Sulla prestigiosa testata Giornalettismo Andrea Mollica, noto commentatore di fatti economici, scrive un articolo di circa 11000 battute per contestare il contenuto dell'articolo di 5200 battute che il Fatto Quotidiano mi aveva chiesto di scrivere circa il ruolo di Alternativa per la Germania.
Il Mollica, nel suo articolo, mi imputa di essere un lettore superficiale e disattento, e anche di essere un mediocre analista, talmente mediocre da non essere nemmeno in grado di fare un errore: avrei fatto, secondo il Mollica, solo un "mezzo errore"! Mannaggia, nemmeno un errore intero son riuscito a fare, che sfiga!
Una critica costruttiva (?), alla quale è giusto rispondere, regalando a lui e alla testata che lo ospita il meritato quarto di minuto di celebrità.
I punti sui quali verte la critica del Mollica son essenzialmente due.
La prima critica del Mollica
Il primo è che, sostenendo che AfD desidera l'espulsione dei paesi del Sud, io avrei male interpretato la posizione di AfD, ovvero, più precisamente, avrei attribuito ad AfD la posizione personale di Lucke, dal momento che AfD non avrebbe al momento una posizione ufficiale in merito.Questa affermazione del Mollica è ridicola per due motivi, uno di ordine generale e uno di ordine particolare.
Quello generale è abbastanza ovvio: quando un partito fortemente identificato con un leader carismatico a tre mesi dalle elezioni ancora non ha una posizione condivisa, va da sé che per gli elettori (che poi sarebbero quelli che contano) la posizione del partito si identifica con quella del leader carismatico! Lo abbiamo visto anche in Italia, dove come al solito la tragedia si è trasformata in farsa, a mano a mano che si capiva che il leader carismatico di turno (Grillo) a sua volta non aveva una posizione.
Il motivo di ordine particolare è più semplice. Se io ho letto male l'articolo, il Mollica temo non lo abbia letto per nulla. Son cose che capitano nell'ansia da prestazione (sindrome tipicamente giovanile).
Guardate la precisa domanda della Nzz e la precisa risposta di Lucke, riportate dalla traduzione italiana:
Herr Lucke, "Alternative für Deutschland" propone
la fine dell'unione monetaria. Questo significa che è la Germania a dover
uscire quanto prima dall'Euro, oppure dovrebbero essere i paesi in crisi del
sud Europa a farlo?
La nostra proposta prevede che siano i paesi del sud Europa
ad uscire dall'Euro e che l'Euro venga mantenuto solo nei paesi del centro.
Tale separazione dovrebbe avvenire gradualmente nel corso dei prossimi anni.
Ora, visto che l'intervistatore menziona Alternative, è chiaro che il "noi" di Lucke non è né un plurale majestatis, né un plurale di modestia (talvolta si usa il noi per evitare l'io, il più lurido dei pronomi). Semplicemente, Lucke sta dicendo quello che riporto nel mio articolo e che tutti sanno. Tanto più che subito sotto:
Quindi secondo lei la Germania non dovrebbe decidere in
maniera unilaterale di tornare al D-Mark?
No, esattamente il contrario. Noi diciamo chiaramente che
non vogliamo un'immediata uscita unilaterale della Germania dalla zona Euro, e
soprattutto in assenza di un fondamento giuridico.
Notate che qui l'intervistatore chiede un parere personale, ma la risposta è ancora un noi, ed esprime due concetti: che AfD non vuole un'uscita unilaterale della Germania, e che (in modo a mio avviso molto sensato) vorrebbe comunque che prima venisse definito un quadro giuridico. Questa richiesta, razionale, temo sia politicamente improponibile a livello europeo, ma la condivido: l'idea che uno smantellamento concordato sarebbe meno dannoso di un evento traumatico è ovvia e in quanto tale recepita anche dal Manifesto di Solidarietà Europea. Ma il punto è che AfD non insiste sull'uscita della Germania, ma dei paesi in crisi.
Dove nasce quindi l'equivoco del Mollica (equivoco scusabile con la giovane età e con il desiderio di rettificare "l'economista anti-euro")? Dall'interpretazione superficiale di un'altra risposta, questa:
Anche la posizione ufficiale del partito è quella di non
volere un'uscita immediata dall'Euro?
Come partito non abbiamo ancora una posizione ufficiale sul
modo concreto in cui gli stati dovranno uscire dall'Euro.
Non so se notate la sfumatura. Qui la domanda non è sul "chi", ma sul "come". Faccio un disegnino per il Mollica: chi? I paesi del Sud. Come? Non si sa, perché non lo sa nessuno, e giustamente (non è affatto uno stupido) Lucke dice che non è certo compito del suo partito decidere le modalità. Quello che una forza politica (ma anche un movimento di opinione, come il nostro) può fare è attivare un dibattito.
Chiara la differenza, Mollica? Guardi, io la scuso, lei è giovane, chissà che scuole, anzi, sQuole, ha fatto, allora le spiego: "chi" è un pronome (e sta per "Piigs"), "come" un avverbio (e sta per "non ne ho la più pallida idea"). Parta da qui, e vedrà che possiamo venirci incontro.
La seconda critica del Mollica
Più sotto, il Mollica contesta la mia idea che il programma di AfD sarebbe espressione di una visione asimmetrica e opportunistica della ripartizione del costo dell'aggiustamento, e questo sulla base del fatto che (vale la pena di citarlo):Il programma di Alternativa per la Germania però sostiene la necessità di tagliare il debito agli stati che non riescono più a ripagarlo. «Noi sosteniamo che gli Stati schiacciati dal debito in modo ormai senza speranza beneficino di un taglio del debito. »
Troppa grazia S. Antonio! Ai paesi in crisi AfD avrebbe la magnanimità di concedere il default. Appare evidente che ci sono alcuni dettagli che sfuggono al nostro giornalettista. Ve ne dico solo tre, anche se voi li conoscete già, non essendo lettori di giornaletti.
Il primo è che mentre la ridenominazione degli asset nazionali non sarebbe necessariamente considerata un credit event, un default verosimilmente sì, con le rogne che ne conseguono (meno tragiche di quanto si raglia in giro, ma pur sempre tali da richiedere un po' di attenzione).
Il secondo è che mentre un taglio (del debito, dei salari, di qualsiasi cosa) è forzatamente asimmetrico, una ridenominazione con riallineamento è simmetrica. Se io ti "taglio" il debito, è vero che come creditore ricevo meno soldi. Questo sembrerebbe generare una certa simmetria, che però non c'è, perché nel "concedere" l'haircut al contempo sancisco che la colpa è tua, e infatti per "accordarti" il taglio generalmente ti impongo "condizionalità" (cioè, in sintesi, come nota Krugman, in pessima compagnia, distruzione dello Stato sociale), eventualmente fottendomene del fatto che questa condizionalità distruggerà la tua economia e ti impedirà di risarcirmi. Perché non so se lo avete capito (il Mollica temo di no): qui siamo arrivati al punto in cui non interessa nemmeno riprendersi i soldi: interessa prendersi gli Stati. Se invece riallineo la moneta, tanto svaluto io e tanto rivaluti tu. Quindi se esce il paese "forte", tanto più il nuovo marco si rafforza, tanti meno nuovi marchi riceve, a fronte di debiti Piigs che restassero definiti in euro. Questo è l'aspetto "solidale" della proposta del Manifesto. Ma non è quello che ha in mente Lucke.
Infatti (e questo è il terzo dettaglio) Lucke sta ben attento a specificare (nell'intervista a Nzz) che lui comunque vorrebbe mantenere nel Sud l'euro in parallelo accanto alle nuove valute nazionali del Sud (del Sud, capito Mollica? Dove sta la Germania? A Nord! Bravo...), proprio perché così in questi paesi:
i debiti Target dei paesi del sud sarebbero preservati, in quanto il paese resterebbe all'interno dell'Eurosistema.
Chiaro? Ora, cosa sono i debiti Target voi lo sapete, il Mollica forse no, ma il punto è che questi debiti sono il nocciolo del problema (per chi volesse spiegazioni c'è quest'ottimo e sintetico contributo) e che Lucke dice chiaramente che la piattaforma che il suo partito sta elaborando prevede che i debiti Target rimangano in oro-euro, in euro del Nord, insomma, non in euro del Sud svalutati a fronte di una corrispettiva rivalutazione del nuovo marco. Lucke vuole il bimetallismo, inevitabile complemento del non compianto gold standard.
E questa, per il Mollica, sarebbe solidarietà, e sulla base di questa sua comprensione del fenomeno il giovane si sente in dovere di farci la lezioncina.
Qui c'è anche un problema di stile, di senso dell'opportunità, delle proporzioni, dell'estetica, chiamatelo come volete (forse semplicemente buona educazione? Stile?). Mollica, scusa se te lo dico sai, ma un "a noi pare...", un "forse bisognerebbe considerare che...". Cazzo, ti hanno dato 11000 caratteri, a me meno della metà: avevi spazio per concederti qualche sfumatura! Ma invece no, tu ci vai giù bello spavaldo. Eppure ci sono più dettagli fra te e quella notizia che anni fra la mia e la tua data di nascita: qua sopra ne trovi solo alcuni.
E a noi piace ricordarti così.
Concludendo
Di questo modo di fare giornalismo, anzi, come correttamente in questo caso si segnala, giornalettismo, ne abbiamo piene le tasche. Se volete continuare a disinformare fatelo, ma lasciateci in pace. Il mondo è abbastanza grande per me e per te, Mollica. Ignorarmi, me ne rendo conto, è sempre più difficile, ma sempre meno pericoloso che darmi lezioncine fondate, ahimè, sul nulla. Per le critiche costruttive qui c'è sempre stato spazio. Sono cresciuto grazie ai miei lettori. Pensa che con quello che mi ha permesso di capire quanto poco valgano i tuoi commenti ho iniziato litigando. Poi ho capito che aveva ragione lui. Può anche darsi che un giorno capisca che hai ragione tu (il mondo può cambiare), ma la vedo onestamente un po' difficile...
(ragazzo, lasciaci lavorare...)
(e, a proposito, vado a riaccordare, che lo Young col basso di violino non funziona: ci ri-Vallottizziamo...)