L'incontro di ieri sera al Palazzo Vetoli di Scurcola Marsicana è stato molto partecipato:
e per chi avesse desiderio di prendervi parte in differita il video (fatto al volo col mio telefono, quindi con poca profondità di campo) è qui:
(per inciso, al piano terra di Palazzo Vetoli c'è un posto che vaut le détour e se ci andate dite a Mario che mi conoscete).
Diciamo che se si ha tempo e modo di esprimersi, se si rinuncia a citare i padri nobili (da Giuliano Vassalli in giù) o a inerpicarsi in dotte disquisizioni de iure condendo in cui il disquisente spesso si smarrisce prima della sua incolpevole vittima (il pubblico), se si mettono in campo i chiari e veri e istruttivi numeri della statistica, in particolare quelli che documentano la cultura dell'impunità della magistratura rispetto ai cittadini, e la correlata cultura della sfiducia dei cittadini verso la magistratura (reazione uguale e contraria a una stortura del sistema), se si spiega quello che la riforma vuole fare, è piuttosto difficile che si trovino obiezioni sostanziali. Insomma: se la riforma la spieghi, gli ascoltatori la capiscono. Lo abbiamo visto succedere qui, in questo blog, per cose oggettivamente più complesse come l'economia monetaria internazionale, quindi per noi non è una sorpresa.
Come bonus track vi regalo la domanda che un signore voleva fare, ma non è riuscito a fare per mancanza di tempo. A incontro chiuso sono andato a chiedergli quale fosse la sua curiosità, e la risposta è stata: "Mi è molto piaciuto come ha spiegato la riforma, ma volevo chiedere: come mai il sostenitori del "sì" spesso mentono?" E io: "Guardi, in effetti mentono anche quelli del no!" E lui: "Sì, lo so, ma loro ne hanno bisogno. Perché invece anche quelli del sì non entrano nel merito?" E io: "Perché secondo i comunicatori il popolo non è in grado di capire argomenti non banalizzati. Io non sono d'accordo, sono arrivato in Parlamento dando spiegazioni molto tecniche di cose molto complicate, ma le regole della comunicazione prevedono che siate trattati da idioti, che la vostra attenzione duri pochi secondi, e che quindi si debba urlare. Probabilmente sarà così, non mi intendo di comunicazione, e continuo a fare come mi pare. Resta il fatto che come sempre i peggiori nemici li abbiamo in casa e sarebbe bastato lasciar parlare Gratteri...".
Ma anche di questo abbiamo parlato mille volte e in mille contesti, per cui non credo vi torni nuovo. Vorrei invece dedicarmi a gestire con voi una delle più ricorrenti fra le obiezioni residue (è stata fatta anche ieri sera), quella riferita all'attuazione del sorteggio, che per tutti i "noncielodiconoooh1!!1!", ma anche per un significativo numero di persone normali, resta oggetto di perplessità e quindi merita di essere presa in considerazione.
I negazionisti sostengono che essa sarebbe un grimaldello per mettere il CSM sotto il controllo di tecnici nominati dal Governo. Ora, che non possa essere così è piuttosto ovvio, per il semplice motivo che la riforma preserva la composizione percentuale del (cioè dei) CSM secondo le attuali proporzioni:
Aggiungo che l'elenco di membri laici dovrà essere "compilato mediante elezione" (e quindi votato) dal Parlamento in seduta comune, che non è ovviamente concepibile una votazione a maggioranza semplice, dato che nell'attuale nomina dei laici la legge prevede una maggioranza qualificata di 3/5 e che rimuovere questo presidio di garanzia all'opposizione sarebbe pericoloso per l'attuale maggioranza sia finché è tale (perché significherebbe condannarsi a un fine legislatura di guerriglia su tutto) sia quando diventerà nuovamente opposizione (perché significherebbe non avere voce in capitolo). Ne consegue che l'elenco compilato accoglierà proposte delle varie forze politiche in modo più o meno proporzionale rispetto alla composizione dei gruppi. In questo momento, ad esempio, la maggioranza è di circa il 59,5% alla Camera e 58,5% al Senato, per cui non riuscirebbe ad approvarsi da sola una lista con maggioranza dei 3/5 (cioè del 60%) nemmeno se riuscisse a portare in aula tutti i ministri, i sottosegretari, i deputati in missione, i malati ecc. Possiamo quindi immaginare che ci sia una riserva di posti per l'opposizione fra il 30% e il 40% (può sembrare strano, ma capita che ci siano nomi graditi indipendentemente dagli schieramenti), senza la quale l'opposizione non approverebbe l'elenco.
Resterebbe naturalmente il problema evidenziato da uno degli intervenienti, cioè che la probabilità di avere una componente laica interamente di maggioranza dipende da quanto sarebbe lunga la lista. Con una lista di dieci persone tutte di maggioranza la probabilità di sorteggiare dieci membri laici di maggioranza è abbastanza facile da calcolare, ed è uno (la certezza). Ma se la lista fosse composta da 30 persone di cui 20 di maggioranza e 10 di opposizione? Quanto sarebbe probabile avere dieci componenti laici di maggioranza in un caso come questo? E se invece, visto che i partiti comunque saranno sotto posti a pressioni per inserire un numero ampio di aspiranti candidati, la lista fosse di 100 componenti, di cui 67 si riconoscono nella maggioranza e 33 nell'opposizione? In questo caso quale sarebbe la probabilità di avere in CSM dieci laici che sotto il loro tacco schiaccino i venti componenti togati (come raccontano i negazionisti)?
La soluzione di questo interessante problema è vecchia di alcuni secoli e va sotto il nome di distribuzione ipergeometrica, quella che permette di calcolare la probabilità di estrarre un certo numero di palline "vincenti" (bianche o nere, di maggioranza o di opposizione) da un'urna, senza reinserimento. Quella che interessa è quindi la variabile indicata come H(n, h, r), cioè il numero di componenti di maggioranza che vengono ottenuti estraendo senza reinserimento r componenti, data una lista contenente h componenti di maggioranza e n-h componenti di opposizione. La probabilità di ottenere k componenti di maggioranza (sugli h contenuti nella lista) è data da questa formula:
dove si utilizza l'espressione dei cosiddetti coefficienti binomiali:in cui n! è il fattoriale di n, cioè il prodotto di tutti i numeri interi da uno a n. Per i non addetti ai lavori mi rendo conto che sono formule complicate, ma Excel vi dà una mano nei calcoli con la sua funzione DISTRIB.IPERGEOM.N, che vi fa i conti in scioltezza. Gli ordini di grandezza, se interessano, sono questi:
e quindi la probabilità del "ritornoo del fasheesmo" (cioè, nella retorica vacua e demagogica degli oppositori della riforma, di avere tutti i laici governativi, cioè di avere k = r = 10), sarebbe dello 0,6% con un elenco di 30 candidati di cui il 66,6% di maggioranza, e del 1,4% se l'elenco arrivasse a 100 candidati mantenendo la stessa composizione percentuale (e quindi 67 candidati di maggioranza su 100). Ovviamente in entrambi i casi, cioè indipendentemente dalla lunghezza della lista di candidati, la composizione più probabile della componente laica, cioè dei dieci estratti, è quella che riflette la composizione della lista (cioè circa 7 su dieci), con probabilità attorno a un terzo (cioè al 30%).
Chiaro, no?
Ci si poteva anche arrivare senza tanta matematica.
Che cos'è quindi che fa paura ai sostenitori del "NO"?
Non è il rischio che nell'1,4% dei casi il sorteggio della componente laica conduca a una granitica e compatta minoranza del 30% di laici che schiacci sotto il suo tacco una esigua e frazionata maggioranza del 70% di togati!
No.
È la certezza che il sorteggio della componente togata sottrarrebbe al ricatto di una chiassosa minoranza del 21,7% di magistrati iscritti alle correnti (2100 su 9657) il destino professionale della silenziosa maggioranza del 78,3% di magistrati che invece pensano solo a fare con scrupolo il loro lavoro.
Questo dicono i numeri, e su questo ci si pronuncia fra tre giorni.
Eh, ma il sorteggio sarà truccato. Come è già stato detto nel post precedente. Insomma, come sempre, il timore, coltivato, del complotto porta alcuni a preferire un male certo. Autoevirarsi per dispetto a una improbabilissima, ipergeometrica fedifraga.
RispondiEliminaMi sa che quando mi capita, e mi capita di sicuro, il viaggio lo faccio.
Io non ce la faccio più! Anche ieri sera, come hai sentito, è saltata fuori questa ipotesi del sorteggio truccato! Col 90% dei funzionari parlamentari piddini, con le quote di garanzia previste in ogni procedura elettorale (segretari di opposizione), ecc., chi dovrebbe truccare il sorteggio? Il signor Sto Cazzo, suppongo...
EliminaCome lei ci ha più volte spiegato la sfiducia è uno dei sentimenti alla base del grillismo. Quindi ovvio che anche il sorteggio debba essere truccato, no? In fondo anche questo referendum come una cartina di tornasole dello Stato del grillismo nel nostro Paese. A proposito, qualche post fa ci ha detto di voler fare qualche considerazione ulteriore sul delicato tema della democrazia...
EliminaManca il Superstar. Quattro volte a settimana provo a giocarmi una elezione del CSM con sei componenti laici su una lista di 90. Aggiungo un togato, si sa mai...
RispondiEliminaTrovo questo "post" (mi si passi il termine) una elegantissima presa per il culo nei confronti delle goffe fake per il NO. Un capolavoro il calcolo dimostrativo/didattico. Ho provato a postarlo sulla fogna ma non me lo fa fare, il link non appare cliccabile....comunque sghignazzo divertito.
RispondiEliminaIn quale fogna? Twitter?
EliminaSi certo.
EliminaCiò che mi dà fastidio è che non riesco a trovare nessuno che voterà no che mi spieghi razionalmente le ragioni del suo voto. E infatti ciò che si sente sui media sono solo falsi slogan e rimandi a ciò che è stato spesso improvvidamente detto da esponenti del sì, peraltro riportando solo mezze frasi o peggio interpretazioni. Se vince il no, come purtroppo temo, non trovate che sarà la fine definitiva della possibilità di cambiamenti di questo paese?
RispondiEliminaMah... Certo una vittoria del "no" per certi versi complicherebbe le cose (avremmo molto probabilmente l'annunciata rappresaglia dei magistrati, che potrebbe prendere dimensioni esplicitamente eversive, forte di quella che vedrebbero come una investitura a prendere la guida politica del Paese, avremmo certamente difficoltà ad andare avanti con la legge elettorale e con altre riforme più o meno urgenti, perché si scatenerebbe la guerriglia parlamentare al grido di "voletecambiareleregoleperchéstateperdendooooh!11!", eccetera eccetera). Tuttavia, una delle pietre miliari di questo blog è l'idea che non esistano sconfitte (e quindi vittorie) definitive. Anche se si vincesse ci sarebbe molto da lavorare. Di converso, dal mio personale e soggettivo punto di vista, considererei la vittoria del "no" quasi con sollievo: perché impegnarsi tanto per salvare un popolo che vuole consegnarsi alla dittatura dei vincitori di concorso? Credo che ne trarrei conseguenze piuttosto ovvie...
EliminaIngenuamente non avevo considerato la forte possibilità, anzi la quasi certezza, di rivincita in caso di sconfitta. Ciò mi amareggia ancora di più. Devo allora sperare nella crescita intellettuale dei nostri concittadini e mi rallegrerà ancora di più scoprire che la riforma verrà confermata. Comunque grazie ancora per il suo prezioso lavoro e grande onesto impegno.
EliminaMarco, non essere infastidito di ciò che è naturale. Non esistono ragioni per il NO. Punto. Ciò comporta che non se ne possano esprimere di razionali. Solo un magistrato che faccia parte del "Sistema" ha interesse alla vittoria del NO. Chiunque altro, visto che classificare l'umanità del fronte opposto va di moda, è un fesso autolesionista che decide di delegare a una casta di non eletti, quella sì vera casta, un potere assoluto sulla propria vita, insindacabile quanto quello divino. Un vero fesso col botto. Il suo.
EliminaPoi, visto che piace tanto l'AI, provate a fare questa domanda a Grok (che io ho fatto): "ragionando sui dati che riesci a trovare, diciamo dal 1945 a oggi, in percentuale è più probabile essere ucciso per un magistrato o per un appartenente alle forze dell'ordine? E il confronto magistrati politici?"
Perché? Perché anche questo ricatto morale (mosso spesso in questi giorni, anche dal magnifico Gratteri) secondo il quale i magistrati sarebbero categoria degna di qualsiasi privilegio in quanto rischiano la vita per lo Stato si scontra con i dati statistici relativi a categorie con le quali talvolta vanno in conflitto e sulle quali rivendicano implicitamente un primato morale d'eroismo e abnegazione. L'amministratore locale, una delle funzioni pubbliche più a rischio di indagine, è più soggetto a avvelenamento da piombo di un magistrato. Per non parlare di un poliziotto! Quindi basta anche con questa narrazione lacrimevole che utilizza le sorti di alcuni appartenenti all'ordine giudiziario, spesso invisi al sistema correntizio dell'ordine stesso, per rivendicare posizioni di privilegio.
l'unica certezza che ho in merito a questo referendum è che il 95% degli italiani non sa per che cosa stia andando a votare. (io faccio parte di quel 95). Si vota uno slogan, si da un voto di partito, si vota come dice quel tizio che "ne sà" ..... ma quel che dubito è che il popolino potrà apprezzare la differenza tra un "prima e dopo la cura" nel caso vincesse il si. Ho veramente tanti dubbi sul da farsi.
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