venerdì 20 febbraio 2026

La sovranità appartiene ai bandi che la esercitano nel rispetto del vincolo di bilancio

(...chiedo scusa: vi ho trascurato per vari motivi, fra cui la necessità di intervenire in un dibattito molto locale, che però, come vedrete, ha anche qualcosa da insegnarci sui temi che qui ci convocano...)


Come credo di aver già raccontato a molti di voi, e oggi racconto a tutti gli altri, quando si decise, contro la mia volontà espressa in segreteria politica, di dare la fiducia al Migliore (LVI), io, lasciato passare il tumulto iniziale, e predispostomi con sana e leninista rassegnazione a mangiare il mio cucchiaino di cioccolata quotidiana (certo di non essere solo ma in ottima compagnia), un giorno (era il 2 febbraio del 2022) andai dal capo e gli dissi: "Scusa, ma visto che abbiamo deciso di buttare al cesso il voto di opinione, mi dai il permesso di andare nel collegio a recuperare un po' di voto di territorio?" Avevo infatti idea che i voti ci sarebbero serviti prima di quanto si potesse pensare, e la sensazione si dimostrò corretta. Risposta (accompagnata da un sorriso di ironica solidarietà): "Ma certo! Vai, e ricordati: quella è casa tua, non camminare sempre sulle uova!"

I tempi da cui venivamo non erano dei migliori: i vari confinamenti avevano limitato molto la mia possibilità di recarmi nel mio collegio, che all'epoca (ma di fatto ancor oggi) era l'intero Abruzzo, una Regione non grandissima (la tredicesima per superficie territoriale) ma impervia (terza per prevalenza delle aree montane) e quindi impegnativa da solcare in lungo e in largo. Erano i tempi in cui fummo costretti a limitare a 200 persone anche gli accessi al #goofy. Tra l'altro, l'infausta circostanza della limitazione degli incontri pubblici aveva determinato anche una perniciosa illusione ottica nei colleghi del Nord, i quali, abituati a fare politica sul territorio, cresciuti nel mito della militanza (intesa naturalmente come colla), attribuivano il calo di consensi cui andavamo incontro non alla sconsiderata scelta di sostenere un nemico della nostra Patria e delle nostre imprese, ma al fatto che la scellerata gestione Conte della pandemia ci aveva strappato dal contatto vivificante col terroir, un po' come Ercole callidamente aveva fatto col figlio di Gea, Anteo. Che ci crediate o no, quelli che avevano fortemente voluto suicidarsi sostenendo Draghi si raccontavano questa storia per razionalizzare le conseguenze e spogliarsi della responsabilità di un gesto che aveva sì una sua logica ed era servito senz'altro a evitare il peggio, ma naturalmente, come ogni cosa della vita, portava con sé un prezzo da pagare (e infatti alla fine non poterono non prendere atto del fatto che il problema era un altro: il tradimento delle attese di cambiamento di una vasta parte dell'elettorato, quella la cui coscienza di classe era stata destata principalmente da questo blog che non esiste...)!

Ma insomma, non è di questo che volevo parlarvi.

Confortato dalle parole del capo, mi predisposi immediatamente ad attuarle di buona lena a metà, perché certo andai, ma naturalmente continuai a camminare sulle uova. Il motivo è semplice: da scolarizzato nel XX secolo, conosco fin troppo bene la vera carta politica dell'Abruzzo, che da 3000 anni è questa e questa sarà per altri 3000 anni (a meno di conflitto nucleare importante):


All'epoca non ero ancora, come poi diventai a causa di un colpo di fulmine il 6 settembre del 2022, un Carecino, stanziato leggermente a Sud-Ovest di Iuvanum. La mia identità era più plurale: un po' Safino (collocato nella porzione a Nord-Ovest dell'areale dei Pentri, attorno ad Aufidena), un po' Pretuzio, a Nord di Interamnia, e soprattutto Vestino, in riva al mare, avendo per lo più frequentato la Budapest dell'Adriatico (scegliete voi se considerare Castellammare Adriatico come Buda o come Pest). Molti di questi confini, di cui è stupefacente la persistenza antropologica attraverso i millenni, non riuscivo a percepirli, ma di una cosa ero certo: la complessità cui mi accostavo per dovere di rappresentanza era significativa e a me largamente ignota, stavo entrando con una torcia accesa in una polveriera, ed era essenziale per la mia incolumità non inciampare. Eh, sì, perché, come potete immaginare (a meno che non siate proprio dei tontoloni), in questo mio percorso di avvicinamento al territorio dovevo fronteggiare un nemico formidabile: ovviamente, la Lega locale! Nulla di sconcertante, di imprevisto, o di patologico. La politica funziona così: è inevitabile che, per quanto possano volerti bene (poco) e riconoscere il contributo che dai al partito (non molto), in un contesto di recessione del consenso saranno per primi i tuoi amici a vederti necessariamente come un soffocante coperchio sulle loro lecite ambizioni. Menschliches, Allzumenschliches. Io in realtà andavo, o mi lusingavo di andare, per allargare il consenso nei modi che le circostanze mi concedevano, e quindi non innalzando il fiammeggiante vessillo dell'ideologia, smerdato dal sostegno tattico dato al nostro peggior nemico, ma è chiaro che soprattutto chi non sapeva come quel consenso si era formato (cioè chi non era mai stato a un #goofy, quindi praticamente tutto l'Abruzzo) non poteva vederla così. La mia presenza, che lo volessi o meno, veniva comunque vissuta come un'illecita intrusione finalizzata a dare consapevoli o peggio ancora inconsapevoli segnali politici di consenso all'una o all'altra delle tante tribù, e quindi, simmetricamente, a erodere il consenso dell'altra o dell'una, suscitando lecite perplessità o preoccupazioni di cui dovevo tenere conto per disinnescarle. Cosa andavo girando io nella regione dove lavoravo da vent'anni? La cosa appariva sospetta!

Ribadisco: nulla di strano, di anormale, di sbagliato in questo. Dinamiche umane, e la politica si fa con gli uomini, cioè con superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia (io quindi partivo svantaggiato, perché di tutte queste virtù tre me ne mancano di sicuro: vediamo chi indovina?). Il mio rispetto per l'umanità tutta (compresa quella che mi aveva eletto), e il discorsetto che ci aveva fatto Calderoli il 9 marzo 2018 al Palazzo delle Stelline (in sintesi: "voi eletti siete al servizio del territorio, non siete i padroni del territorio, le strategie sul territorio le gestisce la struttura territoriale del partito, cioè i segretari regionali e provinciali, non mettetevi a fare inutile casino..."), si era forse spinto un po' troppo oltre, nel senso che, per dirne una, quattro anni fa non avevo chiara in mente nemmeno la geografia antropica del mio partito, cioè non sapevo nemmeno a quale responsabile provinciale e cittadino chiedere il visto per accedere al suo territorio! Era un rispetto estremo per dinamiche di supremazia locale che mai avevo preteso di influenzare, un rispetto che però forse travalicava lo spassionato disinteresse per sconfinare in una colpevole indifferenza o in una trasandata inconsapevolezza: un conto è non voler influenzare, un conto è ignorare, ma certo che da presidente di Commissione permanente le cose da sapere, all'epoca dello spread, della banking union, della riforma del MES, del "non ti vaccini, ti ammali, muori", e via dicendo, erano un po' troppe perché potessi aggiungerci un crash course in antropologia politica delle nobili stirpi italiche...

Ricordo ancora di quando il 16 ottobre del 2022 l'allora segretario regionale mi chiamò in urgenza per dirmi che la mia decisione di recarmi alla giornata FAI di Monteodorisio (luogo dantesco, come forse non sapete, perché Carlo d'Angiò, quello che nel 1273 aveva disegnato i confini amministrativi del mio collegio elettorale, lo aveva dato in feudo a quel tale che non diceva alcuna cosa, ma lasciavane gir, solo sguardando, a guisa di leon quando si posa: mai avreste immaginato che l'anima lombarda avesse finito i suoi giorni nel mio feudo, che all'epoca era suo, vero? Visto quante cose si imparano su Goofynomics?...), dicevo, la mia decisione di assistere alla giornata FAI aveva scatenato un importante terremoto politico con tanto di minaccia di dimissioni, perché il nostro rappresentante locale si era giustamente risentito di non essere stato preavvisato della mia presenza. Inutile dire che i vetri del Palazzo di Vetro non tremarono, ma sarebbe sciocco liquidare così, con supponenza, la questione, perché in effetti... aveva ragione il nostro esponente locale (e non lo dico perché nel frattempo siamo diventati amici e ci sentiamo spesso): in fondo, io ero il suo parlamentare, e lui aveva ben il diritto di accogliermi e di starmi vicino (ed era anche mio interesse per motivi di immagine e di sostanza essere accolto e accompagnato), quand'anche la segnalazione dell'evento e il relativo invito lo avessi avuto dal sindaco (e non da lui, come forse sarebbe stato auspicabile)! La verità è che anche con l'esperienza parlamentare, come in altre circostanze della mia vita, la mia appercezione in nulla era stata modificata dall'assunzione di un nuovo ruolo. Insomma, io sono stato sottotenente, professore associato, senatore, deputato, e varie altre cose, continuando a sentirmi Alberto (come sono e fui), e senza rendermi conto, ad esempio, che per quanto io possa voler obbedire alla mia albertità (e quindi fuggire gli uomini, inseguire il silenzio, intrattenermi con voi, ecc.), in Abruzzo sono l'onoré, e da onoré devo comportarmi, proprio per essere compliant con la mia albertità, che è anche e soprattutto un anelito inesauribile verso la perfezione (del resto, anche questo fa parte del genius loci). Sono ancora grato a chi (come nell'episodio che vi ho riferito) mi ha messo in guardia contro certe dinamiche, e mi ha aiutato a gestirle: ogni giorno si impara qualcosa.

Diverso è l'atteggiamento di quelli che sanno tutto, quelli che "siccero io eravamio esciti dall'euro ieri!". Da una parte ci sono loro, e dall'altra ci sono i voti, al termine di un percorso la cui complessità è inimmaginabile per chi non abbia deciso di intraprenderlo sforzandosi di lasciare qualche guscio d'uovo intatto! Non vi annoio oltre con questo discours de la méthode: molto avrei da dire su quanto l'esperienza del territorio mi abbia arricchito in termini di comprensione dei rapporti politici (cioè umani), ad esempio aiutandomi a capire quanto certe dinamiche fossero appunto politiche e non personali, e quindi a non prenderle sul personale ma a gestirle politicamente; in termini di conoscenza di un territorio affascinante, la cui ricchezza misconosciuta continua a stupirmi ogni giorno di più; ma anche, e di questo volevo parlarvi, in termini di accresciuta comprensione di quanto siano perverse le dinamiche in cui la sovrastruttura europea ci avviluppa, dinamiche che possono essere comprese a fondo solo quando cominci a porti delle domande concrete, quali: i soldi per riparare questa strada (o questa scuola, o questo acquedotto) da dove arrivano? Perché qui stiamo facendo una pista ciclabile invece di una strada decente? Perché ho i soldi per un asilo nido se mi serve una casa di riposo?

Ecco: di questo volevo parlarvi.

Volevo cioè condividere con voi una riflessione che stavo svolgendo a margine del convegno sulla montagna organizzato a Gamberale:

un convegno che ha avuto molto successo, che è stato visto come un'opera di buona volontà politica, e che mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente di organizzare se il 2 febbraio del 2022 non si fosse svolto quel breve dialogo di cui vi ho riferito, semplicemente perché mai e poi mai avrei saputo chi invitarci!

Ora, giusto perché sappiate: il tema della legge sulla montagna ha sollevato infinite polemiche a livello locale, tutte accomunate dal fatto che siccome la legge è stata voluta da Calderoli, chi si sentiva "de sinistra" si è anche sentito in dovere di darle contro aprioristicamente, senza nemmeno leggerla (cosa facilmente dimostrabile e dimostrato nelle sedi opportune, inclusa la stampa locale). Una delle tante accuse mosse è che i comuni "declassati" da montani a non montani si sarebbero viste precluse alcune linee di finanziamento regionali, ovviamente articolate su fondi europei. Le cose in realtà stanno così:

e quindi, in estrema sintesi, i Comuni si stavano lamentando del fatto che non avrebbero più avuto dei soldi che non avevano mai chiesto. Ho però evitato di sbattere in faccia agli interlocutori questi numeri, perché secondo me il problema è più ampio. Quante volte, girando per il mio collegio, mi sento dire: "avrei questo progetto [o questo problema, o questa esigenza]: onoré, mica sai se c'è un bando?", e quante telefonate ricevo, ora che mi sono acquistato con la presenza (e camminando sulle uova) la fiducia degli amministratori locali, per richieste di assistenza tecnica sui bandi, sulle loro rendicontazioni, sulle piattaforme informatiche che li gestiscono e che non parlano le une con le altre, e via dicendo?

Ma è sempre stato così?

No, questa è una delle tante cose (la prossima sarà l'euro digitale, nonostante i miei tentativi da voi disertati di attirare l'attenzione su questa materia troppo arida) che sono successe inavvertitamente, col consueto meccanismo dello slittamento inesorabile e silenzioso lungo un piano inclinato. Non ricordo se questo libro:


che abbiamo tenuto colpevolmente in secondo piano rispetto agli altri su cui abbiamo formato la nostra coscienza politica, da Titanic Europa, a Il tramonto dell'euro (che tornerà ad ottobre), a Anschluss, a L'Italia può farcela, a Euro e (o?) democrazia costituzionale, a La fabbrica del falso, a Io sono il potere, a Vent'anni di sovranismo, analizzasse storicamente i meccanismi di attribuzione dei fondi europei. Fatto sta che col procedere degli anni, questi fondi, che inizialmente venivano intermediati da amministrazioni centrali e regionali, e quindi venivano convogliati alle amministrazioni locali tramite trasferimenti, sono sempre più stati attribuiti con un meccanismo di bandi "competitivi". Questo ha generato negli amministratori locali un'illusione ottica simile a quella cui soggiacciono i miei colleghi accademici: l'illusione che quella che loro chiamano "Europa" sia generosa e li finanzi perché loro sono bravi! Ora, le cose non stanno così ad almeno due livelli: il primo, che ormai avete assimilato, è che i soldi che per i superficiali vengono dalla cosiddetta "Europa" in realtà in Europa sono arrivati dalle nostre tasche (e quindi di generosità non si può parlare); il secondo, che la "competitività" introdotta dal meccanismo dei bandi non presuppone nei vincitori una particolare "bravura" scientifica o amministrativa. La compilazione del bando è ormai diventata una scienza a sé, che alimenta un'economia parassitaria della consulenza, e che scardina profondamente il senso e la logica di una sana scienza dell'amministrazione. Col meccanismo dei bandi, infatti, non sono le risorse a mettersi al servizio di una programmazione razionale, ma è la programmazione a mettersi di volta in volta a disposizione delle risorse astrattamente disponibili. Sei in un comune montano di ultrasettantenni non servito da quelle deprecabili infrastrutture non green che sono le strade provinciali? Quindi forse avresti bisogno di una strada o di un ospizio: ma se il bando è per gli asili nido, il "bravo" amministratore farà domanda (magari ritoccando un po' le statistiche demografiche) e se avrà fortuna (o un bravo consulente, lautamente remunerato) dovrà poi costruire a tamburo battente un bell'asilo nido nel deserto demografico, salvo scoprire poi (o sapere fin dall'inizio) di non avere i fondi per manutenerlo.

Notate l'ironia: i fondi che seguono questa trafila sono principalmente quelli che vengono definiti "fondi di coesione", eppure non c'è niente di più disgregante di questo meccanismo, per il semplice ed evidente motivo che solo comuni di grandi dimensioni possono partecipare con un minimo di speranza alla lotteria dei bandi, al "Giochi senza frontiere" dei fondi di coesione. I comuni piccoli, infatti, semplicemente non hanno le risorse umane per compilare i bandi e rendicontare nelle cervellotiche piattaforme informatiche di impostazione "europea", e quindi o si affidano all'economia parassitaria della consulenza (una delle tante economie parassitarie che la cosiddetta "Europa" alimenta nel suo anelito di travestire da "mercato" quello che in molti casi sarebbe naturaliter "Stato", cioè decisione politica...), o soccombono, vedendosi sfuggire i fantomatici fondi europei a beneficio di realtà più "attrattive" semplicemente perché più grandi. La famosa "Europa" che secondo lo stupefacente Spinelli doveva efficacemente combattere le "tendenze monopolistiche" è diventata in realtà uno strumento pervasivo di concentrazione del potere, anche attraverso le logiche perverse delle sue politiche "di coesione".

Quando è successa questa cosa?

Stabilire un punto preciso è difficile. La logica europea è quella del sorite: quand'è che l'ultima assurdità introdotta trasforma l'ordinamento in un mucchio di assurdità ingestibili? A quanto ho potuto ricostruire, l'introduzione del "bando" (cui partecipano i singoli beneficiari) anziché del trasferimento (intermediato dalle autorità centrali) come meccanismo di attribuzione dei fondi dovrebbe risalire addirittura alla programmazione 1994-1999, ma la sua prevalenza si sarebbe affermata a partire dalla programmazione 2000-2006: è da quel momento che le Regioni sarebbero diventate enti di gestione dei bandi, cui partecipano Comuni, Unioni di comuni, Province, ecc. Dal punto di vista legislativo, questo sarebbe accaduto con il Regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999 recante disposizioni generali sui Fondi strutturali, e con i successivi Regolamenti che assistono i Quadri finanziari pluriennali. Ma devo confessarvi di non aver fatto un'analisi sufficientemente approfondita, né di aver trovato testi che descrivano questa evoluzione: il tempo per studiare manca, ormai mi resta solo quello per constatare.

Mi terrei quindi a un livello più generale di analisi, per evidenziarvi due elementi.

Il primo, è la doppia disintermediazione della politica nazionale che si realizza con questo meccanismo: una disintermediazione degli obiettivi, che sono quelli definiti altrove (la "concorrenza", il "green", ecc.), e una disintermediazione della gestione. Il rappresentante del territorio, in questo simpatico gioco, non è più in grado di far valere, nel bene e nel male, la sua conoscenza dei problemi, né di affermare, in qualsiasi sede, una propria valutazione di priorità, in virtù del mandato che gli elettori gli hanno conferito. Ripeto: se "il bando", questa nuova entità metafisica che esercita la sua sovranità sui nostri amministratori, impone piste ciclabili, saranno piste ciclabili, e non strade provinciali, e l'eletto locale, quale che sia il suo livello, non può far altro che assecondare, se vuole apparire rilevante. Ora, questo meccanismo, naturalmente, poteva essere visto con favore in un'ottica antipolitica, quella che vedeva nell'intervento pubblico sempre e solo una fabbrica di consenso clientelare, che in quanto tale andava sottratto nella misura del possibile all'ambito di azione della classe politica locale, che lo avrebbe usato solo per perpetuare se stessa, e affidato a istanze altre, sovraordinate non solo in senso amministrativo, ma anche e soprattutto in senso morale (come le vicende della Commissione Santer, o il Qatargate, per fare due esempi, non dimostrano)! Purtroppo, anche l'accettazione di un meccanismo così assurdo e farraginoso è un frutto perverso della grillanza...

Il secondo è che siamo sempre al "pappagallo europeo". Mentre Samuelson (ma forse era Fisher) ci ricordavano che per fare un buon economista basta prendere un pappagallo e insegnargli a ripetere "domanda e offerta", voi ormai avrete capito che per fare un buon europeista basta molto meno: per l'europeista la domanda non esiste, esiste solo l'offerta, e, coerentemente, la spesa corrente non ha alcun valore, solo la spesa per investimenti fissi lordi va promossa in quanto accresce la capacità produttiva (salvo tagliarla selvaggiamente in modo prociclico, ma questo è un altro discorso). Ora, se ci fate caso, tutta la retorica della coesione, ma anche delle ripresa e resilienza, è basata sull'offertismo, un offertismo che spesso assume caratteristiche assurde, paradossali. L'esempio degli asili nido è sufficientemente eloquente. Per quanto sia plausibile che in molte realtà ce ne possa essere bisogno, resta il fatto che non è l'offerta di asili nido a far aumentare la domanda di figli (che se proprio vogliamo ricondurla a logiche economiche, magari dipende molto di più dalla stabilità delle prospettive di occupazione). Più in generale, la formazione di capitale fisico, se fosse depurata dalle scorie tossiche dell'ideologia green, avrebbe senz'altro un impatto sulla produttività in un Paese come il nostro, selvaggiamente devastato da un decennio di distruzione di capitale pubblico. Ma quello che manca sempre, in questa retorica dell'offerta, è il riconoscimento del ruolo della spesa corrente per la manutenzione e per l'esercizio del capitale fisico. Siamo sempre alla stessa storia: non è mettendo dieci trattori su un campo che lo rendi produttivo. Servono anche i contadini, e quelli sono spesa corrente. Ma dalla retorica della "spesa corrente improduttiva" nessuno sembra disposto a uscire.

Qual è la sintesi di questo lungo discorso che mette insieme cose che sapevate, e cose che forse vi e ci erano sfuggite? La sintetizzerei così: siamo in una fase in cui paradossalmente possiamo permetterci l'euro, ma non l'Unione Europea. Il primo, dopo la svalutazione interna portata avanti dal PD, in tutta evidenza non è un ostacolo alla nostra competitività, anche se ovviamente resta un freno alla nostra crescita (in quanto vincolo esterno). La seconda, però, continua a determinare distorsioni allocative e a imporre indirizzi politici fallimentari (limitandosi al campo dell'economia). Restituire al popolo la sua sovranità significa anche e soprattutto sottrarla ai bandi. Ma se mi giro intorno, sono veramente pochi, pochissimi, quelli che come me considerano assurdo questo meccanismo per cui i nostri soldi ci vengono restituiti solo se decidiamo di farci quello che altri decidono per noi. A fronte di un'assurdità simile il problema di quali sia l'unità di conto passa in secondo piano. Riprendere in mano il nostro destino è un compito più complesso di come vi viene presentato da intellettuali inesperti ed avventizi, e in questo l'esperienza del "territorio", nel bene e nel male, è una scuola imprescindibile. 


(...io ho una memoria pessima, ma annoto tutto. Non vedo l'ora di pubblicare il mio diario. Ma intanto ristampiamo Il tramonto dell'euro, e rileggiamo Finanziamenti comunitari...)

(...la libertà di scrivere su un blog che nessuno legge non ha prezzo: ma anche qui proprio tutto non è il caso di scriverlo!...)

82 commenti:

  1. I vizi come ogni uomo li hai tutti; FORSE in maniera ridotta hai l'avarizia,l'invidia, l'ira.

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    1. Interessante prospettiva, però secondo me va ritoccata: sono senz’altro iracondo.

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    2. Tocca sempre ricordare che il buono è Claudio.
      P.S: il fior del conio come tutta l'organizzazione dell'evento meritava sicuramente maggiore coinvolgimento della Community

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    3. Claudio è buon timoniere, non è detto sia sempre buono. (-:

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    4. "virtù" assenti: avarizia, invidia, accidia.

      Su invidia ed accidia credo di poter mettere la mano sulle ceneri tiepide, possibilmente fredde.

      D'altronde vado per esclusione: superbo a volte lo sembra; lussurioso non so, ma meglio per lei; goloso: un poco non guasta, significa apprezzare la vita; iracondo: ancora non mi ha sbloccato su twitter (oggi X) perché mi dimostrai troppo entusiasta di un suo calembour che ironicamente definii "lapsus calami".

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  2. Tre vizi capitali che mancano all' onorevole? ...invidia e accidia sicuri. Il terzo potrebbe essere la gola

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  3. Provo a indovinare. Direi che le mancano sicuramente l'avarizia, l'invidia e l'accidia.

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    1. L'invidia sicuro, l'avarizia penso anch'io, l'accidia, se lo avesse, sarebbe vizio molto ben curato... quindi concordo. Tra l'altro, quelli che, differenza degli altri, un superbo non ammetterebbe mai in pubblico.

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    2. Arrivo leggermente in ritardo. Anche io punterei su questi tre.

      Accidia sicuramente manca, visto che si fa il c....uore tanto in lungo e in largo da anni!

      Invidia è di certo assente, altrimenti sarebbe rimasto a vita nella sinistra politica (invidia e ingratitudine sono i disvalori fondanti di quel campo politico).

      Avarizia nemmeno è presente, data l'enorme generosità profusa nell'attività del blog e non solo.

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  4. Scusate, colgo l'occasione per farvi edotti su come stia evolvendo la situazione politica nel Regno Unito. Sono casualmente capitato su questo video di yt che tutto sommato ha una qualche attinenza col tema sottostante a questo post (popolo e territorio). Non essendo un ipocrita, premetto che posso anche essere d'accordo sulle analisi e soluzioni proposte dal proprietario di tale canale, ma il punto su cui vorrei vi soffermaste riguarda appunto il tema del rinascente razzismo in Europa: siete proprio sicuri che sarà nuovamente la Germania a "trarne le drammatiche conseguenze", come disse Keynes a proposito del Marxismo?

    https://youtu.be/_VOgPUfmxEw?si=aerP993G3bObizQ1

    P. S. Come in tutti i video, la ciccia vera sono i commenti.

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  5. L'ira! E' il mio peccato capitale più grande. Che cresce a dismisura quando assisto impotente allo sviluppo fuori controllo di tante bislacche, stravaganti, inutili e spesso pericolose piste ciclabili costruite fra il paese in cui vivo e la città di Bari. Alcune semplicemente disegnate, altre divise dalla strada da un alto cordolo che al buio puoi non vedere e sbatterci contro. Piste ciclabili utilizzate da sparuti ciclisti! Forse nella green-follia c'era l'idea che migliaia di persone invece che utilizzare mezzi pubblici (scarsi e inaffidabili nella puntualità) la mattina con la pioggia o con il sole si sarebbero messi in sella ad una bici e sarebbero andati a scuola o a lavorare in un unico accorato afflato anti inquinamento. Piste ciclabili prive di manutenzione e che andranno in rapido disfacimento. Ogni volta che le vedo mi chiedo ma come è possibile essere così idioti ed essere arrivati a questo punto? Avremmo bisogno di spendere i soldi, i nostri soldi, per ben altre necessità e invece...Dobbiamo resistere nella convinzione che l'irrazionalità del progetto europeo prima o poi lo farà implodere su se stesso. Spero in maniera non drammatica.

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  6. Superbia, invidia e accidia.
    Mi gioco il daspo 2026… 🤓 ciao Onoré❗️

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  7. Per me a lei mancano invidia, avarizia, superbia

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  8. La forma dei "bandi" ha da tempo infettato anche l'attività erogativa delle Fondazioni di origine bancaria, con effetti distorsivi analoghi sulla efficacia degli interventi e creando "esperti " per la partecipazione e rendicontazione. Purtroppo nessuno, localmente, si è opposto alla loro introduzione. E ora c'è li teniamo, perché nessuno de componenti dei Comitati di Gestione (organo sovrano della Fondazioni) si oppone. È sconfortante.

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    1. Le intenzioni sarebbero anche buone: una spassionata valutazione dei progetti, ecc.

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  9. Accidia, invidia e avarizia.
    L'ira invece la ha, me la ricordo al convegno che abbiamo disertato.

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  10. Della necessità di pagare studi di consulenza privati per la compilazione delle domande di finanziamenti UE ne ho sentito parlare e deplorare in casa dagli anni’90.

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  11. Buonasera Prof. ho bisogno di un consiglio anche se la risposta è difficile da dare in questa sede: se un' amministrazione deve concludere un bando di finanziamento con un prevedibile aumento dei costi per i "contadini che guidano i trattori", ma una copertura del 100% dei costi dei trattori e l'impossibilità di fare "varianti" per comperare anche l' aratro, cosa dovrei suggerire? Andare avanti per concludere il progetto con l'evidente vantaggio per gli operatori economici coinvolti o rinunciare all'incarico? P.S. L' amministrazione chiaramente "deve" concludere il progetto.

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  12. Superbia, invidia e accidia. Alla fine se è un'illusione, la gestione del territorio da parte degli amministratori locali per ciò che ha spiegato sui bandi, varrebbe la pena lasciare spazio a chi potrebbe incidere per restituire sovranità ai territori.

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    1. Sinceramente mi vedo molto superbo: Taquin le Superbe. Se però volete declassarmi ad altezzoso lo accetterò con umiltà (modestia mai).

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    2. Modestini mai, Sua Altezzosità!😉

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    3. Un superbo troppo intelligente per essere altezzoso, per come la vedo io.

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    4. Per restare in tema e per farmi capire: il bando di coesione è posseduto dalla superbia.

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  13. Di vizi capitali credo di averne almeno uno più di Lei, ma ciò non credo sia grave.
    Quando ho compreso che Leuropa, cui noi contribuiamo con tanti fondi pubblici, ce li restituisce stabilendo priorità e condizioni, lo scatto d’ira è stato forte. Il problema è che me ne sono reso conto tanti anni fa, attingendo (anche da Lei) dati recuperabili da chiunque e che in tutti questi anni nulla è cambiato, nonostante ciò sia noto anche ad almeno due dei partiti al governo.
    E’ davvero impossibile chiudere il rubinetto? Credo che una maggiore divulgazione in questo senso (oltre a quello che fa questo blog) potrebbe far recuperare consenso.

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  14. Il problema è che LORO ( si, LORO perché QUALCUNO le decisioni le prende e poi sono i LORO burattini che le firmano a nome nostro) accumulano problemi per NOI sempre più irrisolvibili: €uro €uropa parapandemie , invasioni allogene " transizioni" green ect ect fino alla guerra prossima e (s)ventura .
    Insomma siamo come un pugile che le prende senza mai darle anche se talvolta qualche colpo lo para.
    Si può vincere così ? Ma , peggio ancora, "alla lunga ",si può sopravvivere così ?

    PS: Una domanda retorica : i "Ras" che imposero in segreteria quel bel Harakiri , hanno poi , almeno in "camera caritatis " fatto ammenda?

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    1. Beh, se non avessero cambiato idea LVI sarebbe restato più a lungo. Qualcuno ha anche ammesso di essersi aspettato qualcosa di diverso (insomma: di essersi sbagliato). Ma torno a dire: se anche il partito fosse stato granitico, che senso avrebbe avuto permettere alla maggioranza Ursula di formarsi in Italia?

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    2. Onorevole,
      Mi permetta di ribaltare la domanda: quale sarebbe stato il problema se il governo Draghi fosse stato sostenuto da una maggioranza Ursula?
      Questo non avrebbe impedito la formazione di una coalizione di cdx nel 2023 (scadenza naturale della legislatura). Lo dimostra la vicenda del Governo Monti: anche il Governo Monti nel 2011/2012 fu sostenuto dal PdL ma non dalla Lega (e dalla neonata FdI): questo non impedì alle forze in questione di presentarsi insieme alle successive elezioni del 2013.
      Ciò detto rispondo alla sua domanda: avrebbe avuto senso nella misura sarebbe stato funzionale a determinare lo sputtanamento totale e finale delle forze che vi avessero partecipato.
      Se davvero poi la suddetta maggioranza-Ursula avesse avuto la folle idea di presentarsi unita alle elezioni successive (immaginate una coalizione che va dai 5stelle a Forza Italia) sarebbe stato un suicidio politico-elettorale. Avrebbero verosimilmente perso una valanga di voti (i 5stelle, peraltro, non ci sarebbero stati a dar vita ad una coalizione elettorale di questo tipo), e a quel punto l’asse Lega/FdI avrebbe potuto davvero vincere da solo, senza Forza Italia.
      La verità è che – per il “sistema” - la maggioranza-Ursula sarebbe stato un errore perchè avrebbe determinato una sorta di mega-centro assediato da sinistra (AVS) e da Destra (Lega/FdI). Bonaparte diceva di non fermare il nemico mentre fa un errore: voi non solo l’avete fermato, ma vi siete immolati per non farglielo fare.
      Di tutte le motivazioni, questa dell’ “abbiamo impedito la maggioranza ursula” è la più incomprensibile.
      AK

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    3. Senti, te lo dico con affetto: dal nome che ti sei dato presumo che ti creda di conoscere l’economia. Perché non ci parli di quella, visto che il blog di quella tratta? Di politica, amico caro, non capisci molto. Ti dice qualcosa la riforma del catasto? La legge Zan? Lo ius soli? Sono solo tre delle cose che la maggioranza Ursula avrebbe portato a termine senza colpo ferire. Mi sembra quindi evidente che a te piacciano (nel qual caso sei pienamente legittimato a difenderle) o che tu non capisca molto (nel qual caso ti pregherei di piantarla).

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    4. Onorevole,
      Mi perdoni, ma con tutto il rispetto, quanto accaduto nel 2021 non si può archiviare così.
      Dopo anni di lavoro su un posizionamento politico euroscettico, dopo una campagna elettorale – ed un ottimo risultato – ottenuto su quella linea, dopo aver proposto nel giugno 2018 Paolo Savona Ministro dell'Economia…dopo tutto questo…avete scelto nel gennaio 2021 (2 anni e mezzo dopo!) di appoggiare il governo Draghi!
      Giustificare questo testa-coda politico totale con il fatto che altrimenti sarebbero state approvate la Legge Zan o lo Ius Soli (e io sono contrario a entrambi) è davvero pazzesco.
      Spero non sia vero, perché se lo fosse sarebbe peggio: sarebbe confondere il piano delle questioni strutturali (o che dovrebbero essere tali, come la sovranità nazionale), sulle quali si fonda (o dovrebbe fondarsi) la linea di un partito, con quello della congiuntura, di leggi che peraltro si sarebbero facilmente potute abrogare nella legislatura successiva.
      Io non capirò di politica, ma chi ne capisce e ha preso questa saggia decisione è passato dal 30% all’8%, regalando peraltro Chigi alla Meloni (che – lei si furba – se ne è tenuta fuori).
      Contenti voi…

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    5. Certo che bisogna essere particolarmente intelligenti per scrivere commenti simili! Per esempio, bisogna prendere per antieuro uno che dice che “per il mercato unico ci vuole la moneta unica”! 😂 Amico mio, com’è andata te l’ho spiegato, è evidente che non capisci, quindi non sto nemmeno a ricordarti lo shock esogeno che caratterizzò la scorsa legislatura. Peraltro, restare puri e duri ma con mezzo partito sotto non sarebbe servito a molto. Ma insomma, il punto resta sempre il solito: la sicumera con cui da 15 anni venite qui a darmi lezioncine di politica. Se 15 anni fa poteva essere scusabile, data la mia ignoranza della materia e la mia lontananza dal mondo politico, oggi, perdonami: è semplicemente grottesca! Perché vedi, il tuo modo di porti non è quello di chi esprime (o contesta) un’opinione. È quello di chi fa la lezioncina. Peccato che nel farlo dimostri e dichiari di non sapere un cazzo non solo di quello che legittimamente potresti ignorare (anche se in molti casi è trapelato su fonti aperte), ma anche e soprattutto di fatti che sono oggettivamente complessi da ignorare, come il COVID. Ci sarà pure un motivo se dopo aver fatto l’esperienza dell’opposizione abbiamo preferito farne a meno, no? E ci sarà pure un motivo se Zanda venne da me sostanzialmente a chiedermi che noi all’opposizione ci restassimo? Tu, che non interrompi il nemico ecc., tu, Napoleoncino di questa coppola di minchia, lo avresti seguito il consiglio del tuo nemico? E non immagini proprio perché ce lo stava dando?

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    6. Mah, penso che se la Lega fosse rimasta fuori e' vero che molte maschere sarebbero cadute, ma la propaganda, che oggi vediamo all'opera, avrebbe aiutato a porne altre, a dar colpe ad altro che l'approvazione di leggi Zan e riforma del Catasto.

      Un cittadino puo' scegliere di andarsene, lasciare che il disastro avenga, espatriare, conservare nel cuore il ricordo del suo luogo natio, come puo' fare un iraniano fuggito dopo la cacciata dello Scia'.

      Aspettare cinquant'anni che i miei figli possano rientrare in un Paese devastato, passata una crisi continentale, non sapendo con che spirito potrebbero amare questa Nazione e abitarla, scegliere di lavorare per offrirla a loro eventuali figli, il tutto con una cesura culturale, economica, istituzionale col mio futuro ricordo che li renderebbe alieni in casa loro, ebbene: uno scenario di questo tipo sarebbe stato auspicabile?

      Qualcuno tornerebbe dopo cinquant'anni?

      Col senno di poi, meglio aver salvato il salvabile.

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    7. Sorvolo sugli insulti e sulla storia (palesemente falsa!) che vorrei farle la lezioncina, perché ci sono alcuni punti interessanti. Lei scrive:
      “Ci sarà pure un motivo se dopo aver fatto l’esperienza dell’opposizione abbiamo preferito farne a meno, no?”
      Beh, già che siamo qua…ce lo dica!
      Come mai l’esperienza dell’opposizione è stata per la Lega così traumatica? A fine ottobre 2019 vinceva in Umbra e a gennaio 2020 faceva un ottimo risultato in Emilia-Romagna.
      È cambiato tutto con il Covid?
      Questo è un punto interessante. Segnalo che alcuni partiti vostri alleati – RN e AfD per esempio – sono rimasti tranquillamente all’opposizione durante il Covid aumentando i propri consensi.
      Sarebbe interessante capire cosa ha determinato la difficoltà per la Lega di restare all’opposizione in un contesto di quel tipo, che pure si prestava ad una battaglia netta su diversi temi (contro un governo peraltro debole come il Conte 2, con Renzi che voleva comunque farlo cadere di suo).
      Azzardiamo un’ipotesi: a differenza dei partiti di cui sopra, la Lega dispone di una classe dirigente locale (Presidenti di Regione, consiglieri regioali, Sindaci etc) che durante la pandemia ha sentito forte il richiamo del “chiusurismo” e con i quali è stato difficile definire una linea comune sulla gestione della stessa. Inoltre, la suddetta classe dirigente vive nel mito grottesco dei soldi dell’Europa (che poi sono i nostri con un tot di burocrazia in più) e smaniava all’idea di sedersi al tavolo del PNRR (da lei giustamente definito “un memorandum”) avendo il partito al governo. Si aggiunga la spinta di un pezzo del partito a livello nazionale: la retorica sulla “responsabilità” e la “moderazione”, combinata al discreto fascino esercitato dal migliore ed alla volontà di “normalizzazione” della linea politica (vedasi le pressioni per entrare nel PPE).
      Se questa ipotesi è corretta, credo si capisca che difficilmente un partito con queste caratteristiche potrà combattere una battaglia di fondo contro un sistema in cui è comodamente inserita larga parte dei suoi dirigenti e quadri, nazionali e locali.
      Quanto a Zanda, il fatto che vi abbia chiesto di restare all’opposizione non implica nulla.
      È possibile che i dirigenti del PD fossero soggettivamente convinti che la maggioranza-Ursula fosse una strategia vincente, ma questo non toglie che oggettivamente sarebbe stato un suicidio (come dimostrano le vicende analoghe del Governo Monti di 10 anni prima).
      Non c’è nessun controfattuale in cui la Lega ne sarebbe uscita peggio, anzi. E che lei non riesca a capirlo o non voglia ammetterlo fa impressione.
      Cordialmente,
      AK

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    8. @ Anonimo K che scrisse
      ***cosa ha determinato la difficoltà per la Lega di restare all’opposizione ***
      Il fatto che gli italiani la sceneggiata Covid se la sono bevuta , compresa gran parte della dirigenza leghista.
      Era una str.. ata ? Certo che lo era! Ma quanti , nella "massa" in Italia sono quelli in grado di resistere ad un bombardamento mediatico-giudiziario di quell' intensità ? Quanti italiani, più o meno "apicali " , antepongono l' onestà intellettuale al proprio "particulare" ?

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    9. Anonimo, scusa, ma sei proprio scemo e a questo punto forse non sei nemmeno utile dialetticamente. Basterebbe citare l’inizio (“la storia che vorrei farle la lezioncina è palesemente falsa”) e la fine (“non c’è nessun controfattuale in cui la Lega ne sarebbe uscita peggio e che lei non riesca a capirlo fa impressione”) per evidenziare che straparli senza assicurare nemmeno un minimo sindacale di coerenza interna alle tue scemenze. Tuttavia, dal letame può nascere un fiore e da uno come te può nascere un chiarimento. Partiamo dalla fine: questo non è il Blog della Lega, non è un blog di politica, è il mio blog ed è un blog di economia. Certo, io sono un parlamentare della Lega in questo momento, potrei non esserlo più fra un paio d’anni, il senso, la missione, i contenuti di questo blog resterebbero sostanzialmente gli stessi e non prevedono l’analisi di come l’uno o l’altro partito possa massimizzare il proprio consenso, ma l’analisi di come il Paese possa uscire da una situazione di subalternità. Quindi, della tua analisi dilettantesca dei “controfattuali” potremmo anche fare a meno. Mi è però utile per far capire agli altri quanto tu non capisci un cazzo. È sufficientemente noto a tutti che nel partito c’era una dialettica interna circa le modalità di gestione del COVID (tra l’altro). Dovrebbe però essere noto altresì a tutti che il governo più a sinistra della storia repubblicana, sulla cui gestione del COVID ci sarebbe molto da dire, stava utilizzando la pandemia come clava contro le amministrazioni regionali del Nord, per meri motivi di tattica politica. In un paese in cui la magistratura è egemonizzata dalla sinistra, questo apriva a scenari alquanto eversivi. D’altra parte, qualche presidente di regione del Nord è stato oggetto delle attenzioni della magistratura, naturalmente rientrate perché sotto non c’era nulla, ma il clima era quello. Avremmo dovuto lasciar macellare i presidenti delle regioni del Nord, magari perché “avversari” interni? Ma questo è solo un pezzo della questione. Tu appartieni a quella schiera di babbei secondo i quali il consenso così come si esprime nelle urne coincide con la possibilità di esercitare il potere. Nulla di male: sei in ottima compagnia, e una volta anch’io la pensavo come voi. Poi però, io sono entrato dentro la macchina, e a voi ho consigliato di leggere “Io sono il potere”. Può piacere o no, ma l’esperienza della maggioranza ci ha dato in capacità di esercizio del potere più di quello che ci ha tolto in consenso del “bobolo”, che è poi quel simpatico blob che al momento giusto dette la maggioranza relativa ai gatekeeper. Per questo, nonostante ex ante fossi assolutamente contrario a questa scelta, ora riconosco che aveva una logica. Contro il fatto che il popolo vuole farsi prendere in giro, nessuno può fare nulla, ma questo qui ci riguarda fino a un certo punto. Spero di essere stato chiaro: tu puoi continuare con la tua petulanza altrove, quelli che vengono a fare le lezioncine sono sempre stati mandati affanculo e non c’è nulla nella mia nuova veste e nella situazione attuale che sconsigli di proseguire in questa saggia direzione.

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  15. Da contadino e proprietario di trattore con targa infame (Con il Contributo di...) posso confermare all'inizio del secol nuovo la metamorfosi dei vecchi rassicuranti "contributi comunitari" e la comparsa delle Condizionalità, misteriosi spiriti scorsoi che ad ogni Piano di Sviluppo Rurale si avviluppano intorno agli imprenditori, deformandoli e costringendoli in posture innaturali: sii giovane! Sii donna! Sii al primo insediamento!
    E via delirando multifunzionali, resilienti, sostenibili, biologici, social, smart, 4.0, costretti dal rapinoso vortice dei listini dell'industria meccanica a menzogne sempre più ridicole pur di racimolare i Punti, i punti che consentono di portare all'altare della UE la domanda di aiuto, la rendicontazione, la domanda di pagamento, ed infine il trattore od il vigneto, seppur carichi di obblighi e vincoli non estinguibili.
    Alcuni di noi ne avevano fatto uno stile di vita, trasformisti pronti a lanciare aziende secolari dietro finalità decise ad altre latitudini, un decennio dietro al Bio, un altro alla canapa od al nocciolo, un altro dietro alla cogenerazione od al fotovoltaico, mentre le aie si riempivano dei grandiosi relitti delle avventure passate (essiccatoi, digestori, cippatrici, inverters, distributori automatici di frutta, montagne di bins, cattedrali di rotoballe) e perdevamo settori strategici come la zootecnia diffusa, la frutticoltura, la bieticoltura da zucchero, la silvicoltura. Presto l'enologia e quindi la viticoltura.
    Così ogni tanto qualcuno fallisce, qualcuno chiude, qualcun altro muore sul trattore, e tra quelli che ancora ci provano inizio a sentir dire che non ne vale più la pena, che per quei quattro soldi che ancora ci danno vogliono troppo, e si potrebbe ormai rinunciarvi. Ed è già qualcosa.
    Pochi per ora lo fanno davvero, ma le facce preoccupate dei sindacalisti agricoli mi fanno sperare bene (o male).
    Assistendo a tutto questo, con il poco di consapevolezza che sono riuscito a prendermi qui da lei, ho capito che bisogna tener duro perché ci sia ancora qualcuno che ricorda come si fa, quando tutto questo sarà finito ed altri vorranno a prendere il nostro posto.

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    1. Eh già! Il problema è esattamente questo: non dimenticarsi come si fa(ceva) prima che questa sbornia di modernità produttivista, mascheratura “sfidante” di meno nobili interessi predatori, ci travolgesse. Quando i tedeschi lurchi andranno definitivamente a gambe all’aria, dopo la prossima Dresda, ci ricorderemo di essere noi stessi? Girando per campagne e zone industriali dico di sì. Ma ci vorrà una classe politica che abbia girato, appunto, per campagne e zone industriali, che non si senta superiore al proprio popolo. Insomma: che non sia di sinistra.

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    2. Una classe politica che faccia da collante… in pratica.

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  16. Invidia è da piddini, accidia è da grillini, quindi le escludo 100%.

    Per il problema dei bandi (e sinonimi: ingenti risorse, pioggia di miliardi, etc) ... sarebbe bello ad esempio quando si fa il pieno avere non quell'inutile prezziario regionale medio, ma un bel resoconto di quanto va all'italia e quanto va all'UE.
    Un piccolo contraltare a tutte le targhette propsgsndistiche "finanziato con soldi UE"

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  17. Allora, son saltato subito ai commenti senza leggere null'altro e dico: accidia, invidia e avarizia!
    Ho vindo guacgheccossa??!

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  18. Arrivato tardi, anche secondo me le mancava avarizia, invidia e accidia

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  19. Ho capito che i peccati capitali hanno il loro fascino (ci hanno anche fatto un film con Morgan Freeman… 😂), ma… il tema del post era un altro (altri due o tre, veramente) e di commenti in argomento ne ho visti solo quattro. Duole dirvelo ma… sembrate una setta! 😇

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    1. Ma in parte lo siamo. E ci si diverte come si può, considerato il fatto che sul tema del post c'è poco da aggiungere, da parte nostra sarebbe più un rimuginare che altro. Con i bandi europei, la burocrazia, l'attribuzione di fondi a progetti surreali, chi più chi meno ci siamo confrontati tutti e non si può che concordare sul fatto che è la follia prima che la moneta che non ci possiamo più permettere. Poi, però, fuori dalla setta, qualcuno intuisce, qualcuno inveisce, il più non capisce, il vecchio mondo saggio sparisce. La questione è tutta nel confronto tra i tempi scala: quello di sparizione del "territorio", inteso appunto come vecchio mondo più logico e umano, e quello di sparizione dell'EU.

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    2. L'argomento bandi è abbastanza tecnico e richiederebbe un'approfondita conoscenza in ambito dell'amministrazione pubblica. Ciò su cui lei giustamente ha posto l'accento è che i bandi non sono istituiti per rispondere ad esigenze effettive di manutenzione o di realizzazione di strutture necessarie alle comunità locali, ma sono eterodiretti da politiche economiche ideologiche e distorsive dell'UE (finanziate per di più con denaro dei contribuenti italiani, poi ci si lamenta di quella che era la "spesa pubblica improduttiva", ma questa che cosè, vista la sua irrazionalità?), improntate all'offerta di strutture scarsamente o del tutto inutili - questo dopo che si è fatto strame del SSN (quanti ospedali sono stati chiusi negli ultimi 35 anni?), si è tagliato sulla spesa corrente per la manutenzione delle infrastrutture esistenti (si osservi solamente lo stato deteriorato del fondo stradale delle strade comunali e provinciali ed il fiorire di ciclabili in assenza di ciclisti!). Forse ci sarebbe spazio per un'addenda al volume "Sorvegliata speciale" con particolare riferimento al sottotitolo, mutatis mutandis, "le reti di condizionamento della Seconda Repubblica: bandi e banditismo UE".

      Interessanti anche le sue osservazioni sulle dinamiche all'interno del partito e delle sezioni territoriali che lei ha nietzschianamente definito.

      P.S. Ovviamente i "peccati capitali" hanno il fascino della leggerezza che deriva dal fatto che essendo tutti "peccatori" non dobbiam dedicarci un laborioso studio.

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  20. Post (si può dire post?) impegnativo. Cose che sapevo: meccanismo di feedback perverso in relazione al ritorno di fondi "comunitari", prevalente inutilità della destinazione degli stessi, necessità di consulenza parassitaria che non costituisce di per se valore aggiunto ma anzi focalizza menti più o meno fervide sull'allocazione dell'inutile. Cose che non sapevo: la liturgia politica territoriale, il fatto che il nostro avesse fatto il militare come ufficiale di complemento, la difficoltà in seno al proprio partito a rendersi attivamente e fattivamente incastonato all'interno di logiche non necessariamente consone ad uno sviluppo personale massimamente efficace ed efficiente. Pensavo ci fosse più spazio di lasse faire cioè Meno burocrazia, ignoranza sui ceppi etnici abruzzesi, Primazia su estensione zone montane sul territorio regionale a livello nazionale. Credo inoltre che la qualificazione di "terreno montano" e il disagio a non essere qualificato come tale in certe zone implichi non solo la impossibilità all'accesso di certi bandi ma anche più pragmaticamente l'obbligo del pagamento DELL'IMU che altrimenti non sarebbe dovuto la non sono certo se siano qualifiche differenti per le due fattispecie, bandi e tassazione locale.

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  21. Bagnai, giovedì sera ho partecipato a un evento organizzato Consolato Generale Italiano : Navigare nell'era dell'incertezza (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/news_dalle_ambasciate/2026/02/20/al-consolato-ditalia-a-parigi-colloquio-tra-studenti-italiani-e-vertici-ocse_ded68da1-cb09-490d-a2e9-79f11c0c036b.html)

    Le due speaker, vice-segretaria e ricercatrice dell'OCSE, non hanno fatto altro che insistere su quanto "giuste" (cit.) siano le politiche economiche proposte dall'OCSE ai governi. Risposte banali a domande banali, devo dire. Ma alla mia domanda sul fatto che forse, visti i più di 40 punti percentuali di debito/PIL guadagnati dall'Italia in 15 anni, seguendo le politiche di austerità GIUSTE dell'OCSE, un cambio di paradigma fosse appropriato, mi si è risposto con una pappardella sull'oro della Banca d'Italia che 'è degli italiani ma non possono disporre'. Per altro, la mia domanda era più centrata sulla sacralità dell'indipendenza delle banche centrali, evocata dalla vice-segretaria. Quando ho chiesto se la separazione tra Ministero del Tesoro e Banca d'Italia non fosse una concausa del dramma delle politiche comunitarie, mi è stato risposto NO!!!
    Va beh, volevo testare quelle che Lei va dicendo circa le organizzazioni internazionali e confermo: sono nostre nemiche di classe.

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    1. E avevi bisogno di una conferma? E questa sarebbe una conferma?

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    2. Fälschungsmöglichkeit, Bagnai. Per me è una conferma, di cui avevo bisogno. Non tanto perché non concordi con Lei, ma perché mi sembrava un buon aneddoto da raccontare agli scettici (aka piddini) che frequentano il mondo universitario francese.

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  22. L'assurdità dei bandi, si accompagna all'assurdità dei concorsi.

    Quando mio padre faceva l'elettricista al San Gerardo dei Tintori (ospedale di Monza) ha assistito alla trasformazione nel paradigma eurolatra in prima persona: quello che prima era una struttura pensata per essere completamente autosufficiente era diventata uno "stipendificio" (o meglio una macchina redistributiva di concorsi da battaglia) per aziende e cooperative non ben specificate da ogni parte d'Italia prima e d'Europa dopo. Per cambiare quattro lampadine, invece di assumere altri elettricisti man mano che andavano in pensione, mio padre mi raccontava dei bandi vinti da aziende sarde (?) che poi subappaltavano a loro volta ad aziende più piccole di zona (che magari non partecipano al bando originale perché troppo piccole per competere coi costi e la struttura) e via discorrendo.

    Fu la Lega a proporre gli scaglioni di spesa: meno costa, più piccola é l'area che doveva coinvolgere il bando. Ma era contro le regole europee. Ed ecco che la strada provinciale Novedratese, nel tratto da risistemare tra Arosio e Carugo, appaltato a una ditta francese (????) é stato poi fatto da una ditta più piccola subappaltatrice in una guerra al ribasso a chi ruba più soldi nel percorso di riassegnazione a catena.

    É assurdo tutto questo, ma tanto poi ci mettiamo lo straccetto blu e tutti tronfi come tacchini.

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    1. Bravo. Aggiungo che il problema di bandi concorsi e cultura della "competitività" non si limita al pubblico: anche nella grande azienda privata le regole impongono gare idiote per i fornitori, che competono sempre al ribasso. E fra i fornitori i peggiori sono i luminari internazionali della consulenza: cacciarli è impossibile, ridurre la loro influenza è un'impresa titanica. Sono un'infestazione di parassiti che entrano con lo scopo di diluire la responsabilità dei dirigenti, e in quanto specialisti del paraculismo diffondono queste pratiche nell'organismo. Tramite revolving doors introducono i loro accoliti nell'organismo infestato e si garantiscono la sopravvivenza.
      Il meccanismo della gara deresponsabilizza sempre più, non si va avanti, e tutti sono contenti perché non è colpa di nessuno.
      Il risultato finale è la Francia di Macron-McKinsey.

      Tante volte abbiamo constatato in questo blog che le classi dirigenti perdono le loro capacità funzionali in modo lamarckiano. È proprio così, e mentre la buona vecchia cooptazione, familismo amorale, baronìa o whatever aveva almeno il merito di far uscire fuori le responsabilità secondo una chiara catena di comando, il meccanismo "competitivo" è il metodo perfetto per ottenere due risultati: far andare avanti i coglioni (che quindi ne sono entusiasti) e nel frattempo estrarre tutto il valore dalle strutture produttive, fino all'ultima goccia, e spostarlo lontano.
      Come si dice: the purpose of a system is what it does.

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    2. @Elu ei, hai descritto così bene il mio ambiente di lavoro che ho pensato che potremmo essere colleghi.

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    3. Siamo tutti "colleghi" perché (soprav)viviamo tutti nello "spodoceno".

      https://comedonchisciotte.org/economie-di-rapina-nello-spodoceno/

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    4. Sarebbe Spodocene, e comunque Comedonchisciotte, caro ricordo dai tempi dell’infanzia di questo Blog, non mi convince ora come non mi convinceva allora.

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    5. Io mi informo ovunque specie nei siti "complottardi" che hanno la comprovata capacità di stimolare idee ed impressioni ben prima che arrivino poi i professori a spiegarcele bene.
      E per me il signore che ha coniato questa parola ha dato una valida ipotesi sulle attuali dinamiche mondiali.
      Poi sui "tempi" e i "modi" si potrà discutere ma è lì che stiamo andando.

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  23. Avarizia, invidia, accidia. Questo però implicherebbe la superbia della quale dovresti essere privo (il più schifoso dei pronomi et cetera...). Interessante il discorso sul "sentirsi sempre Alberto", magari dell'altra parte non sempre si riesce o si è riusciti a ragionare in questi termini. Magari le cose miglioreranno. Magari usciremo dell'euro. Magari ci sarà un'altra occasione per fare una figura migliore.
    PS
    Bella la cartina, un paio di popoli italici, ovviamente nel tuo collegio, sono una novità anche per me. Le caratteristiche antropologiche sono una conseguenza, anche e soprattutto, della morfologia del territorio. Strade, autostrade e ferrovie non sono sempre esistite.

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  24. Io sono avaro, goloso e accidioso: probabilmente siamo complementari (quindi probabilmente andremmo d'accordo!)

    Commento solo una nota apparentemente minore del post: che la cartina antropologica dell'Abruzzo (e del resto d'Italia) resterà la stessa tra 3000 anni lo auspico anch'io, ma le dinamiche demografiche/migratorie regalo del magnifico progetto unionista mi fanno temere il peggio. Spero quindi che tra 3000 anni anche questo sarà un altro dei suoi QED. La storia ci insegna che da un'area valutaria non ottimale si torna (sempre) indietro, ma una sostituzione etnica è per sempre. Certo che come lei ci ha insegnato, non aiuta il fatto che quanto più a lungo dura la prima condizione, tanto più si favorisce la seconda...

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    1. La gola non va bene: ricordiamoci dello sprüsciat, del rintrocele (roba sopraffina non fosse per quel neo borbonico capsicum), pecorino senza marmellata...

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  25. In merito all euro digitale , il 19/2 in commissione al senato, e’ stato audito il dott. Cipollone della Bce, il quale ha indicato il 2029 introduzione , ma a sopratutto ha fornito utili elementi di valutazione. Da ascoltare. https://www.senato.it/CLS/pub/sfs/view/0/150/plenaria/19/

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  26. Il libro della Raponi, anche se non è particolarmente scorrevole, è sicuramente necessario per capire il kafkiano sistema dei contributi europei.
    Personalmente quando voglio "tagliare il discorso con l'accetta" faccio questo esempio: "Se tu oggi mi dai 100 euro e io domani te ne ridò 80, cosa fai? E se con quegli 80 euro ci devi fare quello che dico io, cosa fai? E se per fare quello che dico e poter spendere gli 80 euro di cui sopra devi aggiungere altri 40, cosa fai?"
    Solitamente, fra amici, a queste tre domande ricevo come risposta tre: "Ti mando a fare in culo", al che gli dico: "Perfetto, i finanziamenti europei funzionano esattamente nel modo che ti ho descritto", frase a seguito della quale scende un silenzio tombale, silenzio che crea un certo imbarazzo e che quindi interrompo suggerendo la lettura del libro della Raponi.
    Naturalmente la prospettiva di dover leggere un libro che racchiude un quantità tale di informazionida non poter essere riassumibili in un tweet, scoraggia il 99,9% delle persone, che preferisce evitare di informarsi per pura accidia.

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  27. A'marcord :

    https://www.youtube.com/watch?v=cRUyeW3dUkI

    (sotituire "televsioni" con "coesioni" e "telecomando" con "bando").

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  28. "Questo ha generato negli amministratori locali un'illusione ottica simile a quella cui soggiacciono i miei colleghi accademici: l'illusione che quella che loro chiamano "Europa" sia generosa e li finanzi perché loro sono bravi! " Grazie per aver colto ed espresso questo punto terribile che nel mio mondo lavorativo, l'accademia appunto, ha sfondato totalmente a livello culturale al punto da diventare antropologico. Cosa c'è di più piddino che essere scelto fra gli Eletti dalla divinità superiore che ti permette finalmente di trascendere dal provinciale e gretto ambiente italiano verso l'empireo dell'internazionalità! E finalmente viene riconosciuto il tuo merito, fino ad ora negletto per provincialismo e familismo amorale! Meritocrazia, perbacco! E giù a piangere perché l'università di Porto Pelucco offre un posto da associato a chiunque si presenti con un ERC mentre noi perdiamo tutte queste ghiotte occasioni di far decidere agli altri di cosa ci occuperemo. Non siamo attrattivi! Ora, di là dallo sfogo su queste tristezze c'è un altro punto che mi preoccupa. Il PRIN MUR 2022 ordinario, non solo quello "a marchio PNRR", è stato parzialmente finanziato con soldi PNRR e per questo soggiace alle demenziali regole iper-burocratiche imposte dalla UE (e.g., le famose "timesheet", non fatemi bestemmiare, gli audit, la rendicontazione azteca). Ora, a quanto mi si dice, i funzionari del MUR si sono innamorati di questo apparato delirante e stanno cercando di applicarlo nel modo più estensivo possibile e per secula seculorum. Questo sarebbe catastrofico su due fronti (a) enorme spreco del tempo e della professionalità degli studiosi per i riti assurdi di una religione senza senso e senza Dio e, ancor più grave, (b) devastante spreco di tempo e professionalità nei medesimi riti dei colleghi dell'amministrazione. Chiunque con un po' di sale in zucca non può non vedere il danno erariale (a fronte di un ritorno nullo se non in termini di furia grillante) ma quello che mi duole assai di più è l'annientamento della qualità della vita lavorativa di questi colleghi, costretti a spendere tutto il giorno di tutti i giorni in pratiche perfettamente idiote e perfettamente inutili. Io perdo tempo nei riti ma almeno ho il ritorno dei soldi per la ricerca, loro perdono solo tempo. Perché alla fine tutto questo marchingegno è una macchina per svuotare il mondo di senso (mi serve la casa di riposo ma io faccio l'asilo) e le vite di dignità (potrei spendere le mie capacità e le mie conoscenze per far funzionare al meglio l'istituto sul piano amministrativo ma invece sono costretto a scuotere gli alberi per potere spazzare le foglie). Tutto questo pistolotto per dire che forse su questo qualcosina ancora si può fare per arginare il disastro: provare a frenare la penetrazione nella macchina amministrativa italiana di questo approccio assassino. In ogni caso sempre grazie.

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    1. Eh, magari.
      Appaltare la PA in senso lato al partito assicurazioni&azienda è una scelta davvero curiosa per il partito che si proclama degli amministratori.
      Più in generale la PA mi sembra un soggetto totalmente trascurato dalla riflessione se non per invocarne la riduzione delle prestazioni e farne tacitamente avanzare la definitiva riduzione a erogatore di fondi alle aziende anziché di servizi alle persone - e di salari e carriere congrue ai dipendenti (vorremo mica far concorrenza al SantoPrivato). Oltre all’incorporazione della burocrazia UE, a palazzo Chigi e MEF vige ancora la lettera del 2011 (blocco di fatto delle carriere con la Madia e di avanzamenti con i vari DDL merito ereditati da Brunetta ecc.) e la esternalizzazione o privatizzazione di tutto il possibile e impossibile, fino ai singoli individui dalla doppia faccia.
      Invece non escludo che il livello salariale di cui parlava qualche post fa sia dovuto proprio alle assunzioni fatte in questi anni dalla deprecabile PA.

      Aggiungiamo ridicoli progetti collettivi a costo zero (!) per distribuire al personale soldi che non si vuole aggiungere stabilmente al salario come sarebbe sensato, ma cui non si concepisce nemmeno di dargli i mezzi per organizzare qualcosa con una sua utilità (la spesa correnteeee!!!!), mentre è cosa evidentemente logica far loro sprecare tempo nell’ideare insensatezze che non stanno su neanche con gli spilli. Il tutto a svantaggio delle funzioni dell’istituzione. Invece si fanno arrotolare le persone sulle parole venute da Bruxelles per ideare iniziative tanto ridicole quanto giustamente disertate da chi cerca altro (ce ne sono state del genere acchiappa il migrante per fargli la tal cosa, solo che il migrante si aggira per tutt’altri lidi e ha bisogno di tutt’altro, a prescindere se si voglia accoglierlo o no…).

      Aggiungiamo la digitalizzazione, i cui esiti si manifestano in una riduzione delle possibilità di interazione sostituite da deficienze artificiali: scomparsa di mail, telefoni ecc. dai siti.

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  29. Ha colto nel segno quello che ho sempre pensato: i bandi/progetti servono essenzialmente a dare un indirizzo politico.

    A fare quello che l'UE cerca di fare da quando esiste: togliere sovranità.

    Il Principe del Macchiavelli andrebbe aggiornato: lui non aveva pensato al bando come strumento di potere.

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  30. Questo post rende ancora più evidente l’importanza della pdl che abroga la legge sull'obbligo di esporre la Bandiera dell'Unione Europea, fuori e dentro gli edifici pubblici. Lo scardinamento del sistema dei bandi potrebbe partire proprio da questa pdl e, in un secondo momento, dalla rimozione delle targhe infami. Bisogna attaccare il nemico a partire dalla distruzione delle sue armi (subdole e di goebbelsiana memoria).

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    1. Oggi la Commissione bilancio si libera del milleproroghe e poi chiederò che venga incardinato il “placche infami”.

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  31. Se non sbaglio ad interpretare la cartina, sto imparando un po’ a conoscere la zona Sabina (forse anche un po’ più giù, verso Cliternia), e sconfino un po’ nella zona di Pretuzi e Vestini.
    Poi c'è una considerazione che forse dovrei elaborare meglio, quindi potrebbe essere ancora troppo 'grezza'. Leggendo della complessa identità abruzzese (che poi è di tutta Italia), riflettevo se e quanto possa pesare ancora oggi la componente storica, identitaria e linguistica qui in Südtirol rispetto all'Oiropa… Storicamente viene vista come garante dell'indipendenza del territorio, e di conseguenza i suoi fondi come un 'premio' meritato. Credo che qui più di altrove l'efficienza nel vincere bandi e nello spendere risorse alimenti un'illusione che rende ancora più difficile capire che questi soldi sono nostri, e che ci vengono restituiti con una condizionalità che se al momento ancora non pesa, alla fine presenterà il suo conto.
    Quindi il metodo comunicativo di Leo (che poi è un po’ anche il mio) non si rivela così efficace. Sicuramente mi procurerò il libro della Ramponi, che potrebbe aiutarmi a mettere più a fuoco il problema.
    L'ultima cosa è un OT ma nemmeno troppo, visto che si parla di Abruzzo. Chiedevo se le corde di budello fossero utilizzate anche per il clavicembalo. Alla fine non era poi una domanda così stupida, perché il Lautenwerk (progettato nel XVII-XVIII per imitare il liuto) aveva corde in budello. Bach se ne fece costruire due, e compose pezzi appositamente per Lautenwerk (l'interpretazione qui sotto è al liuto)
    https://youtu.be/qvPv7_HL8GI?si=_kZa01iy845T0cRv

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    1. Lungi da me entrare in polemiche sullo statuto autonomo, ma l’Alto Adige può trattenere il 90% delle tasse raccolte (che infatti vengono usate per mantenere il territorio in condizioni invidiabili, spesa corrente) e quindi i soldi europei sono davvero soldi “in più” (che giustamente vanno presi, per l’Alto Adige sono soldi gratis che possono aiutare a costruire infrastrutture poi mantenute coi fondi locali).

      Ps: la storia dell’Alto Adige è sicuramente rispettabile, ma sovraccarica di una posticcia identificazione col mondo germanico, che nasconde la ricchezza delle componenti cimbre e ladine). Tant’è che il Tirolo del Sud esiste dal 19o secolo, il Tirolo dal 12o secolo (e curiosamente proprio origine da Merano, ma non di origine germanica).

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    2. Ciao Liuc, scusa per il ritardo nella risposta, ma sono un pò presa dal trasloco...
      A me la tua risposta invece pare proprio inutilmemte polemica. Ho sempre la paranoia di non riuscire a scrivere in modo abbastanza comprensibile, ma qui mi sembrava di essere stata tutto sommato chiara (vedo solo ora che ho scritto Ramponi invece di Raponi, e sotto un post che parla anche di montagna, si vola altissimo).
      È vero che tratteniamo il 90% di tasse sul territorio (un compromesso storico-politico a garanzia delle minoranze), ma il 10%-15% che versiamo finisce, come i contributi di tutto il resto d'Italia, nel calderone di ciò che versiamo come contributori netti all'EU, e pro capite, essendo l'Alto Adige una delle regioni più ricche d'Europa, contribuiamo uguale o addirittura di più rispetto ad altre regioni d'Italia.
      Quindi non esistono pasti gratis nemmeno per noi, anche se è vero che l'autonomia ci permette una certa libertà di manovra nella gestione dei fondi. E qui si torna a quello che dicevo: questa efficienza dà un'illusione di 'bravura' e merito che rende ancora più complicato forse la comprensione del meccanismo di cessione della sovranità, quella sovranità di cui a parole andiamo tanto fieri.
      Leggendo il commento di Centonodi, e vivendo in montagna tra contadini e allevatori, mi sono domandata se qui da noi ci sia veramente qualcuno 'che si ricorda come si faceva', perchè l'identificazione con i valori leuropei è fortissima, e qui entra in gioco l'aspetto storico, che sicuramente è stato strumentalizzato da una certa parte politica (la stessa del resto d'Italia, solo che qua ha la erre moscia), quella che promuove operazioni di evidente brillantezza intellettuale come questa:

      Secessionisti sudtirolesi: "I nostri atleti alle Olimpiadi senza tricolore" https://share.google/kDPfS97ynxTkFahH8

      E produce polemiche inutili come questa:

      Gli Schützen altoatesini criticano Sinner per essere "troppo italiano" - Il Tennis Italiano https://share.google/gVNfzLcVymYcfS5Qw

      e che naturalmente trovano sempre operatori informativi entusiasti che gli vanno dietro, che sia per rintuzzare le teste sfondate locali del 'Südtirol ist nicht Italien', sia per fomentare fastidio e offesa nel resto d'Italia.
      (Segue)

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    3. Andreas Hofer a sentire certi discorsi preferirebbe impiccarsi, perchè lui lo capirebbe eccome che il problema non è il 'sovranismo italiano', ma era ed è rimasto Napoleone EU.
      Ora, passando al PS storico che tu gentilmente mi offri, sono dispiaciuta di doverti dire che hai scritto qualche razzata: non c'è nulla di 'posticcio' nell'identificazione germanica, anche se, come ho già detto, questo aspetto è stato strumentalizzato.
      La germanizzazione inizia nel VI-VIII sec. con l'insediamento bavarese e la Contea del Tirolo nasce nel XII sec. proprio da Conti di origine bavarese, con sede appunto a Castel Tirolo, vicino a Merano. Il nome Südtirol è effettivamente ottocentesco, ma il territorio è parte integrante del Tirolo storico dal 1253-1363.
      I Ladini ( Badiot/Maréo: Ladini della Val Badia e Marebbe, Gherdëina: Ladini della Val Gardena,
      Fascian: Ladini della Val di Fassa, Fodom: Ladini di Livinallongo, Anpezan: Ladini di Cortina d'Ampezzo) sono tutt'altro che nascosti, ma non sono una comunità chiassosa, e forse per questo ti sembrano dimenticati o sottorappresentati.
      Storicamente, hanno effettivamente subíto una repressione della loro lingua e cultura sotto Teresa d'Austria, principalmente per un tentativo di bloccare la diffusione del Calvinismo, che si stava diffondendo velocemente soprattuttto nei territori Ladini della Svizzera odierna.
      Cimbri nella nostra Provincia non ce ne sono, le comunità ancora esistenti si trovano in Trentino ed in Veneto.
      Quindi, magari ti stiamo sulle balle perchè diciamo Grüßgott piuttosto che buondì se ti incontriamo su un sentiero di montagna, ma questo è, e continueremo a farlo anche se ti fa impazzire di fastidio. (Non prendertela a male, scherzo. O forse no).
      Per finire: da persona di origini miste (italiana, tedesca e pure extra-UE, non mi sono fatta mancare niente), so benissimo e l'ho vissuto sulla mia pelle quanto ignoranti, intolleranti, chiusi possano rivelarsi i miei conterranei, e quanto possiamo apparire ostili e presuntuosi. E mi dispiace. Mi dispiace perchè la maggioranza di altoatesini di madrelingua tedesca non sono affatto ostili all'Italia, semplicemente non hanno alcun legame pratico con essa, vivendo una vita relativamente isolata, come i montanari di tutto il mondo. Mi dispiace perchè esiste davvero una difficoltà di integrare la complessità storica e la stratificazione culturale che ci contraddistingue, e che sia quasi un tabù parlarne, rendendendo difficile un confonto onesto sul tema. Anche perchè fino a quando non lo faremo noi, sarà difficile sia piú chiaro per qualcun'altro.
      (Chiedo scusa per il commento lunghissimo)

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    4. Grazie per la risposta, sono sicuro di esser stato molto più polemico di quello che in realtà volevo essere.
      La faccenda è complicata, da italiano nato in Italia (ovvero di famiglia sarda di origine nordica, ma nato al nord e poi andato a fanculo, cioè in Germania) posso certificare che la vita dei montanari è dura, ma mai quanto la vita dei branderburghesi o dei nati nella Ruhr. Spianate questo stereotipi, capisco la tua, in un certo senso, difesa di una regione ricca che sa di esserlo e allo stesso tempo non sa perché lo sia. Come chiedeva il padrone di casa (del blog, non della vita terrena, grussgott gruezi o inch’allah che sia), ha senso aiutare chi non vuol essere aiutato? Ho la domanda, ma non la risposta. ‘ufwiederluege :)

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    5. Ps (non serio, perché la situazione è tragica, ma comica): Hofer, viene da maso, quindi … facciamo un salto di qualità, non accontentiamoci degli Hofer/maso/Masianello, altrimenti ci ritroviamo Grillo e pure un Conte eletto dal popolo ;)

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  32. "siamo in una fase in cui paradossalmente possiamo permetterci l'euro, ma non l'Unione Europea.." Il tramonto dell'EU è già in atto e questa volta, indirettamente ma non involontariamente, ha stato Putin

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  33. Arrivo “tardigrado”, ma il tema della “sovranità del bando” merita una testimonianza dalla trincea dell’accademia, dove questo meccanismo è ormai diventato un archetipo del surrealismo amministrato. Qui il bando non si limita a distribuire risorse: stabilisce la direzione della ricerca, decide chi può farla e, sempre più spesso, anche chi, dentro il chi, sia ammissibile. I gruppi devono essere costruiti per soddisfare equilibri formali (anagrafici, geografici, di carriera, di genere, di discipline) prima ancora che per coerenza scientifica. Il risultato non è un aumento della qualità, ma un efficace meccanismo ad excludendum.
    Questo spiega anche perché molte università investano nel bridge dell’UE per cercare di influenzare i programmi quadri, sperando che dai progetti dei cuori spuntino fiori e non arrivino le classiche picche che ci lascino con un contratto “no trump” in mano.
    Un secondo livello di distorsione emerge dopo la vittoria. Una volta ottenuto il finanziamento, la gestione è rigidamente vincolata a categorie di spesa che spesso non hanno alcuna relazione con le esigenze reali della ricerca. Si rompe uno strumento essenziale? Magari i fondi complessivi ci sarebbero, ma non nella voce giusta: e quindi non si sostituisce, si rallenta, o si procede per soluzioni di fortuna. Nel frattempo, attrezzature e infrastrutture vengono rendicontate a tempo d’uso, come se la ricerca fosse una catena di montaggio.
    Il punto, però, è lo stesso: il bando non finanzia semplicemente attività esistenti ma ridefinisce le priorità e induce comportamenti adattivi: si finisce per progettare ciò che è finanziabile, non ciò che sarebbe necessario o promettente.
    In sintesi, anche in università la sovranità non appartiene a chi risponde dei risultati, ma a chi disegna il formulario. E quando la forma comanda la sostanza, la scienza diventa un allegato.

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    1. Succede ai direttori di dipartimento quello che succede ai sindaci. Del resto, fu Flaiano, abruzzese, a descriverci l'invasione dei Timbri, senza avere idea delle conseguenze cui si sarebbe spinta. Mi duole però, gentile collega, ravvisare nel suo utile referto un errore gravissimo, che da solo comporterebbe l'esclusione perenne da qualsiasi bando. Non si dice "ammissibile": ormai, da qualche decade, si dice "eleggibile", o addirittura "eligibile". Suppongo che lei abbia intuito che è mandatorio conformarsi anche allo stupro della nostra lingua, del nostro logos, no? E non si azzardi a essere resiliente: in questo caso non le è consentito!

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    2. Capisco. Nessuna resilienza allora. Che il mandatorio sia mandatorio! Sottomettiamo l'applicazione! In questa decade o nell'altra....

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  34. Quella del fuoco di copertura dei governatori è tiratissimissima come motivazione a sostegno. É stato un errore politico bello e buono, come ben sa(peva) lei. Il non tradimento della classe “del cambiamento” unito al fuoco che ci sarebbe stato (ma siamo sicuri che ci sarebbe stato con Forza Italia comunque in maggioranza nel centrodestra regionale anche se in Ursula al governo?) avrebbe consentito probabilmente un governi LEGA-FDI con lega nettamente dominante.

    Errore anche nel 2019 perché non stati in grado di uscire nei momenti in cui dei casus belli si erano creati, usciti senza motivazione o quantomeno motivazioni non percepite valide e impattanti dagli elettori. In sostanza percepita come un capriccio da tracotanza.

    Giocata a mio avviso vincente invece di Vannacci che in pieno rispetto e ossequio della teoria dei giochi vi ha messo abbastanza alla berlina, salvo che non si cambi legge elettorale. Li cambia tutto. Alla berlina sia nel breve (prossima legislatura) che nel lungo ( la seguente ancora). Forse la cosa migliore è assecondare e aspettare un errore di tracotanza in modo che si sciolga come neve al sole anche lui, sempre però a vantaggio di FDI che ha un posizionamento nel campo nazionalista nettamente migliore di quello leghista, che aveva con successo cambiato ma ha sempre e sempre avrà la fedina penale sporca dell’antimeridionalismo. È sentimento si, è percezione si ma come ci siamo detti molti votano perché so da ‘a Rooma o pecchè so d ‘a Lazio.

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    1. Marco caro, a quelle riunioni c’eri tu o c’ero io? La magistratura col fiato sul collo ce l’avevi tu o ce l’aveva Fontana? E poi, certo, c’è un problema ideologico. Fra i tanti per cui questo blog non esiste ci sono anche quelli che “laggente ci amano perché amministriamo bene!” e che quindi pensavano (ovviamente sbagliando, ma avendo più esperienza politica di me non erano tenuti ad ascoltarmi) che il rientro in maggioranza avrebbe aiutato.

      Per chi è qui la motivazione del 2019 è chiara (e anche lì io sono stato l’ultimo a convincermene, peraltro, tant’è che uno più importante di me in riunione disse: “Vedi? Se perfino Bagnai dice che è troppo!” Su Vannacci vediamo. Io come la penso l’ho detto: la creazione di un partito di questo tipo ex nihilo è la madre di tutti i fenomeni di selezione avversa, e infatti è attrattivo solo per chi non ha, o crede di non avere (magari a causa di sondaggi gonfiati) spazio in casa propria. Altro che “dignità personale”, come ragliano le Marie Barbise della cloaca! 😂 Povere scene! E infatti personalmente ho espresso l’opinione che lo sbarramento non andrebbe alzato, perché è molto probabile che lui non lo superi e quindi non ha senso dargli il pretesto per posture opportunistiche. Sono tutte affermazioni verificabili e le verificheremo a tempo debito.

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    2. Assolutamente, e questo commento non pretendeva in nessun modo di essere un #sicceroio anzi tutt'altro.

      Il cambio legge elettorale potrebbe essere una soluzione ma a mio avviso ci si apre al rischio di dare un argomento al campo largo. Sul resto si sono autodistrutti da soli. Sempre comunque meno rischioso di un futuro nazionale, e anche qua parliamone, non credo sia nulla più che un sussulto di narcisismo e più concretamente avere qualche seggio da spartire tra i suoi. O si lascia fuori e si fa la reputazione da duro e puro per la successiva o lo si tira dentro concedendo uninominali. Se lo si lascia fuori si perde e il pres della repubblica se lo fa la sinistra. Per me è una buona mossa, sempre come discorso sul metodo. Non credo sarà uno zerovirgolista.

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  35. La sensazione è che un grave problema (l'euro) diventi via via meno rilevante a causa del sopraggiungere di sottoprodotti (i bandi) che nell'immediato sono più cogenti. Una vera e propria corsa ad ostacoli in un contesto di base ostile (alla democrazia).

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