla conclusione che le sue risposte fossero dettate dal caso, non essendogli familiare la sequenza ascolto-elaborazione-risposta.
    "Ma come vai a scuola?"
    "Bene, tutti 8 e 9"
    "Sticazzi"
    Insomma, dopo la notte di sonno sì e no gli sarà rimasta in mente la parolaccia, che mi è purtroppo uscita dal cuore.
    Ora, sicuramente io sono un pessimo insegnante, infatti mi tengo alla larga dalla professione. Però quando ero in quinta elementare giuro che le quattro operazioni le sapevo fare e uno straccio di ragionamento ero abituato a seguirlo. E che il latino fosse una lingua, cazzarola, lo sapevo.
    Lungi da me dare la colpa al bambino, che è una vittima. Ma questo un domani vota.
    E chi gli insegna vota già ora.

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    1. È sicuro che un bambino di quinta elementare abbia sviluppato pienamente la concezione del tempo? È sicuro di ricordarsi come era in quinta elementare o forse non era già in terza media?
      Leggendo il suo intervento mi è venuta alla mente questa citazione: non sono un insegnante, MA la scuola è piena di incapaci.
      Sicuramente gli insegnati non hanno capito niente di quanto sta succedendo, fanno parte dell'esercito degli allegri carnefici e sono in piena confusione perché, seppur dedicandosi anima e corpo ai ragazzi, sono additati come pubblici dipendenti, incapaci e fannulloni.
      Ero già intervenuto su questo blog confermando quanto si era detto sulla classe insegnati (siamo in 2 a seguire Goofynomics su circa 50 docenti) e confermo che la situazione non è migliorata: se e quando si voterà, i miei colleghi che non voteranno più PD, voteranno M5S.

      PS: Nella TL di twitter è comparso un testo di geografia che propaganda l'UE con un discorso immaginario fra un cittadino degli Stati Uniti e "un cittadino d'Europa": confesso di averlo usato prima di seguire il prof. e di esserci caduto con tutte le scarpe! Posso anche aggiungere che tutti i testi di geografia delle scuole medie sono dello stesso tenore, ma oggi faccio apportare le giuste correzioni e critiche con la matita, attendendomi presto delle critiche dai genitori (insegno anche al figlio del Sindaco PD!)

      Giovanni

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    2. Nell’insegnare male la matematica nelle scuole, quella simpatica branca della storia dell’arte che è la regina delle scienze, ci vogliono due cose non escludenti l’un l’altra: impreparazione tecnica (quindi disprezzo della matematica) o disprezzo degli studenti (e quindi impreparazione deontologica).

      Ma tutto sommato va bene così, per professori ed alunni, che tanto hanno dei simpatici interessi tutti loro. Ho avuto il piacere di ascoltare un magnifico commento alla vicenda della ragazza che ha ucciso la madre perché le aveva tolto computer e cellulare. Il commento è stato:

      “… e che cellulare era?”

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    3. Buongiorno, la scuola nell'era piddina è solo una rivendita di prodotti informatici e un centro di socializzazione. Schermi in tutte le aule, sradicamento della storia e della geografia, lotta all'istruzione classica, tagli selvaggi. Tutti valorosi obiettivi del grande piano di distruzione in atto da un bel po'. Altrimenti come facciamo a far bere il liquame che ci infilano in gola?

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    4. @ pergiove

      Concezione del tempo?! A 11 anni?! E quando mai avrei dovuto svilupparla? Ehi, in terza media potenzialmente avrei potuto essere padre. Guardi che per un ragazzino quei tre anni sono una vita.
      Comunque basta prendere un sussidiario dell'epoca per vedere cosa si studiava. Questo per gli altri, perché al bambino le spiegazioni rimangono incollate al ricordo della persona che l'ha saputo incuriosire e, visto che all'epoca c'era il maestro unico, è ben difficile sbagliarsi. È difficile non ricordare soprattutto l'ultimo anno, i racconti appassionati sul risorgimento e sull'ultimo periodo fascista, che il mio maestro aveva vissuto da ragazzino figlio di un partigiano.
      Ma questo non è importante.
      Ciò che importa è che rammento una persona che aveva autorevolezza, sapeva come esercitarla e aveva i mezzi per poterlo fare. Oggi nessuno si permetterebbe di dare del deficiente a un bambino delle elementari (spiegando che deriva dal latino e cosa realmente vuol dire), né oserebbe mai tirare uno scappellotto, né avrebbe la sicurezza professionale ed economica per sapersi difendere e talora aggredire quei genitori (all'epoca pochi) che pretendevano di giustificare o esaltare i loro figli in ogni occasione. Già, perché per lo più i genitori stavano dalla parte dell'insegnante. La scuola pretendeva di essere maestra di vita perché obbligava al rispetto e all'attenzione. E non c'era via di scampo, sapeva anche umiliarti ove necessario; per di più consapevole che al ritorno a casa, come non bastasse, avresti pure buscato il resto.
      Io non faccio questioni di principio su "che cosa" si insegna a scuola. Ci ho rinunciato a dire che è meglio studiare bene la storia o la matematica che non fare progetti su Falcone e Borsellino. E non lo dico certo per mancare di rispetto a questi ultimi, sia chiaro.
      È il metodo che contesto: la paura di scoraggiare un bambino, di farlo sentire umiliato, di doverlo proteggere da chissà cosa. Per insegnare ci vogliono premi e carezze, ma anche umiliazioni e sberle. E anzi, sono queste ultime a temprare il carattere: si impara dagli errori. E questo lo dico perché i bambini hanno il cervello acuminato come una lama appena affilata, quindi non hanno proprio bisogno di essere trattati da bambolotti. Anzi, imparare va di pari passo con la responsabilizzazione.
      Chiudo con un aneddoto.
      Il fratellino del protagonista del mio intervento precedente, l'anno scorso mi raccontò a tavola di come le maestre di prima elementare spesso scrivessero un giudizio sui compiti svolti a casa.
      "C'è ottimo, se proprio fai tutto perfetto... Poi c'è distinto, che è un po' meno, poi c'è benissimo e poi c'è bene."
      "Ah. E non ci sono altri voti?"
      "No."
      "Ma quindi, scusa, se un giorno tu fai i compiti male... Mal che vada vanno bene."
      Il bimbo ha alzato lo sguardo dal piatto, sorpreso, e mi ha fissato con quegli occhietti tipici dell'elaborazione in corso, che poi si illuminano al risultato.
      "Ah! È vero!"
      E poi ha distolto lo sguardo e ripreso a mangiare, perplesso.
      Qualcosa non gli tornava.

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  3. Francamente non capisco. Non è ovviamente la prima volta. Ma stavolta è diverso. Ma scusate, il professore cosa dovrebbe fare se non i programmi ministeriali? L'impiegato di equitalia cosa se non eseguire gli ordini? E il bancario può rifiutare l'ordine del capufficio di revocare un fido? Ma scusate di nuovo, lo schifo in banca sono i fidi CHE NON si revocano, non quelli che vengono revocati. E per quelli discutevo con i decisori. Con quali risultati? Sti gran cazzi, come direbbe un cavajere che conosco. Certo sono ben fiero di aver avuto dei mulini a vanto da combattere e di averlo fatto. E poi? Il cazzo di problema è che ancora nessuno capisce niente per due ottimi motivi. Primo stanno stiamo ancora tutti troppo bene. Diciamo il fattore tempo. Il quando che mi batte in testa da due o tre anni. E secondo per il come. Come muovere questa massa informe di idioti teste di cazzo che non capiscono una Fava.
    Ovviamente io ho fatto parte di questi ultimi fino a quando ho scoperto il blog.
    Ritorno quindi a un fatto che ogni tanto emerge ma ancora mi sfugge come sabbia tra le dita. Qui c'è una oligarchia culturale. Fuori di qui c'è un proletariato culturale che non vuole e non può capire. E quindi la seconda questione.
    Come? Non dal basso secondo me.

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    1. Ma allora tutto il lavoro del professore non serve a nulla. Alla massa basterà un "contrordine compagni" e su questo che si gioca la battaglia del professore, se nel frattempo noi riusciamo a fare cambiare idea a qualche persona, dal basso (cosa estramamente ardua) sarà solo un passo in più non la soluzione.

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    2. Ah certo, 'contrordine compagni'! E proprio perché non capiscono un'acca! Ma è proprio Alberto a dire che non parla a tutti, perché tanto 'tutti' non possono capire! Ma guarda che io non ne faccio una questione di contrapposizione di bravi e coglioni. Io faccio una considerazione sulla massa che è scema per definizione e ha bisogno del contrordine. Ora è chiaro che gli ordini li impartisce l'alto, non il basso, come ho detto.
      Il lavoro del professore prende corpo e sostanza parlando ad una oligarchia culturale. Magari accanto ai professori ci staranno gli operai, ma è pur sempre una oligarchia.
      Riguardo al fatto che i piddini si stiano svegliando, la mia esperienza è purtroppo che non solo non lo stanno facendo, ma che proprio non lo faranno mai. Lavoro con due piddini che levati. Una è anche laureata, per dire...

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  4. Oggi vado a parlare col prof di Storia e Filosofia di mio figlio. Lui non lo sa ma oggi dopo che mi dirà le solite cose che dicono i prof sui ragazzi (ho quattro figli e la litania l'ho imparata a memoria) gli farò un interrogazione a sorpresa: vediamo chi ne sa di più tra me e lui e poi vi racconto

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    1. Vuoi proprio male a tuo figlio!

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    2. Quando mia figlia andava ancora alle medie le fu chiesto di preparare un brano a memoria.
      Mi chiese: "papa' tu che brano sceglieresti?"
      Gliene proposi uno bellissimo e lei fu d'accordo (ed e' straordinario come la memoria di un adolescente sia in grado di ricordare quello che lo interessa).
      Ancora oggi lo recita a memoria l'effetto sui compagni (come su di me) fu straordinario.
      https://www.youtube.com/watch?v=AZ8mrzSKzQs

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  5. All'inizio la migrazione è selettiva...poi disperata.
    I miigliori se ne vanno per stare meglio o cmq ottenere quello che qui più non hanno.
    Chi s'attarda se ne va in seguito(e ne cessariamente non è migliore)
    Quasi tutti gli over 70 dalla mie parti sono andati a lavorare in Francia-Belgio-Austria-Germania...tutti sono orgogliosi di mostrare la loro seconda,makkeronika,lingua e quasi tutti non hanno superato le "elementari".
    PERÒ TUTTI SON RITORNATI..
    anche chi si è sposato...

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    1. "Molto lontano dormo dalla terra d'Italia e dalla mia patria,Taranto.

      Questo è per me piú amaro della morte.

      Tale è la vana vita di ogni nomade.

      Ma le Muse mi amarono, e per tutte le mie sventure mi diedero in cambio la dolcezza del miele.

      Il nome di Leonida non è morto.

      I doni delle Muse lo tramandano per ogni tempo."

      (Traduzione. S.Quasimodo)



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  6. tranquillo che sono un vecchio democristiano ;-)

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    1. Bisogna vedere se lo è anche il prof di tuo figlio....Magari non lo è e passi l'estate a "migliorare" le sue nozioni di storia! Suona tanto fare l'eroe con la pelle del figlio...in bocca al lupo!

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    2. @Alessandro Ballardin

      Alessandro, per favore fammi sapere, se ti dice che Greci e Romani erano cattivi, Egiziani, Persiani, Arabi tolleranti.

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    3. È andata malissimo! Oggi avevo le palle girate e avevo l'esigenza di sfogarmi e invece abbiamo serenamente convenuto che la storia la scrivono i vincitori e che molto di quello che viene scritto nei libri tira l'acqua al loro mulino a cominciare dalla storiella della spedizione dei Mille dove viene steso un velo omertoso sul ruolo della massoneria e dei banchieri inglesi. Mio figlio è fortunato e io sono felice perché se certe verità scomode le sente da un'altra campana non finisce col pensare di avere un pazzo come padre. Vediamo se riusciamo a combinare qualcosa con i ragazzi magari col prof come relatore.

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    4. @Celso pure i Romani furono tolleranti coi Goti tanto che Alarico divenne generale. Poi sappiamo tutti come andò a finire, ma non ne farei una questione di razza del resto i politici che hanno tradito il nostro paese erano e sono tutti italianissimi

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    5. @alessandro ballardin

      Dimenticavo di dirti, Alessandro, che l'esempio che fai allude al vero esempio che sarebbe quanto mai interessante approfondire in questo momento, il tardoantico. Ma in maniera del tutto misteriosa, almeno per me, i tardoantichisti e i medievisti non mi pare che si sentano stimolati a entrare nel merito. Credo che la causa risieda nel fatto che, consapevolmente o incosapevolmente, la maggioranza dei tardoantichisti e dei medievisti ha lavorato nella direzione auspicata nel nuovo clima europeo. Su "rotturismo" e "continuismo" chi ha voglia può leggere questo "esplosione di tardo antico":

      Andrea Giardina
      Studi Storici
      Anno 40, No. 1 (Jan. - Mar., 1999), pp. 157-180

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  7. E qui entra in gioco l'effetto Dunning-Kruger per il quale i due ricercatori (Dunning e Kruger appunto) ricevettero il premio Ig Nobel.

    Come riportato da wikipedia:
    "l'effetto Dunning–Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui inesperti tendono a sopravvalutarsi, giudicando, a torto, le proprie abilità come superiori alla media" (in pratica l'essenza piddina), "per contro, persone in realtà più esperte di altri, tendevano a sottovalutare la propria competenza".
    Purtroppo secondo lo stesso Dunning, "la singola caratteristica che renda una persona soggetta a questo auto inganno, io direi che è respirare" (2015), in pratica c'è un piddino dentro ognuno di noi.
    Un'altra ipotesi è una mega sindrome di Stoccolma collettiva.
    Una mia ipotesi, un po' sociologica un po' evolutiva, è che siamo tutti dei pecoroni (compreso io naturalmente) che hanno bisogno di un capo/leader/pastore che pensi al posto nostro. Ogni tanto, grazie alla stupefacente variabilità naturale, compaiono soggetti che sono un po' meno pecoroni di altri e che tentando di emergere arrivano a svolgere la funzione di capo/leader/pastore.
    Quindi la domanda è: vale la pena tentare di convincere tutti i pecoroni a diventare indipendenti o è più facile sostituirsi al loro capo/leader/pastore per dirigere il gregge verso pascoli erbosi?

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  8. Gli impiegati statali, così tanto additati al pubblico ludibrio da tutti in questo Paese di peracottari, non possono essere fannulloni e contemporaneamente servi fedeli degli ordini eurocratici. Finiamola con questa ricerca autoconsolatoria del piddino da additare. Dopo state meglio?Vi sentite tra quei pochi che hanno capito TUTTO? Uno straccio di coscienza di classe lo fate scaturire dai vostri sterili strali? In questo blog all'inizio eravamo quattro gatti, tutti piddini di ferro. A dimostrazione che la pidditudine è REVERSIBILE. Perciò meno lagne e spocchia da " io ho capito tutto prima di te...". In un modo o nell'altro ci arriveremo tutti alle conclusioni giuste sull'euro e sulle sue conseguenze. Quindi più impegno, ognuno nel suo piccolo quotidiano.

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    1. Probabilmente ti abbiamo toccato un nervo scoperto, perché normalmente sei più lucido. Qui nessuno parla di "impiegati fannulloni" (peraltro, nella categoria rientro anch'io). E nessuno parla di servi fedeli degli eurocrati. Quello che Duccio mette in evidenza è la radice del Male: la mancanza di carità (in senso cristiano), cioè di compassione (in senso manzoniano), cioè di umanità (in senso bagnaiano, ma anche terenziano).

      Molti uomini non sono umani. Peccato.

      Il dato biologico deve essere ovviamente temperato da una sintesi politica per diventare prassi. E secondo me anche in questo senso l'analisi di Duccio è interessante, perché fa un tentativo, approssimativo, schierato, quello che vuoi, ma un minimo di tentativo strutturato di individuare a quali strati sociali corrisponda la classe che sostiene il potere eurista.

      Il tema (come dicono quelli fighi) è questo, ma non mi sembra che la tua osservazione in proposito sia centratissima. Sono stato utile?

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    2. Utilissimo Prof.
      Molti uomini non sono umani. Peccato.Non c'è bisogno di, ribadisco, sparare nel mucchio per capire che esiste il male. Che facciamo teologia ed esegesi del peccato originale?

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    3. Mi chiedo, ma quali strati sociali non sostengono il potere eurista?
      Domani con un governo 5 stelle saranno precari e partite Iva, come del resto ieri sono stati anche gli imprenditori ecc.
      La situazione mi sembra dunque ben più grave: tutti gli strati sociali sostengono in massa il potere eurista e la cosa triste è che non basta soffrire la crisi per svegliarsi (come da esempio di Mons Colombo più giù).

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    4. Caro, prima di mandarti dove meriti, posso farti notare che il bene e il male esistono ovunque, ma in proporzioni variabili? Ormai abbiamo capito cosa fai, quindi sarò franco. La mia professione è il Male, ma io questo male lo denuncio e lo combatto. Lo è anche la tua, ma tu la giustifichi e la difendi. Trovati uno specchio.

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  9. Non sono d'accordo col post di Duccio ed è la prima volta che mi trovo in disaccordo con un post. Questo cinismo mi trova del tutto concorde se rivolto alla stampa ed all'elettorato attivo (chi fa politica) di sinistra. Costoro, in ogni caso non potevano e non possono non sapere. Credo invece che l'elettorato passivo sia per la maggior parte fatto di disinformati e che il loro di sapere di sapere sia frutto di una paura e di una paura che deriva dalla disinformazione. Per me era così prima di passare di qua.. Cito uno di passaggio: "la democrazia funziona come i mercati, tutto va bene se le informazioni che circolano sono quelle buone". Non c'è bisogno che vi ricordi la portata dell'azione di inquinamento del dibattito di cui siamo vittime. A parte il fatto che parlare di "elettori di sinistra" temo sia un po' come parlare della "Germania", una banalizzazione, ci sono di certo elettori di sinistra e dell'odierno PD come quelli descritti da Duccio (cinicamente coscienti) ma credo siano una minoranza. La battaglia che questo blog ingaggia è da sempre una battaglia contro la disinformazione e non contro i disinformati. Aggredirli può servire a noi, per farci sentire meglio, ma di certo non serve a loro. Può darsi che io abbia le fette di prosciutto davanti agli occhi, ma anche io ero così, prima di capitare su una puntata (quella puntata) di servizio pubblico.

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    1. Ovviamente si può dissentire, e anche senza essere necessariamente in conflitto di interessi. Vorrei però che mi chiariste una cosa. I politici "unici colpevoli" (nella tua analisi) qualcuno li ha votati, giusto? Quindi capire chi li ha votati forse ci serve a risolvere un problema, giusto? E a questa manica di "disinformati" come scuotiamo le coscienze? Perché, vedi, quella puntata di Servizio Pubblico non l'hai vista solo tu. I disinformati perché sono ancora tali? Non ridurrei tutto alla dimensione intellettiva (operazione fra l'altro pericolosa, perché ci porterebbe a mettere in discussione il principio di uguaglianza: dovremmo cioè chiederci se un imbecille può votare, e la risposta è ovviamente sì, ma la domanda resta pericolosa!). Vorrei che ci rendessimo conto del fatto che ormai siamo nel 2015. Anche Sergio Cesaratto, il pacato Cesaratto, intervenendo al #goofy3, disse che si era stancato di spendere tante parole, perché nel 2014 chi poteva capire aveva capito, e chi non aveva capito era perché non voleva capire.

      Io, nel 2015, non sarei così radicale, ma rivendico però l'esigenza di scuotere anche in modo violento le coscienze di chi, se non ha capito, spesso non lo ha fatto non per limiti intellettivi, ma per difendere un proprio interesse legittimo. Bene: far capire, con il dovuto sgarbo, a queste persone che invece di difendersi si stavano suicidando mi sembra un'operazione progressiva.

      Dove sbaglio?

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    2. @Marco85

      Senza intervenire nel discorso di fondo, ricordo che "elettorato attivo" è l'insieme di coloro che hanno la capacità giuridica di esprimere un voto, cioè tutti quelli che possono "votare"; "elettorato passivo" è l'insieme di tutti coloro che hanno la capacità giuridica di ricoprire cariche politiche elettive, in pratica tutti presenti in qualche lista di votabili e dunque tutti quelli che possono "essere votati".

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    3. Vivendo a Piddinia, ho visto talmente tanti "Volonterosi carnefici" che sarebbe troppo lungo da raccontare, e anche da analizzare secondo categorie causali che porterebbero ad un regressus ad infinitum.
      Se devi salvare un arto, certe volte è necessario amputarne una parte; se devi salvare la vita, certe volte è necessario amputarlo per intero. In situazioni come queste, pertanto, ci si trova ad usare il rasoio di Ockham, forse, in maniera eccessiva: non è una questione di categorie etiche quelle (come quelle grazie alle quali l'avversario falsifica le categorie economiche), ma meramente pratiche: la comprensione e la pietas mal risposte non servono a nulla in questa battaglia (se si vuole che sia battaglia e non silenziosa ritirata in altri lidi.
      Non serve il "tutto comprendere è tutto perdonare" o il nihili humani me alienum puto ( motto inespresso delle canaglie), ma comprendere (ahimè) che coloro i quali sono affetti da
      «una certa difficoltà di capire, e riluttanza ad approfondire, cosa accade fuori da casa propria, oltre la ringhiera del proprio giardino bordato di fucsie, cosa accade laggiù, dietro quella collina verso la quale si avviano tanti treni»,
      se non si riescono a "convertire" (inteso con una certa levità), sono da considerarsi "tecnicamente" (non ontologicamente) un nemico. Un nemico che, peraltro, merita tutta la nostra umana compassione, in quanto essere umano ma nessuna, in quanto zôon poltikòn

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    4. Caro Velo, grazie. Era scritto nel Tramonto. Scriverlo non è servito a nulla.

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    5. Non è vero. Eccome se è servito

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    6. Io ho la sensazione che in molti non vogliano accettare di aver pestato una colossale m..... Quando parlo con certe persone ho spesso la sensazione che questi abbiano davanti tutti i puntini ma non vogliano ammettere di aver sbagliato, perchè questo vorrebbe dire ammettere di essere stati 'stupidi'. Come quando uno fa una vita di sacrifici per certi valori e poi scopre di essersi sbagliato, non lo ammetterà e anzi obbligherà gli altri a fare gli stessi sacrifici anche se inutili.

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    7. Velo, dott. Bagnai, avrei bisogno di capire se ho capito. Com'è stato detto, il tradimento è fatto oggettivo non è che ci sia molto da discutere: se ti dichiari curatore di interessi di una parte eppoi ti adoperi per l'opposto lo possiamo chiamare come si vuole, ma la parola italiana corretta c'è ed è tradimento. E va bene. E va bene anche che tecnicamente ( non ontologicamente) un indifferente si possa considerare un nemico, nel senso che non è amico: non v'è nulla di amichevole nel comportamento di un Eichmann. Ora, può essere anche che io sia da troppo poco tempo con voi e che molte sfumature mi sfuggano, ma una volta che ci si dice che un tradimento c'è stato e che c'è pure un nemico in senso tecnico ( riconoscimenti che Bagnai ha dimostrato essere per nulla scontati, non è vero che scrive per niente), non capisco se c'è anche un "dunque" oppure il discorso fatto viene posto solo per mettere dei paletti, dei punti di riferimento, per capire i termini della problematica. Non so se sono stato così chiaro, al limite riformulerò.

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    8. Per me è stato molto chiaro: c'è anche un "dunque".
      "Altro dirti non vo'; ma la tua festa ch'anco tardi a venir non ti sia grave".

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  10. E mi sembra evidente che questo sia un'altra pieta angolare nella spiegazione del perché gli accademici (almeno delle scienze naturali) se ne sono battuti. Nella variante "noi siamo al sicuro perché facciamo l'innovazione" (e servono più laureati per competere perché perfino in X ne hanno di più). Dovrei fare qualcosa così con queste amenità.

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  11. Da loro mi sono presa della pigra, corrotta e improduttiva. Da voi addirittura parole grosse come carnefice. Per fortuna domani ho anch'io il ricevimento dei genitori, che di solito non vengono per interrogarmi: mi hanno sempre dimostrato simpatia e qualche volta anche gratitudine. Non che ne abbia bisogno, la mia autostima è arrogante quasi come quella del prof. Bagnai, che credevo esagerasse quando affermava che potremmo essere alla vigilia di eventi gravi: invece forse non ha torto, se nel suo blog, dove ho sempre sentito la voce della ragione, adesso echeggiano queste scomposte parole di odio.

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    1. Sai, Sandra, tutti i tuoi colleghi, dopo aver votato Renzi, voteranno 5 stelle (un'operazione che qui dovresti aver imparato a collocare nel contesto). E ti aspetti che chi ha fatto un certo percorso riesca sempre a mantenere i nervi saldi? Tu sei un'eccezione. La regola, nella tua professione, che conosco bene e nella quale ho tanti amici, è un'altra. Tu hai una diversa percezione? Tanto per chiarirci: quando si arriverà dove la storia ci dice che arriveremo, io non credo che Duccio avrà molto da rimproverarsi: credo che lo avrà chi ha assistito senza alcuna empatia al massacro di tanti suoi simili. Molte di queste persone disumane sono il blocco che ha sostenuto il PD prima e che ora, toccato dalla crisi, anziché porsi delle domande, voterà per dispetto il gestore del dissenso.

      O tu hai una percezione diversa?

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    2. Sostanzialmente no. Quando ho mollato improvvisamente il PD nel lontano autunno del 2011 l'ho fatto d'istinto e già da tempo ero perplessa: è stato un sollievo rendermi poi conto che avevo ragione. Non so i miei colleghi a che punto stiano, con loro non parlo più di certi argomenti: più che disumani o intenti a perseguire il loro interessi, mi sembrano ottenebrati. Ma non sono severa, perché, come ha detto anche Marco85, io ero come loro. Se non inciampavo su You Tube in quella discussione tra Jean-Luc Mélenchon e Jacques Sapir sarei rimasta a errare nel limbo. Spero in Luciano Canfora: molti miei colleghi lo ammirano e lo seguono.

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    3. Ecco. Allora, se le nostre percezioni collimano, sappi questo: se anche Canfora acquistasse (o vendesse!) una visione del problema più lucida di quelle che ha finora fornito, i tuoi colleghi (come i miei, mi sembra superfluo ricordarlo) NON CAMBIERANNO. Perché, secondo te? Duccio ha così tanto torto? Posto che le sue siano parole di odio, non sono forse generate da un uguale e contrario rinnegamento dell'humanitas?

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    4. Cara Sandra, se a volte non riusciamo a identificare le persone, possiamo riconoscerle da coloro che le sostengono. Se un Canfora (non quello mitico cui urlava Paolo Panelli) è portato in palma di mano da Repubblica e/o Corriere... io mi farei venire qualche dubbio.

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    5. Ho le lacrime agli occhi (di tristezza e di rabbia). Sono doppiamente colpevole. Sono ingegnere e da qualche anno sono pure insegnante (di ruolo da un anno).
      Questo post e i commenti sottostanti sono l'analisi migliore che abbia mai letto, nel loro contraddittorio dispiegarsi.
      Così è, se vi pare, la realtà.
      Grazie Alberto.
      P.s. qualcuno mi trova un collegamento tra la demenziale legge 170/2010 che istituisce i DSA e le relative misure dispensative e gli strumenti compensativi (meglio se tecnologici...) e il demenziale ingresso nell'Euro? Sono tutte e due troppo senza senso per non avere nascoste radici comuni!

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    6. Quanta ragione, Alberto, nelle tue parole! I nostri colleghi non cambieranno, ed è un lutto che non riesco ad elaborare, perché chi fa questo mestiere dovrebbe avere la ricerca della conoscenza come sommo bene. Ed invece, mi guardano con aria di sufficienza, "si ma ...", "credo che ...", e non si schiodano, neanche quando ricordo loro che stanno vendendo il futuro dei loro figli.

      Mi prende la disperazione, nel vedere come quello che lucidissimamente hai scritto da anni si sta avverando, giorno dopo giorno, senza che la loro percezione cambi. Ma non perché mi dispiaccia per loro più tanto, a dire la verità, perché di impegno nel tentare di smuovere la loro aristotelica certezza ne ho profuso a iosa.

      Sono disperato perché penso al futuro di mio figlio, perché vedo che questa orgogliosa convinzione di "sapere di sapere" sta rovinando il futuro dei nostri giovani e del nostro Paese, mentre noi abbiamo invece prosperato grazie all'umiltà di chi "sapeva di non sapere" e per questo ci ha spinto a studiare e a faticare, additandoci la necessità di approfondire e di mettere sempre in discussione la verità.

      Non ti ringrazierò mai abbastanza per quello che stai facendo, perché lo capisco bene in tutte le sue implicazioni, e sono quindi onorato di essere un tuo collega.

      Poiché però (come saggiamente ripeteva il mio ormai defunto zio prete) "senza soldi non si cantan messe" ho riattivato (aumentando - si era bloccata un paio di mesi fa per fatti tecnici) la donazione ricorrente ad A/Simmetrie: penso lucidamente che sia uno dei migliori paracadute che posso predisporre per il futuro di mio figlio e mi aiuta a sentirmi un po' meglio.

      Non mollare mai, siamo con te e ti vogliamo bene.

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    7. @stefano

      Mi stavo covando una doppia serpe in seno...

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    8. Grande è la confusione (sopra e) sotto il cielo. Spero che Canfora abbia finalmente unito i puntini (che aveva almeno in parte ben presenti), perché nel 2013 – 2014 eravamo ancora al battipugnismo, che sarebbe sfociato nello tsipriotismo (a proposito di tradimenti):

      Da “La maschera democratica dell’oligarchia – Un dialogo” - Laterza

      C: Canfora
      Z: Zagrebelsky (lo spinellato)

      “C: Chi comanda sull’Europa ha detto: andate al diavolo, la condivisione del debito, gli eurobond ecc. non si faranno mai. Schauble non l’accetterà mai ed è un moderato. A questo punto non si può certo metter sotto accusa il primitivismo intellettuale di chi dice: allora mi rinchiudo nello stato nazionale e per giunta protezionistico, per effetto di quella repulsa. Persino i giornali sono riusciti a dirlo, seppure a denti stretti, [..] non si europeizza il debito sovrano perché non fa comodo ad alcuni, dopodiché uno si chiede: ma perché dobbiamo continuare a marciare insieme, per masochismo, spirito di cilizio?
      Z: Stai per caso perorando la causa dell’uscita dall’euro-sistema?
      C: Naturalmente no. I gesti drammatici ti si ritorcono contro, anche se in teoria potrebbe non essere così. Ti si crea intorno terra bruciata, quindi il gesto di rottura lo paghi. Allora devi lavorare politicamente. Devi dire: ridiscutiamo, perché siamo in tanti ad averne bisogno. In realtà la fuoriuscita minacciata è anche un’arma dialettica. Siccome le conseguenze ricadrebbero anche sulla controparte, sarebbe una carta da far valere. Ma questo è possibile solo se se chi ha responsabilità di governo fa veramente lo statista che si mette in gioco e che ha un orizzonte, non che va in Europa in livrea di maggiordomo.”

      A Lucia’, il maggiordomo è Tsipras!

      Eppure i puntini ci sono tutti:

      “C: Lo Stato si connota con la moneta, la moneta è simbolo dello stato, o no? [..] Allora aver fatto la moneta senza lo stato Europeo è una grande contraddizione [..] se l’aver fatto la moneta unica ha comportato quella gragnuola di sacrifici per i paesi più deboli, lo sbaglio è alla radice: Non è che si può dire: bene, fra 50 anni avremo fatto l’Europa politica per chi è sopravvissuto [..]”

      Poi però scatta il riflesso riformarolo:

      “Z: Ma allora quale dovrebbe essere l’iniziativa politica immediata secondo te?
      C: La ridiscussione dei parametri, che sono il cappio al collo delle economie più deboli.”

      Eppure:

      “C: La Grecia non era tanto convinta di entrare nell’euro, eppure è stata spintonata, e per un’ovvia ragione, per ampliare il mercato dell’industria tedesca che è appunto l’Europa. Più europei dotati di euro ci sono e più la Germania prospera [..] Sono passati 13 anni dall’introduzione della moneta unica, una moneta che non ha alle spalle uno stato, cosa inaudita nella storia dell’umanità [..] ”

      Ma la conclusione rimane “facciamo lo Stato Europeo” e non “cominciamo a cancellare la moneta unica”….

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    9. @ Sandra

      Mi scusi, Sandra, ma parlare di odio lo trovo molto al di sopra delle righe.
      L'odio non è lo sfondamento dei limiti del politicamente corretto, è qualcosa di profondamente connaturato a un'azione. E qui non vedo traccia di questo meccanismo.
      Né mi pare sia necessario scendere sul personale, ambito connaturato già alla mera denuncia dell'odio.
      Se critico pesantemente l'atteggiamento generico di una categoria non mi rivolgo a Marco, Anna o Ermenegilda, ma alla risultante direi quasi vettoriale dei modi di fare di migliaia e migliaia di persone. Facendo questo sto forse odiando Ermenegilda? Il suo contributo alla formazione di questo atteggiamento potrebbe benissimo essere stato completamente opposto alla risultante: non lo sapremo mai. Ma la risultante c'è. Che facciamo? Per non urtare Ermenegilda dobbiamo stare in silenzio?

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  12. Tratto da una storia vera

    "Il marito di una mia parente lavora nel campo finanaziario ed è ricchissimo;
    mi ha detto che l'Italia che per salvarsi deve fare le riforme."

    Me l' ha detta un giorno a cena un mio amico, con cui una volta litigavo sempre su politica, euro e UE. Ora gli do sempre ragione, qualunque cosa dica:

    Lui- L'acqua è asciutta.
    Io - Vero
    Lui- il fuoco è freddo
    Io - Vero
    Lui- Bagnai è simpatico
    Io - Vero

    È precario, odia l'Italia, i politici etc..etc..
    Lavora 15 ore al giorno e credo prenda meno di 1000euro al mese.

    Coscienza di classe un cazzo.

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    1. Ma Bagnai è simpatico. I cattivi so' simpatici.

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    2. Visto?
      Siete come i miei amici/compagni di sinistra: io indico l'incoscienza di classe, e voi vi soffermate sul guru simpatico/antipatico. :-)

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    3. Perché, dell'incoscienza de sinistra dobbiamo ancora parlarne? :-)

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  13. Il commento di Tessadri mi spinge a intervenire, cosa che faccio di rado, visto che condivido il 90% di quel che si dice in questo meritorio blog (e non ringrazieremo mai abbastanza il prof. Bagnai), e poi non sono un economista, quindi…
    Tessadri dovrebbe forse sapere, visto che segue questo blog, che uno dei punti qualificanti di tutta l’azione politica delle istituzioni europee è quello di colpire la spesa pubblica, a partire da quella che riguarda il personale. Nella famosa lettera-diktat della BCE del 2011 il taglio del numero dei dipendenti pubblici e dei loro salari era una delle principali direttive: “Il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi”. E mi pare che Monti Letta e Renzi abbiano seguito questa strada, tanto che lo sfacelo dei servizi pubblici, connesso anche alla costante riduzione del personale conseguente al blocco del turn-over, permette agli editorialisti di invocare le famose e taumaturgiche privatizzazioni. Ora, dire che un insegnante o un impiegato ministeriale possa ragionare da rentier farebbe piuttosto ridere, se non fosse il segno del clima da guerra fra poveri che i media di regime e i politici del PD hanno fomentato in questi anni. La verità, come proprio Bagnai ci ha spiegato spesso (ed anche Barra Caracciolo sul suo blog 48), è che la sapiente disinformazione di stampo orwelliano che controlla i media italiani da anni ha impedito una sia pur minima conoscenza dei fenomeni politici ed economici reali, ha dissimulato la vera funzione dell’euro, ha convinto il 95% della popolazione che il problema era il debito pubblico, quindi la spesa pubblica, quindi gli stipendi pubblici, quindi le pensioni, ecc…. E di questa gigantesca opera di indottrinamento sono stati vittime tutti, imprenditori, insegnanti, bancari, avvocati, artigiani. Anch’io conosco insegnanti che guadagnano 1.300 euro al mese, e continuano a imputare la crisi al debito pubblico e agli sprechi della casta, e ci ho litigato più volte, ma non penso proprio che siano privilegiati, né che abbiano consapevolezza di quel che succede, visto che ne sono vittime almeno quanto tutti gli altri. Certo, ci sono imprenditori che hanno perso tutto con la crisi, alcuni persino la vita, e capisco che queste sono situazioni più drammatiche. Resta il fatto che accusare dell’incubo che stiamo vivendo chi ha uno stipendio o una pensione, per il solo fatto di averli, è operazione che viene portata avanti quotidianamente da colonnelli e gerarchi del PD, e dai loro complici dei media.

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    1. Perdonami, Gianni: capisco che Duccio ha toccato molti nervi scoperti, e lo ritengo un fatto progressivo, perché è ora che chi è stato ingenuo se lo senta dire e ci pensi un pochino su. Duccio non sta accusando queste persone per il fatto che hanno uno stipendio, ma per il fatto che non si sono interrogate seriamente su cosa stava accadendo, come avete fatto tutti voi che siete qui, e non siete pochissimi.

      Uno degli assi portanti della mia ricerca e della mia divulgazione è il dato che quello cui stiamo assistendo è un film già visto. Un insegnante di storia che non lo riconosce suscita in me qualche perplessità, ma passons.

      Il punto è che proprio perché sono stati toccati, e rudemente, questi insegnanti avrebbero dovuto svegliarsi. La televisione non la guardano solo loro: la guardate anche voi. So what?

      La formula che Duccio usa ("hanno ragionato da rentier senza esserlo") a mio avviso è perfetta: hanno ritenuto che la deflazione giocasse a loro favore, e ora scoprono che non è così, è un pochino di più come diceva Keynes.

      Vedi: noi possiamo giustificare, scusare, tutto e tutti.

      Ma a un certo punto bisognerà pure tirare una linea. Non è perché esiste una disinformazione pervasiva (contro la quale lotto, inizialmente da solo, da qualche anno) che possiamo scusare tutti i volenterosi carnefici dell'euro. Questo, lo preciso, non significa proporre un piano Morgenthau per chi ha votato PD! Ma significa cominciare a interrogarsi sulle motivazioni economiche, oltre che psicanalitiche, che hanno alimentato questo delirio collettivo. So che l'operazione è sgradevole. A me l'aspirazione a vivere una vita normale sembra nobilissima. Meno nobile il non chiedersi perché tanti tuoi fratelli stanno soffrendo. Ancora meno nobile essere un servitore dello Stato che denigra lo Stato in base a messaggi populisti da bar Sport.

      Sbaglio?

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    2. Un professore universitario di fisica, ubriachello, tema del piddino: vacanze in Russia.
      "In Russia hanno ancora Babbo Stato. I commercianti non sono gentili: se ti vendono qualcosa bene, se no, bene lo stesso. Come la sanità: ora che c'è quella privata, quella pubblica si deve adeguare."
      -Ma tu prendi lo stipendio da Babbo Stato!
      "ma io lavoro."

      Mi sembra capitale qui la nozione che non sono proprio i soldi. Non vogliono *più soldi*. Vogliono essere riveriti per quelli che hanno.
      Finché loro avranno un fisso mensile e altri no, se questo manterrà la carica emotiva di "scettro del consumatore" e "invidiato privilegio" saranno felici!
      Se questo porta a moltiplicare i carichi di stress, tenere nella dipendenza - a distanza e via postepay - figli e nipoti, mettere stelline di demerito ai ristoratori, ricattare studenti annoiati colla raccomandazione per uno stage di merda... Ancora più libidine!
      È il fascino discreto della deflazione.
      E non credo che la razionalità da sola, dovessero anche perdere il 30% dello stipendio o giurare fedeltà al duce Renzi, possa smuoverli.

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    3. Professore approfitto del post di Gianni che condivide quello che dicevo sopra (sulla disinformazione) per tentare di chiarire la mia posizione. La risposta alla domanda: "cosa fare per smuovere questi animi?".. quando la disinformazione regna sovrana è come cercare di fermare il vento con le mani, che è quello che lei sta tentando di fare assieme al prof. Barra Caracciolo, Vladimiro Giacché ed altri..Per quanto riguarda gli insegnanti di storia, non credo che l'elettorato del PD sia fatto solo da insegnanti di storia e soprattuto ho l'impressione che Duccio sovrastimi la preparazione culturale economica dell'italiano medio: usare la deflazione a proprio vantaggio comporta una comprensione della situazione che la gente (disinformata) non ha mediamente. Professore, secondo lei, a spanna, quanti italiani sanno davvero cosa significa "in regime di cambi fissi siamo obbligati ad importare deflazione"? Peggio ancora, quanti professori di storia pensa lo sappiano? Forse è per questo che non vedono la storia ripetersi! El "birretta" secondo lei è un rentier? Secondo me piuttosto non c'ha capito una mazza (lui però si, è da condannare :-)). Infine, ricordo bene le parole del prof. Cesaratto, credevo fossero destinate agli economisti e non al pubblico.. Grazie per questo dibattito. Di cuore.

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    4. Ti chiedo scusa. Fatico a postare lunghi commenti con il tablet. Se dovessi dare l'impressione dello spammer, del rompiballe o del coglione ovviamente non pubblicare e pazienza. La mia 'arrogante autostima' non avrà contraccolpi. E invece no secondo me. Tra le tante imprecisioni di Duccio il metto anche questa che indichi. Si comportano da rentier senza esserlo. Lo sono stramaledizione. Capite che lo sono? Ma vi rendete conto di quanta ricchezza finanziaria esiste in mano alla 'gente'? Ma scusate, ma come facciamo ad andare avanti come paese con il 40% di disoccupazione giovanile e tutti questi adulti che perdono lavoro? Sarà anche perché siamo stati per anni un paese di risparmiatori? Lasciamo poi stare il resto, cioè a dire ripeto mi spiegate cosa diavolo si può i,puntare al professore, all'impiegato di equitalia e al bancario?
      Ripeto che per quella che è la mia esperienza quotidiana con i piddini, non hanno al momento alcun motivo di svegliarsi e non lo avranno ancora per molto tempo. Altro che Ici e Imu, anche se le decuplicassero queste tasse i piddini continuerebbero imperterriti a campare per i prossimi trent'anni.

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    5. Uno che lavora in Banca d'Italia, o all'OCSE (dove non paga tasse) e pensa che a lui non toccherà mai come lo chiami? Perché gli umili, gli incolti, capiscono al volo, e i "colti" no? Hai esperienze diverse? Io sono un clavicembalista, Cristo! Questa guerra non è la mia guerra. Duccio non dice che la gente ha "usato" la deflazione a proprio vantaggio. Dice che alla gente "sta bene così" perché tocca agli altri. Finché tocca agli altri.

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    6. Non so, forse come da tradizione hai ragione tu, nel senso che è l'ipotesi più probabile. Certo io non sono colto, e neppure mi considero tale. Chi mi conosce sa che mi considero un mediocre, circondato peraltro da mediocri peggiori, però in questa discussione m trovo buona compagnia. Stiamo tutti difendendo interessi corporativi? Poco credibile.
      Duccio parla esplicitamente di carnefici. Io non riesco in tutta franchezza ad assegnare a queste nullità storiche più che sociali un ruolo così importante. Sono solo comparse. Per me.
      Poi sì ho esperienze diverse riguardo ai piddini e alla loro consistenza economico-patrimoniale, per motivi professionali. Ma soprattutto il fatto di essere un provincialotto mi mette al cospetto di un orizzonte non solo limitato ma anche estremamente diverso rispetto a quello di un romano. Me ne rendo conto. Ma l'Italia non è Roma. È la provincia in senso generale è piuttosto 'grande'.
      Ancora se posso insistere con la confusione non capisco l'astio. Cioè è come se a questo imbecille dopo un ordine di no piazzaleloretisti ne arrivvasse uno opposto e contrario.
      Per non sapere leggere e scrivere li giudico male solo dal punto di vista culturale. Coglioni. Non sono loro che mi fanno del male. Non sono loro che mi salveranno.
      Credo. Hai ragione anche sulla guerra, non è neanche la mia, ancora. Temo possa diventarlo, ma intanto alcuni mie congiunti sono già partiti per fronte. I marginali sono i primi. I piddini che conosco io saranno gli ultimi se mai partiranno.

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    7. Sbagli? Troppo ottimismo sul tuo prossimo. Effettivamente non è vero che chi non aveva capito era perchè non voleva capire....spesso, spessissimo non riesce a capire. E non riesce perchè i punti da unire sono stati nascosti da anni di disinformazione. Chiaramente NESSUNO mi crede quando finisco con: il percorso obbligato di questa strada "europea" è la violenza sia di stato (Adolf) che privata (aggressioni e omicidi). Quanti ebrei preparati e non stupidi sono finiti nei campi di concentramento? Nessuno voleva capire? Non credevano che potesse essere così e finire così.

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    8. Penso che essere stupido e in buona fede sia una colpa peggiore dell'essere furbo e in mala fede.
      Con il secondo ci puoi ragionare e puoi portarlo a capire che la deflazione non conviene nemmeno a lui. Il primo è irrecuperabile.

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    9. Ma prof, può bastare che "tocchi a loro"? In Grecia è toccato a tutti. Ma finché queste persone troveranno appagamento nel "privilegio" (fasullo ma mediaticamente reale) non basterà che siano toccati. Riducetegli lo stipendio a 500 euro, fategli prelevare soldi dal conto per salvare le banche!
      Li rivoteranno lo stesso...
      Finché ci sarà un disoccupato pronto a falciargli il prato per 5 euro, una giovane migrante bellissima sul marciapiede, un idraulico (una volta miliardario ladro evasore per antonomasia, ora rassicurantemente rumeno), che per 20 euro li tratta da imperatori e fa pure fattura (se no deportazione - o chi paga il nostro meritato stipendio/bot/pensione?)... Cioè, finché la crisi colpirà in modo asimmetrico... la benediranno come mezzo per rimettere a posto i "vili meccanici" e continueranno a farci morire pur di mantenere la loro rendita, anche mutilata.
      Prendersela con loro, come a Libberopoly sarebbe però controproducente: "Ci odiate perché dite che siamo privilegiati? Ebbene ci meriteremo il nostro privilegio con l'obbedienza estrema e incorruttibile."
      Bisogna svegliarli dall'incubo a occhi aperti in cui "gli italiani" si godono la vita, tutti tranne loro, studiosi e ligi al dovere. Con la gente che non glielo riconosce, che frustrazione ("venga a casa mia, a vedere il 730, a vedere le corruttele che ho rifiutato..."). Mi fanno un po' pena. Sono le più tristi vittime, fra le tante, del consumismo anni '80. Cosa possiamo fare per farli felici? Se li chiamassimo Eminenza invece che Dottore, per cominciare?

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    10. Ma che diversi ebrei hanno sostenuto il fascismo perché inizialmente faceva i loro interessi lo sai, no? Nessuno dice che la loro fine non sia stata orribile e immeritata. Era anche inevitabile? Ed è anche stata la fine di tanti che invece non ci avevano guadagnato nulla.

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    11. Vedo che e' difficile arrivare al punto (mirabilmente descritto da un altro suo ospite parecchio tempo fa) che essere progressisti, di sinistra, significa essenzialmente fraternité. Senza, siamo alle caverne, col 50 pollici ma alle caverne. Certo, esporsi e' pericoloso, hai tutti contro, puoi perdere il lavoro (un po' prima...), pero' nascondersi e' sempre peggio, anche se gli altri non ti vedono, tu si' che ti vedi. Quando sara' il momento, avremo il coraggio?

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  14. A testimonianza di come, anche il Trattato di Schengen, sia una concezione per renderci più poveri, come lo è l'euro. Professore un bellissimo post, Lei di politica ne capisce sicuramente come di economia.

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  15. Grande Tessari. Semplicemente grande.
    Solgenistin diceva: fino a quando una mattina, prima dell'alba, non viene il KGB a prenderti e spedirti in Siberia, continui a pensare che questo può succedere solo agli altri.
    Non si sarebbe potuto tradurre meglio di come ha fatto Tessari. Grazie
    Fabio Maggiori

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    1. Lo confermò, seppur in altra modalità, anche la vicenda di Vasilij Grossman: corrispondente di guerra e sostenitore del comunismo russo, si accorge progressivamente che l'apparato sovietico è tale anche nell'impiegare scientemente e minuziosamente valori come giustizia e libertà proprio per mistificarne l'essenza stessa, in modo analogo, seppur agli atti differente, a quello perpetrato dal nazismo (ci sarebbe quindi da compiere, o continuare, un’ampia riflessione su quanto il Male reale non possegga una sua fisionomia – sostenere che un uomo debba essere soppresso o perseguitato non è così grave quanto affermare che sia corretto il sopprimerlo o l’eliminarlo metodicamente per civiltà e giustizia -: il Male reale e devastante, dunque, si riduce a sovvertire le istanze del Bene, a prenderne la forma e l’apparenza, a indossarne la maschera proprio perché il Bene reale recalcitra dall’assumerne di fisse e stereotipate). Quando nel 1960 Grossman finirà di scrivere il romanzo fiume "Vita e Destino", ambientato a Stalingrado e ponente le basi della dissidenza proprio a partire dal grande successo della guerra patriottica sovietica, il KGB gli giungerà in casa per sequestrare il manoscritto, le carte a carbone, le minute e perfino i nastri della macchina da scrivere. L'allora presidente della sezione culturale del Comitato centrale del Partito Comunista, Mikhail Suslov, dirà espressamente che il libro potrà essere pubblicato soltanto nei prossimi duecento anni, perché pericoloso per l'URSS. Il testo sarà invece edito di straforo all’estero, ben prima della scadenza predetta da Suslov, grazie ad amici dell’autore che riusciranno a sorreggere anche le immediate sorti dello stesso poiché, pur non finendo in Siberia, verrà sorvegliato e ridotto all’indigenza dal regime, fino a morire di cancro allo stomaco nel’64.
      Vale la pena, in questa sede, riportare stralci del testo editi in parecchie recensioni del romanzo (lo sto leggendo col contagocce: più di 800 pagine e parecchi personaggi che intrecciano le loro vicende), che sono e saranno sempre attuali:
      “In quest’epoca tremenda, un’epoca di follie commesse nel nome della gloria di Stati e nazioni o del bene universale, e in cui gli uomini non sembrano più uomini ma fremono come rami d’albero e sono come la pietra che frana e trascina con sé le altre pietre riempiendo fosse e burroni, in quest’epoca di terrore e di follia insensata, la bontà spicciola, granello radioattivo sbriciolato nella vita, non è scomparsa.”.
      “Non ci credo io nel bene. Io credo nella bontà […] la storia degli uomini non è […] la lotta del bene che cerca di sconfiggere il male. La storia dell’uomo è la lotta del grande male che cerca di macinare il piccolo seme dell’umanità. Ma se anche in momenti come questi l’uomo serba qualcosa di umano, il male è destinato a soccombere”.

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  16. Vero, ma anche no. Perché questi "allegri carnefici" sono ancora lì a sgomitare per entrare nel macello.
    I più furbi - e sono pochi - sanno che entreranno a fare i macellai, gli altri pensano ancora che sia il paese dei balocchi, il roseo futuro, che la strada presenti qualche buca ma che "dopo" tutto andrà benissimo.
    Poi il principio di realtà si farà vivo, e come sempre favorirà i macellai, che hanno capito meglio come stanno le cose.
    Non sono buono e tanto meno buonista, nutro pensieri che non condivido (pubblicamente), ma sono disposto ad accettare anche questo, purché il macello finisca.
    Ma non so se riuscirò a vederlo.

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  17. Buongiorno. Per quanto concerne l'analisi del tradimento della sinistra, vi propongo questo stralcio da un articolo di Costanzo Preve, scritto attorno al 2005 (testo completo qui)

    <<...Era molto meno evidente, invece, la corretta comprensione della natura non solo politica ma anche storica di questi apparati politici professionali, indipendentemente dall'elemento irrilevante della loro ideologia di copertura, legittimazione e mascheramento di tipo laburista, socialdemocratico, socialista e comunista. Il caso dell'Italia è molto interessante. Nella retorica dei gruppi marxisti-leninisti degli anni Sessanta il PCI (poi PDS e DS dopo la riconversione produttiva della ditta) era visto come partito opportunista, revisionista, interclassista, partito dei bottegai, delle cooperative tosco-emiliane, della piccola borghesia umanistica, eccetera. A mia conoscenza, soltanto il maoista italiano Gianfranco La Grassa, in alcuni contributi usciti sulla rivista "Che Fare" dei primi anni Settanta, si avvicinò di più alla realtà. Secondo La Grassa il PCI di Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer, apparentemente il partito del "blocco storico" gramsciano fra classe operaia e ceti medi progressivi, era in realtà un potenziale partito di rappresentanza e di gestione degli interessi complessivi del grande capitale. A quei tempi questa tesi poteva sembrare esagerata ed estremistica. Se invece ritorniamo su queste tesi con il "senno del poi", sapendo che cosa sono stati negli anni Novanta i DS, l'Ulivo, D'Alema, Fassino, eccetera, allora la tesi di La Grassa ci sembrerà meno follemente estremistica e molto più sobria e realistica di quanto allora poteva sembrare. Ho voluto qui ricordare questo piccolissimo episodio ideologico dei primi anni Settanta per evidenziare come era già possibile allora giungere alla conclusione che gli apparati formalmente "comunisti", una volta cambiati "di colore", non si sarebbero mai per così dire "fermati a metà strada", ma avrebbero subito una metamorfosi di 180° in direzione di una classe politica professionale complessiva "di servizio" degli interessi capitalistici ed imperialistici complessivi. In proposito la vera "sindone", cioè la vera icona visiva di questa metamorfosi resta a mio avviso il cinico ghigno di sufficienza di Massimo D'Alema nel 1999 quando rese possibile i bombardamenti americani sulla Jugoslavia concedendo l'uso delle basi aeree.... >>

    Manca ovviamente la transizione Monti-Letta-Renzi, ma se si accetta la tesi che la totalità delle propaggini dell'ex Pci (dai vertici agli isciritti ai simpatizzanti fino alle persone estranee alla politica ma pur sembre di sentimento progressista) siano state catturate, a livelli diversissimi di (in)consapevolezza, il dopo-Berlusconi assume i contorni di un semplice cambio di passo e di stilemi comunicativi.

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  18. “Questi sono delitti che trascendono ogni denuncia. Queste sono tragedie cui il pianto non può rendere testimonianza; è un fallimento che annulla le più belle conquiste dell'umanità. La terra è ferace, gli alberi stanno ritti e sani in fila, i tronchi sono robusti, la frutta matura. Ma i bimbi muoiono di pellagra perché da un'arancia il coltivatore non può trarre profitto; e il "coroner" scrive sull'atto di morte «morto per denutrizione» perché conviene lasciar marcire la frutta. I poveri accorrono con le reti per pescare le patate nel fiume, e le guardie li respingono; accorrono nei loro veicoli sgangherati per cogliere le arance, e le trovano imbevute di petrolio. E restano lì, a veder scorrere le patate nel fiume, a sentire gli strilli dei maiali sgozzati nei fossi e sepolti sotto la calce, a osservare le montagne d'oro liquefarsi in putrida broda. E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s'avvicina l'epoca della vendemmia.”

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  19. La tragedia è che questi macellai in camice rosso non hanno nemmeno la dignità ed il coraggio di dare un colpo di grazia a questo paese. Preferiscono una lunga agonia in modo che il soffocamento sia lento quel tanto che basta che l' italiota medio non se ne accorga nemmeno. A voglia prof. Bagnai sostenere che l' Italia può farcela, che la colpa è solo dell' euro e della perfida e crudele Germania. Alle ultime elezioni europee si è avuta chiara l' immagine di un paese che se ne sbatte del futuro e forse anche del presente. Ampio astensionismo mascherato da scoramento e disaffezione al voto...balle, la verità che c'è ancora troppa gente che sta bene ed intrallazza alla grande. Storicamente l' italiano si è ribellato solo quando il despota di turno era alla frutta, debole e malconcio. Purtroppo siamo servi nati, domestici intrallazzoni e doppio giochisti, se avessimo avuto un minimo di dignità non avremmo ne la mafia ne tanto meno questo sciattume di classe politica. Non siamo altro che una perenne colonia.

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    1. Carissimo, il mio messaggio è lievemente più articolato. Quanto al discorso "colonia" concordo, ma non mi risulta che in Italia ci siano basi militari tedesche (tanto per farti capire cosa intendo per articolato). Per non essere colonia c'è un modo molto semplice: vincere la guerra. Domanda: stiamo combattendo una guerra?

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    2. @Max Max
      personalmente ne avrei leggermente pieni i coglioni di sentirmi dire che noi italiani, cioè io, siamo servi, intrallazzoni e doppio giochisti, mafiosi, santi navigatori eroi, franza o spagna purché se magna, fatta la legge trovato l'inganno, abbiamo i politici che ci meritiamo, non siamo governabili, il signore è il mio pastore non manco di nulla, e mi fermo qui.
      Ma parla per te. Parla con quelli che sono come te.
      Io non sono così e conosco un sacco di gente che non lo è, non pensa questo, non lo condivide e non lo capisce, perché non ha nessuna di queste belle qualità che alcuni italiani attribuiscono ai loro compatrioti/conterranei/compaesani.
      Non lo vede negli altri, per il semplice motivo che non è vero.
      Capisco lo scoramento, capisco la solitudine, capisco le vertigini, ma no veramente basta, non ne usciamo affibbiandoci a vicenda insulti (servo sarà Lei che magari modestamente lo nacque per dire) e abbassando sempre di più l'autostima collettiva per cercare conforto.
      Tanto per sapere, una volta che abbiamo stabilito che quello che caratterizza maggiormente gli italiani è il fatto che siamo un popolo di testedicazzo che ne facciamo? Una bella startup di maker artigiana creativa di design italiano?
      Ognuno faccia quello che può, il blog è pieno di racconti di "combattenti" che affrontano a petto nudo l'adamantina corazza piddina.
      Si parte da qui.

      Cordialità
      Globus Negulesco

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    3. In effetti il senso di questo post era del tutto diverso, tanto più che le dinamiche che esso descrive sono quelle proprie dei virtuosi tedeschi che serenamente vivevano nei paesi prossimi ai campi di lavoro. Come dice Marco Palombi, stiamo già applicando il modello tedesco...

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    4. @Max Max, che dire, tu ti conosci di sicuro meglio di quanto ti possa conoscere io, quindi se dici di essere un servo nato sara` vero.
      E grazie per averci avvertito che sei anche un doppiogiochista.

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  20. Non so, mi pare che sempre si oscilli tra la visione colpa alto->basso (intellettuali che hanno tradito il loro ruolo di guardiani della consapevolezza e della verità trascinando la gente nell'ignoranza) e colpa basso->alto (popolo antropologicamente profittatore che figlia una classe intellettuale e politica degenerata).

    Negli altri esempi che la storia fornisce mi pare c'è sempre stato un circolo vizioso.

    Non si può imputare la degenerazione del fascismo al tessuto culturale italiano di allora. Non si possono imputare le stragi in serbia e croazia al carattere "balcanico" delle loro genti. Non si può imputare la mafia al carattere dei siciliani. Non si può imputare l'ascesa di hitler alla genetica tedesca (e per es qui e da quarantotto abbiamo sentito analisi approfondite).

    Si tratta di un degenerazioni e impazzimenti collettivi. Sono persone normali finite nel vortice, con i loro grandi e piccoli tornaconti, di cui tra l'altro è fatta la vita. (E ESSI, cioè quei gruppi con comunanza di intenti più o meno dichiarati che generano o sfruttano la situazione, lo sanno bene).

    Ho già linkato l'esperimento di Stanford - persone normali che diventano carnefici e complici di un crimine che avrebbero aborrito prima. E mi viene in mente pure Comandante ad auschwitz (...svolgeva il suo lavoro come si farebbe in un'impresa di logistica).

    In altre parole, senza arrivare a quegli eccessi, è forse da considerare normale l'appiattimento della media sul conformismo, sulla pigrizia, perché fare resistenza è da eroi. E semplicemente non si può chiedere al popolo di essere un popolo di eroi. È un ossimoro.

    Detto questo, eroi anche si diventa, forse. A partire da un blog :).

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    1. Che chiedere a un popolo di essere composto da eroi sia operazione isomorfa a che chiede di essere tutti "sopra la media", o tutti "più competitivi", mi è abbastanza chiaro. Ti chiederei però di non banalizzare quanto qui viene fatto. Se ti piace una diversa prosa, feel free. Ma qui nessuno ha imputato la mafia al carattere dei siciliani o l'ascesa di Hitler alla genetica tedesca.

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  21. Bagnai, lei parla di traditori ... e questi dove li mettiamo ??

    http://www.confindustria.vicenza.it/rassegna/20150709/SI14130.pdf

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  22. Egregio professore,
    nel 1978 Augusto Del Noce, un filosofo probabilmente fuori dal suo campo di interessi, scriveva (ne Il suicidio della rivoluzione): “L’esito dell’eurocomunismo non può essere che quello di TRASFORMARE IL COMUNISMO IN UNA COMPONENTE DELLA SOCIETÀ BORGHESE ormai completamente sconsacrata”. Quel che lei denuncia come un incomprensibile tradimento (l’adesione della sinistra a un progetto che lei definisce intrinsecamente di destra qual è l’Euro) non è altro che il naturale esito sotto il profilo economico d’una mutazione culturale della sinistra iniziata almeno dieci anni prima del 1978. Dato che in un’ottica marxista (che non è la mia) la cultura è solo sovrastruttura, qualcuno potrà ricercare le ragioni economiche di quella mutazione culturale. Ma credo che senza partire da questo dato non economico acutamente individuato da Del Noce quarant’anni fa, non si possa comprendere come sia potuto avvenire che la galassia sorta dall’esplosione dell’ex PCI (nel mazzo ci metto anche i c.d. “cattolici democratici” alla Prodi) sia divisa su tutto, ma compattamente pro Euro. E ciò anche a costo di porsi oggettivamente in conflitto con gli interessi della classe che dovrebbe rappresentare. Infatti, se la sinistra diviene poco per volta una componente della società borghese, è del tutto naturale che, poco per volta, anche le sue politiche economiche divengano nulla di più che una variante delle politiche economiche funzionali agli interessi della grande borghesia.

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  23. Ecco l' ultimo dei MOHICANI che avanza l' ipotesi di soluzione finale, dopo le tante già proposte, e puntualmente fallite, per tentare disperatamente l' ultima carta falsa, nel senso che comprendo la disperazione del bocconiano PDeurista che non ha capito, perchè troppo lontana dalla verità e dalla razionalità, è la sua intima fede nelle politiche di rigore ordoliberiste, la genesi e la dinamica della crisi dell' ISTITUTO che presiede e che sente la solitudine della missione che ha capito essere difficilissima da realizzare ma forse non impossibile, in un Paese corrotto e spendaccione, per distruggere le ultime barriere di difesa del privilegio e così demolire l' ultimo e più importante simulacro di certezze diffuse e collettive. Demolite quelle più alte e più protette difese, se la manovra riesce, l' INCORRUTTIBILE presidente dell' INPS, avrà l' alto mandato, secondo la sua personale ed inossidabile dottrina, di poter usare a piacimento la ghigliottina sulle prestazioni pensionistiche dei milioni di profittatori che hanno abusato delle finanze pubbliche.

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  24. Mi si prenda sportivamente... Bagnai capirà, gli altri non saprei

    Gli economisti hanno rovinato il mondo con le loro teorie su cui non hanno mai avuto una linea omogenea di interpretazione: non hanno ancora capito se le loro teorie devono rappresentare proiezioni prudenziali (o pessimistiche) oppure diversamente siano delle agende da seguire fedelmente...

    Non c'è da meravigliarsi poi che i risultati siano basati solo sulla verifica empirica con dati più o meno corretti di quanto da loro premesso (qualora abbiano voglia di verificare, altrimenti basta il plauso di un paio di imbecilli montati ad incensarsi vicendevolmente). Così vivono nella speranza di divenire i consiglieri di uomini potenti e di venire acclamati con premi fasulli come il premio nobel per l'economia (nonostante sbavasse sui soldi, Angus Deaton ha detto la verità). Al confronto un test del QI online è il Giudizio Universale!

    La questione diventa esilarante quando poi battibeccano per dimostrare l'appartenenza ad una corrente piuttosto che un'altra, dimenticando che l'economia deve fare quello che fa la carota appesa sul muso dell'asino, cioè far lavorare al massimo le persone e che drogare l'economia serve solo se poi la suggestione si auto-avvera, altrimenti fa la fine del QE. E che si parte sempre dallo scopo di tutelare qualcuno, puntualmente mai confesso nelle loro teorie (chissà perchè non lo confessano...)

    Insomma, se nel mondo si facesse una riforma dell'istruzione mondiale per cui l'economia venisse abolita e venissero soltanto mantenute le scuole professionali di ragioneria e le scuole per commercialista avremmo le benedizioni eterne (per chi ci spera e crede).

    Infatti siamo pieni di soggetti scientificamente insignificanti che si masturbano con deduzioni e induzioni per di più fatte neanche tanto bene, che bluffano di sapere le cose... E se vi dico questa penso che dovrò scappare a gambe levate:

    gli economisti non capiscono una fava di matematica!

    A differenza di qualsiasi altro studioso, gli economisti usano le formule come le Tavole della Legge di Mosè. Nella migliore delle ipotesi, riescono a ricordarsele a memoria... nella peggiore... beh, ve lo lascio immaginare!

    (ps: per matematica intendo qualsiasi tipo di ragionamento logico, in fondo anche le parole e i pensieri sono formule, chi ha cervello lo usi)

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    1. Capisco che hai preso questo blog per un bar e te per un epistemologo. C'è dell'altro? Me lo puoi evidenziare in sintesi?

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    2. Analisi definitiva ed inoppugnabile; Albe' chiudiamola qui!

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  25. Penso che dovremmo sforzarci di distinguere tra la schiera dei traditori, di coloro che sapevano e hanno avuto ruoli di responsabilità o di collaborazione, rispetto alla moltitudine di ignavi che hanno supinamente adottato i luoghi comuni e le parole d' ordine imposti dai media. Credo che commetteremmo un errore se pensassimo di considerare alla stessa stregua il collega di lavoro con il quale ogni giorno che dio manda ci scontriamo sui carichi di lavoro eccessivi, sui turni non fisiologici, sui riposi saltati, perchè non riesce a connettere il terzo neurone associativo con gli altri due, mettendolo sullo stesso piano del politicante alla D' Alema che davanti al giornalista che lo intervistava (Alan Friedman alias Stanlio) come un capitano d' azienda orgoglioso e tronfio, mostrava i propri possedimenti, le terre fertili, i vigneti, gli ulivi secolari, il vino pregiato, l' olio e tutte le ricchezze accumulate, frutto del suo lavoro (che sarà sporco, ma qualcuno lo deve pur fare.....). Non so se mi spiego. Sono incazzato come una iena con tutti coloro che rifiutano l' approfondimento e la conoscenza delle cause del nostro declino economico e della degenerazione irreversibile della nostra democrazia , non sopporto il pressapochismo e la superficialità di molti colleghi, amici, conoscenti e parenti, ma non mi sento di assimilare tutti costoro sotto la medesima responsabilità che riconosco alle classi dirigenti del paese, agli intellettuali, agli industriali, ai sindacalisti, politici, banchieri, giornalisti. Voglio dire che devo per forza fare delle distinzioni, devo differenziare le responsabilità. Così come accadde nel Risorgimento e poi durante il fascismo e con la resistenza, l' incipit della rivolta è stato patrimonio di minoranze inizialmente isolate e residuali, che soltanto con il coinvolgimento di larghi strati di popolo è potuto diventare vero cambiamento. Certo, occorre tempo, e noi di tempo non ne abbiamo più tanto. Ma continuo a pensare che sia importante continuare a costruire ponti con tutte le persone e comunicare, parlare, documentare, evitando di erigere steccati. Con i traditori del paese e con le elite di sinistra che ci hanno condotto in questa tragedia sarà la storia a decretare il giudizio conclusivo e non credo sarà benevolo.

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  26. premesso che bastava conoscerli nel senso che li ho sempre considerati vuoti nel loro modo di vedere il mondo (ovvero con moralismo da strapazzo e zero costruzioni logiche).
    C'è da dire che in molti casi si pongono al di sopra delle parti (sempre versante morale) ovvero sono loro superiori e quindi fanno qualcosa che gli inferiori non possono e quindi devono subire.
    Sempre nel caso del funzionario dell'AdE o di altri enti governativi, questi hanno l'idea che gli "evasori" hanno rovinato il Paese e quindi vanno scovati, stanati e distrutti.
    E non scherzo.
    Oppure molti insegnanti che da secoli ripetono la loro superiorità che si incarna nei valori dell'europa (sic) e quindi il resto è plebaglia da denigrare (come si può denigrare ad esempio la peste, senza accorgersi che la appoggiano e diffondono).

    E il mondo cambia.. se becchi 10 "evasori" possibilmente fai il salto, se fai 45 multe stupide e senza senso sei il salvatore del bilancio comunale..

    PS: a me stanno sul c. da quando ero bambino.. ihihihihi

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    1. Azzardo che il "moralismo da strapazzo" si sia diffuso in un certo ceto per compensare l'assenza di punti di riferimento politici. Ricordo bene l'improvvisa popolarità di Di Pietro, anche se ero ancora bambino. Il moralismo si è sostituito a una visione del mondo coerente, a una bussola politica, che in seguito alla caduta del muro, di mani pulite, ecc... si è persa completamente. E la sostituzione è avvenuta nelle menti di persone in fin dei conti sconfitte (ex comunisti e socialisti che non avevano più una potenza di riferimento) proprio per mitigare il dolore della sconfitta. Per questo mi sembra ingiusto chiamare queste persone "traditori".

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  27. @the max
    ricordo una discussiione di anni fa in cui un mio caro (all'epoca) amico (beh.. il destino di un siciliano mi sa è separsi, spargendosi per il mondo) che mi chiedeva la valenza di un tempo sui 15" nei 100 metri..
    "ma sono solo 5" dal WR!"
    eh..

    Oppure la mia collega (eh) che mi diceva:
    "Ma che ci vuole a valorizzare le rimanenze di semilavorati e prodotti finiti?"
    Oh, parliamo di una che non sa nemmeno come si valorizzando quelle (molto facili) di materie prime!

    PS: per quello che ho capito, se vali 100, sei fortissimo se hai considerazione di te per 101.
    ma il punto è che tanti si considerano 101 valendo 10...

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  28. sugli impiegati fannulloni sollevo un velo pietoso..
    vero che in generale un impiegato statale lavori meno di uno privato.. ma tra i privati ci sarà (e c'è) la stessa % di segaioli.
    ma per piacere..
    E parla uno che (al di là del fegato che mi manca) non aveva e non ha la stoffa per tenere i ritmi di un professionista (quindi.. ora, se uno è talmente bravo a lavorare 60-70 ore a settimana.. bravo lui! ma mica tutti dobbiamo essere da finale olimpica dei 10k!).
    Nel pubblico impiego ci sono fannulloni e persone votate al proprio lavoro così come nel privato (come la differenza che nel privato gioco forza di lavora di più perché hai sempre il fiato sul collo).


    PS: ma attenzione.. a proposito di mancanza di empatia (ma va'! chi lo direbbe mai), ma vogliamo parlare di quanto sia distruttivo stare nel front office!
    a me, personalmente, rispondere ai fornitori porta talmente tanto stress che non riesco a immaginare come possa fare un lavoro impiegatizio pubblico a contatto con il pubblico.

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  29. Devo dire, se posso, che il giudizio di Duccio Tessadri, seppur ineccepibile a prima lettura, manca di qualcosa. Non di molto, in realtà, ma di qualcosa sì. Di un pochino di comprensione.
    Io sono figlio di un insegnante (quindi in conflitto di interesse, e lo dichiaro, come ho imparato a fare in questo blog) e parlo per quello che ho vissuto.
    Per prima cosa, la sensazione di stare dalla parte degli sfruttatori non l'abbiamo mai avuta. Non solo non l'abbiamo mai avuta nella testa e nella volontà, non l'abbiamo mai avuta neanche nel portafoglio. E nessuno, quindi, ne ha tratto piacere.
    In secondo luogo, ciò che si poteva fare per non chinarsi passivi al disfacimento dell'istruzione pubblica (programmi eccetera) molti lo hanno fatto. Molti ci hanno dato l'anima. Ed hanno anche avuto riconoscimento in questo dai risultati universitari e post-universitari dei loro allievi.
    Il loro errore è stato non capire che non si poteva combattere una macchina enorme cercando di far andare in senso contrario un singolo ingranaggio (e questo purtroppo sinistra continuano a non capirlo in molti!!!).
    Ovviamente questa mancanza di comprensione è stata grave. Ma è stata "aiutata". E qui mi vengono in soccorso i discorsi del prof sul tradimento degli intellettuali. Gli intellettuali ci hanno detto per anni che quello che facevamo era quello che si doveva fare...e che se le cose peggioravano era perché in realtà non lo facevamo bene. Era un discorso mendace e criminale. Ma la propaganda autorazzista a reti unificate faceva (e fa) miracoli...soprattutto con il ricatto che se non sei autorazzista, allora sei berlusconiano.
    Io ero troppo piccolo per capire allora e appena ho avuto l'età ho capito. Quindi, almeno la mia famiglia gli strumenti culturali per capire me li ha dati. Lei, però, non ha capito. Sembra paradossale, ma non lo è. Perché la routine di una vita, con tutte le sue difficoltà, ti fa abbassare la guardia...mentre la gioventù e la voglia di conoscere te la fanno tenere sempre altissima.
    Quindi io direi che, sebbene la responsabilità di chi non ha compreso sia oggettiva, non me la sento di gettare la croce addosso a quelli che hanno creduto in coloro che a reti unificate erano stati venduti come affidabili (...e se non ti fidavi, ripeto, eri berlusconiano!!!!). Molte persone sono cadute nella trappola dei media perfettamente descritta da Pasolini, credendo di esserne immuni. E' stato un peccato di ὕβρις...prontamente punito. Ampiamente ed al di là di ogni giusto contrappasso, però. Ma non dalla φθόνος θεῶν. Perché sono molto umane le azioni che hanno portato la classe media all'impoverimento totale. Affatto divine.

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  30. non credevo che su questo blog avrei letto gli stessi commenti del corriere della sera e di repubblica sugli insegnanti fannulloni (e traditori) e gli impiegati pubblici mangiapane a tradimento. Sono molto delusa , credevo che qui si ragionasse . Ma non era lei Professore, a dire che i luoghi comuni sullo stato sprecone e i troppi dipendenti pubblici erano mezzi di distrazione di massa? Ho capito male io? qui è come da tutte le altre parti l'un contro l'altro armati?

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    1. Pensa che io non credevo di avere lettori che non leggessero...

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  31. Duccio afferma:
    1- quel ceto impiegatizio che ha costituito l'esercito di allegri carnefici che ha dato esecuzione al progetto di impoverimento popolare.
    2- tutti fedeli esecutori degli ordini, del tutto disinteressati (e, per la verità, anche disincentivati) a vedere gli effetti finali delle loro azioni sulle PERSONE.
    3- Loro non erano toccati, anzi - come mi sono sentito più volte dire - "noi con la crisi ci guadagniamo perché aumenta il nostro potere di acquisto".

    Allora Prof., Duccio ragiona da piddino suo malgrado. Pensa di sapere.Di conoscere l'anima profonda degli Italiani, addirittura dei lavoratori pubblici. Pura ideologia nel senso tecnico. L'asimmetria informativa a tutti i livelli è la radice del male. E il suo, mi permetto di dire il nostro, blog è lo strumento per abbattere l'asimmetria. Se poi pensa che io sia " non centratissimo sul tema" pazienza.

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    1. Caro, io la solidarietà di classe degli insegnanti con gli operai della Electrolux non l'ho vista. Tu sì? Io invece ho sentito pensionati (alcuni addirittura miei colleghi) tifare esplicitamente deflazione. Tu no? Viviamo in mondi diversi. Fanculo la difesa corporativa del proprio orticello, il rifiutarsi di capire che si sta cercando, qui, di fare un discorso più ampio. Quando la crisi busserà sul serio alla tua porta cambierai tono. Niente di personale. Non mi identifico totalmente con l'analisi di Duccio. Ma mi identifico molto meno con la tua. Magari cambierò idea. Tu, certamente, no. Tu sai di sapere. Il mercato ti aspetta. Greetings from Liberopoly.

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    2. Caro Prof. ho visto la solidarietà degli abitanti di Terni durante lo sciopero di due mesi alla Thyssen Krupp. Solidarietà fattiva e con assemblee in tutti i luoghi di lavoro, privati e pubblici. Io non dico che la massa informe e indifferente non sia enorme. Ma non la contrasti introducendo categorie morali nel dibattito in corso. Se lo avessero fatto tutte le minoranze più o meno illuminate, la storia si sarebbe bloccata nel suo divenire. PS Non viviamo in mondi diversi. In ufficio lo sa come mi chiamano? Cassandrino, perchè li ammorbo su questioni politiche economiche e sindacali, cercando di fare breccia nel convincitume duro a morire. e qualche volta, grazie agli argomenti aprresi da lei, ci riesco. Perciò, più forza e coraggio ai tanti come Duccio.

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    3. Lenny, insisto: non è la stessa cosa. La solidarietà del fornaio che intuisce di poter essere rovinato dalla chiusura di un polo industriale è prova di razionalità, prima che di umanità. Qui stiamo parlando della mancanza di solidarietà di quel ceto mediocre intellettuale che già a Orte, Rieti, Narni o Camerino pensava di non poter mai essere toccato. Purtroppo qui un problema etico c'è. I miei colleghi per primi, e in schiacciante maggioranza gli insegnanti, sono come i simpatici abitanti di Buchenwald. Non quelli del campo, non ancora. Quelli del villaggio. Nel 2015, mi dispiace, ma è così.

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    4. E' il senso preciso della frase di Adorno:
      «Chi si conforma alla debolezza degli oppressi, ribadisce, in questa debolezza, la premessa del dominio, e contribuisce a sviluppare il grado di grossolanità, ottusità e violenza necessario per l'esercizio del dominio. E se, nella fase piú recente, il gesto della condiscendenza
      sparisce e resta solo l'equiparazione e l'adattamento, in questa perfetta mimetizzazione del potere il rapporto di classe - apparentemente negato - trionfa tanto piú spietatamente. Per l'intellettuale, la solitudine piú scrupolosa è la sola forma in cui può conservare un'ombra di solidarietà .
      Ogni collaborazione, ogni umanità di rapporti e di partecipazione non è che una maschera per la tacita accettazione dell'inumano.
      Non si deve simpatizzare con gli altri che nella sofferenza: il piú piccolo passo verso le loro gioie è un passo verso l'indurimento della sofferenza»
      Minma Moralia, .

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    5. Abito a Terni e sicuramente come dice il Prof. molti hanno solidarizzato con gli operai della Thyssen per proprio tornaconto, la paura di essere rovinato, ma la maggioranza ha solidarizzato per umanità, ma di tutti questi miei concittadini quanti hanno capito, quanti si sono sforzati di pensare con la propria testa, quanti hanno cercato risposte al di fuori dei soliti giornali o tv? Siamo circa 120.000 abitanti, se dico che forse 20 persone potrebbero aver compreso, potrebbero aver smesso di andare dietro alle solite tesi, credo di aver commesso un errore per eccesso. Lavoro in Provincia e abbiamo vissuto quest'anno, diciamo da Natale dell'anno scorso sempre in tensione per il nostro posto di lavoro. La regione Umbria è una delle poche che ha fatto una legge per il riordino istituzionale, ma è stato un continuo tira e molla per il passaggio del personale dalle due provincie alla regione. In questo momento la regione si è ripresa le deleghe con i relativi dipendenti, ma il restante personale è in bilico: il Centro per l'Impiego dovrebbe transitare in una agenzia regionale o forse nazionale ma il punto interrogativo più grande è per la polizia locale e i lavoratori delle strade. Be in tutto questo marasma quanti pensate possano essere quelli che hanno aperto gli occhi? Nel nostro Ente siamo circa 340 ma se vi dico che solo il centralinista, un mio collega che ha capito ma vuole fare il complottista a tutti i costi, un altro che si ferma all'analisi marxista, un'altra che ha capito ma ha ancora qualche dubbio ed io, voi che ne direste, vi sembrerebbe una cosa possibile? Si lo è, purtroppo non riescono a liberarsi dagli schemi, l'appartenenza supera ogni logica. Non possono credere che il politico locale che magari conoscono bene, che abita vicino a loro e con il quale qualche volta hanno scambiato qualche battuta, quello che è una "brava persona", quello a cui si è chiesto anche qualche piccolo favore ricambiato con il voto alle amministrative, quello possa fregarli, possa abbandonare le idee "de sinistra" , perché "oh! questa è una regione rossa, semo comunisti", possa tradirli per un miserabile posticino al sole. Nel mese di ottobre siamo andati, una delegazione di noi, a parlare con due assessori regionali, sempre per questo passaggio di personale, ad un certo punto si è parlato della difficoltà delle due provincie nel fare il bilancio. Bilancio che si ha difficoltà ad approvare per gli eccessivi tagli non per una mala gestione. I due assessori ad un certo punto se ne sono usciti fuori dicendo che per questo problema si dovevano coinvolgere i due parlamentari umbri che sono al Parlamento. Mi sono chiesta se c'erano o ci facevano e la risposta è stata tutte e due le cose. Siamo ad un punto che la follia più pura circola senza contrasto e questo ci impaurisce e ci rende insensibili. Ci chiudiamo in noi stessi e pensiamo ai soli nostri interessi perché fuori è il buio assoluto, l'altro è il nemico anche perché il nemico quello vero è evanescente, inafferrabile ed allora tutta la nostra ansia la scarichiamo sul vicino. Guardate che la città, ritornando all'inizio è stata vicina agli operai dell'acciaieria, ma credete che gli operai o noi dipendenti pubblici abbiamo capito le tragedie che si nascondevano nelle chiusure dei negozi della nostra città? No "ben gli sta hanno guadagnato tanto al momento del passaggio lira -euro, ora pagano" questa frase l'avrò sentita dire mille volte, senza pensare che tante attività commerciali o artigianali hanno avuto inizio solo pochi anni fa. Quando abbiamo come dipendenti provinciali fatto alcune dimostrazioni per il nostro lavoro cosa pensate che abbiano fatto gli altri lavoratori, cosa gli operai, cosa i commercianti, nulla non c'è stato uno di questi che magari è venuto da noi ad ascoltare le nostre ragioni. Bene hanno detto, finalmente qualche dipendente pubblico licenziato. Questo è il contesto dove vivo io, forse voi siete più fortunati, ve lo auguro, ma è veramente una tragedia.

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  32. Nel 2013 o nel 2014 sul blog Orizzonte 48 feci alcuni commenti sulle responsabilità di molti dipendenti pubblici che non volevano capire, perchè ancora al caldo, rispetto a chi ,nelle PMI,capiva ed aveva iniziato a perdere il lavoro a causa di questo maledetto euro; ricordo che ci fu una levata di scudi contro quello che intendevo esprimere ed ora con soddisfazione constato che ciò che pensavo non era tanto lontano dalla realtà desctritta da Duccio Tessadri, non me la presi e continuai comunque a leggere ed ad apprezzare quel Blog ricco di indicazioni sottili su ciò che stava e sta accadendo, Blog che del resto avevo conosciuto attraverso la lettura di Goofynomics

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    1. Mi ricordo benissimo perchè anche io ti risposi, la discussione fu molto lunga, appassionata e analizzata a fondo, mi sembra che tu qui l'abbia un po' troppo semplificata. Leggere per credere http://orizzonte48.blogspot.it/2013/10/leuro-report-mediobanca-i-dipendenti.html. Fiorella Ciampa

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    2. alla fine, quando si deve giungere ad una sintesi per comprendere la realtà fisica o sociale, le teorie semplici sono sempre le migliori, e l'osservazione di Duccio Tressardi mi sembra una sintesi eccellente; comunque ricordo senza rancore la discussione del 2013 e continuo ad apprezzare il Blog Orizzonte 48 che leggo settimanalmente

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  33. Io ho avuto a che fare (professionalmente) con certa piddinia universitaria d'alto bordo, gesuita e cattolica. Non ho mai visto nessuno così acuto sul dettaglio del problema economico e politico di cui si tratta qui, e contemporaneamente così spavaldamente noncurante degli effetti. Forse, come professori ordinari, se lo possono permettere, forse le loro sostanze non ne soffriranno troppo, in confronto al vantaggio di potere che ne otterranno, chi lo sa.
    Poi, nel mondo della ricerca, c'è la ciurma piddina. Costoro credono, obbediscono e combattono, disprezzano e si disprezzano. Questi non hanno nemmeno capito (ancora) di essere su posizioni lesive dei loro stessi interessi.
    Duccio ha ragione da vendere: questi sono i carnefici.

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    1. Se ragionassi come Lenny o Antonella dovrei insorgere a difendere la mia corporazione. Cosa sto facendo (rischiando più di loro) lo sapete. Questo non dipinge me, ma Lenny e Antonella. Lutto elaborato.

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    2. Il giorno in cui nelle università passerà il Giuramento di Fedeltà all'Eurismo, questi firmeranno in massa.

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  34. Ma forse Duccio Tessadri voleva, con parole sue, parafrasare ed attualizzare Pasolini:


    "Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale."
    Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975

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  35. Buonasera,
    scusate ma mettere tutti nel calderone non si può.
    Siamo andati a votare nel 2008 dopo che Berlusconi aveva corrotto Scillipoti. Ancora la crisi dei mutui sub prime non era nemmeno arrivata in Italia. Nel 2011 arriva il colpo di stato UE, con Napolitano che ci consegna chiavi in mano alla Troika. Chi all'epoca poteva capirlo? Sicuramente la classe dirigente politica, sindacale e dei mass media.
    Tutti gli altri sono stati ingannati. Come puoi difenderti se c'è il pensiero unico? Ti senti di sinistra, magari perchè i tuoi lo erano, magari hai sempre avuto a casa Repubblica! Come puoi pensare che un giornale che era di ispirazione progressista ti sta vendendo idee che non lo sono?
    La maggior parte è caduta in questo tranello. Ma gli altri? Come potevano fare a tradurre il dissenso in azione? Monti non lo abbiamo votato. I mass media gridavano:"Dobbiamo farlo". E hanno fatto.
    Poi siamo andati a votare (2013): una torta divisa tra coalizione PD (30%), coalizione B. (29%), e M5S (25%), nel contesto di una sinistra extra pd divisa tra i venduti (Vendola) e i falliti (Ferrero).
    Voto per me frutto di un dato culturale: parzialmente intuito il tradimento della classe dirigente precedente, ben un quarto degli elettori ha votato il movimento5stelle. Non voglio qui discutere se il movimento5stelle rappresenti o meno un partito progressista, ma resta il fatto che è da considerarsi un voto di protesta. Voto un partito nuovo, facce nuove, gente sicuramente onesta, intonsa, viene dalla rete, che fico, democrazia diretta ecc ecc.
    Per me è un bel dato.
    Esemplificando, potremmo dire per gli altri che chi ha votato pd lo ha fatto perchè ingannato (sicuramente antropologicamente è anche un pò piddino). Chi ha votato Berlusconi lo ha fatto perchè convinto di un colpo di stato dell'ue, senza capire che anche lui faceva parte del sistema.
    Molti non si informano neppure e hanno convinzioni preconcette; magari si rendono conto di aver sbagliato valutazioni solo quando si riflette direttamente sulla sua vita (CIG perchè ti acquisiscono l'azienda dove lavori; precariato a vita per i giovani; peggiori condizioni di lavoro per tutti ecc ecc).
    E purtroppo costoro votano, e anzi sono la maggior parte, per cui la direzione verso cui si andrà sarà tanto più casuale e rabbiosa quanto peggio andranno le cose.
    E' una dinamica abbastanza nota.
    Adesso ormai votare è anche inutile. Vedi la Grecia. Vedi ora il Portogallo.
    Nei paesi deboli fanno votare ma poi sabotano i governi che vorrebbero provare a cambiare qualcosa.
    Nei paesi forti non fanno andare a votare, oppure si formano grandi coalizioni. Si veicola nel frattempo il dissenso, attraverso i molteplici scandali di corruzione che minano la credibilità dei corpi sociali intermedi tradizionali (partiti, sindacati). Molti cittadini sono tagliati fuori dalla controinformazione dal digital divide.
    Il dissenso non ha modi di esprimersi.
    Per me il paese è vittima di un tragico inganno.

    Il tradimento è della classe dirigente. Prima riformando il giornalismo in maniera da ridurre il giornalista a semplice operaio, costretto ad eseguire degli ordini per portare a casa la pappa. Poi vendendoci ai nostri creditori, pensando di mangiare alla mensa del Re.

    Scusate per la lungaggine.

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  36. La sensazione di smarrimento che percepisco in molti interventi e che in parte condivido deriva per quel che mi riguarda da una sola domanda che, da quando incappai fortunosamente in questo blog mi pongo spesso.

    Dopo essere stati per anni convinti di stare dalla parte del "bene" di essere "il meglio del paese" di aver letto "i libri giusti", seguito i "comici giusti" dopo anni di superiorità e di supponenza (gli altri sono beceri, non hanno un libro in casa... ) Ecco che ti svegli un mattino e scopri che ti hanno preso in giro.

    Uno shock.... io personalmente l'ho subito quando ho incontrato fortunatamente e fortunosamente queste pagine, elettroniche prima e cartacee poi. Da allora cerco di trasmettere questi temi ai miei conoscenti, di far cadere le maschera alla realtà che essi vedono - con alterna fortuna.

    Ma oltre a questo che fare?

    Che fare da elettore per non portare ulteriore acqua al mulino di questo infernale meccanismo?

    Lo smarrimento deriva proprio dalla totale assenza a sinistra come a destra (ma a sinistra siamo più in ritardo) di una forza politica che in modo chiaro a senza latinorum donabbondiani faccia capire alla grande massa di italiani l'inganno nel quale col quale sono stati plagiati in tutti questi anni.

    Io personalmente non mi sono dato ancora una risposta.

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    1. Hai colto il punto. Ma la risposta la dette De Andrè. Anche se voi (tu, Lenny, Antonella, Sandra) vi credete assolti, siete per sempre coinvolti. Queste parole, che voi credevate riguardassero gli altri, riguardano voi. Amara sorpresa. Che fare? Per prima cosa capirlo. E come vedi qui siamo ancora ben lontani. Ma se questa assunzione di responsabilità non ci sarà, sarà inutile pensare a nuovi soggetti politici.

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    2. Infatti non mi sento assolto. Certe volte sarebbe più comodo non aver mai capito.

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    3. Credevo peggio. In fin dei conti potrebbe essere solo una banale mancanza di pietas.

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    4. Concordo con te, AP. È una banale mancanza di pietas. Cioè è la banalità del male. L'indifferenza del ceto mediocre intellettuale ci offre il triste privilegio di comprendere a fondo le dinamiche del nazismo. Potrebbe andar peggio: potrebbe piovere.

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    5. Certamente il fatto che molti finiscono col trovare rifugio in questo porto denota l'esitenza di un disagio, una nota stonata che già si avvertiva precedentemente. Secondo me l'assenza di pietas, più che ad un indurimento del cuore é dovuta allo spappolamento di ogni vincolo di comunità. Non esiste più nessun legame di "corpo", nessuna appartenenza, nessuna coscienza di classe (tranne che tra i dominanti).
      Certe volte penso che l'ultimo forte vincolo esistente sia quello delle tifoserie di calcio (che tristezza però).
      Mio nonno, emigrato in Piemonte dopo la 1° guerra mondiale, accanito comunista, viveva in una casa di ringhiera dove la privacy era nulla ma la solidarietà molto forte. Ci si sentiva tutti partecipi perché in fondo ci si percepiva tutti nella stessa barca. Poi siamo diventati "moderni" e abbiamo buttato a mare tutte queste anticaglie con il risultato che come nel mito degli Orazi e dei Curiazi ci stanno eliminando un gruppo per volta. Sono convinto, e concordo con quanto scrive Fusaro - che il riscatto dedbba per forza passare da una riscoperta del legame comunitario, ma come farlo effettivamente é tutto un altro paio di maniche.

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  37. No, Pierluigi. Non sono d'accordo. E non sono d'accordo perché - a me pare - tu pensi in termini di buoni e cattivi, di "colpevoli" e di "innocenti". Il tradimento è una categoria del politico, non della morale. Non ha nulla a che vedere con la colpa, ma ha molto a che vedere con la responsabilità.
    Quando Napoleone si autonominò Imperatore, disse una cosa interessante (sembra: non ho la registrazione dell'incontro): "Mi assumo la responsabilità di tutto ciò che la Francia ha fatto da Clovis in poi".
    Ecco, vedi, io non sono Napoleone. Il Prof. nemmeno (ok, è più di..., va bene Prof.?). Ma io sono responsabile di iò che è accaduto, pur non avendolo voluto, pur non avendovi preso parte. Perché io sono parte di ciò che è accaduto. E poco importa io non abbia colpe. È tragico, nel senso Greco del termine. Facciamo ciò che possiamo, sballottati dal caso e dal volere degli dei, ma portiamo - in ogni caso - la responsabilità di ciò che facciamo o non facciamo, che lo vogliamo o meno.
    Per questo non posso perdonare nessuno, ma non voglio nemmeno uccidere nessuno.
    Quanto alla classe digerente, Etienne de la Boétie ne capiva qualcosa.

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    1. Buongiorno,
      mi scusi sig.odysseos se ho toccato il suo personale. Del resto, mi permetta, ormai la situazione è tanto grave che tutti sono stati toccati, in maniera anche abbastanza tangibile. Lei lavora nel privato, ha dovuto andarsene per lavorare. Chi è rimasto è finito in CIG. Proprio ieri e ieri l'altro battevano sulle agenzie che gli stipendi dei dipendenti pubblici si erano abbassati in media di 390 € (non so se al lordo o al netto). Quindi botte per tutti, senza distinguo, come è proprio nella logica della deflazzzione.
      Il post originale di Duccio era rivolto a quell'anonimo esercito impiegatizio che ha permesso tutto ciò. Mi pare di capire che secondo lei, come per il sig. Duccio, costoro hanno fatto una scelta "consapevole": la "deflazzzione è buona perchè aumenta il potere d'acquisto" "Io sono più furbo, quindi inculo tutti gli altri". Il classico ragionamento piddino.
      Mi permetta di dissentire.
      Quasi nessuno aveva o ha mai avuto piena cognizione di quanto il "miracolo economico", "i trenta gloriosi", come li vogliamo chiamare chiamamoli, fossero dipesi da precise politiche economiche volte a sbarazzarsi rapidamente del debito di guerra, garantire al più possibile la piena occupazione e favorire una rapida ricostruzione che consentisse alla NATO di proporsi seriamente come blocco alternativo alla costruzione socialista e al dilagare delle rivoluzioni nel mondo post coloniale.
      La maggior parte del popolo si fidava dei "suoi" mezzi di comunicazione: l'unità, il manifesto, il giornaletto della sede del partito, il discorso sicuramente molto impreciso dal punto di vista dottrinario e politico del capo sezione di turno... tanto "al vertice", c'era chi avrebbe comunque tutelato gli interessi del suo elettorato grazie ad una solida preparazione scientifica e ideologica (un Napolitano di turno.......).
      Chiaro che in tutto questo allora come oggi i piddini c'erano. Ma ritengo che la maggior parte delle persone sia in buona fede. Ha peccato solo di fiducia nel sistema.
      Vittima di un inganno.

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    2. Aggiungo solo che io, classe 1987, quando venne firmato Maastricht nel 1992 avevo 5 anni, nel 2001 avevo 14 anni ed ero felicissimo di giocare con le nuove monetone, non potevo nè sapere nè capire in quale guaio il Paese si stava andando a ficcare. Dai 14 ai 18 anni ho fatto la mia formazione politica in partiti di sinistra, e mi sentivo un convinto europeista e internazionalista (cosa che sono tuttora, ma non sono più convinto che l'internazionalismo di classe si ottenga promuovendo la mobilità dei fattori di produzione).
      Come altri, peggio di altri (io ho anche frequentato sedi di associazioni di sinistra e partiti), ho ricevuto una informazione distorta da chi non poteva non avere una maggiore percezione di me di dove si andava a parare, non fosse altro che c'era una differenza di età importante.
      Dunque mi sento tradito. E, come dice lei, penso in termini etici. Chiaro che parliamo di termini etici.
      Questa crisi, l'Euro, l'Eurodittatura in divenire, ha fatto, sta facendo e farà vittime. Tutte queste dovrebbero essere sulla coscienza di chi scrive sui giornali, di chi scrive discorsi politici ecc ecc. Ecco perchè si tratta di un tradimento, e in squisiti termini etici.
      Le dirò di più, i traditori ci sono, e, mi dispiace dirlo (qualcuno sicuramente mi attaccherà dicendo che sono vittima della trappola mediatica della guerra tra generazioni ecc ecc), sono proprio della sua generazione. Quelli che hanno avuto tutto facile non per merito loro (il Capitale aveva già fatto harakiri con le due guerre mondiali) e hanno cercato di mangiarsi tutto, a scapito anche delle generazioni a venire.
      Mi dispiace dirlo, ma io non sono nè mi sento responsabile di tutto ciò. Ho fatto tutto ciò che un bravo cittadino avrebbe dovuto fare: mi sono informato, sono anche andato a votare formazioni teoricamente progressiste, ho fatto le manifestazioni (un esempio su tutti, la famigerata 133/08 sul blocco del turn over negli enti pubblici, l'ipotetica privatizzazione del sistema universitario), mi sono beccato anche un paio di denunce. Finita l'università e lavorando, ho continuato ad informarmi fino al punto di finire per caso sulle pagine di questo blog. Poi ho comprato i libri del prof e anche di altri autori. Seguo il blog da quasi un anno, intervenendo molto raramente.
      Ora siamo tutti sul punto di vedere una luce alla fine del tunnel: i disastri dell'euro sono talmente palesi da spingere anche i più accaniti piddini a scontrasi contro il principio di realtà.
      Bene, sfoghiamoci, additiamo i responsabili (che per me, ripeto, rimane TUTTA sulle spalle di una classe dirigente rapace e antropologicamente piddina), ma non mettiamo tutti dentro a caso.
      In odontoiatria, sono responsabile legalmente di un lavoro altrui solo se ci metto le mani. Bè, credo che anche in politica e nella vita funzioni così.
      Io questa costruzione l'ho combattuta per tutta la mia vita.
      Il capo di cenere non me lo cospargo.
      Rimane solo la grande incazzatura per essere stato fregato dalla Storia (pensate come si sentivano inculati gli aristocratici francesi decapitati dal Terrore: non sapevano certo di essere vittime di un processo storico inarrestabile..)

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  38. Nulla di definitivo e nulla di chiuso, e il bar oltre che luogo di trivialità ha anche fatto da simposio per personaggi illustri della storia (vedasi filosofi e scienziati).

    Ma magari io mi dovrei vergognare del solo osare ad aspirare alla seconda categoria ("ci si nasce, non ci si diventa" tuonerebbero le banshee richiamate dalla mia tracotanza), apparterrei ai triviali che amano vandalizzare, nonostante l'epistemologia solletichi i miei appetiti. Così è se vi pare (non Pirandello)...

    Ripongo inoltre più stima di quanta si creda per il contributo che si apporta nel sito, nonostante si stia trincerati nella garitta di vedetta visto quali brutti incontri si possano fare nel web. Capisco e comprendo il limite della comunicazione virtuale che non apporta l'efficacia e l'intensità tipiche di una comunicazione in carne ed ossa, ma se si osserva minuziosamente dietro le righe vi è un grande rispetto per chi ha proposto da tempo sul campo economico una discussione che elevasse il rango dell'economia ad una scienza esatta come pochissimi hanno fatto. Non credo che una persona sprechi così tanta retorica per qualcosa di cui non ha stima né interesse tranne che abbia qualche paturnia notturna irrisolta. Se vale tertium non datur, allora ecco che si conferma quanto appena detto.


    Per chiudere in bellezza: "gli economisti hanno rovinato il mondo" è forse uguale a "tutti gli economisti hanno rovinato il mondo"? Penserei di no, ma attendo conferme visto che considerazione si ha dei disgraziati da bar come il sottoscritto...

    La sintesi non è il mio forte (anche perché non esiste nessuna realtà sintetica tranne per approssimazione umana)

    Ps: se vi interessa ancora leggere (ne sarei onorato), sul tradimento quivi citato del sistema politico verso il suo elettorato è veramente amaro constatare che alcuni possano stupirsi (non mi riferisco a vossignoria) seppur abbiano avuto una pletora di prove da tempo inconfutabili al riguardo. Se il principio dell'economia è massimizzare l'utilità, allora è ciò impossibile se si considera la consapevolezza di una maggior opportunità e di una debolezza altrui senza che si squilibri il sistema (ad esempio, basti pensare se costasse 0.5€ una scommessa in cui se vinco ottengo 1€ altrimenti 0€ e la probabilità di vincita è diversa da 0.5... si creerebbe una macchina da soldi per qualcuno!); pertanto è ovvio che la sinistra sia stata architettata come una specie di titolo di borsa che doveva attirare per diversificare il portafoglio (dove le questioni cosmetiche attirano solo chi sa accontentarsi)... Tra cui anche l'effetto collaterale di creare il mito di un mondo più giusto ed equilibrato.

    La domanda che infine, dopo immensa pazienza, porrei al prof. Bagnai è: cosa ne pensa di tutto ciò, soprattutto del perchè i suoi colleghi presentino questo limite? Come lo risolverebbe?

    Distinti saluti e mille altre volte occasioni di dialogo

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  39. Scrisse Calvino (riguardo ai libri in effetti, ma decontestualizziamo e pieghiamo il significato alla nostra bisogna) che "un classico [...] non ha mai finito di dire quello che ha da dire":
    Gaber, il conformista

    (all'occorrenza sostituire "conformista" con "piddino")

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  40. "Povera gente insensata, popoli ostinati nel male e ciechi nei confronti del vostro bene! Vi lasciate portar via sotto gli occhi tutti i vostri migliori guadagni, permettete che saccheggino i vostri campi, rubino nelle vostre case spogliandole dei vecchi mobili paterni. Vivete in condizione da non poter più vantarvi di tenere una cosa che sia vostra; e vi sembrerebbe addirittura di ricevere un gran favore se vi si lasciasse la metà dei vostri beni, delle vostre famiglie, della vostra stessa vita. E tutti questi danni, queste sventure, questa rovina vi vengono non da molti nemici ma da uno solo, da colui che voi stessi avete reso tanto potente; è per suo amore che andate così coraggiosamente in guerra, è per la sua vanità che non esitate ad affrontare la
    morte. Costui che spadroneggia su di voi non ha che due occhi, due mani, un corpo e niente di più di quanto possiede l'ultimo abitante di tutte le vostre città. Ciò che ha in più è la libertà di mano che gli lasciate nel fare oppressione su di voi fino ad annientarvi. Da dove ha potuto prendere tanti occhi per spiarvi se non glieli avete prestati voi? Come può avere tante mani per prendervi se non è da voi che le ha
    ricevute? E i piedi coi quali calpesta le vostre città non sono forse i vostri? Come fa ad avere potere su di voi senza che voi stessi vi prestiate al gioco? E come oserebbe balzarvi addosso se non fosse già d'accordo con voi? Che male potrebbe farvi se non foste complici del brigante che vi deruba, dell'assassino che vi uccide, se insomma non foste traditori di voi stessi? Voi seminate i campi per farvi distruggere il raccolto; riempite di mobili e di vari oggetti le vostre case per lasciarveli derubare; allevate le vostre figlie per soddisfare le sue voglie e i vostri figli perché il meglio che loro possa capitare è di essere trascinati in guerra, condotti al macello, trasformati in servi dei suoi desideri e in esecutori delle sue vendette; vi ammazzate di fatica perché possa godersi le gioie della vita e darsi ai piaceri più turpi; vi indebolite per
    renderlo più forte e più duro nel tenervi corta la briglia. Eppure da tutte queste infamie che le bestie stesse non riuscirebbero ad apprendere e che comunque non sopporterebbero, potreste liberarvi se provaste, non dico a scuotervele di dosso, ma semplicemente a desiderare di farlo. Siate dunque decisi a non servire mai più e sarete liberi. Non voglio che scacciate il tiranno e lo buttiate giù dal trono; basta che non lo sosteniate più e lo vedrete crollare a terra per il peso e andare in frantumi come un colosso a cui sia stato tolto il basamento".

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  41. " [...] Pensavano, volevano, sognavano di essere dalla parte degli sfruttatori, eccome se gli piaceva! [...] " Qua Duccio coglie una sfumatura che condivido, per nulla semplicistica.
    Ho sempre pensato che la competitività sia cosa positiva, in un contesto regolato però. L'aspirazione a realizzare la scomparsa del limite, del confine è una delle malattie dell'odierno: monadi il cui successo, la propria identità si misura su valori di possesso ottenuto in una jungla dove il più forte schiaccia inevitabilmente il più debole. Probabilmente aveva ragione Fromm quando sosteneva che scelte di politica economica creano contesti che influenzano la cultura, l'individuo e dunque la società.

    " [...] Non esiste un sentimento di identità, esiste un vuoto interiore. non si hanno convinzioni, né scopi autentici. Il carattere mercantile è l'essere umano completamente alienato, privo di qualunque altro interesse che non sia quello di manipolare e funzionare. È proprio questo il tipo di umano conforme ai bisogni sociali. Si può dire che la maggior parte degli uomini diventano come la società desidera che essi siano per avere successo. La società fabbrica tipi umani così come fabbrica tipi di scarpe o di vestiti o di automobili: merci di cui esiste una domanda. E già da bambino l'uomo impara quale sia il tipo più richiesto. [...] "

    Discorso complesso, perché parla di una maniera di pensare che ci tocca tutti, alcuni hanno un rigurgito e se ne accorgono, altri no, ma è ciò in cui siamo immersi, ripeto, tutti. Faccio fatica a riferire questa disumanità ad una determinata categoria sociale, forse capirne l'origine è operazione impossibile, tuttavia trovo lodevole l'intento di Bagnai di volerne parlare ( che mi pare d'aver capito sia il motivo per cui ha pubblicato una tesi che comunque non condivide in pieno). Insomma il nazismo non viene per niente, qua si è detto più volte, ricorsi ad illusioni e allucinazioni collettive di natura diciamo liberista la Storia ne ha già visti, e quante atrocità ha commesso l'uomo col consenso degli uomini. Perché? mi pare sia il vero dato da trarre dall'intervento di Duccio, una domanda che forse non riceverà una risposta, ma che intanto viene posta, nel contesto giusto.

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    1. È l'uomo che fa la società e non la società l'uomo. Non gli preesiste e non gli è aliena. Tradimento intellettuale, in un qualche senso, anche questa inversione tra causa e effetto, giustificazione di tante miserie individuali e collettive.

      La società come equazione di stato della termodinamica umana, osservazione macroscopica di cause microscopiche. Io il post lo leggo così. E lo condivido.

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    2. Entrambi. Gli individui sono la società, ma io nasco in un contesto di valori già impostato, eppure in movimento, e che mi formano in quanto singolo. Che poi è ciò che dice Fromm. Per questo dicevo che individuare una categoria sociale è difficile, perché società e individuo si scambiano continuamente influenze e dunque responsabilità. Noi siamo immersi nel sistema di valori che critichiamo, siamo parte di questa indifferenza, ne condividiamo le responsabilità. Anche se per interessi, scelte compiute in vita e grado di coscienza mi sento lontano da questi "indifferenti" percepisco in me i germi di quella mentalità che è la mentalità della società in cui vivo che è loro quanto mia. Proiettare all'esterno fa stare bene, ma è un'illusione. E aggiungo che si tratta di un problema umano e non odierno: quante volte la Storia ha visto gruppi di uomini additare un nemico, riunire in lui ogni responsabilità e montare il desiderio di schiacciarlo con l'illusione di creare così una società più giusta. Forse bisogna pensare ad un modello nuovo di pensiero, che parta dal riconoscere non le differenze, ma gli elementi comuni tra gli individui, partendo da se stessi, il cui insieme è di fatto la società. Qui sine peccato est vestrum, primus lapidem mittat, non è affermazione banale.

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    3. Nicola, sul fatto di poter cambiare gli equilibri tra le pulsioni dell'uomo, egoismo, pietà, crudeltà, compassione, con un nuovo modello di pensiero, lasciami essere molto dubbioso. L'evoluzione di quegli archetipi è tutt'al più biologica, non etica. In questo senso, quello che intendevo, è l'uomo che fa la società, nella quale quelle pulsioni individuali sono e saranno sempre presenti, ne costituiscono la trama. Poi, di volta in volta, le idee fondanti proprie di ciascuna società la conformano in modo tale che quegli istinti siano convogliati verso il progresso o il regresso collettivi. In questo senso, opposto al primo, è la società che influenza l'individuo, ma più che essa in quanto collegialità dalla responsabilità diffusa, sono le idee su cui si poggia a catalizzare i comportamenti dei singoli. E qui veniamo al punto, al ruolo degli intellettuali, degli informatori, degli insegnanti. Sono loro l’origine e i custodi delle idee portanti della società in cui operano. Molto fieri di questo ruolo, se ne gloriano e se ne nutrono. Naturale, allora, che li si ritenga responsabili, come classe, dei mali delle società che hanno ispirato.
      Quando l’intellettuale dice che "è la società che fa l’individuo", ho il sospetto che stia solo allontanando da sé la responsabilità della guida che sa di esercitare sulle teste con cui viene in contatto, attribuendola ad una indefinita e indefinibile congerie di eterni istinti nella quale si perde ogni possibilità di trovare cause e soluzioni di quei mali sociali dai quali lui spesso, in prima persona, trae beneficio.

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  42. Poco fa parlavo al telefono con Il Velo di Maya e gli ho raccontato un fatto curioso che mi è capitato recentemente a Roma, assai indicativo, almeno per me. Ero stato invitato ad una cena da un mio caro amico in un noto ristorante della Capitale: venni messo a capotavola – ero l’ospite d’onore! – e ovviamente ero in sommo imbarazzo. Ero il più giovane: una coltre di teste bianche si stagliava a me dinanzi; tutti felici, arzilli signori agés e gentildonne dall’antica beltade. Al mio fianco si mise il direttore dell’istituto d’arte di una grande provincia meridionale, il quale per affari lavorativi era andato al ministero di mia afferenza. Io ordinai un’umìle pasta ai funghi porcini – mi contengo, nevvero –, laddove il desso una grigliata mista di carne da far paura allo stesso Þórr, il possente dio norreno, che nessuno poteva battere in quanto a voracità (anche sessuale, sembra). Durante il pasto si inframmezzavano amabili conversari e il signore in quistione, saputa la mia inesperienza dei luoghi ameni ove egli aveva propria magione, mi invitò a visitare la sua cittade; mi venne fatto di chiedergli come andassero le iscrizioni al suo istituto: la risposta, ahi, lasso! (no, ho il tre di briscola - scusate, ma la facezia mi fuggìa improvvida), fu assai sconsolata. In pratica, questa scuola sopravviveva grazie alle massicce dosi di studenti cinesi, dato che ormai disertavano i nostrani. Alla mia ulteriore domanda a quale cagione si dovesse ricondurre tale fuga dei nostri giovini dallo studio dell’arte, mi disse che il motivo non era la mancanza di interesse, che al contrario c’era, ma la volontà di andare a cercar lavoro da subito, visto che i diplomi servono ormai poco alla bisogna; anzi, mi confessò che pure l’università locale entro un biennio avrebbe chiuso i battenti per lo stesso motivo e a nulla erano valse incentivazioni di ogni sorta, anche finanziarie, per ovviare a tale salasso di giovini menti.
    Fuor di commedia, che ho utilizzato per stemperare un po’ i toni tristi, e ritornando a parlare seriamente, io domando a me e a voi, cólto pubblico del Cavaliero nerovestito: quando mai è esistito un periodo storico ove le generazioni nuove preferissero non studiare e trovar invece immediato lavoro non qualificato, quando dalla superba Roma in poi i genitori si son sempre sacrificati per far studiare i propri pargoli, sicuri di assicurare così loro un avvenir migliore? (cit.)
    La situazione è assai grave, io credo: c’è una katastrophé di valori inattesa, che fa di coloro che hanno un posto fisso e uno stipendio di 1500 euro al mese dei “rentiers”, perché tali si sentono e sono di fronte alle nuove generazioni che di posto non ne trovano uno, tampoco allo stipendio suddetto quando ai tempi in cui giovinetto mi dilettavo con lo schwa secundum indogermanicum uno pari a quello era lo stigma di una vita mediocre, a cui sembrava io esser destinato, insieme a coloro che sanno legger di greco e di latino, e scrivon e scrivon, e han molte altre virtù (altra cit.).
    “Ragionavano come burocrati o come rentier[s], senza esserlo”: sarà l’epigrafe della loro tomba.

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    1. or è stagion de doler tanto. Martinet, secondo me ha centrato un punto chiave che descrive la mia generazione e quelle più vicine: studiare non serve a niente, i modelli invidiati sono sempre quelli che col minimo sforzo e il massimo dell'ignoranza ottengono successo, che poi sono fama e/o denaro. Noi siamo i figli maturi della società dell'avere di cui parlava Fromm. Con una precisazione: le responsabilità, anche qui, sono difficili da individuare: dietro ai figli ci sono dei padri.

      OT
      Se posso, cosa ne pensa di A. J. Toynbee?

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    2. Giovine Baroni,

      il denaro ha fatto sempre piacere a tutti e in tutte le epoche (auri sacra fames), ma adesso non c'è più nemmeno quello. Lei dice che i ggiovani non vogliono più studiare perché vogliono fama, successo e soldi subito: guardi che è un sogno che c'è sempre stato, gli è che adesso è stato sostituito con quello di un posto fisso a 1000 lire, pardon, euri al mese (https://www.youtube.com/watch?v=amK4GBT7DGA): non le sembra un regresso? A me sì. Siamo al tramonto dell'Occidente, come diceva Spengler, con il quale concordo in tutto, anche con la critica a Toynbee (peraltro, valente storico, troppo spesso sottovalutato perché tacciato di avere una visione metafisico-religiosa della Storia: e gli antichi indiani che cosa avevano? e più vicino a noi, a livello sociologico, Dumont?).

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    3. Perchè, esiste forse una visione legittima della storia che non sia metafisico-religiosa?
      Anche qualla, illegittima, delle "magnifiche sorti progressive" o della realzzazione delle potenzialità ontologiche dell'umanità,, non è radicata nella fede?

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    4. Sì sì chiarissimo. Osservavo come sia pervasiva questa ideologia tanto che ormai è diventata credo l'unica. Parlo della mia generazione perché la conosco bene, pregi e difetti. Dico solo che un conto è sognare di avere del denaro e un conto è dire che il possesso costituisce la mia stessa identità e la misura delle relazioni che ho con gli altri uomini in maniera pressoché totale. In questo, a mio avviso, siamo peggiorati. Ma sono sensazioni, prove non ne ho e dunque sospendo il giudizio com'è mia abitudine fare quando mi accorgo che la questione è così complessa da consigliare una certa prudenza.

      @Velo
      Lei cosa ne pensa di Toynbee? mi piacerebbe anche avere il parere di Celso ( 3 vegliardi con una fava è occasione ghiotta per un implume come il sottoscritto :) )

      @Martinet
      Quale sarebbe questa critica di Spengler?

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    5. Vegliardi sta fava!, Se viene a Goofy si fa a braccio di ferro, e scommetto anche 500 euri su di me.
      Toynbee mi piace molto, ma io vedo la storia come una danza di archetipi

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    6. Velo, guardi che è stato il cavajerenero a dirlo, la mia era solo una citazione. Su implume però c'ha preso: disgraziatamente, sono glabro. Tuttavia ad un braccio di ferro tra Lei e Bagnai assisto volentieri. Io non posso che passare: no tengo el fisico.

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    7. Volevo intendere la criticità tra il concetto della Storia di Spengler e quello di Toynbee: diversamente dal secondo, il primo ha una visione quasi naturalistica dei processi storici con uno sviluppo e declino delle nazioni; io vedo in questo modo anche il processo evolutivo linguistico.

      P.S.: Visto che mi ha dato del vegliardo, la invito a fare un uso assai incongruo della fava da lei ricordata.

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    8. Okay grazie. Su Spengler avevo letto qualcosa tempo addietro, scritto da Fusaro peraltro. Toynbee mi attrae parecchio, penso approfondirò. Per quello chiedevo a voi.

      P.S. va bene, va bene, cancellate vegliardi. Però è colpa di Bagnai, io sono puro e innocente. Al limite s'inserisce anche Lei nell'agone proposto da Velo. Una mia vittoria è data a 14,00 dai bookmakers, er cavajerenero 8,00, per via della gotta. Velo 1,20....

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    9. Mi iscrivo anch'io al contest braccio di ferro. Ho 59 anni e sono il più vegliardo del gruppo, finora.

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    10. Dei partecipanti al Goofy temo solo Xabax

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  43. E gnente, siamo rimasti ancora a Eichmann….

    Fatte le debite proporzioni, uno spunto di riflessione basato sull'analisi delle azioni e delle motivazioni degli individui al livello più basso della gerarchia, gli esecutori materiali :

    “Ne “I volenterosi carnefici di Hitler" sposto il fulcro della ricerca sull'Olocausto dalle organizzazioni impersonali e dalle strutture astratte agli agenti stessi, agli esseri umani che hanno commesso i crimini e alla comunità dalla quale questi uomini e queste donne provenivano. Evito, tuttavia, le astoriche e generali spiegazioni sociologiche, per esempio quelle secondo le quali gli uomini obbediscono ad ogni forma di autorità o sono disposti a tutto sotto la pressione del gruppo dei loro pari, a cui si fa automaticamente riferimento non appena si consideri l'operato dei realizzatori. Al contrario, riconosco l'umanità e l'individualità degli agenti, uomini che, riguardo alla politica del regime, avevano opinioni che informarono le loro scelte come collettività e come singoli. Anzi, tutta questa analisi si fonda sull'idea che ognuno ha sempre scelto come trattare gli ebrei. A questo proposito, ho seriamente considerato anche il contesto nel quale i realizzatori hanno sviluppato quelle convinzioni e quella concezione del mondo, che sono state determinanti nella loro interpretazione di ciò che fosse giusto e necessario nel modo di trattare gli ebrei. [..] “I volenterosi carnefici di Hitler” tratta della visione del mondo, delle azioni, delle decisioni individuali, delle responsabilità che ogni singolo ha come autore delle proprie azioni e della cultura politica dalla quale coloro che compirono l'Olocausto mutuarono le proprie convinzioni."

    D. J. Goldhagen, “I volenterosi carnefici di Hitler”, dalla premessa all’edizione tedesca

    Certo, poi si può sempre chiedere scusa.....

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  44. Più che il contenuto, non mi convince il titolo. Traditori. Mi spiace ma non lo ritengo appropriato. Concordo sul fatto che determinate categorie di cittadini, non toccate inizialmente dalla crisi, non si siano affatto curate delle sofferenze di loro fratelli, vicini di casa, compagni di paese. Ma questo non è tradimento. Furono per caso "traditori" i commercianti o i piccoli esercenti che, all'avvio della moneta unica, istituirono di fatto il cambio 1000 lire = un euro? Non credo: agirono per difendere i propri interessi. Questo significa 'tradire'? No, questo invece significa cedere a un meccanismo proprio di un certo modo di agire solipsichico per il quale si finisce per guardare esclusivamente al proprio tornaconto senza curarsi delle conseguenze che le proprie scelte potrebbero produrre sugli altri nell'immediato o nel medio periodo, perché convinti del fatto che tanto comunque nessun tipo di danno potrà ricadere su di sé.
    E' un meccanismo ben illustrato da una famosissima poesia attribuita a Brecth, quella che recita: "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare".
    Eviterei pertanto di cadere nella trappola della caccia al traditore tra le vittime: distinguerei tra vittime antiche e vittime recenti, tra chi è stato fin da subito consapevole, tra chi ha provato a mettere in guardia finendo per essere additato come una Cassandra porta sfiga, tra chi, infine, come Epimeteo si è accorto in ritardo, nonostante le implorazioni di Prometeo, del casino in cui si è cacciato solo dopo che il vaso di Pandora era stato aperto e che tutti i mali ne sono fuoriusciti.
    Ora però non facciamo che accada che, nella pur comprensibile voglia di cercare il colpevole tra gli Epimetei di turno, li si spaventi al punto da indurli, come nel mito di Pandora, a chiudere il vaso proprio quando sul fondo vi era rimasta la sola cosa in grado di alimentare la possibilità di ribaltare un destino in apparenza già segnato: la speranza.

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    1. Hai perfettamente ragione. Avevo pensato di intitolarlo "Gli indifferenti", che avrebbe chiarito meglio. Tuttavia, a me interessava chiarire una sfaccettatura del problema. Dietro ogni Hitler c'è ina massa che convive serenamente coi campi di sterminio. Nei post precedenti abbiamo definito e documentato il tradimento della politica. Insisto: di quella di sinistra, perché quella di destra il capitale l'ha difeso benissimo! (Ci sarebbe da precisare qualcosa...). Ma prendersela con i soli politici mi sembra sterile. È essenziale individuare il blocco sociale cui si sono appoggiati: gli indifferenti.

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    2. Silvio B., al suo massimo fulgore, napoleonicamente li definì "i coglioni".

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  45. L'Euro era secondo me inevitabile per un paese mezza colonia come il nostro, come conseguenza del fatto che il capitale (che aveva già vinto prima dell'Euro) avrebbe premuto per liberarsi il più possibile dai vincoli democratici (TINA). Ci è entrata tutta l'Europa occidentale che conta (con l'eccezione dell'Regno Unito, ma tanto quello è un'isola e la moneta buona già ce l'aveva...). Ci avrebbe dato fastidio star fuori, ed è stato facile convincerci in periodo di vacche relativamente grasse. E' il sistema che ci ha chiesto di entrare nell'Euro, e nessuno disobbedisce al sistema, perchè il sistema è la nostra cultura, è quello in cui crede la comunità di cui fai parte. Il PD, negli utlimi anni, ha sempre proposto di Uscire Dalla Crisi ma di rimanere nel sistema: è questo il suo fallimento.

    Mi ricordo che nel '91/92 (facevo le medie) abbiamo organizzato tutti insieme allegramente una recita di fine anno sul tema dell'Europa Unita, con tanto di canzoncina con parti in Inglese e Francese composta anche insieme all'insegnante di musica. In questo contesto come fai ad opporti?

    La colpa degli 'statali', dei burocrati e dei PDini non è tanto quella di non aver capito o di aver tradito, molti secondo me hanno capito benissimo negli utlimi anni. Ma hanno avuto paura di abbandonare il binario che è stato seguito per tutta una vita. Se abbandoni il binario la responsabilità è tua, se resti nel binario, qualsiasi cosa succede la responsabilità è eventualmente del sistema. Quindi meglio rimanere nel binario (almeno finchè il binario non salta per aria...).

    Uscire dall'Euro e tornare a quello che c'era prima non basterà, perchè quello che c'era prima ha portato all'Euro. La nuova moneta dovrà essere progettata (dagli economisti) per salvaguardare la democrazia, anche alla luce del fatto che l'elettronica permette spostamenti di denaro enormi con pochi click (anzi, nemmeno quelli, sono automatici). Viviamo in un mondo dove avere un ufficio finanziario vicino alla borsa di Londra ti da dei vantaggi sui tuoi 'competitori' perchè la tua transazione arriva un millesimo di secondo prima degli altri. Un 'sistema' che convive con una cosa del genere non può che portare a disastri, non è a misura d'uomo.

    Penso che la sensazione di malessere diffusa che ci pervade sia la consapevolezza che ormai l'attuale 'sistema' è agli sgoccioli e che bisogna cambiare mentalità e cultura in maniera drastica, per dirigergi ancora non sappiamo dove. La sfida che attende i tecnici (quelli veri... non Monti) è definire un nuovo modello monetario, economico e di vita che sia compatibile con le nuove tecnologie, democratico ed efficiente.

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  46. Finalmente uno che parla chiaro. E lasciamo stare il funzionario dell’Agenzia delle Entrate che fa chiudere le imprese con un atto di accertamento, l’impiegato di Equitalia che ti espropria dei tuoi averi, il bancario che ti revoca il fido: quelli uno deciso che ti imbocca in ufficio con la pistola prima o poi lo trovano. Non sono loro i veri colpevoli, i carnefici, i traditori. Siamo noi, i professori. Sarà per il suo nome da autore di western ciociari, ma sento ormai puntata contro la mia fraudolenta categoria la pistola che ci inchioda alle nostre ineludibili responsabilità, percepisco il mio viso sempre più sudato e terrorizzato e persino (se silenzio l’audio di Piazza pulita) l’impietosa colonna sonora di Morricone. E noi lì tutti questi anni a baloccarci con scioperi e assemblee sindacali per l’adeguamento del contratto e il recupero dell’inflazione reale rispetto a quella programmata; a rosicare di invidia impiegatizia contro il povero lavoratore autonomo con il SUV che ci toglieva il posto dell’asilo nido; a trastullarci senza capire nulla con gli studi di Banca d’Italia che sostenevano che “tra il 1993 e il 2006 il reddito disponibile equivalente (espresso in termini reali con il deflattore dei consumi delle famiglie) è cresciuto dell'1,2% l'anno, ma per le famiglie degli autonomi la crescita è stata del 2,6%, per i dirigenti (pubblici e privati) dell'1,5% e per i pensionati dell'1,6%. Aumenti molto più contenuti si sono verificati invece per operai (+0,6%) e soprattutto impiegati (+0,3%) fra i quali vanno compresi anche i quadri intermedi, gli impiegati direttivi e gli insegnanti. Come risultato la percentuale dei poveri (coloro che percepiscono un reddito inferiore al 60% di quello medio) appartenenti a queste due classi sociali è salita dal 27 al 31% fra gli operai e dal 7 all'8% fra gli impiegati mentre è scesa fra gli autonomi”. E dopo l’inizio della crisi a far finta di arrabbiarci per la mancata corresponsione degli scatti stipendiali e a lanciare anatemi farisaici contro l’indennità di vacanza contrattuale di 13,11 euro. Vi chiedo scusa. Vi chiediamo scusa. Venite pure ai nostri colloqui a controllare se siamo in grado di riconoscere un trittongo, se confondiamo Canuto il Grande con Guglielmo il Conquistatore. Non ci seppellirà una risata, ma la tromba di Lacerenza.

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    1. Caro, per te l'euro è solo una moneta? E per i tuoi colleghi? Rispondi, e rispondi onestamente, se ne sei capace. Partiamo da qui.

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    2. Di molti dei miei colleghi, le cui idee spesso (per usare un eufemismo) non stimo, posso anche pensare tutto il male possibile, ma c’è differenza fra un utile idiota e un allegro carnefice perché il secondo agisce consapevolmente per sfruttare un proprio effimero e meschino vantaggio a spese degli altri. E questo nel caso degli impiegati e insegnanti, alla luce della storia recente italiana, semplicemente non è successo. Che poi la mia categoria abbia un’inspiegabile e ottusa vocazione al masochismo è cosa che ha a che fare con la psicologia e la patologia professionale più che con l’economia. Dire che l’Euro è uno strumento di regolazione dei conflitti sociali a vantaggio dei profitti non significa negare che conflitti di distribuzione del reddito esistano e siano esistiti anche al di fuori (o in vista) della moneta unica, né che negli anni novanta e duemila non vi fossero vincitori e perdenti. Così come affermare che l’evasione fiscale non è la causa della crisi non significa negare che ieri come oggi abbia effetti significativi sull’equità distributiva e quindi anche sulla crescita. Se in nome di una comune lotta contro questo progetto assurdo di integrazione europea è opportuno, almeno provvisoriamente, andare oltre vecchi rancori e contrapposizioni, mi dica lei che senso ha questa scriteriata caccia all’untore che non pare abbia altro senso che quello di preparare una nuova controffensiva sociale là dove sembra di intravedere qualche briciola da distribuire. Non credo ci sia nulla di corporativo nell’opporvisi, nulla davvero di cui ci si debba vergognare.

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    3. Ovvio che per lui l'euo è solo una moneta. Nel suo accorato post è chiaro che il suo nemico sociale è l'autonomo col SUV. E non ha citato neanche i suoi colleghi piu' sfortunati, quei precari che regolarmente in autunno non si vedono pagato lo stipendio. Sfigati loro, chegliefrega a lui. Il problema è che il suo reddito è più fermo di altri, la deflazione quindi gli starebbe pure bene. E magari pensa pure che se gli autonomi e le PMI la finessero con la loro evasione assassina lui starebbe meglio. Comunisti di San Giovanni: quel che è mio è mio, di quel che è tuo si fa a metà

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    4. In effetti è preoccupante che persone così insegnino la "comprensione del testo" ai nostri figli. Speriamo sia un'eccezione. Viene a spiegare a me che il pubblico impiego è stato massacrato? Forse ne so qualcosa, e so anche perché. Lui invece perché non lo sa, e i motivi sono evidenti: è andato alle assemblee dei sindacati euristi, del landinume, a preoccuparsi per il suo sempre più esiguo "tessssoro", povero Gollum piddino, battendosene il cazzo di quanto gli succedeva intorno (fatto salvo per un minimo di invidia sociale che farà di lui un dottor Livore ortottero). Mi dispiace: queste persone SONO il nemico politico. Pensateci bene, voi che volete "fare er partito". Se non si risolve questo problema (e non si risolve) uno sbocco politico semplicemente non c'è.

      Confessio regina probationum. Mi spiace avervi esposto a tanto squallore, ma meglio sapere.

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    5. Scusa Davide, hai mai letto o sentito un Bagnai inneggiare all' evasione o non rilevare che "le tasse vanno pagate ad ogni passaggio?", virgoletto perchè ben ricordo un suo commento a riguardo nel blog, come ricordo un intervento di Fassina in merito ad un evasione di sussistenza in controluce agli innumerevoli interventi di Alberto che constatano dove si annida la grande evasione, quella che realmente incide sulla distribuzione del reddito. Ti ricordo anche che con gli studi di settore più di tanto non si scappa. Effettivamente "nella comprensione del testo" ti sfugge quel qualcosa che fa si che il tuo ragionamento si ponga in radicale contrasto con un disegno politico (al quale Alberto sta dedicando la sua vita) volto a sostituire un sistema istituzionale (euro), che non solo drena ricchezza dal nostro paese verso paesi esteri, ma che produce nel medio periodo impoverimento per tutti i paesi coinvolti e che ciò è foriero di tensioni interne e tra Stati, in un contesto nel quale alcune élite non escludono di uscirne con una guerra (e già ne vediamo alcune drammatiche manifestazioni), con un sistema istituzionale compatibile con i principi fondanti della Costituzione italiana. Nella difficile composizione di interessi contrapposti che il ritorno ad istituzioni democratiche richiede il tuo intervento si colloca nel favorire la conservazione di un sistema intrinsecamente antidemocratico. E sei intervenuto proprio qui, nel senso che gli strumenti per elaborare quello che stiamo facendo sono espliciti, scritti con una chiarezza sconcertante: "allegro carnefice perché il secondo agisce consapevolmente per sfruttare un proprio effimero e meschino vantaggio a spese degli altri". Rileggiti e lavora dentro di te, lascia stare la scuola per pietà.

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  47. A me viene in mente quel che successe immediatamente dopo il 1989 nei paesi dell' Est. La classe dirigente di allora non sembrava affatto non aver capito quel che stava per succedere e infatti si appropriarono immediatamente delle ricchezze fino ad allora statali: fabbriche, depositi, impianti produttivi, aree etc...Quelli capirono, eccome e sfruttarono i vantaggi del cambiamento. Questo è quello che sta facendo la nuova elite renziana che ha capito fin troppo bene e si muove su piani nuovi e diversi di sfruttare la propria posizione. Ma gli altri? Quelli medi che si trovarono spiazzati? Beh, fu un lutto immenso da cui solo i loro figli stanno riuscendo a venirne fuori. E a me, che vivo in uno di questi paesi dell' Est, mi ha sempre irritato e angosciato il modo con cui la classe media del PD (ex PC) che andate descrivendo non abbia mai dimostrato interesse e vicinanza con questa gente (milioni di persone ricordiamocelo) che invece, scaricati da tutti...in silenzio e totale solitudine si sono piano piano ripresi la vita in mano. La classe media italiana ora sta finendo così e pagherà caro il non aver fatto i conti culturalmente con la profonda ferita e l'immenso dolore che il tradimento politico può scaricare sulle vite della gente. E questo quando continua ancora una certa moda della bandiera rossa e del suo simbolismo avulso in chiave radical chic ! Ma l' Europa è piena di queste immense "distanze" culturali mai colmate e assimilate.

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  48. Penso che vadano distinti i tempi e i modi anche del nostro risentimento: nel 2011 ad aver elaborato e capito in tutta Italia saranno (sarete) state forse cento persone, oggi invece, nonostante la gran parte del paese non abbia ancora idea dei nessi causa-effetto, c'é anche chi puo' permettersi di aver capito e continuare a fare lo gnorri, per sfruttare una rendita di posizione che magari sfumera' tra un anno o due. Rispetto a pochi anni fa é diversa la consapevolezza, diverso il livello del dibattito raggiunto, diversa la situazione economica media delle famiglie, diversa la situazione politica. Non dimentichiamoci che nel 2011 l'Italia veniva forzata a dividersi tra innocentisti e colpevolisti dove la materia del contendere era niente meno delle signorine di Berlusconi. Mesi e mesi a parlare di quello, mentre le lettere della BCE venivano giudicate buone o meno a seconda che si fosse elettori berlusconiani o anti, non certo per cio' che prescrivevano; ora ci sembra ridicolo ma forse abbiamo dimenticato che dal 1993 al 2011 il paese é stato portato a dividersi su una persona, smettendo quasi completamente di ragionare di economia. Abbiamo privatizzato, liberalizzato, svenduto pezzi di patrimonio pubblico continuando con nonchalance a parlare di stallieri prima e di troie poi. Quanto ha fatto comodo un premier puttaniere e amico di mafiosi? Quella si che é stata una rendita per i Violante, i D'Alema, i Prodi...Siamo stati ingannati da una dinamica mediatica allucinante per cui anche iniziative di grande rilievo in senso "sovranista", come gli accordi con Putin e Gheddafi, venivano banalizzate e caricaturizzate. Si é ben presto smesso di attaccare Berlusconi sul tavolo dell'economia; certo restava Tremonti con la sua finanza creativa ad attirarsi gli strali ma solo perché il "truccare i conti" ci metteva in cattiva luce col padroncino europeo. Coglioni noi a non capire (a guardare indietro adesso sembra tutto cosi chiaro) ma coglione anche chi di loro ha retto quel tipo di gioco: la sinistra riformista italiana, impegnata per due decenni a discutere di contenitori invece che di contenuti, é sparita dalle mappe del pensiero di questo paese e chissa' se, quando e come ne uscira' un'altra.
    Certo che se a scuola insegnassero a tutti anche solo il senso dei termini inflazione, deflazione, rigidita' del cambio e svalutazione non avremmo avuto bisogno del sacrificio e dell'impegno straordinario di Uomini come Lei; purtroppo in mancanza di una pur minima infarinatura di macroeconomia l'uomo della strada si regola guardando Ballaro' e votando chi gliela racconta piu' morbida. Non riesco a prendermela fino in fondo colla massa, cui appartenevo fino a tre anni fa, pur tenendo nel massimo disprezzo chi rifugge sempre l'approfondimento mi rendo conto, a parziale discolpa, che certi argomenti sono di una complessita' fuori dal comune. Sono altri a dover pagare ma non pagheranno loro, come é sempre stato e sempre sara': il mondo, nonostante le evoluzioni sociali, resta un posto tremendamente crudele coi deboli e i fessi.

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  49. Se non si fanno delle precisazioni (che vedo fatte in più di un commento, fortunatamente) un commento come quello di Duccio rischia di suonare come il famigerato post di Grillo che divideva il paese in due gruppi contrapposti A e B, guarda caso statali e pensionati contro il resto. Come emigrante figlio di due ex statali, ora pensionati, credo che l'irritazione generata da un discorso del genere non si riconduca necessariamente alla difesa del proprio orticello (non è il mio caso). Io ho sentito mio padre tifare deflazione e mi ci sono pure arrabbiato. Poi ho buttato l'occhio sulla pila di "Espresso" e "Unità" sul tavolino del terrazzo, mi sono reso conto che a vent'anni credevo di avere capito tutto e ora a trentatré so che non avevo capito un cazzo, ho ripetuto il calcolo per i settant'anni che ha mio padre (in passato convinto comunista) e mi sono taciuto. Poi gli ho regalato il Tramonto. Non mi sembra che si possano chiamare "traditori" dei vecchi che hanno perso ogni bussola politica alla caduta dell'Unione Sovietica e sono stati bombardati di propaganda, settimana per settimana, dalla stessa area politica cui avevano fatto riferimento tutta la vita.

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    1. Speravo fosse chiaro. Non sono necessariamente "traditori": sono il blocco sociale che ha sostenuto chi era contro lo SME e ci sta massacrando con l'euro.

      Sentite: dopo quattro anni chi ha bisogno del disegnino forse può anche cercarsi un'altra comunità, no?

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    2. Più che un disegnino servono dei distinguo (per me) molto sottili. Saranno meno sottili per altri, ma se io e tanti altri lettori non ci fossimo trovati in uno stato di minorità per cominciare non avremmo avuto bisogno di questo blog. Quindi la base del PD (e della sinistra radicale) è costituita da traditori e nemici oggettivi sul piano politico, concordo. Ma possono cambiare idea. Mi lascerebbe perplesso che proprio chi sta lavorando per fargliela cambiare (non è quella l'unica speranza per una soluzione pacifica del conflitto?) neghi la possibilità di riuscire nel proprio intento. Un giudizio irrevocabile di pochezza umana mi sembra che rischi di sortire l'effetto opposto a quello desiderato, provocando appunto riflessi condizionati di difesa.

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    3. L'assenza di carità non è pochezza umana. È peggio. Ma chi non è disposto a una radicale autocritica in questo momento non ci serve. Perché?

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    4. Perchè,in assenza,dovrà mentire per far dimenticare la sua colpevole inconsapevolezza o raccontare e raccontarsi una nuova menzogna visto che quella vecchia non funziona più.

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    5. Perché la via ipocrita di manipolare la narrazione storica per nascondere le proprie responsabilità non é più percorribile e rischia di sfociare in violenza.

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    6. Se io convinco un piddino collega che mi dice "Oh che stupido non avevo capito un cazzo" (il mio sogno) , Bene io gli credo e lo bacio. Poi, vabbeh, se me lo dice Prodi (con chi sa quale narrazione poi, vero è che lui ha fantasia) mi innervosisco, non gli credo, e ovviamente non vorrei trovarmelo a "guidare" il dopo. Insomma dipende da chi cambia idea e da quanto è responsabile. Forse la radicale autocritica è necessaria per evitare il pericolo di ritrovarseli nel dopo in posizione di responsabiltà ?

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  50. n tutti i grandi ingannatori è degno di nota un fenomeno al quale essi devono il loro potere. All'atto dell’inganno vero e proprio, fra tutti i preparativi, come l’orrendo nella voce, nell'espressione e nei gesti, in mezzo all'efficace messa in scena, sopravviene in loro la fede in se stessi: è questo che poi parla così miracolosamente e convincentemente a coloro che stanno intorno. I fondatori di religioni differiscono da questi grandi ingannatori per il fatto di non uscire da questo staro di inganno di sé medesimi: eppure essi hanno molto raramente momenti di lucidità, in cui il dubbio li sopraffà; ma di solito si consolano attribuendo questi momenti di lucidità al maligno avversario. Deve esserci inganno di se stessi, perché questi e quelli sortiscano effetti grandiosi. Giacché gli uomini credono alla verità di tutto ciò che viene manifestamente creduto con forza.
    Friedrich Nietzsche

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  51. ABBA CDDC EFEF

    "Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l'uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l'ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo."

    (“Ossi di seppia”, Eugenio Montale – 1925),

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  52. E .. SENZA METRICA

    « L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »

    (“Le città invisibile”, Italo Calvino - 1972)

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  53. Un po' retorico. Perché il secondo non è un modo per non soffrirne, è solo l'inevitabile atteggiamento di chi comprende e ha compassione. Ma la sofferenza rimane tutta e mi sembra che anche questo blog ne sia emblematica testimonianza.

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    1. OLTRE LA RETORICA

      « Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. »

      (Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947)

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  54. L'intelligenza non avrà mai peso, mai
    nel giudizio di questa pubblica opinione.
    Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

    da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
    un giudizio netto, interamente indignato:
    irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

    di questo popolo ormai dissociato
    da secoli, la cui soave saggezza
    gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.

    Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
    alzare la mia sola puerile voce -
    non ha più senso: la viltà avvezza

    a vedere morire nel modo più atroce
    gli altri, nella più strana indifferenza.
    Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

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  55. a proposito di evasioni e tasse.. qualcuno conosce analisi sull'efficienza di IVA contro IGE?

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  56. un altro branco di traditori sono il Capo dello Stato e i Giudici della Corte Costituzionale, di questi ultimi non si parla mai

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    1. Veramente la riflessione sul tradimento della sinistra, che non credo sia originale, nel mio personale caso scaturisce proprio dall'analisi del percorso di Napolitano, descritta nel Tramonto dell'euro.

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    2. Di Corte Costituzionale ne parla Quarantotto. È una simpatica congrega di stimati professionisti che si informano su Repubblica.

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    3. Lo so lo so li ho letti i suoi libri e ne ho pure regalato qualcuno per scopi terapeutici, ma voi due non contate (cioè contate ma non vi conto).... e mettiamoci pure Presidenti Camera e Senato che fanno proclami di "integrazione" (i.e. cessione democrazia) lanciando anatemi e scomuniche alla faccia della Presidenza e della Costituzione.. che vergogna ...e tutti zitti. Il Portogallo, n'altro colpettino evvia. Non si riesce a vedere un servizio su una TV nazionale. Siamo proprio maturi per beccarci tutto e senza fiatare. Prof, ma sta cosetta divulgativa in inglese ...la lingua europea no?

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