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martedì 17 novembre 2015

QED 59: la Francia e i "suoi" obiettivi UE

Comecomecome?

La Francia "dovrà necessariamente sforare i propri obiettivi di bilancio perché l'aumento delle spese per la sicurezza non verrà fatto a spese degli altri capitoli"!

Ah, ecco...

Che sorpresona, come al solito...

E come riportano questa notizia i nostri ser... pardon, i nostri giornalisti? "Non possiamo rispettare i criteri UE".

Io non so chi sia il redattore dell'ANSA che ha dato la notizia in questo modo. So solo che la crisi lo verrà a prendere per un orecchio e lo sbatterà in mezzo a una strada, e quel giorno saremo tutti solidali con lui, vero? Perché noi siamo solidali, per carità...

Quando avrà molto tempo libero, il redattore, magari verrà qui da noi, come tanti di voi sono arrivati qui perché avevano molto, cioè troppo, tempo libero, e allora gli chiederemo la cortesia di spiegarci quando mai, dall'inizio della crisi, la Francia ha rispettato i criteri UE sul deficit. Per memoria, vi riporto qua sotto i dati, che dal 2015 sono previsioni (e quindi sono tratteggiati):


La sottile linea rossa è la regola europea: se sei sotto al 3% sei fuori, se sei sopra sei dentro. I dati dicono che noi, dentro, ci siamo dal 2012. Le previsioni dicono che ci saremo anche quest'anno (ma io non lo credo molto plausibile). Per restarci, abbiamo sventrato la nostra economia, distrutto aziende, famiglie, diritti, vite umane.

Il gentile redattore dell'ANSA sa dirmi se secondo lui dal 2008 al 2014 la linea verde scuro (corrispondente alla Francia) è sopra o sotto il vincolo? Senza capovolgere lo schermo, per favore...

Allora di che cazzo stiamo parlando?

Di una stampa subalterna (uso un termine gentile) alle logiche del grande capitale, che per portare a termine il suo compito (dare una copertura ideologica alle politiche predatorie nei riguardi del nostro paese) insinua sorniona che gli altri paesi, loro, sono in regola (ma regola de che? Deficit del -7% del PIL nel 2009, rientro previsto nel 2017, come ampiamente noto...), che loro, i francesi, sono bravi, solo noi, i cattivi corrotti italiani, sforiamo, mentre loro, i francesi, se proprio sforano, lo fanno solo in stato di necessità.

Il modo corretto di dare la notizia sarebbe stato un altro, quello dei giornalisti francesi, meno s...

...ubalterni: la Francia sfora rispetto ai propri obiettivi, che, ancorché negoziati in Europa - con la force de frappe sul tavolo - sono ampiamente al di fuori delle regole europee.

Perché sono al di fuori?

Perché la Francia è sì economicamente vaso di coccio, ma politicamente vaso di ferro. Quindi fa come le pare, in questa meravigliosa europa che ci vuole "uniti nella diversità".

Uniti un fico secco, peraltro: l'attacco alla Libia lo hanno sferrato loro su propria iniziativa, le conseguenze le subiamo tutti noi (a partire dalle famiglie dei poveri morti di Parigi, che però - ricordiamolo - sono solo gli ultimi di una lunghissima serie di anonimi, e trascurando tutti i danni collaterali di ordine economico e politico che questa decisione di un solo governo ha causato a tutti gli altri governi). Ma siccome non ci facciamo mancare nulla, al danno i nostri giornalisti aggiungono la beffa: Valls in politica fiscale farà come stracazzo gli pare (e questa, come si vede dal grafico, non è una novità), ma secondo le nostre agenzie lo farà per noi, per proteggerci: c'è bisogno di sicurezza, e noi dobbiamo capirlo!

Sapete che c'è?

Che forse la beffa, e magari anche il danno, ce li meritiamo. Perché se continuiamo ad accettare di essere informati così, dovremo prima o poi rassegnarci ad ammettere, sconsolatamente, che ci meritiamo tutto.

95 commenti:

  1. Vedendo l'intervento del prof.Borghi al convegno di Asimmetrie, mi verrebbe da dire, dopo Bagnai leghista, comunista, marxista, fassinista, d'attorrista, adesso "Bagnai fallito" e visto che lei è quello del lungo periodo, nel frattempo la Finlandia...proprio quella del grafico n.2 del Tramonto dell'Euro.

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    1. "Fixit" è fantastica! Una di quelle rare volte in cui uno slogan è più di ciò che appare...

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    2. quindi quando in Finlandia chiedono il referendum per l'uscita dall'euro va bene e quando lo fanno in Italia gli ortotteri no?
      ripropongo le parole di Bagnai: "Mi sembra assolutamente ovvio che chi propone oggi un referendum sull'euro, da qualsiasi parte lo faccia, è un demagogo, alla ricerca di una tardiva legittimazione democratica, e un incosciente."

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    3. Senti, Gabrielòn, posso chiederti di portare altrove la tua frustrazione di aver aderito a un progetto di gestione del dissenso, cioè di essere stato preso in giro? È un problema tuo, non nostro. Si è visto (anche se non lo avete visto tutto) anche al goofy4 l'interesse reale del 5 stelle per questo tema. Qui nessuno ha detto che quella del referendum sia una strategia giusta. Va anche detto che il referendum in un piccolo paese percepito come "forte" avrebbe ovviamente impatti macroeconomici diversi rispetto a quelli che potrebbe avere in un grande paese percepito come "debole", ma il punto non è assolutamente questo. Il M5S ha voluto il referendum perché Casaleggio voleva l'euro, e ormai è chiaro che chi l'euro non lo vuole, se non lo vuole, passa da qui. Altrimenti lo vuole. Punto. Ma questo, torno a dire, non è il punto. Il punto è che, come da me anticipato più volte, la disfunzionalità radicale dell'euro sta coinvolgendo anche paesi ritenuti (da se stessi o da altri) "forti". Questo è il punto, non il modo in cui questi paesi decidono, per ora, di manifestare la propria insoddisfazione.

      Insomma: non ce n'è per nessuno.

      Quindi, alla fine, anche Casaleggio verrà travolto dalla violenza della storia (e sarà stato furbo abbastanza da aver fatto credere a una massa di ingenui di aver voluto anticipare e favorire il processo).

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    4. Prof, con tutto il rispetto, ma non credo che le cose stiano così per quanto riguarda il M5S. Io ho frequentato alcuni gruppi territoriali e ho preso parte all'organizzazione delle regionali dello scorso anno.
      Il programma per l'europee era sì un brodino, era chiaro anche agli occhi di coloro che per l'economia hanno solo una passione personale come nel mio caso, ma in quella tornata elettorale il programma prevedeva la rinegoziazione di tutti quei vincoli e quei parametri che ci strozzano.
      Ed è proprio quello che hanno fatto una volta essere entrati nel parlamento europeo, ma a tutte le proposte che il M5S ha portato in aula è stato risposto "no, grazie" (praticamente quello che accade nel parlamento italiano).
      A quel punto hanno cambiato registro, anche grazie ad una maggiore preparazione e consapevolezza sul tema, ed hanno iniziato a puntare dritti sull'uscita dall'euro, basta guardare anche solo tutto quello che contiene il sito http://www.beppegrillo.it/fuoridalleuro/index.html
      Nell'ottobre dell'anno scorso, infatti, in occasione della festa al circo massimo a Roma si parlò infatti di uscita dall'euro, proprio perchè a Bruxelles nessuna delle proposte avanzate dal M5S era stata ascoltata, e (su youtube c'è il video) si parla apertamente di ripristino della sovranità monetaria e banca centrale pubblica.
      Poi si son raccolte le firme per il referendum consultivo....si lo so...deriso dai leghisti perchè "non serve a un cazzo" o perchè, come dice Borghi, "dall'euro si esce con decreto e non con un referendum". Ormai la litania la conosciamo tutti.
      C'è solo un problema: se stai all'opposizione non puoi fare nessun decreto e siccome tutti gli altri partiti ti buttano giù qualunque cosa solo perchè ti chiami Movimento 5 Stelle, L'UNICA VIA LEGALMENTE PERCORRIBILE da opposizione è quella del referendum consultivo. Non esistono altre strade, in particolare su temi di bilancio (o come si chiamano in gergo politichese...non lo so).

      Discutere ancora delle presunte ingerenze di Grillo e/o Casaleggio credo non sia onesto, in particolare da parte di una persona come lei. Io invito tutti coloro che hanno dubbi o che misurano la valenza politica di un partito basandosi su opinioni personali (spesso anche decontestualizzate) a fare una cosa molto semplice:
      andare sul sito del Governo (e non sul blog) e verificare empiricamente (cazzo...ci piace l'economia! Il rigore scientifico dovrebbe essere un'abitudine!) l'attività parlamentare del Movimento 5 Stelle, dalle proposte di legge che presentano alle votazioni in aula.
      Finora hanno fatto sempre una dura opposizione non solo sui temi che riguardano i cosiddetti "ladri di polli" (se amministri il problema de 'a coruzzzione comunque lo devi affrontare e risolvere) ma anche su tutti gli altri nei quali si facevano gli interessi degli amici banchieri e dei ceti possidenti. Non conosco un solo emendamento firmato dal M5S che sia stato a favore della élite creditizio-finanziaria.

      Inoltre, considerazione persona, gli darò fiducia e scioglierò le riserve quando li vedrò a governare, perchè penso che siano gli unici ad avere le mani libere per poter fare il decreto (di cui sopra) di cui parla Borghi (non dimentichiamoci mai che la Lega, tra le tante cose, ha ratificato all'unanimità il Trattato di Lisbona, Salvini compreso!).

      Del resto, la credibilità politica si acquisisce attraverso la corrispondenza tra programma e attività parlamentare, non con gli spot televisivi o con interviste dal taglio fortemente paraculistico e opportunistico come ha fatto Salvini in occasione del Goofy4 (ipotizzo eh, dal momento che quando è entrato in sala sono ovviamente uscito fuori).

      Proposte del genere non le fai se in questa battaglia non ci credi.
      http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2015/02/basta-speculazione-finanziaria-la-proposta-del-m5s-e-la-separazione-bancaria.html

      Piero.

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    5. Come dire da A a B passando per Z. L'oggetto che ha imbrigliato nove milioni di elettori nella illusione di cambiamento continua a far danni ben oltre le aspettative passate e presenti. Quando si squarcerà il velo del tempio mostrando finalmente l'arca la delusione sarà talmente grande per molti da far diventare la Repubblica una democrazia matura se non addirittura precocemente invecchiata.

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    6. Chiedo scusa a tutti per gli eventuali refusi, ho scritto di getto e molto velocemente senza ricontrollare.

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    7. Continuate ( voi m5*) a menarvela col vostro referendum e il vostro purismo.
      Ma vi chiedete mai cosa succederebbe se fallisse ( e fallirebbe ) il cosiddetto referendum sull'uscita dall'euro? Il tema sarebbe definitivamente accantonato.
      Qua si è discusso a ufo e a iosa di questa tematica dell'idiozia del referendum e se ne è concluso che è appunto una idiozia.
      Inoltre continuare a dividersi tra puristi e sporchi e corrotti, certo non aiuta.
      Prima si esce dall'inferno uem e ue, meglio è.

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    8. Il punto era ovviamente la virtuosa Finlandia che sta andando in vacca.

      Una sana Schadenfreude in questo caso era doverosa, come significativo è il fatto che pezzi di ceto politico finlandese si stiano facendo due conti, consapevoli di non avere futuro nel tritacarne dell'eurozona (forse hanno scoperto che la prima classe del Titanic è al completo, e il loro nome non è sulla lista).

      Per i giochini è comunque tardi.

      Circa un anno fa il comitato direttivo "transitorio" del Movimento 5 Stelle presentava alla stampa estera la campagna referendaria #FuoriDallEuro (qui il video integrale dello streaming).

      Dopo un'ora di bispensiero grillesco (rivelato dal becerume della stampa europeista), al 131° minuto viene posta una domanda semplice e inequivocabile: "sono due anni che ce la menate con sto referendum, perché solo ora? Se tanto sapete già che ve lo rimbalzano perché sta manfrina sulla pelle degli italiani? Perché fate giochi politici come gli altri partiti?".

      "Noi volevamo il dibattito... noi avevamo i sette punti... Shulz ha rifiutato i sette punti...", il piano G del Mago G... dai che la risposta la sapete. Ma pensate davvero che la vostra agenda di deflazione salariale (nota come "reddito di cittadinanza", o Jobs Act dal volto umano, o piano A) possa convivere con le audizioni di Sapir al Parlamento Europeo? Che il giorno x in cui piangete il fu Cottarelli possa convivere con il giorno y in cui attaccate i rentiers della finanza europea? Solo perché i sondaggi gonfiati dai loro media vi danno testa a testa con la loro prima scelta? Auguri.

      Se ancora non volete riconoscere lo stato delle cose, allora accontentatevi del rebranding del vostro prodotto preferito e continuate a credere di essere liberi. In caso contrario vi rendereste conto che G&C hanno bisogno di voi molto più di quanto voi abbiate bisogno di loro.

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    9. Questo processo alle intenzioni lo trovo francamente sciocco, ma ognuno scelga l'incantatore che preferisce di più. Personalmente scioglierò le riserve solo quando, una volta al governo, dimostreranno coi fatti le loro intenzioni. Vediamo dove ci porterà questa lotta fratricida.

      (Ps: Prof, l'interesse dal parte del M5S c'è eccome, territorialmente si organizzano ovunque convegni e conferenze sui temi dell'euro ed europa. Se poi la prova di ciò andava data attraverso la presenza al Goofy4, beh, sappia che in sala ho riconosciuto un parlamentare, Filippo Gallinella, e probabilmente c'erano anche altri/e insieme a lui. Oltre a diversi simpatizzanti/attivisti.)

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    10. E perché non si è fatto vedere, il Gallinella? Timidezza? Un percorso serio di ripensamento del nostro modello economico passa da qua. E fai meno il gradasso: a decine sono tornati ammettendo di aver sbagliato. Lo farai anche tu, e quel giorno ti sarà restituito quello che avrai dato. Ringrazia Draghi che i tassi di interesse sono bassi!

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    11. Non lo so perchè non è intervenuto, bisognerebbe chiederlo a lui. Comunque io non escludo che possa sbagliarmi, del resto io non ho certezze né da un lato né dall'altro e, come ho scritto più volte in precedenza, scioglierò le mie riserve quando saranno i fatti a smentirmi. C'è invece chi ha la certezza che il M5S sia un false flag rispetto ai temi di cui si sta dibattendo.
      Io l'unica certezza che ho è che sono gli unici ad avere le mani libere per poter fare il "decreto" (di cui sopra) (di cui Borghi).
      Rispetto le convinzioni della maggioranza e spero mi sia concesso di dire, in questa sede, che non ritengo che la Lega sia credibile (alla luce di tutto quello che ha fatto e votato fino a ieri mattina e, soprattutto, degli ultimi sviluppi - leggasi "la grande ammucchiata"), e se avere questa opinione, in questo blog, comporta l'interruzione del catecumenato economico...amen.
      Continuerò a seguirla per la sua eccellente e coraggiosa opera di divulgazione, senza alcun tipo di rancore, senza ideologie, come ho sempre fatto.

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    12. Scusa, prima che mi girino del tutto i coglioni, mi spieghi con parole tue che me ne frega della Lega? Quando ho emesso la mia sentenza su 5 Stelle la Lega era ancora pro euro. Stai dicendo "Bagnai leghista"? Dillo. Poi ti vengo a cercare e ne parliamo, vuoi? Qui il problema non è 5 stelle vs. Lega. Qui il problema è cosa è il 5 stelle. Non esistono ad oggi evidenze che smentiscano la mia diagnosi. Se mi segui, seguimi. Se vieni a fare il turista, bè, allora il discorso è diverso...

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    13. La mia intenzione non era di certo quella di farle girare i coglioni o di metterle in bocca cose che non ha detto.
      Ovvio che continuerò a seguirla, non saranno certo questi insignificanti attriti a farmi cambiare idea.
      Cosa è il 5 stelle, su questi temi, lo scopriremo solo quando ci saranno le prossime elezioni politiche. Se il programma avrà al suo interno non più solo un referendum sull'euro (come nel 2013) ma un piano ben preciso che comprenderà tutte le proposte che sono state fatte in questi 2 anni (come anche l'ultima sulla riforma del sistema bancario) da elettore, e non solo da appassionato e studioso di temi economici, potrò dire di aver finalmente capito cos'è il M5S e cosa intende fare, e al 99.9% gli darò il mio voto perchè cosciente del fatto che sono gli unici ad avere le mani libere (poichè svincolati da qualsiasi apparato clientelare) per poter portare l'Italia fuori dall'unione monetaria, concretamente.
      Al netto de 'a coruzzzione, io sono certo che un Di Maio o un Di Battista, Maastricht, piuttosto che Lisbona, non lo avrebbero mai firmato, così come i loro colleghi a Bruxelles stanno facendo la guerra ad altre porcherie fasciste come il TTIP (a differenza di come hanno fatto altri che oggi tentano di ricostruirsi l'imene).
      Vedremo, più di questo non so che dire. Ma, ripeto, mi si consenta di dirlo, perchè mi sembra (ma probabilmente mi sbaglio) che ormai sia da prendere come assunto che il M5S è un false flag. Questo genera il solito scontro stra gialli e rossi, rimarremo tutti divisi e, per citare Marx, il capitale continuerà indisturbato a celebrare le sue orge.

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    14. Facciamola semplice: il leader Salvini era li'. Per i suoi calcoli politici? Ovvio, ma c'era - e parliamo dell'unico leader carismatico rimasto nel centrodestra! Dov'era il leader 5S? Se c'e' un partito che - per l'uomo qualunque come me - e' totalmente personificato nel leader, quello e' il 5S. Tutto il resto ne consegue. Temo che la percentuale di elettori che seguono i lavori parlamentari sia irrilevante. E' un fatto, giusto o sbagliato che sia. Come e' un fatto che il mondo funziona top-down, nel 99,999% dei casi.

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    15. Condivido il tuo discorso perfect world, ma qui non stiamo al bar o nella piazza di Roccapipirozzi. Questo è un luogo in cui di norma dovrebbero dibattere tutti coloro che hanno un minimo di vita intellettuale, certi ragionamenti non possiamo introdurli nel dibattito. Io non sono uno qualunque, per cui me ne sbatto del "leader", a me interessa quello che c'è scritto nel programma di un partito e se quello che vota in aula è coerente. Quella del leader è una concezione della politica che ha fallito e che non mi appartiene.

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    16. Ancora una volta: non è IL punto, ma nelle Sacre Tavole del Programma per le politiche 2013 NON si fa alcun riferimento a un eventuale referendum sull'euro. Anzi, la parola "euro" non è proprio nominata (così come "Trattati" o "Unione Europea"). Si trovano invece espliciti riferimenti a sussidio di disoccupazione (la sostanza dietro lo slogan "reddito di cittadinanza") e riduzione del debito pubblico via tagli alla spesa (improduttiva, ovvio...).

      E non poteva essere altrimenti, dato che quel testo era la versione riveduta e corretta di quello presentato dagli Amici di Beppe Grillo a Prodi nel 2007 (la cui fine è nota), quando il M5S ancora non esisteva. Sarà la mitologica reattività della Rete al cambiamento...

      La verità è che nel M5S, almeno ufficialmente, non si doveva parlare di euro fino alla campagna per le europee 2014 ("per non spiazzare gli elettori", dicevano), e chi ha osato farlo è stato ostracizzato in ogni modo. Questo solo per il rispetto che si deve ai fatti (e qui la finisco).

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    17. Rispondo al Prof. Bagnai che mi ha citato direttamente.
      Mi pare di ricordare che Casaleggio inizialmente, come dice lei, non fosse favorevole ad un'uscita dall'euro, a differenza di Grillo, il cui pensiero si è evoluto col tempo.
      La "sintesi" dei due pensieri è stata trovata nell'idea del referendum consultivo, che quantomeno avrebbe aperto un dibattito sul tema. A differenza di quanto scrive Riccardo nell'ultimo post, il referendum sulla permanenza nell'area euro era il punto 8 del programma in 20 punti delle politiche 2013 M5S.
      Adesso qualcosa è cambiato. Anche Casaleggio ed il suo cerchio magico si è convinto sull'uscita dalla moneta unica (..O.T: ma aggiungerei anche la "riconciliazione" tra Tesoro e Banca d'Italia per monetizzare il debito, la separazione tra banche banche commerciali e banche d'investimento, e se questo non sarà possibile in un quadro europeo, la conseguente uscita dalla UE e dalla NATO e l'alleanza con le economie del Sud America...), tanto è vero che mentre prima il movimento proponeva il referendum senza prendere una posizione specifica, adesso la posizione è chiara: quella di uscire dall'euro, pur sempre con lo strumento referendario.
      Questo perché? Perché una posizione "se andiamo al governo usciamo dall'euro" è troppo rischiosa elettoralmente, toglie molti più voti di quanti ne porta (questo blog non rispecchia le opinioni dell'Italietta reale, cioè di quelli che credono ancora alla favoletta della liretta e dell'inflazzzzione, o che pensano che tornare alla lira sarebbe come tornare al sesterzo medioevale), perché spaventa i cosiddetti "moderati", o semplicemente gli ignoranti che non si interessano del tema. Da informatico, direi che si è deciso di non rendere l'uscita dall'euro "embedded" nel programma del movimento, ma un'opzione configurabile in seguito, quindi più digeribile dall'elettorato.
      Anche io penso che il referendum consultivo non sia la strada più conveniente, ma sicuramente la più trasparente. Del resto uscire dall'euro sperando nella Lega alleata con Berlusconi è una farsa (altrimenti lo avrebbero fatto nel 2011), tant'è vero che Salvini in un'intervista al Sole24H ha già attenuato le sue posizioni parlando di moneta complementare o di euro a due velocità.
      Ma forse non ci sarà bisogno di nessun referendum, perché a far cadere l'euro ci avranno pensato i francesi, i finlandesi o la Storia, come dice lei. Anche se col QE del cane da guardia Draghi la vedo ancora lunga...

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  2. E anche la Spagna, a quanto pare, puo' fare quel che le aggrada, force de frappe o no. Gli unici cogl... siamo noi. E il Portagallo idem.
    Le famose "regole uguali per tutti".

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    1. Ma noi dobbiamo espiare, avendo peccato molto, ergo loro possono peccare ancora un po'; poi arriverà il giudizio per tutti!

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    2. noi come al solito, unici fedelissimi della Germania, fino a 5 minuti prima della fine...

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    3. Noi avevamo già il debito oltre il 100%, Francia, Spagna e Portogallo ancora non ce l'avevano. Ora si stanno avvicinando molto a noi...

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  3. Trattasi come noto di diversi generi di spettacolo: la vaudeville ovvero commedia di Alberto Sordi: ma attenzione, i dati sarebbero ancora peggio secondo Eurostat e applicando il fiscal compact.

    Solo che in tutta €uropa il fiscal compact ha finora trovato applicazione, nei suoi variegati criteri, solo per l'Italia.
    Di Alberto Sordi...

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  4. C'è pure la beffa: per quanto riguarda il piano dell'Italia, la Commissione avvisa che le sue valutazioni sul rischio di "non-compliance" non cambiano di una virgola nemmeno considerando l'impatto dell'afflusso dei rifugiati!

    http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/sgp/pdf/dbp/2015/it_2015-11-16_swd_en.pdf

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  5. Dialogo tra signore

    - "Che hai visto un deficit?" (clausola terrorismo)

    - "Macché! E tu hai visto un surplus?" (clausola migranti)

    - "Io non vedo mai niente"

    - "Allora ciao"

    - "Ciao allora"

    Lo Stato di eccezione ("er Bancomat" per gli amici...)

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  6. Ma nessuno dei grandi politici nostrani ricorda alla crande cermania del IV reich che il suo surplus commercoale ammonta , da anni , a circa 300MLD€/anno ????
    Il nostro fascio-piduista fiorentino è stato incoronato dalla "culona" PdC italiano durante la sua visita (sic!!!!!!!!!) del Luglio 2012 quando il ns. raccontaballe era "solo" il sindaco di Firenze,miracoli della fratellanza.

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  7. ISIS unire sotto la bandiera di una nuova crociata i popoli che piano ma proprio piano incominciavano a capirci qualcosa , facciamo un po i complottisti da bar , che è dopo cena ,se non vado errando un tempo un dei paciosi signori si vantarono di provocare le crisi per raggiungere gli obbiettivi voluti . . . cr...isis , che sia un generatore di crisi ?

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    1. Bellissimo ed inquietante allo stesso tempo il "gioco di parole". Un elemento questo sinistramente "rivelatore" della funzione vera dell'Isis!

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  8. “Poveri creduloni di provincia che si sdraiano nella loro poltrona vicino al caminetto, felici e sicuri dell'indipendenza dei loro organi d'opinione, ah, ah!».
    «Hi, hi!», fece Andoche Finot.”

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  9. Non dimentichiamo che abbiamo voluto dimostrare di essere i primi della classe in fatto di mantenerci nei parametri richiesti.
    Non dimentichiamo che il nostro primo ministro fu spazzato via dagli attacchi congiunti della Deutsche Bank e dalle letterine dall'estero della maestrina, con l'appoggio di una parte della stampa nazionale.

    Nel nostro paese c'è chi gode a dimostrare la nostra inferiorità, cosi facendo ci rende davvero inferiori, perchè pur di dimostrare che gli italiani sono un popolo indegno, contribuisce a rendere la nostra politica subalterna ai paesi in cui probabilmente esiste ancora un minimo di razionale dibattito e di informazione libera o almeno esiste una classe politica capace di fare, almeno in parte, gli interessi del proprio paese.

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  10. Però l'ISIS ci lascerebbe sforare il 3%

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    1. Non è così stravagante questa soluzione. Nella tarda antichità l'islam ha potuto agevolmente occupare i territori cristiani del nord Africa proprio perché quei popoli erano stanchi di sottostare all'influenza e alle vessazioni bizantine.

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    2. Scambio pensione a 55 anni e posto statal-eterno per i figli con velo e moschea. Il maiale vabbe', andremo in Svizzera a salamelle, sometimes.

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  11. La macchina si è messa in moto, l'unità europea verrà edificata sul (per mezzo del) sangue di Parigi.

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    1. Perfettamente d'accordo.
      Sono le grandi tragedie collettive che forgiano con violenza i legami che tengono insieme popolazioni per fare un popolo. Il modo con cui il governo francese ed il mondo risponde a questi attentati porta il marchio di fabbrica della grande operazione mediatica di fondazione identitaria. Sembra una nuova Pearl Harbour, per capirci.
      Notate che la Francia ha invocato l'assistenza militare prevista dai trattati europei, non il famigerato articolo 5 del patto atlantico.

      Roberto Seven

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    2. Dal sito dell'INAIL, in Italia nel 2014 le "Denunce d'infortunio con esito mortale" sono state 1107 (2013: 1215, 2012: 1347, 2011: 1387, 2010: 1501). Questa grande ed ininterrotta tragedia, di cui chissa' quale percentuale e' dovuta al terrorismo del capitale, smuove ben poco la coscienza collettiva.

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    3. @ a perfect world
      OT, provo comnque a dire la mia
      Credo che il riferimento agli eventi mortali, per quanto “faccia notizia”, possa essere fuorviante dal dell’analisi del fenomeno dal punto di vista della prevenzione. Come si può rilevare attorno alla pag 17 in http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/internet/documents/document/ucm_185242.pdf, i casi mortali sono solo un 1% del totale, quindi maggiormente soggetti ad oscillazioni casuali, ed una discreta percentuale di essi avviene “in itinere” oppure in forma di incidente stradale durante il lavoro: eventi tragici come gli altri ma prevenibili con modalità diverse e forse più difficoltose rispetto ai casi “sul lavoro” in senso classico.
      Premesso che i casi “leggeri” sono soggetti ad un certo livello di distorsioni da sottonotifica, v. pag 45 in http://www9.ulss.tv.it/Minisiti/spisal/epidemiologia/contenuti/0/text_files/file/GNF_25.05.2010_Versione10%20finale.05.2010_Versione10%20finale.05.2010_Versione10%20finale.pdf , credo che il riferimento più stabile per valutare i trend sia costituito dall’insieme degli eventi “gravi” anche se non mortali. Per le statistiche pubblicamente accessibili un buon riferimento possono essere i casi con postumi permanenti di almeno un punto, vedi http://internetws.inail.it/BDSbi/saw.dll?Dashboard&NQUser=PUBLIC2&PortalPath=/shared/BDS%202.0%20-%20Prestazioni/_portal/IL_DD_IS_GM_MEN_TEM&Page=IL_DD_IS_GM_MEN_TEM_ClasseGrado.
      In questa tabella mi preoccupa la proporzione crescente fino al 2013 gravi/totali (dal 20,9% al 22,4%) che in concomitanza con l’acuirsi della crisi economica, e non credo sia solo un caso, suggerisce un aumento dell’evasione degli obblighi di denuncia per i casi più lievi quindi occultabili. Esiste un brusco calo nel 2014 (18%), ma può ben derivare dai lunghi tempi necessari alla definizione amministrativa dei casi maggiori, per cui nell’ultimo anno della statistica i casi gravi possono essere sottorappresentati
      Più difficile dire quanti dei casi siano attribuibili “al terrorismo del capitale”, un dato di fatto è che l’Italia non se la cava affatto male nel confronto europeo. Tenendo presenti i limiti di Eurostat nello specifico, v. http://www.inail.it/internet/default/Statistiche/Statisticheeuropee/index.html e considerando i dati ragionevolmente più attendibili in www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/intranet/documents/document/ucm_087384.xls e più in generale in http://www.inail.it/internet/default/Statistiche/Statisticheeuropee/Tabelle/index.html è probabile che i nostri livelli di rischio siano minori di quelli di Germania Francia Spagna e Portogallo, anche se peggiori di quelli scandinavi.
      (segue)

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    4. Seconda parte della risposta @a perfect world
      Ovviamente il bene è nemico del meglio, quindi lavorare per ridurre ancora gli infortuni oltre che doveroso è da ritenersi “possibile”. Viene allora da chiedersi quali siano i meccanismi più adatti. Spesso si pensa alla vigilanza (di ASL ed altri enti) come meccanismo principale, ma se consideriamo alcune variabili economiche credo occorra pensare anche ad altro.
      Le stime INAIL sul costo delle misure di prevenzione già in essere (“costo prevenzionale”) indicano per il 2012 un totale di 20 milardi (1,21% del PIL) pag 15 in http://www.fabi.it/public/documenti/salute-e-sicurezza/7289INFORT_04_2010.pdf mentre l’importo annuale totale delle sanzioni in materia di sicurezza è circa 50-60 milioni, cioè 1/400 di tale cifra. Ritengo irrealistico che la “paura delle sanzioni” così trascurabili rispetto a quanto le aziende già spendono sia utilmente manovrabile come strumento capace di far innalzare sensibilmente gli investimenti nella prevenzione. Per quanto mi riguarda, in un tentativo di analisi (limitato ed ormai datato) non ho trovato effetti di sorta http://www.ccm-network.it/ebp_e_lavoro/letteratura_grigia/Tesi_Ariani.pdf almeno nel brevissimo periodo. Credo quindi che le azioni di vigilanza, che pure qualche effetto sembrano dimostrare http://www9.ulss.tv.it/Minisiti/spisal/assistenza/documenti/contenuti/03/content_files/file0/Atti.pdf debbano evolversi nel senso di essere sempre più “mirate” a bersagli ben individuati, rifiutando come inutile l’idea di fare genericamente “più ispezioni”. Su questo, occorrerà vedere come si evolveranno i piani sanitari regionali, che fino a pochi anni oro sono per quanto ricordo si limitavano per lo più ad elencare obbiettivi quantitativi
      Così ad occhio ritengo potenzialmente molto maggiore la capacità di pressione esercitabile attraverso meccanismi di bonus-malus o di franchigia, posto che nello stesso 2012 la cifra totale connessa a tale voce assommava a circa 10 miliardi (v. sempre a pag 15 in http://www.fabi.it/public/documenti/salute-e-sicurezza/7289INFORT_04_2010.pdf . Anche su questi aspetti ho letto notizie poco confortanti circa lo scarso uso dell’oscillazione di tariffa http://moodle.adaptland.it/pluginfile.php/4919/mod_resource/content/1/460WP_09_82.pdf seguite forse da evoluzioni positive ( http://www.bollettinoadapt.it/old/files/document/7038TORIELLO_13_05_1.pdf ) sulle quali però non trovo informazioni più aggiornate

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    5. Avevo omesso le fonti dei dati sull'importo complessivo delle sanzioni in materia di igiene e sicurezza del lavoro.
      Per quanto riguarda le ASL (principale attore in materia, con 50-60 mln. €/anno, vedi pag. 27 in http://www.lavoro.gov.it/sicurezzalavoro/documents/azioniregionali.pdf
      Per le Direzioni Territoriali del lavoro i dati sono poco focalizzati sulle questioni infortunistiche; comunque considerando la colonna V a pag 1 in http://www.lavoro.gov.it/AreaLavoro/vigilanza/risultati/Documents/I%20trimestre%202015%20importi%20sanzionatori%20introitati.pdf è verosimile che anche negli anni di maggiore attenzione allo specifico argomento il totale sia sempre stato largamente inferiore al milione di €.

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  12. Ed allora, conseguentemente, ci meritiamo anche quella marionetta di Renzi, i cui fili sono in mano a certe elite di potere a cui lui ambirebbe essere parte integrante, ma che di fatto non lo ammettono e lo usano solo come schiavo di casa. Alla faccia della "nostra" sovranità nazionale!
    Che desolazione, e penso anche all'ultimo presidente (non riesco a nominarlo...)che ce l'ha regalato e che fin dal lontano marzo 1978 (all'epoca del sequestro Moro e quindi prima dell'adesione dell'Italia allo SME) era un noto frequentatore delle accademie e think tanks statunitensi che contano. Nonché comunista preferito di un certo Kissinger.
    Tutto sommato preferivo i tempi dei vari Segni, Leone, (K)ossiga ... almeno loro erano "palesemente" integrati nella NATO e varie, e vi erano molti ma molti più italiani consapevoli di ciò (magari anche senza averne le prove...) di quanto vi siano oggi italiani consapevoli dei disastri a loro arrecati dall'euro.
    Tiriamo pure avanti, finché si può ...

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  13. prof, non si arrabbi, dico sul serio. perché ormai è chiaro che se in alcuni, importanti casi, una manciata di strapagati giornalisti, siamo di fronte alla malafede, per la maggioranza di loro siamo palesemente di fronte all'ignoranza, ignoranza accompagnata dalla supponenza (che è carattere distintivo della categoria).
    questo tipo di strafalcioni, questa palese incapacità nell'essere precisi, basta seguire un paio di telegiornali per comprendere che ormai è spalmata su tutto, su qualsiasi argomento. si usano le parole a caso (per non dire a "tartufo" di cane) e così sentiamo che per gli attacchi di parigi c'è chi ha confuso l'isis con la siria, che renzi a milano ha tenuto la sua conferenza al teatro Piccolo e non la Piccolo Teatro, che gli emigrati portano lavoro (ma non venivano a cercarlo), termini francesi letti in inglese, consigli comunali confusi con giunte, nomi di paesi italiani distorti o province sbagliate, allenatori scambiati con giocatori e viceversa... La perla delle perle per me resta sempre quella di una giornalista del TG4, decenni fa, che raccontando la prima della Scala (Nabucco - Muti, De Simone), disse che il tal soprano interpretava il ruolo di Abigheil (leggetelo proprio all'inglese), perché ovvio, per la signorina, che in un'opera italiana, non poteva essere che si leggesse come è scritto: a-bi-ga-i-lle!
    Dove, secondo me, costoro sono colpevoli. L'ignoranza non può essere considerata una colpa, soprattutto se uno ha il tempo per porvi rimedio; ma il sistema li ha già messi nelle condizioni di non avere tempo, di lavorare sotto pressione e velocissimamente perché dove dovrebbero essere in dieci sono in quattro, e mal pagati (quindi anche la voglia scema), e troppi si occupano di cose che loro non competono... Insomma, sono già nel casino, sono già materialmente "servi"... ma non si chiedono come mai, e se provi a dargli una spiegazione, non ascoltano o scatta la supponenza. Stanno affogando, avrebbero la capacità di nuotare, ma restano convinti che ingraziandosi il caporedattore di turno faranno carriera e usciranno dal gorgo. Sono, purtroppo, come certi docenti di cui qui si è ampiamente parlato.
    C'è un giornalismo "alto" in malafede, e c'è un giornalismo di bassa qualità che si condanna alla stessa da solo. La visione della professione è ampiamente distorta, oltre tutto, basta parlare con i giovani che "vogliono fare i giornalisti" per capire che in realtà vogliono andare in tv, come le veline... E' un vero ginepraio.
    C'è poi la storia di come tutto questo influenzi la nostra democrazia, ma questa la conosciamo.

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    1. Oltre a tutto ciò, aleggiano certi scivoloni lessical-grammaticali nella lettura in diretta o nel parlare, tali da lasciar supporre che il testo sia stato messo in mano un attimo prima, o che invece manchi la minima preoccupazione su come andrebbe pronunciato quel vocabolo particolare, o declinato un verbo (talora la pronunzia viene effettuata per mera assonanza; hai in dubbio? dipanalo). La complessiva percezione che ne traggo è quella di una informazione il cui scopo è sempre meno quello di fornire elementi su cui esercitare il proprio discernimento e sempre più quello di comunicare certezze ineludibili, o che della specifica abbiano le apparenze, e tali da rinfrancare l’utente nel ruolo di servizio ineccepibile ed esaustivo della medesima (perché esercitare il dubbio gnoseologico, o dare l’opportunità per farlo, è ormai indice d’imperfezione vergognosa dell’oggetto o della circostanza in considerazione); tutto ciò, inoltre, a valle di una "scienza" della comunicazione (quando fino al giorno prima era considerata un'arte... beh, ma sto parlando accanto a un attore di teatro, in casa d’un musicista) che enfatizza metodo e obiettivo a discapito dell’argomento (verrebbe sempre più da domandarsi: qualora ne avesse veramente uno), il che apre le porte quantomeno all’idea che la comunicazione si fondi sulla suggestione, e non su quanto effettivamente si abbia da comunicare, il quale deve trovare il modo migliore di farlo senza snaturar se stesso. L’odierna comunicazione intera sta al comunicare effettivo quanto una fotocopia a un codice miniato. Si obietterà essere la medesima arte del tutto simile a uno degli ultimi assunti riportati, ovvero una forma di mera e intermedia suggestione, in modo apparentemente analogo all’affermare del pittore che la pittura stessa sia un mero inganno visivo; pur tuttavia qualsiasi forma d’arte comunica in modo peculiare attraverso ciò che non viene palesemente ribadito nell’atto artistico stesso, ma mirabilmente sotteso e finemente delineato, il qual dunque richiede d’essere più volte ricercato. E quando intende comunicare con stolida e immutabile certezza di qualcosa, guarda caso cessa d’essere arte per diventare copia alterata e sterile, nonché ripetitiva propaganda.

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    2. coglie pienamente nel segno, citodacal.
      Faccio spesso due simpatici esercizi con i miei ragazzi: prendiamo una battuta lunga di un unico personaggio, un monologo, e lo suddividiamo su tante voci, tanti diversi personaggi, e costruiamo un'altra storia che travalichi le parole, con tante diverse intenzioni: tu sei il capocomico autoritario e nervoso, tu la segretaria puntigliosa, tu la mammina della compagnia, tu l'intellettuale, tu la "mignottella" del gruppo... e senza spostare una sola parola del testo originale, nasce palesemente un racconto diverso che lo spettatore coglie; oppure prendiamo una singola battuta, e capìtone senso e intenzione, la rivoltiamo, per esercizio tecnico, in tanti modi diversi: allegro, triste, divertito, sarcastico... Sono due modalità per raggiungere lo stesso fine: capire che le Parole sono tutto, e sono pure niente. che non conta tanto il cosa dici ma il come lo dici, che sono, le Parole, la nostra base vitale, il terreno su cui poggiare i piedi, ma è necessario il loro superamento se si vuole, come si deve, mirare alla ipostasti (il vero atto blasfemo per cui gli attori finivano in terra sconsacrata). E da qui si potrebbe anche comprendere quale illusione sia quella di credere che con le parole si possa raccontare la Verità...
      La forma, in realtà, è più importante della sostanza, poiché è quella che va a stamparsi nell'animo dello spettatore: il subliminale è più potente dell'evidente. La logica "der messaggggio" di vecchia memoria, su cui tutto il teatro alternativo anni settanta (guarda caso sinistrorso a cacchio) si basava, in una illogica contrapposizione con il cosidetto "teatro borghese" ha evidentemente fallito credo proprio per questo motivo: ha sbagliato obiettivo. Non ha fallito ma ha seminato, e bene, chi ha operato nella ricerca sulle forme: vedi Brook, Beck, Barba, Grotowski, Strehler, Gassman (anche se puoi apparirle strano)...
      C'è poi, a mio vedere, un'altra distorsione che riguarda la confusione tra informazione e racconto. il giornalista non racconta, in-forma, e come diceva C. Bene "non si può informare sui fatti, ma solo informare i fatti". Questa distorsione si palesa in tutti quei casi in cui un giornalista pensa di potersi mettere a scrivere un romanzo. Nella stragrande maggioranza dei casi, crolla. Hemingway ci mise anni di esercizio per lasciare il suo stile di cronista e passare a quello di scrittore...
      Ma insomma, come ripeto sempre ai più giovani (ma come nel caso del prof, non sono tesi mie, sono verità tramandate da secoli): "attenti, non è falso, è finto, è uno specchio che riverbera, e in quel riverbero cogliamo un barlume di Verità".
      Lei ha ragione: suggestionare è divenuto più importante che informare.
      Mi sarò spiegato co 'ste parole? boh...

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    3. Solo per ringraziare citodacal per il piacere fisico che mi ha dato la lettura del suo contributo. C'e' ancora chi sa scrivere, c'e' speranza.

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  14. Ho appena saputo ieri dalla mia attuale compagna che, entro un anno o due al massimo, uscirà dal precariato, ma dalla porta di servizio, nel senso che non le rinnovereranno la borsa di studio.
    Considerando che lavora per l'Istituto Zooprofilattico (I.Z.S.) e si occupa di sierologia nei bovini per la diagnosi e prevenzioni di importanti malattie infettive, quanto può influire l'austerity sulla competitività del nostro paese nel settore alimentare?
    Perchè poi uno va in un supermercato della grande distribuzione e si accorge che la carne (perlomeno quella bovina) arriva tutta dalla Francia.

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  15. Professore per pietà! Non si faccia contagiare anche lei dall'autorazzismo, che se s'arende 'r Bagnai semo der gatto...

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  16. Credo che dobbiamo rassegnarci. Il livello di menzogna nel nostro paese ha raggiunto livelli ineguagliabili rispetto a qualsiasi altra comunità di popolo. Il panorama politico è desolante, sia a destra che a sinistra, quindi non dobbiamo sperare che giunga nulla di diverso da quanto fatto finora dalla nostra classe dirigente.
    La casta giornalistica è schierata come una falange di pretoriani a difesa del sistema. Nulla sfugge alla fitta rete di convivenze. Dobbiamo solo sperare che il sistema imploda da solo, con l'uscita di Francia o Germania. Per la Francia la vedo dura. Adesso si invocherà sempre maggiormente il "più Europa", con buona pace di tutti noi. Forse toccherà proprio al tedeschi dare inizio alla fine di quella che nella storia sarà ricordata come la più grande allucinazione collettiva che l'Europa delle Nazioni abbia mai dovuto subire. Comunque vedo nero. Stiamo solo vivendo il conflitto USA-Russia come riportato nel PNAC (Project of New American Century), dove veniva auspicata una "nuova Pearl Harbour" che poi si è puntualmente verificata con l'attacco alle torri gemelle. Aspettiamoci nuove Pearl Harbor un po' dappertutto. Non vorrei che la tanto sognata U.S.E. venga costruita grazie ad altri attentati, sapientemente distribuiti, in modo da giustificare uno stato di guerra permanente. I nemici si trovano, anzi, abbondano. Prima Al-Qaeda era il male, adesso sono i "nostri amici", combattenti per la libertà della Siria per abbattere il Cattivissimo Dittatore dei Dittatori, tale Assad........ Noi faremo solo quello che lo Zio Sam vuole, nei tempi e nei modi stabiliti da loro. Non c'è limite a quello che possono fare.

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    1. Tutto perfetto... a parte la precisazione "nel nostro paese" (riga 1) perchè nel resto EU e in USA la stampa è evidentemente come o peggio che in Italia, visto che si stanno bevendo tutto come o peggio di noi. ..... Questo a proposito dell'autorazzismo che evidentemente abbiamo nel sangue, come derivazione (direi sintomo da eccesso) della coscenza critica di un popolo con le palle (nonostante sotto occupazione e controllo da parte di eserciti e servizi stranieri ormai da troppo tempo)

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  17. certo che saremo solidali con il giornalisti Ansa, ma anche meschinamente felici.E' la legge della selezione naturale: gli idioti devono soccombere....

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  18. Io non me lo merito di certo.
    Non guardo mai i tg, in particolare in questi giorni dove il mainstream mediatico si sta comportando come il più becero di tutti gli oracoli altomedievali.
    Basterebbe prendere come assioma che tutto ciò che l'establishment ci vomita addosso attraverso il clero mediatico è falso o fortemente artefatto. Del resto, è lo stesso principo da seguire per l'informazione economica. Ma purtroppo non accade neanche questo, figuriamoci il sottoporre alla luce del buon senso e del rigore scientifico quello che passa l'informazione.
    Sicuramente se lo meritano tutti quelli che accettano acriticamente la versione ufficiale contrabbandata dai media, e tutto sommato li capisco pure, è molto più facile vivere senza porsi troppe domande.
    Io non me lo merito.

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  19. Vabbè una cosa ormai è certa in tutta la sua evidenza: L'euro ci ha dato la Ppppaaaceeeeeee.

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  20. Perchè quest'anno c'è stata una graaaande moria delle vacche,come voi ben saprete...

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    1. Punto! Due punti! Massì.. fai vede' che abbondiamo! Abbondandis in adbondandum...
      (però "questanno" tutto attaccato, e alla fine "apra una parente")
      Salutandovi indistintamente
      I fratelli Caponi (che siamo noi)

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  21. Oggi mi sono concesso il lusso (ed il tempo) di googlare un pò.
    Non parliamo male dell'ANSA!! visto che ha stretto un accordo con uno dei Paesi più aperti e liberali del pianeta.

    In pratica chi ci informa sull'ISIS è colui che lo sta finanziando.

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    1. Ah ah ah, grandi! Come quei fenomeni dell'Uefa che intonano i cori contro il razzismo MALE DEL CALCIO MODERNO e in champions le squadre di Al-Thani sono ammesse senza alcun problema.

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  22. Vuoi vedere che sarà l'ISIS a salvare l'EURO?

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  23. Prof ha mai pensato a fare qualcosa tipo un telegiornale economico ombra?!
    Tipo qualcosa come un video una volta a settimana dove commenta le notizie economiche main stream così da sfatare i vari miti e leggende che vanno poi a nutrire "er popolo", però in formato video.
    Già so che lei non ha nemmeno il tempo di guardarlo il telegiornale, ma se tanto mi da tanto, e con il blog ha raggiunto questa visibilità, con l aggiunta di qualcosa tipo un video blog la chiameranno da Hollywood!!
    Lei scrive benissimo e fa appassionare la gente a quello che scrive, ma secondo me buca lo schermo ancora di più !!
    Così Magari Si verrebbe a creare quel consenso e unità mancante de "er popolo" al progetto di liberazione nazionale, perché è sui FATTI che succedono sul serio che uno può creare un minimo di senso di appartenenza ad un progetto (utopia?) così importante .

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  24. Se l'ISIS prova a salvare l'EURO (perché vuole la distruzione della civiltà occidentale) ma gli EURO spesi nella difesa da Francia e Germania ci salveranno dall'ISIS, la fine dell'ISIS ci porterà alla fine dell'EURO? se l'ISIS è l'antiEuro, l'Euro è antiISIS?

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    1. No, è semplice, l'ho insegnata a mia figlia di 4 anni così lo canta a scuola:

      Per fare l'EURO, ci vuole l'ISIS...
      per fare l'ISIS, ci vuole il dollaro...
      per fare il dollaro ci vuole l'EURO...
      per fare tutto, ci vuole l'euro, per fare tu-utto ci vuole l'E-U-RO.


      copyright P.Dino - ciao :)

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  25. Peraltro, in occasione dei bombardamenti di Sarkozy, sbaglio, o c'era in ballo la nostra (italiana) libertà di negoziazione energetica?

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  26. Parce que moi, je suis moi. Et vous, vous n'êtes qu'une merde.

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  27. Ho la netta sensazione che le cose si stiano mettendo al peggio.
    I have a bad feeling about this: estote parati.

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    1. Che faccio, ci vado a Parigi sabato?

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    2. Non fare così che Rockapasso si preoccupa. Hai ancora quattro minuti per farle gli auguri...

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    3. @Martinet
      Siamo sempre preparati al peggio. L'unica questione rimasta è: Pralaya o Mahapralaya?

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    4. ...e vi siete persi il compleanno di Ro. E pure io, causa lezioni...

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    5. @ Il velo di Maya
      "Nei giorni felici, bisogna guardarsi dalla superbia e dalla smodatezza. Se una persona non è prudente quando la situazione è normale, poi non sarà in grado di recuperare. Chi si esalta nei tempi buoni vacillerà in quelli avversi". (Hagakure, I, 175)

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    6. Auguri a Rockapasso, di cuore. Per il resto, ho percezioni simili a quelle di Martinet. Cola nero dalle pareti. Lo abbiamo voluto noi. Su Parigi starei tranquillo, tanto Lachesi ha già deciso. Quella questione è indisponibile.

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    7. Ho scritto ieri un post di auguri a Rockapasso e a te - non so se è arrivato; Comunque, io sono fatalista, non mi preoccuperei più di tanto: come dicevo in quel post, siamo tutti sulle ginocchia di Zeus e io sto sulle ginocchia di Tyche - noblesse oblige.

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  28. Non vada: credo che sarebbe inutile. L'evento non sarebbe neppure preso in considerazione data la situazione.

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    1. Guardi, è come quando a napoli c'era il colera: mai come in quel momento era sicuro mangiare cozze.
      Io andrei trsnquillo.

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    2. Il "pure" era riferito a @rockapasso. Io me ne batto il cazzo, e se non lo hai capito dopo tanti anni non so quanto profondi siano, all'atto pratico, i tuoi conati interpretativi (sempre ricchi di spunti interessanti in teoria)! Si dovrebbe capire che penso di avere molti conti da regolare e ho una fede incrollabile nel fatto che il Signore farà quello che vorrà, incluso farmene regolare qualcuno. E comunque da quando ho 16 anni ho cominciato a ritenere la mia morte un fatto probabile (e quella altrui un fatto certo). L'unica cosa che mi romperebbe il cazzo sarebbe passare tre ore tappato in RER perché qualche svaporato si é dimenticato una busta della spesa. Anche questo è un evento certo!

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    3. Intendevo "è", ovviamente...

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  29. Vai pure, tanto vivi pure in un target sensibile (Roma): a Natale ci devo tornare pure! A Parigi evita il Metro e prendi il taxi.
    Siamo tutti sulle ginocchia di Zeus; io su quelle di Tyche.
    Un abbraccio a Rockapasso. Ci vediamo a Ginevra - lavoro permettendo.

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    1. Al taxi avevo già pensato, per evitare perdite di tempo. Ci sono falsi allarmi di continuo.

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    2. P.s.: veramente vivo a Francavilla di questi tempi, e qui come a Roma i ristoranti sotto casa li hanno chiusi i cravattari, non i terroristi. Quindi non credo che verranno a sparare lì. Se succede, è l'Eurogendfor! (spesa pubblica improduttiva)

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  30. Risposte
    1. Il mondo è per definizione insicuro prima di un attentato, non dopo. La Pearl Harbour c'è stata, ora si può fare politica keynesiana col consenso della City, tranquilla che dove sono lo sanno e ora li vanno a prendere. Non sono dove vado io. Unica differenza rispetto a Pearl Harbour (o 9/11): un sistema disfunzionale come il nostro non regge nemmeno col keynesismo bellico. La nostra sharia è il TFUE. Quello mi inquieta.

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  31. Mi è venuta in mente così mentre rimproveravo mio nipote:

    Sta mania di giudicare il calcio dai risultati e la politica dalle buone intenzioni ha da finì.

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    1. Molto ben detto. e il nipote come ha reagito?

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  32. Io mi sono convinto (ex-Pd), a differenza dei primi tempi, che il 5 Stelle sia un giovane e genuino movimento politico "anti-casta" in Italia. Per "casta" intendo l'insieme dei partiti pro-euro, cosiddetto PUDE, dalla destra alla sinistra. Uniti anche dal "sistema corruttivo" che li accomuna al di là dell'alternanza dei governi avvenuti e che hanno permesso l'euro e le altre cessioni di sovranità ancora in progress! La Lega, solo recentemente si è messa contro la moneta unica ed in generale contro la UE, fino a ieri condivisa in todo! Così lo stesso Berlusconi che, fino a quando conveniva a lui, ha difeso l'euro! Solo il 5 Stelle è "pulito" sotto questo punto di vista e. nonostante vi siano ancora alcune sacche "euriste" al suo interno, sta evolvendo alla grande verso una totale rivendicazione di ritorno alla nostra sovranità! Parla già di una Unione Europea "fallita" di fatto e auspica una nuova Europa dei popoli e delle Nazioni di tipo confederale, altrimenti nulla! Per quando riguarda il referendum sull'euro, credo che quando si farà (se esisterà ancora l'euro), il popolo voterà a favore del ritorno alla lira. Si ritiene che far sentire il popolo protagonista di questa decisione è importante! Nel frattempo il movimento si prodiga a spiegare al proprio elettorato e ad agire "contro" la moneta unica in tutte le sedi istituzionali dove sono presenti, spingendo persino per il ritorno alla proprietà pubblica della Banca d'Italia al servizio dello Stato come era prima del divorzio nel luglio del 1981. Tutti gli altri partiti sono troppo "invischiati" nel sistema dell'euro (oltre che dalla corruzione) che non potranno mai agire in modo risoluto per uscirne, pena la loro stessa sopravvivenza!

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  33. Ecco il sito web del 5 Stelle su "COME SI ESCE DALL'EURO"
    http://www.beppegrillo.it/fuoridalleuro/index.html

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    1. Questa cosa, fatta al momento giusto, sarebbe stata decisiva. Ma dissero di no, come tutti ricordiamo. Full stop.

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    2. Sostanzialmente diverso sarebbe dire: se vinco le elezioni faccio il referendum, almeno si potrebbe gestire meglio la cosa. Stando al governo si potrebbe minimizzare i danni, in primis con il corallito. Ce lo vedete un referendum con il pd al potere?

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  34. Ma ancora con tso referendum? Corrobora la tesi false flag. Della serie comunque vada sará un disastro. Se i sondaggi inizieranno a dare qualche possibilitá al si, tutti inizieranno a spostare i soldi fuori, spread che sale e terrorismo mediatico che fará cambiare idea alla gente. In quel caso anche se vincerá il si, si uscirá nel peggior modo possibile, massimizzando i danni. Ma in uno scenario simile al 99% vincerà il no. Se io volessi affossare il discorso uscita dall'euro, in effetti, farei un referendum, non c'é niente di meglio di un bel boomerang in questi casi.

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  35. @Piero Di Florio
    la Lega non credibile..
    Per l'amor del cielo, mi è capitato lo scorso anno di andare ad un loro meeting (sono siciliano) in cui ovviamente c'era Claudio Borghi.
    E da sotto gli ho ricordato che tutti quei bei discorsi erano sterili senza parlare del Sud.
    Ovviamente il prof. Borghi ha annuito ma non poteva cogliere (c'era tanta confusione alla fine) la sottigliezza (né si ricorderà della mia richiesta ovviamente!) ovvero il fatto che prima la Lega dovrebbe chiedere scusa RICONCILIANDO LA RAGIONE e quindi la dignità di 20 anni di lotte sterili.
    E poi anch'essa può ripartire.

    Però.. però a me pare che tra Salvini e Borghi un bel po' di faccia la stiano mettendo o no?
    metterci la faccia è un inizio.

    Sul M5S.. credibilità per un decreto? Loro? ahahahahhaha
    La credibilità è quella parola per cui diamo senso o no a concetti o persone solo per la cura della loro barba.
    Suvvia!
    E' credibile Renzi (nel voler fare il pupo distruttore) nonostante le sembianze da Mr Bean.
    ma il M5S allo stato attuale NON E' ASSOLUTAMENTE CREDIBILE perché non mi pare abbia fatto uno sciopero o manifestazione in tal senso.
    Invece cosa fanno? furbamente ogni tanto citano l'euro per prendersi 4 voti (come dire.. "noi siamo contrari all'euro, sentito Grillo o.." DAR).

    Essere contro l'euro e a questo regime fasciocomunista significa improntare un percorso culturale, prepararsi.
    Dove lei vede queste cose.. bah

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  36. Non guardo la tv da anni. Tutte, nessuna esclusa (non ho nemmeno l'apparecchio). Oggi purtroppo sono stata costretta a ascoltare in sottofondo le notizie per circa due ore. Le perle: "Gli attentati uccideranno la ripresa" e "La crisi... queste minacce di una deflazione che potrebbe arrivare". Ad amalgamare il tutto l'insistenza continua sull'insicurezza e la paura di attentati.
    Pur con tutto quello che se ne dice e se ne legge ho provato credo l'effetto opposto a chi capisce cos'è il ciclo di Fraenkel. L'immersione nella propaganda più buia. Veramente c'è gente che si beve 'sta roba pur borbottando di diffidarne, veramente c'è chi conosce queste e solo queste come fonti d'informazione, veramente c'è da aver paura non della forza dei loro argomenti ma solo di quella della ripetizione di miscele saggiamente dosate.
    Ecco, l'idea di dover essere obbligatoriamente espropriata in bolletta di 100 euro e rotti sul mio salario post euro per pagare siffatto genere di "servizio" che oltretutto non posso e non voglio vedere...
    Ma dài che ormai si parte in guerra. Non importa che qualcuno abbia previsto questa via d'uscita, qualche volenteroso aedo di tale economia toccherà la cetra persino nei luoghi più insospettabili.

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  37. Le cose che non sono mai successe, hanno la spiacevole abitudine, di succedere...

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  38. @Piero Di Florio

    Mi spiace - e ritengo inutile ricopiare quanto facilmente reperibile ovunque - ma Casaleggio è almeno in parte condizionato dalla cultura massonica.
    Come tale, vuole l'Euro e basta.
    Non esiste partito o movimento o istituzione "decision making" che non sia stato infiltrato, prima te ne fai una ragione meglio è.

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  39. Attenderemo ansiosamemte il redattore dell'Ansa e i suoi colleghi a braccia aperte.
    Perché chi di dovere si netterà le terga coi vassalli sostituibili.
    Contano i fatti e questi dicono che di questo passo arriverà per molti giornalisti ( il grande principale De Curtis avrebbe detto:" ma mi faccia il piacere! ) la resa dei conti. Ancora una volta diciamo che la verità paga, anche se non subito.

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  40. Domande per gli esperti in materia frequentatori del Blog:

    1) L'avvicinamento Francia-Russia non è il sintomo di un debolezza U.S.A. ? [Soprattutto in ottica Sanzioni, sarà difficile credere che all'alleato anti-terrorismo continui a fare dispetti] - Mi sfugge qualcosa ?

    2) La triangolazione Gran Bretagna ( che prova a uscire dall'europa ) con l'asse Franco-Russo che si sta creando + La Germania che va da sola, e l'Italia confusa e infelice NON MOSTRA UNA GEOPOLITICA sempre più simile alle condizioni pre 2 guerra mondiale?

    3) Siamo condannati a una nuova grande guerra ? Cosa potrebbe portarci fuori dal pantano ? Esiste qualche possibilità o stiamo inesorabilmente andando incontro al nuovo 39' (2019) ?

    Grazie per l'attenzione, saluti da Napoli.

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