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martedì 22 luglio 2014

"Siamo troppo medi!": lineamenti di etica piddina

Avrete capito che quello che mi frega sono i sentimenti. Io, in fondo, ai piddini voglio bene. E come si fa a non volergliene? Se mi seguirete in questo breve dialoghetto, assolutamente storico e fedelmente riportato, diventerete anche voi amici di un piddino.

Dunque: si era in un tinello buono romano, circa un annetto e dispari fa. L'argomento era quello col quale tutti mi triturano le gonadi, e che, come ho cercato sommessamente di far notare, a me interessa veramente poco. Si trattava di piddini di un certo livello, un minimo evoluti, e quindi, come dire, sull'aspetto economico della questione il discorso era chiuso: che una sòla ci fosse, nell'euro, lo davano sostanzialmente per assodato anche loro, più che altro per il fatto che, oltre alla diretta esperienza quotidiana, avevano quel minimo di strumenti culturali che permetteva comunque loro di capire quello che non ha capito l'amico Alessandro del post precedente, cioè che stavano parlando con un professionista. Insomma: non erano persone che andrebbero da un angiologo a dire "secondo me la mia carotide non è occlusa perché io ci sento benissimo"!

Chiaro, no?

[DIGRESSIONE ON]

Ecco, però questo punto, se permettete, vorrei chiarirlo meglio e una volta per tutte, se mi perdonate una digressione. Ad Alessandro che diceva di Zingales:

Quest'ultimo afferma che dagli anni 70 agli anni 80 l'Italia ha avuto una politica di costante deprezzamento della lira rispetto le altre monete. Il chè mi sembra assolutamente vero.

io mi sono permesso di rispondere, in modo certo poco accademico: "E tu chi cazzo sei?" Immagino le anime belle piddine, il loro frisson d'horreur! "Bagnai dice le parolacce, Bagnai non rispetta l'interlocutore".

Calma, mettiamo le cose in prospettiva.

Intanto Bagnai rispetta l'ortografia (con tre eccezioni in tre anni, prontamente corrette da voi, che siete tutto il mio orgoglio). "Chè" in italiano non esiste, non solo perché il pronome relativo non ha l'accento, ma anche perché quando la parola "ché" (congiunzione) ha l'accento, trattasi ahimè di accento acuto e non grave.

Dettagli che distinguono l'omo con lettere dall'omo sanza lettere, il quale, notoriamente, può anche essere un genio: ma questa è l'eccezione e non la regola.

E poi, perdonatemi: ma Alessandro non mi ha forse mancato di rispetto? Quale medico accetterebbe di sentirsi dire da un paziente: "Secondo me questa radiografia vuol dire un'altra cosa, quest'area bianca non è il cuore ma il fegato..."? Quale ingegnere accetterebbe di sentirsi dire dal primo che passa per strada: "Scusi, ma non vede che ha sbagliato la sezione degli stralli? Il ponte verrà giù alla prima pioggia". Quale insegnante di lettere accetterebbe di sentirsi dire dal genitore: "Ma lei dove ha studiato? 'Cum grano salis' vuol dire 'cresci col grano', la mia creatura meritava nove!". Eccetera (affido gli altri esempi alla vostra fertile fantasia).

Io sono, fino a prova contraria, un professionista in quello che faccio, e non mi si può venire a dire "a IO sembra vero chè tu stai dicendo una fesseria". Eventualmente si argomenta, ma allora si porta un dato, non il proprio IO che nessuno conosce e pochi vogliono conoscere (ma solo perché il tempo è tiranno, va da sé).

Allora: ripeto anche questo per l'ultima volta: io l'altra guancia la porgo solo al barbiere. Fa parte del mio compito pedagogico far capire, con maggiore o minore buona grazia, a chi mi sta mancando di rispetto, che mi sta mancando di rispetto. All'imite (come scrivono quelli che scrivono chè) anche ricambiandolo...

[DIGRESSIONE OFF]

Allora (o all'ora), data per assodata, se pur non pienamente compresa, la questione economica, i piddini in questione si attestavano sull'estrema difesa dei poveracci, la geopolitica.

"Perché vedi, Alberto, tu hai ragione, ma purtroppo oggi il mondo è cambiato" (e tte pareva) "Sai, ora dobbiamo confrontarci con grandi potenze" (e invece alla fine dell'800 no?) "Dove andremmo tutti soli, siamo troppo piccoli, l'Europa forse ci opprime, ma è anche la nostra unica speranza di riuscire a farcela..."

E allora io, pazientemente: "Ma caro, io capisco, il tuo ragionamento ha indubbiamente un certo richiamo, appare plausibile, si basa su categorie che tutti capiscono: grande, piccolo, farcela, non farcela... Ma i dati cosa ci dicono? La grandezza come la misuriamo? Il "farcela" come lo misuriamo? Scusa, se prendiamo per grandezza la dimensione demografica (visto che gli altri big player sono comunque tutti giganti demografici, soprattutto gli emergenti), e come misura del successo il reddito pro capite (visto che in economia avere successo non significa essere poveri, ma essere ricchi), allora vorrei farti umilmente notare che se prendiamo la classifica dei paesi dal più ricco al più povero in termini di reddito pro capite a parità di potere di acquisto nel 2006 (anno precedente alla crisi), l'Italia è in 27° posizione, e dei 26 paesi precedenti solo cinque hanno una popolazione superiore a quella italiana: sono i vecchi G5: Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Inghilterra. Gli altri ventuno sono per lo più nani demografici, sono tutti più piccoli, il che significa che forse in economia, come del resto nell'ippica, non è proprio necessario essere "grossi" per avere successo!"

Per vostra comodità, riporto il dato:


(la popolazione è in milioni, il reddito annuo in dollari a parità di potere d'acquisto, cioè con cambio corretto per le differenze nel costo della vita da un paese all'altro).

E allora il piddino, giudiziosamente: "Ma Alberto, non puoi però paragonare l'Italia col Brunei! Quelli hanno il petrolio!"

E allora io, sinuosamente: "Ma certo, ottima osservazione! E del resto in questa lista molti di quelli che ci precedono ce l'hanno: il Qatar, la Norvegia, il Kuwait, la stessa Gran Bretagna. Ma la Finlandia, l'Austria, l'Olanda, l'Islanda, il Belgio no! E sono anche economie che hanno una struttura non così drammaticamente diversa dalla nostra".

E allora il piddino, ingenuamente: "D'accordo, ma non puoi paragonarli con l'Italia: quelli sono paesi molto più piccoli!"

E allora io, sornionamente: "Ma scusa, il problema non era appunto che restando fuori dall'Europa saremmo troppo piccoli? E allora come la mettiamo che, petrolio o no, euro o no, chi sta meglio di noi generalmente è più piccolo?"

E allora il piddino, conseguenzialmente: "Non so, forse siamo troppo medi".

E allora io, generosamente: "Ecco, fino ad oggi avevo visto sovvertire solo la logica aristotelica: con questo abbiamo anche sovvertito l'etica, in particolare quella a Nicomaco, che vede la virtù come punto baricentrico fra due estremi...".

Ma ditemi la verità: non vorreste anche voi bene a uno che ragiona così?


53 commenti:

  1. Andando avanti avrebbero proseguito, dopo il "siamo troppo medi "

    Il problema è che " siamo troppo"

    e poi

    Il problema è che "siamo"


    ( in effetti lo sono : dei GRAN PIRLA ! )


    non si può più campare cosi

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  2. Talmente bene da assestargli un'amorevole randellata sulla nuca.

    ['ché]

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  3. Bongiorno.

    Esilarante, commovente e persino struggente, professore.

    Sper che dopo li abbia portati allo zoo e offerto loro zucchero filato. Se lo sono meritato.

    Saluti.

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    1. Vietato dar da mangiare agli animali!

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    2. Ma no...noi amiam gli animali. Già molto tempo fa lanciai la campagna
      "Adotta un Piddino"...non so come è andata!

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  4. Il problema della soglia ricorre frequentemente nelle elucubrazioni piddine particolarmente, non lo si può negare, nella rappresentazione del magico numero 15 dell'articolo 18, autentico vaso di Pandora da riattappare al più presto. Ex cantu avis libbberalis piddinus dignoscitur.

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  5. I piddini sono da amare in senso cristiano (Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno).

    Alberto tu sei da amare (in senso platonico ;-) eh!) per la passione che metti in questo blog e per l'insuperabile accoppiamento di conoscenza a 360° e divertimento che vi si ritrova.

    I 20 euro mensili che dedico ad a/simmetrie sono - oltre che un ottimo ritorno in termini di nutrimento/divertimento per il cervello - il miglior investimento per dare a mio figlio e al nostro paese un futuro migliore.

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  6. Lanciafiamme...altro che pazienza e spiegazioni...
    mi ricorda una vignetta su una storia di Paperino, dove c'era il nostro eroe che lavorava in un bar in un paesino famoso per la gente insofferente e inaccontentabile.
    Un giorno prepara tre caffè a tre avventori del locale: il primo dice che è troppo caldo, il secondo troppo freddo e l'ultimo si lamenta che è troppo tiepido.

    Ripeto: lanciafiamme...

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    1. Io potrei anche essere d'accordo, ma... Ti ricordi come si smonta l'asra guidamolla di una M12 Beretta? (per restare sul semplice) A me sparare piaceva un sacco! Il lanciafiamme credo ruchieda un po' di addestramento. Quindi si intende che il tuo lanciafiamme è metaforico, giusto? Il mio M12 no.

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    2. Vedo chè i p'esi interferiskono con la mua ortografia...

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    3. Maestro, come sempre lei è inappuntabilmente tecnico… e se lasciassimo stare laciafiamme e mitragliatrinci per usare ai piddini la carità antica e sempre nuova per cui qui bene amat, bene castigat?

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  7. Professore, è sicuro che "ché" avrebbe la funzione di avverbio e non di congiunzione, al posto di "perché"? Questa la fonte. Non mi ricordo di una funzione avverbiale, ma potrei sbagliarmi.

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    1. Hai perfettamente ragione, perdonami, ché avevo smarrito la diritta via.

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    2. In grammatiche '800 trovi anche il "chè" (grave)

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    3. In madrigali '500 trovi anche la chasa...

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    4. quel mazzoliiin di fioriiii, che vien dalla montaaagna..ma bada ben che non si bagna CHE' lo voglio reeegalaaarr!

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    5. Vero, ma qui a Roma piove e fa freddo, la produzione industriale crolla, la luce in forndo al tunnel la vede solo Juncker dopo la pimpla mattutina, si scopre che la Poggiani non ha la laurea ... cosa ci resta se non consultare vecchie e polverose grammatiche dell'altro secolo?

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    6. piddini, ché state a dire?
      piddini, che state a dire?
      (dove sarà insito il vaffa?)
      Comunque, tenerezza infinita, come i bimbi che cercano sempre una ulteriore giustificazione quando pizzicati sul fatto!!

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  8. Riesco ormai ad amare solo quei piddini, che sono i miei amici di sempre, quelli con cui abbiamo attraversato la vita insieme con alterne vicende, quelli sottratti alle peripezie della storia e della politica da un affetto profondo, che ci pone al di là del bene e del male. Gli altri, e sono tanti, non suscitano più in me nessun sentimento delicato. Al contrario. Li considero il cancro del tempo presente, dei falsificatori di metodologie, dei violatori dei dati di fatto, dei pigri incolti che non si prendono nemmeno la briga di aprire un libro che esprima idee diverse dalle loro. Ho regalato Il tramonto e Anschluss a varii piddini: tutta gente che viene dalle lotte operaie (si fa per dire), tutta gente un tempo comunista (si fa per dire), tutta gente che desiderava finalmente vedere un significativo progresso sociale (si fa per dire). Io, da sincero anticomunista, ho letto questi libri d'un fiato, loro no. Chi sa perché. E mi devo sentir dire che un personaggio come Farinetti, per il quale preferisco non usare aggettivi qualificativi, è certamente positivo, perché crea posti di lavoro alla fin fine. A 3/4 l'ora, mein Gott. Questo mi devo sentir dire da uno che si ritiene un progressista. E non ripeto tutte le imbecillità che mi hanno ripetuto sull'attrarre capitali stranieri in Italia, per rilanciare la produzione. Ma se li ricordano i libri che leggevamo sulle inique multinazionali negli anni '70 (li leggevo anche io, e lo dico con un certo autocompiacimento, a dimostrazione che ho sempre cercato di essere abbastanza informato)? Personalmente sono scandalizzato: quella che stiamo vivendo, prima ancora che una tragedia politica ed economica, è una tragedia culturale, da cui non so se ci riprenderemo né quando. Le violenze contro la logica, il metodo e la storia non si contano in questi ultimi venticinque anni. E che i principali autori ne siano stati dei supponenti, frivoli e irrilevanti progressisti in mani altrui è imperdonabile.

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    1. "Le violenze contro la logica, il metodo e la storia non si contano in questi ultimi venticinque anni."

      Troppo vero!

      http://www.corriere.it/esteri/14_luglio_22/israele-si-difende-torti-non-sono-stesso-piano-3842fab6-1173-11e4-affb-3320a03d21e8.shtml

      L'autore di questo meraviglioso esempio di pensiero "double-standard" e' un altro relitto umano della sinistra sessantottina.

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    2. on posso che concordare in pieno. Senza aggiungere ulteriori parole.

      Questi erano quelli che puntavano (e dicono di puntare), sulla cosiddetta "istruzione". Quell'istruzione che doveva costituire lo zoccolo duro di ogni cittadino responsabile, e che invece si è sgretolata di fronte alla demagogia mediatica........

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    3. Scusa, ma Henry-Levy con la sinistra sessantottina non mi pare abbia avuto a che vedere. Lui era un "nouveau philosophe", naturalmente non di destra (non era di moda) ma neppure di quella vecchia sinistra marxista e sudata. Fu uno dei primi a tracciare quel percorso postmoderno che (per puro caso) portò a riscoprire Nietzche, Heideger e un certo Von Hayek (beninteso, sempre da sinistra).
      Sempre BHL spese parole di fuoco in appoggio a G. W. Bush per la II guerra del golfo (lui era di sinistra, però quando ci vuole...).
      Personalmente di BHL ho sempre ammirato la chioma fluente e lo sguardo un po' obliquo e denso, paragonabili solo a certe performance della Catherine Deneuve. E lui c'è riuscito senza registi come Buñuel!

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    4. SFI come Supponenti Frivoli Irrilevanti! L'accento va sul Frivolo, che definitivamente indica il meno perdonabile difetto.

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  9. Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande, lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio.

    Diario Notturno
    Ennio Flaiano

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    1. Di nulla.
      Grazie al Prof. Bagnai, piuttosto, poiché sto leggendo "Diario Notturno" dopo che lui lo aveva citato qui tempo fa :-)

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  10. Coerentemente, il piddino meriterebbe un bel dito “medio” come risposta, in lampante ed esaustiva riprova del fatto ch'egli abbia proprio ragione. Quel "purtroppo oggi il mondo è cambiato", poi, è la classica espressione supina da sfoggiare allorché si voglia cambiar pelle, arrendendosi all’evidenza che sia quasi impossibile rendere questo mondo un luogo più vivibile per tutti: non ci siamo riusciti, eccheppeccato, ma mica possiamo rovinarci la vita col pensare di vivere continuamente su una polveriera più tossica dei nostri sogni (ammettere che le proprie intenzioni hanno subìto scacco e nonostante tutto non rinunciarvi, è molto più avvilente che farsi una frivola ragione per cambiare atteggiamento e look): perciò continueremo a raccontare che il mondo sia un luogo sano, vivibile e col futuro edificabile come con il Lego (con buona pace di qualsivoglia , peraltro).
    Varrebbe la pena ricordare un altro significativo cambiamento, probabilmente assai poco noto, ma attinente. Nella Germania nazista quando nel ‘34 morì Hindenburg, Von Blomberg volle che “…la Wehrmacht prestasse subito giuramento a Hitler nella sua qualità di capo dello Stato. Fino ad allora la formula del giuramento era stata: - Assumo davanti a Dio il sacro impegno di servire in ogni momento con fedeltà e onestà il popolo e la patria, e di comportarmi da valoroso e ubbidiente soldato in ogni momento, pronto a sacrificare la mia vita per mantenere questo giuramento - ; da lì in poi diventò: - Assumo davanti a Dio il sacro impegno di prestare ubbidienza incondizionata al Führer del Reich e del popolo germanico, Adolf Hitler, comandante in capo della Wehrmacht, e di comportarmi da valoroso soldato in ogni momento. Pronto a sacrificare la mia vita per mantenere questo giuramento - .”. “Il capo di gabinetto dell’ufficio per la Wehrmacht, il maggiore Hermann Foertsch, capì fin d’allora, senza esserne minimamente turbato, che cosa significava quel solenne impegno: - E’ una forma di giuramento che non consente alcuna riserva, alcuna via d’uscita - .” Ma la testimonianza più significativa è stata quella del colonnello Günther Reichhelm, un ufficiale dello stato maggiore, quando alla fine della guerra riferì questo avvenimento: “ - Un mio superiore, al circolo ufficiali, mi ha detto con le lacrime agli occhi: ‘Oggi ci hanno spezzato la spina dorsale’. Ecco, è stata questa anche la nostra impressione - .” (le citazioni sono tratte dall’opera “Wehrmacht”, di G. Knopp).

    Eh, purtroppo il mondo era cambiato, anche per la Wehrmacht…
    Ci fossero ancora uomini sani di mente e comprensione come quei due ufficiali.

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  11. Siamo troppo medi? No, non ci credo, non può averlo detto.
    Non avevo capito che dramma fosse l'euro, ma una volta che mi è stato spiegato dal prof, avendo continuato ad approfondire per rispondere ai vari dubbi che mi ponevo, il quadro si è fatto chiaro.
    Se rispondi siamo troppo medi vuol dire che non vuoi capire, e allora sai che c'e'?
    C'e' che l'euro ce lo meritiamo.

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    1. credo che il concetto piddino di cui si parla, venga inteso come l'"essere grandi" legato a quello spot propagandistico europeo dove si dice che un mercato globale di 500 mln di persone è meglio di uno nazionale di soli 60 mln. E questo è quanto, secondo me.
      Le cause delle condizioni in cui ci hanno messo, e sempre più ci metteranno, per ottenere questo scopo, mica interessano il nostro beneamato piddino! No, mi spiace, anche se non lancio strali, offese e contumelie, sento un enorme disprezzo per tutti costoro.

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  12. Una volta si diceva 'chi più ne ha più ne metta' (di PIL)... Al che si poteva opporre 'l'importante è usarlo bene' (l'intervento di spesa dello Stato).... Ma ora che cosa potremmo aspettarci, che qualcuno ci faccia un complimento del tipo 'come ce l'hai medio!' ( il dato demografico)?
    È ricicciato Medioman.

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  13. Troppo medi?
    Non mi stupisce come uscita piddina, in fondo va capita perché colui che l'ha coniata evidentemente non ha "unito i puntini", ed è anche normale che se si va in giro con i puntini slacciati poi si inciampa e si sovvertono i campi del sapere.

    Unica obiezione: magari avessi avuto il prof che mi viene ad unire i puntini comodamente a casa mia... un pochino si poteva sforzare, ma si sa... Aristidi XD

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  14. I piddini soffrono in misura spropositata della porca rogna italiana dell'autodenigrazione. Difficile capire perché.

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    1. Perche' cosi' ci si deresponsabilizza, un po' come altri delegano alla "provvidenza"...

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  15. Ma è mai possibile che l' unica cosa che conti nella testa dei piddini è il petrolio, mesi fa mi capitò una discussione simile con un bocconiano a Dublino, dove mi spiegava che visto che non avevamo il petrolio non potevamo stare fuori dall' euro, al che gli ho fatto notare, che Venezuela, Iraq, Iran, Libia, Afganistan, Algeria, angola, nigeria e la stessa Russia(che fino a qualche anno fa era un economia più piccola della nostra) sono paesi pieni di petrolio ma non mi sembra che navighino nell' oro, e che anche gli stati uniti sono importatori netti di petrolio, al che il bocconiano mi ha ricordato della nostra condizione di untermenschen "ma noi Italiani che possiamo mai fare? che abbiamo? Mica siamo come gli Irlandesi, questi si che sanno farci..." al che mi sono permesso di fargli notare che il nostro paesino di subumani e quello che probabilmente ha influito di più nella storia(soprattutto quella culturale) dell' umanità, al che il bocconiano ha dovuto insistere nel ricordarmi che dopo tutto sono un' untermenschen "vedi il problema è che noi italiani non abbiamo voglia di fare, tu per esempio dopo soli tre mesi che non riuscivi a vendere vino in corea(per l' enorme apprezzamento dell' euro sul won nds) ti sei arreso, un tedesco o un altro avrebbero continuato imperterriti. Gli Italiani sono dei mammoni che cercano solo la strada più facile con corruzione mezzucci e amicizie, non sanno cos' è l' impegno vero" a quel punto non ho resistito, e visto che ero a Dublino e seguivo le tradizioni del bere irlandese, non ho resistito e gli rovesciato un bicchiere in faccia.
    Mi chiedo ma come si può disprezzare la propria terra, il proprio popolo al punto da considerarlo un popolo di subumani incapaci di nulla, perchè? Perchè siamo costretti all' esilio spirituale e molto e troppo spesso anche a quello economico. Perchè essere nato nella terra baciata da dio(tipica espressione russa) è motivo di continue umiliazioni? Qual è il peccato originale che noi italiani abbiamo commesso?

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    1. Se alla tua aggiungo la mia di esperienza stile "bocconiano", bisogna concludere che siamo in presenza di un vero e proprio centro d'infezione culturale. Vengono appositamente allevati come élites coloniali che svolgeranno la propria attività nell'interesse dei dominatori. Non un fatto nuovo: basta ricordare l'impero romano e quello britannico. Vengono educati all'odio e dall'odio saranno ripagati, come si conviene ai quisling di periferia. Domandagli, come mai in Germania non esistono reati associativi, chiedigli, perché il pubblico ministero subisce l'indirizzo politico delle indagini, fatti spiegare, perché trasferiscono subito chi indaga dove non deve indagare. Come in Italia, quando era un paese industrialmente forte.

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    2. Mario, è la scarsità di "oro grigio", non nero, che ci tiene nell'euro.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. -Mi chiedo ma come si può disprezzare la propria terra, il proprio popolo al punto da considerarlo un popolo di subumani incapaci di nulla, perchè? Perchè siamo costretti all' esilio spirituale e molto e troppo spesso anche a quello economico. Perchè essere nato nella terra baciata da dio(tipica espressione russa) è motivo di continue umiliazioni? Qual è il peccato originale che noi italiani abbiamo commesso?-
      Sono domande che mi sono posto anch'io, alla fine la risposta che mi sono dato è che sono proprio queste continue critiche ad alimentare la creatività e capacità degli italiani.
      I superbi non imparano mai, perchè non credono di avere nulla da imparare.

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  16. Scusate l'OT. Ho letto il commento di Paolo Savona su il sole24ore di domenica:
    http://www.fulm.org/doc/3130/rassegna-stampa-domina-varie-20-luglio-2014.pdf
    Mi chiedo cosa gli sia successo. Un articolo dove dopo un'inizio sulla follia di una ricerca spasmodica di surplus primario insostenibile perseguito negli ultimi anni dall'Italia, passa poi a richiedere massicce privatizzazioni per abbattere lo stock di debito pubblico, considerato la fonte dei nostri problemi. Poi continua con un confusissimo discorso sulla inconciliabilità di una distribuzione del reddito keynesiana orientata alle classi più deboli, argomentando che se si tagliano i redditi delle classi più abbienti si creano le condizioni perché le imprese delocalizzino mentre la redistribuzione invece non metterebbe in funzione il moltiplicatore dei redditi. In questo caso la redistribuzione di tipo keynesiano produrrebbe effetti perversi. Ho capito male oppure Savona sta caracollando da un'altra parte?
    Tito

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    1. Se facciamo l’opposto che nella distillazione, cioe’ prendiamo la testa e la coda dell’articolo (togliendo la parte centrale), si legge il vero messaggio del Prof. Savona:
      “Il ministro Carlo Padoan non e’ uno sprovveduto…… operi sulla dimensione e sull’efficienza della pubblica amministrazione e lasci in pace fiscalmente il resto del sistema per un lungo periodo.”
      Quindi si tratta di una esortazione pubblica del Prof. Savona, neppure tanto velata, a non aumentare ulteriormente a settembre le tasse sui consumi e sulla casa (IVA, IMU, TARI, TASI) ed a rinunciare definitivamente al prelievo forzoso sui conti correnti (oggi tanto caro a FMI/BCE/Bank of England/Bundesbank).
      Per comprendere invece il messaggio presente nel corpo dell’articolo bisogna concentrare l’attenzione su questi frammenti:
      “Necessita una azione sul debito pubblico….passando attraverso una disponibilita’ a pronti e una cessione secondo i tempi del mercato dei beni dello stato…..”
      A questo proposito vale la pena di ricordare la precedente proposta del Prof. Savona di costituire un fondo da 1000 miliardi di titoli di stato di nuova emissione (garantiti dal patrimonio dello Stato) con sottoscrizione ‘obbligatoria’ da parte delle Banche e sottoscrizione ‘volontaria’ da parte degli investitori privati Italiani.
      Purtroppo il Prof. Savona credo si renda pienamente conto che il ministro fara’ invece quello che vogliono i suoi referenti esteri (altre tasse e patrimoniale), per poter poi fare lui (o chi per lui) il ministro dell’economia nel ‘governissimo’ che sara’ chiamato a rimediare al disastro dopo che l’attuale ‘puppident’ del consiglio (i.e. puppet president) verra’ cacciato a furor di popolo.

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  17. Scommetto una cena che fra quel gruppo di piddini c'era anche un certo Phiga

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  18. Forse vogliono semplicemente dire: " ma noi siamo italiani....". Patetici autorazzisti.

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  19. Il Gran Sobrietà der sabbato sera

    presenta

    Il consulente piddino.

    Per mezzo di un filmato, fatto con una cinepresa rubata da Tiberio al mercato di Porta Portese e sottoposto in visione da Dante Cruciani, un noto ladro a riposo che svolge oramai il ruolo di "consulente", la banda viene da questi istruita sulle modalità per realizzare il colpo.
    "La prudenza non è mai troppo, ricordate: la prudenzia non è mai troppo!"
    http://it.wikipedia.org/wiki/I_soliti_ignoti

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  20. "E tu chi cazzo sei?"
    Sarei curioso di sapere a quanto ammonta il gruzzoletto di Uga :-)

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  21. Lei è troppo buono....non ci sono piddioti evoluti...è solo un'impressione....altrimenti farebbero saltare il pentolaio...

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  22. Non mi ricordo dove ho letto che il livello di analfabetismo al tempo del Risorgimento era del 70% circa.
    Oggi abbiamo un livello di istruzione che non è nemmeno lontanamente paragonabile....sicCHE' dovrei dedurne l'inutilità della medesima nelle questioni determinanti e fondamentali della nostra vita.
    So che non è così, c'è una bella differenza tra nozionismo e ricerca del senso delle cose, purtroppo oggi l'istruzione è nozionismo dozzinale.

    p.s ho iniziato a leggere TEORIA GENERALE.....e nello scritto FINE DEL LAISSEZ-FAIRE del 26 c'è il motivo per il quale in Illinois vedono Keynes come fumo negli occhi, cito testuale: (.....) Ma il socialismo marxista deve sempre rimanere un portento per gli storici del pensiero: come una dottrina così illogica e stupida possa aver esercitato un'influenza così potente e durevole sulle menti degli uomini e, attraverso questi, sugli eventi della storia. (....)

    Rimarcando il fatto che questa assieme al protezionismo abbiano contribuito a rafforzare l'idea che il laissez-faire fosse la migliore soluzione.

    Per fortuna ci sono scritti che attestano il mio divertimento a leggere cose tipo; la proprietà del popolo dei mezzi di produzione e altre "visioni" sui generis: avere conferme da J.M.K non ha prezzo e neppure inflazione :-)

    p.p.s. 2K695360P8743812A (pochi ma buoni)

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    1. Illogica e stupida come il "porgi l'altra guancia"?!? Sembra che abbiamo bisogno di utopie, la differenza probabilmente sta nella consapevolezza che appunto siano utopie.

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  23. Questi più che PDini sono persone malate, la loro patologia rientra nelle varie sindromi di ritardo mentale indotto o genetico o potremmo parlare di dabbenaggine nei casi più leggeri, quelli per intenderci che rendono possibili fenomeni ripetitivi di truffa alla Vanna Marchi, solo per fare un esempio, ma ce ne sono in quantità industriale in Italia, dove per decenni trasmissioni come mi manda RAI3 sono prosperate, e ricordiamo uno dei conduttori più amati, PDino pure lui che era appunto IL CONDUTTORE PER ECCELLENZA. Situazioni Kafkiane possibili solo qui da noi. Io mi ncazzo facilmente quando si parla bene di euro, e di gente in malafede o canaglia che mi fa girare le balle, nel PD ce ne è a iosa, ma in questo caso, credo si possa raccogliere la provocazione di Alberto Bagnai; come voler male a chi soffre? Io non me la sento e li amo, cristianamente voglio loro bene!

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    1. Ti capisco, ma la mia pazienza è molto grande; sono abituato a prendermi cura dei deboli di mente!

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  24. Ma alla fine è il pensiero Piddino che è frutto del Fogno €uro-peo, o è il Fogno €uro-peo che è frutto del pensiero Piddino?

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  25. L'Ue ha inventato il difensore dei piddini: Captain Europe, la cui missione è “difendere i valori europei contro gli attacchi euroscettici”.

    Non c'è che dire, viviamo tempi eroici.

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