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giovedì 1 agosto 2013

Imprenditore e di sinistra? Ancora interclassismo...

(dedicato a quelli che "m'ha detto Krugman che ci sctanno i fairseil"... La prima puntata era qui.)




Caro Professore,

ti seguo quasi dall’inizio, non commento, leggo e cerco di unire puntini.  Non ho consigli da darti anche perché mi pare che azzecchi tempi e modi, apprezzo quello che fai e quello che hai messo in gioco. Dal primo post ho ritenuto che tu stessi facendo politica: disegnare buone mappe è la premessa di ogni orientamento. Dove andare dopo aver disegnato (o studiato) mappe è decisione e responsabilità di ognuno. Questa è solo un’altra storia, l’ennesima tessera dell’immagine che stai componendo dell’Italia.  Imprenditore e di sinistra (“macomeseiimprenditoreedisinistra?” è da una vita il mio “professorechenepenza?”). Dopo decenni da distributori, ci siamo inventati produttori e un mercato che non esisteva in italia. In pochi anni siamo passati da pochi addetti a quasi un centinaio. Una storia italiana di successo, forse. Poi il 2009. Poi il 2010. E poi l’inferno di oggi: ormai alle persone manca il reddito e la fiducia e i nostri prodotti minimamente voluttuari  sono diventati un lusso.

 Se lavori col retail, la lotta  quotidiana che i più combattono col fine mese la leggi nell’incessante erosione dei volumi a punto vendita.  Abbiamo tagliato con violenza tutti i costi, altro che spending review: qualcuno dei politici del sogno (ormai Crozza è infinita ombra del vero) ha mai messo piede in un’azienda, ha mai chiesto che sta succedendo qui? Ridotta della metà la forza lavoro, abbiamo applicato feroci deflazioni reali dei salari rimanenti, prima di tutti i nostri. Lottiamo per rimanere in piedi. Non ho mai pensato che fare l’imprenditore fosse una colazione sull’erba, l’ho scelto io, quindi le prendi e le dai e vai avanti. Quello che spaventa è che sembra non bastare mai, non si vede la fine nel gioco a rimpiattino tra tagli dei costi e diminuzioni di fatturato. Ormai è diventato un gioco di resistenza, tra liquidità che non gira, fornitori che entrano in crisi, i continui solleciti fatti o ricevuti, in un’apnea che fiacca e stordisce.  Senti che stai sacrificando anche molte delle tue idee su giustizia e equità, in questo sforzo di alleggerimento.

Fausto commenta sul tuo blog <questo è il gioco del capitalismo selvaggio neoliberista e, anche senza voler scomodare Schumpeter, se non vai avanti (dopo anni dedicati - magari - alla gestione di un sontuoso surplus, accumulato sulle spalle dei lavoratori), allora, "prego fare posto...".>.  Gli direi solo che io non c’ero se e quando qualcuno ha accumulato sontuosi surplus. Ma ci sono ora che i capannoni qua intorno si svuotano e rimangono deserti:  tanti hanno dovuto “fare posto”, ma purtroppo non si vede la fila per far partire nuove attività. La distruzione creatrice è bella, è fisiologica e sana, specie se la guardi da lontano o di sfuggita. Da vicino si sentono brutti rumori, tanti si fanno male e il tempo passa, prima che alla distruzione segua le creazione. Se a Fausto serve un nemico, non sono io: il mondo è un posto complicato e i fronti si ridisegnano secondo curiose conformazioni, no? Qui, insieme alla preoccupazione per i destini personali, sentiamo il peso e la responsabilità delle famiglie che vivono degli stipendi della nostra azienda, che Fausto ci creda o no.

Per fortuna (è proprio cieca e bastarda, la fortuna, se la ringrazi per questo) le giornate lasciano poco tempo per paragonare vecchie idee di sinistra con quello che dobbiamo fare per resistere. Con gli amici dico che questa è la nostra guerra, quella che è toccata alla nostra generazione. Noi ci siamo e faremo la nostra parte finché potremo. La nota ironica della faccenda è sperare che quegli stranieri che stanno dalla parte giusta dell’euro, con cui fino a poco tempo fa discutevamo di joint venture, oggi si comprino un pezzo della nostra azienda. Ovviamente a gran sconto sui valori di qualche anno fa. La differenza, passata la tempesta e se tutto andrà bene, la vorrei imputare all’euro. O alla politica che ha dormito in un iperuranio di idee marginali o dannose. Mi rimane da capire a che cosa imputare questa persistente sensazione di incapacità e solitudine, di ingiustizia, di spreco, di perdita che ogni tuo grafico, Alberto, riesce a spiegare ma che niente riesce a lenire. Grazie.



(prego. Non avrei potuto fare diversamente, e ora voglio proprio esserci, quando presenteremo il conto...). 

76 commenti:

  1. Queste testimonianze sono il degno compendio al lavoro di divulgazione fatto da Alberto. E viceversa!

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    1. A me è quasi venuto da piangere. Ma come è stato possibile ridursi a questi livelli (lo so, ho quasi terminato il libro del prof.)! Mi meraviglio come si faccia a mantenere la calma, ma poi nemmeno tanto. Questi si che sono italiani veri

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  2. >>Mi rimane da capire a che cosa imputare questa persistente sensazione di incapacità e solitudine, di ingiustizia, di spreco, di perdita che ogni tuo grafico, Alberto, riesce a spiegare ma che niente riesce a lenire.

    Già. L'imputazione delle responsabilità è il vero nodo, propedeutico al pagamento del conto. Perché il conto qualcuno lo deve pagare, intendo il conto che noi faremo pagare e che equilibrerà, come in una partita doppia, quello che stiamo pagando in questi anni. Goofynomics: se c'è chi paga le conseguenze, c'è anche chi ne trae beneficio. Se c'è chi subisce la decisione (di entrare nella moneta unica), c'è anche chi quella decisione l'ha presa. A costo di andarli a prendere in Africa, questi tizi (ma poi quanti sono? Decine? Centinaia?) vanno messi di fronte alle conseguenze.

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  3. QED
    ci vorrebbe un ciclo di Frenkel che spieghi cosa succede a chi subisce il ciclo di Frenkel, sarebbe utile per capire QUANDO qui in Italia ne usciremo

    probabilmente scopriremmo una postilla che esclude l'Italia dall'elenco dei paesi dove esiste una Frenkel-exit

    quindi sollecito la stesura del ciclo di Bagnai, che potrebbe essere una raccolta dei post di questo blog: oltre alla funzione educativa, essi hanno anche 1 potere terapeutico calmante grazie alle continue asfaltate in essi contenute

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  4. Il Partito Comunista era il riferimento politico ed ideale di almeno tre associazioni di categoria: la Confesercenti, la CNA e l'allora Confcoltivatori (oggi C.I.A.). La tradizione politica comunista italiana ha sempre ritenuto che gli interessi di classe dei lavoratori dipendenti e dei piccoli imprenditori fossero coincidenti.
    Lo stesso sistema cooperativo è nato con ben altri (e nobili) fini di quelli oggi perseguiti dalle c.d. "coop rosse". Almeno in Italia non è mai stato contraddittorio essere imprenditore (purchè piccolo) e di sinistra.
    Non bisogna commettere l'errore di considerare come un blocco omogeneo di interessi il ceto imprenditoriale, nè a livello nazionale nè a quello internazionale. L'autore della lettera ben ha descritto gli interessi contrapposti della sua azienda di produzione e della grande distribuzione con la quale lavora(va). Ancor più evidenti i conflitti tra le varie "frazioni" nazionali del grande capitale, all'origine, d'altronde, del primo conflitto mondiale.
    Colgo l'occasione per segnalare un interessante (almeno per me) articolo su "Sbilanciamoci" che può essere scaricato qui

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    1. Questo sì che è parlare con cognizione di causa

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    2. Eh, ma questa è storia antica... già a metà anni novanta mi ritrovai ad un congresso di zona in cui a un certo punto un delegato intervenì per porre il problema degli straordinari non pagati dei lavoratori di certe cooperative, e fu accolto da un breve silenzio tombale, poi avanti il prossimo iscritto a parlare e argomento seppellito. Di recente mi sono ritrovato a latere di una situazione grave (sette dipendenti in ospedale in cinque giorni) in cui il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, sindacalista della mitizzata FIOM, si era schierato con la proprietà (tesserata PD) per negare il problema di sicurezza... Stendo un pietoso velo su CNA, che se dalle mie parti ha delle strutture tecniche valide, possiede dirigenti tuttora completamente collaterali, e quindi PUDE fino nel midollo delle ossa ("gli americaani affossano l'Euro perché hanno paura che sostituisca il dollaro come moneta di riferimento mondiale" e a uno così che gli puoi dire? Meglio desistere).
      La sensazione di solitudine: io ho visto nei fatti ridursi al lumicino il mio settore di riferimento, assieme al mio socio ho passato due anni a stilare un bolletino mensile di morti e feriti (tra clienti e concorrenti). E al di là della retorica "più europa" eurista, ho visto mettere in pratica direttive europee che hanno dato una mano ad accelerare il processo di desertificazione. Ma più che desolazione provo una crescente collera. Se mi capita di sentire in TV un PDdino (di solito son loro) che parla di innovazione e di "attrarre talenti dall'estero" (mitico, sei un'esportatore netto di laureati e vuoi importare il pHD indiano? Politiche deflazionistiche sempre e comunque?) mi viene voglia di prendere a mazzate lo schermo, poi ci rispenso perche' coi chiari di luna presenti sarebbe troppo oneroso comprarne uno nuovo...

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  5. Abbiamo una bellissima classe imprenditoriale nelle piccole e medie imprese: per lavoro ne ho incontrati vari e sono quasi tutti con un etica del lavoro, un'onestà e una vicinanza con i propri lavoratori (formati da loro e quindi preziosi, altro che flessssibilità...) che è ammirevole e sono loro che hanno permesso all'Italia di primeggiare nel mondo e negli anni '90 di "distruggere" competitivamente la Germania.
    Vedere ora come sono ridotti e come lottano per resistere, nel completo abbandono e disinteresse di una classe politica autoreferenziale o attenta solo ai Marchionne ed ai Della Valle - che, si ricordi, non hanno mai aggiunto veramente niente al sistema Italia, ma hanno eventualmente preso... - e come, nonostante tutto, non cerchino scusanti, ma solo un po' di tregua per riprendersi, suscita in me una rabbia che non si placherà neppure con l'uscita dall'euro, ma solo quando vedrò umiliati e condannati i colpevoli di questo scempio.
    Ma anche così nessuno restituirà questi anni passati a soffrire e resistere, anni buttati e non goduti.

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  6. "cosa è la sinistra, cosa è la destra" cantava quel tale (che ho sempre mal sopportato), il fatto è che quando si lotta con la realtà quotidiana, con la sopravvivenza, gli aloni e le sfumature lasciano il tempo che trovano.
    Profondo rispetto e riconoscenza per chi questa lotta la combatte quotidianamente. Io ci credo ("che il peso e responsabilità delle famiglie ...",) anche perché vivo e lavoro con molte persone che sono così, e in fondo non sono poche. Anch'io voglio proprio esserci quando presenteremo il conto, vorrò vedere le facce smarrite e leggervi anche un po' di paura, perché no.
    Courage!!!

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  7. Anvedi l'imprenditore de sinistra, aò. E scrive molto bene, pure. "La distruzione creatrice è bella... specie se la guardi da lontano". Esatto. Se la guardi da un ambiente tipo grandi vetrate, aria condizionata, poltrone di pelle... chessò, il primo che mi viene in mente per esempio è un economista alla Zingales... ma anche come Monti, che definisce disinvolto la Grecia "un grande successo dell'euro"... Insomma, la distruzione creatrice per eliminare - secondo quanto insegna natura - chi non riesce e raddrizzare le economie è bella solamente se tu però - tu che ne chiacchieri così piacevolmente nei tuoi libri e negli studi televisivi - intanto hai le chiappe bene bene al caldo.

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  8. Qui si vede l'abisso che separa chi produce, con il corpo e con l'ingegno, e chi amministra per ereditarietà o paraculismo.

    Quello che fa male è sapere che i sacrifici di tutti non servono a niente se non a drenare ricchezza.

    D - D sta uccidendo D - M - D.

    Per salvare la loro creatività gli imprenditori sono disposti ad accettare la piena occupazione?

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  9. Sto aspettando la sentenza della Cassazione del processo Mediates,

    non sono ottimista, se penso che la sentenza di condanna a 7 anni del processo Dell'Utri
    è stata annullata,

    c'è però una speranza (quella non muore mai),

    se però la sentenza sarà di condanna, qui scoppia tutto, il PD, il PDL, il governo,

    e questi banditi se ne andranno a casa, e le cose cambieranno.

    Polvere alla polvere, merda alla merda.

    E' solo un sogno?

    Tutta la mia solidarietà a tutte le vittime di questa crisi, ai nuovi partigiani italiani del terzo millennio, agli eroi di questo tempo sventurato e maledetto.

    Ce la faremo, la storia è dalla nostra parte.


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    1. "la storia è dalla nostra parte."

      Gli ultimi che lo dicevano, da noi (evidentemente senza crederci, come si è visto quando d'improvviso la storia "è finita"), hanno fatto una brutta fine, ora sono PDini (e quindi piddini).

      Attenzione anche alla versione B, "la scienza è dalla nostra parte": sarà anche vero, ma purtroppo non basta....

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  10. "Cette apparence de coupable, qu'elle prête aux victimes, voila bien l'injustice de la défaite." (Saint Exupéry)

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  11. vorrei vedere i venditori del nulla andare da queste persone a dirgli in faccia che se stanno fallendo è colpa loro perchè o non hanno fatto innovazione (riforme) oppure perchè sono improduttivi.

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    1. Ti si può accontentare caro ATS, basta chiedere.

      Copio e incollo da twitter, il social dove tutto può diventare realtà (e intanto mettiamo agli atti):

      Paolo Manasse ‏@pmanasse 30 Mag

      @carlo_fiore @borghi_claudio volentieri se mi rimborsano le spese del viaggio
      Riduci
      2:26 PM - 30 Mag 13 · Dettagli

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  12. Posso fare la proposta di un chiarimento sulle reali deivergenze tra le sue tesi e le sue analisi e quelle del "marxista delle periferie svantaggiate" (mi pare che lo chiamò così una volta).
    Al di là degli aspetti personali, possiamo dire che, in realtà le vostre analisi convergono?
    Credo che anche lui sottoscriverebbe la frase che le ho sentito dire una volta (con la solita geniale trovata linguistica): "la guerra dei trent' anni del capitale contro il lavoro" (cioè ciò che accadde dall' ingresso nello SME+"divorzio"+atto finale Euro). Certamente lui è arrivato in ritardo, ma mi pare , negli ultimi mesi, abbia preso posizioni abbastanza chiare su questo euro (l' unico possibile, per altro, concordo con lei nella maniera più assoluta), MA, la vera divergenza arriva, da quello che ho capito, al di là della "uscita da sinistra o da destra" , dal fatto che lui consideri gli "sconfitti" di questa guerra (da tutelare) i soli salariati, mentre lei, a questi aggiunge imprenditori (veri), gli artigiani, i professionisti (insomma, TUTTI i lavoratori).
    Ho interpretato male io tra le righe del vostro duro dibattito, o è effettivamente questo un punto, il principale, da un punto di vista -si, direi- politico (non è mica una parolaccia!)?

    Se questo è uno dei punti, io personalmente, da salariato (di sinistra), sto dalla sua parte (seppur con "asterisco")

    Se questo non è uno dei punti di discordia, comunque, credo sia un aspetto, una controversia, una valutazione, molto interessante da approfindire.

    E questo suo post è un ottimo "incipit"

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    1. Ci sono un paio di cose che dimentichi, e che risulteranno dalla cronologia che mi toccherà fare, fra le quali vorrei citare il fatto di essere stato chiamato in causa fin dall'inizio con una semplificazione mistificatoria delle mie tesi, e il fatto di aver proposto argomenti assolutamente futili come quello delle fairseil (vedi i numerosi commenti di istwine) semplicemente per giustificare i propri tatticismi. Qui il problema non è se uno arriva dopo, ma perché, e il perché è semplice: perché parti dall'idea che devi difendere il lavoratore, che è quello che il lavoro ce l'ha, da cui derivano alcuni infausti corollari (che mandano in brodo di giuggiole i marxisti dell'Illinois), ovvero che l'imprenditore è un capitalista e quindi è un tuo nemico da eliminare, che se è piccolo è una metastasi, e che pur di salvare il posto di lavoro accetti di svendere l'impresa italiana al capitale estero. Su queste tre cose non sono d'accordo.

      Per il resto, come hanno notato molti, il dibattito su uscita a destra o sinistra è pura fuffa, roba già vista in Francia, e tutto quello che viene citato dalla persona in questione come connotazione della "sua" uscita da sinistra è presente (e fondato teoricamente) nel mio testo, con anche qualcosa in più.

      Il problema è sempre quello: chi vuole qualcosa dai politici è costretto ad ambiguità tattiche che in questo periodo diventano ostacolo a un dibattito serio. Ma ti faccio anche notare che quando credevo di poter trovare ascolto a sinistra, e andavo (per dire) alle riunioni a Roma III, l'amico in questione non si è mai visto, e non ti so dire se fosse più il sollievo o il rimpianto.

      Come dire: ce ne faremo una ragione, quando succederà quello che stiamo dicendo. Non ho cominciato io, e non voglio che il mio e vostro pensiero sia mistificato.

      E ora leggi il post precedente, grazie.

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    2. Esempio di "fondato teoricamente". Per l'amico l'indicizzazione dei salari è chiaramente una minaccia ("fingernomics") ai capitalisti cattivi. Io dimostro, appoggiandomi agli studi di Nuti (che è di sinistra pure lui) che è la cosa più razionale da fare nell'interesse di tutti.

      Capisco che in certi sport la minaccia sia parte della tecnica. Io ho fatto solo canottaggio. Fatico e tiro dritto.

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    3. "Fingernomics" ovviamente è l'economia del ditino puntato (alla Merkel, al capitalista cattivo, ecc.). Qualcosa di diverso da un tentativo (magari destinato a fallire) di composizione degli interessi. Io son fatto così.

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    4. scusi professore, ma sono un pò tardone;talvolta necessito che me lo si dica chiaramente: ma c'è ancora qualcuno in questo blog che nutre dubbi su chi sia l'assassino?
      no perché a un certo punto se sò de coccio li si invita ad uscire.l'errore ci può essere, ma si legge, si comprende e si impara, ma se uno insiste non c'è altra soluzione: sarebbe tempo perso continuare a spiegare.
      anzi, lei dimostra d'essere democratico perchè pubblica e critica per cercar di "spiegar meglio" (ulteriormente).

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    5. Uno dei problemi è che leggere fonti di seconda o terza mano in genere non è mai proficuo. Tutto il caos attorno a questa faccenda è semplicemente conseguenza di questo. Io dico solo che se Alberto avesse scritto l'articolo sul 92 dicendo che quello succede sempre, io sarei stato il primo a chiedergli spiegazioni e tuttora la riterrei una cazzata. Ma questo non è mai stato detto o almeno a me non è mai parso fosse quella l'intenzione.

      Tutto il resto, tolta la questione del 92 e dei fire sales che mi pare che per ora siano abbastanza numerosi con moneta forte, è divergenza ideologica e semantica. Si può condividere o meno, io non la condivido, perché uno che consiglia di leggere Mosse per il nazionalismo, mi lascia perlomeno perplesso.

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    6. Ma, io mi chiedo da umile ignorante quale sono, i marxisti non dovrebbero conoscere bene il modello di conflitto sociale di Goodwin del 1967?

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    7. Salve professore
      Sono d'accordo con lei sul mondo spaccato in due: rentiers,multinazionali e grandi imprese da un altro e dall' altra le PMI,salariati,precari e tutto il resto
      Ma non capisco (non ho letto il suo libro) e le sarei grato se approfondisse la questione in merito a questa frase:

      Per il resto, come hanno notato molti, il dibattito su uscita a destra o sinistra è pura fuffa, roba già vista in Francia,

      Saluti

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  13. Quanto a questo nei commenti di un blog di sinistra son stata definita "borghese di merda"... non volevo crederci, all'inizio ho riso come una matta!
    Alcuni salariati ancora si definiscono "proletari" e son disposti a rimanere nell'euro per puro dispetto: meglio servire pochi grandi "padroni", scrivono, piuttosto che i tanti piccoli imprenditori, le metastasi, da distruggere. Mi ha impressionato devo dire un tale odio e invidia sociale. Altro che popolo italiano...

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    1. Sì, ci ho fatto caso, avevo voglia di farmi due risate. Del resto, se avessero un cervello la lotta di classe l'avrebbero vinta, visto che sono tanti. Purtroppo però le cose non stanno così, e quello che più gli scotta è che qua dentro, in due anni, abbiamo fatto più di loro in venti, perché ci siamo uniti e non abbiamo rifiutato per motivi ideologici di guardare in faccia la realtà. Questo non possono ammetterlo. Dispiace anche a me: avrei voluto che ci fosse meno cecità. Ma non posso farci niente se è così. Questo passa casa, cara la mia borghese di merda.

      Tuo,

      Keynesiano di merda.

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    2. Be', si consoli, Chiara: a me, per aver scritto su un blog letterario fondato da ex della Normale di Pisa che la UE e l'euro sono pura tirannia e distruzione delle sovranità europee, m'hanno dato del "reazionario fieramente antilluminista", come se avessi lanciato il programma politico "Trono & Altare 2.0". Mi sono anche preso del "militarista" perché rilevavo che l'uscita del presidente Napolitano sugli F35 il cui acquisto va deciso dal Consiglio Supremo di Difesa e non da Parlamento è eversione pura e semplice. Non mi chieda la logica dell'accusa, perché non c'è. O meglio c'è, ma è quella di cui parlava Lenin, dicendo che le classi dirigenti sono disposte a negare anche la geometria euclidea, se non gli fa comodo. E a credere anche ai marziani con le antenne sulla testolina se gli serve, aggiungo io.

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    3. @ chiara: non ho letto la discussione nella quale l'hanno insultata ma vorrei sapere che differenza c'è tra "salariato" e "proletario".
      Devo credere a Cacciari quando dice che le classi sociali non esistono più o a Warren Buffet che afferma che la lotta di classe esiste e l'ha vinta la sua classe?

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    4. @ omicron, salariati e' un modo del produrre e percepire reddito e fino a qualche anno fa, reversibile, personalmente sono stata una dipendente salariata e ora ho una micro impresa; i proletari come classe sociale non esistono piu' da decenni, erano i salariati a vita con prole.
      Vent'anni fa frequentavo l'universita', figli di professionisti con figli di operai, avevamo per lo piu' case di proprieta', facevamo le vacanze insieme, davamo per scontato tutti un futuro di benessere sempre piu' diffuso, eravamo il ceto medio e la lotta di classe sembrava l'alibi ottocentesco dei frequentatori dei centri sociali per fumarsi una canna durante i concerti e affermare il diritto all'eterna giovinezza universitaria. Una generazione, quella nostra, ignorante e ingenua che non ha vigilato, ha sprecato e dissipato le conquiste dei padri.
      Ora che il ceto medio si sgretola nel precariato e disoccupazione, nel fallimento della possibilita' di intraprendere e migliorare, non riusciremo neppure a tornare alla vecchia lotta di classe, e' il tutti contro tutti ora, non siamo una classe sociale, ci hanno fregato per bene.

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    5. "Keynesiano di merda"

      Pian piano sto leggendo la Teoria generale, saltando un po' qui e un po' là in realtà, e sono capitato sul capitolo 23 dove Keynes parla del mercantilismo, di Silvio Gesell e delle teorie del sottoconsumo.

      La cosa notevole è che, se non ho capito male, sulla base di quello che dice Keynes, la politica economica della Germania non può nemmeno essere considerata mercantilista.

      Una politica mercantilista mira a un surplus della bilancia commerciale per consentire una maggiore crescita interna attraverso un minore tasso di interesse, non reprime la crescita interna con un maggiore tasso di interesse per ottenere un avanzo della bilancia commerciale.

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  14. Quando in una giornata qualsiasi, stancamente uguale a tante altre che l'hanno preceduta negli ultimi due anni, nell'arco di pochi minuti i tg mostrano Beatrice Lorenzin e Nunzia di Girolamo, rispettivamente ministro alla Sanità e ministro all'Agricoltura, che illustrano il proprio punto di vista sul rilancio dei rispettivi settori di competenza, si ha l'impressione di essere lanciati su un binario morto, in procinto di andare a schiantarci su quel cumulo di false certezze e di dogmi ingannevoli che da troppo tempo e con eccessiva disinvoltura viene spacciato per azione di governo.
    Impressione che si rafforza via via che i tg mostrano in successione Lupi, Alfano, Cicchitto, Biancofiore, ecc., tutti impegnati a spiegare che quel sant'uomo di Berlusconi, che tanto ha fatto per l'Italia e per gli italiani, è vessato da una “magistratura politicizzata” che si accanisce su di lui per estrometterlo dal Parlamento. E che diventa granitica e sconfortante certezza quando si ascoltano gli esponenti più in vista del Pd intervenire a difesa del cavaliere con argomentazioni risibili del tipo “vogliamo sconfiggerlo sul piano politico e non su quello giudiziario”, incuranti della circostanza che autocrati ben più potenti del piazzista brianzolo, quali Fujimori, Videla, Pinochet (nel suo caso solo arresti domiciliari, ma comunque fine della carriera politica), Musharraf (attualmente sotto processo, rischia la pena di morte), ecc., sono stati processati e condannati per i loro crimini senza che ne derivassero gli scenari apocalittici che non pochi finti ingenui paventano nel caso che la Cassazione confermasse la sentenza a carico di Berlusconi. Per non parlare dei vari Bush, Blair, Sarkozy, ecc., sostituiti d'emblée prima che l'immagine dei paesi da essi rappresentati andasse definitivamente a ramengo.
    Ma questa è l'Italia dei giorni nostri, e i personaggi di cui sopra rappresentano nostro malgrado il peggior ceto politico degli ultimi 30 anni – e ce ne vuole.
    O meglio, questa è l'Italia che i media rappresentano instancabilmente un giorno dopo l'altro per convincerci che tutti noi siamo della stessa pasta. L'Italia televisiva in cui esperti improvvisati, e interessati, ci raccontano ancora oggi, dopo 20 anni di fallimenti conclamati e continuati che Berlusconi ha rappresentato una novità sulla scena politica italiana, dimenticando però di aggiungere che ha raso al suolo l'intero teatro. In fondo, se il canale “all news” della Rai pretende di fare informazione chiedendo un'opinione a Giuliano Ferrara o a Santanché sui principali temi di attualità politica, non ci si può aspettare molto di più.

    C'è però un'altra Italia, quella che non si vede in tv perché è impegnata a tenerla in piedi nonostante tutto, quella di cui ci parla l'imprenditore che ha fornito lo spunto per la riflessione oggetto del post. Non so se dovremo sfasciare tutto in nome dell'€, prima di ritrovarci di fronte all'ineluttabile esigenza di riprendere il normale cammino sulla strada dell'evoluzione cui l'umanità tende, che se ne sia coscienti oppure no, e di uno sviluppo che abbia un senso comune, ossia che non aumenti il divario tra ricchezza e povertà in nome di un modello economico e sociale “competitivo” difficilmente sostenibile già nel breve periodo, e che miete vittime su entrambi i versanti del mondo del lavoro. È mia convinzione che quella sia l'unica strada che possiamo percorrere. Deviazioni e scorciatoie, come si vede - e non da oggi -, non portano da nessuna parte.

    P.S. È di questi minuti la conferma in Cassazione della condanna del cavaliere. La nota divertente di questa logora pantomima è che a Palazzo Grazioli hanno applaudito la prima parte della sentenza della Cassazione; quella che rinvia alla Corte d'appello la rimodulazione del periodo di interdizione dai pubblici uffici. Poi hanno presso atto della dura realtà: l'era di Berlusconi è definitivamente tramontata. Lo era sin dallo scandalo del 2009 di Noemi Letizia. Ora lo sanno anche i berluscones.

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    1. mi rendo conto che per milioni di persone e' troppo complicato guardare oltre e non fermarsi sul belzebu' di turno che regolarmente vien servito al pubblico sacrificio ogni volta che serve.. (serve a chi eliminare craxi,berlusconi?)

      io continuo a sperare che qualcuno si appassioni a cose ben piu' importanti e concrete, ad esempio, sogno di vedere orde di persone che non fremono per l'arrivo di una sentenza di una magistratura che lavora per conto terzi, come fosse una partita di calcio, bensi' sarebbe bello che le persone fossero attente a quando qualche traditore anche solo sfiora l'idea di vendere/cedere quote di eni, finmeccanica, poste, ferrovie, cassa depositi e prestiti ecc ecc...


      Mentre orde di autentici stolti imbecilli ignoranti fremono che il berlusconi belzebu' venga condannato, come fosse quello IL problema, continua la distruzione del nostro tessuto industriale, nonche' lo shopping degli stranieri ai nostri gioelli di famiglia.

      Siamo cosi' pigri, incapaci, non competitivi, schifosi e puzzolenti corrotti che caso strano, c'e' la fila la fuori per rubarci anche le briciole di quel che rimane da queste ruberie estere verso le nostre aziende.

      Io vorrei vedere persone strapparsi i capelli dalla rabbia per la cessione di avio a general electric.. e invece? Silenzio assoluto.. e magari qualche cretino domani dira' che lo meritiamo anche!! la tafazi mania non si esaurisce mai.

      http://www.lastampa.it/2013/08/01/blogs/allacciate-le-cinture/general-electric-ha-acquisito-avio-e-nata-avio-aero-con-sede-a-torino-VzJh7FrgW15bZYyyBl88bI/pagina.html


      PS: il 28 maggio Tremonti ha presentato un DDL.. l'ho scoperto per puro caso, cerco e cosa trovo?
      http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Ddliter/41077.htm

      con un bel po' di ritardo, altri seguono:
      http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Ddliter/41502.htm


      ne ha parlato qualcuno di una cosa cosi' importante? figurarsi! c'e' da cambiare la costituzione, vendere lo stato agli stranieri e alle 20, tutti al bar per l'aperitivo che si brinda per la condanna! guai a far tardi a certi appuntamenti!

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    2. “Mentre orde di autentici stolti imbecilli ignoranti fremono che il berlusconi belzebu' venga condannato, come fosse quello IL problema...”

      Mi scusi, ma come avrà notato non c'è nessuna orda che freme per Berlusconi, e nemmeno ci sarà domani. L'unico che ho visto sinora è quell'esaltato di Mascia, contestatore a prescindere che nessuno prende sul serio. Anche sul fronte opposto si registra una certa disaffezione per le sorti di Berlusconi. Non ci sono nemmeno i pensionati ai quali è stato insegnato ad aver timore dei “comunisti” - che poi sarebbero quelli che negli anni del dopoguerra hanno lottato per fargliela avere, la pensione.
      Quanto ai parlamentari Pdl che hanno minacciato le dimissioni in massa, basterà ricordare le parole di Alfano, riportate ieri dall'Ansa: "Se c'è da difendere i nostri ideali e la storia di tutti noi, e la storia del presidente coincide con la nostra, siamo pronti alle dimissioni a partire dai ministri del governo".
      Ci sono però un paio di dettagli: il Pdl non ha ideali né storia. Sicché...

      Più in generale, non credo che gli elettori del Pdl siano una massa informe di “stolti imbecilli ignoranti”. Credo piuttosto che il grosso dell'elettorato Pdl sia composto dai “furbi”, ossia da quelli che godono di una posizione di privilegio, o che aspirano ad averne una, che hanno delegato al signor “ghe pensi mì” il consolidamento dei privilegi suddetti mediante la realizzazione di un modello sociale da attuarsi con le tanto sbandierate “riforme”, che consentisse loro di vivere alle spalle dei “fessi”, ossia i salariati, e le classi subalterne in genere, a suon di condoni, rientro di capitali dall'estero, appalti agli amici degli amici, ecc.. Il che, in effetti, si è verificato per un lungo lasso di tempo – e accadeva anche prima di Berlusconi, ma con dinamiche più “sobrie”. E ora che Berlusconi non è più idoneo a svolgere la sua funzione, si rivolgeranno a qualcun altro.
      Quella cui lei fa riferimento è invece solo la rappresentazione mediatica di un fenomeno esaurito da tempo.
      Quest'anno la coalizione di centrodestra ha preso 9.922.850 voti, pari al 29,1%. Il Pdl ha preso 7.332.972 voti, pari al 21,6%, recuperandone 1,3 mln rispetto al 2010; ma ne ha comunque persi 6 mln rispetto al 2008.
      Inoltre, se consideriamo i 47.126.326 di aventi diritto al voto, la percentuale del Pdl scende al 15,5%, e quella dell'intera coalizione al 21%, quindi siamo di fronte ad una forza politica di modeste dimensioni che, volente o nolente, è costretta fare i conti con le altre. Solo che le altre forze politiche dormono in piedi, il che spiega perché Tremonti abbia mano libera nel presentare i suoi devastanti DDL.
      Berlusconi, un 77enne da tempo non più nel pieno controllo delle proprie facoltà mentali, è stato semplicemente smaltito dallo stesso sistema di potere che 20 anni fa lo inventò come politico. Ma
      da qui a dire che Berlusconi non abbia sinora rappresentato un problema per l'assetto e la tenuta delle istituzioni democratiche ce ne corre.
      Ora ci sorbiremo questo ennesimo tormentone estivo, fino alle elezioni in Germania. Poi si vedrà.

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  15. Ogni volta che leggo articoli come questo, mi rivedo mentre effettuo prove di compilazione degli studi di settore.
    "Imprenditore" e "di sinistra" non sono parole inconciliabili.
    Nel momento in cui la discriminante, che fa decidere se assumere o meno, è il risultato di una simulazione su Gerico (studi di settore), beh, c'è qualcosa di profondamente sbagliato.
    Di più: quello che mi fa ribollire di rabbia è che il lavoro ci sarebbe. Ce ne sarebbe davvero (almeno nel settore dei servizi). Invece no. Gerico dice che non saresti congruo e coerente, quindi lasci perdere per PAURA degli accertamenti, contro i quali - parole di un tributarista - non puoi difenderti, solo conciliare.
    Rinunciare ai progetti costa. Molto. Il guadagno presunto però, non compensa l'eventuale perdita che deriverebbe da un accertamento.
    Solo grazie al lavoro che c'è dietro questo blog, ho intravisto i puntini...prima erano senzazioni "a pelle".
    Quanto vorrei essere più competente. Al momento mi accontento di capirci qualcosa io, tanto con i piddini non si ragiona, quindi il più delle volte non provo nemmeno più a parlarci.
    Un caro saluto a tutti.

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  16. Commovente il coraggio di molti onesti imprenditori, commovente il pensiero alle famiglie dei propri dipendenti quando molti delocalizzano e tanti saluti.

    Ha ragione Bagnai, voglio esserci anch'io per il conto ...

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  17. Se non sei congruo e coerente basta adeguarti ;) che problema c'è?
    e non c'è neanche bisogno di ricorrere ad un tributarista ;)
    Certo se uno le tasse non si vuole considerare un costo così come tutti gli altri relativi all'attività di impresa........(es. l'affitto).
    Se veramente si volesse che il sistema fosse EQUO ed EFFICACE basterebbe consentire una applicazioen generalizzata degli studi di settore a TUTTI. e magari si potrebbe pensare anche ad una seria riduzione delle aliquote...COsì che tutti paghino le tasse.
    Ad oggi, infatti, mi risulta che "nessuno" le paghi (basta vedere i DATI delle ultime dichiarazioni, dove le gioiellerie dichiarano in media 16.000 euro, ristoranti ancora meno, bar ecc. ecc. http://www.lastampa.it/2013/05/31/economia/per-taxi-bar-e-gioiellieri-redditi-sotto-mila-euro-VDzPTxVVpen7b2rCnQ5JXM/pagina.html)ad eccezione dei poveri dipendenti che pagano per tutti, dei "poveri" autonomi che vengono beccati una volta ogni tot anni (salvo condoni) e di qualche mentecatto.
    Quando in TV raccontano quelle belle storielle sul carico fiscale in italia mi faccio sonore risate.....

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    1. Io sarei più per il "rendere conveniente" la dichiarazione. Facciano in modo che il cittadino possa scaricarsi le spese. Tutte. Così le tasse le pagano davvero i soggetti giusti. Ogni anno alla banca si pagano gli interessi sul mutuo. Perchè puoi scaricarne solo una parte? La banca li vuole tutti, non una parte. Poi, Perchè ci si deve adeguare a prescindere? Se vuoi, mi contesti sulla base di dati reali, non sul fatturato presunto, il quale non so nemmeno come sia stato calcolato.
      Guarda che il redditometro appena introdotto, è uno studio di settore ;-) ed io lo trovo profondamente ingiusto. Soprattutto perchè lede un principio costituzionale: innocente fino a prova contraria. Idem dicasi per il decreto penale di condanna. Se tu mi accusi, a te sta l'onere della prova. Questa inversione è pericolosissima. Non bisognerebbe passarci su, così, alla leggera.

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    2. ecco te sei il dipendente classico anti pmi/autonomi cui il pude ha attinto voti per decenni per massacrarci.beato te!
      ps1 :glistudi di settore sono stupidi e la loro utilita è solo a mascherare una minimumtax che serve a tenere i conti dello stato in surplus anteinteressi(vera dichirazione di un esponente pd alle lamentele di un sindacalista cna)
      ps2 visto che qui si studiano dati e non chiacchiere studiati il sistema fiscale italiano che grava su autonomi e pmi (non esiste solo l'irpef ma tante altre tasse simpatiche come irap che il dipendente non paga)e sopratutto basta con le medie delle dichirazioni fatte ad uso consumo della giustificazione della polizia fiscale del dot befera(non è possibile che un attivita guadagni quelle cifre?no?quello è il reddito meno le spese d'impresa genio,la mia attivita guadagna 40000 euro ma ci sono delle spese sai?io preferirei non pagare la luce il commercialista il telefono il mutuo (o l'affitto)gli interessi etc etc se mi dici come fare io dichiaro 40000 euro di reddito poi sei contento?)
      che poi i redditi dei dipendenti siano piu alti è ancorche falsificato dall'aggregato dei stipendi di statali ad alto reddito come magistrati manager etc etc
      ps3 di quelli come te che ci rompono i cojoni col ditino ne ho le tasche piene e io posso solo ringraziare il prof Bagnai per aver finalmente dimostrato che autonomi e pmi sono parimenti massacrati ai salariati(in modo diverso ma pari) con l'unica differenza caro mio che io non ho assistenza per malattia siamo precari per eccellenza!
      ps4 ma se ancora non hai capito che l'evasione non è IL PROBLEMA ma uno dei problemi che puo avere queto paese eche si puo risolvere in tanti modi pacifici dilalogando tra categorie ma che cz LO LEGGI a fare sto blog?

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  18. Secondo me l'interclassismo vero, pericoloso e distruttivo è quello che si cela dietro il livore e l'ividia di classe, fomentando una guerra tra lavoratori in proprio e dipendenti.
    Quando la classe cosiddetta "subalterna" ragiona come Giannino o come Marchionne o Della Valle, penso che ci sia qualcosa che non va. E penso che che quel qualcosa siano i partiti di sinistra e i sindacati.

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  19. E' una resistenza, quella dei piccoli imprenditori "dei distretti industriali". Insomma parlo di quel "nanismo" da debellare e che pure ha fatto grande il nostro Paese e ha reso ultra specializzata e richiestissima all'estero la nostra manodopera.
    Le imposte, la burocrazia, il costo del lavoro insopportabile, opportunità che sprecherai perchè nessuna banca investe più su di te e sui tuoi progetti se non metti in garanzia in valore il triplo di quanto hai richiesto... conosco purtroppo bene queste sensazioni.

    Serve un cambiamento, rapido. Chi segue questo blog e il professore sa bene in che cosa consiste questo cambiamento che sposo a pieno.

    Voglio aggiungere solo che bisogna fare PRESTO.

    Grazie per questo blog.

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  20. Mai nessuno che si sia chiesto come mai questo strano figuro della milano da bere , nonostante tutto quel popò di porcate che ha fatto e se le ha fatte qualcun altro gliele avrà lasciate fare, giusto? ecco, nonostante tutto ha una parte della nazione che fa a lui riferimento, non in senso politico, economico, o sociale, no, sarebbe una lettura purtroppo superficiale, l'ennesima, no no, sono con lui proprio a livello intimo, antropologico, psicologicamente evolutivo.
    E' un terzo degli italiani, non bisognerebbe mai dimenticarselo.
    Così come un altro terzo fa riferimento a un'idea che riporta alla mente una sorta di formicaio, dove tutti sono formiche e basta, avete mai visto formiche che coltivino, anche solo un minimo, il culto della personalità?, tutte che brulicano con un''unico scopo che è quello di ingrandire il formicaio quanto più possibile.
    Poi rimane l'ultimo terzo che è quello della giusta morale, quello che non inquina, non , spreca, non specula, vorrebbe eliminare i privilegi (si, ma quelli degl'altri), quelli onesti che ci salveranno dalla catastrofe apocalittica della fine del mondo che è vicina.

    Certamente leggere machiavelli è un gran piacere per colui che intende guidare l'immaginario delle masse, ma realisticamente parlando il Guicciardini è "leggermente" più aderente a quell'informe massa.

    Onde evitare fraintendimenti, io sto con quell'imprenditore e con tutte le persone consapevoli e di buon senso.

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  21. ciao prof,un abbraccio all'imprenditore da un operaio,senza gente come te la pagnotta per far vivere la mia famiglia chi me la darebbe? i vari soloni capaci solo di fare bla bla bla....ti racconto una chiacchierata che ho fatto con un imprenditore la settimana scorsa,lui si occupa di movimento terra chiacchieriamo del piu e del meno e come al solito il discorso cade sul lavoro,lui:basta me so rotto i ........ cosi non si va piu avanti ma stavolta ho risolto tutti i problemi....io:a si e come hai vinto alla lotteria? no me ne vado e ndo vai? in KENIA e a fa che un lavoro che come minimo dura una diecina d'anni utili che qui non li faccio da una vita, ti porti anche gli operai? ma che sei matto lo sai quanto costa un operaio semplice 2 euro al giorno un camionista specializzato 15 euro al giorno ma gli operai che avevi qui? tutti licenziati.........squilla il telefono lui va via e io rimango con la bocca secca e amara(scusate la grammatica) di discorsi di questi tenori ne ascolto tutti i giorni ieri ero in friuli zona udine un ragazzo ha usato la parola catastrofe 5 6 volte a prof tocca inizia a uni tutti i punti se non ora quando?

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    1. La grammatica della bocca secca e amara va benissimo, caro Antonio. Fai bene a ricordarci che l'imprenditore è in condizioni di superiorità rispetto al dipendente, se non altro perché può decidere di smettere di rischiare. C'è una cosa che non capisco, però. In un paese nel quale gli operai vengono pagati 2 euro al giorno, quanto costa un chilo di riso e quanto costa spostare una tonnellata di terra? Perché l'operaio kenyota ti farebbe fare molti profitti se tu potessi assumerlo in Italia e pagarlo come in Kenya. Non so, in tutto il discorso c'è qualcosa che mi sfugge. Tu che ne pensi?

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    2. Scusi Prof, già gli stipendi italiani sono tra i più bassi d'Europa, vogliamo abbassarli ancora di più? E chi paga l'imu, l'aumento dell'iva, le bollette? Sta scherzando spero.

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    3. Gli stipendi italiani sono già tra i più bassi d'Europa, mentre il costo della vita è a livelli scandinavi. Questa forbice dovrebbe essere ridotta, invece si cerca di ampliarla sempre più.

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    4. Mi permetto solo di aggiungere, conscio che non aggiungo nulla di nuovo al dibattito, che l'imprenditore è in condizione di superiorità solo se non si è riempito nel frattempo di debiti (alla base dell'impresa come San Bagnai ricorda c'è il debito per cui niente di male se l'azienda poi tira e crea profitto...) che la crisi ha trasformato in voragini. In quel caso è una bella gara a chi sta messo peggio e infatti i suicidi dell'età dell'Euro (senza voler dare dignità scientifica ai giornali) mi sembrano dalle cronache assolutamente interclassisti. Che tu sia imprenditore, operaio o pensionato la scelta di una pallottola come via d'uscita è diventata purtroppo merce non più così rara. Aggiungo che perdere tutto quando si è gustato uno stile di vita "medio-alto" psicologicamente è devastante. Certo, se qualcuno ha scelto di mollare prima e trasferire baracca e burattini salvando se stesso e la sua azienda è indubbio che sta messo meglio di un amministrativo di 50 anni rimasto a spasso ma per il resto è una bella corsa verso il baratro... :-(
      Per questo mi abbarbico alla speranza che esce da queste persone e da queste righe. Perchè tutt'intorno "la notte e buia e piena di terrore" (Game of thrones).

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    5. @Simone

      Caro, mi sembra che tu stia equivocando. Ti ringrazio per l'osservazione e ti ricordo che questo è un luogo di studio. Non è che uno arriva qui catapultato dal nulla e spara la prima fregnaccia che gli viene in mente, senza nemmeno cercare di capire a cosa sta rispondendo.

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  22. Si il conto finale sara', se va bene a somma zero. Nel senso che non ci sara' piu nessun piccolo imprenditore. Sinceramente sara' un mesto risultato poter dire: l'avevo detto. Non accuso lei prof. Ci mancherebbe altro. Ma e' una triste e mesta con considerazione.

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  23. Mi pare che molti di noi vivano ormai in una sala di specchi, con parecchie figure distorte della realtà, e di una realtà che spesso non è altro che finzione.
    Una volta che capisci dove ti trovi, riesci a cogliere le molte sfumature interne al maremagnum dei media, che diventa così sempre più prevedibile.
    Il piccolo imprenditore quando è onesto lo si può mettere sullo stesso piano del lavoratore e in un momento di crisi, come questo, si dimostra fragile quanto potrebbe esserlo un suo sottoposto.
    Mi associo all'irritazione di molti di voi a sentire parlare a sproposito di sinistra, di "padroni" e di "lavoratori", soprattutto considerando la gravità della situazione (i suicidi continuano, ma ormai non se ne parla più).
    A me rimane la curiosità (e forse la preoccupazione) di vedere che cosa accadrà... più passano i giorni e maggiore è la differenza di potenziale che si accumula tra le balle che ci raccontano (la sala degli specchi) e la realtà che vediamo davanti ai nostri occhi, anche se mi sfugge come si possa pensare di tenere a bada milioni di persone in Europa, generazioni cresciute nel buonismo e nella retorica ipocrita di gran parte dei suoi "intellettuali"; quegli intellettuali che con il bispensiero ormai hanno imparato a convivere e, forse, ora pensano che questa distopica nevrosi di massa possa esserci servita su un piatto di merda.
    Il neologismo "bispolitica" non suonerebbe male a definire l'attuale situazione politica italiana e non solo italiana.
    Io penso che la situazione sia molto grave, perché ormai si muove su binari completamente irrazionali; non è come in passato quando si poteva discutere su punti di vista diversi, magari antitetici - qui ci troviamo di fronte ad una complessa mistificazione di molti aspetti della realtà politica e sociale.
    Sembra di vivere ormai all'interno di uno scenario di guerra aperta, dove la propaganda è diventata informazione, sono saltati molti-troppi equilibri, e guardando a ritroso nella storia, quando questo accade le cose non vanno quasi mai a finire bene.

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  24. non lo so prof,posso azzardare una parola schiavismo questo è quello che mi è venuto in mente un paio di giorni dopo ho avuto una discussione con um amico lui aveva deciso di aprire un magazzino in un paese dell'est ho fatto presente che sé andiamo via tutti qui salta tutto per aria lui tranquillo mi ha snocciolato tutti i costi di qui e di la dal suo punto di vista non fa una piega con un operaio di qua lui ne paga 4 di la so solo una cosa sé perdo questo lavoro sono rovinato a prof è ora di passare ai fatti i grafici le tabelle le parole tutto giusto adesso fatti.

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    1. Caro Antonio, se non capisci che qui stiamo facendo fatti accomodati: i marxisti dell'Illinois ti accoglieranno a braccia aperte per condurti sul cammino del tradimento e dell'irrilevanza.

      Se poi vuoi fare un gesto eclatante... Be', lo sai: ma tienici cortesemente all'oscuro. Grazie.

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    2. L'imprenditore italiano molto spesso è questo qui: delocalizza ad est, poi re-importa in Italia e pretende di vendere ancora a prezzi italiani.
      Prof. Bagnai, qui tra poco scoppia tutto come nella ex-Jugoslavia, non so se tra 2 - 3 anni l'Italia sarà ancora unita.

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  25. @ Chiara Ped, ma non solo, da una piccola borghese di merda: è molto interessante ciò che dice il giovane filosofo
    Diego Fusaro ma anche Costanzo Preve: la borghesia, contro i cui valori la sinistra combatte, purtroppo con successo, dal '68, era portatrice della "coscienza infelice borghese" con la morte delle due, (ma forse è il caso di dire morte apparente) borghesia e coscienza infelice borghese, avvenuta per mano della sinistra con le lotte sessantottine, "grazie" alla negazione dell'autorità del divino, vengono quindi meno le aspirazioni tipicamente borghesi alla giustizia sociale che ad esempio hanno dato vita allo stato sociale, le aspirazioni borghesi all'uguaglianza e alla giustizia sociale facevano da contraltare al capitalismo totalitario odierno che ora si è tradotto in una società senza più autorictas: adesione sfrenata della sinistra alle politiche liberiste, con la negazione e l'esclusione dello Stato come elemento regolatore dell'economia (autorictas). Borghesia e coscienza infelice borghese erano funzionali alla lotta di classe del proletariato, che ora non ha più nemmeno coscienza di sè, ma è affondato in un tremendo odio sociale verso il piccolo imprenditore.
    Fusaro dice che oggi abbiamo personaggi di sinistra ultracapitalisti, da cui l'appoggio incondizionato al capitale di grosso taglio v.multinazionali, a sfavore del piccolo capitale, e antiborghesi, nelle politiche di cosmetica dei diritti civili, come ad es.le nozze tra gay, Fusaro intravvede un odio radicato contro la borghesia, ma soprattutto contro i valori borghesi, come la famiglia che si destruttura rendendone quasi impossibile la creazione, introducendo appunto le nozze tra omosessuali, ma soprattutto con il lavoro precario, il taglio dei servizi per la famiglia ecc..
    Comunque nel prof. e in tutti i lettori del blog vedo un gran risveglio della coscienza felice borghese!!!
    Saluti da una piccola borghese di merda.

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  26. Chiedo scusa x il lapsus: "Comunque nel prof. e in tutti i lettori del blog vedo un gran risveglio della coscienza infelice borghese!!!" E non felice come ho scritto alla fine del post precedente

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  27. Non capisco però una cosa: questi signori imprenditori si sono sempre lamentati, ma hanno votato in massa per l'imprenditore italiano più famoso, quello che doveva fare i loro interessi, sono poi aggrappati a Confindustria che non fa certo gli interessi dei lavoratori e sono ancora qua a lamentarsi? Facessero un po di autocritica. In Italia gli stipendi sono tra i più bassi d'Europa e gli investimenti per innovazione lo stesso. Per cui abbiamo domanda interna sempre più bassa e prodotti che nessuno vuole più. Non c'è più la lira, ma questi signori continuano a chiedere sacrifici ai lavoratori, tanto poi, anche tra di loro, moltissimo fanno il "nero". Non lamentiamoci poi se il lavoratore italiano, precarizzato-sottopagato, non compra più nulla e non "fa girare l'economia".

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    1. la tua è una visione parziale e settaria, non tutti gli imprenditori hanno votato il Berlusca e non tutti gli operai hanno votato la sinistra, se fosse così semplice dato che gli operai sono in maggioranza il Berlusca non sarebbe esistito. In merito alla questione della produttività e degli investimenti sarebbe utile rileggere qualche post in questo blog che spiega molto bene che la competitività teutonica si è fondata su riduzione dei salari interni da un lato e inflazione nei paesi Pigs dall'altro foraggiata dall'afflusso di capitali esteri e debito privato, riguardo agli investimenti, parliamo di investimenti pubblici o privati, i privati investono se c'è domanda e poi parliamo di piccola e media impresa o grande impresa.
      Inoltre quello che un dipendente percepisce come salario basso è il netto in busta , per un'impresa il costo del lavoro è quanto tira fuori ogni mese tra salari "lordi" contributi ecc che non mi sembra sia il più basso d'Europa o del mondo.
      Se pensiamo che in questo blog abbiamo diritto di cittadinanza solo i pentiti del PD o la classe operaia stiamo sbagliando tutto, la guerra che voglio combattere io, da imprenditore, è contro l'Euro, per il bene degli operai e degli imprenditori di questo Paese.

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    2. Le "colpe" degli imprenditori che si lamentano pur avendo votato B, non le vedo molto distanti da quelle di precari, cassintegrati, esodati, ecc. che si lamentano pur avendo votato PD.
      Tanto per mettere i puntini sulle i...

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  28. @Antonio Lombardi
    ha fatto bene a spiegare meglio la cosa!
    vorrei aggiungere una cosa:
    in realtà i ns stipendi di per sé non erano bassi altrimenti non avremmo avuto grossi risparmi (casa, figli che studiano, conto in banca..) ma:
    a) compressi per via dello SME e poi €
    b) ammazzati con l'ingresso dell'euro.

    quindi, mettersi a frignare che gli stipendi sono bassi.. sì, è vero!
    ma bisogna raccontarla tutta o no?


    PS: sul fatto che bisogna guardare al costo aziendale (avevo stimato un 1,7-1,8 rispetto allo stipendio netto perché bisognava mettere contributi inps a carico azienda, inail, irpef e inps a carico lavoratore che non si "vedono", IRAP e quisquilie varie) nemmeno così funziona però!

    perché il costo aziendale per lavoratore mica per forza è più alto che in Germania!
    ciò che conta sono le dinamiche.. e sempre grazie al prof che ha insegnato una marea di cose

    PPS: in questo blog non dico sia stato trattato tutto ma quasi.,
    rimango dell'avviso che quantificare l'inflazione del 2002 sarebbe una chicca mostruosa!

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  29. Guardate che il carico teorico di tasse è molto superiore rispetto agli altri paesi ma quello effettivo non credo lo sia. In Italia si pagano più tasse 'oggettive' (IRAP. Tasse sul lavoro che in parte sono sostenute dai dipendenti) ma si pagano molto meno le dirette (ma anche l'IVA e l'Irap quando la tassazione sulle dirette viene abbattuta ad esempio al ricorso a costi fittizi). oPer vedere quanto sia diffuso questo problema basta guardare le statistiche che escono in relazione alle dichiarazioni annuali dei la quasi totalità degli imprenditori dichiara redditi assolutamente irrealistici - più bassi dei propri dipendenti). Insomma gli imprenditori piccoli- e grandi- finché han potuto sono stati bene anche sulle spalle dei dipendenti (che pagavano di più per garantire il gettito)... Ora sono arrivate la crisi e le tasse (incremento dei controlli), logico che fanno fatica e molto di più. Non voglio dire che sia giusto e che tutti hanno voluto questo sistema...ma di sicuro la stragrande maggioranza ne ha approfittato. Insomma una riforma del sistema non può prescindere dalla necessità che tutti paghino il dovuto [ che a quel punto potrebbe essere anche ridotto). Questo
    rebus sic stantibus... Se si riesce ad organizzare il sistema paese in maniera tale da non essere obbligati alle politiche di austerità ora imposte e chiaro che il peso delle tasse potrebbe essere ridotto ma, affinché si pervenga ad una tassazione più equa è necessario che tanti contribuiscano di più di quanto fanno ora....e questi tanti non sono certo i dipendenti (che ahiloro non possono evadere le tasse)

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    1. Devo smentire.

      Sono un lavoratore dipendente di un'azienda che ha avuto fino ad una quarantina di dipendenti, e sono stato un evasore fiscale fino all'arrivo del Salvaitalia, insieme a tutti, nessuno escluso, quelli che lavorano con me.

      Perchè tutti noi siamo stati, con grandissima soddisfazione e per anni ed anni, retribuiti al nero per le ore straordinarie mensilmente lavorate anche in eccedenza al massimo consentito dal contratto di lavoro.

      Stipendi da 1400 Euro al mese potevano arrivare a 2000 ed oltre, con tutto il sovrappiù non tassato.

      E per pagare in nero, il nero bisogna procurarselo.

      In questo, per esempio, ci ha aiutato anche un magistrato di un tribunale del nord-est, per il quale abbiamo lavorato e che, al momento di pagare il conto, pretese di non "esser costretto a buttar via i soldi dell'IVA"...

      Per quanto riguarda il peso delle tasse, ci sono gli studi della CGIA di Mestre (che non è berlusconiana)

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  30. @Jackari
    una cosa è evadere le tasse e lo sappiamo un'altra cosa è rientrare dei costi.
    banalmente, la domanda è crollata, gli oneri (per le varie pratiche e le tasse) sono aumentati e allora..
    ma il problema si comprende se lo si espone alla Borghi: se hai una nave con una grossa falla e tre camerieri che hanno rubato cosa fai?

    PS: ragazzi, ma prima della crisi da queste parti si vedevano assegni post datati oltre i 12 mesi!
    che ci fosse la crisi pronta.. ma la colpa è degli economisti che non l'hanno prevista! ahahahahhahahahahhahaha

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  31. acceto la porta sbattuta in faccia, ringranziando dio non devo niente a nessuno e non ho la minina intenzione di fare gesti eclatanti,scusa per il disturbo

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  32. Banalizzando, visto che ti piace banalizzare, il mio post si riferiva al problema della tassazione ed al carico elevatissimo dai più additato come causa della crisi (fuori da questo blog -nella vita di tutti i giorni- ma anche qui dentro)unitamente ai "feroci" controlli del fisco ...
    a mio parere - assodato che le cause della crisi ( o meglio del periodo di depressione economica tragicamente sfociato inella suddetta) sono altre, come già chiaramente evidenziato in centinaia di argomentati, dettagliati e convincenti post del professore - ho ritenuto opportuno evidenziare che
    i dati ci dicono che , di fatto, gli imprenditori (medi, piccoli e grandi che in questo non possono essere considerati AFFATTO uguali ai lavoratori dipendenti che, volenti e nolenti, le tasse sono costretti a pagarle) le tasse sui redditi non le pagano (e non le hanno pagate per decenni).
    questa evidenza dimostra che il sistema fiscale italiano, anche e soprattutto dal punto di vista dei controlli, fa acqua da tutte le parti.
    Il motivo: a mio avviso la pretesa di controllare tutti e sempre senza affidarsi a meccanismi presuntivi per calcolare il dovuto (che avrebbero diversi vantaggi e qualche marginale svantaggio, ma non è questa la sede). Le conseguenze sono che il legislatore- per compensare il mancato gettito ha introdotto una serie di strumetni OGGETTIVI per recupeare almeno una parte del dovuto (IRAP - quale scandali ha suscitato questa imposta- tassazione sui dipendenti da spartirsi tra datore di lavoro e lavoratoare: con il risultato che questa è la più elevata d'europa ma il carico complessivo qual'è?). Nè è derivata una profonda DISOMOGENEITà del carico fiscale (praticamente i ricchi pagano meno dei poveri in proporzione - non è solo un nostro problema si veda in america) che, traducendosi in mancanza di EQUITà, comporta l'odio feroce dei dipendenti nei confronti degli imprenditori e quello degli imprenditori (perlomeno dal punto di vista mediatico: ma si sa quanto i media influenzino le menti deboli o i disperati) contro l'agenzia delle entrate e soprattutto equitalia (tacendo delle schifose campagne stampa contro quest'ultima che appaiono sui giornali: es. http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-06-17/ecco-conti-equitalia-perdite-220034.shtml?uuid=AbDGku5H).

    Insomma semmai si riuscisse ad uscire dalla crisi questo è un problema che va risolto e non si pensi che si possa continuare a marciare sulla vecchia strada solo perchè la buriana è passata.

    E per chi non ha capito - magari perchè mi sono espresso male - NON sto certo sostenendo che lo stato deve incrementare tassazione e controlli soprattutto in questo periodo (è evidente... ma chissà che a qualcuno non venga in mente di attribuirmelo).

    L'esempio di borghi aquilini- che non c'entra nulla con lo spirito del mio precedente post ma che ha relazione con la piega che ha preso il discorso- avrebbe dovuto essere posto in termini diversi: "se hai una nave con una grossa falla e tutto l'equipaggio che ruba (cosa fai"? certo prima si pensa alla falla, ma dopo una sistematina all'equipaggio gliela si dà... no? anche perchè a qualcuno verrà il sospetto che la falla non si sia aperta da sola....




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    1. Egregio Jackari

      Sono stato dipendente e da 13 anni sono piccolo imprenditore, e parlare di vergognose campagne stampa contro Equitalia vuol dire non avere la minima cognizione di causa del funzionamento di un'agenzia scientemente strutturata come un estorsore/strozzino di stato ( su tutto ci sono gli interessi sull'aggio, che sono formalmente un meccanismo affine all'usura).
      Quando da imprenditore ho avuto un'ispezione con accesso alla ditta dda parte dell'agenzia delle entrate ho trovato giovani (probabilmente precari) preparati, precisi, cortesi. Equitalia invece è un muro di gomma, e temo che le sue iscrizioni a ruolo vadano direttamente a finire nei conteggi dell'evasione con un doppio equivoco annidato dentro cifre che vengono costantemente sbandierate come la causa di tutti i mali:
      1) nei ruoli sono compresi gli interessi di mora e gli interessi sull'aggio, che non andrebbero certo computati nell'imposta evasa.
      2) buona parte dei ruoli riguarda mancata compliance, e non evasione in senso stretto. Un esempio concreto: se un datore di lavoro per problemi di cassa ritarda di 1 giorno il versamento di un F24 da 700 euro può ritrovarsi una multa di 700-900 euro (che vanno a finire nel calderone dei numeri dell'evasione)
      Il mio non è certo un'invito alla infedeltà fiscale, ma una critica al pregiudizio di base che vede nelle PMI il moloch su cui lanciare gli strali dell'indignazione morale. Quanto all'iniquità del sistema fiscale ed esattoriale io non direi che il carico viene messo tutto sul lavoratore dipendente, ma che semmai viene spostato tutto sui soggetti più deboli (perche' facilmente individuabili e da cui si incassa più facilmente). Ah, sì, del resto la pressione fiscale è esplosa con gli interessi sul debito pubblico, quindi dal famoso divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia, voluto in nome della probità, della virtù e dell'Europa....

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    2. Ciao Lettore Occasionale,
      sono abbastanza d'accordo con te, d'altronde mio padre dopo una vita in pubblica e privata amministrazione mi raccontava cose simili. Pero' solo accanirsi contro Equitalia non mi sembra corretto, loro dopotutto sono gli esecutori di quello che gli passa l'Agenzia delle Entrate, sbaglio? Inoltre se Equitalia e' uno dei tanti mostri dell'amministrazione pubblica, le responsabilita' non stanno tanto li' quanto in parlamento. Non mi stupirei se il provvedimento con cui si istitui' Equitalia fosse passato con maggioranza bulgara, stile Fiscal Compact ...

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    3. Giusto per dare un'idea di come la propaganda lavori a fondo su questo tema è interessante questo link:

      http://www.economy2050.it/numeri-evasione-fiscale-italia-europa/

      Specialmente nel passo che dopo aver esaminato i patteggiamenti delle grandi banche recita "i numeri veri si nascondono dietro le grandi società, piuttosto che nelle molto numerose attività di piccolo cabotaggio".

      Ancora più interessante è la provenienza dei dati su evasione in percento del PIL: Tax reaserch UK, il cui responsabile, dopo essere stato ripreso da Reuters, si è sbracciato per ricordare che le sue sono soltanto stime (http://www.taxresearch.org.uk/Blog/2013/04/14/the-eus-e1-trillion-tax-loss/)

      La corte dei conti qua
      spiega i suoi metodi per il computo, e si nota che i metodi macroeconomici citati, riguardanti pressoché unicamente IVA e IRAP, parlano nettamente della distinzione tra PMI e grandi aziende...


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    4. mi permetto di precisare quanto segue -non senza polemica- sperando che non faccia dispiacere a nessuno al fine di far comprendere un pò la mia posizione chè altrimenti mi sembra di passare per terrorista fiscale (e oltre....)
      Innanzitutto dobbiamo chiarire un equivoco di fondo :
      io non dico che le tasse sono basse ma anzi è di tutta evidenza che siano alte e che il motivo è quello che il professore ha ben spiegato (così come alti sono gli adempimenti ).
      dicevo solo che i progressi dell'agenzia delle entrate e di equitalia nella lotta all'evasione (i cui dipendenti forse in questa situazione potrebbero essere mandati qualche mese in ferie forzate in attesa della ns. uscita dall'euro) (anche nelle modalità a dispetto di quanto scrivono gli organi di stampa nel pude) possono portare benefici al paese e alla struttura imprenditoriale.
      vorrei scrivere anche il perchè ma è lungo e complesso e probabilmente sarei accusato di essere un dipendente frustrato sostenitore del pude come già successo(e devo dire con argomentazioni di sapore analogo a quelle spesso utilizzate contro i magistrati da un noto esponente del pude recentemente condannato).
      invece, se si riconoscesse il problema, si potrebbe studiare una soluzione che pacifichi i piccoli (che essendo tanti valgono tanto) con una sorta di minimum tax e che concentri i controlli sui GRANDI (che poi parlate di PMI ma ne avete un'idea un pò vaga imho).
      @lettore occasionale permettimi di evidenziare che i documenti che citi tu non vanno certo a vantaggio delle tue tesi con particolare riferimento alla relazione della Corte dei Conti che quei documenti avalla, oltre a spiegare anche quale sia il legame tra iva, irap e altre imposte....
      le stime le hai tirate fuori tu...io non avevo parlato di stime, ma se poi vogliamo parlare di dati prendiamo quelli del FMI e vediamo che il gettito sul pil è inferiore a quello di francia (di 4 punti e superiore a quella della germania di 2)...questo nonostante tutte le gabelle in più che ci sono in italia.......(più gabelle gettito ugualepiù evasione)
      infine quanto tu dici in merito al punto 2) del precedente intervento è palesemente FALSO. Se paghi con un giorno di ritardo non ti chiedono di nuovo l'imposta nè tantomeno il 100% di sanzioni (max il 30% - solo in cartella dopo che per anni non ti sei attivato per rimediare al tuo ritardo). ti consiglio di cercare su google "ravvedimento operoso" "comunicazione d'irregolarità" e di rivolgerti ad un commercialista meno cane.
      @valsandra se non ti interessa puoi anche fare a meno di ribattere
      ps. vi faccio notare che qui dentro molto probabilmente non c'è nessuno che non sia stato un sostenitore del pude


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    5. @ jackari

      1) Forse non hai letto i link... non ci sono "dati" ma stime, e di sicuro il prof può fornire, se ha tempo, maggiori dettagli.

      2)Ho ben presente il ravvedimento, non intendo produrre copie di cartelle ma non parlo per sentito dire.

      3) Massima solidarietà per i dipendenti che rischiano di trovarsi in CI, mobilità o simili. Non è colpa loro se il legislatore ha strutturato l'agenzia così come è (cioe' capace di procedere al pignoramento con un contenzioso in corso http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2010/06/09/news/chiuso-il-megastore-gabbriellini-1.1905808 )

      4) Se giustifichi la attuale struttura degli interessi di mora (vedere qui , prima volta in vita mia che linko Il Giornale) abbiamo idee decisamente divergenti in materia di equità, specie in un contesto in cui i debiti dello stato nei confronti dei privati cittadini (IVA, debiti commerciali) non sono soggetti neanche ad interesse legale - ma simmetria ed asimmetria spesso stanno nell'occhio di chi osserva...

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  33. @Jackari
    ma chi se ne frega di queste cose?
    sino al'altro ieri nessun figlio di operaio si sentiva inferiore agli altri.. oggi siamo forse tutti pezzenti?
    il fatto che si stia facendo terrorismo fiscale cosa cambia?
    lo si fa su tutti!
    la pressione non colpisce solo l'imprenditore ma proprio tutti!
    è ovvio che quando un imprenditore va a guardare come differenziarsi vede nell'aumento (relativo) del costo del lavoro e della pressione fiscale (e oneri relativi alle varie pratiche) un problema!

    PS: prima dello SME la pressione fiscale era del 31%..

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  34. Come Alberto, sono convinto che un po' di memoria storica sia utile. Io non amo la politica interna della Thatcher, ma l'ammiro incondizionatamente per la sua posizione sull'Europa e sull'euro. Dunque, dal Telegraph 18 novembre 2010

    Next week it will be 20 years since Margaret Thatcher fell. Pressure had been building on a number of fronts, but the issue which finally destroyed her was the yet-to-be-born euro. In the last weekend of October 1990, she travelled to a European summit in Rome, where Jacques Delors’ dream of European Monetary Union was high on the agenda. But while Mrs Thatcher was fighting her lone battle against the prospective single currency abroad, she was being fatally undermined at home. Geoffrey Howe, her bitterest cabinet critic, went on television to tell the interviewer Brian Walden that in principle Britain did not oppose the euro.
    In her Commons statement after returning home, she was forced to slap Howe down: “this government believes in the pound sterling.” Howe resigned, and days later delivered the famous speech from the back benches that set in motion a leadership contest.
    Today, Margaret Thatcher’s autobiography, first published in 1993, reads like a prophecy. It shows how deeply and with what extraordinary wisdom she had examined Delors’ proposals for the single currency. Her overriding objection was not ill-considered or xenophobic, as subsequent critics have repeatedly claimed.
    They were economic. Right back in 1990, Mrs Thatcher foresaw with painful clarity the devastation it was bound to cause. Her autobiography records how she warned John Major, her euro-friendly chancellor of the exchequer, that the single currency could not accommodate both industrial powerhouses such as Germany and smaller countries such as Greece. Germany, forecast Thatcher, would be phobic about inflation, while the euro would prove fatal to the poorer countries because it would “devastate their inefficient economies”.
    It is as if, all those years ago, the British prime minister possessed a crystal ball that enabled her to foresee the catastrophic events of the past year or so in Ireland, Greece and Portugal. Indeed, it is one of the tragedies of European history that the world chose not to believe her. President Mitterrand of France and Chancellor Kohl of Germany dismissed her words of caution. And when Mrs Thatcher was driven from office in 1990, a crucial voice was lost, and a new consensus started to form in Britain in favour of the euro.
    This consensus stretched across the entire spectrum of the British establishment. It took in Tony Blair’s New Labour and all of Paddy Ashdown’s Liberal Democrats. The CBI came out for the euro, and so did the trades unions. The Foreign Office was doctrinally pro-single currency. Leading businessmen, such as Peter Sutherland (chairman of BP and Goldman Sachs International) and the fashion-conscious Richard Branson were strongly in favour. The Financial Times, a newspaper whose judgment has been wrong on every great economic issue of the last 40 years, was another supporter.
    This consensus was all the more powerful because it contained Conservative grandees. The Britain in Europe campaign, featuring an ambitious young Liberal Democrat called Danny Alexander, now the Chief Secretary to the Treasury, was launched in 1999. Ken Clarke and Michael Heseltine treacherously spoke alongside Tony Blair and Peter Mandelson.
    “The price we would pay,” announced Mandelson, “in lost investment and jobs in Britain would be incalculable.” He projected that “outside the euro, there is little we can do to protect industry against destabilising swings in the value of sterling.” Michael Heseltine spoke apocalyptically about the terrifying consequences for British competitiveness outside the euro. Chris Huhne, now a Lib Dem cabinet minister, was scathing about eurosceptics who warned that entry to the euro would cause the Irish economy to overheat – warnings that proved to be all too accurate.

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  35. Irishman Niall Fitzgerald, chairman of the industrial giant Unilever, forecast British economic obliteration outside the euro. In a dark irony, it is his native country that now faces obliteration. Those who challenged this consensus were ridiculed. Even William Hague, then leader of the opposition, received this contemptuous treatment. Hague made a series of speeches which, reread today, rival Margaret Thatcher’s in their prescience. He predicted that membership would “lead to huge booms and deep recessions”. Hague chillingly added that “the single currency is irreversible. One could find oneself trapped in the economic equivalent of a burning building with no exits.” He noted that euro membership could lead to a “full-blown banking and financial crisis.”
    Nobody listened, many mocked, and Hague was accused of dragging the Tory party to the Right. The BBC, an integral part of the pro-European alliance, played its full role in marginalising critics such as Hague. The state-owned national broadcaster lumped the Tory leader in with cranks and xenophobes. By contrast, euro supporters were invariably presented as mainstream and sensible.
    But it is Hague’s speeches that have stood the test of time, while the excitable expostulations of Heseltine, Blair, Mandelson and Clarke all look ridiculous today. So let’s try a thought experiment and ask where Britain would be today if they had won the argument.
    The first point to note is the British economic boom which ended in 2008 would have been headier still, thanks to the soft interest rate policies pursued by the European Central Bank in the early years of this century.
    The second is that the subsequent crash would have been far, far worse. We would not have been able to lower rates as far and as fast as we did. We could not have devalued out of trouble. We would have been unable to fuel economic growth by printing money.
    With these options unavailable, the recession would have turned into depression. It is likely that unemployment would now be heading towards five million and our already broken public finances would be in ruins. Just like Greece and Ireland, we would be unable to raise funds on the international markets and the IMF would have moved in. Angela Merkel of Germany would be offering a bail-out – but only on condition that we follow policies set for us in Europe. We would have lost our independence and become a wholly owned subsidiary of Brussels – the fate Ireland faces today.
    Yesterday, I tried to reach the leading politicians who tried so hard 10 years ago to abolish the pound – Heseltine, Leon Brittan, Mandelson, Neil Kinnock, Charlie Kennedy. I wanted to ask them whether they stood by their extravagant warnings. I wanted to ask them for an apology. Not one of them came back.
    Other apologies are called for. From the BBC, which distorted the debate. From the superior commentators who sneered at politicians like William Hague, John Redwood and Iain Duncan Smith as they fought against the euro. From Heseltine and Clarke for their calculated betrayal of Hague. From the CBI, which (under its then director general Adair Turner, now chairman of the Financial Services Authority) sold the interests of British business down the river.
    One other point. Margaret Thatcher may have been the first victim of the single currency, but there have been many more since: the millions who have lost their jobs and the nations that are being stripped (as she forecast) of their pride and independence. Baroness Thatcher has often been accused by her politically motivated enemies of callousness. But backers of the European project are today happy to countenance unlimited human suffering in their mission to enforce economic and monetary union. Mrs Thatcher knew this would be the result of their deranged plan, which is why she fought to stop it. Her last battle as prime minister could not have been fought in a greater or more compassionate cause.

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    1. questa e' una chicca! saresti cosi' cortese da pubblicare il link?

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  36. http://blogs.telegraph.co.uk/news/peteroborne/100064330/margaret-thatcher-knew-the-single-currency-would-devastate-europe/
    i sembra di leggere una storia nota con un finale diverso

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  37. ► 9:58► 9:58
    www.youtube.com/watch?v=U2f8nYMCO2I

    Intervento della Thatcher sulla moneta unica

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  38. @Jackari
    ma di questa evasione quanta è contemplata nei 3 ml di lavoratori in nero con un sud funestato da un cambio 1a1 invece di 4a1 del 1861 e dal furto di tutto il tessuto industriale?
    capisco che saranno noccioline ma cmq, la stessa corte dei conti ha dichiarato che corruzione ed evasione costano 50 mld l'anno (il danno è differente da quanto si evade) contro un 30 se fossimo "ameriKani".

    quanta di questa evasione è da mafia?
    ragazzi, mica perché uno ha mal di testa se la deve tagliare!

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