martedì 12 maggio 2026

Quando si esce?

Ogni tanto qualche avventore avvinazzato del bar social, pensando di mettermi in difficoltà, mi pone questa domanda. Non capisco perché dovrei trovarmi in difficoltà: la risposta è evidente e non dipende da me né evidenzia una particolare fallacia della "mia" analisi dei limiti della moneta unica (analisi che, come sapete, mia non è se non per pochi ma significativi dettagli che il clero pavido e conformista di sinistra sta riscoprendo adesso).

L'unione monetaria è e resta un errore, come la migliore scienza economica ha pronosticato illo tempore. Tuttavia, come la storia recente ci ha ben dimostrato, un conto è la consapevolezza di trovarsi coinvolti in un evento potenzialmente catastrofico, un conto è riuscire a gestirlo politicamente, se possibile in modo razionale. Il dato politico evidente è che per quanto il rifiuto della cosiddetta "Europa" fosse diffuso nella popolazione, l'unico partito euroscettico italiano non ha mai avuto non dico la maggioranza assoluta (che comunque non sarebbe bastata) ma nemmeno quella relativa (che comunque avrebbe aiutato a porre delle buone basi). Del resto, ricorderete bene che la stragrande maggioranza della popolazione a suo tempo anelava al noto farmaco: non ne discuto le motivazioni, registro il fatto, e vi esorto a riflettere sulle analogie.

Chiedere quindi all'unico partito euroscettico di traghettare il Paese verso un ordinamento internazionale meno autodistruttivo, o rimproverargli di non averlo fatto, o peggio ancora rimproverare a chi temprando lo scettro ai regnatori ha mostrato di che lagrime grondi e di che sangue l'euro, mi sembra non tanto ingiusto, quanto stupido. L'aspirazione alla libertà, presso gli italiani, è stata finora minoritaria, o è stata (legittimamente) interpretata in un modo diverso (nel senso di desiderare maggiore schiavitù), e così come non si può andare in paradiso a dispetto dei santi, non si può uscire dall'inferno a dispetto degli elettori. Certo, c'è sempre quello secondo cui "ma chi se ne frega della maggioranza, dovevate comunque uscire!", solo che questo tipo di affermazione ha una evidente falla, che non è quella di essere tecnicamente inattuabile (un piccolo partito non solo non condiziona votazioni ma non nomina né influenza il deep state), e non è nemmeno quella di essere fascista (possiamo immaginare che un regime antidemocratico finirà in modo antidemocratico, ma non per questo dobbiamo auspicare soluzioni antidemocratiche!), ma è quella di essere paternalista nel più viscido e sinistro dei modi, quello di Aristide e di Padoa Schioppa ("noi illuminati sappiamo qual è la verità e ci porteremo il popolo suo malgrado!").

Ora, io sono entrato nel dibattito perché allarmato e disgustato dal paternalismo lurido e vigliacco della sinistra: non mi può quindi essere chiesto di adottare lo stesso atteggiamento, né rimproverato come un fallimento il non averlo praticato o proposto come metodo ai miei compagni di squadra.

Al più, a chi ha deciso di combattere questa battaglia ideale o politica (a seconda dei ruoli, che nel mio caso purtroppo coincidono) si può rimproverare di non essere riuscito a coinvolgerla, la maggioranza (relativa o assoluta) dell'elettorato.

Certo: non essere stata abbastanza credibile, astrattamente, per una proposta intellettuale o politica è by definition un fallimento, il che però non implica che la proposta fosse concettualmente errata. Se esistono i fallimenti del mercato, esisteranno anche quelli della democrazia: restano comunque rispettivamente il peggior meccanismo di allocazione delle risorse e il peggior meccanismo di governo eccetto tutti gli altri sperimentati finora, e quindi ci sta che falliscano!

Tuttavia, questa critica, di cui non si può sottovalutare la portata, è a mio avviso ingiusta in generale, e in particolare se rivolta a me.

In generale, perché ignora la sproporzione di forze in campo, evidenziata nel saggio di Thomas Fazi che presenteremo l'8 luglio in Parlamento (sarete informati qui: i posti però saranno pochi, quindi attenti...), discussa a suo tempo nel nostro convegno annuale:

e sempre più evidente ogni singolo giorno che il buon Dio mette in Terra (non "mette a terra", locuzione per la quale la fucilazione alla schiena sul posto sarebbe una punizione sproporzionatamente lieve):


(aspettiamo fiduciosi un diluvio di giovincelle dalle labbra a canotto: "no vabbà igonigo questo consiglio d'Europa").

In particolare, perché io sol uno, quando mi apparecchiai a sostener la guerra, vi dissi chiaro e tondo che il partito che poi sarebbe stato di maggioranza relativa "populista", cioè gli ortotteri (come qui chiamiamo i grillini), era un gigantesco esperimento di intercettazione del dissenso, il cui scopo era quello di diventare a tempo debito la stampella del PD. La prima cosa ve la dissi in Ortotteri e anatroccoli il 30 luglio del 2012:


la seconda in Fantapolitica il il 6 settembre del 2016:


Come i fatti hanno poi dimostrato, è con quel materiale umano che il laboratorio del Quirinale ha creato uno dei suoi più riusciti ibridi, quel Conte cui espressi in aula tutta la mia (e vostra) stima:

quello che col favore delle tenebre aveva cospirato per approvare contro il volere del parlamento la riforma del MES, che fu se non la causa, per quanto mi riguarda la concausa determinante della caduta del governo Conte I nel 2019.

Quindi io a chi non andava data la maggioranza relativa, e perché non gli andava data, ve lo avevo spiegato molto bene. Certo: non avevo i milioni dell'UE da spendere per diffondere questo warning (più probabile che quelli o altri milioni venissero spesi per sostenere i gatekeeper), ma io da intellettuale il mio l'avevo fatto (così come da politico, quando le vicende che sapete mi costrinsero a far buon viso a cattivo gioco costringendomi in maggioranza coi gatekeeper, feci del mio meglio per ridurre il danno, motivo per cui alla fine andò così, cioè bene).

Ma alla fine di questa breve e credo serena disamina, mi sento di poter dire che a chi mi chiede "Quando si esce?" potrei, con una lieve forzatura del galateo, limitarmi a rispondere con un'altra domanda: "Che vuoi da me?"


— Monsieur l’évêque, dit-il, avec une lenteur qui venait peut-être plus encore de la dignité de l’âme que de la défaillance des forces, j’ai passé ma vie dans la méditation, l’étude et la contemplation. J’avais soixante ans quand mon pays m’a appelé, et m’a ordonné de me mêler de ses affaires. J’ai obéi. Il y avait des abus, je les ai combattus ; il y avait des tyrannies, je les ai détruites ; il y avait des droits et des principes, je les ai proclamés et confessés. Le territoire était envahi, je l’ai défendu ; la France était menacée, j’ai offert ma poitrine. Je n’étais pas riche ; je suis pauvre. J’ai été l’un des maîtres de l’État, les caves du Trésor étaient encombrées d’espèces au point qu’on était forcé d’étançonner les murs, prêts à se fendre sous le poids de l’or et de l’argent ; je dînais rue de l’Arbre-Sec à vingt-deux sous par tête. J’ai secouru les opprimés, j’ai soulagé les souffrants. J’ai déchiré la nappe de l’autel, c’est vrai ; mais c’était pour panser les blessures de la patrie. J’ai toujours soutenu la marche en avant du genre humain vers la lumière, et j’ai résisté quelquefois au progrès sans pitié. J’ai, dans l’occasion, protégé mes propres adversaires, vous autres. Et il y a, à Peteghem en Flandre, à l’endroit même où les rois mérovingiens avaient leur palais d’été, un couvent d’urbanistes, l’abbaye de Sainte-Claire en Beaulieu, que j’ai sauvé en 1793. J’ai fait mon devoir selon mes forces et le bien que j’ai pu. Après quoi j’ai été chassé, traqué, poursuivi, persécuté, noirci, raillé, conspué, maudit, proscrit. Depuis bien des années déjà, avec mes cheveux blancs, je sens que beaucoup de gens se croient sur moi le droit de mépris, j’ai pour la pauvre foule ignorante visage de damné, et j’accepte, ne haïssant personne, l’isolement de la haine. Maintenant, j’ai quatre-vingt-six ans ; je vais mourir. Qu’est-ce que vous venez me demander ?

— Votre bénédiction, dit l’évêque.


(...questo passaggio mi è rimasto impresso a prima lettura, e ancora non avevo fatto esperienza politica, più di quello dei candelabri...)







131 commenti:

  1. Stamattina FT titola:

    “We are living in the age of asymmetry.
    Power flows less from size or wealth than from the ability to convert imbalance into leverage.”

    L’eurozona ha tanti imbalances ma zero leverage.

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    1. Comunque il concetto di asimmetrie, che una volta era solo di a/simmetrie, ora è perfino di Uva!

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  2. Niente di nuovo sotto il sole. Lo stesso problema di manifestò nel 1943, quando le circostanze resero improponibile il proseguo dell'alleanza con la Germania (lo stesso successe nel luglio 1914 e, in precedenza, nel 1882. Niente morale, SVP, è il destino dei vasi di coccio e della penisola italiana dal V secolo DC). Nel luglio 1943 i generali italiani si mossero male sulla base di un errato apprezzamento della situazione e il disastro - affatto inevitabile -dell'8 settembre è noto. Professore, continui a predicare. Il Re disse, nel gennaio 1943, che una scelta sbagliata dei tempi sarebbe stata fatale per il Paese. Poi Vittorio Emanuele III fu scavalcato il pomeriggio del 25 luglio e, dj nuovo, il 1 e il e settembre 1943 con la sciagura finale. Lei no. per favore, quando arriverà il momento.

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  3. Ah ma non si esce quando 🎺 avrà il 50%+1 dei voti?

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    1. Beh, no: il 50% più uno non basterebbe nemmeno a noi che nel frattempo un po’ di cose le abbiamo capite, o abbiamo capito di non capirle. Decisamente non basterebbe a chi pensa di aver capito tutto! 😂

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    2. Eh no! C'è un "€urobuttadentro" alla porta de l' "€uropaese dei "balocchi".
      Già "l' entrata" era "a pagamento" ( e le quote le riscosse Prodi col suo mitico "ulivo" ) ma ora è sempre più inimmaginabile quando e quanto ci costerà "l' uscita".😡

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  4. la domanda (nella sua versione retorica e non ironica): quando si esce? è mal posta perchè non rivela il suo senso più profondo e sotteso, che può essere riassunto nell'espressione attribuita ad Einstein: "la stupidità è fare e rifare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi". La domanda dovrebbe essere quindi più esplicativa e schietta: quando, e in che modo, il ministro Giorgetti, di concerto con la maggioranza, pensa di adottare decisioni e strategie anticicliche tali da far respirare gli italiani e dargli una prospettiva di speranza e serenità perdute? Il donchisciottismo che trapela nell'articolo ("che vuoi da me?") non basta a giustificare l'amaro calice della disfatta. A rischio di espormi al pubblico ludibrio, faccio un recap di come sparigliare le carte sul tavolo: appoggiate Russia e US (che ve lo stanno chiedendo da tempo in tutte le salse) e convincete i cocciuti mangiacrauti a tornare ai fasti di un tempo (quando erano partner privilegiati di russi e americani e contavano qualcosa in estremo oriente). Semplice, come la realtà semplificata che tanto piace agli europoidi che ci vogliono governare

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    1. Qui (quasi) tutti hanno diritto di parola.

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    2. Che Russia e Stati Uniti possano avere politiche estere convergenti, anche solo di breve periodo, sarebbe un buon argomento per Perrault ma poco attinente alla realtà.

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    3. (quasi) tutti ringraziano e rilanciano: interloquite (a proposito di termini agghiaccianti) con putin e trump (o chi per loro), per consolidare la posizione euroscettica leghista; la metà degli italiani vi seguirà con rinnovato interesse, ed il resto verrà da sè a tempo debito

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    4. @Valerio Santoro: più di quanto la realtà attinente immagini

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    5. Putin ha sospeso le sanzioni sul petrolio russo, ma dobbiamo sempre evitare di fare l’errore di identificare la cosiddetta America con il suo presidente pro tempore. Eventualmente ci sarebbe un’altra riflessione da fare: una volta evitata la saldatura del colosso energetico russo col colosso industriale europeo, quanto è intelligente farlo saldare col colosso industriale cinese? Certamente noi con le nostre fisime “verdi” a tendere non saremmo più stati un ottimo cliente, ma d’altra parte fra Cina e Russia non è che corra buon sangue. Sinceramente, non saprei come inquadrare la questione.

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    6. capisco l'incertezza e le variabili in campo, ma, in questo caso, un approccio intelligente non dovrebbe sortire effetti indesiderati (anzi, denota una tempestiva attenzione ) ma potenziali ed apprezzabili esiti favorevoli

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    7. ***la metà degli italiani vi seguirà con rinnovato interesse, ed il resto verrà da sè a tempo debito***
      Si , alla mitica "alla lunga" non c' è alcun dubbio che la realtà prenda il sopravvento su ogni "narrazione".
      Però , per ora , "nessuna traccia".😡

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    8. @passavo diqui: se non lo fa la Lega, lo farà Vannacci

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    9. Magari! Ma qualcosa mi dice che non succederà (e a chi è qui da un po' non devo spiegare nulla).

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  5. Successe anche a me, ingenuamente, di chiederti perchè NON accellerare i tempi: la tua risposta fù “ ci vai tu poi nella valle a farti impallinare come Castoro?”
    Domanda che mi ha molto insegnato.
    E dire che avevo già un ruolo in azienda nella quale mi dibattevo con i Parenti della seconda generazione.
    Grazie sempre per l’esempio personale, la ferrea Logica e le continue info.
    Includo naturalmente anche Borghi e chi della Community sà stare al suo posto.

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    1. Chi non vorrebbe accelerare i tempi? Fatto sta che se nel 2012 era scusabile, dato il livello di tensione percepito e la relativa novità del contesto istituzionale, immaginare certi scenari, oggi un’uscita dall’euro unilaterale e realizzata senza un consenso politico interno possono immaginarla solo pensatori del calibro di Trombetta e Guzzi, cui peraltro sfugge un dettaglio hidden in plain sight…

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  6. "mettere a terra" è un'espressione rubata al gergo motoristico: di solito si usa per le gare di macchine che hanno molti cavalli ma non riescono a trasferirli alle ruote che slittano e quindi la macchina va piano. Giornalisticamente da l'idea di un motore potente (l'Europa) che per problemi di trazione (ingranaggi e controllo più o meno elettronico che sarebbero la politica e la burocrazia) non riesce a fare andare forte la macchina (noi). Cioè loro (merito) si impegnano ma noi (colpa) non gli permettiamo di scaricare tutta la potenza di una magnifica Europa a terra..

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    1. A me sembra più un vecchio camion scassato, lento e ingombrante. Però è grande

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  7. Quando si esce?
    E poi il conseguente "Non vi voto più".
    Menti miserabili, o disoneste se preferiscono, perché gli è stato spiegato (ma era poi necessario? Complottisti per ogni facezia e poi non credono al potere vero) contro chi ci si deve scontrare.
    E castrano l’unica cosa che possono fare, dare appoggio a chi informa senza riposo, a chi è costantemente attaccato dal potere, via media o magistratura.
    Vai a capirli...

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    1. Dai, che capirli è facile, in fondo (e te lo dice quello che ha capito gli ortotteri)…

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    2. Permettimi, Sherpa, di modificare leggermente un piccolo tuo passo. Isolarlo, perche' e' l'essenza.

      "E castrano: l'unica cosa che possono fare."

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    3. Esiste una spiegazione psicologica per questo comportamento: sapere che la cosa giusta sarebbe in astratto possibile ma è in concreto irrealizzabile crea una frustrazione che fa loro odiare quelli che gliela hanno mostrata. E' la speranza frustrata di chi prima non sperava neppure a generare l'odio. L'errore sta nel non tenere in adeguata considerazione il fatto che quelli che hanno mostrato loro quella cosa, creando la speranza, sono anche i soli che davvero hanno provato a realizzarla. Dunque non hanno creato una illusione ma uno scopo condiviso. Detto questo, io credo che le elite occidentali abbiano imparato dalla storia una lezione importante: i sistemi vengono ribaltati "davvero" solo quando le pance sono vuote "davvero". A loro, per continuare a comandare, basta impoverire senza affamare e, sinora, pare ci stiano riuscendo benissimo.

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    4. Condivido le riflessioni, aggiungendo che le élite occidentali stanno creando nuove pance che si accontentano di molto meno rispetto a quelle autoctone e hanno molte meno pretese. L'immigrazione (incontrollata) di persone culturalmente tanto arretrate (ciò non implica un giudizio di valore, si tratta semplicemente di un dato di fatto) abbassa i salari, diluisce valori sociali, fiacca gli spiriti. E le élite esperte ne profittano.

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  8. Almeno quì non ci domandiamo "quando se ne esce"... Ci avevano avvisato in molti che non ci si doveva entrare...

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  9. Questa polarizzazione attorno alla politica americana non è pregiudizievole anche per l’America?

    (JKG) Senza dubbio. Il mondo andrebbe molto meglio se un’Europa forte e davvero unita fosse capace di mettere a punto e in pratica una politica efficace e comune in materia di prezzi e occupazione. Avere il contrappeso d’un altro polo d’influenza fa sempre bene. Inoltre il calendario delle nostre elezioni presidenziali introduce ogni quattro o otto anni una certa dose d’incertezza e fluttuazione. Una comunità europea solida ed omogenea contribuirebbe ad attenuare gli effetti della discontinuità della vita americana.

    Nonostante le buone intenzioni, l’Europa è lontana dall’unità.

    (JKG) L’unità europea richiede ben altro che dei discorsi sulla cooperazione internazionale. Implica una politica fiscale e monetaria comune, uguali misure di controllo dei prezzi, salari e redditi. E probabilmente misure di questo genere non potranno essere adottate e applicate che da un governo comune dotato di poteri reali. Solo una volta adempite tutte queste condizioni sarà possibile creare una moneta europea.
    E ne siamo ancora ben lontani. »

    John Kennet Galbraith – Nicole Salinger – Sapere tutto o quasi sull’economia - © 1979 Arnoldo Mondadori Editore S.p.a., Milano - Pagina 153

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    1. "Solo una volta adempite tutte queste condizioni sarà possibile creare una moneta europea" (che a quel punto come abbiamo imparato qua non servirebbe più a niente)

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    2. Bravo, perché il problema di favorire la convergenza macroeconomica e ridurre i costi delle fluttuazioni del cambio a quel punto sarebbe già risolto. Questo resta il primo paradosso della moneta unica.

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  10. Io sono appena entrato (in segreteria) e mi tocca discutere per convincere (i sordi) che il PNRR va tutto restituito con tanto di interessi e che per l'anno prossimo (abbiamo le amministrative) ci sarà da spiegare alla gente perché gli stanno alzando le tasse.. Ma da dove vogliamo uscire buon Dio?

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    1. Il fatto che anche tanti militanti di LSP (forse la maggioranza, non mi stupirebbe) credano alla pioggia di miliardi è, da un lato, sconfortante.

      Dall'altro, fa capire che quello che si è riuscito ad ottenere in questi anni è stato "nothing short of a miracle", come dicono gli anglosassoni. E mi riferisco in primis al no sul MES, alla proprietà delle riserve auree, ma anche alle posizioni del governo nei confronti dell'OMS.

      Mi domando genuinamente anche come abbiano fatto invece i radicali a ottenere negli anni risultati dalla portata politica e culturale enorme, pur non essendo mai arrivati al 4% dei voti alle elezioni.

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    2. Prima la domanda sui Radicali. La risposta é la stessa alla domanda "Come faceva Bossi da solo a fare saltare Berlusconi". Da una parte la sempre impicciona "democrazia rappresentativa" e i conseguenti rapporti di forza, ma dall'altra...la maledetta legge elettorale. Dal mattarellum in poi, sempre e solo con l'obbiettivo di avvantaggiare gli impasto i in stile PD. Ma vabé...

      Cmq per spezzare una lancia per i miei accoliti: il ragionamento che fanno é corretto. Siamo stati ridotti da 20 anni a questa parte a raccimolare briciole e livellare spese, arrivano questi bandi e abbiamo un'amministrazione che è il fiore all'occhiello per quel che riguarda la capacità di svincolare, dipanare e gestire (ne parlava anche Bagnai in quella diretta dopo la visita al pastificio che vende ovunque tracche che in UE). Gli italiani in generale, ma se permettete, i leghisti in particolare, sono talmente abituati a gestire la burocrazia centralizzata che sono ormai dei maestri. Quello che mi fa stare sereno é che i soldi sono stati usati per fibra ottica, server e gestionali PA,...

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    3. Segue da precedente...

      Il salto che manca da fare é accettare la triste realtà che siamo scimpanzé in gabbia a cui tirano le noccioline dopo averlo messi alla fame. E invece di tirare indietro feci, ringraziamo e facciamo le piroette.

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    4. Sinceramente sui radicali ci sono anche altre possibili risposte. Basta andare a vedere chi sostiene finanziariamente i loro eredi…

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    5. @Stefano Morandi: concordo sulle noccioline.

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  11. La nostra debolezza (non del blog che non esiste, perché non esiste), quella delle forze patriottiche ed eurocritiche, l'essere cioè minoranza tra gli elettori e nel cdx, è figlia soprattutto dell'occupazione "militare" dell'informazione (radio-tv in modo particolare) da parte del ceto giornalistico piddino-eurofanatico. La sistematica deformazione della realtà, unita a dosi generose di qualunquismo populista e al disprezzo per la politica, diffuso per molti anni dai media mainstream a reti unificate, hanno portato un movimento di improbabili cialtroni incapaci (buoni a nulla ma capaci di tutto) a raggiungere la maggioranza relativa in Parlamento. Di Maio ha preso milioni di voti, come solo la Democrazia Cristiana riuscì a fare nel secolo scorso.
    Fenomeni come questo non avvengono per caso e sono il frutto dello scarto esistente tra la "durezza del vivere" e le cause profonde (di tipo economico e geopolitico) delle condizioni materiali nelle quali vive la maggioranza dei cittadini italiani.
    La comprensione reale di questo scarto avrebbe richiesto un'informazione corretta, o quanto meno minimamente obiettiva, sulle cause reali del nostro "declino" economico e industriale. Invece, abbiamo subito anni di menzogne e negazioni della realtà da parte degli operatori informativi, di sinistra, di centro e di destra, in massa schierati con l'élite eurofanatica, con l'austerità dell'UE, con la moneta comune.
    La dipendenza degli italiani dai mezzi di informazione tradizionali è sempre stata rilevante e lo è ancora oggi. Questo spiega l'ossessione con la quale la sinistra ha occupato negli anni ogni posto nell'informazione pubblica e, nonostante il disprezzo dichiarato per Berlusconi e le sue TV, anche nelle private. Poi, a completare il quadro, hanno provveduto un reggimento di giornalisti cosiddetti di destra o moderati, che di moderato hanno dimostrato di possedere soltanto l'intelligenza e l'uso del pensiero critico.
    A questo quadro desolante del nostro sistema informativo vanno aggiunti il ruolo negativo della cristallizzazione del duopolio pubblico-privato della riforma Gasparri e la disattenzione del fronte eurocritico per le tematiche dell'informazione.
    Paradossalmente, siamo minoranza in Italia, il Paese vittima principale delle politiche demenziali UE, mentre forze fortemente eurocritiche stanno diventando maggioritarie in Francia, Germania e Inghilterra.
    Vorrà dire qualcosa, credo.

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    1. Vuol dire quello che qui abbiamo sempre detto, cioè che un gioco a somma negativa per definizione non ha vincitori. Credo che qualcuno si ricordi che cosa scrisse sul manifesto nell’agosto 2011: la Germania segherà il ramo. Ora sta precipitando e ci sta tirando sotto. Questo ovviamente si riflette nelle sue dinamiche politiche interne, con interpretazioni le più varie circa i riflessi sulle nostre dinamiche politiche. A questo proposito, però, ti faccio osservare una cosa: secondo me nel tuo commento si intravede una fiducia eccessiva in quello che un parlamento “culturalmente“ illuminato sarebbe in condizioni di fare. Un pezzo del percorso che abbiamo fatto dalla prima alla seconda edizione prevede la lettura di “Io sono il potere”. Come ho chiarito in televisione, con una frase che essendo intelligente è stata ovviamente fraintesa dagli imbecilli (ma almeno ci ha permesso di individuarne un gran numero), ora sappiamo come funziona, e non funziona che un parlamento nominato con concorso a titoli ed esami e ferratissimo in diritto costituzionale ed economia internazionale monetaria, una volta capito come stanno le cose (come se ci fosse bisogno di tanta erudizione per capirlo), vota il provvedimento giusto e tutto finisce lì! Se perfino un contributo di 30.000 € alla casa museo Federico Spoltore di Lanciano, deciso nella legge di bilancio per il 2025, deve passare per 17 mesi di trafila burocratica prima di trasformarsi in qualcosa di concreto, puoi immaginarti che provvedimenti di minor significato ma di maggiore complessità richiederebbero una più intensa partecipazione del nostro amico deep state, no? E, per mettersi nei panni del nostro caro amico, resta il fatto che quella qui astrattamente prospettata nella loro logica resta un’ipotesi eversiva, e in fondo combattere l’eversione sarebbe anche un loro compito. Poi, certo, si potrebbe argomentare, io la penso così, che la prima delle eversioni, il primo degli attentati alla costituzione, è affermare la fantomatica primazia del diritto comunitario. Ma insomma, il punto è che il lavoro pedagogico da fare è un pochino più complesso (anche se forse meno esteso) dell’insegnare il Dornbusch-Fischer a 600 persone che hanno estratto il biglietto giusto alla lotteria elettorale, e il lavoro istituzionale da fare è molto più complesso del ripristinare la “rappresentanza quella vera” del parlamento rispetto al corpo elettorale con la “legge elettorale, quella giusta” che ridà la voce al popolo (nel presupposto astratto che il popolo sia in grado di decidere sulla base di informazioni non distorte, cosa su cui tu giustamente ti diffondi ampiamente nel tuo commento).

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    2. La ringrazio per la risposta. Sono convinto anche io, come lei, che un Parlamento più "illuminato" in materia economica non sposterebbe di molto gli equilibri con l'UE.
      In realtà, intendevo soltanto sottolineare lo stato pietoso dell'informazione in Italia come un'anomalia intollerabile anche per gli standard europei, già molto bassi, al pari di quella del sistema giudiziario.
      Comprendo la prudenza di Meloni, il peso deformante del deep state piddino e tutto il resto, ma le confesso che lo spettacolo indecente offerto dagli operatori informativi in questi ultimi mesi mi sembra francamente intollerabile.
      La campagna referendaria è stata un festival della menzogna, nella quale si sono distinti professori universitari, magistrati di lungo corso, capi delle Procure; il giornalista Ranucci ha calunniato il ministro Nordio, mentre era ospite tv della Berlinguer sulle reti Mediaset; in ogni TG e talk il Presidente degli USA viene descritto e deriso come un mentecatto; vengono diffuse, senza smentita, notizie palesemente false sui dati economici, sulla povertà e persino sugli accordi con l'Albania. La propaganda aggressiva senza controllo e pudore della sinistra, spesso farcita di menzogne, esonda da tutti i media, pubblici e privati.
      Tra le tante asimmetrie, questa dell'informazione temo possa costituire il problema più grosso per il cdx, in vista delle elezioni del 2027.
      La mia è solo sincera preoccupazione.
      Ma temo che sia vero che dovrà andare molto peggio, affinché possa in futuro andare meglio.

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    3. La preoccupazione è fondata, e infatti la condividi con un'altra persona acuta e affidabile, Daniele Capezzone. Posto quindi che il problema esiste, faccio due considerazioni. La prima è che non ci vuole molto a immaginare che cosa succederebbe se l'azionista pubblico intervenisse per ristabilire pluralismo in Rai: i guaiti si sentirebbero fin oltre gli anelli di Saturno, le geremiadi sull'occupazione del potere da parte dei fascisti sarebbero insostenibili! Lo squilibrio esiste ma è impensabile gestirlo al punto in cui siamo. A questo punto, meglio evidenziarlo per sottolineare la totale mancanza di credibilità degli apparati informativi. La seconda considerazione è più cinica: in fondo, il tema di un'informazione equilibrata è comunque secondario. Se l'informazione fosse equilibrata il popolo prenderebbe forse decisioni più accorte, ma poi? Per vincere la resistenza degli apparati occorre qualcosa di più di una maggioranza parlamentare. Il rapporto di causalità secondo me è inverso: non è la correttezza dell'informazione a assicurare una maggioranza parlamentare di buon senso, ma il contrario. Alla fine, sono solo degli opportunisti.

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    4. Bagnai lei ha ragione su tutto, porca troia. E in diretta avevo subito immaginato che quella frase non sarebbe stata capita, quell' "abbiamo capito come funziona". Seguito da un "d'accordo?" vannamarchiano, forse troppo nervoso. Il problema è che lei è troppo sottile. Io quando la sento mi intristisco perché conosco laggente che equivoca e me li sento fischià nelle recchie. Non è la prima volta che le rompo le palpebre con sta storia dell'essere più comprensibile. Mi scuserà; spero, ma per quello che vedo io laggente intelliggente non c'è, non esiste proprio. Il problema di quella frase è che chi la capisce è già con lei, chi non la capisce la scarta o la usa al contrario, più o meno inconsciamente.

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  12. Sull'egemonia culturale non si discute, ma storicamente costoro si sono sempre dimostrato flessibilissimi. Quindi non disperiamo. I fatti hanno la testa dura. Peccato che sia necessario farsi male prima di capire. E se tanto mi dà tanto, avremo presto una legione di fulminati sulla via di Damasco.

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    1. Aspettavamo questa legione prima che il Pil cadesse del 26% sotto al suo potenziale. Non l’abbiamo vista a -10% quando si suicidava un imprenditore al giorno, non l’abbiamo vista a -15% quando venivano manganellati i professori delle superiori che volevano il rinnovo del contratto, ecc. La “sinistra” ha qualcosa di insospettabilmente flessibile ed elastico, e non è la mente: è il retto. Hanno accettato tutto, accetteranno di più. L’ipotesi Damasco possiamo archiviarla. Bisogna andare più lontano, a Chichijima.

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    2. ***Hanno accettato tutto, accetteranno di più***
      Certo, alla fin fine , per quanto l ' €urolager diventerà vieppiù mostruosamente disumano , a chi nasce spietato odiatore del prossimo non dispiacerà mai troppo starci purché comunque gli resti il privilegio di fare il Kapò.

      Ma secondo me ci sarà anche di peggio: ad esempio il piddino "furbo" che alla fine prenderà la guida della rivolta nel campo dicendoci che lui era sempre stato "anti".

      La beffa dopo il danno 😡

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    3. Guardi che Chichijima non l'ha mica capita eh?
      Fino alla 2GM le élites morivano in guerra in proporzione molto più alta del normale: e.g. la Classe di Eaton aveva una mortalità pro capite circa doppio rispetto a quello delle classi inferiori.
      Ossia: se spera che la rivoluzione la facciano i sopravvissuti della classe della Bocconi, casca molto male.
      La rivoluzione la faranno quelli che accetteranno il ruolo antidemocratico delle élites che lei trova "lurido" ma che è quello che manda avanti le cose.

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    4. Commento veramente strano da parte di uno che, salvo omonimia, dovrebbe essere qui da tempo. Qui non si tratta di fare rivoluzioni: non mi sembra che dopo la Seconda guerra mondiale ci sia stata una rivoluzione, giusto? Non mi sembra nemmeno che il concetto sia declinabile in chiave di dialettica fra élite (quali?) e bobolo.

      A me sembra che il principale problema con cui ci dobbiamo confrontare sia che al bobolo in fondo della democrazia non frega più un gran che, e il mio educated guess (per quanto amaro e inopportuno esso sia) è che finché non si renderanno conto di quanto essa sia preziosa (e solo a Chichijima possono capirlo) andremo avanti grilleggiando, nella totale incapacità di concepire una soluzione per via democratica ai nostri problemi. Non è colpa di nessuno il non rendersi conto che in fondo al delirio mercantilistico e ordoliberistico di matrice germanica c'è la morte in guerra dei propri figli: fatto sta che però le cose stanno così (sono certo che qualche storico potrebbe dimostrarcelo, e mi pare di ricordare che nel tempo ne abbiamo parlato), quindi credo che quello un po' fuori centro sia tu, gentile e fedele amico. Ovviamente spero di sbagliare, e comunque hai ragione: è tutto un magna magna!

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    5. Prof.,

      Io mi ricordavo del post che aveva scritto su quello che accadde a Chichijima, ma se clicco sulla frase che ha scritto come riferimento qui sopra " dovrebbe essere qui da tempo", mi si apre qualcosa che non c'entra nulla.

      Nel caso lo stesso succedesse a Paolo Giusti, lo invito a cercare "incidente di Chichi-jima", così sarà chiaro a cosa il Prof. si riferisce.


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    6. No non sono quello del 2013, sono quello del 2012 - per quel che vale ho una prima edizione del Tramonto comprata al Museo delle Genti d'Abruzzo, per vantare la seniorità, come dicono tra un lompo e un prosecco tiepido.
      Ciò detto, forse c'è un equivoco: quando Lei ricordò per la prima volta la storia di Chichijima mi pareva lo avesse fatto per suggerire che, finché i figli delle élites non moriranno in guerra (come rischiò di accadere a Bush Sr.) ci dovremmo tenere € e ordoliberismo.
      Ora invece dice che nelle pentole di Chichijima devono finirci i figli del bobolobuonotm per cui il mio rilievo ovviamente non torna.
      Al netto delle isole vulcaniche giapponesi, però, il mio punto non cambia: il bobolo non conta, perché le minoranze organizzate avranno sempre la meglio sulle disorganizzate.
      Sono abbastanza convinto che le élite potranno sterminare i figli del bobolo senza che questo faccia alcunché (i sostituti indiani sono già in arrivo), solo un'altra élite potrà cambiare le cose o, in termini più provocatori, mettere a terra la rivoluzione.
      Pavia Schioppa poteva essere lordamente paternalista, ma lui governava: forse dovrebbe farci un pensiero.

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    7. Tra le tante cose che non capisco dei miei compatrioti, io che manco dall’Italia da tanto tempo, è come abbiamo potuto accettare di trasformare le nostre città in dei bordelli per stranieri, nemmeno troppo abbienti. Io, che oggi potrei probabilmente permettermi di tornare a casa, e lo vorrei fare, non so nemmeno dove tornare. È vero che Venezia soffre più di altre città su questo fronte, ma ogni città in cui mi capita di andare mi sembra sia diventata un’altra Disneyland. Questo per dire che quello che temo di più, e ho sempre temuto, è quanto le persone sono disposte ad accettare, quanto siamo disposti ad accettare perché sicuramente è anche colpa mia, e se ad un certo punto ci sarà ancora qualcosa da salvare.

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  13. Solo un paio di considerazioni.
    1) non so perché ma ho l'impressione che agli italiani piaccia essere "governati" da terzi, vuoi il vincolo esterno, la moneta, il ce lo chiede l'Europa, o qualsiasi cosa che li scarichi dalle responsabilità delle sue scelte.
    2) non è detto che debba essere per forza l'Italia ad uscire dall'€, potrebbe anche essere la Germania a lasciare e quindi rendere la moneta, e tutto quanto ne consegue, più sostenibile.

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    1. Come forse non sai (nel caso ti segnalo qualche post) ne abbiamo discusso diverse volte qui e all’estero. Tuttavia anche questa soluzione, che nell’ambito di quelle non caotiche resta la più razionale, incontra un ostacolo non indifferente nell’art. 3 comma 4 del TUE. Questo promuove un’altra domanda: da dove uscire? E in questo caso abbiamo un precedente…

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    2. al punto 1) farei una correzione: "..ai politici italiani piaccia essere "governati" da terzi"; al punto 2) aggiungerei: esiste anche la demolizione controllata (e concertata), salvaguardando l'euro e le sue "tavole della legge"

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  14. Risposte
    1. L'uscita redux è un post che si rilegge sempre con piacere e che, ad ogni rilettura, fa scoprire qualcosa di utile per capire il presente.

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  15. Bel post e interessante. Però la domanda resta ed ha senso proprio perché ha dimostrato di azzeccare le previsioni.

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    1. Da dove pensi che si dovrebbe uscire?

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    2. Per me non se ne esce finché ,anche stavolta , i russi non arrivano a Berlino.
      Solo che ,stavolta ,i russi , giustamente, non hanno alcuna intenzione di avere ALTRI milioni di morti per arrivare a Berlino.
      Perché ci sono popoli , come i russi , che imparano dai propri tragici errori , e altri , come i tedeschi , che dai propri errori non imparano mai nulla.

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    3. Uscire da euro, UE e dalla guerra contro i nostri prossimi alleati (i russi), con almeno un piano per disattivare le basi Nato italiane che hanno l'atomica... Ma so bene che ste cose non vanno dette e che di certo l'avete già belle che discusse, vagliate, studiate.

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  16. Sostituirei la domanda a due domande più pragmatiche: ipotizzando che sia impossibile uscire cosa possiamo fare per migliorare la situazione? Ipotizzando che riusciamo ad uscire cosa dovremmo fare per attenuare i possibili rischi (aumento inflazione, perdita valore reale salari, svalutazione con crescente difficoltà a collocare il debito pubblico, aumento dei prezzi delle fonti energetiche, etc..)? Secondo me le risposte coincidono: razionalizzare la spesa pubblica. Non diminuirle ma migliorarne la qualità, misurata dal moltiplicatore fiscale. Potrà essere difficile calcolarlo, ma non ci vuole molto a capire che se anziché il ridicolo bonus 110% ne avremmo fatto uno più sofisticato, dipendente sia dal reddito, sia dalla destinazione (prima o seconda casa) e con minori vincoli senza obbligarci a spendere cifre da capogiro, comunque sempre inferiore al 100%, avremmo avuto più crescita, minore debito e minore inflazione, oltre a un efficientamento più esteso, in particolare al ceto meno abbiente. Non ci vuole molto a capire che tutte quelle spese per le tante e troppe opere incompiute hanno fatto solo danni. L’elevata estensione ci fa capire che l’elettorato sta aspettando un partito che non c’è, quello che non fa promesse da marinaio e tira a campare, ma che guarda al futuro con lungimiranza e gli italiano sono disposti a fare sacrifici per farlo. Non è un discorso teorico ma molto pratico e attuabile. L’unico ostacolo è la mediocrità dei nostri politici con i loro orticelli da curare.

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  17. Cucinando e lavando i piatti, avendo tempo quindi per "pensare", sono arrivato alla solita mia conclusione: la domanda non e' "Come si esce?" bensi' "cosa fare quando tutto crollera', sperando di avere tempo e forze".

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  18. Dopo “mettere a terra” credo che possa collocarsi con fastidio molto simile “”cubare”, “quanto cuba questo…?”

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    1. Anche “fare PIL” non è male…

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    2. Aprire un tavolo, mettere a fattor comune (!), fare sistema 😅

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    3. Sentito in metropolitana. «Ci deve essere un certo rapporto tra quante persone hai colloquiato e quante ne assumi.»

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  19. Risposte
    1. Quale dibattito, altrove? Fuori da qui ci si dibatte.

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    2. Scusa: “a loro”. La dettatura passa per l’intelligenza artificiale, che non è molto intelligente.

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    3. Riscrivo:

      Che tristezza vedere il povero Fiorenzo così rimbambito da ridursi agli argomenti dei giornalisti del Foglio. A loro fa molto paura che noi abbiamo capito le logiche del potere (almeno a livello della loro grammatica elementare) e cominciamo ad avere un minimo di presa (un minimo, ribadisco) sugli apparati perché cominciamo a parlare il loro linguaggio, che non è “sò arivato io da Castro de’ Volsci, so la verità, levateve dar cazzo che mmo ce penZo io!”

      La cosa migliore che l’apparato può fare, in quel caso, è darti retta e lasciarti solo al comando nella nudità del tuo non sapere e non essere capace di fare un beneamato cazzo! A me commuove sempre questa grottesca contraddizione per cui un popolo che si lamenta per l’oppressività della sua burocrazia al contempo non si rende conto del fatto che ogni decisione comporta la conoscenza e il coinvolgimento di una macchina amministrativa molto complessa e quindi molto inerziale. Noi questo lo abbiamo capito: questo significa “abbiamo capito come funziona”. Solo dei perfetti imbecilli, a motivo della loro imbecillità, e Fiorenzo, a motivo dei suoi senili risentimenti, possono non aver capito una frase così limpida.

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    4. Te lo spiego io come funonzia. La strateggiah è un approccio win-win perché, se l'euro "esce da noi", voi potrete dire "l'abbiamo diciuto per primi" (scusa l'itagliano da bifolco) se permane potete continuare a invocare più voti. E ormai, a quanto pare, non basta nemmeno più il 50%+1!
      Questa è la ragione per cui i vostri peggiori nemici sono quelli che vi fanno concorrenza sul tema, che siano i bifolchi di campagna come me o personaggi accreditati come Gabriele Guzzi, che è sostenuto da forze cattoliche non gesuitiche che hanno la bella intenzione di farvi politicamente la pelle.

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    5. Diciamo che questo tuo commento spiega molto bene le tue motivazioni e un po’ meno bene le nostre. C’è tanto grillismo in te, vecchio amico mio, e questo è uno dei motivi per i quali mi ti sono tolto di torno.

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    6. Definirmi "grillino" configura gli estremi del reato di diffamazione, tuttavia transigo consapevole che oltre agli insulti non hai più argomenti.

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    7. τοῖς πᾶσιν χρόνος καὶ καιρὸς τῷ παντὶ πράγματι ὑπὸ τὸν οὐρανόν

      καιρὸς τοῦ τεκεῖν καὶ καιρὸς τοῦ ἀποθανεῖν καιρὸς τοῦ φυτεῦσαι καὶ καιρὸς τοῦ ἐκτῖλαι πεφυτευμένον

      καιρὸς τοῦ ἀποκτεῖναι καὶ καιρὸς τοῦ ἰάσασθαι καιρὸς τοῦ καθελεῖν καὶ καιρὸς τοῦ οἰκοδομῆσαι

      καιρὸς τοῦ κλαῦσαι καὶ καιρὸς τοῦ γελάσαι καιρὸς τοῦ κόψασθαι καὶ καιρὸς τοῦ ὀρχήσασθαι

      καιρὸς τοῦ βαλεῖν λίθους καὶ καιρὸς τοῦ συναγαγεῖν λίθους καιρὸς τοῦ περιλαβεῖν καὶ καιρὸς τοῦ μακρυνθῆναι ἀπὸ περιλήμψεως

      καιρὸς τοῦ ζητῆσαι καὶ καιρὸς τοῦ ἀπολέσαι καιρὸς τοῦ φυλάξαι καὶ καιρὸς τοῦ ἐκβαλεῖν

      καιρὸς τοῦ ῥῆξαι καὶ καιρὸς τοῦ ῥάψαι καιρὸς τοῦ σιγᾶν καὶ καιρὸς τοῦ λαλεῖν

      καιρὸς τοῦ φιλῆσαι καὶ καιρὸς τοῦ μισῆσαι καιρὸς πολέμου καὶ καιρὸς εἰρήνης

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    8. Era interessante un tempo ascoltare l'ego...

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    9. Leggo Fraioli e l'astio personale traspare dalle sue parole ed è poco produttivo oltre che poco sereno. Consiglierei la spersonalizzazione della posizione visto che siamo tutti sulla stessa barca che affonda e tutti brancoliamo nel buio della conoscenza delle modalità del futuro dell'euro e dei tempi dato che mancano elementi certi che consentano di prevederlo o meglio ci sono troppi elementi da considerare.
      Forse le armi a disposizione di coloro che vogliono che sia irreversibile, sono meno numerosi e quindi più efficaci da usare con successo.
      D'altra parte il teorema della rana bollita applicata ai cittadini rende plausibile la morte inconsapevole e senza reazioni.
      Riguardo il messaggio biblico di Valerio, da vecchio ed incallito Byrdsiano, non posso che concordare con lui, c'è un tempo per tutto.

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    10. @Alberto49 😘💋 (soprattutto per la citazione musicale)

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    11. Sì, è veramente avvilente. Non c'è solo provincialismo in questo attribuirmi posizioni tatticiste, ma anche molta miseria umana. Lui è il primo di voi che ho conosciuto di persona, all'incontro di Chianciano, quello in cui introdussi nel Dibattito la metafora del pennello grande (con tanto di pubblicità del pennello cinghiale). Quindi lui ha visto nascere la mia battaglia, ne conosce le motivazioni, che non sono quelle di promozione personale che ora mi attribuisce sapendo di mentire. A quel convegno però non c'era solo lui. Con tanti altri partecipanti, anche molto distanti da me ideologicamente (almeno in teoria: faccio l'esempio di Moreno Pasquinelli) ho mantenuto rapporti cordiali e costruttivi (nonostante che non siano mancati momenti di acredine e anche attacchi personali) proprio in nome del proseguimento di una comune battaglia. Ma i commenti del povero Fiorenzo evidenziano la natura del problema. Guardate come inquadra il lattonzolo! Viene a dirci che è sorretto da forze potenti (non ce n'eravamo accorte), che sarebbero "cattoliche non gesuitiche" (addirittura!), e che per questo lo vedrei come un pericoloso concorrente... La cosa fa un po' sorridere per diversi motivi: il primo è che l'operazione del lattonzolo è chiaramente leggibile. Viene dall'humus dei gatekeeper ed è egli stesso un gatekeeper: il suo scopo è costruire un "noi credevamo" "de sinistra" simmetrico al "noi credevamo" draghiano, cioè riverginare i nostri carnefici per consentirgli di cambiare fronte nella guerra ai vostri salari, schierandosi non più all'attacco ma in difesa ora che la presenza di un Governo di destra li legittima in questa posizione. Naturalmente per difendere i salari bisogna gestire il problema europeo e questo fa il lattonzolo. Ma il secondo motivo che mi fa sorridere è che esistono il kairòs, di cui parla Valerio, ed esiste anche la qualità. Affrontare ora, in quei termini, con un testo scritto con l'intelligenza artificiale e che forse non supererebbe lo scrutinio di un software antiplagio, un tema di quella complessità, non credo sia la strada maestra verso un enorme successo. Nota bene: se ci fosse, peraltro, ne sarei felice: vorrebbe dire che esiste una genuina sensibilità diffusa per il tema. Ma siccome non c'è, non può certo intimorirmi la sua concorrenza!

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    12. Prof.,

      Sto seguendo tutto, ma mi potrebbe chiarire chi è il "lattonzolo"?

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    13. Caro Ablert, l'agente Quo mi informa che qui sono ancora nominato. L'agente Quo non ti vuole bene perché mi ha raccontato cose alle quali non posso credere, sebbene penso che siano coerenti con la tua parabola accademica e la tua "diversa" educazione. Sostiene l'agente Quo che la tua caduta in disgrazia nell'accademia non sia stata causata dalle tue posizioni eterodosse bensì, appunto, dalla tua "diversa" educazione. Io stesso, per essere sincero, non mi capacitavo di come una persona con la tua intelligenza, cultura e capacità fosse stata esiliata a Pescaracas ma, ingenuamente, volli credere che dietro vi fossero le ragioni che accampavi, ossia l'essere tu stato, ai tempi, un post-keynesiano.
      Beato me che non capisco un...
      Rilevo tuttavia un certo miglioramento rispetto ai tempi della tristemente nota "bestia di Morisi" allorquando, non appena mi affacciavo al dibbattito, ero immediatamente assalito da una nuvola di troll con la bava alla bocca che, come il qui presente tuo follouer Alberto49, intonavano immediatamente la canzoncina "Fraioli e l'astio personale". Sì, la situazione è lievemente migliorata, ma non ancora al punto da consentire un sereno dibbattito. Stammi bene.

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    14. Credo che tu compia diversi errori di prospettiva. Il fatto che la community non ritenga più essenziale intrattenersi con un patetico relitto rancoroso di una stagione che preferiamo ricordare per le grandezze e non per le sue miserie non ha niente a che vedere con la Bestia di Morisi (nel cui radar tu non sei mai entrato, data la tua assoluta irrilevanza), e quelli che chiami "troll" erano in realtà lettori del blog infastiditi dal tuo comportamento scorretto e petulante.

      Anche la storia secondo cui io sarei stato "esiliato" a Pescara è sinceramente una bufala che probabilmente un Boldrin può permettersi (fra un fallimento e l'altro), ma che trovo ridicola se espressa da te! L'agente Quo non so chi sia: ne conosco il genere (un coglione), ma non la specie (che intuisco "de sinistra"). Eh, no, non funziona così! La feccia di sinistra non ha respinto chi peccava di "bon ton": ha respinto chi la metteva di fronte al suo tradimento, e questo chi è qui da un po' se lo ricorda, tranne nel caso in cui, per un livore e un rancore evidentemente immedicabili, vuole dimenticarlo.

      Mi fai veramente pena, credo che smetterò per il tuo bene di darti voce.

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    15. Quanto ardore! Sono solo un pensionato che guarda i cantieri fermi.

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    16. ὁ γὰρ Φάβιος διεγνωκὼς μήτε παραβάλλεσθαι μήτε διακινδυνεύειν, στοχάζεσθαι δὲ πρῶτον καὶ μάλιστα τῆς ἀσφαλείας τῶν ὑποταττομένων, ἔμενε βεβαίως ἐπὶ τῆς διαλήψεως ταύτης. τὰς μὲν οὖν ἀρχὰς κατεφρονεῖτο καὶ παρεῖχε λόγον ὡς ἀποδεδειλιακὼς καὶ καταπεπληγμένος τὸν κίνδυνον, τῷ δὲ χρόνῳ πάντας ἠνάγκασε παρομολογῆσαι καὶ συγχωρεῖν ὡς οὔτε νουνεχέστερον οὔτε φρονιμώτερον οὐδένα δυνατὸν ἦν χρῆσθαι τοῖς τότε περιεστῶσι καιροῖς. ταχὺ δὲ καὶ τὰ πράγματα προσεμαρτύρησε τοῖς λογισμοῖς αὐτοῦ.
      Ora, se Fraioli è chiaramente un Lucio Emilio Paolo, Bagnai ovviamente non è un Quinto Fabio Massimo, che difficilmente avrebbe accettato la nomina di Asdrubale a ̶M̶i̶n̶i̶s̶t̶r̶o̶ ̶d̶e̶l̶l̶e̶ ̶F̶i̶n̶a̶n̶z̶e̶ magister equitum o non avrebbe detto di aver capito qual è il suo posto e che è contento perché i Cartaginesi cominciano ad ascoltarlo.
      P.S. Approfitto del momento prima che Valditara, che è notoriamente del PD, abolisca gli studi classici e ne vieti l'utilizzo sui social.

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    17. Prof.,

      Ok, ho capito chi è il lattonzolo ed aggiorno il libro dei soprannomi a benefico di quelli come me che ogni tanto leggono e pensano "e mo' questo chi è?":

      Er Melanzana= Brancaccio
      Lattonzolo= Guzzi
      Drin Drin= Boldrin

      Per Monti suggerirei il nick name Shiva (in quanto Dio della morte).

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    18. Caro Fraioli, solo una cosa (il resto era solo una doverosa esortazione di un vecchio pensionato a mantere alto il livello del dialogo), io non sono un follouer di Alberto ma mi pregio di considerarlo un mio amico. Purtroppo ci vediamo poco per colpa mia e dei miei acciacchi ma gli sono molto grato per ciò che mi ha insegnato e per quanto ci dona anche sottraendo tempo ai suoi affetti.

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    19. Caro Valerio come potevo ignorare l'assist? Grazie!

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    20. Caro omonimo, ti ringrazio e ricambio, ma ti avverto che siamo entrati in quello che per il caro Fiorenzo è evidentemente un terreno inesplorato: quello dell'umanità e dei rapporti sinceri e non inquinati da pregiudizio ideologico.

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  20. Usciremo quando saremo i 2/3 e quando al Quirinale ci sarà Barra Caracciolo, dunque probabilmente mai.

    Mattarella nel 2018, nel negare la nomina di Savona, nella sua mente rappresentante della volontà di uscire, affermò sostanzialmente l’illegittimità di tale indirizzo politico, sostenendo che durante la campagna elettorale non se ne fosse parlato e dunque intervenne come “custode” della volontà popolare (sicuramente dei trattati).

    In quella fase il m5s aveva già platealmente gettato la maschera, basti ricordare il tentativo di aderire all’Alde nel 2017 e l’eliminazione del tema del recupero della sovranità dal suo programma (prima almeno formalmente presente), funzionali al disegno (studiato fin dal 2013) di Di Maio capo politico, persona che mai ha avuto davvero a cuore la sovranità popolare e il suo recupero, tema che sono certo non abbia nemmeno mai studiato.

    La lega, invece, sebbene pure non ne parlasse più, aveva ancora un programma in cui c’era scritto di tornare allo stato pre Maastricht ma per Mattarella non bastò, per lui Savona ci avrebbe portato fuori dall’euro. Doveva parlasene apertamente e diffusamente in campagna elettorale, non fu fatto.
    Questa fu la facciata dei fatti, e in politica spesso basta solo la facciata.

    Allora la risposta è evidente, Mattarella, che è riuscito a farsi rieleggere persino dal centrodestra, è stato ed è un PdR particolarmente venerato da tutti i politici nonostante (anzi più probabilmente grazie al fatto che) si sia sempre intromesso nell’indirizzo politico, o meglio si sia sempre preoccupato che venisse seguito un certo indirizzo politico (che sappiamo essere predeterminato), e dunque un PdR capace di tracciare la strada e far sì che l’odierna classe politica la segua secondo le sue indicazioni (inclusa la nomina del suo successore, che sarà un PdR pro UE).

    Ciò comporta necessariamente che, in presenza di tale PdR o di qualunque altro PdR pro UE, per uscire occorra prima che se ne riparli in campagna elettorale in modo chiaro, costante e diffuso, cosa che per non essere stata fatta nel 2022 può fortemente dubitarsi venga fatta nel 2027.
    E allora le uniche possibilità che ci restano di uscire, in ordine di probabilità, sono di essere espulsi o che questa UE irriformabile crolli.

    In tutto ciò è senz’altro ingiusto dare la colpa a Bagnai o a Borghi, che sono due, per i fallimenti politici degli ultimi 8 anni. Io sono certo che tutte le volte in cui siete stati chiamati a intervenire per esprimere il vostro pensiero nelle riunioni in cui andavano assunte le decisioni abbiate consigliato al meglio i decisori.
    Bisogna prendersela con questi ultimi, dunque, certamente Salvini che ha fatto troppi errori dopo il 2019 e la Meloni per questa legislatura, che a differenza di Salvini, alla sua prima esperienza di governo (esclusa la parentesi in cui fu ministra della gioventù), non ci ha nemmeno provato a contrastare l’Ue.

    Dunque la scelta di Bagnai e di Borghi di rimanere dentro nonostante tutto è comprensibile se assunta nell’ottica di preservare quantomeno quel diritto ad essere sentiti e talvolta ascoltati, che non avrebbero se fossero usciti, così come è comprensibile chi ancora vota la Lega per questa ragione.

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    1. Bravo , sottoscrivo tutto eccetto l' excusatio della Meloni.
      Daltronde essere , e soprattutto il NON essere, ammessi a l' Aspen qualcosa ci deve pur dire.

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    2. Dario, sottoscrivo tutto soprattutto questo: "per uscire occorra prima che se ne riparli in campagna elettorale in modo chiaro, costante e diffuso, cosa che per non essere stata fatta nel 2022 può fortemente dubitarsi venga fatta nel 2027.
      E allora le uniche possibilità che ci restano di uscire, in ordine di probabilità, sono di essere espulsi o che questa UE irriformabile crolli.".
      Il Paese non è (mai) pronto.

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    3. Io invece non sottoscrivo quasi nulla, ma scuso quasi tutto. Saremo i due terzi di cosa? Del Parlamento? Ma bene, benissimo! Dopo però bisognerà avere non dico i due terzi, ma un terzo dei capi di gabinetto, dei direttori di dipartimento, dei collegi delle autorità amministrative indipendenti, dell'avvocatura dello Stato, degli organi di autogoverno delle magistrature, ecc. Possibile che non lo abbiate ancora capito? Possibile che a poche settimane dal referendum questo aspetto vi sfugga di mano? Non vi è chiaro che rebus sic stantibus un politico (o non politico) che imbracciasse con esplicita convinzione la difesa della nostra autonomia in questo simpatico Paese sudeuropeo rischierebbe di fare la fine di Sarcinelli, per dirne una?

      Quindi la strada è lunga, e paradossalmente non passa per la dichiarazione degli obiettivi a beneficio delle Marie Barbise di Twitter!

      Sottoscrivo invece il "nella sua mente"! Anche se al pueblo non può essere detto, per sostenere una certa narrazione, Paolo è tutto tranne che antieuro! Questo ovviamente non vuol dire che il Signor Presidente della Repubblica non sia ferocemente pro-euro e disposto a difenderlo fino all'ultimo italiano. Vuol dire che, al di là delle dichiarazioni che ricordo bene, sotto la storia del mancato conferimento del MEF a Paolo c'è di più e di diverso rispetto alla battaglia ideale pro o contro l'Unione Europea.

      Il punto resta quello sollevato illo tempore da Draghi: il capitale politico investito nel progetto, che gli conferisce una inerzialità dalla quale non basterebbe a sottrarci nemmeno un improvviso, miracoloso momento di consapevolezza degli elettori. Quindi sì, temo che l'unico esito possibile sia quello non ordinato, e in questo purtroppo non ci aiutano le minacce esterne, che chiamano a una coesione nella direzione sbagliata...

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  21. Sto leggendo ma <"mette a terra", locuzione per la quale la fucilazione alla schiena sul posto sarebbe una punizione sproporzionatamente lieve> è da premio qualcosa, onestamente non so come si premiano 'ste cose.
    Volevo dirglielo, Guru.
    Insopportabile, e anche a destra lo usano tanto!

    Anche dal punto di vista elettrotecnico è una cazzata immane: se va a terra è sprecato, c'è un corto o una perdita da qualche parte.

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  22. Chissà se nell'antica Roma si siano mai chiesti quando sarebbe cominciato il medioevo.
    Tornando a noi forse la Brexit ha illuso le menti più semplici: i britannici non erano nell 'Euro e soprattutto la BoE era indipendente, quindi più che uscire hanno evitato di entrare davvero.
    Noi siamo in un 'altra posizione.
    Una previsione cmq si può fare: la costruzione europea è talmente assurda che prima o poi inciamperà, e probabilmente i più non se ne renderanno neppure conto.

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  23. "Nessuno vuole l'incidente perché nessuno vuole prendersene il peso politico, ma l'incidente prima o poi ci sarà", cito a memoria una parte di un suo intervento di tempo fa.
    Non usciremo, uscirà l'euro da noi quando sarà il momento (quando non so, ma non dipende certo solo da noi).
    Dopodiché la battaglia non finirà con questo, perché l'euro è una grossa arma, uno strumento fondamentale, ma non l'unico problema da risolvere; è inutile che vi elenchi quali sono gli altri.
    Almeno a me pare così.
    Discutere di scelte autonome radicali non ha senso se non come ipotesi preparatorie (ed essere preparati è fondamentale) perché semplicemente adesso non è possibile.
    E scusate la banalità.

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  24. La domanda delle domande mi permetto di porla io. Dato che a breve (<= 10 anni) usciremo dall'euro, licet vos, come gestirete la successiva crisi che ne scaturirà se avremo ̷l̷a̷ ̷s̷f̷o̷r̷t̷u̷n̷a̷ ̷d̷i̷ un vostro governo in quel periodo?

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    1. Così?

      https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264999316308689

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    2. Aumento degli investimenti pubblici e dell'occupazione pubblica: quindi, una guerra può andare bene?

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    3. Quella può andar bene se ci sarà un governo piddo-europeista. Del resto oggi in Italia (e in Europa) sono loro i guerrafondai, come ampiamente dimostrato negli ultimi anni.

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    4. FI e una parte non trascurabile di FdI sono piddo-europeisti. Piddini nel senso del dizionario di goofynomics.

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    5. E allora perché i tuoi eroi ne sono alleati di governo?

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    6. Perché altrimenti il centrodestra non avrebbe la maggioranza. Sono utili per tenere la posizione. Mi rendo conto che anche tu, Valeriuccio, come tanti altri (ad esempio l'Anonimo Keynesiano, o il simpatico Fiorenzo) siete vedove inconsolabili, più o meno inconsapevolmente, della maggioranza Ursula. Noi preferiremmo di no, e soprattutto ci farebbe piacere che chi viene in questo blog di economia a parlare di politica si attenga alle sagge prescrizioni di Myrdal e quindi se vuole il PD ce lo dica, e comunque in generale dichiari le sue premesse di valore (e quindi, se parla di politica, la sua fede politica). Lo dico, naturalmente, nell'interesse dalla credibilità di cotanti pensatori, perché se il punto è solo dare in culo alla Lega per motivi di senili ripicche personali o di giovanili ardori rivoluzionari direi che possiamo dichiarare nullo il contributo che costoro danno al dibattito...

      Tu, ad esempio, che vai cercando?

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    7. Libertà vo cercando, ch'è sì cara.

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    8. A me sembra che l'unica mulier relicta qui sia tu. Di Scipione lo Spezzino.

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    9. Valerio Santoro, il guru di questo blog si annoia. Diamogli una carica.
      https://egodellarete.blogspot.com/2026/05/diario-personale-122-cosi-muore.html?m=1

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  25. Usciremo quando la UE non riuscirà più a tenere a galla un numero sufficiente di narrazioni-chiave del tipo "La UE ci dà X" dove X sta per: "pace", "stabilità", "democrazia", "unità", "benessere", etc...

    Avendo già perso una bella fetta di "benessere", i prossimi fronti di crisi per la UE potrebbero essere uno o più fra i seguenti:

    - Stabilità. Se arriva un'altra crisi di bilancia dei pagamenti stile anni 2010.
    - Pace. Se scoppia ancora un'altra guerra in Europa oltre al conflitto ucraino/russo.
    - Democrazia. Se sono costretti a gettare la maschera e fare qualcosa di palesemente antidemocratico, per esempio: mandare gente a morire al fronte o espropriare asset privati.
    - Unità. Se qualcosa dovesse seriamente inceppare i meccanismi burocratici di Bruxelles, per esempio: troppi governi euroscettici in contemporanea nei Paesi-chiave o (molto più difficile) problemi a formare una maggioranza nell'europarlamento.

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  26. E anche oggi FT :

    “I paesi in surplus non godono di una posizione di controllo così forte come si potrebbe pensare. Una delle loro debolezze risiede nella pressione (esterna e interna) che subiscono per espandere la domanda interna (come accadde agli Stati Uniti negli anni '20) e ridurre così la pressione deflazionistica sui paesi partner. Esattamente ciò è accaduto al Giappone negli anni '80 e alla Cina dopo la crisi finanziaria del 2007-2009. In entrambi i casi, il risultato è stata una bolla immobiliare insostenibile, che poi è inevitabilmente scoppiata. La Germania si è trovata in una situazione non dissimile durante la crisi dell'eurozona. Tuttavia, nel contesto dell'unione monetaria, la sua scelta era tra finanziare i paesi colpiti dalla crisi o lasciare che la moneta unica si frammentasse. Ha optato per la prima soluzione, in parte attraverso i cosiddetti "saldi obiettivo" all'interno dell'unione monetaria: la Bundesbank è diventata un creditore di proporzioni enormi. Questo implica che anche i paesi in deficit, pur essendo apparentemente in una posizione più debole, detengono un certo potere. Sì, il credito a loro può essere interrotto. Ma i paesi con surplus strutturali di risparmi rispetto agli investimenti e quindi con surplus esterni (come Cina, Germania e Giappone) hanno costruito le loro economie attorno a un'offerta eccessiva di beni e servizi commerciabili. Perdere improvvisamente questi surplus potrebbe provocare una recessione. I moralisti nei paesi con surplus si lamentano della prodigalità dei paesi con deficit. Ma ne hanno bisogno.“

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  27. Il fatto che nel 2026 ci sia ancora chi se lo chiede costituisce una risposta alla stessa domanda...

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  28. Chi chiede a proposito dell'€scita oggi dimostra semplicemente di non averci capito un granché. Io che non conto nulla vi evito qualsiasi discussione.

    Piuttosto mi sovviene questo parallelismo con l'URSS (dato ormai non credo più ad uno smantellamento controllato e concordato); dovette allora succedere un accadimento particolare (e aggiungo denso di significato metaforico); la rottura di un muro (diga) e il conseguente fluire di persone (intendimenti e volontà di libertà) verso un possibile futuro migliore.
    Anche la disgregazione di UE-BCE-€ credo succederà quando accadrà un fatto analogo.
    Resta da capire quale possa essere questo fatto, che credo sarà relativo alla questione Moneta (potrebbe anche essere fiscale, come ben sappiamo).
    Io tifo Francia.

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  29. Non ho ancora letto il libro di Thomas Fazi, ma ne ho avuto un assaggio in questi giorni. La mia piccola città è tappezzata di manifesti che promuovono la bontà dell'UE, esaltando la libertà di stampa e la ricerca scientifica libera, e non sono bastate le porcherie perpetrate durante il Covid a scalfire questa immagine benevola. D'altronde, come ricordava lei, la maggioranza degli italiani era in fila per farsi vaccinare. 🤷‍♀️
    È sempre un piacere leggere un testo con citazioni così congrue e suggestive: noi europei, noi italiani siamo arrivati veramente in alto nella scala evolutiva.
    Peccato...

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  30. Preparando l'esame di Organizzazione Aziendale mi sono imbattuto nella teoria del declino delle organizzazioni di Richard L. Daft, a mio modesto parere, o forse è più una speranza, si potrebbe sovrapporre alla parabola del progetto europeo.

    Di seguito le 5 fasi del declino, secondo voi in quale fase siamo adesso??
    - Cecità (Blindness)
    L’organizzazione non percepisce i segnali di cambiamento o i problemi interni/esterni.
    si ignorano i sintomi della crisi
    eccessiva fiducia nei successi passati
    scarsa attenzione al mercato

    -Inazione (Inaction)
    I problemi vengono riconosciuti ma non si prendono decisioni efficaci.
    lentezza decisionale
    conflitti interni
    resistenza al cambiamento

    -Errore di azione (Faulty Action)
    Si adottano soluzioni sbagliate o insufficienti.
    interventi superficiali
    tagli non strategici
    decisioni impulsive

    -Crisi (Crisis)
    La situazione diventa grave e minaccia la sopravvivenza dell’organizzazione.
    perdite economiche
    perdita di clienti
    diminuzione della fiducia interna ed esterna

    -Dissoluzione (Dissolution)
    L’organizzazione cessa di esistere o viene assorbita.
    fallimento
    chiusura
    acquisizione/fusione

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    1. Ci fermiamo i titoli, però, adatti a qualsiasi progetto umano fallito. Perché l'analogia si ferma lì, non essendo l'EU un disegno volto all'affermazione in un mercato, alla competizione con altri enti analoghi, all'acquisizione di clientela, al profitto. Voglio dire, i vincoli sono molto meno stringenti anche a fronte di difetti strutturali congeniti. Potrebbe sopravvivere a lungo persino come zombie, cosa che un'azienda non può fare. Serve il paletto di frassino, la pallottola d'argento o qualcosa di simile, non basta un mercato che gira le spalle, toccato il fondo comincia a scavare.

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    2. Secondo me ora la UE è in una fase di "inazione" molto matura, pronta a sfociare in uno o più "errori di azione" quando si presenteranno emergenze sul piano militare, finanziario, etc...

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    3. Per un azienda quelle 5 fasi hanno una successione temporale chiara visto che è chiaro il business aziendale e come misurarne la performance: gli utili.

      Quindi se vogliamo fare un parallelo credo che sia centrale capire che per l'UE il "business aziendale" sia convincere gli europei di aver bisogno di essa, di qui il cospicuo investimento in propaganda.

      Quindi il punto critico è capire quando la propaganda basterà a coprire la realtà, per poi sarà rapido.

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  31. “ C’è dell’ironia in tutto questo. L’Europa si è affidata ai mercati per svolgere un lavoro che l’autorità politica comune non era stata messa in condizione di compiere. A quei mercati, però, abbiamo negato la scala continentale di cui avevano bisogno per avere successo. Il risultato è stato non una vera economia di mercato, ma un’economia asimmetrica. E da questa asimmetria derivano molte delle vulnerabilità che l’Europa si trova oggi ad affrontare.”.

    UVA “premio Carlo Magno” pensa di essere furbo, io sono malizioso e ci vedo pure un tentativo di fare propri concetti altrui … vabbè, niente quirinale, ambisce quindi ad essere direttamente POTEU

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    1. Draghi socio onorario di a/simmetrie!

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    2. Beh, insomma... è riuscito a distorcere anche l'asimmetria a suo vantaggio... la scala continentale negata ai mercati... le vulnerabilità dell'Europa... al massimo le vulnerabilità della Germania (che però, vi assicuro, derivano ormai sempre più anche dal suo impianto giuslavoristico).

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    3. Non so se ci avete fatto caso (magari ci facciamo un post), ma ha spostato il discorso dalla competitività alla crescita. Continuiamo a dettare l'agenda di Uva, e anche queste sossoddisfazzioni...

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    4. Che poi Carlo Magno era un analfabeta, ma con la corona...
      Ha piu' premi Draghi di quanti un computer quantistico ne possa contare.
      Tra le altre: «permettere ai Paesi che vogliono avanzare di farlo», quindi immagino superando il processo di decisioni all' unanimita'.
      E con l' occasione si e' messo in saccoccia 1 milione di euro, ovviamente da spendere in progetti europei, ça va sans dire.

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  32. In occasione della visita di Trump presso Xi, i media sono strapieni dalla sera alla mattina di politici, giornalisti, commentatori, scrittori, attori, e sottobosco di una varia umanità che campa anche così, che si sperticano a spiegare che con un mondo bipolare prossimo venturo e anche odierno fatto da due giganti, Usa e Cina, l'Europa è troppo debole e deve quindi, necessariamente, diventare più forte. Non avranno visto la pubblicità del pennello...

    Ho letto sopra qualcosa di interessante riguardo all'obbrobrio linguistico "mettere a terra" che sarebbe nato in quella regione del Nord che è comunque sud del Nord Italia, molto popolosa, molto piddina, molto industriale con una grande tradizione nella meccanica dalla quale l'espressione sarebbe stata mutuata. Se qualcuno dice mettere a terra con significato di fare, realizzare, come indica anche l'AI, per fortuna non ancora la Treccani ma è solo questione di tempo, allora tutti dicono mettere a terra, a partire dagli amministratori delegati di grandi imprese.

    È come quando un ragazzotto ignorante del fatto che adorare è transitivo lo usa in modo intransitivo e tutti giù a conformarsi a questo uso, scorretto ed inascoltabile.

    Ecco, è il conformismo, che fa figo tra i giovani, che fa gruppo nei luoghi di lavoro del Nord, o sud del Nord, dove la comunicazione comporta grandi "efforts" (...), che in tivù e nei salotti romani e milanesi ti fa sentire accettato e meritevole di un nuovo invito a vomitare puttanate e di qualche contratto di lavoro ben remunerato.

    I problemi al momento sono altri, prodromici rispetto all'uscita. L'apparato burocratico, l'analfabetismo funzionale, l'economia, i piddini.

    Piuttosto ė stato evocato un paio di volte "da dove", ma il discorso è rimasto in sospeso.

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    1. ...però, nonostante la tua aquilanità, tu almeno hai raccolto la provocazione!

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  33. https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2026&codLeg=112138&parte=1%20&serie=null ma stavolta usciamo in pandemia?

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  34. Papa Leone XIV alla Sapienza è stato chiaro:
    “Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce elite cui nulla importa del bene comune“.

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  35. Il premio Carlomagno di Aquisgrana va dal primo assegnato a Kalergi a quest'ultimo assegnato a Draghi, 76 anni dal piano Kalergi al piano Draghi...c'è da che essere orgoglioni.

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  36. Sinceramente non m'interessa quando si esce. M'interessa salvaguardare la mia famiglia quando tutto crollerà. E qui che abbiamo bisogno di consigli professore. Ricordo sempre la seconda intervista fatta con Messora... E nulla era più chiaro che devastazione. Bene visto ciò che sta facendo Schillaci per mano della dottoressa ginecologa del 15/4 chiedo: Altri morti prima e dopo le sostanze genetiche .... Morti lo saremo con o senza U€. Con gratitudine per le ore impegnate nel capirla nel leggerla e nello studio dovuto per soddisfare i due punti appena citati.
    Mario G.

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  37. Bisognerebbe semplicemente ammettere che la primitiva proposta di uscita unilaterale è impossibile (per mancanza del sufficiente consenso popolare, del sostegno del deep state e della preventiva reazione delle istituzioni europee e dei mercati) e che la nuova strategia proposta è quella della resistenza, in attesa che si realizzi l’inevitabile crollo economico della Germania e finanziario ( debito pubblico ed estero) della Francia (più plausibile). Quando il malessere sociale diventerà insopportabile per quei popoli, i rispettivi governi dovranno chiedere lo smantellamento dell’attuale architettura europea. Tutto si fonda sulla capacità di sopportazione della popolazione (soprattutto gli strati medio-inferiori) e la resilienza italiana e’ temprata da secoli di sopportazione. Attualmente il governo (di qualsiasi colore) può solo sfruttare i minimi margini di manovra concessi per sostenere i redditi senza azzoppare la competitività delle imprese.

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    1. Guarda che saltano prima gli Stati Uniti. E la fine dell'euro passa esclusivamente da quella porta.

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